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1 Tribunale dell Aquila n 553 del Registro Giornali Anno VIII/III Trimestre n Periodico Trimestrale Gratuito Poste Italiane Spa - spedizione in abbonamento postale - 70% - Pescara A R T E C U L T U R A I M P R E S A P A E S A G G I O T E R R I T O R I O F I D A M Editore Associazione Amici dei Musei d Abruzzo - S.S. 5 bis n. 5, L Aquila COLLEGAMENTI Biennale di Venezia: MARINO AURITI DA GUARDIAGRELE OLIVIERO TOSCANI E L AQUILA INTERVISTA A LUCIANO D ALFONSO SPECIALE CONVEGNI SALONE DELLA RICOSTRUZIONE

2 EDITORIALE di Germana Galli in copertina: Pescara, Ponte del Mare photo Luciano D angelo 2 Editoriale di Germana Galli Collegamenti 3 Il Personaggio di Massimiliano Scuderi Il Palazzo Enciclopedico di Marino Auriti da Guardiagrele 4 L Opinione di Angela Ciano Oliviero Toscani L Aquila una città estrema. Per questo voglio raccontarla con una mostra 5 Il Personaggio di Angela Ciano Luciano D Alfonso, la forza della consapevolezza 6 Articolando 8 Speciale Convegni Salone della Ricostruzione di Filippo Tronca Cronaca di una fiera del fare 11 Articolando di Massimiliano Scuderi Toyo Ito per PiazzaSalotto a Pescara e la questione dell arte nello spazio pubblico 13 L intervista di Antonella Muzi Opus Fragile in conversazione con Piotr Hanzelewicz prima della mostra a l Aquila 14 InfoMu6 Mostre / attività / concorsi / libri / eventi / sotto la lente COLLEGAMENTI Un inquietante vicenda, a volerla collegare, si verifica, con forte significato evocativo, sulle simboliche emergenze artistiche e architettoniche nella città di Pescara. Il calice di Toyo Ito, il Ponte del Mare. La stagione del recupero urbanistico e architettonico ha avuto due segnali straordinariamente forti: il Calice centro del risanamento di piazza Salotto ed il Ponte proiezione di modernità che unisce le sponde del fiume Pescara i cui argini si chiamano Lungo Aterno quindi simbolo involontario ma non meno evocativo di un congiungimento tra il mare e la montagna. Sul primo un maleficio tecnico lo ha ferito irrimediabilmente. Sul secondo la colpa dell uomo ha inferto un vulnus, rimediabile, che lo ha reso inagibile a lungo. La città simbolo della dinamicità abruzzese, della nuova stazione ferroviaria, dell ex Aurum, della recuperata pineta dannunziana, dei giochi del Mediterraneo, del nuovo tribunale. insomma la città neo-futurista si sveglia ripiegata e ferma nel suo slancio colpita in quei due simboli artistici e architettonici ed anche la squadra di calcio retrocede in serie B. Intanto a L Aquila si è svolto il Salone della Ricostruzione che per la terza volta affronta le tematiche di una rinascita strutturale, architettonica e urbanistica in una fase di particolare difficoltà. Finito lo slancio dell immediato post sisma, incontri e convegni hanno registrato lo stallo e la stagnazione delle iniziative in centro storico con conseguenti enormi difficoltà per tutte le attività economiche che si svolgevano. A proposito questa edizione del Salone collocata nell ex polo elettronico, ha rimandato al modus operandi di Fuori Uso, altra significativa impresa che si è interrotta! In questo momento non mancano le attenzioni di esponenti della cultura alla nostra Regione: il convegno degli storici dell arte a L Aquila con la presenza del ministro Bray e del prof. Salvatore Settis, la generosa mostra di Mimmo Paladino a Castelbasso, la provocatoria azione di Oliviero Toscani, il convegno sulla bellezza con la partecipazione di Massimo Cacciari solo per citare alcuni esempi. Fatti, questi, che rimangono isolati ma che potrebbero costituire i nuovi passi per un possibile progetto culturale. Registriamo in questo senso lo sforzo di Luciano D'Alfonso che nella sua ipotesi di macroregione e quindi di nuova dimensione economica ed amministrativa, intravvede le possibilità di una nuova frontiera kennediana che non può prescindere da una forte presenza articolata del sapere. MU6 n.28 Periodico Trimestrale ideato da Germana Galli Editore Associazione Amici dei Musei d Abruzzo S.S. 5bis n.5, L Aquila Direttore Responsabile Walter Capezzali Coordinamento editoriale Germana Galli Redazione Nicla Cassino, Angela Ciano, Giovanni Di Bartolomeo, Paola Mulas, Antonella Muzi, Massimiliano Scuderi. Per questo numero hanno collaborato: Ernesto Fanfani, Filippo Tronca. Progetto grafico Ad.Venture / Compagnia di comunicazione impaginazione a cura di Franco Mancinelli Foto American Folk Art Museum, New York pag 3 Luciano D Angelo cover, pag 12 Luigi Latini-Fondazione Benetton Studi Ricerche pag 11 risk4sport.com pag 6 Giorgio Zucchiatti, courtesy la Biennale di Venezia pag 3 Stampa Poligrafica Mancini - Sambuceto / Chieti Distribuzione Spedizione postale MU6 / 2013 stampato in Italia Per ricevere a casa la rivista è sufficiente un contributo annuo di Euro 10,00 per la spedizione postale. Per sostenere l attività di MU6 invia Euro 30,00. Il pagamento può essere effettuato sul sito della rivista o con bonifico bancario - IBAN IT39T intestato Associazione Amici dei Musei d Abruzzo MU2 D O V E T R O V A R E M U 6 : W W W. R I V I S TA M U 6. I T / M U S E I D E L L A R E G I O N E A B R U Z Z O / A L B A A D R I AT I C A : L I B R E R I A L A N U OVA E D I T R I C E

3 Il Palazzo Enciclopedico di Marino Auriti da Guardiagrele Ha ispirato il curatore della 55a Biennale d arte di Venezia, Massimiliano Gioni, ad indagare la capacità dell uomo di dare risposte ai grandi quesiti dell esistenza, tra il quotidiano e l eccezionale. La vicenda di Marino Auriti è sicuramente simile a molte altre. Una piccola grande storia che accomuna molte famiglie italiane in cui spesso girano racconti, tra il mitologico e il neorealistico, di uno zio, un nonno o un parente costretto a cercare fortuna altrove. Questa storia è la più attuale ed emblematica che si possa raccontare al giorno d oggi 1. Nato in Abruzzo a Guardiagrele nel 1891, ebbe occasione dopo aver frequentato la scuola pubblica, di appassionarsi all architettura sotto la guida del suo parroco. Dopo la prima guerra mondiale Marino, insieme col fratello Giovanni, pensò bene di scappare dal suo piccolo paese ai piedi della Majella, per andare in America. Guardiagrele, a quei tempi, era divenuto un luogo ostile a causa del regime fascista contro il quale Marino si era apertamente schierato, avendo pubblicato anche alcuni sonetti ironici. A causa però della legge sull immigrazione del 1924, ovvero il Johnson- Reed Act che limitava il numero annuo di immigrati dall Europa del Sud e dell Est, e sebbene fosse sposato con una donna di origine americana, non gli venne concesso il permesso di entrare negli Stati Uniti. Per questo motivo dovette trasferirsi in Brasile, vicino a San Paolo, dove trovò il tempo di inventare una macchina per la trebbiatura del caffè (sembra che il pallino delle invenzioni fosse un tratto caratteristico di tutta la famiglia Auriti). Nel 1938 finalmente Marino e la sua famiglia entrarono in America attraverso Ellis Island, dove si stabilirono nel sud est della Pennsylvania, a Kenneth Square. Dedicatosi alla pittura e alla realizzazione di cornici d arte, lavorò come meccanico fino alla pensione. Intorno al 1950, per tre anni si dedicò alla realizzazione del suo sogno, ingenuo e ambizioso: la costruzione del Palazzo Enciclopedico. Questa architettura mai realizzata, di cui è visibile il plastico all ingresso dell Arsenale nell ambito della Biennale d arte di Venezia curata da Massimiliano Gioni, rappresenta lo sforzo di una persona curiosa di dotarsi in qualche modo di quegli strumenti linguistici utili ad esprimere la propria meraviglia di fronte al mondo, alla cultura, così come i propri limiti e le proprie aspirazioni. Un modo per contenere l incontenibile, per archiviare l intero sciibile umano, dall invenzione della ruota al satellite ; un impresa titanica ed utopistica, resa attraverso un linguaggio architettonicamente ingenuo che unisce Michelangelo agli architetti rivoluzionari del settecento francese, Ledoux, Boullee o Leque. Convinto della bontà del suo progetto, nel 1955 richiese il brevetto del Palazzo, cercando possibili finanziatori. Il complesso, previsto da Auriti per il National Mall di Washington, sarebbe stato alto oltre 700 metri (cioè quattro volte l altezza del monumento a Washinghton), si sarebbe esteso per sedici isolati e sarebbe costato all incirca 2,5 miliardi di dollari. Il Palazzo pensato intorno ad una torre centrale suddivisa in otto piani, sormontati da un antenna metallica, avrebbe previsto 24 ingressi, di cui 8 larghi e 16 più piccoli. Il complesso costituito da quattro palazzi del sapere ( divisi per nazioni, ovvero Francia, Spagna, Italia e Stati Uniti) all interno prevedeva 144 colonne di varia grandezza di cui 126 concepite come supporto di statue bronzee raffiguranti i ritratti di scrittori, artisti e scienziati del passato, del presente e del futuro! La piazza, al centro, è composta da 220 colonne doriche sormontate da fregi recanti alcuni aforismi del tipo Non abusare della generosità, Meno si desidera più grande sarà la felicità o Ama i tuoi vicini. Questi aforismi rappresentano la visione di Auriti, parole in cui riecheggiano forse le frasi del parroco di Guardiagrele e un lieve moralismo. Inoltre Auriti aveva previsto altre gerarchie di spazi, che in riflettessero la cultura in un modo veramente contemporaneo, come valore dinamico, con 4 cupole per ospitare laboratori, auditorium, spazi per l amministrazione e ristoranti. Come definire questo personaggio? Quanti di noi, forse tutti, misuriamo le nostre capacità nello sforzo di comprendere ciò che ci avviene intorno, ed è forse questo lo slancio più interessante della vita di ogni individuo, riuscire a spostare quel limite di comprensione che c è tra noi e le cose, e gli altri. Hobbisti e bricoleurs, collezionisti o catalogatori, tutti nella dimensione intima e segreta del proprio convinto lavoro, spinti da una punta di presunzione, elaborano le proprie personali risposte costruendo oggetti che ne sono la promanazione, ovvero la rappresentazione, in un ordine personale, dello stato delle cose. In questa tumultuosa, e forse anche frustrata condizione, Marino Auriti è riuscito a dimostrare col suo Palazzo Enciclopedico non solo la grandezza utopica di un edificio pensato per contenere l intero sapere umano, ma lo sforzo dell uomo qualunque che proprio nel sentirsi qualunque elabora, e non senza sorprese, la propria antropologia, quella che parla anche un po di noi. Massimiliano Scuderi 1. Si ringrazia Mario Palmerio per le notizie utili alla redazione dell articolo NEL PALAZZO DI MASSIMILIANO GIONI Un reportage dalla 55.Biennale d Arte di Venezia L intento dichiarato di Massimiliano Gioni, curatore della 55.Biennale di Venezia, è stato quello di mettere in scena il sogno della conoscenza: le sale dei Giardini e dell Arsenale straripano delle ricerche di coloro che hanno confrontato sé stessi con l infinità del conoscibile. Per raccontare questo slancio dell uomo e del suo pensiero, il curatore accosta artisti professionisti e dilettanti, scrittori, scienziati, personaggi eccentrici: le opere in mostra frantumano la realtà in mille racconti per restituirne, intatta, l irriducibile grandezza. Proprio in questa contraddizione si afferma il particolare interesse della mostra di Gioni, che offre al visitatore un percorso che manca di conciliare l uomo con i suoi dubbi e, rendendo evidente l inadeguatezza di ogni discorso di presunta verità, ricolloca al centro del dibattito la pluralità: degli interessi, delle realizzazioni, delle qualità espressive ma anche, soprattutto, degli uomini e delle loro visioni. Un modo poetico e generoso di soffermarsi sull arte, in qualche modo antitetico rispetto a tendenze dominatrici ed esclusiviste, che timidamente esplora la possibilità di includere ciò che è altro. La tensione della mostra verso una qualità non-finita diviene allora un presupposto metodologico necessario, e lascia che la ricerca resti la prima protagonista di ogni sala. Da segnalare, tra le opere del Padiglione Centrale, il lavoro di Tino Sehgal, Leone d oro come miglior artista: gli attori protagonisti della sua situazione accennano appena una danza e una nenia, ricreando nella sala uno spazio ipnotico e rituale. Bellissimo il video di Victor Alimpiev: in un ambiente scuro, due figure di donna, sottili e in ginocchio; il loro canto si alterna e si sovrappone, seguito dalla camera che oscilla al ciclo continuo di rimandi e contraddizioni. I Giardini ospitano anche Fischli e Weiss: 150 piccole sculture in argilla che raccontano il mondo attraverso una selezione di avvenimenti e concetti rappresentati con estrema sintesi e ironia; e la sala dedicata alle artiste Maria Lassnig e Marisa Merz, cui è stato attribuito il Leone d oro alla carriera. Alle Corderie dell Arsenale si trovano invece il lavoro di Camille Henrot, Leone d argento come promettente giovane artista, Roberto Cuoghi, cui è andata una Menzione speciale, e la sala curata da Cindy Sherman, che vi raccoglie numerosi album, trovati nei mercatini e ricollocati in una indagine su fotografia e identità. Se come diceva Popper, il problema di comprendere il mondo, noi stessi e la nostra conoscenza ci interessa tutti, il lavoro degli oltre 150 artisti del Palazzo Enciclopedico meriterà l attenzione di chi cerchi una multiforme pluralità di spunti di riflessione. Paola Mulas ( L U N G O M A R E M A R C O N I, A L B A A D R I AT I C A ) / A S C O L I P I C E N O : L I B R E R I A L A N U OVA E D I T R I C E ( P I A Z Z A D E L P O P O L O, A S C O L I MU3

4 L OPINIONE di Angela Ciano photo Gloria Vanni, lessissexy.com Oliviero Toscani L AQUILA UNA CITTÀ ESTREMA PER QUESTO VOGLIO RACCONTARLA CON UNA MOSTRA Fino a qualche giorno fa Oliviero Toscani era solo un aquilano digitale. Dopo aver aderito all iniziativa dell Associazione Nuvolaverde Aquilani Digitali appunto, il fotografo, uno dei più influenti nel panorama contemporaneo, ha voluto esserci di persona in città per proseguire la sua ricerca sulla Razza Umana e per capire una realtà raccontata in troppi versi e modi. Così lo abbiamo seguito in una giornata di uno strano luglio 2013 in giro per le vie e dentro gli edifici della città terremotata dal Per Toscani, nonostante le sue esperienze in tutto il mondo, l impatto con L Aquila è stato difficilissimo, su tutti i fronti. Primo fra tutti quello dello stato della città, il vedere dal vivo e toccare con mano quanto accaduto e non in questi quattro anni Non ero mai stato all Aquila ci dice visibilmente turbato durante una visita nella Cattedrale di San Massimo ma quello che sto guardando e fotografando non può lasciarmi impassibile è un esperienza forte. Poi Toscani ha fatto i conti con la vita degli aquilani i cui volti ha immortalato con la sua macchina fotografica e poi, infine, si è scontrato con le istituzioni di questa città urtate, in particolare dalla sua definizione di L Aquila come una puttana - matrigna. Quando mi hanno chiesto cosa pensassi dell Aquila racconta Toscani - ho detto che è una città che non vuole gli aquilani, come una madre che vi vuole buttar via; ma una città non può essere una puttana la mia è stata una definizione volutamente forte perché per me questa è stata una esperienza forte; prima la città non mi piaceva ed ora è mia, ma ho trovato una situazione di inerzia.. qui anche le bandiere sono stanche. Insomma la provocazione per tentare di avere una reazione e scuotere così questa città, ed invece? Ho avuto la fortuna di avere un gruppo di fotografi che mi hanno fatto vedere L Aquila in un certo modo, è stato molto interessante e posso dire che non è finita qui; noi siamo riusciti a fare quel poco che siamo riusciti a fare ma è comunque molto. L esperienza poteva essere più profonda se avessimo avuto la partecipazione del Comune, del Sindaco e di tutti questi qui votati da voi, molto gentili sono stati abbastanza vigliacchi non sono venuti neanche a salutarmi ma la gente di montagna è così? Io sono venuto qui a fare volontariato a mie spese e con il mio impegno ma. Comunque sarebbe bello fare una mostra all Aquila con le facce degli aquilani che hanno voluto farsi fotografare, vedremo in che modo si può fare. La ragione principale per la quale sono qui è perché voi siete stati testimoni del terremoto, siete la memoria storica; non c è niente da fare le facce di chi ha vissuto questa tragedia sono i documenti di una condizione sociale, storica e questa cosa si vede molto meglio attraverso le facce di chi ha vissuto questa vicenda che non dai palazzi. Per questo vorrei fare una mostra che, grazie anche al lavoro di chi è stato con me in questi giorni, potrebbe essere integrata da altri scatti. Quindi facce, strutture, dettagli, macerie, spazi degradati o rifatti; si può pensare a qualcosa del genere ma tutto questo deve volerlo la città; allora forse andremo a fare questa mostra a Roma, Milano o Venezia. Perché interessa molto di più L Aquila ad un altra città che non agli aquilani. Insomma Toscani anche per gli organizzatori di aquilani digitali in questa città è stato censurato ma questo non ferma il progetto che intende continuare a coinvolgere gli italiani, famosi, meno famosi o sconosciuti a prendere coscienza di questa situazione e intervenire a sostegno della ricostruzione. Toscani lei nelle sue dichiarazioni ha fatto spesso riferimento anche alla situazione generale non solo quella aquilana, questo per lei significa che L Aquila è oggi una sorta di metafora dell Italia? Bé abbiamo avuto Ornaghi purtroppo questa è l Italia; L Aquila culturalmente non la conosco ma ho letto che L Aquila è candidata a diventare capitale europea della cultura e spero che ce la faccia, se questo accadrà io sarò qui e darò il mio contributo e sarò qui proprio perché sono venuto a vedere ed ho fatto delle cose,ma non sarà una città della cultura se andrà avanti con i difetti che ho sollevato. Io ho trovato una mancanza di cultura, attraverso quello che ho potuto capire perché ho domandato, sono curioso, in molti mi hanno confermato le imbecillità dei puntellamenti, le speculazioni di qualcuno io sono libero non prendo tangenti e dovreste solo ringraziare che qualcuno rischia a dire queste cose e questa è cultura moderna. Poi mi son fatto dare il vostro programma per la candidatura a capitale europea della cultura, una cosa ridicola, una cosa di una tale ignoranza che farà ridere la giuria. Senta Toscani ma lei perché è venuto all Aquila? Io sono qui perché L Aquila è una città estrema, per fare del volontariato che può essere utile alla collettività, poi io non sono qui per cercare il consenso, io guardo e fotografo per tentare di capire, di vedere e facendo così per entrare nei problemi. AQUILANI DIGITALI L idea di è ripopolare L Aquila invitando uomini e donne, ragazzi e ragazze a dedicare una piccola parte della loro vita digitale alla città muta, stabilendovi la residenza virtuale. Ecco gli Aquilani Digitali che mettono a disposizione la propria immagine per aiutare gli aquilani veri a tornare nelle proprie case. Invitiamo protagonisti della vita pubblica, sociale, culturale, sportiva, ma anche i giovani studenti. La città virtuale è accessibile dal sito Ad oggi hanno aderito circa 200 persone tra le quali: Marco Bellocchio, Daniele Ciprì, Carlo Ratti, Stefano Bartezzaghi, Pierluigi Battista, Manuela Iatì, Francesca Calvelli, Daniele Luchetti, Oliviero Toscani, Manuel Pradal, Francesco Morace. Tra gli insediamenti: Arketipo del Sole24Ore, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica, Cittadinanzattiva, Premio Areté, Legality Band Project, Donation Bay Band di Cisco Council. Gli Aquilani Digitali diventano un movimento d opinione internazionale per la rinascita de L Aquila che saranno un continuo stimolo al sindaco della città, al presidente della Provincia, della Regione, ai ministri competenti, a opinion leader e giornalisti. Perché non si dimentichi come è stato fatto l esistenza della città straordinaria, e ridare agli aquilani la possibilità di riprendere in mano il proprio futuro. MU4 P I C E N O ) / A V E Z Z A N O : L I B R E R I A M O N D A D O R I ( V I A M O N S I G N O R B A G N O L I, AV E Z Z A N O ) / L I B R E R I A L A N U OVA E D I T R I C E ( C O R S O D E L

5 IL PERSONAGGIO di Angela Ciano Luciano D Alfonso La forza della consapevolezza È stato protagonista di un intensa stagione della vita politica ed economica dell Abruzzo. Luciano D Alfonso torna alla politica e alla vita attiva e si prepara ad una nuova importante sfida elettorale. Quella, sempre desiderata, per la presidenza della Regione Abruzzo. In attesa che si conosca la data delle elezioni le sue idee sono però chiare e nette anche in tema di cultura. Angela Ciano: Ma come è stato questo ritorno? Luciano D Alfonso: È un rientro segnato dalla consapevolezza che deriva da una vicenda anche drammatica che c è dietro ai fatti che si conoscono, una vicenda molto personale ma che mi ha fatto capire come, alla fine, ogni nostra esperienza di vita è segnata dal dolore. Ci sono i dolori che riguardano le vite collettive e nelle vite collettive ci sono le esperienze di dolore individuali che colpiscono la dimensione personale, il dolore a mio avviso è la più grande scuola di formazione che possa riguardare una persona; ci possono essere persone che hanno studiato, hanno letto ed hanno viva confidenza con le biblioteche e luoghi di cultura, ma se manca l esperienza del dolore non c è consapevolezza e non c è maturità. Ora che sono tornato nella vita diciamo così attiva mi ha fatto molto piacere toccare con mano la fiducia resistente e resiliente della cittadinanza, di tutti coloro che mi conoscono o di quanti mi hanno semplicemente visto all opera. Quando vado in giro, anche adesso, permettetemi di dire, è una specie di festa è come se ci fosse il recupero di una buona volontà, il recupero di una energia; ed è stato questo lo spirito vissuto con i miei figli, con i miei tre bambini, con mia moglie e con coloro i quali da tempo mi seguono ed hanno condiviso con me tutti i momenti. In questo nuovo inizio mi fa piacere pensare ad una bellissima frase di Anna Arendt, che è una bravissima poetessa della politica, la quale dice che non siamo fatti per finire ma siamo fatti per incominciare. AC: Torna in un momento cruciale per la vita dell Abruzzo, la crisi economica, la ricostruzione post sisma LD: Devo essere onesto con me stesso e con chi ci legge; negli anni passati abbiamo preteso che ci fosse una classe dirigente che si potesse candidare ed una comunità di persone che potesse giudicare facendo in modo che le elezioni si potessero presentare come delle grandi occasioni; per questo oggi i cittadini hanno più strumenti di giudizio e di analisi e vogliono capire che cos è che ciascuno di noi propone; non è più possibile una politica media o peggio mediocre, quello che è venuto fuori è una grande presa di coscienza, una precisa posizione che chiede un cambiamento radicale sul fronte della produttività istituzionale, sul fronte di un riavvicinamento tra ciò che sta dentro le istituzioni e ciò che sta nella piazza, nei luoghi di vita delle persone. Su questo, secondo me, si deve basare ed elevare la qualità della sfida, la qualità della sfida di una classe dirigente che deve guidare questo paese fuori dalle secche della crisi in cui ormai ci troviamo da troppo tempo, ma soprattutto qualità come sinonimo anche di competitività e questa parola secondo me, secondo Luciano ci arriva più forte che mai dal mondo della cultura, dal mondo dell arte, del teatro e della musica. AC: Che cosa può insegnare l arte, il mondo della cultura alla politica che deve ritrovare quella che è la sua capacità di disegnare di indicare la rotta? LD: La capacità di lettura della realtà, la libertà, l atteggiamento che emerge da quello che io chiamo il pensiero laterale, perché a volte non si è capaci di rinvenire il valore di un esperienza, di una iniziativa, di un prodotto perché non si è capaci di leggere oltre, di leggere accanto, di leggere sotto la cultura, la dimensione artistica, consente la domanda ulteriore AC: quella che ti aiuta a guardare oltre? LD: Chi guarda un opera d arte non esaurisce la sua ricerca in ciò che vede, ma cerca il significato ulteriore, ed è anche su questo che si coniuga il messaggio religioso col messaggio artistico perché entrambi i messaggi cercano dell altro, un esperienza su cui la politica, l attività pubblica, la decisione istituzionale hanno molto da prendere; c è, invece, troppa linearità c è troppa linearità meccanica nell atteggiamento anche dei decisori pubblici. Allora dobbiamo ricreare una connessione, dobbiamo riscoprire il valore di questi mondi in corrispondenza, della società, dei luoghi di vita e di progetto della comunità, ecco dobbiamo lavorare su questo, sapendo che la posta in gioco è molto alta perché riguarda la vita delle persone. Io vorrei tanto che la politica fosse capace di consentire a ciascuno di realizzare il proprio progetto di vita che è un pò quello che accade nella liberazione artistica. Nell esperienza artistica si realizza il proprio progetto ed è quello che chiamiamo creatività, nella politica la creatività è quello che io chiamo il far venire fuori il meglio di sé; su questo si devono incrociare l esperienza artistica, l esperienza culturale e l esperienza della politica. Nella definizione dell agenda delle priorità di questa Regione, quelle relative al mondo della cultura sono di sicuro nelle prime posizioni poiché una luce che si accende sui beni culturali, sulle esperienze artistiche culturali e sul bello, perché io ritengo che nello statuto di questa Regione debba essere scritto che c è il diritto anche alla bellezza, è una luce che si accende anche sulle potenzialità di sviluppo economiche. Il turista è una persona che va alla ricerca di qualcosa che abbia significato e, sul piano culturale e artistico, c è molto significato. In corrispondenza di questi significati ci sono gli attrattori degli spostamenti delle persone, la domenica, il sabato o in estate. Il turismo trova una risposta in corrispondenza di ciò che vale sul piano della bellezza, sul piano dei significati della storia, della cultura dei beni architettonici, per questo ogni territorio dovrebbe ritrovare le sue caratteristiche e le sue peculiarità; quando si parla di promozione del territorio bisogna pensare ad una domanda che viene sempre posta: perché ci devo andare? Qual è l esperienza di senso che io incontro in quel luogo? Qual è l originalità, qual è il dato di verità, qual è il dato di vitalità, qual è il dato profondo che mi attrae e posso portare con me? Su tutto questo si deve porre molta attenzione per costruire una Regione nuova. AC: Lei dice una Regione facile, comoda, veloce... LD: Io postulo una Regione che sia capace di facilità, di velocità e di comodità, dove per velocità intendo la velocità degli spostamenti, ma poi dobbiamo favorire la lentezza delle relazioni umane, dell incontro e dell ascolto, dell aiuto nel costruirsi un esperienza insieme che si realizza proprio davanti ai giacimenti culturali e artistici. È su questo che va concepita una nuova virtuosità. Per la versione integrale dell intervista: L A L I B E R T À, AV E Z Z A N O ) / B O L O G N A : L I B R E R I A F E LT R I N E L L I ( P I A Z Z A R AV E G N A N A. 1 - B O L O G N A ) / L I B R E R I A P I C K W I C K ( G A L L E - MU5

6 ARTICOLANDO CORRIDORI DEL CIELO C ERA UNA VOLTA LA TELEVISIONE photo risk4sport.com Dal 2 al 4 agosto torna nell area di Fonte Cerreto, sul Gran Sasso d Italia e ad Assergi, l evento Gransassoskyrace, organizzato dalla SDS Specialisti dello Sport, guidata da Cristiano Carpente. Impegno e passione qualificano la manifestazione, che ha rilanciato, dopo molti anni, il trofeo nazionale Pier Giorgio De Paulis, istituito nel 1975 in memoria del giovane alpinista caduto sulla parete nord del Monte Camicia, trasformandolo in realtà moderna ed innovativa, oggi a buon diritto inserita nel campionato italiano di Skyrunning. Una gara, inoltre, votata a conquistare crescente prestigio e popolarità, giacché gli ardui sentieri in quota del Gran Sasso paiono prestarsi ottimamente a soddisfare il desiderio di sfida degli skyrunners: corridori del cielo, che uniscono la passione per la corsa con quella per la montagna, sostenendo sforzi estremi ripagati soprattutto da forti emozioni. L edizione 2013 ha consolidato una serie di alleanze che includono l Ente Parco, il Centro Turistico del Gran Sasso, imprenditori ed associazioni in un progetto che assegna alla comunicazione dei valori territoriali un ruolo non secondario. A cominciare dal progetto Vipera dell Orsini, sancito con apposito protocollo d intesa con il Parco, cui la gara ha scelto di legare il proprio nome. Si tratta del rettile italiano più raro e a maggior rischio di estinzione, al quale la I.U.C.N. attribuisce la stessa priorità di conservazione del Panda gigante e del Gorilla di montagna. Il Centro Turistico renderà disponibile la funivia e le risorse umane necessarie a garantire il buon svolgimento della gara, mentre una nota azienda vitivinicola aquilana ha realizzato per l evento un etichetta speciale per una produzione limitata di bottiglie. Ulteriori elementi di sviluppo sono rappresentati dai gemellaggi che il comitato organizzatore ha acquisito con affermate realtà quali Chamonix e Vail (Colorado) e l aver trovato un testimonial d eccezione nel giornalista aquilano di Rai Sport, Andrea Fusco, che ha curato la presentazione ufficiale della gara. Sembrano ormai lontani i tempi in cui bisognava correre a casa per non perdere l inizio di un film, una puntata di una serie o un qualsiasi programma televisivo. Da anni ormai i servizi on demand sono spuntati un po ovunque e sotto forme diverse consentendo allo spettatore di decidere come, quando e quanto vedere i programmi che preferisce. Il fronte più interessante di questa evoluzione è senza dubbio lo sviluppo di questi servizi su Internet che, non avendo quasi ancora coinvolto il territorio italiano, all estero è ormai una realtà ben stabilita. Netflix, una società nata nel 1994 negli Stati Uniti offrendo servizio di vendita e noleggio di DVD ma che ora offre anche streaming online on demand, conta circa quaranta milioni di abbonati. Ad oggi Netflix, non ancora disponibile in Italia, è la piattaforma di streaming legale più utilizzata al mondo. Il funzionamento è molto semplice: una volta iscritti si ha un mese di prova gratuito. A partire dal mese successivo si paga un totale di circa otto euro al mese e si ha accesso ad una quantità impressionante di film (recenti e non) e serie televisive. In realtà la vera forza di questa proposta risiede nella possibilità di usufruirne non solo in qualsiasi momento ma anche su qualsiasi dispositivo si possieda. Una volta effettuato l abbonamento infatti si può accedere ai contenuti non solo attraverso il computer, ma anche su iphone o Android, su tablet e, ovviamente, sul televisore. Dal 2011 Netflix ha inoltre iniziato a produrre alcune serie televisive di propria tasca consentendone la visione solo sul proprio sito. Fare concorrenza ad un offerta simile è ormai diventato difficile anche per gli altri servizi di streaming on demand, figuriamoci per la povera vecchia televisione. Altre fortunate realtà dello streaming online sono Hulu e, un po a sorpresa, Amazon. Nel caso di Hulu la particolarità risiede nella possibilità di usufruire di due abbonamenti di cui uno completamente gratuito. Ovviamente l abbonamento gratuito offre pochi contenuti e una quantità di pubblicità da far venire quasi voglia di passare a quello a pagamento. L ultimo ad entrare in gioco è stato Amazon che, da meno di un anno, ha iniziato ad offrire lo stesso genere di servizio delle piattaforme appena citate. Amazon ha inoltre proposto ben quattordici pilots di altrettante serie televisive originali consentendo agli spettatori di scegliere quali avrebbero voluto vedere svilupparsi in una vera e propria serie televisiva rendendo sempre più visibile l attenzione che questi servizi pongono nei confronti delle preferenze e dei desideri di chi se ne serve. Sarà anche vero che negli Stati Uniti si paga per la televisione via cavo dagli anni 60 e che per noi l idea di pagare per vedere la televisione è abbastanza recente (Sky, Mediaset Premium ecc.) ma il costo di questi servizi è veramente molto basso e prima o poi anche in Italia arriverà la possibilità di scegliere. Ernesto Fanfani L ARCHITETTURA IN ABRUZZO E MOLISE DAL 1945 A OGGI L opportunità di far conoscere alcune delle architetture realizzate nel secondo dopoguerra in Abruzzo e Molise ha sostenuto l idea, dichiarata fin dalle fasi iniziali, di comunicare attraverso una guida i risultati della ricerca condotta per la Direzione Generale per l Architettura e l Arte Contemporanee, rivolta alla determinazione della consistenza complessiva del patrimonio architettonico contemporaneo nel territorio nazionale. L obiettivo è stato quello di fornire un primo livello di attenzione sul tema che offre un quadro complessivo sulle architetture presenti nelle due regioni considerate, certamente non esaustivo ma utile ad avviare un processo di valorizzazione che eviti abbattimenti e trasformazioni, in molti casi già avvenuti o in atto, anche per la mancata informazione sulle valenze di tali opere. La pubblicazione L Architettura in Abruzzo e Molise dal 1945 a oggi, a cura di Caterina Palestini e Carlo Pozzi, ed. Gangemi, Roma 2013 presenta gli esiti dell indagine svolta nell ambito del Censimento nazionale delle architetture del secondo Novecento avviato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 2002, dal servizio Architettura della DARC, oggi coordinato dalla Direzione per il Paesaggio, le Belle arti, L Architettura e l Arte Contemporanee - PaBAAC. L analisi riferita ai territori delle due regioni limitrofe, realizzata nell ambito della convenzione tra il Ministero e la Facoltà di Architettura di Pescara, ha selezionato 114 edifici e complessi architettonici, organizzati per province, presentati in sintetiche schede descrittive che permettono un agile consultazione comunicata in forma guida. L esplorazione del patrimonio architettonico censito è agevolata dalla localizzazione georeferenziata delle opere, spesso poco note e non sempre facilmente individuabili all interno del contesto cittadino e nelle zone periferiche in cui sono ubicate. L assegnazione di un codice QR consente, in più, anche l utilizzo attraverso le piattaforme web e smartphone, capaci di fornire agli utenti un ulteriore strumento di lettura che contribuisce a mostrare un quadro complessivo sulle architetture del secondo Novecento nelle due regioni. Il lavoro è stato presentato ufficialmente a Pescara il 18 giugno, nella Sala del Palazzo della Provincia intitolata alla Figlia di Jorio, interessando volutamente le istituzioni regionali e cittadine, al fine di coinvolgerle e sensibilizzarle nella considerazione di questo fragile patrimonio non soggetto a vincoli. La necessità di tutela è stata sostenuta e riproposta negli interventi del Direttore Regionale Fabrizio Magani, dai Soprintendenti delle due regioni Alessandra Vittorini per l Abruzzo e Carlo Birrozzi per il Molise; da Margherita Guccione, oggi Direttore MAXXI Architettura, inizialmente responsabile scientifico del Censimento Nazionale e da Maria Grazia Bellisario, attuale Direttore del Servizio Architettura e Arte contemporanee PaBAAC MiBAC. Gli interventi di alcuni dei docenti appartenenti al gruppo di lavoro, Mosè Ricci, Alberto Clementi, Claudio Varagnoli e dei curatori hanno, inoltre, precisato le differenti tematiche di studio e l apporto multidisciplinare della ricerca che, come specificato anche nei saggi introduttivi del volume, non si pone come un punto d arrivo, ma di partenza per il proseguimento dell azione di documentazione e tutela del patrimonio moderno. L Architettura in Abruzzo e Molise dal 1945 a oggi - a cura di Caterina Palestini e Carlo Pozzi ed. Gangemi, Roma 2013 MU6 R I A 2 A G O S T O , 3 / 2 - B O L O G N A ) / C H I E T I : L I B R E R I A D E L U C A ( V I A C. D E L O L L I S, 1 2 / C H I E T I ) / F I R E N Z E : L I B R E R I A L A

7 SPECIALE CONVEGNI SALONE DELLA RICOSTRUZIONE di Filippo Tronca Cronaca di una fiera del fare Suonava un po retorica e cervellotica la convinzione di un mite e anziano professore secondo cui per ricostruire L Aquila bisogna prima rifare l Italia intera. Poi però, passeggiando tra i tanti stand del terzo Salone della ricostruzione, un pensiero emerge come evidente: a quattro anni dal terremoto nel cratere sismico abruzzese vanno ricostruite le case di 20mila persone e un patrimonio artistico e architettonico immenso del centro storico dell Aquila e di oltre cento paesi terremotati. Con questo ritmo di finanziamento la ricostruzione durerebbe in proiezione quarant anni. Un ossimoro. Il governo è costretto a tirare la cinghia, ai tempi bui dell austerity. E gli eurocrati di Bruxelles impediscono agli Stati presunti sovrani di avventurarsi oltre le colonne d Ercole del miope Patto di stabilità. Eppure proprio in virtù della crisi andrebbe speso senza indugio alcuno il miliardo di euro l anno per la ricostruzione del cratere aquilano. E tutti i miliardi necessari per la messa in sicurezza anti-sismica e il restauro del patrimonio edilizio nazionale. Creando così centinaia di migliaia di posti di lavoro soprattutto nel settore dell edilizia in crisi, e senza consumo di suolo, un know-how in termini di ricerca e innovazione, da esportare poi nel mondo. Evitando altra morte e dolore. Giova a tal proposito ricordare, a costo di essere tacciati di allarmismo, che con un sisma di magnitudo 7, secondo i calcoli della Protezione civile, si avrebbero 161mila tra morti e feriti a Catania, 75mila a Foggia, 19mila a Potenza, a Roma, 7mila a Verona, 17mila a Belluno, 5mila a Brescia, 24mila a Campobasso, 20mila a Rieti. A rischio crollo ci sono poi 24mila tra scuole e ospedali. Protagonisti di questa rivoluzione culturale, economica ed edilizia sarebbero anche tutti gli imprenditori e produttori, tecnici e ricercatori che sono venuti qua all Aquila per darsi consesso al Salone, riportando la vita nello stabilimento dell ex-finmek, uno dei tanti scheletri d acciao che la desertificazione industriale ha lasciato dietro di sé. Ci spiega Roberto Di Vincenzo, Presidente di Carsa SpA, che ha organizzato il Salone assieme all Ance Abruzzo, in partnership con Bologna Fiere-Saie: Qui è evidente che di idee e voglia di fare ce ne sono molte e con tutte le carte in regola per lavorare da qui ai prossimi anni. Si tratta ora di mettere da parte i battibecchi e di remare tutti nella stessa direzione. Nella consapevolezza che questo Salone è destinato a crescere e ad affermarsi come il più importante del centro sud. E aggiunge Paolo Buzzetti, presidente nazionale dell Ance: Nell attuale momento di crisi occorre trovare motivazioni alla ripresa, il terzo Salone ha focalizzato questa direzione. L Aquila dovrà essere il cantiere migliore di tutta Europa, più avanzato per tecnologie, sicurezza del lavoro e standard. Un esempio da seguire e da mostrare. Raccontiamola dunque questa salutare passeggiata tra gli stand della fiera del fare, dove si respira prezioso entusiasmo in una città sempre più stanca di parole e promesse, che come echi si spengono tra i ruderi e le strade vuote. MU7

8 LA CAPANNA DI VITRUVIO L emergenza post-sismica ha determinato all Aquila l avvento di un edilizia prima quasi sconosciuta, quella che usa come materia prima il legno, utilizzata per il Progetto CASE, i villaggi MAP, per le tante casette d emergenza costruite dai terremotati, per l auditorium di Renzo piano. Materia prima che ancora è vista con diffidenza e ironia, perché tenace è il pregiudizio che rimanda alla casa di Barbi o alle baite tirolesi. Eppure, spiega Norbert Lantschner, presidente della Fondazione ClimAbita, nel corso del convegno Abitare il design sostenibile, il legno è inesauribile, versatile, ecologico, ottimale per realizzare il sogno della casa Energy più 2.0, un abitazione che produce più energia di quella che consuma, grazie all altissimo isolamento termico delle pareti, dei tetti e degli infissi, ai pannelli fotovoltaici, alla domotica e a sensori intelligenti che gestiscono e monitorano gli impianti minimizzando i consumi, ad esempio alzando o abbassando le tapparelle secondo le stagioni e l irraggiamento solare. Norbert pianta tanti alberi quanta CO2 produce con la sua automobile, e vede la Germania come la frontiera di quelli che sono anche i suoi ideali e aspettative imprenditoriali, un Paese dove l obiettivo di abbattere l importazione di petrolio e gas dell 80% entro il 2050 è preso sul serio. Dove le grandi opere non sono esclusivamente ponti d oro solo annunciati, e stadi e tunnel inutili, ma anche i 13mila alloggi di Berlino, costruiti negli anni 60 e che stanno per essere ristrutturati e coibentati per farli passare da un consumo di 237 a soli 34 kwh. Spiega poi l architetto Luca Scacchetti: In un testo di Vitruvio c è un illustrazione di una capanna di legno che è tutt uno con un albero che è madre di tutta l architettura. Ebbene: è il proprio il legno la materia prima di un nuovo rinascimento in architettura. Grazie ad un buon design si può realizzare un edilizia contemporanea in piena armonia con gli edifici storici e con il paesaggio naturale. La prefabbricazione in legno poi garantisce la massima elasticità progettuale, infinite espressioni, azzardi strutturali grazie alla sua leggerezza. E mostrando The View, un edificio in legno e vetro, realizzato dalla Wolf Haus all interno del barocco cortile d Onore dell Università di Milano, aggiunge: Dobbiamo essere orgogliosi della contemporaneità, di una nuova estetica che è tutt uno con il risparmio energetico, di un nuovo rapporto con l esterno e la luce. Abbiamo inventato le vetrate a triplo spessore, e non abbiamo perciò più bisogno delle strette finestre appenniniche e delle stanze buie, per non disperdere il calore I MATTONI DELL AVVENIRE Lo vede questo mattone in argilla? Lo hanno inventato i Sumeri tremila anni fa. Ed anche oggi, con piccoli accorgimenti, può giocare un ruolo decisivo nel futuro dell edilizia e della sostenibilità ambientale. È sincero l entusiasmo dell ingegner Vincenzo Bacco, nel mostrarci l eco-laterizio prodotto dalla Di Muzio, storica azienda di Alanno, che nel 2012 ha vinto il premio Confindustria Green. Il segreto è quello di aver alleggerito l impasto di argilla con farina di legno vergine, l aver moltiplicato le camere d aria interne, migliorando le prestazioni d isolamento termo-acustico, ed anche il dispositivo laterale multincastro, che permette di affiancare gli elementi eliminando i problemi di prestazione termica della zona di accostamento dei blocchi. Ecologico è anche il ciclo produttivo garantisce Bacco perché è impiegata solo acqua piovana, e l argilla è impastata con il vapore, per consumare meno energia. E altri spunti ha offerto il Salone a proposito di nuovi materiali edilizi pensati per ottimizzare il risparmio energetico. Come il sistema costruttivo Argisol, che utilizza casseri in Neopor, ovvero in polistirene espanso a lambda migliorata, che fungono contemporaneamente da isolante e struttura portante antisismica, da riempire con le armature e il calcestruzzo anche a temperature inferiori allo zero, con grande convenienza in termini di cantierizzazione. Tecnica simile è quella proposta dalla Isotech, che ha brevettato mattoni a cassero, realizzati con scarti di legno macinati e mineralizzati con il cemento, con dentro anche un anima di sughero. Anche in questo caso, spiega il signor Modesto Lolli, si ottiene il massimo della coibentazione termica della parete, la sicurezza sismica, la velocità della messa in posa delle pareti. UNA CITTÀ DA IRRETIRE Il devoto opificio delle antiche pietre della ricostruzione, potrà essere intrapreso grazie anche a materiali come le fibre di carbonio, di vetro, di basalto, che non subiscono trasformazioni chimiche nel tempo come il calcestruzzo, non sono soggette a processi di ossidazione, come l acciaio da costruzione. E grazie a cordolature, incatenamenti e tiranti, a malte e stucchi, per rinforzare le pareti, guarire le crepe che sembrano ferite, per creare nuova e duratura adesione tra le singole parti degli edifici terremotati, spesso con muri portanti a sacco a pietrame disordinato. Ha spiegato ad esempio il professor Dante Galeota della facoltà di ingegneria, nel corso del convegno Ricostruire sostenibile, ricostruire sicuro: La torre civica potrà tornare al suo antico splendore grazie alla tecnica del reticolatus, ovvero grazie all inserimento tra i blocchi lapidei di sottilissimi fogli di acciaio resistentissimi, coperti e resi invisibili dalla malta. La scuola De Amicis sarà ristrutturata e resa sicura utilizzando incatenamenti con nastratura in tessuti di acciaio, con l utilizzo di malte a base calce naturale infine con reti in fibra di basalto, prodotta dalla roccia vulcanica, resistente nel tempo perché insensibile alle reazioni chimiche. Sul mercato, spiega poi Corrado Villa Presutti della Mapei, esiste un vasto assortimento di prodotti e tecniche di consolidamento che possono garantire livelli accettabili di sicurezza sismica anche per antichi edifici in muratura a sacco. Ovvero resine e malte per infiltrazioni, fino all originale mape wrap, una sorta di carta da parati in fibra di vetro messa in posa con uno speciale adesivo, che garantisce, come i test hanno dimostrato, la resistenza e coesione delle pareti di tamponatura anche in caso di terremoti molto forti. Ha aggiunto invece Gabriella Martusciello, di Agenda Tecnica, relatrice nel convegno Interventi sul patrimonio edilizio esistente: Il recupero di un edificio è una tecnica che, grazie alle norme in vigore, segue un percorso standardizzato. Un adeguata conoscenza dell edificio esistente, oltre al contesto storico, urbanistico e ambientale, non può che partire dal basso, cioè non può prescindere da un approfondito e corretto studio delle fondazioni. Ed anche qui la tecnologia può fare oggi miracoli, come quella che utilizza resine espandenti e i micropali a pressione, che sono inseriti sotto l edificio senza bisogno di abbatterlo, o fare escavazioni, e garantisce una nuova e sicura base di appoggio. Curioso destino, quello dell Aquila, magnifica citade, che vivrà una nuova fondazione su letti di schiume poliuretaniche. MU8 F E LT R I N E L L I ( V I A D E C E R R E TA N I, 3 0 / 3 2 R - F I R E N Z E ) / L A Q U I L A : C A F F È P O L A R ( V I A S A N TA G I U S TA, 1 7 / L A Q U I L A ) / L I B R E R I A C O L

9 I TUBI SOLARI E LA MATEMATICA Alzando lo sguardo verso il soffitto dell ex-finmek si osservano tante, troppe luci neon accese anche di giorno, come del resto avviene in quasi tutti i capannoni industriali e commerciali. Eppure basterebbe istallare sui tetti gli ingegnosi tubi solar-spot, che captano la luce diurna gratuita e naturale e con un sistema di rifrazione e lenti radiali, la portano dentro gli edifici, riuscendo anche a trattenere i raggi UV evitando così l ingresso del calore. Qui all Aquila spiega l imprenditore Gennaro Bracale faremo una sperimentazione con i solar spot in una scuola da ricostruire. In Francia però pensano molto più in grande rispetto a noi: il 30% delle scuole sarà dotato a breve di questo sistema d illuminazione. Hanno anche dimostrato che i bambini in un ambiente illuminato con luce naturale imparano meglio e prima la matematica. E la matematica non è un opinione. CASA E BOTTEGA La desertificazione di un centro storico non avviene solo a causa di un terremoto. Lo stesso sta accadendo in città integre e bellissime, come Arezzo e Perugia, dove i centri storici si svuotano di attività commerciali e residenti. Vittime del dilagante fenomeno dello sprawl urbano, dell esplosione dell abitare in sterminate periferie senza forma e senza sentimento. Spiega a tal proposito Angelo Patrizio, responsabile del settore urbanistica di Confcommercio, nel corso del convegno La ricostruzione del centro storico e la leva del commercio: Le cause di questo fenomeno non sono solo il moltiplicarsi dei centri commerciali in periferia, il decentramento dei servizi, ma anche la vivibilità del centro storico sotto l aspetto prettamente abitativo. I cittadini, infatti, preferiscono un edilizia più comoda e funzionale in periferia, case più grandi e luminose, con il parcheggio assicurato sotto casa, rispetto al fascino spesso scomodo degli edifici storici del centro. Alla luce di queste considerazioni non basterà dunque ristrutturare i vecchi negozi del centro storico dell Aquila, e invitare i commercianti a riaprire per la gloria com erano e dov erano. Occorre pensare la rinascita del commercio in un ottica più ampia, quella della qualità dell abitare e del comfort. E poi occorre attuare un attenta strategia step by step, come quella proposta da Renato Cavalli, anche lui della Confcommercio. Il Comune spiega Cavalli ha tutti gli strumenti per concentrare la destinazione d uso commerciale in prima battuta solo lungo determinati assi viari del centro storico dell Aquila ed evitare un estemporanea e fatale dispersione. Le attività commerciali lungo l asse prescelto dovranno poi essere scandite a breve distanza tra loro, dosando le tipologie di prodotti, alternando le attività commerciali con quelle para-commerciali, come il bar, il parrucchiere, la lavanderia, il ristorante. Servono poi attrattori forti, i cosiddetti nodi dell asse che garantiscano flussi di persone e clienti. Nel centro storico dell Aquila, che per molti anni a venire avrà ben pochi residenti, questo ruolo può essere assolto dalla riapertura del maggior numero di uffici pubblici e moltiplicando i motivi e il bisogno di recarsi in centro. E anche qui l offerta culturale e l intrattenimento rivestono un ruolo decisivo. Insomma per riportare il commercio in un centro storico bisogna adottare la logica con cui sono allestiti i banconi di un supermercato, bisogna carpire e imitare i segreti che rendono attrattivi, comodi e competitivi i centri commerciali delle periferie. Imparare dal nemico, insomma. CONSUMARE MENO CONSUMARE TUTTI Smart city, in altre parole una città che grazie all attenta pianificazione urbanistica, all utilizzo delle più avanzate tecnologie informatiche, all automazione, all interattività, ponendo al centro il verde e gli spazi pubblici, risolve il problema del traffico, minimizza l inquinamento e il consumo dell energia, dell acqua e del suolo, rende efficiente la burocrazia e i servizi. Offre alti livelli di qualità della vita. Intorno a questo sogno si è parlato concretamente nel convegno Energia ed edilizia intelligente. È un processo già in atto ha ricordato l assessore Alfredo Moroni non una visione lontana. E questo perché ci sono già rilevanti fondi disponibili e perché il nuovo regolamento edilizio imporrà e/o incentiverà per i nuovi edifici e quelli da ricostruire interventi volti all abbattimento dei consumi energetici. Il problema è far applicare questo regolamento. E ancora, come ricorda Chiara Parisse, il Comune ha già intrapreso la sfida del Patto dei Sindaci che impegna le Amministrazioni a ridurre di oltre il 20 per cento le emissioni di CO2 entro il 2020 attraverso una migliore efficienza energetica e una produzione più sostenibili dell energia. E l Europa offre consistenti finanziamenti per centrare quest obiettivo. La sfida della smart city si gioca anche nel sottosuolo. Approfittando della necessità di ripristinare tutti i sotto servizi compromessi dal terremoto, entro un anno partiranno i lavori per realizzare tunnel ispezionabili lungo un primo asse del centro storico, dove saranno fatti passare cavi elettrici, le condutture e le fibre ottiche ad alta capacità per la connessione internet. In questo modo sarà poi un gioco da ragazzi riparare e sostituire i sotto servizi, perché non si dovrà scavare ogni volta sotto il manto stradale. Il progetto riguarderà, annuncia Moroni, anche gli altri Comuni del cratere sismico, in un ottica di città territorio a banda larga, per poter sviluppare il telelavoro, l assistenza medica a distanza e molto altro. L Aquila aggiunge Paolo Tella dell Ance potrebbe diventare il primo esempio forse mondiale di un centro storico antico in classe energetica A, e completamente smart. Cosa che oltre a essere più attrattiva per le imprese e per i turisti, consentirebbe a chi ci abiterà risparmi per 16 milioni di euro l anno di bollette. Icona e metafora dell idea di smart city è secondo l ingegner Giovanni De Gasperis, uno dei termostati next esposti al Salone. Smart perché impara a settarsi da solo in base all esperienza e a calibrare i consumi rispetto agli effettivi bisogni, abitudini e orari degli inquilini. Lo stesso principio che adottano in fondo i lampioni intelligenti che già sono stati collocati lungo lo smart ring che autoregolano l illuminazione, già a basso consumo grazie all utilizzo delle lampadine led, e si accendono solo quando sotto ci passa qualcuno. La smart city è una sfida anche architettonica e urbanistica. Un ostacolo al far diventare smart il centro storico è però il divieto vigente di collocare pannelli fotovoltaici, mini-eolico e solare termico, impianti a vista come le pompe di calore. Perché appunto nel Piano di ricostruzione in centro storico vige l obbligo del restauro conservativo. Un ostacolo che potrebbe essere risolto coniugando appunto in modo smart, la più avanzata tecnologia e i vincoli estetici e architettonici. Va in questa direzione l idea proposta da un cittadino durante il dibattito che ha seguito il convegno, di realizzare un sistema di teleriscaldamento reticolare in tutto il centro storico, alimentato da piccole centrali a biomassa delocalizzate, e con impianti centralizzati che servono interi isolati, collocando le cabine tecniche sotto le antiche piazze dei centri storici. A C C H I ( V I A A N D R E A B A F I L E, L A Q U I L A ) / L I B R E R I A L A N U OVA E D I T R I C E ( C O R S O F E D E R I C O I I, L A Q U I L A ) / M I L A N O : L I B R E R I A MU9

10 LAVORARE NON SPRECANDO ENERGIE Un dubbio ci assale. Che se ne fa un anziana con una pensione da fame, di un avveniristico sistema di pagamenti on line? Che cosa cambia per un giovane precario disoccupato il poter passeggiare lungo un avveniristico smart ring? Il modello smart city, senza giustizia sociale e un welfare degno di questo nome, avrebbe poco senso. Va però aggiunto che la costruzione di una smart city può creare anche tanto lavoro qualificato. Un esempio concreto è rappresentato dalla Sea, un azienda di giovani aquilani che ha preso il volo nel postterremoto e che rientra nella tipologia delle Esco (Energy Services Company), in altre parole una società che realizza progetti finalizzati a ridurre al minimo le inefficienze, gli sprechi e gli usi impropri dell energia. Il meccanismo è semplice e ingegnoso: da una parte ci sono i residenti di un condominio che vogliono rinnovare gli impianti di riscaldamento, o devono ricostruire l edifico con l obbligo dell efficienza energetica. Non hanno però i 20-30mila euro necessari, che in molti casi non sono coperti dal finanziamento di ricostruzione. Ebbene, all investimento provvede la Esco che prende in gestione l impianto di riscaldamento, s intesta il contatore e provvede a fare tutti gli interventi volti a minimizzare i consumi, istallando una pompa di calore, alimentata da pannelli o una caldaia a cippato, coibentando l edificio, sostituendo gli infissi e così via. Non solo, provvede alla manutenzione e contabilizza e ripartisce i consumi per ciascun appartamento. I condomini pagheranno per i primi cinque anni bollette leggermente superiori rispetto a prima, poi però la bolletta scenderà fino al 70%. Dopo dieci anni l impianto tornerà al condominio. La Esco avrà guadagnato il suo senza gravare sulle tasche dei condomini, grazie all abbattimento dei costi energetici ottenuti. I VERSI DI BUCCIO E ROMBO DELLE BETONIERE Usciamo dal Salone con una consapevolezza: una città non è fatta di sole case e mattoni, ma di beni comuni, di luoghi dell anima e accoglienti ai sogni e ai ricordi. Argomento questo per flâneur e artisti, per storici e poeti. Ma alla fine, se questo sogno di bellezza diventerà tangibile, molto dipenderà dalle tecnologie e dai materiali adottati, dalle soluzioni tecniche inventate all uopo, dalle procedure amministrative e dalle leggi, dagli imprenditori capaci e onesti, dalle mani degli artigiani che ci mettono amore, dai calcoli statici degli ingegneri e dalle forme immaginate dagli architetti. Tutti insieme la città facciamola bella, che nulla nel reame possa confrontarsi ad ella, gridarono gli aquilani tanti secoli fa, ricorda in rime Buccio da Ranallo. E anche oggi, come sempre, sarà l entusiasmo, il sudore della fronte, i muscoli delle braccia, l intelligenza pratica, più che le parole e l astratta teoria, che consentiranno di ricostruire, dov erano e belle com erano, le antiche chiese, le torri, i palazzi, le piazze, i vicoli e le rugitelle, in trepida attesa del rumore celestiale di una betoniera. LE PAROLE E LE CASE Molti i momenti, nel corso del Salone, di schietto confronto politico sui nodi ancora irrisolti della ricostruzione. Ad esempio non le manda a dire il presidente regionale dell Ance Antonio D Intino, nel work shop di apertura La Ricostruzione in Abruzzo: lo stato dell arte. D Intino ha denunciato il clima di confusione e incertezza sulle modalità, sulla governance, sulle somme necessarie. Ha usato parole dure contro le imprese e i professionisti che hanno fatto incetta di appalti e progetti. Propone, rimpiangendo provocatoriamente l efficienza e la velocità delle decisioni, che si registrava nell era del Bertolaso regnante, l istituzione di un Comitato Operativo che ogni giorno informi dettagliatamente su quante pratiche sono state evase, quanti contributi sono stati ammessi, i progetti presentati, i cantieri avviati, i fondi a disposizione. Il senatore Claudio Broglia già sindaco di Crevalcore, uno dei comuni terremotati emi liani, pone l accento sulla necessità e l impellenza di una Legge quadro sulle emergenze, perché, spiega: Non è più pensabile ogni volta ripartire da capo, con commissari che inventano procedure e modelli di ricostruzione, con piogge di ordinanze e creando caos burocratico. Una legge che fissi anche un punto fermo: nella fase dell emergenza bisogna realizzare solo interventi edilizi provvisori e removibili, spendendo il meno possibile, perché le risorse economiche vanno utilizzate nella fase della ricostruzione vera e propria. Bisogna concentrare gli aiuti esclusivamente in favore dei cittadini che hanno subito danni materiali ed economici. Una proposta cui si affianca quella di Confindustria, ovvero l introduzione anche in Italia di un assicurazione obbligatoria per la casa in vista di possibili danni da evento sismico e catastrofe naturale. Con una polizza in media di cento euro, è stato calcolato, si potrebbe accumulare un tesoretto di tre miliardi l anno, che garantirebbe la copertura economica non solo delle ricostruzioni, ma anche per tutti gli interventi preventivi di messa in sicurezza del patrimonio edilizio L Aquila, giugno GIOVEDÌ 13 GIUGNO Il Salone della Ricostruzione La Ricostruzione in Abruzzo: lo stato dell arte I giovani e la ricostruzione economica e sociale del territorio Cambio di classe. La riqualificazione termica e acustica degli edifici esistenti Il trattamento delle acque nella ricostruzione e ristrutturazione CONVEGNI ED EVENTI VENERDÌ 14 GIUGNO Libia, una importante opportunità per le imprese e i professionisti abruzzesi Scuola una priorità. La cultura della Sicurezza, Salute e benessere in Abruzzo e Emilia Romagna L Albo Gestori ambientali e le problematiche della ricostruzione La ricostruzione del Centro storico e la leva del commercio come strategia Il credito alle imprese edili Il nuovo conto energia termico, le opportunità per la riqualificazione energetica degli immmobili SABATO 15 GIUGNO Abitare il design sostenibile Ricostruire Sostenibile, Ricostruire Sicuro Un esempio reale di gestione interattiva della prevenzione dei rischi in un cantiere edile Energia ed edilizia intelligente. Le politiche energetiche del Comune dell Aquila per una città intelligente DOMENICA 16 GIUGNO La città per tutti. Le donne desiderano, riflettono, progettano Interventi sul patrimonio edilizio esistente: l approccio professionale nelle tecniche di indagine e di recupero partendo dalle fondazioni MU10 F E LT R I N E L L I ( V I A A L E S S A N D R O M A N Z O N I, M I L A N O ) / P E S C A R A : L I B E R N A U TA ( V I A T E R A M O, P E S C A R A ) / L I B R E R I A F E LT R I N E

11 ARTICOLANDO I CANTIERI DELL IMMAGINARIO IL RECINTO DI SKRÚÐUR Pioggia. Grondaie che sgocciolano. Silenzio. La camionetta dei militari. Rumori di passi che si avvicinano. Vociare crescente. Saluti e baci. Risate. Silenzio. Musica. Arpa e violini, viole e violoncelli. Impercettibili fremiti di bellezza. Risacche sonore. Applausi. Saluti e baci. Risate. Rumore di passi e poi voci che si allontanano. La camionetta dei militari. Silenzio e poi ancora silenzio. Questa potrebbe essere la cronaca, immaginaria, da parte di una fontana senz acqua e senza città, della prima serata dei Cantieri dell immaginario. Da leggere, sia chiaro, come una nota di riconoscenza nei confronti di tutti coloro, spettatori, musici e teatranti, che fino a metà agosto riporteranno la vita nel cuore del centro storico terremotato dell Aquila. Ricco il cartellone, con i suoi 26 spettacoli gratuti, in sei piazze del centro, 280 artisti coinvolti, nove istituzioni culturali aquilane protagoniste, 102 giorni di laboratori di teatro, danza, recitazione, musica rivolti ai giovani di tutta Europa, a cura di maestri del calibro di Flavia Tapias, Jesus Laredo, Cesar Brie, Nikolay Karpov, Alessandro Preziosi, Paolo Di Sabatino. Un momento fondamentale di trasmissione di talento e contaminazione, quello dei laboratori, per una città che ambisce a diventare nel 2019 capitale europea della cultura. Incoraggiante la presenza all inaugurazione della rassegna del ministro dei Beni e e alle attività culturalidi Massimo Bray. La cultura ha detto il ministro non è un analgesico, un intrattenimento, un lusso dei tempi migliori, la cultura è necessaria per ricostruire un senso di comunità, per risollevarsi dalle macerie. E le sue parole non erano riferite solo alle macerie dell Aquila, ma anche a quelle spirituali di un Paese sempre più cinico ed indifferente, e dove si continuano a tagliare fondi alla cultura e all istruzione. Per il programma completo e dettagliato della rassegna: Filippo Tronca CENA D ARTISTA Premio Internazionale Carlo Scarpa per il giardino - XXIV edizione, 2013 Il premio Carlo Scarpa per il Giardino, ormai da oltre vent anni, si occupa della ricerca e della successiva diffusione di luoghi simbolo, di buone pratiche di governo del paesaggio che rappresentino memorie autentiche di spazi e culture di tutto il mondo. Un premio che va al di là del solo criterio scientifico, aprendosi a scenari unici ricchi di storia e alla ricerca di un continuo equilibrio tra conservazione e innovazione. In una terra dell estremo nord dell Islanda un recinto esile, introvabile, sopravvissuto a più di un secolo di storia, ha catturato l attenzione della Fondazione Benetton Studi Ricerche che promuove annualmente questa campagna di attenzioni verso un luogo particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione. Skrúður (Skrudur) è un orto riposto sulla riva di uno dei fiordi che solcano la regione nord-occidentale dell Islanda, a pochi chilometri dal circolo polare artico. Adagiato su un declivio che guarda a sud-ovest verso la lingua d acqua del Dýrafjörður, è circondato alle spalle dalla cortina solenne di montagne dai fianchi mossi dall erosione glaciale e a valle da un terreno brullo che digrada verso la riva del fiordo. Con la scuola, la chiesa e la fattoria di Núpur compone un luogo nel quale una comunità ha avviato all inizio del XX secolo un progetto che in questa terra si presenta come sfida a condizioni ambientali estreme e a pressanti istanze di miglioramento della condizione umana: coltivare la terra e avere cura di un processo indirizzato alla conoscenza, all educazione e all elevazione sociale. Inaugurato nel 1909, l orto-giardino nasce dalle mani del pastore protestante Sigtryggur Guðlaugsson ( ), che pochi anni prima, insieme al fratello Kristinn, qui aveva gettato le basi di un programma scolastico volto al riscatto da condizioni agricole arretrate, ispirato alle idee del pastore danese Nikolai Frederik Severin Grundtvig ( ), diffuse anche in Islanda. Le modalità con le quali si costruisce e vive quest orto sono quelle consuete all operare in condizioni di particolare asperità climatica: tracciare un perimetro, dissodare il suolo ed elevare un recinto di protezione, educare e convogliare in questo piccolo mondo elementi utili (terra, acqua, piante) che al di là di questo fragile confine verrebbero travolti dalle forze della natura. Gli strumenti sono quelli di un esperimento coraggioso, che rinnova ostinatamente i suoi gesti e si spinge in un mondo avverso con la forza di un progetto educativo che parte dalla coltivazione, di piante e di giovani contadini. Gli spazi trevisani della fondazione, come ogni anno, hanno realizzato un percorso espositivo incentrato sul luogo oggetto della premiazione; ripercorrendo le vicende storiche e culturali che hanno portato alla scelta del giardino di Skrúður e dal villaggio di Núpur. Andiamo in giro di notte ed ecco siamo consumati dal fuoco A L Aquila, nella galleria commerciale Via Roma, una vetrina aperta al pubblico. Cibo, mangiare, gesto intimo e istintivo, elemento di condivisione e relazione. Il centro commerciale, il negozio, il mercato, il sistema economico e l individuo che si muove al suo interno. Nello Store2011 a L Aquila, otto artisti e un coordinatore si sono confrontati apertamente tra loro, nella vetrina di una struttura commerciale. L iniziativa ideata da Andrea Panarelli è un esperienza di condivisione in un luogo insolito per l arte. Il 25 luglio poi, la cena è l occasione per il pubblico di interagire con gli artisti, partecipando e condividendo il cibo e l esperienza di una serata singolare, dando vita a un opera d arte relazionale. Un contesto, quello del 25 luglio, che affonda le radici nella pratica dell arte relazionale teorizzata da Nicolas Bourriaud nei primi anni Gli artisti e, in questo caso, il pubblico si liberano dalla concezione dell opera intesa come oggetto o prodotto singolo e spostano l attenzione sulla persona, sull individuo, sulle relazioni, sulle reciproche influenze e scambi, in una continua evoluzione. L opera stessa diventa così il contesto, la situazione condivisa dal pubblico e dagli artisti. L arte si fa punto di incontro. Emblematica, in questo senso, la scelta di uno spazio commerciale che è sponsor tecnico dell evento, insieme all Azienda Agricola Ludovico, all interno di una realtà e di un tessuto sociale, quello dell Aquila, frantumato e distrutto dal sisma. In girum imus nocte ecce et consumimur igni. Andiamo in giro di notte ed ecco siamo consumati dal fuoco. Il palindromo latino adottato dagli artisti è un riferimento alla condizione dell uomo in relazione alla necessità, al consumo dei beni e della stessa esistenza e alla dicotomia tra superfluo necessità e benessere sopravivenza. Arte, cibo e vita entrano in stretta connessione. Gli artisti così invitano se stessi e il pubblico a condividere la singolare esperienza della cena e a dare vita ad un opera in cui lo spettatore diventa parte attiva, elemento fondamentale. Cena d artista - 25 luglio dalle ore 18 - Store2011 di Raffaele Panarelli Commensali: Pierpaolo Bellucci, Matteo Bultrini, Michela Del Conte, Stefano Divizia, Daniele Giuliani, Piotr Hanzelewicz, Matteo Ludovico, Carlo Nannicola, Andrea Panarelli Altri commensali: Pubblico Info: dall alto: due viste del giardino e la montagna di Núpur, con il giardino di Skrúður ai suoi piedi photo Luigi Latini-Fondazione Benetton Studi Ricerche L L I ( V I A M I L A N O, A N G O L O V I A T R E N T O - P E S C A R A ) / R I E T I : L I B R E R I A L A N U OVA E D I T R I C E ( V I A R O M A, R I E T I ) / R O S E T O D E G L I MU11

12 6 - a cura di Massimiliano Scuderi TOYO ITO PER PIAZZA SALOTTO A PESCARA E LA QUESTIONE DELL ARTE NELLO SPAZIO PUBBLICO Huge Wine Glass è il titolo dell opera del giapponese Toyo Ito per Pescara. L architetto, famoso in tutto il mondo per edifici prestigiosi come la Mediateca di Sendai, è sicuramente uno tra i più importanti interpreti della cultura urbana contemporanea. Quest opera, un parallelepipedo di metacrilato trasparente in cui è ravvisabile l immagine di un calice di vino rosso, ha posto non pochi interrogativi sul processo che mette in relazione lo spazio pubblico con la scultura contemporanea. L occasione è nata dalla proposta da parte della Facoltà di Architettura di Pescara per una ripresa dell idea progettuale di Luigi Piccinato, l architetto che nel 1948 vinse il concorso per la ricostruzione di uno dei punti nevralgici della città, Piazza della Rinascita detta anche Piazza Salotto, distrutta dopo i bombardamenti del 43. Piccinato aveva concepito questo spazio con un carattere di forte modernità, prevedendo una vocazione culturale dello spazio all incrocio di due assi viari importanti, via Fabrizi e corso Umberto. In effetti con l opera Huge Wine Glass l idea era stata rilanciata efficacemente nell ambito di un programma di attività che avrebbero dovuto valorizzare la piazza, non fosse altro per la qualità indiscutibile del progettista giapponese e per la sua importante esperienza come designer radicale. Sebbene sia vero che Toyo Ito sia un architetto e non un artista, ed in effetti la scultura nella piazza sia solamente un opera di design e di arredo urbano, è anche vero che la storia delle opere d arte contemporanea concepite per I luoghi pubblici è travagliata ed emblematica. Nei primi anni Ottanta in Americ a fu commissionata e finanziata dal Governo un opera allo scultore Richard Serra da collocare nella Federal Plaza di New York. L opera, intitolata Tilted Arc, un muro di acciaio dolce alto tre metri e mezzo e lungo trentacinque, divenne subito oggetto di controversie fin dai primi istanti successivi alla sua installazione nella piazza. Un assemblea di cittadini ottenne nell 85 la rimozione e lo spostamento dell opera, sebbene Serra si fosse opposto fermamente affermando, a difesa del progetto, che la sua scultura fosse site - specific ovvero progettata in modo specifico per quella piazza e che quindi fosse impossibile pensare di collocarla in un luogo diverso. La vicenda finì miseramente con lo smantellamento della scultura, sebbene l opera di Richard Serra fosse già riconosciuta internazionalmente. Dal 97 la Federal Plaza è diventata uno spazio pubblico caratterizzato dall arredo urbano di Martha Schwarz con panchine e collinette verdi, senza traccia delle proteste degli anni precedenti. Stessa sorte per l opera di uno dei padri della Pop Art americana, Claes Oldemburg. Nel 2000 installò la scultura Ago, filo e nodo di fronte alla stazione Cadorna di Milano, opera architettonica molto discutibile della scomparsa Gae Aulenti. Da subito l opera si rivelò inadatta al contesto, sollevando controversie e proteste. Questo atteggiamento è però legato ad una cultura che vide negli anni sessanta il prevalere di un atteggiamento autonomo e universalistico dell arte e degli artisti rispetto al contesto. Le opere site specific furono l affermazione, in tutte le loro declinazioni linguistiche, dalla Land alla Public Art, dell inseparabilità del lavoro dal suo contesto, una visione che sebbene giustificata dalla coerenza delle procedure e delle posizioni culturali genuine degli autori, riflettevano anche la presunzione sottesa del primato dell opera d arte, irripetibile e immobile, su tutto e su tutti. Negli ultimi decenni la ricerca artistica, anche a causa degli effetti della globalizzazione e degli stravolgimenti geo-politici internazionali, si è rivolta verso tematiche sociali. Nelle esperienze più recenti di arte pubblica, l artista si è fatto interprete spesso di un sentimento comunitario, ponendo l accento sul recupero di una capacità desiderante autonoma o collettiva rispetto ad uno spazio condiviso che può essere risignificato o ancora compreso e svelato. Gli artisti nella contemporaneità hanno compreso il problema della ricezione dell opera d arte e l hanno risolta, recuperando un dialogo interrotto con il pubblico che diventa in alcuni casi partner nei progetti d arte pubblica, processi partecipativi che ricompongono la frattura tra mondo dell arte, in tutte le sue espressioni, ed il pubblico, spettatore di un gioco di cui ignorava qualsiasi tipo di regola. In questi casi gli artisti costituiscono per le comunità che li accolgono degli innovatori che, come enzimi esogeni, riescono a mettere a sistema il loro lavoro con quello degli enzimi endogeni ovvero gli attori locali e le condizioni ambientali preesistenti al loro arrivo. Questo grado di estraneità che di volta in volta si prospetta agli artisti implica inevitabilmente un periodo di mediazione con le comunità, finalizzato alla creazione del consenso generale e della partecipazione al progetto attraverso tattiche relazionali; per questi motivi, la loro strategia è paragonabile a quella che secondo alcuni studiosi come Micheal De Certeau o Homi Bhaba, mettono in atto gli immigrati che creano, negli ambienti urbani in cui si inseriscono, delle modalità di comportamento interferenti e creative dei sistemi costrittivi per volgergli a proprio vantaggio. Da questo rapporto dialettico e paritetico, non solo si generano i progetti, ma si determinano anche le scelte linguistiche che di volta in volta si stabiliscono con l ambiente prescelto, il che ci riporta alla mente la frase di Levinas l essenza del linguaggio è amicizia e ospitalità. Tornando quindi alla vicenda dell opera di Toyo Ito, che oggi si presenta in una forma implosa, a causa di una cattiva realizzazione che ne ha determinato la rottura, richiede una riflessione che implica vari aspetti. Intanto che non si può chiamare un artista in una fase avanzata del progetto di architettura che dovrà accogliere la sua opera; al contrario bisogna che lo spazio, il contesto venga pensato insieme all opera, in quanto spesso coincidono. Per quanto riguarda Huge Wine Glass, anni di vicissitudini, rotture, vicende che la legano a momenti drammatici della vita pubblica della città, hanno costruito la vera forma e l identità di questa scultura. Il valore testimoniale dell opera è quindi incredibilmente importante proprio ora, così rotta e consumata, che risulta essere il compimento del suo destino e della sua vera forma. Il testimone di un momento storico che proprio attraverso quell implosione ha innescato quel processo complesso di identificazione tra luogo e comunità. A questo punto si può affermare che the Huge Wine Glass non sia più l opera di Toyo Ito, ma sicuramente un opera che appartiene alla città di Pescara e alla sua storia. MU12 A B R U Z Z I : L I B R E R I A L A N U OVA E D I T R I C E ( V I A N A Z I O N A L E, R O S E T O D E G L I A B R U Z Z I ) / R O M A : L I B R E R I A F E LT R I N E L L I ( V I A D E L C

13 L INTERVISTA di Antonella Muzi OPUS FRAGILE Opus fragile - secondo bozzetto di uno spazio vuoto, 2013 in conversazione con Piotr Hanzelewicz prima della mostra a L Aquila La mostra di Piotr Hanzelewicz è una trama complessa, una sorta di cosmogonia esiodea con diversi approdi o rampe di lancio costituiti dalle opere, dai nessi che si stabiliscono, o meno, tra loro. È una costruzione che riflette la stratificazione del pensiero dell artista che mette insieme, in una dimensione sincronica del tempo, diversi momenti della storia dell umanità, della storia della città, della sua vicenda personale, delle microstorie dei visitatori: tante narrazioni che, per dirla con Michel Foucault, sono riunificate in un unica griglia di lavoro. Come restituire a chi legge la potenza e la bellezza e anche la confusione, perché no di un momento generativo come questo? Ci proviamo lasciandoci andare ad un colloquio con l artista, cercando di offrire un palinsesto fatto di appunti, abbozzi di lavori, frammenti di pensieri. Antonella Muzi: Il tentativo è arduo: cerchiamo di dare forma con le parole, che tu usi con una precisione quasi chirurgica, al progetto di questa mostra. La partenza è data dal contesto spazio-temporale. L Aquila. Agosto Cosa accade, o meglio sta accadendo, nel tuo lavoro? Piotr Hanzelewicz: L Aquila e la sua storia recente, quanto quella passata. Studio partendo da qui e poi mi soffermo su alcuni elementi. La rinuncia, Federico II, il trecento, la Bolla del Perdono, la Basilica di Collemaggio, il Cerco di farli interagire. Inserisco poi un elemento esterno che mi serve da catalizzatore, una misteriosa figura geometrica da un incisione di Dürer AM: L incisione Melancolia I (1514) di Albrecht Dürer emblema del processo alchemico sarà una mappa concettuale della mostra. L alchimia ambisce alla Conoscenza attraverso la riproposizione dell atto creativo che modifica i processi di sviluppo della natura. In che modo l uomo costruisce, oggi, il suo percorso evolutivo e che ruolo occupa in questo cammino l arte? PH: Credo che il processo alchemico (anche opus) tenda a riprodurre i processi naturali in condizioni eccezionali o quantomeno peculiari. L ambizione di conoscenza porta la Fuji a realizzare una pellicola di eccezionale sensibilità in grado di impressionare su una lastra il passaggio di un neutrino. Le pellicole devono poi arrivare fino ai laboratori del Gran Sasso dal Giappone senza essere compromesse da alcuna radiazione. Il percorso più sicuro è sott acqua, ma non ci sono sommergibili NON nucleari la soluzione adottata (fornita dal piombo romano) stimola una fascinazione poetica 1. Tutto questo accade proprio qui, a pochi chilometri da L Aquila. La donna di Melencolia I è dunque artista, androgino, figura angelica, alchimista, colta in impasse di fronte alla difficoltà di domare un elemento un poliedro irregolare o piuttosto un neutrino? AM: Nel saggio che mi hai invitato a leggere, La Melancolia I di Dürer e la Giustizia (2007), Elfriede Scheil ipotizza che la donna rappresenti la Giustizia, caduta in melanconia a causa della supremazia della giustizia terrena a detrimento di quella divina. Come stai lavorando su questo tema? PH: Verità e Giustizia. Dopo il dolore la rabbia e la necessità di verità e giustizia appaiono a L Aquila nelle manifestazioni dopo il terremoto del Si pretende giustizia di fronte alla natura. Credo che l idea moderna di giustizia nasca dalla necessità di vedere ristabilito un ordine dopo un disordine. Nel suo breve saggio, Scheil parla anche dell arte edile e della falegnameria, indicate nell incisione dagli strumenti del mestiere. È l espressione di un ordine umano come lo è del resto anche il diritto. Edilizia e falegnameria producono a L Aquila manufatti incassati a puntellare altri manufatti. Un grande sforzo umano per portare ordine ad un disordine. Le costruzioni (o talvolta costrizioni) imposte dall uomo sono cultura. È l immagine del colonnato della Basilica di Collemaggio imbragato, imbrigliato, tenuto, a dispetto della fisica, da una serie di cinte gialle. La cultura impone di ordinare un disordine. Anche questo è Opus. AM: Dunque stai lavorando sul rapporto natura/cultura e sulla tensione tra questi due poli. Il fare divino e il fare umano si muovono su piani inclinati: nei tuoi lavori si può parlare di svelamento dell equilibrio instabile che governa l Opus Naturae e l Opus Dei? PH: Credo bisogna capire cosa sia fare divino e cosa fare umano. Giorgio Agamben nel suo Opus Dei 2 analizza l archeologia dell ufficio liturgico arrivando a indicarne il paradigma nell espressione di un dovere. Ma il dovere non è forse l imposizione di un ordine culturale? Dunque opus Dei è opus homini? Confesso però, devo farlo a questo punto, la necessità dell aspetto ludico nel rigore del mio lavoro. Gioco con le parole e creo possibili sovrapposizioni, ambiguità, corto circuiti. Opus alchemico, opus - opera d arte, Opus fragile - primo bozzetto di uno spazio vuoto, 2013 opus come schema per i muri e poi l Opus Dei, al cui santo fondatore è dedicata la stradina che conduce alla Porta Santa della Basilica di Collemaggio. Opus si presta a una serie di meccanismi, o piuttosto trappole concettuali di cui la mostra è pervasa. AM: Penso alle mostre come luoghi da abitare, luoghi da riempire con le proprie attese e luoghi da cui farsi riempire con i loro significati. Un aspetto cruciale e per me affascinante del tuo lavoro è che concepisci le tue mostre come un luogo in cui abiti: sei fisicamente presente per tutta la durata della mostra per fare gli onori di casa. John Dewey ha sostenuto che ogni contatto con l arte sia una forza propulsiva: cosa può nascere da questa triangolazione tra le presenze fisiche del visitatore, dell opera e dell artista in dialogo tra loro? PH: L incontro ha sempre un suo fascino ed il rito dell accoglienza la sua morbidezza. Quello che potenzialmente scaturisce dall incontro incuriosisce anche me e credo sia la curiosità ad alimentare questo aspetto del mio lavoro, questa mia presenza fisica. Il tutto nasce dalla necessità che avverto di colmare un divario tra il mio lavoro ed un pubblico di non addetti. Probabilmente il mio significato intimo, la mia lectio di OPUS risiede proprio qui, nel ruolo che decido per me. AM: I tuoi lavori sono molto lavorati nonostante tu ammetta di essere pigro del resto la tua mostra recente all Istituto Polacco di Roma era intitolata Laborioso laborioso laborioso! Come traduci un tema di studio in una ricerca artistica, creando dispositivi che propongono al visitatore un esperienza e attivano processi di pensiero? PH: In realtà non ho un vero e proprio metodo di lavoro. Di solito fiuto il terreno attorno ad un soggetto specifico (in questo caso si tratta delle coordinate spazio-temporali) estrapolando così una serie di elementi, possibilmente aperti (o ambigui) in maniera da essere più malleabili. Sotto questo punto di vista lo studio che compio non mi porta a delle verità, me ne guardo bene, mi interessa piuttosto prendere i fatti a pretesto per attivare una serie possibile di riflessioni. Per collegare questi elementi mi viene in mente un video che ho visto un po di tempo fa in cui era visualizzata l attività cerebrale di un pesce. Una serie di sinapsi, questo il mio tentativo sia dentro che fuori al mio lavoro. 1. Progetto OPERA (tanto per rimanere in tema) all interno di CNGS (CERN INFN). 2. Giorgio Agamben - Opus Dei. Archeologia dell ufficio Bollati Boringhieri, Torino, O R S O, R O M A ) / L I B R E R I A F E LT R I N E L L I ( V I A G I U L I O C E S A R E, R O M A ) / S A L E R N O : L I B R E R I A F E LT R I N E L L I ( V I A T O R R E T TA, 1 - MU13

14 THE KILOWATT HOUR Musica contemporanea ed elettronica, sound art, improvvisazione: Pescara compare tra le cinque date italiane del progetto The Kilowatt Hour, che vede David Sylvian condividere il palco con Stephan Mathieu e Christian Fennesz. I musicisti lavoreranno insieme nel corso dell estate, con l obiettivo di creare un evento in cui sia stabilita solo parte della composizione e venga lasciato spazio all improvvisazione durante il live. Il giorno da segnare è il 21 settembre, al Teatro Massimo. Info: FIABE AL PARCO Anche quest anno torna uno degli appuntamenti più amati dell estate pinetese, la rassegna Fiabe al Parco. Un intero mese dedicato alle fiabe, dove grandi e piccini potranno immergersi e sognare a occhi aperti circondati dai personaggi animati. Sei appuntamenti nella cornice suggestiva del Parco della Pace. Per festeggiare i 25 anni l evento si arricchisce di tante novità; ogni lunedì pomeriggio prima della manifestazione i nuovi laboratori di animazione costelleranno la città permettendo ai più piccini di colorare, disegnare, ballare e divertirsi nei principali parchi pinetesi. I più curiosi avranno modo di partecipare per un mese ad un vero e proprio laboratorio di teatro, curato dal direttore artistico Ciaccia, con l obiettivo di insegnare ai piccoli i rudimenti del teatro, fino alla lezione conclusiva durante la quale andranno insieme in scena». Pineto, Parco della Pace info UN ALTRO PUNTO DI VISTA Nasce Un altro punto di vista, stagione di danza contemporanea che si svolgerà da Ottobre 2013 a Maggio 2014 per un totale di 8 giornate di spettacolo tra lo Spazio Electa e il Teatro Comunale a Teramo. Grandi nomi del panorama nazionale e internazionale come Enzo Cosimi e Foofwa D Imobilité, danza d autore e produzioni di giovani coreografi: un progetto importante arricchito da residenze artistiche e numerose collaborazioni con il territorio. Inaugura la stagione l VIII edizione del Festival Interferenze - incursioni di arte urbana: protagonista quest anno la compagnia francese di danza aerea Retouramont. L ESTATE PRENDE QUOTA NEI RIFUGI ABRUZZESI Un estate piena di iniziative in tutti i rifugi della regione abruzzese. Proiezioni, concerti, incontri sotto le stelle ed escursioni organizzate sono solo alcune delle possibilità proposte dal CAI Abruzzo insieme con il CAI Sezione di Roma, l Associazione AGRA, i parchi del Gran Sasso e del Sirente Velino e RRtrek. Protagonisti della rassegna L estate prende quota nei rifugi abruzzesi saranno i rifugi Franchetti, Sebastiani e il rifugio Duca degli Abruzzi, con programmi completi e ricchi di eventi. Visita il sito per il programma completo. Dal 16 giugno al 22 settembre ORTO SINERGICO Nasce a San Sebastiano dei Marsi il primo orto sinergico nel cuore del Parco nazionale d Abruzzo, Lazio e Molise. Un progetto che mira alla coltivazione di terreni quasi del tutto abbandonati, con tecniche di agroecologia. Il progetto agricolo si legherà in senso multidisciplinare a tematiche di ecologia, sociologia ed economia, cercando di condividere con il territorio spazi e progetti. Molti dei sistemi basati sull agroecologia si sono infatti dimostrati efficaci in termini produttivi e di resilienza e hanno in comune diversi elementi di sostenibilità, tra i quali: aumento continuo della produttività complessiva dell azienda; riduzione del rischio, conservazione delle risorse naturali ed esaltazione di biodiversità e servizi ecologici; ottimizzazione dei cicli naturali e diminuzione della dipendenza da fonti non rinnovabili; prevenzione del degrado dei suoli e ambientale. VII MUNTAGNINJAZZ Dal 26 luglio al 18 Agosto, un variegato cartellone di concerti anima questo Festival Internazionale ospitato nei centri storici di sette diversi comuni abruzzesi. Segnaliamo tra gli altri la serata del 12 agosto ad Introdacqua con il Stefano Bollani Danish Trio (Bollani, Bodilsen, Lund), che offre anche l opzione di un ingresso con degustazione e calice di vino, e il Trio Solotarev che chiuderà il calendario nello scenario suggestivo della Riserva Naturale Gole del Sagittario, presso Anversa degli Abruzzi. Info: VOLTI E SEGNI DI UN TERREMOTO Gli occhi di Roberto Grillo sono pieni della polvere dell Aquila terremotata, la stessa che si è alzata sulla città in una nube gigantesca la notte del 6 aprile È racchiuso in queste poche righe, incipit della presentazione in catalogo di Chiara Strozzieri, il perché del lavoro del fotografo aquilano Roberto Grillo intorno al sisma che ha colpito la sua città. Un lavoro che è un volume ed anche una mostra dal titolo L Aquila. Volti e segni di un terremoto che, dopo Roma, al Complesso del Vittoriano dove si è tenuta dal 26 giugno al 18 luglio scorsi, approda all Aquila presso il salone centrale della Carispaq in Corso Vittorio Emanuele dal 23 al 29 agosto in piena Perdonanza Celestiniana. Si tratta di una ricerca che chiude un trittico di pubblicazioni, di cui fanno parte Terrae motus del 2010 e L (est)etica del dolore del 2012, che hanno accompagnato mostre fotografiche, organizzate in questi anni fuori e dentro L Aquila. PINECUBE Se avete sempre sognato un luogo dove meditare lontani da tutto, sdraiati tra cielo terra e profumi, dove nascondersi tra la chioma di un albero per osservare da vicino gli animali liberi e poter godere del tramonto seduti con un bicchiere di buon vino, tutto quello che cercate si trova ai piedi del Monte Porrara. Al centro di una delle valli più spettacolari e ricche di fauna dell intero Parco Nazionale della Majella è stato costruito un esclusivo osservatorio per il paesaggio e la fauna, da un anno luogo d ispirazione e di meditazione. Un cubo di vetro, legno e metallo sollevato da terra ed inglobato tra i rami di un pino. L osservatorio è attrezzato con l essenziale per il pernottamento di 4 massimo persone, in modo da poter prolungare l osservazione della fauna dal tramonto all alba. Sempre aperto con guida Campo di Giove MAGIONE PAPALE RELAIS Via Porta Napoli, 67/I L Aquila Tel Fax MU14 S A L E R N O ) / S U L M O N A : L I B R E R I A L A N U OVA E D I T R I C E ( C O R S O OV I D I O, S U L M O N A ) / T E R A M O : L I B R E R I A L A N U OVA E D I T R I C E ( C O

15 ICASTICA glocal women Sarà l arte al femminile la protagonista della prima edizione di ICASTICA, rassegna di cultura estetica internazionale, la cui direzione artistica è affidata a Fabio Migliorati. In oltre 20 luoghi e per un percorso di 4 km, ICASTICA manifestazione dell espressività visiva attuale - è incentrata sull arte contemporanea a cui si affiancano eventi di architettura, teatro, danza, musica. Tutte le sedi del cammino - indoor e open - sono siti storici o appena inaugurati. 40 artiste dal mondo, suddivise liberamente per appartenenza geografica, senza necessità di raccontare con equilibrio ogni nazione, fra giovani e affermate, con la mediazione di Paivi Tirkkonen ai rapporti internazionali. 8 giugno 1 settembre 2013 Arezzo ILLUMINARE L ABRUZZO Codici miniati tra Medioevo e Rinascimento L esposizione, organizzata con il sostegno della Fondazione Carichieti, presenta in esclusiva il patrimonio librario medievale abruzzese in tutte le sue sfaccettature per indagare le sottili collaborazioni e i differenti scambi artistici che fanno di questa realtà un patrimonio tutto da scoprire. Ad arricchire l esposizione concorre la redazione di un catalogo che presenta, insieme alle schede delle opere, alcuni saggi sulla miniatura abruzzese tra il XII e il XV secolo. La Mostra è a cura di Gaetano Curzi, Alessandro Tomei, Francesca Manzari e Francesco Tentarelli. 10 maggio 31 agosto 2013 Museo Palazzo de Majo Largo Martiri della Libertà, Chieti Tel / HOT LAKE CABLEPARK WAKEBOARD Manoppello Il Cablepark è una struttura di cavi aerei che permettono di praticare tutti gli sport acquatici a scivolamento senza il vincolo della imbarcazione per il traino, skate, waterski, kneeboard e tutto quello che si può utilizzare per divertirsi sull acqua con o senza rampe per i salti. E un esperienza imperdibile, adatta per i principianti e per atleti già esperti. La struttura dei cavi aerei ha tanti vantaggi: massimo divertimento, costi contenuti (niente carburante e nolo imbarcazione), performance elevate (il cavo aereo massimizza i salti e le prestazioni sportive), sicurezza e rispetto per l ambiente. Per non far mancare nulla a chi volesse solo rilassarsi in riva la lago, Hotlake è attrezzato con bungalow, clubhouse e camping. UN ESTATE DI MOSTRE DA NON PERDERE È ricchissima di mostre l estate abruzzese, a cominciare da quella dedicata a Margherita d Austria, con capolavori dell oreficeria e della pittura cinquecentesca come la Sacra Famiglia con San Francesco di Cola dell Amatrice, restaurato presso l Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La bellezza inquieta. Arte in Abruzzo al tempo di Margherita d Austria Spazio museale civico-albergo Diffuso Sextantio, Santo Stefano di Sessanio (Aq) 18 luglio 30 settembre 2013 Continua poi il successo dell esposizione delle Madonne lignee tra XII e XVI secolo. Dopo Trento, Rimini, Lanciano, Teramo, Castel di Sangro, Francavilla e oltre visitatori, la mostra prosegue a Ocre. La sapienza risplende. Madonne d Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento Monastero di Santo Spirito, Ocre (Aq) 22 luglio - 29 settembre 2013 E ancora: capolavori mai visti dalle collezioni Cappelli e Dragonetti De Torres, insieme a un omaggio a Mattia Preti, nello scenario suggestivo del Morrone. Oltre Caravaggio. Pittura del Seicento in Abruzzo, tra Roma e Napoli Abbazia di Santo Spirito al Morrone, Sulmona (Aq) / 30 luglio 30 settembre 2013 Molte altre le mostre in programma quest estate in Abruzzo. PUNTA ADERCI La Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci predispone per l estate 2013 un vario calendario di attività: visite al faro di Punta Penna (premiata con la Bandiera Blu), escursioni in bici, immersioni guidate, trekking con degustazioni ed escursioni notturne. LA LUCE E I GIORNI Alle corrispondenze tra Paolo Dell Elce e Lucio Rosato è dedicato questo nuovo appuntamento di usomagazzino per altre architetture. Presenteranno una sintesi del proprio lavoro provando a raccontare le ragioni di un dialogo che ha determinato la necessità dell incontro di due progetti che, per quanto in ambiti disciplinari per convenzione diversi, parlano all unisono di sottrazione, di cancellazione, di alleggerimento, di rinuncia: alla tecnologia applicata alla forma, all identità asservita alla critica, preoccupandosi semplicemente di provare ad accostarsi alla sintesi necessaria per la comprensione delle cose e degli uomini, dello spazio e del tempo. 19 luglio - 3 agosto via Silvio Spaventa 10/4 Pescara IL GRADO ZERO DELLO SGUARDO Per un mondo plurale. Cinema Arte Emigrazione Il grado zero dello sguardo giunge alla sua seconda edizione. Riproponendo il suo essere mostra espositiva pluridisciplinare, che unisce cinema, arti visive, editoria, dibattiti, didattica museale Museo Laboratorio / Ex-Manifattura Tabacchi, Città Sant Angelo (PE), si rinnova invitando il fruitore a pensarsi come soggetto plurale, tenendo presente soprattutto i repentini mutamenti che interessano le società contemporanee. La mostra è pensata come una costellazione di luoghi, nei quali si espongono delle relazioni, delle intermediazioni: un film, un opera, un concetto agiscono tra loro per proporre al visitatore un percorso critico sulle emergenze della ricerca visiva di oggi. 14 luglio - 31 agosto ATRI SOTTERRANEA Dodici le visite guidate, tutte gratuite, nelle quali verranno percorsi cunicoli e grotte, ma anche parte dell importante storia di una delle città più antiche d Italia. La riserva naturale dei calanchi di Atri farà da scenario ad un fitto programma di escursioni e incontri. Istituita nel 1995 dove la Comunità Europea qualche anno prima aveva già identificato un Sito di Interesse Comunitario, racchiude forme di erosione che qui assumono un aspetto impressionante: i calanchi, noti anche come bolge dantesche o scrimoni sono prodotti dal ruscellamento dell acqua su terreni argillosi e marnosi rimasti privi della copertura boschiva. L area protetta si estende per 380 ettari su un paesaggio collinare dai 100 ai 500 metri di quota. 20 giugno 12 settembre 2013 info e prenotazioni: Tel LA TAVOLA DEI BRIGANTI È uno dei posti magici della Majella: un ampio lastricato di rocce incise posto ai piedi di Monte Cavallo, al cospetto del Monte Focalone e dell abisso della valle dell Orfento. Su queste rocce pastori e briganti lasciarono incisi i loro nomi e i loro pensieri; con scritte semplici consegnavano all eternità della pietra i propri nomi, il paese di provenienza, ma anche gli sfoghi per la difficoltà della loro condizione di poveri pastori. In realtà non è difficile imbattersi in scritte pastorali un po ovunque sulle aree sommitali della Majella. Si trova a meno di un ora di cammino dal Colle del Blockhaus in direzione del Monte Focalone, sullo spartiacque tra la valle dell Orfento e il vallone di Selvaromana. 719^ PERDONANZA CELESTINIANA Come ogni anno, la Perdonanza Celestiniana sarà l evento per antonomasia del comprensorio aquilano. Dal 23 al 29 agosto, un cartellone denso di appuntamenti vedrà rivivere diversi luoghi del centro storico della città: da Piazza Bariscianello, con la scalinata di San Bernardino a far da sfondo, a Piazza Duomo, passando per Piazza Palazzo. Per i giovani, diverse le soluzioni: Piazza San Basilio e Piazza San Bernardino le principali location per le nuove generazioni. Molti i segnali di cambiamento per questa Perdonanza all insegna della riscoperta della spiritualità. Primo fra tutti, il rispetto dell intera zona circostante la Basilica di Collemaggio. Per la prima volta il Parco del Sole, il sagrato della Basilica, e la Villa comunale, non saranno luogo di manifestazione. I principali concerti: 23/08 Piazza San Basilio - Roy paci & Aretuska 24/08 Piazza Duomo - Sud Sound system 25/08 Piazza San Basilio - Eugenio Finardi Live Acoustic 26/08 Piazza Bariscianello - Banda Osiris 27/08 Piazza Bariscianello - Fiorella Mannoia 29/08 Piazza Bariscianello - Vince Tempera Per maggiori dettagli sugli eventi in programma per la 719^ edizione della Perdonanza Celestiniana, visitate il sito ÇA SOUFFIT POUR MOI Un quadro dipinto con pennellate di parole, questo per me è poesia. Pittura, poesia e musica sono ingredienti che si fondono mantenendo la loro singolare riconoscibilità. NEL CIELO Scrivo nel cielo le mie poesie con la penna dei miei pensieri, perché le legga chi sa sognare. Perché il vento le porti via. Questo è un piccolo assaggio del nuovo libro di poesie di Bice Sabatini: Ça souffit pour moi, casa editrice Tracce, che sarà presentato il 14 settembre alle ore 16 presso l aula magna del Conservatorio Casella di L Aquila. Il libro è stato recensito da Gianni Maritati giornalista RAI che presenzierà all avvenimento insieme al dott.mario Narducci, al poeta e romanziere Michele Gentile e al fisico Giancaterino Gualtieri. L immagine di copertina è una foto realizzata da Lorenzo Fanfani. Sarà un pomeriggio di poesia e di musica insieme con Andrea De Santis al piano e Lorenzo Grante tenore solista. R S O S A N G I O R G I O, T E R A M O ) / L I B R E R I A L A N U OVA E D I T R I C E ( V I A P. TA C C O N E, T E R A M O ) / V A S T O : N U OVA L I B R E R I A ( P I A Z Z A MU15

16 ACCADEMIA BELLE ARTI L AQUILA DIPLOMI ACCADEMICI DI PRIMO LIVELLO Pittura Scultura Decorazione Scenografia Grafica DIPLOMI ACCADEMICI DI SECONDO LIVELLO Pittura Scultura Decorazione Scenografia Grafica DIPLOMA ACCADEMICO A CICLO UNICO QUINQUENNALE IN RESTAURO Materiali lapidei e derivati, superfici decorate dell architettura. Manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile. Manufatti scolpiti in legno. Arredi e strutture lignee. Manufatti in materiali sintetici lavorati e/o dipinti. ACCADEMIA BELLE ARTI L AQUILA Via Leonardo Da Vinci L Aquila Tel / Fax

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