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1 23854 Olginate (LC) - Via Gambate, Olginate, 27 ottobre 2007 Al Presidente del Collegio Sindacale di Acel Service srl Dott.ssa Elena Vaccheri Via Cavour, LECCO (LC) e, p.c. Ai Sindaci Effettivi Rag. Enrico Panzeri Dott. Antonio Virgilio Al Presidente del C.d.A. di Acel Service srl Angelo Fortunati Via Fiandra, LECCO (LC) e, p.c. Ai Sindaci Effettivi Giovanni Priore Mariani Riccardo Mario Bianchi Paolo Negri Giovambattista Cavaria e, p.c. al Direttore Generale Gianantonio Marinoni Oggetto: dimissioni Con la presente rassegno le mie dimissioni da vicepresidente e consigliere, con effetto immediato, di Acel Service srl. Poiché dimettersi è una decisione importante che potrebbe essere interpretata come semplice disimpegno, ritengo opportuno e necessario fornire alcune spiegazioni. Gestire un azienda e un business significa garantire qualità dei servizi ed economicità della gestione per assicurare all utente un corretto rapporto costi/benefici. In questa logica la produzione di risorse (profitti e finanza) è essenziale perché consente di effettuare una politica di investimenti finalizzata allo sviluppo della società. Sembra una banalità. Non è così. Pochi degli amministratori nominati sono coscienti di che cosa significa ricoprire questo ruolo e di fatto occupano solamente una posizione (percependo un compenso) senza nemmeno conoscere le problematiche aziendali. Non è accettabile. E una questione di competenza e di coscienza. Le conseguenze sono facilmente intuibili anche se non sempre apparenti. Non c è nessuna differenza tra la gestione di una società a capitale privata e una società a capitale pubblica. Sia nell una sia nell altra l obiettivo principale è produrre risorse, che sono vitali per lo sviluppo della società e per remunerare il capitale investito, attraverso la qualità del bene prodotto o del servizio erogato. pag. 1/5

2 Credo nel libero mercato perché la concorrenza è stimolo per migliorare la competitività. Non è la privatizzazione che garantisce la concorrenza. Non è la proprietà del capitale di una società che fa la differenza; è il suo organismo di gestione: il Consiglio di Amministrazione. La proprietà, sia pubblica sia privata, ha la funzione, non marginale, di saper scegliere gli amministratori competenti e capaci. Sembra un concetto astratto e non facilmente applicabile. Perché nel privato è possibile e nel pubblico no? Semplicemente perché l individuazione degli amministratori ha come elemento essenziale l appartenenza mentre la competenza è marginale e secondaria. La differenza si vede nei consigli di amministrazione. Mi chiedo come sia possibile che la quasi totalità degli amministratori si rechi in azienda solo per le riunioni dei consigli e che, anche in tali occasioni, adempia unicamente una formalità. I consigli di amministrazione di una società sono la testa dell azienda; se non funzionano, avremo sempre un corpo acefalo nel quale, per fortuna, esiste una struttura che, pur non indirizzata, riesce a garantire servizi efficienti. I danni sono inevitabili. Episodi come l acquisizione delle partecipazioni nelle società di Calolziocorte da parte di Acel spa (sottolineo Acel spa e non Acel Service) o come il progetto di fusione delle società Lecchesi hanno prodotto o produrranno danni consistenti. Sono solo alcuni esempi, se ne possono fare molti altri e non è escluso che sarà fatto. Mantenere somme ingenti inutilizzate sui conti correnti bancari, è una follia oltre che una chiara manifestazione dell incapacità di capire l azienda e la sua struttura. Lasciare somme inutilizzate su conti correnti bancari, non è un operazione economicamente positiva per l azienda ma lo è solo per la banca che usa queste somme per finanziare altre iniziative a tassi maggiori di quelli che corrisponde. Provo a spiegarmi con una teoria, non completamente fantastica. L A.T.O. si accolla i mutui contratti per finanziare gli investimenti nel settore idrico provinciale con l applicazione di un addizionale del 20% sulle tariffe della depurazione e della fognatura che ogni cittadino paga. I mutui sono concessi dal sistema bancario che utilizza le somme lasciate sui conti correnti dalle società pubbliche ovviamente con un differenziale di tasso a suo favore. La cosa più ridicola è che questa non è un ipotesi e una realtà. I comuni di Olginate, Valgreghentino, Garlate, Pescate e Galbiate, tutti Comuni azionisti di Acel spa, stanno realizzando l ampliamento di un impianto di depurazione attraverso Acel spa che finanzia le opere (ca. 4,5milioni di uro) con un mutuo garantito dall A.T.O. e le cui rate saranno pagate dall A.T.O. con le addizionali predette. Il gruppo ACEL spa ha una giacenza media sui conti correnti di ca. 16milioni di uro che saranno utilizzati dalla Banca per erogare il mutuo ovviamente con un tasso maggiore di quello che corrisponde. E il cittadino paga! Un amministratore con normale sensibilità, rendendosi conto della propria incapacità, dovrebbe dimettersi anziché continuare a provocare danni. Io, che per anni ho cercato di modificare il sistema, qualche volta anche con modi verbalmente violenti, senza riuscirci, mi sono stancato e, non volendo rendermi complice di comportamenti che non condivido, preferisco dimettermi per continuare a stare dalla parte del cittadino.

3 Il problema principale, in questi giorni è l applicazione della Finanziaria 2007 che prevede la riduzione dei membri dei Consigli di Amministrazione e la non corresponsione degli emolumenti per tutti coloro che sono anche amministratori locali. La cosa ridicola sta nel fatto che la questione è sollevata da chi ha partecipato unicamente alle riunioni dei Consigli d Amministrazione impegnando ca. 20 ore in questi dieci mesi dell anno percependo un compenso lordo di 6.250,00 pari a un compenso o- rario di 312,50 (sic!) (l esempio è modulato su Acel Service srl). Personalmente ho svolto un intensa attività, in collaborazione con il Presidente di Acel Service srl, anche in supporto alla struttura operativa, nella gestione aziendale e nel cercare di recuperare i disastri provocati dalla controllante Acel spa, impegnando ca. 120 ore e percependo un compenso lordo di ,70 pari a un compenso orario di 86,81. E non mi lamento. I casi sono due: o sono uno stupido, o sono un sognatore che crede ancora che ognuno di noi debba contribuire, in funzione delle proprie competenze, allo sviluppo sociale di un sistema. Credo che la seconda ipotesi sia quella che mi ha motivato sino a oggi, ma, non riconoscendomi in Don Chisciotte, personaggio che peraltro non amo, preferisco fermarmi qui e dimettermi. Purtroppo anch io sono assimilato dalla stampa locale a chi occupa il posto unicamente per percepire prebende come riconoscimento dell appartenenza politica. Me ne dispiace e comincia a infastidirmi. Certo qualcuno sarà felice perché se ne va uno scomodo che sino ad oggi ha rappresentato una spina nel fianco (anche se, purtroppo, inutile) lasciando libero il posto di vicepresidente a qualcun altro che continuerà a dare lo stesso impegno migliorando il compenso lordo ed il conseguente compenso orario. Permettetemi un ulteriore riflessione; sono un po lungo ma sopportatemi: è l ultima volta. Sono molto contrariato dagli indirizzi che provengono dalla politica nazionale. Non condivido la già citata disposizione della finanziaria 2007 che limita il numero dei membri dei CdA perché la ritengo inutile, populista e demagogica. Limitare il numero ha un senso nella situazione attuale ma è, comunque, sbagliato e non serve a nulla. Un Consiglio d amministrazione non può e non deve rappresentare un costo per la collettività; se così non fosse dovrebbero eliminare i Consigli d Amministrazione e individuare un altro organismo. Un Consiglio d Amministrazione, poiché organo decisionale ed esecutivo, deve saper ottimizzare la gestione delle risorse e deve saperle produrre servizi e risorse in una situazione di libero mercato come farebbe il privato. Un Consiglio d Amministrazione deve saper guadagnarsi il compenso che percepisce, altrimenti non serve a nulla. Sarebbe come affermare che per ridurre i costi dobbiamo licenziare dei dipendenti. Dobbiamo eliminare le inefficienze; questo è il vero obiettivo. Il Consiglio d Amministrazione di una società a capitale pubblico è l imprenditore del settore servizi e le funzioni che deve svolgere sono quelle dell imprenditore privato con gli stessi obblighi e doveri. Aver determinato il numero senza aver precisato le caratteristiche principali, tra le quali la prima è la competenza, non serve assolutamente a nulla. Aver affrontato il problema della gestione di queste aziende unicamente nell aspetto numerico mi sembra sia affermare il riconoscimento dell inutilità di questi organismi. Me

4 ne dispiace e, questo atteggiamento, contribuisce a rafforzare la mia decisione di dimettermi. L art. 87 della finanziaria 2008 prevede la dismissione, da parte degli enti locali, entro diciotto mesi delle partecipazioni non strumentali all attività dell ente e sicuramente saranno ricomprese varie attività oggi di competenza delle società pubbliche. E una posizione che non condivido perché credo che alcuni settori, tra i quali comprendo i servizi pubblici locali, per gli aspetti sociali che rappresentano, debbano rimanere nella sfera pubblica. Il processo di privatizzazione di settori a forte valenza pubblica provocherà unicamente distorsioni del mercato a danno del cittadino che è l unico riferimento da garantire e tutelare. Basta guardare il bilancio di ENI con i suoi quasi 7miliardi di uro di utile (mezza Finanziaria) per rendersi conto delle prospettive future in un processo di privatizzazione che garantirà solo le rendite finanziarie di pochi a danno della collettività. Il futuro di queste aziende deve essere pubblico nella proprietà con modalità di gestione privatistica. Non compete a me la risposta, compete alla politica. Io posso solo dissociarmi non intendendo contribuire alla crescita di una struttura destinata ad essere regalata al privato. Credo di avere le competenze e le capacità per fare il privato nel settore e non è e- scluso che lo faccia. Mi scuso per una lettera di dimissioni più ampia delle solite e formali comunicazioni, ma, dopo dieci anni di presenza nel gruppo Acel, non potevo chiudere un esperienza importante in modo laconico. Questa azienda mi ha molto impegnato in questi dieci anni e non me ne dispiace, anche se avrei preferito chiudere con maggiori e migliori risultati magari anche nella creazione di una multi - utility provinciale, vera e non virtuale come nell ipotesi che si sta percorrendo, nella quale ho sempre creduto ma che mi è stato impedito realizzare e nella quale si poteva anche ricondurre il settore delle comunicazioni che dovrà essere un servizio libero nell interesse della collettività come lo sono stati l acqua e l energia. Lascio comunque con una grande soddisfazione: aver realizzato, magari anche contrastato e non condiviso, una società, Acel Service srl, che ha le caratteristiche prima indicate di essere a capitale pubblico con una organizzazione e gestione molto simile e vicina al modello privatistico e che sa fare profitti producendo risorse senza trasferire maggiori oneri al cittadino. E un modello che è stato realizzato nel pieno rispetto delle direttive europee e del Decreto Letta (liberalizzazione del settore gas) e che è tra i pochi, nel nostro Paese, a non essere nel mirino della Commissione Europea per violazione delle direttive concernenti l unbundling (separazione societaria, organizzativa, amministrativa e contabile tra la società di distribuzione e di vendita). Lascio con qualche rammarico, è inutile nasconderlo, perché credo che ci sia ancora molto da fare. Il mio impegno e il mio obiettivo di salvaguardare queste aziende mantenendole nella sfera pubblica non finiscono qui, anche se, qualcuno, potrà ritenere che le mie critiche e le mie posizioni accelereranno il processo di privatizzazione. Il mio obiettivo sarà di rendere consapevoli i cittadini dei Comuni azionisti, di queste a- ziende, del patrimonio, in risorse e servizi, che possiedono e della necessità di rivedere i criteri di nomina dei Consigli d Amministrazione.

5 L ho sempre affermato e lo confermo: compete alla Politica, in forza del mandato di rappresentanza ricevuto con le consultazioni elettorali, individuare e nominare i membri dei Consigli di Amministrazione nelle società a capitale pubblico. Compete, però, alla politica anche individuare soggetti che abbiano le capacità e le competenze per gestire queste aziende senza dimenticarsi che non sono luogo della politica ma strumenti della politica per realizzare opere e servizi. Ringrazio e saluto tutti con sincerità e invito il Direttore Generale, Gianantonio Marinoni, a far partecipe di questa mia decisione e delle mie riflessioni le maestranze di Acel Service, cui va il mio più sincero ringraziamento per la collaborazione che ha consentito alla società di raggiungere traguardi significativi. Remo Valsecchi

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