IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE DISTACCATA DI OSTIA N. RG REPUBBLICA ITALIANA

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1 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE DISTACCATA DI OSTIA N. RG REPUBBLICA ITALIANA Il Giudice dott. cons. Massimo Moriconi nella causa tra Società in persona del suo legale rappresentante pro tempore (avv. ) attrice Alfredo.. e Federico.. in persona del suo legale rappresentante pro tempore (avv. ) Convenuti. e ha emesso e pubblicato, ai sensi dell art.281 sexies cpc, alla pubblica udienza del dando lettura del dispositivo e della presente motivazione, facente parte integrale del verbale di udienza, la seguente letti gli atti e le istanze delle parti, osserva: S E N T E N Z A -1- le domande della Società (che vista la richiesta dei convenuti vanno estese al quantum debeatur) sono risultate fondate. Va premesso che sono (anche) perfettamente ammissibili. La circostanza che normalmente il danneggiato da condotte di pubblici dipendenti agisca contro l ente e che in questo caso invece lo faccia esclusivamente contro gli stessi non è fatto univocamente significativo, come essi reputano (e lo ritiene anche l estabilishment ministeriale da quanto si legge in atti) di una volontà intimidatoria. In pura tesi, si può considerare che proprio la circostanza che i pubblici dipendenti, di regola, non rispondano delle loro condotte illegittime (che è diverso da quelle illecite) e che a farlo sia l ente e quindi in definitiva la collettività, può dare una chiave di lettura, in termini di maggiore responsabilizzazione del pubblico dipendente, della presente azione. Di fatto, quel che conta è che la legge lo consente e tanto basta. Nel merito va considerato in primo luogo che nel caso di specie i sequestri effettuati dagli agenti della Polizia di Stato (che di questo si contende e discute) non derivano da ordine dell autorità giudiziaria (il che avrebbe reso semplicemente assurda la domanda), ma di iniziativa degli agenti stessi (neppure risulta che siano stati comandati a farlo, il che avrebbe implicato altri problemi). 1

2 E se nessuno discute circa il potere-dovere della polizia giudiziaria al riguardo, non vi è dubbio che in questo caso (sequestro di iniziativa propria) l azione è accompagnata dalla correlativa assunzione di responsabilità. Inoltre va considerato che a differenza dello stato soggettivo (che è quello ordinario e comune a tutti) di imputabilità del fatto dannoso all ente per cui conto agisce il dipendente, la responsabilità di quest ultimo è limitata alle fattispecie del dolo e della colpa grave. Nel caso di specie sussiste sia la colpa e sia la gravità della stessa. La questione riguarda un lungo ed articolato contenzioso riconducibile alla legittimità o meno che una società di scommesse legalmente operante in paese della comunità europea, per essere ivi accreditata ed autorizzata, secondo le locali leggi, di farlo, se del caso anche senza ulteriori permessi, in altro Stato (in questo caso l Italia) dell U.E. Ebbene tutte le sentenze (sia della Corte di Giustizia Europea e sia delle corti nostrane) che si sono occupate della questione hanno chiarito e ribadito che non vi è nulla di illecito (ed illegittimo) nell attività della Società. E che la sua esclusione prima (dalle gare) e poi l essere stata messa in condizione di non partecipare (alle gare, cfr. ineffabile nota della AAMS del del tutto superficiale ed omissiva) è contraria a norme cardine dell Unione. In particolare anche la recentissima sentenza del della Corte di Giustizia Europea ha ribadito che gli artt.43 e 49 CE devono essere interpretati nel senso che ostano a che vengano applicate sanzioni per l esercizio di un attività organizzata di raccolta di scommesse senza concessione o senza autorizzazione di polizia nei confronti di soggetti quale l attrice, n.d.r.- che sono stati esclusi illegittimamente da una gara in violazione del diritto dell Unione anche dopo una nuova gara destinata a rimediare a tale violazione, laddove la gara e la conseguente attribuzione di nuove concessioni non abbiano effettivamente rimediato all illegittima esclusione di detto operatore dalla gara. Gli agenti convenuti erano stati previamente avvertiti (in termini giuridici e non di intimidazione) da parte dell attrice del conclamato accertamento in sede giurisdizionale in particolare ma non solo di legittimità ed europea, di erroneità dei sequestri già in passato effettuati (vedi sequestro Gerardo Marrocco) e pertanto il perseverare in tale condotta con nuovi ed ulteriori sequestri (peraltro non necessari perché si può denunciare all AGO a piede libero senza misure coercitive personali o reali il presunto autore di un reato) colloca l elemento soggettivo dei medesimi in un area che può essere collocata, senza necessità di approfondimento fra le due categorie entrambi gravi, fra il dolo eventuale e la colpa cosciente. Va inoltre considerato che non si tratta nella specie di sequestro preventivo (che ha lo scopo di impedire che il reato venga portato ad ulteriore compimento) ma di sequestro penale che ha lo scopo di evitare l alterazione della prova del reato stesso. Esigenza questa pressoché insussistente in questa circostanza posto che nessuno nega né mai lo negavano i soggetti che hanno subito il sequestro, di svolgere attività di raccolta scommesse per la Società ; quanto di svolgerla legittimamente. E pertanto una denuncia a piede libero, in attesa di un provvedimento dell autorità giudiziaria sarebbe stata del tutto opportuna logica ed appropriata in una ottica di prudenza e continenza visti gli importanti valori in gioco (il lavoro, l iniziativa imprenditoriale privata etc.). 2

3 La società attrice non ha inteso partecipare alla procedura di gara indetta dalla AAMS e ciò evidentemente per la condotta non cristallina (se non ambigua) della AAMS che come ben ricostruisce e ricorda la cennata sentenza della Corte Europea del non forniva le tempestive e chiare risposte ai legittimi quesiti della Società che, in presenza di condizioni oscure, preoccupanti e apparentemente fonte di ingiusto danno del bando pubblicato dall AAMS, avrebbe voluto ed accettato di partecipare pur di ottenere una concessione. In particolare la condizione imposta dalla AAMS che la Società avrebbe dovuto rinunciare alla prestazione di servizi transfrontalieri si appalesa manifestamente illegittima perché in contrasto con le norme comunitarie in materia di libertà di stabilimento e di prestazioni di servizi (artt.43 e 49 CE). Ed inoltre giurisprudenza comunitaria ha già da tempo chiarito al di là di ogni ragionevole dubbio che anche le deroghe (cfr. sentenza Placanica punti 45 e ss) a tali libertà dettate da esigenze di sicurezza e prevenzione dei reati non possono essere un alibi, un pretesto vago e indeterminato ma devono essere specificamente concretizzate in norme chiare continenti e proporzionate allo scopo. Il che non è stato sicuramente. Così come l AAMS ha violato il necessario obbligo di chiarezza, precisione ed univocità nella predisposizione dello schema di convenzione, neppure rispondendo ai quesiti della Società. Si legge nella sentenza della Corte Europea del fra l altro che non si può addebitare ad un operatore come la Società il fatto di aver rinunciato a presentare una candidatura per una concessione in assenza di qualsiasi sicurezza sul piano giuridico, fintanto che permaneva incertezza riguardo alla conformità del suo modus operandi alle disposizioni della convenzione da sottoscrivere al momento dell attribuzione della concessione. In definitiva l azione della Società è pienamente fondata ed i convenuti, che hanno posto in essere, con consapevolezza o quanto meno accettandone il rischio, erronea e non conforme a legge attività di polizia giudiziaria, vanno condannati al risarcimento del danno in favore dell attrice per cui conto operava Alfredo operatore del centro trasmissione dati della Società. -2- Quanto alla quantificazione dei danni va considerato che in relazione agli atti, all istruttoria fin qui espletata ed in particolare ai provvedimenti assunti dal Giudice, le parti ben potrebbero pervenire ad un accordo conciliativo, con il vantaggio di pervenire rapidamente ad una conclusione, per esse parti vantaggiosa, anche da punto di vista economico e fiscale (cfr. art.17 e 20 del decr.legisl n.28), della controversia in atto; ritenuto che si intende procedere nell ambito del secondo comma di cui all art.5 decr.legisl.28/2010; considerato in particolare ed in concreto che sono emersi molteplici elementi che ben potrebbero essere valutati dal mediatore al fine di giungere ad un accordo utile per entrambe le parti; ritenuto che si fissa termine fino al quindicesimo giorno dalla comunicazione della presente ordinanza per depositare presso un organismo di mediazione, a scelta delle parti 3

4 congiuntamente o di quella che per prima vi proceda, la domanda di cui al secondo comma dell art.5 del decreto. La liquidazione delle spese va rimessa alla sentenza definitiva. P.Q.M. NON definitivamente pronunziando, ogni contraria domanda eccezione e deduzione respinta, così provvede: ACCOGLIE la domanda della Società e dichiara la sussistenza quanto meno di colpa grave nella condotta di Alfredo e di Federico nel sequestro penale operato ai danni di Andrea ; RISERVA all esito del procedimento di mediazione il prosieguo della causa per la quantificazione dei danni; AVVIA con separata ordinanza le parti alla mediazione. SPESE al definitivo. Ostia lì Il Giudice dott.cons.massimo Moriconi proc. n Il Giudice, dott. Massimo Moriconi, TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE DISTACCATA DI OSTIA ORDINANZA letti gli atti e la sentenza parziale emessa in data odierna, considerato che in relazione agli atti, all istruttoria fin qui espletata ed in particolare ai provvedimenti assunti dal Giudice, le parti ben potrebbero pervenire ad un accordo conciliativo, con il vantaggio di pervenire rapidamente ad una conclusione, per tutte le parti vantaggiosa, anche da punto di vista economico e fiscale (cfr. art.17 e 20 del decr.legisl n.28), della controversia in atto; ritenuto che si intende procedere nell ambito del secondo comma di cui all art.5 decr.legisl.28/2010; considerato in particolare ed in concreto che sono emersi molteplici elementi che ben potrebbero essere valutati dal mediatore al fine di giungere ad un accordo utile per entrambe le parti; ritenuto che si fissa termine fino al quindicesimo giorno dalla comunicazione della presente ordinanza per depositare presso un organismo di mediazione, a scelta delle parti 4

5 congiuntamente o di quella che per prima vi proceda, la domanda di cui al secondo comma dell art.5 del decreto; a scioglimento della riserva, P.Q.M. INVITA le parti alla media-conciliazione della controversia; INVITA i difensori delle parti ad informare i loro assistiti della presente ordinanza nei termini di cui all art.4 3 co.decr.lgsl.28/2010; FISSA termine fino al quindicesimo giorno dalla comunicazione della presente ordinanza per depositare presso un organismo di mediazione, a scelta delle parti congiuntamente o di quella che per prima vi proceda, la domanda di cui al secondo comma dell art.5 del decreto; RINVIA all udienza del h.10 per quanto di ragione. Ostia lì Il Giudice dott.cons.massimo Moriconi 5

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