Efficienza Capitale 1

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1 Efficienza Capitale 1 Efficienza energetica, abbattimento Co2, risparmio e investimenti, controllo social PREMESSA Gli edifici pubblici devono essere i luoghi dove curare il nostro presente. Le scuole il terreno nel quale coltivare il nostro futuro. Possono questi luoghi adempiere alla loro funzione se cittadini, studenti, insegnanti, funzionari pubblici frequentano ambienti dove l'aria non é salubre, il clima inadeguato, l'illuminazione insufficiente, l'acustica pessima, le finestre non si chiudono bene...? Per le scuole, il tema è particolarmente centrale: l'ambiente in cui gli studenti vivono contraddice qualsiasi buon proposito di costruire una buona scuola. E necessario attivare un processo per riunire tutti gli sforzi ed arrivare a gestire in modo unitario le risorse: energia, manutenzioni, lavori di riqualificazione, e poi pulizia, ristorazione, arredo. Non può essere sufficiente comprare al prezzo più basso, bisogna coordinare le forniture e proiettarle ad un progetto organico. Bisogna farlo partendo innanzitutto dalla costruzione di un ambiente accogliente e sostenerlo nel tempo. GLI IMPEGNI Un tale approccio ci porta a ragionare innanzitutto di efficienza energetica e lotta all inquinamento, temi di grande attualità ma anche impegni vincolanti che l Italia ha assunto di fronte alla comunità internazionale (Obiettivi ). In particolare, sia la prima Direttiva Europea (2006/32) che la seconda (2012/27 recepita nel D.Lgs. 102 del 4 luglio 2014) in tema di efficienza energetica precisano che ( ) gli Stati membri assicurano che il settore pubblico svolga un ruolo esemplare nel contesto della presente direttiva. IL D.Lgs. 115/2008, che ha attuato la direttiva 2006/32, dispone una serie di obblighi in capo alle Amministrazioni Locali, precisando che la responsabilità' amministrativa, gestionale ed esecutiva dell'adozione degli obblighi di miglioramento dell'efficienza energetica nel settore pubblico sono assegnati all'amministrazione pubblica proprietaria o utilizzatrice del bene o servizio di cui ai medesimi articoli. L'obbligo più importante, tra quelli assegnati agli enti pubblici, è relativo alla riqualificazione energetica degli edifici mediante il ricorso, anche in presenza di esternalizzazione di competenze, agli strumenti finanziari per il risparmio energetico per la realizzazione degli interventi di riqualificazione, compresi i contratti di rendimento energetico, che prevedono una riduzione dei consumi di energia misurabile e predeterminata. Sempre la Direttiva, 2012/27/UE, impone agli Stati membri di stabilire "un obiettivo nazionale indicativo di efficienza energetica, basato sul consumo di energia primaria o finale, sul risparmio di energia primaria o finale o sull'intensità energetica", oltre che una strategia a lungo termine per incentivare gli investimenti nella ristrutturazione degli edifici residenziali e commerciali, pubblici e privati stimolando la concorrenza tra le imprese e la creazione di posti di lavoro nei settori correlati. Il mancato raggiungimento di questi parametri porterà a forti penalizzazioni e il pagamento di una importante penale a favore dei Paesi risultati invece virtuosi. 1 A cura di Emiliano Boschetto Assessorato allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana di Roma Capitale

2 Una normativa europea tanto sfidante e stringente, anche dal punto di vista temporale, richiederebbe un grande sforzo in termini di sviluppo di cultura amministrativa ma soprattutto di risorse pubbliche da investire, risorse che l attuale quadro congiunturale non sembra poter garantire, neanche negli anni a venire. A questo si aggiunga il pessimo stato di conservazione del nostro patrimonio immobiliare pubblico. Per limitarci a considerazioni che riguardano le performance energetiche, impianti mal messi, infissi logori, cappotti colabrodo significano una classe media degli edifici pubblici di Roma Capitale pari a G, ovvero la più bassa. FA FREDDO? CHIUDIAMO LE FINESTRE Roma Capitale è fortemente impegnata sul tema dell efficienza energetica con l obiettivo primario di perseguire un risparmio tanto nei consumi che nei costi dell energia, un miglioramento della qualità dei servizi energetici a rete, del comfort degli edifici e una riduzione delle emissioni di CO2. Il sistema di gestione del calore (ma anche della componente elettrica) ereditato dalla precedente amministrazione è fondamentalmente incentrato sul consumo. Questa caratteristica disincentiva il risparmio e i relativi investimenti per conseguirlo. A questo si aggiunga che il sistema dei controlli da parte della pubblica amministrazione è carente, se non altro in termini di numero di risorse umane e della loro formazione, in considerazione soprattutto di un patrimonio così vasto (1.800 edifici). Oltretutto il sistema di monitoraggio della qualità dei servizi erogati è affidato agli stessi fornitori che, presumibilmente, non pongono in cima alla lista delle loro preoccupazioni il resoconto analitico del proprio operato. L evidenza empirica di questo stato di cose è un esperienza più o meno quotidiana che capita purtroppo di frequente - a ciascuno. Chi di noi non si è imbattuto sconsolato in edifici pubblici con finestre aperte d inverno e luci accese si notte? Per uscire da quello che sembra avere tutte le caratteristiche di un circolo vizioso del consumo in cui continuiamo ad avvitarci - patrimonio desueto / impossibilità di investimenti / aumento dei consumi - ci vuole coraggio ed un cambio di paradigma tanto culturale che amministrativo. L idea fondamentale deve essere quella di trasformare il sistema di gestione del calore e dell elettricità attuale pago quello che consumo, in un rapporto a risparmio condiviso (shared saving) con le imprese che forniscono i servizi energetici - pago quello che risparmio. Un impostazione del genere può garantire economie immediate e la realizzazione di importantissimi investimenti (fra i 100 e i 150 milioni) da subito, tali da portare la classe media degli edifici da G - la peggiore - a C, con un sensibile abbattimento delle emissioni, un miglioramento del comfort reale e percepito, un volano per le imprese edili attraverso l attivazione dei green jobs, un cambio mentalità verso l efficienza energetica. IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE ENERGETICA (EPC) E I VANTAGGI PER LA PA L uovo di Colombo per realizzare questa inversione si chiama EPC (Energy Performance Contract), una formula contrattuale che prevede che il fornitore venga pagato solo se si raggiungono i risparmi che lui stesso ha dichiarato di poter realizzare garantendo una data prestazione energetica - perfomance ; l amministrazione quindi paga in base agli obiettivi raggiunti. I contratti di prestazione energetica favoriscono la riqualificazione degli edifici e dei relativi impianti, e la loro gestione da parte di una società di servizi energetici - la ESCO - che recupera gli investimenti effettuati attraverso i risparmi conseguiti. I

3 pagamenti a fronte degli investimenti, in sostanza, vengono svincolati dai consumi e legati invece al livello di risparmio effettivamente raggiunto e misurato per ottenere la performance. Si tratta quindi di un contratto a risparmio condiviso che garantisce economie immediate alla stazione appaltante ed il trasferimento sul fornitore dei rischi connessi al capitale investito: il fornitore in qualche modo compra tecnologie e vende efficienza energetica alla stazione appaltante. È del tutto evidente come queste condizioni contrattuali generino interesse del fornitore a che gli interventi siano i più tempestivi ed efficaci possibili: il guadagno è legato inscindibilmente all attivazione dell efficienza energetica nell immobile. Si tratta di una inversione di tendenza radicale: attualmente tutto il rischio contrattuale è a carico dell amministrazione che notoriamente non è in grado di monitorare l effettivo rispetto degli obblighi contrattuali. Entrando appena più nel dettaglio, il contratto prevedrà anche un Performance Bond a carico del fornitore che garantisca il risparmio proposto al Comune. La remunerazione per i servizi resi consiste quindi in un canone (comunque già di base più basso dell attuale) che è determinato in funzione dei risparmi ottenuti. Quindi, se il risparmio non raggiunge il livello garantito il canone sarà ridotto in proporzione (Under Performance). Per contro, nel caso in cui il risparmio superi il livello garantito contrattualmente, i benefici economici saranno ripartiti in forma prestabilita tra il cliente e il contraente (Over Performance). Questo progetto di riqualificazione energetica consente di perseguire obiettivi altrimenti impossibili nella situazione economica data ed interrompe quel circolo vizioso del consumo cui abbiamo accennato. Gli obiettivi principali sono: Risparmi nei consumi e nei costi di energia (dal 10 al 20 %); Realizzazione di interventi che garantiscano efficienza energetica con investimenti a carico del fornitore dei servizi e in tempi brevi; Rapidità nella realizzazione degli investimenti (nei primi 3 anni di contratto) e creazione di posti di lavoro; Miglioramento della qualità dei servizi energetici a rete; Miglioramento dell affidabilità degli impianti;

4 Manutenzione continua e aggiornamento degli impianti, sulla base della normativa; Rischio tecnologico trasferito al fornitore e responsabilità della gestione affidati a terzi; Riduzione delle emissioni di CO2 e dunque il miglioramento delle condizioni ambientali; MONITORAGGIO: DAL GIUDIZIO DELL OSTE A QUELLO DEL CITTADINO 2.0 Se da un lato i contratti EPC determinano un comune interesse verso il miglioramento continuo delle prestazioni energetiche degli immobili, dall altro emerge in controluce come in un contratto basato sulle performance diventa centrale la loro misurazione attraverso una efficace architettura dei controlli. Attualmente, invece, abbiamo da un lato una struttura comunale non adeguata in termini di risorse umane, dall altro un sistema dei controlli delegato di fatto ai fornitori. Parafrasando un famoso detto, è giusto legare il prezzo del vino alla sua qualità, ma non possiamo lasciare che sia il famoso oste a certificarla. In altri termini, è fondamentale come peraltro suggeriscono anche le direttive europee in materia che sia un ente terzo a certificare i valori di partenza attraverso le diagnosi energetiche degli edifici, a effettuare il monitoraggio successivo all esecuzione degli interventi per misurare l effettivo raggiungimento dei risparmi, dotandosi di una control room centrale trasparente ed interattiva. Per questo l architettura realizzata da Roma Capitale prevede una gara parallela a quella dell EPC finalizzata alla realizzazione delle diagnosi, alla misura dei risultati conseguiti ed al monitoraggio, che permetta di avere al tempo t0 l effettivo quadro delle prestazioni degli immobili e la costituzione di un cruscotto che consenta la verifica in tempo reale dei consumi e dei risparmi non solo da parte degli uffici, ma soprattutto da parte dei singoli cittadini. Esempio di control room energetica delle scuole della Provincia di Treviso Questa operazione non ha solamente un significato culturale ma anche in qualche modo politico. Un sistema di monitoraggio diffuso e continuo, la condivisione degli strumenti di controllo con la cittadinanza in una prospettiva che possiamo definire social, non è una concessione estetica alla partecipazione, ma costituisce un architrave imprescindibile del funzionamento del sistema.

5 L ONDA LUNGA DELL EFFICIENZA Si può dire che Roma con il suo impegno sull efficienza energetica abbia anticipato sin dall inizio le prescrizioni della Direttiva europea 2012/27, recepita poi dal governo i primi di luglio Alla base del lavoro intrapreso, è stata sempre presente l idea di una responsabilità in qualche modo doppia: verso i cittadini romani innanzitutto, ma anche la consapevolezza che azioni di successo condotte nell ambito di Roma Capitale possano fare da volano per tutti gli enti locali del Paese. Questo è sicuramente dovuto al perimetro degli edifici che non ha eguale nel panorama nazionale, ma anche al ruolo simbolico che la città riveste. Questo il motivo per il quale l impostazione data al contratto per il riscaldamento da Roma Capitale ha suscitato l interesse e l interlocuzione con le maggiori istituzioni attive sul tema (MISE, ENEA, BEI, CDP) ed ha portato anche nel marzo 2014 alla sottoscrizione di un protocollo, a suo modo pionieristico, con il GSE volto a supportare Roma su questi temi. Le caratteristiche del contratto EPC elaborato ha motivato anche il premio conferito da Legambiente come migliore buona pratica sull efficienza energetica degli edifici pubblici, ricevuto a Torino il mese scorso nell ambito della 21 edizione di Ecosistema Urbano. Nel caso di specie, Roma si sta facendo portavoce di un problema di risorse che insiste anche sulla gara per le diagnosi energetiche. È in corso una fitta interlocuzione con il MISE e il GSE per addivenire ad una interpretazione del Conto Termico tale da prevedere la possibilità di pagare le diagnosi non al solo fornitore del servizio energia, come accade ora, ma anche all Ente locale direttamente, permettendo di utilizzare così l incentivo statale per stabilire il principio del terzo certificatore, che abbiamo visto essere centrale per il successo di questo genere di gare. L EPC E IL BILANCIO COMUNALE I contratti a risparmio condiviso non sono efficaci solamente sul fronte dell efficienza energetica ma - spostando il rischio sul fornitore - permettono di utilizzare la spesa corrente per finanziare l esecuzione d investimenti sul patrimonio immobiliare che, allo stato attuale, non altrimenti realizzabili a causa del Patto di stabilità. In questo contesto generale, Roma Capitale è anche alle prese con un Piano di rientro che impone una forte contrazione della spesa corrente. Utilizzando come leva il canone, per quanto alleggerito, i contratti EPC tendono sulle prime a far storcere la bocca ai tecnici del bilancio. Senza entrare troppo nei dettagli, è utile qui rilevare che i costi e i benefici di una gara EPC per il miglioramento dello stato del patrimonio immobiliare, l orientamento della legislazione nazionale ed europea, l utilizzo possibile previsto nella architettura di gara di incentivi nazionali come il Conto Termico (attualmente ampiamente sottoutilizzato) per alleggerire ulteriormente il canone, consente di poter rientrare ampiamente nel benchmark stabilito nel Piano (che per le utenze in questione prevede una contrazione di circa il 20% della spesa) ma al tempo stesso di invertire il pericoloso avvitarsi in un ammaloramento progressivo e difficilmente reversibile del patrimonio immobiliare cittadino, condizione che può e deve essere ritenuta una priorità anzi, ormai un emergenza primaria della città. CONCLUSIONI. Il cambio di paradigma Quanto sin qui evidenziato delinea un azione specifica svolta per mettere in grado la macchina amministrativa di cogliere le opportunità, non solo economiche, legate allo sviluppo dell efficienza energetica. Mettere in evidenza questo percorso è utile non solo per l argomento in esame, ma anche

6 come paradigma per sviluppare nuove forme di partnership pubblico-privato volte a generare investimenti sulle infrastrutture 2. Per riassumere, i punti chiave emersi sono : - win-win. L obiettivo del fornitore è complementare a quello dell amministrazione. Se si consuma meno si guadagna entrambi. Si stabilisce un interesse coincidente dell ente con quello dell aggiudicatario, che per guadagnare più e prima, deve investire meglio ed il prima possibile. - Trasferimento dei rischio. Il canone fornito dall amministrazione è vincolato al raggiungimento delle prestazioni energetiche cui il fornitore si è impegnato. Il fornitore compra tecnologia e vende efficienza al Comune qualora riesca a raggiungere gli standard prestazionali cui si è impegnato. - Controllore terzo e monitoraggio social. Diagnosi energetica, monitoraggio e misura da terza parte, control room: il monitoraggio diffuso e indipendente - social - diventa scelta strategica dell amministrazione. - Risparmio consapevole. L azione sui comportamenti, la formazione e la sensibilizzazione degli utenti finali rappresenta un elemento centrale del percorso. Efficienza Capitale in cifre Edifici pubblici Roma Capitale 1800 Scuole 782 Asili nido Totale edifici interessati dal EPC Il tentativo di liberare investimenti attraverso lo shared saving è stato intrapreso anche su altri fronti, primo fra tutti il lavoro con Acea per il cosiddetto piano LED, che dovrebbe portare in 2 o 3 anni a cambiare tutti punti luce della città a favore di lampade che migliorano la performance e consentono un risparmio fino al 50%, parte del quale sarà utilizzato per ripagare l investimento. Si tratta della maggiore operazione del genere in Europa.

7 Investimenti Conto termico GSE* 100 milioni (circa) fino a 40 milioni *(fino al 40% dell investimento da riversare sul sistema in termini di nuovi investimenti e/o risparmi ulteriori) Totale Investimenti milioni Occupazione. Impatto potenziale: nuovi posti di lavoro green jobs Emissioni. Impatto potenziale: tonnellate di CO2/anno (pari a inquinamento prodotto da auto)

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