QUALI RISCHI PER IL NOSTRO PAESE?

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1 TERRITORIO BENE COMUNE IN MOVIMENTO Camerano, 30 GENNAIO 2015 QUALI RISCHI PER IL NOSTRO PAESE? Maurizio Sebastiani Italia Nostra Marche 1

2 I RISCHI DELLO «SBLOCCA ITALIA» Sblocca Italia, allarme di Bankitalia: "Altissimo il rischio di corruzione" Preoccupazione per le procedure pensate per velocizzare i lavori delle infrastrutture: "Obiettivo condivisibile, ma ci sono rischi di vulnerabilità" dei cantieri.» 2

3 I RISCHI DELLO SBLOCCA ITALIA Per il presidente dell anticorruzione Cantone il rischio è che in questo modo (potere a commissari per realizzare opere pubbliche) si «verrebbe a creare un commissariamento di scelte politiche locali da parte dell amministratore di una società per azioni, anche se pubblica». 3

4 I RISCHI DELLO SBLOCCA ITALIA Fabrizio Salassone, vice capo del Servizio di Struttura economica della Banca d Italia, ha invocato «massima trasparenza», visto che, il provvedimento basato sull «estrema urgenza», introduce «un sistema generale di deroghe molto pervasivo al Codice dei contratti pubblici» 4

5 I RISCHI DELLO SBLOCCA ITALIA L Autorità Nazionale Trasporti boccia la norma che «attribuisce al singolo concessionario la facoltà di predisporre un nuovo piano economico finanziario finalizzato a proporre l unificazione di tratte, in assenza di provvedimenti dell Autorità» 5

6 I RISCHI DELLO SBLOCCA ITALIA Nell articolo 35 del decreto, al governo viene consentito di individuare gli impianti di smaltimento dei rifiuti urbani o speciali, esistenti o da realizzare per attuare un sistema integrato e moderno di gestione di tali rifiuti. 6

7 I RISCHI DELLO SBLOCCA ITALIA Contro gli articoli 37 e 38 si sono schierate le associazioni ambientaliste del Paese, insieme a quelle di cittadini ed enti locali. Per aumentare la sicurezza delle forniture di gas e per valorizzare le risorse energetiche nazionali il decreto concede il carattere di interesse strategico e 7

8 I RISCHI DELLO SBLOCCA ITALIA di pubblica utilità con semplificazioni e incentivi annessi ai gasdotti, rigassificatori, alle infrastrutture della rete nazionale di trasporto del gas naturale e alle coltivazioni di idrocarburi e di stoccaggio sotterraneo di gas. 8

9 I RISCHI DELLO SBLOCCA ITALIA L Anci si è espressa negativamente riguardo l articolo 33 che introduce una nuova procedura amministrativa per le bonifiche ambientali e la rigenerazione urbana delle aree di interesse nazionale. La norma, «esautora il ruolo degli Enti locali, i quali in nessuna fase potranno esprimersi in merito alla realizzazione degli interventi». 9

10 I RISCHI DELLO SBLOCCA ITALIA Un formulario di vecchi progetti che vengono riesumati in nome di un finto interesse collettivo. Unanimi, le 12 associazioni Italia Nostra CTS ENPA FAI Greenpeace Legambiente LIPU Mountain Wilderness Pro Natura Salviamo il Paesaggio Touring Club Italiano WWF 10

11 COSTITUZIONE ITALIANA ART. 9 La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. 11

12 COSTITUZIONE ITALIANA ART. 32 La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. 12

13 LA SALUTE? "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia (OMS) 13

14 PER LA CORTE COSTITUZIONALE L ambiente è protetto come elemento determinativo della qualità della vita. La sua protezione non persegue astratte finalità naturalistiche o estetizzanti, ma esprime l esigenza di un habitat naturale nel quale l uomo vive ed agisce ed è necessario alla collettività e per essa ai cittadini, secondo valori largamente sentiti. 14

15 ARTT. 41 E 42 COST LA COSTITUZIONE AFFERMA CHE L INIZIATIVA ECONOMICA PRIVATA È LIBERA MA NON PUÒ SVOLGERSI IN CONTRASTO CON L UTILITÀ SOCIALE E CHE LA PROPRIETÀ PRIVATA È GARANTITA DALLE LEGGE CHE NE DETERMINA I LIMITI DI GODIMENTO ALLO SCOPO DI ASSICURARE LA FUNZIONE SOCIALE. 15

16 IL DISCORSO SUL PIL Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Kansas University Non troveremo mai un fine per la nazione né per la nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico. Il PIL non misura né la nostra arguzia, né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né la nostra conoscenza, né la nostra compassione, né la nostra devozione al nostro Paese. Il PIL misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta 16

17 LA UE Il 20 agosto 2009 la Commissione ha presentato al Parlamento Europeo la comunicazione dal titolo Non solo PIL. Misurare il progresso in un mondo in cambiamento. Azioni proposte : Completare il PIL con indicatori ambientali e sociali Informazioni in tempo reale a sostegno del processo decisionale 17

18 OLTRE IL PIL Il 22 luglio 2011 l assemblea generale dell ONU ha adottato una risoluzione conosciuta come la risoluzione felicità che ha rilevato come il PIL non riflette adeguatamente la felicità ed il benessere delle persone in un Paese ed ha invitato gli stati membri ad elaborare nuove misure che tengano conto della importanza della ricerca della felicità. 18

19 IL BES di CNEL ed ISTAT Nel 2011 viene studiato un altro indicatore, quello del Benessere Equo e Sostenibile (BES) da parte del CNEL e dell ISTAT, Forum terzo settore. Esso considera 12 dimensioni: ambiente, salute, benessere economico, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, relazioni sociali, sicurezza personale, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ricerca ed innovazione, qualità dei servizi, politica ed istituzioni. 19

20 LE MARCHE CHE NOI VOGLIAMO 15 GENNAIO 2015 Documento di Italia Nostra Marche, con il contributo di esperti e condivisa dalle associazioni ambientaliste marchigiane 20

21 LE MARCHE CHE NOI VOGLIAMO LA STRATEGIA NOI RITENIAMO CHE IL NUOVO GOVERNO REGIONALE DEBBA ISPIRARSI AD UNA VISIONE STRATEGICA CHE ABBIA AL CENTRO IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA E LA TUTELA DELLE RISORSE TERRITORIALI. 21

22 LE MARCHE CHE NOI VOGLIAMO LA CULTURA ED IL PAESAGGIO RAPPRESENTANO UN VALORE FONDAMENTALE ED IDENTITARIO CHE CARATTERIZZANO FORTEMENTE LA NOSTRA REGIONE 22

23 LE MARCHE CHE NOI VOGLIAMO L AMBIENTE NECESSITA DI UNA PROFONDA E PROGRAMMATA ATTIVITÀ DI RISANAMENTO IDROGEOLOGICO ED ECOLOGICO; QUESTO DOVRÀ RAPPRESENTARE IL MAGGIORE IMPEGNO DELLA REGIONE MARCHE PER I PROSSIMI CINQUE ANNI. 23

24 LE MARCHE CHE NOI VOGLIAMO LA STRATEGIA aziende innovative, utilizzo delle reti informatiche, della banda larga, delle nuove tecnologie create da aziende fortemente innovative (smart e start); supporto alle università marchigiane perché venga finanziata la ricerca applicata e l innovazione tecnologica a sostegno delle start up 24

25 LE MARCHE CHE NOI VOGLIAMO LA STRATEGIA rete della produzione alimentare, delle attività agricole di nicchia e dell agricoltura biologica e OGM free artigianato locale di qualità, del settore della moda (distretto calzaturiero, del cappello), dell artigianato 25

26 LE MARCHE CHE NOI VOGLIAMO LA STRATEGIA turismo verde basato su sistemi e reti di agriturismi e di B&B recuperando il patrimonio abbandonato agevolazione ai piccoli impianti di energia rinnovabile al servizio delle aziende agricole e agli impianti fotovoltaici sui tetti delle fabbriche 26

27 LE MARCHE CHE NOI VOGLIAMO PROPOSTE CONSUMO ZERO DI SUOLO AUMENTO DELLA SUPERFICIE A PARCO E RISERVA AGRICOLTURA NATURALE E NON INTENSIVA STUDIO DEI FIUMI, NO ALLA CURA DELLA RUSPA 27

28 LE MARCHE CHE NOI VOGLIAMO PROPOSTE POTENZIARE IL TRASPORTO PUBBLICO SU FERRO NO A NUOVE QUADRILATERO PROGRAMMA STRATEGICO PER PROCEDERE ALLA BONIFICA DI TUTTE LE AREE A RISCHIO PER LA SALUTE, PER L AMBIENTE, PER LE RISORSE IDRICHE E ALIMENTARI. 28

29 LE MARCHE CHE NOI VOGLIAMO L ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE UN RINASCIMENTO EDUCATIVO CHE PROMUOVA LA CREATIVITÀ E L'INNOVAZIONE CON LA CONOSCENZA DEL TERRITORIO LA CULTURA L ALTERNATIVA ALLA CRISI PER UNA NUOVA IDEA DI PROGRESSO 29

30 LE MARCHE CHE NOI VOGLIAMO LA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA OVVERO LA DEMOCRAZIA È PARTECIPAZIONE 30

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