La misurazione del Benessere Equo e Sostenibile (BES)

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1 Consiglio Nazionale dell Economia e del Lavoro Comitato CNEL/ISTAT sugli indicatori di progresso e benessere La misurazione del Benessere Equo e Sostenibile (BES) Premessa Il Consiglio Nazionale dell Economia e del Lavoro e l Istituto Nazionale di Statistica hanno promosso, tramite un protocollo interistituzionale di collaborazione, un iniziativa finalizzata allo sviluppo di una definizione condivisa del progresso e del benessere della società italiana. Il Comitato CNEL/ISTAT è l organo istituito, con il coordinamento della Prof. Maria Teresa SALVEMINI ( Consigliera del. CNEL) e della Dott. Linda Laura SABBADINI (Direttore Generale dell ISTAT), composto in modo da rappresentare le parti sociali e la società civile nella sua interezza. L obiettivo primario del Comitato è sviluppare un approccio multidimensionale del benessere equo e sostenibile (BES), che integri il tradizionale indicatore dell attività economica, il Pil, con altri indicatori, compresi quelli relativi alle disuguaglianze -non solo di reddito- e alla sostenibilità economica, sociale e ambientale. Questo volume riassume i lavori svolti dal Comitato, a loro volta suddivisi in due sezioni: la prima riguarda il dibattito che ha condotto alla definizione e strutturazione delle dodici dimensioni del benessere in Italia, la seconda è riferita al processo di individuazione e selezione degli indicatori statistici. CNEL, giugno 2012

2 Consiglio Nazionale dell Economa e del Lavoro Istituto Nazionale di Statistica Comitato CNEL - ISTAT sugli indicatori di progresso e benessere La misurazione del Benessere Equo e Sostenibile (BES) 25 giugno 2012

3 INDICE Iter del documento pag. iii Parte I Relazione dei lavori svolti dal Comitato di indirizzo (aprile 2011 ottobre 2011) 1 1. Il dibattito sui limiti del Prodotto interno lordo (PIL) pag La nascita del PIL come misura del valore del prodotto realizzato dal processo economico pag I limiti del prodotto interno lordo secondo Kuznets pag L indice dello sviluppo umano a cura delle Nazioni Unite pag L iniziativa Beyond GDP pag Le iniziative dell OCSE pag Le iniziative dell Unione Europea pag La Commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi pag Il progetto del 2005 del CNEL sugli indicatori per lo sviluppo sostenibile pag Il documento del Cnel Indicatori di crescita economica e sociale ad integrazione del PIL del 2010 pag Alcune iniziative di misurazione del benessere realizzate in Italia pag Le misure del benessere realizzate nel mondo: come tenersi aggiornati pag Costituzione del Comitato di indirizzo e dell iniziativa interistituzionale CNEL ISTAT sugli indicatori di progresso e pag. 25 benessere 2.1 Percorso di formalizzazione del Comitato pag I lavori del Comitato di indirizzo ed identificazione dei domini pag Attività del Comitato pag La scelta dei domini pag Una considerazione conclusiva sulla scelta dei domini pag La consultazione pubblica ed il percorso nel 2012 pag Il sito web pag. 45 i

4 4.2 Gli incontri sul territorio pag Le fasi successive del progetto pag. 47 Parte II I 12 domini del Benessere Equo e Sostenibile (BES) Selezione degli indicatori pag Introduzione pag I 12 domini del Benessere Equo e Sostenibile e la selezione degli indicatori pag Ambiente pag Salute pag Benessere economico pag Istruzione e formazione pag Lavoro e conciliazione tempi di vita pag Relazioni sociali pag Sicurezza pag Benessere soggettivo pag Paesaggio e Patrimonio culturale pag Ricerca ed Innovazione pag Qualità dei servizi pag Politica ed Istituzioni pag. 111 Allegato 1 - Accordo di collaborazione interistituzionale tra il Consiglio Nazionale dell Economia e del Lavoro (CNEL) e l Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), Roma, 20 aprile 2011 Allegato 2 Prime riflessioni sulla misurazione del benessere e i compiti del Comitato di Indirizzo di Linda Laura Sabbadini e Maria Teresa Salvemini Allegato 3 - CNEL e ISTAT insieme per misurare il benessere della società italiana: individuate le 12 dimensioni del benessere, comunicato stampa, 4 novembre 2011 pag. 116 pag. 124 pag. 136 Riferimenti bibliografici pag. 140 ii

5 Iter del documento. La presente relazione è stata richiesta all Ufficio II di supporto agli organi collegiali dalla Consigliera Maria Teresa Salvemini, coordinatrice di parte CNEL del Comitato di indirizzo CNEL ISTAT sugli indicatori di progresso e benessere, al fine di informare il Presidente e l Assemblea del CNEL sui lavori svolti da tale Comitato. La relazione è stata esaminata e approvata dalla Consigliera Maria Teresa Salvemini ed è stata esaminata da Linda Laura Sabbadini, coordinatrice di parte ISTAT del Comitato di indirizzo CNEL ISTAT sugli indicatori di progresso e benessere. La relazione è stata presentata all Assemblea del CNEL nella seduta del 20 giugno Il capitolo 1 della parte I è a cura di Sandro Tomaro, funzionario del CNEL. I capitoli 2,3 e 4 della parte I sono a cura di Margherita Chierichini, funzionario del CNEL. I funzionari hanno lavorato sotto la direzione del Direttore dell Ufficio II di supporto agli organi collegiali. La parte II è a cura del Comitato CNEL ISTAT sugli indicatori di progresso e benessere, che l ha concordata in occasione della riunione del 30 maggio iii

6 Parte I Relazione sui lavori svolti dal Comitato di indirizzo (aprile 2011 ottobre 2011) 1

7 1. Il dibattito sui limiti del Prodotto interno lordo (PIL). 1.1 La nascita del PIL come misura del valore del prodotto realizzato dal processo economico. Il PIL è il tentativo meglio riuscito di misurazione del valore del prodotto realizzato e di osservazione delle oscillazioni del ciclo economico e non una misura del progresso e del benessere di una società, in quanto il benessere di una nazione difficilmente può essere tratto da una misura di reddito nazionale 1. E riduttivo definire il PIL come un indicatore, ma si tratta piuttosto di una misura calcolata all interno di almeno tre conti della Contabilità Nazionale (della produzione, della distribuzione, degli impieghi), con cui si dà una dimensione al valore del prodotto realizzato da milioni di imprese, ai redditi percepiti da milioni di lavoratori, ai consumi effettuati da milioni di famiglie, alle entrate e alle uscite del bilancio pubblico e alle relazioni economiche tra un paese e il resto del mondo. Il tentativo di misurare la produzione di beni e servizi di un sistema economico e di descriverne quantitativamente i meccanismi di funzionamento risale ai lavori di W. Petty 2 e dei fisiocratici francesi 3. Negli anni 30 del XX secolo la misurazione del sistema economico in termini di interdipendenza fra i settori produttivi e gli operatori economici è stata proposta da Leontief 4 con il modello input output delle interdipendenze settoriali. In quegli stessi anni da un gruppo di lavoro istituito presso il Department of Commerce degli Stati Uniti sotto la guida di S. Kuznets 5, nasceva la Contabilità nazionale, il sistema contabile all interno del quale il PIL è stato proposto e sviluppato. Per cogliere il significato delle critiche che oggi vengono mosse al PIL conviene ricordare che la Contabilità Nazionale nasce con l obiettivo di misurare le grandezze economiche rilevanti nell ambito del principio della domanda aggregata formulato da J.M. Keynes. La Contabilità Nazionale si propone di fornire al decisore pubblico una misura convenzionale dalle relazioni fra gli operatori istituzionali famiglie, 1 in Kuznets (1934) cit. e considerazioni più ampie in Kuznets (1971) 2 Petty W. (1662), (1665), (1682) 3 Quesnay F. (1758) 4 Leontief W.W (1941) 5 Kuznets S. (1934) 2

8 imprese, Stato, Resto del mondo- dalle quali dipende l andamento del ciclo economico. In tal modo, si definisce uno schema quantitativo utilizzabile nella valutazione delle politiche economiche. Il successo del PIL deriva dal fatto di aver colmato, sul piano statistico, un esigenza conoscitiva divenuta particolarmente sentita negli anni 30 del XX secolo, la medesima esigenza che sul piano della teoria economica fu colmata dalla teoria keynesiana. Come osserva il Bureau of Economic Analisys 6 Prima del diffondersi dei Conti Nazionali, i politici per guidare l economia avevano a disposizione informazioni limitate e frammentarie sullo stato dell economia stessa. La Grande Depressione sottolineò i problemi dell incompletezza dei dati e portò allo sviluppo dei conti nazionali Può risultare sbalorditivo che i presidenti Hoover ed in seguito Roosevelt per combattere la Grande Depressione degli anni 30 mettessero a punto le loro politiche basandosi su dati così imprecisi come quelli dell indice dei prezzi all ingrosso, del trasporto di merci, e di indici incompleti sulla produzione industriale. Ciò è dovuto al fatto che non esistevano, allora, metodi adeguati per misurare il reddito e la produzione delle nazioni. La Grande Depressione, e con essa il crescente ruolo del governo nell economia, misero in luce la necessità di tali misure e portarono allo sviluppo di un esauriente sistema di conti del reddito nazionale. Un altra ragione del successo del PIL e più in generale della Contabilità Nazionale è costituita dal fatto che tale sistema contabile fornisce i dati e la struttura di base dei modelli econometrici utilizzati per le previsioni economiche e le valutazioni sull efficacia delle politiche macroeconomiche. Dopo la seconda guerra mondiale gli indubbi vantaggi conoscitivi e di azione politica derivanti dalla disponibilità dei dati di Contabilità Nazionale stimolò gli Stati e le organizzazioni internazionali a finanziare in via prioritaria la rilevazione delle grandezze della Contabilità Nazionale a scapito delle statistiche sociali ed ambientali, che potevano fornire, invece, importanti informazioni integrative sul benessere della società che il PIL e la Contabilità Nazionale non possono cogliere, perché progettati per misurare semplicemente il valore della produzione e la sua distribuzione. Così in mancanza di altri dati, indicatori e misurazioni altrettanto informativi e tempestivi il PIL è stato progressivamente percepito come una misura omnicomprensiva del raggiungimento degli obiettivi di una società. 6 U.S. Department of Commerce, Bureau of Economic Analysis (2000) 3

9 1.2 I limiti del prodotto interno lordo secondo Kuznets. Kuznets mette bene in evidenza alcuni limiti del prodotto interno lordo, che non rappresenta affatto una misura onnicomprensiva di benessere, perché non coglie alcuni dei costi della crescita economica e alcune delle interrelazioni tra cambiamenti strutturali del sistema economico ed altri aspetti della struttura sociale 7. Il PIL, infatti, non considera le attività svolte al di fuori del mercato (come il volontariato e il lavoro domestico), le esternalità negative sociali e ambientali del sistema produttivo, non tiene conto degli aspetti distributivi (del reddito, della ricchezza, delle esternalità negative di tipo sociale e ambientale) e valuta al costo dei fattori l attività della Pubblica Amministrazione (con la conseguenza che se aumentano gli sprechi e le inefficienze dell apparato pubblico aumenta il PIL), includendo in essa le spese per la difesa. Kutznets osserva ad esempio che i cambiamenti nelle condizioni di vita conseguenti all urbanizzazione, alle migrazioni (interne e internazionali), alla perdita e all acquisizione di competenze, ai cambiamenti nella struttura produttiva e alle conseguenze dell innovazione tecnologica presentano costi e vantaggi che non sono ancora misurati nelle misure di crescita economica e che alcuni di questi aspetti non potranno mai esserlo. Osserva, inoltre, che i cambiamenti provocano conflitti, resistenze e instabilità che rappresentano ostacoli alla crescita e che a volte hanno portato a soluzioni che rappresentano un onere per le future generazioni. Gli aspetti problematici della moderna crescita economica sono problemi non solo nel senso di deviazioni dal desiderabile (il che chiamerebbe in causa l affinamento delle politiche), ma anche nel senso che i nostri dati quantitativi e in modo particolare le nostre ipotesi analitiche non ci forniscono una visione e una spiegazione completa. Come già notato, le misure convenzionali del prodotto nazionale e delle sue componenti non riflettono molti costi e aggiustamenti nelle strutture economiche e sociali conseguenti alle principali innovazioni tecnologiche e, in effetti, ne omettono anche i ritorni positivi. La teoria precedente che è a monte di queste misure definisce i fattori produttivi in modo relativamente ristretto e lascia la crescita della produttività come un gap inspiegato, come una misura della nostra ignoranza. Questo difetto della 7 Kuznets S. (1971a), (1971b) 4

10 teoria nei confronti delle nuove evidenze ha condotto negli anni recenti a un dibattito vivace e ai tentativi di espandere la cornice della contabilità nazionale per comprendere costi nascosti ma chiaramente importanti, come ad esempio l istruzione vista come investimento in conto capitale, lo spostamento verso la vita urbana, l inquinamento o altri risultati negativi della produzione di massa. Questi sforzi dovranno spiegare anche alcuni risultati positivi, quali la maggior longevità e salute, la maggior mobilità, il maggior tempo libero o le minori disuguaglianze di reddito. Il ruolo della famiglia come centro delle decisioni economiche non solo in merito ai consumi ma anche in merito agli investimenti L indice dello sviluppo umano a cura delle Nazioni Unite. Nonostante che Kuznets avesse messo in evidenza i limiti informativi del PIL già dagli anni 30 del secolo scorso, è soltanto a partire dagli anni 80 che si avvia un confronto a livello metodologico per arrivare a indicatori che ne superino o integrino i limiti. A partire dal 1990 le Nazioni Unite pubblicano lo Human Development Report che è definito da una risoluzione dell Assemblea dell ONU come un esercizio intellettuale indipendente e un importante strumento per aumentare la consapevolezza sul tema dello sviluppo dell umanità nel mondo 9. Elemento caratterizzante di ogni Rapporto a partire dall edizione del 1993 è l Indice delle sviluppo umano (Human Development Index), proposto da Mahbud ul Haq, il quale ritiene che le persone spesso valutano dei risultati che non trovano riscontro almeno immediatamente nelle statistiche sul reddito e sulla crescita: un maggior accesso alla conoscenza, una migliore nutrizione e servizi sanitari, mezzi di sussistenza più sicuri, sicurezza contro il crimine e la violenza fisica, tempo libero soddisfacente, libertà politiche e culturali e un senso di partecipazione nelle attività della comunità 10. Con tale indice si cerca di integrare le informazioni fornite dal PIL pro capite con le informazioni fornite da un indice di aspettativa di vita e da un indice del livello di istruzione (distinguendo tra adulti e ragazzi). Nelle 8 Kuznets S. (1971a), paragrafo 5 Concluding comments 9 Risoluzione dell Assemblea dell ONU 57/ Haqu Mahbub Ul (1999) 5

11 edizioni fino al 2009 si utilizzava una media aritmetica dei tre indici, mentre a partire dall edizione 2010 si calcola la media geometrica dell aspettativa di vita alla nascita, di un indice di istruzione che tiene conto degli anni effettivi e previsti di istruzione e del reddito nazionale lordo pro capite. 1.4 L iniziativa Beyond GDP. Nel 2007 la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, il Club of Rome, l OCSE e il WWF hanno organizzato la conferenza Beyond GDP. In questa conferenza è stato sottolineato il fatto che gli indicatori statistici risultano particolarmente importanti per delineare e valutare le politiche aventi lo scopo di promuovere il progresso della società. La scelta di questi indicatori è un passo cruciale, in quanto il cosa si misura influenza il cosa si fa ; se gli strumenti utilizzati non sono corretti, o non riescono a cogliere tutte le caratteristiche dell oggetto di indagine, possono indurre a prendere decisioni inefficienti o addirittura inefficaci. Negli ultimi due decenni, l alto grado di complessità raggiunto dalla società, insieme alla distanza tra le variabili socio-economiche standard, e alla percezione che i cittadini hanno del benessere, hanno alimentato un crescente dibattito sulla capacità degli indicatori maggiormente utilizzati di fornire un immagine corretta della realtà. Il PIL è il principale protagonista di tale dibattito. Misura quantitativa dell attività macroeconomica, esso ha assunto negli anni il ruolo di indicatore dell'intero sviluppo economico-sociale e del progresso in generale. Tuttavia, dati la sua natura e il suo scopo, esso non può costituire la chiave di lettura di tutte le questioni oggetto di dibattito pubblico, non potendo fornire indicazioni su aspetti come, tra gli altri, l inclusione sociale, la disuguaglianza, l inquinamento o la percezione del benessere soggettivo da parte dei cittadini. Può succedere, ad esempio, che il PIL cresca, ma che i dati associati a questi aspetti peggiorino. L iniziativa non si è esaurita con la conferenza del 2007, ma le istituzioni promotrici hanno istituito un comitato organizzativo aperto ad altre organizzazioni ed esperti che prosegue il lavoro di migliorare le misure del progresso, della vera ricchezza e del benessere. Il sito internet dell iniziativa (www.beyond-gdp.eu) è divenuto una fonte imprescindibile di aggiornamento per tutti coloro che sono interessati al tema. I curatori del sito hanno chiesto agli sviluppatori di indicatori e di misure alternative al 6

12 PIL di descrivere il processo di creazione e l implementazione di queste misure. Ciascun documento specifica per quale motivo l indicatore era necessario, l uso, le possibilità future e i suoi futuri sviluppi. L idea di raccogliere in una esibizione virtuale i progetti più rilevanti di indicatori e misure del benessere è un progetto del Sustainable Europe Research Institute (SERI), un think tank paneuropeo che dal 1999 esplora le opzioni dello sviluppo sostenibile per le società europee. 1.5 Le iniziative dell OCSE. L OCSE si è impegnata fortemente sul tema della misurazione del progresso e del benessere, con l obiettivo di dare risposta alle esigenze dei cittadini e dei decisori politici di informazioni migliori sul benessere e il progresso della società. A partire dal 2004, grazie all impulso di Enrico Giovannini (all epoca Chief Statistician dell OCSE), con il primo Forum Mondiale su Statistica, Conoscenza e Politica tenutosi a Palermo, si è alimentato un dibattito globale su come andare oltre il Pil. Con la Dichiarazione di Istanbul del 2007, in occasione del secondo Forum Mondiale e con il lancio del Progetto Globale sulla misura del progresso delle società sempre più paesi hanno cominciato a guardare a questo tema con l attenzione necessaria, avviando iniziative di carattere metodologico e politico. Queste esperienze sono state presentate al Terzo Forum Mondiale tenutosi a Busan nel Forte di tale successo. L OCSE si appresta ad organizzare un quarto Forum a Dehli nell autunno del Nel mese di maggio 2011 è stato organizzato il Forum Better Policies for better lives e nel mese di ottobre 2011 è stato presentato il Better Life Index. Ha organizzato, inoltre, alcune conferenze regionali, quali: America Latina (Città del Messico, maggio 2011), Asia (Giappone, dicembre 2011), Africa (Marocco, aprile 2012), Medio oriente (primavera 2012), Europa (Parigi, giugno 2012). Per la misurazione delle dimensioni del benessere, l OCSE parte da uno schema basato su due sistemi fortemente interconnessi tra loro: il sistema umano e l ecosistema 11. Il benessere complessivo di un paese dipende dalla condizione di tali sistemi, che a loro volta dipendono dal 11 Hall J., Giovannini E. et al. (2010), Giovannini E. (2010) 7

13 benessere degli individui. Il benessere dipende dalla disponibilità di condizioni individuali e collettive (anche in termini di presenza o assenza di opportunità), la cui esistenza è legata a fattori economici, culturali e di governance; tali fattori vanno considerati obiettivi intermedi, in quanto la loro disponibilità favorisce il conseguimento del benessere. Ogni dimensione del benessere va valutata, inoltre, con un ottica intragenerazionale, che approfondisce i temi della povertà e della disuguaglianza, e con un ottica inter-generazionale, che approfondisce i temi della sostenibilità e della vulnerabilità. In breve l OCSE configura uno schema multidimensionale di benessere con obiettivi finali e intermedi e due ottiche trasversali secondo il quale il progresso di una società si verifica quando si consegue un aumento del benessere equo e sostenibile 12. L impegno dell OCSE non si è limitato al piano metodologico, ma al contrario l inziativa Una vita migliore: la misura del progresso e del benessere ha portato nel 2011 alla pubblicazione di un rapporto e alla proposta del BLI (Better Life Index, Indice di una Vita Migliore), che permette il confronto del livello di benessere dei diversi paesi 13. Questo indice è caratterizzato da un grado molto elevato di flessibilità, al punto che ciascun utilizzatore può costruirsi il proprio indice attribuendo pesi diversi agli aspetti che sono stati selezionati come rilevanti nel determinare il grado di benessere delle persone: reddito, occupazione, abitazione, salute, conciliazione tra lavoro e tempo libero, istruzione, reti sociali, impegno civico e politico, ambiente, sicurezza personale e benessere soggettivo. L OCSE rileva che negli ultimi quindici anni il livello di benessere è aumentato. Infatti è aumentata la ricchezza, sono migliorate le opportunità di lavoro, le condizioni abitative, i livelli di istruzione e si vive più a lungo; si è meno esposti all inquinamento e al crimine. Tuttavia sono aumentate le disuguaglianze: alcuni gruppi della popolazione, in particolare le persone con livelli di reddito e di istruzione più bassi, mostrano andamenti tendenziali peggiori in tutte le dimensioni del benessere. 12 Hall J., Giovannini E. et al. (2010), cit. 13 OECD (2011), 8

14 1.6 Le iniziative dell Unione Europea. Nel 2009 la Commissione Europea ha approvato una comunicazione sul PIL e le misure di progresso 14. Ad avviso della Commissione il prodotto interno lordo (PIL) è un possente indicatore, ampiamente riconosciuto, per controllare le fluttuazioni a corto e medio termine dell'attività economica, soprattutto durante l'attuale recessione. Nonostante i suoi difetti, rimane la migliore unità di misura dello stato di salute del mercato economico. Tuttavia, il PIL non è stato concepito per misurare con accuratezza il progresso economico e sociale a più lungo termine e, in particolare, la capacità di una società di affrontare questioni quali i cambiamenti climatici, l'uso efficiente delle risorse o l'inclusione sociale. Esistono validi motivi per completare il PIL con statistiche che riprendano gli altri aspetti economici, sociali ed ambientali dai quali dipende fortemente il benessere dei cittadini. Vengono individuate cinque azioni per misurare meglio il progresso in un mondo in cambiamento: - completare il PIL con indicatori ambientali e sociali - informazioni quasi in tempo reale a sostegno del processo decisionale - informazioni più precise su distribuzione e disuguaglianze - elaborare una tabella europea di valutazione dello sviluppo sostenibile - estendere i conti nazionali alle questioni ambientali e sociali. In seguito alla pubblicazione di tale Comunicazione e del Rapporto della Commissione Stiglitz Sen Fitoussi 15, Eurostat ha promosso un vasto gruppo di lavoro, lo Sponsorship Group, con il mandato di coordinare le attività di misurazione del benessere nell ambito del Sistema Statistico Europeo. Pertanto il Comitato dei Sistemi Statistici Europei ha avviato un gruppo sulla misurazione del progresso, del benessere e dello sviluppo sostenibile. Il gruppo si è focalizzato sul miglioramento dell impiego delle statistiche esistenti al fine di fornire gli indicatori più appropriati. Ha prodotto un rapporto che è stato adottato dal Comitato dei 14 Commissione UE (2009a) 15 CMEPSP Commission on the Measurement of Economic Performance and Social Progress (2009) 9

15 Sistemi Statistici Europei nel novembre In tale rapporto vengono proposte azioni concrete nell ambito dei seguenti domini: - prospettive delle famiglie e aspetti della distribuzione del reddito, dei consumi e della ricchezza - misure multidimensionali della qualità della vita - sostenibilità ambientale Per ciascuno di questi domini vengono formulate approfondite raccomandazioni alla luce dell attuale disponibilità di statistiche e vengono indicati possibili sviluppi. Importanti progressi sono stati compiuti con l adozione del Memorandum di Sofia e del Memorandum di Wiesbaden 17. Si è convenuto di approfondire il lavoro sulle prospettive delle famiglie, sugli aspetti relativi all equità, sulle prospettive di consumo delle risorse ambientali, sulle condizioni oggettive e soggettive della qualità della vita delle persone. Lo Eurofound (la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro) cura dal 2003 l indagine sulla qualità della vita in Europa. In tale indagine il benessere è valutata in termini di benessere complessivo degli individui, includendo sia indicatori quantitativi sia indagini di opinione. L indagine approfondisce i seguenti domini: occupazione, risorse economiche, famiglia, abitazione, qualità dei servizi, ambiente, salute, senza trascurarne le interrelazioni. L indagine è stata condotta nel 2003, nel e nel L Unione Europea ha lanciato l iniziativa Europa che ha l obiettivo di rendere la UE una economia intelligente, sostenibile ed inclusiva, consentendo agli Stati membri di raggiungere alti livelli di occupazione, produttività e coesione sociale. Sono stati fissati obiettivi su temi quali occupazione, innovazione, istruzione, inclusione sociale e clima/energia da conseguire entro il 2020 con azioni concrete a livello UE e a livello nazionale. E stato definito un set di indicatori strumentali alla programmazione degli obiettivi e al monitoraggio delle politiche. 16 ESSC Comitato Sistemi Statistici europei (2011) 17 DGINS Directors General of the National Statistical Institutes (2010), (2011) 18 Eurofound (2003), (2007) 19 Commissione Europea (2009b) 20 Consiglio Europeo (2010), Commissione Europea (2010) 10

16 1.7 La Commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi. La Commissione sulla misura del risultato economico e del progresso sociale è stata istituita nel 2008 su decisione del Presidente francese Nicholas Sarkozy sotto il coordinamento dei premi Nobel Joseph Stiglitz, Amartya Sen e dell economista Jean-Paul Fitoussi 21. La Commissione sottolinea la necessità di spostare l attenzione dalla misura della produzione di un economia alla misurare del benessere delle persone definito in una accezione multidimensionale: condizioni di vita materiali (reddito, ricchezza, consumo); salute, istruzione, attività personali (compreso il lavoro); relazioni sociali; ambiente; sicurezza di natura economica e fisica. Si raccomanda, inoltre, l importanza di cogliere gli aspetti qualitativi insieme a quelli quantitativi per comprendere le reali condizioni di vita degli individui. Hanno rilevanza le percezioni delle famiglie, le loro aspettative, ciò che possono o non possono fare, così come il modo in cui gli sviluppi in un campo della qualità della vita influenzano gli altri campi e come questi sviluppi sono legati al reddito. La Commissione propone dodici raccomandazioni per ottenere misure migliori dei risultati economici e del progresso sociale in un economia complessa: 1. per valutare il benessere materiale, analizzare i redditi e il consumo piuttosto che la produzione 2. rafforzare l'analisi dal punto di vista delle famiglie 3. considerare il reddito e il consumo insieme con la ricchezza 4. dare maggiore importanza alla distribuzione dei redditi, del consumo e del patrimonio 5. estendere gli indicatori alle attività non legate direttamente al mercato 6. migliorare la qualità della vita concentrandosi su condizioni oggettive, migliorare la valutazione di sanità, educazione e condizioni ambientali 7. individuare indicatori di qualità della vita che aiutino a calcolare le differenze fra individui, tra diversi gruppi sociali, per genere e per generazione 8. realizzare survey per comprendere meglio come le evoluzioni in un settore della qualità della vita hanno ripercussioni su altri 21 CMEPSP Commission on the Measurement of Economic Performance and Social Progress (2009) 11

17 9. gli istituiti di statistica dovrebbero rendere disponibili le informazioni necessarie per creare un indicatore sintetico della qualità della vita. Insomma passare dalla pluralità di indicatori esistenti ad un indicatore sintetico creato possibilmente dagli istituti nazionali di statistica 10. misurare il benessere sia in termini oggettivi che soggettivi e fornire indicazioni essenziali per misurare la qualità della vita 11. definire una griglia di indicatori per misurare la "sostenibilità" del benessere questione questa complementare al benessere attuale e quindi da esaminare distintamente 12. definire una griglia di indicatori di sostenibilità ambientale che consentano di misurare il livello di pericolo conseguenza del danneggiamento ambientale Le Raccomandazioni sono espressione di alcune tesi che ben evidenziano come, nelle analisi svolte dalla Commissione, la critica alla nozione di PIL sia da intendere in senso propositivo, ovvero vada finalizzata a definire le performance di un paese secondo un accezione più ampia di quella meramente economica. Tre sono, in particolare, le direzioni da sviluppare al fine di integrare e migliorare la misura fornita dal PIL. La prima direzione è quella relativa alla misurazione. La costruzione statistica del PIL richiede la soluzione di una serie di problematiche di grande complessità, tra l altro mutevoli nel tempo. Non è un caso che il sistema dei conti nazionali attuale rappresenti l esito della stratificazione di numerose innovazioni introdotte nel corso degli anni. Si pensi, al riguardo, all attenzione posta sulle questioni del cambiamento qualitativo dei prodotti, della trasformazione terziaria dell economia, della misurazione dei servizi offerti dal settore pubblico. La seconda direzione è quella della qualità della vita, all interno della quale può essere ricompresa la tematica dell equa distribuzione delle risorse. Le misurazioni fornite dal PIL, quando utilizzate come medie procapite e non opportunamente disaggregate, non forniscono alcuna informazione sui fattori di disuguaglianza che possono celarsi dietro ai saggi di crescita economica. Le diverse possibilità di accesso degli individui ai risultati dell attività produttiva costituiscono un parametro importante per valutare il miglioramento della qualità della vita di una società. La terza direzione, che è anche quella dove si scontano i maggiori limiti informativi del PIL, è quella della sostenibilità. Questa nozione sottolinea come un processo di sviluppo non sia sostenibile se i risultati che 12

18 esso consegue non sono riproducibili nel corso del tempo. Rientrano qui a pieno titolo le questioni degli squilibri macroeconomici, della sostenibilità finanziaria, del depauperamento delle risorse ambientali, della sostenibilità di un sistema sotto il profilo della coesione. 1.8 Il progetto del 2005 del CNEL sugli indicatori per lo sviluppo sostenibile. Nel 2005 il CNEL ha presentato il progetto "Indicatori per lo sviluppo sostenibile". Nell ambito di tale progetto ci si è posto l'obiettivo di coprire le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: economico, sociale e ambientale. Tale progetto fu approvato all unanimità dalle Parti Sociali rappresentate al CNEL in occasione dell Assemblea del 28 aprile E' stato proposto e realizzato un sistema di indicatori per lo sviluppo sostenibile basato su indici (aggregati tematici di indicatori), su indicatori (descrittori diretti di fenomeni economici, sociali ed ambientali) e su target (obiettivi da perseguire nel tempo) e, sulla base di esso, è stato predisposto un Rapporto sullo sviluppo sostenibile in Italia 23, capace di descriverne lo stato attuale della sostenibilità e di consentirne il monitoraggio nel futuro. Anche in questo caso la condivisione sia dell'impianto metodologico, che degli indicatori (in numero di 54) e dei target di riferimento è stata considerata essenziale. Per questa ragione la definizione del sistema di indicatori è stata accompagnata da un processo di consultazione che ha visto la partecipazione dei diversi portatori di interesse che hanno contribuito al dibattito con osservazioni e proposte. In questo senso il progetto del 2005 è stato un precursore dell ampia consultazione pubblica che ha caratterizzato l iniziativa del CNEL e dell ISTAT sugli indicatori di progresso e benessere. Il risultato finale della consultazione è rappresentato da tre domini - Economia, Società e Ambiente articolati in temi e sottotemi, per i quali vengono proposti specifici indici-chiave. I temi del dominio Economia sono due: i modelli di produzione e consumo e la performance economica e finanziaria. Nel complesso sono presenti 19 indicatori; l'indice-chiave più corposo è quello della 22 CNEL (aprile 2005), reperibile su il relatore fu il Consigliere Claudio Falasca e l istruttoria fu curata dalla Commissione per le attività produttive e le risorse ambientali (VI) 23 CNEL (maggio 2005), reperibile su 13

19 Competitività che include i temi dell'innovazione e della spesa in Ricerca e Sviluppo, oltre a quelli classici della produttività e del costo energetico dell'industria. Nel dominio che rappresenta la Società sono stati inseriti gli aspetti di equità del reddito, anche tra le aree del Paese, l'occupazione, la qualità della vita, la demografia e gli aspetti relativi alla conoscenza secondo gli obiettivi dell allora prospettiva europea di Lisbona (oggi aggiornata nella prospettiva Europa 2020). 14

20 Il dominio Ambiente è costituito da 4 temi: atmosfera, geosfera, idrosfera e biosfera. In quest'ultimo tema sono state inserite due attività economiche che riguardano l'agricoltura e il prelievo delle specie ittiche. 15

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