Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

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1 Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006

2 Contesto Politiche energetiche Nel passato le politiche energetiche hanno cercato di risolvere soprattutto il problema dell aumento della fornitura di energia. Ciò ha significato consumare riserve non rinnovabili di combustibili fossili con l incremento di numerose problematiche ambientali. Problemi ambientali I problemi ambientali si estendono a vari livelli: locale, regionale e globale. Sostenibilità a livello locale L interesse verso i temi energetici è stato accompagnato anche da una evoluzione delle modalità di controllo degli stessi. Si è passati da un attenzione a livello globale alla ricerca di soluzioni che coinvolgono sempre di più la sfera locale.

3 Fattori su cui si inserisce il ruolo degli Enti locali Il nuovo assetto normativo che fornisce alle Regioni e agli enti locali nuovi strumenti e possibilità di azione in campo energetico. L entrata di nuovi operatori nel tradizionale mercato dell offerta di energia a seguito del processo di liberalizzazione. Lo sviluppo di nuove opportunità e di nuovi operatori nel campo dei servizi sul fronte della domanda di energia. La necessità di valutare in forma più strutturale e meno occasionale le fonti rinnovabili e l efficienza energetica nel contesto della sicurezza degli approvvigionamenti delle tradizionali fonti energetiche primarie. La necessità di valutare in forma più strutturale e meno occasionale le fonti rinnovabili e l efficienza energetica nel contesto dell impatto sull ambiente delle tradizionali fonti energetiche primarie, con particolare riferimento alle emissioni delle sostanze climalteranti.

4 Pianificazione energetica E necessario valutare attraverso quali azioni e strumenti le funzioni di un ente locale possano esplicitarsi e dimostrarsi incisive nel momento di orientare e selezionare le scelte in campo energetico sul proprio territorio. L'obiettivo che una adeguata pianificazione energetica locale si deve porre è quello di superare le fasi caratterizzate da azioni sporadiche e scoordinate, per quanto meritevoli, e di passare ad una fase di standardizzazione di alcune azioni. Tale obiettivo discende dalla consapevolezza che l'evoluzione del sistema energetico verso livelli sempre più elevati di consumo ed emissione di sostanze climalteranti non può essere fermata se non introducendo dei livelli di intervento molto vasti e che coinvolgano il maggior numero di attori possibili e il maggior numero di tecnologie efficienti. La pianificazione energetica locale è un processo coordinato a lungo termine.

5 Pianificazione energetica Un piano energetico locale dovrebbe includere le seguenti fasi: bilancio energetico territoriale, comprensivo della valutazione degli effetti ambientali associati ai differenti usi finali ed alle diverse fonti primarie; proiezione della stima del fabbisogno energetico in base alle trasformazioni economiche e territoriali attese; valutazione del potenziale di risparmio ottenibile sul versante della domanda energetica; valutazione dell incremento di offerta di energia ottenibile attraverso le diverse fonti; definizione degli obiettivi; valutazione delle alternative di intervento atte a conseguire gli obiettivi; coinvolgimento di diversi soggetti pubblici e privati; adozione di opportuni strumenti di attuazione.

6 Pianificazione energetica Le linee d azione caratterizzanti la pianificazione energetica a scala locale dovranno derivare da considerazioni riguardanti sia l aspetto della domanda che l aspetto dell offerta di energia. Infatti, se la questione dell offerta di energia ha da sempre costituito la base della pianificazione, giustificata col fatto che scopo di quest ultima fosse assicurare la disponibilità della completa fornitura energetica richiesta dall utenza, è evidente che altrettanta importanza va data alla necessità di valutare le possibilità di riduzione della richiesta stessa. In tale contesto si delinea per l Ente Pubblico un ruolo triplice: ente pubblico in qualità di proprietario e gestore di un proprio patrimonio (edifici, illuminazione, veicoli); ente pubblico in qualità di pianificatore, programmatore, regolatore del territorio e delle attività che insistono su di esso; ente pubblico in qualità di promotore, coordinatore, partner di iniziative su larga scala

7 Ruolo dell Ente locale nella gestione delle risorse energetiche ENTE LOCALE Quadro conoscitivo Azioni e strumenti GESTORE REGOLATORE PROMOTORE

8 Ruolo dell Ente locale nella gestione delle risorse energetiche ENTE LOCALE ATTIVITA Quadro conoscitivo Analisi flussi energetici Analisi settoriali Elaborazione scenari

9 Contabilizzazione La contabilizzazione energetica consente di cogliere il polso della situazione reale sui flussi energetici e dell efficacia delle azioni realizzate. Permette di valutare quale sia la proporzione tra le azioni realizzate o programmate e gli andamenti complessivi dei flussi energetici di una certa realtà territoriale. La scarsa tendenza a contabilizzare le variabili energetiche, sia per le singole azioni intraprese che a livello dell intero territorio, è probabilmente da interpretare come un indicatore della difficoltà di percezione complessiva della dimensione dei fenomeni che si dovrebbero gestire. A livello locale, benché non vi siano obiettivi vincolanti, il controllo delle emissioni ha comunque un notevole significato per determinare l efficacia delle eventuali azioni intraprese sull intero sistema energetico, consentendo anche di capire quanto gli andamenti siano determinati da azioni svolte a livello nazionale piuttosto che da azioni svolte a livello locale. E evidente che la contabilizzazione locale richiede alcune assunzioni e/o semplificazioni derivanti dalle peculiarità di un territorio ristretto. Ciò implica delle difficoltà sia metodologiche che di tipo concreto di reperibilità delle informazioni necessarie.

10 Ruolo dell Ente locale nella gestione delle risorse energetiche ENTE LOCALE GESTORE Edilizia pubblica Illuminazione ATTIVITA Analisi settoriali Banche dati Audit Gestione dati Piani intervento Studi fattibilità Contracting

11 Patrimonio pubblico Un corretto concetto di razionalizzazione o riqualificazine energetica del patrimonio edilizio pubblico deve prevedere lo sviluppo di soluzioni integrate in grado di soddisfare la domanda di energia con il minor consumo di combustibili fossili. Vanno considerati interventi finalizzati: alla riduzione dei consumi elettrici e termici all utilizzo di fonti rinnovabili o assimilate Da un punto di vista di principio è dapprima necessario procedere all adeguamento delle strutture edilizie e quindi, una volta calcolato il fabbisogno energetico nella nuova configurazione, procedere alla razionalizzazione dell impiantistica. Per quanto riguarda l utilizzo di fonti rinnovabili, ciò va considerato in particolare in caso di ristrutturazione edile e/o impiantistica degli edifici, prevedendo l integrazione nella struttura edilizia di tecnologie solari o la sostituzione di vecchi impianti o impianti a gasolio con impianti a biomassa. In questo ultimo caso è opportuno l utilizzo di materiale di origine locale definendo accordi di fornitura con operatori agricoli o forestali della zona.

12 Patrimonio pubblico E necessario un approccio che non si limiti a interventi sporadici, benché validi, ma che si basi sulla realizzazione di un programma organico di interventi che coinvolga tutto il patrimonio edilizio, Nel breve termine è meglio configurare un ambito di investimento di risorse volto all adozione di strumenti necessari per l organizzazione e la gestione dei dati relativi al patrimonio edilizio pubblico e alla definizione di obiettivi di miglioramento energetico. Si arriva così alla realizzazione di un censimento degli edifici finalizzato al monitoraggio dei consumi energetici, all individuazione di indici di qualità energetico-prestazionale e ad una prima elaborazione di linee di intervento. Il risultato di questa procedura porta ad una graduatoria sulla qualità energetica degli edifici (efficienza incrociata dell installato e delle modalità di utilizzo), potendo quindi configurare alcune ipotesi prioritarie sulle strategie di riqualificazione del parco edilizio, sia in termini di struttura che in termini di impianti.

13 Patrimonio pubblico Per la definizione di parametri quantitativi più precisi che prefigurino ipotesi quantificabili anche economicamente, si rendono necessarie delle analisi energetiche più mirate attraverso audit energetici. Gli audit energetici possono essere realizzati su edifici che presentano situazioni di particolare inefficienza o su cui si pensa di intervenire a breve per ragioni di riqualificazione non più prorogabile, scegliendo alcuni casi secondo criteri di rappresentatività di quello che è l attuale parco edifici comunali. L audit energetico fornisce una grande quantità di dati reali sul consumo di energia e sulle opportunità di risparmio energetico con interventi di ristrutturazione e di modifica degli edifici e degli impianti. E necessario definire strumenti e modalità di esecuzione degli interventi anche in considerazione delle scarse risorse finanziarie spesso a disposizione degli enti pubblici.

14 Illuminazione pubblica L illuminazione pubblica è un settore dove molto spesso si possono trovare ampi margini di intervento per ridurne i consumi energetici, con ricadute economiche assai interessanti. Oltre agli aspetti energetici il settore è caratterizzato anche dalla questione relativa all inquinamento luminoso. Risulta in generale fondamentale una corretta progettazione illuminotecnica per garantire comfort visivo, sicurezza, efficienza. Un rinnovo delle lampade va pensato insieme al rinnovo degli impianti e/o degli apparecchi illuminanti. E necessario individuare gli strumenti e gli attori che siano in grado di attuare azioni volte al finanziamento degli interventi di adeguamento di cui sopra. Dal punto di vista del sovvenzionamento pubblico, il problema della mancanza di fondi a livello locale, soprattutto per quanto riguarda i piccoli comuni, può essere almeno parzialmente risolto stipulando apposite intese fra Amministrazioni locali, che prevedano l adozione di strategie comuni atte a coordinare le azioni in un area vasta.

15 Ruolo dell Ente locale nella gestione delle risorse energetiche ENTE LOCALE REGOLATORE Reg. edilizi Permessi ATTIVITA Analisi settoriali Caratteristiche parco edilizio Valutazione strumenti urbanistici Definizione obiettivi Definizione regole Certificazione energetica

16 Il PRG L adeguamento delle strategie energetiche può entrare nella nuova definizione delle zone del Piano Regolatore Generale Per favorire una riqualificazione energetica il PRG può inserire indicazioni, vincoli o incentivazioni, a seconda della tipologia di trasformazione in atto e a seconda del tessuto in cui questa viene attuata. A fronte di nuove volumetrie contemplate nel piano, siano esse di nuova costruzione o di ampliamento, si devono evidenziare alcune possibili azioni per ipotizzare una strategia di contenimento dei consumi e di incentivazione alla razionalizzazione energetica che permetta di limitare il consumo globale. Uno degli obiettivi minimi che possono essere proposti da un tale piano riguarda la produzione di strategie che consentano il mantenimento ai livelli attuali dei consumi complessivi del settore, nonostante il piano preveda un aumento della volumetria abitata e, quindi, riscaldata. Se il piano regolatore generale riuscisse a innescare un ciclo virtuoso di riqualificazione della città e di modernizzazione degli edifici, i potenziali e i margini di contenimento dei consumi potrebbero prospettare uno scenario di riduzione dei consumi.

17 Il regolamento edilizio Tra le azioni di maggiore efficacia per il risparmio energetico si pone l introduzione negli strumenti attuativi (es. regolamenti edilizi) di norme specifiche relative ai criteri costruttivi in grado di garantite il contenimento del fabbisogno energetico negli edifici ed il raggiungimento di opportuni standard di efficienza. Si tratta di norme che protraggono il loro effetto sul lungo periodo, che perdura per tutto il ciclo di vita del manufatto edilizio, sia che si tratti di nuova costruzione, sia di ristrutturazione edilizie. Il Comune deve introdurre dei valori di riferimento per quanto riguarda i consumi specifici degli edifici. Tali valori possono opportunamente riferirsi ad un sistema di fasce o profili di qualità edilizia che individuano un livello minimo a carattere obbligatorio e dei livelli più restrittivi a carattere volontario, possibilmente incentivati mediante criteri premianti. Andrà inoltre definita, per i nuovi edifici e per quelli sottoposti a ristrutturazione integrale, la condizione di obbligo di installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria pari almeno al 50 per cento del fabbisogno annuale, fatto salvo documentati impedimenti tecnici.

18 Autorizzazioni E necessario definire le condizioni affinché un alto livello di efficienza energetica venga raggiunto dai nuovi insediamenti produttivi. Possono essere introdotte procedure autorizzative basate anche su criteri di efficienza energetica, incentivando l'utilizzo delle migliori tecniche/tecnologie disponibili. Nella progettazione di impianti produttivi è necessario prendere in considerazione la tipologia delle tecnologie utilizzate, con riferimento alla valutazione delle migliori tecnologie disponibili, in modo da minimizzare l uso e l impatto di tutte le fonti energetiche impiegate, sia negli usi finali termici che in quelli elettrici. E altresì necessario ottimizzare il reperimento delle fonti energetiche utilizzate, ad esempio mediante l impiego di sistemi funzionanti in cogenerazione o l utilizzo di calore di processo.

19 Ruolo dell Ente locale nella gestione delle risorse energetiche ENTE LOCALE PROMOTORE Iniziative privati Campagne ATTIVITA Analisi settoriali Definizione soggetti interessati Gestione accordi volontari Organizzazione e gestione campagne Studi fattibilità Contracting

20 Programmi partecipati e campagne coordinate Quello dell accordo volontario o dell azione partecipata è uno degli strumenti di programmazione che attualmente viene considerato tra i mezzi più efficaci a disposizione di una Amministrazione Pubblica per avviare iniziative nel settore energetico. L Amministrazione Pubblica dovrà porsi come referente per la promozione di tavoli di lavoro con i soggetti pubblici o privati che, direttamente o indirettamente e a vari livelli, partecipano alla gestione dell energia sul territorio (aziende energetiche, altre amministrazioni comunali, regione, provincia, associazioni di categoria dei produttori, rivenditori, consumatori, consulenti, popolazione). Il fine sarà quello di individuare criticità, orientamenti, opportunità e ruoli, nonché il potenziale di cooperazione ed integrazione. Sulla base dei risultati dell attività di consultazione, possono essere promossi ed implementati opportuni accordi o iniziative coordinate piuttosto che attivati finanziamenti per promuovere iniziative specifiche in differenti settori.

21 Campagne di informazione e sensibilizzazione presso l utenza finale I consumatori/utenti finali mancano spesso di un esaustivo grado di informazione riguardo l opportunità del risparmio energetico o di un uso razionale dell energia. L attenzione dei consumatori è prevalentemente rivolta al solo costo iniziale, anziché ai costi totali lungo tutto il ciclo di vita o ai benefici in termini ambientali. Fra i diversi strumenti che una Amministrazione Pubblica può sviluppare per favorire la diffusione di forme energetiche più sostenibili deve rientrare l organizzazione di campagne di informazione che forniscano indicazioni sulle tecnologie ad alta efficienza e/o sulle fonti rinnovabili e sui possibili risultati ottenibili in termini economici ed ambientali. Le campagne possono essere rivolte anche a particolari settori. Ad esempio, nel caso di zone a connotazione turistica si possono attivare iniziative per i gestori di strutture ricettive (alberghi, agriturismo, campeggi) che prevedano la compartecipazione organizzativa delle associazioni di categoria piuttosto che delle APT locali.

22 Progetti pilota Un certo numero di questi progetti, scelti bene, e chiaramente indirizzati, possono svolgere un ruolo importante come azioni dimostrative, utilizzabili per individuare e risolvere problemi tecnici e non tecnici. Essi possono fornire anche utili informazioni sui costi di realizzazione e di esercizio e provvedere illustrazione e guida al pubblico, agli imprenditori e agli amministratori fornendo quindi basi concrete per una futura diffusione su ampia scala degli interventi stessi. E opportuno che tali progetti prevedano, per quanto possibile, l integrazione di diverse azioni/interventi sia sul lato offerta di energia che domanda di energia e riguardino innanzitutto proprietà e/o strutture pubbliche o ad uso pubblico. E inoltre essenziale che vengano scelti in modo tale che possano rappresentare buone pratiche di sostenibilità con un elevato grado di replicabilità sul territorio.

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