LA TERAPIA ENDOVENOSA A DOMICILIO: PROTOCOLLO OPERATIVO INFERMIERISTICO

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2 giugno Pag. 2 di 20 INDICE PREMESSA, ATTORI, RIFERIMENTI LEGISLATIVI SISTEMA DELLE RESPONSABILITA 4 2. PERCORSO DI ATTIVAZIONE TERAPIA ENDOVENOSA A PROCEDURA DI ATTIVAZIONE TERAPIA ENDOVENOSA A PERCORSO EROGAZIONE/SORVEGLIANZA TERAPIA INFUSIVA 8 4. INDICAZIONI TECNICO OPERATIVE PER IL POSIZIONAMENTO DI UN ACCESSO VENOSO PERIFERICO CRITERI DI SCELTA DELLA SEDE DI INSERZIONE POSIZIONAMENTO CATETERE VENOSO PERIFERICO CURA DEL CATETERE E TEMPI PER LA SOSTITUZIONE ISPEZIONE DELLA MEDICAZIONE E SITO DI INSERZIONE DEL CATETERE VENOSO COMPLICANZE DELLA TERAPIA ENDOVENOSA SOMMINISTRATA ATTRAVERSO UNA VENA PERIFERICA INFUSIONE: SOMMINISTRAZIONE E SORVEGLIANZA DELL ASSISTITO TRASFUSIONE DI SANGUE EMOCOMPONENTI ED EMODERIVATI BIBLIOGRAFIA...19 ALLEGATO A: RICHIESTA INTEGRATIVA PER LA SOMMINISTRAZIONE DELLA TERAPIA ENDOVENOSA:...20

3 giugno Pag. 3 di 20 PREMESSA Nell ambito delle cure domiciliari erogate nell ASL di Brescia, assume particolare rilevanza la somministrazione di terapia endovenosa (circa prestazioni erogate a 742 utenti nel corso dell anno 2006). La necessità di garantire la sicurezza degli utenti che ricevono cure in ambiente non sanitario, la rilevanza numerica delle prestazioni, l applicazione di protocolli specifici riferiti ad alcune tipologie di utenti ad alta complessità assistenziale (vedi protocollo per l assistenza domiciliare al paziente emato-oncologico) e la difformità nell erogazione della prestazione a livello territoriale, hanno motivato la stesura di questo documento. La terapia endovenosa a domicilio, intesa come somministrazione di soluzioni e farmaci attraverso un accesso venoso, rientra nel quadro più ampio del sistema di cure domiciliari e richiede competenze specifiche da parte dell infermiere. La terapia endovenosa viene espletata all interno di un piano assistenziale condiviso con il Medico di Medicina Generale/Pediatra di Libera Scelta. Va ribadito che la somministrazione di farmaci per tale via, deve essere riservata alle situazioni in cui non esistano valide alternative. Il presente protocollo definisce le modalità di erogazione della terapia endovenosa a domicilio da parte degli infermieri. Particolare attenzione viene posta all equità di accesso alle prestazioni nel territorio dell ASL, alla prevenzione delle complicanze, alla valorizzazione del ruolo dei care-givers, indispensabili per garantire la continuità assistenziale alle persone assistite. Il protocollo è stato inoltre preliminarmente condiviso con il Dipartimento Cure Primarie e con il Servizio Anziani e Cure Domiciliari e presentato al comitato Aziendale dei Medici di Medicina Generale. Infermieri Cure Domiciliari ATTORI Unità Continuità Assistenziale Multidimensionale (UCAM). RIFERIMENTI LEGISLATIVI Profilo Professionale - DM 739/94 Regolamento concernente l individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell infermiere Codice Deontologico dell Infermiere - Federazione Nazionale IPASVI 1999 Legge 26 febbraio 99 n.42 Disposizioni in materia di professioni sanitarie Legge 10 agosto 2000 n.251 Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione, nonché della professione ostetrica.

4 giugno Pag. 4 di SISTEMA DELLE RESPONSABILITA Per garantire un intervento assistenziale di qualità, è indispensabile identificare chiaramente il ruolo delle singole componenti professionali coinvolte nella terapia endovenosa. Descrizione attività Appropriata e corretta compilazione della modulistica per la prescrizione Accoglienza richiesta, valutazione contesto abitativo e care-giver Informazione all utente sul trattamento, sulle modalità assistenziali e acquisizione consenso informato al piano assistenziale MMG PLS R UCAM Infermiere R C C R C Gestione del processo assistenziale infermieristico C R Esecuzione della terapia a domicilio C R Coordinatore Infermieristico SITRA Verifica della corretta applicazione del protocollo R C Aggiornamento del protocollo R R = Responsabilità C = Coinvolgimento

5 giugno Pag. 5 di PERCORSO DI ATTIVAZIONE TERAPIA ENDOVENOSA A Fasi UCAM Accoglienz a Accoglienza richiesta terapia endovenosa Valutazione Valutazione situazione clinico assistenziale sulla base della documentazione prodotta dal Medico (scheda MMG/PLS per attivazione UCAM e scheda CIRS) Valutazione contesto abitativo /famigliare Azioni conseguenti No E eleggibile per un piano assistenziale a domicilio? Sì Rivalutazione MMG/PLS Proposta piano assistenziale Proposta scelta Ente Erogatore Consenso informato Commissionamento all'ente Erogatore

6 giugno Pag. 6 di PROCEDURA DI ATTIVAZIONE TERAPIA ENDOVENOSA A La terapia ev/infusiva a domicilio, come del resto tutte le terapie, può essere effettuata dall infermiere solo su prescrizione da parte del Medico di Medicina Generale/Pediatra di Libera Scelta che ha in carico l assistito. Per l attivazione dell intervento infermieristico domiciliare, è necessario che vengano compilati gli allegati previsti dal fascicolo utente. In particolare per la terapia endovenosa è indispensabile che siano riportati i seguenti dati: Scheda di valutazione del MMG/PLS (CIRS). Scheda del MMG/PLS Scheda del MMG/PLS per l attivazione dell UCAM che, in riferimento alla voce terapie, deve prevedere: Principio attivo o nome commerciale del farmaco; posologia; forma farmaceutica; via di somministrazione; tempi di somministrazione orari e/o durata; diagnosi o problema sanitario attivo per il quale si richiede la terapia endovenosa; data e firma Allegato A: modulo integrativo alla scheda del MMG/PLS per l attivazione dell UCAM Le richieste incomplete di uno o più dati sopra elencati o compilate con grafia illeggibile, potranno essere evase solo dopo integrazione da parte del MMG/PLS e/o del Medico dell UCAM.

7 giugno Pag. 7 di 20 L'operatore dell'ucam o l infermiere delegato che effettua la prima valutazione al domicilio, verifica i seguenti aspetti ritenuti vincolanti, ai fini dell erogazione della prestazione: contesto abitativo, situazione famigliare e presenza di figure di supporto (caregiver) in grado di collaborare al processo assistenziale; disponibilità di un apparecchio telefonico; possibilità da parte dei familiari o caregiver dell assistito di comunicare ogni eventuale situazione non pianificata o urgente altre eventuali situazioni particolari dell assistito o del suo ambiente di vita che possano in qualche modo influire sulla prestazione che si prevede di effettuare Al termine acquisisce il consenso informato dell'assistito al piano assistenziale proposto. In relazione ai possibili effetti collaterali della terapia prescritta, l UCAM e/o l Infermiere erogatore, concorderanno con il MMG/PLS la necessità di una sua presenza al domicilio dell utente. Quanto concordato dovrà essere annotato nel diario infermieristico Nota: Si sottolinea che la procedura descritta è applicabile a tutte le richieste di somministrazione di farmaci per via parenterale. Per quanto attiene la somministrazione di soluzioni e farmaci attraverso il CVC si rimanda agli strumenti assistenziali previsti nel protocollo di assistenza al paziente emato-oncologico

8 giugno Pag. 8 di PERCORSO EROGAZIONE/SORVEGLIANZA TERAPIA INFUSIVA Fasi Erogatore Care-giver Accoglienza Analisi documentazione ricevuta dall' UCAM Valutazione Accesso domiciliare infermiere (MMG/PLS quando concordato) Azioni conseguenti Care-giver presente Garantisce la sorveglianza dell infusione Problema No Sospensione prestazione Sì Istruzione ai familiari su controllo e sospensione dell infusione No Chiusura/rimozione dell'accesso venoso Rivalutazione UCAM e MMG/PLS Applicazione protocollo operativo accesso venoso Sì Infermiere (MMG/PLS se presente) si allontanano dal domicilio Contatto recapiti telefonici ADI/MMG/PLS secondo indicazioni

9 giugno Pag. 9 di INDICAZIONI TECNICO OPERATIVE PER IL POSIZIONAMENTO DI UN ACCESSO VENOSO PERIFERICO I cateteri venosi periferici, inseriti nelle vene superficiali dell avambraccio o della mano, rappresentano i dispositivi intravascolari più comunemente utilizzati. Le modalità di accesso ad una via venosa per somministrare farmaci sono diverse e vanno dalla semplice venipuntura con ago-farfalla (butterfly), alla incannulazione di una vena periferica di un arto (ago cannula). La decisione di scegliere l incanulazione di una vena periferica considera elementi diversi quali: SITUAZIONI CLINICHE Mantenere o ricostruire il patrimonio dell organismo in H2O elettroliti, vitamine, calorie che il paziente non può introdurre a sufficienza per via orale. Ricostruire l equilibrio acido-base. Consentire la somministrazione di farmaci per via parenterale. INDICAZIONI AL CATETERISMO VENOSO PERIFERICO Uso di farmaci ben tollerati da vene periferiche a basso flusso ematico Utilizzo per un tempo breve Presenza di un alto rischio al posizionamento di un catetere venoso centrale. Disponibilità e caratteristiche della rete venosa. Collaborazione del paziente. VANTAGGI E SVANTAGGI DEL CATETERISMO VENOSO PERIFERICO VANTAGGI Riduzione dei costi. Assenza di rischi correlati alla presenza di un catetere venoso centrale. Minori rischi di infezione. Migliore tollerabilità da parte del paziente. SVANTAGGI Accesso venoso instabile e di breve durata. Disponibilità limitata di vene. Difficoltà o impossibilità di somministrazione di alcuni farmaci.

10 giugno Pag. 10 di CRITERI DI SCELTA DELLA SEDE DI INSERZIONE La scelta della vena e la modalità di posizionamento di un ago cannula possono condizionare il risultato della terapia endovenosa e favorire la prevenzione delle complicanze correlata alla presenza di un catetere intravasale. Per l incannulazione del vaso preferire vene con le seguenti caratteristiche: Vene superficiali, facilmente palpabili e sufficientemente sviluppate; Vene che non presentano sclerosi, ematomi, dolorabilità o segni di infiammazione; Evitare vene di arti edematosi e con alterazioni del drenaggio linfatico, arti plegici, zone escoriate o ustionate; Scegliere il braccio non dominante. Prediligere le vene degli arti superiori, in quanto i cateteri inseriti nelle vene degli arti inferiori si associano a maggior rischio di complicanze; Nella scelta della vena preferire la puntura distale della vena, riservando i punti più prossimali per un ulteriore terapia endovenosa. Preferire il posizionamento del catetere lontano da articolazioni mobili (polso, gomito). Scegliere il catetere il cui calibro deve essere della misura più piccola, per ridurre il rischio di flebite; questo si dovrà valutare in funzione al trattamento terapeutico a cui il paziente deve essere sottoposto.

11 giugno Pag. 11 di POSIZIONAMENTO DEL CATETERE VENOSO PERIFERICO TECNICA SUGGERITA Valutare il paziente ( funzionalità degli arti ) e il grado di collaborazione offerta. 1. Informare il paziente in merito a: motivo e descrizione della procedura; tempo di permanenza; comportamenti da adottare durante la permanenza. 2. Invitare la persona ad assumere una posizione idonea e confortevole per le sue condizioni cliniche. 3. Valutare le condizioni igieniche della sede e la necessità di una rasatura. 4. Eseguire il lavaggio antisettico delle mani. 5. Indossare guanti monouso non sterili 6. Appendere il flacone o la sacca e sistemare l estremità coperta dal set di somministrazione in posizione facilmente raggiungibile. 7. Scegliere una vena, dopo aver esaminato entrambe le braccia del paziente, palpando e visualizzando l esatto percorso delle vene. 8. Scegliere il catetere il cui calibro dovrebbe essere la misura più piccola, per ridurre il rischio di flebite; questo si dovrà valutare in funzione del trattamento terapeutico a cui il paziente deve essere sottoposto. 9. Disinfettare la zona da pungere rispettando i tempi di azione a seconda dell antisettico utilizzato. 10. Applicare il laccio emostatico. 11. Se le vene non sono palpabili favorire, se possibile, la congestione con uno di questi modi: invitare il paziente ad aprire e chiudere il pugno ripetutamente; abbassare il braccio del paziente al di sotto del bordo del materasso per 1-2 minuti circa. 13. Se la zona da pungere è stata toccata disinfettare una seconda volta, a meno che non sia stata mantenuta una tecnica antisettica. 14. Reperita la vena: a) rimuovere la protezione dell ago; b) girare verso l alto la punta smussata.

12 giugno Pag. 12 di 20 c) inserire l ago e il catetere insieme con un tutt uno nella pelle del paziente; d) inserire il catetere per circa una metà e comunque finchè non sia refluito il sangue; e) estrarre il mandrino e far avanzare dolcemente il catetere di plastica nel lume della vena; f) porre una piccola garza sotto la parete centrale del cono del catetere per evitare che provochi decubito; g) sciogliere il laccio emostatico; h) estrarre dolcemente il mandrino con una mano mentre con l altra si esercita una piccola pressione sulla cute al di sopra della punta del catetere per occludere la vena e impedire così la fuoriuscita di sangue; i) il mandrino estratto deve essere immediatamente gettato nell ago box. 15. Collegare il set dell infusione alla cannula, controllare che non ci sia perdita di liquido. 16. Aprire il morsetto sul deflussore e osservare il gocciolatore: il liquido dovrebbe refluire rapidamente senza intoppi e non dovrebbe esserci nessun gonfiore improvviso nella zona dell infusione, dopodichè regolare la velocità necessaria del flusso. 17. Fissare la cannula con un cerotto: a. porre un piccolo quadratino di garza sotto il cono del catetere per evitare il decubito; b. far passare una striscia di cerotto steri-strip lunga 4-6 cm intorno al catetere da sotto a sopra e attaccare alla cute del paziente, incrociando a cravatta le due estremità; c. applicare una seconda striscia di cerotto steri-strip in maniera trasversale rispetto al catetere; d. coprire il punto di inserzione con una medicazione, preferendo quella in poliuretano trasparente che permette la visione nel punto di inserzione. 18. Controllare per un minimo di 15 minuti che non ci siano problemi connessi all infusione 19. Registrare nel diario infermieristico: la data di inserimento, tipo di catetere usato, difficoltà incontrate.

13 giugno Pag. 13 di CURA DEL CATETERE E TEMPI PER LA SOSTITUZIONE 1. Sostituire il CVP ed eseguire una rotazione sulle diverse sedi venose ogni ore per ridurre il rischio di flebiti. Ciò è possibile, se presente un buon patrimonio venoso. 2. Se i siti di accesso venoso sono limitati e non sono presenti segni oggettivi di flebite, il catetere può essere lasciato per un periodo più lungo, ma il paziente e il sito di inserzione devono essere strettamente monitorati. 3. Rimuovere immediatamente i CVP quando il paziente presta segni di flebite nel sito di inserimento (cioè calore, gonfiore, eritema e cordone venoso palpabile), di infezione o se il catetere è malfunzionante. 4. In presenza di accessi venosi limitati, è possibile mantenere in sede un CVP temporaneamente inutilizzato se previsto il suo impiego entro pochi giorni, mentre è suggerito rimuovere immediatamente il dispositivo in presenza di un buon patrimonio venoso. 5. Non è necessario eparinare il catetere venoso periferico quando non sia usato. Evidenze scientifiche hanno dimostrato che i cateteri venosi periferici, lavati con tecnica appropriata usando una soluzione fisiologica (iniettabile 0,9% in fiale) rimangono pervi come quelli in cui viene impiegata l eparina. QUALE MEDICAZIONE SCEGLIERE? Dopo il posizionamento del catetere in assenza di problemi Film in poliuretano Paziente con tendenza a sudare/ Ipertermico / allergico alla colla Medicazione con garza e cerotto traspirante Motivazione Permette una ispezione visiva dell emergenza cutanea, presupposto indispensabile per fare diagnosi precoce di una condizione di flogosi locale Motivazione La sudorazione e/o la traspirazione cutanea creano un ambiente umido dove è più facile la proliferazione dei microrganismi presenti a livello cutaneo.

14 giugno Pag. 14 di ISPEZIONE DELLA MEDICAZIONE DEL SITO DI INSERZIONE DEL CATETERE VENOSO Al fine di prevenire le infezioni correlate alla presenza di un catetere venoso periferico vengono fatte diverse raccomandazioni. I Centers For Disease Control (CDC) di Atlanta danno un primo livello di raccomandazione alla ispezione del sito di inserzione del catetere, suggerendo di eseguirla tutti i giorni. PROCEDURA SUGGERITA PER L ISPEZIONE DEL CATETERE VENOSO Quando Perché Da chi viene eseguita Come viene eseguita Che cosa fare al fine dell ispezione Tutti i giorni L ispezione sistemica è importante perchè possono essere attuati interventi immediati quando individuati segni e/o sintomi di sospetta o certa infezione. Infermiere, paziente o familiare di riferimento. 1. L operatore esegue un lavaggio antisettico della mani prima e dopo l ispezione della medicazione. 2.a. In presenza di poliuretano espanso trasparente osservare lo stato della medicazione: bagnata, staccata o altro; osservare il punto di inserzione: se presente arrossamento, sangue, pus, edema, fuoriuscita di liquidi. procedere alla digitopressione del sito di ingresso del catetere, attraverso la medicazione integra per evidenziare il dolore. 2.b. In presenza di medicazione in garza e cerotto osservare lo stato della medicazione: bagnata, staccata o altro; procedere alla digitopressione del sito di ingresso del catetere, attraverso la medicazione integra per evidenziare il dolore. Registrare l avvenuta ispezione. L osservazione deve essere riportata nella cartella, anche se negativa. Registrare gli interventi effettuati in caso di positività. Riferire al medico l osservazione effettuata che risulti positiva per sospetta infezione o per altri segni o sintomi per attuare interventi specifici.

15 giugno Pag. 15 di COMPLICANZE DELLA TERAPIA ENDOVENOSA SOMMINISTRATA ATTRAVERSO UNA VENA PERIFERICA La più importante complicanza associata all uso dei cateteri periferici, è la comparsa di flebiti per la maggior parte di origine fisico-chimica o meccanica più che infettiva. Un certo numero di fattori, inclusi il tipo di liquidi infusi, il materiale e il diametro del catetere, influenzano il rischio di sviluppare flebiti. FLEBITE VALUTAZIONE Dolore lungo il decorso della vena. Eritema: linea rossa al di sopra dell infusione. Edema del punto dell inserzione. Velocità di flusso rallentata. L area risulta calda al tatto. INTERVENTI Interrompere l infusione e rimuovere l'agucanula. Applicare il ghiaccio sulla zona per ridurre il dolore, se presente. Informare il medico (e su sua prescrizione, riprendere l infusione in un'altra sede) Non irrigare la vena: potrebbe esserci un coagulo all estremità della canula che potrebbe passare nella circolazione sanguigna. Registrare le circostanze dell evento. VALUTAZIONE Edema attorno al punto della inserzione: gonfiore di tutto il margine. Pallore del sito di inserimento. La pelle è fredda attorno alla zona. Assenza di reflusso ematico abbassando la flebo sotto il livello della sede di iniezione. Velocità di flusso rallentata. INFILTRAZIONE INTERVENTI Interrompere l infusione, rimuovere l agocannula e posizionarla in un altro accesso venoso. Applicare borsa del ghiaccio sulla zona per ridurre il dolore, se presente. Informare il medico e su sua prescrizione riprendere l infusione in un altro punto. Registrare le circostanze dell evento.

16 giugno Pag. 16 di 20 Scala per valutare l infiltrazione Grado Criteri Clinici 0 Nessun sintomo 1 Cute pallida Edema inferiore a 2,5 cm in ogni direzione Cute fredda al tatto Presenza o assenza di dolore 2 Cute pallida Edema inferiore a 2,5 a 15 cm in ogni direzione Cute fredda al tatto Presenza o assenza di dolore 3 Cute pallida e traslucida Edema superiore a 15 cm in ogni direzione Cute fredda al tatto Dolore moderato Possibile intorpidimento 4 Cute pallida e traslucida Cute arrossata Cute livida Cute sudata Grosso edema superiore a 15 cm in ogni direzione Segno della fovea Difficoltà circolatorie Dolore importante Infiltrazione in caso di emotrasfusione Infiltrazione di farmaco irritante o vescicante VALUTAZIONE Dolore. Eritema. Gonfiore nel punto dell infusione. Il paziente accusa dolore attorno alla zona. Emissione di secrezioni maleodoranti. VALUTAZIONE Prurito. Eruzione locale o generalizzata. Dispnea. INFEZIONE NELLA SEDE DELL INFUSIONE INTERVENTI Interrompere l infusione, rimuovere l agocannula e posizionarla in un altro accesso venoso. Far sottoporre la punta del catetere ad analisi batteriologica. Pulire la zona, disinfettare con antisettico, applicare pomata se prescritto e coprire con garza sterile. Registrare le circostanze dell evento. REAZIONE ALLERGICA INTERVENTI Ridurre l infusione alla velocità minima e/o interrompere Informare il medico Seguire le prescrizioni per continuare o sospendere l infusione

17 giugno Pag. 17 di INFUSIONE: SOMMINISTRAZIONE E SORVEGLIANZA DELL ASSISTITO L infermiere, prima di procedere alla somministrazione della terapia intraprenderà le seguenti azioni: 1. verifica, e se necessario integra, l informazione all assistito e/o al care giver sulla terapia prescritta; 2. verifica la corrispondenza fra quanto indicato nella scheda della prescrizione e quanto effettivamente presente al domicilio; 3. fornisce le indicazioni per la sorveglianza dell utente durante l infusione, verificando che il care-giver sia in grado di: osservare che non sopravvengano, nel punto di inserzione, arrossamento, gonfiore, bruciore; controllare il mantenimento della posizione dell assistito nel periodo dell infusione (evitare movimenti repentini e trazione del braccio); controllare il regolare flusso dell infusione; osservare che non sopravvengano sudorazione, pallore, difficoltà respiratoria, arrossamento cutaneo; interrompere la somministrazione infusiva e contattare l operatore di riferimento qualora si verifichi una delle condizioni sopra descritte. effettuare il lavaggio con soluzione fisiologica qualora il CVP rimanga in sede o la rimozione del dispositivo utilizzato. 4. fornisce al care-giver le indicazioni rispetto alle persone da contattare (ADI, MMG,PLS, Servizio 118) a seconda delle situazioni che possono intervenire. Fornisce i relativi recapiti telefonici. Registrazione L infermiere che esegue la somministrazione endovenosa deve riportare sul diario domiciliare la data e la seguente frase: effettuata terapia endovenosa come da prescrizione medica e secondo protocollo aziendale e allegare al diario la prescrizione medica. Approvvigionamento di farmaci, soluzioni e materiali I farmaci e le soluzioni sono soggetti, per quanto riguarda la prescrizione e la distribuzione, alla legislazione vigente in materia. Devono quindi essere prescritti dal MMG/PLS e procurati dall utente. Il materiale necessario per l effettuazione della prestazione viene fornito dal Distretto.

18 giugno Pag. 18 di TRASFUSIONE DI SANGUE, EMOCOMPONENTI ED EMODERIVATI La trasfusione di sangue, di emocomponenti e di emoderivati è regolamentata da normative chiare e specifiche (D.P.R. 24 agosto 1971 n art.91, primo comma, e 93, secondo comma; Circolare Ministero della Sanità del 1993 art.12, D.M.S 25 gennaio 2001). Risulta pertanto utile evidenziare alcuni contenuti di tali norme: la trasfusione (e per analogia la somministrazione di emoderivati) è un atto medico ed in particolare ad egli compete il costante controllo del paziente. la sorveglianza dell utente durante la trasfusione, intesa come valutazione della terapia e reazione alle complicanze, non può essere delegata all infermiere. La somministrazione a domicilio di sangue, emocomponenti ed emoderivati potrà essere pertanto effettuata in futuro solo a seguito di specifici protocolli che garantiscano il rispetto della normativa e la sicurezza dell utente. FARMACI IN BOLO Per quanto attiene la somministrazione di farmaci in bolo, si ritiene che non sussistano le necessarie condizioni di sicurezza nella gestione di tale attività in ambito domiciliare.

19 giugno Pag. 19 di 20 Bibliografia 1. Registered Nurses Association Ontario and device selection for vascular access. Registered Nurses Association Ontar 2004, 2. Mazzufero F. Gestione infermieristica degli accessi venosi periferici e centrali Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Linee guida per la prevenzione delle infezioni associate a catetere intravascolare. Giornale Italiano delle infezioni ospedaliere 2002;9: Registered Nurses Association Ontario. Care and manteinance to reduce vascular access complications. Registrered Nurses Association Ontari Royal College of Nursing. Standards for infusion therapy. Royal College of Nursing Intravenous Nurses Society. Infusion nursing standards of practice. Journal of intravenous nursing 2000;23:

20 giugno Pag. 20 di 20 Area Funzionale Integrata Anziani e Cure Domiciliari Unità di Continuità Assistenziale Multidimensionali Distretto ALLEGATO A DA COMPILARE A CORREDO DELLA RICHIESTA DI ATTIVAZIONE DELL UCAM IN CASO DI SOMMINISTRAZIONE DI TERAPIA ENDOVENOSA Il sottoscritto Dr. in riferimento all allegata richiesta relativa all assistito/a Sig./Sig.ra, dichiara di aver acquisito il consenso informato dell assistito alla somministrazione della terapia prescritta, che la medesima terapia è gestibile dall Infermiera anche in assenza del medico; che in caso di necessità è reperibile presso i seguenti recapiti: Data Timbro e firma

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