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1 Risultati della Ricerca Titolo Conservazione e gestione dei popolamenti di origine agamica a prevalenza di leccio della Sardegna Descrizione estesa del risultato Nel bacino del Mediterraneo il leccio (Quercus ilex L.) occupa una superficie approssimativa di ha; in Sardegna i soprassuoli a prevalenza di leccio ( ha) costituiscono il 22% della superficie forestale e il 40% delle leccete italiane. Buona parte è di origine agamica a seguito dell'utilizzo a ceduo per la produzione di legna da ardere. Queste formazioni sono di notevole interesse per la rilevante estensione e per il valore ambientale che rivestono. I soprassuoli più estesi e con maggiore valore bio-ecologico della Sardegna sono localizzati nelle foreste di proprietà demaniale e sono attualmente gestiti dall Ente Foreste della Sardegna secondo criteri prioritariamente naturalistici e conservativi, orientati verso la tutela e la multifunzionalità. Obiettivo della presente ricerca è stato quello di definire, attraverso l analisi delle dinamiche strutturali e della copertura forestale, le modalità colturali più idonee per la salvaguardia e la gestione sostenibile dei boschi di leccio di origine agamica della Sardegna. Le indagini sono state condotte in due importanti comprensori forestali ubicati nella Sardegna meridionale in provincia di Cagliari, la foresta di Is Cannoneris e la foresta dei Settefratelli. I risultati evidenziano che: - l avviamento ad alto fusto dei cedui a prevalenza di leccio di buona ed elevata fertilità (altezza dominate superiore a 10 m a 40 anni) si conferma come scelta in grado di conseguire gli obiettivi di sostenibilità ecologica e nel contempo garantire periodicamente l utilizzo di una quota parte della massa in piedi da destinare a legna da ardere; - anche nel caso di interventi di avviamento ad alto fusto di intensità forte o molto forte (eliminazione al taglio di avviamento di oltre il 50% dell area basimetrica, corrispondente al 60-70% dei polloni presenti, con rese che possono arrivare a 100 m³ ha-¹ di legna) i soprassuoli reagiscono positivamente tanto che dopo circa 5-8 anni si ha un recupero pressoché completo della copertura e della sua efficienza; - a distanza di circa 15 anni è possibile programmare un successivo diradamento, anch esso di intensità forte, anche se inferiore a quello precedente (taglio di circa il 40-45% dell area basimetrica, corrispondente al 50-60% degli alberi presenti); - a fronte di una riduzione naturale della biodiversità (la biodiversità è di norma quantificata con l'indice di Shannon (SH), calcolato considerando il numero e la frequenza delle specie presenti) caratteristica nel processo di invecchiamento dei popolamenti di leccio ( nel testimone SH passa da 1.28 nel 1994 a 1.14 nel 2010), i tagli di diradamento condotti riescono comunque a mantenere un buon grado di mescolanza e presenza di specie accessorie (SH nel diradamento forte passa da 0.74 nel 1994 dopo il diradamento a 0.79 e 0.53 nel 2010 rispettivamente prima e dopo il diradamento); - i diradamenti, aumentando l efficienza e l area delle chiome delle piante rilasciate, hanno influenzato positivamente anche la produzione di seme e la presenza di rinnovazione naturale. I risultati qui esposti possono essere prontamente trasferiti ed utilizzati. Per ulteriori approfondimenti circa questa scheda risultato si può fare riferimento alle pubblicazioni indicate o al referente della scheda drs Maria Chiara Manetti. Responsabile del risultato Maria Chiara Manetti 1/5

2 Viale Santa Margherita, 80, AREZZO () Anno 2014 Classificazione del risultato Comparto produttivo: Produzioni non alimentari COMPARTO SILVICOLO Particolari categorie di prodotti/comparti produttivi: Categorie di ambiti di ricerca: PARTICOLARI CATEGORIE DI PRODOTTI IN GENERALE Particolari categorie di prodotti/comparti produttivi in generale TEMI DI INTERESSE COLLETTIVO E POLITICHE DI SVILUPPO Ambiente e gestione risorse naturali (energie rinnovabili (energia), cambiamenti climatici (clima), biodiversità, risorse idriche, ecc.) ALBERI, ARBUSTI E FORESTE Alberi, arbusti e foreste Parole chiave selvicoltura, sostenibilità, biodiversità animale/vegetale, biomasse, carbonio, modelli colturali Trasferibilità del risultato Si, trasferibilità immediata Natura del risultato di processo Aree interessate Aree a clima mediterraneo Sardegna Impatto dal punto di vista tecnico ottimizzazione delle tecniche selvicolturali introduzione di tecnologie innovative analisi degli impatti ambientali Impatto dal punto di vista socioeconomico miglioramento qualità della vita nelle aree rurali 2/5

3 miglioramento qualitativo aumento lavoro Impatto dal punto di vista ambientale tutela biodiversità risparmio energetico sostenibilità ambientale delle produzioni Presupposti di contesto caratteristiche pedoclimatiche formazione imprenditori/lavoratori personale specializzato Soggetti istituzionali da coinvolgere Assessorati agricoltura, ambiente, ricerca Servizi sviluppo agricolo Rete interregionale per la ricerca agraria, forestale, acquacoltura e pesca Agenzie di sviluppo e innovazione in agricoltura Industrie di settore Confcooperative di settore Potenziali utilizzatori Divulgatori Tecnici agricoli Imprenditori agricoli singoli e associati Industrie di settore Amministrazioni locali Servizi di pianificazione territoriali Associazioni ed esperti in salvaguardia dell ambiente Enti di ricerca Università Modalità di diffusione altro Pubblicazioni Manetti, M.C.; Giannini, T.; Chianucci, F.; Casula, A.; Cutini, A. (2013): Cambiamenti strutturali 3/5

4 ed ecologici in cedui di leccio in Sardegna a 25 anni dal taglio di avviamento ad altofusto, Vol. 37 p Cutini, A.; Manetti, M.C.; Giannini, T.; Campus, S.; Casula, A. (2013): Effetti del taglio di avviamento e del secondo diradamento su struttura e caratteristiche della copertura in cedui di leccio della Sardegna, Vol. p. Manetti, M.C.; Cutini, A.; Casula, A.; Giannini, T. (2011): Cambiamenti strutturali ed ecologici in cedui di leccio in Sardegna a 25 anni dal taglio di avviamento, Vol. p. _ Titolo del progetto Progetto / Ricerca di riferimento Conservazione e gestione dei popolamenti di origine agamica a prevalenza di leccio della Sardegna - COLESAR Coordinatore del progetto Maria Chiara Manetti Viale Santa Margherita, 80, AREZZO () Andrea Cutini Viale Santa Margherita, 80, AREZZO () Ente finanziatore Ente Foreste della Regione Sardegna Breve descrizione del progetto e dei suoi obiettivi Programmazione e definizione dei criteri di trattamento selvicolturale da applicare a popolamenti invecchiati a prevalenza di leccio di origine cedua. Il fine è conseguire in maniera ottimale il processo di conversione e nel contempo massimizare i vantaggi per l'ente gestore. Le indagini saranno realizate nelle foreste di Is Cannoneris (CA) e Settefratelli (CA) e saranno finalizate a valutare gli effetti del trattamento applicato su: struttura e biodiversità, caratteristiche della copertura arborea, accrescimento e allocazione della biomassa. I responsabili scientifici del progettosono Maria Chiara Manetti e Andrea Cutini U.O. / Partner coinvolti nella realizzazione del risultato Non sono presenti Unità operative collegate al risultato 4/5

5 Referenti istituzionali già coinvolti nella ricerca - Ente Foreste Regione Sardegna 5/5

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