SCUOLA CALCIO SETT. GIOV. AGON. TECNICA MARCHI ERNESTO

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1 CONSULENZA categoria: categorie correlate: titolo / oggetto: SCUOLA CALCIO SETT. GIOV. AGON. TECNICA COME ALLENARE LA TECNICA INDIVIDUALE NELLA SCUOLA CALCIO E NEL SETTORE GIOVANILE autore / docente / tutor: MARCHI ERNESTO 1

2 COME ALLENARE LA TECNICA INDIVIDUALE NELLA SCUOLA CALCIO E NEL SETTORE GIOVANILE LA TECNICA La TECNICA SPORTIVA, cioè i movimenti dei vari sport, può essere definita come il procedimento specifico che permette di risolvere i problemi motori che nascono nel quadro di un azione sportiva. Con il termine TECNICA, generalmente s intende il modo di eseguire un gesto sportivo influenzato sia dalla TATTICA del gioco (tattica intesa come momento risolutivo di problemi motori) che dal livello delle CAPACITA MOTORIE (condizionali e coordinative) e MENTALI dell atleta. In base alla tipologia sportiva la TECNICA persegue OBIETTIVI diversi. Faccio alcuni esempi. Negli SPORT DI FORZA VELOCE E RAPIDITA (LANCI, CORSA, SALTI ) la TECNICA ha come OBIETTIVO l impiego della forza alla massima velocità. Negli SPORT DI RESISTENZA (NUOTO, CICLISMO, MARATONA ) la TECNICA ha come OBIETTIVI l economicità ed un elevato rendimento dal punto di vista energetico. Negli SPORT TECNICO COMBINATORI E DI PRECISIONE (TUFFI, TIRO CON L ARCO, NUOTO SINCRONIZZATO ) la TECNICA ha come OBIETTIVI la precisione, l economicità del gesto, la riduzione degli errori. Negli SPORT DI SITUAZIONE come il CALCIO, la TECNICA ha come OBIETTIVO l adattamento dei gesti tecnici alle situazioni variabili che si alternano in continuazione all interno del contesto gara. Negli sport di SITUAZIONE IL FINE ULTIMO E IL RISULTATO NON IL GESTO (inteso nella sua forma esteriore) IL GESTO E DA CONSIDERARE SOLO UN MEZZO. Il fine ultimo sarà sempre il risultato, mentre il gesto sarà da considerare valido solo se ci avrà fatto raggiungere il risultato. 2

3 In ogni caso, possedere una TECNICA PERFETTA A LIVELLO ESECUTIVO (perseguibile chiaramente attraverso le esercitazioni di TECNICA ANALITICA) è importante per riuscire ad adattarsi meglio alle situazioni di gioco imposte dalla gara (TECNICA IN SITUAZIONE). In passato ci si preoccupava di sviluppare esclusivamente la TECNICA IN MODO ANALITICO nella convinzione di poter influenzare al meglio il contesto di gara. Basti pensare a ciò che accadeva nei N.A.G.C. (Nuclei Addestramento Giovani Calciatori), autentici precursori delle Scuole Calcio (nate intorno agli anni 80), in cui veniva privilegiato esclusivamente un approccio di tipo ANALITICO per lo sviluppo della TECNICA. Nelle SCUOLE CALCIO, invece, fin dal momento della loro costituzione, è stato privilegiato un approccio prevalentemente SITUAZIONALE per lo sviluppo della TECNICA. Gli ORIENTAMENTI METODOLOGICI MODERNI, che io condivido perfettamente, tendono a conferire la giusta SINERGIA, ed il necessario equilibrio, tra l indirizzo ANALITICO e quello SITUAZIONALE. Ciascun allenatore dovrà sempre partire dal CONTESTO SITUAZIONALE (le GARE) per comprendere le reali necessità dei singoli e dei gruppi squadra a propria disposizione (CONTESTO SITUAZIONALE INTESO COME OPPORTUNO MOMENTO DIAGNOSTICO), per poi predisporre opportuni CONTESTI ANALITICI, durante gli allenamenti, con funzioni di recupero e/o perfezionamento delle GESTUALITA TECNICHE che risulteranno, attraverso l osservazione, maggiormente carenti (CONTESTO ANALITICO INTESO COME OPPORTUNO MOMENTO TERAPEUTICO). Successivamente si tornerà al CONTESTO SITUAZIONALE (GARA), per poi ripartire nuovamente con la procedura sequenziale precedentemente illustrata: CONTESTO SITUAZIONALE ANALITICO SITUAZIONALE (per verificare l acquisizione delle gestualità tecniche, su cui si è lavorato all interno del contesto analitico, e coglierne eventualmente altre in cui si noteranno delle carenze) e così via. 3

4 TECNICA E RITMO/INTENSITA La differenza, in questo momento, per quanto riguarda lo sviluppo della TECNICA, è costituita dalle metodologie di sviluppo delle esercitazioni TECNICHE (ANALITICHE e SITUAZIONALI che siano). Nell organizzazione delle sedute di allenamento per lo sviluppo TECNICO, il principio metodologico più importante è costituito dalla QUALITA DELLE ESERCITAZIONI, ma, soprattutto, dall INTENSITA con cui tali esercitazioni vengono effettuate. Nella SCUOLA CALCIO forse è meglio parlare di RITMO come sinonimo di INTENSITA. Non il RITMO inteso nella sua accezione di capacità coordinativa speciale, ma il RITMO inteso come FREQUENZA TEMPORALE di sviluppo delle esercitazioni. Il RITMO delle esercitazioni tecniche nella Scuola Calcio, così come l INTENSITA di quelle del Settore Giovanile Agonistico, devono sempre essere molto elevati in modo da consentire ai giovani calciatori un elevata frequenza di contatto con l attrezzo palla. In che modo il RITMO e l INTENSITA delle sedute di allenamento possono essere mantenuti ELEVATI? Quali sono i principali accorgimenti da tenere in considerazione, a livello metodologico, affinché RITMO ed INTENSITA siano sempre elevati durante le sedute di allenamento? Ecco le risposte. Fare in modo che i giovani calciatori siano sempre in movimento, passando ben pochi momenti fermi, con forte riduzione dei TEMPI MORTI; per questo motivo le sedute di allenamento dovranno essere sempre ben ORGANIZZATE in modo da favorirne, appunto, la riduzione. Creare un atmosfera di grande COINVOLGIMENTO EMOTIVO, durante le sedute di allenamento, sia attraverso lo STRUMENTO DIDATTICO che attraverso gli STIMOLI PSICOLOGICI forniti dall allenatore; in questo modo si riuscirà ad ottenere grandi motivazioni, attenzione e concentrazione da parte dei giovani calciatori 4

5 Spesso i giovani calciatori, per esperienza personale, mal sopportano (o meglio non si applicano con le necessarie motivazioni) gli esercizi TECNICI svolti in modo troppo STATICO, con eccessive PAUSE (spesso dovute alle troppe spiegazioni teoriche messe in atto dagli allenatori); esercitazioni troppo ripetitive e poco dinamiche, impediscono ad essi di mantenere per lunghi periodi la necessaria concentrazione ed attenzione; per evitare questo, ogni allenatore dovrebbe ideare ed organizzare esercitazioni tecniche con grande VARIETA ESECUTIVA, ma facendo sempre in modo che sia garantito il necessario DINAMISMO ESECUTIVO. Passo ora ad analizzare come devono essere sviluppate le esercitazioni di TECNICA ANALITICA e SITUAZIONALE sia nella SCUOLA CALCIO, sia con le squadre appartenenti al SETTORE GIOVANILE AGONISTICO. LA TECNICA NELLA SCUOLA CALCIO Per quanto riguarda la TECNICA ANALITICA, in tale settore si dovrà privilegiare fondamentalmente il rapporto individuale di ciascun bambino con l attrezzo PALLA. Si dovrà cercare di creare un rapporto quasi intimistico tra i due soggetti, come se la palla dovesse divenire un tutt uno con l essere corporeo, un vero e proprio PROLUNGAMENTO SPAZIALE. È importante sensibilizzare il principiante nei confronti della palla che deve diventare quasi un prolungamento della propria gamba. E importante che il bambino esplori l attrezzo e mediante questo il proprio corpo e lo spazio intorno ad esso. Inizialmente la PALLA rappresenterà qualcosa di estraneo, difficile da dominare sia per la FORMA, sia per il fatto che i PIEDI non presentano le stesse attitudini coordinative delle mani (in definitiva calciare una palla con i piedi è molto più complesso che lanciarla con le mani). Costruire un rapporto con la palla attraverso i piedi non rappresenta un fatto NATURALE come farlo con le mani; diciamo che la coordinazione oculo manuale rappresenta quasi un corredo genetico dell essere umano, mentre la 5

6 coordinazione oculo podale rappresenta un fatto culturale, una situazione che il contesto ambientale deve contribuire a stimolare. Più il rapporto con la palla sarà duraturo, costante, continuativo, più si riuscirà a dominarla e a rendere in questo modo più naturale il contatto con essa. La palla dovrà essere costantemente al centro dell attenzione generale, stimolando in questo modo il desiderio di dominarla. Più la si saprà padroneggiare più se ne farà ciò che si vuole; più si riuscirà a controllarla (invece di essere da lei condizionati) tanto più l atto di dominio diventerà pieno e soddisfacente. E mediante il pallone, e in sua piacevole compagnia, che miglioreranno le capacità psicofisiche, tecniche e tattiche. Un tempo i bambini avevano più occasioni di passare del tempo a giocare e di avere un costante e regolare contatto con l attrezzo palla; basti pensare alle partite di calcio disputate negli Oratori, per strada, nei cortili. Attualmente i bambini che vogliono giocare a calcio devono iscriversi alle SCUOLE CALCIO, appunto, dove il tempo per restare in contatto con l attrezzo PALLA è assai limitato, riducendosi alle 3 4 ore dedicate agli allenamenti settimanali. Il tempo previsto per lo svolgimento degli allenamenti calcistici, ancora oggi, non consente di ricreare quella confidenzialità tecnica tipica delle generazioni precedenti. Per creare opportuni momenti di contatto domestico, ritengo estremamente interessante utilizzare delle RETINE (mini forche) in cui i bambini potranno sistemare i loro palloni ed esercitarsi tranquillamente a casa (mentre guarderanno la televisione e trascorreranno buona parte del loro tempo libero). In queste RETINE potranno essere inseriti comodamente palloni di ogni tipo e tirando poi le cordicelle, in modo da poterle tener comodamente in mano, sarà possibile ottenere delle FORCHE IN MINIATURA. In questo modo, eseguendo su indicazione degli allenatori determinati esercizi di sensibilizzazione, i bambini potranno migliorare le loro capacità di DOMINIO DELLA PALLA. 6

7 In che cosa consisteranno questi esercizi? Non saranno altro che esercizi di sensibilizzazione, attraverso continui contatti con l attrezzo palla, una volta riproducibili al campo con uno strumento per lo sviluppo analitico della tecnica conosciuto con il nome di FORCA. Per quanto riguarda, invece, la TECNICA IN SITUAZIONE, si dovranno privilegiare le COMBINAZIONI DI MOVIMENTI a vario titolo e con varie forme, partendo dalle combinazioni più semplici (schemi motori + gesto tecnico: per esempio correre + calciare la palla ) fino ad arrivare a quelle più complesse (con esclusiva combinazione di gesti tecnici: per esempio arresto orientato + passaggio ). Insomma allenare in modo situazionale le classiche combinazioni tecniche specifiche riproducibili nel corso delle gare. LA TECNICA NEL SETTORE AGONISTICO Per quanto riguarda la TECNICA ANALITICA si dovranno perfezionare i gesti tecnici, già presi in considerazione durante il ciclo precedente (quello della Scuola Calcio), sviluppandoli ad una velocità esecutiva maggiore. Tutto questo in virtù di una diversa connotazione dei parametri SPAZIO TEMPORALI, tipica di questo ciclo evolutivo, ormai sempre più conforme al calcio adulto : spazi di gioco sempre più ristretti per una crescente densità di giocatori nel punto di presenza della palla; tempi per effettuare le giocate sempre più ridotti a causa di una maggiore pressione difensiva. Una metodica di allenamento molto adatta allo sviluppo della TECNICA, in queste mutate condizioni spazio temporali, è sicuramente quella PSICOCINETICA. Per quanto riguarda, invece, la TECNICA IN SITUAZIONE si dovrà perseguire l utilizzo di una TECNICA SPECIALISTICA definita e strutturata in base ai ruoli, reparti, catene di giocatori di specifica appartenenza. Mi spiego meglio con degli esempi: far allenare sui gesti tecnici specifici del ruolo (difensori centrali, esterni ); far allenare su delle combinazioni tecnico 7

8 tattiche attraverso l unione di vari reparti (per esempio centrocampisti + attaccanti per lo sviluppo di una manovra offensiva ); far allenare, su delle combinazioni tecnico tattiche, specifiche catene di giocatori (per esempio le catene laterali di destra e di sinistra ). I giocatori, dopo aver acquisito una base tecnica ampia, a partire dal SETTORE AGONISTICO, dovranno sempre più SPECIALIZZARSI NELLE GESTUALITA TECNICHE tipiche del ruolo o dei ruoli che andranno a ricoprire nel corso della loro carriera. SITOGRAFIA ARTICOLO TRATTO DAL SITO L IMPORTANZA DELLA TECNICA NEL PATTINAGGIO IN LINE, autore GIULIO RAVASI 8

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