Nucleo di Valutazione - Relazione Annuale 1999

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1 1. GESTIONE STRATEGICA 1.1. Il Fondo di Finanziamento Ordinario L'art. 5 della legge 537/93 prevede che nel fondo per il finanziamento ordinario delle università siano comprese:! una quota base, da ripartirsi tra le università in misura proporzionale alla somma dei trasferimenti statali e delle spese sostenute direttamente dallo Stato per ciascuna università nell'esercizio 1993;! una quota di riequilibrio da ripartirsi con riferimento a standard di costi di produzione per studente e a obiettivi di qualificazione della ricerca, tenuto conto delle dimensioni e delle condizioni ambientali e strutturali. Il riequilibrio è finalizzato anche alla riduzione dei differenziali dei costi standard di produzione nelle diverse aree disciplinari, tenendo conto delle diverse specificità e degli standard europei. Lo stesso art. 5 prevede che a partire dal 1995 la quota base del fondo per il finanziamento ordinario delle università sia progressivamente ridotta e la quota di riequilibrio dello stesso fondo venga aumentata di pari importo. La quota di riequilibrio concorre al finanziamento a regime delle iniziative realizzate in conformità ai piani di sviluppo. Le proposte tecniche utili alla definizione dei criteri di riparto della quota di riequilibrio del fondo per il finanziamento ordinario delle Università furono affidate all'osservatorio per la valutazione del Sistema Universitario ora Comitato per la Valutazione del Sistema Universitario. La legge 449/97, art. 51, comma 5 (legge collegata alla Finanziaria per il 1998) ha previsto di considerare nella ripartizione della quota di riequilibrio anche la quota relativa alla spesa per il personale di ruolo sul FFO. I criteri per il riparto della quota di riequilibrio per gli anni 1995 e 1996 sono stati elaborati dalla Commissione Tecnica per la Spesa Pubblica del Ministero del Tesoro. Negli anni 1995 è stato proposto un meccanismo riconfermato negli anni 1996 e 1997 che seppur con qualche variazione si basa sulla determinazione del costo standard per studente di ciascun ateneo e del corrispondente costo standard per studente dell intero sistema universitario. Con tale metodo ciascun ateneo ottiene una parte della quota di riequilibrio pari all incidenza del costo standard totale dell ateneo sul costo standard dell intero sistema universitario. Di seguito vengono riportate, nel corso degli anni, le percentuali di riduzione della quota base del fondo per il finanziamento ordinario da destinare alla quota di riequilibrio:! ,5%! ,5%! %! ,5! % Nella tabella che segue si riportano le assegnazioni ministeriali al Politecnico di Torino suddivise per quota base e quota di riequilibrio. 3

2 F. F. O Quota base Riequilibrio TOTALE La quota di riequilibrio per il 1997 è stata ripartita tra i singoli Atenei in proporzione all'incidenza del costo standard di ciascun Ateneo sul costo standard del sistema universitario. Il costo standard di ciascun Ateneo è calcolato moltiplicando il costo standard per studente per il numero degli iscritti nell'a.a ed il costo standard complessivo del sistema universitario è determinato dalla somma dei costi standard di ciascun Ateneo. Per lo stesso anno è stata prevista una quota aggiuntiva di 65 miliardi destinata ad incremento della quota di riequilibrio ripartita con i seguenti criteri:! 25 miliardi da ripartire tra quegli Atenei che risultino sottofinanziati! 20 miliardi da ripartire tra quegli Atenei che abbiano indicatori di efficacia, nei risultati dei processi formativi, migliori rispetto ai valori medi nazionali! 20 miliardi da ripartire soltanto tra quegli Atenei che nel 1996 abbiano reso disponibili per la ricerca scientifica "non finalizzata" (ex 60%) una quota di risorse superiore a quanto attribuito dal MURST nel Il Politecnico di Torino è stato fortemente premiato con un'assegnazione per il riequilibrio 1997 di oltre 4 miliardi. L'Osservatorio per la valutazione del sistema universitario è stato chiamato a formulare una proposta per il riparto della quota di riequilibrio triennio Nella sua analisi l'osservatorio ha proposto che l'attribuzione del FFO debba essere innanzitutto collegata:! alla domanda di formazione per area disciplinare! ai risultati ottenuti nella didattica! ai risultati ottenuti nella ricerca ed ha proposto che per la determinazione della quota di riequilibrio si faccia riferimento alla domanda di formazione ed ai risultati dell'attività di formazione e di ricerca nella seguente proporzione:! 55% in relazione alla domanda di formazione! 20% in relazione ai risultati ottenuti nell'attività di formazione! 25% in relazione ai risultati ottenuti nell'attività di ricerca. Il Ministero, recependo alcune indicazioni dell'osservatorio per la valutazione del sistema universitario, ha ritenuto di utilizzare quali criteri per il riparto della quota di riequilibrio anni 1998 e 1999 la domanda di formazione ed i risultati del processo di formazione pesati rispettivamente 0,7 e 0,3. Anche con questi criteri il Politecnico di Torino ha ottenuto consistenti finanziamenti. 1 "Il riparto della quota di riequilibrio del fondo per il finanziamento ordinario delle Università: proposte per il triennio " - Osservatorio per la valutazione del sistema universitario Doc. 3/98 4

3 Fondo per il 1.2. Il Progetto di decongestionamento del Politecnico di Torino La legge finanziaria per il 1997 (L. 662/96 art. 1 comma 90) ha delegato il Ministro ad adottare provvedimenti finalizzati alla graduale separazione organica degli Atenei, anche preceduta da suddivisioni di Facoltà e Corsi di laurea laddove sia superato il numero di studenti e docenti stabilito con DM previo parere dell'osservatorio per la valutazione del sistema universitario. Successivamente, nel marzo del 1997, l'osservatorio ha sottoposto al Ministro un primo documento sui criteri da adottare per le citate separazioni organiche in cui veniva evidenziato che il criterio di sovraffollamento doveva essere riferito a singole Facoltà o Corsi di Laurea e non soltanto alle dimensioni complessive dell'ateneo. L'Osservatorio ha quindi proposto al Ministro parametri quantitativi per la definizione delle strutture sulle quali risultava necessario intervenire. In particolare, per quanto attiene alle Facoltà, i limiti quantitativi, superati i quali risultava necessario intervenire furono indicati rispettivamente in studenti iscritti in corso e 450 docenti (professori + ricercatori). Con D.M il Ministro ha indicato gli obiettivi del Piano di Sviluppo per il triennio nel quale all'art. 1 punto f) veniva ricompreso il decongestionamento degli Atenei sovraffollati. Con successivo D.M. del sono stati indicati i "criteri per l'individuazione degli Atenei e delle Facoltà sovraffollate per numero di studenti e di docenti" ed in tale sede si indicavano anche i parametri numerici di riferimento " facoltà nelle quali il numero dei docenti è superiore a 500 ovvero il numero degli studenti in corso è superiore a ; sono altresì soggette necessariamente ai medesimi interventi le Facoltà dotate di un numero di docenti compreso tra 500 e 250". Secondo una prima interpretazione del Ministero non è stato richiesto ai Politecnici di Torino e Milano che risultavano rientrare nei limiti quantitativi fissati, di fornire la documentazione progettuale da sottoporre al vaglio dell'osservatorio e necessaria per la definizione dei criteri da utilizzare per la ripartizione delle risorse del Piano di Sviluppo in questione. Il Politecnico di Torino con lettera del Rettore sollecitava il Ministro a correggere l'interpretazione restrittiva adottata dagli Uffici del Ministero. L'istanza è stata accolta ed il Politecnico di Torino ha potuto presentare il suo "progetto" con obiettivi di carattere processuale ed evolutivo in quanto potevano essere conseguiti con tempi e modalità diverse:! migliorare l'efficacia del processo decisionale delle Facoltà nella centralità del loro ruolo in materia didattica! aumentare la capacità di rapporto con la realtà esterna! aumentare l'efficacia e la qualità dell'offerta formativa e la sua finalizzazione ad un percorso di "formazione continua" organizzato per aree tematiche comprensive di contesti territoriali! migliorare la capacità di attrazione di studenti, docenti e ricercatori! introdurre e sperimentare nuovi modelli formativi, aumentandone qualità ed efficienza in tutte le diverse articolazioni 5

4 ! avvicinare il tempo reale di studio a quello legale, innalzando la percentuale di studenti che raggiungono un livello di studi certificato. Il progetto di decongestionamento del Politecnico si inserisce in un'ampia politica di sviluppo dell'ateneo in un'ottica di realizzare un "ateneo aperto, flessibile ed internazionale":! aperto alle interazioni con il contesto socio-economico in cui opera e di dialogo tra i diversi "saperi" quali: le scienze tradizionali che sono peculiari del Politecnico, le scienze umane, l'economia e l'organizzazione! flessibile al fine di ottimizzare le caratteristiche potenziali dei soggetti che lo costituiscono, di valorizzare le professionalità interne ed esterne, capace di diversificare l'offerta formativa attraverso lo sviluppo di un elevato numero di iniziative di primo livello (carattere professionalizzante, di livello post-secondario in collaborazione con la scuola superiore, di livello specialistico ed infine di vera e propria eccellenza)! internazionale quale aspetto indispensabile per l'apertura all'esterno e per la flessibilità. Le criticità che hanno determinato la presentazione del progetto di decongestionamento si possono così riassumere:! la 1^ Facoltà di Architettura che risulta sovraffollata per numero di docenti e studenti! la Facoltà di Architettura che nella sede del Castello del Valentino non è più in grado di sostenere il peso della popolazione studentesca! la necessità di definire una specifica missione (vocazione didattica e scientifica) delle sedi decentrate. Il progetto presentato è stato quindi esaminato dall'osservatorio per la valutazione del sistema universitario che ha preso in esame tutta la documentazione presentata, a supporto, dall'ateneo ed ulteriormente completato ed approfondito in un incontro tenutosi a Torino i giorni 6 e 7 settembre 1999 tra l'osservatorio stesso ed il Rettore Prof. Zich, i Responsabili dell'ateneo e le rappresentanze degli Enti locali interessati. Sulla base della suddetta valutazione 2 con D.M. del 18 febbraio 2000 si è dato avvio al progetto di decongestionamento che prevede che dall'anno accademico siano previste le iniziative (facoltà, corsi di laurea, corsi di diploma) di seguito riportate, con le modalità accanto a ciascuna indicate: Facoltà di Architettura 1^ Facoltà di Architettura, con sede in Torino (nuova iniziativa)! corso di laurea in architettura (scorporo)! corso di laurea in disegno industriale (nuova iniziativa)! corso di diploma in disegno industriale (scorporo)! corso di diploma in edilizia (scorporo)! corso di diploma in tecniche ed arti della stampa (scorporo) 2^ Facoltà di Architettura, con sede in Torino (nuova iniziativa)! corso di laurea in architettura (scorporo)! corso di laurea in architettura - Mondovì (scorporo)! corso di laurea in storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali (scorporo) 2 "Valutazione del progetto di decongestionamento del Politecnico di Torino" - Osservatorio per la valutazione del sistema Universitario - Doc. 13/99 6

5 ! corso di diploma in sistemi informativi e territoriali (scorporo) Facoltà di Ingegneria presso la 1^ Facoltà di Ingegneria, con sede in Torino! corso di laurea in ingegneria dell'autoveicolo (nuova iniziativa)! corso di laurea in ingegneria agroalimentare - Mondovì (nuova iniziativa, a decorrere dall'a.a.! corso di laurea in meccanizzazione e macchine agricole - Mondovì (nuova iniziativa a decorrere dall'a.a.! corso di laurea in matematica per le scienze dell'ingegneria (nuova iniziativa, in partenariato con la III Facoltà)! corso di diploma in ingegneria dell'autoveicolo (nuova iniziativa)! corso di diploma in ingegneria delle materie plastiche - Alessandria (nuova iniziativa)! corso di diploma in ingegneria logistica e della produzione (nuova iniziativa)! corso di diploma in ingegneria logistica e della produzione - Bolzano (nuova iniziativa)! corso di diploma in organizzazione (nuova iniziativa) presso la II Facoltà di Ingegneria con sede in Vercelli! corso di laurea in ingegneria energetica (nuova iniziativa, a decorrere dall'a.a.! corso di diploma in tecnica della sicurezza (nuova iniziativa a decorrere dall'a.a. III Facoltà di Ingegneria, con sede in Torino (nuova iniziativa)! corso di laurea in ingegneria dell'informazione (nuova iniziativa a decorrere dall'a.a. 2000/2001, in partenariato con la I Facoltà)! corso di laurea in ingegneria delle telecomunicazioni (scorporo)! corso di laurea in ingegneria delle telecomunicazioni - Mondovì (scorporo)! corso di laurea in ingegneria elettronica (scorporo)! corso di laurea in ingegneria elettronica - Mondovì (scorporo)! corso di laurea in ingegneria informativa (scorporo)! corso di laurea in ingegneria informatica - Mondovì (scorporo)! corso di diploma in informatica per non udenti (nuova iniziativa a decorrere dall'a.a.! corso di diploma in ingegneria dell'automazione (nuova iniziativa, a decorrere dall'a.a.! corso di diploma in ingegneria delle telecomunicazioni - Aosta (scorporo)! corso di diploma in ingegneria elettronica (scorporo)! corso di diploma in ingegneria elettronica - Ivrea (scorporo)! corso di diploma in ingegneria informatica - Ivrea (scorporo)! corso di diploma in ingegneria informatica e automatica - Ivrea (scorporo)! corso di diploma in ingegneria delle telecomunicazioni - teledidattico (scorporo)! corso di diploma in ingegneria elettronica - teledidattico (scorporo)! corso di diploma in ingegneria informatica e automatica - teledidattico (scorporo) Con il medesimo decreto è stata autorizzata l'istituzione a decorrere dall'a.a. 2000/2001 della IV facoltà di ingegneria con sede in Torino con i seguenti corsi:! corso di laurea in ingegneria gestionale (scorporo)! corso di diploma in ingegneria logistica e della produzione (scorporo)! corso di diploma in ingegneria logistica e della produzione - Bolzano (scorporo) 7

6 ! corso di diploma in organizzazione (scorporo) La tabella che segue pone in evidenza la stima per il fabbisogno di personale e per l adeguamento delle attrezzature (esclusi gli interventi edilizi) avanzata dal Politecnico di Torino in sede di presentazione del Progetto. A costi per l avvio delle iniziative (fino al 2000) (in milioni di lire) Interventi Fabbisogno Risorse Richiesta necessario acquisibili MURST Potenziamento e creazione di nuovi laboratori per la didattica e la ricerca Personale tecnico di supporto (15 non docenti equivalenti) Personale docente (7 docenti equivalenti) Incremento costi per il funzionamento Totale B Costi a regime (dopo il 2000) (in milioni di lire) Interventi Fabbisogno Risorse Richiesta necessario acquisibili MURST Potenziamento e creazione di nuovi laboratori per la didattica e la ricerca Personale tecnico di supporto (15 non docenti equivalenti) Personale docente (7 docenti equivalenti) Incremento costi per il funzionamento Totale Il Politecnico di Torino ha ottenuto i seguenti finanziamenti a valere sul fondo per la programmazione dello sviluppo del sistema universitario: Tipo di risorse Importo Non consolidabili Consolidabili Totale

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