Migranti e Mafia Capitale indagato sottosegretario Renzi difende il governo

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1 NZ Fondatore Eugenio Scalfari Direttore Ezio Mauro ALVOHXEBbahaajA CTDEDUDEDK SS-1F ANNO 40 - N. 133 IN ITALIA 1,90 con D SABATO 6 GIUGNO 2015 RCLUB/ LA COPERTINA Shakira, il segreto più bello Farò studiare migliaia di bimbi LAURA LAURENZI RCLUB/ LE TENDENZE L irresistibile ascesa del bikini femminista SERENA TIBALDI RCLUB/ I PIACERI L ultima metamorfosi del Lego il mattoncino ora è tutto hi tech SERGIO PENNACCHINI Migranti e Mafia Capitale indagato sottosegretario Renzi difende il governo > Bufera sull Ncd Castiglione. Cuperlo con le opposizioni: si dimetta > Altri 21 nomi nello scandalo. Allarme di Mattarella: più severità L INCHIESTA Quanto te posso da? Il tariffario dei corrotti CARLO BONINI Cesare è il suk in cui Salvatore Buzzi L AULAGiulio compra e vende. Compra consiglieri, assessori, capi dipartimento. Vende i servizi della 29 giugno, holding cooperativa del Terzo Settore dalle tariffe fuori mercato. Come i 900 euro a tonnellata che, nel 2013, spunta con l Ama per la raccolta di rifiuti multimateriale a fronte di un prezzo medio di Se torna l Iran tra i re del petrolio MAURIZIO RICCI LAGUERRAfra petrolieri arabi e americani, sulla spartizione del mercato rischia di prolungarsi al A PAGINA 31 FRANCESCO BEI SIAMO garantisti, non facciamo dimettere nessuno per un avviso di garanzia». Alle prese con il caso del sottosegretario Giuseppe Castiglione, Ncd, indagato in un inchiesta collegata a Mafia Capitale, Matteo Renzi si mostra tranquillo a dispetto della bufera che ha macchiato un esponente del suo governo. A PAGINA 2 SERVIZI DA PAGINA 3 A PAGINA 11 LA STORIA Soldi, coca e affari la guerra tra le cosche per il mare di Roma ATTILIO BOLZONI A PAGINA 11 ETTORE LIVINI ATENE TSIPRAS tira dritto. E dopo aver bloccato i pagamenti al Fmi («il tempo non scade solo per noi», ha detto) alza ancora l asticella delle richieste greche nelle trattative con l ex Troika, mentre l impasse di Atene riporta il brutto tempo su tutti i mercati. A PAGINA 28 L ANALISI Il peccato originale e i doveri del Pd CLAUDIO TITO Q UESTA seconda inchiesta su Mafia Capitale non è un fulmine a ciel sereno. I presupposti per capire che parte della politica romana è una sorta di fogna a cielo aperto erano chiari da tempo. Meravigliarsi adesso, non è possibile né giustificabile. In questa vicenda ci sono però due piani ben distinti. Uno è quello giudiziario, l altro è quello politico. SEGUE A PAGINA 35 LA GRECIA BOCCIA IL COMPROMESSO: ASSURDO. TRATTATIVA CONTINUA Tsipras gela la Ue e affossa le Borse IL RETROSCENA A PAGINA 6 DAL NOSTRO INVIATO IL CASO La grande rapina degli hacker cinesi milioni di dati rubati agli Usa FEDERICO RAMPINI A PAGINA 18 CON COMMENTI DI CHIUSI E SNOWDEN STORICA VISITA, EMERGENZA SICUREZZA DAL NOSTRO INVIATO Il Papa sfida le minacce A Sarajevo per la pace RAFFAELLA MENICHINI SARAJEVO NELLE strade ancora segnate dalle voragini delle granate e costeggiate dai cimiteri a cielo aperto, tra nuovissime banche e moschee scintillanti grazie ai soldi sauditi e iraniani, i santini del Papa argentino in questi giorni sono spuntati a migliaia. A PAGINA 21 ACCESA con il Milan nel 1986, la stella di Berlusconi comincia a spegnersi proprio dal Milan, 30 anni dopo. Il suo mondo finisce, secondo la profezia di T.S. Eliot, non con un esplosione, ma con un sospiro di languore e una carrettata di misteriosi milioni dall Oriente, nel lungo addio a una squadra che egli seppe trasformare nella perfetta allegoria del proprio successo. ALLE PAGINE 14 E 15 CON ARTICOLI DI CURRÒ E PAGNI LA VISITA più importante di Giovanni Paolo II fu quella non avvenuta. Era il 1994, nel pieno dell assedio, e il viaggio che aveva così fortemente voluto, fu cancellato. SEGUE A PAGINA 34 L EVENTO La festa di Genova il futuro è da riscrivere LE IDEE Ridacci oggi il pane sprecato ENZO BIANCHI CONtutta la sua sensibilità e con una parresia di linguaggio che non lascia spazio a eufemismi, il presidente Mattarella ha parlato dello spreco come insulto alla società e all economia dei paesi, ponendo la sostenibilità come condizione stessa della pace, così come la giustizia, la cooperazione, il rispetto dei diritti della persona. Parole forti, che attribuiscono alla lotta allo spreco non una semplice dimensione di strategia economica o di risparmio. SEGUE A PAGINA 35 CADALANU E ROSSO A PAGINA 25 IL 48% A MR. BEE PER 500 MILIONI. E STASERA LA JUVE CONTRO IL BARÇA IN CHAMPIONS Berlusconi cede, addio a mezzo Milan VITTORIO ZUCCONI UN ALTRA GERUSALEMME ADRIANO SOFRI Paul Pogba e Andrea Pirlo IL RACCONTO Questa notte a Berlino DAL NOSTRO INVIATO ALLE PAGINE 26 E 27 MAURIZIO CROSETTI BERLINO STASERA il povero, orgoglioso calcio italiano s arrampica fino al bordo della coppa d argento e prova a guardarci dentro, come fanno i bambini sull orlo del pozzo. NELLO SPORT SEDE: ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO, 90 - TEL. 06/49821, FAX 06/ SPED. ABB. POST., ART. 1, LEGGE 46/04 DEL 27 FEBBRAIO ROMA. CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ: A. MANZONI & C. MILANO - VIA NERVESA, 21 - TEL. 02/ PREZZI DI VENDITA: AUSTRIA BELGIO FRANCIA GERMANIA IRLANDA LUSSEMBURGO MONACO P. OLANDA PORTOGALLO SLOVENIA SPAGNA 2,00 MALTA 2,20 GRECIA 2,50 CROAZIA KN 15 REGNO UNITO LST 1,80 REPUBBLICA CECA CZK 64 SLOVACCHIA SKK 80/ 2,66 SVIZZERA FR 3,00 UNGHERIA FT 650 U.S.A $ 2,00

2 2 LA MAFIA A ROMA la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 L inchiesta Migranti e Mafia Capitale, indagato Castiglione inquisito per turbativa d asta nell appalto di un centro immigrati. Cantone: bandi su misura La sinistra Pd: dimissioni inevitabili ELLEKAPPA SILVIO BUZZANCA ROMA. Giuseppe Castiglione, sottosegretario all Agricoltura, coordinatore siciliano del Nuovo centrodestra, è indagato dalla procura di Catania per la gestione del Cara di Mineo, il centro di accoglienza più grande per gli immigrati che arrivano dal Nord Africa. L accusa contro il sottosegretario è di avere manovrato le gare per la gestione del centro siciliano, favorendo la cooperativa La Ca- Nel mirino dei magistrati i rapporti tra il politico e Luca Odevaine, in carcere da dicembre, per la gestione del Cara di Mineo appalti per la gestione del centro. Appalti, in particolare l ultimo, che hanno attirato anche l attenzione dell Autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone che ha definito i bandi «un abito tagliato su misura». Nel frattempo lo stesso Odevaine faceva parte del tavolo ministeriale che si occupava dell emergenza profughi e da quella postazione avrebbe anche gestito lo spostamento dei migranti da Mineo verso altri centri amici. Il tutto in cambio di un compenso fisso di 10 PIÙ SEVERITÀ Il contrasto alla corruzione deve essere severo nel nome del diritto e della libertà Sergio Mattarella scina, vicina a Comunione e Liberazione. La Cascina è anche al centro del secondo capitolo dell inchiesta Mafia capitale che ha portato giovedì a 44 arresti. Il trait d union fra le due inchieste è Luca Odevaine, già in carcere dopo lo scoppio del caso Mafia capitale a dicembre, indagato anche lui a Catania con Castiglione e altre tre persone. In pratica Castiglione, da presidente della Provincia di Catania e presidente del consorzio gestore del centro di accoglienza di Mineo, nel 2011 avrebbe indicato Odevaine come consulente dello stesso consorzio. Da quel momento Odevaine ha assunto diversi incarichi nell ambito del consorzio ed è stato una volta presidente e due volte membro delle commissione che ha assegnato gli INSOSTENIBILE È una posizione insostenibile. Sembra logico che Castiglione rimetta deleghe e mandato Nuova scossa sul governo Renzi sceglie il garantismo Non si va via per un avviso Nel Pd si cerca l armistizio Gianni Cuperlo (Pd) POLVERONE Sul sottosegretario alzato un inutile polverone politico. Un indagine non è una condanna Renato Schifani (Ncd) IL RETROSCENA FRANCESCO BEI ROMA. «Siamo garantisti, non facciamo dimettere nessuno per un avviso di garanzia». Alle prese con il caso del sottosegretario Giuseppe Castiglione, Ncd, indagato in un inchiesta collegata a Mafia Capitale, Matteo Renzi con i suoi si mostra tranquillo a dispetto della bufera che ha investito (anche) il Pd romano e ha macchiato un esponente del suo governo. La linea garantista del premier, spiegano a palazzo Chigi, è la stessa che venne espressa nell intervista del 20 marzo scorso a Repubblicaal tempo delle dimissioni di Maurizio Lupi da ministro. Dimissioni «politiche», appunto, non causate da un avviso di garanzia. Del resto, notano maligni dentro l Ncd, sarebbe difficile per il capo del governo chiedere un passo indietro a Castiglione con altri quattro sottosegretari del Pd indagati in varie inchieste e ancora al loro posto. Senza contare che giusto ieri il presidente del Consiglio ha ricevuto per un ora a palazzo Chigi Vincenzo De Luca, candidato ugualmente nonostante la condanna in primo grado. In ogni caso tra Renzi e Alfano in queste ore non sembra esserci tensione, benché i due non si siano ancora parlati direttamente. C è stato solo uno scambio di sms tra ministro e premier, ma senza che questo lasci presagire cambi di rotta o guerre interne alla maggioranza. L altro grande motivo di imbarazzo e tensione è lo scandalo che ha colpito il Pd romano, arrivando a lambire la Pisana e il principale collaboratore di Nicola Zingaretti, considerato uno dei possibili leader futuri della minoranza interna. Per evitare uno scorrimento di sangue ancora peggiore, al Nazareno è stato stretto un patto di ferro tra maggioranza e minoranza. Una blindatura di Ignazio Marino, proposta da Scambio di sms fra il premier e il leader Ncd e il sottosegretario resta al suo posto Guerini e Orfini e sottoscritta da Zingaretti anche a nome della minoranza. Tanto che ieri, a parte un isolata richiesta di Cuperlo di far dimettere Castiglione, sulla vicenda Mafia Capitale non si notava il solito circo di dichiarazioni e controdichiarazioni tra renziani e bersaniani. Il patto sembra reggere. «C è una grande compattezza interna conferma Matteo Orfini perché il Il presidente del Consiglio Matteo Renzi momento è difficile: siamo uniti per difendere la città dalla malavita». Oltre alle parole i cittadini si attendono dal partito di maggioranza fatti concreti e qualcosa è in gestazione. Il piano di ripulitura investirà sia il Campidoglio, apparso fin troppo permeabile alle influenze criminali, sia il partito. La prossima settimana, ad esempio, saranno dimezzate le commissioni consiliari della capitale passeranno da 24 a 12 e oltre al taglio ci sarà anche una rotazione dei presidenti. Proprio per evitare situazioni troppo incancrenite e commistioni pericolose. Quanto al Pd, a metà giugno sarà riaperto il tesseramento ma con regole nuove. In modo tale da evitare iscrizioni last minute, pacchetti di tessere, circoli fantasma, iscritti inesistenti (una tessera su cinque a Roma sarebbe falsa). La prossima settimana il Pd aprirà le porte e manderà in giro per la città tutti i suoi militanti e dirigenti. Un grande volantinaggio per far conoscere ai romani le cose fatte per evitare il malaffare dal commissariamento di Ostia, prima che arrivassero i pm, alla centrale unica degli acquisti istituita in Regione e per lanciare la festa de l Unità. Che si aprirà proprio con la presentazione del rapporto curato da Fabrizio Barca sulla malattia del partito romano e sulla possibile cura. «Noi promette Orfini siamo pronti a presentare alla città un Pd ripulito». C è poi il fronte nazionale, La settimana prossima dirigenti dem in piazza per un volantinaggio anti-malaffare quello più difficile. La direzione di lunedì rischia di trasformarsi nell ennesima resa dei conti tra Renzi e la minoranza, soprattutto se quest ultima affonderà il coltello sui voti persi rispetto alle passate Europee e alle politiche. Ma l aria che tira in queste ore, anche sulla spinta dei ballottaggi, è quella di trovare una qualche composizione dei dissidi interni. Da una parte e dall altra

3 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO PER SAPERNE DI PIÙ sottosegretario Ncd. Monito del Colle mila euro, diventati poi 20 mila. Infine, per chiudere il cerchio politicamente, le intercettazioni dell inchiesta romana tirano in ballo un legame fra il Nuovo centrodestra e Comunione e liberazione che attraverso le sue cooperative avrebbe finanziato il partito di Alfano. E Castiglione è sicuramente personaggio di spicco dell Ncd siciliano e di quella zona del Catanese dove il partito di Alfano ha una percentuale di voti del 39 per cento contro una media nazionale del 4 per cento. Castiglione nega ogni coinvolgimento. Ma intorno alla sua figura si è scatenata una feroce polemica. Sel ha presentato una mozione di sfiducia. E anche il Movimento 5 Stelle ha chiesto le sue dimissioni. Anche Gianni Cuperlo è sulla stessa linea: «La posizione che si è venuta a creare è insostenibile, penso che sia una conseguenza abbastanza logica che se ne prenda atto e quindi rimetta le sue deleghe e il suo mandato», dice l esponente della minoranza Pd. A fianco di Castiglione si schiera invece l ex presidente del Senato Renato Schifani, ora capogruppo del Nuovo centrodestra. Di corruzione, e sicuramente in relazione a queste vicende, parla anche il presidente della Repubblica. «Il contrasto alla corruzione deve essere severo, nel nome del diritto e della libertà che la corruzione sottrae a ciascuno di noi», dice il presidente all Expo di Milano. Secondo Mattarella, è essenziale sradicare, ovunque si annidi, ogni fenomeno corruttivo e di inquinamento» perché mette in gioco «lo sviluppo sociale ed economico del Paese». Da Genova, intanto arriva anche il monito di monsignor Angelo Bagnasco. Parlando alla Repubblica delle Idee, il presidente della Cei dice: «Dobbiamo superare il pregiudizio che la politica è sporca. Compito della Chiesa è impedire che la coscienza collettiva assorba questo pregiudizio». IL CARA DI MINEO Un immagine del centro di prima accoglienza di Mineo, in provincia di Catania, operativo a partire dall emergenza del 2011 L INTERVISTA/GIUSEPPE CASTIGLIONE Il Viminale di Maroni garantì per Odevaine E con lui non ho mai parlato di appalti non mancano i segnali di fumo. Intervistato da Ascanews, ieri il bersaniano di ferro Davide Zoggia è uscito allo scoperto proponendo un patto al premier: «Modifichiamo la traiettoria di alcuni provvedimenti: la scuola, la riforma costituzionale, assumiamo la nostra proposta del reddito minimo». Se Renzi accetterà questo impianto, aggiunge Zoggia, la minoranza potrebbe valutare anche l ingresso negli organismi dirigenti, a partire dalla segreteria: «Non è l obiettivo principale nostro, ma se si creano le condizioni, se ci viene richiesto non ci sottraiamo». In un corridoio di palazzo Madama il senatore Vannino Chiti, parlando con Ugo Sposetti, elencava tutti i punti della riforma costituzionale su cui il governo dovrebbe riaprire una discussione. «Sicuramente se dà seguito alla promessa di rivedere il Senato dei nominati è un apertura importante. Ma non basta. Non è possibile, ad esempio, che il parlamento in seduta comune elegga i membri del Csm e i giudici della Corte. Perché con una Camera dominata da un unico partito, per via dell Italicum, si potrebbe arrivare all assurdo che il partito di maggioranza si prende tutto». Se la rotta stabilita è quella dell intesa interna, la strada per arrivarci è ancora lunga. L INTERVISTA CARMELO LOPAPA ROMA. «Lucrare sui migranti è immorale, incivile, come sostiene Monsignor Galantino. Quel che sta emergendo è un quadro desolante. Ma io ho agito nella massima trasparenza e la gestione del centro Cara di Mineo va scissa da Mafia capitale. Da cattolico resto convinto che dovevamo provvedere all accoglienza, in quell estate 2011 di emergenza dal Nordafrica». È rientrato nella sua Bronte all ombra dell Etna, Giuseppe Castiglione. Nella difesa è infervorato, cita atti amministrativi, circolari, pareri del Tar. Ai tempi dei fatti era presidente della Provincia di Catania e dell Upi col Pdl, prima di approdare in Parlamento nel 2013 e diventare sottosegretario all Agricoltura con Letta e poi in Ncd con Renzi. L accusa che gli muovono dalla Procura di Catania è di turbativa d asta nell appalto di quei servizi. Si dimetterà, sottosegretario Castiglione? «Non c è motivo perché lo faccia. Non so di cosa mi si accusi se non dai giornali. La Procura ha tutto il mio sostegno e fa bene a indagare, ma io non ho nulla da rimproverarmi e posso fornire tutte le informazioni utili per fare luce sulla vicenda». Le opposizioni chiedono a Renzi che revochi il suo mandato. «Penso che la delega sia sempre nelle mani del premier». Faccia un salto indietro a quell estate 2011, ci spieghi i suoi rapporti con Odevaine. «A luglio siamo in piena emergenza immigrazione, il ministro degli Interni Maroni lancia un appello agli enti locali per accogliere quanti più migranti. Io sono presidente di tutte le Province, oltre che di Catania, e mi mobilito. Maroni fa requisire il villaggio della solidarietà, l ex residence degli Aranci a Mineo. Odevaine allora è il direttore della polizia provinciale di Roma al APPOGGIO Alfano mi ha garantito il suo appoggio Renzi spero di sentirlo Comunque non intendo dimettermi SOTTOSEGRETARIO Giuseppe Castiglione fianco di Zingaretti, è stato capo di gabinetto di Veltroni, persona autorevole e nota in quanto tale. Non lo conosco e chiedo garanzie su di lui al Viminale e le ottengo, anche se non è ascrivibile alla mia parte politica, militavo nel Pdl». No perché invece Odevaine ostentava al telefono una certa familiarità con lei. Sembra siate stati a pranzo insieme. «Ripeto: l ho chiamato al tavolo tecnico nazionale per l emergenza senza conoscerlo. Oggi mi sento tradito, almeno quanto Zingaretti, Veltroni e quanti hanno lavorato con lui. Con lui solo rapporti istituzionali, si figuri che gli ho delegato i rapporti con la prefettura e le forze dell ordine. A pranzo credo di esserci pure stato. Ma non certo per parlare di appalti. Alla gara di agosto 2011 faccio partecipare tutte le imprese iscritte all albo e sottopongo gli atti al parere preventivo della Corte dei Conti e alla registrazione della Ragioneria generale. Dopo un ricorso, perfino il Tar dà il suo disco verde apprezzando il nostro operato». L accusa è che sia stato favorito appunto un consorzio locale che poi in effetti ha vinto e gestito il centro. «Io non ho lavorato di certo per alcun consorzio, né ho fatto mai parte di commissioni di gara. E Odevaine non ha concordato con me un percorso preferenziale per alcun raggruppamento di imprese». Ha sentito Renzi? Qualcuno le ha chiesto o suggerito un passo indietro? «Spero di sentirlo. E ho ricevuto solo telefonate di colleghi di governo e amici che mi invitano a tenere duro e andare avanti». Anche Alfano? «Soprattutto Alfano, che mi conosce e conosce il mio operato e la mia trasparenza».

4 4 LA MAFIA A ROMA la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 PER SAPERNE DI PIÙ palermo.repubblica.it L inchiesta La procedura avviata a Ferragosto invitando pochissime aziende. Per aggiudicarsela c era bisogno di una cucina da duemila pasti che aveva solo il consorzio vicino a Odevaine Mineo, la mangiatoia da duecento milioni Creiamo un gruppo e lo facciamo vincere LE TAPPE 1L APERTURA Il Cara di Mineo nasce a marzo 2011 con l emergenza Nordafrica. Per i primi sei mesi viene affidato alla Croce Rossa ma i costi sono altissimi e si decide di indire una gara pubblica 2LA PRIMA GARA Nella settimana di Ferragosto 2011 poche imprese vengono invitate a partecipare ad un bando con requisiti che di fatto escludono tutti i concorrenti del consorzio Sisifo DAL NOSTRO INVIATO ALESSANDRA ZINITI CATANIA. «A 30 chilometri deve stà da Mineo e noi quello l abbiamo messo praticamente per fargli vincere la gara», dice Luca Odevaine vantandosi di quella trovata che gli aveva consentito di pretendere dai vincitori un raddoppio del suo stipendio-tangente: da 10 a 20 mila euro al mese. Una cucina da duemila pasti entro 30 chilometri dal Cara, una cucina in più, d emergenza, perché all interno del residence degli Aranci dove ha sede il più grande centro richiedenti asilo d Europa, una cucina capace di sfornare 4000 pasti caldi due volte al giorno c è già. Eccola la «condizione di gara idonea a condizionare la scelta del contraente», come i pm della Procura di Catania definiscono, nell avviso di garanzia inviato al sottosegretario Giuseppe Castiglione e ad altre cinque persone tra cui Luca Odevaine, consulente del Cara, il trucco con il quale il mega-appalto da cento milioni di euro è stato sempre assegnato all unico concorrente in grado di rispondere a tutti i requisiti richiesti. Un bando che il presidente del- LO SCANDALO Il Cara di Mineo, nato nel marzo del 2011 per fare fronte all emergenza Nordafrica ed ora al centro dello scandalo Mafia Capitale lele da parte delle Procure di Catania e Caltagirone, ma riconfermato dai vertici del Consorzio Calatino Terra di Accoglienza formato dai comuni della zona. Cantone, su tutte le furie, dice: «È davvero paradossale che ci sono gli arresti e l appalto è ancora in corso. Qui ognuno deve fare la sua parte. Il livello vero della preoccupazione è il clamoroso coinvolgimento di pezzi dell amministrazione I NUMERI pubblica, soprattutto politica». Quella politica che come si legge nell avviso di garanzia firmato dai sostituti procuratori di Catania Raffaella Vinciguerra e Marco Bisogni avrebbe prima «turbato la gara d appalto per l affidamento della gestione del Cara», poi «prorogato reiteratamente l affidamento» e infine «previsto condizioni di gara idonee a condizionare la scelta del contraente 100 mln LA SPESA Quanto viene pagato al Consorzio Casa della solidarietà per la gestione del Cara per tre anni dall aprile mln L IMPEGNO La cifra spesa dal governo per il centro dalla sua apertura avvenuta nel 2011 con riferimento alla gara del 2014». I cento milioni per la gestione del centro sono solo una fetta della torta da spartire: ci sono anche i 400 e passa posti di lavoro all interno del Cara e negli Sprar (i tanti piccoli centri di accoglienza collegati nei Comuni vicini) che hanno dato il via ad una parentopoli su cui indaga la Procura di Caltagirone, il bacino di voti collegato e 34,60 euro PRO CAPITE La cifra giornaliera spesa per ognuno dei quattromila richiedenti asilo ospitati al Cara i fondi europei destinati ad attività all interno del centro deviati anche su sagre di paese. È marzo 2011 quando, sull onda dell emergenza Nordafrica, il governo Berlusconi apre il centro di Mineo. Un «modello per l Europa», la cui gestione viene affidata senza alcuna gara alla Croce Rossa. I costi sono altissimi, sfiorano i 50 euro al giorno a migrante. All inizio gli ospiti sono solo mille, ma lievitano velocemente insieme ai costi tanto che il prefetto Gabrielli, in quel momento capo della Protezione civile, incarica Odevaine (rappresentante dell Unione delle Province al tavolo dei migranti del Viminale) di occuparsi della gara. Che viene bandita da Castiglione a cavallo di Ferragosto, nessun avviso pubblico, inviti 3IL NUOVO BANDO Ad aprile 2014, dopo più di un anno e mezzo di proroghe, viene fatta la nuova gara da 100 milioni di euro aggiudicata allo stesso raggruppamento di imprese Per l appalto su misura il referente del Viminale pretese il raddoppio dello stipendio-tangente l Anticorruzione Raffaele Cantone definisce un abito su misura. Al raggruppamento temporaneo d imprese Casa della Solidarietà (composto dal consorzio Sisifo di Legacoop, Senis Hospes e La Cascina vicine a Comunione e Liberazione, dal consorzio Sol Calatino e dalla Pizzarotti di Parma proprietaria del residence) è bastato presentare l offerta con un ribasso dell uno per cento per assicurarsi la continuità in quella gestione che, a forza di proroghe, ha in mano da settembre 2011 e che, forte dell appoggio del prefetto Mario Morcone, ha resistito ostinatamente alla censura di Cantone che ora annuncia l avvio delle procedure di commissariamento. Toccherà nelle prossime settimane al prefetto di Catania Maria Guia Federico revocare quell appalto che secondo Cantone è stato assegnato con una «gara illegittima perché in contrasto con i principi di concorrenza, proporzionalità, trasparenza, imparzialità ed economicità». Appalto sospeso subito dopo i rilievi di Cantone e l apertura di due inchieste paral- L aggiudicazione fu sospesa dopo i rilievi di Cantone ma confermata poco dopo mandati per mail. Odevaine parla di un pranzo con Castiglione con una «sedia libera» destinata a chi avrebbe dovuto vincere la gara. «Alla fine lui (Castiglione, ndr) capisce. Gli dico: Noi dobbiamo creare un gruppo, poi facciamo la gara, però certo favoriamo le condizioni per cui ci sia un gruppo forte che sta roba qua vince». E così avviene. La gara, per 60 milioni di euro, viene aggiudicata al raggruppamento capeggiato dal consorzio Sisifo. Quando a febbraio 2012 l unico altro concorrente, la Cot ristorazione, presenta un ricorso all Autorità di vigilanza sui contratti, l appalto è dichiarato legittimo. E, alla scadenza, adducendo presunti «motivi d urgenza», viene prorogato di tre mesi in tre mesi. Ad aprile 2014 la nuova gara: stesse modalità, stesse condizioni, stesso vincitore (unico concorrente ma con un altro nome), somma lievitata a cento milioni di euro. Il consorzio escluso ci riprova e questa volta Raffaele Cantone accende le luci sul grande affare di Mineo e manda tutte le carte alla magistratura.

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6 6 LA MAFIA A ROMA la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 Le carte Altri ventuno nomi nella rete e tra gli indagati spunta una dirigente di Palazzo Chigi Duecentomila euro all ex assessore all ambiente di Alemanno Avviso di garanzia anche per l ex capo gabinetto di Zingaretti LE TAPPE GLI INDAGATI Sono 21 i nuovi indagati destinatari di avvisi di garanzia e perquisizioni ieri da parte dei carabinieri del Ros nella seconda parte dell inchiesta su Mafia Capitale LE ACCUSE Corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, rivelazione del segreto d'ufficio Questi i reati contestati ai 21 nuovi indagati MARIA ELENA VINCENZI ROMA. Mafia Capitale, altri indagati. Nel giorno degli arresti, 21 avvisi di garanzia sono stati recapitati a politici ed ex dirigenti del Comune e della Regione, a imprenditori e a tanti uomini delle cooperative, di sinistra o cattoliche. Nuovi nomi che fanno tremare, ancora una volta, le istituzioni. Tra gli inquisiti c è l ex capo di gabinetto del Governatore Zingaretti, Maurizio Venafro, dimessosi qualche settimana fa quando ha capito di essere coinvolto nell inchiesta: i pm lo accusano di essere avere favorito, con la nomina della commissione di assegnazione di una gara, Carminati e Buzzi. Nei guai anche l ex assessore capitolino all Ambiente, Marco Visconti, accusato di finanziamento illecito per essersi fatto consegnare dal ras delle cooperative 200 mila euro per finanziare la sua campagna elettorale, salvo avere espressamente richiesto di averli in contanti. Plichi da 15 euro, scrivono i pm Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli, che venivano portati alla Fondazione Nuova Italia (di cui Visconti era segretario e Alemanno presidente) da Buzzi. «Una dinamica di consegna sempre identica», spiegano i pm nel decreto di perquisizione, che si è ripetuta almeno 10 volte. Nel mirino degli inquirenti anche l ex capo della Protezione civile comunale, oggi coordinatore del dipartimento Politiche della Famiglia di Palazzo Chigi, Patrizia Cologgi, accusata di aver aiutato Carminati e Buzzi a pilotare un appalto. Poi, ancora, Antonio Pulcini, costruttore e padre di Daniele, agli arresti domiciliari da ieri; Calogero Salvatore Nucera, ex capo segreteria di Francesco D Ausilio quando era capogruppo del Pd in consiglio comunale a Roma; Clelia Logorelli, responsabile parchi e giardini di Eur Spa; Mirella Di Giovine, ex direttore del Dipartimento Patrimonio del Campidoglio; e Maurizio Marotta, presidente della cooperativa Capodarco. Intanto il gip Flavia Costantini ha iniziato gli interrogatori di garanzia. Sentito ieri l ex presidente dell assemblea capitolina, Mirko Coratti che ha respinto le accuse sostenendo di «non aver commesso alcun reato» e LA GIOR NA TA «soprattutto di non avere avuto alcun rapporto illecito con Salvatore Buzzi: lo prova il fatto che non esiste agli atti una conversazione telefonica tra di noi». Del ras delle cooperative ha parlato anche l ex assessore alla Casa del comune di Roma, Daniele Ozzimo. «Con lui - ha detto al gip - ho avuto rapporti esclusivamente politici. Si parlava di politica e ricordo che era iscritto al mio circolo del Pd. Da diversi anni frequentava il circolo». Il giudice ha poi ascoltato per oltre tre ore Francesco Ferrara, vicepresidente della cooperativa La Cascina e Angelo Scozzafava, ex capo del dipartimento Promozione dei servizi sociali del Comune di Roma. Entrambi hanno negato ogni addebito. Oggi davanti al gip siederà Luca Gramazio, consigliere Regionale di Forza Italia. Dall 1 al 10 per cento, il tariffario di Buzzi GLI INTERROGATORI Sono iniziati ieri gli interrogatori di garanzia degli indagati. Sentiti anche Ozzimo e Coratti che hanno negato le accuse Oggi tocca a Gramazio Le trattative da suk con i politici in Campidoglio Chi si accontenta, chi prova a giocare al rialzo e chi chiede in cambio le assunzioni di amici Ma per i big non bastano neanche 100mila cash IL RETROSCENA CARLO BONINI ROMA. L Aula Giulio Cesare è il suk in cui Salvatore Buzzi compra e vende. Compra consiglieri, assessori, capi dipartimento. Vende, fissandone il prezzo, i servizi della 29 giugno, holding cooperativa del Terzo Settore dalle tariffe fuori mercato. Come i 900 euro a tonnellata che, nel 2013, spunta con l Ama per la raccolta di rifiuti multimateriale a fronte di un prezzo medio di O il milione e 630mila euro per la prima accoglienza, nel luglio 2014, di 580 migranti, poco meno di euro a essere umano. I suoi ricarichi sui prezzi di mercato sono nell ordine del 50 per cento, fino a punte del 70, e questo lo rende un battitore unico, perché da quella generosa cresta può ritagliare altrettanto generose stecche. Insomma, una Mucca dalle mammelle d oro, se lo si volesse parafrasare nella sua metafora. Naturalmente, domanda e offerta, come nel più volatile dei mercati, sono fluttuanti e dunque, documentano le 428 pagine dell ordinanza, trovano un punto di incontro in una tariffa altrettanto volatile. Quella che monetizza «l asservimento della funzione politica e amministrativa» del corrotto. «Quanto te posso da? Dipende da quanto ce se guadagna», dice dunque lui, Buzzi, a Massimo Caprari, il consigliere centrista pronto a mettersi a catena per mille euro al mese. Di fatto, dall 1 al 10 per cento del valore della posta in gioco. Un appalto, piuttosto che la madre di tutte le delibere. Quella che, ogni anno, deve votare l Assemblea capitolina per autorizzare l iscrizione fuori bilancio di oneri straordinari, la voce in cui vengono regolarmente caricate le gare vinte da Buzzi e da chi gli si associa. Lo strumento necessario a rendere quei compensi esigibili. LA CORSA ALLA MUNGITURA È un mercato di cui si riesce a comprendere la meccanica solo se osservato da vicino. Come dimostra ciò che intercettano le cimici del Ros il 17 settembre 2014 alle 3 del pomeriggio. Buzzi interloquisce con una persona non meglio identificata cui spiega cosa sta accadendo. Per far mettere all ordine del giorno dell Assemblea capitolina la delibera che autorizza i debiti extra bilancio, una partita che per la 29 giugno vale 10 milioni di euro, si è impegnato a consegnare 100mila euro a Mirko Coratti, presidente dell Assemblea. Ma qualcosa non va per il verso giusto Ḃuzzi: «Stamattina ho visto l amico nostro, Luca, che m ha portato a parla con Ferrari (Alfredo Ferrari, consigliere Pd e presidente della commissione Bilancio). Vogliono 30mila. Quindici Luca (Luca Giansanti, consigliere comunale e capolista della Lista civica Marino ndr) e quindici Ferrari. Trenta extra rispetto al pacchetto di 100 (quello per cui Buzzi si è impegnato con Coratti ndr). Tanto è vero che, dopo che gli ho detto sì, è uscita l agenzia di stampa con Ferrari che dice che cambia i numeri in bilancio ( ) Non mi va però di dire agli altri che Luca (Giansanti) e Ferrari pigliano i soldi... «. Interlocutore: «Quanto sarebbero?». Gli stipendi dei pezzi da novanta e i progetti seguiti LUCA GRAMAZIO 98mila euro+15mila+10 assunzioni (circa il 10%, il massimo del tarifario) Centro di prenotazioni per assistenza sanitaria 90 milioni di euro Piste ciclabili 1 milione di euro Verde pubblico e pulizia spiagge di Ostia 30 mila euro Qui i benefici vanno anche ad Andrea Tassone (3%) Voto bilancio del Campidoglio DANIELE OZZIMO stipendio mensile non quantificabile +una assunzione+ 20mila euro contributi elettorali Emergenza abitativa 7milioni e 180mila euro Proroga convenzione verde pubblico ed emergenza abitativa Voto delibera debiti fuori bilancio LUCA ODEVAINE 20mila euro al mese per tre anni (240 all anno) 720mila euro (quasi il 10%) + trattativa di 30mila euro al mese per centro in Puglia Centro Cara di Mineo milioni di euro Centro di accoglienza di San Giuliano in Puglia

7 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO PER SAPERNE DI PIÙ Il video Ripreso dalle telecamere nascoste mentre fa i conti delle mazzette Porto i soldi in banca pochi alla volta e poi li trasferisco in Venezuela Odevaine, ansie da tangentista Se verso trentamila finisco nei guai e chi non paga è uno scorretto LE FRASI Non me pagano, non so più che fare. Dicono che non prendono i soldi da dicembre, e poi non sanno come darmeli Sono paranoici, c hanno paura di tutto perché non vogliono possa risultare qualche collegamento tra me e loro ODEVAINE SI LAMENTA CON BUZZI DEI RITARDI SUI PAGAMENTI PAOLO BOCCACCI ROMA. Il tavolo è tondo, è quello del suo ufficio, e Luca Odevaine, in golf e camicia, parla con il suo collaboratore Marco Bruera, che si vede di spalle, ripreso dalle microspie ambientali messe dal Ros. Il coordinatore del Comitato nazionale sui migranti ha appena ricevuto una tangente da 30mila euro dalla coop La Cascina a cui ha affidato le mense dei campi degli immigrati. «Mi raccomando, ti chiedo assoluta riservatezza» confida Odevaine «mi hanno dato dei soldi che devo versare e poi rimandare in Venezuela». Continua: «Me li hanno dati ieri sera questi soldi per cui io questa mattina so andato in banca... e non me li fanno... cioè non li posso versare tutti, perché sennò mi fanno la segnalazione all antiriciclaggio». «Ora per evitare la segnalazione» prosegue sfogliando nervosamente un quaderno «io ho versato 4500 euro più altri 4500 li versiamo domani, poi se tu fai la stessa cosa adesso lì, 4500 oggi e 4500 domani, sono nove e nove, diciotto... ma mi sa che bisognerà fare poi la prossima settimana un altro paio di versamenti. Io te li lascio a casa, le buste già divise con e la settimana prossima li vai a versare. Dovrebbero essere, secondo me... adesso devo fare i conti, perché mi sa che complessivamente mi hanno dato 30 mila euro circa da versare». Altra intercettazione, stavolta solo audio. Questa volta Odevaine e Buzzi sono faccia a faccia. È un momento in cui la coop La Cascina, che versa di solito al facilitatore, come lui stesso si definisce, circa 20mila euro al mese, ad una tariffa stabilita di un euro al giorno a immigrato, non sta pagando. E si lamenta con il ras della cooperativa 29 Giugno. È infuriato: «Non me pagano, non pagano, non so più che cazzo fare. Da una parte mi dicono che loro non prendono i soldi, che l ultima volta li hanno pagati a dicembre, per cui un po giocano su questo, un po il problema è che loro non sanno come darmeli, non vogliono, non accettano nessuna soluzione che gli ho prospettato». Anche in questa registrazione parla solo Odevaine e Buzzi ascolta lo sfogo. Ancora: «Perché sono paranoici, perché c hanno paura di tutto, perché non vogliono neanche lontanamente che possa risultare qualche collegamento tra me e loro. Mi devono dare un sacco di soldi. Allora alla fine dice... te li diamo in contanti... io non è che mi va tanto di... poi tocca fare tutti sti impicci, sti giri, ste cose...». L audio finisce qui. Ma Odevaine non si ferma fino a quando dalla Cascina non arrivano i soldi. Anzi scrive un sms di fuoco: «Chiamerò chi di dovere, ma dovrò trarre le dovute conclusioni dall atteggiamento non affatto corretto». Poi lo scatto d ira intercettato: «Allora vai dal ministro, io non faccio un cazzo». E infine: «Buzzi sì che è corretto». Una cosa è certa, che parla chiaro. Eccolo in azione a colloquio con i capi de La Cascina: «Guarda, Francesco, una volta nella vita vorrei non regalare le cose insomma, ce vorrei guadagnare uno stipendio pure per me. All inizio erano 5mila euro, poi sono diventati 10mila... poi 20mila. Ci dovremo accordare su una cifra complessiva». Così sarà: «Stiamo concordando una cifra tipo un euro a immigrato al giorno» Quanto ti do? Dipende, io ci devo guadagnare La madre di tutte le delibere Approvazione delibera debiti fuori bilancio (30 ottobre 2014) valore per Buzzi 10 milioni di euro percentuale della tangente circa 1,5% ( mila euro) di cui 100mila euro 15mila euro 15mila euro a Mirko Coratti (allora presidente assemblea capitolina) a Luca Giansanti (capogruppo lista Marino) ad Alfredo Ferrari (presidente commissione bilancio al Comune-Pd) 1000 euro a Massimo Caprari al mese + 1 assunzione B: «Quelli so cazzi nostri. Noi abbiamo sempre detto 100, l 1 per cento. E l 1 per cento è 100 mila». I: «Così è 1, 1,3, 1,5%». B: «Sì, 130. Però noi teniamo quelli (Giansanti e Ferrari ndr.) veramente a nero. O, se no, potremmo di : Noi pensiamo a Ferrari e a Giansanti e voi pensate a tutto il resto. O, se no, potrei di Ce sta 30 in nero e 100 in chiaro. I: «E certo ( ) Ma non dobbiamo manco fa i nomi». B: «Guarda, Coratti m ha detto: Ferrari è roba mia, per me non ve dovete preoccupa. Col cazzo! Ferrari c ha detto: Quanto Coratti. Se no, io non faccio un cazzo!. Tutti così ormai sono». I: «Ma io me lo immaginavo. Che t ho detto?». B: «Alla fine noi paghiamo i 30 e poi dovemo paga pure i 100. Perché se gli dici 130, come fai a fa la ripartizione? Ce sto a pensa da stamattina alle 11». IL VALORE DI UN ASSUNZIONE Già, non esiste stecca para tra i piranha dell Aula Giulio Cesare. Al Pesce grande va dato 10 volte quello che prende il pesce piccolo. Coratti è LE INTERCETTAZIONI un pesce grosso e per giunta lo chiamano Balotelli «perché pensa solo ai cazzi suoi», «non fa squadra». Massimo Caprari è un pesce piccolo. Ferrari e Giansanti sono pesci medi. Francesco D Ausilio, allora capogruppo del Pd in Campidoglio è un pesce grosso. Ma poiché c è bisogno del voto di tutti per far approvare quella benedetta delibera dei debiti fuori bilancio (cosa che avverrà il 30 ottobre 2014), Buzzi e Francesco Ferrara, dirigente della Cascina ragionano sul da farsi, dando a ogni nome una tariffa. Buzzi: «Senti un po, con Balotelli non annamo da nessuna parte, eh... «. Ferrara: «Eh, lo so». B: «I centotrenta già so aumentati. Perché qualcuno è venuto e m ha inserito dentro Balotelli, capito?». F: «Cazzi loro, cazzi». B: «Però bisogna che Balotelli parla co D Ausilio. Se Balotelli parla co D Ausilio è fatta ( ) Te l ho detto che Caprari è venuto da me? Voleva tre posti di lavoro!». F: «Tre posti di lavoro?». B: «Poi alla fine avemo concordato uno». F: «Tre posti de lavoro cioè, proprio nun ce stanno, eh... Tre posti de lavoro so 40 So 30 mila euro l anno. Ma che cazzo vuole?». Trenta-quaranta mila l anno ad assunto fanno 1.500, euro al mese, che Buzzi contabilizza accanto alla retribuzione base del consigliere nella fascia più bassa. Un Caprari, appunto. Che così negozia con lui. «Voi come... rapportate, di solito, coi consiglieri? C è la percentuale?». E il mercante: «Dipende.. Dipende se ce se guadagna. Dal 5 al 10 per cento». Caprari pensa al 5, ma vorrebbe uno chip base: «Se me voi mette al cinque, me va più che bene così.. na stronzata ( ) Mille euro al mese... «. Buzzi gli spiega che è quanto prendono altri. «Io, guarda, c ho co te, co Pedetti e co Giansanti». Caprari ringrazia. Perché in fondo è solo l inizio: «Ah.. vabbé. Tu quand è.. insomma, sai.. poi se s apre uno spazio o cose Dobbiamo cerca de fa cose più solide». L ORGIA DEI CONTANTI È un pesce grosso e dall inesauribile appetito Luca Odevaine. Il 6 giugno, Carmelo Parabita, della cooperativa La Cascina, lo va a trovare con l offerta finale che fissa il prezzo con cui intendono comprarselo per gli affidamenti e le BUSTARELLE Un passaggio delle intercettazioni contenute nell ultima ordinanza di custodia per Mafia Capitale: Buzzi riferisce ad un interlocutore le crescenti pretese dei consiglieri del Campidoglio per l approvazione di una delibera. In alto, quattro fermo immagine del video in cui Luca Odevaine mostra una busta con una mazzetta quote nei Cara per migranti di Mineo. Un affare da 96 milioni di euro. Lo trova con il pallottoliere. Parabita: «Volevamo capire poi la forma, perché ai 10 (10mila euro al mese ndr.) si aggiungerebbero degli altri... eh... di chiudere tutto a 20 (20mila al mese ndr.)... se per te va bene... Più il variabile... cioè... più le aperture nuove. Cioè ai 20 si aggiunge Fiano, per esempio... che è quella che... speriamo che si aggiunga... dal primo gennaio sempre... «Odevaine: «Guarda, ti dico la verità. Su Mineo avevo capito altro. Abbiamo fatto un accordo quando erano 2000 persone. Con 4000, abbiamo detto ok raddoppiamo. Per cui sul raddoppiamo E sugli altri, francamente, non so. Diciamo tutto a 5000?». P: «Lì non riusciamo più a cava. I numeri non girano più come una volta». O: «Lo so che non girano più come prima. Però, tra Enea e Staderini, ce stanno 800 persone». C è naturalmente anche da risolvere come prenderla quella montagna di grano. Odevaine: «Da non trascurare il fatto che poi dobbiamo trovare pure la forma. Perché se no qui ci vuole una stamperia (di fatture false per prestazioni inesistenti, lo strumento con cui dissimulare la tangente ndr.). Quanto saranno? Credo euro all anno, no? Non lo so, dimmi tu qual è secondo te una buona formula». IL TASSAMETRO GIRA SEMPRE Naturalmente c è chi viaggia fuori scala. I pezzi da 90, come li chiama il mercante. Luca Gramazio e Giordano Tredicine. Per loro, la forbice entro cui contenere l oscillazione della stecca non vale. Il solo Gramazio prende in dodici mesi oltre 100mila euro cash e 10 assunzioni che, nella contabilità di Buzzi, valgono, lo abbiamo visto, tra i 300 e i 400 mila euro complessivi l anno. Mentre per Tredicine, vale la regola del tassametro. Lo paghi quanto lo usi. A minutaggio. Come Buzzi racconta ridendo a Carminati. «J ho detto: a Giorda, li mortacci tua, prima o poi devi scenne dal taxi, se no gira sempre er tassametro».

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9 LA MAFIA A ROMA la Repubblica SABATO 6 GIUGNO Gli affari PER SAPERNE DI PIÙ roma.repubblica.it Il grande accordo tra coop bianche e rosse L appalto da 12 milioni per il centro di Castelnuovo di Porto spartito tra il ras della 29 giugno e La Cascina vicina a Cl Carminati: L importante è mangiarsi un pezzo di caciotta. I pm: patto tra destra e sinistra per la torta milionaria MARIA ELENA VINCENZI ROMA.Alla fine l importante era «magnasse un pezzo di caciotta», per dirla con le parole di Massimo Carminati. Era questo l unica cosa che interessava a tutti. E per «magnasse la caciotta», si poteva fare di tutto, persino superare le barriere culturali ed ideologiche che dividono le cooperative bianche da quelle rosse. Che sono cose di altri tempi, leggendo le carte di Mafia Capitale: l ordinanza è piena di esempi di affari fatti tra rossi e bianchi, di spartizioni di torte, di accordi sugli appalti. Ovviamente in barba all ideologia e anche a qualsiasi regola d asta. Ma non importava: bisognava arrivare alla caciotta. Ecco così che l ex comunista Salvatore Buzzi fa affari con i ciellini de La Cascina. Le due coop si sono spartite la gestione del Cara di Castelnuovo di Porto, 12 milioni di euro di bando, ripartito secondo la filosofia di Buzzi: «Nun ce famo la guerra, famo un accordo». Poi ci sono una serie di cooperative sociali che vengono coinvolte nel piano e che non hanno un colore politico, tanto che la lista degli indagati tra gli uomini delle cooperative è davvero lunga. «IO NON VENGO SUL TUO, TU NON VIENI SUL MIO». Estate del 2014: il Campidoglio indice una GLI ATTI NEL MIRINO Sotto inchiesta è finito il sistema di spartizione degli appalti tra le cooperative bianche e rosse a Roma gara per l assegnazione di una serie di servizi per l accoglienza di 580 persone nel residence di Valcannuta. Valore dell affare: 1 milione 600 mila euro. Buzzi sa bene che cosa deve fare: vincere. E per esserne certo non vuole concorrenti. Tanto che, scrivono i pm Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli, «iniziava un attività intesa a contattare gli altri concorrenti, per definire i reciproci accordi di desistenza sulle diverse gare ovvero per spingere sui loro rappresentanti a non partecipare alla gara». Tra quelle che Buzzi chiama, c è Un Sorriso, guidata da Gabriella Errico (indagata e perquisita). Poche ore dopo, il ras delle cooperative riporta a Carminati la conversazione. B: «du calci in culo... ti ammazzo...io non vengo sul tuo, tu non vieni sul mio e nessuno va su nessuno». C: «Nessuno va su nessuno, certo». B: «E l unico che c avevamo che poteva andare su qualcosa perché non c aveva un cazzo gli ho detto: stattene a casa. Il prossimo giro troveremo qualcosa anche per te... eccolo qua, vedi, questo è Pulcini, Progetto Recupero, Un Sorriso, Osa Major, Ambiente Lavoro Eriches ed Inopera. Inopera l ho fermati che so amici». C: «Ah». B: «Questi semo noi, Osa Major eh... so i preti...questi so amici l ho fermati...progetto Recupero è sto stronzo di Amore (Fabrizio, indagato, ndr) però siccome pure lui c ha il residence suo...». La gara viene vinta dalla Eriches 29 di Buzzi che ai suoi dice: «Per l emergenza abitativa allora noi, praticamente, ci siamo fatti tanti debiti, davvero tanti debiti, perché si so fermati tutti. I peggiori sono stati tutti fermati». «CE LI LASCI DUE MILIONI A NOI?» Un altra spartizione riguarda la gara del servizio Cup della Regione, un bando da quasi 92milioni. Affarone sul quale, questo lo spirito di Buzzi, devono guadagnarci tutti. Lui in particolare. Il braccio imprenditoriale di Carminati vuole due lotti, ma non può concorrere. È così che si rivolge a Mario Monge, presidente della Sol.co. Il 14 maggio 2014 viene registrata nell ufficio di Buzzi alla 29 giugno, una conversazione tra Monge e Buzzi. M: «No ma...non volevano neanche farci entrare nel...». B: «Vanno in opposizione unita...io ho incontrato tutta l opposizione... Forza Italia, Ncd e Fratelli d Italia e questo lotto se lo intesterebbero loro... quindi non può figura 29 Giugno, figura Sol.co con Formula Sociale». Chiosano i pm: «Il colloquio rivela l esistenza di un accordo tra le forze politiche di destra e di sinistra, vale a dire tra quelle di maggioranza e di opposizione, sulla spartizione dei singoli lotti i quali dovevano essere assegnati a società vicine all uno e all altro schieramento politico, in maniera predefinita». Tra le persone contattate c è anche Maurizio Marotta, presidente del- I PUNTI Il braccio economico del Cecato ai possibili concorrenti: questo giro stai fermo, al prossimo troveremo qualcosa pure per te... IL CUP Uno degli affari più ghiotti sui quali, secondo l accusa, le coop si accordano è quello del cup della Regione, una gara del valore di 92 milioni di euro CASTELNUOVO Accordo tra Buzzi e la coop ciellina La Cascina per l assegnazione della gestione del Cara di Castelnuovo di Porto (Roma) VALCANNUTA Vale un milione 600mila euro l appalto per il residence di Valcannuta. Buzzi riesce ad essere l unico partecipante Da sinistra, Massimo Carminati e Salvatore Buzzi IL PERSONAGGIO / I SOSPETTI SULLA TITOLARE DELLA COOP MINACCIATA DURANTE I TUMULTI DI TOR SAPIENZA: MAI STATA A SUA DISPOSIZIONE E anche la rivale di Buzzi finisce sotto inchiesta MAURO FAVALE ROMA. «Io nella rete di Salvatore Buzzi? Ma quando mai?». Nella seconda tranche di Mafia capitale che ha decapitato la politica romana, Gabriella Errico è forse il nome più sorprendente: leccese, 44 anni, è la responsabile della coop Un sorriso, quella contro la quale, lo scorso novembre nella periferia di Tor Sapienza, si indirizzò la rabbia dei residenti che non tolleravano più la presenza di una quarantina di rifugiati in quel quartiere. Una rabbia dietro la quale, fece intendere la stessa Errico, poteva esserci l ombra di Buzzi che da tempo la viveva come una rivale. Sette mesi dopo le pietre, le molotov e le infinite polemiche, Errico si ritrova accusata di concorso in turbativa d asta. Per questo reato, secondo la procura, anche lei andava arrestata. La gip Flavia Costantini, invece, ha rigettato la richiesta. La vicenda riguarda la procedura negoziata indetta dal Campidoglio per l assegnazione dei servizi di portierato e manutenzione dell area verde dei residence per l emergenza abitativa di Valcannuta e via Montecarotto. Appalti sui quali Buzzi, con una delle cooperative della sua galassia, la Eriches 29, aveva messo gli occhi. A tal punto da pretendere una procedura blindata e di convincere gli altri potenziali partecipanti IL CASO LO SDEGNO DI AVVENIRE Spazzar via il marcio è l editoriale di ieri sul quotidiano della Cei che non risparmia le coop: Niente alibi per nessuno, il marciume va eliminato fino in fondo «con accordi collusivi», sostiene la Procura, «a disertare la gara. Siamo alla fine di luglio del A sorpresa, per Buzzi, la cooperativa Un sorriso risponde positivamente alla manifestazione d interesse inviata dal Comune a 15 soggetti, l atto formale che apre formalmente la competizione. Una mossa che non va giù al ras delle coop. La circostanza viene riportata nelle carte e la stessa Errico l aveva raccontata a Repubblica lo scorso dicembre, parlando delle pressioni subite dal capo della 29 giugno. «Tranquillo dice la donna a Buzzi in una telefonata intercettata a fine luglio non sono la Cooperativa Capodarco, uomo che, secondo i carabinieri del Ros, risulta avere rapporti conflittuali e interessi contrapposti a Salvatore Buzzi. Eppure anche loro, sostiene l accusa, avrebbero partecipato alla spartizione. Come spiega lo stesso Buzzi. «Allora, praticamente, noi c avemo sui centri di prenotazione della Asl, un lavoro da 2 milioni come Formula Sociale... forse pure meno... è uscita la gara regionale, dove Marotta Capodarco c avevano da difende il 60-70% del fatturato che facevano. Gli abbiamo detto: Scusa ce la facciamo insieme, ci li lasci due milioni a noi?»... dice: Ah, no, a me me lo devono dì. E non ce l ha voluto lascià. Marotta ne pigliava due e il quarto noi... e allora ha fatto fuoco e fiamme, è andato a parlare da Gramazio che li voleva tutti e quattro». Ma anche in questo caso, però, l affare va come vuole Buzzi. E la cosa ha insospettito gli inquirenti che hanno perquisito anche Capodarco. riuscita a bloccare la cosa ma quello tanto non è partecipazione, è manifestazione d interesse, punto». Poi, alla ennesima richiesta di incontro la Errico risponde: «Certo, a disposizione». Oggi, a distanza di quasi un anno, spiega: «Era un espressione generica. Non ero certo a disposizione per prendere accordi. Lui mi tormentava ma io la decisione l avevo già presa: a quella gara non avrei partecipato perché mi sarebbe costato troppo». Quel giorno di fine luglio però, scrive il gip, la Errico incontra Michele Nacamulli, collaboratore di Buzzi, «e rinuncia alla partecipazione». Per la procura è la prova dell accordo, per la Errico «l inizio di un incubo», dice oggi, che culminerà con la rivolta di Tor Sapienza. È allora che Buzzi si rifà vivo, mentre lei è barricata nel centro di via Morandi: le dice di «resistere» e promette di fare «qualche telefonata» per risolvere la situazione. Fuori volano pietre e molotov di residenti ed estremisti di destra.

10 10 LA MAFIA A ROMA la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 Il Partito democratico PER SAPERNE DI PIÙ Nicola Zingaretti Il governatore del Lazio: con il mio ex Capo di Gabinetto Venafro autori di una stagione di trasparenza Ora abbiamo i necessari anticorpi Nessun patto con il clan di Buzzi il mio braccio destro ne uscirà pulito Nicola Zingaretti Alfonso Sabella L assessore alla Legalità a Roma: amareggia vedere che alcuni consiglieri della Capitale si sono venduti per mille euro al mese I dirigenti corrotti ancora in Comune il Parlamento ci dia i poteri per cacciarli MAURO FAVALE ROMA.«L indagine sul Mondo di mezzo non è un meteorite che arriva a devastare un prato verde ben tenuto. Qui i segnali e le patologie della politica c erano già e si vedevano bene». Nicola Zingaretti è seduto dietro la scrivania di legno chiaro al secondo piano del palazzo della Regione Lazio. Parla «perché è necessario che la politica dia un segnale e inizi a ricostruire una dimensione collettiva che sembra persa». Il suo ex capo di gabinetto, Maurizio Venafro, è indagato nell inchiesta su Mafia capitale per tentativo di turbativa d asta: avrebbe ceduto alle pressioni di Luca Gramazio per piazzare un nome gradito a Salvatore Buzzi nella commissione di aggiudicazione per la gara regionale del cup. Sapeva che i due si erano visti? «Detta così non significa nulla: il capo di gabinetto e il capo dell opposizione si saranno visti centinaia di volte». Se Venafro le avesse detto che aveva incontrato il capogruppo Pdl per discutere di una gara come avrebbe reagito? «Venafro ha spiegato che la sua interlocuzione era stata con tutti di natura politica». È stato poco accorto? «Ripeto: era fra i suoi compiti incontrare anche il capo dell opposizione senza alcun pregiudizio politico. All epoca, però, nessuno poteva immaginare di quali interessi era portatore Gramazio». Venafro lavorava con lei anche alla Provincia: lo conosce da tanto? «Sì, e voglio sottolineare che è indagato e non colpevole. In questi due anni con me in Regione, prima di dimettersi, è stato coprotagonista di una stagione durante la quale proprio su trasparenza e semplificazione abbiamo cambiato tutto. Tra rotazione dei dirigenti, centrale unica degli acquisti, fatturazione elettronica, abbiamo immesso tanti anticorpi utili a tutela della legalità». Ma non sufficienti a chiudere i tentativi di infiltrazione. «Ma su 4 miliardi di gare bandite nemmeno un euro è andato a mafia capitale. Non c è nemmeno un assessore della mia giunta coinvolto nell inchiesta». Eppure la gip parla di patto corruttivo in Regione. Come funziona? «Ci sarà un percorso giudiziario per ricostruire i fatti che andrà rispettato. Quello che escludo è che ci sia stato un patto corruttivo della politica». Si sente indebolito da questa vicenda? «Il problema non è il mio indebolimento, è l ultima cosa che mi preoccupa. Nessuno vuole minimizzare, ma qui gli anticorpi hanno funzionato e oggi consegniamo all Italia una regione risanata e quasi fuori dal commissariamento della sanità». Il Pd romano ha toccato il suo punto più basso? «Diciamo che siamo a un punto nel quale non si hanno più scuse. La magistratura fa il suo compito e il procuratore Pignatone ha avuto un merito immenso a far luce su questa situazione. La politica, però, ha il dovere di indagare sui suoi errori». Quali sono stati? «Negli anni è cambiata la concezione del rapporto col potere, vissuto più come uno strumento per l affermazione personale che per mettersi al servizio delle persone». Solo questo? «No, c è un altra patologia: il correntismo esasperato, una frantumazione del partito divenuto un insieme di singoli. E il singolo che si fa partito. Basti pensare alle sezioni personali, ed è un bene che Matteo Orfini su questo tema si sia attivato». E quindi che si fa? «Facciamo tesoro di questa deriva e cambiamo tutto: ripartiamo da una riscoperta etica della politica». PARTITI PERSONALI Il potere vissuto come uno strumento per l affermazione personale del singolo Alfonso Sabella CARTE FALSE Non ha idea di quante carte false, truccate, ho trovato e non solo della giunta Alemanno GIOVANNA VITALE ROMA. Alfonso. Sabella, con il suo passato da pm antimafia non prova imbarazzo a stare dentro un amministrazione così pesantemente compromessa? «Io sto qua dentro proprio perché era così compromessa, altrimenti non avrebbe avuto senso nominare un assessore alla Legalità. Quando il sindaco Marino mi ha chiamato, sei mesi fa, ho accettato per puro spirito di servizio. Ho rinunciato a metà del mio stipendio per curare l infezione che stava uccidendo il Campidoglio. Perciò lascia l amaro in bocca vedere che a Roma la politica si è venduta per un piatto di lenticche: gente che per mille euro al mese ha tradito la fiducia di migliaia di cittadini». Per anni è stato magistrato, ora fa l amministratore: come possono le istituzioni arrivare prima dei giudici? «Bella domanda. Da amministratore hai una visione privilegiata, puoi vedere le carte, accorgerti del malaffare prima che diventi sistema, però in concreto non hai gli stessi strumenti della magistratura, non puoi fare intercettazioni, pedinamenti, verifiche patrimoniali, emettere misure cautelari. Ecco perché ora il Parlamento deve mettersi una mano sulla coscienza e dotare la pubblica amministrazione dei poteri necessari per combattere la corruzione che è il carburante delle bande criminali». Ce lo vede Marino nei panni dell investigatore che pedina o ammanetta qualcuno? «Ai tempi di Tangentopoli Pier Camillo Davigo mi raccontò un aneddoto: Se io invito a casa un amico e vedo che si porta via l argenteria, io non aspetto la sentenza passata in giudicato per non invitarlo più a pranzo. Ecco, con il sistema normativo che abbiamo in Italia, sei io mi accorgo che un determinato dirigente non fa bene il suo lavoro o è corrotto, non posso fare nulla, lo devo tenere, è arduo persino trasferirlo». Bisogna aspettare la sentenza definitiva. «Sì, lo devi continuare a invitare a pranzo. L unica cosa che si può fare è farlo mangiare in un altra stanza, ma la tavola gliela devi sempre apparecchiare con l argenteria. Prenda tutti i burocrati indagati per Mafia Capitale: sono ancora dirigenti del Comune, anche se non nello stesso posto dove avrebbero commesso gli illeciti». Anche a Ostia, dove lei è commissario dopo le dimissioni del presidente indagato, voleva trasferire il direttore. «Avevo forti sospetti sul suo operato: troppi lavori affidati in somma urgenza, troppi atti scadenti. È stato trasferito, ma lui ha fatto ricorso al Tar ed è stato reintegrato. In Italia è la normalità. Ma così non si può andare avanti. E lo dico da giudice». Cosa bisognerebbe fare? «Modificare la legge, dare alla pubblica amministrazione la possibilità di non invitare più a pranzo i dipendenti di cui non si fidano, che hanno commesso irregolarità o sono incapaci. E se finisce in carcere, non deve ricevere lo stipendio». Prima ancora che la sentenza sia passata in giudicato? «Nelle more, si potrebbe evitare di retribuirlo. Quando c è fondato motivo di ritenere che un dipendente è infedele, siccome non posso cacciarlo, almeno che perda il diritto a essere pagato dall amministrazione che ha tradito». Di cosa ha bisogno Roma, adesso, per guarire? «Di un anno zero. Non ha idea di quante carte false, truccate, aggiustate ho trovato: e non solo della giunta Alemanno». Per questo gira con la pistola? «Me la sono portata un paio di volte, a Ostia, ma non giro per il municipio armato. È una precauzione. Ma non mi chieda perché. Quello lo tengo per me».

11 LA MAFIA A ROMA la Repubblica SABATO 6 GIUGNO PER SAPERNE DI PIÙ roma.repubblica.it La storia. Ostia come laboratorio politico-criminale: Carminati che si allea con il clan Fasciani e alcuni consiglieri comunali capitolini che reclamano ciò che gli spetta Ed entrano in conflitto con i piani di Buzzi. Dagli appalti fino agli interessi più sporchi Soldi, coca e affari la guerra tra bande per spartirsi il mare di Roma I PUNTI LA COCAINA Negli atti di Mafia Capitale Massimo Carminati compare come intermediario di un traffico di 503 chili di cocaina provenienti dal Sudamerica IL CLAN Il mare di Roma è un laboratorio politico-criminale: una delle scoperte delle indagini riguarda l alleanza del guercio con i Fasciani ATTILIO BOLZONI ge, non è solo alberelli da potare per dare qualche mancia ai mendicanti delle circoscrizioni, Ostia si presenta negli atti giudiziari come un laboratorio criminale alle porte di Roma. Cominciamo dalla politica famelica. Chi comanda lì? Salvatore Buzzi immagina di essere il solo attore protagonista ma racconta al compare Carlo Guarany, il suo vice della 29 giugno: «D Ausilio me ferma in consiglio comunale e me dice: Aah, io so che tu stai con Coratti.. le cose.. però ce sono pure io.. le vediamo insieme...». Gli risponde Guarany chiarendogli la situazione: «Perché a Ostia c è la moglie (Emanuela Droghei, assessore alle Politiche Sociali nella minigiunta prima del commissariamento e dell arrivo di Alfonso Sabella, ndr) de D Ausilio». Replica Buzzi: «Questo verde deve ritornà tutto a noi, mi devi preparà una scheda di tutti i dossier che c abbiamo aperti con il Campidoglio, cioè mettendoce campo nomadi mettendoce sia il quinto che il decimo dipartimento e ci mettiamo anche il Comune de Ostia poi annamo da D Ausilio e vedemo quale è il problema.. se il problema è questo». Cosa voleva D Ausilio da Buzzi? Scrivono i magistrati: «Buzzi riferiva ai propri collaboratori che Francesco D Ausilio gli aveva sottolineato... che qualsiasi questione relati- I PERSONAGGI D AUSILIO D Ausilio me ferma in consiglio comunale e me dice: So che stai con Coratti... però ce sono pure io, le cose le vediamo insieme Buzzi parla con Carlo Guarany, suo vice alla 29 giugno GRAMAZIO Gramazio c ha fatto avere un sacco di soldi sul Municipio de Ostia e lì stanno a preparà gli atti per darli tutti a noi Buzzi sui fondi della Regione che sono dati a Tassone TASSONE Tassone è soltanto nostro, non appartiene alla maggioranza né all opposizione, è mio Buzzi parla dell ex presidente del X Municipio FASCIANI So che hai incontrato un nostro comune amico (il boss Carmine Fasciani), quello che sta a mare Carminati parla con il pentito Roberto Grilli CARMINATI La storia della droga è della stampa, chi ci ha mai avuto a che fare? Ci ha sempre fatto schifo, io non l ho mai venduta Carminati sul carico di cocaina dal Sudamerica BUZZI Devi preparà i dossier che abbiamo aperti col Campidoglio, poi annamo da D Ausilio e vedemo quale è il problema Buzzi parla con il collaboratore Guarany TUTTI vogliono prendersi Ostia. Con le buone o con le cattive, con la pistola in mano o con rapine mascherate da buon governo. E tutti sono lì, in agguato, per diventare i padroni del mare di Roma. C è ressa fra il lungomuro e la pineta di Castelporziano. Nelle carte di Mafia Capitale tanti sono i nomi e tanti sono anche gli omissis che annunciano una bufera in quella città nella città che è a trenta chilometri dal Campidoglio. «Gramazio c hà fatto avere un sacco di soldi su Ostia e al Municipio de Ostia stanno a preparà gli atti per darli tutti a noi», si rallegra Salvatore Buzzi appena viene a conoscenza che dalla Regione sta arrivando un milione di euro che finirà nelle casse del parlamentino di Andrea Tassone, il mini sindaco che Buzzi considera praticamente di sua proprietà. Pupi e pupari nel teatro delle marionette di Roma mafiosa. Ma la dependance di Ostia è terra complicata. Con trafficanti di droga che fanno commercio, con Massimo Carminati che stringe alleanza una delle scoperte più interessanti dell indagine con i Fasciani, con l invadenza molto sospetta di alcuni consiglieri comunali che reclamano ciò che spetta loro di diritto capitolino. Ostia non è solo sacco edilizio e stabilimenti balneari fuorilegva all area di Ostia non poteva prescindere dal suo consenso». Il piano di Buzzi stava urtando contro chi accampava un dominio territoriale su Ostia. Annotano ancora i magistrati: «E si scontrava, a detta di Buzzi, con gli appetiti economici di rappresentanti del consiglio comunale (D Ausilio) che rivendicavano un potere di interdizione sull assegnazione dei lavori». Dagli atti giudiziari affiorano storie che dal lungomuro si intrecciano con la politica romana ridotta a mercato, compare un Carminati intermediario di un carico di 503 chili di coca proveniente dal Sudamerica, si manifestano personaggi apparentemente al momento ai margini della grande inchiesta che però sono citati ripetutamente. Uno di questi è proprio il consigliere comunale Francesco D Ausilio, quello che nell ottobre del 2014 ha presentato le sue dimissioni da capogruppo del Pd in Campidoglio dopo che qualche mese prima aveva commissionato un sondaggio assai molesto contro il sindaco Ignazio Marino. E se D Ausilio non risulta indagato (lo è però l ex segretario Calogero Nucera, «il suo alter ego», precisano gli investigatori), il suo nome riempie molte pagine dell ordinanza di custodia cautelare di Mafia Capitale. Su mandato del solito Buzzi lo cercavano per avere «consenso in sede di consiglio comunale e di giunta» contro il sindaco per non rimuovere un funzionario (insieme all ex presidente del consiglio Mirko Coratti e all ex assessore alla Casa Daniele Ozzimo, tutti e due arrestati) e anche per sensibilizzarlo sulla questione del riconoscimento dei debiti fuori bilancio tanto cara a Buzzi. Ma è su Ostia dove mai un consigliere del X Municipio ha presenziato una sola volta al processo dei Fasciani, il Comune di Roma era parte civile che si concentrano molte attenzioni di D Ausilio provocando l ira di Buzzi. Un giorno sbotta al telefono con Paolo Salvi, il braccio destro di Tassone: «Martedì devo incontrare Figurelli (il segretario di Coratti, ndr) e Coratti che m hanno convocato per questa storia di Lucera che mi ha rotto il cazzo. Perché D Ausilio si è messo in testa che è lui che deve decidere sulle cooperative: chi vince e chi perde». Questo c è scritto nelle carte. Il consigliere D Ausilio saprà certamente fornire una versione diversa, da quella di Buzzi e degli stessi magistrati inquirenti, sul ruolo che gli attribuiscono in Campidoglio. Per quanto riguarda Ostia, registriamo nel web la sua ultima denuncia il 25 maggio scorso. Contro il portale istituzionale «Ho notato che in tema di telline si è colpevolmente dimenticato di citare Ostia, per quanto quelle di Fiumicino e addirittura di Anzio, siano indubbiamente degne di nota, credo che il litorale laziale non possa prescindere dall esperienza ostiense e dai suoi itinerari culinari. Ho già scritto all assessore Marinelli per segnalare questa svista, è giusto che il portale del turismo di Roma Capitale renda onore al merito». Onore al merito. Dalla politica del X Municipio sino agli affari più «sporchi» di Ostia. C è un testimone che spiega come Carmine Fasciani gli aveva proposto di trasportare stupefacenti dalla Spagna, si chiama Roberto Grilli e fa lo skipper. Lui rifiutò ma Massimo Carminati gli disse: «So che hai incontrato un nostro comune amico, quello che sta al mare». Era proprio Carmine Fasciani. Lo skipper non sapeva dei business fra Carminati e Fasciani, come non ne avevano prova certa neanche i carabinieri. Poi Grilli svela di una traversata atlantica sull imbarcazione Kololo II, nell autunno Nelle stive del bastimento c era più di mezza tonnellata di coca, intermediario Carminati. Un altra scoperta. Nelle conversazioni intercettate er cecato diceva a tutti: «Quella storia della droga... eh.. bisogna essere onesti, la storia della droga è della stampa.. ma chi c ha avuto mai a che fare.. lo sanno bene che la droga c ha sempre fatto schifo.. io la droga non l ho mai venduta».

12 12 POLITICA E GIUSTIZIA la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 Il caso Campania PER SAPERNE DI PIÙ Sospeso dopo il Consiglio sponda del governo a De Luca Il consulto con Renzi sul vice Il Viminale in aula alla Camera indica l iter per applicare la legge Severino Incontro di un ora a Palazzo Chigi tra il governatore sub judice e il premier OTTAVIO LUCARELLI LE TAPPE LA VITTORIA Il 31 maggio Vincenzo De Luca ha vinto le elezioni regionali in Campania con il 41.1 contro il presidente uscente Stefano Caldoro di Forza Italia LEGGE SEVERINO De Luca è ora a rischio sospensione in base alla legge Severino essendo stato condannato in primo grado per abuso di ufficio per la nomina di un project manager LA POLEMICA La linea del governo, di far scattare la sospensione di De Luca dopo l insediamento, è contestata dalla destra e da movimenti civici NAPOLI. Il governo non cambierà la Severino. Non ci sarà un decreto ad hoc, ma il presidente della Campania Vincenzo De Luca potrà insediare il Consiglio regionale e formare la giunta prima di ricevere il provvedimento di sospensione secondo la stessa legge per una condanna in primo grado. L intesa tra il premier Matteo Renzi e il nuovo governatore della Campania è stata raggiunta nel pomeriggio durante un incontro di un ora a Palazzo Chigi. Un intesa che è stata preceduta da ampie dichiarazioni, avviate la scorsa settimana in campagna elettorale a Napoli dal ministro Maria Elena Boschi che sul caso De Luca aveva parlato di passaggi successivi alle La procedura prospettata dal sottosegretario Bubbico permetterebbe di avere un supplente elezioni. Interventi chiusi ieri mattina alla Camera da Filippo Bubbico, viceministro dell Interno, in risposta ad un interrogazione parlamentare di Forza Italia: «La legge regionale campana prevede che la comunicazione al Consiglio regionale nel primo insediamento costituisce notifica dell'avvenuta proclamazione». Perché sia efficace la proclamazione degli eletti, secondo Bubbico, è dunque necessario che sia insediato il Consiglio regionale. E proprio questo passaggio in aula consentirà a Vincenzo De Luca di nominare la giunta, compreso il suo vice che, nelle settimane della sospensione, avrà il compito di governare la Campania. Renzi e De Luca hanno infatti anche parlato di una rosa di nomi sul possibile vicepresidente della giunta. Su questo punto non è IL CASO IMPRESENTABILI Don Luigi Ciotti A PALAZZO CHIGI Il neo governatore Vincenzo De Luca ieri è stato a colloquio con Matteo Renzi per un ora a Palazzo Chigi trapelato nulla, ma tra i nomi in discussione i più gettonati restano quelli del segretario regionale Assunta Tartaglione e di Fulvio Bonavitacola, avvocato e deputato salernitano. Ovviamente dopo la sospensione De Luca ricorrerà subito al giudice ordinario. «C è già un precedente - ricorda - quello della Corte d Appello di Bari che rigettò la sospensione reintegrando un consigliere regionale». Prima di andar via il presidente della Campania ha confermato al premier che dopodomani tornerà a Roma per partecipare alla riunione della Direzione nazionale del Partito democratico e, uscendo da Palazzo Chigi, ha attaccato di nuovo Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare antimafia, che il venerdì prima del voto lo ha inserito nella lista di impresentabili. De Luca l ha Don Ciotti schiera Libera pro Bindi Uniti sul codice, poi frenano sui nomi ROMA. «La Commissione Antimafia ha approvato con voto unanime un codice e nessuno deve attaccare Rosy Bindi che ha fatto semplicemente quello che andava fatto». Così il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, ha commentato ieri le polemiche sorte in seguito della pubblicazione della lista degli impresentabili in cui era inserito anche Vincenzo De Luca. «Tutti erano d accordo prima ha osservato il leader dell associazione impegnata sul fronte antimafia ma quando poi si sono toccati alcuni personaggi non si era più d accordo e quindi bisognava smontare un percorso creato con coraggio». già querelata: «Bisogna farle ringoiare parole ignobili. Quella della Bindi è stata un iniziativa gravissima, un modo per colpire il presidente del Consiglio». La road map definita dal governo e da De Luca non piace però a tutti. Non la contesta solo Forza Italia ma anche Gianluigi Pellegrino del movimento Difesa dei cittadini, l avvocato che ha vinto in Cassazione ottenendo che sia il giudice ordinario e non più il Tar a decidere sui ricorsi relativi alla legge Severino. «Non bisogna essere addetti ai lavori - sostiene Pellegrino, che contesta le dichiarazioni del viceministro Bubbico - per sapere che la proclamazione è un atto pubblico immediatamente efficace e valido erga omnes». Mentre De Luca era a Roma, intanto, la Procura di Salerno ha depositato il ricorso in appello chiedendo la sua condanna non solo per abuso di ufficio ma anche per peculato proprio nel processo che lo vede condannato in primo grado per una nomina nel progetto di un termovalorizzatore. I legali dell ex sindaco chiedono invece l assoluzione piena perché il fatto non sussiste. In serata il presidente della Campania è rientrato frettolosamente per festeggiare la vittoria del 31 maggio con i napoletani alla Mostra d Oltremare ove è stato accolto da un ovazione. In prima fila il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. L INTERVISTA/ROBERTO FICO, M5S Ma che nomine, non metta piede in Regione SOSPENSIONE De Luca è sospeso automaticamente, non c è bisogno di aspettare la proclamazione. La Severino è chiara ANTONIO FERRARA Roberto Fico NAPOLI. «De Luca è sospeso automaticamente, non c è bisogno di aspettare la proclamazione. La Severino è chiara». Per il presidente della commissione di vigilanza Rai Roberto Fico «Renzi deve intervenire in un lasso di tempo molto breve, senza indugio. Il giorno della proclamazione del consiglio regionale De Luca viene sospeso anche dalla carica di consigliere, oltre che di presidente, non potrà entrare nel palazzo della Regione, gli deve essere interdetto l ingresso in quanto presidente e consigliere, e non potrà più votare». Il viceministro dell Interno Filippo Bubbico sostiene che si sospende qualcosa che c è. Quindi prima la proclamazione, poi la sospensione. «No. Secondo noi non c è bisogno di aspettare la proclamazione. De Luca non potrà avere il tempo di nominare la giunta. Siamo di fronte a un problema politico consegnatoci dal Pd. Tutti sapevano che la legge Severino si sarebbe applicata. È incredibile pensare che il Pd abbia lasciato candidare De Luca». Ma il presidente della Campania annuncia: Farò ricorso al giudice ordinario, c è già un precedente: la Corte di appello di Bari reintegrò un consigliere regionale sospeso. «L unica cosa certa è che per 18 mesi avremo la sospensione. Il tribunale potrebbe mantenere De Luca in tale condizione anche per un anno. E la giunta sarà guidata da un vicario che governerà e firmerà atti al sui posto». De Luca ha in mente un vice che vi farà sognare, ha detto. «Non ci vuole molto a farlo con questo presidente che ci ritroviamo. C è il fatto che un partito ha candidato una persona che poi sarebbe stata sospesa. C è poi l inchiesta della Procura antimafia su alcuni consiglieri e candidati campani, c è la lista degli impresentabili dell Antimafia. Ricordo che il Tar Campania su nostro ricorso ha sancito che De Luca non è eleggibile. E se la condanna di De Luca divenisse definitiva, avremmo la decadenza, altro che sospensione». Ma in ogni caso ci sarebbe il vicepresidente «Ma non abbiamo eletto un vicepresidente che non conosciamo. In Campania abbiamo avuto elezioni false con un eletto che non può governare. Un guaio enorme che va ascritto a Renzi, ai dirigenti campani del Pd che hanno ammesso De Luca alle primarie anche se sapevano della sua condanna. Il Pd non ha applicato il codice di autoregolamentazione dell Antimafia che pure ha approvato».

13 LE SCELTE DEI PARTITI la Repubblica SABATO 6 GIUGNO Il centrodestra PER SAPERNE DI PIÙ Salvini non seduce i giovani industriali Il leader della Lega a Santa Margherita modera i toni e fa un mezzo dietrofront sull euro: Rinegoziamo i trattati, serve una moneta più giusta. Ma la platea diffida del suo populismo: E poi non conosce i problemi delle imprese I PUNTI A DOPPIA CIFRA Con una campagna elettorale molto aggressiva sull immigrazione, Matteo Salvini ottiene un risultato a doppia cifra e supera anche Forza Italia ANTI EURO La Lega è anti euro. Un atteggiamento sgradito a molti industriali. (Nella foto sopra, Salvini con il presidente dei Giovani Industriali Marco Gay) SFIDA A BERLUSCONI In un intervista a Repubblica, il leader del Carroccio ha chiesto primarie del centrodestra e ha sfidato Berlusconi per la leadership DAL NOSTRO INVIATO LUISA GRION Parole più tenui sui Rom, ma poi in un comizio a Viareggio sbotta: Mettiamoli su un isola SANTA MARGHERITA. Lui, per l occasione, si è messo la giacca al posto della felpa, pur precisando che «non cambio casacca a seconda che parli con gli agricoltori in una stalla o con ragazzi in cravatta che fanno industria». Loro hanno tenuto conto dei voti conquistati alle regionali, hanno apprezzato il suo tentativo di avvicinamento e anche i toni più moderati, ma il feeling non è scattato. Salvini e gli industriali under 40: cronaca di un amore mancato, almeno per il momento. Le intenzioni, per tutti e due, erano chiare fin dall inizio: Ci interessa è il titolo che i giovani di Confindustria hanno scelto quest anno per il loro convegno d inizio estate. Star indiscussa della manifestazione, il leader della Lega, per la prima volta in casa degli industriali, invitato dal presidente dei giovani, Marco Gay, e atteso da una platea molto incuriosita. Salvini è arrivato in Liguria sull onda del successo alle elezioni di domenica scorsa e con un obiettivo preciso: piacere, o per lo meno accreditarsi come interlocutore politico credibile anche per le grandi aziende, fino ad oggi trascurate a vantaggio delle piccole. Un passaggio fondamentale per chi, come lui, punta a diventare il leader del centrodestra, il candidato premier da opporre a Matteo Renzi nella prossime tornata elettorale. «Vengo per imparare e proporre, non per convincere o vendere pentole: sporchiamoci le mani, confrontiamoci», ha messo in chiaro. Buone intenzioni franate un attimo dopo parlando di euro. L esordio, in realtà, era stato mite: non più «usciamone», ma «rinegoziamo i trattati perché una moneta più giusta per la nostra economia sarebbe più giusta per voi, mica per me». E ancora: «Guardate che per me il problema dei rom è in fondo alla scaletta delle emergenze: io vorrei che mio figlio, se volesse fare impresa, potesse restare qui e avere un fisco equo». Ma è durata poco: messo alle strette dalle domande della platea e da una affatto velata accusa di populismo ( è la più subdola delle tentazioni e non possiamo farcene scudo», aveva già annunciato il leader dei giovani di Confindustria Marco Gay), Salvini si è lanciato in un finale esplosivo. «Questa Europa è un danno e va ribaltata». «Basta con gli euro-bamba, gli eurofelici a prescindere, sono loro i veri nemici della Ue». «L Europa è un enorme supermercato senza una > BELPAESE ALESSANDRA LONGO Il gemello del sindaco IL FRATELLO gemello, uguale come una goccia d acqua, è stato eletto sindaco. E lui, Marco Dal Pozzo, si è fatto un selfie con una maglietta. Hashtag stampato su cotone: «IoNonSonoIlSindaco». Succede a Guardiagrele, comune abruzzese di novemila abitanti, sede del parco nazionale della Majella. Le ultime elezioni hanno decretato il successo dell avvocato Simone Dal Pozzo (lista Guardiagrele per il Bene Comune). Il gemello è contentissimo della vittoria in famiglia ma ha pensato bene di non farsi rovinare la vita quando cammina per strada. La storia la racconta «Il Centro» e merita una segnalazione per l autoironia. Con le grane di gestione che patiscono i Comuni, essere intercettati dal cittadino ingrugnito per un disservizio, è un rischio altissimo. Figurarsi poi in un Paese piccolo. Così i gemelli Dal Pozzo uniti nella nascita si separano ora per forza maggiore. Uno girerà con la fascia tricolore, l altro con la felpa anti-scocciature. MEETING Matteo Salvini sul palco del meeting annuale dei giovani di Confindustria a Santa Margherita Ligure IL CASO banca e con 29 negozi diversi, peccato che ci si fermi sempre più in quello polacco e sempre meno in quello italiano». Quanto alla priorità della questione rom, ogni tentativo di approccio diplomatico e sparito poche ore dopo, quando Salvini, parlando a Viareggio, ha immediatamente rispolverato il vecchio frasario: «Affittiamo un isola e mettiamoceli lì, assieme ai clandestini e ai centri sociali». Per i giovani industriali, comunque la moneta unica è fuori discussione. Quindi nonostante «l interesse per la nuova classe dirigente che oggi siede al governo e all opposizione», espressa dal presidente Gay, e nonostante Salvini abbia sciorinato anche ricette che a Confindustria piacciono Flat tax, ovvero aliquota unica del 15%, e stop alla «follia» delle sanzioni verso la Russia l intesa non c è stata. Francesco Ferri, vicepresidente dei giovani, lo dice chiaro e tondo: «Mi aspettavo di più, al di là degli slogan e della tendenza al populismo speravo in una maggiore conoscenza dei problemi delle imprese». Eppure non tutto è perduto: «La leadership di Salvini, come quella di Renzi - commenta Giulio Pedrollo, leader degli industriali di Verona - ma non ho visto una strategia di lungo periodo». E soprattutto «la moneta unica è imprescindibile, senza euro l economia crolla». Però, ammette, «Salvini non ha voluto strafare, riparliamone fra qualche mese e vediamo quello che succede». Insomma, non perdiamoci di vista. Zerocalcare, murales troppo comunista TORINO. Guerra al murales perché troppo comunista. È successo a Montanaro, nel Torinese, dove Zerocalcare ha ideato un murales in onore del partigiano Giuseppe Prono. I writer, nel realizzarlo, hanno aggiunto una stella rossa ma il sindaco Giovanni Ponchia, di una lista civica di centrosinistra, ha chiesto di rimuovere il simbolo della brigata Garibaldi: «È troppo grande e non era prevista». Zerocalcare difende i writer: «Quella stella non tradisce il senso del mio disegno». IL PERSONAGGIO FU SENATORE CON DINI. BERTINOTTI: PERDO UN AMICO Addio a Mario D Urso, dal jet set alla politica BANCHIERE Mario D Urso divenne giovanissimo amministratore della Lehman Brothers. Nella foto a destra, con Mario Draghi FRANCESCO BEI ROMA. È morto a Roma a 75 anni Mario D Urso, per un tumore. E già sembra impossibile immaginare quell uomo così alto, asciutto, sempre impeccabile nei suoi gessati con pochette, costretto in un letto d ospedale. A fare i conti con la sofferenza umana, così apparentemente lontana dalla sua esistenza glamour. Personaggio quasi letterario, una via di mezzo fra grande Gatsby e Curzio Malaparte, fra le notti passate alle feste e la frequentazione di diplomatici e teste coronate di mezzo mondo. Sempre con leggerezza, per dirla con Calvino, mai con superficialità. Avvocato, nobile rampollo dei marchesi di Cassano, ex senatore (con il partito più chic dell Ulivo, Rinnovamento italiano, durato il volo d una farfalla) e mille altre cose insieme. Soprattutto napoletano, con quella persistente ironia del napoletano nato bene, che si sente figlio una capitale europea. D Urso si vantava di aver avuto un bisnonno «che aveva persino un suo treno privato, che imprestava ai re». Banchiere, uno che a soli 28 anni, quando i suoi coetanei italiani sognavano Che Guevara e tiravano sassi ai poliziotti, era già volato a Washington per diventare amministratore della banca d affari Lehman Brothers. I più giovani magari lo ricordano per la sua presenza alle feste della Roma magnona, ma sempre con quel distacco snob alla Jep Gambardella. In fondo essere stato amico di Jacqueline Kennedy e Henry Kissinger, di Gianni Agnelli e dei reali d Inghilterra unico italiano invitato a Buckingham Palace per i 100 anni della regina madre lo metteva al riparo dalla cafonaggine delle terrazze. C era anche la politica nella vita di D Urso. Quella fatta giovanissimo nel movimento federalista di Altiero Spinelli e quella con Lamberto Dini, nel 1995, sottosegretario al Commercio estero. E quello strano rapporto con Fausto Bertinotti, che oggi lo piange come «un vero amico», il comunista e il ricco del jet set. In uno dei suoi tipici calembour una volta raccontò a un amico: «In fondo dovrei essere molto considerato dalla Chiesa. Perché è facile, come fa Madre Teresa di Calcutta, essere caritatevole con i poveri. Molto più difficile farlo con i ricchi». Un paradosso dei suoi, con dietro una distanza e, in fondo, un senso di pietas per quei ricchi che frequentava, così evangelicamente poveri di spirito.

14 14 CALCIO E POLITICA la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 Il caso Berlusconi vende mezzo Milan a Bee Resto col 52 per cento ma si chiude un epoca Affare da 500 milioni, il thailandese entra come socio in attesa di prendersi tutto il club: Realizzo un sogno LE TAPPE 14 FEBBRAIO 2015 Repubblica svela: l imprenditore thailandese Bee Taechaubol tratta con Berlusconi l acquisto del Milan e mette sul piatto un miliardo di euro per rilanciare il club 5 MARZO 2015 Blitz di Mr. Bee ad Arcore: con Berlusconi sigla un accordo per l acquisto di una quota di minoranza subito, con opzione per la maggioranza nel giro di 4-5 anni 28 MAGGIO 2015 In attesa delle elezioni regionali, Berlusconi prende tempo e smentisce la vendita, Mr. Bee alza l offerta, deciso a battere la cordata cinese di Mr. Lee ENRICO CURRÒ MILANO. Ieri al calar del sole di un afosissima serata milanese sembrava proprio tutto come sempre, tutto come prima. Silvio Berlusconi era a Segrate, contornato dai cento microfoni dell ennesima intervista dopo l ennesimo comizio dell ennesima campagna elettorale. Bee Taechaubol si rilassava nel lussuoso giardino dell Hotel Bulgari, sorseggiando l aperitivo alla fine dell ennesimo viaggio per l ennesimo affare della sua vita di finanziere giramondo. Ma l apparenza inganna. Da appena un ora ad Arcore si era chiusa l era del Milan berlusconiano, con la firma dell accordo tra il demiurgo del club che rivoluzionò il calcio e l imprenditore thailandese chiamato a risollevarne le sorti con l unico strumento idoneo a frenare la caduta: i soldi. La cordata che fa capo a Taechaubol entra come azionista di minoranza, ma si fa per dire: un po per l entità dell operazione (480 milioni di euro per il 48%) e un po perché entro due anni l obiettivo è la quotazione su una borsa asiatica, probabilmente Hong Kong. Dopo l approdo a listino, si potrebbero verificare le condizioni per la cessione di un consistente pacchetto di azioni in mano a Fininvest. Nel frattempo Berlusconi resta il presidente e la figlia Barbara e Galliani i due Ad. Tuttavia da subito si profilano i cambiamenti sottesi al varo del Milan thailandese, cugino dell Inter indonesiana di Thohir: del marketing, nel cruciale mercato asiatico, si occuperanno i manager di Mister Bee, mentre la campagna acquisti avverrà sotto la supervisione del suo consulente, il fondo d investimento Doyen del portoghese Nelio Lucas (inviso al presidente dell Uefa Platini), volato a Berlino per definire le strategie con Galliani. L evento è dunque a suo modo epocale sebbene teoricamente soggetto a due mesi di esclusiva per perfezionare l accordo e lo confermano i protagonisti. Il nuovo socio, arrivato l altro ieri da Bangkok, si è abbandonato all entusiasmo. «Sono felice, realizzo un sogno». Il patriarca ha invece tentato di perpetuare la propria leggenda. «Ho trovato un investitore per tornare protagonisti. Naturalmente mantengo maggioranza e carica di presidente. Chi conosce bene i mercati asiatici potrà sviluppare il marchio laggiù». Il comunicato di Fininvest, la holding della famiglia Berlusconi, ha ufficializzare l esito della trattativa, alla Mantengo presidenza e maggioranza C è chi conosce i mercati asiatici per sviluppare il brand SILVIO BERLUSCONI PRESIDENTE DEL MILAN presenza delle figlie Marina, presidente di Fininvest, e Barbara, ad milanista, della politica di Forza Italia Licia Ronzulli, intermediaria nell operazione, e dell ad di Fininvest Pasquale Cannatelli. «Il presidente Silvio Berlusconi ha approvato l accordo per valorizzare il brand in particolare nei paesi asiatici e ottenere le risorse finanziarie indispensabili per riportare la squadra a competere con i principali club del calcio mondiale»». Tacciato fino a pochi giorni fa di mitomania dai non pochi detrattori in seno al Milan, malgrado la trattativa durasse ormai da 9 mesi, Taechaubol diventa autorevole socio e con lui i facoltosi garanti della cordata: ADS Securities, banca degli sceicchi di Abu Dhabi, e CITIC, banca governativa cinese. Berlusconi lo ha preferito alle cordate cinesi, vere e presunte, anche per via dell esorbitante quotazione accettata per il club: un miliardo di euro, almeno 300 milioni in più del valore che la rivista economica Forbes ha di recente attribuito al Milan, alla luce del deficit 2014 (quasi 92 milioni) e dei debiti con banche (superiori ai 200). Ora si guarda al mercato: Ibra, Bertolacci, Soriano, Obiang, Witsel, Kondogbia. Mihajlovic pare avere superato sia la concorrenza di Emery, allenatore targato Doyen, sia soprattutto l esame Berlusconi. «Impressione ottima, persona di livello». Si annunciano più complicate la risoluzione del contratto con Inzaghi e la vittoria nella gara per il migliore progetto nell area del Portello: venduto il 48% del Milan, ora c è da vendere il progetto per il nuovo stadio. Coppe e voti, cala il sipario VITTORIO ZUCCONI ACCESA con il Milan nel 1986, la stella di Silvio Berlusconi comincia a spegnersi proprio dal Milan, trent anni dopo. Il suo mondo finisce, secondo la profezia di T.S. Eliot, non con un esplosione, ma con un sospiro di languore e una carrettata di misteriosi milioni venuti dall Oriente e portati da strani Re Magi, nel lungo addio a una squadra di calcio che egli seppe trasformare nella perfetta allegoria del proprio successo, oltre che in formidabile strumento di politico consenso. E che dunque va letta oggi alla rovescia: il segnale dell ormai inarrestabile tramonto. Neppure il gioco delle tre carte che Berlusconi tenta fingendo di vendere senza cedere il controllo riesce a nascondere il patetico addio al sogno che alcuni di noi, che lo conobbero da ragazzi sui campi di calcio della periferia milanese come sponsor di squadrette di allievi, lo sentirono mormorare negli anni 60, quando vedendo passare un pullman con il simbolo della A.C. Milan disse: Un giorno questa squadra sarà mia. Facendo ridere tutti alla sua megalomania. Anche lui, anzi, proprio lui che l ha tanto applicata conosce la implacabile legge dell oro: chi ha l oro fa la legge. E l oro, oggi, è tutto nei forzieri di quel lontano Oriente che nel 1986, quando Berlusconi era allo zenith del proprio successo da imprenditore, ancora si dibatteva nella miseria, nella ribellione e nella confusione, accasato nella nostra definzione spregiativa di Terzo Mondo. Il primo scudetto nell 88 e, l anno dopo, quella prima coppa dei campioni conquistata (4-0) perché non andasse nelle mani dei comunisti, cioè i rumeni dello Steaua di Bucarest. Trent anni dopo, è il tycoon stanco, e con LE TAPPE 87-91, L EPOPEA SACCHI E l età dell oro, Sacchi vince uno scudetto, due Coppe Campioni e due Intercontinentali qualche rattoppo e buco sulla maglia trionfante, a essere con il cappello in mano a chiedere che siano i nuovi ricchi a salvarlo dai debiti e forse dalla noia, come già il rivale con la maglia neroazzurra dovette fare, Milan e Inter accomunati nel derby a chi riesce a portare via più soldi dagli avventurieri dell Est ansiosi di comperarsi, come i mercanti arricchiti facevano con i nobili squattrinati, i titoli e le terre di cui vogliono fregiarsi. E sono stati proprio i mercanti di ieri, che a colpi di dobloni avevano restaurato le glorie lacere di nobili club decaduti dai grandi nomi e dalla casse vuote, come il Milan e CAPELLO Il successore, Fabio Capello, vincerà ancora: 4 scudetti e 1 Champions, contro il Barcellona (foto) l Inter, a doversi arrendere al loro stesso gioco, marcando un ennesima tacca nel tramonto del fallimentare capitalismo milanese, che si credeva destinato a conquistare, dopo l Italia, il mondo e oggi scopre di essere nei panni del fallito. Berlusconi e Moratti, che tanto avevano vinto grazie all enorme sperpero di danaro, oggi perdono insieme il derby della buona amministrazione e se non sono certamente i soli a dover cedere i gioielli della famiglia europea del calcio, sparecchiati da arabi, cinesi, indonesiani, nessuno aveva investito tanto di sé, del proprio no ANCELOTTI Il Milan torna sul tetto d Europa. Ancelotti vince uno scudetto e due Champions

15 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO PER SAPERNE DI PIÙ Da lavapiatti alla Serie A il finanziere stregato dal calcio LUCA PAGNI MILANO EPENSARE che avrebbe potuto acquistare il Napoli. Se avesse assecondato l amore dell amico e socio in affari Fabio Cannavaro per la squadra della sua città, ieri Bee Teachaubol non sarebbe rimasto nel centro di Milano a limare gli ultimi dettagli dell acquisto di una buona metà del Milan con i legali della Fininvest, ma su qualche terrazza con vista Vesuvio a trattare con De Laurentiis. Anche se è stato scritto un finale diverso, sull inizio della storia non ci sono incertezze: l imprenditore thailandese nato 41 anni fa a Bangkok si è finanziariamente innamorato del calcio europeo, e italiano in particolare, dopo avere sponsorizzato la prima partita di grandi campioni del passato nella capitale thai, nel settembre scorso. In campo c erano Figo, Shevchenko, Kluivert, Seedorf, Nesta e lo stesso Cannavaro. Un successo di pubblico per la GLS, la Global Legend Series, che ha poi stretto, come GLS Academy, un importante accordo col governo di Pechino: insegnerà calcio in tutte le scuole della Cina. Come ha raccontato a Repubblica, Bee ha intuito l enorme potenziale economico del calcio in Asia. E deve crederci tanto, se è stato disposto a valorizzare 1 miliardo una società che ha appena chiuso il bilancio con 90 milioni di perdite, non ha uno stadio di proprietà e alla quale Forbes ha attribuito un valore di meno di 700 milioni. Berlusconi e Bee Taechaubol Tutti penseranno che sia un pazzo o che ci sia chissà che cosa sotto. Ma mister Bee agli azzardi finanziari ci ha fatto il callo, per storia familiare e personale. Di mestiere fa il gestore di un private equity: nel linguaggio della finanza un manager che va in giro a raccogliere soldi di chi ne ha tanti e non vuole accontentarsi del 2-3 per cento di interesse. Prende i soldi, investe comprando quote di società in difficoltà o dal potenziale inespresso; le gestisce e le rivende (o le quota in Borsa). Certo che dovrà venderne di magliette e aprire scuole calcio per i figli della nuova borghesia asiatica, se vorrà rientrare dall investimento. In questi mesi, da quando il suo nome è stato accostato al Milan, è stato dipinto come uno che non dispone di capitali suoi, malgrado un patrimonio stimato di 1,2 miliardi di dollari. Di sicuro è ricca la sua famiglia, di origine cinese, nonostante abbia rischiato di scomparire dagli elenchi dei Vip thailandesi. Dopo essere diventata milionaria costruendo palazzi tra Thailandia e Australia, ha rischiato il tracollo per la bolla immobiliare nel 77. Lavapiatti in un ristorante di famiglia a 14 anni, a 16 Bee faceva già pratica nelle vendite online, prima di laurearsi in ingegneria con master in una business school. Negli ultimi 15 anni ha cavalcato il boom delle nuove economie asiatiche. Fino a quando un finanziere di origini ferraresi che vive e lavora a Dubai, Pablo Dana, socio in GLS con Cannavaro e con l inglese James Yandle, l ha convinto delle opportunità del calcio italiano e di quanti tifosi del Milan ci sono in Oriente, soprattutto in Cina. In due settimane Taechaubol è andato a trovare l ex Pallone d oro, è entrato da socio in GLS e ha comprato mezzo Milan, come ha annunciato felice ieri proprio all amico Cannavaro. Che nel frattempo ha lasciato la panchina del Guangzhou, pronto a nuove esperienze anche dirigenziali. Chissà se è solo una coincidenza. I NUMERI su Silvioland me, della propria passione nei propri castelli ormai diroccati. Il Milan, come l Inter, sono state molto più che grandi squadre di calcio. Sono state il simbolo di quella generazione di affaristi, imprenditori e miliardari lombardi che avevano promesso la bonifica di un Italia devastata dalla burocrazia politica romana o meridionale. E che ora devono ripercorrere in disordine e in ritirata le valli che avevano disceso con tanta boria da ganassa. Forse il Milan, affidato a un allenatore serbo che aveva giurato di non guidarlo mai, e rinsaguato dalle trasfusioni di miliardari che IL DECLINO Nelle mani di Pippo Inzaghi, il Milan non vince più. È il tramonto dell era Berlusconi 30 anni or sono neppure sapevano che cosa fosse la Serie A, tornerà a vincere campionati e partite in Italia e nel mondo, perché gli affaristi che ne prenderanno presto il controllo non conoscono sentimentalismi da San Siro, ma solo la musica dei bilanci. Per loro questi club dei nobili decaduti sono semplici investimenti, fatti come si possono investire capitali in acciaierie o filande. Con la stessa facilità con la quale si agganciano, si sganciano e al massimo, secondo i dettami della cultura orientale, possono generosamente permettere agli ex signori spodestati di salvare la faccia, come il nuovo Mister B sta concendo al vecchio Sciùr B. Ma la Silvioland, il mondo di fantasia che Silvio cominciò a costruire nel 1986 proprio con il Diavolo, sta spegnendo nelle luci una dopo l altra nelle sue attrazioni. Resta ancora un lumicino acceso nel padiglione di Forza Italia, alla quale però nessun cinese, thailandese, indonesiano sembra interessato. E che già è stata comunque prenotata e quasi comperata da tale Matteo Salvini, senza spendere un euro o un dollaro. 233 mln IL FATTURATO NETTO Il valore netto della produzione del Gruppo Milan è di 233,6 milioni -91,3 mln IL RISULTATO D ESERCIZIO L A.C. Milan da sola ha chiuso il 2014 con -99 milioni ma il gruppo chiude a -91,3 milioni 485 mln IL VALORE PER FININVEST Il 20 marzo Fininvest ha versato 60 milioni nel Milan, un asset valutabile 485 milioni 1 mld LA NUOVA VALUTAZIONE Bee pagherà 480 milioni per il 48% del Milan, il club valutato dunque un miliardo 247 mln L INDEBITAMENTO NETTO A bilancio 141 milioni di debiti con le banche, 106 milioni verso altri finanziatori 72 mln IL PARCO GIOCATORI A bilancio, la rosa del Milan vale 72 milioni, contro i 117 stimati a dicembre 2013 ANAS S.p.A. Compartimento della viabilità per la Lombardia ESTRATTO DI BANDO DI GARA È indetta procedura aperta ai sensi del D.Lgs. n. 163/2006, col criterio di aggiudicazione al prezzo più basso inferiore a quello posto a base di gara determinato secondo le modalità previste dal D.Lgs. n. 163/2006 mediante ribasso sull importo dei lavori posto a base di gara. Procedura Aperta MILAV per l affidamento dei Lavori di manutenzione straordinaria dei manufatti ponte Manzoni,viadotto San Martino e svincoli, e lungolago di Lecco lungo la S.S. n. 36 del Lago di Como e dello Spluga. Importo Complessivo ,00 - Categoria prevalente OG3 class. IV ,90; ulteriore categoria OS12-A class. III ,94; ulteriore categoria OS34 class. II ,16. Le offerte, in lingua italiana, dovranno pervenire entro e non oltre le ore del giorno Il bando, pubblicato sulla G.U.R.I. n. 65 il giorno è visibile presso l Albo Pretorio dei Comuni di MI - LC, presso il Compartimento della Viabilità di Milano, sul sito internet sul sito internet e sul sito internet Il Dirigente Amministrativo avv. Nicola Rubino VIA C. D ASCANIO, MILANO Tel. 02/ Fax 02/ sito internet ANAS S.p.A. Compartimento della viabilità per la Lombardia ESTRATTO DI BANDO DI GARA È indetta procedura aperta ai sensi del D.Lgs. n. 163/2006, col criterio di aggiudicazione al prezzo più basso inferiore a quello posto a base di gara determinato secondo le modalità previste dal D.Lgs. n. 163/2006 mediante ribasso sull importo dei lavori posto a base di gara. Procedura Aperta MILAV per l affidamento dei Lavori di rifacimento dei giunti ammalorati lungo le principali arterie del Compartimento - SS.SS. nn. 9-9dir dir ex591. Importo Complessivo ,00 - Categoria prevalente OS11 class. IV-bis. Le offerte, in lingua italiana, dovranno pervenire entro e non oltre le ore del giorno Il bando, pubblicato sulla G.U.R.I. n. 65 il giorno è visibile presso l Albo Pretorio dei Comuni di MI - VA - LO - PV, presso il Compartimento della Viabilità di Milano, sul sito internet sul sito internet e sul sito internet Il Dirigente Amministrativo avv. Nicola Rubino VIA C. D ASCANIO, MILANO Tel. 02/ Fax 02/ sito internet Via Unità Italiana, Caserta Servizio Provveditorato TEL. 0823/ FAX 0823/ AVVISO DI GARA Lotto CIG DE Questa ASL di Caserta indice "Procedura per l'affidamento del Servizio di Tesoreria dell'azienda Sanitaria Locale di Caserta con il criterio di aggiudicazione ai sensi dell'art. 82 D.Lgs.163/06, a favore del prezzo più basso. Il valore economico complessivo è pari a ,24 I.V.A. esclusa. La scadenza per la presentazione delle offerte è fissata per le ore del giorno 08/07/2015. La seduta pubblica per l'apertura delle offerte è fissata per le ore del giorno 10/07/2015. Il Disciplinare, il Capitolato e tutti gli allegati sono disponibili sul sito internet aziendale SERVIZIO PROVVEDITORATO Il Dirigente Dr. Maria Di Lorenzo

16 16 CRONACA la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 La sentenza PER SAPERNE DI PIÙ associazionelucacoscioni.it Stamina bocciata dalla Cassazione Cura non scientifica inutile e pericolosa Un paziente su 4 danneggiato dalla terapia Vannoni: Sono dispiaciuto per i bambini EX GURU Davide Vannoni durante un udienza del processo Stamina a Torino LE TAPPE SETTEMBRE 2011 Accordo tra Stamina e Spedali Civili di Brescia per praticare nella struttura pubblica MICHELE BOCCI ROMA. Anche la Cassazione demolisce il metodo Stamina. Non ha validità scientifica ed è pericoloso. Un altro colpo per Davide Vannoni e i suoi, l ennesimo e forse quello definitivo. Il mondo della ricerca, il ministero alla Sanità, il Parlamento, vari giudici, hanno già da tempo tolto diritto di cittadinanza nel nostro Paese al discusso sistema basato sull infusione di cellule staminali che dovrebbe essere in grado di affrontare, secondo il suo inventore con successo e secondo tutti gli altri no, oltre cento malattie. Adesso si esprime anche la Cassazione, e le parole che utilizza sono pesanti. Le sentenze delle quali ieri sono arrivate le motivazioni sono tre e rigettano la richiesta di Vannoni e di alcuni parenti dei malati di dissequestrare il materiale per le infusioni rimasto agli Spedali Civili di Brescia, la struttura pubblica dove il gruppo Stamina era riuscito ad entrare e a restare a lungo, anche dopo che la procura di Torino aveva aperto l inchiesta che poi ha portato al patteggiamento di Vannoni. «L unico protocollo presentato non è supportato da dati scientifici scrivono i giudici è privo di riferimenti a procedure scientifiche validate o a pubblicazioni scientifiche e in esso le metodiche non sono dettagliate». La Cassazione mette in risalto un punto spesso sottolineato dagli oppositori del metodo Stamina, quello dei rischi per coloro che fanno le infusioni. Circa un quarto dei pazienti sottoposti al metodo, tra coloro per i quali sono L Aifa soddisfatta del risultato: Auspichiamo che così si chiuda una volta per tutte una vicenda vergognosa disponibili cartelle cliniche e schede di monitoraggio, hanno accusato eventi avversi. «Nel 14% dei casi anche gravi. D altronde è stato riscontrato che numerosi pazienti hanno denunciato l assenza di effetti benefici e, in alcuni casi, il peggioramento delle condizioni di salute». I sostenitori del metodo, e anche le famiglie di alcuni malati, avevano sempre detto che le infusioni erano innocue. Davide Vannoni, che a Torino pochi mesi fa ha patteggiato un anno e 10 mesi tra l altro per associazione a delinquere e truffa aggravata, ieri ha detto di prendere atto della pronuncia della Cassazione. «Si tratta di un interpretazione, e capisco la base su cui poggia. Ma questa posizione va contro la legge Balduzzi, e contro la pronuncia del Consiglio di Stato, che aveva sì detto di interrompere le nuove cure ma anche di continuare quelle già iniziate. Di fatto il sequestro a Brescia impedisce la continuazione della cura. Certo mi dispiace per i bambini, ne abbiamo persi quattro di recente. Prima o poi la verità scientifica sarà ristabilita». Vannoni dovrà affrontare anche un altro processo perché accusato di truffa alla Regione Piemonte. La Cassazione nelle sue motivazioni ricorda anche con il patteggiamento ha FOTO: LAPRESSE «sostanzialmente riconosciuto» le sue responsabilità. E la sua richiesta di spostare il processo da Torino non può essere accolta. Il procuratore capo di Torino, Armando Spataro, commenta così la pronuncia della Cassazione: «Non posso che manifestare soddisfazione, si conferma la serietà del lavoro del collega Guariniello, dei colleghi del gruppo che lui coordina e della polizia giudiziaria delegata alle indagini. La Procura di Torino continuerà ad operare lungo la strada da loro tracciata». L Aifa, agenzia italiana del farmaco, fin dall inizio è in lotta con Stamina. Ieri il direttore Luca Pani ha detto «Auspichiamo che questa pronuncia della Corte chiuda una volta per tutte una vicenda vergognosa». NOVEMBRE 2014 Il secondo comitato di esperti nominato dalla Lorenzin dice no al metodo nel pubblico MARZO 2015 Davide Vannoni patteggia a Torino una pena di un anno e 10 mesi per associazione a delinquere e truffa

17 MONDO la Repubblica SABATO 6 GIUGNO Francia PER SAPERNE DI PIÙ Da Strasburgo primo sì all eutanasia La Corte europea per i diritti umani autorizza il distacco dell alimentazione per un francese in coma dal 2008 Il caso ha spaccato il Paese ma anche la famiglia: la moglie si è battuta per sospendere la terapia, contrari i genitori LA SCHEDA FINE VITA Porre fine alla vita di un paziente consenziente è permesso in Belgio, Olanda, Lussemburgo. In Italia si rischiano15 anni di carcere SUICIDIO ASSISTITO È il paziente stesso a darsi la morte con l aiuto di familiari o personale medico: è permesso in Belgio, Olanda, alcuni stati Usa e Canada TESTAMENTO Il testamento biologico indica quali trattamenti sono rifiutati da un paziente: permesso in molti stati Usa, Germania e Gran Bretagna ANAIS GINORI «E UN piccolo passo per Vincent Lambert, ma un grande passo per la nostra umanità» esulta il dottor Eric Kariger, parafrasando Neil Armstrong quando sbarcò sulla Luna. Intorno al capezzale del tetraplegico francese di 39 anni c è ormai un tifo agguerrito: i medici e la moglie di Vincent Lambert chiedono da anni di poter interrompere le cure, mentre i genitori dell uomo si battono perché venga mantenuto in vita. Ieri, la Corte europea per i diritti umani (Cedu) ha confermato la sentenza di un tribunale francese che autorizza i medici a staccare l alimentazione a Lambert, paziente tetraplegico in stato vegetativo dopo un incidente stradale nel Con 12 voti a favore e 5 contro, il tribunale europeo non ha riscontrato alcuna violazione dei diritti umani e ha accolto il parere del Consiglio di Stato francese, massima autorità amministrativa, che l anno scorso si era pronunciato a favore di uno stop alle cure, nonostante l opposizione di alcuni parenti che potrebbero Lo scorso anno anche il Consiglio di Stato di Parigi si era pronunciato a favore di uno stop alle cure tentare ancora altri procedimenti. Il caso di Lambert, ex infermiere, ha suscitato un grande dibattito in Francia. I genitori, contrari a sospendere le cure, hanno intenzione di «continuare a battersi», ha dichiarato il loro avvocato. Vittima di un grave incidente stradale, Vincent Lambert soffre di lesioni cerebrali irreversibili e viene alimentato e idratato artificialmente. La moglie Rachel, insieme ad alcuni medici e a 6 degli 8 fratelli e sorelle del marito, si dice certa che Vincent non avrebbe voluto finire così e vuole «lasciarlo andare». «Nessun sollievo, né gioia», ha dichiarato la moglie dopo il verdetto della Corte europea. Da due anni è in lotta con i genitori di Vincent, cattolici tradizionalisti, che si oppongono alla sospensione delle cure. Sono loro che si sono rivolti alla Cedu, ma senza ottenere ragione. Il loro legale Jérôme Triomphe, ha denunciato una «società barbara». «Continueremo la nostra lotta. Perché un innocente non sia condannato a morte», ha detto davanti alle telecamere. Per i genitori, sarà necessario ottenere una nuova valutazione e decisione medica sullo stop alle cure poiché il CONTRARI Manifestazione di ultra-cattolici francesi per mantenere in vita Vincent Lambert medico che aveva preso la prima non ricopre più quel posto all ospedale di Reims dove Lambert è ricoverato. La madre e il padre dell uomo contano di appoggiarsi su degli «elementi nuovi» come il fatto che «Vincent ha ricominciato a deglutire» per sostenere che sta migliorando, aveva precisato un altro dei loro legali, Jean Paillot, prima di conoscere il verdetto della Cedu. Un dettaglio che i legali della moglie e degli altri parenti di Lambert sostengono sia «inesatto». Il verdetto della Corte europea era molto atteso. E la prima volta che i giudici europei si occupano del fine vita riguardo un caso così complesso. Finora i magistrati del Cedu si erano limitati a pronunciarsi su ricorsi presentati da persone che volevano morire e ritenevano che fosse loro ingiustamente impedito di farlo. Il verdetto di ieri, ha commentato Nicolas Hervieu, specialista di diritto pubblico della Cedu, potrebbe diventare «un punto di riferimento giuridico sul fine vita in tutta Europa». La Corte di Strasburgo ha intanto, nello stesso verdetto di Lambert, confermato la validità dell attuale legge francese Leonetti che favorisce l uso di palliativi e pone limiti all accanimento terapeutico. L INTERVISTA/ IL PAPÀ DI ELUANA Englaro: È giusto che sia rispettata la libertà di scelta CATERINA PASOLINI «VINCENT come la mia Eluana. Anni per avere giustizia, per vedere rispettato il loro volere, il loro diritto alla libertà di scelta, all autodeterminazione terapeutica». Beppino Englaro nella drammatica storia del giovane francese rivede sua figlia Eluana, rimasta in stato vegetativo permanente per 17 anni prima di ottenere dalla magistratura l interruzione di idra- Una sentenza tazione e nutrizione. Una sentenza rivoluzionaria? «È una sentenza europea e quindi di gran peso, è segno del cambiamento di clima culturale e viene dopo quella italiana, quella del Consiglio di Stato francese. Con questa sentenza hanno rispettato il diritto di Vincent alla libertà di scelta terapeutica. Lui ne aveva parlato alla moglie, come mia figlia aveva detto a noi: se finisco in coma preferisco morire. Solo che in Italia ci sono voluto 5770 giorni e 17 processi per liberarla». È una decisione sull eutanasia? «No, l eutanasia non c entra nulla con la storia di Eluana né di Vincent. Come ha ripetuto ieri la corte di Strasburgo: questa non è eutanasia ma è una decisione di interrompere un trattamento che il paziente non vuole più. Dopo la convenzione così è segno del cambiamento del clima culturale Vincent aveva chiesto questo Beppino Englaro di Oviedo per qualsiasi intervento medico c è bisogno del consenso: nessuno può decidere al posto o per il paziente». Liberi di scegliere sino alla morte? «Sì, la sentenza della corte costituzionale dice che l autodeterminazione non può aver limiti, anche se può portare alla morte». Ma è rispettata? «Se uno lascia le sue disposizioni anticipate, con un garante che se ne occupi qualora lui sia privo di coscienza, i medici devono seguirle. Se io chiedo di non rianimarmi non possono mettermi in quell inferno di vita non vita che solo la tecnologia consente. Eluana non sarebbe mai sopravvissuta senza le macchine». Ci vuole una legge? «Per le disposizioni anticipate sarebbe meglio, con un garante che ci dia voce quando non saremmo in grado. Come abbiamo fatto noi genitori: Eluana dopo aver visto un amico in coma ci aveva fatto promettere che se fosse accaduto a lei avremmo impedito lo scempio dei tubi sul suo corpo. Eluana non ammetteva per sè una non vita senza più coscienza. Io non ho potuto fare altro che cercare di darle voce, di fare in modo che il suo volere venisse rispettato». REPUBBLICA IL CASO. L UNICO EDIFICIO RIMASTO DEL CAMPO DI STERMINIO MESSO ALL ASTA: STANNO SMANTELLANDO LA MEMORIA Gli ex deportati: Acquisteremo noi il lager di Belzec LA NOTIZIA DELLA VENDITA Sul giornale di ieri la rivelazione dell asta alla quale verranno messe in vendite le ultime vestigia dell ex campo di sterminio nazista di Belzec, in Polonia ANDREA TARQUINI Dall Aned un appello alla Mogherini: Se non interverrà la Ue, ci dovremo pensare noi Ma il tempo stringe BERLINO. «Quest asta non s ha da fare, va fermata», dice Dario Venegoni, vicepresidente dell Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, Aned. E allora l Aned si muove: con un appello all Alto rappresentante della Ue per gli Affari europei Federica Mogherini, perché sia impedito la vendita e con essa lo smantellamento dei resti di quello che fu uno dei peggiori centri di sterminio del Terzo Reich. Perché, come ha rivelato ieri Repubblica, la Kommandatur delle Ss, unico edificio rimasto in piedi del lager di Belzec, in Polonia, è stata messa in all asta, per far cassa. Offerta minima: 39mila euro. Un colpo alla Memoria, una ferita alla Storia. Ed ecco che l Aned si è decisa ad un passo clamoroso: «Se necessario, interveniamo noi», afferma Venegoni. Che spiega: «La via maestra è un intervento politico della Ue, ma noi come Aned siamo pronti a partecipare a sottoscrizioni per comprare quel lotto e quell edificio e cederlo al vicino Memoriale», dice Venegoni a Repubblica. «Ci siamo già mossi così con successo una volta, negli anni Sessanta», continua Venegoni: «Scoprimmo che terreni ove sorgeva Gusen, campo annesso a Mauthausen, erano stati venduti. Allora insieme all Amicale francese dei superstiti di Mauthausen abbiamo acquistato il lotto dove sorgeva ancora il forno, e ne abbiamo fatto un Memoriale visitato ogni anno da decine di migliaia di persone». L Aned spera in Mogherini, perché la Ue intervenga presso le autorità polacche chiedendo di bloccare la vendita, e se necessario acquisti in prima persona a nome dei popoli d Europa quel luogo della Memoria. Se la Commissione non dovesse accogliere l appello, l Aned organizzerà azioni d acquisto con le altre associazioni di ex deportati. L episodio, sottolinea l Aned, «mostra l urgenza di porre tutti i resti degli ex campi della morte nazisti sotto la tutela dell Unesco, per preservarli a favore delle future generazioni. Questa battaglia fa parte del Dna dell Aned». Salvare la Memoria a Belzec è possibile, insiste Venegoni, anche se il tempo stringe: l asta è fissata per il 22 giugno. Ma «il problema è che in tutta Europa crescono le forze negazioniste o per la rimozione della Memoria. Merkel non venderebbe mai un pezzo di ex lager, ma chi saranno i futuri cancellieri? E chi governa o governerà nell Ungheria di Orbàn, che nei nazionalisti polacchi ha ora un alleato importante, o in Austria con la destra radicale Fpoe fortissima, o in Francia col Fn erede di Vichy in volo nei sondaggi?». L appello a Bruxelles è lanciato: «L Europa non è solo difesa dell euro dalla crisi finanziaria greca, è anche difesa dei suoi valori costitutivi di Memoria».

18 18 MONDO la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 Le nuove guerre Maxi-attacco degli hacker a quattro milioni di americani Washington accusa Pechino Rubate le informazioni private dei dipendenti federali I cinesi negano ogni coinvolgimento: Parole irresponsabili I PAESI CINA Nel 2013 hacker cinesi rubarono le password dei giornalisti del New York TImes che aveva in corso una inchiesta sull allora premier Wen Jiabao COREA DEL NORD A dicembre 2014 hacker nordcoreani attaccarono la Sony rubando e pubblicando centinaia di mail per impedire l uscita del filmthe Interview RUSSIA Lo scorso aprile pirati informatici russi hanno violato la posta della Casa Bianca e letto file riservati, comprese le mail del presidente Obama IRAN Diversi attacchi informatici iraniani hanno colpito 50 aziende (militari, ospedali, trasporti, telecomunicazioni) in 16 Paesi, inclusi Usa, Germania ed Emirati Arabi FEDERICO RAMPINI CHE cosa se ne farà la Cina, dei dati personali sottratti a quattro milioni di dipendenti federali degli Stati Uniti? Probabilmente nulla. La logica è quella delle manovre militari: esercitarsi all uso di nuove armi, sperimentare tecnologie avanzate, e far vedere all avversario di cosa si è capaci. E questa l interpretazione più sensata, dopo il clamoroso annuncio venuto da Washington nella tarda serata di giovedì. L ultima intrusione degli hacker cinesi ha superato per dimensioni ogni colpo precedente. Sarebbero ben 4,2 milioni, le identità digitali dei funzionari federali Usa, violate e saccheggiate da hacker che l Fbi collega col governo di Pechino. Quest ultimo, secondo un copione consueto, smentisce tutto: «Gli hacker per definizione sono anonimi, non rintracciabili. Gli americani la smettano di lanciare accuse irresponsabili e non corroborate dai fatti», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hong Lei. Siamo nella logica delle guerra asimmetrica: non convenzionale, non dichiarata, e condotta con mezzi economici. Costa molto meno addestrare hacker, che costruire una flotta militare ad ampio raggio. A proposito di flotte, è impossibile non collegare questi ultimi eventi con le recenti frizioni Usa- Cina presso le isole contese con il Giappone e le Filippine (alleati americani). Aerei della US Air Force continuano a sorvolare quelle zone che la Repubblica Popolare considera come appartenenti al proprio spazio aereo. Presso alcune di quelle scogliere vicine a giacimenti energetici offshore la Cina sta costruendo nuove isole artificiali, trasportandovi tonnellate di sabbia, con l intenzione di insediarvi basi e piste di atterraggio. Il Pentagono continua a mantenere la propria presenza attraverso operazioni di pattugliamento. Anche gli hacker cinesi, a modo loro, pattugliano il territorio degli Stati Uniti penetrandovi indisturbati, a loro piacimento. L ultimo maxi-blitz attribuito agli hacker cinesi, ha fatto incetta dei numeri di Social Security dei funzionari federali. Il numero di Social Security oltre a identificare la posizione previdenziale è l equivalente del nostro codice fiscale. Ha un uso ancora più importante: è una chiave di accesso ai propri conti bancari. Quando un cliente americano telefona alla propria banca, o chiede un mutuo, gli si chiede di fornire il numero della Social Security come identificazione di sicurezza. Perciò l Amministrazione federale ha annunciato che offrirà gratis ai propri dipendenti per 18 mesi il monitoraggio del Credit Report (un misuratore individuale di solvibilità e affidabilità finanziaria), per garantire che non siano stati vittime di truffe e frodi. E tuttavia è poco probabile che la Cina voglia prelevare i risparmi dai conti correnti di quattro milioni di funzionari americani. Lo stesso vale per un altro furto di identità recente, stavolta ai danni di due delle più grandi compagnie di assicurazione sanitaria Usa, Anthem e Blue Cross. Sempre nelle scorse settimane, un colpo attribuito ai russi era stato il furto digitale di centomila dichiarazioni dei redditi, sottratte dagli archivi dell Internal Revenue Service (Irs), l Agenzia delle entrate. Questi cyber-attacchi segnano un nuovo capitolo rispetto alle incursioni del passato. Un anno fa, I pericoli 1 su 392 ricevute contiene minacce informatiche Mentre leggete questo articolo IL COMMENTO EDWARD SNOWDEN MOSCA ESATTAMENTE due anni fa, tre giornalisti ed io lavoravamo nervosamente in una stanza d albergo di Hong Kong, in attesa con un iniziativa senza precedenti, il dipartimento di Giustizia di Washington aveva incriminato cinque informatici cinesi, membri della squadra speciale chiamata Unità 61398, un corpo di hacker alle dirette dipendenze dell Esercito Popolare di Liberazione. Non era mai accaduto in precedenza che la giustizia Usa identificasse gli hacker militari cinesi con nomi e cognomi. Tuttavia i cyber-attacchi attribuiti all Unità avevano un obiettivo preciso: il furto di segreti industriali. Lo spionaggio industriale è quasi una routine, da parte dei cinesi e non solo loro. Ben diverso invece è il furto in A RISCHIO Il dipartimento per la Sicurezza Interna ha ammesso gli attacchi ai computer dei dipendenti federali di vedere come il mondo avrebbe reagito alla rivelazione che la National Security Agency aveva mantenuto un registro di quasi ogni telefonata fatta negli Stati Uniti. Nei giorni che seguirono, quei giornalisti e altri pubblicarono dei documenti in cui si rivelava che i governi democratici avevano monitorato le attività private massa di dati digitali che appartengono ad ampie categorie di cittadini Usa. Qui si entra più nella logica dell intimidazione e della guerriglia psicologica. Un po prematuramente Edward Snowden ha celebrato la sua vittoria per avere costretto Barack Obama a ridurre lo spionaggio digitale. E vero che invece dello spionaggio all ingrosso come veniva praticato in base al Patriot Act, l ultima riforma prevede che i meta-dati sulle comunicazioni online e telefoniche vengano custoditi dai gruppi di telecomunicazioni e dagli Internet service provider, i quali li daranno alla National Security Agency solo su autorizzazione della magistratura. Ma intanto Obama ha avviato un programma parallelo di monitoraggio di tutto il traffico internazionale su Internet. Senza bisogno di mandati giudiziari. E con l obiettivo di prevenire le incursioni di hacker, naturalmente. Nella cyber-guerra fra superpotenze, la privacy dei cittadini passa in secondo piano. di comuni cittadini che non avevano fatto nulla di male. Nel giro di pochi giorni, il governo degli Stati Uniti rispose accusandomi sulla base di leggi contro lo spionaggio risalenti alla prima guerra mondiale. Gli avvocati avvertirono i giornalisti che rischiavano l arresto o la citazione in giudizio se fossero tornati negli Usa. I politici si affrettarono a condannare i nostri sforzi come antiamericani, o perfino come atti di tradimento. In privato, ci furono dei momenti in cui mi preoccupai di aver messo a rischio la nostra vita privilegiata per nulla che il pubblico avrebbe reagito con indifferenza, o con cinismo, alle nostre rivelazioni. Non sono mai stato così contento di essermi sbagliato. Due anni dopo, tutto è profondamente diverso. In un solo mese, quel programma invasivo di monitoraggio delle telefonate della Nsa è stato dichiarato illegittimo dai tribunali e ripudiato dal Congresso. Dopo l indagine di una commissione di vigilanza designata dalla Casa Bianca, che ha stabilito che il programma non ha impedito un solo attacco terroristico, anche il presidente, che una volta ne aveva difeso la correttezza criticando le nostre rivelazioni, ora ne ha ordinato la chiusura. Questo è il potere di un opinione pubblica informata. L aver messo fine alla sorveglianza di massa delle telefonate in base al Patriot Act è una vittoria storica per i diritti di ogni cittadino, ma è solo l ultimo frutto di un cambiamento nella consapevolezza globale. Dal 2013, tutte le istituzioni europee hanno stabilito che leggi e operazioni analoghe sono illegali e hanno imposto nuove restrizioni sulle attività future. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che la sorveglianza di massa è una violazione inequivocabile dei diritti umani. In Ameri-

19 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO PER SAPERNE DI PIÙ L ultimo attacco 4 milioni i dipendenti federali americani colpiti I dati sottratti 10 milioni i file rubati IL COMMENTO NON SOLO PASSWORD È PARTITA LA CACCIA AI DATI PIÙ INTIMI FABIO CHIUSI Profili degli impiegati Buste paga Dichiarazioni dei redditi Informazioni sanitarie I possibili usi Creare false identità Comprare medicinali o droga Ottenere soldi dalle assicurazioni Scoprire scienziati e agenti sotto copertura 42% media 49% aziende IT Aziende prese di mira 44% telecomunicazioni 44% e-commerce FONTE: Kasperlesky Lab con B2B International L'ATTACCOa quattro milioni di impiegati del governo federale Usa, sferrato pare da hacker cinesi, lascia incerti sul movente. La compromissione delle banche dati dell'ufficio risorse umane, conclusasi ad aprile ma cominciata secondo gli inquirenti addirittura l'anno scorso, è lo spionaggio di una potenza straniera o un'operazione criminale a fini di vantaggio commerciale? Il New York Times non si sbilancia: «Non è chiaro». Del resto, non sappiamo con esattezza nemmeno le tipologie di dati rubati. Secondo il Washington Post, si tratta di identificativi come i Social security numbers, ma anche la mansione svolta dai funzionari bersaglio, i punteggi assegnati alle loro performance e le informazioni sul loro addestramento. Il punto è che, contrariamente all'intrusione di luglio 2014, gli attaccanti non sembrano avere avuto accesso ai dati finanziari dei dipendenti. Ne hanno prelevati abbastanza, tuttavia, per mettere in atto frodi, ricatti e furti d'identità, e dunque risalirvi. Attraverso operazioni di spear phishing : attacchi mirati in cui l'hacker finge via mail di essere, per esempio, un collega di lavoro, così da spingere il bersaglio ad aprire un link o un allegato che consente all'attaccante di entrare in possesso del suo terminale. E monitorarlo a sua totale insaputa. Ken Ammon, dell'azienda di sicurezza informatica Xceedium, ha pochi dubbi: «È un attacco alla nazione». Ma le autorità si limitano per ora a parlare di informazioni personali «ad alto valore» per gli avversari degli Stati Uniti. 74 mila 27 milioni 32% 293 miliardi di euro i nuovi virus difusi ogni anno i virus creati ogni anno dagli hacker i computer attaccati ogni anno nel mondo gli Usa vi ascoltano i danni globali del crimine informatico ca Latina, l impegno dei cittadini in Brasile ha portato al Marco Civil, una Carta dei diritti sull uso di Internet. Riconoscendo il ruolo fondamentale dei cittadini informati nel correggere gli eccessi dei governi, il Consiglio d Europa ha chiesto nuove leggi per proteggere le gole profonde. Al di là delle frontiere del diritto, il progresso è arrivato ancora più in fretta. Gli esperti hanno lavorato senza sosta per ridisegnare la sicurezza dei dispositivi che ci circondano, e il linguaggio stesso di Internet. Alcuni difetti segreti in infrastrutture critiche che erano stati sfruttati dai governi per facilitare la sorveglianza di massa sono stati individuati e corretti. Tecniche elementari di sicurezza come la crittografia una volta considerata esoterica e inutile ora sono attivate di default nei prodotti di aziende pioniere come la Apple, assicurando che anche se ti rubano il telefono, la tua vita privata rimanga privata. Questi cambiamenti tecnologici strutturali possono garantire l accesso a politiche di riservatezza fondamentali al di là dei confini, preservando i cittadini comuni dall approvazione arbitraria di leggi anti-privacy, come quelle che ora si stanno imponendo in Russia. Abbiamo fatto tanta strada, ma il diritto alla privacy fondamento delle libertà sancite nella Carta dei Diritti degli Stati Uniti rimane minacciato. Alcuni dei servizi online più popolari del D altronde la fine del Patriot Act è un cambio di rotta impensabile due anni fa Edward Snowden mondo sono stati arruolati come partner nei programmi di sorveglianza di massa della Nsa e le imprese tecnologiche subiscono le pressioni dei governi di tutto il mondo perché lavorino contro i loro clienti, piuttosto che per loro. Miliardi di dati sulla localizzazione dei cellulari sono ancora intercettati senza tener conto della colpevolezza o dell innocenza delle persone controllate. Abbiamo imparato che il nostro governo indebolisce intenzionalmente la sicurezza fondamentale di Internet con delle scappatoie che trasformano la vita privata in libri aperti. Metadati in grado di rivelare le ricerche personali e gli interessi di normali utenti di Internet vengono ancora intercettati e monitorati su una scala senza precedenti nella storia. Mentre leggete questo articolo online, il governo degli Stati Uniti prende nota. Alla svolta del millennio, pochi immaginavano che i cittadini delle democrazie sviluppate si sarebbero presto trovati a dover difendere il concetto di una società aperta contro i loro stessi leader. Ma l equilibrio di potere sta cominciando a cambiare. Stiamo assistendo all emersione di una generazione post-terrorismo, che rifiuta una visione del mondo definita da una singola tragedia. Per la prima volta dopo gli attacchi dell 11 settembre 2001, vediamo delinearsi una politica che si allontana dalla reazione e dalla paura a favore della resistenza e della ragione. Ad ogni vittoria in tribunale, ad ogni cambiamento della legge, dimostriamo che i fatti sono più convincenti della paura. Come società, riscopriamo che il valore di un diritto non è in ciò che nasconde, ma in quello che protegge? (Traduzione di Luis E. Moriones)

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21 MONDO la Repubblica SABATO 6 GIUGNO Sarajevo PER SAPERNE DI PIÙ Il reportage Mentre la città si riempie dei santini del Papa l Is diffonde un video dedicato ai Balcani Stiamo arrivando con le cinture esplosive L ombra della jihad sulla visita di Bergoglio Ma io porto in Bosnia un messaggio di pace TURCHIA SANGUE A DIYARBAKIR A due giorni dalle elezioni in Turchia, almeno quattro persone sono morte e quasi duecento sono rimaste ferite per le esplosioni avvenute ieri a un evento del partito d opposizione filocurdo Hdp a Diyarbakir, nel sudest del Paese DAL NOSTRO INVIATO RAFFAELLA MENICHINI SARAJEVO NELLE strade ancora segnate dalle voragini delle granate ora dipinte di rosso a perpetua memoria e costeggiate dai cimiteri a cielo aperto, tra nuovissime banche e moschee scintillanti grazie ai soldi sauditi e iraniani, i santini del Papa argentino sono spuntati a migliaia in questi giorni. Oggi Francesco sbarcherà a Sarajevo in un clima di gioiosa accoglienza comune ai rappresentanti e ai fedeli delle tre religioni che ufficialmente si spartiscono la Bosnia uscita dalla sanguinosa guerra del portando con sé «un messaggio di pace e di riconciliazione per un futuro comune», come fa sapere il portavoce vaticano Padre Lombardi. Non fosse che proprio in queste ore sui Balcani si stende l ombra delle minacce del Califfato: in un video gli uomini dell Is dichiarano di voler «vendicare l umiliazione subita dai musulmani in Kosovo, in Albania e in Macedonia» e annunciano: «Arriveremo con gli esplosivi». Il filmato, di oltre 20 minuti, è arricchito dalle testimonianze di combattenti dell Is provenienti da Bosnia, Albania e Kosovo. «Avrete paura di camminare per strada». È un vero e proprio spot per aspiranti jihadisti: «Uccidete i miscredenti ovunque essi siano, mettete l esplosivo nelle loro auto, avvelenate le loro bevande». È in questo clima che arriva Papa Francesco. I servizi di sicurezza sono ben consapevoli Il Paese è sull orlo del tracollo economico Appello a Francesco: Venga a dare fiducia del precedente del 1997, quando l arrivo in Bosnia di Giovanni Paolo II fu segnato da un misterioso attentato fortunosamente sventato, così come ben sanno che questa è terra di proselitismo: dal 2012 sarebbero oltre 200 i jihadisti partiti da qui per la Siria e l Iraq. Bergoglio trascorrerà a Sarajevo meno di 24 ore ma i vertici politici a cominciare dai cattolici croati sono decisi a trarre dalla visita il massimo dell esposizione. Il rischio di una strumentalizzazione della visita di Francesco è forte, avverte un gruppo di intellettuali registi, accademici, giornalisti, traduttori che gli ha inviato una lettera aperta denunciando l ipocrisia dei potentati locali: «Gli stessi che hanno finora gioiosamente accolto i criminali di guerra in questi anni sono fra coloro che accoglieranno Lei in Bosnia Erzegovina». La rimozione del passato, la negazione della giustizia e della verità sugli orrori della guerra avvertono i sarajeviti più laici sono alla base dell immobilismo che sta strangolando il Paese. E sono comuni ai leader delle tre religioni: «Troppi membri del clero non servono il loro popolo, ma la loro nazionalità». Perché dal 1995, anno dei primi accordi di Dayton che hanno fatto tacere le armi, la Bosnia Erzegovina si è come congelata, prigioniera di precari equilibri politici costruiti nell emergenza. Uno stallo che però oggi, per la prima volta, sembra potersi sbloccare. O almeno è quel che si sente ripetere un po ovunque a Sarajevo: musulmani (bosniacchi), serbi e croati dopo le elezioni di ottobre e cinque mesi di trattative per formare un nuovo governo ora hanno trovato una base di accordo per avviare il processo di adesione all Ue. Un processo reso ormai indifferibile dall attivismo dei Paesi vicini che hanno già aderito (Slovenia, Croazia, Bulgaria), o che sono già avanti nel processo (Serbia, Montenegro e Albania). «Se la Bosnia non si unisce a questo convoglio IN VETRINA Tazze, orologi, magneti per celebrare il Papa Fra agenti in allerta e vetrine dedicate, Sarajevo si prepara alla visita. In alto, cartelli che annunciano l arrivo del pontefice crollerà avverte l Alto rappresentante Ue Lars-Gunnar Wigemark ma non ci sono motivi per cui questo Paese non debba unirsi all Europa. Il messaggio deve diventare: questo paese è normale». Solo gli aiuti internazionali la Ue si è impegnata a investire 165 milioni di euro in 4 anni e le rimesse delle centinaia di migliaia di bosniaci espatriati durante e dopo la guerra (il 19% del Pil) l hanno finora salvata dalla bancarotta. Ma l economia è praticamente inesistente, la disoccupazione giovanile è la più alta d Europa (67%). E così la Ue ha deciso di concentrarsi sulle riforme: «Flessibilità occupazionale, abbassamento della contribuzione sul costo del lavoro, attualmente sopra il 70%, rivitalizzazione del business», spiega Goran Mirascic, consigliere del premier della Federazione bosniaca, una delle tre entità che compongono lo Stato, insieme alla Repubblica Sprska e al distretto di Brcko. Misure urgenti, perché la crisi sociale rischia di deflagrare: salari bassi, fabbriche che chiudono, pensioni non pagate, discriminazioni. La protesta si è diffusa in tutto il Paese, ovunque spuntano assemblee spontanee che reclamano eguaglianza sociale, dimissioni dei vertici politici, riforme. La disoccupazione morde, intere famiglie emigrano soprattutto i croato-bosniaci cui Zagabria concede la doppia cittadinanza. L esodo croato e la parallela rivendicazione di aree di territorio indipendenti, dunque etnicamente pulite, per la comunità cattolica sono tra i punti che il Papa si sentirà presentare dalla gerarchia cattolica. Il cardinale Vinko Puljic parla apertamente di «diritti umani delle minoranze violati». Un clima tutt altro che pacificato accoglie Francesco, e proprio a lui si appellano i laici: «Per ricostruire la fiducia la Bosnia ha bisogno di aiuto». IRAQ È morto Tareq Aziz volto umano di Saddam PAKISTAN Rilasciati in segreto 8 aggressori di Malala BAGDAD. Un infarto in prigione: è morto così Tareq Aziz, l ex ministro degli Esteri di Saddam Hussein, quell otto di picche che era stato a lungo fra i 55 gerarchi più ricercati del regime. Per anni, Aziz è stato il volto umano del regime. Quando è morto aveva 79 anni ed era rinchiuso nel carcere di Nassiriya dal 2003: sopravvissuto alla forca perché cristiano caldeo. In passato, infatti, per la sua salvezza si erano spesi in molti, dal Vaticano all Unione Europea, nonostante l opposizione irachena lo accusasse di aver sempre negato il massacro dei curdi e aver tollerato il sistema crudele e intimidatorio imposto da Sadddam. Nel febbraio 2003 era venuto in Italia nel tentativo di scongiurare l attacco anglo-americano all Iraq ed aveva incontrato Giovanni Paolo II. Assolto dall accusa di complicità col regime era stato liberato il 2 marzo 2009: ma poi riarrestato perché giudicato colpevole di crimini contro l umanità. Nel 2010 era stato condannato a morte per la dura repressione delle rivolte sciite del Ma la pena non era mai stata eseguita: l allora presidente iracheno Jalal Talabani non aveva firmato l ordine soprattutto a seguito delle proteste internazionali. AMBASCIATORE Tareq Aziz, ex ministro degli Esteri iracheno, a lungo uno dei pochi cristiani al potere LONDRA. Otto dei dieci estremisti islamici che sembravano essere stati condannati all ergastolo in aprile da un tribunale militare del Pakistan per il tentato assassinio di Malala Yousafzai sono stati in realtà assolti e rilasciati. La notizia è circolata ieri tra Islamabad e Birmingham, dove ora risiede la giovane premio Nobel per la pace, dopo che il Daily Mirroraveva cercato di individuare i responsabili dell attacco. Tre mesi or sono fonti governative pachistane avevano diffuso la notizia che 10 militanti dei Taliban erano stati arrestati, processati e condannati a 25 anni di carcere. Ma ieri altre fonti del governo pachistano, interpellate dalla Bbc, hanno ammesso che soltanto due degli imputati sono effettivamente in prigione. Muneer Ahmed, portavoce dell Alto Commissariato del Pakistan a Londra, ha dichiarato che gli altri otto sono stati assolti «per insufficienza di prove». Separatamente, Saleem Marwat, capo della polizia del distretto pachistano dove avvenne l attacco, ha confermato che solo in due sono stati condannati. Il Pakistan ieri ha smentito ogni rilascio segreto : ma la vicenda fa venire qualche sospetto sulla necessità da parte del Paese di trovare i colpevoli e far dichiarare chiuso il caso che invece è ancora aperto. (e.f.) PREMIO NOBEL Malala Yousafzai è la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la Pace

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23 CRONACA la Repubblica SABATO 6 GIUGNO L incidente PER SAPERNE DI PIÙ romametropolitane.it Tamponamento nel metrò, paura a Roma Un convoglio si schianta su quello che lo precedeva, ventuno feriti: Un boato e siamo rimasti al buio, poteva essere una strage Scene di panico in galleria: Costretti a camminare a piedi sui binari per metterci in salvo. L assessore: Errore del macchinista LORENZO D ALBERGO LE CAUSE TRE IPOTESI Oltre all errore umano del macchinista ipotizzato dall assessore, al vaglio degli inquirenti è anche l usura del convoglio che ha tamponato il treno davanti Terza ipotesi, che non abbia funzionato il sistema di allarme che segnala la distanza fra i mezzi ROMA. Un treno fermo in galleria. Poi un colpo improvviso: decine di feriti, sangue e urla di terrore. A scatenare il panico nella stazione Eur Palasport della metro di Roma, intorno alle di ieri mattina, è stato l impatto tra due convogli della metro B carichi di passeggeri. Un tamponamento in piena regola tra due mezzi che viaggiavano nella stessa direzione, come hanno subito raccontato i pendolari sotto shock: «Siamo stati colpiti da dietro. Eravamo tutti seduti e ci siamo ritrovati a terra, al buio». «È stata Dalle 5 e mezza di stamane dovrebbe tornare tutto a funzionare. Almeno così sperano i tecnici una scena da incubo, come quelle che pensi accadano solo nei film, poteva essere una strage. Non si può rischiare la vita così solo per andare al lavoro». A parlare è Francesco, dipendente delle Poste. E una donna ferita, prima di essere portata in ospedale, racconta: «Non è venuto nessuno in nostro aiuto. Abbiamo aperto le porte e siamo scesi da soli nell oscurità, a ridosso dei binari». Stando alle prime ricostruzioni, il primo treno era fermo in galleria per traffico. In altre parole, era in attesa che i binari si liberassero per poter riprendere la marcia. Il secondo convoglio, invece, aveva il I SOCCORSI Alcune immagini dei soccorsi dopo il tamponamento dei due convogli della metropolitana B di Roma cosiddetto rosso permissivo : il segnale permette di continuare la corsa, ma non oltre i 15 chilometri orari. Il limite, però, non sarebbe stato rispettato. A quel punto il conducente non sarebbe riuscito a frenare, colpendo la coda del primo treno e sbalzandolo dai binari. Una versione tutta da confermare. «Un treno vecchio ne ha tamponato uno di nuova generazione, non tenendo conto delle indicazioni sia luminose che di altro tipo che c erano», ha spiegato Guido Improta, l assessore ai Trasporti, che si è poi lasciato andare a dichiarazioni che hanno suscitato polemiche. «Tra i feriti ci saranno i soliti tattici», ha detto parlando di chi corre in ospedale per poi chiedere un risarcimento. L incidente ha lasciato la città senza uno dei capolinea della linea blu. Il servizio è stato interrotto fino alla stazione Laurentina, costringendo i passeggeri a fare la fila per navette sostitutive. I feriti sono stati 21, trasportati negli ospedali più vicini, il Sant Eugenio e il San Camillo. Due i codici gialli, nessun rosso. Tra i più gravi c è Marco Carbonaro, 28enne dipendente di Poste Italiane: «La spalla di mio figlio racconta suo padre Massimo forse è rotta. Andava a lavorare e ora è in ospedale. Altro che Roma Capitale, la dovrebbero decapitare». Il pm Pierluigi Cipolla ha disposto il sequestro di entrambi i convogli e delle scatole nere. Nelle prossime ore ascolterà i due macchinisti. Secondo Improta all origine ci sarebbe «un errore umano». Un ipotesi al vaglio della procura, che in caso di conferme potrebbe procedere per lesioni colpose nei confronti del conducente che non avrebbe rispettato il limite di velocità in galleria. Ma si dovrà far luce anche sul sistema di frenatura automatica del convoglio che ha causato l incidente e sugli allarmi che dovrebbero segnalare la distanza fra i mezzi. A occuparsi del caso saranno anche le due commissioni d indagine del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e dell Atac. Prima di stilare qualsiasi relazione, dovranno però attendere il dissequestro dei mezzi coinvolti nell incidente. Immediata, invece, la verifica sui binari. Le rotaie potrebbero essere state danneggiate dal colpo. La speranza dei tecnici dell Atac è di ripartire alle 5.30 di questa mattina. Sarebbe un impresa: i primi tre vagoni dei 12 bloccati in galleria a un centinaio di metri dalla banchina sono stati rimossi soltanto alle nove di sera. LA CATTURA Ilva, Fabio Riva rientra in Italia subito arrestato ROMA. È stato arrestato all aeroporto di Fiumicino, dopo due anni e mezzo di latitanza, Fabio Riva (nella foto), figlio dell ex patron dell Ilva di Taranto, Emilio. Fabio Riva, ai vertici del gruppo Ilva era atteso in Italia dalla fine del 2012, quando il gip di Taranto, Patrizia Todisco, il 26 novembre, aveva firmato contro di lui un ordinanza di custodia cautelare. Fabio Riva, nell ambito dell inchiesta denominata Ambiente svenduto, è accusato di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, all avvelenamento delle sostanze alimentari, all omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro, corruzione, falso e abuso d ufficio ed è tra i 52 imputati per i quali la procura di Taranto ha chiesto il rinvio a giudizio. IL CASO Bank of China indagati i vertici per riciclaggio FIRENZE. La filiale milanese della Bank of China, con l ex direttore generale e altri tre dirigenti, è indagata per riciclaggio di 2,2 miliardi di euro dalla procura antimafia di Firenze nell'ambito delle indagini della Guardia di Finanza sul trasferimento illecito di 4,5 miliardi dall'italia alla Cina, avvenuto dal 2007 al 2010 attraverso agenzie di money transfer della rete Money2Money. Alla vicenda dedica un ampio servizio la agenzia Associated Press. Nell inchiesta fiorentina sono indagate quasi 300 persone, italiane e cinesi, 24 delle quali per associazione mafiosa. Il denaro trasferito in Cina con la tecnica dello smurfing, cioè del frazionamento delle transazioni sotto la soglia del limite massimo esportabile e con occultamento di provenienza e destinazione, proveniva secondo le accuse da sfruttamento della manodopera clandestina, commercio di prodotti contraffatti, evasione fiscale e altri reati. La procura di Firenze contesta alla Bank of China di aver trasferito illecitamente in Cina, violando le normative antiriciclaggio, circa 2,2 miliardi ricevuti dalla Money2Money, con un guadagno di 758 mila euro a titolo di commissioni. LA FESTA L Arma celebra duecentouno anni di storia ROMA. Festa di compleanno con 201 candeline per l Arma dei carabinieri. La ricorrenza è stata festeggiata ieri a Roma, con una cerimonia durante la quale sono stati premiati i militari che si sono più distinti durante il servizio. Per l anniversario sono arrivati il capo di stato maggiore della difesa, Claudio Graziano, il comandante generale dell arma, Tullio Del Sette e il ministro della Difesa, Roberta Pinotti (nella foto sopra, da sinistra, Del Sette, Alfano e Pinotti). «Sono certa ha detto il ministro che i carabinieri anche dopo due secoli di storia sapranno continuare ad essere un pilastro insostituibile per la nostra collettività, soprattutto grazie alla capacità di trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio di conoscenza, valori, procedure, tradizioni, tecnologia, sensibilità e identità». Carlo e Silvia De Benedetti ricordano con profonda commozione l amico di sempre Mario e sono vicini alla famiglia con sentimenti di grande rimpianto. Dogliani, 6 giugno 2015 Rodolfo e Emmanuelle De Benedetti partecipano al dolore della famiglia D Urso per la scomparsa del caro amico Mario Milano, 6 giugno 2015 Eugenio e Serena Scalfari piangono con grande e doloroso affetto la scomparsa di Mario D Urso amico da una vita e ricordano con l occasione la grande amicizia che li aveva legati a suo padre Sandro e a tutti gli altri suoi familiari. Mario ci mancherà e ne avremo sempre memoria. Roma, 6 giugno 2015 Carlo e Marina Ripa di Meana ricordano con amore Mario D Urso Roma, 6 giugno 2015 Sono profondamente addolorata per la prematura scomparsa di Mario D Urso mi mancherai e sarai sempre nei miei pensieri e nel mio cuore, amico mio. Ira Von Furstenberg Roma, 6 giugno 2015 Milly, profondamente addolorata, ricorda con affetto un amico speciale Mario D Urso Roma, 6 giugno 2015 Nicola, Rossella e Fabrizia Caracciolo di Castagneto ricordano con affetto l amico di una vita Mario D Urso Roma, 6 giugno 2015 Kerry Kennedy e Maria Lina Marcucci, unitamente al Consiglio di Amministrazione del Robert F. Kennedy Human Rights Europe, piangono la scomparsa dell amico Mario D Urso ricordandone le straordinarie doti umane e professionali. Roma, 6 giugno 2015 Andrea e Montse Manzella ricordano l affetto e la nobiltà di Mario D Urso Senatore Della Repubblica Roma, 6 giugno 2015 Alice Oxman e Furio Colombo ricordano con affetto e nostalgia il loro straordinario amico Mario D Urso Roma, 6 giugno 2015 Catherine Colonna, Ambasciatrice di Francia, e l Ambasciata tutta, rimpiangono la scomparsa di Mario D Urso, Ufficiale della Legione d Onore, Presidente della sezione della società dei membri della Legione d Onore in Italia e presso la Santa Sede, da sempre amico prezioso della Francia, e presentano le loro più sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi cari. Roma, 6 giugno 2015 Nel decimo anniversario della sua scomparsa ricordiamo Massimo Osti padre affettuoso, amico generoso, geniale innovatore, cittadino consapevole. Daniela Facchinato, Lorenzo, Agata e Teresa Osti Bologna, 6 giugno /06/ /06/2015 A nove anni dalla scomparsa della Baronessa Angelica Pizzuti ved. Zocchi il figlio Ernesto con Melany continua a ricordarla con immutato affetto. Roma, 6 giugno 2015 L Amministratore Delegato della Casa di Cura Ulivella e Glicini, Dott. Francesco Matera, partecipa con grande tristezza ed affetto al dolore di Claudia e della famiglia Cosco Mazzuca per la perdita della madre, signora Paola Valori che ricorda con grande stima per il grande impegno profuso nella casa di cura. Firenze, 6 giugno 2015 La Direzione Sanitaria, i medici e tutto il personale dell Istituto Fiorentino di Cura e Assistenza Spa - Casa di Cura Ulivella e Glicini - appresa con commozione la scomparsa della signora Paola Valori sono vicini alla famiglia e la ricordano con affetto e riconoscenza per i lunghi anni durante i quali ha diretto con grandi capacità la casa di cura e il lavoro di noi tutti. Firenze, 6 giugno 2015 Il Presidente della sede regionale A.I.O.P., Dott. Francesco Matera, i Vice Presidenti, Dott. Maurizio De Scalzi e Dott. Massimo Rosati, e tutti gli associati delle case di cura toscane, attoniti dall improvvisa scomparsa della signora Paola Valori la ricordano caramente per i lunghi anni di presidenza di A.I.O.P. Toscana e per la sua preziosa e assidua opera che ha fatto progredire l Associazione. Firenze, 6 giugno 2015 Il Direttore Amministrativo della Casa di Cura Ulivella e Glicini, Riccardo Baronti, insieme alla moglie Paola, si stringono con affetto a Claudia Cosco Mazzuca per l improvvisa scomparsa della madre, signora Paola Valori Firenze, 6 giugno /06/ /06/2015 Vitaliano Brasini Nel 5 anniversario della Sua scomparsa il Consiglio di Amministrazione dei Commercianti Indipendenti Associati Soc. Coop. lo ricorda a quanti lo hanno conosciuto e stimato. Uomo di saldi principi, di grande rigore morale ed intellettuale, fortemente legato al Suo lavoro ed alla Sua Terra, seppe far grande la Cooperativa e dare impulso alla sviluppo economico e sociale della Sua Città e dell intero territorio nel quale ha operato. Nel Suo ricordo indelebile il Consiglio rinnova alla famiglia i sensi della sua vicinanza e del suo cordoglio. Forlì, 6 giugno /06/ /06/2015 Vitaliano Brasini Nel 5 anniversario della scomparsa, l Istituto Oncologico Romagnolo e l Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori ( I.R.S.T.) di Meldola ringraziano Commercianti Indipendenti Associati Soc. Coop. per l importante contributo ed il forte sostegno assicurato in questi anni in favore del progetto di ricerca intitolato alla memoria di Vitaliano Brasini. Forlì, 6 giugno /06/ /06/2015 Anniversario Avv. Ugo Buccheri Ricordandoti sempre con amore. La tua famiglia Napoli, 6 giugno 2015

24 24 ATTUALITÀ la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 La scienza PER SAPERNE DI PIÙ Il caso. Le autorità Usa hanno dato il via libera a un nuovo farmaco, dopo le forti pressioni dei movimenti femministi Si tratta di un antidepressivo e finora i risultati sono modesti. E la nuova pillola divide anche le donne: Così medicalizziamo l amore Il sesso è un diritto le americane avranno il loro viagra rosa In nome della parità Il viagra rosa Il principio attivo si chiama flibanserin É un leggero antidepressivo Funziona dopo alcune settimane di assunzione regolare La sperimentazione Un trial clinico ha cercato di misurare l efficacia del farmaco su un gruppo di donne 3,7 le relazioni sessuali soddisfacenti in un mese delle donne che hanno assunto il placebo 4,4 le relazioni sessuali soddisfacenti in un mese delle donne che hanno assunto il flibanserin Effetti collaterali ELENA DUSI LE DONNE americane presto avranno il loro Viagra. Ma più per la pressione di alcune lobby femministe (e dell azienda produttrice) che non per l efficacia della pillola. Una commissione della Food and Drug Administration (Fda, l ente che negli Usa regola i farmaci) ha dato alla pasticca una scialba luce verde, dopo una giornata di dibattito pubblico in cui il fronte femminista si è spaccato in due. «Il sesso è un diritto umano. Non è giusto che gli uomini abbiano a disposizione 25 farmaci oltre al Viagra e le donne nessuno», martella da mesi il movimento Even the score (pareggiare il conto), che ha realizzato una parodia della pubblicità della pillola blu con un avvenente modella che lamenta: «Anche in questo noi donne arriviamo seconde». Di Even the score fanno parte 24 fra gruppi femministi, società mediche e aziende farmaceutiche, inclusa quella che produce il Viagra rosa. L americana Sprout Pharmaceuticals spera così di I PUNTI IL MOVIMENTO PROMOTORE Even the Score (pareggia il conto) è il movimento che raccoglie gruppi femministi, 1case farmaceutiche e medici GLI OPPOSITORI New view campaign accusa le case farmaceutiche di strumentalizzare 2la sessualità femminile LA SCOPERTA CASUALE L efficacia sessuale del Flibanserin è stato scoperta per caso: originariamente 3era un antidepressivo l autorità regolatoria ha deciso alla fine di riprendere in mano il dossier del Viagra al femminile, dopo averlo già archiviato nel 2010 e nel 2013 per la presenza più di effetti collaterali che di risultati tra le lenzuola. Il farmaco, che si chiama Flibanserin, agisce come un blando antidepressivo, va preso ogni sera, funziona dopo alcuni mesi di assunzione ma può provocare sonnolenza, cali di pressione, svenimenti e nausea, soprattutto se accompagnato da alcol. La sperimentazione che per due anni ha coinvolto donne non ha dato risultati esplosivi. All inizio del trial le volontarie avevano una media di 2,7 «episodi sessuali soddisfacenti» al mese. Al termine le donne che avevano usato il Viagra rosa erano salite a 4,4, ma anche quelle cui era toccato un placebo erano migliorate, arrivando a 3,7. Con 18 voti favorevoli e 6 contrari, dopo aver ascoltato decine di testimoni descrivere le loro disgraziate vite sessuali, la commissione dell Fda ha approvato il Flibanserin, a condizione che le istruzioni riportino bene i rischi per la salute e il farmaco sia prescritto da un medico. Ad agosto l Autorità dovrà dare il suo imprimatur definitivo. Non è scontato che lo faccia, ma di solito l Fda se- Abbassamento della pressione Svenimenti Sonnolenza gli efetti collaterali peggiorano con l alcol Precauzioni deve essere prescritto da un medico Il mercato stimato 1,5-2 miliardi di dollari l anno negli Stati Uniti Il dossier sul medicinale era stato riaperto dopo due bocciature, nel 2010 e Ieri l ok uguagliare le performance della pillola blu, che nei tempi migliori ha sfornato due miliardi di dollari di profitto l anno. «Le donne meritano di più», ha replicato Diane Aronson, rappresentante dei consumatori nella commissione dell Fda. «Così si finisce per medicalizzare il sesso in nome del profitto», ha denunciato nel dibattito Leonore Tiefer dell università di New York, alla guida di un movimento ( New view campaign ) che denuncia il tentativo delle case farmaceutiche di strumentalizzare i problemi sessuali delle donne. Strattonata prepotentemente per la giacca, ( Even the score ha convinto 11 membri del Congresso e 83 medici a scrivere all Fda per sponsorizzare la pillola rosa), IL COMMENTO LA BIZZARRA LEGGE DEL DESIDERIO INDOTTO Q GUIA SONCINI UINDI era questa, la parità che volevamo: quella di restare in piedi in metropolitana perché cederci il posto sarebbe paternalista, e quella di avere voglia di fare sesso anche quando non ne abbiamo voglia. Pillola azzurra per lui, pillola rosa per lei: differenziazione cromatica didascalica, identico fine. Deve andarti sempre. Pare che fosse una malattia, non averne voglia: la capa di Even the score, lobby per la parità tra i generi, ha parlato della pastiglia come di «un nuovo capitolo nella lotta per l equità nella salute sessuale» (equità, che paroloni: neanche avessero trovato una cura che elimini definitivamente il ciclo mestruale). In Questi sono i 40, film sulla crisi di una generazione costretta a crescere controvoglia, il marito prendeva un Viagra per fare un regalo alla moglie che compiva quarant anni. Lei si offendeva moltissimo, giacché pretendeva la spontaneità del desiderio, la non simulazione dell attrazione, e scacciava il poverino e la sua «turboerezione». Il cinema popolare ci metterà un po a metabolizzare il nuovo ritrovato della chimica, e poi ci toccherà la scena in cui è lui a offendersi, una volta scoperto che lei ha preso la pillola rosa, ed è solo per quello che sembra desiderarlo. Sarà un nuovo capitolo nell incubo del desiderio perenne, un capitolo anabolizzato: oltre al fastidio del desiderio indotto, ci toccherà pure quello dell impermalimento maschile. I produttori sperano di bissare il successo della pillola blu: due miliardi di dollari all anno gue i pareri delle sue commissioni e il voto di giovedì notte è bastato perché Even the score cantasse vittoria: «È una data storica per la salute sessuale delle donne», ha esultato la direttrice Susan Scanlan. Come il Viagra fu scoperto per caso durante la ricerca di un farmaco per il cuore, così Flibanserin era nato come antidepressivo. Ma la casa produttrice, la Boehringer Ingelheim, se ne disfece nel 2011 dopo la prima bocciatura unanime dell Fda, vendendo la formula all agguerrita Sprout. In passato anche giganti come Pfizer (produttrice del Viagra) e Procter & Gamble avevano gettato la spugna nel tentativo di aumentare la soddisfazione delle donne.

25 ATTUALITÀ la Repubblica SABATO 6 GIUGNO La storia PER SAPERNE DI PIÙ Allevamenti naturali e allevamenti intensivi MOVIMENTO animali allevati in libertà MANGIME MEDICINALI animali in allevamenti industriali Si nutrono di prodotti naturali, in genere non utilizzabili direttamente dall uomo (erba, insetti, eccetera) Sono dipendenti da mangimi derivati da prodotti agricoli utilizzabili dall uomo Contribuiscono al rinnovo e alla fertilizzazione del terreno e all'equilibrio delle specie Non si muovono e crescono malsani Crescono più sani e non hanno bisogno di farmaci Lo scarso spazio a disposizione li rende facili al contagio di ogni malattia, per cui sono imbottiti di antibiotici GIAMPAOLO CADALANU Una fattoria ci salverà così si combattono gli sprechi alimentari Mangimi costosi, farmaci e crudeltà: non ci conviene più Il movimento che vuole cancellare l allevamento industriale è arrivata quando sua moglie ha L ILLUMINAZIONE portato a casa delle galline che erano state allevate in batteria. Philip Lymbery ha visto quei poveri uccelli mezzo spennacchiati nel suo giardino, spaesati dalla possibilità di allargare le ali per la prima volta, deliziati per poter finalmente grattare il terreno e beccare qualche filo d erba, dopo aver passato la vita intera in gabbia. E ha capito. Erano i giorni in cui la Gran Bretagna ambientalista discuteva dell apertura di un gigantesco allevamento industriale. «Da una parte sapevo che ottomila vacche stavano per essere strappate per sempre alla luce del sole e all aria aperta, per diventare macchine da latte nutrite con granaglie d importazione. Dall altra vedevo gli effetti disumani dei meccanismi industriali applicati agli esseri viventi. Ho deciso che dovevo fare qualcosa». Philip Lymbery aveva appena ereditato la guida del movimento per l allevamento compassionevole dal fondatore, Peter Roberts. «Avrei voluto che fosse lui a scrivere un libro per spiegare a tutti che cosa c è di profondamente sbagliato nell allevamento industriale. Ma lui è morto prima di farlo». Così Lymbery ha capito che quel libro doveva scriverlo lui. E Farmageddon (appena pubblicato in Italia da Nutrimenti) è diventato in poco tempo il manifesto di un movimento che va oltre l originario Compassion in World Farming. Lymbery è diventato un punto di riferimento, nei prossimi giorni sarà in Italia per ricevere dall Archivio Disarmo il premio Colombe per la pace (sostenuto dalla Lega delle Cooperative). E il suo scopo è dichiarato sin dall inizio: «Vogliamo mettere fine all allevamento industriale», recita il sito britannico del Ciwf. Ma non è un tradizionale movimento animalista, o tanto meno un gruppo massimalista, destinato a dividere l umanità fra partigiani della carne Antibiotici e ormoni Gli antibiotici contenuti nei mangimi passano poi - dopo la macellazione - nelle carni destinate all uomo L uso massiccio degli antibiotici ha provocato la difusione di super-batteri resistenti ai farmaci I mangimi sono integrati con ormoni, che poi arrivano attraverso le carni ai consumatori I numeri 26% quota del raccolto alimentare del pianeta utilizzata per nutrire animali negli allevamenti intensivi 70% diferenza fra le risorse utilizzate per l allevamento e quelle rese dagli animali allevati in altre parole: ogni 100 calorie del raccolto utilizzate per alimentare gli animali degli allevamenti intensivi, ne vengono restituite 30 6 anni la vita media di una gallina allevata in libertà 6 settimane la vita di una gallina fatta crescere rapidamente per il macello LA VISITA / IL PRESIDENTE ALL EXPO Mattarella: Diamo il cibo in scadenza a chi non ne ha UMBERTO ROSSO MILANO. Una battaglia contro gli sprechi del cibo. Lanciata dal presidente Mattarella che, dal palcoscenico dell Expo dov è andato in visita, invoca anche per il nostro paese una legge ad hoc. «Non è tollerabile che nel mondo ogni anno più di un miliardo di tonnellate di cibo si disperda lungo la filiera alimentare», denuncia. Indicando la soluzione: «È possibile fare in modo che i prodotti invenduti, in prossimità della scadenza, vengano distribuiti tra chi ha bisogno e non ha reddito sufficiente». Alcuni progetti di solidarietà già in atto dicono come sia una strada «percorribile», ma questi risultati positivi «vanno estesi, valutando come intervenire con strumenti legislativi di sostegno». Sull onda dell esempio francese (che impone ai supermercati di distribuire in beneficenza i prodotti invenduti), e sulla base dei dati impressionanti dello spreco alimentare nel nostro paese e su cui Repubblicaha condotto una campagna con Carlo Petrini, il capo dello Stato chiama a un inversione di rotta. «Lo spreco è un insulto alla società, al bene e fondamentalisti della verdura. «Vogliamo unire le persone, non dividerle, a prescindere dal fatto che siano attenti all ambiente, alla tutela degli animali, carnivori, vegetariani, vegani», dice comune, all economia del nostro come di ogni altro paese», spiega nel suo discorso al Padiglione Italia, dopo aver visitato la Cascina Triulza (il settore della società civile) e il Padiglione Zero, in compagnia della figlia Laura. «La cultura dello scarto e del consumo illimitato non si concilia più con il futuro possibile, né con lo sviluppo economico. È questa la novità del nostro tempo», sottolinea il presidente. In giro fra gli stand, su una macchinetta elettrica guidata dal commissario dell esposizione Giuseppe Sala, Mattarella saluta fra gli altri anche lo scenografo premio Oscar Dante Ferretti che aveva criticato i ritardi nell organizzazione. Polemiche archiviate se il presidente si mostra molto soddisfatto della visita all Expo, «è splendida». E sottolinea come il tema della manifestazione, Nutrire il pianeta, sia «una sfida epocale che abbiamo di fronte, vuol dire anche restituire alle successive generazioni l'energia della vita che ogni giorno prendiamo in prestito». Per il capo dello Stato, che promuove la green economy, «la sostenibilità è condizione stessa della pace». È un insulto, facciamo arrivare i prodotti invenduti a chi ne ha bisogno Anche con strumenti legislativi LA CAMPAGNA DI REPUBBLICA L intervento di Carlo Petrini in favore della donazione di cibo Il 70% degli investimenti per produrre carne, latte e uova si perde durante il processo Lymbery. In altre parole, la strategia è semplice: trovare punti di riferimento comuni e da lì partire, per cambiare il mondo degli allevamenti. La base di partenza è convincente: «L allevamento industriale tratta gli animali come risorse, non come esseri viventi. Ma il problema è che queste risorse rendono molto meno di quello che consumano. Per 100 calorie di origine vegetale, raccolte sui campi e poi date agli animali sotto forma di mangimi, la produzione di carni, latte e uova corrisponde secondo i nostri studi a 30 calorie. In altre parole, il settanta per cento di quello che viene investito, è perso». Altri studi, compreso un rapporto dell agenzia Unep delle Nazioni Unite, parlano di una resa ancora inferiore, arrivando a valutare la resa un misero 15 per cento. In più, gli allevamenti industriali puntano ad economizzare lo spazio, schiacciano gli animali in gabbie strettissime, gli impediscono i movimenti ma li imbottiscono di ormoni per farli sviluppare in fretta e di antibiotici. E così, fra le conseguenze indesiderate, c è anche la diffusione di super-batteri resistenti ai farmaci. Ma l umanità cresce, nel 2050 saremo dieci miliardi, bisogna nutrire tutti, lamenta l industria. «Già oggi potremmo nutrire 4 miliardi di persone solo con il cibo sprecato in mangimi», dice Lymbery. Nelle fattorie tradizionali, invece, gli animali trasformano in cibo per noi risorse come erba e insetti che l uomo non può consumare direttamente. E allora? Basterà il lavoro del movimento per suscitare una presa di coscienza e riportare gli allevamenti intensivi in una dimensione di piccola fattoria, con gli animali che vedono il sole e camminano fra l erba? «Abbiamo già risposte positive e prime aperture da giganti come McDonald s e Unilever. Le aziende italiane, a parte Barilla e Coop, sono un po più prudenti. Ma il risultato finale del cambiamento è una qualità indiscutibilmente superiore nel cibo». E questo è un linguaggio che si comprende in fretta.

26 26 LA REPUBBLICA DELLE IDEE la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 L evento A Genova è entrata nel vivo la quarta edizione del festival dedicata a ripensare il mondo. Matteo Renzi tra i protagonisti della giornata Un sabato ricchissimo di eventi: musica, teatro ospiti come Rifkin, Serra con Bisio, Gipi, Renzo Piano. E domani l intervista in pubblico con Eugenio Scalfari Tutti in fila per Repubblica delle Idee Insieme per raccontare il futuro E stasera l incontro con Saviano TWITTER TIME I temi caldi dell attualità racchiusi in un hashtag Per interagire basta un hashtag: il format TwitterTime dà la possibilità a tutti di sottoporre domande tramite il social network. Gli incontri tematici sono in programma oggi alle 13 (#liberiosicuri), alle 15 (#mafiaantimafia) e alle 17 (#doposilvio) e domani alle 17 (#lavoroannozero). MASSIMO CALANDRI GENOVA PRIMA, in mattinata, il confronto tra il premier Matteo Renzi e il direttore Ezio Mauro al teatro Carlo Felice, poi in serata Roberto Saviano che dialoga con Riccardo Luna al Palazzo Ducale. E tra i due eventi, una serie di appuntamenti con scrittori, artisti, imprenditori, economisti, intellettuali: tra gli altri, Renzo Piano, Jeremy Rifkin, Paolo Conte. Perscambiarsi opinioni su tanti temi diversi: dalla politica allo sport, e poi Internet, moda, finanza, cinema. Per ripensare il mondo, e ripartire da Genova. Oggi è una giornata particolare per Repubblica delle Idee e il capoluogo ligure, un sabato che comincia alle 9 del mattino nel Cortile Maggiore e finirà a tarda notte nella sala del Maggior Consiglio. E intanto, ieri, una giornata all insegna della grande partecipazione del pubblico. «Accogliere i migranti significa dare loro dignità, non assistenzialismo»: con queste parole il cardinale Angelo Bagnasco ha sottolineato il dovere di «non dimenticare il nostro dna di emigranti: lo stesso di Francesco, che ha origini liguri». In un altro incontro Carlo Petrini, l inventore di Slow food, ha lanciato un appello: «L Italia deve liberarsi della logica economica che vede al centro il profitto, non il bene comune». Il sociologo bielorusso Evgenij Morozov ha illustrato la sua preoccupazio- ne per i giganti Internet che controllano la nostra vita: «Si è data loro carta bianca, l unica via d uscita è riprenderci i nostri dati». Mentre Eugenio Scalfari ha raccontato la nascita dell Espresso, sessant anni fa: «Io e Arrigo Benedetti volevamo fare un quotidiano, ma cambiammo pur di avere Adriano Olivetti come editore». E veniamo a oggi. L appuntamento odierno con il presidente del Consiglio Matteo Renzi è a mezzogiorno: il premier dialoga insieme ad Ezio Mauro e Claudio Tito, capo della nostra redazione politica su Il Governo, la Sinistra, il Paese. Due ore prima al Maggior Consiglio l archistar genovese Renzo Piano dibatte su Costruire civiltà. Stefano Rodotà, a lungo Garante della privacy e ora presidente del Comitato scientifico dell Agenzia europea per i diritti fondamentali, discute dell Uso umano degli esseri umani, al Minor Consiglio. La mattinata si conclude all 13 (Maggior Consiglio) con Natalia Aspesi e le sorelle Alba e Alice Rohrwacher, con Daniela Hamaui, sul tema Sorelle non si nasce. Si diventa. All you need is love, ovvero: l economia spiegata attraverso i Beatles. Lo spettacolo di e con Federico Rampini è di scena alle quattro del pomeriggio al Maggior Consiglio. Un paio d ore prima, giusto accanto nella sala del Minor Consiglio, le letture di Neri Marcoré. E ancora alle 16 Massimo Bucchi svela i segreti della laboriosa nascita della vignetta. Alle 19 il palco di piazza Matteotti accoglie Michele Serra e Claudio Bisio. In contemporanea, al Minor Consiglio, Bernardo Valli discute di politica europea. Alle 20 (Maggior Consiglio) Jeremy Rifkin racconta La fine del lavoro. Alle 21, in piazza Matteotti, c è Gipi con Elena Stancanelli. La sera è del grande Paolo Conte, che a Genova ha dedicato una delle sue più belle canzoni, in concerto alle 21,30 al Carlo Felice. E naturalmente di Roberto Saviano, alle 22 con Il rischio della verità. Ma per chi proprio non può fare a meno del calcio, RepIdee si trasforma nella Repubblica della Champions League : dalla Sala delle Grida del palazzo della Borsa subito dopo Radio Capital con Vittorio Zucconi, Edoardo Buffoni e Dario Vergassola sarà possibile (serve la prenotazione) seguire in diretta la finale di Berlino, con collegamenti e commenti dei nostri inviati. Domani la giornata conclusiva, con Eugenio Scalfari, Altan, Gustavo Zagrebelsky, Tahar Ben Jelloun, Ivano Fossati, Luis Sepúlveda e molti altri. IL FORMAT Nelle Officine si parla di giornalismo Il mestiere del giornalista raccontato tra il pubblico e il privato dai giornalisti: è il format Officina, ospitato dalla sala dell Archivio del Palazzo Ducale, ancora sette appuntamenti tra oggi e domani con alcune delle firme del giornale e con le specificità dei settori in cui lavorano. GINO CASTALDO S EMBRA vivere in un mondo tutto suo, riservato e prezioso, che stasera condividerà con il pubblico, alle al Teatro Carlo Felice. Paolo Conte è un signore d altri tempi, ma è possibile immaginare che nel corso della lunga carriera il piacere del lavoro musicale si sia trasformato. «Gli inizi erano, come qualcuno ricorderà, molto solitari: voce e pianoforte. Poi ho cominciato ad avere dei gruppi di accompagnamento che, col tempo, si sono ingranditi. Questo fatto, negli anni, ha influenzato la mia scrittura musicale che si è occupata di arrangiamenti, orchestrazione e impasti timbrici». PAOLO CONTE / IN CONCERTO AL CARLO FELICE Che patrimonio le belle canzoni Non crede che, guardando il secolo passato, si possa dire che la canzone è stata forse il prodotto più luminoso e originale del Novecento? «Sono d accordo. A parte il blues e il jazz che hanno percorso tracciati paralleli, dal punto di vista della composizione tematica è la canzone il miglior risultato. Dopo la grande stagione degli antichi capolavori napoletani, è arrivata una valanga di meravigliose songs americane dalla bellezza oggi inimmaginabile. Ed è stato così anche per la Francia e perfino per l Italia che, a parte il linguaggio insopportabile dei testi, ha presentato belle composizioni musicali». Da questo punto di vista non stiamo vivendo un periodo di regressione, visto che il mondo della canzone non sembra più in grado di mostrare il suo lato migliore? «Regressione, sì, assolutamente vero. I temi sono tutti uguali, l armonia dal punto di vista compositivo è inesistente, le forme sono ovvie. Il fenomeno è mondiale». Esiste una sua Rosebud, un oscuro oggetto del desiderio artistico che ha sempre inseguito e mai raggiunto? «Non credo di avere mai avuto sogni megalomani. Spero di poter tirar fuori dalla fantasia qualche bella canzone ancora. In fondo sono un songwriter». L ARTISTA Qui sopra un immagine di Paolo Conte

27 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO PER SAPERNE DI PIÙ ILPROGRAMMA GENOVA OGGI GLI OSPITI Qui accanto Roberto Saviano In basso Gherardo Colombo Sopra Eugenio Scalfari Più in alto nella foto grande Riccardo Luna sul palco di Next Perché la società postumana mette a rischio le nostre libertà Tecnoscienze, ricerca biomedica, lavoro affidato ai soli robot Oggi alle 11 il dibattito su un avvenire che è già quasi presente STEFANO RODOTÀ SIAMO già prigionieri di un futuro del quale, come ha scritto l Economist, dobbiamo preoccuparci con saggezza. Ma essere saggi è difficile quando ci viene promessa l immortalità o viene minacciata la subordinazione dell intero genere umano a macchine superintelligenti. Previsioni lontane, a giudizio di molti irrealizzabili, che tuttavia obbligano a contemplare un orizzonte nel quale il postumano, parola che descrive una nuova condizione, trova manifestazioni assai più vicine, che invadono il nostro presente e ci consegnano alle dinamiche della tecnoscienza. Fino a che punto, però, l affidarsi fiducioso alla tecnoscienza può diventare delega? E la delega può degenerare in deresponsabilizzazione? Proviamo a interrogare i fatti. Dalla Cina arriva la notizia di una fabbrica interamente affidata ai robot, avanguardia di una trasformazione radicale dove la parola lavoro rischia di scomparire insieme alla realtà che ha sempre designato. Ma, nel momento in cui si disegna un mondo in cui il lavoro umano comincia a essere considerato residuale, si avvia un mutamento qualitativo di cui ci si dovrebbe preoccupare fin da ora con saggezza. La riflessione sulla condizione postumana dovrebbe cominciare proprio da qui, dalla situazione materiale delle persone, senza saltare questo passaggio, come talvolta accade nella riflessione dei postumanisti, proiettandosi volontaristicamente in un futuro già pacificato. Non è una via semplice quella di un futuro segnato non da un generico appello alla tecnoscienza, ma più precisamente da un convergere di biologia, elettronica, intelligenza artificiale, robotica, nanotecnologie, neuroscienze, che ha fatto parlare del corpo come di un nuovo oggetto, una nano-bio-info-neuro machine. Ma questo allontanarsi dalla dimensione umana non è presentato come una sorta di congedo definitivo, ma piuttosto come movimento intellettuale e culturale che afferma la possibilità e la desiderabilità di migliorare in maniera sostanziale la condizione umana, usando la tecnologia per eliminare l invecchiamento ed esaltare al massimo le capacità intellettuali, fisiche e psicologiche. Postumano è inteso come meglio dell umano, sottolineando come la tecnoscienza consenta di uscire da una condizione segnata da caducità, finitezza, fragilità. Si mette così in evidenza una emancipazione, ma si segnala pure una insoddisfazione per l umano nel tempo cambiato, che dovrebbe portare alla liberazione dal pregiudizio umanistico. L uomo non più misura di tutte le cose, ma posto sullo stesso piano di tutti gli altri esseri viventi, attribuendo rilevanza costitutiva anche al suo rapporto con il mondo degli oggetti. Ma la prospettiva postumanista incarna due dinamiche in conflitto, tra appropriazione e espropriazione: il diritto incondizionato di appropriarsi e di utilizzare tutte le opportunità offerte dalla tecnoscienza; l espropriazione da parte del mondo delle macchine, della robotica, dell intelligenza artificiale. Nasce qui la questione ricordata all inizio, quasi una sfida definitiva. Non solo l assunzione di sembianze di macchina da parte dell umano, con i robot umanoidi. Ma la creazione di sistemi artificiali in grado di imparare, dotati di una forma di intelligenza propria che li metterebbe in grado di sopraffare l intelligenza umana. E si è detto che la creazione della prima macchina superintelligente sarebbe l ultima invenzione dell uomo, a quel punto privato d ogni libertà, che continuerebbe a popolare il mondo però destituito della sua propria umanità. Abbandonando queste speculazioni sul futuro, il ritorno alle realtà presente indica una destituzione di umanità già prodotta dal ricorso alle armi letali autonome, dove si appanna la responsabilità della decisione, dove il fatto che un drone, impiegato per uccidere un capo terrorista, provochi una strage di civili, viene degradato a effetto collaterale. Preoccupandosi con saggezza, si suggerisce almeno una moratoria del ricorso a queste armi. Riflettendo più a fondo, si presenta come ineludibile guida quella riserva di umanità affidata a parole come dignità, eguaglianza, libertà, solidarietà, dalle quali lo stesso pensiero postumanista non riesce a liberarsi CASA REPUBBLICA Cortile Maggiore Un giorno a Repubblica Luca Fraioli, con Fabio Bogo, Dario Cresto-Dina, Luigi Pastore, Giuseppe Smorto DIALOGHI Maggior Consiglio Costruire civiltà Renzo Piano, con Francesco Merlo OFFICINA Archivio Da Fausto Coppi a Valentino Rossi, c'è ancora epica nello sport? Massimo Calandri, Alessandra Retico RADIO CAPITAL Sala delle Grida 42 Enrico Bertolino e Luca Bottura ASSOLO Minor Consiglio L'uso umano degli esseri umani Stefano Rodotà, con Giulia Santerini CASA REPUBBLICA Cortile Maggiore Riunione di redazione Ezio Mauro in teleconferenza con Roma DIALOGHI Teatro Carlo Felice Il Governo, la Sinistra, il Paese Matteo Renzi e Ezio Mauro, con Claudio Tito OFFICINA Archivio Oroscopo, le flessibili leggi dell'astrologia Marco Pesatori STRAPARLANDO Maggior Consiglio Sorelle non si nasce. Si diventa Alba e Alice Rohrwacher, con Natalia Aspesi e Daniela Hamaui DIALOGHI Minor Consiglio Un milione di passi Stefano Di Carlo, Federico Fossi, Konstantinos Moschochoritis, con Laura Pertici. Letture di Maurizio Lastrico TWITTER TIME Sala delle Grida Il rebus della sicurezza Carlo Bonini e Franco Roberti DOMANI ASSOLO Minor Consiglio Padre nostro che sei in terra Vito Mancuso, con Alberto Puppo ASSOLO Teatro Carlo Felice Il volto della madre è il primo volto del mondo Massimo Recalcati, con Giulia Santerini STRAPARLANDO Maggior Consiglio Primavere spezzate, in cerca di un nuovo Medio Oriente Tawakkul Karman, con Francesca Caferri e Bernardo Valli RADIO CAPITAL Sala delle Grida Il Geco e la Farfalla Benny e Vladimir Luxuria ASSOLO Teatro Carlo Felice Novant'anni di passione Eugenio Scalfari, con Simonetta Fiori STRAPARLANDO Minor Consiglio Duecento volte Julia Giancarlo Berardi, con Luca Raffaelli CASA REPUBBLICA Cortile Maggiore Il futuro è digitale e locale Roberto Bernabò e Pier Paolo Cervi STRAPARLANDO Minor Consiglio L'utopia nella moda Brunello Cucinelli, con Attilio Giordano e Daniela Hamaui TWITTER TIME Sala delle Grida Mafia e Antimafia, il testacoda Attilio Bolzoni e Conchita Sannino CASA REPUBBLICA Cortile Maggiore Condivido, mi piace: la notizia è social Alessio Balbi, Giuseppe Smorto SHOW Maggior Consiglio All you need is love di e con Federico Rampini e con Roberta Giallo, Valentino Corvino Regia Angelo Generali, produzione Promo Music OFFICINA Archivio La laboriosa nascita della vignetta Massimo Bucchi DIALOGHI Minor Consiglio Cantiere Italia, segnali di ripresa? Andrea Carlucci, Cesare Castelbarco Albani, Ilvo Diamanti, con Luigi Ceccarini e Giulia Santerini TWITTER TIME Sala delle Grida La dissoluzione della Destra e i nuovi populismi Annalisa Cuzzocrea e Alessandra Longo CASA REPUBBLICA Cortile Maggiore Repubblica dà i numeri: il data journalism Michela Scacchioli e Alessio Sgherza OFFICINA Archivio Così Internet ha dissolto la middle class Riccardo Staglianò OFFICINA Archivio Il cibo che verrà Vittorio Fusari, Licia Granello, Marino Niola RADIO CAPITAL Sala delle Grida Secret Capital. I segreti di una radio Vittorio Zucconi, Benny, Simona Bolognesi, Edoardo Buffoni, Vladimir Luxuria, Danny Stucchi STRAPARLANDO Maggior Consiglio Lavoro non ce n'è. Mi trovi un job, allora Tullio Francesco Altan e Adriano Sofri, con Laura Pertici DIALOGHI Maggior Consiglio Dentro un mondo fuori misura Marco Revelli e Gustavo Zagrebelsky, con Marco Damilano RADIO CAPITAL Sala delle Grida Playlist Ernesto Assante e Gino Castaldo STRAPARLANDO Teatro Carlo Felice Il desiderio testardo di vita Concita De Gregorio e Luis Sepúlveda DIALOGHI Minor Consiglio Se questa è Europa Andrea Bonanni, Enrico Franceschini, Bernardo Valli, con Stefania Di Lellis STRAPARLANDO Piazza Matteotti Padri di tutto il mondo unitevi Claudio Bisio e Michele Serra, con Anna Bandettini In collaborazione con il Teatro Archivolto di Genova RADIO CAPITAL Sala delle Grida TgZero Vittorio Zucconi, Edoardo Buffoni e Dario Vergassola CASA REPUBBLICA Cortile Maggiore Carta, sito, tablet, premium: il giornalismo non è gratis Fabio Bogo, Dario Cresto-Dina, Clotilde Veltri OFFICINA Archivio L'armadio delle mille storie Filippo Ceccarelli e Concetto Vecchio ASSOLO Maggior Consiglio La fine del lavoro Jeremy Rifkin, con Riccardo Luna 20.45FUORI PROGRAMMA Sala delle Grida La finale di Champions con Repubblica STRAPARLANDO Piazza Matteotti Devo sapere che ho l'infinito davanti. Come Buzz Lightyear Gianni Gipi Pacinotti, con Elena Stancanelli SHOW Teatro Carlo Felice Paolo Conte in concerto Paolo Conte ASSOLO Maggior Consiglio Il rischio della verità Roberto Saviano, con Riccardo Luna OFFICINA Archivio La forza delle donne Cinzia Sasso DIALOGHI Maggior Consiglio Terre senza pace Tahar Ben Jelloun e Gad Lerner, con Francesca Caferri STRAPARLANDO Minor Consiglio Diaz e Bolzaneto, dentro le inchieste Enrico Zucca, con Carlo Bonini e Marco Preve TWITTER TIME Sala delle Grida Jobs Act, la sfida del sindacato Paolo Griseri e Roberto Mania STRAPARLANDO Piazza Matteotti Chiusura Festival con premiazione dell hackathon Next City, maratona per s viluppatori in collaborazione con Ibm e Tag Riccardo Luna A seguire Quello che manca al mondo Ivano Fossati, con Ernesto Assante e Gino Castaldo

28 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO Sostienimi scaricando su Economia FINANZA&MERCATI CONTATTI FTSE PUNTI - 2,10% DOW JONES -0.31% EURO DOLLARO 1,1218 PETROLIO BRENT63,31 $ AL BARILE TASSI ITALIANI A 10 ANNI 2,23% IL PUNTO ANDREA GRECO Ivass e Bankitalia contro le polizze abbinate ai mutui Anomalie, opacità e vendite forzate Da anni i consumatori accusano i premi subordinati ai finanziamenti La nuova fase impone un ripensamento MILANO. Forse è l ora di finirla con l opaco mondo delle polizze abbinate a finanziamenti. I consumatori li detestano, ma sono diffusi dal 2007, quando la crisi rese diseconomico lo scarto tra raccolta e i tassi ai clienti. Specie sul mutuo casa, il principe dei finanziamenti che in breve divenne una perdita fissa per le banche. La reazione fu duplice, tra chi smise di erogarne e chi prese a subordinarli a una polizza. Il mutuo non rendeva? Rendeva l annessa assicurazione sui rischi più disparati e con premi da qualche migliaio di euro alle decine. Qualche anno è passato senza clamori (consumatori a parte). Ma ieri, quando Bankitalia e l Ivass hanno presentato un indagine e ammesso «numerose criticità nella produzione e distribuzione» di tali prodotti, s è capito che forse volteremo pagina. L Ivass ha indagato sui produttori di polizze, Bankitalia sui distributori: segnaleranno le anomalie al mercato «chiedendo di riallineare prezzi e prassi». Poi approfondiranno l indagine, che non esclude sanzioni a chi ha infranto le norme di correttezza e trasparenza. A prima vista, non pochi: per gli assicuratori c è «eccessiva standardizzazione CONTROLLORE Salvatore Rossi, dg della Banca d Italia e presidente dell Ivass che controlla le assicurazioni delle polizze, numerose esclusioni e limitazioni, periodi di carenza e/o franchigie troppo estese, mancata o tardiva restituzione del premio non goduto per estinzione anticipata, coperture rotanti in base al tipo di sinistro. Per le banche, «vendite forzate per accedere al fido, assenza di verifiche di adeguatezza alle esigenze del cliente, scarsa informativa». Meno eufemisticamente l Adusbef parla di «comportamenti di rapina e ricatto, che anziché dure sanzioni ora danno luogo a una blanda lettera che chiede correttivi ai cda di banche e assicurazioni». I consumatori hanno invece chiesto all Antitrust «di aprire un indagine per accertare comportamenti collusivi già acclarati». Le autorità facciano il loro lavoro. Ma anche gli operatori: con la liquidità della Bce e i tassi a zero, che hanno ridotto ai minimi storici i costi dei mutui, è un buon momento per dismettere i vecchi vizi. Tsipras sfida Bce, Fmi e Ue Il vostro piano è irricevibile Borse a picco, Atene -5% Sempre più in salita la trattativa per evitare il default della Grecia Il premier ellenico telefona a Putin e ricompatta la base di Syriza DAL NOSTRO INVIATO ETTORE LIVINI Varoufakis incontrerà Schaeuble Piazza Affari chiude in ribasso del 2,1% ATENE.Alexis Tsipras tira dritto. E dopo aver bloccato i pagamenti al Fondo Monetario («il tempo non scade solo per noi», ha detto sibillino) alza ancora l asticella delle richieste greche nelle trattative con l ex Troika, mentre l impasse di Atene riporta il brutto tempo su tutti i mercati continentali. La Borsa ellenica, preoccupata per lo strappo, ha perso ieri il 5% con le banche in maglia nera, crollate del 9%. Piazza Affari ha lasciato sul terreno il 2,1% in una giornata negativa per tutti i listini continentali. Arrivare a un intesa per evitare il default della Grecia, ormai è chiaro a tutti, non sarà una passeggiata. «Malgrado le incomprensioni delle ultime ore non siamo mai stati così vicini a un intesa», ha provato a professare ottimismo ieri il leader di Syriza in un drammatico intervento in Parlamento. Salvo poi seminare mine sulla strada di un compromesso. In mattinata, tanto per far capire che aria tirava, si è intrattenuto per un oretta al telefono con Vladimir Putin. Negoziando l ingresso di Atene nella New development bank istitituzione fondata da MINISTRO Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, oggi a Ravenna alla Fondazione Debenedetti Russia, Cina, Brasile, India e Sud Africa per lanciare la sfida a Banca Mondiale e Fmi e confermando l interesse di Atene per il gasdotto Turkish Stream di Gazprom, mossa destinata a mandar su tutte le furie la Casa Bianca. In aula invece ha messo nero su bianco le condizioni cui è disposto a firmare un intesa. «E chiaro a tutti che noi non vogliamo uno scontro», ha premesso accomodante. Ue, Bce e Fmi devono però ritirare le proposte «irricevibili» presentate martedì sera da Jean Claude Juncker. Un documento che è stato «una spiacevole sorpresa» secondo Tsipras e che non teneva conto dei progressi dei negoziati al Brussels Group. Si riparte quindi dalle 47 pagine messe sul tavolo da Atene, «l unica base realistica per arrivare a un accordo». Lavorando per limare le differenze ma con cinque paletti: qualsiasi piattaforma finale dovrà comprendere «un obiettivo di avanzo primario più basso» (e qui quasi ci siamo), «misure per proteggere stipendi e pensioni» (già più complicato), «una redistribuzione più equa del reddito e un piano di investimenti per rilanciare l economia» (qui si può trovare la quadra) ma soprattutto «una ristrutturazione del debito per renderlo più sostenibile e la reintroduzione dei contratti di lavoro collettivi». Temi di cui l ex- Troika finora non ha voluto nemmeno iniziare a parlare. «Non vogliamo un accordo ma una soluzione definitiva che metta la parola fine alle voci di un uscita della Grecia dall euro». E questa soluzione deve per forza includere una pesante sforbiciata ai 312 miliardi di debiti ellenici. E tanto per calare il carico da 90, ha annunciato che il governo potrebbe presentare presto in Parlamento la legge per la reintroduzione della contrattazione collettiva, uno schiaffone in pieno viso a Ue, Bce e Fmi. A chi tocca ora la prima mossa per sbloccare la situazione? Tsipras ha lasciato intendere ieri che presenterà presto una sua nuova proposta ai creditori. «So che dobbiamo aumentare le entrate, ma il problema è chi se ne deve far carico», ha detto. Il ministro delle finanze Yanis Varoufakis ha chiesto (e ottenuto) un incontro con il suo omologo tedesco Wolfgang Schaeuble, costretto a sua volta a smentire le voci di dimissioni per presunti dissidi con Angela Merkel. Le posizioni, allo stato, paiono però più lontane di quanto lasci intendere il premier ellenico. I greci, per ora, sono con lui. Ma gli chiedono più flessibilità. Il 73% del Paese secondo un sondaggio Alco vuol rimanere nell euro e il 50% sostiene che il governo dovrebbe fare qualche passo indietro, rinunciando a qualcuna delle sue richieste, pur LO STUDIO/ RAPPORTO DELLA FONDAZIONE DEBENEDETTI SUGLI INCIDENTI IN EUROPA: QUELLI MORTALI SI SONO DIMEZZATI IN VENT ANNI Infortuni sul lavoro più gravi se il posto è precario DAL NOSTRO INVIATO LUCA PAGNI RAVENNA. Il dato positivo è che negli ultimi anni in Europa, il numero degli incidenti sul lavoro è in costante calo. Merito delle norme introdotte dalle legislazioni nazionali e in sede europea, di un monitoraggio più attento dei responsabili pubblici, di una maggiore consapevolezza da parte delle aziende. Il dato negativo è che gli incidenti sul lavoro sono più frequenti tra i giovani, per minore esperienza ma anche perché fanno parte, in molto casi, della zona grigia del precariato. Il dato paradossale è che nei periodi di recessione il numero degli incidenti tende a diminuire, perché la carenza di posti di lavoro porta a non presentare denuncia per timore di essere lasciato a casa, ma contribuendo a falsare per difetto le statistiche. E, in ogni caso, la gravità dell incidente è mediamente maggiore per i lavoratori precari. Sono i risultati più significativi di un rapporto sul tema degli incidenti sul lavoro, preparato Esaminati i dati di venti Paesi: i casi si riducono in presenza di crescita economica per la Conferenza europea della Fondazione Rodolfo Debenedetti che si tiene oggi a Ravenna presso la sede della Provincia, alla presenza del ministro del Walfare Giuliano Poletti, del presidente dell Inps Tito Boeri e di IL PREMIER E GLI HOMELESS Il premier Tsipras ieri in Parlamento. Nella foto a sinistra, homeless ad Atene In Italia i giovani i più soggetti: 2,4 lavoratori su 100 nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni Carlo De Benedetti. Un rapporto (redatto da Ali Palali, Matteo Picchio e Jan Van Ours) che ha un sottotitolo quanto mai esemplificativo di quanto sta accadendo negli ultimi anni: sicurezza sul lavoro e crescita dei lavoratori a tempo determinato. Lo scopo del rapporto è proprio quello di studiare l incidenza degli incidenti in base alla tipologia contrattuale, in particolare le probabilità di un infortunio di un lavoratore con contratto a termine e uno con contratto a tempo indeterminato. I tre ricercatori hanno preso in esame i dati disponibili di 16 paesi, compresa l Italia per un periodo che copre grosso modo gli ultimi vent anni. Il dato significativo riguarda il numero degli incidenti, nettamente diminuito: si passa da una media di 3 incidenti non mortali ogni 100 lavoratori nel 1995 a 1,7 incidenti nel corso del Lo stesso vale per gli incidenti più gravi, che sono più che dimezzati: i casi di morti sul lavoro erano 45 su 100mila lavoratori nel 1995, per scendere a 20 ogni 100mila lavoratori nel Ma se dal generale si entra nel particolare delle tipologie contrattuali ci si imbatte in un dato che sulle prime potrebbe sorprendere, il numero degli incidenti tende a diminuire nei pe-

29 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 IERI FTSE MIB ,34 (-2,10%) FTSE IT ALL ,05 (-2,08%) FTSE IT STAR ,88 (-1,81%) FTSE IT MID ,82 (-1,96%) COMIT ,45 (-1,72%) FUTURE (-2,25%) TITOLI DI STATO RENDIMENTO BTP (10 ANNI)...2,23% SPREAD SUL BUND I MIGLIORI FTSE MIB Var.% SAIPEM...0,49 TENARIS...0,08 ANSALDO STS...-0,21 WORLD DUTY FREE...-0,30 TOD S...-0,35 I PEGGIORI FTSE MIB Var.% MEDIASET...-4,47 MEDIOLANUM...-3,82 UBI BANCA...-3,54 MEDIOBANCA...-3,49 FCA-FIAT CHRYSLER AUT....-3,33 PRINCIPALI TITOLI DEL MERCATO AZIONARIO TITOLO PR. RIF TITOLO PR. RIF A2A...1,116-1,59 ANSALDO STS...9,390-0,21 ATLANTIA...22,450-1,54 AUTOGRILL...8,070-3,06 AZIMUT...24,860-3,23 BANCA GENERALI...31,830-3,22 BANCO POPOLARE...14,830-2,24 BCA POP.MILANO...0,919-3,31 BUZZI UNICEM...13,300-2,64 CAMPARI...6,710-2,33 CNH INDUSTRIAL...7,940-1,73 ENEL...4,206-1,41 ENEL GREEN PW...1,736-2,14 ENI...15,830-0,94 EXOR...43,500-2,38 FCA-FIAT CHRYSLER AUT...13,930-3,33 FERRAGAMO...27,140-3,14 FINMECCANICA...11,830-3,11 GENERALI...16,940-2,14 INTESA SANPAOLO...3,212-2,67 LUXOTTICA...59,150-2,55 MEDIASET...4,236-4,47 MEDIOBANCA...9,130-3,49 MEDIOLANUM...7,550-3,82 MONCLER...16,850-2,43 MONTE PASCHI SI...1,782-3,31 PIRELLI & C...15,410-0,90 POP.EMILIA ROMAGNA...7,720-2,22 PRYSMIAN...20,000-1,62 RCS MEDIAGROUP...1,183-2,87 SAIPEM...10,300 0,49 SNAM...4,324-1,82 STMICROELECTR...7,630-0,65 TELECOM IT...1,147-2,71 TENARIS...12,910 0,08 TERNA...4,190-1,92 TOD S...84,350-0,35 UBI BANCA...7,225-3,54 UNICREDIT...6,325-2,69 UNIPOLSAI...2,440-1,13 WORLD DUTY FREE...10,100-0,30 YOOX...29,210-2,96 BORSE EUROPEE PAESE/INDICE VAR.% AMSTERDAM (AEX)...479,38-1,22 BRUXELLES-BEL ,69-1,23 FRANCOFORTE (XET DAX) ,15-1,26 FTSE EUROTRACK ,76-0,82 LONDRA (FTSE 100) ,60-0,80 MADRID IBEX ,00-0,75 OSLO TOP ,34 +0,19 PARIGI (CAC 40) ,74-1,33 VIENNA (ATX) ,67 - ZURIGO (SMI) ,02-1,39 BORSE INTERNAZIONALI PAESE/INDICE VAR.% DJ STOXX EURO...362,75-1,35 HONG KONG HS ,16-1,06 JOHANNESBURG ,59 +0,58 NEW YORK (S&P 500) ,83-0,14 NEW YORK (DJ IND.) ,39-0,31 NASDAQ COMP ,46 +0,18 SINGAPORE ST ,72-0,34 SYDNEY (ALL ORDS) ,50-0,09 TOKIO (NIKKEI) ,90-0,13 VALUTE CORONA DK...7, ,005 CORONA N...8, ,818 CORONA S...9, ,022 DOLLARO AUS...1,4534-0,575 DOLLARO CDN...1,4023-0,468 DOLLARO USA...1,1218-0,875 FRANCO CH...1,0478-0,692 STERLINA UK...0,7317-0,503 YEN J...139,9700-0,356 ORO E MONETE AUREE 05 GIUGNO MATTINO SERA ORO MILANO (EURO/GR.) 34,03 34,13 ORO LONDRA (USD/ONCIA) 1.175, ,60 ARGENTO MILANO (EURO/KG.) - 481,54 PLATINO MILANO (EURO/GR.) - 32,74 PALLADIO MILANO (EURO/GR.) - 22,52 05 GIUGNO DENARO LETTERA STERLINA (V.C) 241,54 274,65 STERLINA (N.C) 244,69 288,87 STERLINA (POST.74) 244,69 288,87 KRUGERRAND 1.026, ,77 MARENGO ITALIANO 194,23 215,16 MARENGO SVIZZERO 193,56 213,99 MARENGO FRANCESE 191,24 210,61 Marchionne: Missione da completare sono pronto a restare oltre il 2018 I NUMERI di arrivare a un compromesso con l ex Troika. Nel frattempo però, mettono al sicuro i loro risparmi. Ieri, secondo fonti bancarie, altri 700 milioni sono spariti dai depositi delle banche, portando a 3,4 miliardi il saldo negativo dell ultima settimana. I toni duri di Tsipras («il nostro obiettivo è abbassare l Iva sull elettricità dal 13 all 11% e non di alzarla al 23% come vuole la Troika») e il no all Fmi hanno per ora ricompattato la base di Syriza attorno al premier. L opposizione, invece, è partita all attacco: «Il governo ha mandato il Paese in recessione e ha portato a casa una proposta che prevede tagli tripli a quelli che avevamo concordato noi», ha tuonato Antonis Samaras. «Noi non temiamo le elezioni», ha sostenuto, dando corpo alle voci che parlano di possibile voto anticipato se a Bruxelles alla fine non si arriverà a un accordo. Le urne però, stando ai sondaggi, non cambierebbero molto la situazione. Syriza, pur in lieve calo, viaggia ben oltre il 30% delle preferenze. Il centrodestra di Nea Demokratia è inchiodato al 20% mentre Alba Dorata si consolida come terzo partito con il Pasok allo sbando (e in attesa di nominare un nuovo leader la prossima settimana) attorno al 3%. E i creditori, alla fine, si troverebbero dall altra parte del tavolo le stesse controparti di oggi. 7 mln LE VENDITE Il gruppo Fca punta a vendere, secondo il suo piano, 7 milioni di auto entro il mln IL MERCATO Il mercato assorbirà quasi 100 milioni di auto nuove entro il % LA QUOTAZIONE Per piazzare il 10% di Ferrari in Borsa bisognerà aspettare fino al 12 ottobre Il collocamento del 10 per cento di Ferrari non potrà arrivare prima del 12 ottobre: il titolo giù in Borsa Polemica con il segretario Cgil: Camusso dice cavolate, il sindacato unico c è negli Usa e in Germania IL CASO DAL NOSTRO INVIATO PAOLO GRISERI VENEZIA. Prima il divorzio da Gm, poi il salvataggio di Fiat, infine la fusione con Chrysler: «E ora il lavoro va completato», dice Sergio Marchionne parlando della possibile fusione di Fca con un altro costruttore. Nel parco del San Clemente Palace di Venezia, dov è in corso il Consiglio per le relazioni tra Italia e Stati Uniti, l ad di Fca parla delle scadenze immediate, come il collocamento del 10 per cento di Ferrari «non prima del 12 ottobre». La frase fa scendere il titolo in Borsa: i mercati vorrebbero accelerare i tempi per sapere quanto vale il Cavallino. Ma non è questa la principale preoccupazione dell ad del Lingotto. Il nodo da sciogliere resta quello di trovare un partner «per completare il lavoro» e mettere definitivamente in sicurezza il gruppo. Si capisce che i contatti sono in corso e che, nonostante i dinieghi ufficiali, il principale candidato potrebbe essere proprio Gm. Ma Marchionne smentisce seccamente che il prolungarsi dei tempi per la vendita del 10 per cento di Ferrari possa essere legato alle trattative con un nuovo partner: «I due dossier sono indipendenti e i tempi della vendita di Ferrari sono legati alle regole americane che impediscono un operazione simile prima di un anno dalla quotazione». Il titolo Fca ha debuttato a Wall Street a metà ottobre del 2014 e fino a quella data non si potrà procede con il dossier Ferrari. In ogni caso non un dramma: Marchionne fino a ieri aveva parlato di un operazione da realizzare «entro il terzo trimestre» e lo slittamento sarebbe dunque di due settimane. Ben più rilevanti le dichiarazioni dell ad sulla strategia futura. «In un mondo che viaggerà oltre i 100 milioni di auto vendute, un volume di 7 milioni non sarà sufficiente a rimanere in sicurezza a lungo», spiega l ad del Lingotto. Così anche l obiettivo del piano di gruppo, raggiungere i 7 milioni di auto vendute entro il 2018, potrebbe non essere in grado di garantire un futuro stabile. «Per essere sicuri ripete Marchionne bisogna entrare tra i primi quattro costruttori». Che nel mercato da 100 milioni e oltre finiranno per vendere tra i 13 e i 15 milioni di auto. Quali caratteristiche dovrà avere il nuovo partner? L ad fa capire che più i due contraenti il matrimonio saranno sovrapponibili come prodotti e aree di intervento, più risparmieranno capitale negli investimenti. Naturalmente se il processo viene guidato si può realizzare senza ridurre occupazione. Se, al contrario, si lascia incancrenire la situazione, l impatto sociale dei consolidamenti sarà forte. L ad spende poche parole sulla situazione italiana e le polemiche sul sindacato unico auspicato da Renzi: «Lasciamo stare le cavolate di Camusso: il sindacato unico dell auto c è in Germania e in Usa». Riuscirà Marchionne a guidare la nuova fusione di Fca entro il 2018 quando scade il suo mandato da amministratore delegato? «Dipende dal partner. E, se me lo chiedono, in caso di consolidamento significativo potrei restare anche oltre il 2018». In qualche modo l azionista glie lo ha già chiesto: proprio nei giorni scorsi Marchionne è stato nominato vicepresidente di Exor, la finanziaria degli Agnelli. riodi di crescita dell economia. L ipotesi formulata dagli autori del rapporto rivela come i lavoratori siano meno incentivati a denunciare l accaduto per la paura di non poter conservare il posto di lavoro. In Italia sono i giovani i più soggetti agli incidenti gravi: 2,4 lavoratori su 100 nella fascia 15/24 contro 1,3 lavoratori nella fascia 35/44. Inoltre, anche in Italia i lavorati precari sembrano meno propensi a denunciare i fatti visto che dai dati Inail sono più numerosi in media gli incidenti cui sono soggetti gli occupati con contratti stabili. Ma in ogni caso, conclude il rapporto, qualora un incidente si verifichi, la sua gravità risulta mediamente maggiore per i lavoratori assunti con contratti a termine. IL DEBUTTO Arriva il Frecciarossa da 400 km all ora È STATO presentato ieri il nuovo Frecciarossa L evoluzione del modello 500, in servizio da quasi 20 anni e aggiornato di recente, è capace di raggiungerei 400 chilometri l ora. La velocità massima, come ha spiegato l amministratore delegato di Fs Michele Elia al momento «resta fissata ai 300 all ora» visti i limiti imposti dalla Agenzia per la sicurezza ferroviaria. Però se oggi il tempo minimo tra le due metropoli è di 2 ore e 55 minuti dal 2016 sarà di 2 ore e 20 minuti, 35 in meno. Elia scommette sulla certificazione a 350 all ora che avverrà per il prossimo dicembre. L OPERAZIONE/ TRATTATIVA SULLE ATTIVITÀ IN INGHILTERRA E GERMANIA Niente fusione tra Vodafone e Liberty per ora solo uno scambio di asset CARLOTTA SCOZZARI MILANO. Continua l effervescenza nel mondo delle telecomunicazioni. Ieri a uscire allo scoperto è stata l inglese Vodafone, che, dopo le recenti indiscrezioni, ha confermato di «essere in fase preliminare di discussioni con Liberty Global per un possibile scambio di attività selezionate tra le due società». Il gruppo guidato da Vittorio Colao ha, tuttavia, smentito di essere in trattative per una vera e propria fusione. Quanto allo scambio di attività, Vodafone ha precisato che non ci sono certezze né sugli asset interessati né, come sempre in questi casi, sull esito positivo della transazione. Le indiscrezioni sulle nozze tra le due società erano partite un paio di settimane fa, quando il magnate John Malone, azionista di controllo e presidente di Liberty, con sede a Denver, negli Stati Uniti, aveva sottolineato le possibili sinergie che avrebbe generato un unione delle proprie AL VERTICE Vittorio Colao, amministratore delegato del colosso di telecomunicazioni britannico Vodafone attività in Europa occidentale con quelle del gruppo britannico. Secondo gli addetti ai lavori, il business delle telecomunicazioni di Vodafone nel Regno Unito, in Germania e nei Paesi Bassi sarebbe perfettamente complementare con i servizi via cavo di Liberty nelle stesse aree. Non a caso, gli analisti di Citi hanno stimato sinergie intorno agli 1,4 miliardi di sterline l anno, in caso di vera e propria fusione tra i due gruppi, in arrivo per lo più dalle attività in questi paesi europei. Ma, poiché il gruppo inglese ha parlato di «scambio di asset», per gli esperti di Rbc capital markets la cosa più semplice potrebbe essere una transazione tra le attività tedesche di Liberty e quelle inglesi e olandesi di Vodafone, che però così uscirebbe dal business domestico. Un alternativa potrebbe essere un operazione che consenta al gruppo inglese di mettere le mani sull operatore britannico Virgin Media, ora in mano alla società americana di Malone.

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31 ECONOMIA la Repubblica SABATO 6 GIUGNO Il petrolio PER SAPERNE DI PIÙ L Opec si ricompatta e punta sul greggio a 75 dollari Si riaccende la guerra con gli Usa: niente tagli e il ritorno dell Iran nel cartello dei produttori, i sauditi si aspettano un calo dello shale oil MAURIZIO RICCI ROMA.La guerra continua. Anzi, si estende: lo scontro fra gli sceicchi e i cowboys del fracking, ovvero fra petrolieri arabi e americani, sulla spartizione del mercato del petrolio rischia di prolungarsi al 2016 e di diventare anche più aspro. Nessuno si aspettava che, dalla riunione dell Opec l organizzazione dei paesi produttori che si è chiusa ieri a Vienna venissero segnali di tregua. Tutti davano per scontata una conferma della strategia impostata dai sauditi fin da novembre: massimizzare la produzione, fermando i prezzi o facendoli scendere, pur di mettere fuori mercato i produttori americani dello shale oil. Ma, in realtà, i sauditi, convinti di aver già messo in ginocchio i petrolieri Usa, hanno reso la loro strategia ancora più aggressiva. La riunione ha, infatti, confermato un obiettivo di produzione per i 12 paesi che fanno parte dell Opec di 30 milioni di barili di greggio al giorno, senza nessun cedimento ad ipotesi di riduzioni per sostenere i prezzi. Ma nulla si è detto sul rispetto delle quote. É un dettaglio cruciale, perché l obiettivo dei 30 milioni di barili è puramente fittizio. Da 12 mesi, i paesi Opec ne estraggono di più: a maggio fra 31,2 a 31,8 milioni di barili, secondo chi conta. E questo eccesso di produzione di 1,5-2 milioni di barili coincide esattamente con il surplus di offerta sulla domanda che ha dimezzato i prezzi rispetto alla scorsa estate. Rispetto a gennaio, i prezzi sono risaliti, da 45 a oltre 65 dollari a barile, nell attesa di un vero e proprio collasso della produzione americana che, però, non si è ancora manifestato nelle dimensioni che sarebbero necessarie per fa ripartire i prezzi e questo spiega perché i prezzi del petrolio, dopo la riunione Opec, abbiano mostrato un cedimento. D altra parte, chi sperava che, fra i Paesi produttori, si aprissero delle crepe che mettessero in discussione l intransigenza di Riad è rimasto deluso. La novità della riunione di Vienna è la ritrovata compattezza dell Opec: anche paesi che avrebbero bisogno, assai più di quelli del Golfo Persico, di un prezzo del greggio molto più alto, oltre i 100 dollari, per far quadrare i bilanci nazionali, si sono allineati alla linea dei sauditi. «Non avete idea di quanto sia stata amichevole la riunione», ha sottolineato il ministro saudita Al Naimi, che sembra aver convinto anche i dubbiosi di Caracas, di Luanda, di Teheran che la strategia funziona, gli americani sono in ginocchio e, presto, il prezzo risalirà perché oltreoceano i pozzi chiuderanno a catena. Condizione necessaria per impedire che il prezzo sprofondi, dato che ci sono tutte le premesse perché, nel 2016, il mondo nuoti ancora di più nel petrolio a buon mercato. La Libia ha, infatti, fatto sapere che sta per riprendere a produrre a pieno ritmo, scaricando sul mercato un altro milione di barili. E un altro milione di barili in più dovrebbe arrivare dall Iran, che si attende la fine Buoni i dati sull occupazione statunitense: 280 mila nuovi posti a maggio delle sanzioni dell Occidente e quindi il ritorno nel cartello dei produttori. In questo scenario, solo l attesa di un collasso della produzione americana può spiegare perché, ai margini della riunione di Vienna, più di un ministro del Petrolio abbia parlato di un greggio in ascesa a 75 dollari al barile entro fino anno, anziché diretto in senso opposto. La cifra di 75 dollari non pare, però, scelta a caso. Più di un esperto (da Goldman Sachs a Schlumberger, i più importanti produttori di attrezzature petrolifere) individua in 80 dollari a barile il prezzo di cui, in media, hanno bisogno le aziende del fracking per chiudere in pareggio i loro conti. Negli ultimi mesi, molti, negli Usa, hanno rallentato la produzione e, soprattutto, congelato la perforazione di nuovi pozzi: sono i dati su cui i sauditi basano la convinzione di avere la vittoria a portata di mano. Ma le aziende più efficienti dello shale hanno dimostrato di poter drasticamente abbassare i loro costi. Alla Iea, l agenzia per l energia dell Ocse, l organizzazione dei paesi industriali, sono convinti che lo scontro sul mercato del petrolio «sia solo all inizio». I calcoli sia dei sauditi che dei petrolieri americani devono anche tener conto delle scenario generale dell economia. I dati diffusi ieri mostrano che l economia globalmente più importante, quella americana, ha ripreso vitalità, dopo la pausa dei primi mesi dell anno. A maggio, le aziende Usa hanno assunto 280 mila lavoratori. Il tasso di disoccupazione è risalito al 5,5 per PRESIDENTE Diezani K. Alison- Madueke è il primo presidente donna dell Opec cento dal 5,4 di aprile, ma per una ragione positiva: un maggior numero di lavoratori si è presentato sul mercato, perché ha visto aumentare le possibilità di trovare un posto. L accelerazione ha consentito di assorbire i tagli di occupazione dell industria petrolifera, impegnata nella guerra con i sauditi. In altre parole, i dati mostrano che i benefici di un basso prezzo del petrolio per l economia in generale sono più significativi dei danni specifici che ne derivano per l industria petrolifera. Adesso, però, si apre un incognita importante. Negli anni scorsi, un economia più vivace si traduceva direttamente in un aumento della domanda di petrolio. Oggi, però, secondo molti esperti, con la diffusione delle rinnovabili, gli effetti sulla domanda sono assai minori. Per il mercato del petrolio è un quesito decisivo. La partita è aperta. LE NOMINE Mondardini presidente Sogefi Laurent Hebenstreit nuovo ad MILANO. Nuovi vertici per Sofegi. Il consiglio di amministrazione della società del gruppo De Benedetti ha nominato Laurent Hebenstreit nuovo amministratore delegato, mentre per la presidenza è stata scelta Monica Mondardini, attuale ad della finanziaria Cir, controllante di Sogefi. Hebenstreit nel corso della sua carriera ha gestito business globali con ricavi annui tra i 2 e i 3 miliardi di euro, maturando anche esperienze di ristrutturazioni complesse. I consiglieri hanno ringraziato il presidente uscente Rodolfo De Benedetti, che ha proposto di nominare Mondardini e che mantiene la carica di amministratore, «per il contributo dato alla crescita della società negli ultimi dieci anni». Infine, in previsione di un nuovo assetto della direzione amministrazione, finanza e controllo del gruppo, Giancarlo Coppa, attuale cfo (chief financial officer, direttore finanziario) e investor relator, ha deciso di lasciare Sogefi «per nuove opportunità professionali». Su richiesta della società, spiega una nota, «manterrà il ruolo di investor relator e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili fino al 31 luglio». Yann Albrand è stato nominato nuovo cfo.

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33 TITOLO IMPRESE&MERCATI Chiu Var % Cap. inizio in mil. ieri ieri anno min max di A A.S. ROMA 0,526 0,10-5,40 0,462 0, A2A 1,116-1,59 33,57 0,696 1, ACEA 12,480-1,65 36,99 8,054 13, ACOTEL GROUP 11,380-0,35 11,35 10,009 22, ACSM-AGAM 1,394-0,92 28,95 1,001 1, AEDES 1,995-16,87 77,97 1,005 5, AEFFE 2,250-3,27 1,99 0,681 2, ALBA PRIVATE EQ. 2,790-2,65 22,91 1,777 2, ALERION 2,920-2,99 3,11 2,366 3, AMBIENTHESIS 0,485-1,26 23,60 0,356 0, AMPLIFON 7,075-1,53 44,39 4,025 7, ANIMA HOLDING 7,940-1,00 90,41 3,681 8, ANSALDO STS 9,390-0,21 11,92 6,589 9, ARENA 0, ,005 0,007 9 ASCOPIAVE 2,174-2,51 19,45 1,688 2, ASTALDI 7,810-3,34 62,30 4,440 8, ASTM 12,170-2,64 26,66 9,168 13, ATLANTIA 22,450-1,54 12,59 16,272 25, AUTOGRILL 8,070-3,06 26,39 4,993 9, AUTOSTRADE MER. 18,420-0,32 17,03 14,403 18, AZIMUT 24,860-3,23 38,46 16,045 28, B B&C SPEAKERS 7,390-0,47 21,55 5,407 8, BANCA GENERALI 31,830-3,22 36,61 18,248 33, BANCA IFIS 19,190-2,59 34,76 11,790 20, BANZAI 5,650-2,67-14,00 5,638 6, BASICNET 3,906-0,86 72,68 2,092 4, BASTOGI 1,950-2,89-13,10 0,813 3, BB BIOTECH 275,800-1,04 39,22 112, ,676 - BCA CARIGE 5,605-11,03-20,72 5,364 27, BCA CARIGE R 114,000-2,56-32,94 90, ,000 3 BCA FINNAT 0,486-1,80 17,70 0,304 0, BCA INTERMOBILIARE 3,498-0,40-1,19 3,115 3, BCA P.ETRURIA E LAZIO 0,583-47,22 0,360 1, BCA P.MILANO 0,919-3,31 61,23 0,388 0, BCA P.SPOLETO 1, ,796 1, BCA PROFILO 0,293-2,33-10,39 0,200 0, BCO DESIO-BRIANZA 3,174-0,19 45,73 2,024 3, BCO DESIO-BRIANZA RNC 2,738 2,16 27,47 2,038 3, BCO POPOLARE 14,830-2,24 43,98 8,969 15, BCO SANTANDER 6,575-0,08-6,87 5,843 7,889 - BCO SARDEGNA RNC 10,690-0,09 9,36 9,510 11, BE 0,546-1,98 9,10 0,258 0, BEGHELLI 0,445-2,77 11,67 0,386 0, BENI STABILI 0,660-0,53 12,35 0,476 0, BEST UNION CO. 2,298 1,23 14,90 1,480 2, BIALETTI INDUSTRIE 0,540-1,46-5,26 0,222 0, BIANCAMANO 0,481-1,70 1,95 0,423 0, BIESSE 16,500-1,49 72,41 5,016 16, BIOERA 0,551 0,18 104,07 0,221 0, BOERO BART. 19, ,26 18,249 23, BOLZONI 3,550-1,66 30,04 2,476 4, BON.FERRARESI 25,000-0,71 9,55 22,545 38, BORGOSESIA 0, ,27 0,720 0, BORGOSESIA RNC 0, ,73 0,760 1,195 1 BREMBO 38,490-2,19 38,30 18,923 39, BRIOSCHI 0,095-2,47 5,35 0,076 0, BRUNELLO CUCINELLI 16,700-1,30-7,48 14,854 26, BUZZI UNICEM 13,300-2,64 26,67 9,618 15, BUZZI UNICEM RNC 8,355-3,63 28,54 5,721 9, C CAD IT 4,402-2,18 15,84 3,641 5, CAIRO COMM. 4,570-3,99-7,71 4,638 7, CALEFFI 1, ,74 1,150 1, CALTAGIRONE 2,298-0,52 24,22 1,784 2, CALTAGIRONE ED. 0,905-0,33 5,36 0,807 1, CAMPARI 6,710-2,33 33,00 4,983 7, CARRARO 2,190-4,37 15,26 1,706 3, CATTOLICA AS 7,220-0,55 24,16 4,975 12, CEMBRE 14,200-2,67 36,54 8,528 16, CEMENTIR HOLD 6,040-1,79 15,49 4,164 7, CENT. LATTE TORINO 3,752 1,35 39,07 1,725 5, CERAM. RICCHETTI 0,252-1,10 14,34 0,184 0, CERVED 6,625 0,08 53,21 4,083 6, CHL 0,043-2,91 12,14 0,035 0, CIA 0,265-2,57 11,91 0,221 0, CICCOLELLA 0,241-5,60 0,209 0, CIR 1,029-1,53 14,84 0,768 1, CLASS EDITORI 0,322-2,07 3,74 0,179 0, CNH INDUSTRIAL 7,940-1,73 20,58 5,954 8, COFIDE 0,478-2,43 10,65 0,358 0, COGEME SET 0, ,049 0,049 3 CONAFI PRESTITO 0,343-1,04 41,03 0,223 0, CRED. ARTIGIANO CRED. EMILIANO 7,300-2,54 15,32 5,662 8, CRED. VALTELLINESE 1,263-0,55 54,02 0,711 1, TITOLO Chiu Var % Cap. inizio in mil. ieri ieri anno min max di CSP 1,520 0,66 7,04 1,316 2, CTI BIOPHARMA 1, ,46 1,332 3,101 - D D AMICO 0,575-2,21 23,66 0,341 0, DADA 2,860-0,28 9,58 2,334 4, DAMIANI 1,332-3,34 6,73 1,110 1, DANIELI 19,520 0,10-5,10 17,697 26, DANIELI RNC 14,450-0,41 5,09 13,000 17, DATALOGIC 12,610-0,16 42,00 7,659 12, DE LONGHI 20,820-2,25 39,73 11,869 21, DEA CAPITAL 1,546-1,34 9,57 1,014 1, DELCLIMA 2,240-14,99 1,200 2, DIASORIN 41,640-2,60 24,26 27,907 42, DIGITAL BROS 7,550-1,31 135,20 2,179 7, DMAIL GROUP 2,086-6,04-9,07 2,044 4,488 3 E EDISON R 0,731-0,88-15,06 0,731 1, EEMS 0,093-2,92-46,13 0,093 0,539 4 EI TOWERS 55,350 0,91 30,76 33,238 56, EL.EN. 37,200-1,98 31,91 15,870 41, ELICA 2,096-1,69 25,06 1,420 2, EMAK 0,928 0,60 6,85 0,593 1, ENEL 4,206-1,41 14,29 3,151 4, ENEL GREEN PW 1,736-2,14-0,29 1,647 2, ENERVIT 3,710-2,11 7,85 3,147 5, ENGINEERING 59,050-0,67 55,15 36,263 60, ENI 15,830-0,94 8,50 13,434 20, ERG 11,030-1,69 17,22 8,361 12, ERGY CAPITAL 0,103-3,64 11,69 0,063 0, ESPRINET 7,410-3,77 26,24 5,139 10, EUKEDOS 0,990-2,08 1,02 0,620 1, EUROTECH 1,812-2,42 9,03 1,417 2, EXOR 43,500-2,38 26,34 27,314 45, EXPRIVIA 0,750-1,19 6,69 0,634 0, F FALCK RENEWABLES 1,182-2,07 24,29 0,874 1, FCA-FIAT CHRYSLER AUT. 13,930-3,33 43,98 6,769 16, FERRAGAMO 27,140-3,14 33,56 17,840 31, FIDIA 7,130-2,33 145,02 2,342 9, FIERA MILANO 5,980-0,33-6,12 5,322 8, FILA 10,150 1,30 35,00 7,519 10, FINCANTIERI 0,722-1,43-6,24 0,613 0, FINECOBANK 6,800-2,72 43,46 3,788 7, FINMECCANICA 11,830-3,11 53,04 5,480 12, FNM 0,630-0,94 14,03 0,478 0, FULLSIX 1,958-0,46 14,77 1,620 3, G GABETTI PRO.SOL. 1,116-0,89 36,43 0,728 2, GAS PLUS 3,970-0,20 4,47 3,405 5, GEFRAN 3,284 0,67 9,47 2,749 4, GENERALI 16,940-2,14-0,59 14,688 19, GEOX 3,314-2,64 20,95 2,217 3, GRUPPO ED.L ESPRESSO 1,055-2,85 8,71 0,830 1, H HERA 2,396-0,33 23,44 1,641 2, I I GRANDI VIAGGI 4,020-0,74-8,43 3,829 8, IGD 0,826-2,82 25,82 0,570 1, IL SOLE 24 ORE 0,745-2,10 26,38 0,561 1, IMA 46,320-3,08 24,18 25,543 49, IMMSI 0,624-2,43 13,36 0,447 0, INDUSTRIA E INN 0,457-2,08 26,13 0,308 0, INTEK GROUP 0,359 0,56 7,42 0,316 0, INTEK GROUP RNC 0,559 0,45-5,82 0,406 0, INTERPUMP 14,800-2,63 23,64 8,795 15, FONDI COMUNI APERTI - SICAV ITALIANI E LUSSEMBURGHESI DEL 4 GIUGNO 2015 Val. Val. Diff.% TITOLI oggi ieri 12 mesi tel (ex L)/ ACOMEA AMERICA A1...19,117 19,317 16,30 ACOMEA AMERICA A2...19,870 20,077 17,09 ACOMEA AMERICA Q2...19,146 19,346 - ACOMEA ASIA PAC. A2...5,871 5,876 34,16 ACOMEA ASIA PAC. Q2...5,674 5,678 - ACOMEA ASIA PACIFICO A1...5,668 5,672 33,27 ACOMEA BREVE TERM. A1...14,995 15,012 1,83 ACOMEA BREVE TERM. A2...15,206 15,222 2,14 ACOMEA BREVE TERM. Q2...15,001 15,017 - ACOMEA ETF ATTIVO A1...5,135 5,194 9,86 ACOMEA ETF ATTIVO A2...5,308 5,368 10,84 ACOMEA ETF ATTIVO Q2...5,143 5,201 - ACOMEA EUROBB. A1...17,731 17,755 2,32 ACOMEA EUROBB. A2...18,009 18,033 2,73 ACOMEA EUROBB. Q2...17,741 17,764 - ACOMEA EUROPA A1...15,531 15,607 13,82 ACOMEA EUROPA A2...16,073 16,152 14,79 ACOMEA EUROPA Q2...15,549 15,625 - ACOMEA GLOBALE A1...13,144 13,232 15,02 ACOMEA GLOBALE A2...13,781 13,873 16,15 ACOMEA GLOBALE Q2...13,166 13,253 - ACOMEA ITALIA A1...24,392 24,492 15,07 ACOMEA ITALIA A2...25,288 25,396 16,14 ACOMEA ITALIA Q2...24,394 24,516 - ACOMEA LIQUIDITA A1...8,960 8,960 0,54 ACOMEA LIQUIDITA A2...8,961 8,961 0,55 ACOMEA LIQUIDITA Q2...8,961 8,961 - ACOMEA PAESI EM. A1...7,450 7,559 14,92 ACOMEA PAESI EM. A2...7,747 7,861 16,18 ACOMEA PAESI EM. Q2...7,375 7,484 - ACOMEA PATR. AGGR. A2...4,320 4,339 6,09 ACOMEA PATR. AGGR.A1...4,147 4,166 4,93 ACOMEA PATR. DINAM.A1...5,487 5,507 4,39 ACOMEA PATR. DINAM.A2...5,644 5,665 5,20 ACOMEA PATR. PRUD. A1...6,323 6,355 0,96 ACOMEA PATR. PRUD. A2...6,503 6,536 1,56 ACOMEA PATR.AGGR. Q2...4,155 4,173 - ACOMEA PATR.DINAM. Q2...5,494 5,514 - ACOMEA PATR.PRUD. Q2...6,329 6,361 - ACOMEA PERFORM. A1...22,244 22,359 1,27 ACOMEA PERFORM. A2...22,697 22,813 1,80 ACOMEA PERFORM. Q2...22,263 22,377 - (*) Valori al 03/07/2014 tel ACTIVE DISCOVERY FLEX...4,988 4,985 0,29 ACTIVE GLOBAL FLEX...4,988 4,985 0,29 ACTIVE INCOME FLEX...5,200 5,197 0,58 ACTIVE OPPORT. FLEX...4,988 4,985 0,29 ANIMA CED. A. P ,773 10,773 - ANIMA CED. A. P II...10,789 10,789 - ANIMA CED. A. P III...10,563 10,563 - ANIMA CED. A. P I...10,103 10,103 - ANIMA EVOLUZIONE 2017 I...5,091 5,091 1,84 ANIMA EVOLUZIONE 2017 II(*)...5,000 5,000 - ANIMA EVOLUZIONE 2019 II...5,127 5,127 2,60 ANIMA EVOLUZIONE 2019 III...5,155 5,155 - ANIMA EVOLUZIONE 2019 IV...5,104 5,104 - ANIMA EVOLUZIONE 2020 I...4,997 4,997 - ANIMA EVOLUZIONE 2020 II...4,985 4,985 - ANIMA FIX EMERGENTI A...15,048 15,087-0,47 ANIMA FIX EMERGENTI Y...16,126 16,167 0,44 ANIMA FIX EURO A...8,737 8,738-0,14 ANIMA FIX EURO Y...8,943 8,945 0,08 ANIMA FIX HIGH YELD Y...11,897 11,925 2,16 ANIMA FIX HIGH YIELD A...11,113 11,141 1,14 ANIMA FIX IMPRESE A...8,312 8,320 1,95 ANIMA FIX IMPRESE Y...8,692 8,700 2,61 ANIMA FIX MONETARIO I...8,936 8,937 0,09 ANIMA FIX OBBL. BT...10,822 10,820 0,62 ANIMA FIX OBBL. BT Y...11,079 11,077 1,08 ANIMA FIX OBBL. GLOB...10,739 10,739 14,51 ANIMA FIX OBBL. GLOB. Y...11,190 11,189 15,37 ANIMA FIX OBBL. MLT...7,089 7,071 5,54 ANIMA FIX OBBL. MLT Y...7,313 7,294 6,12 ANIMA FORZA 1 A...5,724 5,729 2,25 ANIMA FORZA 1 B...5,725 5,731 2,25 ANIMA FORZA 1 BOND Y...5,861 5,867 2,61 ANIMA FORZA 2 A...5,567 5,583 4,27 ANIMA FORZA 2 B...5,569 5,585 4,27 ANIMA FORZA 2 Y...5,733 5,750 4,65 ANIMA FORZA 3 B...6,205 6,234 7,13 ANIMA FORZA 3 CL.A...6,204 6,234 7,13 ANIMA FORZA 3 CL.Y...6,483 6,513 7,73 ANIMA FORZA 4 B...6,262 6,285 13,94 ANIMA FORZA 4 CL.A...6,262 6,285 13,92 ANIMA FORZA 4 CL.Y...6,592 6,616 14,70 ANIMA FORZA 5 B...5,902 5,929 18,37 ANIMA FORZA 5 CL.A...5,906 5,933 18,40 ANIMA FORZA 5 CL.Y...6,278 6,307 19,47 ANIMA GEO AMERICA A...8,416 8,497 30,44 ANIMA GEO AMERICA Y...9,326 9,415 32,43 ANIMA GEO ASIA A...8,879 8,937 25,30 ANIMA GEO ASIA Y...9,885 9,949 27,19 ANIMA GEO EURO PMI A...37,686 37,948 16,23 ANIMA GEO EURO PMI Y...41,786 42,074 17,97 ANIMA GEO EUROPA A...17,957 18,097 16,50 ANIMA GEO EUROPA Y...19,928 20,082 18,25 ANIMA GEO GLOBALE A...44,583 44,980 24,82 ANIMA GEO GLOBALE Y...49,486 49,925 26,69 Val. Val. Diff.% TITOLI oggi ieri 12 mesi ANIMA GEO ITALIA A...20,071 20,257 12,68 ANIMA GEO ITALIA Y...22,205 22,409 14,37 ANIMA GEO PAESIEM. A...6,207 6,266 13,02 ANIMA GEO PAESIEM. Y...6,900 6,966 14,71 ANIMA INIZIATIVA ITA PMI...5,910 5,948 - ANIMA OBBL. CORPORATE AD...8,940 8,957 2,38 ANIMA OBBL. EMERGENTE AD...7,104 7,123 0,46 ANIMA OBIETTIVO CED ,940 9,940 - ANIMA PR DINAMICO ,944 4,944 - ANIMA PROG EUR CED...5,363 5,363 - ANIMA PROG GLOB CED...5,119 5,119 - ANIMA REND.ASS. MODERATO A...5,831 5,826 3,87 ANIMA REND.ASS. MODERATO Y...6,011 6,017 4,32 ANIMA RISERVA DOLLARO A...5,572 5,580 - ANIMA RISERVA DOLLARO F...5,616 5,625 - ANIMA RISERVA DOLLARO I...5,608 5,616 - ANIMA RISPARMIO A...7,433 7,435 0,32 ANIMA RUSSELL MULTI-ASSET...5,314 5,326 5,79 ANIMA SEL. DINAMICA ,010 10,010 - ANIMA SELECTION...5,384 5,442 7,70 ANIMA SFORZESCO AD...12,327 12,335 - ANIMA STAR IT ALTOPOT YD...6,913 6,924 7,44 ANIMA STRAT.EUR. ALTO POT A...2,969 2,980 9,27 ANIMA STRAT.EUR. ALTO POT Y...3,124 3,135 10,19 ANIMA STRAT.ITA ALTO POT A...6,622 6,632 6,53 ANIMA STRAT.ITA ALTO POT Y...6,925 6,935 7,45 ANIMA TR. 18 IT.AL.POT.II...5,353 5,353 3,63 ANIMA TR.18 EU.AL.POT.II...5,286 5,286 4,24 ANIMA TR.18 EU.AL.POT.III...5,350 5,350 4,28 ANIMA TR.18 IT.AL.POT.III...5,337 5,337 3,60 ANIMA TR.19 CRE.SOST. II...5,669 5,669 6,89 ANIMA TR.19 CRES.SOST....5,679 5,679 6,72 ANIMA TRAG 18 ALTO POT...5,274 5,274 4,57 ANIMA TRAG 18 EU.AL.POT...5,248 5,248 4,19 ANIMA TRAG 18 ITA.AL.POT...5,372 5,372 3,65 ANIMA TRAG. 19 PLUS II...5,525 5,525 5,10 ANIMA TRAG FLEX...5,449 5,449 4,82 ANIMA TRAG FLEX II...5,373 5,373 4,71 ANIMA TRAG GLOBALE...5,318 5,318 4,77 ANIMA TRAG GLOBALE II...5,175 5,175 4,70 ANIMA TRAG MULTIASS...5,277 5,277 4,75 ANIMA TRAG GLOBALE...5,304 5,304 5,89 ANIMA TRAG. CED. AMERICA...5,432 5,432 7,99 ANIMA TRAG. CED. EUROPA...5,366 5,366 6,35 ANIMA TRAG. CRE. ITALIA...5,324 5,324 - ANIMA TRAG. DINAMICO...5,375 5,375 4,75 ANIMA TRAG. EVOLUZ I...5,223 5,223 3,22 ANIMA TRAG.19 PLUS...5,527 5,527 4,99 ANIMA VISCONTEO AD...44,721 44,878 - ANM ACTIVE CURRENCY FLEX...4,986 4,983 0,25 ANM ANIMA ALTO POT.GLOB. F...17,480 17,596 10,24 ANM ANIMA ALTO POTENZIALE GLOBALE CL.A 17,186 17,302 9,00 ANM ANIMA AMERICA CL.A...18,075 18,265 30,37 ANM ANIMA AMERICA F...18,472 18,666 31,57 ANM ANIMA CAP.PIÙ 15 F...6,226 6,236 4,39 ANM ANIMA CAP.PIÙ 15 N...6,088 6,098 3,33 ANM ANIMA CAP.PIÙ 30 F...6,288 6,304 7,16 ANM ANIMA CAP.PIÙ 30 N...6,126 6,142 6,00 ANM ANIMA CAPIT. PIÙ 70N...7,128 7,153 18,42 ANM ANIMA CAPIT.70 PIÙ F...7,359 7,385 20,11 ANM ANIMA CAPITALEPIÙ 15 CL.A...6,097 6,107 3,43 ANM ANIMA CAPITALEPIÙ 30 CL.A...6,133 6,149 6,11 ANM ANIMA CAPITALEPIÙ 70 CL.A...7,141 7,165 18,54 ANM ANIMA CAPITALEPIÙ OBB. CL.A...6,019 6,031 1,54 ANM ANIMA EMERGENTI CL.A...11,241 11,354 13,48 ANM ANIMA EMERGENTI F...11,510 11,629 14,61 ANM ANIMA EUROPA CL.A...6,146 6,196 15,98 ANM ANIMA EUROPA F...6,268 6,318 16,96 ANM ANIMA FONDO TRADING CL.A...16,186 16,286 6,79 ANM ANIMA FONDO TRADING F...16,666 16,769 8,29 ANM ANIMA INIZIATIVA EU F...11,919 12,001 18,75 ANM ANIMA INIZIATIVA EUROPA CL.A11,645 11,726 17,39 ANM ANIMA ITALIA CL.A...21,284 21,485 12,48 ANM ANIMA ITALIA F...21,672 21,877 13,45 ANM ANIMA LIQ. EURO CL.A...6,919 6,920-0,03 ANM ANIMA LIQ. EURO F...6,966 6,966 0,27 ANM ANIMA LIQUIDITÀ EURO CL.I...6,953 6,954 0,16 ANM ANIMA OB HIGH YIELD AD...20,574 20,606 0,72 ANM ANIMA OB HIGH YIELD F...22,389 22,423 1,87 ANM ANIMA OBB. CORPOR. F...9,289 9,304 3,12 ANM ANIMA OBB. EMERG. F...7,373 7,392 1,00 ANM ANIMA OBBL.EURO CL.A...7,748 7,733 2,54 ANM ANIMA OBBL.EURO F...7,978 7,963 5,20 ANM ANIMA OBBLIGAZ. HY CL.A...21,824 21,858 0,72 ANM ANIMA OBBLIGAZIONARIO CORPORATE CL.A9,166 9,183 2,65 ANM ANIMA OBBLIGAZIONARIO EMERGENTE CL.A7,286 7,305 0,47 ANM ANIMA PACIFICO CL.A...7,232 7,287 25,93 ANM ANIMA PACIFICO F...7,407 7,458 27,33 ANM ANIMA PIANETA CL.A...11,616 11,621 13,62 ANM ANIMA PIANETA F...11,752 11,756 14,22 ANM ANIMA RISERVA EMER. CL.A...5,297 5,326 7,23 ANM ANIMA RISERVA EMER. F...5,334 5,365 7,35 ANM ANIMA RISERVA GLOB. CL.A...5,092 5,096 5,16 ANM ANIMA RISERVA GLOB. F...5,132 5,135 5,49 ANM ANIMA RISPARMIO CL.A...7,281 7,284 0,44 ANM ANIMA RISPARMIO F...7,433 7,436 0,42 ANM ANIMA SALVADANAIO CL.A...12,208 12,208 0,25 ANM ANIMA SALVADANAIO F...12,307 12,307 0,64 ANM ANIMA SFORZESCO CL.A...12,307 12,330 6,19 ANM ANIMA SFORZESCO F...12,523 12,540 7,13 ANM ANIMA TR. 18 M.CEDII...5,133 5,133 2,15 ANM ANIMA TRAG 17 CED ,267 5,267 1,13 ANM ANIMA TRAG 2016 CED3...5,746 5,746 0,49 ANM ANIMA TRAG 2017 CED4...5,149 5,149 0,77 ANM ANIMA TRAG 2017 CED4 II...5,539 5,539 1,29 ANM ANIMA TRAG 2017 M.CED...5,242 5,242 1,15 ANM ANIMA TRAG 2018 CED6...5,150 5,150 1,95 ANM ANIMA TRAG 2018 T.CED...5,324 5,324 1,78 ANM ANIMA TRAG II ,756 5,756 0,81 ANM ANIMA TRAGUARDO ,489 5,489 0,61 ANM ANIMA TRAGUARDO ,967 5,967 2,48 ANM ANIMA TRICOLORE CL.A...6,205 6,189 6,66 ANM ANIMA TRICOLORE F...6,413 6,396 7,04 ANM ANIMA VALORE GLOB. F...37,211 37,565 26,49 > IL PUNTO Val. Val. Diff.% TITOLI oggi ieri 12 mesi ANM ANIMA VALORE GLOBALE CL.A..36,716 37,092 25,42 ANM ANIMA VISCONTEO CL.A...44,673 44,843 8,44 ANM ANIMA VISCONTEO F...45,254 45,430 9,07 ANM CAPITALE PIÙ OBBL. F...6,124 6,136 2,32 ANM CAPITALE PIÙ OBBL. N...6,008 6,020 1,45 tel AZIMUT DINAMICO...28,913 29,022 8,86 AZIMUT REDDITO USA...7,190 7,201 18,84 AZIMUT SCUDO...9,473 9,516 7,46 AZIMUT SOLIDITY...9,404 9,398 5,96 AZIMUT STR. TREND...7,170 7,193 13,06 AZIMUT TREND...34,276 34,415 20,63 AZIMUT TREND AMERICA...16,160 16,321 26,40 AZIMUT TREND EUROPA...15,834 15,949 16,18 AZIMUT TREND ITALIA...22,918 23,185 18,92 AZIMUT TREND PACIFICO...8,934 8,960 27,67 AZIMUT TREND TASSI...10,229 10,238 0,37 FORMULA 1 ABSOLUTE...8,479 8,518 17,89 FORMULA 1 TARGET ,384 7,408 5,79 tel PION. EUR GOV BT (EX MON.) CL.A...13,998 13,998-0,41 PION. EUR GOV BT B...5,109 5,109-0,51 PIONEER AZ. CRESCITA CL.A...16,741 16,913 9,36 PIONEER AZ AREA PACIFICO CL.A...4,651 4,680 26,28 PIONEER AZ VALORE EUR DIS CL.A...10,448 10,513 14,76 PIONEER AZ. AM. B...8,683 8,759 31,14 PIONEER AZ. AM. CL.A...13,868 13,999 31,04 PIONEER AZ. AREA PACIF B...6,892 6,934 26,11 PIONEER AZ. CRESCITA B...8,807 8,898 9,08 PIONEER AZ. EUROPA B...7,722 7,777 19,26 PIONEER AZ. EUROPA CL.A...21,500 21,652 18,35 PIONEER AZ. PAESI EM. B...6,103 6,174 17,28 PIONEER AZ. PAESI EM. CL.A...12,486 12,626 17,14 PIONEER AZ. VAL. EUROPA DIS B...7,914 7,964 14,86 PIONEER CIM EUROFIXINCOME...20,074 20,023 4,22 PIONEER CIM GLOBALEQUITY...58,818 59,258 26,92 PIONEER EU GOV MT DIS A...5,620 5,628 5,12 PIONEER EU GOV MT DIS B...5,589 5,599 4,95 PIONEER INNOVAZ.ATT. B...5,174 5,180 - PIONEER LIQUIDITA EURO...5,228 5,228-0,15 PIONEER O.EURO C.ET. DIS B...5,624 5,628 2,27 PIONEER O.EURO C.ET. DIS CL.A...5,202 5,206 2,41 PIONEER OB CO AM DIS A...5,921 5,918 20,78 PIONEER OB CO AM DIS B...5,889 5,886 20,60 PIONEER OB. PIU A DISTRIB. B...5,630 5,645 5,82 PIONEER OB. SIST. ITALIA CL.A...6,155 6,189 6,12 PIONEER OB.SIST.ITA.DIS B...6,122 6,153 6,10 PIONEER OBB GLO HY DIS A...6,138 6,158 18,14 PIONEER OBB GLO HY DIS B...6,176 6,198 18,50 PIONEER OBB. EURO DIS CL.A...7,359 7,362 4,25 PIONEER OBB. PAESI E. DIS B...5,572 5,581 8,34 PIONEER OBB. PAESI E. DIS CL.A...11,084 11,105 8,09 PIONEER OBB. PIÙ DIS CL.A...9,399 9,422 5,92 PIONEER OBB.EURO DISTR B...5,677 5,679 4,09 PIONEER TARGET CONTROLLO B...5,473 5,472 2,96 PIONEER TARGET CONTROLLO CL.A...5,468 5,467 3,12 UNICREDIT ECO REALE A...6,011 6,049 14,89 UNICREDIT ECO REALE B...5,958 5,995 14,44 UNICREDIT REDDITO A...5,451 5,463 10,26 UNICREDIT REDDITO B...5,422 5,434 9,83 UNICREDIT SOL. PA. EM. A...5,379 5,407 7,99 UNICREDIT SOL. PA. EM. B...5,285 5,312 7,42 UNICREDIT SOLUZIONE 20A...5,634 5,636 4,26 UNICREDIT SOLUZIONE 20B...5,531 5,533 3,79 UNICREDIT SOLUZIONE 40A...6,118 6,127 8,13 UNICREDIT SOLUZIONE 40B...5,994 6,002 7,61 UNICREDIT SOLUZIONE 70A...6,748 6,773 14,06 UNICREDIT SOLUZIONE 70B...6,599 6,624 13,42 UNICREDIT SOLUZIONE BTA...5,126 5,126 - UNICREDIT SOLUZIONE BTB...5,023 5,023-0,51 UNICREDIT TREND A...5,918 5,961 14,25 UNICREDIT TREND B...5,866 5,908 13,79 tel SYMP. OBBLIG. CORPORATE...6,734 6,728 1,89 SYMP. OBBLIG. RENDITA...8,417 8,415 0,69 SYMPHONIA ASIA FLESSIBILE...9,052 9,064 13,75 SYMPHONIA AZIONARIO EURO...7,836 7,902 10,65 SYMPHONIA AZIONARIO USA...11,235 11,308 20,11 SYMPHONIA FORTISSIMO...3,652 3,660 12,89 SYMPHONIA MULTIMAN.EMER.FLESS.14,443 14,438 10,84 SYMPHONIA OBB. ALTO POT...5,540 5,545 0,98 SYMPHONIA OBB.BREVE TERM....7,118 7,118 0,57 SYMPHONIA OBB.DINAMICO VALUTE...6,427 6,385 7,01 SYMPHONIA OBB.EURO...8,324 8,310 3,75 SYMPHONIA PATRIMONIO ATTIVO...27,131 27,201 6,69 SYMPHONIA PATRIONIO REDDITO...8,670 8,681 3,30 SYMPHONIA SELEZIONE ITALIA...9,619 9,723 7,91 SYMPHONIA TEMATICO...4,007 4,032-8,08 SYNERGIA AZ. SM.CAP IT....8,718 8,755 13,59 SYNERGIA TESORERIA...5,222 5,222-0,04 TITOLO L aumento affonda Carige, si salvano Saipem e Tenaris MILANO.Chiusura in profondo rosso, a causa della Grecia, per Piazza Affari, col Ftse Mib giù del 2,1%. Tonfo per Mediaset (-4,47%), Mediolanum (- 3,82%), Ubi (-3,54%), Mediobanca (-3,49%), Fca (-3,33%) e Mps (-3,31%), sotto aumento di capitale. Gli unici due titoli a maggiore capitalizzazione in positivo sono Saipem (+0,49%) e Tenaris, su dello 0,08%. Fuori dal listino principale, affonda Banca Carige (-11% a 5,605 euro) dopo la pubblicazione delle condizioni dell aumento di capitale. Chiu Var % Cap. inizio in mil. ieri ieri anno min max di INTESA SANPAOLO 3,212-2,67 30,89 1,795 3, INTESA SANPAOLO RNC 2,768-3,42 31,18 1,461 2, INVEST E SVILUPPO 0,450-1,73-6,31 0,439 0,839 3 IRCE 2,000-0,20 12,42 1,681 2, IREN 1,330-0,82 43,63 0,842 1, ISAGRO 1,720-3,04 18,62 1,379 2, ISAGRO AZIONI SVILUPPO 1,200-2,83-1,88 1,150 1, IT WAY 1,980-34,42 1,347 2, ITALCEMENTI 6,335-2,69 26,90 4,136 8, ITALMOBILIARE 29,280-2,89 54,11 17,382 34, ITALMOBILIARE RNC 17,830-0,94 22,54 12,261 22, IVS GROUP 7,100-4,70-3,40 6,348 9, J JUVENTUS FC 0,295-1,54 32,35 0,210 0, K K.R.ENERGY 0,831-1,71-4,37 0,742 1, KINEXIA 1,138-2,57 13,80 0,823 2, L LA DORIA 13,350-1,91 54,07 3,872 17, LANDI RENZO 0,985-1,40-0,71 0,953 1, LAZIO 0,644-4,38 30,63 0,487 0, LUXOTTICA 59,150-2,55 32,18 35,070 61, LVENTURE GROUP 0,811-2,05 16,36 0,404 1, M M & C 0,120 0,93 32,59 0,085 0, MAIRE TECNIMONT 2,780-3,47 50,43 1,487 2, MARR 16,590-2,35 11,34 10,931 17, MASSIMO ZANETTI BEVERAGE11, ,12 11,442 11, MEDIACONTECH 1,134-2,49 42,28 0,732 2, MEDIASET 4,236-4,47 23,43 2,504 4, MEDIOBANCA 9,130-3,49 32,99 5,924 9, MEDIOLANUM 7,550-3,82 40,86 4,879 8, MERIDIE 0,158-4,64 58,30 0,078 0,183 8 MID INDUSTRY CAP MITTEL 1,648-1,14 35,97 1,096 1, MOLESKINE 1,380-1,85 35,83 0,973 1, MOLMED 0,420-2,30 11,45 0,328 0, MONCLER 16,850-2,43 52,21 10,224 17, MONDADORI 1,077-3,67 23,09 0,583 1, MONDO TV 2,768-3,55 62,95 0,475 3, MONRIF 0,328 4,00 15,59 0,273 0, MONTE PASCHI SI. 1,782-3,31-16,59 1,646 10, MOVIEMAX ,025 0,100 - MUTUIONLINE 7,240-1,09 52,74 4,012 8, N NICE 3,068 0,07 14,48 2,588 3, NOEMALIFE 5,790-0,94 27,42 3,473 6, NOVARE 0,922 3,83 15,19 0,702 1, O OLIDATA 0,378-4,11 16,12 0,314 0, OVS 4,798-2,08 17,02 4,065 5, P PANARIAGROUP 2,626-2,96 106,61 1,115 2, PARMALAT 2,350-0,59-1,26 2,352 2, PIAGGIO 3,024-0,79 26,00 1,987 3, PIERREL 0,850-2,30 20,40 0,503 1, PININFARINA 4,700-2,08 46,51 2,924 5, PIQUADRO 1,604-2,67 9,56 1,421 2, PIRELLI & C. 15,410-0,90 38,33 9,867 15, PIRELLI & C. RNC 15,270-0,33 53,47 8,763 15, POLIGR. S.FAUSTINO 6,805-0,73 11,65 5,029 8, POLIGRAFICI EDITORIALE 0,288-0,31 26,83 0,208 0, POP.EMILIA ROMAGNA 7,720-2,22 38,35 4,808 8, POP.SONDRIO 4,318-2,97 38,49 2,900 4, PRELIOS 0,415-1,26 54,28 0,246 0, la Repubblica SABATO 6 GIUGNO TITOLO Chiu Var % Cap. inizio in mil. ieri ieri anno min max di PREMUDA 0,210-0,19 24,14 0,139 0, PRIMA INDUSTRIE 18,390-1,92 32,49 9,240 19, PRYSMIAN 20,000-1,62 31,49 12,647 20, R R. DE MEDICI 0,364-1,36 33,33 0,262 0, RAI WAY 4,352-0,82 35,83 3,021 4, RATTI 2,590 0,39 7,92 2,170 2, RCS MEDIAGROUP 1,183-2,87 22,02 0,824 1, RECORDATI 19,220-0,67 47,17 10,290 19, REPLY 88,250-3,18 45,63 49,074 95, RETELIT 0,596-2,05 0,68 0,481 0, RISANAMENTO 0,160-1,78 61,52 0,086 0, ROSSS 1,240-5,26 1,134 1, S SABAF S.P.A. 12,280-1,13 9,94 10,449 14, SAES 7,375-3,34 19,72 5,630 8, SAES RNC 6,070-0,25 17,18 4,575 7, SAFILO GROUP 12,740-2,00 16,45 9,224 19, SAIPEM 10,300 0,49 17,31 7,290 20, SAIPEM RISP 17, ,82 16,220 20,990 2 SALINI IMPREGILO 3,876-4,06 26,34 2,167 4, SALINI IMPREGILO RNC 10, ,96 9,064 12, SARAS 1,597 2,31 92,76 0,717 1, SAVE 12, ,17 11,844 13, SCREEN SERVICE BT 0, ,034 0,180 5 SEAT PG 0,004-2,44 33,33 0,002 0, SEAT PG R 160,200-75,95 47, ,900 1 SERVIZI ITALIA 4,730-1,70 17,96 3,685 5, SESA 15,170-0,65 17,60 11,476 17, SIAS 9,605-2,04 19,76 7,252 10, SINTESI 0,060-5,96 12,36 0,050 0,124 3 SNAI 1,534-1,16 20,13 1,088 2, SNAM 4,324-1,82 6,08 3,857 4, SOGEFI 2,718-2,37 28,82 1,938 4, SOL 7,400-2,63 11,03 5,651 8, SORIN 2,612-3,40 36,11 1,667 2, STEFANEL 0,321 0,38 7,57 0,239 0, STEFANEL RISP 145, ,68 145, ,000 - STMICROELECTR. 7,630-0,65 22,47 5,006 9,174 - T TAMBURI 3,392-2,47 29,17 2,160 3, TAS 0,485 4,30 29,33 0,333 0, TELECOM IT 1,147-2,71 30,94 0,712 1, TELECOM IT MEDIA 0,990 1,59 2,38 0,836 2, TELECOM IT MEDIA RNC 0, ,36 0,171 0,921 3 TELECOM IT RNC 0,929-2,31 33,38 0,563 0, TENARIS 12,910 0,08 3,86 11,278 18,180 - TERNA 4,190-1,92 11,85 3,568 4, TERNIENERGIA 1,744-0,97 22,99 1,394 2, TESMEC 0,751-0,53 26,99 0,567 0, TISCALI 0,062-1,90 17,65 0,040 0, TOD S 84,350-0,35 17,07 65, , TOSCANA AEROPORTI 16,510 1,16 23,21 10,750 17, TREVI FIN.IND. 2,174-0,73-24,72 2,202 5, TXT E-SOLUTION 7,540-1,50 6,68 6,269 10, U UBI BANCA 7,225-3,54 18,73 4,895 7, UNICREDIT 6,325-2,69 16,38 4,941 6, UNICREDIT RISP 8,665 0,41 7,64 7,525 9, UNIPOL 4,788-3,47 14,66 3,393 5, UNIPOL PR 4,836-2,50 15,97 3,132 5, UNIPOLSAI 2,440-1,13 8,93 1,961 2, UNIPOLSAI RISP 236,000-0,72 20,72 175, , UNIPOLSAI RISP B 2,500-0,08 11,81 1,941 2, V VALSOIA 25,500-0,82 64,94 10,116 28, VIANINI INDUSTRIA 1, ,094 1, VIANINI LAVORI 6,795-0,07 21,34 4,588 6, VITTORIA ASS. 9,850-0,45 11,30 8,134 10, W WORLD DUTY FREE 10,100-0,30 24,46 6,291 11, Y YOOX 29,210-2,96 62,10 14,250 34, Z ZIGNAGO VETRO 5,190-1,14 1,57 4,831 6, ZUCCHI 0,048-3,98-8,00 0,049 0, ZUCCHI RNC 0,140-0,07-16,73 0,140 0,294 -

34 UN ALTRA GERUSALEMME ADRIANO SOFRI 34 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 Lettere Commenti &Idee <SEGUE DALLA PRIMA PAGINA LO AVREBBERO accolto folle di cattolici fervidi, come avvenne quando finalmente venne, e la guerra era finita. Come avverrà oggi a papa Francesco. Ma quella volta ad aspettare il Papa, con ansia e trasporto, era tutta la umiliata e decimata popolazione di Sarajevo, nella stragrande maggioranza musulmana, che non aveva ascoltato da nessuna altra autorità del mondo una voce così limpida sul martirio della città, la Gerusalemme d Europa, e sul dovere della comunità internazionale di intervenire a mettergli fine. La Sarajevo bosgnacca accoglie oggi con simpatia il papa Francesco, ma senza aspettarsene molto, e sentendone la visita come destinata soprattutto alla comunità cattolica. La quale del resto è spaventosamente ridotta in tutta la Bosnia, e concentrata in Erzegovina, dove il malumore per il mancato passaggio del Papa che visita solo Sarajevo è ormai stagionato: il Vaticano (come il vescovo di Mostar) si tiene a distanza di sicurezza da Medjugorje, e anche dal nazionalismo che mette il cattolicesimo al servizio dell anima croata. Nell uno e nell altro caso i francescani erzegovesi tengono la prima fila. A Sarajevo la vigilia di ieri, venerdì, era il giorno di festa musulmano, e la Begova Jamia, la moschea storica nel cuore di Bašcaršija, la città vecchia, era gremita dentro e in tutto il vasto cortile. Il gran muftì Husein Kavazovic, che il cardinale arcivescovo di Sarajevo, Vinko Pulijc, definisce «molto aperto al dialogo», è comunque fautore della distinzione fra religione e Stato. C è in città una nuova moschea, la più grande dei Balcani, finanziata dall Arabia Saudita e intitolata a Re Fahd, e frequentata da giovani e da avventori, a stare alle cilindrate, di rango sociale ragguardevole. Durante l assedio era più influente l intervento iraniano, di soldi e armi; i sauditi (e i regimi del Golfo) sono arrivati dopo Dayton, nella distrazione chiamiamola americana, e con loro i focolai di predicazione wahabita. L influenza concorrente è la turca di Erdogan, anche lui mosso da ambizioni egemoniche religiose, e intimo di Bakir Izetbegovic, il capo del partito musulmano (Sda). Il messaggio che Francesco ha anticipato rivolto a tutti : La pace sia con voi si indirizza ad autorità politiche gelose, vanitose e largamente corrotte, e a una cittadinanza esausta e rinunciataria. Della ribellione operaia e giovanile che infiammò la Bosnia nel febbraio 2014, e per la prima volta mostrò di ignorare le divisioni etniche, non è rimasto niente, si direbbe nemmeno la coltivazione del ricordo. Tutti i sondaggi dicono che i giovani hanno un solo vero desiderio: emigrare; che per i bosniaci è particolarmente difficile. (Il termine etnico, in Bosnia e nella ex-jugoslavia, è del tutto abusivo, poiché le divisioni religiose sono intervenute storicamente in uno stesso popolo. E la vicendevole ferocia, nel caso dei croati cattolici e dei serbi ortodossi, mostrò come in campo cristiano ci si volesse scannare più o meno che in campo islamico sunniti e sciiti). Pur fra ritardi e ostacoli enormi, la giustizia ha fatto un ampio corso all Aja e nelle corti bosniache delegate, ma non è uscita dai tribunali per trasformarsi in un reciproco riconoscimento della verità e nella costruzione di una conciliata società civile. Srebrenica, dove il prossimo 11 luglio si celebreranno solennemente i vent anni dal genocidio, fu assegnata a Dayton alla Republika Srpska, cioè all entità degli autori del genocidio. Dopo l annuncio del viaggio di Francesco, molte voci autorevoli si sono alzate per ricordargli che anche da parte cattolica si ostentano atti di complicità con autori di crimini di guerra, come Dario Kordic, condannato a 25 anni all Aja, rilasciato dopo 17, e accolto a Zagabria con tutti gli onori (compresa la benedizione di un vescovo) e celebrato nel suo paese natale, in Bosnia, da una messa di ringraziamento, senza far parola del villaggio di Ahmici, dove Kordic massacrò 116 bosgnacchi, fra cui donne e bambini. Tutti ormai sanno quello che fu chiaro fin dalla firma degli accordi di Dayton, 1995: che in Bosnia-Erzegovina la guerra è finita, ma la pace non è cominciata. Allora, niente era più importante che la fine della guerra nome usurpato, quello di guerra, da una strage efferata, insensata e senza proporzione di forze. Via via che gli anni passavano, cresceva il peso di quella pace mai cominciata. È la strada che sembra prendere l Ucraina, se non fosse che là non siamo nemmeno alla fine della guerra. E oggi la virulenza islamista proietta la sua minaccia ingigantita per paura o per calcolo dall informazione sulla Bosnia, e sullo stesso viaggio del Papa. Ma non è un viaggio annullato: il centro di Sarajevo, che a giugno vive di bar all aperto, sarà in parte chiuso per ragioni di sicurezza. Quanto alle menti e ai cuori, Francesco spera di aprirle, aperto com è lui: auguri. CORRADO AUGIAS Lettere: Via Cristoforo Colombo, Roma Fax: 06/ Internet: Esclusa dal concorso per colpa del treno Belinda De Simone Parigi VORREI raccontarvi la mia storia di donna che per vocazione ha deciso di fare il chirurgo e che è dovuta scappare dall Italia per poter svolgere la propria attività in Francia. Il 4 giugno scorso, avrei dovuto partecipare a uno dei pochi concorsi pubblici per un posto a tempo indeterminato indetti in questo periodo; era la prova pratica alla quale sono stata ammessa dopo aver superato la prova scritta. Ho preso l aereo da Parigi, poi tutto si complica: il treno da Bologna a Parma ritarda e io arrivo alla sede della prova con circa 10 minuti di ritardo. Chiedo cortesemente alla commissione di ammettermi dal momento che non erano ancora state né consegnate né aperte le buste con i quesiti. «Signorina, la prossima volta si organizzi meglio», è stata la risposta. Alcuni colleghi, quasi la maggior parte, si dimostrano favorevoli alla mia ammissione. Inutilmente chiedo che venga messo a verbale che sono presente e che è stato deciso di non farmi sostenere l esame. Indifesa cerco aiuto nelle forze dell ordine che intervengono ma non possono aiutarmi concretamente. Medici di famiglia e ospedali intasati Antonio Sutera Sardo Firenze Tutti i nemici dei test Invalsi Egregio dottore, ho seguito su Repubblica il dibattito sulla riforma della scuola anche se sono in pensione da qualche anno. Sono stato insegnante di materie letterarie nelle medie per un quarantennio e ho cominciato a sentire parlare di prove Invalsi soprattutto a partire dal ministero Berlinguer. Queste prove hanno subito ultimamente un attacco portato da studenti, docenti e genitori. Nel mio piccolo, dopo un incertezza iniziale, le ho sempre considerate come un opportunità di riflessione e di confronto per me, per la mia didattica e di crescita per gli alunni (usavo quelle degli esami di III media degli anni precedenti per esercizi di logica e grammatica). Come me, diversi docenti di lettere e matematica. Certo, ho visto e sentito anche colleghi terrorizzati e avversi denigrare il tutto. A che pro? Il fatto che, poi, una professoressa lamenti addirittura le 5 ore perse (?) a caricare i dati mi lascia perplesso. Per correggere temi o compiti di matematica quanto impiega? Silvano Ballarini, Arluno (Mi) CI dicono che non bisogna andare al pronto soccorso con troppa facilità. Sono stato colto da colica epatica. Mi reco subito allo studio medico e caso vuole che il mio medico curante fosse presente. Ma stava visitando. Tramite l addetta alla reception gli faccio pervenire un biglietto spiegandogli il caso e chiedendo la richiesta per una eco addome completa urgente. Spiego anche nel bigliettino che vorrei telefonare al Cup prima della chiusura. Ma all addetta alla recption il medico ha riferito: «Fino a lunedì niente richiesta». E pensare che in soli tre minuti avrebbe potuto farmi la richiesta. Questa non è malasanità? Al Cardarelli di Napoli farmaci part-time Stefano Corbo it > L amaca Il test Invalsi è una prova scritta diffusa in Europa che ha lo scopo di valutare in modo oggettivo il livello di apprendimento degli studenti a vari livelli della scuola elementare e media. Si tratta di prove scritte di matematica e italiano concepite dall Istituto nazionale per la valutazione del Sistema d istruzione, donde l acronimo Invalsi, da svolgersi contemporaneamente su formulari identici in tutte le scuole della Repubblica. Fin dalla sua introduzione questo test ha sollevato notevoli opposizioni. Subito contrari, per esempio, i sindacati nel timore che la valutazione degli studenti diventasse di riflesso una valutazione dei loro insegnanti. Contrari anche gli stessi insegnanti per un pregiudizio analogo, ovvero il timore di poter dedurre che una classe va male perché gli insegnanti valgono poco. Da qui un fenomeno più volte rilevato: aiutare gli studenti a compilate i test, consentendo plateali copiature o addirittura suggerendo le risposte. Il sociologo Luca Ricolfi misurò con strumenti statistici il fenomeno: «Nel Triveneto e in Lombardia si bara pochissimo (2%, secondo le mie stime); in Piemonte, in Liguria e nelle regioni rosse si bara un po di più (intorno al 5%), ma sempre poco; nel Centro-Sud si bara molto di più (intorno al 20%), con un picco impressionante (quasi il 30%) nelle tre regioni ad alta presenza della criminalità organizzata, ossia Calabria, Sicilia e Campania». Questo avveniva qualche anno fa. Da allora l opposizione è dilagata, come si è visto quest anno. Le prove Invalsi sono diventate un motivo aggiuntivo d opposizione alla riforma della scuola. Un atteggiamento favorito soprattutto dal timore che un qualunque tipo di valutazione leda l attuale principio egualitario, causa sia detto di non poche inefficienze. RISIEDO all estero da anni e Napoli è la città dei miei genitori. Nell ultimo anno, a causa della malattia di mio padre, ho avuto modo di visitare molti ospedali napoletani. Ma quando ho messo piede al Cardarelli, reparto di Medicina d urgenza, sono rimasto allibito con i corridoi che brulicano di barelle e i pazienti che aspettano da un momento all altro di essere trasferiti in una stanza più dignitosa. Nel pomeriggio mancano prodotti e medicine di facile reperibilità come le pomate (mio padre aveva delle piaghe che potevano essere medicate solo al mattino, poiché «al pomeriggio le pomate non sono disponibili»). Il reparto è pieno di abusivi che offrono a tutte le ore assistenza ai malati, lasciando ovunque bigliettini da visita. Il giorno in cui mio padre è deceduto, ho chiamato i soccorsi alle 19.45: prima schiacciando il pulsante che ogni paziente ha a sua disposizione, poi recandomi personalmente in medicheria. La prima infermiera è arrivata dopo mezz ora, alla MICHELE SERRA DIFFICILE dire se sia vera o solamente verosimile la notizia che una base dell Is è stata individuata e distrutta da missili americani perché tre miliziani avevano messo in rete un selfie che ne ha permesso la localizzazione (per la serie: per fortuna anche i terroristi possono essere imbecilli). Si tratterebbe di un caso decisamente estremo di violazione della privacy: invece delle proposte commerciali indesiderate, arriva un missile. E comunque tutti noi, anche i non terroristi dell Is, siamo nella spaventosa condizione di essere individuati, classificati secondo le abitudini di consumo e infine raggiunti da quel missile incruento, ma non meno micidiale, che è l inclusione (obbligatoria) nell Albo dei Consumatori. Qualcuno comincia a pensare che la totale gratuità del web sia l irresistibile esca che ci fa abboccare, a miliardi, all amo di una visibilità non sempre gradita, e di una raggiungibilità non sempre cercata. Mi sembra un dibattito opportuno: anche perché la gratuità del web è fittizia, visto che la paghiamo diventando a nostra volta un prodotto, vendibile nei giganteschi pacchetti di potenziali clienti di questo o di quel servizio, di questo o di quel prodotto. C è da chiedersi, però, se sia ancora possibile tornare indietro. La gratuità del web (per esempio dei social network) è vissuta come una specie di diritto. Di intoccabile conquista. E provare a scavarci dentro, per capire che cosa contiene esattamente quella presunta gratuità, e che conseguenze può avere sulla nostra vita personale, è faticoso tanto quanto remare contro la corrente. Giovani e lavoro c è poco rispetto Francesco V. L ITALIA è una Repubblica in cui non esiste quasi più il rispetto per il lavoro. Ho trentatré anni e sto perdendo la voglia di combattere. Una laurea in Ingegneria a 24 anni, un dottorato di ricerca a 29 e la dura realtà del lavoro che, soprattutto come libero professionista, ho cercato di affrontare, fin dai 25 anni. Ma il lavoro oggi sempre più non è apprezzato, sembra non avere valore. E soprattutto questo accade per il lavoro intellettuale. Mi dicono devi fare esperienza, ti sarà utile poi, ti fa comunque curriculum, provaci poi non si sa mai Tutto ciò fino a quando? Generazioni come la mia si troveranno a emigrare veramente. La buona scuola non si fa con 50 euro Daniela Bonanni it DITE a Renzi che non è che dando 50 euro al mese agli insegnanti migliori si migliora automaticamente la qualità della scuola. (E poi comunque vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa raccontare agli studenti a cui toccano in sorte gli insegnanti nonmigliori, quelli non-premiati). Dite a Renzi che la buona scuola si fonda sulla collaborazione e sulla condivisione. Gli insegnanti funzionano se fanno squadra. Bisogna imparare a motivare, a trasmettere la passione per lo studio, per la cultura che è piacere ma che è anche fatica. Questo gli insegnanti lo sanno. Questo gli insegnanti lo praticano tutti i giorni. E quelli più appassionati, più bravi, più motivati sono quelli a cui meno interessano i 50 euro di premio. FONDATORE EUGENIO SCALFARI Direzione Ezio Mauro DIRETTORE RESPONSABILE VICEDIRETTORI Angelo Aquaro, Fabio Bogo, Gregorio Botta, Dario Cresto-Dina Angelo Rinaldi (ART DIRECTOR) CAPOREDATTORE CENTRALE Massimo Vincenzi CAPOREDATTORE VICARIO Valentina Desalvo CAPOREDATTORE INTERNET Giuseppe Smorto Gruppo Editoriale L Espresso Spa CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE: Carlo De Benedetti AMMINISTRATORE DELEGATO: Monica Mondardini CONSIGLIERI: Massimo Belcredi, Agar Brugiavini, Alberto Clò, Rodolfo De Benedetti, Francesco Dini, Silvia Merlo, Elisabetta Oliveri, Luca Paravicini Crespi, Michael Zaoui Direttori centrali Pierangelo Calegari (PRODUZIONE E SISTEMI INFORMATIVI) Stefano Mignanego (RELAZIONI ESTERNE) Roberto Moro (RISORSE UMANE) Divisione Stampa Nazionale VIA CRISTOFORO COLOMBO, ROMA DIRETTORE GENERALE: Corrado Corradi VICEDIRETTORE: Giorgio Martelli Certificato ADS n del RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DATI (D. LGS N. 196): EZIO MAURO REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA N DEL La tiratura de la Repubblica di venerdì 5 giugno 2015 è stata di copie REDAZIONE CENTRALE ROMA VIA CRISTOFORO COLOMBO, 90 - TEL. 06/49821 REDAZIONE MILANO VIA NERVESA, 21 - TEL. 02/ REDAZIONE TORINO VIA BRUNO BUOZZI, 10 - TEL. 011/ REDAZIONE BOLOGNA VIALE SILVANI, 2 - TEL. 051/ REDAZIONE FIRENZE VIA ALFONSO LAMARMORA, 45 - TEL. 055/ REDAZIONE NAPOLI RIVIERA DI CHIAIA, TEL. 081/ REDAZIONE GENOVA VIA ROCCATAGLIATA CECCARDI, 1 INT.2 - TEL. 010/57421 REDAZIONE PALERMO VIA PRINCIPE DI BELMONTE, 103/C - TEL. 091/ REDAZIONE BARI CORSO VITTORIO EMANUELE II, 52 - TEL. 080/ PUBBLICITÀ. A. MANZONI & C. - VIA NERVESA, MILANO TIPOGRAFIA. ROTOCOLOR SPA ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO, 90 STAMPA - EDIZIONI TELETRASMESSE: BARI DEDALO LITOSTAMPA SRL - VIA SAVERIO MILELLA, 2 CATANIA ETIS 2000 SPA - ZONA INDUSTRIALE VIII STRADA LIVORNO FINEGIL EDITORIALE - VIA DELL ARTIGIANATO MANTOVA FINEGIL EDITORIALE PRESSO CITEM SOC. COOP. ARL - VIA G. F. LUCCHINI PADERNO DUGNANO (MI) ROTOCOLOR SPA - VIA NAZARIO SAURO, 15 PADOVA FINEGIL EDITORIALE - VIALE DELLA NAVIGAZIONE INTERNA, 40 ROMA ROTOCOLOR SPA - VIA DEL CASAL CAVALLARI, 186/192 SASSARI LA NUOVA SARDEGNA SPA - ZONA INDUSTRIALE PREDDA NIEDDA NORD STRADA N. 30 S.N.C. GOSSELIES (BELGIO) EUROPRINTER S.A. - AVENUE JEAN MERMOZ NORWOOD (NEW JERSEY) USA - GRUPPO EDITORIALE OGGI INC., 475 WALNUT STREET MALTA MILLER NEWSPRINT LIMITED - MILLER HOUSE, AIRPORT WAY - TARXIEN ROAD - LUQA LQA 1814 GRECIA MILKRO DIGITAL HELLAS LTD - 51 HEPHAESTOU STREET KOROPI - GREECE ABBONAMENTI ITALIA (C.C.P. N ROMA): ANNO (CONS. DECEN. POSTA) EURO 403,00 (SETTE NUMERI), EURO 357,00 (SEI NUMERI), EURO 279,00 (CINQUE NUMERI). TEL ( DA TELEFONI PUBBLICI O CELLULARI). ARRETRATI E SERVIZIO CLIENTI: TEL ( DA TELEFONI PUBBLICI O CELLULARI) GLI ORARI SONO 9-18 DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ, IL COSTO MASSIMO DELLA TELEFONATA DA RETE FISSA È DI 14,26 CENT. AL MINUTO + 6,19 CENT. DI EURO ALLA RISPOSTA, IVA INCLUSA.

35 Lettere Commenti &Idee SE UNA DONNA SU TRE È VITTIMA DI VIOLENZA la Repubblica SABATO 6 GIUGNO PER SAPERNE DI PIÙ IL PECCATO ORIGINALE E I DOVERI DEL PD CHIARA SARACENO OLTRE quattro milioni di donne l 11,3% del totale hanno subito violenza fisica e/o sessuale negli ultimi cinque anni. Il 31,5% (quasi una donna su tre) ha subito violenza nel corso della vita. È la stima che emerge dall ultima indagine sulla violenza contro le donne effettuata dall Istat. Sono cifre che si aggiungono a quelle sui femminicidi. Mostrano come esercitare violenza sulle donne sia un fenomeno diffuso, di cui i femminicidi sono la punta drammatica dell iceberg. Oltre un terzo di chi ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita è stata vittima di un fidanzato, marito, compagno, attuale o, soprattutto, passato. Mettere fine ad un rapporto che non funziona e magari è violento non sempre protegge le donne dalla rabbia di chi non riconosce loro questo diritto, come troppo spesso documenta anche la cronaca nera. Partner ed ex partner sono presenti in maggiore misura nella violenza che non lascia tracce sul corpo, ma incide sulla consapevolezza della propria dignità e valore, minando il senso di sicurezza e mantenendo chi ne è oggetto in uno stato di tensione permanente: la violenza psicologica fatta di insulti, sistematiche squalificazioni, limitazioni dell autonomia. Gli ex partner costituiscono anche un terzo degli stalker, cioè di chi opera vere e proprie persecuzioni nella vita quotidiana. Non stupisce, allora, che siano le donne separate o divorziate ad essere oggetto più spesso di violenza. Non sembra, invece, ci sia differenza tra autoctone e straniere nella esposizione al rischio di violenza. Ma le straniere subiscono più violenze fisiche e più stupri o tentati stupri, meno molestie sessuali delle italiane. Dall indagine emergono alcuni dati a prima vista sorprendenti. Le donne laureate e con posizione professionale elevata sono oggetto di violenza più spesso di quelle meno istruite, in posizione professionale più bassa o non occupate, quasi che le BUCCHI RIDACCI OGGI IL PANE SPRECATO ENZO BIANCHI <SEGUE DALLA PRIMA PAGINA MA UNA stretta connessione con i valori più alti sanciti dalla Costituzione repubblicana: alla cultura dello scarto si contrappone una cultura della pace e della giustizia che si nutre anche dell uso che facciamo del nostro cibo. È significativo che perfino il linguaggio che usiamo stia ormai snaturando il nostro rapporto con gli alimenti: non diciamo più che mangiamo, ma che consumiamo cibo, così come si consuma il carburante, si consumano le merci che il sistema produttivo immette in dosi sempre maggiori nell organismo dell umanità. Invece, avere cura del cibo, sapere cosa si mangia e come si prepara è antidoto allo spreco, un antidoto alla portata di tutti: ma la dimensione abnorme e le ricadute planetarie dello spreco nelle società più ricche richiedono anche interventi legislativi per favorire la controcultura dell attenzione per il cibo. Una società che disprezza i frutti della terra e non è più capace della cura degli alimenti, è ingrata; e, se non conosce più la gratitudine, se perde la memoria del legame primordiale con la terra, se smarrisce il senso della solidarietà a partire dalla condivisione del pane, allora è tragicamente prossima alla barbarie! Siamo passati da tavole con molti commensali e poco cibo in cucina, a tavole quasi deserte ma con cibo abbondante in frigorifero, in dispensa, in cantina. Siamo passati dal mangiare con la bocca, per fame, al mangiare con gli occhi molti cibi, diversi piatti, senza in realtà introdurli nel nostro stomaco come alimenti necessari e buoni, senza cucinarli, con un voyeurismo pornografico. E pensare che già Clemente alessandrino, il grande padre della Chiesa tra il II e il II secolo, si lamentava che erano valutati e ap-prezzati più i cuochi che i contadini. Sappiamo, ma fingiamo di ignorare, che tutto ciò che consumiamo e il modo in cui ce lo procuriamo ha ripercussioni sull ambiente: ciò che facciamo venire da lontano inquina la terra più che nutrire il pianeta, mentre il nostro frigorifero è diventato l anticamera della spazzatura. Ma non dimentichiamo e in questo le parole del presidente Mattarella si accostano a quelle più volte ripetute da papa Francesco la cultura dello scarto degli alimenti, del cibo, di ciò che la terra e il mare ci donano, prima o poi diventerà cultura dello scarto delle stesse persone: si finirà appunto per violare i diritti umani, per attentare alla pace e alla giustizia, per infrangere quel patto sociale sul quale ogni popolo ha posto le basi per la convivenza e per il futuro delle nuove generazioni. Priore della comunità monastica di Bose maggiori risorse di affermazione e riconoscimento di sé, più che avere un effetto protettivo, avessero l effetto di scatenare l aggressività di chi non ammette l autonomia femminile. Ci sono tuttavia importanti segnali positivi, come ha sottolineato Linda Laura Sabbadini, cui si deve in larga misura che l Italia sia, con l Istat, uno dei Paesi che monitora periodicamente questo fenomeno. Rispetto al quinquennio precedente il 2006, quando fu fatta la precedente indagine, negli ultimi anni è diminuita la violenza da parte dei partner e degli ex partner e in generale la percentuale di chi ha subito violenza fisica, sessuale e psicologica, soprattutto tra le più giovani. Sono anche aumentate le denunce e il ricorso ai centri antiviolenza, anche se il fenomeno continua a rimanere largamente sommerso. La maggiore consapevolezza delle donne circa l inaccettabilità di rapporti violenti, la maggiore sensibilità al fenomeno nell opinione pubblica, che ha anche prodotto maggiori competenze e attenzione in chi deve affrontarlo professionalmente e aiutare le vittime tutto questo concorre sia a ridurre il fenomeno sia a fornire aiuto a chi lo subisce. Vuol dire che ci si è mossi nella direzione giusta. Non si deve tuttavia trascurare il fatto che contestualmente sono aumentate le violenze più gravi, sia fisiche che sessuali, da parte di partner, ex partner ed estranei. Così come sono aumentati gli episodi in cui gli atti di violenza vedono come vittime donne con figli e questi ultimi come testimoni, passando dal 60,3% del 2006 al 65,2% del È come se l accresciuta consapevolezza individuale e collettiva avesse ridotto il fenomeno nei suoi aspetti meno gravi, frenando i violenti meno incalliti, senza tuttavia scalfire il nocciolo duro. La strada è ancora lunga. Troppe donne continuano ad essere a rischio e troppi minori continuano a sperimentare la violenza contro le donne, contro le loro madri e sorelle, come un fatto tragicamente normale. <SEGUE DALLA PRIMA PAGINA CLAUDIO TITO ÈEVIDENTEche le eventuali colpe processuali dovranno essere accertate secondo i tempi della giustizia e la presunzione di innocenza è un principio che ogni società civile deve rispettare. Ma la politica non può trincerarsi dietro le aule di giustizia. Chi ha un ruolo e una responsabilità istituzionale o di partito non può tirarsi indietro come se quella fogna non lo toccasse. Quel sistema di infima corruzione che ha inquinato la Capitale in questi anni ha affondato i suoi denti e li ha fatti marcire durante la gestione del centrodestra, in quei cinque anni guidati da Alemanno. È bene precisare che molto nasce e si perpetua in quel quinquennio. Quello schieramento sembra però incapace di fare i conti con il suo passato e con il suo presente. Travolto da una crisi che ormai va al di là di quel che è accaduto a Roma. Le inchieste ora dimostrano che il malaffare ha sporcato anche un pezzo di centrosinistra. In un sistema di potere e corruzione che non faceva differenze. E che adesso tocca pure il governo nazionale. Per due aspetti. Il principale centro di corruttela faceva perno sulla gestione degli immigrati. La stazione appaltante era ed è il Viminale. Nell inchiesta, poi, c è finito anche un sottosegretario, Castiglione, dello stesso partito del ministro degli Interni Alfano. Anche per Castiglione vale la presunzione di innocenza, ovvio. Ma vale anche quello della intoccabilità politica? L ex ministro Lupi pochi mesi fa è stato invitato a dimettersi pur non essendo indagato. Il presidente del Consiglio può usare una misura diversa per un sottosegretario che invece inquisito lo è? Davvero di fronte a determinate evidenze, ci si può limitare ad aspettare? Il compito di chi esercita la guida politica è anche quello di prevenire la magistratura. La separazione dei poteri è davvero possibile se ognuno si assume le proprie responsabilità senza delegarle. Nessuno, inoltre, può nascondere che qualcosa non va nel Pd di Roma. Chi ha avuto a che fare con il Campidoglio negli ultimi sette anni e chi ha letto gli atti giudiziari, sa ad esempio che nei primi anni della sindacatura Alemanno non tutta l opposizione era decisa nel contrastare l azione della maggioranza di centrodestra. Chi frequenta i palazzi della politica capitolina, sa da tempo che le correnti Dem si muovevano come delle bande e non come dei circoli culturali. Che il nucleo dello scambio affaristico è costituito dalle preferenze. E che con l elezione La politica non può trincerars i dietro le aule di giustizia Chi ha un ruolo non può tirarsi indietro di Marino molti dei democratici coinvolti nelle indagini agivano lungo i binari di un contropotere rispetto al sindaco. Ma l ex chirurgo ha dovuto aspettare due anni e l intervento dei pm per capire che la battaglia non era ideale ma monetaria. Non se ne può accorgere con così tanto ritardo. E questo riguarda anche dipendenti corrotti che lavorano nell amministrazione del Comune. La politica deve agire per tempo e non aspettare. Negli ultimi mesi dei passi sono stati compiuti, ma i fatti dimostrano che serve altro per riconquistare autorevolezza e credibilità. È vero: nel 2013 c era un altra gestione nel Partito democratico. Le liste elettorali sono state definite due anni fa da un gruppo dirigente che ora è stato sostituito. Il peccato originale ricade su quella stagione. Il nuovo Pd, però, se davvero vuole essere nuovo e guidare il Paese libero dai lacci del malaffare, deve essere implacabile su questo punto. Il segretario del Pd, oltre a fare il premier, deve fare pulizia senza alcuna incertezza e chiudere definitivamente con il passato. Non è più accettabile esporre la Capitale alla vergogna nazionale e al pubblico ludibrio internazionale. La cloaca massima deve tornare ad essere solo un reperto archeologico.

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37 RClub LA REPUBBLICA SABATO 6 GIUGNO 2015 NUMERO 193 Sostienimi scaricando su I piaceri Lego i mattoncini che non temono la tecnologia Hi tech. Arriva Windows 10. Con Hello il notebook riconosce il volto Tendenze. A New York sfila il nuovo Gucci. Arrivederci bellezza Shakira Vi spiego perché la solidarietà è un dovere di tutti FOTO JOE PUGLIESE/AUGUST/CONTRASTO La mia vita per gli altri La popstar: LAURA LAURENZI PICCOLA ma carica di energia, aggressiva nei suoi stivali che fra tacco a stiletto e plateau le regalano 18 centimetri, Shakira mescola sex appeal e ingenuità, ha un viso di bambina sotto la gran criniera bionda, un sorriso dolce, nulla di minaccioso. Minuscoli shorts neri, reggiseno arabescato a vista, l icona del pop latino offre di sé un immagine inedita mentre stringe al petto ma solo per un minuto, la sua assistente glielo porta subito via il piccolo Sasha, il suo secondo bambino nato nel gennaio scorso. Galeotto fu il Waka Waka, il mondiale di calcio in Sud Africa, il colpo di fulmine con Gerard Piqué, difensore del Barça e della nazionale spagnola. La incontriamo in un resort a cinque stelle all ombra della montagna di Montserrat, non lontano da Barcellona, la città in cui si è trasferita da quando ha messo su famiglia con il calciatore, che ha dieci anni esatti meno di lei. Sospesa tra due modi, è stata definita la giusta combinazione tra corpo e intelletto, tra impegno sociale e danza del ventre, tra passione e disciplina. Non è un nome d arte il suo, ispirato dalla nonna libanese: tradotto dall arabo Shakira vuol dire donna piena di grazia. Al suo attivo oltre sessanta milioni di dischi venduti e una dozzina fra Grammy e Billboard Awards: ma oggi non è questo che conta. Fare del bene in modo sistematico, progettando, pianificando, edificando, è la sua linfa vitale, si direbbe l attività cui tiene di più, quasi una vocazione, se è vero che ha cominciato a praticarla quando era minorenne e che a 26 anni, la più giovane della storia, era già stata nominata ambasciatrice di buona volontà dell Unicef. SEGUE A PAGINA 36 sono cresciuta tra i poveri, così possiamo aiutarli

38 RCLUB la Repubblica SABATO 6 GIUGNO La copertina La classifica Il World Giving Index (Wgi), dalla Charities Aid Foundation, è la graduatoria dei paesi dove si dona di più in beneficenza, si ha il maggior numero di ore pro capite in volontariato e si accolgono meglio gli stranieri. Al primo posto c è Myanmar, seguita da Stati Uniti, Canada, Irlanda, Nuova Zelanda e Autralia. L Italia? Al 79mo posto, con Afganistan, Senegal e Vietnam Nella graduatoria dei paesi più altruisti l Italia è solo al 79mo posto con Senegal Vietnam e Afghanistan LAURA LAURENZI CONTINUA DA PAGINA 35 L IN TER VI STA TESTIMONIAL La star del pop latino Shakira, con più di 60 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e vincitrice di numerosi riconoscimenti musicali tra cui dischi di platino, due Grammy e sei Billboard Award, è stata scelta come testimonial della linea di dentifrici Az 3DWhite Shakira Ogni giorno combatto per il diritto all istruzione di migliaia di bambini PRECOCE nel canto e precoce nella volontariato. A cinque anni già cantava in un coro, a otto anni aveva già scritto 19 canzoni, a 11 anni vinse il concorso Buscando Artista Infantil e se lo aggiudicò per tre edizioni successive a 14 anni incise il suo primo album. E a 18 dette vita alla sua personale fondazione benefica che chiamò Pies descalzos, il titolo di un suo cd, Piedi scalzi, su cui ancora oggi, a vent anni esatti di distanza, riversa ogni energia. A Barranquilla, città portuale della Colombia dove è nata 38 anni fa, vedeva per la strada bambini laceri e abbandonati che frugavano nell immondizia e sniffavano colla. «Sono cresciuta fra ingiustizie e disuguaglianze molto forti. La povertà era tutto intorno a me, da prestissimo ho avuto la consapevolezza di cosa volesse dire non avere niente e da subito mi sono ripromessa che se avessi avuto successo non sarei rimasta con le mani in mano», racconta, passando dall inglese allo spagnolo con qualche breve incursione nella nostra lingua. La parla senza accento, in omaggio a un bisnonno italiano, «fiera di avere nel mio sangue e nel mio dna il retaggio di una delle civiltà più antiche e più importanti del mondo», dice. «La mia battaglia è quella per il diritto all istruzione, perché tutti i bambini in ogni angolo della Terra possano andare a scuola. È lo strumento migliore per un domani di pace. Non c è investimento che possa dare risultati più concreti in minor tempo e io dedico a questo ogni energia. Finora nel mio Paese abbiamo costruito scuole per circa settemila bambini che non avevano un futuro, non avevano sogni, e abbiamo creato centri di accoglienza per piccoli da uno a sei anni. I risultati di questo impegno sono frutti che si colgono rapidamente. Di recente abbiamo costruito una scuola in una zona disagiata nella periferia di Cartagena ed è uno spettacolo vedere come con la scuola è arrivata l elettricità, è arrivata l acqua, è nata una comunità e sono completamente sparite le bande criminali». Dai bambini di strada alla Casa Bianca. Con l impatto della sua popolarità non c è porta che non si sia aperta. Presidenti, capi di Stato, primi ministri, Nobel per la pace: chi dei grandi della Terra l ha colpita di più? Shakira ci pensa qualche secondo e poi ri-

39 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO I concerti Live Aid, 1985, è stato il più grande concerto di beneficenza con oltre settanta fra band e artisti. Ma vale la pena ricordare anche The Concert for Bangladesh ( 71)con George Harrison, Ravi Shankar, Bob Dylan, Eric Clapton. E, nel 79, The Music for Unicef Concert con gli Abba, Bee Gees, Olivia Newton-John, Earth, Wind & Fire, Rod Stewart e Donna Summer Le celebrità Jon Bon Jovi, Paul McCartney, Bono, Leonardo DiCaprio (nella foto), Elton John (nella foto). Stando all ultima indagine della General Sentiment, sono loro i nomi più influenti in fatto di beneficenza. Quelli che non solo donano molto, ma sono capaci di far donare ai loro fan. Seguono Angelina Jolie, Tyler Perry e i Black Eyed Peas In Colombia abbiamo costruito scuole e creato centri di accoglienza per settemila bimbi che non avevano un futuro FOTO CAMERA PRESS/JUSTIN WESTOVER/CONTRASTO sponde: «Direi Obama. Ammiro molto la sua sfida volta a garantire a tutti il diritto all istruzione, una battaglia cui il presidente fa cenno in quasi tutti i suoi discorsi ufficiali. Umanamente ha la capacità di concentrare la sua attenzione su ogni suo singolo collaboratore, e questo mi ha molto colpito. Sono fiera di lavorare per lui e per la Casa Bianca: faccio parte di una commissione in cui sono consulente sul tema istruzione e popolazione di origine ispanica negli Stati Uniti». Ha incontrato Papa Francesco? «Non ancora, ma spero di farlo presto. La sua è una delle voci più importanti del mondo e abbiamo davvero bisogno di una voce come la sua che parli a nome di chi non viene ascoltato da nessuno. Vorrei chiedergli cosa pensa della nostra campagna a favore dei milioni e milioni di bambini che oggi non hanno accesso neppure alla prima elementare. Vorrei che cambiasse la mente di chi oggi è al comando nei posti chiave». La filantropia ha molti volti e l emergenza è sempre in agguato. Shakira, che conta oltre trenta milioni di followers, non ama esibire i bei gesti umanitari ma a domanda risponde: «Dopo il terremoto in Nepal ho fatto una mia donazione personale e attraverso i social network, in particolare attraverso twitter, ho contattato persone in grado di offrire congrui contributi alle famiglie più bisognose sollecitandole a farlo». E non è Shakira ad annunciarlo bensì l Unicef in un comunicato ufficiale: grazie alle donazioni dei suoi fan e di quelli del marito, la Baby Shower Mondiale salva-vita lanciata dalla popstar subito prima che nascesse il suo secondo figlio ha permesso di raccogliere finora 150 mila dollari sufficienti per 130 mila vaccini contro polio e morbillo e per alimenti terapeutici da distribuire a 15 mila bambini. Anche se combatte per i diritti delle donne e ancor più delle bambine, non ama definirsi femminista: «Preferisco femmina, senza nulla togliere al fatto che le donne sono il seme dell umanità, le colonne su cui si fonda la nostra società, le persone che ogni giorno rendono questo mondo un posto migliore». Cosa più di ogni altra oggi le dà energia? «L amore. Sentirmi amata. È ciò che mi fa svegliare la mattina e alzarmi dal letto e abbracciare la vita. Proprio perché ci sono stati periodi in cui non ero amata, e so quanto è triste. Adesso ho una famiglia mia e l amore di un uomo: non posso desiderare di più». Gabriel Garcia Marquez, suo amico e ammiratore, la chiamava muro di granito per la sua determinazione. Nel sociale ma anche quando calca il palcoscenico. Nessuno, a nessuna età, riesce a cantare e ballare in quel modo, con una sensualità così innocente, tanto innocente che sembra l abbia inventata lei, scrisse il Nobel dopo avere assistito a un suo concerto. Lei ricambiò componendo i brani musicali del film tratto da L amore ai tempi del colera. Segretamente, senza nessuna pretesa letteraria ma come semplice testimonianza, anche Shakira sta scrivendo un libro: la sua autobiografia. È presto per anticipare qualche capitolo e poi le cose da raccontare sono davvero tante. LA CAR RIE RA LE ORIGINI Nasce nel 1977 a Barranquilla in Colombia Il padre è un gioielliere Usa con origini libanesi La madre, colombiana, ha origini italiane IL DEBUTTO A otto anni la sua prima canzone Ma già nel 1983 ha partecipato al concorso per giovani talenti musicali su Telecaribe IL DISCO Il primo album è del 91, quando la cantante ha 14 anni. Magia riscuote un discreto successo. A differenza del secondo album che invece è un flop IL SUCCESSO Arriva nel 95 con il terzo album, Pies descalzos (Piedi scalzi), che venderà ben quattro milioni di copie. Si fa largo anche negli Usa e in Europa LE HIT Laundry Service del 2001, con il brano Whenever Wherever, venderà 13 milioni di copie. Poi nel 2006 arriva Hips Don t Lie (nella foto) che diventa un altro tormentone planetario I MONDIALI Nel 2010 Waka Waka (This Time for Africa), è l inno dei mondiali in Sudafrica (foto). Quattro anni dopo tocca a Dare (La La La) per quelli in Brasile LUI&LEI Quelle verdure indigeste della mamma GUIA SONCINI P ENSAVO che fosse quell ombelico, o i testi delle canzoni, o come si muove. E poi invece ho capito che in certe cose gli uomini sono come noi: la ragione per cui trovano sexy Shakira è la stessa per cui noialtre ci sdilinquiamo per Massimo Bottura. Certo, le adulte di questi anni hanno fatto dei cuochi le nuove boyband, e sono pronte a gridolini estatici appena vedono un signore vestito di bianco avvicinarsi a una pentola ma non è solo quello. L ho capito quando l altroieri Bottura ha presentato il Refettorio Ambrosiano, la mensa per i poveri in cui i grandi cuochi trasformeranno gli avanzi dell Expo in ricette stellate. A ogni microfono o telecamera che si avvicinava, lo chef ripeteva rtcon identica (e inedita, avresti detto dal sexissimo impeto che ci metteva ogni volta) convinzione che «non c è estetica senza etica», che bisogna aiutare chi ha meno, che il pane secco nelle mani giuste può diventare oro. Raccontava di sua madre che la sera gli dava il suo cibo preferito, pane e latte, e io improvvisamente capivo: vogliamo che i nostri sex symbol ci ricordino la nostra infanzia. E c è una cosa che accomuna l infanzia di tutti, una certezza nel nostro immaginario: quel «pensa ai bambini che muoiono di fame» che ci siamo sentiti ripetere proprio tutti (con variazioni sulla risposta: i più teppisti di noi invitavano i genitori a incartare quelle verdure che proprio non ci piacevano e a mandargliele, ai bambini africani: era meglio cenare, che essere sempre evocati restando digiuni). Ho capito finalmente che c è una ragione se tutte le più belle del mondo fanno beneficenza, ed è che più del rossetto giusto, della foto ritoccata, dell essere in copertina, più di tutto per il fattore d attrazione conta ricordare agli uomini la mamma. Quella che pensava ai bambini in Africa.

40 RCLUB la Repubblica SABATO 6 GIUGNO L hi tech IL MONDO DELLE APP JAIME D ALESSANDRO INFINIT (per iphone, ipad e Android, gratuita) Per trasferire file di ogni dimensione, dalle foto ai video, al computer (pc o Mac) o altri smartphone in tempi ridotti. Funziona è gratuita e non ci sono limiti LARA CROFT RELIC RUN (per iphone, ipad, Android e Windows Phone, gratuita) Temple Run in salsa Tomb Raider. Con diverse aggiunte e una bella grafica. Non perfetto, ma comunque da provare TAYASUI MEMOPAD (per iphone e ipad, gratuita) Dai creatori di Sketches, un app per disegnare (anche sulle foto) facile da usare. Strumenti ed effetti sono limitati, ma funziona bene PORTAL PINBALL (per iphone, ipad e Android, 1,99 euro) Portal, il gioco della Valve, diventa un flipper. Flipper di buon livello, da giocare però solo su tablet TEMPI MODERNI Quello che Jovanotti non ha detto LE NO VITÀ ACER ASPIRE SWITCH 11 V Un ibrido fra tablet e pc con Windows Continuum Se Windows 10 ci mette la faccia ROSITA RIJTANO ASUS ZEN AIO Z240 L all-in-one di Asus con Intel RealSense: il riconoscimento facciale sostituisce la password SISAPEVA: prima o poi ci avremmo messo la faccia, niente più sequenze di lettere e numeri. Per la password, almeno con Windows 10 che uscirà in Italia a fine luglio, basterà avvicinare il viso allo schermo. O, in alternativa, sfiorare la sua superficie con l indice. È quel che è stato mostrato al Computex 2015, la fiera dedicata alla tecnologia che oggi si conclude a Taipei. Certo, la cosiddetta biometria non è proprio una novità. PlayStation 4 e Xbox One consentono già da tempo il login con il volto ai loro utenti. Ma presto il trucchetto sarà alla portata di tutti. E grazie a una nuova funzione del sistema operativo targato Microsoft che si prepara a sbarcare sul mercato. Si chiama Hello ed è una tecnologia integrata di autenticazione capace di sfruttare il nostro viso, così come le nostre impronte digitali e l iride. E di funzionare su qualsiasi dispositivo, purché abbia l hardware giusto. Dai mini pc, ai laptop, passando per tablet e smartphone. Per capirne le poten- HP PAVILION X2 10 Il prototipo di una versione omonima del netbook low cost di Hp DELL XPS 15 Schermo tattile praticamente senza bordi ottimizzato per Windows 10 Al Computex di Taipei, Microsoft riporta in vita i netbook e mostra la funzione Hello Basta avvicinare il volto allo schermo o sfiorarlo con il dito per esser riconosciuti zialità, in termini di diffusione, basta dare un occhiata tra i padiglioni della mecca dei pc. Windows 10 ready è l adesivo ricorrente, di stand in stand, di padiglione in padiglione. Per quella che si prospetta un invasione, grazie alla strategia che l azienda di Redmond sta adottando per l occasione. «Il grande giorno è fissato», ha detto Nick Parker, vice presidente della divisione di Microsoft, durante la conferenza stampa dedicata ai prossimi dispositivi che saranno venduti con l ultimo software. «Il 29 luglio ci sarà una rivoluzione: una piattaforma universale dei continui miglioramenti e aggiornamenti gratuiti». Anche se poi di davvero nuovo, si è visto ancora poco. A dominare la scena sono state le due padrone di casa. Asus, con il suo Zen AiO, sarà la prima a portare sulle scrivanie un computer tutto in uno con Windows 10, dotato di telecamera 3D e di tecnica Intel RealSense, che ci farà divertire con le sue applicazioni. In pratica può trasferire la nostra espressione sul protagonista di un videogame, un po come aveva fatto Sony Online con Mote per Everquest qualche tempo fa. Gli ibridi a metà strada fra tablet e portatili, invece, avranno la possibilità di ricominciare un altra vita grazie a Windows Continuum, che permette di passare dalla modalità tablet alla versione notebook, con un semplice click o addirittura in modo automatico. Acer ha esposto per la prima volta l Aspire Switch 11 V con schermo hd da 11 pollici e tastiera staccabile. Sul palco pure HP, con un ultra portabile avanzato, del quale ancora non si conosce la data di lancio. Ha impressionato lo splendido schermo Dell, Infinity display, svelato in versione Xps 15 e ottimizzato sempre per Windows 10. RICCARDO LUNA V ISTO che siamo un paese dove indignarsi su Twitter non costa nulla, da qualche giorno in tanti sono indignati contro Jovanotti che, in un incontro con gli studenti all università di Firenze, avrebbe detto che «è giusto lavorare gratis». Levo subito le virgolette però. Perché Jovanotti non lo ha detto. C è un video su Youtube per scoprire che ha detto: «Il mondo è cambiato, nei festival in America vedevo tantissimi ragazzi che lavoravano. Erano tutti volontari, non venivano pagati, ma si portano a casa un esperienza. È capitato anche a me». Non sto qui a fare l avvocato del cantante che peraltro si è difeso da solo in vari modi. Qui non c entra Jovanotti, c entra il concetto che abbiamo del lavoro all epoca di Internet e più in generale il ruolo dei giovani in questo futuro. Il giorno dopo l uscita di Jovanotti ero alla Scuola Holden di Torino, dove i ragazzi presentavano i loro progetti, e c era un atmosfera bellissima, carica di sogni e speranze. Prima della pausa del pranzo ha preso la parola Andrea Guerra, 50 anni appena compiuti, manager privato di grande successo, che ha detto: «Il primo lavoro deve servirvi per imparare a lavorare». Eccone un altro che ci vuole fare lavorare gratis, ha commentato qualcuno sempre su Twitter. Ecco, mi pare che molti non abbiano capito il senso della Rete quale generatore di opportunità ed esperienze. E quindi lavoro. A patto di darsi da fare. Che non vuol dire farsi sfruttare passando da uno stage gratuito ad un altro (un orrore italiano che deve scomparire) ma costruirsi una strada mettendosi in gioco davvero, investendo sulle proprie competenze, anche, se necessario, facendo il volontario per un progetto. Se qualcuno pensa che il lavoro lo verrà a cercare sul divano di casa mentre manda un tweet su Jovanotti, temo che aspetterà a lungo. Meno male che in tanti lo hanno capito. SCELTI DA ERNESTO ASSANTE SONY SMARTWATCH 2 Bello, elegante, 100 grammi di peso, fa tutto quello che serve, alert, messaggi, rss, applicazioni sportive. Funziona con tutti gli smartphone Android dalla versione euro LG G4 Il prodotto di punta di Lg nel campo degli smartphone. Leggermente curvo e con retro in pelle, ottimo per le foto e i video in altissima qualità. 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41 RCLUB IL fascino travolgente dell eccentricità. È questa la chiave che caratterizza oggi la moda Gucci, che cambia e si rinnova sotto la guida di Alessandro Michele, il 42enne romano che ama tutto ciò che rende liberi e lascia esprimere la propria individualità. «Nella moda non ci sono regole precise spiega e io sono un anarchico». Per esaltare questa filosofia estetica, Alessandro Michele ha organizzato una sfilata a New York, nel quartiere di Chelsea. Non la solita passerella con modelle glamour e sexy. No, quel genere è archiviato, fa parte del passato. Per raccontare il nuovo corso di Gucci, con la collezione cruise, ha scelto un ex garage con le pareti di mattoni a vista (ora sede della Dia Foundation), dove ha allestito una sorta di salotto con il pavimento ricoperto di tappela Repubblica SABATO 6 GIUGNO Le tendenze IL COLLEZIONISTA E il codino tornò di nuovo a scodinzolare QUIRINO C0NTI C ON tutto il suo tumulto di forme e volumi, la scansione del Tempo in cicli di Stile è molto più evidente dall osservazione del revers di una giacca maschile che dai mille contorcimenti del femminile. Ago della bussola, infatti, è sempre stata l estetica della mascolinità. Poco si è concesso per lungo tempo all uomo (dalla Rivoluzione industriale fino agli anni 60), ma in quel poco si sono condensati pace e guerra, libertà e asservimento, benessere e indigenza. Così come dignità e disonore. E con un occhiata, attraverso quei piccoli smottamenti e le relative ricostruzioni, le vicende umane appaiono come in un diagramma esplicativo. Basterebbe limitarsi al capo acconciato da queste successive ondate di sensibilità: per scorgervi ad esempio, da scriminature diverse, interi universi di sottintesi. Anche solo a distanza di pochi anni, nella seconda metà del 900. Come quel codino ex reazionario che, fintamente libertino, all improvviso venne a scodinzolare un po ovunque. Anticipo di un rappel à l ordre che, sparigliando le carte, avrebbe iniziato a ravviare chiome e idee stimate troppo ondivaghe. E come ora queste isole fronzute che, simili a coperchi o cimieri, spuntano al colmo di radicali rasature. Così tanto marziali, anche senza volerlo. E sospette: anche senza intenzioni (per ora) malevole. A New York in passerella la Gucci Cruise Fascino eccentrico secondo lo stilista Alessandro Michele LA SFI LATA FOTO COURTESY OF GUCCI Arrivederci bellezza quello che conta è la personalità ON THE ROAD La sfilata Gucci Cruise firmata dallo stilista romano Alessandro Michele - nel Dia 541 di Chelsea a New York LAURA ASNAGHI MAX MARA Uno store dalle atmosfere british Q ti antichi e seggiole foderate con tessuto tappezzeria. Una cornice perfetta per la sua moda fatta di contrasti, di pezzi mescolati tra loro in maniera solo apparentemente disordinata ma studiatissima nei dettagli. La sfilata prende il via con le saracinesche del garage che si alzano, la sala che si illumina con centinaia di neon e le modelle che entrano nel salotto di Gucci dopo aver attraversato la strada (chiusa la traffico). Hanno occhiali da intellettuale, portano mollettine tra i capelli e portano gli abiti come chi non accetta condizionamenti. E così, i piccoli tailleur, indossati con sandali dalle fasce oro, hanno gonne a pieghe e giacche chiuse da fiocchi al collo mentre i mini abiti in bianco e nero hanno bordi decorati con micro volant, uno dei segni distintivi della moda di Alessandro Michele. Le gonne in UANDO la moda racconta lo stile londinese prendendo spunto da immagini, luoghi simbolici e fenomeni di costume very british. È l operazione fatta da Max Mara che, per la riapertura della sua boutique in Old Bond street, ha presentato una collezione che inneggia a Londra. Il racconto parte da una foto del 1941 di Cecil Beaton. Si intitola La moda è indistruttibile e mostra una modella con abiti impeccabili, in posa tra le macerie dei bombardamenti. Il viaggio prosegue con citazioni dai diari di Beaton che parlano di quartieri come quelli di Whitehall, Mayfair e St James, esaltando il fascino discreto e il lusso raffinato di questa città, tradotto con completi gessati, double face, crêpe e georgette di seta per mantelle, pigiami e vestaglie. Nell affresco londinese si citano anche i distretti di Whitechapel, Bow e Clapton, la pioggia londinese, i locali di West plissé dorate sono sdrammatizzate da felpe con tessuto tappezzeria e rifinite con le classiche righe rosso-verde, il simbolo storico della maison ripreso però in chiave moderna. Le ragazze di Gucci amano le pellicce ma le scelgono intarsiate con colori che ricordano quelli della pop art. Nella collezione c è anche un filone esotico. Serpenti e tigri si insinuano tra i pizzi degli abiti lunghi, dalle tinte brillanti, che evocano una nuova sensualità, fatta di trasparenze sempre ben calibrate e mai volgari. Nel salotto newyorkese di Gucci sfilano una sessantina di modelle e tra loro una decina di maschi, come sempre molto femminili. Con fiocchi e fiori al collo, la berretta con il pon pon, gli impermeabili e INTERNI Il nuovo store di Max Mara a Londra e un capo della Resort 2016 i completi perfettamente spiegazzati, che lei prontamente ruba a lui e abbina a camicie in raso con volant. «La mia idea di bellezza è frutto di un equilibrio tra il bello e il brutto racconta Alessandro Michele tutto ciò che una donna indossa deve mettere in risalto la sua personalità. A me, in particolare piace il modo in cui i giovanissimi ma anche un certo tipo di adulti scelgono di vestire e di portare un abito, alla loro maniera, senza regole e condizionamenti. E dove i dettagli preziosi sono spesso occultati nelle fodere e negli interni di un abito. Un piacere riservato a se stessi, alla propria vanità». End, i club di pugilato e il romanzo di Anne Whitwham, una storia di onore, amore, gelosia e faide tribali, ambientata negli oscuri dintorni della città. Max Mara coglie questo spirito battagliero con shorts e pantaloni ispirati al mondo del pugilato, canotte sportive, righe regimental, caschi e guanti di visone da ring. Gran finale con stampe floreali, omaggio ai giardini di Kensington. (l.a.)

42 RCLUB la Repubblica SABATO 6 GIUGNO Le tendenze USI&COSTUMI Mad Max arcaico e futurista GABRIELLA PESCUCCI C HARLIZE Theron è arrivata a Cannes, bellissima, vestita di giallo e con i lunghi capelli biondi. Molto diversa dall imperatrice furiosa, il personaggio che interpreta in Mad Max Fury Road di George Miller, ultimo di una serie cominciata nel 1979, che aveva come protagonista maschile il giovanissimo Mel Gibson. In un disastroso futuro, il potere è di Immortan Joe, che governa un regno desertico, sottomettendo il popolo grazie alle riserve di acqua in suo possesso. Inquietanti, enormi ruote, arcaiche e futuriste, sono spinte dai pallidi figli della guerra, tutti uguali come birilli che ricordano gli operai di Metropolis, il film di Fritz Lang. In un deserto giallo e polveroso si svolgono crudeli battaglie, dove si affrontano camion enormi, assemblati con pezzi di navi spaziali, e vecchi trattori. Durante gli inseguimenti, viene voglia di fare il tifo come nei vecchi film western ma qui, al posto degli indiani, sono i cattivi che tirano lunghe frecce infuocate. L abbigliamento ha elementi ispirati ai gladiatori e ai guerrieri del Medio Evo, ci sono vecchie maschere antigas unite a caschi da astronauti, il tutto assemblato con grande creatività. Furiosa ha i capelli rasati e lo sguardo vigile e tenero per evocare Renée Falconetti, interprete di Jeanne d Arc di Theodor Dreyer, ultimo capolavoro del cinema muto. Mai più schiave dei diktat della moda. Così le donne scoprono il piacere di un costume che dona senza eccessi YAMAMAY TRIUMPH LIU JO BENETTON SUL WEB Il costume che indossa, non le dona, ma è bastato che Mindy Kaling lo postasse su Instagram con il commento Perfetto su chiunque, a prescindere che andasse a ruba LA NO VI TÀ ERES SUNDEK La nuova era (comoda) del bikini femminista SERENA TIBALDI «LA domanda che le donne si sentono fare quando acquistano un costume da bagno è a che tipo di frutta il loro fisico somiglia: mela, pera... Non credo che sia quello che ci si vuole sentir dire in certi momenti». Jude al Khalil sintetizza così, sulle pagine del settimanale WWD, le ragioni che l hanno spinta a creare il suo brand di swimwear, Bikyni: pochi modelli che nulla concedono ai trend estetici del momento, ma creati per star bene su quanti più fisici possibile, senza eccezioni né stereotipi. Paradossalmente l idea di Jude è in linea meglio ancora, in tendenza con la sensibilità del momento, visto e considerato che a dominare il mercato dello swimwear oggi è proprio il desiderio di concentrarsi su forme e linee donanti, a prescindere dai diktat delle passerelle. Un concetto rivoluzionario, non c è che dire. Ironia a parte, sorprende come una simile indipendenza stia prendendo rapidamente piede: in realtà il fenomeno è da tempo già presente nel setto- H&M RRD PORTS 1961 L elogio della camicia bianca O MAGGIOalla camicia bianca, in dieci versioni diverse, tutte quelle che un uomo dovrebbe avere in armadio per affrontare, con stile, ogni si- tuazione. Il tributo è firmato da Milan Vukmirovic, una delle figure più brillanti del mondo della moda e che ora è alla guida di Ports 1961, come direttore creativo della linea uomo. Con l elogio della camicia, è stata inaugurata a Hong Kong la boutique di Ports 1961, marchio che fa capo a Ports Design, un gruppo specializzato nell abbigliamento con 300 negozi nel mondo. In questa occasione, Vukmirovic ha presentato il pupazzetto in vinile dell artista cinese Michael Lau, con il quale ha disegnato a quattro mani la collezione che sarà presentata al Pitti con una sfilata evento in piazza Ognissanti, il 17 giugno. Il toy in vinile, ribattezzato Portsoul, è una sintesi dello stile di Vukmirovic, abile nell elaborare uno stylelife, fatto di giacche sartoriali, cappotti di taglio militare ma anche felpe con la scritta dietro #follow me e parka, t-shirt e zaini con stampa camouflage. (l.a.)

43 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO LA MOSTRA Riviera Style tra seduzione e tecnologia IRENE MARIA SCALISE C È stato un tempo in cui non esisteva il bikini e spogliarsi in spiaggia significava indossare gonne lunghe, scarpe e persino calze avvolgenti. È stata Coco Chanel, provocante e provocatoria come sempre, a convincere le donne a farsi baciare dal sole qualche centimetro di pelle in più. Ma è soprattutto negli anni 30 che il due pezzi fa il suo debutto. A ricostruire la storia dei tanti vestiti da spiaggia ci pensa, al Fashion and Textile museum di Londra, la mostra Riviera Style: Resort and Swimwear since Nel 1950, anticipano gli organizzatori dell allestimento, il bikini era all ordine del giorno. Le donne di allora, con forme ben più generose di quelle di oggi, si esponevano mostrando fisici morbidi e assai seduttivi. E il cambiamento, quando si parla di costumi da bagno, non è solo nei modelli. Anzi. Il museo londinese racconta l altra rivoluzione che è quella dei tessuti. In un secolo sono scomparsi i costumi in lana e cotone (ben poco adatti all immersione in acqua) e sono arrivati materiali nuovi in grado (soprattutto) di rispondere alla necessità di asciugarsi in tempi rapidi. Ed è stato così che la tecnologia ha cominciato a corteggiare la moda con fibre così moderne da essere inizialmente bandite dalle Olimpiadi perché si temeva regalassero vantaggi competitivi sleali. CALZEDONIA VERSUS PANDORA Un concorso premia le donne del futuro C HI è e cosa fa una donna speciale? Con l iniziativa Donne per il domani, il marchio danese Pandora ha lanciato un concorso per scoprire e far scoprire quelle personalità che riescono a raggiungere risultati straordinari o di grande impatto sociale nelle comunità nelle quali lavorano. Le segnalazioni saranno raccolte dal 15 giugno al 15 agosto sul sito Internet dedicato al progetto: panodradonnexildomani.it. Una giuria selezionerà 12 finaliste, da votare sul sito. Tre le vincitrici, la premiazione il 22 ottobre. (s.l.) PURO JUST CAVALLI La cover diventa animalier C È tutta l anima della griffe fiorentina in Leo Jewels, la cover per iphone 6 con texture animalier (come poteva mancare?) impreziosita da fiori e sagome di animali esotici che fa parte della nuova collezione 2015 Puro Just Cavalli (19 euro). Le collaborazioni con i grandi marchi della moda non sono una novità per Puro, azienda nata a Modena nel 2002 che ha saputo diventare il brand di riferimento nel segmento degli accessori per Smartphone e Tablet. Nel 2014 puro ha registrato una crescita a doppia cifra percentuale sul fatturato Italia. (s. l.) MOSCHINO DSQUARED2 re della lingerie, con un calo progressivo delle vendite di tanga e perizomi cui fa da contraltare il boom di slip e coulotte assai più semplici, modesti e a quanto pare ricercati dalle donne. Il cambiamento in corso è dunque particolarmente rilevante, tanto che diversi sociologi parlano di un risveglio femminista delle coscienze, con il conseguente desiderio di tante di vestirsi secondo i propri desideri, e non come la società vorrebbe vederle. Il ragionamento fila, e acquista ancora più valore per via dell indumento protagonista in questo caso: scegliere un costume da bagno nove volte su dieci porta alla luce insicurezze e ansie non sempre facili da gestire, basti notare il moltiplicarsi in questo periodo su stampa e web di articoli e speciali per prepararsi alla temibile prova costume. Il pubblico femminile non ha fatto che comprendere come, tra un modello che dona e che fa sentire bene chi lo indossa e uno trendy, ma difficile da portare, non c è paragone: naturale che in questi casi a prevalere sulla necessità di esibire un must della stagione sia il bisogno di stare a proprio agio. Il successo, per chi ha saputo cogliere e fare proprio il sentimento, è immediato anche quando le premesse sarebbero quantomeno discutibili: esemplare quello che è accaduto qualche tempo fa su Instagram, quando l attrice americana Mindy Kaling, una giovane donna bella e normale, ha pubblicato una sua foto con un pezzo intero, in verità piuttosto difficile da portare, di Mara Hoffman descrivendolo come perfetto su chiunque, a prescindere. Risultato: 60mila like e sold-out del capo in questione a quasi 300 dollari non proprio economico in tutto il mondo. È bastato dunque che una voce, considerata dalle donne vicina a loro, definisse qualcosa come adatto a tutte perché questo diventasse il best-seller della stagione, indipendentemente dalla realtà dei fatti. Mai sottovalutare il potere di un costume. TOMMY HILFIGER TWIN-SET BY SIMONA BARBIERI

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45 RCLUB la Repubblica SABATO 6 GIUGNO Il benessere SESTO SENSO Denti bianchi un aiuto dal carbone LUCA BIANCHINI I L sorriso è un vero biglietto da visita delle persone, che può spegnere entusiasmi o accendere desideri. Nel tempo si sono trovate soluzioni anche ai difetti più improbabili, grazie ad apparecchi costosi che hanno comunque rivoluzionato le nostre bocche, rendendo meno traumatico il trattamento: ci sono giornalisti e cantanti che mostrano denti metallici anche in tv. Per quanto le nostre foto siano per lo più modificate dai filtri, il sorriso che vira al giallo è però sempre difficile da correggere. L ultima novità per lo sbiancamento è il carbone. Secondo uno studio americano, basterebbe scioglierne una pastiglia in un dito d acqua e poi passare questo composto sui denti appena lavati una volta alla settimana. Per Joseph Banker, dentista della DMD in New Jersey, «è sorprendente il suo potere nello sbiancare i denti, rimuovere la placca e le macchie superficiali». Ma non è chiaro se a lungo andare il carbone possa indebolirne lo smalto. Nel dubbio, meglio sbiancarli in uno studio odontoiatrico, che può avere prodotti chimici di ultima generazione. Si può ovviamente provare con il fai-da-te delle striscioline in farmacia, ma il metodo migliore resta il mantenimento di una bocca pulita, evitando bevande gassate tipo soft drink ed eliminando il fumo. Per un buon sorriso non devono poi mancare un collutorio ricco di fluoro e un pizzico di buonumore. In piscina attrezzi, ritmi e movimenti E i risultati sono più rapidi Peso giù e cellulite ko senza sudare I CON SI GLI IRMA D ARIA DIMENTICATE l acquagym come si faceva un tempo: il fitness acquatico si è evoluto e porta in piscina attrezzi, ritmi e movimenti che conquistano anche chi ha sempre pensato che l allenamento in acqua sia meno intenso. Al contrario, i risultati sono più rapidi: secondo gli esperti, un ora di acqua-fitness fa bruciare il 30 per cento di calorie in più rispetto ad una lezione a secco. E soprattutto scolpisce lì dove serve facendo perdere peso e mettendo ko la cellulite. A RiminiWellness sono state presentate le ultime novità per chi vuole prepararsi alla prova costume senza sudare e sfruttando anche il massaggio dell acqua. Come Aquawork, un corso di rinforzo muscolare che utilizza la resistenza idraulica e meccanica per tonificare tutto il Fitness perché farlo nell acqua INFOGRAFICA DI ANNALISA VARLOTTA corpo. Grazie ad accessori quali elastici e tubi in gommapiuma, l Acquawork permette di rinforzare l intera cintura addominolombare, la schiena, le braccia e le gambe. «È un allenamento acquatico ad alta intensità dai molteplici benefici: stimola metabolismo e sistema ormonale, snellisce, rinforza, tonifica e definisce la silhouette» spiega Doriana De Pasquale, personal trainer esperta di acquafitness. Per chi vuole perdere peso, l ideale è AguaMovida, un programma di fitness made in Italy che permette di bruciare fino a 500 calorie in 50 minuti: lezioni a suon di musica ispirate alle discipline dance come reggaeton e burlesque. Si salta e si balla in acqua utilizzando a volte anche alcuni attrezzi. Si ispira alla danza anche Acquapole che permette di eseguire oltre 150 possibili esercizi facendo leva sul palo. In acqua si può anche pedalare e non solo se si pratica già spinning: a RiminiWellness è stata presentata una nuova bici che permette una pedalata che si adatta ad ogni condizione fisica ed è anche dotata di un sistema speciale che agevola la fuoriuscita dell acqua. Anche le arti marziali si possono declinare in versione acquati- ca grazie a discipline come Acquacombat che si ispira a Karate, Boxe, Kick Boxing e Thai Chi e consente di migliorare resistenza cardiovascolare, coordinazione e mobilità, tonificando tutto il corpo. Altra novità è il Boxing Splash che si esegue con la Sparring Ball, una palla da boxeur in versione acquatica con cui si può fare fitboxe in piscina. LA ROCHE-POSAY Non solo filtri c è anche la baicalina ANGELA CROCE I N UN VIDEO di poco più di 30 secondi, una coppia di dalmata osserva le proprie macchie e quelle dei loro cuccioli. Un invito a controllare i propri nei e quelli del partner per far prevenzione responsabile del melanoma, tumore cutaneo maligno, che ogni anno miete molte vittime. «Purtroppo il tasso di mortalità del melanoma non diminuisce: solo poche persone effettuano l autoanalisi dei nei», dice Elisabeth Araujo, International Director di La Roche-Posay. «Più è precoce la diagnosi, più alte possono essere le probabilità di guarigione. È indispensabile, quindi, consultare il dermatologo il più rapidamente possibile appena ci si accorge di una lesione sospetta». Come fare l autoanalisi? In Diventa Skin Checker di larocheposay.it, un breve test spiega il metodo giusto. Naturalmente bisogna adottare comportamenti virtuosi sotto il sole: in vacanza non esporsi nelle ore centrali della giornata e applicare sempre la protezione con generosità. Il solare andrebbe sempre usato visto che siamo costantemente esposti alla luce naturale. «Gli Uva lunghi rappresentano il 75% dei raggi ultravioletti che arrivano sulla terra, attraversano le nuvole, i vetri e la pelle fino al derma», spiega la biologa Caroline Fayolle, dei Laboratori La Roche-Posay. «A completamento del nostro già robusto sistema filtrante abbiamo aggiunto la baicalina, sostanza antiossidante, astratta dal Baikall Skullap, una radice usata nella medicina tradizionale cinese».

46 RCLUB la Repubblica SABATO 6 GIUGNO I piaceri AMICI MIEI I gabbiani e le colombe di Ratzinger ELENA STANCANELLI GABBIANI sono la nostra cattiva coscienza. Ingrassano mangiando la no- spazzatura, ci assediano, ci attac- Istra cano. Scippano i gelati dalle mani dei bambini, gridano garriscono e stridono secondo alcuni, ma la verità è che i gabbiani closcano si accapigliano. Sono animali rivoltanti, a parte ovviamente Livingston, il gabbiano taoista. Sono uccelli di mare dell ordine dei Caradriiformi e formidabili generatori di racconti. Per due volte di seguito, prima delle sue clamorose dimissioni, papa Benedetto XVI al termine dell angelus provò a liberare due colombe dalla finestra di piazza San Pietro. Ma un gabbiano le attaccò, costringendole alla ritirata. Intorno a questo avvenimento e la carrettata di metafore che ne consegue, si sono scatenati gli interpretatori, i dietrologisti, i telavevodettisti. Qualunque cosa pensiate dei gabbiani, quindici giorni dopo il papa si è dimesso. Quanto alle colombe, si dice che una delle due sia morta. E se c era un gabbiano appollaiato sul comignolo più inquadrato del mondo, quello da dove sarebbe uscita la fumata al termine del conclave, può essere solo una questione statistica, a Roma vivono circa gabbiani. Ma se invece i gabbiani stessero cercando di dirci qualcosa? Non vi sembra curioso che il loro cibo preferito siano gattini? IL G IO CO Il mattoncino che non teme la tecnologia Miracolo Lego. Dieci anni fa l azienda stava per chiudere oggi è ovunque: giocattoli, videogame, tv e cinema SERGIO PENNACCHINI «SE un bambino vede un pallone su un prato istintivamente gli darà un calcio. Allo stesso modo, se vede i nostri mattoncini, comincerà a giocare e creare nuove combinazioni». Jorgen Vig Knudstrop, 47 anni, è l autore del miracolo Lego. Da azienda in crisi, sull orlo del fallimento, in dieci anni l ha portata di nuovo al successo. È diventato amministratore dell azienda danese nel 2004, sostituendo Kjeld Kirk Kristiansen, nipote del fondatore Ole. Lego era in forte crisi e aveva appena chiuso l anno registrando perdite per 140 milioni di euro. Knudstrop ha stravolto la compagnia, ottimizzando la produzione e concentrandosi sui valori alla base della Lego: far giocare i bambini ( leg godt in danese significa giocare bene ). Oggi è ovunque, dai giocattoli ai videogame, dalla tv al cinema, dove Lego Movie ha guadagnato quasi mezzo miliardo di dollari. «Sì, è stato un anno davvero meraviglioso». Knudstrop recita queste parole ballando e canticchiando il noto tema del film sul piccolo palco della sala conferenze del quartier generale di Billund. Quindi prende in mano un mattoncino giallo: «Con sei di questi si possono creare 915 milioni di possibili costruzioni. Tantissimi modi per dare libero sfogo alla fantasia». Parla di bambini, ma la realtà è che Lego ha molto seguito anche con gli adulti. È un fatto anomalo - spiega - perché siamo l unico giocattolo in grado di far appassionare generazioni diverse. Ci sono set composti da più di tremila pezzi che abbiamo pensato proprio per i nostri utenti più esperti». Sono passati più di ottant anni da quando Ole Kirk Kristiansen, falegname di Billund, cittadina con poche migliaia di abitanti nel cuore della Danimarca, decise di abbandonare il suo poco proficuo lavoro di carpentiere per dedicarsi alla costruzione di giocattoli in legno. Era il 1934 e così, per necessità e quasi per caso, nacque la Lego. Oggi la compagnia danese è un colosso internazionale con quasi 15 mila impiegati e una rete di distribuzione che raggiunge oltre 140 Paesi. Il 2014 si è chiuso con un giro d affari di 3,8 miliardi di euro e un profitto netto di 930 milioni di euro, in crescita del 15 per cento rispetto all anno precedente. Il successo dei mattoncini colorati non sembra conoscere fine: questo è il decimo anno di fila con una crescita del fatturato. Un record. Insomma, un giocattolo universale, che piace a figli e genitori. E pensare che i mattoncini all inizio ebbero poca fortuna. Aveva una linea di giocattoli in plastica, soprattutto automobili e camion, che ancora oggi sono conservati, insieme ai primi giochi di legno, nel museo dell azienda. I mattoncini, introdotti nel 1949, faticarono a ottenere spazio. Per trovare i primi brick di successo bisogna spostarsi di un paio di stanze nel museo, dove viene custodito il primo set di costruzioni: la Town Hall del Una piazza su cui era possibile costruire albergo, cinema, case, la stazione della polizia. Da allora la compagnia ha prodotto esclusivamente mattoncini, creando set a tema come pirati e cavalieri medievali e, alla fine degli anni 90, introducendo i primi prodotti su licenza con Guerre Stellari e Winnie the Pooh. Con Lego si può costruire qualsiasi cosa, ed è per questo che si lega bene alle licenze esterne. Nel 2014 quelli a tema Star Warssono stati i più venduti subito dopo la linea Lego City. Un risultato che probabilmente quest anno è destinato a migliorare, vista l uscita al cinema del nuovo capitolo di Guerre Stellari. Ci sono però alcune critiche, come chi sostiene che sia un gioco per soli maschi. «Penso che la creatività non abbia un sesso», risponde Knudstrop. «Abbiamo sviluppato diverse linee dedicate specificatamente alle ragazze, come la linea Friends». E il futuro? Come si rimane vivi in un mondo che si sposta sempre più verso il digitale? Proprio grazie al fatto che l azienda danese continua a basarsi su un idea che è rimasta invariata dal 1949 a oggi. «È vero, viviamo in un mondo dove la realtà e il digitale convergono, si sovrappongono. Negli Stati Uniti abbiamo fatto alcuni esperimenti con la linea Lego Fusion», spiega Jorgen Vig Knudstrop. Si tratta di un set di costruzioni che, una volta completato, prende vita sullo schermo del tablet e permette al bambino di continuare a giocare. Si possono comprare diversi set per farli comunicare tra loro. «Ha avuto un buon riscontro, ma credo sinceramente che il futuro per noi sia nel mattoncino di plastica, quello di sempre, e nella possibilità di creare ogni volta qualcosa di diverso, di unico. Senza per forza passare dallo schermo di un tablet».

47 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO TERRAZZI FIORITI In giardino i grandi non sono forti PAOLO PEJRONE PIÙ riprese, nelle ultime settimane, la grandine si è abbattuta improvvisa ed impietosa A sul giardino. Le Hosta sono state tra le vittime preferite: quelle foglie così fragili e tenere, che per ora sembravano miracolosamente scampate agli attacchi delle lumache, sono state tutte ridotte ad un vero colabrodo. Così come le foglione anche loro inermi e delicate delle Magnolie macrophylla e tripetala: praticamente triturate. In giardino, un po come dappertutto, non sempre i più grandi sono anche i più forti, anzi. Almeno le lattughe però sembrano essere salve: quest anno, memore dei disastri passati, le ho coltivate al riparo di un telo. Una volta, e saggiamente, si consigliava di curare tutte le ferite con una salutare passata di verderame nel primo giorno di sole. Serviva da vera disinfettata preventiva, riducendo gli attacchi dei tantissimi nemici in agguato: le lacerazioni da grandine sono infatti il miglior modo per l ingresso di funghi e marcescenze. Vedere il proprio lavoro distrutto nel giro di un quarto d ora è sempre triste e scoraggiante, ma ci insegna che in giardino la fatalità e l ingiustizia fanno parte del quotidiano. Così come ne fanno parte la pazienza e la speranza. VISTO A NEW YORK Nei ristoranti prenotazione con penale ANDREA VISCONTI C IRCA ristoranti a New York, la maggior parte l equivalente di semplici trattorie nostrane. Ma qui ci sono anche i locali più celebrati al mondo. Ristoranti dove è così difficile ottenere un tavolo che si sta facendo avanti un sistema per le prenotazioni che lascia molti perplessi. Prendiamo il caso di Dirt Candy, uno dei locali più ambiti del momento nonostante un menu interamente vegetariano. Per una prenotazione all inizio di giugno il primo tavolo disponibile per due persone è ai primi di agosto. Come fa la celebrata chef Amanda Cohen a gestire i suoi sessanta coperti con clienti che si accaparrano prenotazioni con grande anticipo ma a volte le ignorano senza neppure una telefonata? Molti ristoranti top chiedono ora il numero di carta di credito al momento della prenotazione e addebitano una cifra standard per ogni commensale. Al giapponese Masa sono 200 dollari a persona. Anche nel caso di no-show, cioè chi prenota ma non si presenta. Ci sono pure regole precise per annullare la prenotazione: almeno 48 ore d anticipo altrimenti scatta la multa. Più indulgenti i gettonatissimi Dirty French, Carbone e Santina dove non c è addebito se la prenotazione è annullata entro mezzogiorno. Altrimenti la penale è 65 dolla- ri. Ma c è un segreto: quasi nessuno addebita l American Express o la Visa di clienti maleducati. La minaccia esiste ma a livello pratico succede raramente. Solo in caso di prenotazioni per gruppi numerosi, perché in quel caso c è un danno economico per il ristorante. Così i newyorkesi vivono con due paure: non riuscire a prenotare nei ristoranti più desiderati e venire puniti quando non rispettano la prenotazione. Neppure fosse un appuntamento da un rinomato chirurgo plastico. Ma ormai pranzare in locali costosissimi e pretenziosi è diventata una delle attività preferite a New York. I LUOGHI Sopra, un immagine del ristorante vegetariano Dirt Candy e a destra uno dei cuochi del ristorante giapponese Masa a New York

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49 RCLUB Il design A REGOLA D ARTE Un sorriso può cambiare il mondo GAETANO PESCE l sorriso fa bene alla salute e anche a chi lo riceve. È uno straordinario mez- di comunicazione che avvicina chi Izo non si conosce, un modo per conquistare gentilmente e senza arroganza. Leggo i giornali tutti i giorni. Spesso vedo le foto degli esponenti della sinistra tradizionale e conservatrice e dei leader dei sindacati. Una nota che li accomuna è la serietà dei loro volti. In particolare Susanna Camusso: una donna che con il sorriso potrebbe ricevere molti consensi e che invece respinge con un austerità inutile, e così gli altri leader sindacali. Ora vorrei raccontare una storia accadutami a varie riprese: l incontro con Lech Walesa al quale il sorriso non mancava assieme ad altre sue espressioni piacevoli. La prima volta fu in occasione di un intervista della tv di Dansk, durante la quale espressi il desiderio di conoscerlo. L incontro, quasi scherzoso, avvenne a casa sua e credo avesse da poco la Repubblica SABATO 6 GIUGNO ricevuto il Nobel per la Pace. In seguito ci siamo rivisti in occasione del concorso per il monumento a Solidarnosc, dove venni chiamato a dare un giudizio architettonico. Lo ritrovai molto gioviale e senza pompa. Quest uomo, assieme a altri e con Giovanni Paolo II, ha cambiato il mondo, consentendo a metà della popolazione del pianeta di vivere la libertà e lo ha fatto quasi sempre con il sorriso. Alle porte di Firenze, in un palazzo del primo 900 Le colline si riflettono sulle superfici a specchio CA SE& STI LI Un rifugio metropolitano pieno di luce IRENE MARIA SCALISE FOTO JURGEN EHEIM FOTO JURGEN EHEIM LA SEDIA Sedie Adrenalina: hanno la seduta imbottita, rivestita in cavallino ecologico. Sotto, il soggiorno della casa realizzata dall architetto Simone Micheli SI TROVA alle pendici delle colline di Settignano la casa ideata dall architetto fiorentino Simone Micheli. Una casa inaspettata che, una volta entrati nel palazzo del primo 900, lascia gli ospiti senza parole. Gli scorci prospettici delle colline si riflettono sulle superfici a specchio. La natura sembra svilupparsi all interno. Ma è fuori. «Ho concepito questo luogo come uno spazio libero, flessibile e sereno all interno del quale vivere con semplicità il quotidiano, ospitare amici in modo anticonvenzionale». La soluzione ideata da Micheli sembra strizzare l occhio ad un mondo a colori: «Ho creato un volume candido punteggiato da brillanti toni verdi e arancio. Ho immaginato di costruire un luogo ospitale, come una grotta rifugio metropolitana, dove potersi rilassare e ritrovarsi attraverso il rapporto con variabili vuoti». La casa voluta da Micheli è piena di luce e mostra chiaramente il suo passato, se pur rivisto in chiave attuale. Una ventata di contem- IL DIVANO Il Désirée Gruppo Euromobil. Un divano grande e adatto a qualsiasi spazio poraneo sembra così scardinare gli equilibri dei secoli precedenti: «Due piccoli appartamenti sono stati fusi insieme in superfici che s intrecciano demolendo intonaci, pavimenti, controsoffitti e parte di un solaio». Un ardito cesello d ingegneria strutturale ha permesso di superare i limiti imposti dalla muratura dell edificio ed è riuscito a creare un ambiente luminoso collegando tutti gli ambienti in spaziosi open space». L appartamento si distribuisce ora su tre livelli: la zona giorno si distingue per le ampie altezze mentre lunghi soppalchi a ballatoio corrono al di sopra della zona notte. Un fluido spazio interattivo vede la compenetrazione delle varie funzioni: living-video, area pranzo, cucina. La materia originaria delle murature è stata riportata a vista riscoprendo i vecchi mattoni di cotto. Anche arredi e complementi talvolta sono opera dello stesso Micheli: «I divani bianchi in tessuto sono satelliti che fluttuano sul parquet di rovere sbiancato, il tavolo da pranzo ricavato da un tronco di cedro grezzo spicca tra le candide sedute in eco pelle e cavallino. La cucina, scomposta in due blocchi cottura e armadio frigo, è immacolata e si apre sulla zona pranzo ma può essere schermata con due tende a rullo». Nella camera dei padroni di casa armadi bianchi a tutta altezza e un letto isola con testata imbottita che, tramite una porta scorrevole, comunica con la zona bagno con un ampia vasca doccia. La camera dei ragazzi ha una nota di colore con il grande letto giallo, armadi bianchi, nel centro della stanza un grande gioco calcetto in tonalità bianco e argento. Il secondo livello è realizzato su un soppalco in legno illuminato da un lucernario satinato che si apre elettronicamente: ospita una piccola sala video, una zona fitness, una libreria contenitore e un ripostiglio schermato da tende a rullo. Il terzo livello è accessibile dalla scala rivestita in parquet e si raggiunge risalendo una scala verde acido. La terrazza è un estensione verde della zona living. Infine la tecnologia che, preziosa alleata dell architettura, domina su tutto: «La casa, interamente sostenibile e perfezionata con finiture naturali, è modulabile grazie a un semplice tocco di ipad». GLI SPAZI Sopra, uno scorcio del soggiorno e della sala da pranzo dell abitazione di Settignano, a Firenze IL TAVOLINO A destra, il Trigigio MyYour con piano in vetro e la stanza da letto della casa

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51 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO R2Cultura CONTATTI La chimica dell amore /3 Dori Ghezzi racconta la lunga storia con il cantautore Aspetto ancora De André SIMONETTA FIORI MILANO in anticipo sul tuo stupore/ verranno a chiederti del nostro amore/ a quella gente consumata a farsi dar retta/ un amore così lungo tu non darglielo in «QUANDO fretta». Non è facile dimenticare i versi di Fabrizio De André mentre si va a trovare Dori Ghezzi nell ufficio vicino a corso Magenta dov è la Fondazione. «No, non sono per me», sorride lei che è ancora una bella ragazza bionda, dal fisico sottile e lo sguardo profondo. Cantava Casatciok quando si incontrarono la prima volta a Genova, quasi cinquant anni fa. «Vincemmo entrambi il premio Caravella nel Io con il ballo della steppa, lui con Tutti morimmo a stento. Pensi che abisso». Evidentemente non pesò. «Fabrizio era già un mito, io una cantante arrivata al successo con una canzone popolare. Non so dire cosa vide in me. Ebbe fiducia nel suo istinto, nella chiarezza di quel nostro primo sguardo. Ci scrutammo a lungo, nel corso della serata. Deve essere reciproco, pensai. Però tutto finì lì». L attrazione fisica fu immediata. Anni dopo avrebbe scritto che il suo primo pensiero fu fare all amore. «Sì, un piacere fisico che andava oltre quello sessuale. Ci eravamo riconosciuti, come se ci appartenessimo da sempre. Ma la storia sarebbe iniziata qualche anno dopo, nel 1974, in uno studio di registrazione. Mi chiese il numero di telefono e l indomani mi chiamò». Sorpresa? «Un po, ma non troppo. Non cominciava un discorso ma continuava. Fabrizio s impose con naturalezza, senza smancerie né sentimentalismi. E non mi faceva pesare la distanza. Era l artista colto, il cantore di Brassens e Villon, eppure non l ho mai visto in cattedra. Mi colpì per l umiltà, sempre attento a valorizzare quanto di buono era negli altri. Anche con me riuscì a tirare fuori energie intellettuali che non sapevo di avere. Ma tra noi più delle parole facevano gli sguardi». «I nostri sguardi s incontrano volentieri, senza mai cogliere noia né risentimento». Così raccontava il vostro amore. «Sì, fin dal principio. Andammo a vivere nella casa di Milano dove stavo con i miei. Mio padre operaio, mia madre casalinga, mia sorella con mio cognato e i tre figli. Lui sembrava contento, come se avesse trovato il mondo che cercava, la vita autentica dei semplici dopo le avventure negli angiporti di Genova. Era in fuga dai formalismi della società altoborghese. Anche se nei modi Fabrizio non smise mai d essere un signore». Era un periodo particolare della sua vita? «In famiglia le cose non andavano più tanto bene, il rapporto con la moglie Puny già esaurito. Sentiva il bisogno di lasciare Genova per vivere in un posto sperduto in campagna. Fin da subito mi trovai davanti a una scelta. E scelsi di seguirlo in Sardegna». Il primo periodo non fu facile. «Scappa fin che sei in tempo, mi dicevano i suoi amici. Rischi di farti male, non si separerà mai dalla moglie. Si poteva avere l impressione che mi trattasse male, però io capivo che non era così. Era in lotta con se stesso, o con una parte di sé. Forse cominciava ad avvertire il potere che inconsapevolmente esercitavo, il potere dei sentimenti. Ho resistito. Spegnevo la sua lotta, disarmandolo. Pian piano ha scoperto la mia forza». Era geloso? «Sì, ma senza dirlo. Magari nel rapporto tra noi poteva chiudersi nella sua bolla e non ascoltarmi, ma se parlavo con altre persone captava ogni sfumatura, anche a distanza. In fondo era il suo modo per controllarmi. Anche se tra noi era grande il rispetto della reciproca libertà». Il rapimento fu terribile, ma rafforzò il legame Ritrovare gli occhi dell altro fu come la libertà Non voleva essere scrutato nelle pieghe dell anima. Lo disse apertamente: la storia con Dori contempla trasporto, fiducia e stima, ma non amicizia. «Sì, diceva di aver lasciato una intercapedine, per non perdere quel piccolo mondo segreto che nutre la passione. Io in realtà non l ho mai vissuta così. Credo che tra noi sia stata forte anche l amicizia, che certo da sola non basta». Come vi chiamavate tra voi? «Bi e Bo. Lui era Bi, da Bicio, il nomignolo con cui veniva chiamato da piccolino. E io ero Bo. Un giorno gli chiesi: ma Bo perché? Bottana!, rise lui». Non era così malinconico come traspare dalle sue canzoni. «Poteva essere molto divertente». Come reagì alla notizia che aspettavate un figlio? «Come un uomo responsabile. Temeva di fare male alla prima moglie, al figlio Cristiano. Avvertii in lui dolore e imbarazzo. Me ne andai in Canada per permettergli di elaborare questo passaggio. Però non ho mai dubitato dell amore di Fabrizio, del suo desiderio di avere una figlia con me». Lui le è sempre stato riconoscente per averlo liberato dall alcol. «Io lo sostenni, sì, ma quello fu un impegno assunto davanti al padre. Giuseppe glielo chiese in punto di morte e mi resi conto che Fabrizio era pronto per quel passo. Era il segno d una sua maturazione, d un rapporto diverso con la vita». Com erano i suoi rapporti con la famiglia? «Molto forti. Quando lo conobbi, aveva già risolto i suoi conflitti con il padre. E quando improvvisamente morì il fratello per un aneurisma, restò impietrito per diverse ore. Una statua. Mi spaventai». LA FOTO Dori Ghezzi con Fabrizio De André e la figlia Luvi nel 1980 E l ingresso di Dori nell alta società genovese? «Il padre venne a Milano per conoscermi. Ci invitò a pranzo, molto cordiale. Mi versò da bere una prima volta. Poi una seconda e una terza. E io chiacchieravo, in totale libertà. A un certo punto disse a Fabrizio: vedi, lei mi piace, non scriverebbe mai una lettera anonima. Aveva capito che ero trasparente, non dovevo fare bella figura. Non indossavo maschere». Alle maschere foste costretti in Sardegna, durante i centodiciassette giorni del sequestro. «Fu terribile ma rafforzò il nostro legame. Ci proteggevamo a vicenda, in quell equilibrio che solo l amore conosce: quando l uno si abbatte, l altro si fa forte. All inizio fu bruttissimo perché i cappucci ci impedivano di guardarci, e per noi lo sguardo era conforto. Così chiedemmo ai carcerieri di trovare una soluzione alternativa. Ritrovare gli occhi dell altro fu come ritrovare la libertà». Perché in Hotel Supramonte De André la definisce «una donna in fiamme»? «Perché la fiammella della vitalità non fu mai domata. Davanti ai banditi non feci mai la vittima. E quando al mio primo cedimento un pianto irrefrenabile loro mi sbeffeggiarono, sparai parole di fuoco: ma come, sono figlia di operai, mi usate come strumento di ricatto e avete il coraggio di sfottere? Una reazione forte che colpì anche Fabrizio, che pure mi conosceva bene. E ci guadagnò il rispetto dei carcerieri». Quale canzone racconta meglio il vostro amore? De André ha sempre detto che una in particolare gli è stata ispirata da lei, ma non ha voluto dire quale. «Penso dovrei dire spero! sia Jasmina, la compagna che ciascun marinaio spera d incontrare in ogni porto dopo le spericolate avventure in mare. Sono tante storie in una storia, e in fondo anche la nostra è stata così. E poi quella esplosione di erotismo che è giusto non si spenga mai». Perché tante storie in una storia? «Non abbiamo smesso di scoprirci. E non ci siamo mai annoiati. Lui aveva curiosità per me. La curiosità, diceva, è una prova profondissima dell amore». Ha qualche rimpianto? «Negli ultimi mesi della malattia non mi sono mai mostrata fragile. Non gli ho mai pianto addosso tutto il mio amore, stringendolo tra le braccia. Ho mascherato la mia disperazione, pensando che per lui fosse meglio così. Ora mi manca quel momento condiviso di verità e dolore». Avrà capito e le sarà stato grato. «Chissà. Penso spesso a quella vecchia canzone che stava incidendo quando cominciò la nostra storia. Era Valzer per un amore. Quando carica d anni e di castità, tra i ricordi e le illusioni del bel tempo che non ritornerà, troverai le mie canzoni Eccomi qua, a ricordare e in fondo ad aspettarlo: sono sicura che prima o poi ci rincontreremo. Forse inconsciamente quel valzer era già dedicato a me». FOTO FARABOLA

52 52 R2 CULTURA la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 Il personaggio Tornano le Relazioni Universali del filosofo. Il mondo raccontato da missionari e ambasciatori Giovanni Botero il gesuita glocal del Cinquecento ADRIANO PROSPERI veramente ammirabile si è il mondo» scrive Giovanni Botero nella dedica dell edizione 1595 delle Relazioni Universali al cardinal Pie- «Libro tro Aldobrandini: un libro che «si legge continoamente e si studia e non manca mai, a chi v attende, materia o d essercitar l ingegno o di pascer l affetto. S allarga a chi pensa di ristringerlo, s affonda tuttavia più a chi crede d haverne trovato il centro. Suggerisce finalmente del continuo materia di nuova speculatione e di nuova meraviglia a tutti». Basterebbe questa meraviglia davanti all inesauribile ricchezza del mondo per rendere avvertito il lettore di quanto questa vasta opera messa insieme dall autore con strenuo lavoro di più di un ventennio respiri ancora l atmosfera di un Rinascimento italiano aperto e creativo davanti al rapido mutare delle conoscenze sul globo. Pochi anni ancora e Galilei proporrà di leggere il messaggio di Dio agli uomini non solo nella Bibbia ma nel gran libro della natura, scontrandosi per questo con la scienza e la teologia dei Gesuiti. Gesuita, Botero lo era stato nella sua formazione; e una volta uscito dalla Compagnia le rimase intellettualmente fedele. Ma, una volta lasciata l incombenza del predicare e del comporre testi poetici d occasione, quella che lo dominò fu una passione per la politica nutrita di storia e di geografia. Dopo aver lasciato con la sua Ragione di Stato un segno durevole sulla cultura e sul linguaggio politico europeo dell epoca post-machiavelliana si misurò coi molti concorrenti attivi nel campo delle informazioni sulle cose del mondo. E vinse la gara dando alle sue «relazioni» una ampiezza universale e riversandovi una massa enorme di conoscenze raccolte via via, con una curiosità rimasta viva fino quasi agli ultimi giorni e riversata nei continui interventi di aggiunte e correzioni. Nacque così l opera che ora, grazie all editore Nino Aragno e alla curatrice Blythe Alice Viola, leggiamo finalmente in una edizione moderna. Meritavano certamente, queste Relazioni Universali, un posto in una ideale biblioteca di classici italiani; su questo non si può che essere d accordo con quello che scrive Blythe Alice Viola nel saggio introduttivo. Chi per leggerle doveva andarsele a cercare nelle tante edizioni e ristampe che ebbero all epoca ne avvertiva da tempo l esigenza. Era un vuoto così evidente che anche chi scrive queste righe ne aveva immaginato e proposto un edizione. Operazione non facile, proprio per il suo carattere di work in progress, riletto e arricchito e corretto dall autore fino al lascito manoscritto di un quinto libro edito solo a fine 800 da Pietro Gioda. Ma perché si giungesse finalmente a mettere mano all impresa occorreva qualcosa che si è verificato solo in questo avvio di secolo: l emergere nella coscienza comune e nella riflessione storica della globalizzazione come idea e come rapido e violento processo reale. Bisognava insomma che il problema del racconto del mondo come un tutto prendesse forma di esigenza diffusa e mettesse in crisi le antiche divisioni del lavoro intellettuale. Fino ad allora la fortuna di Botero dopo il grandissimo successo di edizioni e traduzioni del 600 aveva viaggiato solo grazie a studiosi e interpreti anche di grande qualità come il geografo Alberto Magnaghi e gli storici Federico Chabod e Luigi Firpo, ma curiosamente tutti di area subalpina, quasi che ci si potesse ricordare di lui solo nei dintorni del piccolo centro della Provincia granda, di cui Botero era originario. Oggi si discute molto di «global history» e di «world history», ma l unico modello novecentesco, quello di Fernand Braudel, appare sempre più inadeguato: chi l ha sostituito sulla cattedra del Collège de France, lo storico Sanjay Subramahniam, ha raccontato quanto sia stato sempre difficile fare di un sapere costituzionalmente «egoista» come la storiografia una «xenologia», cioè una scienza degli «altri». Ebbene, Botero ha qualcosa da insegnare al riguardo. Intanto, nonostante la sua affermazione che «l istoria è madre della saviezza umana», non è un caso che le sue Relazioni non siano e non vogliano essere un opera di storia ma di informazione sul mondo. Nella politica degli stati moderni così come nella conquista religiosa o economica l informazione si era guadagnata un posto fondamentale. Si era sviluppato il genere letterario delle relazioni: ne scrivevano navigatori, ambasciatori, missionari, tutti coloro che si muovevano per affari, politica, religione. Botero fu colui che ebbe la forza e la costanza di fare tesoro di tutte le relazioni a cui ebbe accesso, in modo speciale quelle dei missionari gesuiti dall America, dalla Cina e dal Giappone. Le unificò con una scrittura che ha la forza e i colori dell italiano letterario all apice della sua maturità, le fece sue raccontandole in prima persona e chiedendo di essere creduto come testimone de visu una finzione non nuova, an-

53 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO PER SAPERNE DI PIÙ Colosseo, l arena sarà ricostruita in cinque anni IL CASO La vagina della regina di Anish Kapoor scandalizza Versailles Il costo previsto è di 20 milioni di euro Ma l uso del monumento non cambierà FRANCESCO ERBANI nunciante l incipiente avvento del giornalismo. «Io ho girato l uno e l altro emisfero», scrisse nella dedica a Carlo Emanuele di Savoia. E in quella al cardinal Borromeo si disse giunto «al fine de miei lunghi e faticosi viaggi che, per intendere dello stato della relligione Cristiana per il mondo, io intrapresi questi anni passati». Ma soprattutto organizzò le relazioni con una robusta intelaiatura che teneva insieme, sotto le forme del potere, insediamenti umani e culture, risorse ambientali e meraviglie della natura, con l aggiunta di episodi storici e vicende e scoperte curiose destinate a tenere desta la curiosità del lettore. Nel suo racconto tutto è umano: anche se qualche editore del 600 arricchì l opera con immagini di umanità mostruose, giocando sull attrazione sempre viva del meraviglioso medievale, nel mondo descritto da Botero non ci sono più i mostri pliniani, mentre vi abbondano storie di bestialità, di umanità primitive e degradate. Si fa avanti invece nell ultima parte dell opera il meraviglioso devozionale della Controriforma, tutto ricavato dalle storie delle missioni gesuitiche: come il «prodigio orribile» della fanciulla peruviana Caterina che, per aver nascosto al confessore i suoi peccati di sesso, finì all inferno lasciando a infestare i luoghi il suo fantasma un demonio-peccato, un demonio-donna. Quanto alla religione, acquisita ormai la straordinaria varietà delle sue forme, essa appare come un fattore essenziale dei livelli di civiltà, graduabili secondo l impostazione del gesuita José de Acosta non come immutabili dati di natura ma come stadi di un processo evolutivo affidato alla grandezza dello stato e all accortezza del sovrano. Ed è tipico del forte senso boteriano del nesso tra potere statale e religione il fatto che, più dei successi orientali di Francisco Xavier, quello che gli interessa è l avanzata dell impero spagnolo in America: un avanzata che si porta dietro la conversione di interi popoli e promette così al cristianesimo cattolico di vincere la gara con le altre religioni mondiali l Islam in primo luogo, una religione che Botero propose di provocare con la diffusione di satire a stampa del Corano: un idea ricca di futuro, come sappiamo. * IL LIBRO Giovanni Botero, Le relazioni universali (a cura di Blythe Alice Raviola, Aragno, 2 voll., euro 60) ROMA CI VORRANNO cinque anni di lavori, tanti studi, tante indagini, 20 milioni di euro di spesa e un concorso internazionale per ricostruire l arena del Colosseo. Ma, al di là delle questioni tecniche, il ministro Dario Franceschini vuole fugare i sospetti avanzati più volte circa le finalità dell operazione: a che cosa servirà l arena? Non è che a qualcuno verrà in mente di allestirci concerti rock o gare sportive? «Il Colosseo non può diventare un contenitore buono per tutti gli usi», replica il ministro. «Ci vuole buon senso e massima precauzione, altrimenti anche un ottima idea diventa sbagliata». Tempi e costi dell intervento sono stati comunicati ieri durante la presentazione di un altra iniziativa nel Colosseo: la ricostruzione di uno dei montacarichi che in età imperiale servivano a portare in superficie le belve destinate ai combattimenti. È una struttura in legno a forma di gabbia (un metro e ottanta per un metro e quaranta) realizzata da due ingegneri, Umberto Baruffaldi e Heinz Beste, e finanziata da una società americana che ha filmato il cantiere e che distribuirà il documentario. Costo: 200 mila euro. Scopo: «Non un opera effimera, bensì un importante intervento di archeologia sperimentale», spiega il soprintendente Francesco Prosperetti, quasi voglia prevenire le critiche a iniziative dal sapore marcatamente spettacolare. Il montacarichi e l arena sono connessi fra loro. Servono, insiste Prosperetti, «a restituire al monumento alcuni segni della sua storia. È una forma di mediazione culturale, che rende più palpabile la funzione assunta dal Colosseo in età imperiale, la sua natura di grande macchina del consenso». Niente partite di calcio, dunque (come aveva proposto, chissà quanto seriamente, il presidente della Roma James Pallotta). Ma eventualmente spettacoli teatrali: nella piccola porzione di arena già realizzata alla fine degli anni Novanta, dice Prosperetti, si pensa di mettere in scena prossimamente una Medea. Secondo Adriano La Regina, a lungo soprintendente a Roma, l arena la cui ricostruzione è stata rilanciata nei mesi scorsi dall archeologo Daniele Manacorda distribuirebbe meglio i visitatori e consentirebbe una migliore percezione del monumento (attualmente visitato da circa ventimila persone al giorno). La Regina, però, mette in guardia dai problemi che occorre risolvere: l alterazione delle condizioni climatiche al di sotto dell arena, l umidità, lo smaltimento delle acque, gli appoggi sulle strutture antiche. Ma una questione sovrasta le altre. La Regina è tassativo: va benissimo ampliare la conoscenza e rendere accessibile questa conoscenza a quante più persone possibile, ma non si può usare il Colosseo per scopi impropri, che ne alterano la natura e che avrebbero fini di mercificazione. IL PROGETT0 All interno del Colosseo verrà ricostruita l arena. Per l intervento occorrono cinque anni e venti milioni PARIGI. Un enorme corno di metallo con all interno un tunnel rosso sangue. s intitola Dirty Corner e l ha realizzato Anish Kapoor nei giardini della reggia di Versailles. Secondo il giornale francese JDD quest opera ha una forte connotazione sessuale e in molti già gridano allo scandalo. Il sindaco conservatore di Versailles ha twittato la sua disapprovazione e alcuni blogger si sono scagliati contro l artista che non è nuovo a doppi sensi e provocazioni. «È la vagina della regina che prende il potere ha risposto Kapoor È un progetto ambizioso, ma non così grande da non poter essere esposto a Versailles». VENEZIA Fontego dei Tedeschi il Consiglio di Stato dice sì ai lavori VENEZIA. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso avanzato da Italia Nostra contro la ristrutturazione a uso commerciale del Fontego dei Tedeschi, sul Canal Grande a Venezia, riconoscendo legittimi gli atti di Comune e Soprintendenza. Lo ha reso noto ieri l Avvocatura civica del Comune veneziano. Sarebbe stata così confermata la sentenza del Tar Veneto che aveva riconosciuto la legittimità degli atti del Comune di Venezia e della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, riguardanti la riqualificazione dello storico palazzo che, già sede degli uffici postali, ora è di proprietà del Gruppo Benetton.

54 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO Sostienimi scaricando su R2Spettacoli & TELEVISIONE CONTATTI Incontro con Tinny Andretta, responsabile della produzione Rai, tra progetti e futuro Il racconto televisivo deve arrivare a tutti, il servizio pubblico ha più responsabilità DIRETTORE GENERALE Penso che l azienda abbia un grande manager indipendente: è Luigi Gubitosi DONNE E FAMIGLIE Violante Placido sul set di Questa è la mia terra ; sotto Licia Maglietta in Tutto può succedere, ( Parenthood italiana). Al centro È arrivata la felicità MIO PADRE Papà, economista citava gli scalpellini medievali: c è un solo modo di fare le cose, farle bene DAL CINEMA ALLA TV Eleonora Tinny Andreatta, 50 anni, direttore di RaiFiction Smettiamo di invidiare le serie americane SILVIA FUMAROLA Andreatta è entrata in Rai come collaboratrice nel 1995 (assunta ROMA nel 1998). Oggi è a capo di LE BOTTIGLIE vuote con una struttura strategica: 180 le date scritte col pennarello raccontano di potere anche se lei ride milioni di budget. Una donna brindisi per gli ascolti record, alle pareti Dottoressa Andreatta, viene quando la si definisce così. le strisce dei Peanuts e i fumetti tirata in ballo come possibile di Andrea Pazienza, accanto direttore generale della Rai. alla scrivanie i disegni della nipote «Penso che la Rai abbia un Isabel, l artista di casa. Il grande manager indipendente, direttore di RaiFiction Eleonora capace, che ha saputo risanare i Andreatta, per tutti Tinny conti e che sarebbe in grado di dal nome della protagonista di realizzare un grande rilancio del un opera di Tagore che conquistò servizio pubblico ed è l attuale di- i genitori durante un viaggio rettore generale Luigi Gubitosi. in India, è una ragazza di cinquant anni Ci vuole tempo e ci vuole visione. sorridente e schiva. La Rai è una realtà complessa e lui Laurea in Letteratura italiana a ha insieme le qualità di un manager Bologna, formazione americana, di razza e la competenza e la corsi di cinema alla Ucla, la forza di condurre la Rai nella nuova figlia dello statista Beniamino missione del servizio pubbli- Lady fiction co». Come ha iniziato la sua carriera? «Ho lavorato per Academy pictures, distribuzione cinematografica, con Vania Traxler, negli anni di Kiesolowski, Luhrmann, Sautet, Kaurismaki, Neil Jordan, frequentavo i festival in cerca dei film migliori. All epoca i film si acquistavano spesso su progetto. Ho aiutato come editor alcuni sceneggiatori a partecipare a concorsi europei e in quell ambito ho conosciuto Roberto Pace, responsabile per la Rai dell European Coproduction Association. Quando è diventato capostruttura di RaiUno mi ha chiesto di lavorare con lui». Della sua vita privata si sa poco. «Ho due fratelli e una sorella: Tomaso è economista e vive in Vietnam, mia sorella Erika, architetto, si occupa di promozione culturale, mio fratello Filippo è professore di relazioni internazionali all Università di Bologna. Mamma è psicoanalista, da lei ho ereditato la passione per il cinema». Suo padre è Beniamino Andreatta: mai tentata dalla politica? «L idea di fare politica non mi ha mai sfiorato. Sono cresciuta con un idea della politica come servizio, quasi come un eredità genetica. Ho un idea del potere come possibilità di fare, non come gestione del potere intesa classicamente. C era un paragone che mio padre faceva, quello degli scalpellini delle chiese medievali, usi a fare statue perfette anche nel retro che le persone dal basso non potevano vedere ma solo Dio e i piccioni che si posavano. Avevano l idea delle cose ben fatte, perché le cose bisogna farle bene anche se non vengono viste». IL PROGETTO LUCIA ANNIBALI RaiFiction prepara un film tv su Lucia Annibali, dal libro Io ci sono scritto dalla Annibali con Giusi Fasano. L avvocatessa di Urbino fu sfigurata con l acido nel 2013 in un agguato organizzato dall ex fidanzato Luca Varani: l uomo è stato condannato a 20 anni Frequenta i salotti? «Viviamo in un rapporto di reciproca indifferenza». Dal cinema alla fiction: passaggio indolore? «Ho avuto la fortuna di lavorare in un periodo epico dello sviluppo della fiction, con Sergio Silva si investiva, contro una politica fino ad allora dominante degli acquisti che aveva creato un ritardo nello sviluppo della produzione nazionale». Cosa significa per lei fare servizio pubblico? «La televisione di servizio pubblico ha la responsabilità di chi non bussa per entrare nelle case: il racconto deve arrivare a tutti non nel senso di inseguire l ascolto, ma nell offrire un racconto che sia uno stimolo per le persone. La tv a pagamento è esclusiva, quella pubblica è inclusiva, diventa un opportunità di essere al servizio di pubblici diversi: la fiction tornerà in prime time quest autunno su RaiDue e RaiTre e poi c è il web». Il suo incarico è sempre stato nelle mani degli uomini. Pensa che ci sia una differenza? «La strada è lunga, quando si smetterà di parlare di quote rosa sarà un bel giorno. Lavoro con una squadra fantastica, ci sono uomini e donne. Ho cercato di dare spazio ai vari punti di vista perché se tante volte le donne sono state protagoniste lo erano di fiction romantiche. Ora esploriamo il femminile in tutte le sfaccettature: penso alla soldatessa di Limbo dal libro di Melania Mazzucco, alla poliziotta di Non uccidere al coraggio di Lea Garofalo alla donna sindaco interpretata da Violante Placido. Racconteremo la storia di Lucia Annibali che ha ripreso in mano la sua vita». Crede davvero che sia esportabile? «Siamo pronti per entrare nel mercato europeo delle esportazioni (penso a realtà all avanguardia come quella scandinava, spagnola o turca) e non dobbiamo essere ossessionati dal paragone con gli americani. Da noi arriva solo il meglio del meglio, spesso il prodotto cable. I modelli internazionali fanno parte del bagaglio culturale come i film, i libri, ma ognuno deve trovare la propria strada. Sempre più artisti che lavoravano per il cinema sono interessati alla tv». Che principi segue quando sceglie? «Una regola che mi sono data è non produrre mai una storia in cui non credo. Posso aver fatto errori, ma li ho fatti credendo che fossero storie giuste da condividere».

55 NERO A METÀ PINO DANIELE, ESCE L ULTIMO CONCERTO Arriva nelle radio la versione live di A testa in giù, brano originariamente contenuto nel disco di Pino Daniele, Nero a metà, ed estratto dal doppio album Nero a metà live, in uscita il 9 giugno. È l album con l ultimo concerto del cantautore, registrato il 22 dicembre ad Assago. IL REGISTA SORRENTINO, LAUREA AD HONOREM A NAPOLI Laurea ad honorem a Paolo Sorrentino (foto) all Università Federico II di Napoli. «Io voglio che un film o un libro siano un universo in cui le cose vanno come dovrebbero andare, il che non significa fare un film ottimista, bensì l opposto», ha detto il regista nella sua lectio magistralis. 55 RAITRE Fabio Fazio verso nuovo Rischiatutto FABIO Fazio rifarà il Rischiatutto in autunno su RaiTre il giovedì sera. «Quel quiz era perfetto: domande, risposte e via» ripete da tempo il conduttore, amico ed estimatore di Mike Bongiorno. Così a RaiTre si lavora al nuovo quiz: pare ci siano solo questioni tecniche da risolvere. Il prossimo 18 giugno, giorno dell approvazione dei palinsesti autunno-inverno della Rai, potrebbe essere la data buona per il via libera. News in pillole CINEMA Seagal in un film di Mikhalkov STEVEN Seagal sarà quasi sicuramente il protagonista del nuovo film di Nikita Mikhalkov. Secondo The Hollywood Reporter il regista, premio Oscar per il miglior film straniero con Sole ingannatore, affiderà a Seagal un ruolo assai differente da quelli che l attore è solito interpretare. Mikhalkov non rivela altri dettagli del progetto, ma si sottolinea che Seagal è conosciuto per il suo appoggio al Cremlino. E il film è frutto di una coproduzione alla pari tra Stati Uniti e Russia. Atahualpa il tesoro nascosto diventa un disco La monumentale opera di Carlo Enrico Pasta sulla ferocia dei conquistadores torna alla luce GIUSEPPE VIDETTI BOZZETTO Un bozzetto dell allestimento dell opera Atahualpa In vendita da domani curato dal tenore peruviano Ernesto Palacio FAVOLA POP Il ghanese Kwabs ROMA del trionfo dell Aida di Verdi non si spegne: è il L ECO Ancora si parla della prima trionfale diretta da Giovanni Bottesini per l inaugurazione dell Opera del Cairo, la vigilia di Natale del E del compenso astronomico: 150 mila franchi versati su un conto parigino dal Chedivè d Egitto al compositore. Gli allestimenti faraonici sembrano alla portata di tutti, il mondo dell opera pensa in grande. Quella febbre contagia anche il compositore milanese Carlo Enrico Pasta ( ) il quale, sbarcato a Lima nel 1855, esercita tra Cile e Perù il suo mestiere di maestro di musica e concertista. Ovvio che ha in mente Radames quando chiama Antonio Ghislanzoni, autore di Aida, a scrivere il libretto di Atahualpa, ultimo leggendario sovrano Inca prima della conquista spagnola, con l intento di solleticare l orgoglio dell intero Sudamerica sconfinato e assetato di cultura. Per la prima di Atahualpa, il 23 novembre 1875 al Teatro Paganini di Genova, l autore torna in Italia. Si replica a Milano, sporadiche rappresentazioni nei primi del Novecento, ma Verdi è Verdi e l avventura fitzcarraldesca di Pasta, senza l appoggio delle autorevoli case editrici dell epoca, viene archiviata e infine dimenticata. Di tesori nascosti è costellata la storia della musica e Atahualpanon è esattamente roba di serie B. Se ne rende conto Ernesto Palacio, tenore peruviano, eccellente interprete di ruoli mozartiani e rossiniani, neodirettore artistico del Rossini Opera Festival di Pesaro, quando s invaghisce dell idea di rispolverare un opera di cui non esistono documenti registrati. Lo intriga l analogia tra i miti dell antico Egitto e i gli eroi della storia peruviana del XVI secolo, ma di più lo conquistano i quattro atti di Atahualpa quando affronta l analisi delle partiture. Per non rischiare di imbarcarsi in un progetto mastodontico che oggi nessun ente lirico potrebbe supportare, Palacio, 68 anni, organizza nel 2013 un esecuzione dell opera in forma di concerto a Lima con l Orquesta Sinfonica y Coro Nacional del Perù diretti da Manuel Lopez-Gomez. Così Atahualpa, per voce del baritono Aris Argiris, dopo oltre un secolo è disponibile per la prima volta su disco (in uscita domani per Universal). «Placido Domingo era interessato al progetto, poi ha dovuto rinunciare a causa delle sue condizioni di salute. Lo era anche Ruggero Raimondi, ma non si può pretendere che un artista della sua età mandi a memoria un altra opera», assicura Palacio, convinto che Atahualpa sia un capolavoro finito nel dimenticatoio perché oscurato delle «strategie di marketing» all epoca concentrate su Verdi. «Sono certo che non appena sarà disponibile l edizione discografica i grandi teatri d opera del Sudamerica faranno a gara per accaparrarsi il primo allestimento. Il tema è attualissimo, la ferocia dei conquistadores ci fa pensare all orrore di cui siamo quotidianamente testimoni». IL PERSONAGGIO/ LA FAVOLA POP DEL CANTAUTORE GHANESE ADOTTATO DA UNA FAMIGLIA INGLESE Kwabs, il nuovo James Blake da 35 milioni di clic ANDREA MORANDI MILANO. Dopo il caso di Benjamin Clementine il cantante londinese scoperto nella metropolitana di Parigi e diventato l artista preferito di Paul McCartney e Björk dall Inghilterra arriva un altra incredibile favola pop. La storia comincia ancora una volta da Londra, Kwabena Sarkodee Adjepong, un giovane ragazzo ghanese viene adottato da una famiglia britannica. Da lì grazie solo alla sua voce dopo anni di gavetta, riesce ad arrivare fino a Buckingham Palace dove si esibisce davanti al Principe Harry. Una leggenda? Tutto vero e ora Adjepong, che ha solo 24 anni e ha accorciato il suo nome in Kwabs, è diventato una star grazie a Walk, hit da 35 milioni di views su You- Tube che gli è valsa un contratto con una major e il suo disco di debutto, Love + War appena uscito. «La mia infanzia non è stata facile, cantare è diventato il mio modo di esprimermi, spesso l unico dice La spinta decisiva me l ha data un insegnante che mi ha convinto ad iscrivermi alla National Youth Jazz Orchestra. È stato poi grazie ai video postati su YouTube che ho trovato il mio manager e il successo». Per alcuni è già il nuovo Seal, per altri è più vicino a James Blake: Kwabs è una creatura sonora piuttosto complessa, capace grazie a una voce baritonale di essere vintage e moderna e non è un caso che a produrre il suo primo EP, Wrong or Right, sia arrivato un produttore di musica elettronica come Sohn. «La mia musica, come la mia vita, si nutre di contrasti, di contrapposizioni. Sono il riflesso di quello che ho vissuto, anche se ci tengo a dire che non sono una persona triste, al contrario, credo semplicemente nella profonda spiritualità che possa trasmettere una canzone. Buckingham Palace? È stato tutto casuale: la BBC nel 2012 mi aveva preso per una trasmissione, Goldie s Band che siconcludeva proprio a Buckingham Palace e così mi sono ritrovato davanti al Principe Harry». In attesa di sapere come continuerà la favola del ragazzo che nessuno voleva, nel frattempo Kwabs ha già inquadrato il perfetto lieto fine: la conquista dell America.

56 la Repubblica SABATO 6 GIUGNO R2Sport CONTATTI La finale di Berlino La notte della Champions Duecento paesi collegati, 400 milioni di spettatori: nello stadio dove l Italia vinse il quarto mondiale, la Juventus gioca la sua ottava finale. Alle il via: contro il Barcellona di Messi Suarez e Neymar serve la perfezione COME SI POSSONO BATTERE I MIGLIORI GIANNI MURA SBAGLIATO dire che, a questo punto, non c è nulla da perdere. C è la finale, con annessa Coppa. Più giusto dire che una sconfitta del Barcellona desterebbe più clamore d una sua vittoria. C è maggior pressione psicologica su Messi e soci, abituati a volare alto in Europa, che sulla Juve, arrivata alla finale dopo 12 anni e in modo inatteso dai suoi stessi giocatori, come ha ammesso Buffon. Il Barcellona è più forte, sull arco di due partite ci sarebbe poca storia, mentre una partita secca è tutta da scoprire. E comunque alla vigilia la Juve è sì sfavorita nel pronostico (il mio è 2-1 per il Barça) ma per nulla rassegnata al ruolo di vittima sacrificale. Giusto, doveroso, logico, visto che c è in palio anche la soddisfazione del triplete. Mi aspetto una partita tiratissima, dura, in cui la Juve riversa speranze e certezze. La speranza è quella di non beccare gol nel primo tempo, quando il Barcellona attaccherà a tutto regime. E poi di saper sfruttare quei pochi errori della difesa catalana, che perfettissima non è. La certezza è non essere a Berlino per caso. Allegri non rinuncia al suo Altri si sarebbero coperti con un centrocampista in più. Magari inutilmente. Lui vuole giocarsela, e fa bene. Ci ha tenuto a chiarire che il tema non sarà marcare Messi o Neymar, ma il Barcellona tutto contro la Juve tutta. E ha sottolineato l importanza dei centrocampisti. In questo settore del campo la Juve ha più fisicità, più potenza. E dovranno essere i centrocampisti i primi difensori, nella famosa densità che si deve creare poco fuori dall area di rigore. E difficile riuscirci, ma il Barcellona si può battere bloccando i rifornimenti per i suoi pregiati punteros. Un lavoraccio, serviranno molta attenzione e molto movimento senza palla, molto sacrificio e nessuno svolazzo in fase difensiva. Evra è meno veloce di Messi, Pogba dovrà ricordarsene e andarlo ad aiutare. Gli altri attaccanti sono Neymar (abile tuffatore) e Suarez (pessimo carattere). L arbitro Cakir sembra garantire una certa equità. Pirlo e Xavi, architetti finissimi, probabile si guardino a distanza, con Marchisio su Iniesta e Pogba dalle parti di Rakitic. Resta da vedere quanto Vidal farà il trequartista vero e quanto il mediano aggiunto, più facile la seconda. Sarà una partita tra collettivi, ma decisa da una somma di duelli, termine improprio per una giocata uno contro uno che i raddoppi trasformeranno in uno contro due e la scelta delle posizione per intercettare le traiettorie in un tutti contro tutti. Sapere che l avversario è più forte non equivale a partire rassegnati. Consapevoli sì: per battere questo Barcellona bisognerà sfiorare la perfezione, che nel calcio non esiste. E far fruttare le poche occasioni che capiteranno. Detto questo, anche Luis Enrique avrà preso le sue precauzioni. Perché negli spazi larghi, quelli che in genere lascia una squadra votata all attacco, la Juve sa muoversi molto bene, con Tevez e Morata, con Pogba e Marchisio. Chiamiamolo contropiede, se nessuno si offende. 26 Lichtsteiner 18 Jordi Alba 8 Marchisio Arbitro Cakir (Turchia) 11 Neymar 8 Iniesta DAL NOSTRO INVIATO MAURIZIO CROSETTI 15 Barzagli 9 Morata 14 Mascherano 1 ( ) Buffon all. Allegri 21 Pirlo 23 Vidal 9 Suarez 5 Busquets 1 Ter Stegen 19 Bonucci 10 Tevez 3 Piqué 6 Pogba 10 Messi 4 Rakitic 33 Evra Tv ore 20.45: Canale 5, Sky Sport1, Sky Calcio1 22 Dani Alves (4-3-3) all. Luis Enrique La partita mento terribile per il calcio, sconvolto dai truffatori della Fifa e dai nostri rubagalline delle scommesse. Questa è un altra parrocchia, ma solo la purezza del gioco può far passare la nausea a chi guarda e forse comincia a creder- della vita ci meno. E a guardare, stasera, saranno 400 milioni di persone in duecento per questo l ha mollata in piena estate: suo vecchio allenatore ci credeva più, Paesi, gente che vuole solo bellezza. e chissà quanto si sarà pentito, Antonio Conte, di essere passato da Tevez e Probabilmente l avrà. Per la Juventus si tratta di un traguardo incredibile, difatti neppure il stasera in tribuna. La finale è un Buffon a Tavecchio e Lotito, presenti sogno BERLINO STASERA il povero, orgoglioso calcio italiano s arrampica fino al bordo della coppa d argento e prova a guardarci dentro, come fanno i bambini sull orlo del pozzo: laggiù c è fascino e paura, insieme a qualcosa di proibito. Ma la Juve non è il calcio italiano, la Juve è una magnifica anomalia. Fortissima e tostissima, non però il balsamo di un sistema vecchio e stanco, tutto da cambiare. Eppure, di italiani in squadra i bianconeri ne hanno addirittura cinque, anche questo è anomalo: l Inter del triplete, nella finale del 2010 aveva undici stranieri su undici. Quelli che attaccano contro quelli che difendono? Banale e riduttivo, però la trama non sarà tanto diversa. La Juventus nell anno primo d.c. (dopo Conte), in Europa punta sul contropiede, nel solco di una santa tradizione ovviamente riveduta e corretta, mentre il Barcellona ha cromosomi olandesi, l imprinting appartiene a Cruyff. La forza d urto di Messi, Neymar e Suarez è tremenda, e ad Allegri manca pure Chiellini, però la dimensione della sfida ha qualcosa di più ampio, a suo modo storico. Perché all Olympiastadion caro alle memorie azzurre (qui abbiamo vinto una remotissima Olimpiade nel 36 e il mondiale di Zizou testone nel 2006), si potranno ammirare il giocatore forse più grande di tutti i tempi (Messi), il portiere probabilmente più grande di tutti i tempi (Buffon), uno dei più grandi centrocampisti di tutti i tempi (Iniesta), due tra i più grandi registi di tutti i tempi (Pirlo e Xavi, che però non è più un titolare), uno degli attacchi più grandi di tutti i tempi (quei tre là) in una squadra tra le più grandi di tutti i tempi (il Barcellona). Prospettiva ampia, un grandangolo che inquadra una partita strana, inattesa ma non abusiva: la Juve l ha meritata tutta, ora si tratta di guardare dentro il pozzo. La finale di Berlino cade in un mo- I DUELLI MESSI EVRA TERZA FINALE CONTRO Leo parte da destra, il francese sarà il primo ad affrontarlo. I due si sono scontrati già due volte in finale: nel 2009 a Roma, quando Messi segnò il gol del 2-0 di testa contro il Manchester United, e nel 2011 a Wembley, con Messi ancora a segno nel 3-1 dei catalani. È la quarta finale per entrambi, Messi può segnare nella terza BUFFON SUAREZ RIVINCITA MONDIALE Gigi gioca anche per vendicare Chiellini, addentato da Suarez a Natal. L uruguayano ha fatto gol a Buffon solo nella serie finale di rigori in Conf Cup 2013: l azzurro ne parò 3 e regalò il 3 posto a Prandelli. Si sono affrontati in Europa League nel 2010: Suarez a secco nell Ajax che perse 2-1 in casa Suarez. Sopra, Buffon INIESTA POGBA PRESENTE E FUTURO Don Andrés è la storia e ha risolto da solo la finale mondiale È alla quarta finale di Champions, ne ha vinte già 3. Il Polpo è il futuro, è alla prima grande finale anche se da U23 ha vinto un mondiale ai rigori con la Francia. Reduci entrambi da un infortunio, possono inventare la giocata decisiva TEVEZ MASCHERANO UN SUPERCLASICO L Apache cresciuto nel Boca, il Jefecito nel River: tanti duelli nel Superclasico (anche nel 2004, con Tevez espulso per il gesto della gallina). Insieme nel Corinthians (scudetto) per volere di Carlitos e nel West Ham, rivali in United- Liverpool. Mascherano: È uno dei più grandi con cui abbia giocato

57 ROMA PALLOTTA: GARCIA È IL NOSTRO ALLENATORE James Pallotta, presidente della Roma, blinda Garcia: «Rudi è il nostro tecnico, nessun dissidio, non abbiamo parlato con nessun altro. L ho sentito a inizio settimana per parlare di come migliorare la squadra. Una lite fra me e Sabatini? Macché, io e lui discutiamo spesso a cena...». SERIE B PLAY-OFF BOLOGNA, ORA BASTA UN PARI PER LA A Finisce 0-0 Pescara-Bologna (palo di Melchiorri per gli abruzzesi), la finale d andata dei play-off di B. Martedì (20.30) al Dall Ara ai rossoblù di Delio Rossi basterà un pareggio per andare in A, il Pescara di Oddo deve vincere (non ci sono supplementari). 57 La fiducia di Allegri Questo è solo l inizio resteremo al vertice Buffon: Chi ha i nostri assi non è una vittima sacrificale Bonucci: Vincere per Chiellini e i morti dell Heysel che per i bianconeri ritorna dopo dodici anni, quando la Champions se la prese il Milan ai rigori. In campo c erano già Buffon e Pirlo, quest ultimo però in rossonero. E il Mozart della Juve potrebbe indossare la maglia a righe bianche e nere per l ultima volta, forse poi andrà a giocare a New York. Nel valzer degli addii potrebbero danzare in tanti, da Pogba a Tevez, da Vidal a Luis Enrique, l inquieto allenatore del Barça che cambia aria tutti gli anni, anche quando quell aria non è pesante come accadde alla Roma, ma frizzante di mille gioie. La grandezza della finale sta anche nel fatto che chi la vincerà si prenderà tutto il possibile, dopo campionato e coppa nazionale. E mai la Juve era arrivata a tanto, dunque può chiudere la stagione più luminosa della sua intera storia. Senza contare che i 100 milioni di euro già garantiti per essere arrivati sin qui, significano un diverso modo di stare sul mercato: in teoria è il valore di Pogba, dunque non c è più la necessità di cederlo, anche se in questi casi sono sempre il giocatore e il procuratore a dettare legge. La notte di Berlino arriva trent anni dopo l Heysel, e un pensiero per quei morti e per il dolore di quelle famiglie è, come minimo, doveroso. Questo trofeo ha rappresentato per la Juventus diverse forme di dolore, da quello assoluto, imparagonabile di Bruxelles, fino alle cinque sconfitte in sette finali dal 73 al Stavolta, l obbligo di prendersi la coppa è tutto del favoritissimo Barcellona, anche se il romanzo del calcio è pieno di sconfitte impossibili, dall Olanda del 74 al Brasile dell 82, e pure la Juve ci ha messo del suo, per esempio ad Atene contro l Amburgo. Poi, è anche vero che più spesso i favoriti vincono e basta, e magari demoliscono, come il Brasile del 70 o la Spagna del 2012, sempre contro gli italiani. Eppure la storia riparte sempre da zero. In fondo al pozzo c è il buio, ma può anche brillare il riflesso della luna. I TIFOSI Il sogno di bianconeri in tribuna all Olympiastadion CHIAMATELO pure esodo di Champions. Un intero popolo di juventini si trasferirà entro stasera a Berlino. Le stime - calcolate sui pacchetti di biglietti venduti ufficialmente tramite la Juventus - parlano di più 15mila persone. Il flusso è cominciato già da ieri mattina. La maggior parte dei tifosi (5400) arriverà dall aeroporto di Caselle Torinese, dove, ai tredici voli di linea abituali (operati da Air Berlin, Vueling e Ryanair) si sono aggiunti per l occasione sedici collegamenti charter. Berlino sarà raggiunta dai tifosi italiani anche dalle altre città. Una decina di voli sono in programma dagli scali di Malpensa e Milano Linate e un'altra decina da Roma, Bologna, Bergamo, Verona e Catania. Moltissimi i tifosi che hanno scelto di viaggiare in pullman: sono una trentina quelli in partenza da Torino e da Milano, una decina quelli da Bergamo e da Bologna. Un po più complicate le operazioni di deflusso, che cominceranno già nella notte, visto che lo scalo berlinese dovrà smaltire anche i tifosi arrivati dalla Spagna. LA SQUADRA DAL NOSTRO INVIATO EMANUELE GAMBA BERLINO QUESTEpartite dilaniano le coscienze, frammentano i cuori. «Ho un figlio tifoso di Messi e l altro di Neymar, sono un po combattuti», fa Buffon con l aria perplessa. I ragazzi d oggi son così: papà è un dovere, ma quegli altri sono un piacere. «Ma in fondo restano juventini». Il piccolo Lorenzo Bonucci deve invece ancora farsi un idea: «Ieri mattina, mi ha chiesto: dove vai, a babbo? E io: a Berlino, devo lavorare. Ma io volevo andare al mare, ha protestato. Ce lo porterò domenica, con la mamma e magari con una sorpresa». Se la vigilia della partita della vita si stempera in queste stanze di vita quotidiana allora la partita della vita non è, anche se Buffon ha vinto tutto tranne la Champions (avrà mai una seconda occasione, per l età che ha?), anche se Bonucci è sul tetto della sua carriera, anche se c è chi teme che la sinistra profezia di Conte («Passeranno anni prima che un italiana torni in una finale di Champions!») possa avere effetto da domani in poi, e allora chissà. Però no, la partita della vita non è: «Se vincessi» scandisce Buffon, «sarei molto felice e abbraccerei tutti, ma non mi strapperei i capelli dalla gioia perché noi siamo la Juve, e vincere una Champions dovrebbe essere una cosa normale, che ci può stare». In fondo, dunque, la Juve è qui per un altro e più alto obiettivo e alzare la coppa è casomai un secondo fine, se si sa cogliere il senso. «Da quest annata dobbiamo prendere l input per consolidarci tra le prime otto squadre d Europa», dice Allegri. Non è un una tantum, Berlino. Non è una partenza senza ritorno. Non è un jolly da giocare, sperando che funzioni. Spiega ancora Buffon: «Siamo qui non per caso, ma anche perché la storia dice che la Juve in semifinale ci dovrebbe arrivare quasi sempre. Abbiamo una grande responsabilità, vestiamo questa maglia, rappresentiamo il meglio: sarebbe quasi normale vincere». Magari è strategia psicologica: abituarsi a un abitudine ammoscia la tensione. Ma magari è una convinzione, maturata attraverso le imprevedibili pieghe di questa annata di resurrezione. «Non pensavamo che sarebbe stato l anno ideale per tante ragioni, la prima e la più importante di tutte era il cambio di allenatore, che sarebbe semmai dovuto servire a programmarci una finale nel giro di due o tre anni. Invece è venuta fuori questa sorpresa: essendo inaspettata, mi dà una ALLEGRI Gara importante per il calcio italiano e penso che la maggior parte sia in attesa di vederci alzare la coppa BUFFON Se vincessimo sarei felice ma non da strapparmi i capelli: per la Juve una Champions deve essere normale grande gioia». E nessuno pare stia pensando al rosario di fallimenti finali che intristisce la pur gloriosa storia bianconera, a quelle cinque coppe perse su sette tentativi, alla ripetitiva banalità di una sconfitta dopo l altra. «Nella testa dei giocatori non ronza niente, solamente concentrazione», garantisce Allegri. Nell ultimo allenamento, nella maestosità dell Olympiastadion, i giocatori sorridevano, parevano lievi. Non sembra una squadra che possa avere delle incrostazioni nella memoria. Qui la Juve è per una partenza, non per un arrivo. L eccezione deve lentamente diventare una regola, nei progetti di Agnelli, anche se non ci sarà una Berlino dietro ogni angolo. «Dovevamo entrare nelle prime otto, siamo nelle prime due» fa la sintesi Allegri, rimarcando la differenza tra obiettivo e sogno, tra ambizione e fantasia: delle volte capita di saper sognare, se il traguardo che ci si fissa è altamente ardito. «Io sono venuto anche per aggiungere qualcosa a quello che questa squadra già sapeva fare e soprattutto per migliorarla in Europa. Qualcosa mi sembra di avere cambiato. Poi è chiaro che serve anche la fortuna, ma dobbiamo sapercela tirare dalla nostra parte». La Juve ha la forza serena di riconoscere la superiorità del Barcellona. Buffon: «Loro, lo dico in maniera lucida, partono avvantaggiati. Chi ha quei tre davanti più Iniesta non può non essere favorito. Ma chi ha Tevez, Bonucci, Marchisio, Pirlo, Pogba non è per forza vittima sacrificale. Immagino all inizio un po di farraginosità, ma dopo dieci minuti si vedranno le due vere squadre». Allegri non ha previsto una partita di difensiva sofferenza, ma garantisce audacia: «Parto dal presupposto che non finirà zero a zero, quindi bisognerà fare dei gol e giocare una gara tecnica. Il termometro saranno i nostri quattro centrocampisti». È lì che l allenatore pensa di avere un vantaggio, perché il Barcellona non ha i muscoli eleganti di Pogba, non la geniale geometria di Pirlo né le improvvise variazioni di Marchisio e Vidal, che oltretutto sanno anche essere gregari. «Possiamo vincere a centrocampo, possiamo fare la differenza a livello di qualità e soprattutto di fisicità» conferma Bonucci, che al suo fianco avrà Barzagli, «uno dei migliori al mondo». L azzurro sta bene e rimpiazzerò Chiellini, a cui Bonucci intende dedicare la vittoria: «Dobbiamo vincere per lui e per quelli che trent anni fa persero la vita per seguire la squadra del cuore». Sono pensieri che un uomo in ansia non saprebbe fare: significa che la Juve si sente al suo posto, a suo agio, a casa.

58 58 R2 SPORT la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 La finale di Berlino 524 GARE INTERNAZIONALI DEL BARÇA Il Barça ha finora disputato 524 gare internazionali: 294 vinte Barça, voglia di storia Tra i più forti di sempre lasceremo un segno Nessuno è mai riuscito a conquistare due volte il Triplete Luis Enrique: Se vinceremo non lo farà Messi, ma il gruppo DAL NOSTRO INVIATO ANDREA SORRENTINO NEYMAR Buffon lo prendevo sempre alla playstation, ma ora voglio fargli gol. È la sfida più importante della mia vita PIQUÉ Sentiamo la vicinanza dei tifosi e vogliamo festeggiare con loro. Non ci faremo sfuggire un occasione così 96 GOL IN DUE Neymar e Messi coppia d attaccanti da 96 gol: 38 il brasiliano; 58 la stella argentina. E con Suarez che ne ha realizzati 24, fanno 120 reti in una sola stagione BERLINO MES que un club» è scritto nelle pietre del Camp Nou ma ce lo ricorderanno anche dentro l Olympiastadion, con un mosaico di ventimila cartelli colorati, affinché tutto il mondo sappia. Il Barça è molto più di un club, certo. È la dilatazione planetaria del simbolo blaugrana (guai a dire azulgrana: è roba per spagnoli) di una provincia da 7 milioni di persone, la Catalogna felix che si basta da sé, ma non le è sufficiente: pretende l autonomia dalla Spagna matrigna e anche di colonizzare il mondo con la pelota. Missione compiuta (la seconda). Tutto è gigantesco, intorno al Barcellona. Il miglior club del mondo, col giocatore più bravo di tutti. Mica arrivano a Berlino con un aereo normale: tra giocatori, dirigenti, parenti e amici hanno bisogno di un Airbus dell Iberia da 390 posti, e con quello sbarcano. Mai avuti problemi coi voli, tra l altro: lo sponsor sulla maglia è la Qatar Airways, che sta per rinnovare l accordo fino al 2019 a colpi di 50 milioni all anno. Cifre adatte al miglior club del millennio, con i suoi 150mila soci e le tre Champions vinte tra il 2006 e il 2011, e stasera vogliono la quarta per rafforzare il concetto, ripetuto fino alla noia: i più bravi siamo noi, e al Madrid si rassegnino. I catalani sono così, sempre assai sicuri di sé. Per questo, forse, non hanno capito per molti mesi l asturiano Luis Enrique, che non fa proclami e non scoppia di orgoglio barcelonista, o almeno non lo dà a vedere. Anche alla vigilia, ripete solo i suoi mantra: «Messi è il miglior giocatore al mondo, ma se vinceremo, vincerà il nostro collettivo, e ci vorrà una grande serata per battere questa Juventus. Ci serve serietà e serenità. Non è la più importante serata della mia vita, quella deve ancora arrivare. Ma vogliamo lasciare una traccia nella storia del club». Che vuole stabilire il nuovo record: nessuno si è aggiudicato due volte il Triplete (campionato, coppa nazionale e Champions), perché finora ne sono stati capaci solo Celtic (1967), Ajax (1972), Psv (1988), Manutd (1999), il Barcellona di Guardiola (2009), Inter (2010) e Bayern (2013). Ecco, eguagliare Guardiola, per Luis Enrique, sarebbe magnifico: è stato suo compagno di squadra e amico personale. Ma se Luis non ride mai, Piqué e Neymar sorridono moltissimo in questa vigilia, e ridacchiano felici, sereni. Troppo? Intanto la fiducia è altissima: «Questa è una delle migliori squadre nella storia del club», dice Piqué, mentre Neymar, che ha segnato 6 gol in tutte le partite dei quarti e delle semifinali, è più onirico: «È la partita più importante della mia vita, la sognavo da bambino. Buffon lo prendevo sempre alla playstation, ma stasera voglio fargli un gol». Leo Messi non parla. Medita rivincite, anzi: qui a Berlino, nel 2006, Pekerman lo tenne in panchina in un celebre Xavi e Pirlo, l ultima lezione degli artisti Sono stati i cervelli di un calcio muscolare: uno andrà in Qatar, il bianconero è tentato da New York quarto di finale contro la Germania che l Argentina perse ai rigori. C erano anche Mascherano e Tevez, quel giorno. È la prima volta di Messi contro Buffon. Leo, con 58 gol in 56 partite fin qui (e 30 assist), potrebbe essere il primo nella storia a segnare in tre finali di Champions, e insieme a Xavi, Pique e Iniesta potrebbe vincere la quarta Coppa, eguagliando Clarence Seedorf. Il tridente da 120 gol in stagione (Neymar 38 e 11 assist, Suarez 24 e 24 assist) si prepara a guardare negli occhi la Juve. È il Barça, e tutti i suoi numeri, o le sue dimensioni, sono mostruosi. Somiglia tanto al gigante Golia. DAL NOSTRO INVIATO ANGELO CAROTENUTO BERLINO BISOGNA guardarli in faccia prima dell ultima lezione, i due Professori, così simili e così distanti. Pirlo si cala mezza bottiglietta d acqua fra i capelli, inzuppati li stira all indietro, come fosse al mare, e in fondo a Berlino sono trenta gradi quando sale in campo a preparare l ultima lezione, di certo senza pensarci. Neppure Xavi sorride, altra vita consacrata alla sostanza e non all apparenza. Dirige la squadra e solleva una mano, il palmo rivolto verso l alto, pare il Michael Caine di Sorrentino prima del suo addio alla maglia dentro cui è stato settecentosessantasei volte, vincendo tanto, ventiquattro trofei. Il Barcellona gli ha regalato una gigantografia della città, una vista aerea con il Camp Nou al centro. Senza queste finezze non saresti «mès que un club», com è scritto pure sui sedili della curva riservata ai tifosi catalani all Olympiastadion. Xavi ha salutato giorni fa il suo mondo, ha fatto un discorso in cui ha ringraziato e citato ventinove persone. Se i dettagli contano qualcosa, l omaggio più sentito era per Luis Aragones, ex ct della Spagna. Xavi ha abbando- 114 PARTITE Andrea Pirlo, 36 anni, ha giocato 114 match in Champions (24 con la Juve), segnando 8 gol nato il catalano e di lui ha parlato in castigliano. E poi l annuncio più grande, quello che davvero dà la dimensione totale di uno strappo, di una nuova vita. «Io e Nuria andiamo in Qatar». Nuria Cunillera, giornalista di moda, pierre, sposata due anni fa, una ragazza del suo stesso paese (Terrassa), conosciuta da bambini e ritrovata adulta. «E non saremo in due, saremo tre». Xavi papà dice basta con il Barça, l Europa, la Champions. Xavi papà rallenta, per il tramonto sceglie i colori e i dollari degli arabi. Il futuro di Pirlo è meno scoperto, siamo italiani, ci lasciamo consumare dalle voci. La tentazione di una nuova vita arriva da New York, dove non solo stanno provando a ripulire il calcio mondiale, ma vorrebbero finalmente far decollare il loro. L unico italiano che potrebbe giocare nel Brasile (copyright Dunga, che del Brasile peraltro è il ct) pensa all America. Anche la sua vita privata è cambiata da un paio d anni accanto a Valentina Baldini, la nuova compagna, conosciuta si dice su 156 PARTITE Xavi, 35 anni, ha giocato 156 match di Champions, segnando 12 gol un campo di golf. Coppia riservata quanto Xavi e Nuria, e come loro sorpresi dai fotografi nella prima uscita pubblica a Ibiza. Pirlo stasera comincia dal 1, Xavi probabilmente no. Eppure Xavi quest anno ha giocato di più, un centinaio di minuti circa, 8 assist contro 5, ma ha segnato meno (2 gol contro i 4 dello juventino). I due Professori sono falsi gemelli. Pirlo nasce trequartista, ha trasformato la fantasia in razionalità. Xavi è il regista classico e pretende di più il pallone tra i piedi: ci sono quasi 400 passaggi di differenza nella stagione dei due. Xavi la tocca, Pirlo la serve, quando è necessario la lancia. Il passaggio medio di Pirlo è stato misurato in 21 metri e mezzo, quello di Xavi arriva a stento a 16. Uno dal Milan è venuto via, l altro stava per andarci prima d essere bloccato dalla madre, e comunque per Galliani sono due rimpianti. Dagoberto Escocia su «La Vanguardia» ha scritto che se il pallone potesse parlare, chiamerebbe Xavi Casanova. Per via delle carezze che riceve. Sono stati gli ultimi due grandi cervelli in un calcio che ai centrocampisti ora chiede di essere «moderni». Tradotto significa che dopo di loro nessuno potrà più permettersi di non correre. Mica sono tutti Professori.

59 R2 SPORT la Repubblica SABATO 6 GIUGNO La finale di Berlino 94 PUNTI A 87 IN CAMPIONATO Il Barça ha vinto la Liga con 94 punti, la Juve la serie A con 87 NUMERI E CURIOSITÀ NUMERI E CURIOSITÀ L ESPERIENZA L età media è 29,3 anni, nessuno ha vinto il Pallone d oro, 4 sono campioni del mondo: Buffon, Pirlo e Barzagli nel 2006 con l Italia a Berlino, Llorente nel 2010 con la Spagna in Sudafrica CHI L HA VINTA Sono 6 giocatori già titolati: col Milan due volte Pirlo (2003 e 2007), una Storari (2007). Evra (sotto) e Tevez con lo United (2008), Caceres col Barça (2009), Morata un anno fa con il Real Madrid Lauree, cantanti e divorziati i ragazzi di due squadre uniche DAL NOSTRO INVIATO EMANUELA AUDISIO L ESPERIENZA L età media è più bassa (26,9 anni), il Pallone d oro lo ha vinto soltanto Leo Messi, 4 volte. Sono 5 i campioni del mondo nella rosa: Piqué, Iniesta, Busquets, Pedro e Xavi, con la Spagna nel 2010 CHI L HA VINTA Hanno già alzato la Champions in 11: Piqué, Iniesta, Xavi e Messi 3 volte; Pedro, Busquets (foto) e Dani Alves 2; Mascherano, Adriano, Bartra e Sergi Roberto 1. Otto i reduci della finale 2011 LE NAZIONALITÀ Sono 9 i paesi rappresentati: oltre al blocco italiano (14), troviamo Argentina, Brasile, Cile, Francia, Ghana, Spagna, Svizzera e Uruguay LA FAMIGLIA Buffon, Pirlo e Allegri vengono da un divorzio, in 10 non hanno ancora avuto figli. Ilaria D Amico, compagna di Buffon, la più nota fra le Wags italiane. Morata e Marchisio (sotto) amano i cani I TATUAGGI La schiena di Tevez interamente tatuata con l inferno, poi Storari, Sturaro, Vidal, Marchisio, Pepe e Pereyra. Chiellini, Ogbonna, Evra, Llorente e Lichsteiner più sobri GLI IMPRENDITORI Pirlo (vini), Vidal (cavalli da corsa, nolo limousine), Buffon (tessile, immobiliare), Storari (boutique hotel), Marchisio (ristorazione) e Padoin (abbigliamento) L identikit dei finalisti: dal derby del vino tra Pirlo e Iniesta al confronto di titoli vinti BERLINO FOTO di gruppo con Signora. Oggi a Berlino. Non quella che a Heinrich Böll nel 72 valse il Nobel della letteratura. Perché a suo modo anche una finale di Champions spiega e scrive di un paese e di un identità europea che cambia stile. La Juve è sempre stata l Italia tutta, soprattutto quella degli emigranti. Il Barcellona invece è una regione, la Catalogna, con molti fans adoranti che vivono all estero. Stasera infatti al dei due tempi (si commemora l assedio della città nel 1714) molti dei suoi tifosi sventoleranno le bandiere catalane e canteranno l inno «Independència». Per sottolineare che appunto il Barça non è la Spagna, né ci tiene a mischiarsi, anzi fa storia a sé. Se il Barcellona tende alla divisione, la Juve invece ha sempre spinto all unità (nord, sud e isole). In questo sono diverse: una è militante, l altra cerca di essere super partes. Per una volta gli evasori non sono made in Italy. Se conta anche essere buoni cittadini e non solo ottimi calciatori: Messi (argentino) ha avuto guai con il fisco, Neymar (brasiliano) è da ieri accusato di pesante evasione fiscale, insieme a Bartomeu, presidente del Barcellona, e al suo predecessore Rosell. Cattolici tutti i due paesi, ma nella lista dei divorziati vince la Juve. Parità sui titoli di studio: Chiellini (infortunato) e Iniesta sono i soli due laureati. Bel match anche tra i tatuati: abbondano nelle due formazioni, Vidal e Tevez sulla body art non si sono mai risparmiati. Nel confronto tra gli ammoniti la Juve svetta: 23 a 19. Argomento cibo e vino, coppia che tende a diventare triangolo quando ci sono di mezzo gli eroi del pallone. Si vede che le vigne ispirano geometrie e regia. Se Pirlo con Pratum Coller L INTERVISTA/IL REGISTA: STORIA E STILE, TIFO PER I BIANCONERI Wenders e il cielo sopra la Juve A Berlino segnerà di sicuro LEONETTA BENTIVOGLIO DI TEMPERAMENTO instancabile ed eclettico (è anche fotografo, scrittore e sperimentatore di nuove tecnologie nei vari media), il regista tedesco Wim Wenders include tra i suoi amori il calcio, che per lui è un autentica e pluriennale passione. «Sono un fan accanito del soccer», dichiara usando il termine americano, «e ho i miei team preferiti ovunque, sia in Germania che nel resto d Europa e in Sud America. Quanto all Italia, confesso che le mie squadre sono due: seguo il Palermo per ragioni personali e romantiche (si chiama Palermo Shooting un suo film del 2008, girato nel capoluogo siciliano, ndr) e sono un tifoso della Juventus per motivi di storia e di stile della squadra». Facile immaginare che tiferà per la Juve nella finale di Champions League a Berlino, la città in cui lei vive tra un viaggio e l altro e in cui ha ambientato Il cielo sopra Berlino. «Mi piace molto il Barca, ma in questo caso il mio cuore, francamente, batterà forte per la Juventus. Sono convinto che abbia la possibilità di vincere. Buffon terrà tutti lontani dalla sua porta, e con tre giocatori come Pogba, Tevez e Vidal la Juve segnerà di certo». PER IL TRIPLETE Juve e Barça vincendo la Champions chiuderebbero il triplete. Sopra Pogba Wim Wenders Perché nel calcio la Germania ha il complesso dell Italia? «Perché gli italiani hanno giocato sempre molto bene contro i tedeschi. Si direbbe che gli italiani abbiano il complesso opposto: non giocano mai così bene come quando giocano con noi». Per lei il calcio è stato importante nell infanzia? «Molto. Sono cresciuto nella città di Düsseldorf, e lì la squadra si chiamava Fortuna. Il più celebre portiere di quegli anni, che giocò nella Nazionale campione del mondo nel 1954, era Toni Turek. Riuscii persino a stringergli la mano. Wow! Per me fu un emozione indicibile. All epoca gli autografi non andavano di moda e non esistevano i selfie. Perciò oggi non ho niente da esibire riguardo a quell episodio glorioso». Qual è la scena più cinematografica del calcio? Il gol, l esultanza della folla, l errore? O La paura del portiere prima del calcio di rigore, per citare il titolo di un suo film del 1971? «Senz altro il rigore, che è molto più di una scena. Il momento del rigore è altamente cinematografico, e spesso è così pieno di tensione drammatica che potrebbe ispirare vari film d azione». ha una sua avviata azienda vinicola, fuori Brescia, Iniesta, nel suo paese, Fuentealbilla, nella provincia di Albacete, si dedica a bianchi e rossi dal nome di Cuore Matto, tanto sui suoi piedi saggi non dubita nessuno. Dani Alves, quello che ridicolizzò il razzismo, mangiandosi di gusto la banana che gli avevano lanciato, quando non è impegnato a giocarsi le finali, si presenta con un suo amico che ha un avviata azienda di catering a fare il dj e magari anche a cuocere braciole. Mascherano invece al suo ristorante di carne argentina ha dato il nome di Nueve Reinas omaggio al film con l attore Ricardo Darin, e ora ne ha aperto uno anche a Sant Cugat. Marchisio risponde con un locale-pizzeria a Chieri e Storari con un boutique-hotel in Sicilia. Niente musica invece per Piqué, forse perché a casa di cantante ne basta una, soprattutto se si chiama Shakira, ma il difensore ha un impresa di videogiochi che va benissimo tanto che perfino Bill Gates in Spagna si è voluto intrattenere sul suo business. Se non è una novità che il brasileiro Neymar è quello che negli spogliatoi, già dai tempi del Santos, guida le feste con balli e canti, e anche lì è dura fermarlo, De Ceglie nel 2013 ha rappato un singolo «Moving On» i cui proventi erano per una Onlus a favore dei bambini autistici. Anche Alves è andato in sala-registrazione per aiutare a combattere con una canzone bulimia e anoressia. Altri argomenti seri: Iniesta e Piqué sull autonomia alla Catalogna si sono schierati o almeno per un suo diritto a chiederla, mentre ai calciatori italiani si sa che quando chiedi cosa ne pensano della politica e magari cosa votano, dribblano meglio di Il Barça è solo Catalogna e non si sente Spagna. La Juve è tutta Italia, Nord, Centro e Sud Garrincha. Animali: Morata e Marchisio ce l hanno, il Barcellona va forte con i cani, Xavi ha un pastore tedesco, spiegando che in città fa caldo e che i gatti non si fanno portare fuori al guinzaglio. Fumo: Neymar e Buffon visti con sigaretta. Mentre quelli della Juve giocano a tennis, Luis Enrique (sì soprattutto lui) ma anche gli altri vanno pazzi per il paddle, una specie di tennis pelota. Dieta: si sa che Messi ora è meno tondo e non vomita più grazie ad un nutrizionista italiano che gli ha tolto carne rossa e latticini. Pogba invece, beato lui, mangia di tutto e ama la pasta con il pesce. Sulla presenza cinematografica nessun Sorrentino (per ora) o Almodovar che chiami, ma Buffon ha fatto il giudice in L allenatore del Pallone 2, anche se forse Del Piero era più spigliato. A Palloni d Oro il Barcellona stravince 4 a 0, ma forse è meglio dire che sono tutti e solo di Messi, per il resto quanto a titoli mondiali e ad esperienza nelle Coppe se la giocano. Però in questo stadio e su questo prato Buffon, Pirlo e Barzagli sono saliti in cima al mondo, invece Leo è stato respinto e rimandato a casa. Se contano i ricordi e la memoria di un attimo immenso la felicità c è, ma anche il dolore per i 39 morti dell Heysel, giusto trenta anni fa in una sciagurata finale. La Juve ha più cicatrici, il Barcellona ha più reduci. E Berlino più storia. Ma è una foto di gruppo con finale dove nessuno è sfuocato. LE NAZIONALITÀ Rappresentate 9 bandiere: oltre a 12 spagnoli sono giocatori di Argentina, Belgio, Brasile, Cile, Croazia, Francia, Germania e Uruguay LA FAMIGLIA Dani Alves unico divorziato, quasi tutti hanno figli, Shakira, compagna di Piqué, è la regina delle Wags. Piqué (foto), Jordi Alba, Rakitic e Xavi amano i cani. Quest ultimo ha un pastore tedesco I TATUAGGI Neymar (che ha anche una tigre sul braccio), Messi (che ora sfoggia la Sagrada Familia), Mascherano, Dani Alves, Suarez e lo stesso Luis Enrique i più tatuati. Iniesta, Xavi e Piqué i più sobri GLI IMPRENDITORI Iniesta produce vino, Dani Alves e Mascherano sono ristoratori, Xavi ha una scuola calcio, Piqué una compagnia di videogiochi, Neymar e Messi sono immobiliaristi

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61 R2 SPORT la Repubblica SABATO 6 GIUGNO Gli altri sport GP, DIRETTA SU SKYF1 ALLE 19 Le qualifiche del gp del Canada in diretta alle 19 su SkyF1 Wawrinka oltre le sue paure Djokovic ringrazia la pioggia Lo svizzero in finale al Roland Garros, ma soffre 4 ore per superare Tsonga Il serbo domina, poi subisce il ritorno di Murray: oggi all una si riprende GIANNI CLERICI PARIGI WAWRINKAnikefobo, parola che mai mi era ritornata in mente sinché non vidi Drobny, che divenne mio amico anche per identità psichica, mancare 2 o 3 Wimbledon, prima da farcela, al termine della carriera. Nikefobo che, per chi non è stato al liceo, significa pauroso della vittoria, mi è parso oggi Wawrinka, che ha vinto due o forse tre volte un match che un giocatore positivo, tipo Borg giovane o Lendl vecchio, avrebbe vinto una volta sola. Non credo di rivolgermi a lettori che tv, blog, computer, abbiano privato delle immagini alle quali ho assistito, dal vero. E allora mi viene da domandare: come è riuscito uno superiore all avversario, Tsonga, in ogni colpo del gioco e nel tocco di palla, e inferiore soltanto un po nella muscolatura e nella corsa, a non concludere in tre set netti, in un paio di orette, invece che soffrire sino a 3 ore e 46? Un collega mi ha fatto notare la scritta che Stan portava sulla camicetta, Fromm. Non sarà Erich? mi ha domandato. E, dopo il nome del famoso psichoscrittore, mi ha mostrato un suo pensierino SPORT IN BREVE su Google che diceva «essere emotivo è spesso diventato sinonimo di instabile e squilibrato». Non sarà vero l opposto, anche se non penso di spingermi a tanto, nonostante un amico svizzero, che conosce bene quel perfetto stilista, come non ce ne sono più, stia indicando il conflitto matrimoniale da poco reso pubblico quale la possibile causa di un match su e giù com è difficile vedere. La seconda semifinale prevedeva una vittoria di Djokovic, sia per i 18 a 8 precedenti, sia per l alto livello del serbo nel torneo, ma anche qui doveva verificarsi una vicenda inattesa. Stavamo uscendo dalla tribuna, mentre Nole dominava da due set, quando la sua eccessiva sicurezza, e la testarda opposizione di Murray si mescolavano in un improvviso, inatteso capovolgimento. Una vicenda in cui un Djokovic incredulo, e un Murray resuscitato erano arrestati sotto un cielo in tempesta. Per le fortune di Djokovic, credo di poter affermare, in una prosecuzione che giungerà dopo una notte di riposo, e certo di riflessione. Infine, un altro momento inatteso di una giornata paradossale è stata una rapida intervista a Serena, che già era apparsa malconcia alla sua terza partita. «Sono stata vicina al collasso, nell ultimo match - ha mormorato la poveretta - credo di avere un influenza e mi auguro di star meglio domani». Ce l auguriamo tutti, a parte forse l avversaria, Lucia Safarova. Semifinali: Wawrinka (Svi) b. Tsonga (Fra) 6-3, 6-7 (1), 7-6 (3), 6-4; Djokovic (Srb)-Murray (Gbr) 6-3, 6-3, 5-7, 3-3 FORMULA UNO/ ALLE 19 LA POLE Hamilton in chiaroscuro la Ferrari è subito dietro DAL NOSTRO INVIATO STEFANO ZAINO MONTREAL IL TIFONE che si è abbattuto sul circuito rovina i piani della Ferrari, che ha usato sì il nuovo motore, quello con i 3 gettoni di sviluppo, ha acquisito dati interessanti, ha constatato che con qualche cavallo in più può infilarsi in mezzo alle Mercedes con entrambe le macchine (ieri almeno è successo con Vettel secondo e Raikkonen terzo, dietro Hamilton, davanti però a Rosberg), ha sperimentato, ma non ha potuto chiudere il lavoro per via della tempesta. Un diluvio torrenziale si è impadronito della pista con le seconde libere iniziate da 38 minuti e con quasi un ora per girare. A quel punto non ha più avuto senso uscire dai box. Ci ha provato Hamilton, già leader della classifica, con la sua Mercedes, con una mossa ad uso e consumo della scarsa platea, ma il risultato è stato un botto contro le barriere. Il prode Lewis, che di niente ha paura, che qui in Canada anni fa ha ottenuto il primo successo in carriera, ha forzato in rettilineo e, all altezza del tornante, vittima dell aquaplaning, non ha provato nemmeno a girare le ruote. E andato via, dritto contro le protezioni, uscendo illeso dal botto, ma con il muso della sua macchina distrutto. Non una buona notizia in una giornata per Hamil- SIVIGLIA EMERY RINNOVA NIENTE NAPOLI Il tecnico Unai Emery (foto) ha rinnovato il contratto con il Siviglia. A lui era interessato il Napoli. FINALE NBA JAMES NON BASTA VINCE GOLDEN STATE Non bastano 44 punti di LeBron James a Cleveland per aggiudicarsi gara 1 della finale Nba: Golden State vince all'overtime in California. BASKET, SEMIFINALI REGGIO EMILIA PAREGGIA OGGI MILANO-SASSARI Gara 4 di Reggio Emilia-Venezia (situazione: 2-2). Oggi, ore (Raisport1) gara 5 di Milano-Sassari (1-3). AICS A LIGNANO SABBIADORO MONDIALI E CULTURA Da domani a Lignano Sabbiadoro i CSIT World Sports Games: una settimana dedicata allo sport, all integrazione e all incontro tra differenti culture. Il diluvio ostacola le ultime libere, il leader inglese sbatte con la Mercedes e la danneggia ton in chiaroscuro, dominatore delle classifiche, ma anche protagonista di varie imperfezioni, spesso dovute ai freni, che si surriscaldano e un po preoccupano la Mercedes, come ha ammesso il capo squadra Wolff. Lewis ha rischiato di tamponare Grosjean (già speronato da Verstappen a Montecarlo), per evitarlo ha dovuto passeggiare fuori dal tracciato, e poi ha avuto un duro confronto, con saltelli vari, sui cordoli. Errori che fanno sperare la Ferrari, oltre ai tempi non eccessivamente esaltanti di Rosberg. La rossa però deve anche sperare in se stessa e in una maggiore competitività. Vettel giura: «Siamo più vicini, il divario con le Mercedes si è accorciato». Spetta alla pista dimostrarlo. Mentre Raikkonen è chiamato al primo esame per la conferma. Forse facilitata dalla mancanza di concorrenti (la Red Bull ribadisce che Ricciardo è blindato, per liberare Bottas bisogna pagare una penale di vari milioni di dollari), ma bisognosa di un suo salto di qualità. In gara, ma soprattutto in qualifica, dove finora è sempre stato perdente. Sia con Alonso che con Vettel. Intanto dall Italia arriva l ennesimo allarme per Monza. Sticchi Damiani, presidente Aci: «Non sarà facile tenere la corsa in calendario dopo il 2016».

62 62 R2 PROGRAMMI la Repubblica SABATO 6 GIUGNO 2015 DA NON PERDERE COME ERAVAMO Da rivedere la tormentata storia d amore tra lo scrittore Robert Redford e la passionale Barbra Streisand che nel film di Sydney Pollack attraversano vent anni di storia americana. La RAI 1 CANAL GRANDE Arena di Verona tra cult e pop CANALE 5 Paolo Bonolis all Arena di Verona IL VENETO è di Zaia ma in tv trionfa Verona, quella del molto deluso Tosi. Nel senso che l Arena ex tempio con qualcosa di sacro dentro e da tempo riciclata come souvenir pop si è presa due sere di fila sui canali principali, live, probabilmente ammortizzando anche i costi. La cosa curiosa è che a Canale 5 è toccata la parte culturalmente elevata (qualcosa del genere) con uno show che lanciava la stagione lirica con tentativi a quel punto spericolati di rendere pop-appetibile il tutto. ANTONIO DIPOLLINA Invece RaiUno si è presa il lato ipercommerciale con i Wind Music Awards, un baccanale orgiastico del meglio del leggero in Italia, divi a cascata e Carlo Conti, con Vanessa Incontrada, a smistare big su big. Quanto basta per sancire la superiorità di Canale 5, con un Bonolis ormai votato, dopo l Expo, a mediare alto e basso, small e large, tutto quello che c è. Anche con momenti vagamente godibili. Ovviamente RaiUno ha fatto il doppio di spettatori. RAI 2 RAI 3 CANALE 5 ITALIA 1 RETE 4 LA SETTE DEEJAY TV 6.00 Cinematografo 6.55 Rai Player 7.00 Tg Rai Parlamento Settegiorni 8.00 Tg Passaggio a Nord-Ovest Doc. All interno: 9.00 Tg Dreams Road Tg 1 L.I.S.. All interno 9.55 Buongiorno benessere Linea Verde Orizzonti Estate - conducono Chiara Giallonardo e Federico Quaranta Santa Messa di Papa Francesco nello stadio Kosevo in occasione del Viaggio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina Aspettando Road Italy Telegiornale Easy Driver Linea Blu Legami Tg A Sua immagine Passaggio a Nord-Ovest - conduce Alberto Angela Reazione a catena - conduce Amadeus Telegiornale Affari Tuoi - conduce Flavio Insinna Film: La ragazza americana - di Vittorio Sindoni, con Vanessa Hessler, Giulio Berruti, Ilaria Occhini. All interno: Tg 1 60 secondi 1.20 TG1 Notte 1.30 Italiani con Paolo Mieli 7.00 Come essere un gentleman - Tf 7.25 Due uomini e mezzo 8.10 Lassie - Tf 9.00 Sulla via di Damasco 9.25 Rai Parlamento Punto Europa Film: Dream hotel - Thailandia - di Otto Retzer, con Christian Kohlund, Ruth-Maria Kubitschek, Miriam Morgenstern, Franz Buchrieser Il nostro amico Charly La nostra amica Robbie - Tf Tg 2 Giorno Sereno Variabile Estate Countdown - Tf Squadra Speciale Colonia - Tf, con Jophi Ries, Sissy Höfferer, Steve Windolf Squadra Speciale Stoccarda - Tf Squadra Speciale Lipsia - Tf, con Marco Girnth Tg 2 Flash L.I.S Meteo Sea Patrol - Tf Squadra Speciale Cobra 11 - Tf Tg Film: Fino all ultimo inganno - di Douglas Campbell, con Maeve Quinlan, Abbie Cobb, Cassie Thompson The Good Wife - Tf, con Julianna Margulies, Matt Czuchry, Archie Panjabi Gran Premio del Canada di Formula 1: Pit Lane - Qualifiche 6.00 Fuori Orario. Cose (mai) viste - conduce Enrico Ghezzi 7.00 Tablet - Italia in 4D 8.00 R.A.M L abito nuovo Quei figuri di tanti anni fa - con Pupella Maggio, Eduardo De Filippo, Luca De Filippo, Maria Confalone, Luigi Izzo FIGU - Album di persone notevoli, Willy Brandt Tg 3. All interno: Meteo TGR Expo Week TGR L Italia del Settimnale TG Regione Tg Regione Meteo Tg Tg 3 Pixel Meteo TG3 L.I.S Film: I fichissimi - di Carlo Vanzina, con Diego Abatantuono, Jerry Calà, Simona Mariani, Mauro Di Francesco Report Mr. Selfridge Meteo Tg Tg Regione Tg Regione Meteo Blob Che fuori tempo che fa - conducono Fabio Fazio, Massimo Gramellini Ulisse: il piacere della scoperta - conduce Alberto Angela Tg Tg Regione 0.10 Amore criminale - conduce Barbara De Rossi 6.00 Tg 5 Prima pagina. All interno: 7.55 Traffico; Meteo.it 8.00 Tg 5 Mattina 9.10 Film: Che fine ha fatto il cavallo di Winky? - di Mischa Kamp, con Anneke Blok, Robbert Blokland, Peter Bolhuis, Jan Decleir. All interno: Tgcom; Meteo.it Forum - conduce Barbara Palombelli Tg 5. All interno: Meteo.it Film: Sweet November - di Pat O Connor, con Keanu Reeves, Charlize Theron, Jason Isaacs, Gregg Germann. All interno: Tgcom; Meteo.it Film: Cartolina d estate - di Greg Chwerchak, con Kim Shaw, Paul Sorvino, David Fumero, Jay O. Sanders. All interno: Tgcom; Meteo.it Il segreto - con Megan Montaner, Alex Gadea, Maria Bouzas. All interno: Tg 5 - Anticipazione Tg 5 Prima pagina Tg 5. All interno: Meteo.it Striscina la notizina - La vocina dell indecenzina Champions League: Juventus - Barcellona Speciale Champions League - conduce Alberto Brandi 0.50 Tg 5 Notte. All interno: 1.19 Meteo.it 1.20 Striscina la notizina - La vocina dell indecenzina 6.50 I Puffi 7.05 Tom & Jerry 7.15 Scooby Doo 7.55 Film: Pippi e i Pirati di Taka Tuka - di Olle Hellbom, con Inger Nillson Film: High School Musical 3 - di Kenny Ortega, con Zac Efron, Vanessa Anne Hudgens, Ashley Tisdale Cotto e mangiato - Il menù del giorno Studio Aperto Sport Mediaset Sport Mediaset Extra Film: Lui, lei e Babydog - di Marcel Sarmiento Grand Prix - Superbike prove: Gp Portogallo WSBK Superpole Flash - Tf, Tom & Jerry Studio Aperto Anticipazioni Studio Aperto Studio Life - Un mondo migliore Meteo.it Film: Striscia, una zebra alla riscossa - di Frederik Du Chau, con Bruce Greenwood Film: Una ragazza e il suo sogno - di Dennie Gordon, con Amanda Bynes, Colin Firth, Kelly Preston Film: Cenerentola per sempre - di Beeban Kidron, con Marcella Plunkett 1.35 Premium Sport 6.35 Tg 4 Night News 6.55 Mediashopping 7.45 Film: Viuuulentemente mia - di Carlo Vanzina, con Diego Abatantuono 9.40 Carabinieri - Tf Ricette all italiana Tg 4 Telegiornale. All interno: Meteo.it Detective in corsia - Tf La signora in giallo - Tf Lo sportello di Forum Ieri e oggi in Tv Speciale Monk - Tf Poirot - Tf Anteprima Tg Tg 4 Telegiornale The Mentalist - Tf Tempesta d amore con Mona Seefried, Simone Ritscher, Erich Altenkopf Film: Don Camillo - di Julien Duvivier, con Gino Cervi, Fernandel, Leda Gloria, Franco Interlenghi. All interno: Tgcom; Meteo.it I bellissimi di Rete Film: La regola del sospetto - di Roger Donaldson, con Al Pacino, Colin Farrell, Bridget Moynahan, Gabriel Macht. All interno: 1.00 Tgcom; Meteo.it; 1.55 Tg 4 Night News 2.15 Viva Napoli Tg La7 Morning New. All interno: Meteo; Traffico; Oroscopo 7.00 Omnibus - Rassegna Stampa 7.30 Tg La Meteo 7.55 Omnibus dibattito - con Andrea Pancani, Alessandra Sardoni Coffee Break - conduce Tiziana Panella L aria che tira - sabato - conduce Myrta Merlino Magazine Sette Tg La Tg La7 Cronache Jack Frost - Tf, con David Jason, Bruce Alexander, John Lyons Film: L uomo di Laramie - di Anthony Mann, con James Stewart, Arthur Kennedy, Donald Crisp, Cathy O Donnell Tg La Otto e mezzo - Sabato - conduce Lilli Gruber Film: Come eravamo - di Sydney Pollack, con Robert Redford, Barbra Streisand, Viveca Lindfors, Bradford Dillman Film: Serpico - di Sidney Lumet, con Al Pacino, John Randolph, Jack Kemoe, Barbara Eda-Young. All interno: 0.15 Tg La Otto e mezzo Sabato conduce Lilli Gruber 6.00 Come è fatto il cibo 7.50 Wipeout - Pronti a tutto 9.30 Nudi e crudi - Serie Tv L Isola di Adamo ed Eva Deejay Tg Come è fatto il cibo Megalodonte: La leggenda degli abissi Io e i miei parassiti - Serie Tv Airport security - Serie Tv Deejay Tg Come è fatto il cibo Alieni: nuove rivelazioni Deejay Tg Prigionieri di viaggio 0.35 Nudi e crudi - Serie Tv LA EFFE RED - Posso dormire da voi? RED - Posso dormire da voi? 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