RAPPORTO AMBIENTALE E RELAZIONE DI SINTESI NON TECNICA DEL PIANO ENERGETICO AMBIENTALE DELLA PROVINCIA DI FIRENZE A CURA DI GREEN TIME SRL

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1 RAPPORTO AMBIENTALE E RELAZIONE DI SINTESI NON TECNICA DEL PIANO ENERGETICO AMBIENTALE DELLA PROVINCIA DI FIRENZE A CURA DI GREEN TIME SRL 1

2 Indice della Relazione Tecnico-ambientale Indice delle Tabelle...3 Indice dei grafici e delle Figure...4 Introduzione Piano Energetico Ambientale Provinciale Descrizione sintetica della Struttura del Piano Energetico Provinciale Obiettivi generali e specifici del Piano Analisi di coerenza esterna Coerenza con la Pianificazione Regionale, Provinciale, Nazionale ed Europea La politica energetica Comunitaria Politica energetica ambientale nazionale Coerenza con i Piani Regionali...20 a. PIER Piano di Indirizzo Energetico Regionale...20 b. PRAA Piano Regionale di Azione Ambientale...25 c. PIT Piano di Indirizzo Territoriale Coerenza pianificazione e programmazione Provinciale...44 a. PTCP Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale...44 b.pasl Patto per lo Sviluppo Locale Analisi Coerenze Interne Analisi del contesto Territoriale Ambientale Socio Economico Analisi per sistemi economici locali della provincia di Firenze...60 SEL 9 Area Fiorentina - Quadrante Centrale...62 SEL 9 Area Fiorentina - Quadrante Chianti...63 Sel 9 Area Fiorentina - Quadrante Mugello...64 SEL 9 Area Fiorentina Quadrante Valdarno Superiore Nord...65 SEL 9 Area Fiorentina Quadrante Val di Sieve...66 SEL 10 Circondario di Empoli- Quadrante Empolese...66 SEL 10 Circondario di Empoli Quadrante Valdesano Aspetti economici e sociali...68 Mercato del lavoro e disoccupazione Consumi Energia elettrica e Gas Trasporti Emissioni Potenzialità Fonti Rinnovabili...79 a. Eolico...79 b. Idroelettrico...80 c. Biomassa...82 d. La Geotermia a bassa entalpia Analisi delle zone SIC e ZPS della Provincia Gli obiettivi di protezione ambientale di interesse del piano Il contesto internazionale Il Contesto Italiano Livello Regionale Monitoraggio

3 Indice delle Tabelle Tabella 1 Obiettivi Fonti Energetiche Rinnovabili...8 Tabella 2 Descrizione Schede...9 Tabella 3 legenda dei simoboli delle coerenze...12 Tabella 4 Produzione di energia elettrica teorica da FER in Italia...15 Tabella 5 Produzione di energia termica teorica da FER in Italia...15 Tabella 6 Coerenza obiettivi generali del PEAP con Position Paper...16 Tabella 7 Coerenza Obiettivi specifici con Position Paper...17 Tabella 8 Obiettivi PIER...20 Tabella 9 Obiettivi generali e Specifici del PIER...21 Tabella 10 Coerenza Obiettivi Generali PEAP con il PIER...21 Tabella 11 Obiettivi Specifici del PEAP rispetto al PIER...22 Tabella 12 Obiettivi ed Azione del PRAA Toscana...25 Tabella 13 Obiettivi Trasversali...27 Tabella 14 Obiettivi Generali e Specifici PRAA...27 Tabella 15 Coerenza Obiettivi generali...34 Tabella 16 Coerenza Obiettivi Specifici...37 Tabella 17 Obiettivi PIT...41 Tabella 18 Obiettivi Specifici PIT...42 Tabella 19 Coerenza Obiettivi Generali PEAP con PIT...43 Tabella 20 Coerenza obiettivi specifici...44 Tabella 21: OBIETTIVI DEGLI ATTI DI PROGRAMMAZIONE...45 Tabella 22: Coerenza obiettivi specifici del PEAP con il PTCP...48 Tabella 23 Coerenza obiettivi generali...51 Tabella 24: Obiettivi generali e specifici del PASL...53 Tabella 25 Coerenza obiettivi generali fra PASL e PEAP...53 Tabella 26: Coerenza obiettivi specifici fra PASL e PEAP...55 Tabella 27 Coerenza Obiettivi Generali e Specifici del PEAP...57 Tabella 28. Elenco Comuni suddivisi per SEL...61 Tabella 29. Caratteristiche demografiche e territoriali dei SEL in Provincia di Firenze...68 Tabella 30. Indici di vecchiaia relativi ai SEL della Provincia di Firenze Tabella 31. Indice di specializzazione produttiva dei SEL in Provincia di Firenze...70 Tabella 32. Indici di dotazione infrastrutturali per Provincia di Firenze, Toscana, Italia centrale ed Italia...71 Tabella 33 Emissioni di Mesoscala Provincia di Firenze...77 Tabella 34 Utilizzi energetici per settore e fonte (tep/anno)...78 Tabella 35: Risultati di sintesi potenzialità per eolico...79 Tabella 36 Potenza installabile [MW] per impianti fotovoltaici...81 Tabella 37 Producibilità di energia elettrica [GWh/anno] da impianti solari fotovoltaici...81 Tabella 38 Potenza installabile [MW] per impianti solari termici...82 Tabella 39 Producibilità di energia [GWh/anno] da impianti solari termici...82 Tabella 40: Potenza termica ed elettrica installabile...83 Tabella 41: Dati potenzialità energetiche da Biogas...83 Tabella 42: elenco siti protetti provinciali...87 Tabella 43: Matrice di valutazione degli effetti ambientali Tabella 44: Effetti degi obiettivi specifici del PEAP Tabella 45: Miglioramenti attesi dalla implementazione del PEAP Tabella 46: Indicatori di monitoraggio

4 Indice dei grafici e delle Figure Figura 1 Composizione territoriale della Provincia di Firenze...60 Figura 2 Valori di disoccupazione pro capite riferiti a ciascun SEL.(Regione Toscana, 2003)...72 Figura 3 Consumi Energia Elettrica per SEL in GWh...73 Figura 4 Variazione Percentuale dei consumi di energia elettrica per SEL ( e Fonti ENEL)...74 Figura 5 Consumi GAS per SEL...75 Figura 6 Consumi GAS Provinciali...75 Figura 7: Emissioni per settore produttivo di origine...78 Figura 8 Emissioni di Anidride Carbonica...79 Elenco degli Acronimi presenti nel testo ACRONIMO NOME PER ESTESO CO 2 Anidride Carbonica FER Fonti Energetiche Rinnovabili FV Fotovoltaico L.E.D Light Emitting Diode N.A.M.E.A National Account Matrix including Environmental Account PASL Patto per lo Sviluppo Locale PEAP Piano Energetico Ambientale Provinciale PIER Piano di Indirizzo Energetico Regionale PIT Piano di Indirizzo Territoriale PPS Programma Provinciale di Sviluppo PRAA Piano Regionale di Azione Ambientale PTCP Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale SEL Sistema Economico Locale SIC Siti di Importanza Comunitaria UE Unione Europea VAS Valutazione Ambientale Strategica ZPS Zone di Protezione Speciale 4

5 Introduzione Il piano energetico Ambientale della provincia di Firenze è un piano di settore che rientra nell'ambito di applicazione della DIR. 2001/42/CE (direttiva VAS) del Parlamento e del Consiglio Europeo, riguardante la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente. Il processo di valutazione ambientale strategica è stato definito dalla regione Toscana attraverso i seguenti atti legislativi: art 10 e 16 della legge regionale n 49/1999 Norme in materiale di programmazione regionale art 11 della legge regionale n 1/2005 Norme per il governo del territorio Regolamento attuativo della L.R. 49/99 e della L.R. 1/05 in materia di valutazione integrata di piani e programmi regionali (P.P.G.R. 51/R del 2/11/2006) Decisione della Giunta regionale n. 2 del 6/11/2006 recante "Approvazione del modello analitico per l elaborazione e la valutazione dei piani e programmi regionali previsto dall articolo 10 della L.R. 49/99 e s.s.m.i., delle linee guida per la valutazione degli effetti attesi e delle forme di partecipazione per la valutazione integrata di piani e programmi regionali." Il documento che qui viene redatto costituisce il Rapporto Ambientale previsto dall'art. 5 della direttiva 2001/42/CE, in cui sono descritti e valutati gli effetti significati che l'attuazione del piano o del programma potrebbe avere sull'ambiente nonché le ragionevoli alternative alla luce degli obiettivi e dell'ambito territoriale del piano o del programma. Il documento a norma dell'allegato I della stessa direttiva deve contenere: l illustrazione dei contenuti, degli obiettivi del PEAP e del rapporto con altri pertinenti Piani o Programmi; aspetti pertinenti dello stato attuale dell ambiente e sua evoluzione probabile senza l attuazione del PEAP; caratteristiche ambientali delle aree che potrebbero essere significativamente interessate; qualsiasi problema ambientale esistente, pertinente al PEAP, ivi compresi quelli relativi ad aree di particolare rilevanza ambientale, quali le zone designate ai sensi delle Direttive 79/409/CE e 92/43/CE; 5

6 obiettivi di protezione ambientale stabiliti a livello internazionale, comunitario o statale, pertinenti al PEAP, e il modo in cui, durante la sua preparazione, se ne è tenuto conto; possibili effetti significativi sull ambiente, compresi gli effetti su aspetti quali la biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, l acqua, l aria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, architettonico o archeologico, il paesaggio e l interrelazione tra i suddetti fattori; misure previste per impedire, ridurre e compensare, nel modo più completo possibile, gli eventuali effetti negativi significativi sull ambiente prodotti dall attuazione del PEAP; sintesi delle ragioni della scelta delle alternative individuate e una descrizione di come è stata effettuata la valutazione, nonché le eventuali difficoltà incontrate nella raccolta delle informazioni richieste; descrizione delle misure previste in merito al monitoraggio; sintesi non tecnica delle informazioni su indicate. La struttura del presente rapporto ha seguito sia la direttiva sopra menzionata che il modello utilizzato dalla Regione per il rapporto ambientale del PIER. Il rapporto è composto da: Descrizione sintetica dei contenuti del PEAP e dei suoi obiettivi generali e specifici Analisi delle coerenze interne ed esterne del piano con gli atti di programmazione si internazionali, nazionali, regionali e provinciali. Descrizione sintetica della situazione ambientale e socioeconomica del territorio, oltre che la descrizione delle potenzialità delle FER. Descrizione delle aree SIC e ZPS presenti nella Provincia di Firenze Analisi degli obiettivi di protezione ambientale Analisi degli effetti del Piano sull'ambiente e delle misure di mitigazione Strumenti per il monitoraggio. 6

7 1.Piano Energetico Ambientale Provinciale 1.1 Descrizione sintetica della Struttura del Piano Energetico Provinciale Il PEAP (Piano Energetico Ambientale della Provincia di Firenze) è suddiviso in cinque parti principali che, a loro volta, sono divise in dieci Capitoli e dieci Allegati, contenenti aspetti metodologici e/o approfondimenti di carattere specifico. La prima parte ha carattere generale e rappresenta l'introduzione alla relazione generale del PEAP, riassume la filosofia energetica utilizzata nell elaborazione dei contenuti informativi del Piano e ne individua anche alcuni limiti legati alla difficoltà di reperimento dei dati; l Allegato (A1) il quale riporta una analisi aggiornata della Pianificazione esistente a livello Regionale (PIER, PRAA, PIT, PASL) e Provinciale (PASL, PPS, PTCP) con i principali obiettivi assunti dagli atti di programmazione in materia energetica. Nel secondo capitolo ed i suoi allegati vengono riportati in modo sintetico l'inquadramento territoriale e socio economico della Provincia di Firenze organizzati per SEL. Nella Parte B vengono analizzate e trattate le Fonti Rinnovabili. Sono analizzate in dettaglio le opportunità presenti nel territorio della provincia di Firenze riferite allo sviluppo possibile della risorsa eolica, idroelettrica, solare (FV e termico), biomasse e geotermia a bassa entalpia (termico). Per ciascuna tipologia di fonte sono state realizzate le analisi Costi/Benefici, nonché una rassegna dei possibili strumenti per la promozione delle FER e le opportunità di finanziamento delle stesse. La Parte C è formata da un capitolo dedicato all Analisi dei consumi e del fabbisogno del settore civile e terziario che si presenta come il più idoneo a risparmi di calore e alla razionalizzazione degli usi elettrici; è inoltre presente un'analisi dei consumi e fabbisogno nel settore dei Trasporti. La Parte D è composta da 3 sezioni che trattano compiutamente il tema degli effetti ambientali delle emissioni di origine energetica nell ambito provinciale. Nello specifico vengono riportati il Bilancio delle emissioni sia per quanto riguarda le emissioni inquinanti di mesoscala che di quelle che incidono sull effetto serra. Nella seconda sezione è stato svolto un tentativo di compilazione della matrice NAMEA (National Account Matrix including Environmental Account) applicato al caso della provincia di Firenze, quindi è stata svolta la valutazione economica delle esternalità ambientali per il sistema energetico della Provincia di Firenze utilizzando la metodologia di Externe. 7

8 Vengono infine indicate in maniera sintetica delle buone prassi da adottare per il raggiungimento degli obiettivi del piano. 1.2 Obiettivi generali e specifici del Piano Dall'analisi della relazione del piano, si possono individuare gli obiettivi generali i seguenti punti: lo sviluppo e l'implementazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. l'efficienza energetica in conseguenza a questi la riduzione di CO 2 Tali obiettivi sono stati individuati analizzando attentamente il Piano di Indirizzo Energetico Regionale, a partire dal quale si è cercato di capire l'apporto della Provincia di Firenze per il raggiungimento degli obiettivi generali regionali. Per questo motivo sono stati individuati alcuni indicatori che definiscono il peso della realtà provinciale rispetto al contesto regionale; osservando i risultati, è stato indicato il valore di 25% come peso ragionevole della Provincia di Firenze rispetto alla Regione Toscana. Tali parametri sono stati poi utilizzati per individuare gli obiettivi specifici provinciali del piano per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da FER. Nella tabella successiva vengono indicati i parametri di riferimenti utilizzati. Tabella 1 Obiettivi Fonti Energetiche Rinnovabili Attuale Installato Provincia Fi Obiettivi PIER Regionali Obiettivi PIER su Provincia FI (quota 25%) Scostamento Provincia Fi Rispetto Obiettivi PIER ( quota 25%) Potenzialità Previste da PEAP Fi (Valore Min e Valore Max) Potenza installata per energia elettrica da eolico (MWe) 0,00 301,80 75,45 75,45 450,00 536,00 Potenza installata per energia elettrica da Idroelettrico (MWe) 14,90 417,90 104,48 89,58 47,10 47,10 Potenza installata per energia elettrica da fotovoltaico (MWe) 1,45 151,30 37,83 36,38 21,40 214,00 Potenza installata per energia elettrica da biomasse e biogas (MWe) 0,00 171,80 42,95 42,95 11,80 18,00 Potenza installata per energia elettrica da geotermia (MWe) 0,00 911,00 227,75 227,75 0,00 0,00 Totali 16, ,80 260,70 244,35 530,30 815,10 8

9 Il perseguimento degli obiettivi specifici, riguardanti sia l'obiettivo dell'efficienza energetica che quello della riduzione di CO 2, sono state tradotte delle schede in cui vengono indicate le azioni e le buone prassi da intraprendere per il raggiungimento di tali obiettivi. Tabella 2 Descrizione Schede Scheda 1 INTRODUZIONE DEL FATTORE ENERGIA NEI REGOLAMENTI EDILIZI Obiettivi dell'azione La presente azione serve a definire prescrizioni o raccomandazioni sugli edifici che fissino criteri generali tecnico-costruttivi, tipologici ed impiantistici idonei a facilitare e valorizzare il risparmio energetico e l'impiego di fonti rinnovabili per il riscaldamento, il raffrescamento, la produzione di acqua calda sanitaria, l'illuminazione e la dotazione di apparecchiature elettriche in relazione alla loro destinazione d'uso. Scheda 2 AUMENTO EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI PUBBLICI Obiettivi dell'azione L'azione si pone come obiettivo la realizzazione di un'analisi dell'efficienza energetica degli edifici pubblici per arrivare alla definizione e alla realizzazione di piani di intervento finalizzati alla riduzione dei consumi negli edifici del patrimonio comunale. Scheda 3 SOSTITUZIONE DEI RUBINETTI PER ACQUA CALDA NEGLI EDIFICI PUBBLICI Obiettivi dell'azione L'azione si pone l'obiettivo di censire i rubinetti dell'acqua calda negli edifici pubblici e sostituire quelli continui a maggior consumo con rubinetti a pulsante temporizzato. Scheda 4 TETTI FOTOVOLTAICI SU EDIFICI COMUNALI Obiettivi dell'azione L'azione si pone come obiettivo la produzione di energia elettrica mediante l'installazione di pannelli fotovoltaici su edifici comunali. Scheda 5 Fotovoltaico Condiviso 9

10 Obiettivi dell'azione Azioni di azionariato diffuso, consorzi etc., all installazione di un impianto fotovoltaico condiviso. L impianto fotovoltaico condiviso può essere progettato di concerto con l Amministrazione Comunale, supportata da consulenti esperti, individuando uno o più edifici destinabili alla realizzazione. Scheda 6 LAVA++ Obiettivi dell'azione Le lavatrici e lavapiatti anche di ultima generazione consumano circa metà dell energia per riscaldare l acqua. Esistono in commercio macchine a doppio ingresso che possono prelevare l acqua calda dall impianto acqua calda sanitaria dell appartamento con notevole risparmio energetico Scheda 7 PANNELLI SOLARI PER LA PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SU EDIFICI COMUNALI Obiettivi dell'azione L'azione si pone come obiettivo il riscaldamento dell'acqua sanitaria in alcuni impianti sportivi e scuole Scheda 8 CORSI DI FORMAZIONE SUL RESTAURO ENERGETICO Obiettivi dell'azione Lo scopo dei corsi è diffondere un nuovo approccio culturale negli interventi sull esistente, che tenga conto del rispetto delle risorse naturali. I temi da affrontare nei corsi sono quelli del risparmio energetico e dell'utilizzo di fonti rinnovabili, della certificazione energetica degli edifici, e dell'utilizzo di materiali ecosostenibili e bio-compatibili in edilizia. Scheda 9 CORSI PER AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO Obiettivi dell'azione Lo scopo dei corsi è diffondere un nuovo approccio culturale nel gestire gli immobili, che tenga conto del rispetto delle risorse naturali. I temi da affrontare nei corsi sono quelli del risparmio energetico e dell'utilizzo di fonti rinnovabili, della certificazione energetica degli edifici, delle diverse modalità di attribuzione dei costi connesse alla regolazione. Scheda 10 PIANO DELL'ILLUMINAZIONE COMUNALE 10

11 Obiettivi dell'azione Studio sulla possibilità di introdurre sistemi innovativi per il controllo del flusso luminoso, di privilegiare le sorgenti luminose più efficienti e di adeguare gli apparecchi ai sensi della legge Regionale per la prevenzione dell'inquinamento luminoso. Scheda 11 SEMAFORI A L.E.D. Obiettivi dell'azione L'obiettivo dell'azione è la sostituzione delle lanterne ad incandescenza con lanterne a tipologia L.E.D sugli impianti semaforici dislocati nel Comune di Firenze allo scopo di ottenere una diminuzione del consumo di energia elettrica dovuto a questi impianti. Scheda 12 L.E.D. NEI CIMITERI Obiettivi dell'azione L'obiettivo dell'azione è la sostituzione delle lanterne ad incandescenza con lanterne a tipologia L.E.D sugli impianti di illuminazione delle tombe nei cimiteri nel Comune di Firenze allo scopo di ottenere una diminuzione del consumo di energia elettrica dovuto a questi impianti. Scheda 13 A SCUOLA IN COMPAGNIA Obiettivi dell'azione L ipotesi è quella di portare a scuola i ragazzi fino alle scuole medie con autobus scolastici oppure a piedi lungo percorsi organizzati con un adulto alla guida dei gruppi. Trasporto Auto 1 Introduzione controlli e misure restrittive volte a rendere obbligatoria la presenza di 2 o più persone a bordo sulle auto che vogliono entrare a Firenze utilizzando le principali direttrici di accesso nell orario 7-11 Trasporto Auto 2 Obbligatoria presenza di almeno 2 passeggeri a bordo, sia in entrata che in uscita. Trasporto Ferroviario Adattamento della dimensione dei treni, in funzione della ripartizione della domanda nelle diverse fasce orarie giornaliere. 11

12 2 Analisi di coerenza esterna 2.1 Coerenza con la Pianificazione Regionale, Provinciale, Nazionale ed Europea L analisi della coerenza esterna ha l'obiettivo di individuare la compatibilità e il raccordo delle strategie e degli obiettivi del Piano rispetto ai principi comunitari e nazionali, alle linee generali della programmazione e della pianificazione regionale. Per svolgere questa analisi sono state elaborate delle matrici di confronto diretto e la valutazione della coerenza è stata espressa attraverso i seguenti simboli: Tabella 3 legenda dei simboli delle coerenze Valore COERENZE ++ Coerenza alta Indica una corrispondenza diretta tra le finalità del PEAP e quelle del documento esaminato. + Coerenza bassa 0 Assenza Quando le finalità del PEAP e quelle del documento di esaminato sono corrispondenti ma non in maniera diretta. Indica che la mancata correlazione tra le finalità del PEAP e quelle del documento esaminato. - Incoerenza Indica la contrapposizione tra le finalità del PEAP e quelle del documento esaminato. Per la coerenza con gli atti di pianificazione regionale, nazionale, ed europea è chiamata coerenza esterna; il PEAP è stato confrontato con i seguenti atti di programmazione: PIER Piano di Indirizzo Energetico Regionale PRAA Piano Regionale di Azione Ambientale PPS Programma Provinciale di Sviluppo PASL Patto per lo Sviluppo Locale della Provincia di Firenze PIT Piano di Indirizzo Territoriale 12

13 PTCP Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale Politica energetica ambientale comunitaria Politica energetica ambientale nazionale 2.2. La politica energetica Comunitaria. Nel gennaio del 2007 la Commissione ha elaborato la nuova politica energetica per l Europa che contiene le sfide che l Unione Europea deve affrontare in campo energetico e per il cambiamento climatico. L obiettivo strategico per guidare la politica energetica europea riguarda tre aspetti diversi: Lotta contro i cambiamenti climatici Limitazione della vulnerabilità esterna dell UE nei confronti delle importazioni di idrocarburi Promozione dell occupazione e della crescita per fornire energia sicura ed a prezzi accessibili. La commissione, quindi, propone che la politica energetica si fondi su: un obiettivo per l UE, nei mercati internazionali, di ridurre del 30% le emissioni di gas serra al 2020 ( rispetto ai valori del 1990); inoltre le emissioni di gas serra a livello mondiale dovranno da qui al 2050, essere ridotte del 50% rispetto al 1990 e ciò presuppone riduzioni tra 60%-80% nei paesi industrializzati nello stesso periodo. un impegno da parte dell UE di conseguire comunque una riduzione di almeno il 20% dei gas serra nel 2020 sempre rispetto ai valori del Per attuare questo, l UE ha individuato una serie di misure che qui riportiamo brevemente: Istituire un mercato energetico interno veramente concorrenziale; attraverso l implementazione dell unbundling 1, regolamentazione efficace, trasparenza di mercato, miglioramento delle infrastrutture, messa in sicurezza delle reti, adeguamento delle capacità di produzione di elettricità e approvvigionamento di gas, lotta contro la povertà energetica. Promuovere la solidarietà tra stati membri e sicurezza dell approvvigionamento di petrolio gas e elettricità 1 Separazione della proprietà, in cui le imprese di rete sono completamente separate dalle imprese di distribuzione e produzione). 13

14 Rafforzare l impegno preso per la riduzione delle emissioni di gas serra e il sistema comunitario di scambio dei diritti di emissione Implementare un programma di misure a favore dell efficienza energetica a livello comunitario, nazionale, locale e internazionale Portare la quota delle fonti rinnovabili nel mix energetico complessivo dell UE a 20% entro il 2020 Creare un piano strategico europeo per le tecnologie energetiche Riuscire a implementare strumenti legislativi, e introdurre tecnologie di cattura e stoccaggio della CO 2 Approfondire e creare strumenti per il corretto utilizzo dell energia nucleare Sostenere una politica energetica internazionale che persegue attivamente gli interessi dell Europa. 2.3 Politica energetica ambientale nazionale Il 10 settembre 2007 il governo Italiano ha adottato il Position Paper sull energia. Attraverso questo documento il governo esprime l appoggio e la volontà di raggiungere gli obiettivi espressi dall UE nel documento sopra descritto. In particolare, viene sottolineata l importanza di politiche integrate, l implementazione e sviluppo delle Fonti Rinnovabili attraverso meccanismi di miglioramento della governance, incentivi e perfezionamento del mercato interno; condivisione degli oneri contro la condivisione di opportunità tecnologiche, ridefinizione del ruolo del commercio nel settore delle FER. Oltre alla descrizione delle motivazioni dell adesione al documento europeo, il Position Paper indica le misure che l Italia deve adottare per raggiungere le finalità della politica europea, vale a dire: Applicazione di incentivi per il settore elettrico Ottimizzazione e semplificazione del sistema burocratico italiano nel settore dell energia Miglioramento del coordinamento tra le Regione e lo Stato Valutazione di sostenibilità delle politiche socio-economiche. Implementazione e diffusione delle energie rinnovabili Investimenti per la rete di trasmissione 14

15 Potenziale installabile per fonte rinnovabile Nella seguente tabella sono riportati i valori teorici di produzione per fonte rinnovabile previsti dal Position Paper. Tabella 4 Produzione di energia elettrica teorica da FER in Italia Idroelettrico Eolico Fotovoltaico Geotermico Biomassa Moto Ondoso Elettricità Fonte Obiettivo di produzione al TWh TWh TWh 9.73 TWh TWh 1 TWh Tabella 5 Produzione di energia termica teorica da FER in Italia Geotermico Solare termico Biomasse Biocarburanti Riscaldamento, Raffreddamento e Biocarburanti Fonte Obiettivo di produzione al MTEP 1.12 MTEP 9.32 MTEP 0.61 MTEP Da quanto scritto si evince che il piano Energetico ambientale per la provincia di Firenze è fortemente coerente sia con la politica Europea che con quella Italiana. Gli obiettivi generali di piano rispecchiano i principi che guidano i documenti prima descritti, ma anche le azioni che il piano si prefigge di attuare sono in linea sia con quelle europee che con quelle italiane. Nella tabella seguente si descrive in sintesi il livello di coerenza del PEAP con le politiche 15

16 descritte. Tabella 6 Coerenza obiettivi generali del PEAP con Position Paper Obiettivi politica Europea e Position Paper Obiettivi Generali del PEAP Lotta contro i cambiamenti climatici Limitazione della vulnerabilità esterna dell UE nei di idrocarburi Promozione dell occupazione e della crescita,energia sicura ed a prezzi accessibili. 20% FER Sviluppo e l'implementazione fonti rinnovabili L'efficienza energetica Riduzione di CO

17 Tabella 7 Coerenza Obiettivi specifici con Position Paper Obiettivi Specifici Position Paper Obiettivi Specifici del PEAP Applicazione di incentivi per il settore elettrico Ottimizzazione e semplificazione del sistema burocratico italiano nel settore dell energia Miglioramento del coordinamento tra le Regione e lo Stato Valutazione di sostenibilità delle politiche socioeconomiche. Implementazione e diffusione delle energie rinnovabili Investimenti per la rete di trasmissione Energia nei regolamenti edilizi Efficienza Energetica degli edifici pubblici Sostituzione rubinetti acqua calda negli edifici pubblici Tetti Fotovoltaici

18 negli Edifici Pubblici Fotovoltaico condiviso Lava Pannelli Solari termici su edifici comunali Corsi di formazione restauro energetico Corsi amministratori di condominio Piano illuminazione comunale Semafori a LED LED nei cimiteri A scuola in compagnia

19 Obiettivi FER Trasporto Trasporto Treno

20 2.4 Coerenza con i Piani Regionali a. PIER Piano di Indirizzo Energetico Regionale Il PIER definisce le scelte fondamentali della programmazione energetica sulla base degli indirizzi dettati dal Piano Regionale di Sviluppo (PRS), con il quale condivide il periodo di validità, ed in raccordo con il Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) e il Piano Regionale di Azione Ambientale (PRAA). Da un punto di vista strategico, il PIER si propone, nell ottica diffusa di un maggiore orientamento verso la sostenibilità ambientale, di favorire e promuovere l uso di energia proveniente da fonti rinnovabili, una loro maggiore integrazione con le attività produttive, sia economiche che urbane, nonché una migliore diffusione ed integrazione delle strutture energetiche con il territorio. Tale strategia viene perseguita attraverso tre obiettivi generali, cui fanno riferimento sette obiettivi specifici e una pluralità di azioni volte al loro conseguimento, così come illustrato nelle tabelle che seguono. Tabella 8 Obiettivi PIER OBIETTIVI GENERALI LA SOSTENIBILITA LA SICUREZZA L EFFICIENZA ENERGETICA FINALITA Assicurare la sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) del sistema energetico regionale Assicurare un approvvigionamento energetico adeguato e costante al fabbisogno energetico regionale Perseguire l efficienza del sistema energetico regionale, ridurre al massimo la crescita dei consumi energetici e migliorare il rapporto esistente tra consumi di energia e consumi del sistema economico regionale 20

21 Tabella 9 Obiettivi generali e Specifici del PIER La Sostenibilità La Sicurezza L Efficienza Energetica OBIETTIVI GENERALI OBIETTIVI SPECIFICI Ridurre del 20% i gas serra nel 2020 Portare la quota di energia prodotta tramite FER al 20% nel 2020 ed incrementare l efficienza energetica Sviluppare la ricerca nel settore delle FER Diversificare le fonti di approvvigionamento di gas metano Riconvertire gli impianti maggiormente inquinati Migliorare il rendimento energetico degli edifici civili e degli impianti nei settori produttivi, del commercio e dei servizi Favorire la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali ed assicurare la tutela dei consumatori Nelle tabelle seguente si riportano i risultati delle coerenze tra gli obiettivi generali e specifici del piano rispetto a quelli del PIER. Tabella 10 Coerenza Obiettivi Generali PEAP con il PIER PIER Toscana PEAP Fi L'efficienza La Sostenibilità La sicurezza Energetica Sviluppo e implementazione delle FER L'efficienza Energetica Riduzione di CO

22 Tabella 11 Obiettivi Specifici del PEAP rispetto al PIER PEAP Energia nei regolamenti edilizi Efficienza Energetica degli edifici pubblici Sostituzione rubinetti acqua calda negli edifici pubblici Tetti Fotovoltaici Portare la quota di Sviluppare la Ridurre del energia prodotta tramite ricerca nel 20% i gas serra FER al 20% nel 2020 ed settore delle nel 2020 incrementare l efficienza FER energetica PIER Toscana Migliorare il Diversificare le Riconvertire gli fonti di impianti maggiormente approvvigionamento inquinati di gas metano rendimento energetico degli edifici civili e degli impianti nei settori produttivi, del commercio e dei servizi Favorire la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali ed assicurare la tutela dei consumatori

23 negli Edifici Pubblici Fotovoltaico condiviso Lava Pannelli Solari termici su edifici comunali Corsi di formazione restauro energetico Corsi amministratori di condominio Piano illuminazione comunale Semafori a LED LED nei

24 cimiteri A scuola in compagnia Obiettivi FER Trasporto Trasporto Treno

25 Anche in questo caso il PEAP si trova perfettamente i linea con il PIER sia in relazione agli obiettivi generali che quelli specifici, tanto che non si rilevano incoerenze b. PRAA Piano Regionale di Azione Ambientale E il documento che racchiude l intera programmazione ambientale della Regione Toscana per il triennio e, in armonia con quanto affermato dalle normative europee, contribuisce a perfezionare il processo di convergenza tra gli strumenti della programmazione dello sviluppo e quelli del governo del territorio che trovano nella sostenibilità ambientale il loro denominatore comune. In ragione di ciò, sono previste quattro aree di azione prioritaria (cambiamenti climatici, biodiversità e difesa del suolo, ambiente e salute, uso sostenibile delle risorse e gestione dei rifiuti) alle quali si cerca di dare un adeguata risposta attuativa attraverso le seguenti cinque direttrici comuni: migliorare l applicazione della legislazione ambientale esistente integrare le politiche ambientali nelle altre politiche collaborare con il mercato esterno coinvolgere i cittadini nel percorso decisionale tener conto dell ambiente nelle decisioni in materia di assetto e gestione territoriale Sul piano strategico, invece, il PRAA individua quattordici obiettivi generali che trovano, poi, una più ampia articolazione in diversi obiettivi specifici, per mezzo dei quali vengono maggiormente messi in evidenza i settori di intervento del Piano e le relative finalità. Nella tabella che segue si riportano le quattro aree di azione prioritaria cui fanno riferimento i singoli obiettivi generali previsti dal PRAA per il triennio al fine di mitigare le principali criticità ambientali presenti sul territorio regionale. Tabella 12 Obiettivi ed Azione del PRAA Toscana AREE DI AZIONE PRIORITARIA CAMBIAMENTI CLIMATICI OBIETTIVI GENERALI Ridurre le emissioni di gas serra in accordo con il Protocollo di Kyoto 25

26 NATURA, BIODIVERSITA E DIFESA DEL SUOLO AMBIENTE E SALUTE USO SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI E GESTIONE DEI RIFIUTI Razionalizzare e ridurre i consumi energetici Aumentare la percentuale di energia proveniente da fonti rinnovabili Aumentare la percentuale delle aree protette, migliorarne la gestione e conservare la biodiversità terrestre e marina Ridurre la dinamica delle aree artificiali Mantenimento e recupero dell equilibrio idrogeologico e riduzione dell erosione costiera Prevenzione del rischio sismico e riduzione degli effetti Ridurre la percentuale di popolazione esposta all inquinamento atmosferico Ridurre la percentuale di popolazione esposta all inquinamento acustico, all inquinamento elettromagnetico e alle radiazioni ionizzanti Ridurre gli impatti dei prodotti fitosanitari e delle sostanze chimiche pericolose sulla salute umana e sull ambiente Ridurre il grado di rischio di accadimento di incidente rilevante nel settore industriale Ridurre la produzione totale dei rifiuti, migliorare il sistema di raccolta e diminuire la percentuale conferita in discarica Bonificare i siti inquinati e ripristinare le aree minerarie dismesse Tutelare la qualità delle acque interne e promuovere un uso sostenibile della risorsa idrica Accanto ai 14 obiettivi generali sopra elencati, il PRAA individua altri 6 macrobiettivi, di natura trasversale rispetto alle 4 aree di azione prioritaria, i quali acquistano una particolare valenza strategica proprio in virtù del loro carattere intersettoriale. 26

27 Tabella 13 Obiettivi Trasversali OBIETTIVI TRASVERSALI 1.Implementazione e integrazione dei quadri conoscitivi e dei sistemi informativi 2.Ricerca ed innovazione 3.Cooperazione internazionale 4.Comunicazione per l ecoefficienza e l educazione ambientale sul territorio 5.Implementazione e valutazione dello sviluppo sostenibile 6.Coordinamento, monitoraggio e aggiornamento del PRAA/mitigazione degli effetti A seguire una tabella esplicativa in cui, accanto a ciascuno dei 20 macrobiettivi riportati nelle tabelle precedenti, vengono messi in evidenza i vari obiettivi specifici nei quali gli stessi si articolano e gli interventi che si rendono necessari per il loro perseguimento. Tabella 14 Obiettivi Generali e Specifici PRAA OBIETTVI GENERALI OBIETTIVI SPECIFICI 1.RIDURRE LE EMISSIONI DI GAS SERRA IN ACCORDO CON IL PROTOCOLLO DI KYOTO Sviluppare il quadro conoscitivo e creare un punto di riferimento a livello regionale per la riduzione delle emissioni di gas serra Sviluppare il mercato delle emissioni Ridurre le emissioni di gas serra derivanti dal settore dei trasporti 2.RAZIONALIZZARE E RIDURRE I CONSUMI ENERGETICI Ridurre il consumo di energia elettrica nel settore dell illuminazione pubblica e razionalizzare il consumo di energia nelle strutture pubbliche o ad uso pubblico Ridurre il consumo energetico degli edifici Ridurre e stabilizzare i consumi energetici rispetto all andamento del PIL nel settore industriale e dei trasporti Aumentare l efficienza energetica degli impianti di produzione di energia elettrica 27

28 Aumentare le opportunità e la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, garantendo un adeguata disponibilità di energia per la Toscana Aumentare la competitività del settore energetico 3.AUMENTARE LA PERCENTUALE DI ENERGIA PROVENIENTE DA FONTI RINNOVABILI Incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili del 4% rispetto alla produzione totale di energia Ottimizzare l utilizzo dell energia geotermica, incrementando l energia elettrica prodotta nel rispetto del migliore ed equilibrato utilizzo del giacimento, e ridurre gli impatti ambientali dell energia geotermica Acquisire e sviluppare gli strumenti conoscitivi per la tutela delle biodiversità terrestri e marine Attuare la Direttiva Habitat e Uccelli e la L.R. 56/00 Sviluppare il servizio di volontariato di vigilanza ambientale 4.AUMENTARE LA PERCENTUALE DELLE AREE PROTETTE, MIGLIORARNE LA GESTIONE E CONSERVARE LA BIODIVERSITA TERRESTRE E MARINA Tutelare gli alberi monumentali ai sensi della L.R. 60/98 Attuare la L.R. 49/95 Sviluppare le attività dei parchi minerari Favorire spostamenti compatibili con la conservazione della natura: ipovie ed escursionistica Valorizzare la biodiversità specifica di un territorio Valorizzare e gestire la tenuta di San Rossore 5.RIDURRE LA DINAMICA DELLE AREE ARTIFICIALI Acquisizione di un quadro conoscitivo che consenta di valutare l uso del suolo nell ottica della sostenibilità 28

29 Favorire ed implementare il recupero del patrimonio edilizio esistente Prevenire i rischi idrogeologici Mitigare e ridurre i rischi da criticità idrogeologiche nel bacino dell Arno Valutare l efficacia degli strumenti di programmazione e pianificazione Aggiornare gli strumenti normativi 6.MANTENIMENTO E RECUPERO DELL EQUILIBRIO IDROGEOLOGICO E DELL EROSIONE COSTIERA Ripristinare l officiosità idraulica dei corpi idrici superficiali Manutenzione del reticolo idrografico Migliorare l organizzazione degli enti Recupero ambientale della linea costiera ai fini della difesa dell abitato Estrazione di sabbia da cave marine da utilizzare per rinascimento lungo la costa toscana Interreg III C sud Beachmed E 7.PREVENZIONE DEL RISCHIO SISMICO E RIDUZIONE DEGLI EFFETTI Attività normativa e di regolamentazione per il controllo dell attività edilizia Attività normativa di classificazione sismica Monitorare il livello di sismicità delle aree a maggior rischio sismico Interventi di prevenzione sul patrimonio edilizio strategico 29

30 Valutare le condizioni di pericolosità sismica e di vulnerabilità del patrimonio esistente Valutare gli effetti locali del rischio sismico Attuare piani di intervento in relazione ad eventi sismici in Toscana Informare la popolazione sul rischio sismico Migliorare il controllo e il rilevamento della qualità dell aria 8.RIDURRE LA PERCENTUALE DI POPOLAZIONE ESPOSTA AD INQUINAMENTO ATMOSFERICO Migliorare la coscienza dei fattori di pressione Prevenire e ridurre l inquinamento atmosferico Migliorare la qualità dell aria urbana Piena operatività dei catasti degli impianti di radiocomunicazione e degli elettrodotti Creazione delle condizioni di univoca interpretazione del quadro normativo 9.RIDURRE LA PERCENTUALE DI POPOLAZIONE ESPOSTA ALL INQUINAMENTO ACUSTICO, ELETTROMAGNETICO E ALLE RADIAZIONI IONIZZANTI Riduzione della popolazione all esposizione del gas radioattivo radon negli ambienti di vita Monitoraggio della radioattività ambientale di origine artificiale Attuazione della normativa esistente Contributo regionale alla realizzazione dei piani comunali di risanamento acustico Aggiornamento della L.R. 89/98 30

31 10.RIDURRE L IMPATTO DEI PRODOTTI FITOSANITARI E DELLE SOSTANZE CHIMICHE PERICOLOSE SULLA SALUTE UMANA E SULL AMBIENTE Implementare il quadro conoscitivo in materia di fitofarmaci e della loro diffusione al fine di individuare le aree più vulnerabili Verifica della conformità degli strumenti informativi previsti dalla vigente normativa sulla classificazione, imballaggio ed etichettatura di sostanze e preparati pericolosi Valutazione del grado di tossicità e genotossicità delle acque sotterranee toscane contaminate da sostanze pericolose 11.RIDURRE IL GRADO DI ACCADIMENTO DI INCIDENTE RILEVANTE NEL SETTORE INDUSTRIALE Verificare l attuazione delle norme di prevenzione nelle industrie ad alto rischio Attuare le azioni inerenti alla pianificazione urbanistica e territoriale degli EE.LL. e la pianificazione di emergenza Interventi di prevenzione della produzione dei rifiuti 12.RIDURRE LA PRODUZIONE TOTALE DI RIFIUTI E LA PERCENTUALE CONFERITA IN DISCARICA E MIGLIORARE IL SISTEMA DI RACCOLTA AUMENTANDO IL RECUPERO E IL RICICLO Interventi di minimizzazione della produzione dei rifiuti Implementare la raccolta differenziata, il recupero ed il riciclo Incentivare il riutilizzo di materiale recuperabile Prevenire l abbandono dei rifiuti Sviluppare il sistema impiantistico 13.BONIFICARE I SITI INQUINATI E RIPRISTINARE LE AREE MINERARIE DISMESSE Implementare il quadro conoscitivo Dare impulso alla realizzazione degli interventi di bonifica 14.TUTELARE LA QUALITA DELLE ACQUE INTERNE E COSTIERE E PROMUOVERE UN USO SOSTENIBILE DELLA RISORSA Miglioramento degli strumenti per la gestione e il controllo dello stato di qualità ambientale e dell uso sostenibile della risorsa idrica 31

32 Implementazione dei quadri conoscitivi in riferimento allo stato qualitativo e quantitativo della risorsa Controllo dell inquinamento da fonte diffusa Miglioramento della qualità dei servizi idropotabili Adeguamento alla direttiva europea acque di balneazione Recupero, valorizzazione e promozione del patrimonio storico, culturale e ambientale legato alle acque 15.IMPLEMENTAZIONE E INTEGRAZIONE DEI QUADRI CONOSCITIVI E DEI SISTEMI INFORMATIVI Sviluppare il quadro conoscitivo per le analisi e le valutazioni comparata Monitorare le condizioni meteo idropluviometriche Definire e applicare modelli applicativi di diffusione Aggiornamento e gestione BD SRI e modelli applicativi Prevenzione formazione sostanze inquinanti; nuovi materiali; processi produttivi basati sull uso efficiente e sostenibile dell energia e delle altre risorse; introduzione delle BAT; diminuzione pressioni ambientali nelle zone di criticità individuate nel PRAA 16.RICERCA E INNOVAZIONE Aumentare l ecoefficienza e migliorare la competitività delle imprese con l adozione di tecnologie non inquinanti, soprattutto attraverso la promozione della prevenzione e della riduzione dell inquinamento alla fonte dei processi produttivi Trasferimento tecnologico, diffusione dell innovazione, soluzione congiunta di problematiche ambientali 17.COOPERAZIONE INTERNAZIONALE Promozione della cooperazione internazionale sui temi dell ambiente e dello sviluppo sostenibile 32

33 18.COMUNICAZIONE PER L ECOEFFICIENZA E L EDUCAZIONE AMBIENTALE SUL TERRITORIO Premio Toscana Ecoefficiente Promozione del consumo sostenibile Educazione ambientale Promozione e comunicazione del PRAA Diffusione della valutazione integrata e della valutazione ambientale di piani e programmi Promozione delle Agende IMPLEMENTAZIONE E VALUTAZIONE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE Promozione della spesa verde Indicatori di sostenibilità ambientale Promozione dell edilizia sostenibile Promozione delle aree produttive ecologicamente attrezzate Promozione delle certificazioni ambientali e delle politiche per l ecoefficienza 20.COORDINAMENTO, MONITORAGGIO E AGGIORNAMENTO DEL PRAA Coordinamento monitoraggio politiche ambientali Strumenti normativi per le politiche ambientali 33

34 Tabella 15 Coerenza Obiettivi generali PRAA Sviluppo e implementazione delle FER PEAP Fi L'efficienza Energetica Riduzione di CO2 Obiettivi Generali RIDURRE LE EMISSIONI DI GAS SERRA IN ACCORDO CON IL PROTOCOLLO DI KYOTO RAZIONALIZZARE E RIDURRE I CONSUMI ENERGETICI AUMENTARE LA PERCENTUALE DI ENERGIA PROVENIENTE DA FONTI RINNOVABILI AUMENTARE LA PERCENTUALE DELLE AREE PROTETTE, MIGLIORARNE LA GESTIONE E CONSERVARE LA BIODIVERSITA TERRESTRE E MARINA RIDURRE LA DINAMICA DELLE AREE ARTIFICIALI MANTENIMENTO E RECUPERO DELL EQUILIBRIO IDROGEOLOGICO E DELL EROSIONE COSTIERA PREVENZIONE DEL RISCHIO SISMICO E RIDUZIONE DEGLI EFFETTI

35 RIDURRE LA PERCENTUALE DI POPOLAZIONE ESPOSTA AD INQUINAMENTO ATMOSFERICO RIDURRE LA PERCENTUALE DI POPOLAZIONE ESPOSTA ALL INQUINAMENTO ACUSTICO, ELETTROMAGNETICO E ALLE RADIAZIONI IONIZZANTI RIDURRE L IMPATTO DEI PRODOTTI FITOSANITARI E DELLE SOSTANZE CHIMICHE PERICOLOSE SULLA SALUTE UMANA E SULL AMBIENTE RIDURRE IL GRADO DI ACCADIMENTO DI INCIDENTE RILEVANTE NEL SETTORE INDUSTRIALE RIDURRE LA PRODUZIONE TOTALE DI RIFIUTI E LA PERCENTUALE CONFERITA IN DISCARICA E MIGLIORARE IL SISTEMA DI RACCOLTA AUMENTANDO IL RECUPERO E IL RICICLO BONIFICARE I SITI INQUINATI E RIPRISTINARE LE AREE MINERARIE DISMESSE TUTELARE LA QUALITA DELLE ACQUE INTERNE E COSTIERE E PROMUOVERE UN USO SOSTENIBILE DELLA RISORSA IDRICA

36 IMPLEMENTAZIONE E INTEGRAZIONE DEI QUADRI CONOSCITIVI E DEI SISTEMI INFORMATIVI RICERCA E INNOVAZIONE COOPERAZIONE INTERNAZIONALE COMUNICAZIONE PER L ECOEFFICIENZA E L EDUCAZIONE AMBIENTALE SUL TERRITORIO IMPLEMENTAZIONE E VALUTAZIONE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

37 Tabella 16 Coerenza Obiettivi Specifici PEAP Fi Energia nei regolamenti edilizi Efficienza Energetica degli edifici pubblici Sostituzione rubinetti acqua calda negli edifici pubblici Tetti Fotovoltaici negli Edifici Pubblici Fotovoltaico condiviso PRAA Lava ++ Pannelli Solari termici su edifici comunali Corsi di formazione restauro energetico Corsi amministratori di condominio Piano illuminazione comunale Semafori a LED LED nei cimiteri A scuola in compagnia Obietttivi FER Trasporto 1 Trasporto 2 Treno Sviluppare il quadro conoscitivo e creare un punto di riferimento a livello regionale per la riduzione delle emissioni di gas serra Sviluppare il mercato delle emissioni Ridurre le emissioni di gas serra derivanti dal settore dei trasporti RIDURRE LE EMISSIONI DI GAS SERRA Ridurre il consumo di energia elettrica nel settore dell illuminazione pubblica e razionalizzare il consumo di energia nelle strutture pubbliche o ad uso pubblico Ridurre il consumo energetico degli edifici Ridurre e stabilizzare i consumi energetici rispetto all andamento del PIL nel settore industriale e dei trasporti RAZIONALIZZARE E RIDURRE I CONSUMI ENERGETICI Aumentare l efficienza energetica degli impianti di produzione di energia elettrica

38 Aumentare le opportunità e la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, garantendo un adeguata disponibilità di energia per la Toscana Aumentare la competitività del settore energetico AUMENTARE LA % DI ENERGIA PROVENIENTE DA FER COMUNICAZIONE ECOEFFICIENZA E EDUCAZIONE AMBIENTALE SUL TERRITORIO MPLEMENTAZION E E VALUTAZIONE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE Incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili del 4% rispetto alla produzione totale di energia Ottimizzare l utilizzo dell energia geotermica, incrementando l energia elettrica prodotta nel rispetto del migliore ed equilibrato utilizzo del giacimento, e ridurre gli impatti ambientali dell energia geotermica Premio Toscana Ecoefficiente Promozione del consumo sostenibile Educazione ambientale Promozione e comunicazione del PRAA Diffusione della valutazione integrata e della valutazione ambientale di piani e programmi Promozione delle Agende Promozione della spesa verde Indicatori di sostenibilità ambientale Promozione dell edilizia sostenibile

39 Promozione delle aree produttive ecologicamente attrezzate Promozione delle certificazioni ambientali e delle politiche per l ecoefficienza

40 Per quanto riguarda le coerenze, dalle tabelle si nota che c'è una notevole conformità tra i due piani soprattutto in relazione agli obiettivi generali e specifici che riguardano le FER. c. PIT Piano di Indirizzo Territoriale E l'atto di programmazione con il quale la Regione, in conformità con le indicazioni dettate dal Programma Regionale di Sviluppo (PRS), stabilisce gli orientamenti per la identificazione dei sistemi territoriali, indirizza a fini di coordinamento la programmazione e la pianificazione degli enti locali e definisce gli obiettivi operativi della propria politica territoriale. Da un punto di vista strutturale, il PIT si compone di tre documenti: la Disciplina di piano, che definisce lo statuto del territorio toscano e formula le direttive, le prescrizioni e le salvaguardie concernenti le invarianti strutturali che lo compongono; il Documento di piano, che definisce i metaobiettivi, gli obiettivi ad essi conseguenti, nonché l agenda strategica per l applicazione dello statuto del territorio; il Quadro conoscitivo, che invece definisce nel dettaglio i singoli elementi territoriali e il modo in cui utilizzare le risorse. Particolare attenzione viene riservata alla tutela dell ambiente e del paesaggio toscano. Tale attenzione viene poi sviluppata attraverso una pluralità di azioni che trovano nel sostegno dei nuovi processi produttivi a minor contenuto energetico e nell incremento dell utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili due tra le principali strategie del piano stesso. In particolare, l intera gestione del territorio regionale è articolata sulla base di 3 metaobiettivi (definiti come discrimini essenziali ) che, avendo una duplice valenza, statuaria e strategica, indicano le regole e gli indirizzi che la Regione Toscana intende seguire nel governo del proprio territorio. Ad essi, poi, fanno riferimento una pluralità di obiettivi specifici che trovano applicazione attraverso le direttive previste nella Disciplina del piano. Si riportano nella tabella che segue i metaobiettivi fissati dal PIT, nonché gli obiettivi ad essi correlati. 40

41 Tabella 17 Obiettivi PIT METAOBIETTIVI 1.INTEGRARE E QUALIFICARE LA TOSCANA COME CITTA POILICENTRICA ATTORNO AD UNO STATUTO CONDIVISO 2.SVILUPPARE E CONSOLIDARE LA PRESENZA INDUSTRIALE IN TOSCANA 3.CONSERVARE IL VALORE DEL PATRIMONIO TERRITORIALE DELLA TOSCANA OBIETTIVI SPECIFICI Potenziare L accoglienza della città Toscana mediante moderne e dinamiche modalità dell offerta di residenza urbana Dotare la città Toscana della capacità di offrire accoglienza organizzata e di qualità per l alta formazione e la ricerca Sviluppare la mobilità intra e inter-regionale Sostenere la qualità della e nella città Toscana Attivare la città Toscana come modalità di governante integrata su scala regionale Introdurre un criterio guida unitario nella pianificazione normativa e progettuale delle aree urbane suscettibili di essere utilizzate per fini industriali Costruire nuovi laboratori di ricerca per la sperimentazione di nuovi materiali e tecnologie nei processi produttivi Tutelare il valore del patrimonio collinare della Toscana Tutelare il valore del patrimonio costiero della Toscana Le disposizioni riguardanti il settore energetico, sono le seguenti: la Regione promuove la massima diffusione delle fonti rinnovabili di energia ai fini del conseguimento della piena efficienza produttiva degli impianti necessari alla produzione di FER e della tutela delle risorse naturali e paesaggistiche del territorio toscano, la localizzazione e la realizzazione degli impianti stessi avrà luogo ai sensi dell art. 10 della L.R. 1/2005, sulla base delle determinazioni del PIER, previa specifica valutazione integrata dei vincoli previsti dalla normativa regionale e nazionale in materia energetica la programmazione regionale formula il quadro ricognitivo delle aree disponibili all accoglimento dei relativi impianti All interno del Quadro conoscitivo che si possono individuare gli elementi più importanti che danno una maggiore definizione al sistema energetico della Toscana, che costituisce un fondamentale elemento strategico per lo sviluppo economico e ambientale dell intera Regione. 41

42 Tabella 18 Obiettivi Specifici PIT OBIETTIVI GENERALI 1.PROMUOVE LA MASSIMA DIFFUSIONE DELLE FONTI RINNOVABILI DI ENERGIA 2.ATTUARE UNA POLITICA CAPACE DI SODDISFARE IL FABBISOGNO ENERGETICO DELLE COMUNITA PRESENTI SUL TERRITORIO OBIETTIVI SPECIFICI Migliorare le tecniche di produzione di energia sia attraverso un uso crescente di fonti primarie rinnovabili, sia attraverso la riduzione delle inefficienze di produzione Migliorare l efficienza energetica dei processi di consumo da parte delle famiglie, delle imprese e delle istituzioni Ridurre il valore assoluto dei consumi energetici FINALITA ENERGETICHE Favorire l uso dell energia proveniente dalle FER e la sua integrazione con le attività produttive, sia economiche che urbane Migliorare l integrazione delle strutture energetiche con il territorio Garantire una maggiore autonomia energetica della Regione Diversificare l uso delle fonti energetiche Promuovere un piano specifico per favorire l impiego e la diffusione sul territorio delle FER Realizzare piccoli e medi impianti per la produzione di energia termica e per la cogenerazione Realizzare una pianificazione energetica locale da applicare al comparto delle costruzioni 42

43 Tabella 19 Coerenza Obiettivi Generali PEAP con PIT PEAP Fi Sviluppo e implementazione delle FER L'efficienza Energetica Riduzione di CO2 PIT TOSCANA PROMUOVE LA MASSIMA ATTUARE UNA POLITICA CAPACE DI DIFFUSIONE DELLE FONTI SODDISFARE IL FABBISOGNO ENERGETICO RINNOVABILI DI ENERGIA DELLE COMUNITA PRESENTI SUL TERRITORIO

44 Tabella 20 Coerenza obiettivi specifici PIT Migliorare le tecniche di produzione di energia sia attraverso un uso crescente di fonti primarie rinnovabili, sia attraverso la riduzione delle inefficienze di produzione Migliorare l efficienza energetica dei processi di consumo da parte delle famiglie, delle imprese e delle istituzioni Ridurre il valore assoluto dei consumi energetici Energia Regolamenti edilizi Efficienza Energetica Edifici Pubblici Sostituzione Rubinetti per Acqua calda negli edifici pubblici Tetti fotovoltaici edifici comunali Fotovoltaico Condiviso Lava ++ Solare termico per edifici comunali PEAP Fi Corsi formazione sul restauro energetico Corsi amministratori condominio Piano Illuminazione Comunale Semafori a LED LED nei cimiteri A scuola in compagnia Obiettivi FER Auto 1 Auto 2 Treno 2.5. Coerenza pianificazione e programmazione Provinciale a. PTCP Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale E l atto di programmazione con il quale la Provincia esercita, nel governo del territorio, un ruolo di coordinamento programmatico e di raccordo tra le politiche territoriali della Regione e la pianificazione urbanistica comunale. Attualmente è in vigore il piano approvato con SPC 94 del 15/06/1998 Esso assume anche valore di piano paesistico e contiene: 44

45 il quadro conoscitivo delle risorse essenziali del territorio provinciale il loro grado di vulnerabilità e riproducibilità in riferimento ai sistemi ambientali locali le prescrizioni sull articolazione e le linee di evoluzione dei sistemi territoriali urbani, rurali e montani la definizione dei principi riguardanti l uso e la tutela delle risorse del territorio la definizione degli obiettivi da perseguire nel governo del territorio e nelle conseguenti azioni di tutela e di trasformazione Quanto alla definizione dei propri obiettivi, è da rilevare come il PTCP, quale strumento di coordinamento territoriale, trovi le sue fonti in una pluralità di riferimenti normativi esterni che appartengono, in parte, ai livelli superiori di pianificazione e, in parte, ad atti di programmazione e di intervento territoriale che hanno origine nella stessa Provincia. Nella tabella che segue si evidenziano i principali obiettivi in materia energetica e ambientale perseguiti dal PTC e i singoli atti di programmazione territoriale cui si riferiscono. Tabella 21: OBIETTIVI DEGLI ATTI DI PROGRAMMAZIONE ATTI DI PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE L.R. 5/95 E DOCUMENTO PRELIMINARE DEL PIT OBIETTIVI GENERALI Lo sviluppo sostenibile La predisposizione di un sistema informativo territoriale OBIETTIVI SPECIFICI Conservazione e ricostituzione delle risorse essenziali del territorio Protezione dell ambiente e dei valori ambientali Razionalizzazione, integrazione e riqualificazione delle strutture urbanistiche esistenti Strategia di un recupero che preceda Sviluppo di studi, ricerche e analisi svolte nel corso della predisposizione del quadro conoscitivo dei vari settori La tutela dell ambiente Qualificare l uso del territorio affinché gli interventi residenziali, produttivi ed infrastrutturali possano armonizzarsi in 45

46 DOCUMENTI PRELIMINARI DI PROGRAMMAZIONE PPS (stabilisce gli obiettivi generali e di settore ai quali il PTCP deve fare riferimento) Il policentrismo Sostenere il risparmio energetico e la riduzione dei rifiuti un quadro ambientale e paesistico di altro valore Tutelare il territorio aperto non solo per le sue caratteristiche ambientali, naturalistiche, paesaggistiche e agricole di pregio, ma anche come risorsa essenziale della vita urbana Individuare e segnalare le situazioni di rischio e di pericolo idrogeologico e tutelare le risorse idriche nelle varie forme Individuare specifici ruoli urbanistici per ciascun quadrante dei suoi sistemi territoriali locali Definire politiche di riequilibrio fra i sistemi territoriali Impostare una linea di azione unitaria nei confronti delle tematiche ambientali e paesaggistiche Valorizzare e sostenere le identità dei singoli sistemi locali Mettere in comunicazione tra di loro le identità dei vari sistemi locali in modo da integrarle in un sistema reticolare che si basa sulla complementarità e la relativa specializzazione dei diversi sistemi Garantire l equilibrato sviluppo economico e sociale delle comunità locali Adottare il Programma Energetico Provinciale in modo da orientare le scelte verso l utilizzo delle FER e del risparmio energetico Verificare lo stato di manutenzione degli impianti termici ed erogare incentivi finalizzati alla sostituzione 46

47 PIANIFICAZIONE DI SETTORE Il PTCP fa propri gli obiettivi indicati dai documenti regionali per la gestione delle risorse culturali e ambientali delle caldaie obsolete e al sostegno dei cittadini Sostenere il riutilizzo energetico di scarti di lavorazione e la diffusione di fonti energetiche alternative in agricoltura Organizzazione annuale di una giornata divulgativa dei dati raccolti ed elaborati dall Osservatorio Provinciale 47

48 Tabella 22: Coerenza obiettivi specifici del PEAP con il PTCP PEAP Fi Energia Regolamenti edilizi Efficienza Energetica Edifici Pubblici Sostituzione Rubinetti per Acqua calda negli edifici pubblici Tetti fotovoltaici edifici comunali Fotovoltaico Condiviso PTCP Lava ++ Solare termico per edifici comunali Corsi formazione sul restauro energetico Corsi amministratori condominio Piano Illuminazione Comunale Semafori a LED LED nei cimiteri A scuola in compagnia Obiettivi per le FER Auto 1 Auto 2 Treno Conservazione e ricostituzione delle risorse essenziali del territorio Protezione dell ambiente e dei valori ambientali Razionalizzazione, integrazione e riqualificazione delle strutture urbanistiche esistenti Strategia di un recupero che preceda le azioni di espansione Risparmio del suolo e delle risorse territoriali Sviluppo di studi, ricerche e analisi svolte nel corso della predisposizione del quadro conoscitivo dei vari settori

49 Qualificare l uso del territorio affinché gli interventi residenziali, produttivi ed infrastrutturali possano armonizzarsi in un quadro ambientale e paesistico di altro valore Tutelare il territorio aperto non solo per le sue caratteristiche ambientali, naturalistiche, paesaggistiche e agricole di pregio, ma anche come risorsa essenziale della vita urbana Individuare e segnalare le situazioni di rischio e di pericolo idrogeologico e tutelare le risorse idriche nelle varie forme Individuare specifici ruoli urbanistici per ciascun quadrante dei suoi sistemi territoriali locali Definire politiche di riequilibrio fra i sistemi territoriali Impostare una linea di azione unitaria nei confronti delle tematiche ambientali e paesaggistiche Valorizzare e sostenere le identità dei singoli sistemi locali Mettere in comunicazione tra di loro le identità dei vari sistemi locali in modo da integrarle in un sistema reticolare che si basa sulla complementarità e la relativa specializzazione dei diversi sistemi Garantire l equilibrato sviluppo economico e sociale delle comunità locali Adottare il Programma Energetico Provinciale in modo da orientare le scelte verso l utilizzo delle FER e del risparmio energetico Verificare lo stato di manutenzione degli impianti termici ed erogare incentivi finalizzati alla sostituzione delle caldaie obsolete e al sostegno dei cittadini Sostenere il riutilizzo energetico di scarti di lavorazione e la diffusione di fonti energetiche alternative in agricoltura

50 Organizzazione annuale di una giornata divulgativa dei dati raccolti ed elaborati dall Osservatorio Provinciale

51 Tabella 23 Coerenza obiettivi generali PEAP Fi L.R. 5/95 e Documento preliminare del PIT Lo sviluppo sostenibile La predisposizione di un sistema informativo territoriale La tutela dell am biente Documenti preliminari di programmazione Il policentrismo PPS Sostenere il risparmio energetico e la riduzione dei rifiuti Sviluppo e implementazione delle FER L'efficienza Energetica Riduzione di CO Pianificazione di settore Il PTCP fa propri gli obiettivi indicati dai documenti regionali per la gestione delle risorse culturali e ambientali b.pasl Patto per lo Sviluppo Locale E uno strumento di natura negoziale, ad adesione volontaria, tra la Regione, gli Enti Locali, le parti sociali ed eventuali altri soggetti pubblici e privati, per il coordinamento e l integrazione delle rispettive determinazioni programmatorie e progettuali. Il PASL può, quindi, essere considerato come il quadro di riferimento generale per ogni eventuale ed ulteriore documento di concertazione a livello territoriale previsto dai vari strumenti di programmazione settoriale della Regione, compresi i nuovi programmi europei del ciclo e gli Accordi di Programma Quadro della nuova programmazione negoziata prevista dal Fondo Aree Sottoutilizzate. Da un punto di vista formale, il PASL ha una struttura simile al PPS: è articolato, cioè, in assi strategici e obiettivi, i quali vengono poi declinati negli interventi ritenuti prioritari e nelle idee progettuali definite in sede di negoziazione. In particolare, sono menzionati i seguenti assi strategici: mobilità attività espositive del polo fieristico e congressuale valorizzazione del fiume Arno innovazione e ricerca 51

52 e-government marketing territoriale qualità urbana Di rilievo, per quel che concerne la tutela dell ambiente e il conseguimento del risparmio energetico, è l asse strategico riguardante la qualità urbana, per mezzo del quale, secondo quanto stabilito nel protocollo di intesa del PASL, si cerca di migliorare le risorse per lo sviluppo e la coesione sociale facendo particolare riferimento: alla riduzione dell inquinamento nelle sue varie forme allo smaltimento dei rifiuti al problema della casa ai servizi per l infanzia, per gli anziani e per l integrazione degli immigrati Nella tabella che segue si riportano i principali obiettivi in campo energetico che sono connessi a tale asse strategico e le finalità ad essi connesse. 52

53 Tabella 24: Obiettivi generali e specifici del PASL OBIETTIVI GENERALI OBIETTIVI SPECIFICI AZIONI E FINALITA Realizzazione e ampliamento degli impianti di termovalorizzazione Organizzazione e razionalizzazione del sistema idrico integrato ai fini dell ottimizzazione del servizio di MIGLIORARE LA QUALITA URBANA COME RISORSA PER LO SVILUPPO E LA COESIONE SOCIALE Ridurre l inquinamento nelle sue varie forme Approfondire lo studio delle potenzialità del territorio riguardo le fonti di energia rinnovabili Ottimizzare i processi relativi allo smaltimento dei rifiuti Creare nuove infrastrutture per l ambiente distribuzione e scorta delle risorse idriche Attuazione del Piano Provinciale dei gestione dei rifiuti Riutilizzo del materiale proveniente dalla raccolta differenziata Minimizzazione dei rifiuti conferiti in discarica Realizzazione di impianti per la produzione di energia proveniente da FER Attuare i percorsi di cui all Agenda 21 Incentivazione per i cittadini e le imprese che adottano comportamenti virtuosi in campo ambientale ed energetico Promuovere gli ecoincentivi per la mobilità sostenibile Tabella 25 Coerenza obiettivi generali fra PASL e PEAP PASL Riduzione di CO2 PEAP Fi L'efficienza Energetica MIGLIORARE LA QUALITA URBANA COME RISORSA PER LO SVILUPPO E LA COESIONE SOCIALE Sviluppo e implementazione delle FER 53

54 54

55 Tabella 26: Coerenza obiettivi specifici fra PASL e PEAP PASL PEAP Fi Realizzazione e ampliamento degli impianti di termovalorizzazione Organizzazione e razionalizzazione del sistema idrico integrato Attuazione del Piano Provinciale dei gestione dei rifiuti Riutilizzo a raccolta differenziata Minimizzazione dei rifiuti in discarica Realizzazione di impianti da FER Attuare i percorsi di cui all Agenda 21 Incentivazione per comportamenti virtuosi in campo ambientale ed energetico Ecoincentivi per la mobilità sostenibile Energia Regolamenti edilizi Efficienza Energetica Edifici Pubblici Sostituzione Rubinetti per Acqua calda negli edifici pubblici Tetti fotovoltaici edifici comunali Fotovoltaico Condiviso Lava Solare termico per edifici comunali Corsi formazione sul restauro energetico Corsi amministratori condominio Piano Illuminazione Comunale Semafori a LED LED nei cimiteri A scuola in compagnia Obiettivi per le FER

56 Auto Auto Treno

57 Dalle analisi matriciali rispetto alla pianificazione provinciale, emerge anche in questo caso, che il PEAP di Firenze ha un elevato livello di coerenza ed integrazione con gli atti di governo principali. 2.6 Analisi Coerenze Interne Come previsto dalla normativa sia regionale che comunitaria, oltre alle analisi di coerenza esterna, è prevista un'analisi di coerenza interna, deve cioè essere valutata la congruità degli obiettivi generali con gli obiettivi specifici e le linee di intervento previste dal piano. Nel caso del PEAP fiorentino gli obiettivi specifici e le linee di intervento che si intendo perseguire ed attuare vengono a coincidere. Nella tabella seguente si evidenzia il livello di correlazione tra obiettivi generali individuati dal piano e le linee d intervento nel settore energetico previste dal piano stesso. Come nelle tabelle precedenti il grado di coerenza è espresso con la seguente modalità: ++ per un alto grado di coerenza + per un basso grado di coerenza 0 assenza di coerenza - incoerenza Tabella 27 Coerenza Obiettivi Generali e Specifici del PEAP PEAP Fi Sviluppo e implementazione delle FER L'efficienza Energetica Riduzione di CO2 Energia Regolamenti edilizi Efficienza Energetica Edifici Pubblici

58 Sostituzione Rubinetti per Acqua calda negli edifici pubblici Tetti fotovoltaici edifici comunali Fotovoltaico Condiviso Lava Solare termico per edifici comunali Corsi formazione sul restauro energetico Corsi amministratori condominio Piano Illuminazione Comunale Semafori a LED LED nei cimiteri A scuola in compagnia FER Il piano provinciale in linea con quello Regionale, si prefigge di scardinare il più possibile la dipendenza dalle fonti fossili per l'approvvigionamento energetico. Gli obiettivi che si prefigge in relazione allo sviluppo delle FER ed all'implementazione di sistemi per l'efficienza energetica sono molto ambiziosi, ma necessari se si vuole superare il problema delle riserve per la produzione di energia Per raggiungere l'obiettivo dello sviluppo e la diffusione delle FER il piano propone: Inserimento nei piani edilizi del fattore energia L'installazione sui tetti degli edifici comunali di pannelli sia fotovoltaici che solari termici Propone inoltre il fotovoltaico condiviso, ovvero la possibilità attraverso azioni di azionariato diffuso, consorzi,di installare pannelli fotovoltaici per poter accedere con minor difficoltà alle procedure del conto energia. 58

59 Raggiungere le seguenti quote per fonte rinnovabile: Eolico Mwe 75,45 Idroelettrico Mwe 104,48 Fotovoltaico Mwe 37,83 Biomassa Mwe 42,95 Geotermia Mwe 227,75 Per quanto riguarda invece l'obiettivo del miglioramento dell'efficienza energetica il piano propone: Analizzare un'analisi dell'efficienza energetica degli edifici pubblici ed individuazione della migliore strategia per la riduzione dei consumi negli edifici comunali Sostituzione dei rubinetti per acqua calda negli edifici pubblici Diffusione di informazione per le migliori tecnologie riguardanti alcune tipologie di elettrodomestici Corsi di formazione riguardanti il risparmio energetico, l'uso delle FER, costi connessi alla regolamentazione Piani di illuminazione comunale e l'utilizzo di LED sia per i semafori che per le lampade votive, 59

60 3. Analisi del contesto Territoriale Ambientale Socio Economico In base alla direttiva 2001/42/CE all'interno del Rapporto Ambientale deve essere descritto lo stato attuale e la possibile evoluzione del territorio di interesse del piano. In questa parte saranno illustrate brevemente le caratteristiche ambientali, socio economiche della provincia di Firenze Il territorio provinciale si estende per circa 3500 kmq; il 51,4% è caratterizzato dalla presenza di aree di elevato pregio naturale ( boscate; il 43% è costituito da aree agricole soprattutto nell' aree dell'empolese Valdelsa, mentre il restante 4,6% è caratterizzato da aree urbane ed industriali. Composizione territorio Provinciale 4,60% 44,00% 51,40% Area Boscato Area Agricola Area Urbana Figura 1 Composizione territoriale della Provincia di Firenze La provincia di Firenze racchiude 44 comuni, di cui 34 di collina, 7 di montagna e 3 di pianura Analisi per sistemi economici locali della provincia di Firenze In base alle caratteristiche morfologiche ambientali e socio-economiche, il territorio provinciale è suddiviso in 7 sistemi territoriali omogenei che coincidono con i Sistemi Economici Locali della provincia, fatta eccezione del comune di Barberino Val d'elsa che è compreso nel SEL alta Val d'elsa. Nella tabella seguente vengono riportatati i comuni e la loro suddivisione per SEL. 2 Secondo la classificazione ISTAT 60

61 Successivamente si riporta una descrizione sintetica del territorio. Tabella 28. Elenco Comuni suddivisi per SEL SEL SEL 9 AREA FIORENTINA QUADRANTE CENTRALE SEL 9 AREA FIORENTINA QUADRANTE CHINATI SEL 9 AREA FIORENTINA QUADRANTE MUGELLO SEL 9 AREA FIORENTINA QUADRANTE VALDARNO SUPERIORRE NORD SEL 9 AREA FIORENTINA QUADRANTE VAL DI SIEVE COMUNI Bagno a Ripoli Calenzano Campi Bisenzio Fiesole Firenze Lastra a Signa Scandicci Sesto Fiorentino Signa Greve in Chianti Impruneta S.Casciano Val di Pesa Tavarnelle Val di Pesa Barberino di Mugello Borgo San Lorenzo Firenzuola Marradi Palazzuolo sul Senio San Piero a Sieve Scarperia Vaglia Vicchio Figline Valdarno Incisa in Val d'arno Reggello Rignano sull'arno Dicomano Londa Pelago Pontassieve Rufina San Godenzo 61

62 Castelfiorentino 10 CIRCONDARIO DI EMPOLI QUADRANTE Certaldo VALDESANO Gambassi Terme Montaione Capraia e Limite Cerreto Guidi Empoli 10 CIRCONDARIO DI EMPOLI QUADRANTE Fucecchio EMPOLESE Montelupo Fiorentino Montespertoli Vinci 19 ALTA VAL D'ELSA Barberino Val d'elsa SEL 9 Area Fiorentina - Quadrante Centrale Le principali caratteristiche dell'area fiorentina possono essere sintetizzate in : predominanza della cultura urbana su quella rurale; integrazione delle risorse di diversi ambiti territoriali (tipicamente montagna, collina, pianura, aree fluviali); intrecciarsi e sovrapporsi di strutture di varia scala, relativa ad ambiti di interessa transnazionale, nazionale, regionale e locale. L'asse principale dell'area è rappresentato dalla Valle dell'arno che è caratterizzata da territori differenti sia per struttura morfologica, idrografica che insediativa. Tali caratteristiche possono riassumersi in : la piana dell'arno caratterizzata dalla presenza di ciottoli sabbie, limi e argille sia recenti che attuali. L'Arno con la sua caratteristica di fiume-torrente, rende il territorio in pericolo di inondazioni. La piana a ovest di Firenze è stata soggetta a fenomeni di urbanizzazione che hanno in gran parte cancellato la struttura storica del territorio. A est di Firenze, data la minore entità delle spinte all urbanizzazione, e la loro qualità di natura soprattutto residenziale, vi è maggiore conservazione dei caratteri storico-insediativi e naturalistici. le zone collinari a nord dell Arno sono caratterizzate da versanti a debole acclività alternati da crinali, con dorsali arrotondate e ondulate. Nell insieme appare un paesaggio con colline separate da vallate più o meno ampie, nelle quali prevalgono i depositi alluvionali dei corsi 62

63 d acqua di vario ordine. Le colture sono quelle tipiche delle zone collinari della Toscana centrale. Nel complesso il paesaggio collinare appare totalmente e intensamente antropizzato, data la sua vicinanza con Firenze e la sua vocazione storica in cui le residenze suburbane si integravano con le aziende produttive le zone collinari a sud dell'arno: Il paesaggio appare caratterizzato dal contrasto tra i materiali litici, più o meno resistenti, e quelli prevalentemente argillitici. Le forme di uso del suolo e il grado di antropizzazione sono analoghe a quello del versante nord, forse con una minore caratterizzazione storica di residenza suburbana (data la posizione di Firenze rispetto l Arno) e una più spiccata caratterizzazione produttiva, che viene in parte mantenuta anche ai nostri giorni. SEL 9 Area Fiorentina - Quadrante Chianti Il territorio è caratterizzato da una forte impronta di ruralità, in cui l'agricoltura resta l'aspetto dominante. Da un punto di vista della costituzione geologica e degli aspetti geomorfologici questi ambiti possono essere raggruppati, a causa delle loro caratteristiche omogenee, nei seguenti ambiti territoriali: Le piane alluvionali e le pertinenze non urbanizzate della Pesa e della Greve; sono aree di fondovalle, formate da una striscia pianeggiante di varia larghezza ed estensione; nonostante che i fenomeni di urbanizzazione e di industrializzazione si siano concentrati nella zone pianeggianti di fondovalle e sia radicalmente cambiato il paesaggio agrario, vaste aree ancora conservano caratteri di naturalità. Le zone collinari in destra e sinistra della Pesa; il paesaggio collinare appare totalmente e intensamente antropizzato. Nel versante destro, sono ancora riconoscibili tratti ed elementi tipici del paesaggio storico collinare, alternati a vigneti di impianto recente. Questo fatto, accompagnato a una sostanziale conservazione della struttura profonda del territorio, rendono i versanti collinari della Pesa particolarmente meritevole di una attiva tutela paesaggistica. Le zone collinari del versante in sinistra della Greve; nel suo complesso l'ambito, è caratterizzato da un paesaggio di medio-bassa collina in cui spiccano forme prevalentemente attorno ai m.s.l.m. Le forme di uso del suolo e il grado antropizzazione è molto simile a quello descritto per la Pesa. L area collinare in destra della Greve e i monti del Chianti: L ambito comprende l area collinare- 63

64 montana di confine con il Valdarno superiore fiorentino; il paesaggio è intensamente antropizzato, fino a una certa quota (circa 5/600 m.s.l.m.) a partire dalla quale prevale la copertura boschiva, le caratteristiche delle zone collinari son simili a quelle del versante opposto. Sel 9 Area Fiorentina - Quadrante Mugello Si tratta di un area geografica, la cui unitarietà ha motivazioni storiche e amministrative, piuttosto che territoriali o funzionali. Da un punto di vista ambientale e socio-economico, infatti, quest area può essere divisa nei due sistemi locali del Mugello vero e proprio e della Romagna Toscana. Il Mugello è uno dei bacini intermontani che caratterizzano l'appennino centrosettentrionale. La parte nord del territorio è caratterizzata dalla vera e propria montagna (bosco), mentre la zona tra la Futa ed il Falterona è interrotta da aree agricole quasi del tutto abbandonate. La parte delle colline del versante nord è caratterizzata da alberi da frutto che rendono variegato il paesaggio, sono inoltre presenti dimore sparse, casali e chiese che danno alla zona particolare valore storico- architettonico. Il fondovalle alluvionale dove scorre la Sieve. Ha uno sviluppo areale asimmetrico e soggetto fenomeni di esondazione. La parte della piana è particolarmente vocata per l'agricoltura, grazie alla stabilizzazione del corso della Sieve e alla regimentazione del sistema idrografico dei corsi d'acqua. Il versante sud della montagna è caratterizzato da forme compatte, ed alcuni stretti solchi vallivi, mentre il versante mugellano è caratterizzato da argille scagliose, arenarie e sui terreni calcarei con superficie sassosa e spoglia dalla vegetazione. A destra della Sieve si ha un paesaggio collinare, le colture presenti sono soprattutto grano e vite; la proprietà agraria è assai vasta e organizzata più che altrove in grosse aziende-fattorie. L insediamento rurale è largamente sparso sui campi, in posizioni alte, ed è oggi in parte abbandonato, in parte trasformato in seconde case. La Romagna Toscana è composta da tre valli: Santerno, Senio, Lamone. La prima è quella più estesa è composta da una zona collinare e da una piana alluvionale abbastanza estesa, al confine con la provincia di Ravenna sono presenti veri e propri rilievi montuosi di notevole altezza. Il bosco, che si imposta nelle aree più rilevate, è costituito in prevalenza da ceduo in faggi, e, a minori altitudini, da ceduo e fustaie di castagno. Nelle zone collinari affiorano argilliti ad assetto caotico, il paesaggio si presenta talora spoglio di vegetazione o adibito a prato pascolo. La valle del Senio è molto più stretta ed incassata nella quale scorre il corso d acqua principale per il suo tratto testata, vicino all area di sorgente. Le caratteristiche del paesaggio vegetale sono simili a quelle della valle del Lamone, con la presenza nelle zone elevate di 64

65 notevoli estensioni di faggio e al di sotto degli 800 metri di boschi di castagno, mentre l incremento registratosi nella superficie agricola è in gran parte dovuto all incremento delle zone adibite a pratopascolo. La valle del Lamone è costituita da una serie di rilievi a notevole acclività per le zone d affioramento arenaceo marnoso, mentre si ha qualche collina più arrotondata dove prevalgono le argilliti del complesso caotico. Nelle zone più elevate l essenze tipiche sono quella del faggio e del castagno. Quest'ultimo dal secondo dopoguerra ad oggi, il castagno da frutto ha subito una profonda crisi; non vi è, tuttavia, stato un totale abbandono e nel quadro generale dell economia locale, la castanicoltura da frutto ha per superficie coltivata e per varietà di pregio, un ruolo rilevante. SEL 9 Area Fiorentina Quadrante Valdarno Superiore Nord Il Valdarno Superiore Fiorentino comprende i comuni di Figline Valdarno, Incisa Valdarno, Reggello e Rignano sull Arno. Al suo interno si possono distinguere almeno quattro zone geografiche, ciascuna con specifici caratteri e problemi naturali e antropici. La pianura di fondovalle, formata da terreni alluvionali, si estende intorno al corso dell Arno, quest area è stata interessata, fino a tempi recenti, da un forte sviluppo residenziale ed industriale. Il medio versante è caratterizzato da ripiani e da paesaggi agrari; la coltura caratteristica è quella dell olivo, che dà una impronta suggestiva a molti tratti del paesaggio. Il prodotto è tra i più pregiati della Toscana, per cui l olivo deve considerarsi, per motivi economici e paesistici, una coltura protetta privilegiata. Sono diffusi anche la vite, le foraggiere, e qua e là, gli orti e le coltivazioni di giaggiolo. Le zone collinari agricolo-residenziali sono caratterizzate da un paesaggio di colline e di bassa montagna, prende inizio da qui il classico paesaggio collinare del Chianti e dei Colli Fiorentini, ricco di poderi, di case sparse, di dimore signorili, di colture varie (olivo, vite, cereali,ecc.), di terrazzamenti, di giardini, di residenze non più rurali. Le aree montane e forestali sono più elevata ad oriente (Pratomagno) e più bassa a occidente (Monti del Chianti) si estendono sui margini laterali del bacino, dividendolo dal Casentino e dal Chianti. L olivo e la vite lasciano il posto a superfici boscose, via via più estese e continue (boschi misti cedui, querceti, castagneti). L agricoltura ha perso ai nostri giorni quasi tutto il suo peso e l area presenta campi e colture abbandonate. Il rigoglioso mantello verde, insieme alle ampie visuali panoramiche, conferisce invece alla zona un notevole pregio paesistico. In quest area è compresa la 65

66 grande foresta demaniale di Vallombrosa e la sua riserva naturale biogenetica. SEL 9 Area Fiorentina Quadrante Val di Sieve Il sistema, caratterizzato da un paesaggio medio collinare (di transizione alla zona montana vera e propria) si inserisce nella parte sud-orientale del bacino della Sieve, sono presenti aspetti più o meno aspri, versanti ripidi e franosi nelle parti più elevate. Al suo interno possono essere distinte tre zone omogenee: la valle principale, che occupa spazi ristretti lungo il corso della Sieve, interessando i comuni di Dicomano, Rufina, Pontassieve e parzialmente Pelago; i versanti collinari, caratterizzati da fasce collinari intermedie molto mosse e articolate in valli che da Londa e Pelago risalgono verso il Falterona e la Consuma, e che costituiscono il tramite di collegamento con il Casentino e la provincia di Arezzo; la zona montana, le cui acque confluiscono nella Sieve, appartenente in gran parte al comune di San Godenzo. SEL 10 Circondario di Empoli- Quadrante Empolese L area del Valdarno Empolese,collega l'interno della Toscana con la costa, questa posizione permette facili e rapide comunicazioni tra le maggiori città della parte settentrionale della regione. La valle è attraversata da importanti arterie stradali e ferroviarie che hanno stimolato lo sviluppo industriale e commerciale e ne hanno fatto una delle aree trainanti della economia toscana. Le caratteristiche orografiche dell area possono, comunque, riassumersi in: 1.Piana dell Arno; area è caratterizzata da depositi alluvionali recenti, e frequenti esondazioni soprattutto la zona comprendente sia la parte pianeggiante, ad est e ad ovest del centro urbano di Empoli. 2.Montalbano; è caratterizzato da un paesaggio, in parte agricolo, in parte forestale, ricco di insediamenti storico-artistici ancora ben conservati. Al centro dell area, si trova il Barco Mediceo, un ampia zona boscosa di circa 4000 ettari delimitata da circa 50 chilometri di muri, oggi in parte crollati. 3.Cerbaie; si articola in una serie di colli, tutti di altitudine piuttosto modesta; la zona si suddivide in due versanti: uno orientale più ripido, e uno occidentale degradante in maniera così lieve da apparire quasi un piano inclinato tagliato dai torrenti tributari del Bientina. 4.Area del Padule di Fucecchio e del Canale Maestro: il sistema ambientale è costituito da parti di 66

67 due sistemi strettamente collegati: il Padule di Fucecchio e l area pianeggiante che separa le Cerbaie dalle propaggini occidentali del Montalbano. E' caratterizzato dalla presenza di vari corsi d'acqua, che convogliano gli effluenti delle diverse attività produttive e residenziali delle aree poste a nord provocando fenomeni di inquinamento degli acquiferi profondi. SEL 10 Circondario di Empoli Quadrante Valdesano La Val d Elsa fiorentina non corrisponde ad una unità paesistica, sia perché i confini provinciali tagliano trasversalmente la valle, sia perché anche i confini comunali si discostano spesso dalle linee di spartiacque. Da un punto di vista geologico, i terreni sono in prevalenza argillosi, sabbiosi e conglomeratici, spesso in alternanza tra loro. Questa diversità di suoli determina variazioni nei tipi di erosione e si riflette in parte nella vegetazione e nell uso agricolo. La struttura del territorio è costituita da tre subsistemi collegati fra loro e diversamente articolati in destra e in sinistra d Elsa. Il versante in destra dell Elsa è caratterizzato da forme collinari predominanti; nell insieme si configura un paesaggio basso, costituito da colline d erosione separate da vallate più o meno ampie nelle quali prevalgono i depositi alluvionali dei corsi d acqua di vario rango. Sono presenti insediamenti sparsi come poderi e borghi, campi coltivati, a colture arboree e seminativi, filari e macchie di verde che accompagnano le strade. Il fondovalle alluvionale principale è attraversato da una fitta rete idrografica, formata da una trama di corsi d acqua che si innestano nell Elsa è caratterizzato da un alternanza fra aree urbanizzate che si sono diramate ed espanse dai nuclei storici e aree agricole, per lo più seminativi nudi e zone vitate. Il versante in sinistra dell Elsa è caratterizzato anch'esso da un paesaggio collinare, ad ovest si collega con la zona della piana alluvionale del torrente Egola, mentre ad est sfumano nella ampia zona di fondovalle dell Elsa. La vegetazione della parte alta delle colline, è costituita da castagneti, pini; le specie endemiche come farnia e piante di sottobosco (ginepro, carpino, ornello). 67

68 3.2 Aspetti economici e sociali La provincia di Firenze, con i suoi abitanti, rappresenta circa il 27% della popolazione toscana e presenta una densità abitativa piuttosto elevata (275 ab/kmq). Il capoluogo continua a raccogliere il 39% della popolazione provinciale. Un attenta analisi strutturale (per la quale ci si riferisce ai dati censuari ISTAT del 2001 e a quelli della Camera di Commercio per le rilevazioni successive al 2001), fa emergere i seguenti fenomeni: Un lieve incremento demografico rispetto al 2001; Un progressivo incremento della densità abitativa su tutto il territorio provinciale; Un inversione di tendenza del processo d invecchiamento della popolazione, rispetto al L'incremento demografico riguarda sia i maggiori centri urbani, sia i centri minori ed è legato soprattutto ad un aumento dell immigrazione straniera (Camera di Commercio, 2005). Disaggregando i dati a livello di Sistemi Economici Locali (SEL) 5 è possibile tracciare un quadro più puntuale sulle caratteristiche demografico e territoriali, pur basandosi parzialmente su informazioni relative al Tabella 29. Caratteristiche demografiche e territoriali dei SEL in Provincia di Firenze Popolazione Residente Superficie (kmq) Densità Quadrante Mugello , 72 60,88 Quadrante Val di Sieve ,25 98,06 Quadrante Centrale , ,41 Quadrante Chianti ,3 149,11 Quadrante Empolese ,63 161,46 Quadrante Valdesano ,78 292,88 Quadrante Valdarno Superiore Nord Alta Val d Elsa ( solo Barberino) (Fonte Regione Toscana, 2002) Il dato si riferisce alla rilevazione ISTAT del Si è passati, infatti, da un indice di vecchiaia pari a 195 al 2001 ad uno di 191 nella rilevazione del La Provincia di Firenze è costituito dai seguenti SEL: Area Fiorentina - Quadrante Mugello; Area Fiorentina - Quadrante Val di Sieve, Area Fiorentina - Quadrante Centrale; Area Fiorentina - Quadrante Chianti; Area Fiorentina - Valdarno Superiore; Circondario di Empoli - Quadrante Emploese; Circondario di Empoli - Quadrante Valdelsano; Valdarno Superiore Sud (parzialmente). 68

69 Il Quadrante del Mugello è il più esteso dal punto di vista territoriale, mentre il Quadrante Centrale presenta i valori più elevati sia in termini di popolazione residente sia di densità abitativa. Per quanto riguarda l'indice di vecchiaia i quadranti del Mugello, Val di Sieve, Chianti (area fiorentina), Valdarno Superiore, Quadrante Empolese (Circondario di Empoli) e Valdarno Superiore Sud hanno un valore al di sotto della media regionale. In situazione opposta si trovano il Quadrante Centrale dell area fiorentina e al Quadrante Valdelsano (Circondario di Empoli), dove si registrano indici di vecchiaia superiori alla media regionale. Tabella 30. Indici di vecchiaia relativi ai SEL della Provincia di Firenze. Indice di vecchiaia Quadrante Mugello 1,62 1,92 Quadrante Val di Sieve 1,72 1,92 Quadrante Centrale 2,15 1,92 Quadrante Chianti 1,65 1,92 Quadrante Empolese 1,69 1,92 Quadrante Valdesano 1,92 1,92 Valdarno Superiore Nord ,92 Alta Val d Elsa ( solo Barberino) Indice di vecchiaia Regionale (Fonte Regione Toscana, 2001) Dal punto vista delle imprese i quadranti Centrale ed Empolese mostrano i valori più alti sia in termini di numero d'imprese (rispettivamente e ) anche rispetto al valore aggiunto prodotto (rispettivamente 19,850 miliardi di euro/anno e 2,755 miliardi di euro/anno), con un incidenza sul valore aggiunto provinciale rispettivamente del 69% e 10% circa. Il Quadrante Centrale, costituito dai comuni di Firenze, Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Lastra a Signa, Scandicci, Sesto Fiorentino e Signa, conferma cosi il ruolo strategico nelle dinamiche economiche dell'intera provincia. L analisi degli indici di specializzazione consente, inoltre, di stabilire la vocazione produttiva di ciascun SEL. 69

70 Tabella 31. Indice di specializzazione produttiva dei SEL in Provincia di Firenze Alta Val Quadrante Valdarno Quadrante Quadrante Quadrante Quadrante Quadrante d'elsa Val di Superiore Mugello Centrale Chianti Empolese Valdelsano (solo Sieve Nord Barberino) Agricoltura silvicoltura e pesca Settore moda Meccanica Altre industrie Costruzioni Commercio pubblici esercizi Servizi privati P.A., istruz.,sanità, altri servizi (Fonte Regione Toscana, 2003) Posto ad 1 il livello di specializzazione riferita alla Regione Toscana, valori >1 indicano una specializzazione produttiva più elevata rispetto alla media regionale. Ciascun SEL (ad eccezione del Valdarno Superiore Sud) detiene il primato, a livello provinciale, della specializzazione produttiva in uno o più settori considerati. Il Quadrante Valdelsano nel settore dell'agricoltura, pesca e selvicoltura, quello Empolese nel settore della moda, il Quadrante del Chianti in quello della meccanica ed altre industrie, quello del Mugello nel settore delle costruzioni, il Valdarno superiore nel settore del commercio, il Quadrante Centrale nei servizi privati, PA, sanità e altri servizi. Il Quadrante Centrale accoglie, inoltre, il più alto numero d unità aziendali ICT tra i SEL provinciali, confermandone la vocazione produttiva verso attività ad alto valore aggiunto sia a livello di produzione di beni, sia d erogazione di servizi. Circa l 81% delle unità aziendali ICT censite in Provincia di Firenze è localizzata nel Quadrante Centrale ed in particolare sul territorio comunale di Firenze. È indubbio che l insediamento e lo sviluppo di certe tipologie d imprese risultano essere stimolate anche dalla presenza di economie d agglomerazione, caratteristica tipica 70

71 dell area metropolitana fiorentina 6 (ISTAT, 2001). La Provincia di Firenze mostra performance di tutto rispetto, anche dal punto di vista della competitivitá territoriale. Tabella 32. Indici di dotazione infrastrutturali per Provincia di Firenze, Toscana, Italia centrale ed Italia Provincia Centro Toscana di Firenze Italia Italia Indice di dotazione della rete stradale (Italia=100) Indice di dotazione della rete ferroviaria (Italia=100) Indice di dotazione dei porti (e bacini di utenza) (Italia=100) Indice di dotazione dei aeroporti (e bacini di utenza) (Italia=100) Indice di dotazione di impianti e reti energetico-ambientali (Italia=100) Indice di dotazione delle strutture e reti per la telefonia e la telematica (Italia=100) Indice di dotazione delle reti bancarie e servizi vari (Italia=100) Indice generale infrastrutture (economiche e sociali) (Italia=100) (Fonte Camera di Commercio 2004) Esiste, infine, una complessiva carenza infrastrutturale sul lato della offerta di mobilità. Nondimeno, la realtà provinciale fiorentina mostra segnali di dinamismo nei settori agroalimentare, chimica, plastica ed elettronica, mantenendo il ruolo del manifatturiero significativo. Inoltre, l'imprenditorialità diffusa rappresenta certamente un punto di forza che tradizionalmente contraddistingue la Provincia di Firenze (Camera di Commercio, 2006). Mercato del lavoro e disoccupazione La ripartizione dell'occupazione a livello di SEL conferma ancora una volta il peso economico dei quadranti Centrale ed Empolese, con un numero complessivo d addetti pari rispettivamente a e , che incidono sul totale degli occupati a livello provinciale rispettivamente del 69% e del 10% circa. Il flusso dei pendolari che contraddistingue il Quadrante Centrale è un fenomeno correlato al relativo dato sull occupazione. Il 90% degli occupati locali rimane all interno del SEL, mentre il 6 L Area Metropolitana di Firenze coincide con il SEL denominato Quadrante Centrale. 71

72 sistema esercita una forte attrazione, dal lato degli ingressi, sugli altri quadranti dell Area Fiorentina e dell Area Pratese. Il saldo totale a livello di SEL è, pertanto, positivo. La forte attrazione esercitata sui quadranti limitrofi suggerisce che l Area metropolitana Fiorentina, in termini di pendolarismo, non costituisca un sistema a sé stante ma piuttosto il polo centrale di un sistema più ampio che comprende anche i territori del Mugello, della Val di Sieve, del Chianti fiorentino e del Valdarno Nord (Regione Toscana, 2001). Il tasso provinciale di disoccupazione si attesta al 3,92, ben al di sotto dell indice nazionale (ISTAT, 2003). L incidenza è del 1,97 per la disoccupazione maschile e del 6,41 per quella femminile; come per gli indici relativi all occupazione, anche in questo caso si registra un sostanziale squilibrio tra generi, pur in presenza di tassi relativamente migliori rispetto corrispettivi regionali e nazionali (ISTAT, 2003). La disoccupazione incide maggiormente sulla fascia d età con un tasso del 11,87 e tende ad attestarsi su valori più bassi spostandosi su fasce d età più elevate. Si registra, pertanto, un tasso del 7,87 per la fascia e del 2,60 per la fascia In tutti e tre i casi, gli indici sono migliori dei corrispettivi regionali e nazionali (ISTAT, 2003). I valori di disoccupazione pro capite più elevati, infatti, si riferiscono, nell ordine, ai quadranti Empolese, Valdelsano e Centrale, mentre il risultato migliore si registra nel Quadrante Chianti. Disoccupazione 0,06 0,05 0,046 0,045 0,05 0,048 0,057 0,055 0,043 0,04 0,036 0,03 0,02 0,01 0 Q.Mug Q V Sieve QCentrale QChianti VSupNord QEmpolese QValdelsano AltaVElsa* Q.Mug Q V Sieve QCentrale QChianti VSupNord QEmpolese QValdelsano AltaVElsa* Figura 2 Valori di disoccupazione pro capite riferiti a ciascun SEL.(Regione Toscana, 2003). 72

73 3.3 Consumi Energia elettrica e Gas Anche in questo i dati sono stati raggruppati in SEL e si riferiscono agli anni Dai dati si nota che il SEL 9 Area Fiorentina Quadrante Centrale ha i consumi alti, mentre il SEL con i consumi più bassi è il quadrante Val di Sieve. Osservando l'andamento dei consumi negli anni si nota una tendenza all'aumento dei valori, eccetto il SEL 9 Quadrante Mugello che mostra una tendenza opposta. Consumi Energia Elettrica per SEL in GWh SEL9 A.F.QCentrale SEL 9 A.F.Q.Mugello SEL 9 A.F.Q.Val di Sieve SEL 10 Circ.EmpoliQ.Empolese SEL 9 A.F.Q.Chianti SEL 9 A.F.Q.Val.Sup.Nord SEL 10 Circondario Empoli Valdesano SEL 19 Alta Val d'elsa Figura 3 Consumi Energia Elettrica per SEL in GWh 73

74 Variazione Percentuale SEL 19 Alta Val d'elsa SEL 10 Circ.EmQEmp SEL 10 Cir.Emp.Vald. 0% 2% 2% 4% 4% 7% SEL 9 A.F.Q.ValdSie. SEL 9 A.F.Q.ValSupN SEL 9 A.F.Q.Mug. SEL 9 A.F.Q.Chia. SEL9 A.F.QCen. 0% -2% 3% 4% 0% 1% 4% 5% 5% 6% -2% -1% 0% 1% 2% 3% 4% 5% 6% 7% Figura 4 Variazione Percentuale dei consumi di energia elettrica per SEL ( e Fonti ENEL). Per quanto riguarda i consumi di gas i dati a disposizione sono relativi agli anni dal 2002 al Anche in questo caso il SEL con i maggiori consumi risulta essere il Quadrante centrale ed il più basso è il Quadrante Mugello. L'andamento dei consumi mostra anche in questo caso la tendenza ad aumentare in quantità diverse a seconda degli anni di riferimento. 74

75 Consumi Gas per SEL Sel 9 Area Fiorentina Q.Centrale Sel 9 Area Fiorentina Q.Chianti Sel 9 Area Fiorentina Q.Mugello Sel 9 Area Fiorentina Q.Valdarno.S.Nord Sel 9 Area FiorentinaQ.Val di Sieve 10 Circondario di Empoli.Q.Valdesano 10 Circondario di Empoli - Q.Empolese 19 Alta Val d'elsa Figura 5 Consumi GAS per SEL Andamento Consumi Totali Provinciali Provincia Firenze Figura 6 Consumi GAS Provinciali 3.4 Trasporti Il territorio della Provincia di Firenze è attraversato da 1451 km di strade provinciali e da circa 70 km di autostrada A1; mentre le strade provinciale sostengono per lo più il traffico interno, il tratto autostradale supporta l'attraversamento nazionale ma allo stesso tempo viene utilizzato come 75

76 tangenziale ovest di Firenze. Il numero di immatricolazioni nella provincia è pari a : Automobili: Ciclomotori: Motocicli: Autobus: 1 741, di cui circa sono utilizzati per il trasporto pubblico urbano ed extraurbano nell aera metropolitana di Firenze. Veicoli merci: Il traffico stradale nell'area fiorentina può essere suddiviso in due macroaree: il traffico intra-comunale causato dagli spostamenti interni ai territori comunali - il traffico inter-comunale causato dagli spostamenti tra le aeree esterne ai confini dei vari comuni ( per lo più da e per Firenze) L'area fiorentina è coperta da 6 linee ferroviarie centrate e raccordate con il nodo ferroviario di Firenze. Le sei linee sono: Borgo S.Lorenzo-Faenza; Borgo S.Lorenzo-Vaglia-Firenze; Pontassieve-Borgo S.Lorenzo; Firenze-Arezzo; Firenze-Pisa; Pistoia-Prato-Firenze. Per prime tre linee non son ancora elettrificate e rappresentano circa 45% dell'intera rete. Il nodo di Firenze è attraversato dall'asse Milano- Napoli, per le zone Firenze-Arezzo e Firenze-Bologna., che favoriscono oltre che un servizio di interregionali, anche uno regionale poiché vien utilizzata per gli spostamenti locali. Le altre linee invece sono principalmente utilizzate per il trasporto intercomunale. Il posti chilometri offerti annualmente sono circa 810 milioni Altra infrastruttura importante caratterizzante il trasporto provinciale è l'aeroporto di Peretola. Dispone di una pista di 1,6km larga 30m mentre le aree di manovra di estendo per mq. Dall'anno di avvio del servizio al 2005 i passeggeri transitati annualmente variano da a , il traffico merci ha mostrato un aumento più consistente passando da 900t a3700 t nel

77 La discrepanza dei valori è dovuta all'aumento della taglia media dei velivoli e nell'aumento del coefficiente di carico medio. 3.5 Emissioni I dati raccolti si riferiscono all Inventario regionale delle sorgenti di emissione in aria ambiente (IRSE) adottato dalla Regione Toscana. Gli inquinanti presi in considerazione sono: monossido di carbonio (CO), composti organici volatili (COV), ossidi di azoto (NOX), materiale particolato solido fine (PM10), ossidi di zolfo (SOX); Nella tabella sono i riportati i valori individuati Tabella 33 Emissioni di Mesoscala Provincia di Firenze CO (t) COV (t NH3 NOX PM10 SOX ) (t) (t) (t) (t) Comb nell'industria dell'energia e trasf.ener Impianti di combustione non industriali Impianti di comb industriale Processi Produttivi Estrazione distribuzione combustibili fossili Uso di solventi Trasporti Stradali Altre Sorgenti Mobili Trattamento e Smaltimento Rifiuti Agricoltura Natura Totale

78 Emissioni Natura Agricoltura Trattamento e Smaltimento Rifiuti Altre Sorgenti Mobili Trasporti Stradali Uso di solventi Estrazione distribuzione combustibili fossili Processi Produttivi Impianti di comb industriale Impianti di combustione non industriali Comb nell'industria dell'energia e trasf.ener CO (t) COV (t ) NH3 (t) NOX (t) PM10 (t) SOX (t) Figura 7: Emissioni per settore produttivo di origine Per quanto riguarda le emissioni di CO 2 equivalente non è stato possibile accedere né ad un database aggiornato inerente la valutazione delle emissioni, per questo il calcolo dei gas serra quindi è stato svolto sol su base provinciale in dipendenza dei settori energetici. Tabella 34 Utilizzi energetici per settore e fonte (tep/anno) Settori En EL (tep) Gas (Tep) Petroliferi (tep) Totale Energia Primaria (tep) Emissioni di CO 2 Eq (ton/anno) Agricoltura Industria Trasporti Civile + Terziario (rete) Totale

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