INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006)

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1 INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006) Siamo nell ultimo anno di programmazione, per cui è normale fare un bilancio dell attività svolta e dell esperienza maturata per orientare le nostre riflessioni verso il futuro. Il contesto che ci circonda è indubbiamente cambiato e gli obiettivi che hanno caratterizzato la programmazione di efficienza, efficacia, economicità, capacity building, accountability e vicinanza della PA ai cittadini, restano estremamente attuali, non perché i risultati raggiunti non siano stati adeguati alle aspettative, quanto piuttosto perchè l investimento sulle risorse umane e sulla capacity building della amministrazioni va visto in un ottica di più ampio respiro costituendo essa stessa una policy e non più un semplice obiettivo da raggiungere. Capacity building non solo nell ambito dell obiettivo convergenza Nel nuovo periodo di programmazione la capacity building è indicata dai documenti di indirizzo della Commissione Europea come tematica prioritaria limitatamente all obiettivo convergenza. In realtà la tematica del rafforzamento delle capacità istituzionali ed amministrative dovrebbe riguardare 1

2 tutte le amministrazioni e non solo quelle che si trovano in condizione di ritardo di sviluppo. Le regioni più evolute, infatti, hanno la necessità di continuare incisivamente il loro processo di crescita per contribuire a conquistare e conservare la competitività dei territori. L evoluzione del sistema mondiale (la globalizzazione) impone, infatti, alla PA di ricoprire un ruolo attivo e proattivo del processo di innovazione e sviluppo del sistema paese. Il concetto di capacity building nel QSN Partecipando ai lavori della nuova programmazione, il DFP ha enfatizzato questa necessità promuovendo il riconoscimento trasversale della rilevanza della capacity building. La versione provvisoria del QSN, che vedrà la sua definizione entro il prossimo mese di settembre, ha accolto infatti questa impostazione individuando il ruolo centrale della capacity building come motore dello sviluppo. Il ciclo di programmazione 2007/2013, infatti, prevede la concentrazione degli investimenti sulla capacità di crescita delle amministrazioni perché siamo tutti consapevoli che dalla loro efficienza e dalla loro capacità innovativa dipende buona parte della competitività del sistema paese. In tal senso la capacity building non va vista solamente come strumento di attuazione dell innovazione (per gestire i FS è necessario disporre di personale competente), ma come obiettivo trasversale prioritario che investe qualsiasi settore di attività. La capacity building va vista come una vera e 2

3 propria policy da perseguire per assicurare la competitività dei singoli territori e del sistema paese nel suo complesso. Il ruolo del DFP-UFPPA Dal 1994 ad oggi, l Ufficio per la formazione del personale e, in particolare, il Servizio per la programmazione e gestione degli interventi cofinanziati dai Fondi strutturali del DFP, partecipa alla realizzazione di interventi per lo sviluppo e l adeguamento delle strutture e del personale della PA impegnato nelle attività di programmazione e gestione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali. Nell attuale periodo di programmazione , il Dipartimento della Funzione Pubblica è titolare di due misure specifiche cofinanziate dal Fondo Sociale Europeo (FSE) nell ambito di due Programmi Operativi Nazionali: PON Assistenza Tecnica ed Azioni di Sistema Ob.1 (PON ATAS), a titolarità del Ministero dell Economia e Finanze, rivolto alle regioni del Mezzogiorno in ritardo di sviluppo, per il rafforzamento degli strumenti di miglioramento dell efficienza e dell efficacia degli interventi cofinanziati dai fondi strutturali; PON Azioni di Sistema Ob.3 (PON AS), a titolarità del Ministero del Lavoro, rivolto alle Regioni del Centro Nord, per il rafforzamento dei sistemi nazionali di formazione e lavoro e per l accompagnamento dell applicazione del Titolo V della Costituzione. 3

4 L esperienza effettuata, in ordine all attuazione dei programmi PON ATAS e PON AS, ha consentito di realizzare azioni orientate a supportare le amministrazioni in rapporto ai nuovi bisogni derivanti dall evoluzione dell assetto istituzionale ed amministrativo ed a quelli specifici delle differenti realtà territoriali. Il DFP ha posto in essere azioni di sistema finalizzate all individuazione di modelli organizzativi, gestionali e formativi orientati all internalizzazione delle competenze, attraverso attività di affiancamento consulenziale e alla diffusione di buone prassi che mirano alla crescita delle amministrazioni. La diffusione delle innovazioni amministrative, attraverso la condivisione di buone pratiche, ha innescato un meccanismo virtuoso consentendo la trasferibilità e la replicabilità degli interventi più significativi in ambiti e contesti territoriali diversi. Alla luce delle indicazioni fornite dai Consigli Europei di Lisbona e Goteborg, il DFP ha promosso interventi fortemente innovativi (Traguardi, Sprint, Pit-agorà, Grup, Thesaurus, Stage e tirocini) orientati allo sviluppo del territorio, attraverso la valorizzazione del capitale umano e lo sviluppo della società della conoscenza. 4

5 Le amministrazioni locali, trovandosi in una posizione di frontiera, avvertono l esigenza di rinnovarsi per soddisfare al meglio le esigenze dei cittadini. Tuttavia, a volte, subiscono molti condizionamenti tali da ostacolare la spinta al rinnovamento che solo attraverso un supporto esterno, quale quello posto in essere dall Ufficio Formazione del DFP, sono riuscite ad intraprendere il processo di rinnovamento. Il DFP ha assicurato alle Regioni ed Enti Locali, nel corso di questi anni, un incisiva azione di sostegno che dovrà essere rafforzata nel nuovo ciclo di programmazione per portare a sistema molte delle innovazioni introdotte, ma non ancora formalizzate, istituzionalizzate e diffuse, al fine di consolidare gli avanzamenti realizzati e poter contare su un effettiva maggiore capacità amministrativa. Nell ambito della formazione sono stati elaborati nel tempo programmi pluriennali destinati alla valorizzazione delle risorse umane utilizzando i servizi offerti dal Formez, dalla SSPA e da altri organismi pubblici e privati che operano in questo campo. I progetti realizzati ed i destinatari coinvolti In particolare, la realizzazione da parte del Servizio Fondi strutturali di 57 interventi nell ambito dell Ob.1 e 30 interventi nell ambito dell Ob.3 ha messo in moto un processo di rinnovamento e di crescita che continuerà a produrre effetti nel tempo attraverso la capitalizzazione e lo 5

6 sviluppo delle competenze acquisite, non solo nel campo della gestione dei fondi strutturali, ma in tutti gli aspetti che riguardano il sistema Pubblica Amministrazione. Annualmente vengono coinvolte tutte le Regioni [(12+2) + (6+1)] e circa n Amministrazioni locali (Province, Comuni, Comunità montane). Cooperazione interistituzionale La metodologia adottata dal DFP nel corso di questi anni è stata quella di tenere in massima considerazione il ruolo del partenariato secondo una logica bottom-up. In questo modo la decisione di ogni intervento è stata il frutto di un ampia condivisione con i destinatari degli interventi, al fine di soddisfare al meglio le aspettative ed i fabbisogni del territorio. Conclusione In conclusione, si può affermare che il ciclo di programmazione ha contribuito a produrre significative innovazioni nel funzionamento delle istituzioni e della macchina pubblica, registrando avanzamenti importanti nella crescita delle amministrazioni (PUBBLICIZZARE LA BROCHURE LE AMMINISTRAZIONI IN CRESCITA ). Questo risultato non deve essere visto come punto di arrivo, ma deve essere il punto di partenza per la nuova programmazione. 6

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