Politiche Energetiche dei Paesi Membri dell AIE ITALIA. Esame Sintesi

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1 Politiche Energetiche dei Paesi Membri dell AIE ITALIA Esame 2009 Sintesi

2 Politiche Energetiche dei Paesi Membri dell AIE ITALIA Esame 2009 Il Governo Italiano ha segnato progressi sostanziali in numerosi settori della politica energetica rispetto all ultimo esame dell Agenzia Internazionale dell Energia (AIE) del La riuscita realizzazione del sistema dei certificati verdi e bianchi, così come i progressi significativi della riforma dei mercati dell energia elettrica e del gas naturale sono solo alcuni esempi di un impegno politico coerente con le raccomandazioni contenute nel precedente esame dell AIE; ma il futuro prossimo riserva ancora molte sfide. Il Governo Italiano vede con chiarezza l esigenza di diversificare il suo schema di approvvigionamento energetico per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili di importazione e per diminuire le emissioni di gas a effetto serra, che sono ancora in crescita. Nel 2008 il Governo ha annunciato l impegno di riavviare il programma nucleare civile e l'intendimento di avviare la realizzazione del primo nuovo impianto elettronucleare entro il Per raggiungere questo obiettivo l Italia deve darsi un insieme di regole efficaci, per identificare le criticità del sistema energetico, includendo l energia nucleare, e per affrontare senza indugi il processo di selezione dei siti e di concessione delle licenze d esercizio. L Italia dovrà affrontare un altra difficile sfida riguardo al pacchetto energia-ambiente dell Unione Europea per adeguarsi agli obiettivi concordati per la diffusione delle energie rinnovabili e per la limitazione delle emissioni. L Italia dunque deve ancora intensificare i suoi sforzi per rispettare i nuovi impegni, realizzando una strategia incisiva per la lotta al cambiamento climatico per gli anni a venire, fino al Nell estate del 2009 il Parlamento Italiano ha approvato un insieme di provvedimenti legislativi che mette le basi di una strategia energetica solida e di lungo termine. Il Governo deve cogliere questa opportunità per elaborare, con il contributo dell Industria, un nuovo piano strategico di lungo termine del settore energetico. Questo esame dell AIE analizza le sfide che l Italia deve affrontare in ambito energetico; formula alcune critiche specifiche per settore e propone alcune raccomandazioni per ulteriori affinamenti della politica energetica italiana; in ultima analisi, l obiettivo principale di tutto questo lavoro è di avviare l Italia verso un futuro energetico più sostenibile.

3 Politiche Energetiche dei Paesi Membri dell AIE ITALIA Esame 2009 Sintesi ITALIAN TRANSLATION of Energy Policies of ITALY Review OECD/IEA, 2009 L AIE è autore della versione originale finale, ma non si assume responsabilità riguardo all accuratezza o completezza della presente traduzione. Questa pubblicazione viene tradotta sotto la responsabilità unica della Rappresentanza Permanente dell Italia presso l OCSE.

4 AGENZIA INTERNAZIONALE DELL ENERGIA L Agenzia Internazionale dell Energia (AIE) è un agenzia autonoma istituita nel novembre del Ha un doppio compito: promuovere la sicurezza energetica tra i Paesi membri attraverso una risposta collettiva a eventuali interruzioni nella fornitura di petrolio ed indirizzare i Paesi membri verso una politica energetica solida. L AIE porta avanti un programma di cooperazione energetica tra 28 economie avanzate, ciascuna delle quali è obbligata a mantenere una riserva equivalente a 90 giorni di importazioni nette di petrolio. L obiettivo dell Agenzia è: Assicurare l accesso di Paesi membri ad ampie e affidabili forniture di tutte le forme di energia. Promuovere politiche di energia sostenibile che incoraggino la crescita economica e la protezione ambientale. Migliorare la trasparenza dei mercati internazionali attraverso la raccolta e l analisi di dati sull energia. Sostenere la collaborazione globale sulle tecnologie energetiche per assicurarsi forniture energetiche sicure e mitigare l impatto ambientale, anche attraverso un efficienza energetica ottimizzata, lo sviluppo e l implementazione di tecnologie a basse emissioni di carbonio. OECD/IEA, 2010 Agenzia Internazionale dell Energia 9 rue de la Fédération Paris Cedex 15, France Individuare soluzioni per le sfide energetiche globali attraverso l impegno e il dialogo con Paesi non membri, l industria. La presente pubblicazione è soggetta a restrizioni specifiche che ne limitano l utilizzo e la distribuzione. Termini e Condizioni sono disponibili online all indirizzo: Australia Austria Belgio Canada Corea (Repubblica di) Danimarca Finlandia Francia Germania Giappone Grecia Irlanda Italia Lussemburgo Norvegia Nuova Zelanda Paesi Bassi Polonia Portogallo Regno Unito Repubblica Ceca Repubblica Slovacca Spagna Stati Uniti Svezia Svizzera Turchia Ungheria Anche la Commissione europea partecipa ai lavori dell AIE Paesi membri AIE:

5 Sintesi e principali raccomandazioni 1 Sintesi Il Governo italiano ha compiuto notevoli progressi in diversi settori da quando è stata presentata l'ultima analisi approfondita della politica energetica nel Il successo dei programmi in materia di certificati verdi e certificati bianchi, la riorganizzazione e l'incessante riforma dei settori dell'elettricità e del gas naturale e l'attuazione di programmi di incentivi per l'energia rinnovabile rappresentano risultati notevoli. Tra le altre realizzazioni si annoverano nuovi investimenti in programmi di ricerca, sviluppo e dimostrazione della cattura e dello stoccaggio del carbonio (CCS) e l'adozione di procedure di pianificazione semplificate per le principali infrastrutture in materia di energia pulita. Tutte queste notevoli iniziative sono state intraprese sulla base delle raccomandazioni contenute nel rapporto del Il Governo ha fatto un grande sforzo nella ricerca di una soluzione per risolvere alcune delle principali problematiche energetiche che l'italia deve affrontare, rafforzando così la sicurezza energetica del Paese. Ha sviluppato un quadro di riferimento destinato a incoraggiare l'attuazione di una politica energetica che sia coerente con le esigenze dell'unione Europea. Inoltre, il Governo è riuscito a diversificare i percorsi di approvvigionamento del gas, almeno in materia di transito del gas dai gasdotti, ad aumentare notevolmente la capacità produttiva di elettricità, ed è in procinto di avviare un ulteriore processo di diversificazione dei combustibili per la generazione di energia elettrica. Inoltre, è stato inoltre attuato un Piano di Allocazione per il sistema di scambio delle quote di emissione di gas serra dell Unione Europea (ETS) ed è stata potenziata e rafforzata l'indipendenza del regolatore del settore, l'autorità per l'energia Elettrica e il Gas (AEEG). È stata commissionata la costruzione di un terminale off-shore per il gas naturale liquefatto (GNL), sono in fase di costruzione altre strutture destinate al GNL e nel primo semestre del 2009 è stata approvata una legge destinata ad autorizzare la costruzione di un certo numero di centrali nucleari dopo una moratoria durata più di vent'anni. L'AIE esprime apprezzamento per gli incessanti progressi compiuti dall'italia. Nonostante il successo del programma in materia di certificati bianchi e di altri programmi che offrono incentivi fiscali, l'italia deve prendere maggiori iniziative per sviluppare una strategia di efficienza energetica più vasta, coerente e basata su dati comprovati. Anche se a tale riguardo il primo Piano d'azione nazionale sull'efficienza energetica rappresenta un valido progresso, alcuni aspetti possono

6 essere migliorati: non è chiaro infatti quante misure proposte a favore del risparmio energetico potranno essere attuate o se il piano potrà ottenere i significativi livelli di risparmio energetico auspicati. In seguito all'entrata in vigore della legge N 99/2009, il Governo sta preparando un nuovo piano d'azione per l'efficienza energetica, in grado di risolvere i numerosi punti deboli individuati nell attuale politica energetica. L'Italia, il solo Paese membro del Gruppo degli otto Paesi più industrializzati (G8) che non produce energia nucleare, ha riconosciuto la necessità di diversificare il mix energetico per ridurre la sua grave dipendenza dall'importazione di combustibili fossili e di elettricità e anche per limitare, almeno nel lungo termine, i suoi livelli di emissione di CO2. L Italia è stata uno dei primi Paesi in Europa ad adottare un programma per la produzione di energia nucleare, abbandonato nel 1987 in seguito a un referendum. Nel maggio del 2008, il nuovo Governo italiano ha annunciato l intenzione di rilanciare il programma nucleare del Paese che prevede l'avvio della costruzione di una nuova centrale nucleare entro il Nel luglio 2009, il Governo ha approvato una legge a questo proposito che fornisce un quadro normativo per affrontare le problematiche in materia di localizzazione delle centrali, smaltimento dei rifiuti radioattivi, gestione dei rischi e disattivazione degli impianti. La nuova legge permetterà inoltre all'italia di ripristinare gli enti regolatori competenti e di formare il personale necessario per gestire e regolare il funzionamento degli impianti nucleari. Nonostante alcune difficoltà verificatesi nelle prime fasi della liberalizzazione e delle riforme di mercato portate avanti nel mercato elettrico, negli ultimi anni sono stati compiuti validi progressi, permettendo così di creare un solido quadro di riferimento per lo sviluppo di un mercato energetico italiano competitivo e per una fornitura di elettricità caratterizzata da efficienza e sicurezza sul lungo termine. L'Italia ha creato gli enti necessari e un modello di mercato che favorirà lo sviluppo di un mercato elettrico competitivo e ha già tratto vantaggio da un gran numero di benefici derivanti da tale quadro di riferimento, che comprendono l entrata di nuovi operatori nel mercato della generazione di elettricità, un più elevato livello di concorrenza, una migliore pianificazione sul lungo termine della rete infrastrutturale e validi incentivi per sviluppare nuove capacità di produzione laddove risultino maggiormente necessarie. Tali progressi, tuttavia, non devono occultare il fatto che in alcuni campi rimangono ancora iniziative da finalizzare, in particolar modo nel mercato al dettaglio dove non sembra stiano emergendo una reale concorrenza e miglioramenti della situazione del cliente finale. Da quando è stato pubblicato il rapporto precedente, la situazione del mercato del gas naturale ha subito numerosi cambiamenti e sviluppi. Il Governo ha intrapreso una serie di misure volte a imporre cambiamenti, tuttora in corso, alla struttura del mercato del gas al fine di assicurare un accesso equo ai gasdotti e una concorrenza efficace nell'approvvigionamento. All'operatore storico del gas, che in precedenza era un'impresa verticalmente integrata, sono stati imposti obblighi di separazione per le attività di trasmissione, approvvigionamento e stoccaggio del gas. Sono

7 stati fatti notevoli progressi in materia di gasdotti destinati all'importazione: alcuni impianti che permetteranno di aumentare la capacità d importazione sono in corso di costruzione mentre altri sono in una fase avanzata di sviluppo. Nonostante recenti risultati positivi, invece, alcune strutture per l'importazione di GNL rimangono ancora in una fase di progettazione e il potenziamento della capacità di esportazione dei gasdotti rimane limitata. Inoltre, rimane ancora molto da intraprendere nel mercato al dettaglio prima che i clienti finali possono beneficiare appieno delle riforme del mercato. Nonostante il Governo investa nella ricerca e lo sviluppo in campo tecnologico e siano state introdotte varie misure in momenti diversi e da vari enti governativi, la strategia generale sulla ricerca e lo sviluppo in campo energetico non sembra chiaramente definita a causa del decentramento di autorità e di una frammentazione delle responsabilità, che a volte complicano il processo decisionale e riducono potenzialmente l'impatto nazionale delle politiche. Ciononostante, l azione del Governo per aumentare i fondi disponibili per programmi di ricerca e sviluppo in materia energetica deve essere salutata con apprezzamento. Principali sfide da affrontare Il pacchetto clima-energia dell'unione Europea (UE) rende ancora più difficile il compito che attende i responsabili politici italiani. Gli obiettivi fissati per il 2020 in materia di riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra (GHG), di energie rinnovabili e di efficienza energetica eserciteranno una grande influenza sulla politica energetica dell'italia e di altri Stati membri dell'ue nel decennio a venire. In base al pacchetto clima-energia, l'italia dovrà ridurre le emissioni dei settori non ETS del 13% rispetto ai livelli del Per quanto riguarda gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto, le emissioni dell'italia sono aumentate del 12% rispetto al 1990, il che rappresenta un differenziale del 18,5% senza possibilità di invertire la tendenza sul medio termine. Anche se l'italia preparasse e attuasse rapidamente una strategia unificata di misure nazionali, integrata con un maggior uso dei meccanismi flessibili previsti dal protocollo di Kyoto, è molto probabile che gli obiettivi previsti per il 2012 non possano essere raggiunti. Dall'analisi dei vari settori emerge un elemento comune a tutti gli operatori che realizzano infrastrutture energetiche: la difficoltà di far avanzare i progetti dalla fase di pianificazione iniziale alla fase di completamento. Nonostante numerose iniziative prese a livello dell'amministrazione pubblica centrale in questi ultimi anni, rimangono ancora problemi essenziali da risolvere come testimoniano i ritardi nella costruzione di nuove strutture destinate al GNL e alla fase di produzione upstream di petrolio e gas, di nuove infrastrutture per la trasmissione di energia elettrica e di nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Nelle circostanze attuali, è probabile che le proposte in materia di energia nucleare adottate recentemente possano incontrare ostacoli simili. La legge n. 99/2009 contiene una serie di disposizioni che possono permettere di trovare una soluzione

8 a varie problematiche. Il Governo deve continuare a intraprendere nuove azioni basandosi sul potenziale offerto dalla nuova legge con l'obiettivo di creare un processo più efficiente, integrato e trasparente. L'obiettivo da porsi dovrebbe essere quello di chiarire a tutte le parti interessate, compreso il pubblico, quali sono i costi e benefici della nuova infrastruttura e di coinvolgere nel processo, sin dall'inizio, tutte le parti in causa. Il Governo deve adottare una visione integrata di lungo termine che permetterà di procedere allo sviluppo efficiente del settore energetico. La posizione dell'italia in materia di energia rimane vulnerabile sotto vari aspetti e, in un passato prossimo, non era ancora stata elaborata una strategia coerente ed equilibrata per risolvere queste problematiche, nonostante sviluppi promettenti in molti settori. La sicurezza energetica continua, in particolar modo, a rappresentare una grave preoccupazione. L'aumento della capacità produttiva di elettricità è stato reso possibile soprattutto dall'utilizzo di gas, portando a un'accresciuta dipendenza dalle importazioni di gas. Tale dipendenza, però, potrebbe potenzialmente diminuire sul lungo termine se i programmi per lo sviluppo della capacità nucleare fossero portati a buon fine. La capacità di importazione dei gasdotti per il gas naturale è aumentata ma le interconnessioni con altre reti europee di gas naturale rimangono limitate. Questa situazione si è verificata nel contesto dei ritardi nel piano di diversificazione previsto per passare dal trasporto di gas via gasdotto al GNL, in parte a causa delle lungaggini necessarie per le autorizzazioni e lo sviluppo dei terminali GNL. Altri ritardi hanno inoltre caratterizzato lo sviluppo delle energie rinnovabili, la conversione di impianti di generazione elettrica a partire dal petrolio in impianti a carbone e il rilascio delle licenze di esplorazione e di produzione degli idrocarburi; va altresì ricordato che la recente normativa ha permesso di introdurre molte procedure semplificate. Principali raccomandazioni Il Governo italiano dovrebbe: Creare una strategia globale di lungo termine per lo sviluppo del settore energetico nazionale che sia coerente con i principi che regolano un mercato energetico liberalizzato. Continuare a implementare un processo efficiente al fine di identificare dove è necessario creare le infrastrutture energetiche essenziali, anche in materia di energia nucleare, e assicurarsi che la procedura prevista per la localizzazione di tali infrastrutture e il rilascio delle autorizzazioni, sia efficiente e semplificata. Accelerare gli sforzi per rispettare gli obblighi imposti dall'ue al 2020, in particolar modo sviluppando e attuando una strategia globale in materia di cambiamento climatico fino al 2020.

9 Politica energetica generale 2 Presentazione del Paese L'Italia, fatta eccezione per la pianura padana, è un Paese prevalentemente montagnoso. Il suo territorio ( km² di cui km² di terre arabili) comprende le isole della Sicilia, della Sardegna, dell'elba e circa 70 isole minori. Nel Paese vivono 59 milioni di abitanti e tra questi 22 milioni hanno accesso a un occupazione attiva. La lingua ufficiale è l'italiano ma in alcune regioni vi sono minoranze di lingua tedesca, francese e slovacca. Il potere legislativo della Repubblica Italiana è affidato a un Parlamento bicamerale, formato dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei Deputati. Il Consiglio dei Ministri è guidato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri che lo compongono sono nominati dal Presidente della Repubblica in base alla capacità di formare un governo che goda della maggioranza parlamentare. Le recenti elezioni dell'aprile 2008 hanno portato alla formazione dell'attuale Governo guidato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi. La maggioranza parlamentare, alleanza dei principali partiti politici che siedono in Parlamento, è formata dal Popolo della Libertà, che comprende Forza Italia, Alleanza Nazionale, Democrazia Cristiana per le Autonomie e vari altri partiti minori. Le prossime elezioni sono previste per l'aprile Il Presidente della Repubblica, eletto ogni sette anni dal Parlamento in seduta comune e dai rappresentanti regionali, è privo di poteri esecutivi. L'attuale presidente, Giorgio Napolitano, eletto nel maggio del 2006, resterà in carica fino al maggio Secondo i principi fissati dalla Costituzione, il Paese è formato da 20 regioni, cinque delle quali sono dotate di uno statuto speciale di autonomia. Recentemente l'italia ha avviato un rapido processo di trasferimento della potestà legislativa e regolamentare alle regioni. Vari emendamenti costituzionali del 2001 hanno creato un nuovo quadro di riferimento per la condivisione delle competenze regolamentari, anche nel settore energetico, tra lo Stato e le regioni, particolarmente in quei campi in cui la competenza a legiferare è concorrente (statale e regionale) e nei campi in cui la competenza a legiferare è oggi esclusiva delle regioni. L'economia L Italia, membro fondatore dell Unione Europea, appartenente al gruppo dei Paesi del G8, registra un PIL pro capite appena superiore alla media europea. Si prevede che l attuale recessione mondiale continui a colpire il Paese fino

10 alla fine del 2009, con una lenta ripresa nel Il calo delle esportazioni e il deterioramento delle condizioni finanziarie hanno colpito duramente gli investimenti. Dopo un calo abbastanza drastico, gli investimenti dovrebbero indurre la ripresa. Data la debolezza della posizione di bilancio di fondo dell Italia, il Governo non ha intrapreso un espansione di bilancio discrezionale significativa, ma ha invece deciso di riorientare alcune spese di investimento all interno dell attuale stanziamento di bilancio per sostenere maggiormente la domanda interna, soprattutto il consumo privato. Ciononostante, il deficit di bilancio aumenterà notevolmente nel 2009 in seguito agli effetti nefasti della recessione sulle entrate e potrebbe aumentare in maniera relativamente significativa nel 2010 nonostante il risanamento di bilancio previsto. 1 Offerta e domanda energetica Nel 2008 l offerta totale di energia primaria (TPES) dell Italia ammontava a 174,5 milioni di tonnellate di equivalente petrolio (Mtep). 2 Tra il 1990 e il 2008, la TPES è aumentata del 19%. L Italia produce volumi ridotti di gas naturale e petrolio, ma la maggior parte dei combustibili fossili è importata e a questa si aggiunge una certa quantità di energia prodotta nel Paese da fonti rinnovabili. La dipendenza dalle importazioni sta aumentando ed è particolarmente elevata per l energia elettrica (par al 15,4% circa). 3 Nel 2008, le importazioni al netto delle esportazioni rappresentavano l 89% della TPES. Nel 2007 il totale del consumo finale di energia (TFC) ammontava a 139,3 Mtep, un valore leggermente inferiore all anno precedente. Dal 1990 al 2007, il consumo finale è aumentato in misura leggermente maggiore rispetto al PIL (23,4%). Tale consumo è inoltre aumentato ad un ritmo leggermente superiore rispetto alla TPES, il che implica alcune variazioni in materia di efficienza energetica. Nel 2007 il settore dei trasporti si attesta al primo posto in materia di consumo energetico, poiché ha consumato il 29,7% dell energia, pari a 41,4 Mtep. Sempre nel 2007, il settore industriale si attesta al secondo posto per consumo energetico, avendo consumato il 27,2% dell energia, pari a 37,8 Mtep. Se paragonato alla media dei Paesi dell area OCSE, negli ultimi anni il consumo di petrolio registra livelli elevati (pari al 40% della TPES nel 2008) mentre il livello del consumo di carbone è basso (9,7% della TPES nel 2008). La produzione di elettricità non ha certo raggiunto l obiettivo di zero emissioni di CO 2, ma ciò potrebbe cambiare a lungo termine se i progetti per il lancio del programma nucleare italiano arrivassero a buon termine e la percentuale di energie rinnovabili aumentasse come previsto. 1. OECD Economic Outlook No. 85 Italy, OCSE Parigi, 24 giugno Bilancio previsionale dell offerta energetica 2008 Energy Balances of OECD Countries, Statistiche dell AIE Parigi, Electricity Information, AIE/OCSE Parigi, 2009.

11 Tabella 1 Offerta totale di energia primaria, * Non rilevante Fonte: Energy Balances of OECD Countries, AIE/OCSE Parigi, 2009 e dati forniti dai paesi. Tabella 2 Produzione di energia per fonte, * Non rilevante Fonte: Energy Balances of OECD Countries, AIE/OCSE Parigi, 2009 e dati forniti dai paesi.

12 Istituzioni Ministero dello Sviluppo Economico Il Ministero dello Sviluppo Economico (MSE), precedentemente denominato Ministero delle Attività Produttive, è responsabile della politica energetica nazionale. Sotto l attuale Governo le questioni energetiche hanno assunto importanza strategica, portando a un aumento del personale ministeriale e delle risorse allocate. È stato creato un nuovo Dipartimento dell Energia, a cui fanno capo tre Direzioni Generali (DG): DG per le risorse minerarie ed energetiche, DG per la sicurezza dell approvvigionamento e per le infrastrutture energetiche e DG per l energia nucleare e le energie rinnovabili. A quest ultima Direzione Generale è stato affidato il compito di guidare l Italia sulla strada del ritorno all energia nucleare. Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare è responsabile del coordinamento della politica in materia di cambiamento climatico. Inoltre, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, è preposto alla promozione e allo sviluppo delle energie rinnovabili e dell efficienza energetica. Le Regioni Recentemente l Italia ha avviato un rapido processo di trasferimento della potestà legislativa e regolamentare alle regioni. Queste ultime godono della potestà legislativa per ogni materia non espressamente riservata alla competenza esclusiva del Parlamento. Tali materie comprendono i principali settori economici quali commercio al dettaglio, agricoltura, turismo, trasporti e istruzione professionale. La tutela ambientale e le risorse culturali fanno parte delle competenze esclusive dello Stato. Per altre materie, specificatamente indicate dalla Costituzione, come la produzione, il trasporto e la distribuzione di energia, lo Stato e le regioni hanno competenza legislativa concorrente. Ciò significa che le regioni hanno competenza a legiferare, a condizione che questa potestà non entri in conflitto con i principi quadro adottati a livello statale. Inoltre, nel caso delle infrastrutture energetiche, come centrali elettriche, rete per il gas naturale, rete elettrica e impianti di rigassificazione del GNL, l autorizzazione deve essere concessa dai Ministeri competenti in accordo con la regione interessata. 10

13 Autorità per l Energia Elettrica e il Gas (AEEG) L Autorità per l Energia Elettrica e il Gas è un autorità indipendente istituita con la legge 481 del 14 novembre 1995 con lo scopo di disciplinare e vigilare i settori dell elettricità e del gas naturale. L autorità è finanziata da un contributo annuale versato dalle aziende dell industria energetica e ha il potere di formulare giudizi e osservazioni in maniera del tutto autonoma rispetto al Governo. Tra i vari poteri che le sono conferiti, l AEEG ha la funzione di determinare le tariffe al dettaglio, di definire gli standard di qualità dei servizi e di determinare le condizioni tecniche ed economiche che stabiliscono l accesso e l interconnessione alle reti energetiche. Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) L AGCM è un autorità indipendente istituita con la legge 287 del 10 ottobre 1990 (Norme per la tutela della concorrenza e del mercato). L Autorità ha lo stato di ente pubblico e le sue decisioni sono prese sulla base della legge 287 senza possibilità di interferenza da parte del Governo. Nel settore energetico, i principali compiti dell AGCM comprendono la disamina dei reclami per gli abusi di posizione dominante e il controllo delle possibili operazioni di fusione e acquisizione. L Autorità può anche fornire raccomandazioni al Governo e al Parlamento a proposito dell impatto di possibili ristrutturazioni del mercato sulla concorrenza. In passato l Autorità ha proceduto ad un certo numero di indagini conoscitive legate ai mercati energetici: gli oggetti di indagine comprendevano presunte pratiche abusive nel mercato all ingrosso dell elettricità, abuso di posizione dominante nel mercato della distribuzione dell energia elettrica e nei segmenti downstream del mercato dei prodotti petroliferi, nonché fusioni e acquisizioni. Le decisioni dell AGCM sono impugnabili innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio e al Consiglio di Stato. Principali politiche Nel recente passato, alla politica energetica italiana mancava una visione di lungo termine chiara e integrata per lo sviluppo del settore. Questa situazione, tuttavia, potrebbe cambiare in seguito all introduzione della legge n. 99/ approvata nello stesso anno. La nuova Strategia Energetica Nazionale che sarà sviluppata in seguito all implementazione della legge n. 99/2009 può fornire all Italia i mezzi per far emergere una visione di lungo termine chiara e integrata. Questa nuova Strategia Energetica Nazionale, una volta definita, avrà la capacità di modificare radicalmente le prospettive del Paese in materia di politica energetica. La legge n. 99/2009 fornisce la base normativa per la formulazione 4. Legge 23 luglio 2009, n. 99: Disposizioni per lo sviluppo e l internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio Supplemento ordinario n

14 di una nuova politica e deve permettere di raggiungere i seguenti obiettivi: Diversificazione delle fonti energetiche e delle aree geografiche di approvvigionamento; Miglioramento della competitività del sistema energetico nazionale e sviluppo delle sue infrastrutture nella prospettiva del Mercato unico europeo; Promozione delle fonti di energia rinnovabile e dell efficienza energetica; Costruzione di impianti di produzione di energia nucleare sul territorio italiano e promozione della ricerca nucleare sulle centrali di IV generazione e sulla fusione; Aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica; Garanzie di livelli adeguati di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori. Al fine di stilare la nuova Strategia Energetica Nazionale, il Ministero dello Sviluppo Economico (MSE) organizzerà una conferenza nazionale sull energia e l ambiente in collaborazione con il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Il MSE avrà poi il compito di redigere un piano da includere nel documento sul bilancio previsionale triennale del Governo. Tabella 3 Totale dei consumi finali per fonte, * Non rilevante Fonte: Energy Balances of OECD Countries, AIE/OCSE Parigi, 2009 e dati forniti dai paesi. 12

15 Tabella 4 Totale dei consumi finali per settore, * Comprende i settori: commerciale, pubblica amministrazione, agricoltura, pesca e altri settori non specificati. Fonte: Energy Balances of OECD Countries, AIE/OCSE Parigi, 2009 e dati forniti dai paesi. Sicurezza dell approvvigionamento Il black out del sistema elettrico che ha colpito tutto il territorio italiano nel 2003 nonché la crescente dipendenza dalle importazioni di energia elettrica e la difficoltà di ingresso nel mercato della produzione hanno indotto il Governo a prendere ulteriori misure per rafforzare la sicurezza energetica nel settore del gas naturale e in quello dell elettricità. Lo sviluppo di nuove capacità di generazione di energia è stato incoraggiato dalla semplificazione e dallo snellimento dei processi autorizzativi per la realizzazione di nuovi impianti di produzione energetica e dall introduzione di nuove misure volte a incoraggiare gli investimenti in infrastrutture per l importazione nonché in infrastrutture per la trasmissione di energia sul territorio nazionale. La strutturazione del mercato all ingrosso dell elettricità è stata migliorata e la separazione proprietaria del precedente operatore storico è stata completata. La recente introduzione della legge n. 99/2009 favorirà procedure autorizzative semplificate in materia di infrastrutture delle reti elettriche. La stessa legge introduce misure che favoriranno lo snellimento delle procedure amministrative per lo sviluppo della rete di trasmissione nazionale e precisa la competenza sostitutiva rispetto all Amministrazione centrale in caso si verifichi una situazione di stallo a livello locale. Inoltre il Decreto n. 103/2009 ha stabilito che il Governo può nominare un Commissario straordinario per accelerare le procedure autorizzative per la trasmissione e la distribuzione di energia in caso di paralisi del processo di pianificazione. 13

16 Riforme del mercato energetico Settore del elettricità L Italia ha compiuto notevoli progressi in tema di riforme del settore elettrico da quando è stata presentata l ultima analisi e tutte le direttive in proposito riguardanti il mercato dell UE sono state trasformate in legge nazionale. Dal luglio 2007 tutti i consumatori di elettricità possono scegliere liberamente il loro fornitore. Nonostante la situazione stia cambiando progressivamente, la concorrenza nella distribuzione al dettaglio rimane limitata nel mercato destinato ai clienti domestici e ai piccoli consumatori e i prezzi al dettaglio sono i più elevati di tutta l area dei Paesi OCSE. Settore del gas naturale Il settore del gas è stato aperto alla concorrenza nel gennaio Tuttavia, nonostante queste disposizioni normative piuttosto innovatrici, il livello di concorrenza non è molto elevato, soprattutto in materia di offerta. Il Governo sta preparando nuove misure per rimediare a questo stato di cose, come l autorizzazione per la realizzazione di nuove infrastrutture destinate all importazione e un programma graduale di cessione del gas. Imposte energetiche I prezzi energetici in Italia sono generalmente più elevati rispetto al resto dei Paesi europei dell area OCSE. L Italia applica varie aliquote in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA) e di accise su tutti i tipi di energia a livello nazionale. Il Ministero dell Economia e delle Finanze è responsabile della politica fiscale mentre le autorità regionali sono responsabili dell applicazione delle imposte di loro competenza. Sui prodotti petroliferi gravano accise e IVA. L aliquota dell IVA per la benzina, il gasolio e il gas di petrolio liquefatto (GPL) è del 20%. È concesso il recupero dell IVA sulle spese sostenute per scopi commerciali nell industria, nella generazione di elettricità e per quanto riguarda il gasolio per automobili. Sui clienti domestici grava un aliquota IVA generale del 20% sull acquisto di olio combustibile leggero e gasolio. Il gas naturale è assoggettato ad accise e IVA nonché ad imposte addizionali a livello degli enti locali. Dal 2008 i consumatori industriali sono assoggettati ad un accisa di 14,23 euro/10 7 kcal per un consumo non superiore a 1,2 milioni di metri cubi (ml mc)/anno e 8,54 euro/10 7 kcal per un consumo superiore. Sul gas naturale grava inoltre un imposta addizionale regionale che può andare fino a 7,11 euro/10 7 kcal secondo la regione. 14

17 Dal 2008, l aliquota IVA applicata è del 10% per i consumi inferiori a 480 metri cubi (mc) l anno e del 20% per i consumi oltre tale limite. Prima del 2008, l aliquota IVA per il consumo domestico di gas era del 10% per gli usi domestici di cottura di cibi e per la produzione di acqua calda limitatamente a 250 mc annui. L accisa è di 0,75 euro per metro cubo per un consumo superiore a 1,2 ml mc annui. Sull uso domestico di elettricità grava l aliquota IVA standard del 10%. Dal maggio 1991, l accisa non viene applicata se si consuma fino a 150 kwh/ mese (forniture fino a 3 kw). Per i consumi oltre tale limite, l accisa ammonta a 0,0186 euro per kwh e 0,0204 euro per kwh per la seconda casa. Per i consumatori industriali, l accisa è pari a 0,0031 euro per i consumi inferiori a 1200 MWh mensili e le imposte addizionali degli enti locali di 0,0093 euro gravano sui consumi inferiori a 200 MWh mensili. Raccomandazioni Il Governo italiano dovrebbe: Sviluppare gli scenari energetici e sfruttarne appieno tutte le implicazioni, utilizzandoli come materia per alimentare il dibattito pubblico e come base nella definizione della propria politica; promuovere lo sviluppo della Nuova Strategia Energetica nazionale; contribuire alla ricerca di soluzioni per onorare i gravosi impegni del Paese in materia di cambiamento climatico; continuare a promuovere una politica volta alla diversificazione dell'approvvigionamento energetico e alla riduzione dei costi per i consumatori. Sviluppare un processo efficiente che renda possibile l'identificazione delle infrastrutture energetiche essenziali, assicurandosi che tali infrastrutture siano sottoposte a procedure efficienti e semplificate in materia di localizzazione degli impianti e di rilascio delle autorizzazioni che riguardino tutte le autorità competenti; promuovere, inoltre, un dibattito pubblico costruttivo in materia, che metta a disposizione del pubblico tutte le informazioni necessarie. Cogliere l'opportunità rappresentata dall'abolizione della moratoria sull'energia nucleare e incoraggiare un vasto dibattito pubblico che interessi tutte le parti in causa, comprese le autorità regionali e provinciali. Assicurarsi che le priorità di lungo termine per la R&S in campo energetico del Programma Nazionale della Ricerca riflettano le esigenze in materia di politica energetica e siano coerenti con il più vasto quadro della politica industriale, economica e di quella dell'istruzione. 15

18 Tabella 5 Prezzi e imposte per la benzina senza piombo nell area OCSE, secondo trimestre % United States 15.2% Mexico 32.8% Canada 56.7% 52.4% 36.8% Australia Korea Japan 56.3% 57.3% 56.1% 56.1% 57.9% Czech Republic Greece Switzerland Spain Hungary Poland 59.3% 62.7% Austria 56.6% 65% 62.6% 59.2% Luxembourg Ireland Slovak Republic Spain 62.3% 67.6% 64.5% Sweden France Italy Portugal 64% 64.2% 68.4% 63.1% 66.2% 63.5% 63.6% Denmark Finland Belgium Netherlands Norway Germany 63.7% Turkey USD/litre Nota: dati non disponibili per la Nuova Zelanda. Fonte: Energy Prices and Taxes, AIE/OCSE Parigi, 2009 Ex-tax price Tax component (tax as a percentage of total price) 16

19 Tabella 6 Prezzi del carburante, 2008 Consumo industriale Consumo domestico Fonte: Energy Prices and Taxes, AIE/OCSE Parigi,

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