13 CAP. 1 La competenza digitale: quali definizioni e politiche per conseguirla? (Maria Ranieri)

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "13 CAP. 1 La competenza digitale: quali definizioni e politiche per conseguirla? (Maria Ranieri)"

Transcript

1 Indice 7 Introduzione (Antonio Calvani) 13 CAP. 1 La competenza digitale: quali definizioni e politiche per conseguirla? (Maria Ranieri) 35 CAP. 2 La competenza digitale: un modello di riferimento per la scuola (Antonio Calvani) 65 CAP. 3 Costruzione e sperimentazione di uno strumento quantitativo per la valutazione della competenza digitale (Antonio Fini) 107 CAP. 4 Valutare la competenza digitale in situazione (Maria Ranieri) 133 Glossario 145 Bibliografia

2 16 La competenza digitale nella scuola Nel primo rapporto si parla non più di literacy*, bensì di Fluency in Information Technology (FITness), il cui conseguimento viene indicato come una delle maggiori sfide intellettuali della contemporaneità. Nel rapporto si legge, infatti, che la computer literacy ha assunto una connotazione orientata prevalentemente alle abilità relative all uso di applicativi oggi quotidianamente utilizzati (word processing, ); la literacy così intesa rappresenterebbe un obiettivo troppo modesto per rispondere ai rapidi cambiamenti tecnologici, perché non pone le basi per poter stare al passo con i tempi: «Poiché la tecnologia cambia molto rapidamente, le abilità possedute diventano presto obsolete e non ci sono modelli di migrazione verso nuove skills. Una soluzione migliore per l individuo è quella di prepararsi a adattarsi ai cambiamenti tecnologici» (NRC, 1999, p. 2, trad. nostra). A partire da questa premessa la fluency tecnologica dovrebbe comprendere le seguenti capacità e conoscenze: a) contemporary skills: «l abilità di utilizzare particolari (e contemporanee) risorse hardware o software per svolgere compiti di elaborazione dell informazione» (NRC, 1999, p. 18, trad. nostra); ovviamente queste abilità cambieranno nel tempo all evolvere di hardware e software; b) concetti fondamentali: «principi e idee basilari su computer, reti e informazione» (NRC, 1999, pp. 2-3, trad. nostra), tra cui: la struttura del computer, i sistemi informativi, le reti, il modelling, pensiero algoritmico e programmazione, limiti delle ICT* e loro impatto sociale; c) capacità intellettuali: si riferisce alla capacità di integrare «specifiche conoscenze nel campo delle ICT con problematiche relative agli interessi personali del soggetto» (NRC, 1999, p. 20, trad. nostra). Si tratta di capacità intellettuali trasversali ai contesti disciplinari e che riguardano le seguenti abilità: argomentare, gestire la complessità, testare soluzioni, valutare informazioni, collaborare, anticipare il cambiamento e gestire l imprevisto/ inaspettato. Anche l ETS (2002) si muove in una direzione analoga, sottolineando la natura riflessiva dell ICT literacy: questa infatti «non può essere primariamente identificata con la padronanza delle abilità tecniche [...] il concetto di ICT literacy dovrebbe essere ampliato per includere sia capacità critico-cognitive molto noti, come ad esempio il TOEFL (test di inglese come lingua straniera). La sigla OECD sta per Organisation for Economic Co-operation and Development (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico): si tratta di un organismo internazionale composto attualmente da trenta Paesi, il cui scopo è quello di promuovere e coordinare la cooperazione in campo economico tra gli Stati che vi aderiscono.

3 La competenza digitale: quali definizioni e politiche per conseguirla? 17 sia l applicazione di abilità e conoscenze tecniche. Queste capacità cognitive includono capacità generali, come saper leggere e far di conto, pensiero critico e problem solving» (ETS, 2002, p. 1, trad. nostra). Più specificamente, l ETS definisce il concetto di ICT literacy come la capacità di usare le tecnologie e gli strumenti comunicativi per accedere, organizzare, integrare, valutare e creare informazioni allo scopo di agire adeguatamente nella società della conoscenza, riuscendo a integrarle con successo nella vita di tutti giorni. Questo concetto viene così descritto attraverso cinque categorie che riguardano il modo di misurarsi con l informazione: accesso: sapere come trovare e raccogliere le informazioni; gestione: saper organizzare le informazioni secondo uno schema di classificazione; integrazione: saper interpretare e rappresentare l informazione; ciò implica la capacità di sintetizzare, confrontare, rilevare punti di contrasto o differenziazione; valutazione: saper valutare la qualità, la rilevanza, l utilità dell informazione; creazione: saper generare nuove informazioni adattando, applicando, inventando o producendo informazione. Il lavoro dell ETS si inserisce nel quadro di un progetto più ampio sulla definizione delle nuove competenze chiave, promosso negli ultimi dieci anni dall OECD, ossia il progetto DeSeCo. 4 In DeSeCo viene identificata un area di competenza denominata «Utilizzare gli strumenti in modo interattivo», che comprende tra le altre cose l abilità di utilizzare le tecnologie in modo interattivo. Questa abilità, si specifica nel documento (OECD-DeSeCo, 2005, p. 11, trad. nostra), richiede una consapevolezza dei nuovi modi in cui le persone possono utilizzare le tecnologie nella loro vita quotidiana. Le ICT hanno la potenzialità di trasformare il modo in cui le persone lavorano insieme (riducendo il peso della collocazione geografica), accedono all informazione (rendendo disponibili grandi quantità di informazione istantaneamente) e interagiscono con gli altri (facilitando le relazioni e le reti di persone in tutto il mondo). Per cogliere questo potenziale, le persone dovrebbero andare oltre le abilità tecniche di base relative al semplice uso di internet, della posta elettronica e così via. Del resto le tecnologie sono oggi sempre più amichevoli e quindi è sempre meno importante la capacità tecnico-informatica in senso stretto (saper 4 L acronimo sta per Definition and Selection of Competencies (OECD-DeSeCo, 2005).

4 32 La competenza digitale nella scuola SCHEDA 1 Gli standard per l Information Literacy nel lavoro dell ACRL, dell ANZIIL e dell UNESCO (Maria Ranieri) La defi nizione di standard per l Information Literacy ha attratto prima di tutto l attenzione di esperti bibliotecari, venendo poi a imporsi come un problema di cui oggi si occupano anche gli organismi internazionali. Vediamo analiticamente alcuni dei lavori più rilevanti nel settore. Nel rapporto Information Literacy Competency Standards for Higher Education, l ACRL (2000) defi nisce l information literate student come un soggetto in grado di: determinare l ampiezza dell informazione di cui necessita; accedere all informazione di cui ha bisogno in modo effi ciente ed effi cace; valutare criticamente l informazione e le sue fonti; utilizzare effi cacemente l informazione per raggiungere un determinato scopo; comprendere gli aspetti legali, economici e sociali connessi all uso dell informazione, quindi accedere e usare quest ultima in maniera eticamente e legalmente corretta. Più specifi camente, il documento contiene 5 standard e 22 indicatori di performance e si propone di fornire dei principi generali che inquadrano i bisogni fondamentali e le skills relative: standard 1: riguarda le due principali aree dell Information Literacy, ossia l abilità di riconoscere e defi nire il bisogno informativo e la capacità di identifi care la varietà di tipologie e formati delle potenziali fonti di informazioni; qui rientra anche la capacità di individuare concetti chiave e termini in grado di descrivere i propri bisogni informativi (da tradursi nelle fasi successive in istanza di ricerca); standard 2: comprende un ampio spettro di attività correlate alla ricerca delle informazioni, includendo i metodi di selezione e le tecniche per ricercare, trovare e organizzare le informazioni (saper individuare risorse pertinenti rispetto ai propri bisogni informativi come pure saper utilizzare strategie adeguate sono elementi essenziali per questa literacy); standard 3: attiene alla capacità di valutare in modo critico le informazioni e le sue fonti e all abilità di organizzare, sintetizzare e integrare le nuove informazioni nella propria base di conoscenze e nel proprio sistema di valori; standard 4: si riferisce alla capacità di utilizzare le informazioni in modo effi cace per realizzare uno specifi co obiettivo e, quindi, alla capacità di applicarle alla realizzazione di un prodotto o alla gestione di un processo, e di comunicarle efficacemente; standard 5: riguarda la capacità di comprendere le implicazioni legali, economiche e sociali che investono l uso dell informazione e di utilizzare le informazioni in modo legalmente ed eticamente corretto. In secondo luogo va segnalato il lavoro dell Australian and New Zealand Institute for Information Literacy (ANZIIL, 2004), che ricalca sostanzialmente quello

5 La competenza digitale: quali definizioni e politiche per conseguirla? 33 dell ACRL, con la differenza che mentre quest ultimo introduce la fi gura dell information literate student, il primo parla di information literate person, che viene defi nita come un soggetto in grado di: riconoscere un bisogno informativo; determinare l ampiezza del proprio bisogno informativo; accedere all informazione in maniera effi ciente; valutare in modo critico le informazioni e le sue fonti; classifi care, conservare, manipolare e modifi care l informazione che ha raccolto o prodotto; integrare l informazione selezionata nel personale bagaglio di conoscenze; usare l informazione in modo effi cace per apprendere, creare nuova conoscenza, risolvere problemi e prendere decisioni; comprendere le questioni economiche, sociali, politiche e culturali legate all uso dell informazione; accedere e usare l informazione in modo eticamente e legalmente adeguato; usare l informazione e la conoscenza per la cittadinanza partecipativa e la responsabilità sociale; percepire l Information Literacy come parte integrante del lifelong learning*. Passando al lavoro dell UNESCO (2008), gli indicatori individuati sono complessivamente cinque e vengono così descritti: 1. riconoscere i propri bisogni informativi: riguarda la consapevolezza che il soggetto possiede dei suoi bisogni informativi in rapporto ai differenti contesti (lavoro, diritti e doveri, salute e benessere, ecc.). Tale consapevolezza differenzia l IL dalla ricezione passiva delle informazioni; 2. localizzare e valutare la qualità dell informazione: si riferisce all abilità di trovare le informazioni e alla capacità di valutarne l affi dabilità. Oggi le informazioni vengono sempre più ricercate utilizzando i motori di ricerca e spesso non esistono fi ltri che garantiscano la qualità dell informazione localizzata. Educazione e formazione sono necessarie per acquisire l abilità non solo di trovare le informazioni, ma anche di valutarle; 3. archiviare e ritrovare le informazioni: l umanità ha sempre ritenuto importante conservare informazioni e saperi per trasmetterli da una generazione all altra. Oggi queste attività vengono realizzate attraverso l uso delle tecnologie digitali. La capacità di archiviare e ritrovare l informazione è quindi un indicatore essenziale; 4. fare un uso effi cace ed eticamente corretto delle informazioni: l uso effi cace delle informazioni localizzate comporta la capacità di problem solving* e pensiero critico. Nell uso, nella creazione e nella diffusione dell informazione entrano in gioco poi anche aspetti etici. Un uso eticamente corretto richiede un impegno da parte della persona o dell organizzazione a non produrre né divulgare informazioni mendaci; 5. creare e comunicare conoscenza: la creazione e l uso di nuova conoscenza costituiscono la fi nalità ultima di un percorso di IL. Ciò sta a indicare che un individuo information literate non solo è in grado di esercitare capacità di analisi, ma anche di rielaborare in forme consapevoli e creative le informazioni disponibili.

6 42 La competenza digitale nella scuola Nel terzo caso la tecnologia non è più mezzo, diventa l obiettivo stesso dell apprendimento. Analogamente a quanto accade per la scelta dei saperi che concorrono a definire i curricula di studio, la decisione fonda qui la sua ragion d essere su motivazioni che prescindono in gran parte da considerazioni empiriche o utilitaristiche. Occupandoci di competenza digitale ci collochiamo in questa terza tipologia: la «tecnologia digitale» va in questo caso intesa come dominio culturale, come oggetto stesso di apprendimento; ciò significa che si debba prioritariamente riflettere sul significato che le diamo e come questa nozione possa eventualmente diventare oggetto di un percorso di scolarizzazione. Questa distinzione, apparentemente banale, dovrebbe essere tenuta presente nella mente dei decisori scolastici e degli educatori che sono spesso inclini a impiegare i nuovi dispositivi tecnologici, specie i più suggestivi, senza una chiara consapevolezza circa quale vantaggio o significato assuma il loro impiego. Rispondendo dunque alla domanda che ci siamo posti all inizio, non è detto che l impiego della tecnologia di per sé si accompagni allo sviluppo di attributi rilevanti connessi a una qualche nozione accettabile di competenza digitale; possiamo trovarci dinanzi a un impiego di livello banale (attività futili, puro intrattenimento) o anche finalizzato verso apprendimenti specifici di altro tipo. La dimensione delle tecnologie cognitive (o area dei mindtools) Quanto abbiamo sopra detto vuol dire che le due tipologie significative per l apprendimento learning with e learning about sono da considerare sempre del tutto totalmente distinguibili? Esistono anche attività di apprendimento basate su tecnologie che in qualche caso possono servire allo stesso tempo a favorire conoscenze inerenti aspetti propri della disciplina ma anche forme di riflessività e pensiero critico, aspetti valutabili propri della competenza digitale. Ci riferiamo a particolari attività coinvolte attraverso specifiche strumentazioni denominate tecnologie cognitive o mindtool, studiate da una tradizione di ricerca attiva dagli anni Ottanta che ha avuto come protagonisti autori quali Salomon, Papert, Pea, Jonassen: queste sono costituite in genere da software general purpose come ad esempio ambienti di scrittura, database, fogli di calcolo, software per il modellamento di sistemi, authoring ipermediale, micromondi, strumenti tutti che offrono agli studenti l opportunità di rappre-

7 La competenza digitale: un modello di riferimento per la scuola 43 sentare le proprie conoscenze e conseguentemente anche di riflettere su queste rappresentazioni ( Jonassen, 2006; 2009). Si ipotizza allora che l uso di queste tecnologie sia capace di orientare gli studenti a un impiego più consapevole e critico del proprio pensiero, inducendolo a esplicitare i propri modelli e può anche, in certi casi, «testarli» e revisionarli. Anche se forse è più opportuno spostare l attenzione dallo strumento in sé all integrazione strumento-contesto didattico (Calvani, 2007; si veda anche la scheda 2), sta di fatto che è in quest area, la quale può coinvolgere riflessività e consapevolezza cognitiva ed epistemologica, che è giusto ipotizzare attività didattiche significative per lo sviluppo di competenza digitale. I nativi digitali: una nuova mitologia? Un opinione diffusa è quella secondo la quale la competenza digitale sarebbe qualcosa che si forma in modo naturale, come acquisizione spontanea dato che le ICT* sono intorno a noi. Perché la scuola o altre istituzioni dovrebbero dedicare parte del proprio tempo (sempre limitato) a educare i giovani su argomenti su cui in modo del tutto spontaneo acquisiscono quello che c è da sapere e ne sanno più degli adulti? In effetti capita a tutti di osservare bambini o preadolescenti con precoci abilità nel manipolare questi nuovi dispositivi: inviare SMS, navigare in internet o magari inserirvi audio o video. Ciò significherebbe allora che un ruolo della scuola in merito allo sviluppo di questa competenza non ha ragion d essere? Osservazioni di questo tipo nascono da un duplice presupposto: che la competenza digitale si possa identificare con la pura familiarità tecnologica, cioè con l acquisizione di quelle skills tecniche e operative che sono acquisibili da frequentazione spontanea, e che intere nuove generazioni acquisiscano tutto ciò in modo naturale e completo, all interno del contesto pre- ed extrascolare. A sostegno di ciò si citano i comportamenti che sarebbero tipici delle nuove generazioni. Negli ultimi anni si è sviluppata una ricca letteratura che vede nella nuova generazione gli interpreti di un cambiamento epocale: stiamo parlando dei nativi digitali, secondo il fortunato termine originario di Prensky (2001a; 2001b), a cui si sono aggiunte altre definizioni (net generation, Tapscott, 1998; millenials, Howe e Strauss, 2000). In breve, i nati in questi ultimi anni sarebbero cresciuti immersi nella tecnologia, circondati da computer, videogame, player musicali, videocamere, cellulari e altri dispositivi tipici dell era digitale; a differenza della precedente, che necessita di strumenti di traduzione dei fenomeni tecnologici (immigranti digitali), questa generazione si impadronisce

8 La competenza digitale: un modello di riferimento per la scuola 59 Quando insegnare la competenza digitale? A che età è preferibile insegnare la competenza digitale nella scuola e chi dovrebbe farsene carico? Sono domande a cui si possono dare solo risposte provvisorie, dato il carattere storicamente e culturalmente determinato della nozione di cui ci occupiamo. Sull impiego delle nuove tecnologie in ambito scolastico abbiamo altrove espresso le nostre preferenze per un ipotesi che distingue tre fasi principali (Calvani, 1999), che qui ci sentiamo di confermare: a) dai 3 ai 9 anni: approccio ludico-esplorativo. Si impiegano occasionalmente le nuove tecnologie, in un ottica principale di learning with, finalizzata a valorizzare dimensioni generali della personalità: creatività, autostima, motivazione, piacere espressivo, ecc.; b) dai 9 ai 12 anni: approccio sistematico, nel quale la tecnologia deve diventare oggetto di apprendimento affrontata in modo intenso (prevale dunque un learning about). Si affronta la conoscenza delle diverse tipologie di software, le loro specifiche potenzialità e anche la conoscenza di almeno un linguaggio di programmazione; c) dai 12 anni in avanti: approccio «disciplinare» (o funzionale). La competenza digitale, nelle sue diverse dimensioni, dovrebbe essere sostanzialmente già acquista a questo livello di età. Le tecnologie sono adesso impiegate per apprendere meglio specifici contenuti, per risolvere particolari problemi o per il perfezionamento specialistico di conoscenze tecniche. Rimaniamo convinti che la fase più opportuna per lo sviluppo della digital literacy (learning about) nelle sue diverse dimensioni rimanga la seconda, che copre l età della preadolescenza (9 e i 12 anni), momento in cui il giovane dispone di quel pensiero operatorio cui ad esempio dà molta importanza Papert, che consente di apprendere in situazione ma anche di riflettere e sistematizzare sulla base delle esperienze compiute; gli interventi specifici sulla competenza digitale, sia sul versante più tecnologico sia su quello cognitivo o etico, dovrebbero assumere la loro intensità maggiore in questo periodo, collocandosi subito dopo la prima alfabetizzazione tradizionale Senza escludere l apporto di docenti specifici (insegnanti tecnici), riteniamo che il compito dell educazione digitale ricada su tutti gli insegnanti, con particolare riguardo per quelli di area umanistica, date le evidenti interrelazioni con le forme di literacy tradizionale. Per un significativo lavoro sulle scuole dell infanzia e primaria volto a individuare nei vari versanti significativi percorsi delle ICT*, si veda Tanoni e Tesio (2009).

9 88 La competenza digitale nella scuola Per quanto riguarda gli esiti, alcuni elementi emergono in modo evidente. 1. La grande diffusione dell uso dei computer a casa. Oltre il 70% degli studenti lo usa giornalmente e la percentuale sale a oltre il 95% se si considerano coloro che lo utilizzano più volte durante la settimana. La consuetudine d uso documentata, se da un lato richiama le suggestioni generazionali relative ai «nativi digitali» (si veda il capitolo 2), influisce tuttavia solo parzialmente sugli esiti della prova: l ambito tecnologico ne è, ovviamente più direttamente influenzato, mentre gli altri ne risentono in misura inferiore, fino all indifferenza statistica rilevata per l ambito etico. 2. L uso scolastico rimane molto più ridotto rispetto a quello domestico. Oltre il 44% degli studenti usa il computer a scuola solo qualche volta al mese o ancora più raramente. Le differenze nell uso scolastico, pur statisticamente significative, non fanno emergere in modo evidente risultati molto diversi. L uso scolastico delle tecnologie sembra non influire in modo incisivo sulla competenza digitale. 3. Il tipo di scuola frequentata è l elemento discriminante più forte che emerge dalle prove. La differenza si nota già a livello di partecipazione alla sperimentazione: gli istituti professionali, ad esempio, hanno evidentemente avuto difficoltà nell adesione e successivamente nella somministrazione dei questionari, al punto da dover escludere i pochi dati acquisiti dall analisi statistica generale. I risultati ottenuti dagli studenti dei licei sono significativamente migliori rispetto a quelli degli istituti tecnici, in particolare nell ambito cognitivo. 4. Le differenze geografiche sono significative, anche se nell applicazione specifica è possibile un raffronto soltanto tra gli studenti degli istituti tecnici, a causa della forte differenza nel numero dei rispondenti dei licei tra diverse aree. In ogni caso, l area Nord-Ovest mostra risultati decisamente migliori rispetto alle altre zone del Paese. 5. Dal punto di vista della struttura del questionario* e delle possibili indicazioni per interventi didattici mirati allo sviluppo delle aree di competenza più deboli, si può rilevare che tra gli item* più difficili (quelli con IF 17 < 0,60), 8 appartengono all ambito tecnologico, 6 al cognitivo e 3 all etico. In proporzione, pertanto, le aree più critiche sembrano essere relative agli ambiti cognitivo ed etico. In particolare, sembra opportuno un intervento didattico più specifico nelle aree relative a: a) ambito tecnologico: gli operatori logici. Entrambi gli item su questo tema sono nell elenco, con IF intorno a 0,50; 17 Indice di Facilità, vedi scheda 5.

10 Costruzione e sperimentazione di uno strumento quantitativo 89 b) ambito cognitivo: operazioni con le tabelle e operatività con i motori di ricerca. I valori di IF degli item* relativi a questi argomenti sono tra i più bassi rilevati; c) ambito etico: consapevolezza sul tema del digital divide*. Non sembra essere ben compreso che, ad esempio, le connessioni internet in banda larga non sono diffuse ovunque come nei Paesi più avanzati.

11 110 La competenza digitale nella scuola Dinamicità I test* tradizionali hanno un carattere essenzialmente statico, tendono cioè a fotografare un momento isolato di solito collocato al termine di un percorso formativo, separando la fase dell apprendere da quella dell insegnare. Al contrario nei nuovi approcci la valutazione viene interpretata come un processo orientato alla valorizzazione del potenziale di sviluppo dello studente, recuperando il concetto vygotskijano di zona di sviluppo prossimale* e il valore dell interazione sociale per l apprendimento. In quest ottica, Palincsar, Brown e Campione (1991) hanno introdotto l espressione dynamic assessment (valutazione dinamica*), che fa leva soprattutto sul ruolo giocato dal contesto di apprendimento nel favorire le prestazioni dello studente e le sue condizioni di sviluppo in relazione al sostegno ricevuto grazie all interazione con gli altri e con l ambiente circostante. Si valorizza così la stretta connessione esistente tra il processo di insegnamento e quello valutativo, assumendo quest ultimo come parte integrante dell azione formativa. I contorni della relazione tra apprendimento e valutazione vengono pertanto a ridefinirsi, enfatizzando la funzione formativa* di quest ultima. Questo aspetto non è nuovo, ma viene fortemente sottolineato nelle nuove visioni della valutazione. Interattività In un esame tradizionale il soggetto osservato non può solitamente porre a sua volta domande o chiedere precisazioni: di fronte a una domanda a scelta multipla*, dovrà scegliere la risposta che ritiene corretta e non potrà segnalare eventuali ambiguità presenti nella prova. L allievo non ha la possibilità di esprimere la propria incertezza o il proprio punto di vista attraverso commenti scritti. Può accadere talvolta che allo studente venga chiesto di accompagnare la risposta con una giustificazione o un commento: in questi casi il fine non è tanto quello di interagire con l allievo, ma di verificare che non abbia risposto a caso. Nei nuovi approcci, la valutazione si trasforma in un processo che prevede l interazione tra il soggetto osservato e colui che osserva. A partire da una situazione data, ciascuno può apportare degli aggiustamenti, delimitando il compito da affrontare o precisando la risposta da dare. La persona che valuta assiste a tutte le manifestazioni di una performance e anche alla sua evoluzione e, a questo titolo, ne è un testimone privilegiato. Multidimensionalità dell apprendimento Tradizionalmente i diversi ambiti dell apprendimento vengono considerati separatamente, distinguendo tra le dimensioni più strettamente cognitive e

12 Valutare la competenza digitale in situazione 111 quelle affettive, senza prendere in considerazione il carattere multidimensionale dei processi di apprendimento. Questa separazione porta a sottovalutare il ruolo delle dimensioni socioemotive e psicologiche rispetto ai risultati conseguiti da un soggetto nel corso di una prestazione. In realtà, l investimento personale condiziona il risultato così che la performance osservata è anche un indicatore della motivazione o del coinvolgimento del soggetto, dell impegno da lui profuso nell impresa cognitiva, dei suoi atteggiamenti e valori. Standard nel senso di modello Nei modelli di misurazione che fanno leva su criteri quantitativi e trattamento statistico dei dati raccolti, viene fissato solitamente come indice di padronanza di un certo obiettivo un tasso predeterminato di riuscita a un insieme di domande congruenti con tale obiettivo, facendo appello a uno standard detto «soglia di riuscita». La soglia di riuscita è quindi un criterio di natura quantitativa per distinguere, in fase di valutazione sommativa*, tra allievi che padroneggiano determinate conoscenze e abilità e allievi che non le padroneggiano. Tuttavia, quando si devono valutare prestazioni complesse, questo criterio non appare sufficiente. Una performance è una realtà che non può essere osservata attraverso dei compiti semplici, ma richiede di ricorrere a produzioni elaborate che implicano qualità diverse tra loro, le quali offrono a loro volta altrettante finestre di osservazione e giudizio. Nei nuovi modelli di valutazione, il concetto di standard viene così ridefinito stando a indicare il livello di performance da conseguire e si traduce essenzialmente in enunciati descrittivi che specificano ciò che ci si aspetta dagli allievi nell ambito di un programma di studi. Gli standard così intesi diventano il riferimento che guida il giudizio, descrivendo le attese per ciascun livello da raggiungere nel processo formativo. Nel quadro del rinnovamento della valutazione, gli standard rinforzano l antica e diffusa pratica di esplicitare gli obiettivi d apprendimento in via preventiva e quanto più possibile in modo chiaro e analitico. Il processo come oggetto di valutazione Tradizionalmente è la performance osservata (prodotto) che conta piuttosto che il percorso seguito dall allievo per rispondere a una domanda o risolvere un problema (processo). In un approccio che tenga conto solo del primo elemento si perdono molte informazioni. Poiché né una buona né una cattiva risposta sono sufficienti per concludere che uno studente padroneggi effettivamente o meno un certo sapere e saper fare, l interesse per il processo

Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita

Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita 1 di Vittoria Gallina - INVALSI A conclusione dell ultimo round della indagine IALS (International Adult

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK Nome scuola: ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE D. ROMANAZZI Indirizzo: VIA C. ULPIANI, 6/A cap. 70126 città: BARI provincia: BA tel.: 080 5425611 fax: 080 5426492 e-mail:

Dettagli

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del GLI ASSI CULTURALI Nota rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del La normativa italiana dal 2007 13 L Asse dei linguaggi un adeguato utilizzo delle tecnologie dell

Dettagli

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco ANALISI DI SITUAZIONE - LIVELLO COGNITIVO La classe ha dimostrato fin dal primo momento grande attenzione e interesse verso gli

Dettagli

Gli strumenti per una didattica inclusiva

Gli strumenti per una didattica inclusiva STRUMENTI PER UNA DIDATTICA INCLUSIVA Ottilia Gottardi CTI Monza Est Gli strumenti per una didattica inclusiva Ottilia Gottardi CTI Monza Est PRINCIPI della PEDAGOGIA INCLUSIVA Tutti possono imparare;

Dettagli

Prova sul campo. Primavera 2014. OECD Organisation for Economic Cooperation and Development. Ministero della Pubblica Istruzione

Prova sul campo. Primavera 2014. OECD Organisation for Economic Cooperation and Development. Ministero della Pubblica Istruzione Ministero della Pubblica Istruzione Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione OECD Organisation for Economic Cooperation and Development Prova sul campo

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli

La prova di matematica nelle indagini IEA TIMSS e

La prova di matematica nelle indagini IEA TIMSS e PIANO DI INFORMAZIONE E FORMAZIONE SULL INDAGINE OCSE-PISA E ALTRE RICERCHE NAZIONALI E INTERNAZIONALI Seminario provinciale rivolto ai docenti del Primo Ciclo La prova di matematica nelle indagini IEA

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Il documento va compilato in forma digitale per poter ampliare gli spazi dello schema (ove necessario) e togliere

Dettagli

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Realizzata da: Commissionata da: 1 INDICE 1. Metodologia della ricerca Pag. 3 2. Genitori e Internet 2.1 L utilizzo del computer e di Internet in famiglia

Dettagli

I n d i c e. 163 Appendice B Questionari su utilità e uso delle Strategie di Studio (QS1 e QS2)

I n d i c e. 163 Appendice B Questionari su utilità e uso delle Strategie di Studio (QS1 e QS2) I n d i c e 9 Introduzione 11 CAP. 1 I test di intelligenza potenziale 17 CAP. 2 La misura dell intelligenza potenziale nella scuola dell infanzia 31 CAP. 3 La misura dell intelligenza potenziale nella

Dettagli

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché

Dettagli

Didattiche con la LIM

Didattiche con la LIM Didattiche con la LIM Modelli e prospettive Luca Ferrari Dipartimento di Scienze dell Educazione, Università di Bologna Index 1. Scenario 2. Definizione e caratteristiche 3. Un modello didattico problematico

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Repertorio Atti n. 1901 del 15 gennaio 2004 CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Oggetto: Accordo tra il Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, il Ministro del lavoro

Dettagli

La didattica personalizzata: utopia o realtà?

La didattica personalizzata: utopia o realtà? La didattica personalizzata: utopia o realtà? L integrazione di qualità è anche la qualità positiva per tutti gli attori coinvolti nei processi di integrazione, non solo per l alunno in difficoltà. Se

Dettagli

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI 6.1 ISTRUZIONI PER IL VALUTATORE Il processo di valutazione si articola in quattro fasi. Il Valutatore deve: 1 leggere il questionario;

Dettagli

Verifica e valutazione di apprendenti analfabeti

Verifica e valutazione di apprendenti analfabeti Progetto FEI Rete e Cittadinanza 2014-2015 Verifica e valutazione di apprendenti analfabeti Luana Cosenza, Università per Stranieri di Siena Marzo 2015 Piano di lavoro Principi della verifica e della valutazione

Dettagli

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009 RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare

Dettagli

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015 Con la collaborazione di: EDUCAZIONE ATTRAVERSO IL MOVIMENTO Le abilità di movimento sono conquiste tangibili che contribuiscono alla formazione di un immagine di sé positiva. Progetto di collaborazione

Dettagli

Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5

Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5 Competenza: partecipare e interagire con gli altri in diverse situazioni comunicative Scuola Infanzia : 3 anni Obiettivi di *Esprime e comunica agli altri emozioni, sentimenti, pensieri attraverso il linguaggio

Dettagli

La teoria storico culturale di Vygotskij

La teoria storico culturale di Vygotskij La teoria storico culturale di Vygotskij IN ACCORDO CON LA TEORIA MARXISTA VEDEVA LA NATURA UMANA COME UN PRODOTTO SOCIOCULTURALE. SAGGEZZA ACCUMULATA DALLE GENERAZIONI Mappa Notizie bibliografiche Concetto

Dettagli

Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale

Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale La biblioteca multiculturale Porta di accesso a una società di culture diverse in dialogo Tutti viviamo in una società sempre più eterogenea. Nel mondo vi

Dettagli

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE)

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) Contenuti Michelene Chi Livello ottimale di sviluppo L. S. Vygotskij Jerome Bruner Human Information Processing Teorie della Mente Contrapposizione

Dettagli

Mario Polito IARE: Press - ROMA

Mario Polito IARE: Press - ROMA Mario Polito info@mariopolito.it www.mariopolito.it IMPARARE A STUD IARE: LE TECNICHE DI STUDIO Come sottolineare, prendere appunti, creare schemi e mappe, archiviare Pubblicato dagli Editori Riuniti University

Dettagli

PROGETTO FORMATIVO ECM TEORICO-PRATICO in INFORMATICA MEDICA

PROGETTO FORMATIVO ECM TEORICO-PRATICO in INFORMATICA MEDICA PROGETTO FORMATIVO ECM TEORICO-PRATICO in INFORMATICA MEDICA SEDE: ORDINE DEI MEDICI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI LECCE Via Nazario Sauro, n. 31 LECCE Presentazione Progetto: Dal 9 Novembre 2013

Dettagli

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, della cultura e dello sport Profilo e compiti istituzionali Bellinzona, novembre 2014 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione,

Dettagli

Presentazione ai Dirigenti Scolastici

Presentazione ai Dirigenti Scolastici Il Progetto Adolescenza del Lions Quest International Presentazione ai Dirigenti Scolastici La scuola sta vivendo, da alcuni anni, un periodo molto complesso Potersi dotare di strumenti che facilitino

Dettagli

PROGETTO EM.MA PRESIDIO

PROGETTO EM.MA PRESIDIO PROGETTO EM.MA PRESIDIO di PIACENZA Bentornati Il quadro di riferimento di matematica : INVALSI e TIMSS A CONFRONTO LE PROVE INVALSI Quadro di riferimento per la valutazione Quadro di riferimento per i

Dettagli

la rilevazione degli apprendimenti INVALSI

la rilevazione degli apprendimenti INVALSI I quadri di riferimento: Matematica Il Quadro di Riferimento (QdR) per le prove di valutazione dell'invalsi di matematica presenta le idee chiave che guidano la progettazione delle prove, per quanto riguarda:

Dettagli

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina Cosa è il DSS L elevato sviluppo dei personal computer, delle reti di calcolatori, dei sistemi database di grandi dimensioni, e la forte espansione di modelli basati sui calcolatori rappresentano gli sviluppi

Dettagli

Che cosa e come valutano le prove di matematica e con quali risultati. nell A.S. 2008 2009

Che cosa e come valutano le prove di matematica e con quali risultati. nell A.S. 2008 2009 Che cosa e come valutano le prove di matematica e con quali risultati nell A.S. 2008 2009 Presentazione a cura di Roberta Michelini Casalpusterlengo, 8 gennaio 2010 http://www.invalsi.it/esamidistato0809/

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Che cos è il Bisogno Educativo Speciale? Il Bisogno Educativo Speciale rappresenta

Dettagli

Linee guida per le Scuole 2.0

Linee guida per le Scuole 2.0 Linee guida per le Scuole 2.0 Premesse Il progetto Scuole 2.0 ha fra i suoi obiettivi principali quello di sperimentare e analizzare, in un numero limitato e controllabile di casi, come l introduzione

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

Le competenze linguistiche e matematiche degli adulti italiani sono tra le più basse nei paesi OCSE

Le competenze linguistiche e matematiche degli adulti italiani sono tra le più basse nei paesi OCSE ITALIA Problematiche chiave Le competenze linguistiche e matematiche degli adulti italiani sono tra le più basse nei paesi OCSE La performance degli italiani varia secondo le caratteristiche socio-demografiche

Dettagli

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE. Docente: S. De Stasio

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE. Docente: S. De Stasio PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE Docente: S. De Stasio Diverse dimensioni delle norme morali L acquisizione di una norma morale è un processo che contiene diverse

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

PERCORSO di SENSIBILIZZAZIONE ALLA LETTURA cl. seconda e terza a.s. 2007-2008. A cura delle Dott.sse nonché Maestre Giuditta Pina e Barzaghi Eliana

PERCORSO di SENSIBILIZZAZIONE ALLA LETTURA cl. seconda e terza a.s. 2007-2008. A cura delle Dott.sse nonché Maestre Giuditta Pina e Barzaghi Eliana PERCORSO di SENSIBILIZZAZIONE ALLA LETTURA cl. seconda e terza a.s. 2007-2008 A cura delle Dott.sse nonché Maestre Giuditta Pina e Barzaghi Eliana LA LETTURA COME BISOGNO CULTURALE PER CRESCERE Il desiderio

Dettagli

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA GATTO SAIC83800T Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori

Dettagli

DAI SAPERI ALLE DISCIPLINE

DAI SAPERI ALLE DISCIPLINE LEZIONE: DAI SAPERI ALLE COMPETENZE PROF.SSA ANGELA ELIA Indice 1 DAI SAPERI ALLE DISCIPLINE ----------------------------------------------------------------------------------------- 3 2 LE COMPETENZE

Dettagli

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI Pagina 1 di 5 PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER PREMESSA Il Protocollo di Accoglienza intende presentare procedure per promuovere l integrazione di alunni stranieri, rispondere ai loro bisogni formativi e rafforzare

Dettagli

BAMBINI E ROBOT. Giusy Dompé, Laura Gullino, Lucia Papalia, Luisa Pezzuto

BAMBINI E ROBOT. Giusy Dompé, Laura Gullino, Lucia Papalia, Luisa Pezzuto BAMBINI E ROBOT Giusy Dompé, Laura Gullino, Lucia Papalia, Luisa Pezzuto Docenti di Scuola dell Infanzia e di Scuola Primaria Circolo Didattico Beinasco - Gramsci www.beinascogramsci.it Introduzione La

Dettagli

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO.

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO. Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2012/2013 Progetto Di Casa nel Mondo - Competenze chiave per una cittadinanza sostenibile Gruppo lavoro Dott. Massetti Scuola Primaria Classi Terze TITOLO: I prodotti

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Workshop n. 3 Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Introducono il tema e coordinano i lavori - Irene Camolese, Confcooperative - Franca Marchesi, Istituto Comprensivo

Dettagli

Dov è la saggezza che abbiamo perso in conoscenza? Dov è la conoscenza che abbiamo perso in informazione?

Dov è la saggezza che abbiamo perso in conoscenza? Dov è la conoscenza che abbiamo perso in informazione? Scrive Thomas Eliot: Dov è la saggezza che abbiamo perso in conoscenza? Dov è la conoscenza che abbiamo perso in informazione? Interrogativi integrati da: Dov è l informazione che abbiamo perso nei dati?

Dettagli

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della

Dettagli

INTRODUZIONE 17. Introduzione

INTRODUZIONE 17. Introduzione INTRODUZIONE 17 Introduzione Questo libro nasce dal desiderio di raccogliere e condividere le idee elaborate dal nostro gruppo di lavoro nel corso della progettazione e realizzazione di progetti inerenti

Dettagli

La formazione professionale di base su due anni. con certificato federale di formazione pratica. Guida

La formazione professionale di base su due anni. con certificato federale di formazione pratica. Guida La formazione professionale di base su due anni con certificato federale di formazione pratica Guida 1 Indice Premessa alla seconda edizione 3 Introduzione 4 1 Considerazioni preliminari 7 2 Organizzazione

Dettagli

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema (FSE) 2007-2013 [IT052PO017] Obiettivo Convergenza Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema

Dettagli

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days L educazione non formale e l apprendimento interculturale Info days Roma, 16 novembre 2009 Una donna portò suo figlio a vedere Gandhi, il quale le chiese il motivo della sua presenza. Vorrei che mio figlio

Dettagli

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con:

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: V E NIDO DIPARTIMENTO MATERNO INFANTILE R ENTI LOCALI T QUARTIERE I C SCUOLA DELL INFANZIA FAMIGLIA

Dettagli

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA L allievo partecipa a scambi comunicativi (conversazione, discussione di classe o di gruppo) con compagni e insegnanti

Dettagli

I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA INTRODUZIONE 1. di Mario Comoglio

I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA INTRODUZIONE 1. di Mario Comoglio I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA di Mario Comoglio INTRODUZIONE 1 Non è raro imbattersi in articoli e in interventi ministeriali che affrontano la questione di come valutare l apprendimento degli studenti.

Dettagli

Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP. Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA

Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP. Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA Indicazioni ai fini della stesura del PDP 1. Informazioni

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l Umbria

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l Umbria Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l Umbria SCHEDA PROGETTO (ex art. 9 CCNL 2006-2009) Dati identificativi dell'istituto Nome scuola/tipologia Scuola

Dettagli

L ADOZIONE DEI LIBRI DI TESTO NELLE SCUOLE EUROPEE

L ADOZIONE DEI LIBRI DI TESTO NELLE SCUOLE EUROPEE L ADOZIONE DEI LIBRI DI TESTO NELLE SCUOLE EUROPEE I rapporti di Eurydice PREMESSA Questo breve rapporto sull adozione dei libri di testo è nato in seguito a una specifica richiesta all unità italiana

Dettagli

Progetto educativo-didattico di lingua inglese per il gruppo di bambini di cinque anni

Progetto educativo-didattico di lingua inglese per il gruppo di bambini di cinque anni Progetto educativo-didattico di lingua inglese per il gruppo di bambini di cinque anni A.S. 2011/2012 Giulia Tavellin Via Palesella 3/a 37053 Cerea (Verona) giulia.tavellin@tiscali.it cell. 349/2845085

Dettagli

CARTA DELLE UNIVERSITÀ EUROPEE SULL APPRENDIMENTO PERMANENTE. Associazione delle Università Europee

CARTA DELLE UNIVERSITÀ EUROPEE SULL APPRENDIMENTO PERMANENTE. Associazione delle Università Europee CARTA DELLE UNIVERSITÀ EUROPEE SULL APPRENDIMENTO PERMANENTE Associazione delle Università Europee Copyright 2008 della European University Association Tutti i diritti riservati. I testi possono essere

Dettagli

Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione

Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione Una breve guida per la lettura e l utilizzo delle Indicazioni Nazionali nell elaborazione di un curricolo

Dettagli

La costruzione di strumenti per la verifica delle competenze. LA PROVA ESPERTA

La costruzione di strumenti per la verifica delle competenze. LA PROVA ESPERTA La costruzione di strumenti per la verifica delle competenze. LA PROVA ESPERTA 1 CONCETTO DI PROVA ESPERTA Per prova esperta si intende una prova di verifica che non si limiti a misurare conoscenze e abilità,

Dettagli

REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE

REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE Premessa Impresa in azione è il programma didattico dedicato agli studenti degli ultimi anni della Scuola Superiore e pensato per valorizzare la creatività e lo spirito imprenditoriale

Dettagli

QUALE MATEMATICA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA. Scuola dell Infanzia Don Milani Anni 2006/2007/2008 Ins. Barbara Scarpelli

QUALE MATEMATICA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA. Scuola dell Infanzia Don Milani Anni 2006/2007/2008 Ins. Barbara Scarpelli QUALE MATEMATICA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA Scuola dell Infanzia Don Milani Anni 2006/2007/2008 Ins. Barbara Scarpelli ESPERIENZE MATEMATICHE A PARTIRE DA TRE ANNI QUALI COMPETENZE? L avventura della matematica

Dettagli

L ESAME DI STATO E GLI ALUNNI CON DISABILITA. I.S.I.S. "COSSAR -da VINCI" GORIZIA - prof.ssa Giancarla Giani

L ESAME DI STATO E GLI ALUNNI CON DISABILITA. I.S.I.S. COSSAR -da VINCI GORIZIA - prof.ssa Giancarla Giani L ESAME DI STATO E GLI ALUNNI CON DISABILITA I.S.I.S. "COSSAR -da VINCI" GORIZIA - prof.ssa Giancarla Giani Esso pertanto, anche per gli alunni con disabilità deve costituire l occasione per un oggettivo

Dettagli

Cà Dotta Le Vie del Fumo

Cà Dotta Le Vie del Fumo Cà Dotta Le Vie del Fumo Laboratorio di didattica multimediale per la Promozione della Salute Esperienze Sensazioni Conoscenze - Emozioni L ULSS n 4 Alto Vicentino, in collaborazione con la Regione Veneto

Dettagli

PROGETTO SCUOLA 150 anni Grande Italia

PROGETTO SCUOLA 150 anni Grande Italia PROGETTO SCUOLA 150 anni Grande Italia Nel mondo ci sono 150 milioni di Italici: sono i cittadini italiani d origine, gli immigrati di prima e seconda generazione, i nuovi e vecchi emigrati e i loro discendenti,

Dettagli

L 8 maggio 2002 il Ministero

L 8 maggio 2002 il Ministero > > > > > Prima strategia: ascoltare le esigenze degli utenti, semplificare il linguaggio e la navigazione del sito. Seconda: sviluppare al nostro interno le competenze e le tecnologie per gestire in proprio

Dettagli

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo e Ata della scuola

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo e Ata della scuola Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo e Ata della scuola Scheda di lettura del contratto annuale integrativo del 15 luglio 2010. Di cosa si tratta Si tratta della possibilità

Dettagli

Scuola dell Infanzia Progettazione a.s. 2014/15

Scuola dell Infanzia Progettazione a.s. 2014/15 Istituto «San Giuseppe» Scuole Primaria e dell Infanzia Paritarie 71121 Foggia, via C. Marchesi, 48-tel. 0881/743467 fax 744842 pec: istitutosangiuseppefg@pec.it e-mail:g.vignozzi@virgilio.it sito web:

Dettagli

SECRETARY-GENERAL UNITED NATIONS NEW YORK NY 10017 USA

SECRETARY-GENERAL UNITED NATIONS NEW YORK NY 10017 USA SECRETARY-GENERAL UNITED NATIONS NEW YORK NY 10017 USA Dear Mr. Secretary General, I m pleased to confirm that ALKEDO ngo supports the ten principles of the UN Global Compact, with the respect to the human

Dettagli

Learning 4 All. Proposta di template per la descrizione comune dei Format didattici

Learning 4 All. Proposta di template per la descrizione comune dei Format didattici Learning 4 All Proposta di template per la descrizione comune dei Format didattici Autore/i Data Versione Reviewer Ferrari L., Lovece S. 12/10/2010 1.1 Luigi Guerra, Elena Pacetti, Manuela Fabbri, Enrico

Dettagli

ISTITUTI PROFESSIONALI

ISTITUTI PROFESSIONALI ISTITUTI PROFESSIONALI Settore Industria e Artigianato Indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica Nell indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica sono confluiti gli indirizzi del previgente ordinamento

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3 IL SE E L ALTRO ANNI 3 Si separa facilmente dalla famiglia. Vive serenamente tutti i momenti della giornata scolastica. E autonomo. Stabilisce una relazione con gli adulti e i compagni. Conosce il nome

Dettagli

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione John Dewey Le fonti di una scienza dell educazione educazione 1929 L educazione come scienza indipendente Esiste una scienza dell educazione? Può esistere una scienza dell educazione? Ṫali questioni ineriscono

Dettagli

Presentazioni multimediali relative al senso del tatto DIMENSIONI LIVELLO INIZIALE LIVELLO INTERMEDIO LIVELLO AVANZATO

Presentazioni multimediali relative al senso del tatto DIMENSIONI LIVELLO INIZIALE LIVELLO INTERMEDIO LIVELLO AVANZATO PERCORSO DI INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO TIPO DI UdP: SEMPLICE (monodisciplinare) ARTICOLATO (pluridisciplinare) Progetto didattico N. 1 Titolo : Let s investigate the world with our touch! Durata: Annuale

Dettagli

1 - Cos è l accessibilità e a chi è destinata

1 - Cos è l accessibilità e a chi è destinata 1 - Cos è l accessibilità e a chi è destinata di Michele Diodati michele@diodati.org http://www.diodati.org Cosa significa accessibile 2 di 19 Content is accessible when it may be used by someone with

Dettagli

CORSO ECM. Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento. Sede corso: Viale Angelico 20/22- ROMA

CORSO ECM. Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento. Sede corso: Viale Angelico 20/22- ROMA ISTITUTO «LEONARDA VACCARI» PER LA RIEDUCAZIONE DEI FANCIULLI MINORATI PSICO - FISICI CORSO ECM Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento Sede corso:

Dettagli

L.R. N. 19/2002: ACCREDITAMENTO ORGANISMI DI FORMAZIONE

L.R. N. 19/2002: ACCREDITAMENTO ORGANISMI DI FORMAZIONE L.R. N. 19/2002: ACCREDITAMENTO ORGANISMI DI FORMAZIONE 1 INDICE Introduzione pag. 5 Domanda (1) Cos è il sistema regionale di accreditamento? pag. 5 Domanda (2) Cosa deve fare un Ente di formazione per

Dettagli

VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO

VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO Fondamenti teorici Vygotskji Zona di Sviluppo Prossimale Feuerstein VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO Esperienza di Apprendimento Mediato

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche

Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche I.a. Presentazione del Corso di Studio Denominazione del Corso di Studio Denominazione

Dettagli

VALUTAZIONE AUTENTICA E APPRENDERE PER COMPETENZE

VALUTAZIONE AUTENTICA E APPRENDERE PER COMPETENZE E APPRENDERE PER COMPETENZE VALUTAZIONE INSEGNAMENTO APPRENDIMENTO E APPRENDERE PER COMPETENZE VALUTAZIONE VALUTARE GLI APPRENDIMENTI: UN PERCORSO A TRE STADI SIS Torino a.a. 2006/07 1 STADIO: LA VALUTAZIONE

Dettagli

GUIDA ALLA RIFORMA. Profili d uscita, competenze di base, risultati di apprendimento e quadri orari dei nuovi istituti tecnici e professionali

GUIDA ALLA RIFORMA. Profili d uscita, competenze di base, risultati di apprendimento e quadri orari dei nuovi istituti tecnici e professionali GUIDA ALLA RIFORMA degli istituti tecnici e professionali Profili d uscita, competenze di base, risultati di apprendimento e quadri orari dei nuovi istituti tecnici e professionali Il futuro è la nostra

Dettagli

Ufficio Scolastico Regionale per l Abruzzo. Rapporto dal Questionari Studenti

Ufficio Scolastico Regionale per l Abruzzo. Rapporto dal Questionari Studenti Rapporto dal Questionari Studenti SCUOLA xxxxxxxxx Anno Scolastico 2014/15 Le Aree Indagate Il questionario studenti ha lo scopo di indagare alcuni aspetti considerati rilevanti per assicurare il benessere

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire

Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire 12 Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire Il modello teorico di riferimento Oltre ai modelli descritti da Fergus e Zimmerman (2005) esiste un quarto approccio che, partendo dall approccio

Dettagli

Relazione sul data warehouse e sul data mining

Relazione sul data warehouse e sul data mining Relazione sul data warehouse e sul data mining INTRODUZIONE Inquadrando il sistema informativo aziendale automatizzato come costituito dall insieme delle risorse messe a disposizione della tecnologia,

Dettagli

RUOLO DELLE TECNOLOGIE NELL INNOVAZIONE SCOLASTICA. Qualsiasi tecnologia, una volta introdotta, viene a modificare il luogo sociale che l accoglie.

RUOLO DELLE TECNOLOGIE NELL INNOVAZIONE SCOLASTICA. Qualsiasi tecnologia, una volta introdotta, viene a modificare il luogo sociale che l accoglie. RUOLO DELLE TECNOLOGIE NELL INNOVAZIONE SCOLASTICA Introduzione Qualsiasi tecnologia, una volta introdotta, viene a modificare il luogo sociale che l accoglie. Se pensiamo all ambiente propriamente scolastico,

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO PROGETTO DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Classi Prime - Seconde - Terze Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO

Dettagli

FORMAZIONE SUL CAMPO (FSC) E CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ECM ALLE ATTIVITA di FSC

FORMAZIONE SUL CAMPO (FSC) E CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ECM ALLE ATTIVITA di FSC FORMAZIONE SUL CAMPO (FSC) E CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ECM ALLE ATTIVITA di FSC La formazione sul campo (di seguito, FSC) si caratterizza per l utilizzo, nel processo di apprendimento, delle

Dettagli

Villa Favorita via Zuccarini 15 60131 Ancona tel. 071 2137011 fax 071 2901017 fax 071 2900953 informa@istao.it www.istao.it

Villa Favorita via Zuccarini 15 60131 Ancona tel. 071 2137011 fax 071 2901017 fax 071 2900953 informa@istao.it www.istao.it Master in 2013 10a edizione 18 febbraio 2013 MANAGEMENT internazionale Villa Favorita via Zuccarini 15 60131 Ancona tel. 071 2137011 fax 071 2901017 fax 071 2900953 informa@istao.it www.istao.it Durata

Dettagli

BANDO. II CONCORSO LETTERARIO - EDIZIONE 2015 Promosso dall Associazione Culturale Amico Libro in collaborazione con Fondazione Paolo Ferraris

BANDO. II CONCORSO LETTERARIO - EDIZIONE 2015 Promosso dall Associazione Culturale Amico Libro in collaborazione con Fondazione Paolo Ferraris BANDO II CONCORSO LETTERARIO - EDIZIONE 2015 Promosso dall Associazione Culturale Amico Libro in collaborazione con Fondazione Paolo Ferraris Spiegami i diritti dell uomo: diritto all Educazione, diritto

Dettagli

Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11

Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11 Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11 Per la quarta annualità ho ricoperto il ruolo di Responsabile del Piano dell'offerta Formativa e dell Autovalutazione di

Dettagli