LEGISLAZIONE SANITARIA IN APICOLTURA- seconda parte

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1 Dr. Filippo Bosi AUSL Ravenna, ASPV - LEGISLAZIONE SANITARIA IN APICOLTURA- seconda parte CRAAPI, BOLOGNA

2 COMBUSTIONE DELLE FAMIGLIE AMMALATE, sotto controllo AUSL valutare le condizioni ambientali, stagionali ed operative!! può essere opportuno contattare preventivamente i Vigili del Fuoco e/o Corpo Forestale e impartire istruzioni operative /prescrizioni agli apicoltori Attenzione al pericolo incendi ; bruciare in buca (o in un contenitore in metallo), senza disperdere materiale!!! la combustione deve essere completa: se le braci non vengono rivoltate, rimangono materiali incombusti (covata, miele..) che facilmente verrebbero poi saccheggiati Non bruciare materiali plastici (nutritori, arnie in polistirolo... - PERICOLO DIOSSINE), che andranno pertanto disinfettati. Elevata resistenza delle spore: la disinfezione del materiale, deve essere molto accurata. Assenza di indennizzi (??) per il materiale o le famiglie distrutte.. 2

3 PESTE AMERICANA: sua gestione Nei casi di malattia in fase iniziale, il Regol. di Polizia Vet. (del 1954!!) ammette la terapia, ma ciò è assolutamente inopportuno e controproducente DLgs 193/2006 sul farmaco, art. 11. no LMR, pericolo residui ; Recentemente la UE ha sensibilizzato gli Stati, riguardo il Pericolo della Antibiotico Resistenza, anche conseguente l uso/abuso degli antibiotici in zootecnia unica possibilità per evitare la soppressione della famiglia, è la messa a sciame, però è fattibile solamente come eccezione, se ricorrono le condizioni per poterla concedere: Malattia assolutamente iniziale (pochissime celle filanti) affidabilità dell apicoltore (e sua richiesta in tal senso) Stagione di raccolto abbondante, compatibilità con l apicoltura circostante; E necessario un allungamento dei tempi di chiusura del focolaio, per verificare che non ci siano ricadute. Ugualmente, devono essere distrutti i favi Valutazione dei costi/benefici: il risultato non è garantito, il gioco vale la candela? 3

4 CONTROLLO PESTE AMERICANA : ADOTTARE BUONE PRATICHE APISTICHE O ABBANDONARE LE CATTIVE PRATICHE APISTICHE? PREVENIRE E MEGLIO CHE CURARE!! Necessità che gli apicoltori adottino misure di biosicurezza, con azioni preventive (utili non solo nei confronti della Peste Amer.), Ad esempio: Formazione degli apicoltori, per individuare la malattia, nelle fasi precoci Controllo periodico dei nidi, per riconoscere la malattia possibilmente nelle fasi precoci il Blocco di covata estivo, utile per il Controllo della Varroa, prevede il controllo dei nidi in un periodo inusuale: in tal modo in un periodo spesso particolarmente critico, si rilevano anche eventuali famiglie ammalate di Peste Americana 4

5 BUONE PRATICHE APISTICHE Rinnovo dei favi vecchi (max 4-5 anni) e utilizzo degli escludiregina Disinfezione periodica del materiale d allevamento, (specialmente per irraggiamento, prima del suo riutilizzo). Cautela nella cattura degli sciami e nell acquisto degli alveari e del materiale d allevamento Per chi ha più apiari, loro gestione per quanto possibile in modo separato, almeno evitando scambi di materiale vivo (alveari, favi di covata), tra apiari diversi, e per quanto possibile per il materiale (favi vuoti, melari..); 5

6 BUONE PRATICHE APISTICHE possibilmente, adottare compartimenti stagni tra gli apiari, per evitare che un incidente di percorso, di per sé risolvibile, abbia gravi conseguenze NOMADISMO E IMPOLLINAZIONE Se si hanno più apiari, non gestirli come un unica entità, ma appunto evitare il rimescolamento completo degli alveari (possibilmente mantenerli accorpati) la logistica e la forza delle famiglie non siano gli unici criteri, per decidere sulla movimentazione degli alveari Numerare le arnie e identificarle per singolo apiario es. colori differenziati per apiario 6

7 BUONE PRATICHE APISTICHE adottare un sistema di registrazione degli aspetti salienti Occasione per migliorare la gestione dei lotti di miele (rintracciabilità interna - Reg. CE178/2002); Evitare l alimentazione con miele, specie se ottenuto dalla sceratrice; nel caso, suo irraggiamento (raggi Gamma). Avere sempre a disposizione un paio di guanti e leva puliti Evitare eccessivi carichi di alveari, sul territorio, specie in periodi di carestia e mantenere le distanze da altri apiari. Non costituire apiari troppo numerosi, o almeno suddividerli in sottogruppi. Controllare per quanto possibile la deriva ed i saccheggi. 7

8 BUONE PRATICHE APISTICHE Non disperdere materiale apistico nell ambiente. Eventuali analisi sulle api, o sui fondi del nido, per valutare la loro contaminazione (conta delle spore di Paenibacillus larvae). se gli apicoltori non denunciano la malattia, non è possibile il controllo del territorio. Il controllo del territorio, d altronde, è fondamentale per ridurre la malattia (e consentire il rilascio dei certificati sanitari) 8

9 in definitiva, Peste Americana: se la si conosce, la si può evitare È indispensabile però che le azioni di controllo non siano adottate dal singolo apicoltore, ma che ci sia un sistema di azioni collettive, ben organizzato da problema serio, allora può diventare un problema irrilevante 9

10 PESTE EUROPEA da Melissococcus plutonis + altri batteri secondari mortalità delle larve, soprattutto prima dell opercolatura, con aspetto brunastro, in posizione spesso anomala, che forma poi una scaglia facilmente asportabile E spesso legata a vari fattori predisponenti Compare in primavera, con lo sviluppo delle colonie, che viene rallentato; solamente nei casi più gravi si ha la scomparsa della famiglia. Tende a ripresentarsi negli anni successivi Negli ultimi anni, in alcune aree del Nord Italia, è diventato un problema serio; nelle nostre zone, non sembra esserlo. 10

11 PESTE EUROPEA: misure di Polizia Veterinaria le misure sono le stesse della Peste Americana, ma dovranno essere applicate in modo più graduale la soppressione della famiglia è consigliabile solamente nei casi più gravi in genere si privilegiano le tecniche apistiche (blocco di covata, asportazione favi colpiti, messa a sciame) Adottare azioni preventive.. ugualmente non usare antibiotici 11

12 NOSEMIASI Determinata da un fungo che si sviluppa nell intestino delle api adulte. E legata alla stagione fredda, con diarrea facilmente visibile sugli alveari / favi. Da recenti controlli a campione (Apenet), sembra che il Nosema apis sia quasi scomparso Una nota del Ministero Salute (del ), chiarisce che per Nosemiasi si deve intendere solamente la forma clinica da Nosema apis. Da qualche anno è invece presente il Nosema Ceranae, di cui non è nota la reale pericolosità; potrebbe forse determinare spopolamenti di alveari. Il suo riscontro non impone la denuncia di malattia; è consigliabile comunque che tale entità venga monitorata, per valutarne la pericolosità o meno. 12

13 ACARIOSI Da anni non sembra più costituire un problema, probabilmente a seguito dei trattamenti antivarroa. Art 156: idem per Nosemiasi e Acariasi Le norme stabilite per le pesti apiarie valgono, in quanto applicabili, per la nosemiasi e per l acariasi. Gli apiari infetti o sospetti possono essere sottoposti ad opportuni trattamenti curativi. Art.157: In casi particolari possibilità di autorizzare il trasferimento di alveari sani, da località infette, previo accertamento sanitario. Art. 158: Dei provvedimenti sanitari adottati e della loro revoca deve essere data comunicazione all Ispettorato provinciale dell agricoltura e, dove esiste, al Consorzio Apistico Provinciale. 13

14 Aethina tumida (piccolo coleottero dell alveare) e acaro tropilaelaps spp (O.M ) Sono esotiche ed hanno elevato potere distruttivo. le conseguenze di un loro ingresso potrebbero deleterie Il pericolo maggiore di loro introduzione può avvenire con il commercio clandestino di api regine è fondamentale l informazione e la responsabilizzazione degli apicoltori, in modo che si astengano da importazioni, specie se al di fuori dei canali ufficiali 14

15 Aethina tumida e acaro tropilaelaps spp: (O.M ) misure di Polizia Veterinaria Sono assimilate alle altre malattie tradizionali, ma in caso di loro ingresso, impongono misure eccezionali. Pur non essendo espressamente contemplate, sono indispensabili azioni molto severe, in tempi immediati (sequestro di rigore, distruzione completa dell apiario e del materiale contaminato, indagine epidemiologica accurata, controllo rigoroso del territorio...). Il mondo apistico e i Servizi Veterinari, sono pronti a fronteggiare questo pericolo??? 15

16 NOTIFICHE DI MALATTIA IN AMBITO COMUNITARIO Direttiva 82/894/CEE e successive modifiche,* concernente la notifica di malattie degli animali nella Comunità, relativamente alle api, considera Allegato I: Piccolo Scarabeo dell alveare (Aethina tumida) Tropilaelaps mite (*Decisione della Commissione del 1 Marzo 2004 (2004/216/CE) e la Decisione della Commissione del (2008/650/CE), Il relativo sistema di notifica deve avvenire tramite ADNS (Animal Disease Notification System), entro un tempo massimo di 24 ore dall insorgenza di focolai primari di queste malattie; sono indicate una serie di informazioni, contenute nell Allegato II, di cui alcuni punti (1,2,3,5), di competenza del Ministero (nota del Min. Salute del , con oggetto Notifica malattie Infettive). 16

17 Norme per la profilassi della varroasi O.M Ordinanza Min. Sanità Art. 1: nei casi di varroasi, il Sindaco ricevuta la denuncia dispone: a) divieto di rimuovere o vendere alveari o api vive e di introdurre nell apiario infestato nuove famiglie prima che i relativi impianti siano stati disinfestati b) esecuzione di opportuni trattamenti disinfestanti o distruzione nei casi di infestazione incontrollabile Art.2: esecuzione di interventi diagnostici/disinfestanti agli apiari circostanti per un raggio di almeno 5 Km Art. 3: revoca i provvedimenti dopo l accertamento ufficiale degli interventi effettuati (o dopo la distruzione) Art. 4: abroga l art. 3 dell O.M

18 VARROASI E la malattia più grave e interessa tutti gli apicoltori Le misure previste sono poco efficaci nel 2010, sembrava imminente il rinnovo delle norme di Polizia Veterinaria, ma l iter legislativo, finora non ha portato ad un risultato Era previsto l obbligo di almeno 2 trattamenti antivarroa all anno, su tutte le famiglie nuove misure sarebbero fondamentali, sia per il controllo della varroasi, che dei trattamenti antivarroa 18

19 MORTALITA anche la mortalità deve essere denunciata al Servizio Veterinario AUSL, specialmente se è improvvisa o significativa E importante migliorare il controllo degli apiari, durante tutto l arco dell anno, per distinguere la mortalità da malattie denunciabili, rispetto ad altre cause (infettive e non) il controllo della mortalità, è un aspetto basilare e deve essere fatto dal Veterinario Ufficiale, anche mediante il prelievo di campioni di api o altri materiali 19

20 Mortalità: in apicoltura può assumere più aspetti: 1. morte dell intera famiglia (l alveare è l unità zootecnica, pertanto a fini statistici per il DPR320/1954 es. Mod.1, dovendo quantificare il N dei morti, ci si deve riferire alle famiglie/alveari); 2. mortalità significativa delle singole api, senza che la famiglia venga a morte : la stessa è da considerare alla pari di un sintomo di malattia e non va comunque sottovalutata 3. Spopolamento degli alveari, apparentemente improvviso, con probabile morte di tutte le api o loro abbandono dell arnia E necessario indagare le cause della mortalità degli alveari, soprattutto da quando sono state segnalate elevate mortalità, a livello mondiale (CCD) è corretta la segnalazione, al Servizio Veterinario della Ausl, quanto meno per escludere la presenza di malattie denunciabili, o di elementi comunque di interesse ai fini della Sanità Pubblica. 20

21 I segnali che possiamo trarre dall apicoltura: l apicoltura è una realtà complessa che fa da cerniera tra regno animale e vegetale e le sue sofferenze non vanno sottovalutate, I problemi rilevati in un apiario, facilmente sono rappresentativi dello stato sanitario degli apiari del territorio circostante Gli alveari ci possono segnalare anche la presenza di problemi nell ambiente circostante (inquinamento di varia natura ed origine) e in particolare pratiche agronomiche non accettabili, con possibili conseguenze su altri organismi sensibili e poco visibili (insetti, rettili..), inseriti nell ecosistema, o su organismi apparentemente meno sensibili 21

22 DISPOSIZIONI SULL USO DEI FITOFARMACI Legge 313/2004, Disciplina dell Apicoltura - Art. 4 Disciplina dell uso dei fitofarmaci : Al fine di salvaguardare l azione pronuba delle api le regioni individuano le limitazioni e i divieti, cui sottoporre i trattamenti antiparassitari.. sulle colture.. durante il periodo di fioritura, stabilendo le relative sanzioni. In ER: LR 35/1988, art. 15 (Tutela delle api da sostanza tossiche) + DPGR 130/1991 (Divieto di trattamenti insetticidi e acaricidi alle colture frutticole, foraggere, orticole e floricole da seme, durante la fioritura), VIETA: i trattamenti con insetticidi, acaricidi e con altri presidi sanitari tossici per le api sulle colture... durante il periodo di fioritura, dalla schiusa dei petali alla caduta degli stessi (sono ammessi i trattamenti con fungicidi non tossici per le api) i trattamenti alle colture, se ci sono fioriture spontanee sottostanti - queste ultime devono pertanto essere sfalciate, o asportate, prima di fare il trattamento. Anche il Reg. Ce 852/2004, può essere applicato. 22

23 SOSPETTI AVVELENAMENTI - SPOPOLAMENTI - Che fare?? Come per tutte le patologie apistiche, queste segnalazioni sono abbastanza rare, ma hanno incominciato ad essercene. Particolarmente importanti sono stati gli episodi legati alle semine del mais (anni ), trattato con concianti a base di neonicotinoidi. il trattamento di concia delle sementi con i neonicotinoidi, è sospeso in via cautelativa, in base al principio di precauzione, fino al (DM ); molte colture sono a rischio (Mais, girasole, vite, olivo, agrumi, orticole, sementiere...), 23

24 SOSPETTI AVVELENAMENTI I neonicotinoidi sono insetticidi sistemici molto efficaci, ad effetto neurotossico; il loro utilizzo è molto diffuso, non solo in campo agricolo, ma anche in ambiente urbano/domestico, o su alcuni animali domestici. oltre a mortalità, sulle api determinano effetti sub-letali, con alterazioni del loro comportamento; in tal modo possono compromettere l efficienza dell intero alveare e indebolirne le capacità di resistenza ad altri agenti stressanti. Spesso nelle varie aree agricole ci sono periodi critici ricorrenti, in base alle colture prevalenti e ai calendari dei rispettivi trattamenti fitosanitari; le variabili che possono incidere nel determinare effetti sulle api, sono molteplici (umidità, temperatura...) e non è detto che tutti gli anni gli eventi si ripetano con uguale intensità o caratteri. La sensazione è che quanto appare, sia solo la punta dell iceberg; 24

25 SOSPETTI AVVELENAMENTI: CHE FARE? L apicoltore è tenuto ad avvisare il Servizio Veterinario Indirizzare la segnalazione all Esperto apistico (e non al Servizio Veterinario AUSL), può essere occasione di ritardo da parte del Veterinario Ufficiale; l Esperto Apistico, può solo collaborare con il Veterinario Ufficiale, non può sostituirsi ad esso; Al Veterinario Ausl spetta il compito di verificare la situazione e accertare le possibili cause (Benché in molti atti sia stata indicata l opportunità di migliorare la conoscenza dei fenomeni, le indicazioni operative destinate ai Servizi Ausl, sono molto scarse (e datate); Progetti vari, Apenet, Beenet : le procedure proposte, hanno dei limiti operativi, andrebbero migliorate importanza di definire procedure operative, concordate preventivamente, tra i vari attori e il Servizio Veterinario (vedi poi); 25

26 SOSPETTI AVVELENAMENTI: CONTROLLO DEGLI APIARI E necessario che il Veterinario intervenga in tempi brevi, possibilmente entro le 24 ore dall inizio dei sintomi (alcuni principi attivi si possono degradare facilmente) assumere informazioni dagli apicoltori, circa: - lo stato delle famiglie e le tecniche apistiche adottate negli ultimi tempi, trattamenti, alimentazione.. - gli eventuali problemi analoghi avuti in passato - gli eventuali sospetti su possibili trattamenti insetticidi effettuati nei paraggi, specialmente a breve distanza dagli apiari 26

27 SOSPETTI AVVELENAMENTI: CHE FARE? intervenendo in tempi rapidi, si troveranno api morte e moribonde, o con difficoltà a volare, intorpidite; le api morte da poco, hanno aspetto lucido e colori accesi, quelle morte da tempo ed esposte agli agenti esterni, si presentano più opache, inscurite, con le ali rotte non tutti gli alveari sono colpiti allo stesso modo (i più forti, spesso subiscono maggiori danni). Se possibile, fotografare, sia degli alveari, che l ambiente circostante, in particolare la flora, sia coltivata che spontanea e la presenza di eventuali fiori, sia sulle piante probabilmente trattate, che sottostanti /circostanti possibilmente annotare il tipo di polline che le api stanno immagazzinando, per avere indicazioni circa le specie floreali visitate se le condizioni climatiche ed operative lo consentono, procedere al controllo dei nidi, sia per accertare le condizioni del nido, che per escludere altre patologie 27

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29 SOSPETTI AVVELENAMENTI: CAMPIONAMENTO DI API prelevare almeno api morte/moribonde, raccolte anche in pool davanti agli alveari o sul fondo dell arnia, cercando di evitare erba, terra. (la raccolta è resa difficile se c è erba alta e talvolta la quantità che si riesce a raccogliere, senza elementi estranei, è ridotta). in presenza di molti alveari/molte api morte, eventualmente raccogliere anche più campioni, per facilitare le analisi al laboratorio. utilizzare uno o più contenitori rigidi e adatti allo scopo, confezionare il campione e allegare verbale di prelievo con tutte le informazioni cliniche ed anamnestiche, il campione va congelato* e inviato al laboratorio (IZS o CRAApi) (*o refrigerato, se consegnato in breve direttamente al laboratorio; Prima di ogni stagione a rischio, è bene contattare preventivamente il proprio laboratorio di riferimento, circa le condizioni per l invio (anche economiche); Possibilmente fare campione di api anche per analisi classiche (virosi, nosema..), da inviare al laboratorio IZS (refrigerare o congelare, in relazione ai tempi di consegna) 29

30 SOSPETTI AVVELENAMENTI Per monitorare l andamento della mortalità, e facilitare la raccolta dei campioni, può essere utile porre davanti agli alveari un telo di nylon o simile Se si assiste a spopolamenti, senza apprezzabile mortalità davanti agli alveari, o quando il prelievo è tardivo e le api sono state esposte agli agenti atmosferici, può essere utile, campionare miele fresco, non opercolato e/o polline che sia stato deposto da poco. 30

31 CHI INFORMARE Un aspetto importante, conseguente a questi episodi, è quello delle informazioni che è opportuno assicurare Oltre che al SIAN (Igiene Alimenti e Nutrizione, della Ausl), Veterinario Regionale, Servizio Provinciale Agricoltura / Servizio Fitosanitario, è opportuno darne comunicazione al Dr. Claudio Porrini (Università di Bologna, DiSTA), che nell ambito del progetto APENET /BEENET raccoglie questi dati, che altrimenti non sempre vengono raccolti dai Servizi Veterinari. 31

32 SOSPETTI AVVELENAMENTI: ACCERTAMENTI A CARICO DEGLI UTILIZZATORI DEGLI AGROFARMACI, CAMPIONARE I VEGETALI? gli aspetti operativi ed il contesto in cui agire sono complessi, trattandosi di problematiche a cavallo tra diversi settori, con risvolti su più fronti Nell ambito delle indagini, qualora sia possibile individuare la probabile causa dell episodio in un trattamento con agrofarmaci, sarebbe opportuno/necessario controllare l azienda utilizzatrice degli stessi, anche con prelievo di vegetali (presumibilmente trattati), o altre matrici (acqua di pozzanghere, acqua prelevata dagli atomizzatori.) per accertare in maniera diretta le responsabilità, l intervento dovrebbe avvenire in tempi brevi, possibilmente subito dopo il controllo degli apiari MA A CHI SPETTA intervenire??? Veterinario Ausl?* *eventualmente in sopralluogo congiunto Servizio Provinciale agricoltura o Servizio Fitosanitario Regionale? Personale del Servizio di Igiene (SIAN SIP Sanità Pubblica e Igiene del Territorio) dell USL?* 32

33 rispetto al controllo dei soli alveari, ci potrebbero essere infatti maggiori difficoltà, per cui è raccomandabile attenersi alle procedure presenti o concordarne altre, in maniera preventiva, tra i vari Servizi- Enti, che potrebbero intervenire. Gli interventi per gli accertamenti della conformità dei trattamenti, probabilmente dovrebbero essere fatti, in base alle indicazioni del Pacchetto Igiene (Reg. CE 852/2004 sull igiene dei prodotti alimentari e Reg. CE 882/2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali + DLgs 193/2007). Chi interverrà, dovrebbe agire in tempi brevi, garantendo la necessaria appropriatezza e tutti gli aspetti formali connessi, compreso il diritto della difesa. Campione in 5 aliquote, di almeno 100 g l una, anche di erbe spontanee sottostanti, se in fioritura, da congelare o consegnare immediatamente al laboratorio (ma trattandosi di vegetali, non sempre è chiaro quale debba essere: IZS?, Arpa?, CRAApi?). 33

34 Il PERICOLO CHIMICO DA FITOFARMACI, nei prodotti dell alveare Negli avvelenamenti da fitofarmaci, finora il pericolo di trasferimento di residui al miele era stato giudicato minimo, per morte stessa delle api, ma recenti indagini danno meno sicurezze, soprattutto in relazione ai neonicotinoidi (Fedrizzi, Castel S. Pietro 2011); Anche nell ambito del progetto Apenet, le analisi sulle api o su altre matrici dell alveare (cera, polline), indicano la presenza di diversi residui, di varia natura ed origine, a volte a concentrazioni abbastanza elevate è un aspetto che merita di essere approfondito, per valutare meglio i possibili pericoli connessi al miele (o agli altri prodotti dell alveare) ed eventualmente poter adottare le misure più adeguate; 34

35 SPOSTAMENTO DI ALVEARI IN ZONE INTERESSATE A DIVIETI CONNESSI CON IL COLPO DI FUOCO BATTERICO (malattia delle piante rosacee pomoidee, da Erwinia amilovora) Limitazioni : gli alveari possono costituire un veicolo di trasmissione della malattia, per trasporto di polline infetto, da zone colpite a zone indenni. Regioni interessate: Emilia Romagna (meno Parma e Piacenza), Lombardia (solo Mantova), Trentino A.Adige, parte del Veneto Ogni anno le singole Regioni determinano specifiche prescrizioni alla movimentazione di alveari nei territori interessati, durante i periodi di fioritura delle piante. 35

36 Per l Emilia Romagna, determinazione del Servizio Fitosanitario Regionale del , limitazioni dal 21 MARZO al 30 GIUGNO, nei territori di tutte le province, ad esclusione di Piacenza e Parma Il trasporto da zone colpite a zone indenni poteva avvenire previa adozione di idonee misure di quarantena (chiusura degli alveari per 48 ore, oppure trattamento antivarroa a base di un farmaco veterinario autorizzato, contenente quale principio attivo, acido ossalico + chiusura degli alveari per 24 ore). Nel caso fosse necessaria la quarantena, obbligo di comunicazione preventiva al Serv. Veterinario ove ha sede l apiario + documentare circa la misura di quarantena adottata, LE NUOVE MISURE, PER IL 2012, relative alla Emilia Romagna, sono contenute nella Determina 3125 del

37 SCAMBI e IMPORTAZIONI DA PAESI TERZI D.Lvo 633/96 : norme sanitarie per gli scambi e le importazioni di animali non soggetti a normative comunitarie specifiche di polizia sanitaria (attuazione direttiva 92/65/CEE per api, api regine) come modificato dal Regolamento CE n. 1398/2003 includendovi il piccolo scarabeo dell alveare Aethina tumida e l acaro Tropilaelaps) + Decisione della Commissione del , per api vive (apis mellifere) e calabroni (? O bombi, probabile errore di traduzione) (Bombus spp.) Art. 4: registrazione delle aziende ai fini degli scambi (impegno a rispettare alcuni obblighi: ) - denuncia malattie Allegato A - Peste Americana, Aethina tumida, Acaro tropilaeps - eventuale denuncia Allegato B (possibili programmi nazionali) Peste Europea, Varroasi, Acariasi, -provenienza da zone non oggetto di misure restrittive per Peste Americana 37

38 Art. 8: certificato sanitario specifico (Decisione del ) che prevede la provenienza da zone non soggette a divieti connessi alla Peste Americana (la durata del divieto è stata prolungata di almeno 30 giorni a decorrere dall ultimo caso accertato e dalla data in cui tutti gli alveari in un raggio di 3 km sono stati controllati dall autorità competente e tutti gli alveari contaminati sono stati bruciati o trattati e controllati dalla suddetta autorità),* al Aethina tumida o al acaro Tropilaelaps (in un raggio di almeno 100 km, e indenni da tali infestazioni), compreso un esame visivo delle api e degli imballaggi, che non siano infestati eventualmente garanzie supplementari per malattie dell Allegato B *Soprattutto per Peste Americana, sono misure molto rigide e in caso di focolai, necessitano di interventi molto corposi. 38

39 importazioni di api da paesi terzi Decisione della Commissione dell Decisione della Commissione del , per importazione di api da Hawaii (USA) Reg. CE n. 206/2010 (art. 7 e art. 13, in particolare) - Autorizzazione alla importazione di api o Bombi da paesi terzi di un apposito elenco. - invio di sole api regine con massimo 20 nutrici per singola gabbia (o contenitori di Bombi, massimo 200 adulti) - Scortate da certificato sanitario che fornisca garanzie specifiche (per peste americana, Aethina tumida e acaro Tropilaelaps ) - a destino, le nutrici, le gabbie.. devono essere inviate ad un laboratorio per ricerca eventuali parassiti (Aethina + Tropilaelaps), poi distrutte 39

40 LEGISLAZIONE RELATIVA AI SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE NON DESTINATI AL CONSUMO UMANO REGOLAMENTO CE n. 1774/ successive modifiche ed integrazioni: ORA E STATO ABROGATO, DAL REGOLAMENTO CE 1069/ REGOLAMENTO CE 142/2011 (si applica dal ) Riscrivono la normativa relativa ai sottoprodotti di origine animale Si è in attesa della emanazione di Linee Guida, applicative del Reg. 142/2011 (sembra siano imminenti) 40

41 SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE NON DESTINATI AL CONSUMO UMANO Reg. Ce 1774/2002- Stabiliva norme sanitarie per: a) la raccolta, la trasformazione e l uso o la eliminazione dei sottoprodotti di origine animale b) l immissione sul mercato dei sottoprodotti di o.a. e dei prodotti da essi derivati.. sottoprodotti apicoli (miele, cera, pappa reale, propoli, polline destinati all allevamento delle api) Stabiliva una classificazione dei sottoprodotti, in materiali di categoria 1 (es. miele con residui di Cloramfenicolo) categoria 2 (es. famiglie affette da peste americana, miele con residui di tetraciclina, tilosina) categoria 3 (es. miele e cera destinati all allevamento delle api) 41

42 SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE NON DESTINATI AL CONSUMO UMANO Reg. CE 142/2011 Considerando n. 34) I sottoprodotti apicoli destinati all'immissione sul mercato devono essere esenti da talune malattie cui sono sensibili le api e che sono elencate nella direttiva 92/65/CEE ( 1 ) del Consiglio, del 13 luglio 1992, che stabilisce norme sanitarie per gli scambi e le importazioni nella Comunità di animali,.. non soggetti, per quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle normative comunitarie specifiche 42

43 SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE NON DESTINATI AL CONSUMO UMANO Reg. CE 142/2011 Oltre agli aspetti generali sull utilizzo dei sottoprodotti, sono presenti aspetti particolari, circa i sottoprodotti apicoli Art. 15 ( rimanda all allegato VI, capo III: c) sezione 3). L'autorità competente può autorizzare lo smaltimento di api e di sottoprodotti apicoli mediante combustione o sotterramento in loco, conformemente al regolamento (CE) n. 1069/2009, articolo 19, paragrafo 1, lettera f), a condizione che vengano prese tutte le misure necessarie per garantire che la combustione o il sotterramento non comporti rischi per la salute animale o pubblica o per l'ambiente. In tal caso, è previsto debba essere tenuto un Registro in cui annotare tale operazione (Sez. 6) 43

44 SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE NON DESTINATI AL CONSUMO UMANO Reg. CE 142/2011 Art. 25 Importazione, transito ed esportazione di sottoprodotti di origine animale e prodotti derivati 1. Sono vietati l'importazione e il transito nell'unione dei seguenti sottoprodotti di origine animale:. c) cera d'api sotto forma di favi. Allegato 13 Cap. IX Prescrizioni specifiche applicabili ai sottoprodotti apicoli I sottoprodotti apicoli destinati esclusivamente all'impiego nell'apicoltura: 1. non provengono da una zona oggetto di un divieto connesso con il manifestarsi di: a) peste americana (Paenibacillus larvae larvae), tranne nei casi in cui l'autorità competente abbia valutato il rischio come trascurabile, abbia specificamente autorizzato l'utilizzo soltanto nello Stato membro interessato e abbia adottato tutte le altre misure necessarie per evitare il diffondersi di tale malattia; b) acariasi (Acarapis woodi (Rennie)), salvo che la zona di destinazione abbia ottenuto garanzie complementari conformemente all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 92/65/CEE; c) piccolo scarabeo dell'alveare (Aethina tumida) oppure d) Tropilaelaps spp.; e 2. sono conformi alle prescrizioni di cui all'articolo 8, lettera a), della direttiva 92/65/CEE.IT L 54/88 Gazzetta ufficiale dell Unione europea Seguono poi altri aspetti (Documenti commerciali, certificati sanitari per importazioni nella Comunità..) 44

45 La legislazione sanitaria relativa all apicoltura, non è rispondente alle necessità ed è auspicabile un suo corposo aggiornamento, l evidenza ufficiale delle problematiche che assillano l apicoltura, è il primo passo perché ciò possa avvenire, per affrontare e gestire tali problemi; E pertanto necessario che gli apicoltori e le loro Associazioni, non sottovalutino gli episodi di malattie/morie e ne denuncino la loro presenza, permettendo il controllo del territorio. può essere utile concordare protocolli operativi, tra le parti in causa, per applicare le misure igienico sanitarie indispensabili, e abbreviare i tempi di intervento a seguito dei focolai, senza penalizzare eccessivamente il nomadismo e l impollinazione ; 45

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