Il Safety Rainbow: i comportamenti dei lavoratori alla base della Sicurezza

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1 Il Safety Rainbow: i comportamenti dei lavoratori alla base della Sicurezza Ovvero: i sette comportamenti a rischio responsabili dei principali infortuni sul lavoro MANUTENZIONE & SICUREZZA Franceso Gittarelli, Responsabile tecnico Centro esami Certificazione Manutenzione, Festo Cosulenza e Formazione formativa ed informativa condotta in questi anni nelle industrie italiane, coerente con L attività i dettami del D.L. 626/94, ha permesso di fare emergere i sette comportamenti a rischio, responsabili dei principali infortuni sul lavoro. L analisi di questi comportamenti, alla luce della Behaviour Based Safety (BBS) ha consentito di valutarne con i lavoratori la pericolosità e di determinare le azioni correttive conseguenti, al fine di definire i comportamenti corretti da mantenere sul posto di lavoro. Prendendo poi spunto della codifica dei colori, è stato possibile associare ai comportamenti ai 7 colori dell arcobaleno. Da qui ha origine il Safety Rainbow, ovvero i sette comportamenti virtuosi a garanzia della sicurezza sul lavoro. Il triangolo della sicurezza In una realtà industriale, le cause degli infortuni sono riconducibili a tre condizioni: l organizzazione del lavoro le macchine e i mezzi di produzione i comportamenti dei lavoratori Per meglio comprendere la genesi degli infortuni, suddividiamo le situazioni che possono provocare danno alle persone in quattro aree: 1. infortunio, inteso come incidente alla persona che comporta assenza dal lavoro 2. incidente, inteso come danno alla persona che non comporta l assenza dal lavoro, ma medicamento interno in azienda 3. mancato incidente, inteso come evento che fortunosamente non ha provocato danni alla persona 4. condizione di pericolo, intesa come percezione di un rischio conseguente a una situazione pericolosa in atto L esame del Triangolo della Sicurezza evidenzia come sia più grande l area degli eventi legati a situazioni pericolose, ovvero le situazioni potenziali sono quantitativamente più numerose di quelle che hanno determinato infortuni. Indicatori per la sicurezza Lo sviluppo di un intervento mirato alla riduzione drastica degli infortuni e degli incidenti sul lavoro deve trovare azioni risolutorie a partire dalle cause potenziali che li possono generare, piuttosto che limitarsi ad una analisi degli eventi dopo che sono accaduti, come spesso avviene nel processo istruttorio a seguito di infortunio e le azioni correttive conseguenti. Ritornando all esempio precedente, diventa importante agire rimuovendo il martello la- MANUTENZIONE, Tecnica e Management - FEBBRAIO

2 sciato incustodito sulla pedana sospesa, piuttosto che doversi poi preoccupare dei danni provocati alle persone nel caso questo cada dall alto. Per misurare l andamento e la criticità degli infortuni è possibile utilizzare una serie di indicatori, tra questi i più utilizzati nelle aziende sono l indice di frequenza (IF) e l indice di gravità (IG). L indice di frequenza è inteso come il rapporto tra il numero di infortuni e le ore lavorate, mentre l indice di gravità è determinato dal rapporto tra i giorni persi per infortunio e le ore complessive lavorate. Ma la misura dell IG con il solo dato infortunistico non è sufficiente a comprendere l andamento della gravità degli eventi sul lavoro per mancanza di sicurezza, meglio è quindi introdurre la misurazione quantitativa e qualitativa anche degli incidenti. Possiamo pertanto utilizzare un terzo indicatore, che prenda in considerazione gli infortuni più gli incidenti: questo indicatore è l indice di gravità totale (IGT) Utilizzare l IGT consente tra l altro la possibilità di confronto con altre realtà industriali a livello internazionale, in quanto comprende anche gli incidenti risolti sul posto di lavoro o gli stazionamenti presso la infermeria aziendale (chiamati in alcune realtà aziendale mancati infortuni ) e non solo i tempi di infortunio che determinano assenza dal lavoro. Dalla sicurezza preventiva alla sicurezza predittiva behavioral based. Impariamo dalla manutenzione La cultura della sicurezza aziendale ha radici profonde nella prevenzione. L adozione di una politica di prevenzione che, come nel caso della manutenzione, si basa fortemente su analisi statistiche, la possiamo considerare una azione reattiva, ovvero cosa fare per impedire che si ripetano situazioni che si sono verificate in precedenza. I presupposti statistici e l esperienza, spesso dolorosa, ci insegnano poi come provvedere alla sicurezza intrinseca delle macchine o quali Dispositivi di Protezione Individuali utilizzare. Questi accorgimenti, negli anni, hanno reso possibile risultati importanti in termini di sicurezza e salute dei lavoratori, ma molto resta da fare. In particolare rimane in sospeso un obiettivo da molti considerato irraggiungibile: infortuni zero. Poche, ma importanti testimonianze aziendali, sullo scenario nazionale e internazionale, ci hanno invece dimostrato che infortuni zero non è solo uno slogan, ma una realtà possibile. Occorre però far convergere nuovi e forti impegni su questo obiettivo e renderlo raggiungibile, oltre che perseguibile, adottando politiche non solo reattive, ma soprattutto proattive. Bisogna cioè passare dalla prevenzione della sicurezza fondata su requisiti statistici ed esperienziali, alla predittività della sicurezza basata su osservazioni di tutte quelle situazioni pericolose a potenziale rischio. Volendo fare un parallelo tra manutenzione e sicurezza

3 potremmo dire che l ispezione predittiva (osservazione) indaga sulla modalità di funzionamento (comportamento) del componente critico (uomo) e ne rileva la propensione al guasto (errore) Anche per la Sicurezza è quindi richiesta la capacità di effettuare una valutazione probabilistica di un avvenimento e della conseguente sua gravità. Tutto questo deve generare un azione migliorativa predittiva che potrà avere risvolti organizzativi, tecnici o individuali. Behaviour Based Safety (BBS): comportamenti in sicurezza Alla fine degli anni novanta Festo Consulenza e Formazione, a partire sia dall apporto metodologico della behavioral analysis e sia dalle metodologie predittive note in ambito manutentivo, ha sperimentato in realtà industriali azioni volte a comprendere la dinamica del rischio basata su variabili umane: mis-percezione, dissonanza cognitiva, errori comportamentali. Scopo dell approccio comportamentale è quello di definire le azioni correttive che contribuiscono alla riduzione significativa degli infortuni. In molte realtà l adozione di questa modalità ha portato al risultato di infortuni zero in quanto ormai è riconosciuto che i comportamenti errati sono la causa di circa il 90% degli infortuni. Il D.L.626/94 ha l indiscusso pregio di aver messo l accento sui comportamenti, introducendo, ad esempio, la obbligatorietà dell uso dei dispositivi di protezione individuale del lavoratore e la sua formazione e informazione. Volontà del legislatore non era quindi solo quella dell obbligo all uso, ma, attraverso la formazione, quella di favorire la motivazione all uso dei DPI. I comportamenti sul lavoro rispondono al bisogno di soddisfare istanze determinate da stimoli che anticipano il comportamento (ad esempio una procedura, un divieto, la percezione di un pericolo), ma che possono modificarsi a seguito della attivazione del comportamento stesso. Tipici esempi in fabbrica sono dati dalla sopravalutazione delle proprie capacità, dalla superficialità, dalla distrazione, dalla ricerca di gratificazione. La conduzione di un intervento basato sulla metodologia della analisi comportamentale deve quindi puntare sulla identificazione dei comportamenti a rischio ( faccio così perché a me non succederà mai nulla! - l ho fatto mille volte e non è mai successo nulla di grave!!, - so come si fa, non ho bisogno di istruzioni, - queste procedure sono solo una perdita di tempo..! ) Il comportamento è inoltre tanto più a rischio quanto più è soggetto a ripetibilità. Le osservazioni sul campo Per rilevare i comportamenti pericolosi è necessario osservare i lavoratori durante lo sviluppo delle attività professionali assegnate. Osservatori sono, in prima istanza, i capi e i preposti opportunamente informati e formati.

4 Il loro compito è quello di monitorare le modalità operative dei lavoratori verificando tra l altro: La postura del lavoratore sotto osservazione La modifica/non modifica del modo di operare del lavoratore sotto osservazione L uso/non uso corretto dei DPI L uso /non uso di procedure, istruzioni L uso/non uso corretto di attrezzature e utensili La responsabilità principale dell Osservatore è comunque quella di associare il comportamento osservato ad una categorie comportamentale. Obiettivo non deve però essere una azione correttiva sul singolo, ma quella di creare le premesse tecnico organizzative all interno delle quali il lavoratore possa migliorare e perfezionare comportamenti virtuosi Le categorie comportamentali La raccolta dati attraverso le osservazioni sul campo ha consentito di valutare ogni singolo comportamento utilizzando il tipico metodo del peso ponderato delle variabili P (probabilità) e G (gravità). Nei casi seguiti da Festo lo strumento metodologico usato è stata la analisi FMECA, nota nella ingegneria di manutenzione, ed è stata pertanto introdotta anche la variabile C (controllabilità). Per migliorare occorre misurare. Poter quantificare le variabili P e G ha significato quindi possedere uno strumento per valutare e correggere, se necessario, la evoluzione del processo migliorativo della sicurezza. La Criticità di un comportamento è stata calcolata nel solito modo: Le sette categorie comportamentali, evidenziate sulla base della nostra esperienza sono state le seguenti: 1. DISTRAZIONE 2. NON RISPETTO DELLE REGOLE 3. SOTTOSTIMA DEI PERICOLI O SOVRASTIMA PROPRIE CAPACITA 4. FRETTA 5. DISORDINE 6. DISINFORMAZIONE E INCOMPETENZA 7. MANCANZA DI COMUNICAZIONE Questo ha consentito a ciascuna realtà aziendale di configurare un modello di riferimento attraverso il confronto con le sette principali cause di rischio comportamentale In particolare è emerso un dato ricorrente: circa l 80% degli infortuni da cause comportamentali è provocato da distrazione e non rispetto delle regole. Migliorare continuamente la Sicurezza attraverso i comportamenti Avere verificato che distrazione e non rispetto regole rappresentano le principali cause degli infortuni ed incidenti non deve sorprendere. Considerare i comportamenti umani significa rilevare nell individuo la sua attitudine a sbagliare e gli errori possono essere raggruppati in due famiglie: - consapevoli, quando l individuo sa di sbagliare, ma persegue nell errore - inconsapevoli, quando l individuo sbaglia senza rendersi conto dell errore Possiamo quindi affermare che il non rispetto delle regole è un comportamento errato consapevole, mentre la distrazione è un comportamento errato inconsapevole. Un piano di miglioramento della sicurezza deve quindi determinare i correttivi per eliminare le cause consapevoli ed inconsapevoli dei comportamenti errati, in quanto terreno di coltura di incidenti ed infortuni. Il processo seguito nelle realtà aziendali in cui è stato sperimentato il metodo è stato il seguente: Criticità = PxGxC Per il calcolo di P, G, C si è usata la tabella in evidenza I dati raccolti, stratificati per categoria comportamentale e punteggio di criticità, ha consentito la formulazione di istogrammi e diagrammi di Pareto La stratificazione dei dati raccolti in questi anni in differenti realtà aziendali ha permesso di evidenziare come le categorie comportamentali cause di infortuni, siano sostanzialmente ripetitive. Cambia solo, a seconda della specificità del processo produttivo, la loro posizione in graduatoria. Esempio di Pareto rilevato dalla indagine svolta presso gli stabilimenti italiani di un gruppo industriale del settore cartario 20 MANUTENZIONE, Tecnica e Management - FEBBRAIO 2008

5 MANUTENZIONE E SICUREZZA Analisi di clima per verificare se i lavoratori conoscono le regole aziendali in materia di sicurezza e conoscano le responsabilità individuali in caso di insolvenza, secondo il Dl 626/94 coinvolgimento dei lavoratori al raggiungimento di obiettivi per la sicurezza ed eventuali premi collegati al raggiungimento di risultati significativi informazione e formazione dei lavoratori sulla obbligatorietà del rispetto delle regole aziendali Formare Capi e Preposti alla osservazione continua delle modalità operative nei reparti, al rilievo dei comportamenti non conformi ed alla correzione rapida delle situazioni pericolose (cultura della Osservazione attiva) Il lavoro intrapreso dalle Aziende interessate a modificare comportamenti errati ha consentito di definire i tre pilastri della sicurezza e gli strumenti che la rendono fattibile. Il Codice dei Colori Avere capi e preposti abituati alla osservazione attiva dei comportamenti dei lavoratori consente di scoprire parecchie lacune sulle modalità di lavoro e sulla stessa percezione del pericolo espressa dai singoli. In diverse realtà aziendali è emersa in particolare la scarsa attenzione ai messaggi esplicitati dai cartelli presenti sul luogo di lavoro Ovvero è emersa la incapacità di associare ad un messaggio/colore uno specifico comportamento Di norma si usa il Codice dei Colori che prevede 4 colori base: rosso: divieto giallo:attenzione verde: ordinamento azzurro: regole obbligatorie L utilizzo delle sette categorie comportamentali a rischio ha favorito la loro associazione con i sette colori dell arcobaleno. L arcobaleno, da sempre, è portatore di un messaggio rassicurante. Nella nostra esperienza la cultura della sicurezza è funzionale all obiettivo infortuni zero se viene connotata positivamente e non solo negativamente (ad esempio attraverso il mero elenco di eventi negativi, conseguenza di errori della persona). Occorre cioè pensare alla sicurezza come un messaggio che da fiducia al lavoratore in quanto persona. Su questa base ogni azienda può definire un progetto finalizzato a valorizzare la sicurezza come bene primario, un bene raggiungibile attraverso l insieme di comportamenti virtuosi. Il Safety Rainbow vuole essere una modalità per richiamare continuamente l attenzione del personale ai vari livelli ai temi della sicurezza. In particolare ad una protezione attiva, determinata dall individuo, consapevole dell importanza della tutela della sua sicurezza e di quella degli altri lavoratori Per scaricare l articolo visita il portale Responsabile tecnico Centro esami Certificazione Manutenzione, Festo Cosulenza e l Autore Formazione. Coordinatore A.I.MAN, sezione Piemonte MANUTENZIONE, Tecnica e Management - FEBBRAIO

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