SINTESI DEI PRINCIPALI RISULTATI - VOLUME 1

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3 SINTESI DEI PRINCIPALI RISULTATI - VOLUME 1 SISTEMA INFORMATIVO EXCELSIOR I fabbisogni occupazionali delle imprese italiane nell industria e nei servizi per il 2008

4 Il Sistema Informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro - si colloca dal 1997 tra le maggiori fonti disponibili in Italia sui temi del mercato del lavoro e della formazione. Attraverso l indagine annuale Excelsior, inserita tra quelle uffi ciali con obbligo di risposta previste dal Programma Statistico Nazionale, vengono intervistate circa imprese con almeno un dipendente per conoscerne in modo analitico il fabbisogno di occupazione per l anno in corso. I dati in tal modo raccolti forniscono una conoscenza aggiornata, sistematica ed affi dabile della consistenza e della distribuzione territoriale, dimensionale e per attività economica della domanda di lavoro espressa dalle imprese, nonché delle principali caratteristiche delle figure professionali richieste (livello di istruzione, età, esperienza, diffi coltà di reperimento, necessità di ulteriore formazione, ecc.). L ampiezza e la ricchezza delle informazioni disponibili fanno di Excelsior un utile strumento di supporto a coloro che devono facilitare l incontro tra la domanda e l offerta di lavoro, ai decisori istituzionali in materia di politiche formative, nonché agli operatori della formazione a tutti i livelli. Le principali tavole in formato html e l intera base dati dell indagine sono consultabili al sito I Rapporti Excelsior 2008 sono stati realizzati da un gruppo di ricerca del Centro Studi Unioncamere, diretto da Claudio Gagliardi. Al gruppo redazionale hanno partecipato: Pietro Aimetti, Stefano Casagrande, Claudio Gagliardi, Andrea Gianni, Domenico Mauriello, Bruno Paccagnella, Enrico Quaini, Luisa Ribolzi, Luca Schionato, Carlo Vaghi, Francesco Vernaci, Paola Zito. Si ringrazia per gli spunti di rifl essione offerti il Comitato Scientifi co presieduto dalla Prof.ssa Luisa Ribolzi. La rilevazione diretta tramite questionario per le imprese di maggiori dimensioni è stata realizzata dagli Uffi ci di statistica delle Camere di commercio e delle Unioni Regionali delle Camere di commercio con il coordinamento dell equipe del Centro Studi Unioncamere. Unioncamere, per la realizzazione del Sistema informativo Excelsior, si è avvalsa della collaborazione della società Gruppo Clas di Milano per l impostazione metodologica e per tutte le attività di analisi ed elaborazione statistica. Le interviste alle imprese con meno di 250 dipendenti sono state realizzate con tecnica C.A.T.I. (Computer Aided Telephone Interview) dalla società Atesia S.p.A. del Gruppo Almaviva Italia. Unioncamere, 2008 Finito di stampare nel mese di settembre 2008 dalla tipografi a Prostampa Sud - Roma La riproduzione e/o diffusione parziale o totale delle tavole contenute nel presente volume è consentita esclusivamente con la citazione completa della fonte: Unioncamere Ministero del Lavoro, Sistema informativo Excelsior, 2008.

5 SOMMARIO CAPITOLO I - I programmi occupazionali delle imprese e le determinanti delle nuove assunzioni 1.1 Le tendenze dell occupazione nelle piccole, medie e grandi imprese Performance di mercato, strategie organizzative e fabbisogni occupazionali: il profi lo delle imprese che hanno programmato assunzioni nel Le imprese che non prevedono assunzioni: caratteristiche e motivazioni 22 CAPITOLO II - Fabbisogni occupazionali e sviluppo territoriale 2.1 Evoluzione della domanda di lavoro e nuovo profi lo competitivo delle imprese distrettuali Fabbisogni occupazionali e professionali dei sistemi di piccola, media e grande impresa nelle province italiane I fl ussi occupazionali in entrata nel mercato del lavoro: il divario tra Mezzogiorno e Centro-Nord 49 CAPITOLO III - Nuovi equilibri e persistenti criticità nel mercato del lavoro 3.1 Le tipologie contrattuali in entrata : un analisi in base alle motivazioni segnalate dalle imprese L evoluzione del lavoro dipendente fl essibile L utilizzo di collaboratori a progetto Modalità e canali utilizzati dalle imprese per la ricerca e la selezione di personale Diffi coltà di reperimento e carenze nella qualifi cazione in entrata L approccio delle imprese al lavoro immigrato: rallenta la domanda ma si innalza il suo profi lo qualitativo Donne, giovani e lavoratori over 55 : il gap rispetto agli obiettivi di Lisbona 99

6 TAVOLE STATISTICHE 107 Appendice 1 - Corrispondenza tra la classifi cazione di attività economica ATECO 2002 e i settori EXCELSIOR 193 Appendice 2 - Classificazione dei titoli di studio 197 Nota metodologica 201 Allegato 1 - Questionario di rilevazione (estratto) 219 Allegato 2 - Glossario 227

7 Capitolo I I programmi occupazionali delle imprese e le determinanti delle nuove assunzioni

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9 1.1 Le tendenze dell occupazione nelle piccole, medie e grandi imprese Nonostante i venti di crisi, gli imprenditori dichiarano di voler investire ancora una volta sulle risorse umane. L occupazione dovrebbe infatti mantenere un ritmo di crescita sostenuto anche nelle aspettative per il 2008, a conferma che il nostro sistema produttivo nel suo complesso ha la volontà di reagire alle difficoltà congiunturali e può continuare a generare occupazione, soprattutto grazie alle piccole e medie imprese. I dati disponibili attraverso il Sistema Informativo Excelsior con riferimento ai programmi di assunzione delle aziende per quest anno consentono di evidenziare alcuni fenomeni pienamente coerenti con gli andamenti del recente passato: andamenti che, da una parte, vedono ancora l uso estensivo del fattore lavoro come leva principale della crescita economica (a fronte di un ruolo minore svolto della produttività) ma che, al contempo, rivelano un graduale miglioramento del profilo qualitativo dei fabbisogni occupazionali. Il saldo occupazionale delle imprese extra-agricole dovrebbe portare a una crescita complessiva dei lavoratori dipendenti pari all 1% rispetto al 31 dicembre 2007: in valore assoluto, si tratterebbe della creazione netta di nuovi posti di lavoro nell arco dell anno, contro gli del 2007 e i del Da sottolineare che al momento della conclusione dell indagine Excelsior (aprile 2008) risultava già effettuato il 37,7% di tutte le assunzioni programmate nell anno. Tutto ciò sembra suggerire che, in questa particolare fase del ciclo economico, le aziende italiane sono ancora impegnate nella riorganizzazione del fattore lavoro, vista come una delle principali leve da attivare per affrontare con maggiori possibilità di successo la competizione sui mercati esteri e domestici. 9

10 Sistema Informativo Excelsior I fabbisogni occupazionali per il 2008 La crescita occupazionale attesa per il 2008 si presenta come sintesi di fenomeni di entità diversa rispetto a quelli registrati a partire dal Il tasso in entrata è infatti significativamente più elevato del passato (9,5% rispetto allo stock, includendo però anche la componente dei lavoratori stagionali) e, al contempo, il flusso delle uscite (pari all 8,5% dello stock) risulta anch esso in crescita, segnando così una chiara amplificazione delle tendenze caratterizzanti il recente passato circa il gross turnover. Movimenti e tassi di variazione occupazionale previsti dalle imprese Anni Movimenti previsti (valori assoluti)* Tassi di variazione previsti rispetto allo stock Entrate Uscite Saldo Entrata Uscita Saldo ,3 3,4 3, ,7 3,5 3, ,5 4,0 2, ,4 5,1 1, ,3 5,4 0, ,5 5,6 0, ,8 7,0 0, (1) ,5 8,5 1,0 (*) Valori assoluti arrotondati alle decine. (1) I dati 2008 comprendono anche le assunzioni di lavoratori stagionali, precedentemente escluse. Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, vari anni Per quanto riguarda le diverse componenti delle entrate, occorre innanzitutto evidenziare che il ricorso a lavoratori stagionali risulta in lieve flessione (passando dalle oltre unità previste per il 2007 alle circa del 2008), mentre le entrate a tempo determinato si mantengono stabili al 42,6% delle assunzioni programmate. Considerate queste due componenti della domanda di lavoro, non sorprende quindi rilevare che le uscite per scadenza di contratto rappresentino una quota di poco inferiore al 53% del totale. In aumento, invece, risultano le previsioni di assunzione a tempo indeterminato (dal 45,4% del 2007 al 47,4% del 2008), come si vedrà meglio nel prosieguo di questo volume. Il saldo netto dell occupazione non dovrebbe toccare in ugual misura tutte le classi dimensionali d impresa, evidenziando alcuni cambiamenti rispetto alle tendenze registrate nel Nel dettaglio, il 91,2% della nuova occupazione si concentra nelle piccole imprese (fino a 50 dipendenti), ma mentre le aziende di piccola dimensione (fino a 9 dipendenti) registrano anche per il 2008 il tasso di variazione più elevato (+2,7%, in crescita rispetto al 2007), quelle tra i 10 e i 49 dipendenti confermano invece il saldo dello scorso anno (+0,4%), rappresentando quindi poco meno del 10% dell incremento complessivo atteso per il A fronte di una sostanziale stabilità per la classe dipendenti (+0,1%), è quella compresa tra i 250 e i 499 dipendenti a presentare il risultato migliore (+0,4%) rispetto alla stabilità registrata nel Le grandi imprese (con oltre 500 dipendenti) hanno previsto di chiudere l anno con una leggera espansione della 10

11 Capitolo I: I programmi occupazionali delle imprese e le determinanti delle nuove assunzioni base lavorativa (+0,2%). Nel primo semestre 2008 si è tuttavia assistito ad un rapido deterioramento della congiuntura internazionale e, di conseguenza, un certo numero di grandi gruppi imprenditoriali ha preannunciato il ricorso alla cassa integrazione guadagni o ha messo in programma significative operazioni di ristrutturazione: per tale ragione, potrebbe pertanto verificarsi un ridimensionamento del saldo occupazionale delle grandi imprese rispetto alle loro iniziali previsioni. Tassi di variazione occupazionale previsti dalle imprese, per classe dimensionale Anni ,9 8,1 6,1 1-9 dip dip dip. 250 dip. e oltre Totale 3,9 4,0 3,3 3,2 2,4 2,8 3,1 2,7 0,9 1,8 0,4 2,4 0,8 2,2 0,6 0,0 1,3 1,1 0,1-0,2-2,0 0,9 0,9 0,8 1,0 0,7 0,8 0,4 0,4 0,3 0,3 0,2 0,0 0,1 0,1 0,4-0, Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, vari anni Con quasi posti di lavoro in più, le piccolissime imprese (1-9 dipendenti) rappresentando quindi ancora il maggiore serbatoio occupazionale in Italia. Tale risultato è sintesi di un espansione ancora ragguardevole delle micro-imprese manifatturiere (+2,5% il tasso di variazioni occupazionale nel 2008, contro il +2,2% del 2007) e dell edilizia (+2,9%, identico all anno precedente) e, soprattutto, di una ripresa delle piccolissime unità dei servizi, per le quali il tasso di variazione dovrebbe attestarsi sul +2,8% dopo il brusco crollo al +1,6% registrato nel Grazie all espansione occupazionale delle piccole imprese dei servizi, l intero aggregato del terziario mette a segno nel 2008 un tasso di variazione del +1,3%, superiore a quello dei due anni precedenti. L industria nel suo complesso fa registrare un tasso di crescita di poco più elevato del 2007 (+0,6% contro +0,5%), ma come esito di una dinamica diversa tra le sue due componenti: nel manifatturiero, crescita delle piccolissime 11

12 Sistema Informativo Excelsior I fabbisogni occupazionali per il 2008 aziende e attenuazione dei fenomeni di razionalizzazione in atto in quelle medio-grandi; sostanziale conferma degli andamenti del 2007 per l edilizia, con un turnover accentuato nelle strutture medio-grandi. Per l industria in senso stretto, la crescita di oltre unità lavorative rispetto al 2007 andrebbe quindi letta come un segnale di dinamismo, posto inoltre che, come si vedrà meglio più avanti, le imprese di questo comparto si mostrano essere sempre più impegnate nell investimento sulla qualità del lavoro richiesto, e non solo nell espansione della manodopera di cui disporre. A ciò si aggiunga poi che, secondo i risultati delle indagini congiunturali del Centro Studi Unioncamere, anche il primo semestre del 2009 dovrebbe vedere una prosecuzione delle tendenze che hanno caratterizzato il manifatturiero in questi ultimi mesi, e in particolar modo la componente di piccole e piccolissime dimensioni: il tasso di variazione dello stock occupazionale tra il secondo trimestre 2008 e il secondo trimestre dell anno successivo si attesterebbe infatti al +1,0% per le imprese con meno di 50 dipendenti, più di quanto previsto dai piccoli esercizi del commercio o del terziario avanzato. Con riferimento alle variazioni attese nel 2008 rispetto al 31 dicembre 2007, all interno delle attività manifatturiere si conferma la più elevata domanda di lavoro espressa dalle industrie dei metalli ( circa), anche se più contenuta rispetto al recente passato a causa di un andamento ancora positivo ma non certo entusiasmante delle attività collocabili nell indotto delle costruzioni. Continua la fase positiva della meccanica e dei beni strumentali, i cui programmi occupazionali per il 2008 prevedono una crescita di unità. Di tutto rispetto è anche il rafforzamento occupazionale previsto per il settore alimentare ( dipendenti previsti nel 2008, con un saldo pari a +0,8%) e, ancor più, per le industrie della fabbricazione di macchine elettriche, elettroniche, elettromedicali e strumenti di precisione (circa dipendenti in più), che tornano a far registrare un incremento dello stock di dipendenti (+0,5%) dopo la sostanziale stabilità del 2007 seguita a tre anni consecutivi di flessione. Risentono in parte dell andamento meno brillante delle costruzioni rispetto agli anni scorsi (ma pur sempre con il saldo più elevato, pari a posti di lavoro nel 2008) anche la lavorazione del legno e dell arredamento (con un tasso tuttavia di poco inferiore al punto percentuale) e le industrie della lavorazione dei minerali non metalliferi (vetro e ceramica), sostanzialmente stabili. Di segno opposto si presentano i programmi occupazionali delle imprese del settore chimico ( occupati, proseguendo una tendenza alla razionalizzazione organizzativa già rilevata negli ultimi anni) e del Sistema Moda (tessile/abbigliamento/calzature), che dovrebbe tuttavia vedere una sensibile attenuazione dei fenomeni di espulsione di manodopera degli ultimi anni (la flessione del tasso di variazione è inferiore, per la prima volta dal 2004, a un punto percentuale). Nel terziario non si rilevano invece andamenti negativi su scala settoriale per il 2008, ad eccezione anche quest anno dell istruzione e dei servizi formativi privati, che dovrebbero mettere a segno un risultato lievemente negativo (-0,2% il saldo). Nonostante andamenti congiunturali non particolarmente favorevoli in termini di giro d affari (con un saldo negativo fra imprese con aumento e con diminuzione del fatturato nel 2007), sembra 12

13 Capitolo I: I programmi occupazionali delle imprese e le determinanti delle nuove assunzioni I primi 10 e gli ultimi 5 settori in base al saldo occupazionale previsto dalle imprese per il 2008 Costruzioni Commercio al dettaglio Alberghi, ristoranti e servizi turistici Servizi avanzati alle imprese Industrie dei metalli Meccanica e mezzi di trasporto Commercio all'ingrosso Sanità e servizi sanitari privati Servizi operativi Informatica e telecomunicazioni Carta, stampa ed editoria Beni per la casa e tempo libero Energia, gas e acqua Chimica e farmaceutica Tessile, abbigliamento e calzature Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2008 proseguire la spinta occupazionale delle ditte del commercio al dettaglio, che prevedono di creare oltre nuovi posti di lavoro, con un tasso di crescita del +1,7%. Si tratterebbe di un espansione trainata essenzialmente dalle grandi strutture della distribuzione alimentare, dagli ipermercati, dai supermercati e dai grandi magazzini, a fronte di una frenata dei piccoli esercizi del dettaglio alimentare che apparirà ancor più evidente nei prossimi mesi. Secondo quanto risulta dalle indagini congiunturali del Centro Studi Unioncamere, infatti, le piccole e piccolissime imprese del commercio al dettaglio (sia nel campo dei prodotti alimentari, sia, ancor più, di quelli non alimentari) dovrebbero vedere nel loro insieme una flessione occupazionale di quasi mezzo punto tra il secondo trimestre del 2008 e il secondo trimestre del In questo stesso intervallo di tempo dovrebbe inoltre essere possibile evidenziare una più netta espansione occupazionale per le strutture del commercio all ingrosso rispetto a quanto previsto fino alla fine del 2008, con un tasso di variazione che dovrebbe raggiungere il +2% circa (contro una crescita attesa dell 1,2% dei dipendenti in forza alle aziende di questo comparto tra il 31 dicembre 2007 e il 31 dicembre 2008). 13

14 Sistema Informativo Excelsior I fabbisogni occupazionali per il 2008 Da segnalare, infine, la prosecuzione di un trend di ripresa per le attività dell informatica e delle telecomunicazioni, il cui tasso di crescita occupazionale dovrebbe raggiungere quasi un punto e mezzo percentuale. I servizi sono peraltro il settore dal quale, come di consuetudine, proviene la più consistente richiesta di personale stagionale: qui si concentra infatti poco più del 78% delle assunzioni stagionali previste nel 2008 (contro il 73% del 2007), mentre se ne contano appena nell industria. Come accennato, nel 2008 si rileva una certa flessione nel ricorso a personale stagionale (peraltro già rilevata tra il 2006 e il 2007), sintesi di una decisa contrazione nell industria ( entrate in meno, tutte concentrate nel manifatturiero) e di una crescita contenuta nei servizi (3.500 in più), dove si verificano tuttavia significativi cambiamenti a livello settoriale. Il commercio al dettaglio passa, infatti, da a entrate da un anno all altro, mentre negli alberghi e servizi turistici dovrebbero esserci addirittura assunzioni stagionali in meno; al contempo, cresce la domanda di tali figure nel settore della ristorazione. Nel complesso, l incremento della base occupazionale atteso per il 2008 si accompagna alla tendenza a innalzare il profilo del capitale umano attraverso l assunzione di figure high skill, ossia dirigenti, professioni ad elevata specializzazione e tecnici (20,8% delle entrate, contro il 18,2% del 2007). Un orientamento particolarmente frequente in settori manifatturieri quali la meccanica e l elettronica, ma anche nel settore chimicofarmaceutico, dove il ricorso particolarmente elevato a figure high skill si verifica pur in presenza di saldi occupazionali negativi, a conferma dei fenomeni di ristrutturazione e riposizionamento che ancora interessano questo settore. Tuttavia, va evidenziato che pure in alcuni settori tradizionali e a più elevata intensità di lavoro (segnatamente alimentari, sistema moda e arredamento) tende a crescere la domanda di figure di livello elevato (da un punto a tre punti in più rispetto al 2007) pur in presenza di tassi di variazione occupazionale stabili rispetto al recente passato (o, addirittura, negativi come nel caso dell abbigliamento). In questi comparti sarebbe dunque confermata la presenza di élite imprenditoriali che - pur senza ampliare la propria base occupazionale (e ricorrendo sempre più spesso all outsourcing) hanno continuato però ad espandersi sui mercati, sviluppando comportamenti innovativi soprattutto attraverso le politiche di marchio, il design, il marketing e investendo, di conseguenza, sul rinnovamento e sulla qualità del capitale umano. Nel terziario vengono confermati i sempre più articolati fenomeni di integrazione con le attività manifatturiere. Non a caso, l orientamento a investire (dal punto di vista sia quantitativo che qualitativo) nel capitale umano si verifica più di frequente fra le strutture di servizio tipicamente inserite in filiere verticali e impegnate nella rimodulazione o ammodernamento dell organizzazione e della formula aziendale. A livello territoriale, le previsioni formulate dalle imprese in termini di saldo occupazionale anche per il 2008 risultano leggermente più elevate al Sud (+1,5%). Le verifiche ex-post effettuate in passato hanno tuttavia consentito di evidenziare una certa tendenza alla sovrastima circa l entità dei programmi di assunzione delle imprese localizzate in quest area, contrariamente a quanto si verifica nelle regioni settentrionali: è possibile 14

15 Capitolo I: I programmi occupazionali delle imprese e le determinanti delle nuove assunzioni Tasso di variazione occupazionale previsto per il 2008 e quota % di assunzioni high skill sul totale nei settori del manifatturiero 1 1,5 Lavorazione Meccanica e mezzi di trasporto Alimentari 1,0 Legno e arredamento Ind. elettriche ed elettroniche 0,5 Gomma e mat. plastiche Minerali non metalliferi 0,0 media manifatturiero % assunzioni high skill su totale 2008 Ind. beni per la casa e tempo libero -0,5 Tessile, abbigliamento e calzature Carta, stampa ed editoria -1,0 Chimica e farmaceutica -1,5 tasso di variazione occupazionale 2008 (1) La dimensione delle bolle è data dalla quota di assunzioni di profili professionali prima non presenti in azienda Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2008 pertanto che i fenomeni di lavoro irregolare possano influenzare non marginalmente il confronto tra previsioni ex-ante formulate dagli imprenditori e verifiche ex-post effettuate sulla base dei dati amministrativi e delle rilevazioni Istat sulle Forze di Lavoro. Le regioni del Nord Italia risultano comunque anch esse in crescita, con il Nord Ovest che passa dal +0,4% al +0,7% (ma resta l area con il tasso di variazione più contenuto) e il Nord-Est dallo 0,8% all 1,0%. Il Centro, tradizionalmente alle spalle del Mezzogiorno, recupera un decimo di punto percentuale rispetto allo scorso anno. Il più alto saggio di crescita su scala regionale è atteso per il quarto anno di seguito dal Molise (+3,3%, poco distante dal +3,1% del 2007), che supera di gran lunga la Calabria (+2,2%, il doppio rispetto all anno precedente) e la Sicilia (+1,6%, un risultato del tutto simile a quello rilevato nel 2007). Tra le altre regioni meridionali, riprendono un po di slancio le previsioni delle imprese della Sardegna (+0,8%, contro un precedente +0,4%) e della Puglia (da +0,9% a +1,3%), a fronte di andamenti pressoché stazionari previsti dalle imprese della Campania (+1,5%) e dell Abruzzo (+1,3%). Al Centro si segnala una leggera crescita della dorsale tirrenica, con incrementi superiori alla media dalla provincia toscana di Livorno fino a quasi tutte quelle del Lazio; sull Adriatico va evidenziata una crescita occupazionale sostenuta solo per Pesaro, pur mantenendosi le altre province 15

16 Sistema Informativo Excelsior I fabbisogni occupazionali per il 2008 marchigiane ancora su variazioni di segno positivo. Al Nord non si segnalano andamenti particolarmente diversi rispetto al 2007, se non nel caso del Friuli Venezia Giulia (+1,3%, la crescita più sostenuta di tutto il Centro-Nord) e della fascia che, partendo dall Alto Adige, arriva fino all Emilia. Le province venete (con la sola eccezione di Treviso, Padova e, soprattutto, Venezia) fanno registrare un lieve incremento in confronto al recente passato, con Rovigo e Vicenza che si attestano al di sopra del valore medio nazionale. Il Piemonte risale la china (+0,6%) dopo previsioni occupazionali stazionarie. Se Biella, storico distretto del tessile-abbigliamento, appare ancora attraversata da fenomeni di ristrutturazione (+0,2%, il più basso della regione insieme a quello di Novara, ma con un segno opposto rispetto al recente passato), segnali incoraggianti provengono dall area Asti-Cuneo-Torino-Alessandria, le cui aziende dovrebbero chiudere l anno con saldi nuovamente positivi. Tassi di variazione occupazionale previsti per il 2008, per provincia Saldo previsioni 2008 valori in % 1,55 a 3,83 (24) 0,91 a 1,55 (26) 0,58 a 0,91 (27) -0,22 a 0,58 (26) Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior,

17 Capitolo I: I programmi occupazionali delle imprese e le determinanti delle nuove assunzioni Se lette in un ottica di più lungo periodo, le tendenze appena illustrate portano a focalizzare l attenzione sul modello di sviluppo espresso da ciascun territorio (con quanto ne consegue anche in termini di percorsi di crescita strategica attraverso relazioni con il contesto produttivo esterno e dimensionale delle imprese), nella convinzione che siano queste le variabili che maggiormente influiscono sulla quantità e sulla qualità dei fabbisogni occupazionali espressi delle imprese. Su questi temi si tornerà nel capitolo successivo del presente Rapporto, nel quale si proveranno a individuare alcune determinanti negli squilibri che caratterizzano l evoluzione del mercato del lavoro italiano, in primo luogo a livello territoriale. Trend occupazionale ancora positivo e upgrading qualitativo della domanda di lavoro: anche se in misura ancora da verificare sulla base della diversa articolazione di tali fenomeni legata al profilo delle imprese, sono questi i fattori attraverso i quali potrebbe essere possibile evidenziare un segnale di discontinuità nei percorsi di crescita seguiti dal sistema produttivo italiano. È presto per dire se dietro al maggiore e più elevato livello delle figure in entrata ci sia la volontà strategica di molte aziende di innestare nuove tecnologie sui processi industriali tradizionali. Ma è certo che i dati del Sistema Informativo Excelsior devono spingere a riflettere sulle leve da attivare per far sì che la fase congiunturale attuale si trasformi in effettivo sviluppo: non più produttività a scapito di occupazione o viceversa ma interventi mirati alla crescita di entrambe le dimensioni. 1.2 Performance di mercato, strategie organizzative e fabbisogni occupazionali: il profilo delle imprese che hanno programmato assunzioni nel 2008 Nel 2008, i flussi occupazionali in entrata sul mercato del lavoro fanno riferimento, nel complesso, al 28,5% delle imprese con dipendenti, una quota che appare tuttavia sensibilmente diversa a livello settoriale: le lavorazioni manifatturiere e le costruzioni presentano una più diffusa propensione ad assumere rispetto al terziario (circa il 31% per il totale dell industria, contro il 27% dei servizi). Le traiettorie di crescita occupazionale appaiono inoltre fortemente legate ad alcuni elementi caratterizzanti il profilo aziendale, che possono spiegare alcune differenze esistenti nei fabbisogni occupazionali. Spicca innanzitutto una rappresentatività relativamente più elevata delle aziende assumenti al crescere della taglia dimensionale: per le piccole imprese (fino a 49 dipendenti) esse rappresentano il 26% del totale, per raggiungere poi l 80% delle medie (fra i 50 e i 499 dipendenti) e il 96% delle grandi (che tuttavia mostrano, come visto, saldi relativamente meno elevati). 17

18 Sistema Informativo Excelsior I fabbisogni occupazionali per il 2008 Imprese che hanno programmato assunzioni di personale dipendente, per settore di attività, ripartizione territoriale e classe dimensionale In % sul totale - Anni 2007 e dipendenti e oltre dipendenti dipendenti dipendenti 1-9 dipendenti Sud e Isole Centro Nord-Est Nord-Ovest Servizi Costruzioni Industria in senso stretto TOTALE Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, vari anni Collegata a tale andamento è poi la tendenza rilevata per forma giuridica, posto che più di frequente si rilevano programmi di assunzione tra le formule societarie (maggiormente diffuse tra le unità di più grandi dimensioni) rispetto alle ditte individuali: la quota di imprese che hanno programmato nuove entrate nel 2008 è nel primo caso pari a quasi il triplo della seconda tipologia aziendale (47% contro 18%). Sono peraltro proprio alcuni settori del Made in Italy tradizionale (arredamento, alimentari, metalli) quelli in cui la scelta di operare sul mercato attraverso forme giuridiche più complesse determina orientamenti occupazionali più dinamici rispetto alla media del settore di appartenenza. È quindi da attribuire a questa élite di imprese (per lo più di medie e medio-grandi dimensioni) un saldo occupazionale che in questi comparti raggiunge come visto valori superiori alla media dell industria manifatturiera. Nell ambito del terziario, un maggior orientamento delle società di capitale all ampliamento o al rinnovamento della forza lavoro disponibile appare evidente (oltre che nelle imprese del credito) nel caso dei servizi in cui l offerta appare maggiormente parcellizzata, come nel caso del commercio al dettaglio e della filiera turistica. Tale circostanza, se letta insieme a una quota crescente di società di persone e ditte individuali assumenti nel corso degli anni, potrebbe molto probabilmente indicare una tendenza all irrobustimento dimensionale di una fascia delle imprese operanti in tali comparti. 18

19 Capitolo I: I programmi occupazionali delle imprese e le determinanti delle nuove assunzioni Quota di imprese manifatturiere che hanno programmato assunzioni di personale dipendente in totale e per le sole società di capitali nel 2008 Beni per casa e tempo libero Ind. elettriche ed elettroniche Meccanica e mezzi di trasporto Lavorazione metalli Minerali non metalliferi Gomma e materie plastiche Chimica, farmaceutica e petrol. Carta, stampa ed editoria Legno e mobile Tessili, abbigliamento e calzature Alimentari, bevande e tabacco 23,0 soc. di capitale 36,2 33,4 39,6 33,5 31,4 36,9 27,7 34,8 27,0 29,0 30,1 totale 47,0 49,5 48,0 45,4 45,9 45,5 51,2 49,5 56,8 58,9 Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2008 Oltre alle caratteristiche strutturali del profilo d impresa, quelle che potremmo definire come variabili strategiche o comportamentali sembrano influire in misura talvolta anche più intensa sui programmi di assunzione aziendali. La prima di tali variabili è rappresentata dalle performance di mercato. Il 43% circa delle aziende che hanno visto aumentare il giro d affari nel 2007 ha programmato almeno una assunzione nel 2008, ossia 15 punti percentuali in più rispetto alla media. Il rapporto presenta anche in questo caso alcune differenze tra le diverse attività economiche, sia a livello macro-settoriale (il legame appare più stretto nell industria, indicando per questo comparto una maggiore elasticità della domanda di lavoro agli andamenti di mercato), sia a livello di singole attività economiche. Tra le attività industriali, si distinguono anche in questo caso quelle operanti in alcuni settori tradizionali (alimentare, beni per la casa, ecc.), dal momento che associano più di frequente l aumento del fatturato alla tendenza ad ampliare o ad ammodernare il capitale umano aziendale: la percentuale di imprese assumenti tra quelle che hanno incrementato il giro d affari risulta infatti dai 14 ai 17 punti superiore a quanto rilevato per ciascun settore nel suo complesso. Nei servizi, le quote più elevate di aziende assumenti tra quelle con fatturato in crescita si registrano nel credito, nell informatica e nelle telecomunicazioni (settori in cui peraltro si prevede anche una significativa crescita occupazionale). 19

20 Sistema Informativo Excelsior I fabbisogni occupazionali per il Imprese manifatturiere che hanno programmato assunzioni di personale dipendente nel 2008, per settore di attività Quota % sul totale delle imprese e su quelle con incremento del fatturato nel TOTALE ECONOMIA Industria in senso stretto Estrazione di minerali Alimentari, bevande e tabacco Tessili, abbigliamento e calzature Legno e mobile Carta, stampa ed editoria Chimica, farmaceutica e petrol. Gomma e materie plastiche Minerali non metalliferi Lavorazione metalli Meccanica e mezzi di trasporto Ind. elettriche ed elettroniche Beni per casa e tempo libero Energia, gas e acqua Costruzioni Totale imprese assumenti Imprese assumenti con incrementi del fatturato Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2008 Ancora più rilevante appare il fatto che l adozione di strategie innovative e l orientamento ai mercati esteri implichino, nel complesso, un impatto positivo in termini di domanda di lavoro. La quota di imprese assumenti nel 2008 sale infatti fino al 40,1% per quelle che hanno sviluppato nell ultimo anno nuovi prodotti o nuovi servizi e al 38,5% per le export oriented (con un picco del 42% per le esportatrici dell industria in senso stretto). Scendendo più nel dettaglio dell analisi, si evidenziano alcune diversità di comportamento tra le varie attività industriali. Laddove è già di per sé rilevante la quota di export oriented come nella chimica e nella meccatronica non sorprende osservare un legame molto stretto tra capacità esportativa e orientamenti occupazionali positivi, con fasce di aziende assumenti che sopravanzano di quasi dieci punti percentuali la media di settore. Tuttavia, anche per alcune attività tipiche del Made in Italy (come alimentare, minerali non metalliferi e, in misura più contenuta, il sistema moda ) e per la carta ed editoria la presenza sui mercati internazionali pur se talvolta meno consistente rispetto ad altri comparti - sembra decisamente influire sui programmi occupazionali, posto che in tutti questi casi la quota di imprese assumenti all interno di quelle esportatrici si mantiene ben al di sopra della media del settore. Si confermerebbe dunque anche attraverso quest analisi l esistenza di fenomeni di selezione e gerarchizzazione interna a questi comparti, con una quota di imprese export oriented più contenuta ma estremamente attenta alla valorizzazione del capitale umano. Si tratterebbe, con buona probabilità, di 20

21 Capitolo I: I programmi occupazionali delle imprese e le determinanti delle nuove assunzioni 60 Imprese dei servizi che hanno programmato assunzioni di personale dipendente nel 2008, per settore di attività Quota % sul totale delle imprese e su quelle con incremento del fatturato nel TOTALE ECONOMIA Totale servizi Commercio al dettaglio Comm. e ripar. autoveicoli Commercio all'ingrosso Alberghi, ristoranti e serv. turistici Trasporti e attività postali Informatica e telecomunicazioni Servizi avanzati alle imprese Credito, assicuraz. e serv. finanziari Serv. operativi alle imprese e alle persone Istruzione e servizi formativi privati Sanità e servizi sanitari privati Altri servizi alle persone Studi professionali Totale imprese assumenti Imprese assumenti con incrementi del fatturato Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2008 imprese identificabili in quelle società di medie e medio-grandi dimensioni dal marchio riconoscibile sul mercato nazionale e internazionale, collocate nei segmenti a valle della filiera e a maggior contenuto di valore aggiunto. Se a un diffuso orientamento all assunzione non sembra quindi poi corrispondere, nel caso di molte imprese export oriented, un ampliamento netto della base occupazionale (si pensi, tra l altro, proprio al caso del sistema moda ), significa che si è con buona probabilità ancora in presenza di fenomeni di riorganizzazione dell assetto produttivo di tali aziende, necessaria a conquistare o a rafforzare la propria posizione su segmenti di mercato in cui poter competere con maggior possibilità di successo. A conferma di ciò, basti pensare che le imprese industriali esportatrici richiedono con maggior frequenza il possesso di un diploma o di un titolo universitario e, soprattutto, esprimono una domanda sensibilmente più consistente di figure high skill (dirigenti, impiegati con elevata specializzazione e tecnici). Nel terziario vengono confermati i fenomeni di integrazione o inter-relazione con le attività manifatturiere. Non a caso, l orientamento a investire nel capitale umano avviene più di frequente fra le imprese che, per rispondere alle esigenze degli altri segmenti delle filiere in cui sono inserite (si pensi ai casi dei servizi avanzati alle imprese e dei trasporti), sono sempre più impegnate nell ammodernamento dell organizzazione e dei servizi offerti. 21

22 Sistema Informativo Excelsior I fabbisogni occupazionali per il 2008 Imprese manifatturiere esportatrici e innovatrici che hanno programmato assunzioni di personale dipendente nel 2008, per settore di attività Quota % sul totale, per ciascuna tipologia di impresa Beni per casa e tempo libero Ind. elettriche ed elettroniche Meccanica e mezzi di trasporto Lavorazione metalli Minerali non metalliferi Gomma e materie plastiche Chimica, farmaceutica e petrol. Carta, stampa ed editoria Legno e mobile Tessili, abbigliamento e calzature Alimentari, bevande e tabacco Industria in senso stretto TOTALE Totale imprese assumenti Imprese esportatrici che assumono Imprese innovatrici di prodotto che assumono Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, Le imprese che non prevedono assunzioni: caratteristiche e motivazioni Il 71,5% delle imprese con almeno un dipendente dichiara di non essere intenzionato ad assumere personale nel corso del 2008; si tratta di una quota significativa ma già più bassa rispetto a quanto rilevato nel 2007 (73,4%), nel 2006 (76,6%) e, soprattutto, nel 2005, anno in cui si era toccato il valore massimo (77,2%) dall inizio del decennio. Sono ancora una volta le imprese più piccole (1-49 dipendenti) a segnalare l intenzione di non procedere ad assunzioni (74,0%); con l aumento della dimensione decresce invece il numero di aziende che esclude di assumere, attestandosi al 16,2% per la media di quelle con almeno 50 dipendenti. È, dunque, essenzialmente da attribuire a queste ultime la più elevata propensione ad effettuare assunzioni nel corso dell anno, posto che la quota di non assumenti (cambiata di poco tra le piccole e piccolissime imprese) diminuisce di ben 6 punti percentuali in due anni per le medie e le grandi aziende (era pari al 22,2% nel 2006). Nei settori dei servizi si registra una quota più elevata di imprese che dichiarano di non volere (o di non potere) ampliare la propria base occupazionale (73,2%, circa tre punti percentuali in meno rispetto al 2007). La banda di oscillazione all interno delle attività terziarie è abbastanza ampia: si va dal 63,3% del credito e assicurazioni (che quest an- 22

23 Capitolo I: I programmi occupazionali delle imprese e le determinanti delle nuove assunzioni no è stato di nuovo scalzato dal settore della sanità e dei servizi sanitari privati, salito al 64,6%) fino all 88,3% degli studi professionali, che si confermano essere le attività dove, date le peculiarità organizzative, minore è la propensione a crescere di dimensione. Nell industria, la percentuale di aziende senza assunzioni previste si attesta poco al di sotto del 69%, con un lieve scarto tra edilizia e attività manifatturiere (la prima sopravanza le seconde di meno di due punti percentuali). Ancora scarso appare l orientamento ad incrementare la base occupazionale da parte delle imprese del settore dei beni per la casa (77%), a fronte di prospettive sempre migliori per il sistema moda (dove le non assumenti passano dall 80% del 2005 fino al 71% del 2008). Diverse sono le motivazioni addotte dalle imprese a sostegno della scelta di non assumere personale nel corso del Rispetto agli ultimi anni, la numerosità delle imprese che reputano di trovarsi in condizioni di non poter prevedere nuove assunzioni appare sensibilmente più contenuta (circa il 61%, a fronte del 64% del 2007 e del 68% del 2006) ma all interno di questo raggruppamento sono più frequenti rispetto al 2007 le dichiarazioni riconducibili alla sfavorevole situazione congiunturale: 48,6% contro il 42,9%, del 2007 e, quindi, anche più del 43,4% rilevato in un anno di stagnazione quale il Tali circostanze sembrano indicare che vi è una fascia ancora consistente di operatori (facenti riferimento essenzialmente ad aziende di piccole e piccolissime dimensioni, concentrate nel settore manifatturiero e localizzate al Centro-Sud) che non mostra molta fiducia nella ripresa dell economia per l immediato futuro, tale da legarvi anche programmi di espansione occupazionale. L incertezza sugli andamenti del mercato rappresenta dunque - ed è una circostanza mai verificata finora - la motivazione più di frequente indicata per giustificare la sospensione dei progetti di sviluppo occupazionale. Segue ora, sia pur a breve distanza (46% contro 48,6%), quella di aver già un organico sufficiente rispetto alle attuali esigenze produttive: la minore diffusione di tale dichiarazione rispetto al recente passato potrebbe essere interpretata anche come il graduale esaurimento della spinta verso una dimensione organizzativa maggiore e più idonea a gestire le nuove sfide del mercato da parte di una quota consistente di imprese, soprattutto nei servizi. Marginali risultano infine motivi quali l elevato costo del lavoro, la difficoltà di reperimento di personale in zona o i fenomeni di ristrutturazione aziendale in corso. Risale ulteriormente (passando al 10,3% di quelle che non assumeranno nel 2008, dopo l 8% del 2006 e il 9,3% del 2007) la quota di imprese pronte a creare nuova occupazione al verificarsi di determinate condizioni - riconducibili essenzialmente ad una eventuale riduzione del costo del lavoro o della pressione fiscale. Cambia tuttavia il rapporto tra questi due presupposti: aumentano sensibilmente le segnalazioni circa la necessità di ridurre la pressione fiscale (dal 38,5% al 48,3% delle aziende che assumerebbero se mutassero le condizioni esterne) e, al contempo, diminuiscono in misura marcata quelle riferite alla diminuzione del costo del lavoro (dal 45,6% al 39,1%). Viene inoltre richiesta una maggior flessibilità nella gestione del personale (4,4%, quota tuttavia quasi dimezzata rispetto al 2007) e una maggiore trasparenza dell offerta di lavoro in loco (6%). 23

24 Sistema Informativo Excelsior I fabbisogni occupazionali per il 2008 Imprese che non assumeranno personale dipendente e relative motivazioni Anni 2008, 2007 e 2006 (quota % sul totale) Imprese che non assumeranno personale dipendente Imprese che non assumerebbero comunque Imprese che assumerebbero qualora... Maggiore flessibilità gestione del personale Facoltà reperimento personale in zona Condizioni per l assunzione (valori %) Ridotta pressione fiscale Minor costo del lavoro Assenza di problemi logistici Altre condizioni ,5 61,1 10,3 4,4 5,9 48,3 39,1 1,6 0, ,4 64,1 9,3 8,1 4,6 38,5 45,6 0,9 2, ,6 68,6 8,0 6,0 4,3 34,2 51,1 1,7 2,7 Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, vari anni I settori in cui risulta essere ancora consistente la fascia di imprese che non riesce a inserirsi nei circuiti più alti della competizione (come alcuni comparti del manifatturiero tradizionale, con a capo i beni per la casa e il sistema moda ) o che soffrono in modo particolare dell andamento dei consumi (commercio, ristorazione e turismo) imputano con maggior frequenza ai problemi di mercato la scelta di non assumere nuovo personale e considerano in molti casi la pressione fiscale uno dei principali vincoli allo sviluppo aziendale e, nello specifico, alla crescita occupazionale. I primi dieci settori che non assumeranno personale dipendente nel 2008, secondo i motivi di non assunzione Imprese che non assumerebbero comunque Imprese che assumerebbero con condizioni diverse da quelle attuali 1 ) Studi professionali 82,4 1 ) Altri servizi alle persone 13,2 2 ) Commercio all ingrosso 69,8 2 ) Alberghi, ristoranti e servizi turistici 10,5 3 ) Commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli 69,7 3 ) Industrie del legno e del mobile 10,4 4 ) Commercio al dettaglio 69,5 4 ) Commercio al dettaglio 10,2 5 ) Ind. beni per la casa, tempo libero e altre manifatturiere 66,9 5 ) Commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli 10,2 6 ) Servizi operativi alle imprese e alle persone 66,5 6 ) Istruzione e servizi formativi privati 10,0 7 ) Servizi avanzati alle imprese 65,0 7 ) Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco 9,4 8 ) Altri servizi alle persone 64,4 8 ) Informatica e telecomunicazioni 9,4 9 ) Informatica e telecomunicazioni 64,3 9 ) Sanità e servizi sanitari privati 9,3 10 ) Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco 63,6 10 ) Industrie della carta, della stampa ed editoria 9,3 Totale 64,1 Totale 9,3 Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2008 Ancor più che la riduzione del costo del lavoro (dove di recente si è per lo più concentrata l attenzione dei policy makers), sarebbe quindi una diminuzione del carico fiscale a rendere possibile l ampliamento della platea delle imprese intenzionate a procedere a nuove assunzioni, soprattutto in alcuni settori tradizionali dell industria leggera (alimentare, arredamento, minerali metalliferi e non metalliferi, beni per la casa, abbigliamento) e nelle attività di servizio rivolte alle persone (servizi alle famiglie, attività ricreative e culturali, commercio) che più di altre stanno subendo i contraccolpi di una congiuntura meno favorevole del recente passato. 24

25 Capitolo II Fabbisogni occupazionali e sviluppo territoriale

26

27 2.1 Evoluzione della domanda di lavoro e nuovo profilo competitivo delle imprese distrettuali I primi anni di questo decennio sono stati segnati da profondi cambiamenti nel modello organizzativo e gestionale delle imprese distrettuali. La necessità di rispondere in maniera adeguata alle sfide della globalizzazione ha comportato innanzitutto un ridisegno del profilo di molti distretti: maggiore verticalizzazione ed affermazione sempre più netta di leader di più grandi dimensioni, riorganizzazioni e diversificazioni produttive, delocalizzazioni, ridefinizione delle modalità di approccio ai mercati sono i segnali di una profonda trasformazione - non certo indolore - del modello distrettuale tradizionale, cui è corrisposto un nuovo ruolo del territorio e del rapporto tra aziende e istituzioni locali. Sono poi cambiate le strategie aziendali, anche in misura diversa all interno dello stesso settore di specializzazione o dello stesso distretto: nuovi assetti manageriali, sviluppo di comportamenti innovativi sul prodotto, ricerca di canali distributivi su più vasta scala, internalizzazione di componenti immateriali (design, marchio, ecc.) rappresentano la frontiera competitiva di molte imprese distrettuali, che vedono oggi nel capitale umano di cui disporre un asset competitivo di primaria importanza. Nella transizione verso un nuovo modello la cui importanza sta nei fattori immateriali e nella capacità di arricchire le funzioni produttive con attività terziarie ad elevato contenuto strategico, risulta infatti ancor più centrale che in passato la risorsa umana, che resta l ingrediente indispensabile dell upgrading qualitativo del sistema aziendale. Per valutare i cambiamenti intervenuti col tempo nell investimento in capitale umano da parte dei sistemi produttivi distrettuali, da tre anni il Sistema Informativo Excelsior mette a 27

28 Sistema Informativo Excelsior I fabbisogni occupazionali per il 2008 disposizione informazioni dettagliate sui loro fabbisogni occupazionali, attraverso alcune stime sull entità e sul profilo delle assunzioni programmate dalle imprese ivi localizzate. I distretti industriali cui si fa riferimento in questo paragrafo sono i 156 individuati dall Istat alla fine del 2005, sulla base dei dati dell 8 Censimento generale dell industria e dei servizi Per ciascuno degli otto settori di specializzazione distrettuale sono stati esposti in dettaglio solo i dati relativi ai 72 distretti la cui occupazione in tale settore rappresenta almeno il 20% del relativo totale per la provincia di appartenenza; 2 nel caso di distretti ricadenti su più province, l attribuzione è stata fatta con riferimento a quella più rilevante in termini di occupati. I programmi occupazionali delle imprese localizzate nei distretti industriali evidenziano alcune chiare differenze, in termini comparativi, rispetto al resto delle aziende manifatturiere italiane. Per il 2008, tali differenze sembrano riguardare essenzialmente il profilo qualitativo delle assunzioni programmate e molto meno soprattutto rispetto al passato - il versante quantitativo: per le specializzazioni manifatturiere dei distretti il tasso di variazione occupazionale previsto (con riferimento ai soli lavoratori dipendenti) si attesta infatti per la prima volta su un livello di poco inferiore a quello delle imprese manifatturiere non distrettuali: il saldo è pari rispettivamente a +0,3% e a +0,4%, con un differenziale che si è andato a mano a mano a ridurre rispetto al 2006 (mezzo punto percentuale di scarto) e al 2007 (tre decimi di punto). Tali variazioni sembrerebbero dunque indicare che siano ormai in attenuazione i fenomeni di riorganizzazione prima fortemente caratterizzanti le aree distrettuali, molte delle quali evidenziano oggi segnali di una ritrovata capacità di generare nuova occupazione. Il ruolo dei distretti nello sviluppo occupazionale a livello locale appare particolarmente evidente nel caso della meccanica (+0,9% il tasso di variazione), mentre in graduale recupero appaiono alcune specializzazioni tradizionali come quelle agroalimentari (da -0,3% a +0,3%) e del sistema moda (pur restando ancora di segno negativo). Anche per il 2008, le imprese distrettuali della gomma e della plastica, dei beni per la casa (arredamento, ceramica, vetro, ecc.) e dell oreficeria vedono un andamento in controtendenza rispetto a quello generale, con una variazione occupazionale più contenuta rispetto al passato ma che si mostra ancora di segno positivo (ad eccezione dell ultimo di questi tre settori). 1 La stima delle dimensioni e delle caratteristiche delle assunzioni programmate dalle imprese localizzate nei 156 sistemi distrettuali è stata effettuata mediante apposite procedure di elaborazione dei dati provinciali dell indagine Excelsior. I dati esposti si basano su una frazione sondata di imprese pari al 13,5% di quelle operanti nelle aree e nei settori di specializzazione di tali distretti. Per le procedure di stima e riporto all universo dei risultati di indagine, si veda: Unioncamere, Ministero del Lavoro, La metodologia del Sistema Informativo Excelsior sulla domanda di lavoro, Roma, Tali distretti rappresentano il 68% di quelli citati da almeno altre tre fonti oltre quella del CIS Per il dettaglio di tali fonti, si veda: Unioncamere-Ministero del Lavoro, Rapporto Excelsior 2007, Roma,

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