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1 PREMESSA L esigenza di disporre di uno strumento avanzato di conoscenza, finalizzato alla promozione dello sviluppo del territorio della Comunità Montana della Presila Catanzarese, ha fatto sì che venisse conferito all Università degli Studi della Calabria l incarico di aggiornare il Piano di Sviluppo Socio-Economico, risalente all anno Tale incarico è stato formalizzato con una prima Convenzione stipulata nel settembre 2000 tra la Comunità Montana e l Università, seguita da una seconda Convenzione, integrativa della precedente, stipulata con il Dipartimento di Pianificazione Territoriale della stessa Università, nel mese di aprile Il Dipartimento di Pianificazione Territoriale si è impegnato con tutte le sue risorse a fornire alla Comunità Montana uno strumento a carattere strategico e fortemente innovativo, in linea con le migliori esperienze in atto nel panorama nazionale. La convinzione che la costruzione di percorsi originali, condivisi ed efficaci per lo sviluppo sia, sostanzialmente, una questione culturale, è alla radice della scelta deliberata di concentrare le azioni sulla dimensione immateriale dei processi e, perciò, sul governo e la regolazione sociale, sul rafforzamento delle reti attoriali e sociali, sulla crescita culturale e il miglioramento della qualità dei servizi, sulla formazione e la diffusione della cultura d impresa, sulla promozione della cooperazione, piuttosto che sugli interventi materiali, cioè sulla realizzazione di infrastrutture fisiche sul territorio. Anzi, si è tentato di costruire il piano adottando un approccio integrato alle problematiche dello sviluppo, con interventi interconnessi sulla dimensione sociale ed economica e sulla qualificazione fisica del territorio e dell ambiente. Nel contempo, si è cercato di costruire un piano concertato e partecipato, in grado di cogliere le opportunità di sviluppo che si offrono alle comunità locali in un quadro di integrazione competitiva, e tendente a costruire il consenso e favorire la responsabilizzazione della rete di attori istituzionali che operano sul territorio. Questo Piano si contrappone, pertanto, ai piani tradizionali, costituiti generalmente da un pacchetto di progetti distribuiti sul territorio secondo una logica puntiforme, spesso non rispondente ad una chiara strategia di sviluppo. Il Piano investe molto su azioni strategiche che chiamano la comunità locale a sviluppare e rafforzare la consapevolezza di essere il principale soggetto dello sviluppo (che, quindi, è visto I

2 come autopropulsivo ed endogeno) e la capacità di riconoscere i valori naturali e culturali del proprio territorio, di valorizzarne le potenzialità e di qualificare il capitale di risorse umane elevandolo a motore dello sviluppo socio-economico. Alle capacità di gestire in forme sostenibili il proprio ambiente di vita è, infatti, legata ogni possibilità di evoluzione culturale, crescita civile e sviluppo economico. Viceversa, la delega della progettualità a soggetti esterni può rivelarsi estremamente pericolosa, perché implica la perdita del controllo del proprio territorio e, con essa, la possibile perdita dei valori comunitari di riferimento. Alla luce di alcuni principi assunti come sfondo e riferimento per l intero processo di pianificazione, il Piano di Sviluppo si presenta come uno strumento articolato, composto da due elementi strutturanti: il Piano Strategico, che definisce la strategia concertata di sviluppo locale, mediante l individuazione di obiettivi e la strutturazione in ASSI, SETTORI, MISURE, AZIONI E PROGETTI., e il Programma Operativo, che sistematizza le indicazioni del piano strategico in un programma articolato in Progetti di sviluppo locale, da attuarsi attraverso azioni fortemente caratterizzate in termini di fattibilità e sostenibilità. Il presente Piano di Sviluppo, pertanto, si compone di tre parti: una prima parte rappresentata dal Quadro conoscitivo, che analizza lo stato del territorio e dell ambiente, negli aspetti naturali e antropici, e le dinamiche demografiche, sociali ed economiche; una seconda parte che, a partire dall esposizione dei principi e delle condizioni per la costruzione dello sviluppo, esplicita la strategia del Piano e il Programma operativo; una terza parte costituita dagli allegati cartografici, che descrivono lo stato di fatto del territorio attraverso la rappresentazione di alcuni importanti tematismi. Sia alla prima che alla seconda parte sono allegate due Appendici, che contengono schede e tabelle relative agli argomenti trattati nei vari capitoli, che per esigenze di leggibilità si è ritenuto di separare del testo. II

3 Infine, nel Piano sono prefigurate alcune delle condizioni indispensabili affinché il Piano stesso si configuri, nel processo d attuazione, come uno strumento operativo incisivo ed efficace: - il superamento di forme di campanilismo e di difesa ad oltranza degli interessi locali (comunali) verso la costruzione di un identità comunitaria, non solo in chiave geografica o amministrativa, ma soprattutto in termini culturali; - la partecipazione e l assunzione diretta di responsabilità degli attori locali - Comunità Montana, Comuni, Agenzie di Sviluppo, cittadini - nel processo di sviluppo del proprio territorio; - il coinvolgimento del GAL Valle del Crocchio che, avendo già sedimentato esperienze, promosso e attuato interessanti processi di sviluppo locale sullo stesso territorio, rappresenta un patrimonio da non disperdere e da capitalizzare. Il gruppo di lavoro e le attività svolte Responsabili Giuseppe De Bartolo, Preside della Facoltà di Economia; Giovanni Giannattasio, Direttore del Dipartimento di Pianificazione Territoriale; Organizzazione, direzione e coordinamento Definizione della strategia di sviluppo e della struttura del Piano e del Programma Operativo, valutazione e controllo del Piano, gestione del processo concertativo: Francesco Pellegrini, ingegnere DiPiTer; Giovanni Soda, ingegnere dottore di Ricerca in Pianificazione e politiche del territorio; Collaboratori Francesco Aiello, ricercatore Dipartimento di Economia: analisi economiche, linee strategiche e programma operativo per il sistema economico e produttivo agricolo; Andrea Bianco, ingegnere, collaboratore ARPACal: stesura della relazione sullo stato III

4 dell ambiente e messa a punto dei progetti del settore Ambiente; Donatella Cristiano, ingegnere, assegnista DiPiTer: elaborazioni tematiche e progetto cartografico su sistema CAD; Angelo D Acquisto, esperto in Scienze Forestali: analisi delle risorse forestali e predisposizione dei progetti di settore; Giuseppina De Marco, Storico dell Arte, dottore di Ricerca in Conservazione dei beni architettonici e ambientali: progetto di valorizzazione dei beni storico-culturali; Gianluca De Rosa, ingegnere, collaboratore DiPiTer: analisi del piano di sviluppo vigente e rilievo dei servizi e delle attrezzature comunali; Francesco Di Mauro, collaboratore tecnico DiPiTer: elaborazioni tematiche e progetto cartografico su sistema CAD; Giuseppe Farace, economista, esperto in programmazione dello sviluppo locale: analisi economica del sistema economico e produttivo extra-agricolo; Alfredo Fortunato, economista, esperto in programmazione dello sviluppo locale: messa a punto delle strategie e dei progetti per il sistema economico e produttivo extra-agricolo e stesura del piano finanziario; Corrado Iannino, storico, dipendente Amministrazione provinciale di Catanzaro: analisi del patrimonio storico-culturale del territorio; Giuseppe Lanza, geologo, collaboratore ARPACal: analisi geologica e dello stato dell ambiente ed elaborazione della carta litologica; Elisabetta Marchio, economista, coordinatrice del GAL Valle del Crocchio: analisi territoriale e dei processi di sviluppo in corso sul territorio e messa a punto delle strategie nel settore dei servizi; Rosa Maria Mattanò, ingegnere, collaboratrice DiPiTer: analisi urbanistica del territorio e rilievo dei servizi e delle attrezzature comunali; Gabriella Mazzulla, ingegnere, dottoranda di Ricerca in Infrastrutture viarie e sistemi di trasporto: analisi della mobilità sistematica nel territorio; Marilena Prati, demografa, dottoranda di Ricerca: analisi delle dinamiche demografiche e previsioni; Giuseppina Russo, dottore in Scienze Naturali, collaboratrice DiPiTer: editing e progetto editoriale della Relazione; Francesca Salvo, ingegnere, assegnista DiPiTer: analisi dei servizi e rilievo dei servizi e delle attrezzature comunali; IV

5 Antonio Scalise, dottore in Scienze Forestali, dipendente ARSSA: affiancamento nelle analisi delle risorse boschive e forestali; Fabio Scozzafava, dottore in Economia: affiancamento nelle analisi economiche del sistema economico e produttivo agricolo; Luca Soda, funzionario presso il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, esperto di innovazione nella pubblica amministrazione: analisi del quadro normativo e amministrativo e messa a punto del programma istituzionale; Francesco Stella, ingegnere, esperto in sistemi informatici per la pianificazione territoriale: progettazione del portale Internet dedicato al Piano di Sviluppo; Manuela Zicarelli, architetto, collaboratore DiPiTer: elaborazioni tematiche e cartografiche. Prof. Giovanni Giannattasio V

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