CORSO DI RAGIONERIA A.A. 2012/2013 CORSO DI LAUREA S.O.GE

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1 CORSO DI RAGIONERIA A.A. 2012/2013 CORSO DI LAUREA S.O.GE MODULO A IL BILANCIO DI ESERCIZIO I Principi di redazione I PRINCIPI DI REDAZIONE CODIFICATI Prudenza Competenza Valutazione secondo la prospettiva di continuità Valutazione separata delle voci Comparabilità Omogeneità 1

2 I PRINCIPI DI REDAZIONE NON CODIFICATI Neutralità Imparzialità Periodicità (Doc. 11 OIC) Prevalenza della sostanza sulla forma (Doc. 11 OIC) 1. PRUDENZA Art bis La valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza OVVERO: si possono indicare solo gli utili realizzati alla data di chiusura dell esercizio ; si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura dello stesso 2

3 1. PRUDENZA I Ricavi si intendono realizzati: Quando è avvenuto uno scambio; Quando il processo da cui scaturisce il risultato economico è completato. 1. PRUDENZA OIC n. 11 Il principio della prudenza si estrinseca essenzialmente nella regola secondo la quale, mentre 3

4 1. PRUDENZA Tale principio implica il ricorso al come criterio base di valutazione Esso indica il costo sostenuto nel passato per l acquisto di un bene. 2. COMPETENZA ART bis. Si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell esercizio, indipendentemente dalla data di incasso e pagamento OSSIA L effetto delle operazioni e degli altri eventi deve essere rilevato contabilmente ed attribuito all esercizio in cui tali operazioni ed eventi si riferiscano e non a quello in cui si concretizzano i relativi movimenti finanziari (incassi/pagamenti) 4

5 2. COMPETENZA Per questo i processi non ultimati andrebbero allora valorizzati sulla base della somma algebrica: dei costi sostenuti; di una quota della differenza fra ricavi ottenibili e i costi passati e futuri necessari per il loro conseguimento. 2. COMPETENZA La normativa richiede l applicazione del principio della Attiene all arco di tempo in cui si impiegano i beni acquistati e si beneficia dei ricavi conseguiti nel periodo medesimo Che si distingue dalla Che si identifica nell istante in cui si verifica l incasso o il pagamento 5

6 2. COMPETENZA ESEMPIO Impresa Alfa, alla fine del primo anno di attività acquista una partita di merci per Alla fine del primo anno non è stata ancora venduta e si presume che ciò avverrà nel secondo anno per un importo di COME VALUTIAMO LA COMPETENZA DEL PROCESSO PRODUTTIVO? 2. COMEPTENZA IPOTESI 1 CONTO ECONOMICO 1mo ESERCIZIO Acquisti merci Rimanenze fin. merci Utile es. 0,0 CONTO ECONOMICO 2o ESERCIZIO Rimanenze in. Merci Ricavi di vendita Utile es

7 2. COMEPTENZA IPOTESI 2 CONTO ECONOMICO 1mo ESERCIZIO Acquisti merci Rimanenze fin. merci Utile es. 300 CONTO ECONOMICO 2o ESERCIZIO Rimanenze in. Merci Ricavi di vendita Utile es COMPETENZA L applicazione del principio della competenza comporta che: Venga assegnato un risultato alla gestione trascorsa Si identifichi un criterio per ripartire tale risultato fra i due periodi 7

8 2. COMEPTENZA SI AVRA QUINDI: CONTO ECONOMICO 1mo ESERCIZIO Acquisti merci Rimanenze fin. merci Utile es. 150 CONTO ECONOMICO 2o ESERCIZIO Rimanenze in. Merci Ricavi di vendita Utile es CONTINUITA ART. 2423bis La valutazione delle voci deve essere fatta nella prospettiva della continuazione dell attività i criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all altro 8

9 3. CONTINUITA Per continuità si intende solo quella ordinaria escludendo le ipotesi (fusioni, conferimenti ecc..) che comportano una redazione di bilancio non finalizzata alla determinazione del risultato di periodo; La continuazione dell attività deve essere continuamente verificata; Il principio deve riferirsi alla prevalenza dell attività aziendale e quindi può essere abbandonato per attività destinate a cessare (liquidazione). 4. VALUTAZIONE SEPARATA DELLE VOCI ART bis Gli elementi eterogenei ricompresi nelle singole voci devono essere valutati separatamente Permette di evitare che, mediante una valutazione globale di alcune poste di bilancio si effettuino delle compensazioni tra elementi ricompresi in tali poste. 9

10 4. VALUTAZIONE SEPARATA DELLE VOCI Vediamo un Esempio: Le rimanenze finali dell impresa Gamma sono: Merce tipo A, acquistata a 300 si prevede di rivende a 350 ; Merce tipo B, acquistata a 200 si prevede di rivende a 180. Il criterio base di valutazione prevede che le rimanenze devono essere valutate al minore tra costo e previsto valore di realizzo 4. VALUTAZIONE SEPARATA DELLE VOCI Se considerassi la globalità delle merci dovrei valutarle per perché inferiore a 530. Considerando singolarmente le poste avrò: Merce A Valutata a 300 Merce B Valutata a 180 Valore complessivo 10

11 5. COMPARABILITA Il concetto di comparabilità si esprime nella possibilità di procedere ad un confronto significativo delle informazioni ivi comprese FORMALE ART ART ART TER COMPARABILITA SOSTANZIALE ART bis N.6 5. COMPARABILITA COMPARABILITA FORMALE Art Contenuto dello SP Art Contenuto del CE Art ter Deroghe 11

12 5. COMPARABILITA COMPARABILITA SOSTANZIALE Non modifica dei criteri di valutazione Art I criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio ad un altro 6. OMOGENEITA Art ter 5 comma Il bilancio deve essere redatto in unità di euro, senza cifre decimali, ad eccezione della nota integrativa, che può essere redatta in migliaia di euro 12

13 I PRINCIPI NON CODIFICATI Non li ritroviamo nell ambito delle normative del codice civile ma sono espressi dai documenti integrativi 8. NEUTRALITA IMPARZIALITA Le informazioni del bilancio non devono favorire interessi di specifici soggetti né conformarsi alle loro specifiche esigenze; Il bilancio deve fornire un comune a tutti i soggetti interessati alle vicende gestionali dell impresa. Ad esempio: Evidenziazione del reddito prodotto anziché reddito distribuibile; Divieto di redazione del bilancio secondo un impostazione fiscale. 13

14 9. PERIODICITA Lo Stato Patrimoniale di apertura di un esercizio deve corrispondere allo Stato Patrimoniale di chiusura dell esercizio precedente ; Il Bilancio di esercizio si riferisce ad un periodo amministrativo e non all intera vita aziendale. 10. PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA Per ogni accadimento aziendale è indispensabile conoscere la sua sostanza economica, qualunque sia la sua origine (Doc. n. 11 OIC) 14

15 10. PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA Vi sono poi delle situazioni particolari nelle quali: a) Le norme civilistiche e/o fiscali relative a particolari fattispecie possono rendere opportuna una specifica contabilizzazione che differisce da quella basata sulla sostanza economica dell operazione; a) Le norme civilistiche impongono la rilevazione dell operazione in base agli aspetti formali. 10. PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA Esempio: Contratto di leasing Metodo finanziario: iscrizione del costo del bene acquisito in leasing del relativo debito dal momento della stipulazione del contratto (sul costo è praticato l ammortamento); i canoni successivi divisi nelle seguenti componenti: quote di restituzione del debito alla società di leasing interessi passivi corrisposti alla società di leasing Metodo patrimoniale: iscrizione nell attivo del solo valore di riscatto del bene alla conclusione del contratto di leasing. I canoni di leasing vengono iscritti fra i costi operativi nel Conto Economico 15

16 ALTRI POSTULATI DELLA COMMISSIONE SUI PRINCIPI CONTABILI SIGNIFICATIVITA E RILEVANZA DEI FATTI ECONOMICI CONFORMITA DEL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DEL BILANCIO AI PRINCIPI CONTABILI FUNZIONE INFORMATIVA E COMPLETEZZA DELLA NOTA INTEGRATIVA E ALTRI DOC. 16

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