DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DERIVANTI DALL'IMPIEGO DI SOSTANZE PERICOLOSE Artt. 28 e 223 D.Lgs. 9 aprile 2008 n 81

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1 DATA: 26/03/2009 Pag. 1 di 53 Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico Presidio Ospedaliero Fatebenefratelli e Oftalmico Corso di Porta Nuova MILANO DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DERIVANTI DALL'IMPIEGO DI SOSTANZE PERICOLOSE Nota: Documento gia esistente Prima emissione Sistema Gestione Qualità Emissione Aggiornamento intero documento Aavo SPP: Adalgisa Scalfi IP: Giovanna Tricarico ASPP: Sig.ra S. Cavenago Redazione Dirigente SMeLF: Dr. Sergio Malandrin Consulente: Dr. E. Giudici RSPP: P.I. Mauro Bolchi RTQ: Sig.ra S. Cavenago Verifica RQ: P.I. M. Bolchi Approvazione RSPP: P.I. M. Bolchi Autorizzazione DG: Dr. G. Corno Emissione: settembre 2003 Distribuzione Controllata

2 DATA: 26/03/2009 Pag. 2 di 53 Sommario 1 PRESENTAZIONE PREMESSA NORMATIVA ALCUNE DEFINIZIONI IMPORTANTI ILLUSTRAZIONE DEL METODO INRS LA VALUTAZIONE PRELIMINARE RAPPRESENTAZIONE SCHEMATICA DEL PERICOLO E DEL RISCHIO LE INFORMAZIONI DA RACCOGLIERE ILLUSTRAZIONE DEL METODO PER LA VALUTAZIONE DETTAGLIATA DEL RISCHIO ADEMPIMENTI SPECIFICI Misure per la riduzione del rischio Obblighi in presenza di cancerogeni e mutageni Monitoraggio degli agenti pericolosi Sorveglianza sanitaria Comportamenti da tenere in emergenza Attività di formazione e informazione SIGNIFICATO DEGLI INDICI DI RISCHIO E APPLICAZIONE ALLA REALTÀ OSPEDALIERA RISCHIO DI ESPOSIZIONE BASSO PER LA SICUREZZA E IRRILEVANTE PER LA SALUTE O MENO, PER OGNI AGENTE CHIMICO RISCHIO DI ESPOSIZIONE BASSO PER LA SICUREZZA E IRRILEVANTE PER LA SALUTE O MENO, PER REPARTO O SETTORE VALUTAZIONE PRELIMINARE PER IL P.O. FBF - OFTALMICO ESEGUITA CON IL METODO I.N.R.S GERARCHIZZAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO RISULTATI DELLA VALUTAZIONE PRELIMINARE CORRELAZIONE TRA LIVELLI DI RISCHIO TOTALI DERIVANTI DALL IMPIEGO DEGLI AGENTI CHIMICI PERICOLOSI NEI DIVERSI REPARTI E SERVIZI LIVELLO DI RISCHIO RAPPORTATO ALL IMPIEGO DI OGNI AGENTE CHIMICO PERICOLOSO PER OGNI REPARTO E SERVIZIO (VEDI ALLEGATO 1) RISULTATI E VALUTAZIONE DETTAGLIATA OSSERVAZIONI PRELIMINARI VALIDE PER TUTTI I REPARTI DELL AZIENDA In merito alle diverse modalità di esposizione Provvedimenti generali adottati per la riduzione del rischio chimico Procedure di Sicurezza aziendali (PRAOS) Gestione emergenze - Conservazione sostanze - Prevenzione incendi Misure tecniche Attività di formazione e informazione Controlli tecnici Misure organizzative di protezione alla fonte del rischio Sorveglianza sanitaria dei lavoratori PRODOTTI DI USO DOMESTICO E RELATIVA VALUTAZIONE SERVIZIO DI MEDICINA DI LABORATORIO (SMEL) Cancerogeni e mutageni...30

3 DATA: 26/03/2009 Pag. 3 di Prevenzione incendi - Gestione emergenze Biochimica Sierologia Microbiologia Urgenze ANATOMIA PATOLOGICA Operazioni di travaso per lo smaltimento di reflui Uso di prodotti classificati cancerogeni e mutageni Attività di formazione e informazione Ambienti lavorativi, attrezzature, DPC e DPI, controlli tecnici e monitoraggi ambientali Prevenzione incendi - Gestione emergenze Provvedimenti strutturali adottati per la Sala Anatomica SERVIZIO IMMUNOEMATOLOGIA E MEDICINA TRASFUSIONALE (SIMT) Uso di prodotti classificati cancerogeni e mutageni Citofluorimetria - Virologia e Biologia molecolare Prevenzione incendi - Gestione emergenze MEDICINA INTERNA DAY HOSPITAL CONCLUSIONI PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO DOCUMENTI DI RIFERIMENTO...53

4 DATA: 26/03/2009 Pag. 4 di 53 1 Presentazione Il presente documento costituisce l'aggiornamento del documento di valutazione dei rischi redatto ai sensi dell'art. 28 D.Lgs. 81/08, in funzione delle specifiche fornite dal Titolo IX Sostanze Pericolose dello stesso decreto all art L'individuazione preliminare dei rischi é stata condotta con la metodologia dell'inrs (Istituto Nazionale Francese di ricerca sulla sicurezza) illustrata con la seguente pubblicazione: Hiérarchisation des risques potentiels aggiornamento anno Tale metodo è stato già utilizzato in azienda per la valutazione precedente svolta nell anno 2003 e l INRS viene indicato dal Coordinamento delle Regioni e delle Province Autonome come riferimento autorevole nelle Linee Guida Protezione da agenti chimici. Vista l applicabilità del metodo INRS alla realtà della nostra azienda si riconferma la scelta di mantenere l impostazione seguita nella precedente valutazione estendendo la stessa a tutti i reparti del Presidio Ospedaliero (PO) FBF - Oftalmico. La presente valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi é soggetta ad aggiornamento ove si verifichino notevoli mutamenti che potrebbero aver reso superata la valutazione precedente oppure quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne mostrino la necessità.

5 DATA: 26/03/2009 Pag. 5 di 53 2 Premessa normativa La valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori viene effettuata determinando preliminarmente l'eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro e valutando anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di tali agenti, prendendo particolarmente in considerazione: le loro proprietà ; le informazioni sulla salute e sicurezza contenute nelle schede di sicurezza predisposte ai sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successive modifiche; la frequenza e la modalità delle esposizioni; la quantità utilizzate delle sostanze; i valori limite di esposizione professionale; le eventuali conclusioni tratte dalla sorveglianza sanitaria. In aggiunta vengono considerati i seguenti parametri: per i gas anestesiologici i valori limite di esposizione professionale secondo le indicazioni della Deliberazione della Giunta Regionale n 6/47077 del 17/12/1999 Approvazione delle linee guida sulla Prevenzione e Sicurezza nelle Sale Operatorie ; i risultati dei monitoraggi ambientali effettuati; le eventuali conclusioni tratte dalle azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese. Il D.Lgs. 81/08 si applica a tutte le attività in cui siano presenti sostanze ed in particolare sono comprese: la produzione la manipolazione l'immagazzinamento il trasporto o l'eliminazione il trattamento dei rifiuti.

6 DATA: 26/03/2009 Pag. 6 di 53 Gli agenti chimici sono quelli classificati o classificabili come: agenti chimici(art. 222 del D.Lgs. 81/08): tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato ; agenti chimici pericolosi(art. 222 del D.Lgs. 81/08): 1) agenti chimici classificati come sostanze ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modificazioni, nonché gli agenti che corrispondono ai criteri di classificazione come sostanze di cui al predetto decreto. Sono escluse le sostanze solo per l'ambiente; 2) agenti chimici classificati come preparati pericolosi ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2003, n. 65, e successive modificazioni, nonché gli agenti che rispondono ai criteri di classificazione come preparati pericolosi di cui al predetto decreto. Sono esclusi i preparati pericolosi solo per l'ambiente; 3) agenti chimici che, pur non essendo classificabili come pericolosi, in base ai numeri 1) e 2), possono comportare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa di loro proprietà chimico-fisiche, chimiche o tossicologiche e del modo in cui sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, compresi gli agenti chimici cui è stato assegnato un valore limite di esposizione professionale; La pericolosità può essere suddivisa in due tipologie generali individuando tra le frasi di rischio (frasi R) le seguenti caratteristiche degli agenti chimici. Pericolosi per la sicurezza Pericolosi per la salute esplosivi comburenti estremamente infiammabili facilmente infiammabili infiammabili irritanti nocivi tossici sensibilizzanti corrosivi molto tossici cancerogeni mutageni teratogeni

7 DATA: 26/03/2009 Pag. 7 di 53 Conseguentemente, i rischi per la sicurezza intesa come incolumità psicofisica dei lavoratori, derivano sostanzialmente da incidenti, incendi, esplosioni, situazioni di emergenza ecc., mentre i rischi per la salute (intesa come stato di completo benessere fisico mentale e sociale delle persone non consistente solo nell assenza di malattia o di infermità) derivano principalmente dalle modalità di esposizione agli agenti chimici (livello, tipo e durata). Per classificare il rischio di esposizione, come indica il D.Lgs. 81/08 all'art. 224 comma 2 si individuano due categorie: Rischio di esposizione Obblighi BASSO PER LA SICUREZZA E IRRILEVANTE PER LA SALUTE NON BASSO PER LA SICUREZZA E NON IRRILEVANTE PER LA SALUTE Valutazione dei rischi Informazione e formazione Valutazione dei rischi Informazione e formazione Misure specifiche di protezione e prevenzione Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze Sorveglianza sanitaria Per gli agenti cancerogeni e mutageni l analisi svolta con il metodo INRS ha come finalità l individuazione delle modalità di esposizione a prescindere dalla classificazione di rischio finale che, proprio per le caratteristiche di pericolosità senza soglia intrinseche dei prodotti di cui trattasi, configurano un rischio NON basso per la sicurezza e NON irrilevante per la salute dei lavoratori. Per questi agenti chimici è dovuta la compilazione di appositi registri degli esposti da parte del Medico Competente.

8 DATA: 26/03/2009 Pag. 8 di Alcune definizioni importanti Classificazione Definizione Frasi "R" Cancerogeno R 45 - Che provoca il cancro R 49 - Che provoca il cancro per inalazione Mutageno R 46 - Può provocare alterazioni genetiche ereditarie R 47 - Può provocare malformazioni genetiche Teratogeno R 61 - Può danneggiare i bambini non ancora nati

9 DATA: 26/03/2009 Pag. 9 di 53 3 Illustrazione del metodo INRS 3.1 La valutazione preliminare La valutazione preliminare, definita nel documento gerarchizzazione dei rischi, richiede le seguenti fasi operative: 1. classificazione degli agenti impiegati secondo le frasi di rischio, applicando, per ciascun prodotto, il seguente schema: Classe di pericolo Frasi di rischio Frase "R" I PRODOTTI CHE NON HANNO FRASI DI RISCHIO II IRRITANTI R 36 - R 37 - R 38 III NOCIVI R 20 - R 21 - R 22 IV V TOSSICI, SENSIBILIZZANTI, CORROSIVI MOLTO TOSSICI, CANCEROGENI, TERATOGENI R 23 - R 24 - R 25 - R 29 - R 31 - R 34 - R 35 - R 40 - R 41 - R 42 - R 43 R 26 - R 27 - R 28 - R 32 - R 33 - R 39 - R 45 - R 46 - R 47 - R 48 - R 49 - R 60 - R 61 - R 62 - R 63 - R attribuzione, per ciascun prodotto, di una classe di frequenza di impiego, secondo lo schema seguente: Classe di frequenza Frequenza d'impiego I OCCASIONALE Qualche giorno all anno II III PUNTUALE DISCONTINUA Qualche giorno al mese o qualche settimana all'anno Qualche giorno alla settimana o qualche mese per anno IV CONTINUA Tutti i giorni di tutto l anno

10 DATA: 26/03/2009 Pag. 10 di L'attribuzione di una classe di quantità, secondo il seguente algoritmo: schema Classe di quantità Valutazione di quantità I II III IV V Trascurabile Debole Media Importante Molto importante Le classi di quantità non sono predefinite nel documento citato ma si prescrive di calibrare l'estensione delle classi, a partire dalla quantità più elevata di agente chimico presente o impiegato. 4. Il metodo richiede la determinazione di una classe di esposizione potenziale, come segue: Classe di quantità I II III IV V Classe di frequenza I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV Classe di esposizione potenziale I I I I II II II II III III III IV III IV IV V IV V V V

11 DATA: 26/03/2009 Pag. 11 di Infine, procede alla determinazione della "classe di priorità" per l'effettuazione della valutazione approfondita, incrociando le classi di pericolo e di esposizione potenziale secondo la tabella che segue: Classe di pericolo V IV III II I I II III IV V Legenda: Classe di esposizione potenziale A priorità alta (da 1 a 7) B priorità intermedia (da 8 a 18) C priorità moderata (da 19 a 25)

12 DATA: 26/03/2009 Pag. 12 di 53 Il metodo esegue così indirettamente una stima teorica del rischio per gruppi omogenei di lavoratori. Attraverso la categoria di rischio potenziale in cui ciascun prodotto chimico si trova collocato, il metodo INRS indica le priorità di effettuazione delle valutazioni approfondite, laddove possibile anche mediante misure ambientali. Inoltre da indicazioni: sulle priorità da seguire per l adozione di misure tecniche, organizzative e procedurali specifiche per la salute e la sicurezza dei lavoratori sulle modalità di svolgimento della sorveglianza sanitaria da parte del Medico competente. 3.2 Rappresentazione schematica del pericolo e del rischio 3.3 Le informazioni da raccogliere Per applicare il metodo INRS di stima preliminare del rischio e successivamente effettuare la valutazione completa, é dunque necessario raccogliere le seguenti informazioni: Elenco di tutti gli agenti chimici pericolosi impiegati. Definizione dei quantitativi di agenti chimici utilizzati, in termini di quantità per anno e quantità per singola manipolazione. Per ciascun agente chimico, classificazione di pericolo: etichettatura, frasi di rischio. Per ciascun agente chimico, frequenza di impiego.

13 Pag. 13 di 53 4 Illustrazione del metodo per la Valutazione dettagliata del rischio La valutazione di dettaglio deve portare ad identificare l'effettivo livello di esposizione al rischio dei lavoratori. Occorre quindi valutare il rischio in tutte le fasi operative (normali/manutenzione/emergenza), definire le misure specifiche di riduzione del rischio, la necessità di sorveglianza sanitaria ed eventualmente il monitoraggio ambientale e, quando possibile, personale. Scopo della valutazione di dettaglio é comunque far si che il rischio residuo sia portato al minimo possibile e in ogni caso comportante un'esposizione al di sotto dei valori limite di esposizione professionale. Come detto con riferimento alle situazioni straordinarie e di emergenza può essere opportuno analizzare tutte le cause che possono portare ad una situazione di rischio per l'operatore. Nei casi più semplici si tratta di considerare nel dettaglio tutte le misure adottate in Azienda, per verificare eventuali possibilità di miglioramento e, comunque prendere in considerazione almeno quelle previste dalla legge per il rischio di esposizione NON basso per la sicurezza e NON irrilevante per la salute. Ai fini della valutazione definitiva occorre anche considerare: il n degli infortuni verificatisi negli anni precedenti (nella statistica degli infortuni dal 1999 ad oggi in azienda non sono presenti significativi infortuni coinvolgenti sostanze chimiche); le eventuali carenze strutturali, impiantistiche o di attrezzature (assenza di cappe aspirate sotto le quali svolgere alcune operazioni più, mancanza di idonei piani di lavoro, etc.); l'assenza o l'inadeguatezza o l'uso improprio dei DPI; i livelli di informazione, formazione e addestramento dei lavoratori. Al termine dell'analisi, una volta intraprese tutte le misure di eliminazione o riduzione del rischio, occorre procedere alla rivalutazione del rischio residuo, al fine anche di valutare l'efficacia di tali misure. 4.1 Adempimenti specifici Misure per la riduzione del rischio I rischi derivanti da agenti chimici pericolosi devono essere eliminati o ridotti al minimo mediante le seguenti misure indicate dall art. 224 del D.Lgs. 81/08: a) progettazione e organizzazione dei sistemi di lavorazione sul luogo di lavoro;

14 Pag. 14 di 53 b) fornitura di attrezzature idonee per il lavoro specifico e relative procedure di manutenzione adeguate; c) riduzione al minimo del numero di lavoratori che sono o potrebbero essere esposti; d) riduzione al minimo della durata e dell'intensità dell'esposizione; e) misure igieniche adeguate; f) riduzione al minimo della quantità di agenti presenti sul luogo di lavoro in funzione delle necessità della lavorazione; g) metodi di lavoro appropriati comprese le disposizioni che garantiscono la sicurezza nella manipolazione, nell'immagazzinamento e nel trasporto sul luogo di lavoro di agenti chimici pericolosi nonché dei rifiuti che contengono detti agenti chimici. Una volta valutato il rischio di esposizione ad agenti pericolosi come basso per la sicurezza e irrilevante per la salute, le misure di sopra sono ritenute sufficienti a ridurre il rischio, e non si applicano le disposizioni degli articoli 225, 226, 229, 230 del decreto Obblighi in presenza di cancerogeni e mutageni In presenza di agenti cancerogeni e mutageni deve essere prevista la sostituzione o la riduzione nell utilizzo degli stessi. In particolare, l art. 235 del D.Lgs. 81/08 obbliga alla sostituzione, se tecnicamente possibile, con una sostanza o un preparato o un procedimento che nelle condizioni in cui viene utilizzato non risulti nocivo o risulti meno nocivo per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Quando non è tecnicamente possibile sostituire l'agente cancerogeno o mutageno occorre provvedere affinché l'agente cancerogeno o mutageno venga utilizzato in un sistema chiuso purché tecnicamente possibile. Se anche il ricorso ad un sistema chiuso non è tecnicamente possibile occorre comunque ridurre il livello di esposizione dei lavoratori al più basso valore tecnicamente possibile, senza superare il valore limite dell'agente stabilito nell'allegato XLIII del decreto. E' dunque prioritario determinare se sussiste l effettiva impossibilità di sostituire tali prodotti e solo in tal caso, dopo aver documentato i tentativi fatti, attuare una serie di altri interventi per ridurre il livello di esposizione al più basso valore possibile tra i quali si segnalano: 1. gli interventi specifici di formazione del personale; 2. la minimizzazione del numero degli esposti; 3. la comunicazione dei nominativi di questi soggetti al Medico Competente per soddisfare l'obbligo dell'iscrizione nell'apposito registro degli esposti a cancerogeni e mutageni.

15 Pag. 15 di Monitoraggio degli agenti pericolosi Il Datore di Lavoro effettua, salvo che non possa dimostrare con altri mezzi il conseguimento di un adeguato livello di sicurezza, periodiche misurazioni degli agenti che possono comportare un rischio per i lavoratori e le confronta con i valori limite di esposizione professionale. Le misurazioni non devono essere intese come misure specifiche di riduzione del rischio, ma costituire la prova dell'efficacia delle misure stesse Sorveglianza sanitaria Il D.Lgs. 81/08 individua l'obbligo di sorveglianza sanitaria per il personale il cui livello di esposizione ad agenti chimici pericolosi sia considerato NON basso per la sicurezza e NON irrilevante per la salute. Il monitoraggio biologico è obbligatorio per i lavoratori esposti agli agenti per i quali è stato fissato un valore limite biologico. Dei risultati di tale monitoraggio viene informato il lavoratore interessato. I risultati di tale monitoraggio, in forma anonima, vengono comunicati ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori da parte del Medico Competente nel corso della riunione periodica. Per i cancerogeni ed i mutageni, é prevista la tenuta a cura del Medico Competente di uno specifico registro degli esposti Comportamenti da tenere in emergenza Per quanto attiene agli aspetti legati alla gestione dell'emergenza, occorre verificare l esistenza e l applicabilità del Piano di Emergenza e delle Procedure di Sicurezza per quei prodotti che a seguito dell analisi presentino un valore di rischio NON basso per la sicurezza e NON irrilevante per la salute Attività di formazione e informazione Le attività di formazione e informazione sono sempre obbligatorie per tutti i lavoratori. Tra le informazioni che vengono fornite nell'ambito della formazione rientrano le caratteristiche tossicologiche delle sostanze impiegate e la descrizione delle Procedure di Sicurezza che fissano le corrette modalità di impiego per le sostanze a pericolosità significativa.

16 Pag. 16 di 53 5 Significato degli indici di rischio e applicazione alla realtà ospedaliera 5.1 Rischio di esposizione basso per la sicurezza e irrilevante per la salute o meno, per ogni agente chimico In base all'indice calcolato il Datore di Lavoro definisce il rischio di esposizione basso per la sicurezza e irrilevante per la salute o meno. Il metodo INRS restituisce 3 livelli di rischio per ogni agente chimico. A Rischio alto (da 1 a 7) B Rischio intermedio (da 8 a 18) C Rischio basso (da 19 a 25) Per la nostra azienda in particolare si è fatta la scelta, ampiamente conservativa ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori, di unire i livelli di rischio intermedio e alto facendoli convergere in un unico livello di rischio definito come NON basso per la sicurezza e NON irrilevante per la salute definizione prevista dal TU D.Lgs. 81/08. Va notato tuttavia che l'impiego di dispositivi di protezione individuali e collettivi, l adozione di Procedure di Sicurezza, l informazione, la formazione e l addestramento, (misure tutte adottate nella nostra realtà aziendale) non influenzano, nell'algoritmo impiegato, la determinazione del livello di rischio calcolato. Stante le premesse, si conclude quindi che, per un principio generale di massima cautela, i livelli calcolati risultano come detto per la nostra realtà, ampiamente conservativi ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori. Pertanto i livelli di rischio proposti per la valutazione preliminare, per ogni agente chimico, sono: A + B Rischio NON Basso per la sicurezza NON irrilevante per la salute (da 1 a 18) C Rischio basso per la sicurezza irrilevante per la salute (da 19 a 25)

17 Pag. 17 di Rischio di esposizione basso per la sicurezza e irrilevante per la salute o meno, per Reparto o Settore. Il metodo INRS permette inoltre di correlare tra di loro i rischi chimici presenti nei vari Reparti e quindi di elaborare una graduatoria di Rischio valutando per ogni Reparto o Settore di reparto un indice denominato Rischio potenziale di Reparto e Rischio potenziale di Settore. Il rischio presente in un determinato Reparto o Settore potrà essere dichiarato basso per la sicurezza e irrilevante per la salute solo se soddisferà alle seguenti due condizioni 1. Rischio potenziale di Reparto < 2 % del Rischio potenziale cumulativo di Presidio. 2. Rischio per ogni agente chimico > 18

18 Pag. 18 di 53 6 Valutazione preliminare per il P.O. FBF - Oftalmico eseguita con il metodo I.N.R.S. 6.1 Gerarchizzazione del rischio chimico Di seguito si riassumono le fasi operative previste dall'algoritmo di gerarchizzazione sviluppato dall'istituto Francese INRS: a. Classificazione degli agenti impiegati in "classi di pericolo" secondo le frasi di rischio per ciascun prodotto b. Individuazione della classe di frequenza di impiego per ciascun prodotto c. Attribuzione di una classe di quantità per ciascun prodotto Classe di quantità Valutazione di quantità Quantità utilizzata per manipolazione I TRASCURABILE Fino a 850 g ml cc II DEBOLE Fino a 2,25 Kg - 2,25 l cc III MEDIA Fino a 6 Kg - 6 l cc IV IMPORTANTE Fino a 16,5 Kg - 16,5 l cc V MOLTO IMPORTANTE Oltre 16,5 Kg - 16,5 l cc d. Determinazione di una classe di esposizione potenziale, definita in base alla classe di quantità e alla classe di frequenza e. Determinazione numerica del "livello di rischio" Applicando il modello ai prodotti impiegati nei vari reparti e servizi del presidio si ottengono due risultati. 1. Indicazione del livello di rischio rapportato all impiego di ogni agente chimico pericoloso rappresentato mediante tabelle predisposte per ogni reparto e servizio del presidio. (Vedi allegato 1) 2. Correlazione tra i livelli di rischio totali derivanti dall impiego degli agenti chimici pericolosi nei diversi reparti e servizi del presidio, ovvero gerarchizzazione percentuale del rischio con conseguente individuazione dei reparti a maggior rischio valutato.

19 Pag. 19 di 53 Per quanto riguarda il punto 2, utilizzando le due seguenti funzioni matematiche: F(D) = 10 (classe pericolo -1) e G(E) = 3,16 (esposizione potenziale -1) applicate ad ogni singolo agente chimico, si ottiene il valore numerico del suo Rischio potenziale ottenuto come prodotto di Rischio potenziale = F(D) x G(E). La sommatoria dei Rischi potenziali produce il Rischio potenziale cumulativo Rischio potenziale cumulativo = Σ (F(D) x G(E)) Tale Rischio potenziale cumulativo è un indice numerico indicatore del rischio chimico complessivo dell intero Presidio FBF. Rapportando il Rischio potenziale di ogni agente chimico con il Rischio potenziale cumulativo, si ottiene il rischio potenziale % di ogni agente chimico. La sommatoria darà ovviamente il valore 100 %. Sommando i Rischi potenziali degli agenti chimici utilizzati nei singoli Reparti o Settori di reparto si ottengono i Rischio potenziale di Reparto e se del caso, come sottoinsieme i Rischio potenziale di Settore. In tal modo, come secondo risultato si determina la:

20 Pag. 20 di 53 7 Risultati della valutazione preliminare 7.1 Correlazione tra livelli di rischio totali derivanti dall impiego degli agenti chimici pericolosi nei diversi reparti e servizi La correlazione viene riassunta nelle tabelle seguenti. L individuazione dei reparti valutati a maggior rischio viene riportata in ordinamento decrescente riferendosi direttamente ai valori percentuali di Rischio potenziale cumulativo di reparto. Per la U.O. SMeL (Laboratorio Analisi) del presidio, l organizzazione prevede che il personale svolga le attività lavorative in 5 distinti settori per le quali sono stati calcolati singolarmente i rischi potenziali di ogni settore, a cui occorre fare riferimento per la gerarchizzazione del rischio di esposizione. Si procede allo stesso modo anche per il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale (SIMT) la cui organizzazione però, prevede 3 distinti settori e per la Medicina Nucleare che ne prevede 2. Reparto Rischio potenziale cumulativo di reparto Σ(F(D)*G(E)) Rischio potenziale cumulativo di reparto % Settore Rischio potenziale cumulativo di settore Σ(F(D)*G(E)) Rischio potenziale cumulativo di settore % Biochimica ,68% SMeL ,50% SIMT ,22% Sierologia ,82% Microbiologia ,52% Urgenze ,37% Proteine ,10% Citofluorometria ,86% Virologia e Biologia molecolare ,77% Immunoematologia ,58% Medicina Nucleare % Diagnostica in Vivo ,33% Diagnostica in Vitro ,32% Dalla valutazione sono stati esclusi tutti gli agenti chimici che vengono utilizzati in circuito chiuso. 1 1 Ai fini di una corretta interpretazione degli indici di rischio potenziale di reparto o di settore, è importante tener conto della presenza di apparecchiature e/o analizzatori automatici che consentono la NON MANIPOLAZIONE diretta di agenti chimici utilizzando ad esempio sistemi di analisi a circuito chiuso. (Si vedano le ulteriori considerazioni svolte nel paragrafo Risultati e valutazione dettagliata del rischio chimico ).

21 Pag. 21 di 53 Occorre precisare che nel mese di Ottobre 2008, sono state sostituite alcune apparecchiature nella U.O. SMeL nei settori di Biochimica e Urgenze e al SIMT. Per la maggior parte dei prodotti utilizzati non si sono riscontrate sostituzioni (in pratica le apparecchiature di nuova installazione continuano ad utilizzare gli stessi prodotti). Ovviamente, per i pochi prodotti chimici che sono stati sostituiti, la presente valutazione dovrà essere aggiornata nel corso del Al fine di comporre un quadro valutativo del rischio chimico nell intero presidio, mettendo in relazione tra di loro i vari reparti, si sono valutate con un primo esame iniziale (esame a campione e non esaustivo) le schede di sicurezza dei nuovi prodotti forniti in seguito alle sostituzioni citate. Nella tabella sottostante si riportano gli indici percentuali di Rischio potenziale cumulativo di reparto per tutti i reparti e servizi restanti che non operano in settori. Reparto Rischio potenziale cumulativo di reparto Σ(F(D)*G(E)) Rischio potenziale cumulativo di reparto % Anatomia Patologica ,81% Medicina Interna Day Hospital ,46% Radiologia FBF ,83% Pronto Soccorso FBF ,43% Cardiologia degenza ,29% Riabilitazione degenza ,73% Medicina Pneumologica degenza ,65% Urologia degenza ,57% Emodialisi e Nefrologia ,57% Medicina Interna degenza ,57% DEA-Camera operatoria ,56% Gruppo Operatorio Oftalmico ,56% Urologia Camera Operatoria ,56% Chirurgia I degenza ,56% Ortopedia e Traumatologia degenza ,56% Rianimazione degenza ,49% Gastro/E.D.Amb ,49% Day Surgery ,48% Oncologia degenza ,48% Poliambulatorio 1 FBF ,48% Oncologia Hospice ,48% Chirurgia Plastica degenza ,41% Urol Sala Endoscopica ,41% Neurochirurgia degenza ,40% Medicina d'urgenza degenza ,33% Otorinolaringoiatria degenza ,33% Pediatria degenza ,33% Psichiatria degenza ,33%

22 Pag. 22 di 53 Reparto Rischio potenziale cumulativo di reparto Σ(F(D)*G(E)) Rischio potenziale cumulativo di reparto % Oncologia Day Hospital ,32% Medicina Pneumologica Amb. e D.H ,32% Chirurgia Vascolare degenza ,25% Medicina Interna Amb. Ecografia ,24% Pronto Soccorso Oculistico ,24% S.O. Neurochirurgia ,24% Oculistica I e II degenza ,24% Ambulatorio Stomizzati CH ,17% Servizio Prelievi FBF ,17% Diabetologia Ambulatorio ,16% Otorinolaringoiatria Videoendo ,16% Camera Mortuaria FBF ,16% Cardiologia Elettrofisiologia ,16% CREI Ambulatorio ,16% Pediatria Ambulatorio ,09% Pediatria Day Hospital ,09% S.O. Chirurgia Plastica ,08% Riabilitazione Ambulatorio ,08% Oculistica I e II Ambulatorio ,08% Radiologia Pronto Soccorso FBF ,08% Urologia Ambulatorio 10 0,00% Come prima indicazione di massima, in base all'indice calcolato vengono definiti a rischio di esposizione basso per la sicurezza e irrilevante per la salute tutti i reparti e i servizi che non superano la soglia del 2% di Rischio potenziale cumulativo di reparto. Per questi reparti si dovrà comunque prestare attenzione alla stima di rischio calcolato per i prodotti e le sostanze i cui valori sono compresi tra 1 e 18. (Vedi par. 7.2 e allegato 1).

23 Pag. 23 di Livello di rischio rapportato all impiego di ogni agente chimico pericoloso per ogni reparto e servizio (vedi allegato 1). Al fine di evidenziare la stima del rischio relativo all impiego di ciascuna sostanza o prodotto, per ogni reparto o servizio del presidio è stato predisposto un apposito foglio di calcolo in Excel. Da questo foglio con successiva elaborazione è stato predisposti l allegato 1 del presente DVR. All allegato 1 occorre riferirsi per l individuazione di quei prodotti che possono presentare dei rischi di manipolazione nel proprio reparto, anche in quei reparti (o servizi) che sono stati classificati a rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute non superando essi stessi la citata soglia del 2%. In buona sostanza, anche nei reparti classificati a rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute alcuni singoli prodotti possono presentare stime di rischio calcolato degne di attenzione da parte del personale.

24 Pag. 24 di 53 8 Risultati e valutazione dettagliata Basandosi sui risultati ottenuti dalla valutazione preliminare mediante l'applicazione del metodo INRS, si procede ad effettuare una valutazione dettagliata per quei reparti e settori elencati nella tabella seguente che, superando la soglia fissata del 2% di rischio potenziale cumulativo vengono classificati a rischio NON BASSO PER LA SICUREZZA - NON IRRILEVANTE PER LA SALUTE. Reparto Rischio potenziale cumulativo di reparto % SMeL 37,50% Anatomia Patologica 20,81% SIMT 19,22% Medicina Interna Day Hospital 2,46% Inoltre con l analisi di dettaglio si provvede alla valutazione delle modalità di impiego per una categoria di prodotti di uso domestico. 8.1 Osservazioni preliminari valide per tutti i reparti dell azienda In merito alle diverse modalità di esposizione Per i reparti presi in esame si considerano le seguenti modalità di esposizione professionale ad agenti chimici pericolosi: per ingestione per contatto per inalazione La modalità per ingestione intesa come assunzione volontaria di prodotti chimici, non viene presa in considerazione come concreta possibilità di avvenimento in quanto, da questa analisi sono esclusi i gesti di natura autolesiva, e per quanto attiene all ingestione di prodotti chimici veicolata da alimenti contaminati, risultando ben noto e conosciuto a tutto il personale il divieto di consumare alimenti in aree di lavoro ed in particolare nei laboratori, si considera molto bassa la probabilità di accadimento. In merito all esposizione per contatto della cute, delle mucose e degli occhi si osserva che la stessa è facilmente contrastabile in quanto sono disponibili in azienda efficaci Dispositivi di Protezione Individuali (DPI), il cui impiego è reso obbligatorio dalle Procedure di Sicurezza.

25 Pag. 25 di 53 In generale riferendosi all esposizione per inalazione si osserva che resta la più subdola tra le modalità descritte, in quanto legata quasi esclusivamente a sostanze allo stato liquido, alcune delle quali evaporano senza emettere odori particolarmente sgradevoli e quindi non producono un effetto di attenzione da parte dei lavoratori. In merito al contenimento dell esposizione inalatoria, quando richiesto dalla tipologia di attività e di prodotti manipolati, la protezione dei lavoratori è attuata mediante l uso di: Dispositivi di Protezione Collettiva (DPC) quali cappe chimiche e sistemi meccanici di aspirazione/ventilazione in grado di offrire adeguati ricambi di aria nei locali; Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) specifici quali maschere facciali filtranti di diverse tipologie e capacità di filtrazione (FFP1, 2, 3, A1P1). Per conoscere quali prodotti sono stati classificati pericolosi per inalazione occorre riferirsi alle apposite tabelle allegate denominate PRODOTTI A RISCHIO INALATORIO che sono state predisposte per ogni singolo reparto. (Vedi allegato 2) Provvedimenti generali adottati per la riduzione del rischio chimico Nell ambito della gestione del rischio chimico, in particolare per i laboratori del presidio FBF - Oftalmico (SMeL, Anatomia Patologica e SIMT) sono stati adottati i seguenti provvedimenti: a. razionalizzazione degli ambienti in base ai diversi processi lavorativi con implementazione di attrezzature e materiali adeguati; b. adozione di appropriate misure di protezione collettiva alla fonte del rischio; c. assegnazione di idonei dispositivi di protezione individuale; d. esecuzione periodica di monitoraggi ambientali. e. recente revisione del piano di emergenza relativa alla presenza di prodotti infiammabili e pericolosi. Più in generale, sono stati adottati anche altri provvedimenti a valenza aziendale: esecuzione di manutenzioni periodiche e sostituzione dei filtri delle cappe; sorveglianza sanitaria dei lavoratori; informazione e formazione degli operatori Procedure di Sicurezza aziendali (PRAOS) Nello specifico per questa tipologia di rischio, in azienda sono state predisposte e adottate le seguenti Procedure di Sicurezza:

26 Pag. 26 di 53 N 7 La prevenzione nell uso di detergenti, disinfettanti e sterilizzanti N 9 La prevenzione del rischio piombo N 14 Impiego di sostanze infiammabili N 16 Norme di prevenzione per addetti alla pulizia nei reparti e servizi N 23 Uso delle cappe per formaldeide e glutaraldeide N 28 Procedure per la riduzione del rischio nell uso di prodotti chimici di laboratorio N 29 Uso di prodotti contenenti sodio azide N 30 Uso di prodotti contenenti mertiolato N 40 Gestione del rischio chimico - Frasi di rischio R e consigli di prudenza S N 42 Impiego del prodotto ROSSO CONGO N 43 Impiego del CRIOSTATO N 44 Norme di sicurezza nell impiego dell apparecchiatura ETD per la pulizia dei fibroscopi Olympus N 47 Impiego del prodotto Xilene N 48 Impiego del prodotto Cromo Triossido N 49 Impiego del prodotto Diamminobenzidina. N 54 Procedure per l impiego in sicurezza dell Azoto liquido. N 63 Impiego del prodotto Etidio Bromuro N 65 Impiego del prodotto Taski DS 1000 per la sanificazione degli ambienti N 67 Pulizia e disinfezione delle macchine per emodialisi N 70 Norme per interventi di disinfestazione N 72 Impiego del kit HINNO-LiPA HCV II N 74 Impiego di Violetto Cristalli N 76 Impiego di Fucsina acida N 81 Trattamento di campioni tissutali conservati in formalina N 82 Modalità di comportamento da seguire in caso di contaminazione oculare con sostanze infette o potenzialmente tali N 85 Modalità di conservazione in sicurezza di prodotti chimici pericolosi N 87 Impiego del prodotto ipoclorito di sodio (candeggina) Come tutte le Procedure di Sicurezza (PRAOS) predisposte dal SPP, anche queste che si riferiscono al rischio chimico, sono state distribuite ai Dirigenti e ai Preposti. Le PRAOS sono anche disponibili per la consultazione sul sito internet aziendale al link Sicurezza sul lavoro Gestione emergenze - Conservazione sostanze - Prevenzione incendi Contestualmente all aggiornamento del Piano di Emergenza (PE) del presidio FBF - Oftalmico avvenuto con delibera n. 672 del sono state revisionate le procedure per la gestione dell emergenza e per la corretta conservazione delle sostanze infiammabili e detenute nei laboratori. Il controllo per l applicazione corretta delle PRAOS n 14 e n 85 è demandato al Dirigente ed al Preposto. Nelle successive considerazioni, per le 4 UU.OO. sottoposte a valutazione di dettaglio, vengono analizzate le dotazioni concernenti la prevenzione degli incendi, l'illuminazione di emergenza e la condizione delle uscite di sicurezza Misure tecniche Con riferimento alle misure indicate nell art. 238 del D.Lgs. 81/08, in particolare per l Anatomia Patologica e per il SIMT si rileva che la condizione attuale degli spogliatoi destinati al personale non è idonea e rappresenta una seria criticità. (Vedi cap. 10

27 Pag. 27 di 53 Provvedimenti da attuare ) In tutti gli ambienti di lavoro dell A.O. è vietato assumere cibi e bevande, fumare, conservare cibi destinati al consumo, usare pipette a bocca e applicare cosmetici Attività di formazione e informazione Per tutti i Dirigenti e i Preposti dell'azienda nel corso dell'anno 1999 è stato erogato un corso di formazione di 16 ore complessive sulle tematiche della sicurezza e della prevenzione dei rischi presenti nell'attività ospedaliera, compreso il rischio chimico, al quale è stato dedicato un congruo numero di ore. La formazione è stata ripetuta nel Con percorsi separati sono state erogate 12 ore, sia per i dirigenti sia per i preposti dell'azienda ed i corsi sono stati organizzati in modo da sviluppare le seguenti tematiche: Compiti - Funzioni - Strumenti di lavoro Aspetti giuridici Aspetti gestionali ed organizzativi Scopo di questa formazione è quello di fornire alle funzioni di responsabilità e di coordinamento, conoscenze e strumenti sufficienti perché, nell ambito delle proprie competenze ciascuno operi attivamente come componente fondamentale e diventi formatore dei propri collaboratori. Per gli operatori, la formazione sul rischio chimico ha avuto inizio nel 1999/2000 mediante un corso erogato al personale appartenente all'area dei laboratori, quando anche il servizio di Anatomia Patologica era collocato funzionalmente nel dipartimento di Patologia Clinica. Successivamente i corsi sulla prevenzione del rischio chimico sono stati inseriti in forma stabile nel progetto Lavorare in sicurezza e in particolare per i laboratori (SMeL, Anatomia Patologica e SIMT) si è riscontrata una significativa partecipazione del personale medico e tecnico Controlli tecnici Tramite affidamento a ditte specializzate con appositi contratti di manutenzione sono effettuati i seguenti controlli tecnici periodici: funzionalità, aspirazioni e portata d'aria delle cappe; sostituzione programmata dei filtri delle cappe; efficienza dei dispositivi antincendio; Misure organizzative di protezione alla fonte del rischio Nelle UU.OO. classificate a rischio NON BASSO PER LA SICUREZZA - NON IRRILEVANTE PER LA SALUTE sono state adottate le seguenti misure:

28 Pag. 28 di 53 riduzione della superficie a pelo libero dei liquidi in lavorazione; riduzione delle quantità dei prodotti in gioco; minimizzazione del numero di operatori presenti; procedure specifiche di lavoro; misure di igiene personale per i lavoratori Sorveglianza sanitaria dei lavoratori Tutti gli operatori sono sottoposti a sorveglianza sanitaria secondo un programma predisposto dal Medico Competente (vedi DVR Generale Introduttivo allegato). 8.2 Prodotti di uso domestico e relativa valutazione Dall analisi preliminare si rileva che nei reparti e servizi del presidio vengono impiegati i prodotti sotto elencati di uso domestico destinati alla pulizia delle superfici, delle stoviglie e delle suppellettili: LAV BAR (detergente liquido per lavastoviglie industriale) BLU INOX (detergente per acciaio) FULMITEX INSETTICIDA SPRAY (per mosche e zanzare) BLU CREMA AMMONIACALE (tipo CIF) TASKI CALCACID W3 DISINCROSTANTE BLU VETRI (tipo VETRIL) DECS AMBIENTE SUMA SCALE D5.2 (disincrostante per lavastoviglie) Per tutti questi prodotti che presentano una stima di rischio compresa tra 14 e 18 si possono formulare le seguenti osservazioni: le frasi di rischio dedotte dalle singole schede di sicurezza, non si riferiscono mai a potenzialità dannose in grado di agire per inalazione, ma esclusivamente per contatto con la cute e con gli occhi; le modalità di impiego di questi prodotti prevedono o una forte diluizione in acqua, o il diretto inserimento nel dispensatore degli elettrodomestici di reparto. In conseguenza di ciò, escludendo la via dell ingestione per i motivi già esposti, l esposizione del personale si circoscrive all eventualità di contatti con la cute, le mucose e gli occhi per proiezioni di liquidi o di polveri.

29 Pag. 29 di 53 Pertanto per questa serie di prodotti, si considerano adeguati i DPI specifici per la cute e per gli occhi sotto elencati già previsti dalle Procedure di Sicurezza (PRAOS) di cui l azienda si è dotata che risultano presenti e disponibili nei diversi reparti: divise da lavoro, sovracamici, grembiuli guanti (di diverse tipologie) mascherine occhiali con protezione laterale Si conferma comunque l obbligo dell impiego dei DPI indicati in quanto misura sufficiente ai fini della protezione dell operatore. Si ricorda che per questi prodotti comunque NON sono consentite operazioni di travaso e qualora eccezionalmente ciò fosse necessario, oltre all uso di DPI dovranno essere adottate tutte le cautele del caso a seconda delle circostanze, e dovrà essere mantenuta la corrispondenza dell etichettatura sui contenitori primari e secondari. 8.3 Servizio di Medicina di Laboratorio (SMeL) Il DVR di reparto è stato aggiornato a seguito di sopralluogo effettuato in data 24 gennaio 2008 alla presenza del RSPP Mauro Bolchi, del M.C. Massimiliano Della Torre, degli ASPP Paola Caruso e Sonia Cavenago, degli RLS Giancarlo Marcante e Dario Nicolai, il dirigente Mariella Saudelli, il capotecnico Ivo Rizzardi e l'operatore Giuliano Patruno. Per il Laboratorio Analisi del presidio FBF - Oftalmico l indice di Rischio potenziale cumulativo di reparto è risultato pari al % così suddiviso tra i 5 settori. Settore Rischio potenziale cumulativo di settore % Biochimica 18,68% Sierologia 12,82% Microbiologia 3,52% Urgenze 2,37% Proteine 0,10% Il settore Proteine viene valutato a rischio di esposizione basso per la sicurezza e irrilevante per la salute in quanto non supera la soglia del 2% di Rischio potenziale cumulativo di settore. Inoltre, i 3 prodotti che presentano un indice di rischio pari a 18 risultano Nocivi per ingestione e quindi rientrano nelle considerazione svolte al par Per questo settore pertanto non si procede alla valutazione di dettaglio.

30 Pag. 30 di Cancerogeni e mutageni Dalle indagini svolte risulta che presso l U.O. SMeL vengono impiegati 2 prodotti classificati cancerogeni (vedere a riguardo le successive considerazioni di dettaglio ai paragrafi e 8.5.4). Si richiede al Direttore dello SMeL di procedere tempestivamente al tentativo di sostituzione ed in caso ciò non fosse realizzabile si faccia riferimento al par Obblighi in presenza di cancerogeni e mutageni per la sequenza dei provvedimenti da attuare a tutela dei lavoratori Prevenzione incendi - Gestione emergenze Rispetto a quanto indicato al par si rileva che sono state realizzate opere strutturali ed impiantistiche specifiche per la prevenzione degli incendi come la compartimentazione degli ambienti e l installazione di porte REI. Sono presenti lampade autoalimentate per l'illuminazione di sicurezza e la segnaletica di sicurezza risulta completa. L'illuminazione ordinaria è garantita dai gruppi elettrogeni presenti nel presidio. Si riscontra la presenza di un impianto di rilevazione incendi locale Biochimica Con riferimento agli indici rinvenenti dalla valutazione preliminare, dall allegato 1 si rileva che in Biochimica i prodotti utilizzati che presentano una stima di rischio compresa tra 8 e 18 sono 40. Occorre precisare quanto segue: La maggior parte delle analisi di laboratorio vengono eseguite in modalità automatica o semiautomatica da apparecchiature di laboratorio e poche sono le metodiche manuali svolte dal personale; I reagenti, le soluzioni di lavaggio e di calibrazione sono forniti e conservati in contenitori chiusi ermeticamente che consentono la tenuta; I prodotti vengono utilizzati in quantità molto ridotte (in molti casi nell ordine di pochi µl alla volta), quantità per le quali è praticamente impossibile (risulta difficile) determinare quale sia la frazione respirabile derivante dall eventuale sospensione; I reflui provenienti dalle apparecchiature di analisi sono convogliati direttamente dalle apparecchiature in bidoni di raccolta di materiale plastico resistente agli acidi e sono dotati di tappo a vite a tenuta; Tali reflui finali risultano composti da prodotti miscibili tra loro stessi e vengono smaltiti senza alcuna operazione di travaso. Al fine di una corretta valutazione dettagliata del rischio chimico occorre tener conto quindi delle condizioni di LIMITATA esposizione per le precisazioni sopra esposte

31 Pag. 31 di 53 presente in questo settore dell U.O. SMeL. Sostanzialmente, il rischio di esposizione per il personale è più che altro riconducibile al verificarsi di eventi accidentali sopraggiungenti: durante le fasi di inserimento dei prodotti nelle apparecchiature non automatiche o semiautomatiche, o durante l effettuazione di esami manuali (quando sono in gioco piccole quantità di prodotto); durante le fasi di smaltimento. Così, per un sempre valido principio di cautela, tanto nelle operazioni di caricamento che di smaltimento, si conferma l obbligo di utilizzo dei DPI sotto indicati in quanto gli stessi rappresentano una misura sufficiente ai fini della protezione dell operatore. divise da lavoro camici in tnt guanti (di diverse tipologie in vinile, latice, gomma) mascherine di tipo chirurgico con visiera maschere facciali grado FFP3 occhiali paraspruzzi con protezione laterale In particolare, per quei prodotti ricompresi nell allegato 2 (in grado di agire anche per inalazione ) occorre porre massima attenzione durante l uso di pipette nell espletamento delle operazioni di travaso in microcoppe o provette. Vista la particolare modalità di esposizione degli agenti chimici pericolosi per inalazione, oltre a tutti gli altri DPI già indicati è reso OBBIGATORIO anche l impiego di maschere FFP3 quando la stima del rischio riportata nell allegato 2 è compresa tra i valori 8 e 18. Ciò in relazione al fatto che per le modalità di lavoro non risulta agevole e percorribile l ipotesi di operare sotto cappa aspirante. Questa semplice misura tecnica, è giudicata sufficiente a garantire la protezione degli operatori Sierologia Con riferimento agli indici rinvenenti dalla valutazione preliminare, dall allegato 1 si rileva che in Sierologia i prodotti utilizzati che presentano una stima di rischio compresa tra 8 e 18 sono 19. A differenza del settore Biochimica, qui la maggior parte delle analisi di laboratorio vengono eseguite in modalità manuale e al momento sono presenti solo 2 apparecchiature semiautomatiche. Valgono tutte le considerazioni espresse precedentemente al par Anche per la Sierologia si conferma l obbligo di utilizzo dei DPI sotto indicati in quanto

32 Pag. 32 di 53 gli stessi rappresentano una misura sufficiente ai fini della protezione dell operatore. divise da lavoro camici in tnt guanti (di diverse tipologie in vinile, latice, gomma) mascherine di tipo chirurgico con visiera maschere facciali grado FFP3 occhiali paraspruzzi con protezione laterale In particolare, per quei prodotti ricompresi nell allegato 2 (in grado di agire anche per inalazione ) occorre porre massima attenzione nell espletamento delle operazioni manuali. Vista la particolare modalità di esposizione degli agenti chimici pericolosi per inalazione, oltre a tutti gli altri DPI già indicati è reso OBBLIGATORIO anche l impiego di maschere FFP3 quando la stima del rischio riportata nell allegato 2 è compresa tra i valori 8 e 18. Ciò in relazione al fatto che per le modalità di lavoro non risulta agevole e percorribile l ipotesi di operare sotto cappa aspirante. Questa semplice misura tecnica, è giudicata sufficiente a garantire la protezione degli operatori Microbiologia Tra i prodotti utilizzati in Microbiologia la valutazione preliminare ne individua 12 che presentano una stima di rischio compresa tra 8 e 18. Per l elenco completo di questi prodotti ed i relativi indici di rischio si rimanda all apposito allegato 1. In particolare, per la sezione di Microbiologia, si segnala l uso del seguente colorante classificato cancerogeno. Si raccomanda di procedere tempestivamente al tentativo di sostituzione del prodotto indicato. In caso ciò non fosse realizzabile si faccia riferimento al par Obblighi in presenza di cancerogeni e mutageni per la sequenza dei provvedimenti da attuare a tutela dei lavoratori. Prodotto CRISTALVIOLETTO GRAM 1 LT /L BIO Frasi di Rischio R11 Facilmente infiammabile R22 Nocivo per ingestione R37 Irritante per le vie respiratorie R38 Irritante per la pelle R41 Rischio di gravi lesioni oculari R45 Può provocare il cancro R46 Può provocare alterazioni genetiche ereditarie R52 Nocivo per gli organismi acquatici R53 Può provocare a lungo termine effetti negativi per gli organismi acquatici R58 Può provocare a lungo termine effetti negativi per l ambiente Stima del rischio 8

33 Pag. 33 di 53 Il prodotto si presenta in forma liquida ed è conservato in flaconi di plastica tappati ermeticamente. Una volta alla settimana, circa 150 ml di prodotto vengono versati in una piccola vaschetta in vetro (dotata di coperchio non a tenuta) per la colorazione dei vetrini che avviene per immersione. Il posizionamento dei vetrini nella vaschetta avviene con l ausilio di un apposito supporto idoneo allo scopo di evitare il contatto con le mani dell operatore. Due o tre volte al giorno l operatore ripete l operazione di sciacquatura dei vetrini estraendo il supporto dalla vaschetta e ponendolo con tutti i vetrini all interno di un lavello dedicato dove tramite il flusso di acqua corrente i reflui vengono smaltiti direttamente in fogna. Una volta alla settimana il colorante della vaschetta viene sostituito ed eliminato in un bidone di raccolta di materiale plastico dotato di tappo a vite a tenuta. I bidoni devono essere mantenuti tappati. Occorre porre massima attenzione nell espletamento delle operazioni manuali sopra descritte rilevato che il prodotto presenta la sua potenzialità cancerogena per contatto. Durante le manipolazioni la protezione della cute, delle mucose e degli occhi risulta pertanto fondamentale e si osserva che questa pericolosità potenziale è efficacemente contrastabile con il corretto utilizzo dei DPI messi a disposizione degli operatori.

34 Pag. 34 di 53 Si riconferma quindi l obbligo di impiego dei seguenti DPI. divise da lavoro camici in tnt guanti (di diverse tipologie in vinile, latice, gomma) mascherine di tipo chirurgico con visiera occhiali paraspruzzi con protezione laterale Per l elenco dei prodotti in grado di agire anche per inalazione occorre riferirsi all allegato 2, e porre massima attenzione nell espletamento delle operazioni manuali Urgenze In generale si ripetono le considerazioni svolte per il settore di Biochimica. Anche per gli operatori del settore Urgenze, e per il personale turnista che effettua turni in questo settore, si conferma l obbligo di indossare i DPI specifici indicati al paragrafo precedente. In particolare presso il settore Urgenze si riscontra l uso di 3 prodotti che presentano un indice di rischio pari a 8. Il seguente prodotto è classificato cancerogeno e pertanto valgono le considerazioni fatte al par Obblighi in presenza di cancerogeni e mutageni per la sequenza dei provvedimenti da attuare a tutela dei lavoratori. Prodotto ABS FLEX REAGENT Frasi di Rischio R42 Può provocare sensibilizzazione per inalazione R43 Può provocare sensibilizzazione a contatto con la pelle R49 Può provocare il cancro per inalazione R50 Altamente tossico per gli organismi acquatici R51 Tossico per gli organismi acquatici R52 Nocivo per gli organismi acquatici R53 Può provocare a lungo termine effetti negativi per gli organismi acquatici Stima del rischio 8 Il prodotto in forma liquida è destinato al controllo del corretto funzionamento della misurazione fotometrica e dei parametri dei fluidi dell analizzatore Dimension RxLX- Pand ditta DADE (foto 1), e viene utilizzato in una duplice modalità: con prelievo a circuito chiuso, direttamente dalla confezione sigillata tramite gli aghi dell analizzatore stesso; manualmente (1 volta al giorno, circa 200 µl) con l ausilio di una pipetta per il travaso dal flex (foto 2) alla microcoppetta da inserire sul rotore campioni.

35 Pag. 35 di 53 foto 1 foto 2 Mentre per la prima modalità non si prefigurano particolari momenti di esposizione per i lavoratori, occorre porre massima attenzione nell espletamento delle operazioni manuali sopra descritte. Vista la classificazione di pericolosità del prodotto, oltre a tutti gli altri DPI già indicati, durante il suo utilizzo è reso OBBLIGATORIO anche l impiego di maschere FFP3. Ciò in relazione al fatto che per questa particolare fase di lavoro non risulta agevole e percorribile l ipotesi di operare sotto cappa. Sempre presso il settore Urgenze si riscontra l uso del seguenti coloranti: Prodotto GIEMSA PF Xn MAY GRUNWALD Frasi di Rischio R20 Nocivo per inalazione R21 Nocivo a contatto con la pelle R22 Nocivo per ingestione R23 Tossico per inalazione R24 Tossico a contatto con la pelle R25 Tossico per ingestione R39 Pericolo di effetti irreversibili molto gravi R23 Tossico per inalazione R24 Tossico a contatto con la pelle R25 Tossico per ingestione R39 Pericolo di effetti irreversibili molto gravi Stima del rischio 8 8 Anche per i coloranti elencati utilizzati nel settore Urgenze, vista la particolarità delle lavorazioni che non consentono l impiego di cappe chimiche aspiranti, agli operatori è fatto obbligo di proteggersi con tutti i DPI precedentemente indicati comprese le maschere FFP Anatomia Patologica Il DVR di reparto è stato aggiornato a seguito di sopralluogo effettuato in data 8 marzo 2007 alla presenza del RSPP Mauro Bolchi, degli ASPP Paola Caruso, Sonia Cavenago, del M.C.Massimiliano Della Torre, del Direttore Giorgio Gherardi e del capotecnico Olivia Senesi. L indice di Rischio potenziale cumulativo di reparto è risultato pari al 20.81%.

36 Pag. 36 di 53 Reparto Rischio potenziale cumulativo di reparto % Anatomia Patologica 20,81% Diversamente dai laboratori precedenti non si è proceduto con l elaborazione degli indici di settore in quanto il Servizio di Anatomia non prevede questa netta separazione in settori delle attività. Anche l elenco dei prodotti utilizzati presso il servizio non prevede divisioni in centri di costo per settore. Tra tutti i prodotti utilizzati, la valutazione preliminare ne individua una sessantina che presentano una stima di rischio compresa tra 8 e 18. Per l elenco completo di questi prodotti ed i relativi indici di rischio si rimanda all apposito allegato 1. Sempre dall allegato 1 si rileva che presso l U.O. di Anatomia Patologica è presente la stima di rischio più elevata dell intero presidio FBF - Oftalmico relativamente a 2 prodotti: Prodotto ALDEIDE FORMICA AL 40% XILENE Xn Frasi di Rischio R11 Facilmente infiammabile R23 Tossico per inalazione R24 Tossico a contatto con la pelle R25 Tossico per ingestione R34 Provoca ustioni R39 Pericolo di effetti irreversibili molto gravi R40 Possibilità di effetti irreversibili R43 Può provocare sensibilizzazione a contatto con la pelle R10 infiammabile R20 Nocivo per inalazione R21 Nocivo a contatto con la pelle R38 Irritante per la pelle Stima del rischio Per lo Xilene in particolare, questa elevata stima di rischio si riconduce sostanzialmente alla quantità ed alla frequenza di utilizzo del prodotto che sono debitamente tenute in considerazione dall algoritmo di calcolo del metodo INRS. In aggiunta a ciò per l Aldeide Formica al 40% nel calcolo incide la maggior pericolosità del prodotto. Viste queste stime di rischio il Direttore dell U.O. Anatomia Patologica ha avviato il tentativo di sostituzione dello XILENE in quanto questa misura risulta tecnicamente possibile. Al momento non sembra invece tecnicamente fattibile la sostituzione dell Aldeide Formica al 40%. 6 7

37 Pag. 37 di Operazioni di travaso per lo smaltimento di reflui Per i diversi liquidi da smaltire prodotti dalle lavorazioni vengono svolte operazioni di travaso in una postazione di lavoro sprovvista di aspirazione. I reflui vengono temporaneamente stoccati presso questa postazione del laboratorio in bidoni di raccolta in materiale plastico resistente agli acidi dotati di tappo a vite a tenuta fino al trasporto presso le aree di stoccaggio del presidio per lo smaltimento. I bidoni devono essere mantenuti tappati Uso di prodotti classificati cancerogeni e mutageni In particolare si segnala l uso di 2 prodotti classificati cancerogeni. Si raccomanda di procedere tempestivamente al tentativo di sostituzione dei prodotti indicati. In caso ciò non fosse realizzabile si faccia riferimento al par Obblighi in presenza di cancerogeni e mutageni per la sequenza dei provvedimenti da attuare a tutela dei lavoratori. Prodotto ANIDRIDE CROMICA O CROMO TRIOSSIDO Frasi di Rischio R9 Esplosivo in miscela con materie combustibili R23 Tossico per inalazione R24 Tossico a contatto con la pelle R25 Tossico per ingestione R26 Molto tossico per inalazione R35 Provoca gravi ustioni R42 Può provocare sensibilizzazione per inalazione R43 Può provocare sensibilizzazione a contatto con la pelle R45 Può provocare il cancro R48 pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata R50 Altamente tossico per gli organismi acquatici R53 Può provocare a lungo termine effetti negativi per gli organismi acquatici R62 Possibile rischio di ridotta fertilità Stima del rischio 8 ROSSO CONGO R45 Può provocare il cancro R63 Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati 8

38 Pag. 38 di 53 L Anidride Cromica si presenta in polvere in flaconi di vetro con tappo a vite ed è conservata in apposito armadio di contenimento. Una volta ogni 3 mesi circa vengono sciolti e diluiti 2,5 g di prodotto in 50 ml di H2O distillata. L operazione viene svolta sotto cappa (n 5 o 6) e il tecnico indossa guanti in latice e mascherina chirurgica con visiera. Questa diluizione viene messa in boccettini di vetro tappati, posti in un secondo involucro di plastica non a tenuta (sacchetto di plastica) e custoditi in armadio di contenimento. L impiego del prodotto diluito avviene sempre sotto le stesse cappe 2 volte la settimana e lo smaltimento successivo avviene tramite l apposito convogliatore collegato alla vasca per i rifiuti tossici. Per quanto attiene all impiego del Rosso Congo in polvere, al momento della redazione del presente DVR è in atto un tentativo di sostituzione del prodotto stesso con un Kit contenente una soluzione già pronta all uso. Diversi sono stati i kit testati. Una valutazione definitiva sull efficacia di questi kit da parte del Direttore e del Preposto dell U.O. al momento non è ancora formulabile. Il KIT attualmente in prova è composto da 4 reagenti, dei quali uno solo è classificato R45. I 4 reagenti sono conservati in flaconi di plastica dotati di tappo a vite. La conservazione del kit avviene sul bancone di laboratorio. Il passaggio dalla manipolazione del prodotto in polvere alla forma liquida pronta all uso riduce sicuramente le esposizioni del personale. Occorre porre massima attenzione nell espletamento delle operazioni manuali sopra descritte rilevato che il prodotto presenta la sua potenzialità cancerogena per contatto. Durante le manipolazioni la protezione della cute, delle mucose e degli occhi risulta pertanto fondamentale e si osserva che questa pericolosità potenziale è efficacemente contrastabile con il corretto utilizzo dei DPI e dei DPC messi a disposizione degli operatori. Pertanto per entrambi i prodotti si riconferma l obbligo di impiego dei seguenti DPI. divise da lavoro completa sovracamici in tnt guanti in gomma resistente maschera chirurgica con visiera o mascherina e occhiali con protezione laterale cuftia in tnt In questi casi, la manipolazione sotto cappa a vetro frontale abbassato, non è finalizzato alla protezione delle vie respiratorie, ma è consigliato per proteggere dalle possibili contaminazioni gli operatori nella parte alta del corpo e quindi consente all operatore di non indossare le protezione per il viso e il capo.

39 Pag. 39 di Attività di formazione e informazione Oltre all attività di informazione e di formazione svolta dal SPP a livello aziendale, si rileva che nell ambito degli incontri organizzati dal Direttore e dal Capotecnico, presso il servizio è stato inoltre organizzato nel novembre del 2007 un momento di formazione interno intitolato La sicurezza in laboratorio finalizzato tra l altro alla divulgazione e discussione del DVR di reparto e delle Procedure di Sicurezza aziendali (PRAOS) Ambienti lavorativi, attrezzature, DPC e DPI, controlli tecnici e monitoraggi ambientali Nel servizio in oggetto le misure di prevenzione tecnica sono state migliorate nel corso degli anni, con l'installazione di nuovi arredi tecnici e nuove cappe per le operazioni di inclusione e per la riduzione dei pezzi. Segregazione delle lavorazioni a maggiore rischio di esposizione a formalina. A questo scopo nel laboratorio é stato ricavato un ambiente ad accesso regolamentato, attrezzato con una cappa specificamente costruita per la riduzione dei pezzi anatomici. E presente un piccolo filtro dotato di punto acqua e di fontanella lava occhi. Qui, prima di accedere alla zona di lavoro, il personale deve indossare camici e guanti specifici. Questa misura organizzativa minimizza non solo l'esposizione del lavoratore che deve effettuare la riduzione dei pezzi, ma anche quella di tutti gli altri operatori che, trovandosi in altro ambiente del laboratorio, non si trovano indebitamente esposti a vapori di formalina per effetto di lavorazioni nelle quali non sono, in quel momento, direttamente coinvolti. Razionalizzazione degli spazi e dei percorsi di accettazione. Una modifica del layout dei primi locali del laboratorio ha permesso la realizzazione di un altro filtro di separazione che consente agli operatori un effettivo controllo nelle operazioni di accettazione dei materiali e dei campioni; nella zona microtomi una migliore disposizione degli arredi ha portato alla razionalizzazione degli spazi e dei percorsi dei materiali. Misure di protezione collettiva applicate alla fonte del rischio (DPC) La dotazione di DPC per il servizio di Anatomia Patologica è la seguente: n. 1 armadio di contenimento antincendio aspirato, per la conservazione dei prodotti infiammabili; n. 1 armadio di contenimento aspirato, per la conservazione separata degli acidi e delle basi; n. 1 cappa a tripla aspirazione per le operazioni di taglio e riduzione; n. 2 banchi cappati dedicati agli inclusori di paraffina; n. 2 piccole cappe a ricircolo in ambiente dotate di filtri;

40 Pag. 40 di 53 n. 3 cappe a espulsione diretta sprovviste di filtri. Queste ultime 5 cappe sono destinate sia allo stoccaggio dei prodotti chimici volatili (Xilene, alcoli e coloranti), sia all'esecuzione delle diverse operazioni di colorazione, montaggio, pesatura, preparazione di soluzioni. Una di queste cappe è dedicata anche al trattamento di materiali biologici. Per il punto in discussione si rilevano le seguenti criticità: 1. Nel corso del 2007 una delle cappe ad espulsione diretta, si è guastata ed è risultato non conveniente procedere alla sua riparazione. Al momento della stesura del presente DVR non è ancora stata evasa la richiesta di sostituzione più volte reiterata dal direttore dell U.O.. 2. Le cappe ad espulsione diretta, essendo sprovviste di filtri, non possono essere considerate idonee per la manipolazione degli agenti chimici pericolosi e/o inquinanti per l ambiente, in quanto le emissioni vengono convogliate all esterno del laboratorio in aria. 3. La cappa n. 27 viene accesa esclusivamente durante le operazioni di montaggio a causa di una rumorosità che, pur non superando i valori soglia fissati dal D.Lgs 81/08, è giudicata fastidiosa dagli operatori. Questa condizione di impiego ridimensiona notevolmente l efficacia della misura collettiva di protezione e non può essere considerata accettabile. Per quanto indicato si rimanda al cap. 10 Provvedimenti da attuare. Dispositivi di protezione individuale La dotazione dei D.P.I. è giudicata idonea per le attività svolte. Sono disponibili: divise da lavoro camici in tnt calzari guanti (di diverse tipologie in vinile, latice, gomma) mascherine maschere facciali grado FFP3 occhiali paraspruzzi con protezione laterale visiere Si conferma l obbligo di utilizzo dei DPI indicati in quanto gli stessi rappresentano una misura importante ai fini della protezione dell operatore. In particolare, per quei prodotti ricompresi nell allegato 2 (in grado di agire anche per inalazione ) occorre porre massima attenzione nel loro impiego, utilizzando sempre le apposite cappe aspiranti. Vista la particolare modalità di esposizione degli agenti chimici in parola, quando per le modalità di lavoro non risulti agevole e percorribile l ipotesi di operare sotto cappa aspirante, è OBBL IGATORIO l impiego di maschere FFP3.

41 Pag. 41 di 53 Monitoraggi ambientali In considerazione della stima di rischio rilevata, presso l Anatomia Patologica periodicamente (di norma una volta l anno) vengono eseguite misure di concentrazione in aria di Formaldeide e di Xilene. Questa attività rappresenta un controllo sull efficacia delle misure di tutela messe in atto. In sintesi di seguito si riporta quanto emerso dai monitoraggi eseguiti in questi anni: Per lo Xilene i livelli misurati sono sempre risultati largamente inferiori ai valori limite di soglia (TLV-TWA,) proposti dall'acgih (American Conference of Governament Industrial Hygenists). Per la formaldeide invece, la prima indagine (nel giugno 2000) rilevava livelli di concentrazione (TLV-STEL) superiori a quelli ammessi. Nel settembre del 2000, gli stessi campionamenti ripetuti dopo l intervento di ristrutturazione descritto precedentemente, rilevavano l abbattimento dei livelli di inquinamento ampiamente sotto il livello di soglia proposto dall'acgih. Si è potuto pertanto determinare l efficacia delle misure adottate, in particolare dell intervento attuato con la ristrutturazione del locale destinato al taglio e alla riduzione dei pezzi anatomici. Per inciso: Sempre per la formaldeide, le successive misure di monitoraggio ambientale hanno dimostrato valori variabili, mai sopra il limite di breve periodo (TLV - STEL, valido per 15 minuti). Tramite la tecnica dei campionamenti personali eseguiti in zona respiratoria con la stessa metodica su operatori differenti, si è potuto riscontrare che nelle stesse condizioni di attività, i valori di concentrazione sensibilmente differenti, dipendevano semplicemente dal diverso posizionamento del cristallo della cappa posto a protezione dell'operatore. E importante quindi rimarcare quanto possano incidere il rispetto delle procedure di sicurezza e la buona pratica degli operatori nei confronti della riduzione delle esposizioni professionali. In conseguenza di quanto indicato nell'agosto del 2002 si è predisposta la Procedura di Sicurezza n 81 "Trattamento di campioni tissutali conservati in formalina", (vedi allegato 6) Sono quindi da considerare come indispensabili le precauzioni contenute nella Procedura stessa, in particolare per gli operatori del laboratorio, quelle contenute nel capitoli MODALITA DI LAVORO CONDIZIONI OPERATIVE NORMALI MODALITA DI LAVORO CONDIZIONI OPERATIVE DI PARTICOLARE ATTENZIONE Occorre dire che per quanto riguarda lo xilene i valori ambientali sono risultati sempre molto bassi rispetto ai valori limite di soglia proposti dall'acgih.

42 Pag. 42 di 53 La documentazione relativa ai monitoraggi è depositata presso il SPP. Indicatori biologici di esposizioni personale (IBE) Gli indici biologici di esposizione personale potrebbero essere determinati, in quanto definiti, per lo xilene. A tal proposito, d intesa con il Medico Competente si è ritenuto che i livelli ambientali misurati per questo inquinante sono sufficientemente bassi, tanto da giudicare non indispensabile il monitoraggio biologico Prevenzione incendi - Gestione emergenze Rispetto a quanto indicato al par non si riscontra la presenza di un impianto di rilevazione incendi (installazione richiesta peraltro dalla norme vigenti). Allo stato attuale, non sono state realizzate opere complete (strutturali ed impiantistiche) per la prevenzione degli incendi. Conseguentemente, si riscontra la necessità di avviare una progettazione dedicata. La compartimentazione in particolare risulta carente, anche se sono installate 2 porte REI. L'unica uscita presenta il senso di apertura contrario all'esodo. E' affissa la segnaletica di sicurezza, mentre non è stato realizzato un impianto per l'illuminazione di emergenza. L'illuminazione ordinaria è servita dai gruppi elettrogeni presenti nel presidio. Per il contenimento dei liquidi infiammabili il servizio è dotato di apposito armadio dedicato Provvedimenti strutturali adottati per la Sala Anatomica Sul piano dei provvedimenti strutturali, è stata data attuazione agli interventi richiesti nel precedente DVR chimico relativi alla ristrutturazione completa della sala anatomica. La ristrutturazione ha realizzato l adeguamento alle norme vigenti con un intervento complessivo globale, in particolare con riferimento al rischio chimico, i locali dispongono di: a. una zona filtro per l'ingresso; b. una doccia e un lavaocchi di emergenza e di diversi punti acqua con lavelli in acciaio; c. uno spogliatoio attrezzato del personale; d. un impianto di trattamento dell'aria che consente di mantenere 15 vol/ora di ricambio e la temperatura di C nella sala autoptica; e. un apposito armadio aspirato dotato di filtri e un nuovo tavolo anatomico aspirato. f. impianto di rilevazione incendi

43 Pag. 43 di Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale (SIMT) Il DVR di reparto è stato aggiornato a seguito di sopralluogo effettuato in data 17 gennaio 2007 alla presenza del RSPP Mauro Bolchi, degli ASPP Paola Caruso, Sonia Cavenago, del M.C. Massimiliano Della Torre, del Direttore dr. Vittorio Giuffrè, del RQ dr.ssa Costanza Ranzini, del Capo tecnico Fabrizio Bucca e degli RLS Giancarlo Marcante e Giuliano Patruno. Per il Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del presidio FBF - Oftalmico l indice di Rischio potenziale cumulativo di reparto è risultato pari al % così suddiviso tra i 3 settori. Settore Rischio potenziale cumulativo di settore % Citofluorometria 11,86% Virologia e Biologia molecolare 5,77% Immunoematologia 1,58% Il settore Immunoematologia viene valutato a rischio di esposizione basso per la sicurezza e irrilevante per la salute in quanto non supera la soglia del 2% di Rischio potenziale cumulativo di settore anche se, i 2 prodotti che riportano un indice di rischio pari a 8 presentano le seguenti frasi di rischio: R28 Molto tossico per ingestione R32 A contatto con acidi libera gas molto tossico L assenza di acidi presso questo settore, le condizioni di utilizzo che non prevedono manipolazione e le considerazioni svolte al par in merito ai prodotti pericolosi per ingestione consentono questa classificazione. Per questo settore pertanto non si procede alla valutazione di dettaglio. Per i restanti settori del SIMT, si ripropongono tutte le considerazioni precedentemente svolte per lo SMeL riferite alle: modalità di analisi (automatica o semiautomatica) delle apparecchiature di laboratorio; modalità di conservazione dei reagenti, delle soluzioni di lavaggio e di calibrazione; modeste quantità dei prodotti in uso ed alla conseguente esigua frazione respirabile derivante dall eventuale sospensione; modalità di raccolta e smaltimento dei reflui provenienti dalle apparecchiature di analisi;

44 Pag. 44 di 53 Anche per il SIMT quindi, si configura una condizione di LIMITATA esposizione per molti dei prodotti rilevati ed il rischio di esposizione per il personale è più che altro riconducibile al verificarsi di eventi accidentali sopraggiungenti: durante le fasi di inserimento dei prodotti nelle apparecchiature non automatiche o semiautomatiche, o durante l effettuazione di esami manuali (quando sono in gioco piccole quantità di prodotto); durante le fasi di smaltimento. Nelle operazioni di caricamento che di smaltimento, si conferma l obbligo di utilizzo dei DPI sotto indicati in quanto gli stessi rappresentano una misura sufficiente ai fini della protezione dell operatore. divise da lavoro camici in tnt guanti (di diverse tipologie in vinile, latice, gomma) mascherine di tipo chirurgico con visiera maschere facciali grado FFP3 occhiali paraspruzzi con protezione laterale In particolare, per quei prodotti ricompresi nell allegato 2 (in grado di agire anche per inalazione ) è reso obbligatorio anche l impiego di maschere FFP3. Ciò in relazione al fatto che per le modalità di lavoro non risulta agevole e percorribile l ipotesi di operare sotto cappa aspirante. Questa semplice misura tecnica, è giudicata sufficiente a garantire la protezione degli operatori Uso di prodotti classificati cancerogeni e mutageni Dalle indagini svolte risulta che presso il SIMT non vengono impiegati prodotti classificati cancerogeni. Occorre però precisare quanto segue: Dall analisi delle schede di sicurezza dei prodotti utilizzati in Citofluorimetria, si riscontra che 4 kit forniti dalla BECTON DICKINSON ITALIA SPA riportano la frase di rischio R49 Può provocare il cancro per inalazione per un componente. In realtà tale indicazione di pericolosità, deve essere correttamente ricondotta al prodotto essiccante denominato MiniPax SORBENT inserito nelle confezioni per l assorbimento dell eccesso di umidità. Per questo essiccante, che contiene lo 0,05% di cloruro di cobalto e lo % di silice, non è previsto alcun contatto o manipolazione da parte degli operatori. Pertanto, le confezioni dell essiccante indicato (vedi fotografia) non devono mai essere aperte e devono essere smaltite direttamente come rifiuto speciale.

45 Pag. 45 di Citofluorimetria - Virologia e Biologia molecolare Con riferimento agli indici rinvenenti dalla valutazione preliminare, dall allegato 1 si rileva che in queste 2 sezioni del SIMT i prodotti utilizzati che presentano una stima di rischio compresa tra 8 e 18 sono rispettivamente 15 e 10. Per la manipolazione di quei prodotti in grado di agire anche per inalazione (elencati nell allegato 2) quando gli stessi non vengono utilizzati sotto cappa aspirante, è reso obbligatorio l impiego di maschere FFP3. Questa semplice misura tecnica, è giudicata sufficiente a garantire la protezione degli operatori. Prodotto FACS-TM SOLUZIONE LISANTE BD Frasi di Rischio R23 Tossico per inalazione Stima del rischio 8 HCV INNOLIPA (EX128444) BAYER SUBS BCIP/NBT 100X (LIPA) R20 Nocivo per inalazione 8 Xn INVISORB SPIN 50 TEST /1 SPA WASH BUFFER I PROTEINASE K R20 Nocivo per inalazione R42 Può provocare sensibilizzazione per inalazione 8 Xn

46 Pag. 46 di Prevenzione incendi - Gestione emergenze Rispetto a quanto indicato al par non si riscontra la presenza di un impianto di rilevazione incendi (installazione richiesta peraltro dalla norme vigenti). Allo stato attuale, non sono state realizzate opere strutturali ed impiantistiche specifiche per la prevenzione degli incendi, e di conseguenza si riscontra la necessità di avviare una progettazione dedicata. La compartimentazione in particolare risulta carente in quanto non sono installate porte o barriere REI. E' installata la segnaletica di sicurezza, mentre il funzionamento dell'illuminazione di emergenza è garantito dai gruppi elettrogeni presenti nel presidio. L'uscita principale presenta il senso di apertura contrario all'esodo ed il serramento non è idoneo per applicare un maniglione antipanico. Appare critica la possibilità di esodo veloce e sicuro in caso di emergenza soprattutto dai locali posti in fondo al laboratorio. 8.6 Medicina Interna Day Hospital Il DVR di reparto è stato aggiornato a seguito di sopralluogo effettuato nel mese di aprile L ultimo sopralluogo è stato effettuato in data 14 febbraio 2008 alla presenza del RSPP Mauro Bolchi, del M.C. Massimiliano Della Torre, degli ASPP Paola Caruso e Sonia Cavenago, dei RLS Giancarlo Marcante e Vincenzo Ferulli, dell'i.p. Adele Ammendola. Per l ambulatorio Day Hospital della U.O. di Medicina interna del presidio FBF - Oftalmico l indice di Rischio potenziale cumulativo di reparto è risultato pari al 2,51%. Reparto Rischio potenziale cumulativo di reparto % Medicina Interna Day Hospital 2,51% Tra i prodotti utilizzati la valutazione preliminare ne individua 5 che presentano una stima di rischio compresa tra 8 e 18. Per l elenco completo di questi prodotti ed i relativi indici di rischio si rimanda all apposito allegato 1. In particolare, si segnala l uso dei seguenti prodotti e coloranti. La classificazione di pericolosità segnala tra l altro la tossicità per via inalatoria.

47 Pag. 47 di 53 Prodotto Frasi di Rischio Stima del rischio MAY GRUNWALD R4 Forma composti metallici esplosivi molto sensibili R11 Facilmente infiammabile R23 Tossico per inalazione R24 Tossico a contatto con la pelle R25 Tossico per ingestione R39 Pericolo di effetti irreversibili molto gravi 8 GIEMSA Xn R4 Forma composti metallici esplosivi molto sensibili R11 Facilmente infiammabile R20 Nocivo per inalazione R21 Nocivo a contatto con la pelle R22 Nocivo per ingestione R23 Tossico per inalazione R24 Tossico a contatto con la pelle R25 Tossico per ingestione R39 Pericolo di effetti irreversibili molto gravi 8 MIELODEC 100ML BIO OPTICA Xn R4 Forma composti metallici esplosivi molto sensibili R22 Nocivo per ingestione R23 Tossico per inalazione R24 Tossico a contatto con la pelle R25 Tossico per ingestione R26 Molto tossico per inalazione R27 Molto tossico a contatto con la pelle R28 Molto tossico per ingestione R33 Pericolo di effetti cumulativi R34 Provoca ustioni R40 Possibilità di effetti irreversibili R43 Può provocare sensibilizzazione a contatto con la pelle R50 Altamente tossico per gli organismi acquatici R53 Può provocare a lungo termine effetti negativi per gli organismi acquatici 8 Sul piano dei provvedimenti strutturali, è stato realizzato un intervento per la sistemazione dei locali. Le colorazioni dei vetrini si svolgono in un locale senza aerazione diretta, dotato di lavabo in acciaio con rubinetteria a leva e piano gocciolatoio. Non è presente un lavaocchi di emergenza. Occorre installare il lavaocchi e procedere alla misura dei ricambi orari effettivi garantiti dall impianto di trattamento dell'aria. Rilevato che i prodotti presentano la loro pericolosità sia per inalazione che per contatto, durante le manipolazioni la protezione delle vie respiratorie, della cute, delle mucose e degli occhi risulta fondamentale.

48 Pag. 48 di 53 Valgono pertanto tutte le considerazioni svolte in precedenza per la manipolazione dei coloranti (vedi par SMeL settore Urgenze). Agli operatori è fatto obbligo di proteggersi con tutti i DPI sotto indicati comprese le maschere FFP3. divise da lavoro camici in tnt guanti (di diverse tipologie in vinile, latice, gomma) mascherine di tipo FFP3 occhiali paraspruzzi con protezione laterale

49 Pag. 49 di 53 9 Conclusioni In seguito alle valutazioni svolte, preliminare e dettagliata si osserva che: 1. con l applicazione del metodo INRS il rischio potenziale cumulativo del presidio FBF - Oftalmico si distribuisce tra tutte le 52 UU.OO. con degli indici che in 4 casi superano il limite del 2 %; 2. di norma, in queste 4 UU.OO. si concentra effettivamente l utilizzo di sostanze e prodotti chimici aventi caratteristiche di maggiori pericolosità comportanti possibili esposizioni per i lavoratori, 3. per 2 settori di queste 4 UU.OO., Proteine dello SMeL e Immunoematologia del SIMT non viene superato il limite del 2 %; Si considera quindi equilibrato e ragionevole il valore del 2% proposto come limite di classificazione nel presente documento. Pertanto, il rischio chimico viene definito NON basso per la sicurezza e NON irrilevante per la salute nelle UU.OO. riportate nella sottostante tabella in quanto presentano un indice di Rischio potenziale cumulativo di reparto superiore alla soglia fissata del 2%. Il rischio chimico viene definito basso per la sicurezza e irrilevante per la salute nelle restanti UU.OO. del presidio FBF Oftalmico e nei 2 settori Proteine dello SMeL e Immunoematologia del SIMT.

50 Pag. 50 di 53 U.O. RISCHIO POTENZIALE CUMULATIVO DI REPARTO % SETTORE RISCHIO POTENZIALE CUMULATIVO DI SETTORE % Biochimica 19,16% SMeL 37,50% Sierologia 13,09% Microbiologia 3,59% Urgenze 2,42% Anatomia Patologica 20,81% SIMT 19,22% Citofluorometria 12,11% Virologia e Biologia molecolare 5,89% Medicina Interna Day Hospital 2,46%

51 Pag. 51 di Programma degli interventi di miglioramento Per le 4 Unità Operative dove il rischio chimico viene definito NON basso per la sicurezza e NON irrilevante per la salute occorre: Verificare l efficacia degli impianti di trattamento dell'aria, delle relative portate e aspirazioni procedendo alla misura dei ricambi orari effettivi per i singoli locali interessati dalle attività di manipolazione degli agenti chimici. In questi locali non si dovrebbero riscontrare valori di ricambio inferiori a 6 vol/h. Verificare che il personale abbia in dotazione armadietti spogliatoio a doppio scomparto per la separazione degli abiti civili dagli indumenti di lavoro. Mantenere aggiornata la raccolta delle Schede di Sicurezza dei prodotti, tenendo le stesse a disposizione presso i servizi per la consultazione da parte di tutto il personale. Dotare le UU.OO. Anatomia Patologica e SIMT di impianti di rilevazione incendi che prevedano il riporto del segnale di allarme presso l'attuale centrale posta in portineria di Pronto Soccorso (luogo presidiato H24). Verificare il funzionamento, ed eventualmente completare l'installazione, degli impianti per l'illuminazione di emergenza relativa alle vie di fuga ed alle uscite di emergenza. Occorre prevedere l'adeguamento delle uscite di sicurezza alle norme di prevenzione incendi. Per l U.O. SMeL si raccomanda di: procedere tempestivamente al tentativo di sostituzione dei prodotti classificati cancerogeni (vedere a riguardo le considerazioni di dettaglio ai paragrafi e 8.3.4). In caso ciò non fosse realizzabile si faccia riferimento al par Obblighi in presenza di cancerogeni e mutageni per la sequenza dei provvedimenti da attuare a tutela dei lavoratori. costituire un minimo di scorta di tutti i DPI precedentemente indicati comprese le maschere FFP3 verificandone periodicamente la disponibilità per il personale. Per l U.O. Anatomia Patologica occorre: riorganizzare gli spogliatoi separandoli per sesso e completandoli delle dotazioni e degli arredi necessari (all. IV comma 1.12 D. Lgs. 81/08) fornendo inoltre armadietti spogliatoio a doppio scomparto. E' da valutare in alternativa la possibilità di far utilizzare gli spogliatoi centralizzati presenti nel presidio esterni al reparto. Provvedere all acquisto ed all installazione di almeno 2 (due) nuove cappe chimiche dotate di filtri specifici a carboni attivi nel locale Stanza 11 destinata

52 Pag. 52 di 53 prevalentemente alle lavorazioni e allo stoccaggio di Xilene e di altri prodotti liquidi volatili. Revisionare la cappa n. 27 nelle more di tale nuova installazione per ridurre la rumorosità della stessa limitandone l uso per le lavorazioni di breve durata e non allo stoccaggio. Mantenere abbassato il cristallo frontale della cappa n. 27 e tutti i contenitori stoccati al suo interno tappati o coperti, evitando di lasciare liquidi volatili a pelo libero. In alternativa all acquisto delle 2 cappe verificare la possibilità di inserire sulla cappa attuali appositi filtri a carboni attivi per le lavorazioni che prevedono utilizzo di sostanze volatili. Installare un aspiratore puntuale presso la postazione di lavoro ove vengono effettuate le operazioni di travaso dei liquidi da smaltire. (Vedi figura) Sostituire l'attuale manometro differenziale a colonna H2O con uno strumento di tipo analogico (con indicatore ad ago) con fondo scala non superiore a 10 mm/h2o. (vedi figura) Procedere tempestivamente al tentativo di sostituzione dei prodotti classificati cancerogeni (vedere a riguardo le considerazioni di dettaglio al par ). In caso ciò non fosse realizzabile si faccia riferimento al par Obblighi in presenza di cancerogeni e mutageni per la sequenza dei provvedimenti da attuare a tutela dei lavoratori. Procedere con il tentativo di sostituzione dello XILENE 2. 2 XILENE e Aldeide Formica al 40% presentano le stime di rischio più elevate tra tutte le sostanze impiegate al presidio FBF. Mentre per lo XILENE attualmente questa misura sembra tecnicamente possibile, al momento non sembra invece tecnicamente fattibile la sostituzione dell Aldeide Formica al 40%.

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