La fonte Q e la sofferenza e morte del Figlio dell Uomo Donato Bono

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "La fonte Q e la sofferenza e morte del Figlio dell Uomo Donato Bono"

Transcript

1 La fonte Q e la sofferenza e morte del Figlio dell Uomo Donato Bono Che la Logien Quelle o fonte Q sia davvero esistita è un ipotesi affascinante. 1 Per quanto la questione tutt ora rimanga aperta e non si abbia la certezza assoluta della sua esistenza, a meno che non la si trovasse, la sua ammissione, però, non solo è sostenuta dalla maggior parte degli studiosi, ma risolve tendenzialmente una serie di problematiche relative alla questione sinottica, che altrimenti risulterebbero davvero assai misteriose. 2 Non intendendo qui addentrarmi nella complessa problematica e dando sostanzialmente come appurata la soluzione del problema con l ammissione delle due fonti, 3 presento una sorta di suggestioni, che potrebbero aprire interessanti scenari relativi a questa particolare raccolta di loghia o detti del Signore, che è ormai comunemente defininita e denominata la fonte Q. 4 Concentrando l attenzione su quei testi della duplice tradizione, che sembrano sottolineare i tratti del Servo del Signore e della figura del Figlio dell Uomo alla luce della sofferenza e morte, subite in vista della salvezza, provo a delineare alcuni aspetti cristologici e soteriologici, che apparterrebbero all ipotetica fonte della duplice tradizione Il caso di Lc 17,25 Tra le predizioni della morte, 6 una propria peculiarità sembra avere certamente Lc 17,25, sia per la sua specificità lucana e sia soprattutto per il suo inserimento 1 Sull esistenza di Q l accordo degli esegeti è quasi unanime. Non mancano, tuttavia, gli avversari, a cominciare da B.C. BUTLER, The Originality of St. Matthew, Cambridge 1951 [cf. anche la recensione di A.M. FARRER, in New Testament Studies N.S. 3 (1952) , che sottolinea la demolizione della fonte da parte di BUTLER]; in seguito anche M.D. GOULDER, «On putting Q to the test», in New Testament Studies 24 (1978) , impugna l esistenza di Q (cf. soprattutto ibid., 219 nota 3). Sulle problematiche relative alla Q e alla questione sinottica in generale, cf. K.P.G. CURTIS, «In support of Q», in Expository Times 84 (1973) ; M. DEVISCH, «La source dite des logia et ses problèmes», in Ephemerides Theologicae Lovanienses 51 (1975) 82-89; V. FUSCO, «Consensi e dissensi nella questione sinottica», in Cristianesimo nella Storia 8 (1987) , che è la recensione a The Two-Source Hypothesis. A Critical Appraisal. Edited with an Introduction by A.J. BELLINZONI with the assistance of J.B. TYSON and W.O. WALKER jr., Macon 1985; A. POPPI, «La questione sinottica oggi e la neutralità delle Sinossi», in Rivista Biblica 44 (1996) Sembra, d altronde, che essa sia sostanzialmente ben ricostruibile (cf. V. FUSCO, Le prime Comunità Cristiane. Tradizioni e tendenze nel cristianesimo delle origini, Bologna 1997, ) dal materiale lucano [cf. V. TAYLOR, «The order of Q», in Journal of Theological Studies 4 (1953) 27-31], con una propria organicità e coerenza interna [cf. A.B. JACOBSON, «The literary Unity of Q», in Journal of Biblical Literature 101 (1982) ; V. FUSCO, Le prime Comunità Cristiane, cit., (soprattutto )] e probabilmente con l inclusione della predicazione del Battista, con cui si apre, e del discorso escatologico sulla venuta del Figlio dell Uomo, con cui si chiude [cf. P. HOFFMANN, «Gli inizi della Teologia nella fonte dei loghia», in J. SCHREINER, (a cura di), Introduzione letteraria e teologica al Nuovo Testamento, Roma 1982, ; R.A. EDWARDS, «An Approach to a Theology of Q», in Journal of Religion 51 (1971) ]. 3 Sulla Q o duplice tradizione cf. F. NEIRYNCK, Q-Parallels. Q-Synopsis and IQP/CritEd Parallels, Leuven 2001; C. HEIL, Lukas und Q. Studien zur lukanischen redaktion des Spruchevangeliums Q, Berlin-New York Sull origine del simbolo cf. H.K. MCARTHUR, «The Origin of the Q Symbol», in Expository Times 87 ( ) ; F. NEIRYNK, «The Symbol Q (= Quelle)», in Ephemerides Theologicae Lovanienses 54 (1978) ; M. DEVISCH, «On more: the Symbol Q», in Ephemerides Theologicae Lovanienses 55 (1979) Sullo Status quaestionis della ricerca cf. G. SEGALLA, «La cristologia escatologica della Quelle», in Teologia 4 (1979) (vedi anche ). Difficilmente gli studiosi hanno posto in relazione i due aspetti, nella fonte Q, della figura del Figlio dell Uomo, il nome più frequente attribuito a Gesù e certamente, a mio parere, considerato dall autore di Q un titolo cristologico, con la necessità della sua sofferenza e morte (cf. Ibid., 131). 6 Oltre alle tre classiche predizioni, che potremmo definire lungo la via (Mc 8,31 = Mt 16,21 e Lc 9,22; Mc 9,31 = Mt 17,22-23 e Lc 9,44; Mc 10,33-34 = Mt 20,18-19 e Lc 18,31-33), cf. anche Mc 9,12; Mt 17,9.12; Lc 13,31b. 1

2 all interno del discorso escatologico di Lc 17,22-37, 7 riportato in parte anche da Matteo, ma senza il suddetto loghion (Mt 24, ). 8 Sorprende, infatti, la sua presenza nel contesto poco attinente del tema della parusia del Figlio dell Uomo. 9 Ma va, soprattutto, sottolineato il fatto che tra le predizioni della morte solo qui si parla di ripudio da parte di questa generazione e, come in Lc 9,44, è omesso il dato della resurrezione. In tutte le predizioni della passione, in sostanza attinte da Marco, non viene mai menzionato il ripudio della generazione di Gesù, ma sono sempre nominati i diretti responsabili (Scribi, Farisei, Sommi Sacerdoti, pagani ecc.). Tale peculiarità ci sembra un forte indizio per interrogarci sulla sua provenienza; inoltre, l omissione del tema della resurrezione è un dato molto interessante per domandarci circa la sua arcaicità. Inserito, dunque, nel contesto del discorso escatologico, in parte ripreso da Matteo (Lc 17,22-24 = Mt 24, ; Lc 17,26-35 = Mt 24,37-41), il loghion è comunemente ritenuto non appartenente alla fonte Q, semplicemente perché esso è assente nella redazione matteana. A sostegno di ciò, si fa notare che a Q è estranea la teologia della croce, essendo del tutto assenti sia i temi relativi alla passione, sofferenza e morte del Figlio dell Uomo e sia i rispettivi testi scritturistici. 10 Tali conclusioni, in realtà, non sono senza pregiudizi ed escludere da Q qualsiasi riferimento alla croce, riducendo la fonte ad una semplice raccolta di massime sapienziali, è di fatto un operazione aprioristicamente determinata. 11 Ed, infatti, è proprio il contesto della parusia che contribuisce a rendere piuttosto interessante ed originale il detto sulla sofferenza del Figlio dell Uomo da parte della sua generazione. L ipotesi che possa trattarsi di un attività redazionale specificamente lucana, secondo cui il terzo evangelista avrebbe aggiunto questa ulteriore predizione, non regge ad un analisi attenta del testo evangelico: perché farlo dal momento che era già presente nella redazione lucana attraverso le tre predizioni, attinte da Marco, e per di più nel contesto per nulla attinente della parusia? È da escludere, perciò, qui un attività redazionale, che andava a sovrapporsi alle tre predizioni marciane, già presenti in Luca. Ancora più problematica risulta l ipotesi che Luca avrebbe fatto derivare il suddetto passo da Lc 9,22. Infatti, nonostante le notevoli affinità verbali, rimane che Lc 9,22 proviene da Marco, mentre l intero contesto di Lc 17,22-37 è parte della duplice tradizione. Come spiegare allora la difficoltosa presenza di Lc 17,25 proprio qui, ossia nel contesto della parusia del Figlio dell Uomo? Interessante, a riguardo, è l osservazione per cui, se il loghion non lo si considera 7 Il discorso sembra iniziare al v. 22 (cf. la particella dev) ed è rivolto ai soli discepoli, ma è introdotto ai vv dall intervento dei Farisei e dalla risposta di Gesù. L intera sezione di Lc 17,20-37 è decisamente staccata dall episodio precedente dei dieci lebbrosi (Lc 17,11-19) e da quello seguente della parabola del giudice iniquo (Lc 18,1-8). 8 Per una particolareggiata analisi di questo versetto cf. V. TAYLOR, Jesus and his sacrifice, London 1955, Sulla figura del Figlio dell Uomo nella fonte Q cf. C. COLPE, «oj uijoç tou` ajnqrwvpou», in Grande Lessico del Nuovo Testamento XIV, ; su Lc 17,25 cf. le note 387 e Cf. per tutti H.E. TÖDT, Der Menschensohn in der sinoptischen Überlieferung, Gütersloher 1959, ; di parere opposto, cf. l interessante analisi sul rapporto tra Q e la croce di C.E. C ARLSTON, «On Q and the Cross», in W.W. GASQUE W.S. LA SOR (a cura di), Scripture, Tradition and Interpretation. Essays presented to E.F. Harrison, Eerdmans 1978, Così, ad esempio, M. TRIMAILLE, «Jésus et la sagesse dans la Quelle», in AA.VV., La sagesse biblique de l Ancien au Nouveau Testament, Actes du XV e Congres de l ACFEB, Paris 1995,

3 parte della duplice tradizione, e quindi in sostanza di Q, bisognerà ammettere qui l unica inserzione marciana, in tutto il terzo vangelo, in un contesto di Q. E, per di più, all interno della sezione di Lc 9,51-18,14, in cui Marco di fatto non è mai utilizzato. 12 Ciò vale anche per l ipotesi, tra l altro poco plausibile, perché non supportata da alcuna evidenza testuale, che l inserzione possa essere stata opera di un copista. È ancora una volta la lectio difficilior che stabilisce l antichità e perciò l originalità del suddetto loghion nel suo contesto. Non presentando una travagliata trasmissione testuale, come solitamente avviene per i versetti problematici, non resta che riconoscere l autenticità di Lc 17,25 e la conseguente plausibilità che Luca l abbia attinto dalla sua stessa fonte. Ma a quale fonte o tradizione apparteneva il loghion in questione? Per il saggio principio secondo cui non moltiplicanda entia sine necessitate, perché ricorrere ad altre fonti e non valutare la possibilità che esso sia stato attinto esattamente da Q? Essa è la fonte di riferimento dell intera sezione di Lc 17,22-37 ed è in sintonia con la controversia tra Gesù e la sua generazione, la cui tematica è molto cara all ipotetica fonte Q. 13 La sua mancata presenza all interno del contesto matteano è probabilmente dovuta al fatto che per Matteo il loghion della sofferenza costituiva, di fatto, un inutile doppione rispetto alle predizioni della morte, attinte da Marco e considerato dall evangelista poco attinente all interno della tematica escatologica della parusia del figlio dell Uomo. Ma è proprio la sua strana collocazione all interno di tale tematica che ci orienta verso il riconoscimento della sua autenticità e appartenenza all ipotetica fonte Q, sostenendo che il loghion di Lc 17,25 era originariamente collocato all interno del discorso ecatologico della duplice tradizione, riportataci da Matteo senza il loghion e da Luca con il loghion di Lc 17, Non si tratta qui di semplici congetture. 15 È esattamente la problematicità della sua collocazione all interno del discorso escatologico che rende poco plausibile la possibilità di un intervento redazionale. È, pertanto, logico ritenere che la redazione lucana lo mantiene per il semplice fatto che l evangelista lo ha trovato nella fonte, da cui attingeva. Ed è estremamente probabile che si tratti esattamente di Q, da cui deriva l intera sezione e di cui è propria la teologia della generazione perversa, condannata da Gesù. Se ciò è vero, ne deriva allora che gli annunci della passione non solo appartengono ad uno stadio molto arcaico della tradizione, ma anche e soprattutto essi non sono assenti nella prospettiva teologica della fonte Q, 16 che perciò era a conoscenza dell opera messianica del Figlio dell Uomo, che si sarebbe realizzata attraverso la sofferenza e il paradossale sacrificio della croce. 17 L analisi fin qui condotta, se non ci dà la certezza dell appartenenza del loghion di Lc 17,25 alla fonte Q, ci permette però di affermare con sufficiente attendibilità che esso era 12 Cf. J.C. HAWKINS, Contribution to the Study of the Synoptic Problem, Oxford 1989, La tematica della controversia di Gesù con la propria generazione è presente anche in Marco (Mc 8,12-38; 9,19; 13,30), ma la duplice tradizione sembra insistervi con toni particolari (cf. il materiale marciano con Lc 11, e Mt 12,39-41; 15,36). 14 Di questa opinione W.B BUSSMANN, Synoptische Studien, II, Halle 1929, , e B. WEISS, Die Quellen der synoptischen Überlieferung, Leipzig 1908, V. FUSCO, Le prime Comunità Cristiane, cit., 147 nota 96, lo ritiene plausibile. 16 Cf. J.S. KLOPPENBORG, «Tradition and Redaction in the Synoptic sayngs Source», in Catholic Biblical Quaterly 46 (1984) Cf. C.E. CARLSTON, «On Q and the Cross, cit.,

4 presente nella fonte, da cui attingeva il terzo evangelista. Comunque sia, si tratta certamente di una tradizione piuttosto arcaica, riguardante gli annunci di passione, che come in Lc 9,44b (= Mt 17,22b) non fa menzione della resurrezione. Questo ulteriore elemento ci autorizza a supporre uno stadio molto antico della tradizione proprio della redazione lucana. Poiché il confronto di Lc 9,44 e Lc 17,25 ci permette di stabilire con assoluta certezza che si tratti di fonti del tutto autonome, avendo Lc 9,44 molti elementi in comune con Mc 9,31, e poiché la mancata menzione della resurrezione fa supporre un ulteriore fonte in possesso di Luca, che ignorava quest ultimo elemento, ne deriva, in conclusione, che il loghion del rifiuto del Figlio dell Uomo da parte della sua generazione rimanda a quello stadio arcaico della tradizione, di cui è probabile testimone l autore di Q e, ad ogni modo, certamente antecedente alla stessa redazione lucana. 2. Le predizioni della morte 18 Nonostante che la critica non vi abbia posto la dovuta attenzione, 19 è da considerare il sorprendente accordo semantico di Matteo e Luca contro Marco anche nelle predizioni della passione lungo la via. Se su questo punto è considerata assodata la dipendenza marciana da parte degli altri due evangelisti sinottici, non si fa, però, sufficiente attenzione ad alcuni particolari assai interessanti ai fini del nostro discorso. Infatti, dal confronto sinottico dei tre brani relativi alla prima predizione, i testi di Matteo e Luca non concordano con Marco sia nell espressione th`/ hjmevra/ th`/ trivth/, là dove Marco ha metav treivç hjmevraç, e sia soprattutto nella scelta del verbo ejgeivrw al posto di ajnivsthmi: Mc 8,31 kaiv h[rxato didavskein aujtouvç o{ti dei= tovn uijovn tou= ajnqrwvpou pollav paqei=n, kaiv ajpodokimasqh=nai ujpov tw=n presbutevrwn kaiv tw=n ajrcierevwn kaiv tw=n grammatevwn kaiv ajpoktaqh=nai kaiv metav treivç hjmevraç ajnasth=nai; Mt 16,21 ajpov tovte h[rxato oj jihsou=ç deiknuvein toi`ç maqhtai`ç o{ti dei= aujtovn eijç JIerosovluma ajpelqeiǹ kaiv pollav paqei=n ajpov tw=n presbutevrwn kaiv ajrcierevwn kaiv grammatevwn kaiv ajpoktaqh=nai kaiv th`/ trivth hjmevra/ ejgerqhǹai; Lc 9,22 o{ti dei= tovn uijovn tou= ajnqrwvpou pollav paqei=n kaiv ajpodokimasqh=nai ajpov tw=n presbutevrwn kaiv ajrcierevwn kaiv grammatevwn kaiv th`/ trivth hjmevra/ ejgerqhǹai. Nella seconda predizione, a differenza di Marco, Matteo e Luca utilizzano la medesima formula introdotta dal verbo mevllei; riguardo al detto sulla risurrezione Matteo continua con il verbo precedente, nonostante che Marco abbia sempre ajnivsthmi e Luca non ne fa qui menzione, probabilmente perché non presente nella sua fonte: Mc 9,31: ejdivdasken gavr touvç maqhtavç aujtou`, kaiv e[legen aujtoi`ç o{ti oj uijoç tou` ajnqrwvpou paradivdotai eijç cei`raç ajnqtrwvpwn, kaiv ajpoktenou`sin aujtovn, kaiv ajpoktanqeivç metav treivç hjmevraç ajnasthvsetai; Mt 17,22-23: mevllei oj uijoç tou` ajnqrwvpou paradivdosqai eijç cei`raç ajnqtrwvpwn, kaiv ajpoktenou`sin aujtovn, kaiv th`/ trivth hjmevra/ ejgerqhvsetai; 20 Lc 9,44: oj gavr uijoç tou` ajnqrwvpou mevllei paradivdosqai eijç cei`raç ajnqtrwvpwn. 18 Prendiamo in considerazione qui le sole predizioni lungo la via; cf. nota Cf. a riguardo le osservazioni di meraviglia da parte di G. SEGALLA, «La cristologia escatologica..., cit., Il solo codice D ha metav treivç hjmevraç, certamente per assonanza e consonanza con Mc 9,31. 4

5 Infine, nella terza predizione è utilizzato lo stesso verbo di Marco, ma con le differenze e gli accordi semantici, già evidenziati nella prima predizione: Mc 10,33-34: h[rxato aujtoi`ç levgein tav mevllonta aujtw`/ sumbaivnein, o{ti ijdou` ajnabaivnomen eijç JIerosovluma, kaiv oj uijoç tou` ajnqrwvpou paradoqhvsetai toi`ç ajrciereu`sin kaiv toi`ç grammateu`sin, kaiv katakrinou`sin aujtovn qanavtw/ kaiv paradwvsousin aujtovn toi`ç e[qnesin, kaiv ejmpaivxousin aujtw`/ kaiv ejmptuvsousin aujtw`/ kaiv mastigwvsousin aujtovn kaiv ajpoktenou`sin, kaiv metav treivç hjmevraç ajnasthvsetai; Mt 20,18-19: ijdou` ajnabaivnomen eijç JIerosovluma, kaiv oj uijoç tou` ajnqrwvpou paradoqhvsetai toi`ç ajrciereu`sin kaiv grammateu`sin, kaiv katakrinou`sin aujtovn eijç qavnaton kaiv paradwvsousin aujtovn toi`ç e[qnesin eijç tov ejmpai`xai kaiv mastigw`sai kaiv staurw`sai, kaiv th`/ trivth hjmevra/ ajnasthvsetai; Lc 18,31-33: ijdou` ajnabaivnomen eijç JIerousalhvm, kaiv telesqhvsetai pavnta tav gegrammevna diav twǹ profhtwǹ tw/` uijw/` tou` ajnqrwvpou: paradoqhvsetai gavr toi`ç e[qnesin kaiv ejmpaicqhvsetai kaiv ujbrisqhvsetai kaiv ejmptusqhvsetai kaiv mastigwvsanteç ajpoktenou`sin aujtovn, kaiv th`/ hjmevra/ th`/ trivth ajnasthvsetai. È probabile, quindi, che Matteo e Luca, oltre ad avere come riferimento il vangelo di Marco, possano aver attinto anche da una seconda fonte, che analogamente faceva menzione della sofferenza e morte del Figlio dell Uomo. Anche se questa ulteriore fonte potrebbe in teoria essere diversa da Q, rimane tuttavia che si tratta esattamente della fonte della duplice tradizione, comune ai due evangelisti. 3. Il riferimento a Is 42,1 nell episodio della Trasfigurazione Anche nel racconto della Trasfigurazione, per quanto la fonte comune di riferimento da parte di Matteo e Luca sia sostanzialmente Marco, pur tuttavia è possibile notare anche qui un accordo dei primi due evangelisti contro Marco. 21 Innanzitutto, il riferimento al testo di Is 42,1 LXX sembra molto più evidente in Mt 17,5 = Mt 12,18 (ἀγαπητός ἐν ᾧ εὐδόκησα) e Lc 9,35 (ἐκλελεγμένος) piuttosto che in Mc 9,7 (ou toç ejstin oj uijovç mou oj ajgaphtovç). Tale accordo interpretativo della voce divina sulla scia di Is 42,1 potrebbe in definitiva rimandare ad una fonte comune, utilizzata da Matteo e Luca. Alquanto rilevanti, inoltre, sembrano gli accordi 22 dei due evangelisti contro Marco nell utilizzo del termine πρόσwπον, per indicare lo splendore del volto di Gesù (Mt 17,2 e Lc 9,29), nell espressione καὶ ἰδού, che introduce l apparizione di Mosè ed Elia (Mt 17,3 e Lc 9,30), e nella presenza del verbo ἐφοβήθησαν (Mt 17,6 e Lc 9,34), assenti nella fonte marciana, che fanno pensare all utilizzo di una fonte comune, che aveva anche il riferimento a Is 42,1, più esplicitamente attestato nelle versioni matteana e lucana. Poiché si tratta anche qui della duplice tradizione, conservataci dagli evangelisti Matteo e Luca, ne deriva che probabilmente proprio la fonte Q possedeva il riferimento a Is 42,1 e interpretava la missione di Gesù sulla scia di quella del Servo. 23 Le differenze a riguardo tra Matteo, che adotta l espressione 21 Sul significato del racconto della trasfigurazione cf. l analisi di J.A. ZIESLER, «The Transfiguration Story and the Markan Soteriology», in Expository Times 81 ( ) , e più recentemente J.P. HEIL, The transfiguration of Jesus. Narrative meaning and function of Mark 9:2-8, Mattew 17:1-8 and Luke 9:28-36 (AnBib 144), Roma Cf a riguardo lo studio di F. NEIRYNK, «Minor Agreements Matteew-Luke in the Transfiguration Story», in P. HOFFMANN, Orientierung an Jesus, Freiburg 1973, Cf E.E. ELLIS, La composition de Luc 9 et les sources de sa christologie, Gembloux 1975, 199 soprattutto nota 25. 5

6 ἀγαπητός ἐν ᾧ εὐδόκησα, come nella citazione di Is 42,1 = Mt 12,18, e Luca, che preferisce il participio ἐκλελεγμένος (cf anche Lc 23,35), forse sulla scia di Is 42,1 LXX, sono probabilmente dovute alle diverse traduzioni del testo isaiano in possesso dei due evangelisti. Ma è, tuttavia, possibile che l utilizzo di Is 42,1 nel racconto della trasfigurazione possa risalire alla fonte in possesso di entrambi. E, comunque, non volendo assolutamente entrare nel merito se la fonte Q possedesse o meno una storia della Trasfigurazione, rimane tuttavia che gli accordi tra Matteo e Luca contro Marco e, soprattutto, l interpretazione della voce, riportata più fedele al testo di Is 42,1 in Matteo e Luca rispetto a Marco, fanno ipotizzare che una fonte precedente in possesso dei due evangelisti avesse operato l identificazione dell identità e della missione di Gesù alla luce di quelle del Servo del Signore, che gli evangelisti non hanno fatto altro che sviluppare all interno della trama narrativa dei loro racconti evangelici. C è da aggiungere in questo contesto che il loghion di Mc 10,45, 24 riportato integralmente dall evangelista Matteo, risulta alquanto originale nella versione lucana, in riferimento sia al contesto e sia all interpretazione soteriologica della morte di Gesù. Poiché, dunque, anche questo loghion del servizio appartiene alla duplice tradizione, è possibile anche qui ipotizzare una probabile dipendenza dalla fonte Q. Pertanto, se Mc 10,45 (= Mt 20,28) e Lc 22,27 sono due redazioni letterariamente indipendenti dello stesso loghion, la redazione lucana potrebbe essere testimone dell interpretazione di Q, al contrario di Matteo che presenta il loghion alla luce dell interpretazione marciana. Da tutto questo è possibile supporre con sufficiente probabilità che la fonte della duplice tradizione aveva elaborato una cristologia all insegna dei Canti del Servo, alla luce dei quali aveva interpretato la missione della sofferenza e morte del Figlio dell Uomo. 4. Conclusione I particolari accordi semantici e tematici in Matteo e Luca contro Marco, evidenziati fin qui, se da una parte non negano la dipendenza dei primi due evangelisti sinottici dalla fonte marciana, dall altra però dimostrano che la presenza della duplice tradizione nei vangeli è molto più complessa di quanto potrebbe sembrare a prima vista e, inoltre, lasciano supporre una ricchezza teologica straordinaria nelle fonti in possesso dei due evangelisti. E se Marco è pura teologia, non di meno lo erano le fonti di riferimento degli autori neotestamentari. In particolare la fonte Q, lungi dall essere una mera raccolta di loghia o massime sapienziali, era al contrario uno scritto teologico, la cui scelta dei detti del Signore era finalizzata all annuncio cristologico e soteriologico, rivelando così la propria straordinaria lettura teologica della vicenda riguardante Gesù di Nazareth e presentando, in particolare, la sofferenza e morte del Figlio dell Uomo come ripudio, operato dalla generazione 24 Questo loghion è considerato dalla maggior parte degli esegeti in sintonia con la teologia propria dei canti del Servo del Signore, soprattutto Is 53. Tra i più convinti cf. J. JEREMIAS, «La predicazione di Gesù», in ID., Teologia del Nuovo Testamento, I, Brescia 1972, e note 62-63; E.R. WATTS, Jesus death, Isaiah 53 and Mark 10:45: a crux revisited. Jesus and the suffering Servant, (WUNT 89), Tübingen 1998; M. ADINOLFI, «Il Servo di JHWH nel logion del servizio e del riscatto (Mc. 10,45)», in Bibbia e Oriente 119 (1979) Cf. anche il parere differente, pur tuttavia riconoscendo, in generale, la dipendenza del loghion da Is 53, di B. PRETE, «Il logion di Gesù: dare la propria vita in riscatto per molti (Mc 10,45)», in Rivista Biblica 44 (1996)

7 perversa e resosi necessario ai fini della salvezza. Inoltre, se la voce del Padre riconosce il Figlio alla luce dei testi del Servo del Deuteroisaia, allora è da supporre che la prospettiva teologica presente nella fonte Q, o comunque in una delle fonti comune agli evangelisti della duplice tradizione, era fortemente radicata nella visione deuteroisaiana dei canti del Servo, la cui missione si sarebbe sorprendentemente realizzata in un modo nuovo e sconvolgente. Contrariamente, dunque, a quanto sostenuto in genere dagli studiosi, non mancano nella fonte Q i detti, che legano il Figlio dell Uomo alla passione. Sembra, invece, che la necessità della sofferenza del Figlio dell Uomo sia ben sancita già nella fonte di riferimento dei due evangelisti che, qualora dovesse anche essere differente dalla fonte Q, tuttavia ci riporta ad uno stadio molto arcaico della tradizione, che leggeva l esperienza messianica di Gesù di Nazareth nella prospettiva della necessità del ripudio. Anche se non è evidente la presenza del kerygma della passione e morte come fatto salvifico, è tuttavia presente la lettura della sofferenza di Gesù in chiave apocalittica come rifiuto del Figlio dell Uomo, il che contribuisce a rendere il ripudio particolarmente grave, provocando la conseguente condanna della sua generazione. 25 Ma difficilmente si tratta di fonte differente da Q, sia per l inutilità di moltiplicare le fonti in comune a Matteo e Luca, e sia soprattutto perché si tratta della duplice tradizione in possesso dei due evangelisti. Sembra perciò non si debba escludere dal materiale comune a Mt/Lc (Q) una predizione della Passione, che nel quadro della Q viene qualificata come rifiuto di Gesù e...del Figlio dell Uomo, 26 e tutto ciò in sintonia con la prospettiva di Q (cf. Lc 11,14-54; Mt 12,24.38). Va, perciò, decisamente riconosciuto, in conclusione, che la fonte della duplice tradizione era in definitiva un compendio di cristologia e soteriologia, da cui gli evangelisti, alla pari della fonte marciana, hanno attinto per la redazione finale dei loro scritti evangelici. 25 G. SEGALLA, «La cristologia escatologica..., cit., Ibidem. 7

Curricolo di Religione Cattolica

Curricolo di Religione Cattolica Curricolo di Religione Cattolica Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria - L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sugli elementi fondamentali della vita di Gesù

Dettagli

H. SCHURMANN, Gesù davanti alla sua morte, Morcelliana, Brescia 1983. Cf Mc 8, 31 Lc 9, 22 17, 25; 24, 44; Mt 16, 21; Gv 3, 14.

H. SCHURMANN, Gesù davanti alla sua morte, Morcelliana, Brescia 1983. Cf Mc 8, 31 Lc 9, 22 17, 25; 24, 44; Mt 16, 21; Gv 3, 14. Gesù e la sua croce necessaria Ha previsto Gesù la sua morte? Che senso vi ha attribuito? E come l'ha integrata nella sua missione? Lo spunto per porre queste domande mi è stato offerto da uno studio di

Dettagli

CURRICOLO DI RELIGIONE

CURRICOLO DI RELIGIONE CLASSE 1^ L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sui dati fondamentali della vita di Gesù e sa collegare i contenuti principali del suo insegnamento alle tradizioni dell ambiente in cui vive; Scoprire

Dettagli

La nuova nascita: il battesimo 3,1-21 Il tema preannunziato nella testimonianza del Battista (1,26.33) è ripreso in episodi che pongono in evidenza i

La nuova nascita: il battesimo 3,1-21 Il tema preannunziato nella testimonianza del Battista (1,26.33) è ripreso in episodi che pongono in evidenza i La nuova nascita: il battesimo 3,1-21 Il tema preannunziato nella testimonianza del Battista (1,26.33) è ripreso in episodi che pongono in evidenza i vari modi in cui Cristo ha rimpiazzato le istituzioni

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA Anno Scolastico 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA DELLA SCUOLA PRIMARIA

SCUOLA PRIMARIA Anno Scolastico 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA DELLA SCUOLA PRIMARIA Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Istituto Comprensivo Statale di Calolziocorte Via F. Nullo,6 23801 CALOLZIOCORTE (LC) e.mail: lcic823002@istruzione.it - Tel: 0341/642405/630636

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA 1. DIO E L UOMO CLASSE PRIMA 1.1 Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore e Padre 1.2 Conoscere Gesù di Nazareth come Emmanuele, testimoniato

Dettagli

CLASSE PRIMA CONOSCENZE ABILITA COMPETENZE. -Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore e Padre

CLASSE PRIMA CONOSCENZE ABILITA COMPETENZE. -Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore e Padre CLASSE PRIMA CONOSCENZE ABILITA COMPETENZE -Scoprire un mondo intorno a sé; un dono stupendo il creato -Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore e Padre -L alunno/a sa: -riflettere su Dio

Dettagli

CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA

CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA Traguardi per lo sviluppo delle competenze L alunno riflette su Dio Creatore e Padre significato cristiano del Natale L alunno riflette sui dati fondamentali

Dettagli

Enzo Bianchi. Raccontare l amore. Parabole di uomini e donne

Enzo Bianchi. Raccontare l amore. Parabole di uomini e donne Enzo Bianchi Raccontare l amore Parabole di uomini e donne Proprietà letteraria riservata 2015 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-06573-3 Prima edizione: maggio 2015 Le traduzioni dei testi classici,

Dettagli

CURRICOLO RELIGIONE CLASSE 1^

CURRICOLO RELIGIONE CLASSE 1^ CLASSE 1^ Dio e l uomo Classe 1^ Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore. Gesù di Nazareth. La Bibbia e le, leggere e saper riferire circa alcune pagine bibliche fondamentali i segni cristiani

Dettagli

ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011

ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011 ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011 ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011 FINALITA OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO CONTENUTI Acquisire atteggiamenti di stima e sicurezza di se e degli altri Scoprire attraverso i racconti

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA L I.R.C., come ogni altra materia curricolare, contribuisce allo sviluppo delle competenze per l apprendimento

Dettagli

DISCIPLINA RELIGIONE CATTOLICA CURRICOLO VERTICALE SCUOLA PRIMARIA CLASSE PRIMA

DISCIPLINA RELIGIONE CATTOLICA CURRICOLO VERTICALE SCUOLA PRIMARIA CLASSE PRIMA CLASSE PRIMA SCOPRIRE CHE PER LA RELIGIONE CRISTIANA DIO E' CREATORE E PADRE E CHE FIN DALLE ORIGINI HA VOLUTO STABILIRE UN'ALLEANZA CON L'UOMO CONOSCERE GESU' DI NAZARETH, EMMANUELE E MESSIA, CROCIFISSO

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DI RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE DI RELIGIONE CATTOLICA I.C. Gozzi-Olivetti PROGRAMMAZIONE DI RELIGIONE CATTOLICA ANNO SCOLASTICO 2012/2013 Insegnanti: Tanja Lo Schiavo Andrea Musso Silvia Trotta 1 Istituto Comprensivo Gozzi Olivetti PROGRAMMAZIONE DI RELIGIONE

Dettagli

CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sui dati fondamentali della vita di Gesù e sa collegare

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di OSPITALETTO SCUOLA PRIMARIA A. CANOSSI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE VERTICALE RELIGIONE CATTOLICA

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di OSPITALETTO SCUOLA PRIMARIA A. CANOSSI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE VERTICALE RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di OSPITALETTO SCUOLA PRIMARIA A. CANOSSI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE VERTICALE ANNO SCOLASTICO 2015/2016 CLASSE PRIMA L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sui dati fondamentali

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ ANNO SCOLASTICO 2015/2016 www.ic2sassuolonord.gov.it CURRICOLO IRC 6 11 anni Diocesi di Reggio Emilia

Dettagli

Programmazione annuale

Programmazione annuale Istituto Comprensivo Bassa Anaunia Denno AREA RELIGIONE CATTOLICA SCUOLA PRIMARIA Programmazione annuale Anno scolastico 2012/13 Docenti: SP BORGHESI PATRIZIA GRANDI MARISA LEONARDI VIOLA ZUECH GIUDITTA

Dettagli

Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V

Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V Istituto Comprensivo G Pascoli - Gozzano Anno scolastico 2013/2014 Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE ANNO SCOLASTICO 2015/ 2016

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE ANNO SCOLASTICO 2015/ 2016 ISTITUTO COMPRENSIVO CARLO DEL PRETE DI CASSOLNOVO VIA TORNURA 1 27023 CASSOLNOVO (PAVIA) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE ANNO SCOLASTICO 2015/ 2016 SCUOLA PRIMARIA DI CASSOLNOVO:Fossati, Gavazzi e

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA. Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria

RELIGIONE CATTOLICA. Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sui dati fondamentali della vita di Gesù e sa collegare i contenuti

Dettagli

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA-DISCIPLINARE Anno Scolastico 2013/2014. Scuola Primaria Classe 1^ - sez. B

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA-DISCIPLINARE Anno Scolastico 2013/2014. Scuola Primaria Classe 1^ - sez. B PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA-DISCIPLINARE Anno Scolastico 2013/2014 Scuola Primaria Classe 1^ - sez. A Disciplina Religione Cattolica Ins. STRIKA LUCIANA Presentazione della classe Livello cognitivo

Dettagli

PIANI DI STUDIO D ISTITUTO INSEGNAMENTO RELIGIONE CATTOLICA AS 2012

PIANI DI STUDIO D ISTITUTO INSEGNAMENTO RELIGIONE CATTOLICA AS 2012 PIANI DI STUDIO D ISTITUTO INSEGNAMENTO RELIGIONE CATTOLICA AS 2012 CURRICOLO DI BASE PER IL PRIMO BIENNIO DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE ABILITA Scoprire che gli altri sono importanti per la vita. Saper

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA IST. COMPRENSIVO VIA MEROPE a.s 2014-15 - RELIGIONE

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA IST. COMPRENSIVO VIA MEROPE a.s 2014-15 - RELIGIONE DATTICA IST. COMPRENSIVO VIA MEROPE a.s 2014-15 - RELIGIONE Scoprire che per la religione cristiana Dio è creatore e Padre e che fin dalle origini ha voluto stabilire un alleanza con l uomo. Comunicazione

Dettagli

La BIBBIA è il libro più diffuso nel mondo.

La BIBBIA è il libro più diffuso nel mondo. La BIBBIA è il libro più diffuso nel mondo. La parola BIBBIA deriva da una parola greca (biblia) che vuol dire I LIBRI. Possiamo dire, infatti che la Bibbia è una BIBLIOTECA perché raccoglie 73 libri.

Dettagli

Conoscere l ambiente geografico, storico, culturale della Palestina al tempo di Gesù.

Conoscere l ambiente geografico, storico, culturale della Palestina al tempo di Gesù. RELIGIONE CATTOLICA CLASSE I U A OBIETTIVI GENERALI OBIETTIVI SPECIFICI CONTENUTI/ ATTIVIT À COMPETENZE PERIODO UA n 1 Unici e speciali Cogliere la diversità tra compagni ed amici come valore e ricchezza.

Dettagli

Curricolo di religione cattolica scuola primaria CLASSE I

Curricolo di religione cattolica scuola primaria CLASSE I NUCLEI FONDANTI Dio e l uomo 1. Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore e Padre e che fin dalle origini ha voluto stabilire un alleanza con l uomo. 2. Conoscere Gesù di Nazareth, Emmanuele

Dettagli

CURRICULUM SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CATTOLICA

CURRICULUM SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CATTOLICA Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca Istituto Comprensivo Giulio Bevilacqua Via Cardinale Giulio Bevilacqua n 8 25046 Cazzago San Martino (Bs) telefono 030 / 72.50.53 - fax 030 /

Dettagli

Programmazione Didattica Scuola Primaria

Programmazione Didattica Scuola Primaria DIREZIONE DIDATTICA DI NAPOLI 5 E. MONTALE Viale della Resistenza 11K-80145 NAPOLI tel. e fax 081/5430772 Codice fiscale: 94023840633 Cod. Mecc. : NAEE005006 E-MAIL: naee005006@istruzione.it Web:www.5circolo.it

Dettagli

ASCENSIONE DEL SIGNORE LECTIO DIVINA PER LA VII DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) «Io sono con voi» Mt 28,16-20. Di Emio Cinardo

ASCENSIONE DEL SIGNORE LECTIO DIVINA PER LA VII DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) «Io sono con voi» Mt 28,16-20. Di Emio Cinardo ASCENSIONE DEL SIGNORE LECTIO DIVINA PER LA VII DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) Di Emio Cinardo «Io sono con voi» Mt 28,16-20 Lettura del testo Dal Vangelo secondo Matteo (28,16-20) In quel tempo, gli undici

Dettagli

INFANZIA E VITA PUBBLICA DI GESÙ

INFANZIA E VITA PUBBLICA DI GESÙ GIUSEPPE SUMMA 3 INFANZIA E VITA PUBBLICA DI GESÙ Esegesi e teologia 4 Proprietà letteraria riservata. I diritti di traduzione in qualsiasi forma, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento,

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA Traguardi Obiettivi di apprendimento Contenuti

RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA Traguardi Obiettivi di apprendimento Contenuti RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA Scoprire nell'ambiente i segni che richiamano ai cristiani e a tanti credenti la presenza di Dio Creatore e Padre Descrivere l'ambiente di vita di Gesù nei suoi aspetti

Dettagli

Classe prima,seconda,terza,quarta, quinta.

Classe prima,seconda,terza,quarta, quinta. DIREZIONE DIDATTICA 1 CIRCOLO MARSCIANO Piazza della Vittoria,1 06055- MARSCIANO (PG)- C.F.800005660545 Centralino/Fax 0758742353 Dirigente Scolastico 0758742251 E.mail:pgee41007@istruzione.it Sito Web:

Dettagli

INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità

INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità Programmazione IRC 2014-2015 1 INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità della Chiesa, sia perché

Dettagli

VANGELO SECONDO GIOVANNI PROF. CARLO RUSCONI ANNO ACCADEMICO 2012-2013

VANGELO SECONDO GIOVANNI PROF. CARLO RUSCONI ANNO ACCADEMICO 2012-2013 VANGELO SECONDO GIOVANNI PROF. CARLO RUSCONI ANNO ACCADEMICO 2012-2013 1. VANGELO SECONDO GIOVANNI LEZIONE DEL 21-09-2012 ARGOMENTI: a. Introduzione al corso; i. Il Vangelo di Giovanni parla di che cos

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria

RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sugli dati fondamentali della vita di Gesù e sa collegare i contenuti

Dettagli

CURRICOLA DI RELIGIONE CATTOLICA Scuola Primaria CLASSE 1 ^ COMPETENZE CONOSCENZE ABILITA

CURRICOLA DI RELIGIONE CATTOLICA Scuola Primaria CLASSE 1 ^ COMPETENZE CONOSCENZE ABILITA CURRICOLA DI RELIGIONE CATTOLICA Scuola Primaria CLASSE 1 ^ COMPETENZE CONOSCENZE ABILITA COGLIERE I VALORI ETICI E RELIGIOSI PRESENTI NELL ESPERIENZA DI VITA E RELIGIOSA DELL UOMO - Prendere coscienza

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO

RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE Il bambino osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, come dono di Dio Creatore. RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO PRIMARIA

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI PETRITOLI CURRICOLO IN VERTICALE DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2013/2014 SCUOLA DELL INFANZIA.

ISTITUTO COMPRENSIVO DI PETRITOLI CURRICOLO IN VERTICALE DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2013/2014 SCUOLA DELL INFANZIA. Campi di esperienza IL SE E L ALTRO ISTITUTO COMPRENSIVO DI PETRITOLI CURRICOLO IN VERTICALE DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2013/2014 SCUOLA DELL INFANZIA Traguardi per lo sviluppo delle Obiettivi

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA Per sviluppare una competenza di area occorre in primo luogo promuovere l acquisizione delle relative conoscenze e abilità in modo che esse

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO VERTICALE RELIGIONE CATTOLICA Istituti Comprensivi di Udine allegato al Piano dell Offerta Formativa CURRICOLO VERTICALE Redatto sulla base delle Nuove Indicazioni Nazionali 2012 e I.N. 2007, in sintonia con le Raccomandazioni del

Dettagli

La povertà: una spoliazione necessaria

La povertà: una spoliazione necessaria La povertà: una spoliazione necessaria Prima ancora di essere un servizio per i poveri, la povertà evangelica è un valore in se stessa, in quanto richiama la prima delle beatitudini nell imitazione di

Dettagli

Teologia Fondamentale Domande per la preparazione dell esame orale

Teologia Fondamentale Domande per la preparazione dell esame orale Teologia Fondamentale Domande per la preparazione dell esame orale Lo studente è tenuto a rispondere alle domande qui presentate, preparando un esposizione orale ordinata di circa 5 minuti per ciascuna

Dettagli

Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015

Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015 Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015 PREMESSA L Insegnamento della Religione Cattolica (I.R.C.) fa sì che gli alunni

Dettagli

«Io sono la via, la verità e la vita»

«Io sono la via, la verità e la vita» LECTIO DIVINA PER LA V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) Di Emio Cinardo «Io sono la via, la verità e la vita» Gv 14,1-12 Lettura del testo Dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-12) In quel tempo, Gesù disse ai

Dettagli

Studio biblico Il Nuovo Testamento Chiesa Evangelica Biblica - Ancona

Studio biblico Il Nuovo Testamento Chiesa Evangelica Biblica - Ancona Lezione 3 Il Libro di Matteo (Dove ci sono righe vuote, scrivi il versetto o la verità centrale del brano.) 1. I Quattro Vangeli Entrando nel Nuovo Testamento, ricorda che ci sono quattro Vangeli; Matteo.

Dettagli

La settimana di Natale e le antifone Maggiori

La settimana di Natale e le antifone Maggiori Sussidi-Avvento La settimana di Natale e le antifone Maggiori A CURA DELLA REDAZIONE La devozione popolare è tradizionalmente solita celebrare, nel tempo di Avvento, la Novena di Natale costituita da:

Dettagli

Facoltà di Teologia I CICLO. TESARIO ANNO III 1 semestre 2013 2014. Anno III: L uomo in Cristo. Roma, dicembre 2013

Facoltà di Teologia I CICLO. TESARIO ANNO III 1 semestre 2013 2014. Anno III: L uomo in Cristo. Roma, dicembre 2013 Anno III: L uomo in Cristo TP1024 Esegesi Biblica: Salmi e Scritti Sapienzali 3 TP1025 Fondamenti di Antropologia Teologica 5 TP1026 Escatologia Cristiana 7 Facoltà di Teologia I CICLO TESARIO ANNO III

Dettagli

Esame di Metodologia Teologica Pratica. Parte Generale. A. 18-II-11 1. Le fonti di una tesi in teologia. Tipi di fonti che ricordi. [2 punti].

Esame di Metodologia Teologica Pratica. Parte Generale. A. 18-II-11 1. Le fonti di una tesi in teologia. Tipi di fonti che ricordi. [2 punti]. Esame di Metodologia Teologica Pratica. Parte Generale. A. 18-II-11 1. Le fonti di una tesi in teologia. Tipi di fonti che ricordi. [2 punti]. 2. Cosa è una nota bibliografica. E una nota documentale?

Dettagli

DIREZIONE DIDATTICA G. PARINI TORINO

DIREZIONE DIDATTICA G. PARINI TORINO DIREZIONE DIDATTICA G. PARINI TORINO INSEGNANTI: CATERINA PIRROTTA ANTONELLA BORDONARO CLASSE I OBIETTIVI GENERALI Portare il bambino alla scoperta di se stesso in rapporto con gli altri. Far scoprire

Dettagli

ISC RODARI- MARCONI-PORTO SANT ELPIDIO SCUOLA PRIMARIA a.s. 2015 2016 PIANO DI LAVORO ANNUALE - IRC Classe 1ª

ISC RODARI- MARCONI-PORTO SANT ELPIDIO SCUOLA PRIMARIA a.s. 2015 2016 PIANO DI LAVORO ANNUALE - IRC Classe 1ª ISC RODARI- MARCONI-PORTO SANT ELPIDIO SCUOLA PRIMARIA a.s. 2015 2016 PIANO DI LAVORO ANNUALE - IRC Classe 1ª 1 ª UA - Dio Creatore e amico 1 Bim. Ott-Nov Scoprire che per la religione cristiana Dio è

Dettagli

«Il Padre vi darà un altro Paraclito»

«Il Padre vi darà un altro Paraclito» LECTIO DIVINA PER LA VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) Di Emio Cinardo «Il Padre vi darà un altro Paraclito» Gv 14,15-21 Lettura del testo Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21) In quel tempo, Gesù disse

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE a. s. 2014-2015

PROGRAMMAZIONE ANNUALE a. s. 2014-2015 Scuola Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE FRATELLI CASETTI CREVOLADOSSOLA (VB) WWW.iccasetti.gov.it PROGRAMMAZIONE ANNUALE a. s. 2014-2015 RELIGIONE CATTOLICA COMPETENZE CHIAVE - competenze sociali

Dettagli

Religione Cattolica Classe 1 A.S. 2007/2008

Religione Cattolica Classe 1 A.S. 2007/2008 Religione Cattolica Classe A.S. 007/008 O.S.A. U.A. O.F. Contenuti Dio Creatore e Padre di tutti gli uomini Nuova scuola, nuovi compagni, io in crescita insieme agli altri Le bellezze della natura sono

Dettagli

PROGETTAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2015-2016 Scuola Primaria I.C. G.B. Grassi - Fiumicino

PROGETTAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2015-2016 Scuola Primaria I.C. G.B. Grassi - Fiumicino PROGETTAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2015-2016 Scuola Primaria I.C. G.B. Grassi - Fiumicino Docenti : STRANIERI Adriana... OCCHIUTO Letizia... CONSOLI Francesca... ASSANTE Rosy... MENGONI

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA

RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA 1. Scoprire nei segni dell ambiente la presenza di Dio Creatore e Padre 2. Conoscere Gesù nei suoi aspetti quotidiani, familiari, sociali e religiosi 3. Cogliere i segni

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO

ISTITUTO COMPRENSIVO RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO VIA ASIGLIANO VERCELLESE Scuola primaria Antonelli VIA VEZZOLANO, 20 - TORINO Anno scolastico 2009/2010 RELIGIONE CATTOLICA classe 1^ Scoprire la grandezza dell

Dettagli

Curricolo verticale di Religione Cattolica

Curricolo verticale di Religione Cattolica Curricolo verticale di Religione Cattolica Classe Prima Primaria Indicatori Obiettivi di apprendimento 1. DIO E L UOMO 2. LA BIBBIA E LE ALTRE FONTI 3. IL LINGUAGGIO RELIGIOSO 1.1 Scoprire che la vita,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO MONTE SAN PIETRO PROGRAMMAZIONE IRC SCUOLA PRIMARIA ***********

ISTITUTO COMPRENSIVO MONTE SAN PIETRO PROGRAMMAZIONE IRC SCUOLA PRIMARIA *********** ISTITUTO COMPRENSIVO MONTE SAN PIETRO PROGRAMMAZIONE IRC SCUOLA PRIMARIA *********** Classe Prima 1. Dio creatore e Padre di tutti gli uomini. 2. Gesù di Nazareth, l Emmanuele, Dio con noi. 3. La Chiesa,

Dettagli

PROGETTAZIONE ANNUALE ANNO SCOLASTICO 2014-2015 I. C. di San Cipirello SCUOLA PRIMARIA C. A. Dalla Chiesa DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA CLASSI PRIME

PROGETTAZIONE ANNUALE ANNO SCOLASTICO 2014-2015 I. C. di San Cipirello SCUOLA PRIMARIA C. A. Dalla Chiesa DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA CLASSI PRIME PROGETTAZIONE ANNUALE ANNO SCOLASTICO 2014-2015 I. C. di San Cipirello SCUOLA PRIMARIA C. A. Dalla Chiesa DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA CLASSI PRIME OBIETTIVI: Scoprire che per la religione cristiana

Dettagli

Ermanno Arrigoni Storia e fede. Introduzione al pensiero di Gesù

Ermanno Arrigoni Storia e fede. Introduzione al pensiero di Gesù A15 Ermanno Arrigoni Storia e fede Introduzione al pensiero di Gesù Copyright MMXIV ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele Garofalo, 133/A B 00173 Roma (06) 93781065

Dettagli

Il VANGELO DI MATTEO

Il VANGELO DI MATTEO Il VANGELO DI MATTEO Introduzione Il vangelo secondo Matteo è fondamentalmente una narrazione. L evangelista vuol narrare la storia di Gesù, il Messia di Israele e il Figlio di Dio (cf. 16,16). Con questa

Dettagli

ISTITUTO S. GIULIANA FALCONIERI Anno Scolastico 2013-2014

ISTITUTO S. GIULIANA FALCONIERI Anno Scolastico 2013-2014 I LICEO EUROPEO FINALITA FORMATIVE: L alunno deve riconoscere che la domanda di assoluto è presente in ogni uomo e quindi come la religione sia fortemente ancorata alla dimensione esistenziale dell uomo

Dettagli

SCHEDA 8.1 CHI È GESÙ? Un itinerario per la prima tappa del discepolato secondo l anno liturgico

SCHEDA 8.1 CHI È GESÙ? Un itinerario per la prima tappa del discepolato secondo l anno liturgico gruppo di lavoro 7 11 anni materiale per la sperimentazione diocesana SCHEDA 8.1 CHI È GESÙ? Un itinerario per la prima tappa del discepolato secondo l anno liturgico Versione aprile 2010 a cura di don

Dettagli

Curricolo di Religione

Curricolo di Religione Istituto Comprensivo n. 4 di v. Guicciardini, 8 - Imola - Curricolo di Religione Scuola Primaria CLASSE 1 Scoprire nell ambiente i Osservazioni della natura. segni che richiamano ai cristiani e a tanti

Dettagli

Maschio e femmina li creò (Gen 1, 27)

Maschio e femmina li creò (Gen 1, 27) Maschio e femmina li creò (Gen 1, 27) Un messaggio sul sacramento del matrimonio Lettera pastorale per la Quaresima 2011 di Mons. Dr. Vito Huonder Vescovo di Coira Cari fratelli e sorelle nel Signore La

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO MAFFI PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA Ins. Marina Striolo Marianna Chieppa Cinzia Di Folco ANNO SCOLASTICO 2015/2016 L IRC, come le altre discipline scolastiche della

Dettagli

CURRICULO VERTICALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA TRE ANNI

CURRICULO VERTICALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA TRE ANNI CURRICULO VERTICALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA TRE ANNI Traguardi per lo sviluppo delle competenze Obiettivi di apprendimento Contenuti A. IL SE E L ALTRO: Scopre nel Vangelo la

Dettagli

MODELLO SCHEMATICO DI PROGRAMMAZIONE PER L IRC SCUOLA PRIMARIA CLASSE: PRIMA

MODELLO SCHEMATICO DI PROGRAMMAZIONE PER L IRC SCUOLA PRIMARIA CLASSE: PRIMA SCUOLA PRIMARIA CLASSE: PRIMA ARGOMENTO CONTENUTI ESSENZIALI PERIODO ORE PREVISTE Dio Creatore e Padre di tutti gli uomini Gesù di Nazaret, l Emmanuele Dio con noi La Chiesa, comunità dei cristiani aperta

Dettagli

PREMESSA ALLA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA CIRCOLO L. DA VINCI Anno scolastico 2012/2013

PREMESSA ALLA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA CIRCOLO L. DA VINCI Anno scolastico 2012/2013 DIREZIONE DIDATTICA STATALE LEONARDO DA VINCI Via Virgilio, 1 Mestre (VE) Tel. 041/614863 Fax 041/5346917 Cod. Fisc. 82011580279 * * * * * PREMESSA ALLA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI CIRCOLO L. DA VINCI

Dettagli

2.1. TEOLOGIA DOGMATICA PARTE SECONDA I MISTERI DELLA VITA DI CRISTO

2.1. TEOLOGIA DOGMATICA PARTE SECONDA I MISTERI DELLA VITA DI CRISTO 2.1. TEOLOGIA DOGMATICA PARTE SECONDA I MISTERI DELLA VITA DI CRISTO Quello che sorprende nella lettura dei Vangeli canonici è la quasi totale assenza di ogni preoccupazione biografica. È certo che Gesù

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO BRISIGHELLA A.S. 2015/2016 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA PRIMARIA INTRODUZIONE

ISTITUTO COMPRENSIVO BRISIGHELLA A.S. 2015/2016 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA PRIMARIA INTRODUZIONE ISTITUTO COMPRENSIVO BRISIGHELLA A.S. 2015/2016 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA PRIMARIA INTRODUZIONE L insegnamento della Religione Cattolica non si può ridurre ad una semplice

Dettagli

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione Cari fratelli e sorelle, all avvicinarsi della Giornata

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO LEONARDO SCIASCIA A.S. 2015/2016 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA PRIMARIA INTRODUZIONE

ISTITUTO COMPRENSIVO LEONARDO SCIASCIA A.S. 2015/2016 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA PRIMARIA INTRODUZIONE ISTITUTO COMPRENSIVO LEONARDO SCIASCIA A.S. 2015/2016 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA PRIMARIA INTRODUZIONE L insegnamento della Religione Cattolica non si può ridurre ad una

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA

SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE ALLA FINE DELLA SCUOLA PRIMARIA 1) L alunno riconosce che Dio si è rivelato attraverso Gesù, stabilendo con l

Dettagli

V INCONTRO. L atto di FEDE

V INCONTRO. L atto di FEDE V INCONTRO L atto di FEDE Siamo al quinto incontro. Come per tutte le altre volte vogliamo fare un riassunto delle puntate precedenti. Per questo lavoro chiediamo l aiuto di un personaggio conosciuto a

Dettagli

MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO I. C.

MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO I. C. MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO I. C. Via D Avarna RMIC8FY006 - Distretto 24 - Via D Avarna 9/11 00151 Roma - C.F. 97714020589 Tel. /

Dettagli

CRISTIANI NON SI NASCE, MA SI DIVENTA. Itinerario per il completamento dell iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi

CRISTIANI NON SI NASCE, MA SI DIVENTA. Itinerario per il completamento dell iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi Parrocchia Immacolata Concezione CRISTIANI NON SI NASCE, MA SI DIVENTA. Itinerario per il completamento dell iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi Come già indicato anche nel progetto annuale,

Dettagli

In conclusione, il primo capitolo ci presenta due unità letterarie strettamente collegate con il primo versetto, che funziona da titolo:

In conclusione, il primo capitolo ci presenta due unità letterarie strettamente collegate con il primo versetto, che funziona da titolo: 5. L ORIGINE DI GESU (MT 1-2) 1. Analisi della composizione I primi due cc. di Mt sono costituiti da 6 unità letterarie che manifestano una forte Concatenazione con il primo versetto (titolo) e tra di

Dettagli

INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO 2010

INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO 2010 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE G.Galilei www.istitutocomprensivosgt.it CURRICOLO D ISTITUTO a. s. 2012 / 2013 CLASSE : 5 anni SCUOLA INFANZIA Consapevolezza ed espressione culturale / imparare a imparare.

Dettagli

ESAME DI BACCALAUREATO: NORME E TESARIO (FTER)

ESAME DI BACCALAUREATO: NORME E TESARIO (FTER) STUDIO TEOLOGICO S. ANTONIO BOLOGNA affiliato alla Facoltà Teologica dell Emilia-Romagna ESAME DI BACCALAUREATO: NORME E TESARIO (FTER) 40125 Bologna (Italy) Via G. Guinizelli, 3 tel. 051.309.864 - fax

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO VERTICALE INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE A. Diaz CURRICOLO VERTICALE INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA ANNO SCOLASTICO 2014/2015 NORMATIVA DI RIFERIMENTO L insegnamento della Religione Cattolica si colloca nel

Dettagli

XXII Domenica del Tempo Ordinario 31 agosto 2014

XXII Domenica del Tempo Ordinario 31 agosto 2014 per l Omelia domenicale a cura dell Arcivescovo Mons. Vincenzo Bertolone XXII Domenica del Tempo Ordinario 31 agosto 2014 Non più sofferenza ma amore Introduzione La parabola discendente di queste due

Dettagli

CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA della scuola primaria

CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA della scuola primaria CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA della scuola primaria CURRICOLO DI I.R.C. al termine della classe prima della scuola primaria...2 CURRICOLO DI I.R.C. al termine della classe seconda della scuola primaria...4

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA

RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA ELABORATO DAI DOCENTI DELLA SCUOLA PRIMARIA DIREZIONE DIDATTICA 5 CIRCOLO anno scolastico 2012-2013 RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA TRAGUARDI DI COMPETENZA DA SVILUPPARE AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA

Dettagli

I traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento dell IRC nella Scuola Primaria + Il Curricolo Disciplinare

I traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento dell IRC nella Scuola Primaria + Il Curricolo Disciplinare SUSSIDIO DIDATTICO I traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento dell IRC nella Scuola Primaria + Il Curricolo Disciplinare Anno Scolastico 2010-2011 INDICE 3 Obiettivi

Dettagli

Istituto Comprensivo

Istituto Comprensivo CLASSE I - SCUOLA PRIMARIA Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore, Padre e che fin dalle origini ha stabilito un'alleanza con l'uomo. Affinare capacità di osservazione dell ambiente circostante

Dettagli

Il nome di Dio. 1.1 Premessa

Il nome di Dio. 1.1 Premessa 1. Il Tetragramma Biblico 1.1 Premessa La parola tetragramma 1, significa "gruppo di quattro lettere". Esso è infatti la sequenza delle quattro lettere ebraiche ה ו ה,י che compongono il nome con il quale

Dettagli

Definizione delle due discendenze adamitiche (Cfr. Lorenzo Ventrudo, Genesi, opera in pubblicazione; stralcio)

Definizione delle due discendenze adamitiche (Cfr. Lorenzo Ventrudo, Genesi, opera in pubblicazione; stralcio) Definizione delle due discendenze adamitiche (Cfr. Lorenzo Ventrudo, Genesi, opera in pubblicazione; stralcio) Dopo quanto esposto, proponiamo la seguente definizione diversificata delle due discendenze

Dettagli

Recensione a. Giorgio Jossa, Tu sei il re dei Giudei? Storia di un profeta ebreo di nome Gesù

Recensione a. Giorgio Jossa, Tu sei il re dei Giudei? Storia di un profeta ebreo di nome Gesù Recensione a Giorgio Jossa, Tu sei il re dei Giudei? Storia di un profeta ebreo di nome Gesù di FEDERICA PAZZELLI federica.pazzelli@hotmail.com Gli studi che nei secoli hanno inteso occuparsi della figura

Dettagli

TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DELLA RELIGIONE CATTOLICA PER IL PRIMO CICLO D ISTRUZIONE.

TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DELLA RELIGIONE CATTOLICA PER IL PRIMO CICLO D ISTRUZIONE. TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DELLA RELIGIONE CATTOLICA PER IL PRIMO CICLO D ISTRUZIONE. APPENDICE: INTEGRAZIONI ALLE INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO DELLA SCUOLA D INFANZIA E PER IL

Dettagli

IL TERZO GIORNO RISUSCITÒ DA MORTE

IL TERZO GIORNO RISUSCITÒ DA MORTE ILTERZOGIORNORISUSCITÒDAMORTE At2,22 32 1Cor15,1 26 Lc24,1 12 Risurrezione:originedellaComunità Dicendo:"Ilterzogiornorisuscitòdamorte",lafedecristianadichiaraqualè: ilsuofondamentoe lasuaorigine. La fede

Dettagli

La vita dell uomo come esistenza liturgica nella teologia di Salvatore Marsili

La vita dell uomo come esistenza liturgica nella teologia di Salvatore Marsili UNIVERSITÀ CATTOLICA PÉTER PÁZMÁNY FACOLTÀ DI TEOLOGIA La vita dell uomo come esistenza liturgica nella teologia di Salvatore Marsili Dissertatio ad Doctoratum Autore: Kulcsár Sándor Moderatore: Dr Kajtár

Dettagli

Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA IRC

Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA IRC Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA IRC A.S. 2008-2009 IRC (Insegnamento della Religione Cattolica) PREMESSA Il percorso didattico

Dettagli

II Domenica dell Avvento 5 dicembre 2010

II Domenica dell Avvento 5 dicembre 2010 per l Omelia domenicale a cura del Vescovo Mons. Vincenzo Bertolone II Domenica dell Avvento 5 dicembre 2010 Un cammino di conversione Introduzione In questa II Domenica d Avvento incontriamo due dei più

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA DIREZIONE DIDATTICA II CIRCOLO - MONDOVI Insegnanti: CRAVERO ELENA FIORENTINO STEFANIA SALVAGNO MARIA ANNO SCOLASTICO 20-20 Traguardi per lo sviluppo delle competenze

Dettagli

IL MIO MONDO UNITÀ DI APPRENDIMENTO 1 IL MIO MONDO

IL MIO MONDO UNITÀ DI APPRENDIMENTO 1 IL MIO MONDO IL MIO MONDO UNITÀ DI APPRENDIMENTO 1 IL MIO MONDO L alunno si confronta con l esperienza religiosa e distingue la specificità della proposta di salvezza del cristianesimo. Riconosce che la Bibbia è il

Dettagli

Gesù vive! Annunciatelo!

Gesù vive! Annunciatelo! Gesù vive! Annunciatelo! Telos: Mostrare quali sono le implicazioni della risurrezione di X per noi che lo abbiamo incontrato e incoraggiare tutti a ricercare un incontro personale con X risorto. Lettura

Dettagli

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA Anselm Grün LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA Perché il mondo sia trasformato Queriniana Nuova edizione del libro Perché il mondo sia trasformato. Le sette opere di misericordia (ed. it. 2009), con una Prefazione

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 Obiettivi formativi Verranno valutati: il comportamento, la partecipazione e l interesse, la responsabilità nei confronti dei

Dettagli