CNEL IV Commissione Istruttoria per le Reti, le Infrastrutture, l'energia e l'ambiente SUPERAMENTO DEL CONTANTE E DIFFUSIONE DELLA MONETA ELETTRONICA

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1 CNEL IV Commissione Istruttoria per le Reti, le Infrastrutture, l'energia e l'ambiente SUPERAMENTO DEL CONTANTE E DIFFUSIONE DELLA MONETA ELETTRONICA Roma, 27 maggio 2013

2 Premessa Operare per il graduale superamento dell utilizzo del contante e per una più marcata diffusione della moneta elettronica rappresenta un obiettivo ormai condiviso dalla collettività. Molteplici sarebbero i vantaggi per tutti i soggetti coinvolti, gli operatori economici ne guadagnerebbero in sicurezza, i consumatori avrebbero un più facile approccio agli acquisti, ed infine l Amministrazione avrebbe la possibilità di tracciare tutti i movimenti, con evidente beneficio nel contrasto dell evasione fiscale. Fatta questa premessa, occorre però analizzare come i costi derivanti dall uso di strumenti per l utilizzo della moneta elettronica, gravino esclusivamente sull operatore economico, con un incidenza maggiore per quegli operatori i cui beni e servizi hanno un minore valore unitario. La struttura dei costi fissi: installazione, canone, componente fissa (flat fee), incidono pesantemente sui margini derivanti dalle transazioni di importo minore. Non potendo scaricare tali costi sul consumatore finale, si impone una riflessione sulle modalità con le quali avviare un processo di generalizzata diffusione della moneta elettronica. Se l interesse è collettivo, è necessario che tutti i soggetti coinvolti abbiano a percepirne i vantaggi, e non solo gli intermediari finanziari che gestiscono gli strumenti di pagamento. Gli oneri ricadono infatti solo ed unicamente sulle imprese, lasciate peraltro sole a cercare di strappare, da una posizione di minorità, condizioni contrattuali dignitose da soggetti che spesso sembrano operare quale vero e proprio trust. Se l interesse è pubblico, occorre che il pubblico intervenga, favorendo un abbattimento dei costi per l installazione e l utilizzo degli strumenti per la moneta elettronica, e promuovendo accordi tra le parti rispettosi dei legittimi reciproci interessi. 1. Utilità sociale ed economica della moneta elettronica La modernizzazione del sistema dei pagamenti nel nostro Paese rappresenta un importante obiettivo per il miglioramento delle condizioni di efficienza dell intero sistema economico. Tale modernizzazione può avvenire solo in presenza di vantaggi equamente ripartiti tra tutti gli attori economici coinvolti: aumento del numero delle transazioni effettuate e dei volumi transatti per banche e circuiti, facilità di utilizzo e sicurezza per i consumatori, economicità e convenienza per tutti soggetti che effettuano l attività di vendita di prodotti e la prestazione di servizi. Com è noto il decreto legge 179/2012 (Sviluppo bis) stabilisce all art. 15, comma 4, che a decorrere dal 1 gennaio 2014 i soggetti che effettuano l attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare i pagamenti effettuati attraverso carte di debito. Inoltre il comma 5 dello stesso articolo stabilisce che con uno o più decreti del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell economia e delle finanze, sentita la Banca d Italia, vengano disciplinati gli eventuali importi minimi, le 2

3 modalità ed i termini, anche in relazione ai soggetti interessati. Con gli stessi decreti ministeriali potrà essere disposta l estensione degli obblighi ad ulteriori strumenti di pagamento elettronici, anche con tecnologie mobili. Deve, al riguardo, essere attentamente valutata la tempistica necessaria per installare i POS in tutte le attività economiche coinvolte. Allo stato, risultano attivi circa 1,5 milioni di POS di cui circa 1,2 milioni abilitati a gestire le transazioni Pagobancomat. E ipotizzabile che l obbligo comporti un incremento significativo che potrebbe mettere in crisi il sistema. Si pensi che dal 2008 al 2011 il numero di POS abilitati al Pagobancomat è aumentato solo di circa 50 mila unità. Inoltre, l obbligatoria installazione di un POS per ciascuna attività economica impone una riflessione focalizzata sulla necessità di promuovere l utilizzo degli strumenti di pagamento più efficienti. Per una valutazione dell efficienza del sistema, occorre considerare lo schema di formazione delle commissioni all interno dei circuiti di pagamento. In tale ambito va tenuto presente che la commissione interbancaria (la cosiddetta interchange fee) è fissata unilateralmente ed applicata in tutte le transazioni effettuate tra la banca dell esercente (la c.d. banca acquire) e la banca del consumatore (c.d. banca issuer). Tale commissione, che a causa delle sue modalità di fissazione è stata più volte oggetto di indagini antitrust sia a livello nazionale che europeo, costituendo la base per la determinazione del prezzo del servizio (ossia la c.d. merchant fee) incide negativamente sulle commissioni pagate dall esercente per la gestione degli incassi tramite POS. 2. Ostacoli alla diffusione della moneta elettronica L accettazione delle carte di pagamento determina, per le imprese, vincoli e costi operativi. Ciò perché la presenza di un terminale abilitato all accettazione di carte di pagamento e la firma dei relativi contratti di convenzionamento comportano: - costi aggiuntivi, determinati dalle commissioni per l incasso POS denominate merchant fee. Al crescere del livello percentuale delle commissioni praticate aumentano i costi di esercizio dell attività d impresa e, di conseguenza, si riducono i margini per l operatore, salvo accettare l ipotesi che questi costi vengano scaricati sul consumatore finale; - accettazione del pagamento con carta, su richiesta del cliente, per importi di qualsiasi entità. I pagamenti di piccolo importo creano maggiori problemi in caso di presenza di una flat fee (componente fissa) nella composizione della commissione pagata dall impresa. Le attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi caratterizzate da un elevata percentuale di transazioni di basso importo (es. bar, edicole, taxi, barbieri), con il diffondersi dei pagamenti con carte sarebbero penalizzate vedendo crescere significativamente i propri costi operativi. 3

4 - nessun limite all utilizzo del servizio e nessun sovrapprezzo possono essere richiesti dall impresa. Affinché, per le imprese che effettuano l attività di vendita di prodotti e la prestazione di servizi, l aumento dei volumi di accettazione delle carte di pagamento non determini incrementi rilevanti dei costi operativi, sono necessarie azioni volte ad assicurare una riduzione delle commissioni. Il principio della necessità di una riduzione delle commissioni pagate dalle imprese è stato già riconosciuto dall art.12 del decreto legge 6 dicembre 2011, numero 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (decreto Salva Italia). In particolare, i commi 9, 10, 10 bis del citato articolo hanno previsto la costituzione di un Tavolo presso il Ministero dell economia e delle finanze con il compito di definire le regole generali per assicurare una riduzione delle commissioni a carico degli esercenti in relazione alle transazioni effettuate mediante carte di pagamento. Il tavolo è stato costituito tra Associazione bancaria italiana, associazioni dei prestatori dei servizi di pagamento, società Poste Italiane, consorzio Bancomat, imprese che gestiscono circuiti di pagamento e associazioni delle imprese maggiormente significative a livello nazionale e si è riunito nel corso dei mesi di aprile e maggio Ai lavori abbiamo partecipato come R.ETE. Imprese. Considerato che le misure sopra richiamate non sono state adottate nei termini di legge da parte degli organismi del mercato, le stesse avrebbero dovuto essere fissate con decreto del Ministero dell economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, sentite la Banca d Italia e l Autorità garante della concorrenza e del mercato. Nel dicembre 2012 il Garante per le micro, piccole e medie imprese ha comunicato, a R.ETE. Imprese Italia, il raggiungimento di un intesa tra le istituzioni coinvolte e la possibile definitiva trasmissione, al Consiglio di Stato, per il necessario seguito di competenza. Ad oggi il provvedimento non risulta emanato. 3. Strumenti per superare le criticità R.E TE. Imprese Italia ritiene che si debba intervenire sui seguenti punti: - rendere più trasparente il costo totale dell utilizzo dei diversi strumenti di pagamento agevolando il confronto concorrenziale tra circuiti e tra banche acquirer, pubblicando i valori delle commissioni interbancarie e sviluppando un indice sintetico di costo che consenta la comparazione delle diverse offerte; - consentire a tutte le imprese di beneficiare delle economie di scala derivanti dall aumento complessivo dei volumi transatti (a livello di sistema) collegando le 4

5 merchant fees alle commissioni interbancarie (MIF). La riduzione delle MIF determinata da un aumento dei volumi deve quindi poter essere traslata immediatamente sulle merchant fees; - stabilire commissioni interbancarie multilaterali ridotte per i settori caratterizzati da scontrino medio basso, per un periodo transitorio (es. 36 mesi), in modo da consentire di verificare l impatto sui margini e rendere più accettabile l obbligo del POS; - sviluppare offerte a pacchetto specifiche, particolarmente convenienti (es: costo fisso annuo che include un numero elevato di operazioni da farsi nel corso dell anno) similmente a quanto fatto con i conti correnti di base sviluppati per le fasce più disagiate della popolazione in seguito all obbligo di dotarsi di un conto corrente; - concedere un credito di imposta per l installazione del terminale POS, in considerazione anche degli obblighi e degli oneri in materia di sicurezza derivanti dalle disposizioni Payment Card Industry (PCI) e Data Security Standard (DSS). 4. Iniziative per favorire la diffusione della moneta elettronica Alla luce della necessità di una maggiore effettiva concorrenza nel settore dei servizi di pagamento e di incasso, si sta procedendo in diverse direzioni. Nell ambito di alcuni accordi sottoscritti con alcuni istituti di credito è prevista la riduzione delle commissioni applicate alle imprese associate per le transazioni effettuate tramite POS degli istituti convenzionati. Non riteniamo, però, che i valori delle commissioni che finora è stato possibile negoziare siano sufficienti, ad oggi, a favorire un effettivo maggiore utilizzo della moneta elettronica. In relazione al fatto che la normativa europea ha introdotto le figure degli istituti di pagamento (2007/64/CE del 13 novembre 2007) e degli istituti di moneta elettronica (direttiva 2009/110/CE, del 16 settembre 2009) e che dal punto di vista tecnologico si prospettano nuove potenzialità per una maggiore efficienza dei servizi di pagamento alcune nostre organizzazioni stanno procedendo ad una ricognizione in tal senso, effettuando anche analisi di fattibilità. Inoltre, va considerato l importante ruolo che possono svolgere le associazioni di rappresentanza delle imprese nell incentivare l utilizzazione delle carte di pagamento. Non appena migliorato il quadro complessivo delle commissioni applicate potrebbero essere attivate, d intesa con le Associazioni di categoria delle imprese, azioni di moral suasion e campagne promozionali mirate ad incentivare l utilizzo delle carte di pagamento e, più in generale, a favorire una maggiore diffusione della cultura della moneta elettronica. 5

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