ESPERIENZE D IMPRESA 1/2012 ORNELLA MALANDRINO DANIELA SICA ASSEGNISTA DI RICERCA IN SCIENZE MERCEOLOGICHE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SALERNO

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1 ESPERIENZE D IMPRESA 1/ IL CONTRIBUTO DEI CERTIFICATI BIANCHI AL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA ENERGETICA IN ITALIA STEFANIA SUPINO PROFESSORE ASSOCIATO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SALERNO ORNELLA MALANDRINO PROFESSORE ASSOCIATO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SALERNO DANIELA SICA ASSEGNISTA DI RICERCA IN SCIENZE MERCEOLOGICHE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SALERNO Sommario: 1. Background; 2. Il meccanismo dei Certificati Bianchi: dinamiche evolutive e approcci operativi; 3. Il mercato dei Certificati Bianchi in Italia; 4. Alcune considerazioni conclusive. ABSTRACT The paper analyses the strengths and limits of White Certificate considered as a marketbased tool in national energy policy. At the same time, it proposes the setting of specific obligations and responsibilities on the part of operators in the energy distribution sector in the face of new challenges while endorsing more responsible consumption models that promote economic and environmental sustainability. KEY WORDS Energy efficiency White Certificates market-based tools. 1. Background Le molteplici problematiche di natura tecnico-economica ed ambientale legate alla domanda di energia hanno favorito un rinnovato interesse verso la ricerca di una crescente efficienza nell uso delle risorse energetiche. Essa, infatti, rappresenta da lungo tempo uno degli obiettivi fondamentali delle politiche energetiche comunitarie e, dunque, anche di quella nazionale. Tale sfida è, oggi, ancora più attuale in considerazione del ruolo strategico dell efficienza energetica nel favorire il perseguimento simultaneo dei target legati al pacchetto clima-energia dettato dal legislatore comunitario, meglio noto come pacchetto

2 94 STEFANIA ESPERIENZE D IMPRESA 1/2012 SUPINO-ORNELLA MALANDRINO-DANIELA SICA In passato, a partire dal verificarsi degli shock petroliferi degli anni settanta, si è manifestato un intenso e diffuso processo di revisione e razionalizzazione dei cicli produttivi, soprattutto di quelli maggiormente energy intensive, volto ad individuare le soluzioni tecnologiche ed organizzative più idonee a fronteggiare i crescenti vincoli di prezzo degli input energetici. Peraltro, le crisi degli anni settanta hanno rappresentato non soltanto un punto di discontinuità tra due periodi - uno caratterizzato dalla ampia disponibilità a basso costo delle fonti di energia e l altro connotato dalle crescenti preoccupazioni per la scarsità delle risorse fossili e dal repentino aumento dei loro prezzi - ma anche un momento di profonda riflessione su molte altre criticità rilevatesi sia contestualmente che progressivamente. In particolare, si segnalano quelle riconducibili alla necessità della diversificazione geopolitica degli approvvigionamenti fossili e della loro sicurezza nonché quelle associate alle preoccupazioni per l impatto ambientale legate all intero ciclo di vita delle differenti filiere energetiche. I primi effetti delle politiche adottate dai paesi industrializzati per la riduzione della vulnerabilità energetica, tese prioritariamente alla razionalizzazione degli usi finali dell energia, hanno favorito anche l avvio di processi di transizione energetica verso fonti diverse dal petrolio. La scarsa elasticità nonché i forti elementi di viscosità insiti in un processo di sostituzione delle fonti energetiche alla base di un sistema economico richiedono tempi di attuazione piuttosto lunghi, favorendo contestualmente la centralità delle misure volte al miglioramento dell efficienza nell uso dell energia e al risparmio energetico, i cui tempi di realizzazione, invece, si dipanano in archi temporali molto più brevi. Si è assistito, così, pur se con dinamiche differenti all interno dei diversi Paesi dell area OCSE, ad una consistente riduzione dell intensità energetica 2 che rappresenta l indicatore sintetico più significativo delle interrelazioni esistenti tra consumi energetici e dinamiche di sviluppo economico di un Paese. Ciò ha condotto alla diffusa realizzazione di migliori performance nell efficienza non solo energetica, ma anche economica e, di conseguenza, ambientale (Proto e D Ermo, 2000 ). In sostanza, le crisi energetiche hanno impresso una forte accelerazione alla diminuzione dei consumi energetici, fenomeno peraltro insito nelle dinamiche di sviluppo tecnologico, che conducono all uso più efficiente delle risorse materiali ed energetiche e spingono naturalmente verso percorsi di dematerializzazione dei sistemi economici. I recenti cambiamenti strutturali che hanno investito i settori energetici, sinteticamente riconducibili alla diffusione dei processi di liberalizzazione e ai sempre più stringenti vincoli derivanti dalle politiche internazionali e comunitarie in tema di tutela ambientale, hanno evidenziato la necessità

3 ESPERIENZE D IMPRESA 1/ IL CONTRIBUTO DEI CERTIFICATI BIANCHI AL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA ENERGETICA IN ITALIAI di focalizzare l attenzione dei policy maker sulle finalità, gli strumenti e gli obiettivi dei programmi di controllo e gestione della domanda, così come sui ruoli dei diversi soggetti coinvolti nei relativi processi di attuazione. Infatti, gli indirizzi di politica energetica di gran parte dei Paesi, soprattutto europei, sono volti a dare un rinnovato e forte impulso alla promozione dell efficienza energetica attraverso molteplici e variegati strumenti. Tra le più note e diffuse misure basti considerare quelle legate agli incentivi economici per promuovere l efficienza energetica, come pure alle misure fiscali per il risparmio energetico nonché alla definizione di standard minimi di efficienza fino alla imposizione di pratiche comportamentali e manageriali, tese a migliorare l efficienza negli usi energetici, e alle azioni di formazione e sensibilizzazione degli utenti/consumatori, cui vengono fornite informazioni sempre più trasparenti e dettagliate sui consumi energetici dei prodotti o dei servizi offerti. Nell ambito delle iniziative di politica energetica italiana - volte a conciliare il processo di graduale apertura dei mercati dell energia elettrica e del gas con obiettivi di tutela ambientale, sicurezza degli approvvigionamenti ed efficienza tecnologica ed energetica - è stato introdotto un sistema innovativo in tema di promozione dell efficienza e del risparmio energetico, basato sullo scambio di titoli commercializzabili: i Titoli di Efficienza Energetica (TEE), anche noti come Certificati Bianchi (CB). Emessi dal Gestore del Mercato Elettrico (GME) a favore dei distributori di energia elettrica e gas, delle loro società controllate e delle società operanti nel settore dei servizi energetici (ESCO) 3, essi certificano la riduzione dei consumi scaturita da interventi e progetti di incremento dell efficienza energetica (Proto et al., 2010). I CB costituiscono lo strumento di maggior rilievo adottato nel nostro paese ai fini della promozione dell efficienza energetica, come evidenziato dal Piano d Azione Italiano per l Efficienza Energetica, varato nel 2007, e presentato alla Commissione europea. In tale piano sono stati definiti i programmi e le misure volte al conseguimento dell obiettivo di risparmio energetico stabilito dalla Direttiva 2006/32, pari al 9,6% annuo, da realizzare entro il 2016 (circa 11 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio - 11 Mtep). Il nuovo Piano d Azione italiano, approvato nel 2011, ha ribadito politiche e strumenti già adottati; infatti, oltre ad illustrare i risultati conseguiti fino al 2010, ha riaffermato il ruolo principe dei CB per il miglioramento dell efficienza energetica nei diversi settori economici (residenziale, terziario, industria e trasporti). Inoltre, sono state aggiornate le misure di efficienza energetica (in linea con l obiettivo al 2016), modificando i relativi meccanismi di incentivazione ed alcune metodologie di calcolo.

4 96 STEFANIA ESPERIENZE D IMPRESA 1/2012 SUPINO-ORNELLA MALANDRINO-DANIELA SICA Obiettivo del presente lavoro è l analisi critica degli aspetti normativi e più spiccatamente operativi del meccanismo dei CB, evidenziandone problematicità e potenzialità. Tale sistema delinea un approccio innovativo che, seppur suscettibile di miglioramenti, è destinato a divenire un tassello fondamentale delle sempre più articolate politiche energetico-ambientali del terzo millennio, anche alla luce dei risultati apprezzabili conseguiti fin dalla sua iniziale implementazione. I CB, infatti, possono contribuire a realizzare un intervento efficace e lungimirante in termini di efficienza energetica negli usi finali a livello nazionale, rappresentando una leva straordinaria in grado di cogliere sinergicamente una molteplicità di obiettivi, ovvero la diminuzione della dipendenza energetica, la maggiore sicurezza degli approvvigionamenti e la riduzione delle emissioni di gas serra, con effetti positivi sulla competitività e sull innovazione tecnologica del sistema produttivo nonchè sulla creazione di nuova occupazione. 2. Il meccanismo dei Certificati Bianchi: dinamiche evolutive e approcci operativi Il sistema dei CB è stato originariamente previsto dai decreti ministeriali 24 aprile 2001, in attuazione di pertinenti disposizioni contenute nel DLgs 16 marzo 1999 n. 79, per il settore elettrico, e nel DLgs 23 maggio 2000 n. 164, per il settore del gas, che hanno avviato nel nostro Paese la liberalizzazione dei mercati dell energia elettrica e del gas. L impianto previsto dai due decreti non è, tuttavia, mai entrato in vigore e, a distanza di tre anni, si è provveduto alla sua modifica tramite due nuovi decreti, adottati nel luglio del Questi ultimi, a loro volta modificati e aggiornati dal DM 21 dicembre 2007 e, successivamente, dal DLgs 30 maggio 2008, n.115/08 e dal DLgs 3 marzo 2011, n. 28, hanno previsto l introduzione di obblighi quantitativi di incremento dell efficienza energetica a carico dei distributori di energia elettrica e di gas, da conseguire anche attraverso l utilizzo del meccanismo di mercato dei CB. Il principale scopo che il legislatore ha inteso, in tal modo, perseguire è quello di combinare il conseguimento di obiettivi quantitativi certi e prefissati - tipico degli interventi di regolazione di tipo amministrativo (command and control) - con il vantaggio dell efficienza economica attraverso il ricorso a strumenti di mercato (Malandrino e Sica, 2005). Questi ultimi, caratterizzati dalla volontarietà e dalla partecipazione attiva dei differenti attori coinvolti, sono coerenti con un contesto di mercato liberalizzato, in cui i servizi di fornitura dell energia elettrica e del gas, essendo offerti da una pluralità di soggetti in concorrenza tra loro, sono trasparenti e garantiscono ai soggetti obbligati una

5 ESPERIENZE D IMPRESA 1/ IL CONTRIBUTO DEI CERTIFICATI BIANCHI AL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA ENERGETICA IN ITALIAI maggiore flessibilità decisionale nel programmare ed effettuare impegnativi investimenti. È necessario, però, evidenziare che il percorso di definizione dell intero sistema è il risultato di un cammino, alquanto articolato, che ha dato luogo ad ampi dibattiti e processi di revisione volti a dipanarne difficoltà e complessità operative, derivanti proprio dal suo carattere fortemente innovativo. Basti pensare che la completa attuazione è avvenuta soltanto nel 2005, mentre il mercato dei CB è divenuto operativo il 7 marzo 2006, preceduto da alcune transazioni di prova con gli operatori. Per il 2012, gli obiettivi di risparmio energetico (complessivamente pari a 6 Mtep) coinvolgono 71 imprese di distribuzione, 59 delle quali operanti nel settore del gas naturale (per un obiettivo di 2,5 Mtep) e 12 in quello dell energia elettrica (per 3,5 Mtep). Tali obiettivi potranno essere realizzati attraverso un ampio ventaglio di azioni, molte delle quali individuate dal legislatore. Esse sono riconducibili a variegate iniziative, diversificate per tipologie di misure e di interventi, che spaziano dal miglioramento della rete distributiva, all impiego di apparecchiature elettriche ed elettroniche ad alta efficienza, fino a campagne di sensibilizzazione e programmi di informazione agli utenti finali sull uso razionale dell energia 4. Sono, in effetti, contemplati interventi prevalentemente indirizzati all edilizia residenziale e terziaria, nonché al settore industriale e, in misura marginale, a quello dei trasporti. I risparmi conseguiti annualmente attraverso la realizzazione dei progetti per l efficienza energetica sono sottoposti ad un processo di verifica e certificazione effettuato dall Autorità per l Energia Elettrica e il Gas (AEEG) e - come evidenzia la Figura 1 si concretizzano in titoli 5 scambiabili sul mercato emessi dal GME a favore di distributori o di altri soggetti accreditati dall AEEG. Essi possono distinguersi in titoli di tipo I, II, III, a seconda che, attestino rispettivamente il conseguimento di risparmi di energia primaria ottenuti attraverso una riduzione dei consumi di energia elettrica (tipo I), ovvero mediante una riduzione di gas naturale (tipo II), oppure attraverso una riduzione dei consumi di altri combustibili fossili (tipo III). I titoli presentati dal distributore per attestare il rispetto dell obiettivo assegnato vengono annualmente ritirati e annullati dall AEGG; eventuali titoli in eccesso posseduti dal distributore, rispetto a quelli dovuti, possono essere trattenuti ai fini della successiva utilizzazione ( bancabilità dei titoli) 6. Nel caso in cui i titoli presentati non siano sufficienti ad attestare il raggiungimento dell obbligo, i distributori inadempienti sono soggetti a una

6 98 STEFANIA ESPERIENZE D IMPRESA 1/2012 SUPINO-ORNELLA MALANDRINO-DANIELA SICA sanzione stabilita dall AEEG, il cui ammontare non viene prefissato ma è proporzionale e comunque superiore al costo per effettuare gli interventi necessari a compensare le inadempienze e, comunque, superiori all entità degli investimenti (AEEG, 2011). Fig. 1 Il percorso per la realizzazione e il riconoscimento dei risparmi energetici Fonte: ns elaborazione Nel corso del sesto anno di funzionamento (2011) del meccanismo delineato, l AEEG ha certificato il conseguimento di un risparmio energetico complessivo pari ad oltre 3 milioni di tep, a fronte dei quali ha autorizzato l emissione da parte del GME di titoli di tipo I, titoli di tipo II e titoli di tipo III, pari rispettivamente al 55%, 29% e 16% del totale dei titoli emessi. Nel complesso, dunque, il numero di CB di cui è stata richiesta l emissione al GME nel periodo considerato è risultato inferiore all obiettivo complessivamente assegnato per lo stesso anno, in misura più marcata di quanto non sia già avvenuto nei due anni precedenti (AEEG, 2011). Tale scenario evidenzia che il trend di crescita degli obiettivi nazionali annuali - revisionati attraverso la definizione di più ambiziosi target dal DM del è sovradimensionato rispetto alla capacità del sistema di generare risparmi energetici. Peraltro, la struttura dell offerta dei CB, molto più ampia per i distributori elettrici, appare fortemente condizionata, da un lato, dalla tipologia delle misure adottate per la riduzione dei consumi energetici (Tabella 1) e, dall altro, dalla natura dei soggetti che le hanno realizzate 7 nonchè dai criteri di contabilizzazione dei risparmi energetici conseguiti 8. In effetti, la maggior parte dei risparmi è stato conseguito attraverso l utilizzo di tecnologie, relative in particolare a piccole applicazioni elettriche ed elettroniche, largamente disponibili sul mercato, di facile installazione

7 ESPERIENZE D IMPRESA 1/ IL CONTRIBUTO DEI CERTIFICATI BIANCHI AL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA ENERGETICA IN ITALIAI e connotate da una realizzazione poco costosa, la cui scarsa diffusione presso gli utenti è giustificata più dalla insufficiente informazione che non dall entità dell impegno in termini di costi rispetto alle tecnologie tradizionali. Basti considerare che solo il 2% dei risparmi è stato ottenuto da impianti di cogenerazione e di teleriscaldamento (AEEG, 2011). Tab. 1 - Distribuzione percentuale dei risparmi energetici per tipologia di interventi. Fonte: ns elaborazione su dati dell AEGG Anche nell ambito dei processi industriali sono stati effettuati miglioramenti dell efficienza energetica, per effetto dell installazione di centinaia di nuovi motori elettrici e di regolatori di frequenza nonché di decine di sistemi di cogenerazione; nel settore pubblico sono stati resi più efficienti i sistemi di illuminazione grazie alla sostituzione di lampade e all installazione di sistemi di regolazione automatica taglia-consumi. Da ciò si evince che il sistema dei CB, fino ad ora, non è stato in grado di

8 100 STEFANIA ESPERIENZE D IMPRESA 1/2012 SUPINO-ORNELLA MALANDRINO-DANIELA SICA generare negli usi finali dell energia significativi cambiamenti di natura strutturale, di lungo periodo, in quanto gli operatori hanno preferito realizzare progetti a basso costo, per i quali hanno ottenuto non solo un riconoscimento dei risparmi nel breve tempo, ma anche un incentivo tale da coprire, nella maggior parte dei casi, l investimento complessivo sostenuto, inclusivo non solo dei costi diretti dell iniziativa, ma anche di quelli indiretti quali, ad esempio, gli oneri finanziari e i costi connessi con la gestione dei titoli. D altro canto, il meccanismo dei CB, indubbiamente, ha contribuito ad accelerare la diffusione di apparecchi e componenti ad alta efficienza e, probabilmente, nel medio periodo, concorrerà ad una graduale uscita dal mercato degli impianti a maggior consumo energetico. 3. Il mercato dei Certificati Bianchi in Italia La creazione di un mercato dei CB rappresenta una novità assoluta nell ambito dello scenario energetico internazionale, ponendosi quale importante strumento per valorizzare e incentivare interventi dai quali scaturisce una maggiore efficienza non solo da un punto di vista energetico, ma anche e soprattutto da un punto di vista economico. La possibilità di commercializzarli, infatti, introduce un importante elemento di flessibilità per i distributori che possono più facilmente ottemperare agli obblighi loro imposti, grazie alla possibilità di scegliere in base a criteri di convenienza economica, se realizzare i propri obiettivi di risparmio energetico in house, mediante iniziative proprie, oppure tramite società controllate, ovvero acquistare i certificati da altri distributori o da società operanti nel settore dei servizi energetici (ESCO) nonchè da soggetti aventi i requisiti per la nomina di un energy manager e da traders. 9 Sembra utile evidenziare che i CB sono negoziabili tra operatori in base a contratti bilaterali, oppure in un mercato appositamente istituito e regolamentato dal GME, d intesa con l AEEG (GME, 2010). È ovvio che il mercato organizzato offre significativi vantaggi legati alla elevata trasparenza nella formazione dei prezzi, alla sicurezza ed efficienza del sistema. In particolare, esso svolge una importante funzione di price disclosure, che consente a tutti gli operatori di conoscere i prezzi di contrattazione dei CB e, di conseguenza, permette di effettuare una migliore pianificazione degli investimenti (Pavan, 2008). Dei titoli scambiati, nel sesto anno di funzionamento (2011), il 65% (pari a ) si è svolto tramite contratti bilaterali e solo il 35% sul mercato organizzato, a fronte dei titoli scambiati nel corso del quinto

9 ESPERIENZE D IMPRESA 1/ IL CONTRIBUTO DEI CERTIFICATI BIANCHI AL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA ENERGETICA IN ITALIAI anno di funzionamento, dei titoli scambiati nel corso del quarto anno, degli del terzo anno, dei del secondo anno e dei del primo anno (GME, 2011). La preferenza riscontrata, da parte degli operatori, per gli scambi bilaterali, è, probabilmente, da ricondursi - nel primo anno di funzionamento del meccanismo - al ritardo con cui si è avviato il mercato dei CB (solo tre mesi prima della scadenza del 31 maggio) e, successivamente, alla incertezza che caratterizza il processo di formazione dei prezzi, attualmente molto volatili. I principali fattori sono da ricercarsi nelle caratteristiche di un mercato di recente istituzione, connotato da numerose transazioni di piccola entità, con forti tensioni sui prezzi che hanno condotto a valori medi anche maggiori rispetto al contributo tariffario riconosciuto dall AEEG 10. Ulteriori motivazioni che rendono i contratti bilaterali uno strumento più flessibile e adatto per gli operatori di maggiori dimensioni sono senza dubbio ravvisabili nelle differenze strutturali tra i due meccanismi di scambio. Infatti, sul mercato organizzato si possono registrare solamente contrattazioni spot, mentre nei contratti bilaterali è possibile definire accordi di scambio pluriennali e a prezzi predefiniti, attualmente più contenuti, che agevolano dunque la gestione del rischio finanziario da parte delle aziende di distribuzione. 4. Alcune considerazioni conclusive La struttura del meccanismo dei CB in Italia, unica a livello internazionale, ha rappresentato fin dalla sua implementazione una best practice oggetto di approfonditi studi e analisi da parte di un numero crescente di paesi, sia a livello europeo che internazionale, per la sua innovatività e singolarità nell ambito degli strumenti di mercato volti alla promozione dell efficienza energetica. In Francia, ad esempio, nel luglio 2006 è stato introdotto un sistema di Certificati Bianchi che ricalca molto quello italiano, soprattutto dal punto di vista della regolazione attuativa 11. Anche la Polonia ha introdotto un meccanismo simile per conseguire obiettivi di miglioramento nell efficienza d uso dell energia, mentre in altri paesi europei sono attive varie forme di obblighi di risparmio energetico in capo ad operatori del mercato elettrico e del gas naturale (Danimarca, Irlanda, Regno Unito, la regione delle Fiandre in Belgio). Inoltre, anche molti paesi extraeuropei - Stati Uniti, Australia, Giappone, Corea - hanno adottato o stanno considerando seriamente la possibilità di implementare un sistema analogo e la stessa Commissione europea ha

10 102 STEFANIA ESPERIENZE D IMPRESA 1/2012 SUPINO-ORNELLA MALANDRINO-DANIELA SICA ventilato l introduzione dei CB tra le possibili misure che gli Stati membri dovranno obbligatoriamente introdurre (De Paoli e Bongiolatti, 2006). Indipendentemente dalle future dinamiche dei CB, appare utile effettuare alcune riflessioni sui principali punti di forza e di debolezza che caratterizzano il sistema italiano. Le grandi potenzialità di tale strumento sono testimoniate dai risultati soddisfacenti conseguiti in questi anni di operatività. Basti pensare che, dagli inizi del 2005 a tutt oggi, il sistema ha prodotto un risparmio di oltre 13 milioni di tep, dal quale è scaturita una riduzione delle emissioni atmosferiche pari a oltre 5 Mt di CO 2. Ciò ha comportato notevoli vantaggi in termini ambientali, economici, di sicurezza del sistema energetico e di crescita di competitività nel settore dei servizi e delle tecnologie ad alta efficienza energetica. Per quel che concerne l aspetto economico è sufficiente evidenziare che, dal 2005 al 2009, la spesa per incentivare il risparmio di 1 kwh non ha superato 1,7 c ; si tratta di un valore di gran lunga inferiore rispetto agli incentivi erogati nell ambito di altri sistemi orientati a conseguire i medesimi benefici in termini di lotta all inquinamento atmosferico e di sicurezza energetica. A ciò si aggiunga che il meccanismo dei CB, più in generale, ha contribuito a stimolare la nascita di un mercato dei servizi energetici 12 e ha posto le necessarie premesse per un ampia diffusione tra gli operatori economici e i cittadini di una solida cultura dell efficienza energetica e dell uso razionale dell energia, elemento essenziale per una maggiore diffusione delle tecnologie più efficienti. Tuttavia, l affermazione dei CB quale strumento principe per il conseguimento degli obiettivi del Pacchetto clima-energia , al 2020, varato dall Unione Europea, impone il superamento di non pochi elementi di criticità che non hanno finora consentito al meccanismo di esprimere appieno tutte le sue potenzialità e che hanno condotto a una scarsità dei titoli e, di conseguenza, ad una difficoltà nell adempimento degli obiettivi fissati. Tra gli elementi di criticità vi sono, senza dubbio, le incertezze normative per la mancata definizione di obiettivi nazionali per gli anni successivi al 2012, che scoraggia inevitabilmente la presentazione di progetti e, soprattutto, lo sviluppo di nuovi investimenti strutturali. A ciò si aggiungano le incertezze relative al modello di governance del meccanismo, parzialmente modificato dal DLgs n. 28 del 2011, riconducibili ad un aumento del numero di soggetti coinvolti nella regolazione e gestione del sistema, che ha comportato difficoltà di coordinamento, di gestione e di pianificazione per le amministrazioni coinvolte nonché un allungamento dei tempi decisionali, aggravando i fattori di insicurezza per gli operatori. Non va pe-

11 ESPERIENZE D IMPRESA 1/ IL CONTRIBUTO DEI CERTIFICATI BIANCHI AL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA ENERGETICA IN ITALIAI raltro sottaciuto un ulteriore ostacolo rappresentato dall indebolimento del sistema per la progressiva introduzione di ulteriori meccanismi di incentivazione (ad es. il nuovo regime di sostegno per la cogenerazione ad alto rendimento - CAR -, i certificati verdi - CV- per i sistemi di cogenerazione abbinata al teleriscaldamento, le detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di ristrutturazione edilizia, etc.), le cui complesse interazioni e le difficoltà applicative hanno generato molta confusione negli operatori. A ciò va evidenziato che l esperienza finora condotta ha fatto emergere elementi di debolezza legati alla tipologia di interventi realizzati, che generalmente si avvalgono di innovazioni caratterizzate da una vita tecnica breve e, dunque, non in grado di incentivare eco-innovazioni tecnologiche radicali nei differenti settori di utilizzo dell energia. Ulteriori elementi di criticità sono ravvisabili nella mancanza di un data base pubblico ove riscontrare le metodologie di valutazione adottate, in modo tale da rendere generalizzabile e riproducibile da parte di tutti un intervento già approvato. Nonostante tali criticità il sistema dei CB presenta, sicuramente, grandi potenzialità ai fini della corretta gestione delle risorse energetiche ed è destinato ad avere un ruolo fondamentale nell articolato ventaglio di politiche e misure nazionali per la promozione e il miglioramento dell efficienza energetica. È pur vero che una corretta affermazione e un soddisfacente sviluppo di tale sistema a livello nazionale, sarà frutto di un processo graduale, in cui tutti i soggetti coinvolti distributori, utenti/consumatori, istituzioni pubbliche, società di servizi energetici, etc. - dovranno acquisire esperienza e maturità per cogliere appieno le opportunità e realizzare un efficace miglioramento di tutte le performance, da quelle economiche a quelle tecnologiche ed ambientali. Per i distributori si sta dischiudendo uno scenario del tutto nuovo, dal quale scaturiranno aspetti estremamente complessi e articolati, in grado di imprimere un significativo impatto sugli approcci manageriali. I distributori, infatti, hanno la necessità di disporre di molteplici competenze in materia di criteri di valutazioni energetiche, ambientali ed economico-finanziarie, onde poter effettuare idonee scelte strategiche da adottare nell opzione make o buy, ovvero se optare per l acquisto dei titoli o, in alternativa, realizzare progetti di efficienza energetica. Un ruolo nevralgico è svolto dall AEEG che, allo stato attuale, ha avanzato alcune proposte di aggiornamento e integrazione della normativa in vigore, al fine di superare tali incertezze e gli elementi di criticità, potenziando la capacità del sistema di contribuire al conseguimento degli obiettivi che il Paese si è posto al 2020.

12 104 STEFANIA ESPERIENZE D IMPRESA 1/2012 SUPINO-ORNELLA MALANDRINO-DANIELA SICA Tali proposte, tuttavia, sono volte a modificare il framework del meccanismo - per raggiungere, nel breve periodo, un riequilibrio della domanda e dell offerta di CB e per stimolare, nel lungo periodo, la realizzazione di nuovi investimenti in efficienza - e non intervengono sulla regolazione economica dello stesso né sulle regole di funzionamento del registro e del mercato dei CB gestiti dal GME. Sarebbe auspicabile realizzare, invece, un processo di ripensamento complessivo del sistema, attraverso l interiorizzazione dei punti di forza degli analoghi modelli adottati da altri Paesi. NOTE 1 L UE ha varato nel 2008 il Pacchetto clima energia, che si propone - entro il di elevare il contributo delle fonti energetiche rinnovabili al 20% del consumo finale lordo di energia, di ridurre le emissioni di gas serra del 20%, pur se con target differenti per i vari Paesi membri, e migliorare l efficienza energetica del 20%. 2 L intensità energetica o intensità d uso dell energia è data dal rapporto tra la domanda fisica di energia ed il Pil di un Paese, espressa, ad esempio, tep/euro. 3 Le ESCO (acronimo di Energy Service Company) sono imprese finanziarie nate negli Stati Uniti tra la fine degli anni 70 e l inizio degli anni 80, allo scopo di rispondere in modo concreto alla crescente richiesta di risparmio, in termini energetici e di risorse, sia nel settore pubblico che privato. Recentemente, con i Decreti del 2004 delineato dai è stato riconosciuto alle ESCO, anche in Italia, un ruolo rilevante nello scenario del sistema di promozione del risparmio energetico. 4 È necessario sottolineare che queste ultime misure - note come interventi di market transformation, orientati cioè ad incidere in modo graduale, ma permanente, sui comportamenti di produzione e di consumo degli utenti (es.: campagne di informazione, sensibilizzazione, formazione) - sono ammissibili solo se soddisfano specifici requisiti di qualità e sono di supporto a interventi per i quali i risparmi energetici conseguiti non vengono già misurati direttamente (Autorità per l Energia Elettrica e il Gas, 2011). 5 Un titolo (CB/TEE) rappresenta un ammontare di risparmio energetico certificato pari a 1 tonnellata equivalente di petrolio (tep) e può assumere tre diverse configurazioni a seconda del tipo di intervento realizzato. 6 Tuttavia l AEEG ha stabilito che solo il 40% dell obiettivo specifico di ogni anno può essere soddisfatto attraverso titoli che hanno più di un anno di validità. La determinazione di tale limite ha lo scopo di ridurre la possibilità, da parte dei soggetti obbligati, di porre in essere atteggiamenti speculativi. 7 Rispetto a quanto rilevato al maggio 2006, è evidente come siano diventati assolutamente predominanti gli interventi per il risparmio di energia elettrica in ambito civile. Il peso percentuale di questa tipologia di interventi è aumentato di 19 punti percentuali rispetto al primo anno di attuazione a discapito di quello degli interventi sugli usi di illuminazione pubblica e sui sistemi di produzione e distribuzione di energia in ambito civile (che hanno perso rispettivamente 24 e 19 punti percentuali rispetto al primo anno di attuazione). È necessario evidenziare il graduale riequilibrio nella ripartizione degli interventi tra il settore civile e quello industriale, con una costante crescita dei risparmi energetici realizzati in quest ultimo. Il contributo degli interventi sugli usi termici nel settore elettrico, invece, ha registrato, rispetto al 2006, un lieve incremento (6%), per poi rimanere pressoché stabile negli anni successivi.

13 ESPERIENZE D IMPRESA 1/ IL CONTRIBUTO DEI CERTIFICATI BIANCHI AL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA ENERGETICA IN ITALIAI 8 Ogni progetto contribuisce al perseguimento degli obiettivi complessivi per un periodo pari a 5 anni; fanno eccezione gli interventi di riduzione dei consumi per interventi di climatizzazione. 9 Attualmente i distributori, soprattutto quelli di minori dimensioni, preferiscono rispettare i propri obblighi prevalentemente ricorrendo all acquisto dei CB da soggetti terzi. 10 In particolare, viene concesso un contributo tariffario i cui criteri di assegnazione sono volti a garantire che l aggravio complessivo sulla bolletta dei consumatori sia sempre inferiore al beneficio economico complessivo derivante dall attuazione dei Decreti ministeriali (AEEG, 2011). 11 Il sistema francese si differenzia da quello italiano per diversi aspetti, tra cui vale la pena menzionare l ambito di applicazione che include una più ampia categoria di soggetti obbligati, la valutazione dei risparmi energetici in termini di energia finale e non di energia primaria e la regolazione degli scambi, che sono solo bilaterali (Bodineau e Bodiguel, 2009). 12 Nel corso dei sei anni di attuazione del meccanismo, è costantemente cresciuto il numero di operatori che, non soggetti agli obblighi di risparmio, contribuiscono ad alimentare l offerta di CB, realizzando interventi di miglioramento dell efficienza energetica presso i consumatori, in tutti i settori di uso finale dell energia. In particolare, la partecipazione delle società di servizi energetici (SSE) che accedono ai CB è crescita in modo esponenziale, generando un volume di risparmi energetici pari a circa 6 volte quelli conseguiti dai distributori obbligati; in continua crescita è anche il volume di risparmi conseguiti dai soggetti obbligati alla nomina di un energy manager. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI Autorità per l Energia Elettrica e il Gas (2011), Quinto Rapporto annuale sul meccanismo dei titoli di efficienza energetica, disponibile su Bodineau, L. e Bodiguel, A. (2009), Energy Savings Certificates (ESC) scheme in France: initial results, in Proceedings of the ECEEE summer study, De Paoli, L. e Bongiolatti, L. (2006), The promotion of energy efficiency in Italy, Economics and policy of energy and the environment, 3, Gestore Del Mercato Elettrico (2010), Regole di funzionamento del mercato dei Titoli di Efficienza Energetica, disponibile su Gestore Del Mercato Elettrico (2011), Rapporti e statistiche, disponibile su Malandrino, O. e Sica, D. (2005), Gli strumenti in accordo con efficienza energetica e tutela dell ambiente, Nuova Energia, 4, Pavan, M. (2008), Tradable energy efficiency certificates: the Italian experience, Energy Efficiency, 1, Proto, M., Sica, D. e Malandrino, O., The Italian approach to improving energy efficiency: the White Certificates Scheme, in Journal of Commodity Science, Technology and Quality, Proto, M. e D Ermo, V. (2000), Le dinamiche dell intensità energetica nell industria italiana, in Proceedings of XIX Congresso Nazionale di Merceologia, Sassari September,

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