NOTA A COMMENTO ELABORATA CON L AUSILIO DELL AVV. FEDERICO RASI DELLO STUDIO VISENTINI MARCHETTI E ASSOCIATI

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1 NOTA A COMMENTO ELABORATA CON L AUSILIO DELL AVV. FEDERICO RASI DELLO STUDIO VISENTINI MARCHETTI E ASSOCIATI 1. Il regime fiscale delle SICAF. Tra le novità fiscali, va, innanzitutto, segnalato che l art. 9 d.lgs. n. 55 del 2014 prevede l estensione delle disposizioni fiscali applicabili ai fondi comuni di investimento immobiliare anche alle società di investimento a capitale fisso (SICAF) di tipo immobiliare introdotte dal medesimo decreto 1. Per quanto concerne le SICAF diverse da quelle immobiliari, è prevista l applicabilità delle disposizioni già previste per le SICAV. Va, infine, segnalato che alle SICAF, a prescindere dall attività esercitata, si applicano le disposizioni previste per le SICAV in materia di IRAP nonché le agevolazioni in materia di imposta di registro e il regime fiscale dei proventi da queste distribuiti (di cui all art. 14, d.lgs. 25 gennaio 1992, n. 84). 2. I redditi derivanti dalla partecipazione ad OICR italiani non immobiliari: le modifiche al d.p.r. 29 settembre 1973, n Per effetto dell emanazione del d.lgs. n. 44 del 2014, diverse novità hanno riguardato il d.p.r. 29 settembre 1973, n. 600 e, nello specifico, l art. 26-quinquies, in materia di ritenuta sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad OICR con sede in Italia, diversi da quelli immobiliari, e lussemburghesi. È opportuno preliminarmente ricordare che la disposizione menzionata prevedeva, prima della modifica intervenuta, che sui proventi di cui all art. 44, comma 1, lett. g), t.u.i.r., (ovverosia sui proventi derivanti dalla gestione, nell interesse collettivo di una pluralità di soggetti, di masse patrimoniali costituite con somme di denaro e beni affidati da terzi o provenienti dai relativi investimenti, derivanti dalla partecipazione a organismi di investimento collettivo del risparmio con sede in Italia, diversi dai fondi immobiliari, e a quelli con sede in Lussemburgo, già autorizzati al collocamento nel territorio dello Stato, limitatamente alle quote o azioni collocate nel territorio dello Stato), le società di gestione del risparmio, le SICAV, i soggetti incaricati del collocamento delle quote o azioni, e, in genere, i 1 Pertanto, risultano applicabili alle SICAF le seguenti normative fiscali: gli artt. 6 e ss. d.l. 25 settembre 2001, n. 351, convertito in legge 23 novembre 2001, n. 410; l art. 35, comma 10-ter, d.l. 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge 4 agosto 2006, n. 248; l art. 1, comma 140, legge 27 dicembre 2006, n. 296; l art. 14-bis legge 25 gennaio 1994, n. 86; l art. 32 d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge 30 luglio 2010, n

2 sostituti d imposta incaricati della loro negoziazione, dovevano operare una ritenuta del 20 per cento. La ritenuta suddetta si applicava sui proventi distribuiti in costanza di una partecipazione all organismo di investimento e su quelli compresi nella differenza tra il valore di riscatto, di liquidazione o di cessione delle quote o azioni e il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto delle quote o azioni medesime, intendendo per tali valori quelli, in ogni caso, rilevati dai prospetti periodici 2. Va specificato che i redditi diversi di natura finanziaria che possono generare dalla partecipazione a detti fondi sono quelli derivanti dalla negoziazione delle quote del fondo ai sensi dell art. 67, comma 1, lettera c-ter), t.u.i.r., nonché quelli realizzati mediante il rimborso delle quote, ancorché sottoscritte all emissione o comunque non acquistate da terzi per effetto di cessione a titolo oneroso. Tuttavia, per le plusvalenze realizzate mediante la cessione a titolo oneroso, ovvero il rimborso, di quote o azioni di OICR, si applica il regime del risparmio amministrato, che dunque si configura come il regime naturale per tali redditi, anche in mancanza di una espressa opzione esercitata dal contribuente. È, comunque, prevista la facoltà per l investitore di rinunciare all applicazione di tale regime con effetto dalla prima operazione successiva alla rinuncia. In tal caso, le plusvalenze (ovvero le minusvalenze) realizzate devono essere indicate nella dichiarazione annuale dei redditi del contribuente. In sintesi, se alle plusvalenze si applica un imposta sostitutiva, le minusvalenze sono imputate direttamente al partecipante, in base alle disposizioni contenute nell art. 68, commi 6 e 7, lettera a), t.u.i.r. 3. Nel caso di società di gestione estera che istituiva in Italia organismi di investimento collettivo del risparmio, la ritenuta, sui redditi da capitale derivanti dalla partecipazione a tali OICR, era applicata direttamente dalla società di gestione estera operante nel territorio dello Stato in regime di libera prestazione di servizi ovvero da un rappresentante fiscale. Le modifiche intervenute con l art. 10 d.lgs. n. 44 del 2014 hanno, in particolare, riguardato: l inclusione delle SICAF nell ambito di applicazione della disciplina prevista dall art. 26- quinquies e, quindi, l inclusione nell ambito di applicazione della ritenuta dei redditi derivanti dalla partecipazione a tutti gli OICR (ad esclusione di quelli immobiliari e delle SICAF immobiliari); la sostituzione del riferimento normativo della sede degli organismi con il luogo di istituzione, che rappresenta l elemento tenuto in considerazione dalla Direttiva UCITS IV ai fini dell individuazione della residenza dei fondi 4 ; la fissazione dell aliquota nella misura del 20 per cento (ora 26 per cento, in virtù dell entrata in vigore del d.l. 24 aprile 2014, n. 66, convertito in legge 23 giugno 2014, n. 89) che rappresenta una norma di mero coordinamento; la semplificazione della determinazione della base imponibile dei redditi derivanti dalla partecipazione ad OICR diversi da quelli immobiliari, con la previsione che i valori presi a 2 Il valore e il costo delle quote o azioni è rilevato dai prospetti periodici al netto di una quota dei proventi riferibili alle obbligazioni e altri titoli di cui all art. 31 del d.p.r. 29 settembre 1973, n. 601 ed equiparati e alle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell art. 168-bis del t.u.i.r.. 3 Cfr. Circolare Agenzia delle Entrate n. 33/E del 15 luglio Come evidenziato nella circolare n. 21/E del 10 luglio 2014 la modifica normativa rende irrilevante il luogo di stabilimento del soggetto gestore. Pertanto, sono residenti in Italia gli organismi istituiti in base alla legge italiana e ciò a prescindere dalla circostanza che, per effetto del passaporto del gestore, il soggetto gestore sia non residente nel territorio dello Stato. 4

3 base per la determinazione del reddito da capitale non sono più agganciati a quelli indicati nei prospetti periodici dell OICR. Pertanto, il costo medio ponderato di acquisto (o di sottoscrizione) deve essere documentato ovvero, in mancanza di documentazione, autocertificato dal partecipante; l applicazione della ritenuta sui redditi da capitale derivanti dall OICR nel caso di una società estera che istituisce e/o gestisce in Italia organismi di investimento collettivo del risparmio per effetto del passaporto del gestore 5, è demandata direttamente dalla società di gestione estera operante nel territorio dello Stato in regime di libera prestazione di servizi ovvero ad un rappresentante fiscale 6 ; in caso di negoziazione delle quote o azioni degli OICR, è previsto che la ritenuta venga applicata dal soggetto residente di cui all art. 23, d.p.r. n. 600 del 1973, incaricato dal sottoscrittore della loro negoziazione; per le quote o azioni immesse in un sistema di deposito accentrato gestito da una società autorizzata ai sensi dell art. 80 t.u.f., la norma prevede che i compiti del sostituto d imposta gravino sull intermediario residente presso il quale le quote o azioni siano state depositate, aderente al suddetto sistema di deposito accentrato, nonché sui soggetti non residenti aderenti a detto sistema di deposito accentrato ovvero a sistemi esteri di deposito accentrati aderenti al medesimo sistema (in quest ultimo caso, i sostituti d imposta non residenti nominano un rappresentante fiscale in Italia per l effettuazione degli adempimenti). 3. I redditi derivanti dalla partecipazione ad OICR esteri non immobiliari: le modifiche alla legge 23 marzo 1983, n. 77. Ulteriori modifiche arrecate dal d.lgs. n. 44 del 2014, hanno riguardato l art. 10-ter legge 23 marzo 1983, n. 77, concernente disposizioni tributarie sui proventi delle quote o di azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio di diritto estero. La norma menzionata, nella previgente formulazione, disciplinava, nel comma 1, il regime fiscale applicabile ai redditi da capitale derivanti dalla partecipazione a OICR di diritto estero situati negli Stati Membri dell Unione Europea e negli Stati aderenti all accordo sullo Spazio Economico Europeo inclusi nella White List, conformi alle Direttive comunitarie e le cui quote fossero state collocate nel territorio dello Stato (c.d. OICVM comunitari armonizzati ). In particolare, era previsto che i soggetti residenti incaricati del pagamento dei proventi, del riacquisto o della negoziazione delle quote o azioni derivanti dalla partecipazione agli OICR suddetti dovevano operare una ritenuta del 20 per cento; tale ritenuta, a titolo di acconto o d imposta in funzione dei soggetti beneficiari, si applicava sui 5 La circolare n. 21/E del 10 luglio 2014 ha chiarito che la circostanza che una società di gestione europea istituisca e/o gestisca un OICR italiano sulla base del passaporto del gestore non implica di per sé la sussistenza di una stabile organizzazione in Italia. Nel caso in cui però risulti che una società di gestione estera operi nel territorio dello Stato avvalendosi di una stabile organizzazione, la ritenuta sui redditi derivanti dalla partecipazione a OICR dalla stessa istituiti in Italia deve essere applicata dalla stabile ivi situata. 6 Così come nella precedente formulazione, i rappresentanti fiscali sono scelti tra quelli previsti dall art. 23, d.p.r. n. 600 del I soggetti non residenti di cui al comma 1, ultimo periodo, nominano quale loro rappresentante fiscale in Italia una banca o una società di intermediazione mobiliare, residente nel territorio dello Stato, una stabile organizzazione in Italia di banche o di imprese di investimento non residenti, ovvero una società di gestione accentrata di strumenti finanziari autorizzata ai sensi dell art. 80 del Testo Unico di cui al d.lgs. 24 febbraio 1998, n

4 proventi distribuiti in costanza di partecipazione all OICR e su quelli compresi nella differenza tra il valore di riscatto, di cessione o di liquidazione delle quote o azioni e il costo medio ponderato di sottoscrizione o di acquisto delle quote o azioni medesime, dove, per la determinazione di tali valori, si faceva riferimento ai prospetti periodici prodotti dall OICR medesimo. In presenza di minusvalenze, le stesse erano imputate al contribuente e considerate integramente deducibili. Il regime di tassazione previsto per i proventi derivanti dalla partecipazione ad OICVM comunitari armonizzati era, altresì, esteso, in virtù delle modifiche arrecate dal d.l. 29 dicembre 2010, n. 255, anche ai c.d. OICVM comunitari non armonizzati soggetti a vigilanza, ovverosia ai OICVM di diritto estero, non conformi alle Direttiva UCITS IV, situati negli Stati Membri dell Unione Europea e negli Stati aderenti all accordo sullo Spazio Economico Europeo inclusi nella White List e assoggettati a forme di vigilanza nei Paesi esteri dove istituiti. In tali circostanza, il comma 2 dell art. 10-ter legge 23 marzo 1983, n. 77, prevedeva che il gestore soggetto a vigilanza si sarebbe occupato di applicare la ritenuta 7. Le modifiche introdotte con l art. 11, d.lgs. n. 44 del 2014, all art. 10-ter, legge 23 marzo 1983, n. 77, sono tese a disciplinare all interno di un unica disposizione il regime di tassazione dei redditi di capitale derivanti dalla partecipazione a tutte le tipologie di OICR di diritto estero 8, ad esclusione dei fondi e delle SICAF immobiliari, uniformandolo in tal modo al regime di tassazione dei rispettivi OICR di diritto italiano. Viene pertanto prevista l applicazione di una ritenuta alla fonte sui predetti redditi di capitale da parte degli intermediari residenti che hanno ricevuto l incarico al pagamento dei proventi, al riacquisto o alla negoziazione delle quote o azioni collocate nel territorio dello Stato. Oltre a quanto detto, si segnalano le seguenti modifiche: la sostituzione del riferimento normativo del luogo ove sono situati gli OICR con il luogo di istituzione, che rappresenta l elemento tenuto in considerazione dalla Direttiva UCITS IV ai fini dell individuazione della residenza dei fondi; 7 Rimanevano, e rimangono, invece, esclusi dalla richiamata disciplina e, pertanto, rimanevano, e rimangono, soggetti a tassazione progressiva (ex art. 10-ter, comma 6, legge n. 77 del 1983) i proventi derivanti dalla partecipazione ad OICVM esteri non armonizzati che non avevano, e non hanno, i requisiti richiesti (c.d. OICVM esteri non conformi e non soggetti a vigilanza ). In tale circostanza, il soggetto tenuto ad applicare la ritenuta è sempre quello che interviene nella riscossione dei proventi, a prescindere dal fatto che le quote o azioni siano o meno collocate nel territorio dello Stato. Anche nel caso di tali soggetti, tuttavia, se precedentemente il valore delle quote o azioni era rilevato dai prospetti periodici, per effetto delle modifiche intervenute con il d.lgs. 4 marzo 2014, n. 44 è previsto che il costo di acquisto deve essere documentato dal partecipante e, in mancanza della documentazione, il costo e documentato con una dichiarazione sostitutiva. Si ricorda, infine, per completezza, che, a norma del comma 5, art. 10-ter legge n. 77 del 1983, sia nel caso di OICVM comunitari armonizzati, sia in quello di OICVM comunitari non armonizzati soggetti a vigilanza, qualora le azioni o quote dei predetti OICVM siano invece collocate all estero (o comunque i relativi proventi siano conseguiti all estero), è prevista l applicazione della ritenuta da parte dei soggetti che intervengono nella loro riscossione. Anche tale disposizione è rimasta immutata. 8 Come evidenzia l Agenzia delle Entrate nella circolare n. 21/E del 10 luglio 2014, la norma previgente faceva riferimento esclusivamente agli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) di diritto estero, con la conseguenza che i redditi di capitale derivanti dalla partecipazione a organismi di investimento il cui patrimonio fosse investito in beni diversi dagli strumenti finanziari, concorrevano alla formazione del reddito complessivo del contribuente, non sussistendo una specifica ritenuta alla fonte sui relativi proventi. A seguito delle modifiche apportate dal decreto in esame, sulla base della nuova formulazione della norma, il regime di tassazione sostitutiva dei redditi di capitale derivanti dalla partecipazione agli OICVM armonizzati è stato esteso ai medesimi redditi derivanti dalla partecipazione ad OICR, diversi dagli immobiliari, il cui gestore sia soggetto a forme di vigilanza nello Stato ove il gestore stesso è stabilito, sempreché istituiti negli Stati Membri UE e negli Stati aderenti all Accordo SEE inclusi nella white list. 6

5 la fissazione dell aliquota nella misura del 20 per cento (ora 26 per cento, in virtù dell entrata in vigore del d.l. 24 aprile 2014, n. 66, convertito in legge 23 giugno 2014, n. 89), che rappresenta una norma di mero coordinamento; la modifica del comma 2, con la previsione che l applicazione della ritenuta è prevista nel caso di proventi derivanti da OICVM comunitari non armonizzati il cui gestore sia soggetto a forme di vigilanza nel Paese estero nel quale è istituito ai sensi della Direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell 8 giugno Il nuovo inciso si riferisce alla circostanza che il gestore deve essere autorizzato dallo Stato UE di riferimento, in ossequio a quanto previsto dall art. 37 della Direttiva AIFM e, con riguardo alla normativa interna, dall art. 41-quater, t.u.f. (così come modificato dall art. 2 d.lgs. n. 44 del 2014); l introduzione del comma 2-ter, il quale individua il sostituto di imposta tenuto ad applicare la ritenuta sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad OICR esteri istituiti e gestiti da una SGR italiana che operi all estero in regime di libera prestazione di servizi ai sensi della Direttiva UCITS IV e della Direttiva 2011/611/UE. Pertanto, nel caso di società di gestione del risparmio italiana che istituisce e gestisce all estero organismi di investimento collettivo del risparmio, la ritenuta di cui ai commi 1 e 2, art. 10-ter legge 23 marzo 1983, n. 77, è applicata direttamente dalla società di gestione italiana operante all estero ai sensi della Direttiva UCITS IV e della Direttiva 2011/611UE 9. Inoltre, qualora le quote ovvero le azioni siano inserite in un sistema di deposito accentrato gestito da una società autorizzata, la ritenuta è applicata dai soggetti ove le quote o azioni sono state depositate, direttamente o indirettamente aderenti al suddetto sistema di deposito accentrato, nonché dai soggetti non residenti aderenti a detto sistema di deposito accentrato ovvero a sistemi esteri di deposito accentrato aderenti al medesimo sistema. A norma del comma 5 dell art. 10-ter, legge n. 77 del 1983 (rimasto invariato per effetto in parola), è previsto che qualora le quote o azioni di OICVM armonizzati e OICR esteri siano collocate all estero o comunque i relativi proventi siano conseguiti all estero, la ritenuta è applicata dall intermediario che interviene nella riscossione dei relativi proventi 10 ; 9 Si ricorda che l art. 6, comma 1, lett. a), d.lgs. 16 aprile 2012, n. 47, mediante la modifica arrecata all art. 2, comma 71, d.l. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito in legge 26 febbraio 2011, n. 10, ha previsto che, con effetto dal 1 luglio 2011, i risultati negativi di gestione maturati alla data del 30 giugno 2011 dai fondi comuni di investimento e dalle SICAV che residuano dopo la compensazione effettuata possono essere utilizzati, in tutto o in parte, dalle società di gestione del risparmio e dalle SICAV, in compensazione dei redditi soggetti alle ritenute operate ai sensi dell art. 26-quinquies del d.p.r. n. 600 del 1973 e dell art. 10-ter, comma 1, della legge n. 77 del 1983, senza limiti di importo. In proposito si segnala che l art. 14, comma 3, d.lgs. 4 marzo 2014, n. 44, ha modificato il menzionato art. 2, comma 71, d.l. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito in legge 26 febbraio 2011, n. 10, includendovi anche le ritenute applicate ai sensi dell art. 10-ter, comma 2, legge n. 77 del Il nuovo art. 2, comma 71, d.l. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito in legge 26 febbraio 2011, n. 10, è da coordinarsi rispetto al nuovo comma 2-ter dell art. 10-ter legge n. 77 del 1983, che prevede, come detto, che nel caso di società di gestione del risparmio italiana che istituisce e gestisce all estero organismi di investimento collettivo del risparmio, la ritenuta è applicata direttamente dalla società di gestione italiana operante all estero ai sensi delle Direttiva UCITS IV e della Direttiva AIFM. Pertanto, la possibilità di compensare i risultati negativi residui maturati alla data del 30 giugno 2011 dai fondi comuni di investimento e dalle SICAV in compensazione anche dei redditi derivanti dalla partecipazione ai fondi esteri è ora prevista anche per la società di gestione del risparmio italiana che istituisce e gestisce all estero organismi di investimento collettivo del risparmio. 10 In proposito, si ricorda che, come chiarito nella circolare n. 19/E del 2014, per effetto dell abrogazione dell art. 4, comma 2, d.l. 28 giugno 1990, n. 167, convertito in legge 4 agosto 1990, n. 227, recante le disposizioni in materia di monitoraggio fiscale, i sostituti d imposta che intervengono nella riscossione dei redditi derivanti da attività finanziarie estere applicano le ritenute alla fonte dietro specifico incarico a cura del contribuente, sempreché le norme non individuino specificamente il soggetto tenuto ad operarle. La successiva circolare n. 21/E del 10 luglio 2014, ha confermato che qualora le quote o azioni non siano affidate in amministrazione o gestione presso un intermediario residente e comunque nel caso in cui i relativi proventi siano conseguiti direttamente all estero, l intermediario non è tenuto ad applicare il prelievo in assenza di un incarico da parte del 7

6 la previsione che i valori presi a base per la determinazione del valore o del costo delle quote o azioni non sono più agganciati a quelli indicati nei prospetti periodici dell OICR. Pertanto, il costo medio ponderato di acquisto (o di sottoscrizione) deve essere documentato ovvero, in mancanza di documentazione, autocertificato dal partecipante. 4. I redditi derivanti dalla partecipazione ad OICR immobiliari di diritto estero. L art. 13, d.lgs. n. 44 del 2014, ha introdotto delle modifiche al regime di tassazione dei redditi derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento collettivo del risparmio immobiliari di diritto estero, con lo scopo di uniformarlo al regime di tassazione di quelli italiani. Come chiarito dalla Relazione illustrativa al decreto, tali modifiche si sono rese necessarie a seguito del recepimento della Direttiva AIFM e consentono alle SGR italiane di istituire e di gestire fondi immobiliari all estero in regime di libera prestazione dei servizi. In particolare, è previsto che, in linea generale, sui proventi derivanti dalla partecipazione ad OICR immobiliari di diritto estero, percepiti da soggetti residenti, si applica una ritenuta del 20 per cento (ora 26 per cento, in virtù dell entrata in vigore del d.l. 24 aprile 2014, n. 66, convertito in legge 23 giugno 2014, n. 89); le modifiche hanno, quindi, riguardato l introduzione di norme volte a disciplinare le modalità di applicazione della ritenuta e a individuare il sostituto d imposta anche nel caso in cui le quote o azioni siano collocate all estero. Più in particolare, una prima modifica ha riguardato l art. 8, comma 1, d.l. settembre 1983, n. 512, convertito in legge 25 novembre 1983, n. 649, recante disposizioni relative ad alcune ritenute alla fonte sugli interessi e altri proventi di capitale 11. Con la modifica menzionata, l inciso relativo ai titoli o certificati rappresentativi delle quote di partecipazione in organismi d investimento collettivo immobiliari, è stato soppresso. Pertanto, l intervento dei soggetti residenti mediante l applicazione della ritenuta (oltre che gli altri adempimenti relativi al versamento e alla dichiarazione) è richiesto solo per i titoli e certificati di massa emessi da soggetti non residenti nel territorio dello Stato e collocati nel territorio stesso e non più, invece, per i titoli o certificati rappresentativi delle quote di partecipazione in organismi d investimento collettivo immobiliari. Le altre modifiche hanno riguardato l introduzione di norme specifiche rivolte ai sostituti d imposta in materia di riscossione dei proventi derivanti dalla partecipazione ad OICR di diritto estero: con l art. 13, comma 2, d.lgs. n. 44 del 2014, è previsto che i soggetti residenti incaricati del pagamento dei proventi derivanti dalla partecipazione ad OICR immobiliari di diritto estero, del riacquisto o della negoziazione delle quote o azioni, devono operare una contribuente. Pertanto, in tale ipotesi trova applicazione la previsione di cui all art. 18, t.u.i.r., in base alla quale i redditi di fonte estera sono assoggettati a imposizione sostitutiva a cura del contribuente in dichiarazione dei redditi con la medesima aliquota prevista per la ritenuta a titolo d imposta, sempreché si tratti di proventi non assunti nell esercizio d impresa. 11 La precedente formulazione dell art. 8, comma 1, prima parte, prevedeva che per i titoli ed i certificati di massa e per i titoli o certificati rappresentativi delle quote di partecipazione in organismi d investimento collettivo immobiliari, emessi da soggetti non residenti nel territorio dello Stato e collocati nel territorio, la ritenuta era operata dai soggetti residenti che intervenivano nella riscossione dei proventi, nel riacquisto o nella negoziazione dei titoli o dei certificati. I medesimi soggetti dovevano provvedere, altresì, al versamento delle ritenute operate e alla presentazione della relativa dichiarazione. 8

7 ritenuta, a titolo di acconto ovvero d imposta a seconda dei soggetti beneficiari 12, del 20 per cento (ora 26 per cento, in virtù dell entrata in vigore del d.l. 24 aprile 2014, n. 66, convertito in legge 23 giugno 2014, n. 89). La ritenuta si applica sui proventi distribuiti in costanza di partecipazione all organismo di investimento e su quelli compresi nella differenza tra il valore di riscatto o di liquidazione delle quote o azioni ed il costo medio ponderato di sottoscrizione o di acquisto delle quote o azioni medesime. Il costo di sottoscrizione o di acquisto è documentato dal partecipante. In mancanza della documentazione il costo è documentato con una dichiarazione sostitutiva; il successivo comma 4 dell art. 13, d.lgs. n. 44 del 2014, dispone che, nel caso in cui le quote o azioni siano collocate all estero, o comunque i relativi proventi siano conseguiti all estero, la ritenuta è applicata dai soggetti di cui all art. 23 d.p.r. n. 600 del 1973, che intervengono nella loro riscossione. In tale circostanza, il contribuente è tenuto a fornire i dati utili ai fini della determinazione della base imponibile, mentre, qualora tali informazioni non vengano fornite, il sostituto d imposta è tenuto ad applicare la ritenuta sull intero importo del flusso messo in pagamento 13 ; l art. 13, commi 5 e 6, d.lgs. n. 44 del 2014, introducono (così come già previsto dall art. 32, comma 3-bis, d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge 30 luglio 2010, n. 122, per i fondi immobiliari italiani) un regime di trasparenza per i partecipanti residenti in Italia che possiedono quote superiori al 5 per cento del fondo immobiliare estero. Pertanto, per gli investitori residenti in Italia che detengono una partecipazione superiore al 5 per cento del patrimonio dei fondi immobiliari di diritto estero, è previsto che i redditi conseguiti dallo stesso e rilevati nei rendiconti di gestione, ancorché non percepiti, sono imputati per trasparenza ai suddetti partecipanti in proporzione alle loro quote di partecipazione. I redditi imputati per trasparenza concorrono alla formazione del reddito complessivo del partecipante e su di questi non si applica la ritenuta del 20 per cento (ora 26 per cento, in virtù dell entrata in vigore del d.l. 24 aprile 2014, n. 66, convertito in legge 23 giugno 2014, n. 89); l art. 13, comma 7, d.lgs. n. 44 del 2014, prevede che, per i partecipanti, diversi da quelli indicati nel comma 3 dell art. 32, d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge 30 luglio 2010, n , che possiedono quote di partecipazione in misura superiore al 5 per cento 12 Sotto questo profilo, l art. 13, comma 3, d.lgs. 4 marzo 2014, n. 44, prevede che la ritenuta è applicata a titolo di acconto nei confronti di: a) imprenditori individuali, se le partecipazioni sono relative all impresa ai sensi dell art. 65 t.u.i.r.; b) società in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparate di cui all art. 5 t.u.i.r.; c) società ed enti di cui all art. 73, comma 1, lettere a) e b), t.u.i.r., e stabili organizzazioni nel territorio dello Stato delle società e degli enti di cui alla lettera d) del comma 1 del predetto articolo del t.u.i.r.; Nei confronti di tutti gli altri soggetti, compresi quelli esenti o esclusi dall imposta sul reddito delle società, la ritenuta è applicata a titolo d imposta. La ritenuta non è, infine, operata sui proventi percepiti dalle forme di previdenza complementare di cui al d.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, e dagli organismi di investimento collettivo del risparmio istituiti in Italia e disciplinati dal Testo Unico di cui al d.lgs. 24 febbraio 1998, n È opportuno in proposito segnalare che, l art. 4, comma 3, d.l. 24 aprile 2014, n. 66, convertito in legge 23 giugno 2014, n. 89, ha disposto la soppressione dell obbligo di comunicazione per il contribuente di fornire dati utili ai fini della determinazione della base imponibile; è stata, conseguentemente, anche soppressa la disposizione che prevedeva che, in tali circostanze, il sostituto d imposta era tenuto ad applicare la ritenuta sull intero importo del flusso messo in pagamento. 14 I partecipanti cui si riferisce la norma sono i seguenti: a) Stato o ente pubblico; b) organismi d investimento collettivo del risparmio; c) forme di previdenza complementare nonché enti di previdenza obbligatoria; d) imprese di assicurazione, limitatamente agli investimenti destinati alla copertura delle riserve tecniche; e) intermediari bancari e finanziari assoggettati a forme di vigilanza prudenziale; 9

8 del patrimonio dell OICR immobiliare di diritto estero, ai fini della determinazione dei redditi diversi di natura finanziaria, si applicano le disposizioni dell art. 68, comma 3, t.u.i.r.. Pertanto, le plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate, per il 49,72 per cento del loro ammontare, sono sommate algebricamente alla corrispondente quota delle relative minusvalenze. Se le minusvalenze sono superiori alle plusvalenze, l eccedenza è riportata in deduzione, fino a concorrenza del 49,72 per cento dell ammontare delle plusvalenze dei periodi successivi, ma non oltre il quarto, a condizione che sia indicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d imposta nel quale le minusvalenze sono state realizzate. Inoltre, è specificato che in caso di cessione, il costo è aumentato o diminuito, rispettivamente, dei redditi e delle perdite imputati ai partecipanti ed è altresì diminuito, fino a concorrenza dei risultati di gestione imputati, dei proventi distribuiti ai partecipanti. Infine, è previsto che le plusvalenze realizzate dai soggetti considerati nell ambito di applicazione della norma mediante la cessione di quote o azioni emesse da organismi di investimento collettivo del risparmio immobiliari non conformi alla Direttiva AIFM e il cui gestore non sia soggetto a forme di vigilanza, concorrono a formare il reddito per il loro intero ammontare. 5. Le modifiche in materia di determinazione della base imponibile dei redditi derivanti dalla partecipazione ad OICR non immobiliari. Si è detto che, a seguito delle modifiche arrecate dal d.lgs. n. 44 del 2014 all art. 26- quinquies, d.p.r. n. 600 del 1973 e all art. 10-ter legge n. 77 del 1983, sono state semplificate le modalità di determinazione della base imponibile dei redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad OICR. La precedente formulazione delle norme aveva, infatti, creato problemi operativi per quegli OICR che non redigono i prospetti giornalieri, tra i quali gli organismi negoziati in mercati regolamentati come gli Exchange Traded Fund (ETF). La semplificazione è avvenuta mediante l eliminazione della previsione che il costo delle quote o azioni e il valore di riscatto, cessione o liquidazione delle stesse devono essere determinati, in ogni caso, con riferimento ai valori indicati nei prospetti periodici dell OICR, ovverosia prendendo in considerazione il net asset value (NAV). Il reddito di capitale è ora determinato, senza alcuna deduzione di spese e oneri, effettuando la differenza tra: o il valore effettivo di riscatto, liquidazione o cessione delle quote e azioni; o il costo medio ponderato delle quote o azioni, indipendentemente dal NAV. Inoltre, in caso di acquisto sul mercato, il costo deve essere documentato dal partecipante e, in mancanza della documentazione, il costo è documentato con dichiarazione sostitutiva. f) soggetti e patrimoni indicati nelle precedenti lettere costituiti all estero in Paesi o territori che consentano uno scambio d informazioni finalizzato ad individuare i beneficiari effettivi del reddito o del risultato della gestione e sempreché siano indicati nel decreto del Ministro dell economia e delle Finanze di cui all art. 168-bis, comma 1, t.u.i.r.; g) enti privati residenti in Italia che perseguano esclusivamente le finalità indicate nell art. 1, comma 1, lett. c-bis), d.lgs. 17 maggio 1999, n. 153, nonché società residenti in Italia che perseguano esclusivamente finalità mutualistiche; h) veicoli costituiti in forma societaria o contrattuale partecipati in misura superiore al 50 per cento dai soggetti indicati nelle precedenti lettere. 10

9 In conseguenza delle modifiche richiamate, come chiarito dalla circolare n. 21/E del 10 luglio 2014: o per gli OICR non quotati non ci sono modificazioni rispetto alla disciplina previgente in quanto il valore effettivo e il costo medio ponderato coincidono con quelli risultanti dai prospetti periodici (salvo il caso di acquisto o cessione delle quote o azioni sul mercato secondario mediante negoziazione privata); o per gli OICR quotati rilevano ora il valore di rimborso, liquidazione o cessione e il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto determinato secondo i valori di mercato. Nulla è cambiato, invece, in merito alle modalità di determinazione dei redditi diversi di natura finanziaria che possono generare dalla partecipazione agli OICR, quali: i redditi derivanti dalla negoziazione delle quote o azioni dell organismo ai sensi dell art. 67, comma 1, lettera c-ter), t.u.i.r e i redditi realizzati mediante il rimborso delle quote o azioni, ancorché sottoscritte all emissione o comunque non acquistate da terzi per effetto di cessione a titolo oneroso come stabilito dal comma 1-quater del medesimo art. 67, t.u.i.r.. Tali redditi continuano ad essere determinati come differenza tra: o il corrispettivo effettivamente percepito in sede di riscatto, liquidazione e cessione delle quote o azioni; o il costo o il valore di acquisto delle quote o azioni effettivamente sostenuto dal partecipante, aumentato di ogni onere inerente alla negoziazione delle quote o azioni medesime (quali, ad esempio, le commissioni) e al netto dei redditi di capitale pro tempore maturati (determinati con le nuove regole) ma non ancora riscossi. Però, per effetto delle modifiche in materia di redditi da capitale sopra ricordati, tutti i differenziali positivi (generati dalla differenza fra il valore di riscatto, di liquidazione o di cessione delle quote o azioni ed il loro costo medio ponderato) derivanti dal rimborso, dalla liquidazione o dalla cessione delle quote o azioni rappresentano redditi da capitale; tali differenziali non possono configurare, invece, mai, una plusvalenza, come poteva accadere nella disciplina previgente 15. Viceversa, se dalle suddette operazioni si determina una differenza negativa, essa costituisce una minusvalenza Le novità in materia di Exchange Traded Fund (ETF). Gli ETF si configurano come OICR di diritto estero armonizzati nei confronti dei quali si applica la disciplina prevista per questi ultimi. In considerazione delle novità apportate dalla Direttiva AIFM alla disciplina fiscale dei fondi comuni mobiliari di diritto estero, importanti cambiamenti hanno riguardato il regime fiscale degli ETF. 15 Per gli OICR immobiliari i proventi derivanti dalla cessione delle quote o azioni costituiscono solo redditi diversi e non si applica, quindi, la regola di scomputo dei redditi di capitale pro-tempore maturati. 11

10 Appare preliminarmente opportuno ripercorrere la disciplina previgente. In proposito, si è detto che l art. 10-ter legge 23 marzo 1983, n. 77 (concernente disposizioni tributarie sui proventi delle quote o di azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio di diritto estero) disponeva che, nel caso di OICVM comunitari armonizzati e di OICVM comunitari non armonizzati soggetti a vigilanza, i soggetti residenti incaricati del pagamento dei proventi, del riacquisto o della negoziazione delle quote o azioni derivanti dalla partecipazione degli OICR suddetti dovevano operare una ritenuta, a titolo di acconto ovvero d imposta, del 20 per cento. I redditi derivanti dalla partecipazione ad un ETF erano di due diverse tipologie: - i redditi da capitale, che comprendevano sia l incremento di valore delle quote, c.d. NAV 16, sia gli eventuali dividendi erogati dall OICR; - i redditi diversi, che comprendevano il differenziale tra: a) le plusvalenze ovvero le minusvalenze derivanti dalla differenza tra i prezzi di vendita e di acquisto dell ETF; e b) il NAV delle quote. Tale differenziale era determinato in base ai prospetti periodici pubblicati su Borsa Italiana. Gli intermediari praticavano, quindi, una ritenuta del 20% sulle due diverse componenti positive (redditi da capitale e plusvalenze), posto che le minusvalenze (redditi diversi) erano imputate, invece, al contribuente; il regime fiscale era, invero, diverso a seconda che il contribuente avesse scelto il regime dichiarativo (nel quale i redditi di capitale erano assoggettati ad una ritenuta a titolo d imposta, mentre i redditi diversi concorrevano alla formazione del reddito complessivo del contribuente), il regime del risparmio amministrato (ove solo le minusvalenze concorrevano alla formazione della base imponibile del contribuente, mentre su gli altri redditi era prevista un imposta sostitutiva) e il regime del risparmio gestito (sia i redditi di capitale sia i redditi diversi concorrevano a formare ogni anno il risultato di fine periodo ed erano assoggettati ad un imposta sostitutiva, con la possibilità di compensare sia i redditi di capitale, sia i redditi diversi). Si è detto che l art. 10-ter legge 23 marzo 1983, n. 77, concernente disposizioni tributarie sui proventi delle quote o di azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio di diritto estero, è stato modificato dal d.lgs. n. 44 del Ai fini che qui rilevano, la principale novità riguarda la previsione che i valori presi a base per la determinazione del reddito da capitale non sono più agganciati a quelli indicati nei prospetti periodici dell OICR. Pertanto, essendo stato eliminato il riferimento al prospetto periodico, si è anche eliminato il riferimento al NAV, il quale non assume più rilevanza ai fini fiscali, con la conseguenza che occorre far riferimento solo alla differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto dell ETF. Pertanto, a seguito delle modifiche suddette: i differenziali positivi derivanti dal fondo (ovverosia quelli determinati tra il prezzo di vendita ed il costo di acquisto, quest ultimo aumentato dei relativi oneri), al netto dei 16 Si ricorda che il Net Asset Value (c.d. NAV) rappresenta il valore effettivo dell ETF, calcolato in considerazione del valore dell attivo dell ETF ed il valore del passivo dello stesso; si tratta di un valore ufficiale fornito giornalmente da Borsa Italiana. Il NAV rappresenta, di conseguenza, la differenza tra il NAV del giorno di vendita e il NAV del giorno dell acquisto dell ETF. 12

11 redditi di capitale pro tempore maturati ma non ancora riscossi e i dividendi distribuiti costituiscono redditi da capitale; le componenti negative, derivanti dalla differenza tra il prezzo di vendita e di acquisto, sono considerate minusvalenze e rientranti nella categorie dei redditi diversi, compensabili con plusvalenze realizzate entro 5 anni dal contribuente. Oltre all irrilevanza del NAV ai fini fiscali, l altra grande novità è rappresentata dal fatto che è stata modificata la nozione di OICVM comunitario armonizzato, prevedendo, come ulteriore requisito, che deve trattarsi di un gestore soggetto a forme di vigilanza nel Paese estero nel quale è istituito ai sensi della Direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell 8 giugno Pertanto, affinché possa trovare applicazione il regime suddetto, occorre che il gestore sia autorizzato ai sensi della Direttiva AIFM. 6. Le norme di coordinamento. A proposito delle norme di coordinamento previste dall art. 14, d.lgs. n. 44 del 2014, si segnalano le seguenti novità 17 : l art. 14, comma 1, d.lgs. n. 44 del 2014, introduce la lett. e-bis), all interno dell art. 7, comma 3, d.lgs. 21 novembre 1997, n. 461, in materia di imposta sostitutiva sul risultato maturato delle gestioni individuali di portafoglio e, quindi, di regime opzionale del risparmio gestito. La novella legislativa prevede che sui redditi di capitale derivanti dalle attività finanziarie comprese nella massa patrimoniale affidata in gestione non si applicano, oltre a quelle già previste dalle previgenti disposizioni, le ritenuta del 20 per cento (ora 26 per cento, in virtù dell entrata in vigore del d.l. 24 aprile 2014, n. 66, convertito in legge 23 giugno 2014, n. 89) applicata dalle società di gestione del risparmio sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ai fondi comuni di investimento immobiliare (ex art. 7, comma 1, d.l. 25 settembre 2001, n. 351, convertito in legge 23 novembre 2001, n. 410) e la ritenuta sui proventi derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento collettivo del risparmio immobiliari di diritto estero 18 ; l art. 14, comma 2, lett. a), d.lgs. n. 44 del 2014, introduce all interno dell art. 7, d.l. 25 settembre 2001, n. 351, convertito in legge 23 novembre 2001, n. 410, il riferimento al costo medio ponderato. In tal modo, viene uniformata la base imponibile di determinazione dei redditi di capitale per gli OICR poiché, fino alla modifica menzionata, per i proventi derivanti dalla partecipazione a fondi comuni di investimento immobiliare, la norma qualificava redditi di capitale quelli compresi nella differenza tra il valore di 17 Si ricorda che delle novità formali hanno anche riguardato il t.u.i.r.. In particolare, la precedente formulazione dell art. 73, t.u.i.r., nei commi 5-quater e 5-quinquies, si riferiva, rispettivamente, ai fondi di investimento immobiliare e ai fondi immobiliari. Il d.lgs. 4 marzo 2014, n. 44, con l art. 12, ha apportato una modifica disposizione in menzione di tipo formale, ma necessaria in virtù delle modifiche intervenute nel t.u.f.: infatti, la stessa è stata aggiornata con la nozione di OICR immobiliari, ricomprendente sia i fondi immobiliari che le SICAF immobiliari (che hanno il medesimo regime fiscale di tali fondi). 18 Si ricorda, infine, che per effetto dell art. 14, comma 1, d.lgs. 4 marzo 2014, n. 44, vengono soppressi i riferimenti, non più attuali: ai proventi derivanti dalla partecipazione a fondi immobiliari di cui alla 25 gennaio 1994, n. 86, che non avevano optato per l applicazione del regime di tassazione di cui al d.l. 25 settembre 2011, n. 351, convertito in legge 23 novembre 2001, n. 410; ai proventi derivanti dalla partecipazione ai c.d. fondi small cap. 13

12 rimborso o di liquidazione e il costo di sottoscrizione o acquisto e non, come per gli altri OICR, il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto 19 ; l art. 14, comma 2, lett. b), d.lgs. n. 44 del 2014, prevede che nel caso dei redditi di capitale derivanti dalla partecipazione in fondi immobiliari istituiti da una società di gestione estera che operi in Italia in regime di libera prestazione di servizi in attuazione della Direttiva AIFM, la ritenuta è applicata dalla stessa SGR estera ovvero da un rappresentante fiscale 20. Il percipiente è tenuto a comunicare, ove necessario, i dati e le informazioni utili per la determinazione dei redditi consegnando, anche in copia, la relativa documentazione o, in mancanza, una dichiarazione sostitutiva nella quale attesti i predetti dati e informazioni; l art. 14, comma 3, d.lgs. n. 44 del 2014, ha modificato, infine, l art. 2, comma 71, d.l. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito in legge 26 febbraio 2011, n. 10, includendovi le ritenute applicate ai sensi dell art. 10-ter, comma 2, legge 23 marzo 1983, n. 77. La norma è volta a consentire la compensazione dei risultati negativi accumulati dagli OICVM italiani con le ritenute da applicare sui proventi derivanti dalla partecipazione a OICR esteri istituiti e gestiti dalla medesima SGR; ciò in considerazione del fatto che la Direttiva AIFM consente la possibilità per le SGR di istituire e di gestire un OICR in altri Stati Membri dell Unione Europea senza la necessità di istituire un apposita società. 7. Decorrenza. Ai sensi dell art. 15, d.lgs. n. 44 del 2014, le società di gestione del risparmio e gli altri soggetti che, alla data di entrata in vigore dello stesso (9 aprile 2014), gestiscono e/o commercializzano organismi di investimento collettivo devono adottare entro il 22 luglio 2014 le misure necessarie per rispettare le disposizioni di recepimento della Direttiva 2011/61/UE. 19 Cfr. Relazione illustrativa al d.lgs. 4 marzo 2014, n. 44, p Il rappresentante fiscale, scelto tra i soggetti incaricati nell art. 23, d.p.r. 29 settembre 1973, n. 600, risponde in solido con la SGR estera per gli obblighi di determinazione e versamento della ritenuta e che provvede altresì alla dichiarazione annuale dell importo versato e agli altri adempimenti richiesti dalla normativa. 14

13 APPENDICE ANALISI NORMATIVA CIVILISTICA 1. La Direttiva 2011/61/UE, (Direttiva AIFM): finalità, definizioni, ambito di applicazione e tempi di attuazione. La Direttiva 2011/61/UE dell 8 giugno 2011 (c.d. Direttiva AIFM, Alternative Investiment Fund Managers) disciplina le norme in materia di autorizzazione, di funzionamento e di trasparenza dei gestori di fondi di investimento alternativi (c.d. GEFIA ), i quali gestiscono o commercializzano i fondi di investimento alternativi (c.d. FIA) all interno del territorio dell Unione Europea. La Direttiva è entrata in vigore il 21 luglio 2011 e avrebbe dovuta essere recepita in tutti gli Stati Membri entro il 22 luglio Appare sin da subito opportuno rilevare che, ai sensi dell art. 4 della Direttiva: per FIA UE è da intendersi un FIA autorizzato o registrato in uno Stato Membro secondo la normativa nazionale applicabile oppure un FIA che non sia autorizzato o registrato in uno Stato Membro, ma abbia la sede legale e/o la sede amministrativa principale in uno Stato Membro; per GEFIA UE, un GEFIA che abbia la sede legale in uno Stato Membro. La finalità della Direttiva è quella di introdurre delle disposizioni circa le modalità attraverso le quali i GEFIA dovrebbero gestire i FIA di cui sono responsabili con l obiettivo ultimo di creare un mercato interno per i GEFIA stessi e stabilire un quadro regolamentare e di vigilanza armonizzato e rigoroso, il quale consenta l applicazione di regole di condotta, di trasparenza informativa e di requisiti patrimoniali, organizzativi e di controllo del rischio analoghi a quelli previsti per le società di gestione di fondi comuni armonizzati. In sintesi, gli obiettivi della Direttiva AIFM possono così essere espressi: la creazione di un mercato interno dei gestori dei fondi di investimento alternativi (GEFIA) che non rientrano nell applicazione della Direttiva 2009/65/CE del 13 luglio 2009 (c.d. Direttiva UCITS IV ); l armonizzazione dei controlli e della vigilanza sui rischi relativi agli investimenti; la fornitura di servizi e la commercializzazione di quote di fondi di investimento alternativi (FIA) in tutto il mercato dell Unione Europea attraverso il passaporto europeo, in guisa tale che un GEFIA UE autorizzato nel proprio Stato Membro d origine possa gestire e commercializzare FIA UE e FIA non UE nell ambito dell Unione Europea. 21 Si ricorda che esistono un complesso di atti complementari rispetto alla Direttiva, In particolare, dal punto di vista delle fonti di secondo livello, si ricordano: il Regolamento delegato (UE) n. 231/2013 della Commissione europea del 19 dicembre 2012; il Regolamento di esecuzione (UE) n. 447/2013 della Commissione, del 15 maggio 2013, che stabilisce la procedura applicabile ai GEFIA che scelgono di sottoporsi alle norme della Direttiva AIFM; il Regolamento di esecuzione (UE) n. 448/2013 della Commissione, del 15 maggio 2013, che stabilisce la procedura di determinazione dello Stato Membro di riferimento del GEFIA non UE a norma della Direttiva AIFM. Vanno, inoltre, considerate sotto il profilo delle fonti di terzo livello, gli atti dell European Securities and Markets Authority (ESMA). 15

14 I FIA, in base all art. 4 della Direttiva, sono definiti come gli organismi di investimento collettivo, compresi i relativi comparti, che raccolgono capitali da una pluralità di investitori, al fine di investirli in conformità ad una politica di investimento definita a beneficio degli investitori e che non necessitano di una autorizzazione ai sensi dell art. 5 della Direttiva UCITS IV (la quale detta una disciplina armonizzata per gli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari, c.d. OICVM). Ogni FIA deve essere gestito da un unico GEFIA, responsabile del rispetto della Direttiva AIFM. I FIA, secondo l interpretazione fornita dall ESMA, devono possedere le seguenti caratteristiche: la raccolta di capitali all esterno del fondo; l investimento collettivo al fine di generare dei ritorni che siano di pertinenza di una pluralità di investitori, i quali sopportano insieme i rischi derivanti dagli acquisti; la pluralità di investitori 22 ; la politica di investimento predefinita. I GEFIA sono definiti, all art. 4, par. 1, lett. b), della Direttiva in esame, come le persone giuridiche che esercitano abitualmente l attività di gestione di uno o di più FIA, a prescindere dalle modalità giuridiche o contrattuali in base alle quali è stato loro attribuito l incarico. Il FIA può essere gestito da un soggetto esterno e, quindi, da un GEFIA esterno, ovvero da un consiglio di amministrazione interno (ed in quest ultimo caso la gestione è da identificarsi all interno del medesimo FIA, il quale, essendo anche un GEFIA, deve soddisfarne i requisiti). Ai sensi della successiva lett. w), la gestione del FIA attiene allo svolgimento di almeno una delle funzioni di gestione degli investimenti di cui all Allegato 1, punto 1, lett. a) o b) ovverosia quelle relative alla gestione del portafoglio e alla gestione del rischio; tali attività (così come previsto dall art. 6, par. 5, lett. d) della Direttiva) devono essere esercitate congiuntamente, giacché non può essere autorizzata l attività di gestione del portafoglio senza che sia fornita anche l attività di gestione del rischio, e viceversa. Trattasi, in ogni caso, di funzioni minime alle quali possono essere accostate funzioni supplementari (come ad esempio le attività di amministrazione e di commercializzazione del FIA), previste sempre dal medesimo Allegato I; in ogni caso, un GEFIA non può essere autorizzato a prestare unicamente le funzioni supplementari senza essere autorizzato a prestare le funzioni minime. Altresì, unicamente nel caso dei GEFIA esterni, è possibile lo svolgimento di funzioni ulteriori rispetto a quelle predette 23, quali: la gestione di portafogli di investimento nonché la fornitura di servizi ausiliari comprendenti la 22 Sul punto, tuttavia, è stato rilevato che: la condizione per cui il FIA deve essere rivolto ad una pluralità di investitori si considera soddisfatta per il solo fatto che il regolamento del fondo o le previsioni legislative non restringono la partecipazione al fondo ad un unico partecipante. Si considera, dunque, FIA anche un veicolo che, in via di fatto, investa il capitale di una sola persona, purché tale situazione sia solo accidentale e non derivi invece da una restrizione legislativa o contrattuale (cfr. ASSOGESTIONI, Task force ASSOGESTIONI per l attuazione in Italia della Direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi, Documento conclusivo, Aprile 2013, pag. 31). 23 In tali ipotesi, trovano applicazione la disciplina prevista dall art. 2, par. 2 della Direttiva 2004/39/CE (c.d. Direttiva MiFID ), e le ulteriori disposizioni concernenti i requisiti patrimoniali, i requisiti organizzativi e le regole di condotta, di cui agli artt. 12, 13 e 19 della medesima Direttiva. 16

15 consulenza in materia di investimento, la custodia e l amministrazione di quote o di organismi di investimento collettivo e la ricezione e la trasmissione di ordini riguardanti gli strumenti finanziari. Dal punto di vista dell ambito di applicazione, la Direttiva non disciplina i FIA, i quali continuano, dunque, ad essere disciplinati ed assoggettati a vigilanza a livello nazionale. Questo in considerazione del fatto che sarebbe troppo complesso conseguire un armonizzazione a causa della grande varietà di FIA presenti a livello europeo. Pertanto, la Direttiva si applica unicamente ai GEFIA che pongono in essere le attività di gestione legate ai FIA, quali, in particolare: ai GEFIA UE che gestiscono FIA UE ovvero FIA non UE, a prescindere dal fatto che siano o meno commercializzati nell Unione Europea; ai GEFIA non UE che gestiscono FIA UE, a prescindere dal fatto che siano o meno commercializzati nell Unione Europea; ai GEFIA non UE che commercializzano nell Unione Europea FIA UE ovvero FIA non UE. Conseguentemente, l unico caso che non rientra nell ambito di applicazione della Direttiva AIFM è quello che considera GEFIA non UE che gestiscono o commercializzano FIA non-ue al di fuori del territorio europeo, giacché non vi è alcuna relazione con l Unione Europea. Va poi considerato che la disciplina contenuta nella Direttiva non è applicabile tout court a tutti i GEFIA, seppur rientranti nelle categorie sopra rilevate. Ulteriori requisiti per l assoggettamento alla disciplina contenuta nella Direttiva AIFM, infatti, sono: l esercizio abituale di attività di gestione del FIA, così come definito alla Direttiva AIFM; la raccolta di capitale da una pluralità di investitori allo scopo di investirlo a vantaggio di tali investitori in base a una determinata politica d investimento. Altresì, non sono considerati nell ambito di applicazione ai fini della Direttiva in discorso: i veicoli di gestione di un patrimonio familiare (c.d. family office) che investono il patrimonio privato degli investitori senza raccogliere capitale esterno; le società di partecipazione finanziaria, gli enti pensionistici aziendali o professionali che rientrano nell ambito di applicazione della Direttiva 2003/41/CE, le istituzioni sovranazionali, le banche centrali nazionali, i Governi nazionali, regionali e locali e gli organismi o altre istituzioni che gestiscono fondi destinati al finanziamento dei regimi di sicurezza sociale e dei sistemi pensionistici, i regimi di partecipazione dei lavoratori o i regimi di risparmio dei lavoratori, le società veicolo di cartolarizzazione; i GEFIA che gestiscono FIA i cui investitori sono i GEFIA stessi. Infine, si ricorda che la Direttiva prevede un regime opzionale agevolato 24 per i GEFIA nel caso in cui i FIA cumulativamente gestiti non superino la soglia di 100 milioni di 24 Va comunque sia ricordato che, da un lato, gli Stati Membri possono prevedere una disciplina più restrittiva di quella indicata e, dall altro, che i GEFIA che non superano le suddette soglie possono volontariamente richiedere l autorizzazione 17

16 euro (ovvero di 500 milioni di euro per i GEFIA che gestiscono solo fondi che non ricorrono alla leva finanziaria e non concedono agli investitori diritti di rimborso per un periodo di cinque anni). Per tali soggetti è, quindi, previsto un esonero dall obbligo di autorizzazione, di cui si dirà nel prosieguo, anche se, in ogni caso, sono tenuti all obbligo di registrazione nel proprio Stato Membro d origine e devono fornire un complesso di informazioni relative ai FIA che gestiscono 25. In merito ai tempi di attuazione, va, innanzitutto, precisato che la Direttiva è entrata in vigore in Italia il 9 aprile 2014, per effetto dell emanazione del d.lgs. 4 marzo 2014, n. 44. Tuttavia, parte dei suoi contenuti erano già entrati in vigore il 22 luglio 2013, in quanto, pur in mancanza del relativo atto interno di recepimento, il Regolamento UE n. 231/2013 della Commissione aveva già attuato alcuni aspetti della Direttiva in materia di deroghe, di condizioni generali di esercizio, di depositari, di leva finanziaria, di trasparenza e di sorveglianza La Direttiva AIFM: sintesi dei contenuti. Oltre a quanto detto in merito alla finalità, alle definizioni, all ambito di applicazione e ai tempi di attuazione, sono di seguito brevemente esposti gli altri contenuti essenziali della Direttiva AIFM relativamente alla disciplina dalla stessa prevista in merito ai GEFIA: 1. la richiesta dell autorizzazione alle attività dei GEFIA: un GEFIA UE non può gestire e/o commercializzare FIA UE presso investitori professionali nell Unione Europea senza essere stato autorizzato ai sensi della Direttiva. Pertanto, al fine di operare nell Unione Europea, tutti i GEFIA, ai sensi dell art. 7 della Direttiva, devono ottenere l autorizzazione dalla competente autorità del proprio Stato Membro di origine (c.d. passaporto del gestore ); tale autorizzazione risulta valida per tutti gli Stati Membri. Le procedure relative al rilascio e alla revoca di autorizzazione richiamano, essenzialmente, quelle già previste dalla Direttiva UCITIS IV. In tale contesto, l Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati (AESFM) ha il compito di tenere un registro centrale pubblico che identifica ciascun GEFIA autorizzato ai sensi della Direttiva, un elenco dei FIA gestiti e/o commercializzati nell Unione da detto GEFIA e l autorità competente per ciascun GEFIA; 2. le condizioni per lo svolgimento dell attività di GEFIA: le condizioni necessarie per il rilascio dell autorizzazione da parte delle autorità competenti dello Stato Membro d origine 26 del GEFIA concernono, in base a quanto previsto dall art. 8 della Direttiva: integrale al fine di poter usufruire del c.d. passaporto; in quest ultimo caso, i gestori saranno assoggettati alla medesima vigilanza prescritta per i soggetti obbligati a richiedere l autorizzazione. 25 Le soglie relative al valore delle attività gestite sono determinate in base a quanto previsto dall art. 2 del Regolamento 231/2013; il successivo art. 3 dispone, altresì, l onere per i GEFIA di istituire procedure per il monitoraggio costante del valore totale delle attività gestite, mentre l art. 4 disciplina le ipotesi di superamento temporaneo delle soglie. Da ultimo, l art. 5 prevede le informazioni da fornire alle Autorità competenti nel quadro della registrazione. 26 Altresì, prima del rilascio dell autorizzazione al GEFIA, la Direttiva prevede che, per particolari ipotesi, siano consultate le pertinenti Autorità competenti degli altri Stati Membri interessati. Ciò accade, ai sensi dell art. 8, par. 2 della Direttiva, quando l autorizzazione deve essere concessa a GEFIA che sono: a) un impresa figlia di un altro GEFIA, di una società di gestione di OICVM, di un impresa di investimento, di un ente creditizio o di un impresa di assicurazione autorizzati in un altro Stato Membro; b) un impresa figlia dell impresa madre di un altro GEFIA, di una società di gestione di OICVM, di un impresa di investimento, di un ente creditizio o di un impresa di assicurazione autorizzati in un altro Stato Membro; 18

17 a) la capacità del GEFIA di soddisfare le condizioni fissate dalla Direttiva AIFM; b) la disponibilità per il GEFIA di un di capitale iniziale e di fondi propri sufficienti 27 nonché di un adeguata assicurazione della responsabilità civile professionale 28 ; c) il possesso per i gestori del GEFIA dei requisiti di onorabilità e di esperienza sufficienti, l obbligo di comunicazione dei loro nominativi alle Autorità competenti dello Stato Membro d origine del GEFIA e la necessità che l attività di GEFIA deve essere decisa da almeno due persone che soddisfino tali requisiti; d) gli azionisti o i soci del GEFIA che detengono partecipazioni qualificate siano idonei, tenendo conto dell esigenza di garantire la sana e prudente gestione del GEFIA; e) la sede amministrativa principale e la sede legale del GEFIA siano situate nello stesso Stato Membro. Entro tre mesi (salvo la possibilità di proroga di ulteriori tre mesi) dalla presentazione della domanda di autorizzazione, le autorità competenti dello Stato Membro d origine del GEFIA comunicano per iscritto al richiedente se l autorizzazione è concessa o rifiutata, anche in considerazione di taluni elementi che possono impedire l effettivo esercizio delle funzioni di vigilanza. Le autorità competenti possono, altresì, restringere la portata dell autorizzazione con riferimento alle strategie di investimento del FIA che il GEFIA è chiamato a gestire. Una volta concessa l autorizzazione al GEFIA, quest ultimo ha l obbligo di comunicare all autorità competente qualsiasi cambiamento significativo della propria situazione rispetto a quella del momento della concessione dell autorizzazione. Le autorità competenti possono procedere a revocare l autorizzazione rilasciata dal GEFIA nelle ipotesi previste dall art. 11 della Direttiva (ad esempio, in caso di mancato utilizzo della dichiarazione, in caso di false dichiarazioni del GEFIA ovvero nelle ipotesi in cui vengano meno i requisiti); 3. i requisiti generali e i requisiti organizzativi: i requisiti generali dettati dalla Direttiva (ex artt ) e i requisiti organizzativi previsti dalla medesima Direttiva (ex art. 18), nonché le relative norme di attuazione contenute nel Regolamento n. 231/2013 (ex artt ) richiamano, per gran parte, i contenuti della Direttiva UCITS IV e della Direttiva 2004/39/CE (c.d. Direttiva MiFID ), con alcune differenze in considerazione delle specificità dei FIA; 4. i principi generali: l art. 12 della Direttiva e gli artt del Regolamento 231/2013 fissano i principi generali a cui i GEFIA devono attenersi. I GEFIA, in particolare, devono rispettare i seguenti principi: c) una società controllata dalle stesse persone fisiche o giuridiche come quelle che controllano un altro GEFIA, una società di gestione di OICVM, un impresa di investimento, un ente creditizio o un impresa di assicurazione autorizzati in un altro Stato Membro. 27 A tal proposito, l art. 9 della Direttiva prevede che i GEFIA che sono FIA gestiti internamente abbiano un capitale iniziale di almeno euro, mentre quando è nominato un GEFIA esterno al FIA, il GEFIA deve detenere un capitale iniziale di almeno euro. La disposizione in menzione, inoltre, dispone una serie di casi in cui i fondi devono essere aumentati ovvero possono essere ridotti. 28 Se i requisiti patrimoniali, per gran parte, richiamano quelli previsti dalla Direttiva UCITS IV, un elemento di novità è da rinvenire nell obbligo per i GEFIA di disporre una copertura dei rischi di responsabilità professionale derivanti dalla loro attività attraverso fondi aggiuntivi ovvero mediante la stipula di un assicurazione della responsabilità civile professionale. Tali rischi, a norma dell art. 12 del Regolamento 231/2013, concernono, tra gli altri: la perdita di documenti attestanti la titolarità delle attività del FIA, le false dichiarazioni rese al FIA ovvero ai suoi investitori e atti, errori e omissioni che determinano la violazione degli obblighi e dei doveri del GEFIA nei confronti dei propri stakeholders. La copertura assicurativa dei rischi di responsabilità professionale mediante fondi aggiuntivi è disciplinata dall art. 14 del Regolamento, mentre la copertura mediante l assicurazione è disciplinata dall art. 15 del medesimo atto; altresì, l art. 13 prevede che il GEFIA deve adottare delle politiche e delle procedure efficaci per la gestione del rischio interno, da effettuarsi anche per mezzo di banche dati. 19

18 devono agire onestamente, con la competenza, la cura, la diligenza e la correttezza dovute nell esercizio delle loro attività; devono agire nel miglior interesse dei FIA o degli investitori dei FIA che gestiscono e dell integrità del mercato; devono disporre delle risorse e delle procedure necessarie per il corretto svolgimento delle proprie attività e devono utilizzare le stesse in modo efficace; devono adottare tutte le misure ragionevoli per evitare conflitti di interesse e, quando questi non possono essere evitati, per individuare, gestire e controllare e, se del caso, comunicare tali conflitti di interesse, al fine di evitare che essi incidano negativamente sugli interessi dei FIA e dei loro investitori e di garantire che i FIA che gestiscono siano trattati in modo equo; devono rispettare tutti gli obblighi regolamentari applicabili all esercizio delle loro attività in modo da promuovere gli interessi dei FIA o degli investitori dei FIA che gestiscono e l integrità del mercato; devono trattare in modo equo tutti gli investitori dei FIA, cosicché nessun investitore di un FIA ha un trattamento di favore, a meno che tale trattamento di favore sia previsto nel regolamento o nei documenti costitutivi del FIA pertinente; 5. le disposizioni relative alle politiche di remunerazione: richiamano quelle previste dalla Raccomandazione 2009/384/CE della Commissione Europea del 30 aprile 2009 sulle politiche retributive nel settore dei servizi finanziari. Sono contenute nell art 13 della Direttiva nonché, dal punto di vista delle fonti di terzo livello, nelle Linee Guida elaborate dall ESMA. In particolare, è previsto che il GEFIA deve applicare politiche e prassi remunerative che riflettano e promuovano una gestione sana ed efficace del rischio e che non incoraggino un assunzione di rischi non coerente con i profili di rischio, con il regolamento di gestione o con l atto costitutivo dei FIA gestiti. Le politiche e le prassi menzionate non sono applicabili a tutti i soggetti indistintamente ma sono rivolte a tutti quei soggetti le cui attività professionali abbiano un impatto rilevante sui profili di rischio dei GEFIA ovvero dei FIA gestiti; sono, pertanto, ricompresi gli alti dirigenti, i soggetti che assumono i rischi, il personale che svolge funzioni di controllo e qualsiasi dipendente che abbia una remunerazione complessiva che lo collochi nella stessa fascia di remunerazione dell alta direzione o dei soggetti che assumono rischi. I principi in materia di politiche di retribuzione sono specificate nell Allegato II della Direttiva e devono essere effettivamente implementati e, quindi, rimodulati, all interno del GEFIA in proporzione della dimensione, dell organizzazione, delle attività svolte, della natura e della complessità di quest ultimo. La Direttiva, prevede, da ultimo, che l ESMA, anche attraverso una collaborazione con l Autorità Europea di Vigilanza (ABE), vigili sul rispetto delle politiche di remunerazione del GEFIA, sia in considerazione della citata Raccomandazione 2009/384/CE della Commissione Europea, sia delle disposizioni contenute nell Allegato II della Direttiva; 6. le disposizioni relative ai conflitti di interesse: sono contenute nell art. 14 della Direttiva e negli artt del Regolamento 231/2013 della Commissione Europea e prevedono l obbligo per il GEFIA di adottare ogni misura ragionevole per individuare i conflitti di interesse che sorgono nel corso della gestione di FIA tra i soggetti ad esso direttamente o indirettamente collegati 29. Conseguentemente, vengono disposti per il GEFIA 29 In particolare, le disposizioni previste in materia di conflitti di interesse coprono quelli sorti tra: a) i GEFIA (o i soggetti che assumono un rischio all interno di questo); 20

19 degli obblighi relativi alla definizione di politiche di prevenzione, di monitoraggio, di gestione e di comunicazione dei conflitti di interesse. Se la maggior parte di principi previsti dalla Direttiva AIFM sono già presenti nella Direttiva UCITS IV e nella Direttiva MiFID, una novità concerne la specificazione che il GEFIA deve procedere a segregare i compiti e le responsabilità che possono potenzialmente creare conflitti di interesse sistematici. Altresì, incombe sul GEFIA l obbligo di individuare e di comunicare agli investitori del FIA gli altri eventuali conflitti di interesse significativi generati dalle proprie condizioni di funzionamento; 7. le disposizioni relative alla gestione del rischio: l art. 15 della Direttiva AIFM, coerentemente rispetto a quanto già previsto dalla Direttiva UCITS IV, dispone che i GEFIA devono dotarsi di una funzione di gestione del rischio funzionalmente e gerarchicamente separata dalle unità operative (nelle quali, al contrario di quanto invece previsto dalla Direttiva UCITS IV, è ricompresa la funzione di gestione del portafoglio). Il GEFIA deve anche in ogni momento essere in grado di dimostrare che le garanzie adottate contro i conflitti di interesse (le quali sono controllate dall organo di gestione ovvero da quello di vigilanza) consentono lo svolgimento indipendente delle attività di gestione del rischio e che tale processo è coerentemente efficace e soddisfa i requisiti previsti dalla menzionata disposizione della Direttiva e dalle relative disposizioni di attuazione contenute negli artt del Regolamento 231/2013. Quest ultimo peraltro, in maniera innovativa rispetto alla Direttiva UCITS IV, si occupa di individuare le circostanze idonee a far ritenere la sussistenza della separazione suddetta relativa tra la gestione del rischio e la gestione delle unità operative. Incombe, quindi, sul GEFIA l attività volta ad organizzare i sistemi appropriati di gestione del rischio al fine di individuare, di misurare, di gestire e di monitorare in modo adeguato tutti i rischi inerenti ad ogni strategia di investimento del FIA e ai quali ogni FIA è esposto o può essere esposto. I GEFIA devono riesaminare i sistemi di gestione del rischio con una periodicità appropriata, pari almeno all anno solare, e li adeguano ove necessario; 8. le disposizioni relative alla gestione della liquidità: la disciplina in menzione, contenuta nell art. 16 della Direttiva AIFM e negli artt del Regolamento n. 231/2013, mira a verificare che il profilo attinente alla liquidità degli investimenti sia conforme rispetto alle obbligazioni assunte nei confronti degli investitori, delle controparti, dei creditori e delle terze parti nonché sia coerente con i rischi qualitativi e quantitativi assunti nel corso della gestione. A tal fine, il GEFIA deve effettuare periodicamente degli stress test in condizioni di liquidità normali e in condizioni eccezionali, che gli consentano di valutare il rischio di liquidità di ciascun FIA da esso gestito. Le politiche e le procedure di gestione della liquidità predisposte dal GEFIA devono essere costantemente monitorate, documentate e riesaminate periodicamente con cadenza almeno annuale e devono essere eventualmente aggiornate in caso di modifiche. Da ultimo, si segnala che sempre l articolo della Direttiva in commento dispone che i GEFIA devono assicurarsi che, per ogni FIA gestito, la strategia di investimento, il profilo di liquidità e la politica di rimborso siano tra loro allineati 30 ; b) il FIA (o gli investitori del FIA, quelli di un secondo FIA o gli investitori di questo secondo FIA); c) il FIA o gli investitori di detto FIA e un altro cliente del GEFIA; d) il FIA o gli investitori di detto FIA e uno UCITS gestito dal GEFIA o gli investitori di detto UCITS; e) due clienti del GEFIA. 30 In proposito, si segnala che l art. 49 del Regolamento n. 231/2013 prevede che l allineamento si considera assicurato se gli investitori hanno la possibilità di ottenere il rimborso dei propri investimenti con modalità che rispettino l equità di trattamento di tutti gli investitori del FIA e conformemente alla politica di rimborso del FIA e alle sue obbligazioni. Nel valutare l allineamento della strategia di investimento, del profilo di liquidità e della politica di rimborso il GEFIA deve, 21

20 9. le disposizioni concernenti la valutazione: in virtù di quanto previsto dall art. 19 della Direttiva e dagli artt del Regolamento n. 231/2013, il GEFIA deve assicurare che le attività di ciascun FIA dallo stesso gestito siano oggetto di una valutazione corretta e indipendente, effettuata sulla base di procedure adeguate e uniformi, da esplicarsi in forma scritta e che siano in grado di garantire un processo di valutazione solido, trasparente, completo e adeguatamente documentato; tale procedura di valutazione deve essere effettuata almeno una volta all anno. Le norme applicabili alla valutazione delle attività e al calcolo del valore patrimoniale netto per quota o azione del FIA sono stabilite dalla legislazione del Paese in cui il FIA è stabilito, dal regolamento e dai documenti costitutivi del FIA. Tra le altre cose, i GEFIA assicurano che il valore patrimoniale netto per quota o azione del FIA sia calcolato e comunicato agli investitori conformemente alla Direttiva, alla legislazione nazionale applicabile e al regolamento o ai documenti costitutivi del FIA. Da ultimo, si ricorda che il valutatore può essere un soggetto esterno (e, ad alcune condizioni, anche il depositario) ovvero essere il GEFIA stesso: in entrambi i casi, è necessaria la sussistenza di requisiti di professionalità, di indipendenza e di imparzialità; 10. le disposizioni concernenti la delega di funzioni: la Direttiva disciplina, attraverso l art. 20 e gli artt del Regolamento 231/2013, le disposizioni concernenti la delega di funzioni a terzi da parte dei GEFIA, individuando le condizioni cui è subordinata la possibilità per il GEFIA di ricorrere alla delega, per il delegato di ricorrere alla sub-delega e per il sub-delegato di delegare ulteriormente le funzioni ad esso sub-delegate. Affinché un GEFIA possa conferire una delega a terzi sono necessarie tutta una serie di condizioni (come la sussistenza di ragioni oggettive) e di idonee caratteristiche relativamente al soggetto delegato. Si ricorda, peraltro, l obbligo per il GEFIA che intenda conferire delega di darne tempestiva comunicazione alle autorità competenti del proprio Paese; 11. le disposizioni concernenti il depositario: l art. 21 della Direttiva e gli artt del Regolamento 231/2013, dispongono un complesso di norme concernenti il depositario che, anche in questo caso, richiamano le corrispondenti norme contenute nella Direttiva UCITS IV. In sintesi, può affermarsi che la disciplina contenuta nella Direttiva AIFM ha introdotto, rispetto alla disciplina previgente, importanti novità, con la previsione che la funzione di depositario possa essere svolta da un ente creditizio avente sede legale dell Unione europea, da un impresa di investimento avente sede legale nell Unione Europea ovvero da un altra categoria di istituto soggetto a regolamentazione prudenziale e a vigilanza costante. Altresì, per determinate categorie di FIA, gli Stati Membri possono consentire che il depositario sia un soggetto che esercita tale funzione nel quadro di attività professionali o commerciali per le quali è soggetto all obbligo di registrazione professionale riconosciuta per legge. Conseguentemente, la Direttiva AIFM e il relativo Regolamento n. 231/2013 hanno introdotto, nel complesso, un insieme di regole più rigorose e dettagliate, che impongono adempimenti più complessi a carico del depositario e delle controparti di cui esso si avvale per svolgere i propri compiti. Più nello specifico, è previsto che, per ciascun FIA, sia nominato un unico depositario e che l incarico è conferito mediante un contratto scritto. All interno della Direttiva e del relativo Regolamento vengono, altresì, disciplinate nel dettaglio le funzioni concernenti il depositario, essenzialmente rinvenibili nel monitoraggio del contante e dei flussi di cassa, nelle funzioni di custodia e nelle altre funzioni previste dalla inoltre, avere riguardo all impatto che i rimborsi possono avere sui prezzi sottostanti o sui differenziali lettera-denaro delle singole attività del FIA. 22

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