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1 PARLAMENTO EUROPEO Documento di seduta B8-0220/2015 PROPOSTA DI RISOLUZIONE presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento sulla lotta contro l'abuso sessuale di minori online (2015/2564(RSP)) Laura Ferrara, Kristina Winberg, Peter Lundgren, Valentinas Mazuronis, Rolandas Paksas a nome del gruppo EFDD RE\ doc PE v01-00 Unita nella diversità

2 B8-0220/2015 Risoluzione del Parlamento europeo sulla lotta contro l'abuso sessuale di minori online (2015/2564(RSP)) Il Parlamento europeo, vista la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, del 20 novembre 1989, e i relativi protocolli, visto l'articolo 3 del trattato sull'unione europea, visto l'articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea, vista la convenzione del Consiglio d'europa sulla criminalità informatica, del 23 novembre 2001, vista la convenzione del Consiglio d'europa per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali, del 25 ottobre 2007, visti gli orientamenti dell'ue in materia di promozione e tutela dei diritti del bambino, vista la direttiva 2011/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio, vista l'osservazione generale n. 14 (2013) del comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia relativa al diritto del minore a che il suo interesse superiore sia considerato preminente, vista l'agenda dell'ue per i diritti dell'infanzia, adottata nel febbraio 2011, vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Riservare ai minori un posto speciale nella politica esterna dell'ue" (COM(2008)0055), visti gli orientamenti dell'ue in materia di promozione e tutela dei diritti del bambino, visto il piano d'azione delle Nazioni Unite dal titolo "Un mondo a misura di bambino", vista la sua risoluzione del 14 novembre 2014 sul 25 anniversario della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, vista la strategia dell'ue per l'eradicazione della tratta degli esseri umani ( ), in particolare le disposizioni relative al finanziamento dell'elaborazione di linee guida riguardanti i sistemi di tutela dei minori e lo scambio di migliori prassi, vista la sua discussione in Aula del 12 febbraio 2015 in merito alla lotta contro l'abuso sessuale di minori online, PE v /5 RE\ doc

3 visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento, A. considerando che l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori, compresa la pornografia minorile, costituiscono gravi violazioni dei diritti fondamentali, in particolare del diritto dei minori alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere, come sancito nella convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989 e nella Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea; B. considerando che reati gravi quali lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile richiedono un approccio globale che comprenda l'azione penale contro i colpevoli di reato, la protezione delle vittime minorenni e la prevenzione del fenomeno; C. considerando che l'interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente, nell'applicare qualsiasi misura per combattere tali reati, conformemente alla Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea e alla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo; D. considerando che le immagini di abusi sessuali di minori e altre particolari gravi forme di abuso sessuale e sfruttamento sessuale di minori sono in aumento e si stanno diffondendo tramite l'utilizzo delle nuove tecnologie e di Internet, in quanto forniscono un anonimato senza precedenti per gli utenti, aumentando l'esposizione dei minori a specifici rischi quali la pornografia minorile, lo scambio di materiale contenente violenze, la criminalità informatica, le intimidazioni, il bullismo e l'adescamento; E. considerando che per la tutela dei minori nel mondo digitale si deve agire a livello normativo e di base, ricorrendo a provvedimenti più efficaci, che impegnino il settore ad assumersi la sua parte di responsabilità, e a livello dell'istruzione e della formazione, attraverso una formazione dei ragazzi, dei genitori e degli insegnanti volta a impedire l'accesso dei minori ai contenuti illegali; F. considerando che per il loro carattere internazionale lo sfruttamento dei minori e lo sfruttamento sessuale dei minori online, che riguardano centinaia di paesi e le loro giurisdizioni e organi di contrasto, costituiscono un problema internazionale che richiede una soluzione a livello internazionale; G. considerando che, in misura maggiore rispetto ad altre forme di crimini, molti ambiti dello sfruttamento e dell'abuso sessuale di minori soffrono di una mancanza cronica di segnalazione alle autorità di contrasto; che, pertanto, i dati disponibili sul numero dei crimini commessi non rispecchiano in maniera accurata la portata del problema; H. considerando che un elevato numero di colpevoli di reato utilizza le darknet, che consentono e agevolano lo sfruttamento sessuale di minori in maniera praticamente non rintracciabile, con il risultato che le capacità delle autorità di contrasto nell'indagare gravi forme di abuso sessuale sono limitate; I. considerando che la direttiva 2011/92/UE relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile avrebbe dovuto essere recepita dagli Stati membri il 18 dicembre 2013 e che finora meno della metà degli Stati membri ha provveduto ad attuarla pienamente; RE\ doc 3/5 PE v01-00

4 J. considerando che l'ultima relazione dell'europol dimostra come la mole di materiale pedopornografico è tuttora non commercialmente diffusa sulla rete libera, grazie alla tecnologia peer-to-peer (P2P); che la visione a pagamento degli abusi in diretta streaming è una tendenza emergente che desta particolare preoccupazione, richiedendo una maggiore attenzione da parte degli organi di contrasto, una raccolta di dati sistematica e un'efficace collaborazione inerente le misure di prevenzione; 1. sottolinea con forza che proteggere e garantire un ambiente sicuro per i minori e il loro sviluppo è uno dei principali ruoli dell'unione europea e dei suoi Stati membri; 2. ritiene che sia necessario proteggere adeguatamente i dati personali dei minori online e informare i minori in modo semplice e comprensibile sui rischi e le conseguenze dell'utilizzo dei loro dati personali online; 3. evidenzia la necessità di un approccio globale coordinato a livello dell'ue al fine di garantire la coerenza nelle decisioni politiche e nelle azioni, che comprenda la lotta contro il crimine, la sicurezza informatica, la protezione del consumatore, i diritti fondamentali, i diritti e l'interesse superiore dei minori, la protezione dei dati, nonché il commercio elettronico; 4. ritiene che debbano essere adottate ulteriori azioni per combattere l'adescamento in rete e che la Commissione, affiancata dai governi nazionali, dalla società civile, dalle imprese di social media, da insegnanti, infermieri scolastici, assistenti sociali, funzionari per la tutela dei minori, pediatri, nonché dalle organizzazioni a favore dei giovani e dei minori, debba svolgere un ruolo attivo nella sensibilizzazione su tale problema; 5. evidenzia la necessità di una cooperazione internazionale con i partner strategici dell'ue e le autorità di contrasto in tutto il mondo per combattere la pornografia minorile; sottolinea la necessità di migliorare la cooperazione internazionale e le indagini transnazionali in tale settore, anche attraverso l'europol; 6. accoglie con favore, in tale contesto, l'iniziativa congiunta dell'ue e di 55 paesi del mondo riuniti nell'alleanza mondiale contro l'abuso sessuale di minori online, volta a salvare un maggior numero di vittime, garantire una più efficace azione penale e conseguire una generale riduzione nel numero di immagini di abusi sessuali sui minori reperibili online; invita l'alleanza mondiale a migliorare la sua risposta alle nuove sfide e minacce e a tenersi pronta a reagire tempestivamente e in maniera flessibile; invita gli Stati membri a perseguire attivamente gli obiettivi stabiliti da tale alleanza; 7. ritiene che la definizione di pornografia minorile debba essere chiarita e ravvicinata a quella prevista negli strumenti internazionali; 8. invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere e rafforzare le risorse destinate all'identificazione delle vittime e ai servizi incentrati sulle vittime, inclusi quelli destinati a segnalare i comportamenti criminali e i programmi di intervento; 9. esorta la Commissione a rafforzare la capacità giuridica, le capacità tecniche e le risorse finanziarie al fine di promuovere la cooperazione delle autorità di contrasto, incluso l'europol, nell'ottica di indagare e smantellare in maniera più efficace le reti dei PE v /5 RE\ doc

5 colpevoli di reati sessuali compiuti sui bambini, privilegiando i diritti e la sicurezza dei minori coinvolti e sulla base del giusto processo; 10. invita gli Stati membri a fornire alle proprie autorità di contrasto i necessari fondi, risorse umane e capacità tecniche per affrontare seriamente e perseguire i colpevoli di reato, nonché un'adeguata formazione per il consolidamento delle capacità delle autorità giudiziarie e di polizia; 11. rileva con preoccupazione lo sviluppo e le tendenze diffuse di sfruttamento sessuale commerciale di minori online, inclusi nuovi mezzi di diffusione e transazione di materiali pedopornografici, specialmente attraverso il web invisibile e le darknet, e in particolare il fenomeno della visione a pagamento degli abusi in diretta streaming; 12. chiede un efficace rapporto di collaborazione fra gli organi di contrasto, le autorità giudiziarie nel rispetto della legge, il settore delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC), i fornitori di servizi Internet, il settore bancario e le organizzazioni non governative, subordinato a un adeguato controllo legale e giudiziario e nel rispetto di ciò che è legittimo e necessario nell'interesse superiore del minore; 13. invita gli Stati membri a recepire e attuare le disposizioni della direttiva 2011/92/UE garantendo indagini e azioni penali efficaci degli abusi sessuali di minori online; a tale riguardo, invita la Commissione a elaborare una valutazione su tale direttiva e a presentare una relazione al Parlamento; 14. incarica la sua commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni di valutare e monitorare ulteriormente i recenti sviluppi e di procedere ad un'analisi approfondita dell'attuale quadro strategico volto a combattere gli abusi sessuali di minori online, elaborando una relazione sull'applicazione della direttiva 2011/92/UE, nonché di riferire in merito all'aula entro un anno; 15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio nonché ai parlamenti degli Stati membri. RE\ doc 5/5 PE v01-00

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