REGOLAMENTO DI POLIZIA MORTUARIA

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1 COMUNE DI PONTASSIEVE (Provincia di Firenze) REGOLAMENTO DI POLIZIA MORTUARIA Testo coordinato con le modifiche Allegato "A" (Deliberazione C.C. n. del 1

2 CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI ART 1 Finalità delle norme Pag. 7 ART 2 Competenze del servizio Pag. 7 ART 3 Responsabilità Pag. 7 ART 4 Atti a disposizione del pubblico Pag. 7 ART 4/ Bi s Definizione di salma e cadavere Pag. 8 CAPO II DENUNCIA DELLA CAUSA DI MORTE E ACCERTAMENTO DEI DECESSI ART 5 Denuncia dei decessi Pag. 9 ART 6 Denuncia decessi accidentali o delittuosi Pag. 9 ART 7 Denuncia della causa di morte Pag. 9 ART 8 Comunicazione decessi dovuti a reati Pag. 10 ART 9 Rinvenimento parti di cadavere o resti mortali Pag. 10 ART 10 Decesso di persona fuori della sua dimora Pag. 10 ART 11 Medico Necroscopico Pag. 10 ART 12 Servizi gratuiti e a pagamento Pag. 11 CAPO III AUTORIZZAZIONE AL SEPPELLIMENTO ART 13 Autorizzazione al seppellimento Pag. 12 ART 14 Nulla osta dell'autorità Giudiziaria Pag. 12 ART 15 Nati morti e prodotti abortivi Pag. 12 CAPO IV OSSERVAZIONE E TRASPORTO SALME ART 16 Periodo di osservazione Pag. 13 ART 17 Periodo di osservazione nei casi di morte improvvisa o apparente Pag. 13 ART 18 Periodo di osservazione nei casi di morte per malattie infettivediffusive Pag. 13 o per inizio di stato di putrefazione ART 19 Disposizione della salma durante il periodo di osservazione Pag. 13 ART 20 Prescrizioni per osservazione di salma portatore di radioattività Pag. 13 ART 21 Deposito di Osservazione Pag. 14 ART 22 Trasporto salme al deposito di osservazione Pag. 14 ART 23 Servizio di sorveglianza durante il periodo di osservazione Pag. 14 ART 24 Depositi ed obitori Pag. 14 CAPO V SEPOLTURA DEI CADAVERI ART 25 Riscontro diagnostico - Rilascio cadaveri a scopo di studio prelievo Pag. 15 di parti di cadavere per trapianto terapeutico - Autopsie - Trattamenti per la conservazione dei cadaveri ART 26 Deposizione del cadavere nel feretro Pag. 15 ART 27 Obbligo del feretro individuale Pag. 15 ART 28 Caratteristiche feretri per inumazioni Pag. 15 2

3 ART 29 Divieto di uso di materiale non biodegradabile Pag. 16 ART 30 Estensioni e limitazioni all'uso di feretri per inumazioni Pag. 16 ART 31 Caratteristiche feretri per tumulazioni e per trasporti fuori Comune Pag. 16 ART 32 Feretri speciali per trasporto di salma in altro Comune Pag. 17 ART 33 Chiusura del feretro per trasporto salma Pag. 17 ART 34 Fornitura gratuita dei feretri Pag. 17 CAPO VI TRASPORTO DEI CADAVERI ART 35 Trasporto dei cadaveri Pag. 18 ART 36 Orario e percorsi dei trasporti funebri Pag. 18 ART 37 Trasporto funebre Pag. 18 ART 38 Definizione di trasporto a pagamento Pag. 18 ART 39 Onoranze funebri a persone decedute per malattie infettivo-diffuse Pag. 19 o portatrici di radioattività ART 40 Trasporto di salme ad altro Comune o all'estero Pag. 19 ART 41 Autorizzazione al trasporto Pag. 19 ART 42 Autorizzazione al trasporto fuori del cimitero o in altro Comune Pag. 19 ART 43 Rilascio dell'autorizzazione al trasporto Pag. 19 ART 44 Autorizzazione al trasporto cadaveri di persone decedute per Pag. 20 malattie infettivo-diffuse ART 45 Trasporto di cadavere per cremazione e relative ceneri Pag. 20 ART 46 Obbligo dell'autorizzazione per il trasporto di salma fuori dal Pag. 20 Comune ART 47 Trasporto cadaveri destinati all'insegnamento ed alle indagini Pag. 21 scientifiche ART 48 Trasporto ossa umane e resti mortali assimilabili Pag. 21 ART 49 Trasporto cadaveri da e per l'estero Pag. 21 ART 49/ Trasporto cadavere per veglia funebre Pag. 21 Bis ART 49/ Ter Sanzioni Amministrative Pag. 22 CAPO VII PASSAPORTO MORTUARIO ART 50 Rilascio Passaporto Mortuario da e per gli Stati Aderenti alla Pag. 23 Convenzione di Berlino (ex art. 27 DPR 285/90) ART 51 Rilascio Passaporto Mortuario per trasporto di salme dall'estero Pag. 23 Fuori dagli Stati aderenti alla Convenzione di Berlino (ex art /90) ART 52 Rilascio Passaporto Mortuario per trasporto di salme all'estero Pag. 24 fuori Dagli Stati aderenti alla Convenzione di Berlino (ex art /90) ART 53 Rilascio Autorizzazione per estradizione di ceneri e resti mortali Pag. 24 CAPO VIII CONSEGNA CADAVERI AL CIMITERO ART 54 Disposizioni generali Vigilanza Pag. 25 ART 55 Documenti d'accompagnamento al cimitero per la sepoltura Pag. 25 3

4 ART 56 Ricevimento cadaveri e resti mortali Pag. 25 ART 57 Registro annuale delle inumazioni e tumulazioni Pag. 26 ART 58 Consegna registro al Comune Pag. 26 ART 59 Divieto di riapertura del feretro Pag. 26 CAPO IX ASSETTO DEL CIMITERO ART 60 Camera mortuaria Pag. 27 ART 61 Caratteristiche camera mortuaria Pag. 27 ART 62 Sale per Autopsie Pag. 27 ART 63 Divisione del cimitero in campi comuni e per sepoltura private Pag. 27 ART 64 Reparti speciali nel cimitero per culti diversi Pag. 28 ART 65 Disposizioni campi comuni Pag. 28 ART 66 Sepolture private: natura e concessione Pag. 28 ART 67 Concessioni private perpetue e a tempo determinato anteriori al Pag. 28 Regolamento ART 68 Segni funerari Pag. 29 ART 69 Reparti per persone professanti culti acattolici e per comunità Pag. 29 straniere ART 70 Reparto speciale per prodotti abortivi Pag. 29 ART 71 Disposizione generale dei reparti nel cimitero Pag. 29 ART 72 Planimetria del cimitero. Custodia e aggiornamento Pag. 29 ART 73 Piano Regolatore cimiteriale Pag. 30 ART 73/ Bis Definizione di loculo areato Pag. 30 CAPO X SISTEMI DI SEPOLTURA ART 74 Scavatura e utilizzazione delle fosse Pag. 32 ART 75 Numerazione ed individuazione delle fosse Pag. 32 ART 76 Dimensione dei monumenti funebri fosse di inumazione Pag. 32 ART 77 Profondità di scavatura della fossa e suo riempimento Pag. 32 ART 78 Fosse per inumazioni di persone aventi oltre 10 anni di età Pag. 32 ART 79 Fosse per inumazioni di fanciulli minori di 10 anni di età Pag. 33 ART 80 Divieto di collocazione di più di un feretro in ogni fossa Pag. 33 ART 81 Carattere privato delle sepolture per tumulazione Pag. 33 ART 82 Sistemi di tumulazione Pag. 33 ART 83 Casse per tumulazione Pag. 34 ART 84 Tumulazione Provvisorie Pag. 34 ART 85 Divieto riapertura sepolture Pag. 34 CAPO XI CREMAZIONE ABROGATO art. da 86 a 98 Pag. 35 CAPO XII ESUMAZIONI ED ESTUMULAZIONI ART 99 Esumazioni ed Estumulazioni - Carattere Pag. 36 4

5 ART 100 Esumazioni ordinarie Pag. 36 ART 101 Esumazioni ordinarie: salme non mineralizzate Pag. 36 ART 102 Esumazioni straordinarie Pag. 37 ART 103 Esumazioni straordinarie: limiti temporali Pag. 37 ART 104 Ossa provenienti da esumazioni Pag. 37 ART 105 Estumulazioni ordinarie Pag. 37 ART 106 Divieto di riduzione di salme estumulate Pag. 38 ART 107 Estumulazioni straordinarie Pag. 38 ART 108 Norme particolari per le estumulazioni straordinarie Pag. 38 ART 109 Trattamenti consentiti all'estumulazione per mineralizzazione Pag. 39 ART 110 Ossa provenienti da esumazioni ed estumulazioni Pag. 39 ART 111 Rifiuti cimiteriali Pag. 39 ART 112 Rifiuti da esumazione e da estumulazione Pag. 40 ART 113 Rifiuti provenienti da altre attività cimiteriali Pag. 40 ART 114 Parti anatomiche riconoscibili e resti mortali derivanti da attività di Pag. 41 esumazione ed estumulazione ART 115 Gestione dei rifiuti sanitari, dei rifiuti da esumazioni ed Pag. 41 estumulazioni e dei rifiuti provenienti da altre attività cimiteriali. ART 116 Responsabile della struttura sanitaria e del cimitero Pag. 41 ART 117 Sistemazione dei resti mortali Pag. 41 ART 118 Autorizzazione ad aumentare o diminuire il periodo di Inumazione delle salme (Art /90 - Art. 2,c.1, LR 16/00) Pag. 42 CAPO XIII OSSARIO COMUNE ART 119 Ossario comune Pag. 43 CAPO XIV CONCESSIONI SPECIALI ART 120 Durata e decorrenza della concessione - Rinnovo Pag. 44 ART 121 Modalità di richiesta concessione d'uso Pag. 44 ART 122 Concessioni speciali gratuite Pag. 44 ART 123 Concessioni speciali per salme di Caduti nei cimiteri civili Pag. 44 ART 124 Limitazione del diritto d'uso delle concessioni distinte Pag. 44 ART 125 Divieto di cessione delle concessioni Pag. 45 ART 126 Contratto di concessione Pag. 45 ART 127 Decadenza della concessione Pag. 45 ART 128 Provvedimenti conseguenti la decadenza Pag. 46 ART 129 Estinzione e revoca Pag. 46 ART 130 Decadenza delle concessioni perpetue di colombari e loculi Pag. 46 ART 131 Progetti delle sepolture private - Obbligo di autorizzazione Pag. 47 ART 132 Collaudo tombe e cappelle gentilizie Pag. 47 ART 133 Collocazione monumenti funebri - Obbligo della autorizzazione Pag. 47 ART 134 Manutenzione sepolture private Pag. 47 ART 135 Diritto d'uso Pag. 48 ART 136 Area per dispersioni ceneri Pag. 48 ART 137 Area per seppellimenti per altre religioni Pag. 48 CAPO XV 5

6 SOPPRESSIONI DEI CIMITERI ART 138 Soppressione cimiteri - Norme applicabili Pag. 49 CAPO XVI SEPOLCRI PRIVATI FUORI DEI CIMITERI ART 139 Sepolcri privati fuori dai cimiteri - Norme applicabili Pag. 50 ART 140 Onoranze funebri particolari Pag. 50 CAPO XVII SERVIZIO DEL CIMITERO - PULIZIA INTERNA ART 141 Custodia dei cimiteri Pag. 51 ART 142 Orario di apertura dei cimiteri e ricevimento salme Pag. 51 ART 143 Sepoltura delle salme Pag. 51 ART 144 Occupazione provvisoria di area per esecuzione lavori Pag. 51 ART 145 Divieto di trattamento del materiale da costruzione Pag. 52 ART 146 Trasporto materiale Pag. 52 ART 147 Materiale proveniente da scavi e demolizioni Pag. 52 ART 148 Ingresso al cimitero Pag. 52 ART 149 Circolazione e sosta Pag. 52 ART 150 Accesso ai cimiteri per lavori Pag. 52 ART 151 Divieti di ingresso Pag. 52 ART 152 Divieto di introduzione di animali ed oggetti particolari Pag. 53 ART 153 Divieto di circolazione Pag. 53 ART 154 Pulizia interna Pag. 53 ART 155 Divieti speciali Pag. 53 ART 156 Obbligo di comportamento Pag. 53 CAPO XVIII PERSONALE ADDETTO AI CIMITERI ART 157 Numero dei dipendenti addetti ai cimiteri Pag. 54 ART 158 Custode Pag. 54 ART 159 Relazione annuale del custode Pag. 54 ART 160 Sorveglianza Pag. 54 ART 161 Trasmissione registro inumazioni e tumulazioni Pag. 54 ART 162 Compiti particolari del custode Pag. 54 ART 163 Custode - Necroforo Compiti Pag. 55 CAPO XIX DISPOSIZIONI FINALI ART 164 Trasgressioni - Accertamento Sanzioni Pag. 56 ART 165 Ordinanze del Sindaco Pag. 56 ART 166 Dirigente del Servizio Polizia Mortuaria Pag. 56 ART 167 Abrogazione precedenti disposizioni Pag. 56 CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI 6

7 Art. 1 Finalità delle norme 1) Le presenti norme hanno lo scopo di coordinare e disciplinare tutte le disposizioni inerenti il servizio necroscopico, di custodia e di polizia dei cimiteri comunali e di quelli privati, in armonia con il D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 (e successive modificazioni) e con ogni altra disposizione di legge o regolamentare vigente in materia. Art. 2 Competenze del servizio 1) Il servizio di polizia mortuaria e dei cimiteri è di esclusiva competenza del Comune e le relative attribuzioni sono esercitate dal Sindaco, quale Ufficiale di Governo e Autorità Sanitaria Locale, il quale si avvarrà, per lo scopo, del personale sanitario della A.S.L., dei medici necroscopici, degli operatori dei cimiteri, dei vigili municipali e di ogni altro dipendente assegnato, nella pianta organica del Comune, al servizio stesso, nonché di personale esterno. 2) La A.S.L. competente vigila e controlla il funzionamento dei cimiteri e propone al Sindaco i provvedimenti necessari per assicurarne il regolare servizio. ARTICOLO 3 Responsabilità 1) Il Comune o il Gestore di Pubblico Servizio cura che all interno dei cimiteri siano evitate situazioni di pericolo alle persone e alle cose, e non assume responsabilità per atti commessi nei cimiteri da persone estranee al suo servizio o per mezzi e strumenti a disposizione del pubblico e da questo utilizzati in modo difforme dal consentito. 2) Chiunque causi danni a persone o cose, sia personalmente che per fatto altrui, ne risponde secondo quanto previsto dal Titolo IX del Libro IV del Codice Civile, salvo che l'illecito non rilevi penalmente. ARTICOLO 4 Atti a disposizione del pubblico 1) Presso gli uffici comunali è tenuto, a seconda dei casi su supporto cartaceo o informatico, a disposizione di chiunque possa averne interesse, il registro di cui all art. 52 del D.P.R. 285 del 10 settembre 1990, e successive modificazioni, che viene compilato cronologicamente dagli addetti anche per fornire informazioni sulle sepolture cimiteriali. 2) Sono inoltre tenuti ben visibili al pubblico nell ufficio comunale o nel cimitero: a) l orario di apertura e chiusura (in ogni cimitero); b) copia del presente regolamento; c) l'elenco dei campi soggetti ad esumazione ordinaria nel corso dell anno; d) l'elenco delle concessioni cimiteriali in scadenza nel corso dell anno e in quello successivo; e) l'elenco delle tombe per le quali è in corso la procedura di decadenza o di revoca della concessione; f) ogni altro atto e documento la cui conoscenza venga ritenuta opportuna per gli interessati o per il pubblico, ai sensi della legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modifiche. ARTICOLO 4/Bis Definizione di Salma e Cadavere 7

8 1) La L.R. 4 aprile 2007, n. 18 e successive modificazioni, all art. 1 definisce la differenza che esiste tra salma e cadavere: Si definisce Salma il corpo umano rimasto privo di funzioni vitali, prima dell accertamento di morte da parte del medico necroscopo; Si definisce Cadavere la salma una volta che sia stato eseguito l accertamento di morte da parte del medico necroscopo. 2) Ai fini della L.R. 4 aprile 2007 n. 18 e successive modificazioni è escluso dalla nozione di trasporto salma o cadavere il trasferimento della salma nell ambito della struttura sanitaria in cui è avvenuto il decesso; tale trasporto è svolto da personale che a nessun titolo possa essere collegato ad un soggetto esercente l attività funebre. CAPO II DENUNCIA DELLA CAUSA DI MORTE E ACCERTAMENTO DEI 8

9 DECESSI Art. 5 Denuncia dei decessi 1) Ogni caso di morte deve essere denunciato all'ufficiale dello Stato Civile, entro 24 ore dal decesso: a) da uno dei congiunti o da persona convivente col defunto o da un loro delegato o, in mancanza, da persona informata del decesso, se la morte avviene nell'abitazione del defunto; b) da due persone che ne sono informate, se la morte avviene fuori dell'abitazione del defunto; c) dal direttore o da un delegato dell'amministrazione, se la morte avviene in ospedale, collegio, istituto o stabilimento qualsiasi. d) L'obbligo della denuncia sussiste anche per i nati morti. 2) All'atto della denuncia dovranno essere fornite all'ufficiale dello Stato Civile tutte le indicazioni stabilite dagli art. 72 e 73 del D.P.R. 03 novembre 2000, n. 396, nell'ordinamento dello stato civile e successive modifiche. Art. 6 Denuncia decessi accidentali o delittuosi 1) Chiunque ha per primo notizia di un decesso naturale o accidentale o delittuoso, avvenuto in persona priva di assistenza è tenuto ad informarne l'autorità municipale o di pubblica sicurezza, aggiungendo tutte quelle notizie, a sua conoscenza, che potessero giovare a stabilire la causa della morte e l'identità del defunto. Art. 7 Denuncia della causa di morte 1) Indipendentemente dalla denuncia di cui ai precedenti articoli 5 e 6, i medici, per ogni caso di morte di persona da loro assistita, devono denunciare al Sindaco, entro 24 ore dall'accertamento del decesso, su apposita scheda di morte stabilita dal Ministero della Sanità d'intesa con l'istituto Centrale di Statistica, la malattia che a loro giudizio, ne sarebbe stata la causa. 2) Copia della scheda di morte deve essere inviata, entro trenta giorni, dal comune ove è avvenuto il decesso alla unità sanitaria locale nel cui territorio detto comune è ricompreso. Qualora il deceduto fosse residente nel territorio di una unità sanitaria locale diversa da quella ove è avvenuto il decesso, quest'ultima deve inviare copia della scheda di morte alla unità sanitaria locale di residenza. 3) Nel caso di morte per malattia infettiva compresa nell'apposito elenco pubblicato dal Ministero della Sanità, il Comune deve darne informazione immediatamente all'unità sanitaria locale dove è avvenuto il decesso. 4) Nel caso di decesso di persona non assistita da medico, la denuncia della presunta causa di morte è fatta dal medico necroscopo. 5) Sono comunque tenuti ad effettuare la denuncia di morte anche i medici incaricati di eseguire autopsie disposte dall'autorità giudiziaria o a scopo di riscontro diagnostico. 6) Nel caso di morte di persona cui siano stati somministrati nuclidi radioattivi, la denuncia della causa di morte deve contenere le indicazioni previste dal D.Lgs. 17/03/1995, n. 230 e successive modificazioni. 7) La scheda di morte ha esclusivamente finalità statistiche. 8) A cura del Comune, presso l'ufficio competente, dovrà essere conservato e tenuto aggiornato un registro con l'elenco dei deceduti nell'anno. Art. 8 9

10 Comunicazione decessi dovuti a reati 1) Fermo restando per i sanitari l'obbligo di cui all'art. 365 del codice penale, ove dalla scheda di morte risulti o sorga comunque il sospetto che la morte sia dovuta a reato, il Sindaco deve darne immediatamente comunicazione all'autorità giudiziaria ed a quella di pubblica sicurezza. Art. 9 Rinvenimento parti di cadavere o resti mortali 1) Nel caso di rinvenimento di parti di cadavere o anche di resti mortali o di ossa umane, chi ne fa la scoperta deve informarne immediatamente il Sindaco, il quale ne dà subito comunicazione all'autorità giudiziaria, a quella di pubblica sicurezza e all'unità sanitaria locale competente per territorio. 2) Salvo diverse disposizioni dell'autorità giudiziaria, l'unità sanitaria locale incarica dell'esame del materiale rinvenuto il medico necroscopo e comunica i risultati degli accertamenti eseguiti al sindaco e alla stessa autorità perché questa rilasci il nulla osta per la sepoltura. 3) L'autorizzazione per la sepoltura nel cimitero è rilasciata, a norma dell'art. 74 del D.P.R. 03/11/2000 n. 396, sull'ordinamento dello stato civile e successive modificazioni, dall'ufficiale dello stato civile. 4) La medesima autorizzazione è necessaria per la sepoltura nel cimitero di parti di cadavere ed ossa umane. 5) La medesima autorizzazione è necessaria per la cremazione, in questo caso si applicano le disposizioni di cui agli art. 79 e seguenti del D.P.R. 285/1990, (e successive modificazioni). Art. 10 Decesso di persona fuori della sua dimora 1) Qualora la morte di una persona avvenga fuori dalla sua dimora ed i parenti chiedano di trasportarvela, il Sindaco su parere del Servizio di Igiene Pubblica può consentire la rimozione ed il trasporto, salvo il preventivo nulla osta dell'autorità giudiziaria, ove occorra e sempre ché il luogo di destinazione si trovi nel territorio del Comune. 2) In casi speciali può autorizzare il trasporto in sede diversa dal domicilio del defunto. 3) Il trasporto deve essere effettuato con carro funebre e con le cautele disposte dal Servizio di Igiene Pubblica della A.S.L., anche per il regolare rispetto del periodo di osservazione. Art. 11 Medico necroscopo 1) Il medico necroscopo ha il compito di accertare la morte redigendo apposito certificato previsto dall'art. 74 del D.P.R. 03/11/2000 N Le funzioni di medico necroscopo sono esercitate da un medico nominato dalla A.S.L. competente. 2) I medici necroscopici dipendono, per tale attività, dal direttore U.O. Igiene Pubblica territorialmente competente o suo delegato che ha provveduto alla loro nomina ed a lui riferiscono sull'espletamento del servizio, anche in relazione a quanto previsto dall'art. 365 del codice penale. 3) La visita del medico necroscopo deve sempre essere effettuata non prima di 15 ore dal decesso, salvo i casi previsti al Capo IV del presente Regolamento, e comunque non dopo le trenta ore. Art. 12 Servizi gratuiti ed a pagamento 10

11 1) Sono gratuiti i servizi di interesse pubblico, indispensabili, esplicitamente classificati gratuiti dalla legge e specificati dal regolamento. 2) Tra i servizi gratuiti sono ricompresi: a) la visita necroscopica b) il servizio di osservazione dei cadaveri all'interno del cimitero c) il recupero e relativo trasporto delle salme accidentate d) la deposizione delle ossa in ossario comune e) la dispersione delle ceneri in cinerario comune f) il feretro e l'inumazione per le salme di persone i cui familiari non risultino in grado di sostenere la spesa, sempre che non vi siano persone o enti ed istituzioni che se ne facciano carico. 3) Tutti gli altri servizi sono sottoposti al pagamento delle tariffe stabilite con atto della Giunta Comunale. CAPO III AUTORIZZAZIONE AL SEPPELLIMENTO 11

12 Art. 13 Autorizzazione alla sepoltura. 1) L'Ufficiale dello Stato Civile non può autorizzare la sepoltura di un cadavere se non sono trascorse ventiquattro ore dalla morte, salvo i casi espressi nei regolamenti speciali e ove non si sia accertato della morte per mezzo del medico necroscopo, il quale deve rilasciare un certificato scritto della visita fatta, possibilmente su apposito modulo fornito gratuitamente dal Comune. 2) La visita del medico necroscopo deve essere sempre effettuata non prima di 15 ore dal decesso, salvo quanto previsto dagli artt. 8, 9 e 10 del regolamento di polizia mortuaria, approvato con D.P.R. n. 285/1990 (e successive modificazioni) e comunque non oltre le trenta ore. Art. 14 Nulla osta dell'autorità Giudiziaria 1) L'autorizzazione alla sepoltura è subordinata al nulla osta dell'autorità Giudiziaria nei casi di morte non naturale o dovuta a causa delittuosa e nel caso che si tratti di sepoltura di parti di cadavere od ossa umane. Art. 15 Nati morti e prodotti abortivi 1) Per i nati morti, ferme restando le disposizioni dell'art. 37 del D.P.R. 03/11/2000 n. 396, sull'ordinamento dello stato civile, si seguono le disposizioni stabilite negli articoli precedenti. 2) Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che all'ufficiale dello stato civile non siano stati dichiarati come nati morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati dalla A.S.L.. 3) A richiesta dei genitori, nel cimitero potranno essere raccolti con la stessa procedura anche i prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane. 4) Nei casi previsti dai commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono tenuti a presentare, entro 24 ore dall'espulsione od estrazione del feto, domanda di seppellimento al Servizio di Igiene Pubblica della A.S.L., accompagnata da certificato medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto. CAPO IV OSSERVAZIONE E TRASPORTODI SALME Art. 16 Periodo di osservazione 12

13 1) Nessuna salma può essere chiusa in cassa, né essere sottoposta ad autopsia, a trattamenti conservativi, a conservazione in celle frigorifere, né essere inumato, tumulato, cremato, prima che siano trascorse 24 ore dal momento del decesso, salvo i casi di decapitazione o di maciullamento e salvo quelli nei quali il medico necroscopo avrà accertato la morte anche mediante l'elettrocardiografo, la cui registrazione deve avere una durata non inferiore a venti minuti primi, fatte salve le disposizioni di cui alla L. 91/1999 e successive modifiche. Art. 17 Periodo di osservazione nei casi di morte improvvisa o apparente 1) Nei casi di morte improvvisa ed in quelli in cui si abbiano dubbi di morte apparente, l'osservazione deve essere protratta fino a 48 ore, salvo che il medico necroscopo non accerti la morte nei modi previsti dall'articolo 16. Art. 18 Periodo di osservazione nei casi di morte per malattia infettivo-diffusiva o per iniziato stato di putrefazione. 1) Nei casi in cui la morte sia dovuta a malattia infettivo-diffusiva o il cadavere presenti segni di iniziata putrefazione, o quando altre ragioni speciali lo richiedano, su proposta del direttore U.O. Igiene Pubblica territorialmente competente o suo delegato, il Sindaco può ridurre il periodo di osservazione a meno di 24 ore. Art. 19 Disposizione della salma durante il periodo di osservazione. 1) Durante il periodo di osservazione il corpo deve essere posto in condizioni tali che non ostacolino eventuali manifestazioni di vita. 2) Nel caso di deceduti per malattia infettivo-diffusiva il direttore U.O. Igiene Pubblica territorialmente competente o suo delegato adotta le misure cautelative necessarie. Art. 20 Prescrizioni per osservazione di salma portatore di radioattività. 1) Il mantenimento in osservazione di salme di persone cui sono stati somministrati nuclidi radioattivi deve avere luogo in modo che sia evitata la contaminazione ambientale, osservando le prescrizioni disposte caso per caso dalla A.S.L. competente, in relazione agli elementi risultanti nel certificato di morte di cui alle indicazioni previste dal D.Lgs. 17/03/1995, n. 230 e successive modifiche. Art. 21 Deposito di osservazione. 1) Durante il periodo di osservazione, le salme possono essere tenute nell'abitazione, vegliate a cura della famiglia; 2) Qualora il decesso avvenga in abitazioni che siano inadatte per l osservazione e comunque in caso di espressa richiesta dei familiari o dei conviventi, la salma può essere trasportata per l osservazione presso l obitorio o il servizio mortuario delle strutture ospedaliere o presso apposite strutture adibite la commiato; 3) I comuni devono disporre di un locale per ricevere e tenere in osservazione per il periodo prescritto le salme di persone: a) morte in abitazioni inadatte e nelle quali sia pericoloso mantenerle per il prescritto periodo di osservazione; b) morte in seguito a qualsiasi accidente nella pubblica via o in luogo pubblico; 13

14 c) ignote, di cui debba farsi esposizione al pubblico per il riconoscimento. 4) Durante il periodo di osservazione deve essere assicurata la sorveglianza anche ai fini del rilevamento di eventuali manifestazioni di vita. Art. 22 Trasporto salme al deposito di osservazione 1) Il trasporto delle salme al deposito di osservazione deve essere effettuato in modo da non ostacolare eventuali manifestazioni di vita. 2) Esso sarà eseguito a cura del Comune, in carro chiuso, avvalendosi di ditte private, a meno che la famiglia non vi provveda direttamente. Art. 23 Servizio di sorveglianza durante il periodo di osservazione 1) Durante il periodo di osservazione è permesso ai parenti ed ai familiari di assistere le salme, anche al fine di rilevare eventuali manifestazioni di vita. 2) In ogni caso sarà provveduto ad assicurarne la sorveglianza da parte degli operatori del cimitero, secondo le prescrizioni all'uopo dettate dalla A.S.L. competente. Art. 24 Depositi ed obitori 1) Il Comune potrà istituire utilizzare eventuali depositi di osservazione ed obitori anche presso ospedali ed altri istituti sanitari ovvero in strutture private in possesso dei requisiti igienici. 2) I depositi di osservazione e gli obitori possono essere istituiti dal comune nell'ambito del cimitero o presso ospedali od altri istituti sanitari ovvero in particolare edificio rispondente allo scopo per ubicazione e requisiti igienici. CAPO V SEPOLTURA DEI CADAVERI 14

15 Art. 25 Riscontro diagnostico Rilascio cadaveri a scopo di studio Prelievo di parti di cadavere per trapianto terapeutico Autopsie - Trattamenti per la conservazione dei cadaveri 1) Per il riscontro diagnostico sulle cause di morte, per il rilascio di cadaveri a scopo di studio, per il prelievo di parti di cadavere a scopo di trapianto terapeutico e per le autopsie ed i trattamenti per la conservazione dei cadaveri, si fa rinvio agli articoli da 37 a 48 del regolamento di polizia mortuaria, approvato con D.P.R. 285/1990 (e successive modificazioni), alle norme in detti articoli richiamate e ad ogni altra vigente in materia. Art. 26 Deposizione del cadavere nel feretro 1) Il cadavere deposto nel feretro deve essere vestito o, quanto meno, avvolto in un lenzuolo. 2) Quando la morte è dovuta ad una delle malattie infettive o diffusive comprese nell'apposito elenco pubblicato dal Ministero della Sanità, il cadavere deve essere deposto nella cassa con gli indumenti di cui è rivestito ed avvolto in un lenzuolo imbevuto di soluzione disinfettante. Art. 27 Obbligo del feretro individuale 1) Ogni feretro non può contenere più di un cadavere. 2) Soltanto madre e neonato, morti nell'atto del parto, possono essere chiusi in una stessa cassa e sepolti in una stessa fossa. Art. 28 Caratteristiche feretri per inumazioni 1) I feretri da deporre nelle fosse ad inumazione devono essere di legno e lo spessore delle tavole non può essere inferiore a cm. 2. 2) Le tavole del fondo, di un solo pezzo nel senso della lunghezza, potranno essere riunite nel numero di cinque nel senso della larghezza, fra loro congiunte con collante di sicura e duratura presa. 3) Il fondo sarà congiunto alle tavole laterali con chiodi disposti di 20 in 20 cm. ed assicurato con buon mastice. 4) Il coperchio sarà congiunto a queste tavole mediante viti disposte di 40 in 40 cm. 5) Le pareti laterali della cassa dovranno essere saldamente congiunte tra loro con collante di sicura e duratura presa. 6) Ogni cassa porterà il timbro a fuoco, con indicazione della ditta costruttrice e del fornitore. 7) Sulla cassa deve essere apposta una targhetta metallica con l'indicazione del nome, cognome, data di nascita e morte del defunto. Art. 29 Divieto di uso di materiale non biodegradabile 1) Per le inumazioni non è consentito l'uso di casse di metallo o di altro materiale non biodegradabile. 15

16 2) L'impiego di materiale biodegradabile diverso dal legno deve essere autorizzato caso per caso, con decreto del Ministero della Sanità, sentito il Consiglio Superiore di Sanità. 3) E' altresì vietato, per le inumazioni, l'impiego di materiali non biodegradabili nelle parti decorative delle casse. 4) Qualora si tratti di salme provenienti dall'estero o da altro comune al di fuori della Regione Toscana, per le quali sussiste l'obbligo della duplice cassa le inumazioni potranno essere eseguite solo se la cassa metallica sia posta all'esterno. Art. 30 Estensioni e limitazioni all'uso di feretri per inumazioni 1) Per il trasporto da un comune ad un altro comune che disti non più di 100 Km., salvo che si tratti di morti per malattie infettivo-diffusive e sempre che il trasporto dal luogo del deposito della salma al cimitero, possa farsi direttamente e con idoneo carro funebre, si impiega la sola cassa di legno. 2) Le prescrizioni stesse, peraltro, non sono applicabili per i morti di malattie infettivodiffusive, di cui all'apposito elenco pubblicato dal Ministero della Sanità, i quali devono essere deposti in casse aventi le caratteristiche di cui all'articolo seguente. Art. 31 Caratteristiche feretri per tumulazioni e per trasporti fuori Comune 1) Le salme destinate alla tumulazione od al trasporto all'estero o dall'estero o ad altro o da altro Comune, salvo quanto previsto nel primo comma dell'articolo precedente, devono essere racchiuse in duplice cassa, l'una di tavole di legno massiccio e l'altra di metallo. 2) La cassa metallica, o che racchiuda quella di legno, o che sia da questa racchiusa, deve essere ermeticamente chiusa mediante saldatura e tra le due casse, al fondo, deve essere interposto uno strato di torba polverizzata o di segatura di legno o di altro materiale assorbente, sempre biodegradabile, riconosciuto idoneo. 3) Le saldature devono essere continue ed estese su tutta la periferia della zona di contatto degli elementi da saldare. 4) Lo spessore di lamiera della cassa metallica non deve essere inferiore a mm. 0,660 se di zinco e mm. 1,5, se di piombo. 5) Le casse debbono portare impressi i marchi di fabbrica con le indicazioni della ditta costruttrice. 6) Lo spessore delle tavole della cassa di legno non deve essere inferiore a mm. 25. Eventuali intagli sono consentiti quando lo spessore iniziale delle tavole è tale che per effetto degli intagli medesimi in ogni punto sia assicurato lo spessore minimo di cui sopra. 7) Il fondo della cassa dovrà essere formato da una o più tavole, di un solo pezzo nel senso della lunghezza, riunite al massimo nel numero di cinque nel senso della larghezza, tra loro congiunte saldamente con collante di sicura e duratura presa. 8) Il coperchio della cassa dovrà essere formato da una o più tavole di un solo pezzo nel senso della lunghezza. 9) Nel caso che il coperchio sia costituito da più facce che si trovino su piani diversi occorre che dette facce siano costituite da tavole in un sol pezzo nel senso della lunghezza. 10) Le pareti laterali della cassa, comprese tra il fondo ed il coperchio, dovranno essere formate da una o più tavole di un sol pezzo nel senso della lunghezza, congiunte tra loro nel senso della larghezza con le stesse modalità tecniche delle tavole formanti il fondo. Le suddette pareti laterali devono parimenti essere saldamente congiunte tra loro con collante di sicura e duratura presa. 11) Il coperchio deve essere saldamente congiunto alle pareti laterali mediante viti disposte di 20 in 20 cm. Il fondo deve essere congiunto ad esse con chiodi disposti di 20 in 20 cm. ed assicurato con idoneo mastice. 12) Sia la cassa di legno sia quella di metallo devono portare impresso ben visibile sulla parte esterna del coperchio, il marchio di fabbrica con le indicazioni della ditta 16

17 costruttrice. Art. 32 Feretri speciali per trasporto di salma in altro Comune 1) Il Ministero della Sanità, anche su richiesta degli interessati, sentito il Consiglio Superiore di Sanità, può autorizzare per i trasporti di salma da Comune a Comune, l'uso per le casse di materiali diversi da quelli previsti dall'art. 30 D.P.R. 285/1990 (e successive modificazioni), prescrivendo le caratteristiche che essi devono possedere al fine di assicurare la resistenza meccanica e l'impermeabilità del feretro usando del materiale denominato Mater-Bi-ZIO1U previsto dal D.M. 7 febbraio 2002 e successive modificazioni. Art. 33 Chiusura del feretro per trasporto di salma 1) La responsabilità del corretto confezionamento del feretro e della chiusura della salma nello stesso è ordinariamente demandata alle Imprese Funebri incaricate del trasporto. 2) In particolare, per il trasporto di salma in altro Comune, dette Imprese dovranno sottoscrivere una apposita dichiarazione dalla quale risulti che per le operazioni di chiusura della salma e confezionamento del feretro sono state osservate le vigenti prescrizioni di legge (anche in merito ad eventuale trattamento conservativo della salma stessa) e che la cassa o le casse risultano conformi alle norme contenute nei precedenti articoli dal 28 al 32 del presente regolamento. 3) Tale dichiarazione deve essere allegata (quale parte integrante) alla autorizzazione del Sindaco al trasporto del cadavere ed essere consegnata al custode del cimitero, denominata Conformità del feretro. Art. 34 Fornitura gratuita dei feretri 1) E' a carico del Comune il trasporto delle salme per le persone i cui familiari non sono in grado di sostenere la spesa, come da apposita attestazione del Servizio Sociale, sempre e che la salma debba essere inumata ed il trasporto funebre venga effettuato nella forma ordinaria più semplice. A tal fine il Comune stipulerà una convenzione di durata annuale con una Impresa funebre operante sul territorio. Tale servizio comprenderà la concessione gratuita del feretro, del carro funebre e del personale di servizio. CAPO VI TRASPORTO DEI CADAVERI 17

18 Art. 35 Trasporto dei cadaveri 1) Il trasporto comprende: il prelievo del cadavere dal luogo del decesso, dal deposito di osservazione o dall'obitorio, il tragitto alla chiesa o al luogo dove si svolgono le esequie, la relativa sosta per il tempo strettamente necessario ad officiare il rito civile o religioso, il proseguimento fino al cimitero o ad altra destinazione richiesta, seguendo il percorso più breve. 2) Nessuna altra sosta, salvo casi di forza maggiore, può farsi durante il percorso. Per eventuali cerimonie, diverse dalle rituali, occorre la preventiva autorizzazione del Sindaco. 3) L'incaricato del trasporto di un cadavere deve essere munito di apposita autorizzazione del sindaco, la quale deve essere consegnata al custode del cimitero. Art. 36 Orario e percorsi dei trasporti funebri 1) Il trasporto dei feretri al cimitero dovrà essere fatto nell'orario, con le modalità e percorsi eventualmente determinati con apposito provvedimento del Sindaco. Art. 37 Trasporto funebre 1) E vietato trasportare e seppellire un cadavere non racchiuso in cassa avente le caratteristiche prescritte. Il trasporto funebre deve essere effettuato in una forma che garantisca il decoro del servizio. 2) Le confraternite riconosciute come enti morali, possono effettuare il trasporto di salme, con propri mezzi, osservando le disposizioni contenute nel presente regolamento. 3) I carri destinati al trasporto dei cadaveri su strada debbono essere internamente rivestiti di lamiera metallica o di altro materiale impermeabile facilmente lavabile o disinfettabile. 4) Detti carri possono essere posti in servizio da parte dei Comuni e dei privati solo dopo che siano stati riconosciuti idonei dalle A.S.L. competenti, che devono controllarne almeno una volta all anno lo stato di manutenzione. 5) Un apposito registro, dal quale risulti la dichiarazione di idoneità, deve essere conservato sul carro in ogni suo trasferimento per essere, a richiesta, esibito agli organi di vigilanza. 6) Le rimesse dei carri funebri devono essere ubicate in località individuate con provvedimento del Sindaco in osservanza delle norme dei regolamenti comunali. 7) Esse debbono essere provviste delle attrezzature e dei mezzi per la pulizia e la disinfezione dei carri stessi. 8) Salva l osservanza delle disposizioni di competenza dell autorità di pubblica sicurezza e del servizio antincendi, l idoneità dei locali adibiti a rimessa di carri funebri e delle relative attrezzature è accertata dal coordinatore sanitario della A.S.L. competente. Art. 38 Definizione di trasporto. 1) Il trasporto delle salme è: a) a pagamento, secondo la tariffa concordata dal Comune con le imprese locali, quando siano richiesti servizi o trattamenti speciali intendendosi per tali uno almeno dei seguenti: il trasporto con il medesimo carro di composizioni floreali, di cartelli indicanti il nominativo della salma, di feretro diverso da quello fornito ai sensi dell'art. 12, la sosta lungo il percorso, etc... b) gratuiti, ed in modo decoroso, a carico del Comune, in ogni altro caso. 18

19 2) Il trasporto dei cadaveri dal luogo del decesso all'obitorio o al deposito di osservazione è a carico del Comune. Art. 39 Onoranze funebri a persone decedute per malattie infettivo-diffusive o portatrici di radioattività 1) Fermo rimanendo quanto previsto dall'ultimo comma dell'art. 26, è consentito rendere le estreme onoranze a persone decedute a causa di una delle malattie infettivo-diffusive compresa nell'apposito elenco pubblicato dal Ministero della Sanità, sotto l'osservanza delle prescrizioni che impartirà in merito il Servizio di Igiene Pubblica della A.S.L., salvo che questo non le vieti nella contingenza di manifestazione epidemica della malattia che ha causato la morte. 2) Se dalla denuncia della causa di morte risulta che il cadavere è portatore di radioattività, il Servizio di Igiene Pubblica dell'a.s.l. impartirà le necessarie misure protettive per il trasporto, il trattamento e la destinazione della salma, al fine di evitare la contaminazione ambientale. Art. 40 Trasporto salme ad altro Comune o all'estero 1) Per il trasporto delle salme ad altro comune che disti più di 100 km. o all'estero e viceversa, nei mesi di aprile, maggio, giugno, luglio, agosto e settembre, le salme devono essere sottoposte a trattamento antiputrefattivo mediante introduzione nelle cavità corporee di almeno 500 cc. di formalina F.U. 2) Tale trattamento è eseguito dal funzionario medico designato dall'a.s.l. o da altro personale tecnico da lui delegato, dopo che sia trascorso il prescritto periodo di osservazione. 3) Stesso provvedimento deve essere adottato negli altri mesi dell'anno per le salme che devono essere trasportate in località che, col mezzo di trasporto prescelto, si raggiungano dopo 24 ore di tempo, oppure quando il trasporto venga eseguito trascorse le 48 ore dal decesso. 4) Le prescrizioni del presente articolo non si applicano ai cadaveri sottoposti a trattamento di imbalsamazione. 5) Per il trasporto da comune a comune nell ambito del territorio della Regione Toscana, non è necessaria l iniezione conservativa di cui all articolo 32 del D.P.R. 285/1990 e successive modifiche. Art. 41 Autorizzazione al trasporto 1) L'incaricato del trasporto di un cadavere deve essere munito di apposita autorizzazione del Sindaco, la quale deve essere consegnata agli operatori del cimitero. Art. 42 Autorizzazione al trasporto fuori del cimitero o in altro Comune 1) Il trasporto di un cadavere o di resti mortali o di ossa umane, entro l'ambito del Comune, in luogo diverso dal cimitero o fuori dal Comune, è autorizzato dal Sindaco secondo le prescrizioni stabilite negli articoli del presente capo VI. 2) L'autorizzazione è comunicata al Sindaco del Comune dove deve avvenire il seppellimento. 3) Qualora sia richiesta la sosta della salma in altri comuni intermedi, per il tributo di speciali onoranze, tale autorizzazione dovrà essere comunicata anche ai Sindaci di questi comuni. 19

20 Art. 43 Rilascio dell'autorizzazione al trasporto 1) L'autorizzazione al trasporto di salma è rilasciata, previa domanda dei familiari interessati o dell'impresa funebre incaricata del trasporto, dal Sindaco del Comune dove è avvenuto il decesso. 2) Nel caso che la morte sia avvenuta per malattia infettiva o diffusiva o la salma sia stata trattata di recente con terapia con radio-nuclidi, dovrà essere presentato il certificato con la indicazione delle prescrizioni rilasciato dal dirigente del Servizio di Igiene Pubblica della A.S.L.; 3) Per il trasporto delle salme all'estero il Sindaco, acquisito telegraficamente il consenso dell'autorità diplomatica o consolare dello Stato di destinazione, rilascia l'autorizzazione sulla base della documentazione occorrente caso per caso e sentito il Servizio di Igiene Pubblica della A.S.L. Art. 44 Autorizzazione al trasporto di cadaveri di persone decedute per malattie infettivodiffusive 1) Per i morti di malattie infettivo-diffusive, di cui all'apposito elenco pubblicato dal Ministero della Sanità, l'autorizzazione al trasporto prevista dal precedente articolo può essere data soltanto quando risulti accertato che il cadavere, trascorso il periodo di osservazione, è stato composto nella duplice cassa, prevista dall'art. 31, seguendo le prescrizioni dell' articolo 39. 2) Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai trasporti di cadaveri da o per l'estero, quando la morte sia dovuta ad una delle malattie infettivo-diffusive di cui all'elenco previsto nel primo comma. Art. 45 Trasporto di cadavere per cremazione e relative ceneri 1) Il trasporto di un cadavere da Comune a Comune per essere cremato ed il trasporto delle risultanti ceneri al luogo del loro definitivo deposito sono autorizzati con un unico provvedimento dell Ufficiale di Stato Civile del Comune nella cui circoscrizione è avvenuto il decesso. 2) All'infuori di questo caso, il trasporto delle ceneri di un cadavere da Comune a Comune è sottoposto all'autorizzazione di cui al precedente articolo 36. Art. 46 Obbligo dell'autorizzazione per il trasporto di salma fuori del Comune 1) L'incaricato del trasporto di un cadavere fuori del Comune deve essere munito dell'autorizzazione del Sindaco del luogo dove è avvenuto il decesso. 2) Se il trasporto della salma avviene per ferrovia, su nave o per aereo, l'autorizzazione anzidetta deve rimanere in consegna al vettore. Art. 47 Trasporto cadaveri destinati all'insegnamento ed alle indagini scientifiche 1) Per il trasporto entro il territorio comunale e da Comune a Comune dei cadaveri destinati all'insegnamento ed alle indagini scientifiche, si seguono le norme degli articoli 20

21 precedenti. Art. 48 Trasporto ossa umane e resti mortali assimilabili 1) Il trasporto di ossa umane e di resti mortali assimilabili non è soggetto ad alcuna delle misure precauzionali igieniche stabilite per il trasporto delle salme e può essere eseguito anche dai familiari richiedenti con mezzi propri, senza ricorso ai carri funebri. 2) Il trasporto di ossa umane o di resti mortali assimilabili entro l'ambito del Comune in luogo diverso dal cimitero o fuori dal Comune è autorizzato dal Sindaco previa domanda dei familiari interessati o dall'impresa funebre incaricata del trasporto. 3) L'autorizzazione è rilasciata sulla base dei seguenti documenti: a) copia del permesso di seppellimento rilasciato dall'ufficiale dello Stato Civile; b) dichiarazione dei familiari o dell'impresa funebre incaricata del trasporto con la quale si attesti, assumendone piena responsabilità ad ogni effetto di legge, che per le operazioni di incassatura dei resti mortali sono state osservate le vigenti prescrizioni di legge e le disposizioni di cui al presente regolamento. 4) L'autorizzazione è comunicata al Sindaco del Comune in cui deve avvenire il seppellimento. 5) Le ossa umane e i resti assimilabili debbono essere in ogni caso raccolti in cassetta di zinco, di spessore non inferiore a mm. 0,660, saldata a fuoco, portante il nome e cognome del defunto. 6) Se le ossa ed i resti mortali assimilabili provengono da rinvenimento e non sia possibile l'identificazione del defunto cui appartennero, la cassetta dovrà recare l'indicazione del luogo e della data in cui sono stati rinvenuti. Art. 49 Trasporto cadaveri da e per l'estero 1) Per i trasporti da e per l'estero si osservano le prescrizioni di cui agli articoli 27, 28 e 29 del regolamento di polizia mortuaria, approvato con D.P.R. 285/1990 e successive modificazioni, oltre quanto stabilito all'articolo 31 del presente regolamento. Art. 49/bis Trasporto cadaveri per veglia funebre 1) Il trasporto di cadavere fino alla struttura per la veglia funebre viene autorizzato con provvedimento del comune ove è avvenuto il decesso, previa comunicazione al comune di residenza. Il comune di destinazione provvede al rilascio del provvedimento di trasporto per il cimitero; 2) Il trasporto di cadavere ai fini della veglia funebre da un comune ad un altro all interno delle Regione Toscana può avvenire impiegando la sola cassa di legno, o casse, di materiali diversi da quelli previsti dall articolo 30 del D.P.R. 285/1990, purché autorizzati dal Ministero del lavoro e della salute e delle politiche sociali, ed assolvendo l obbligo della doppia cassa di cui all articolo 30 del D.P.R. 285/1990 mediante l utilizzo di un involucro di materiale biodegradabile, da porre all interno della cassa di legno, che garantisca l impermeabilità del fondo del feretro per un periodo sufficiente all assolvimento della pratica funeraria prescelta dal defunto o dai suoi familiari; 3) Il medico necroscopo certifica che il trasporto del cadavere, ai fini della veglia funebre, può avvenire senza pregiudizio per la salute pubblica; 4) A conclusione della veglia funebre, l addetto al trasporto, in quanto incaricato di pubblico servizio, verifica: a. La corrispondenza dell identità del defunto con le generalità contenute nel 21

22 titolo che autorizza il trasporto; b. L uso di cofano appropriato in funzione del tragitto e della sua destinazione; c. Le modalità di confezionamento del feretro e della sua chiusura. 5) Dopo aver attestato l effettuazione delle verifiche di cui al comma 4, l addetto al trasporto procede a sigillare il feretro. Art. 49/Ter Sanzioni Amministrative 1) Chiunque provveda al trasporto di cadavere in mancanza dell autorizzazione prevista all articolo 49/Bis, comma 1, è soggetto alla sanzione amministrativa da 1.000,00 sino a 6.000,00 ; 2) Chiunque provveda al trasporto di cadavere non rispettando le modalità di cui all articolo 49/Bis, comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa da 500,00 sino a 3.000,00 ; 3) L addetto al trasporto che non effettua le verifiche di cui all articolo 49/Bis, comma 4, è soggetto alla sanzione amministrativa da 1.000,00 sino a 6.000,00. CAPO VII PASSAPORTO MORTUARIO 22

23 Art. 50 Rilascio Passaporto Mortuario da e per gli Stati aderenti alla Convenzione di Berlino (ex art. 27 del D.P.R. 10/09/1990 n. 285) 1) Gli stati aderenti alla convenzione internazionale di Berlino ( ) sono i seguenti: Italia Germania Belgio Cile Egitto Portogallo Francia Svizzera Repubblica Ceca Slovacchia Turchia Austria Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire) Messico Romania; 2) Per le salme da introdurre nel territorio nazionale il passaporto mortuario viene rilasciato dalla competente autorità del luogo da cui la salma viene estradata; 3) Per le salme che debbono essere trasportate dall Italia ad un Paese aderente alla Convenzione di Berlino i familiari o un incaricato dell impresa di trasporti funebri presenta domanda al Comune ove trovasi la salma da trasferire; 4) Il Comune acquisisce la seguente documentazione: a) Estratto per riassunto dell atto di morte; b) Certificato della A.S.L. attestante che sono state osservate le disposizioni di cui agli Art. 30 e 32 del D.P.R. 285/1990 e in caso di morte per malattie infettive diffuse anche quanto previsto dagli art. 18 e 25 del suddetto D.P.R. 285/1990 e successive modificazioni; c) Autorizzazione alla sepoltura rilasciata dal Comune dove è avvenuto il decesso; d) Nel caso in cui si ignori il luogo in cui il decesso è avvenuto l autorizzazione è rilasciata dal Comune dove il cadavere è stato deposto (D.P.R. 03/11/2000 n. 396). 5) Il Comune provvede a rilasciare il passaporto mortuario in conformità allo schema approvato dalla Giunta Regionale Toscana. Art. 51 Rilascio Passaporto Mortuario per trasporto di salme dall estero fuori dagli Stati aderenti alla Convenzione di Berlino (ex art. 28 D.P.R. 285/1990) 1) Per l introduzione in Italia di salme provenienti da Pesi non aderenti alla Convenzione di Berlino, l interessato alla traslazione della salma deve presentare domanda in bollo da 10,33 alla autorità consolare italiana, la quale constata la regolarità della documentazione presentata, trasmette la domanda corredata dai documenti la richiesta, al Comune dove la salma è diretta, il Comune concede l autorizzazione informandone l autorità consolare stessa. 2) La documentazione che l autorità consolare trasmette al Comune è la seguente: a) Estratto per riassunto dell atto di morte; b) Certificato della competente autorità sanitaria del Paese straniero dal quale risulti che sono state osservate le prescrizioni di cui agli art. 30 e 32 del D.P.R. 285/90; c) Altri eventuali documenti e dichiarazioni che il Ministero della Sanità dovesse prescrivere in rapporto a situazioni determinate. Art. 52 Rilascio Passaporto Mortuario per trasporto di salme all Estero fuori dagli Stati aderenti alla Convenzione di Berlino (ex art. 29 D.P.R. 285/1990) 23

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