D.3 Titoli di efficienza energetica e certificati verdi

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1 Titoli di efficienza energetica I titoli di efficienza energetica sono introdotti dai Decreti del Ministro dell Industria di concerto col Ministro dell ambiente il 24 aprile Essi vengono rilasciati ai soggetti che realizzano i progetti di miglioramento dell efficienza energetica sostenendo i costi di investimento connessi. Il ricavo atteso dalla cessione dei Titoli, direttamente o sul mercato nell apposita Borsa, a chi ha l obbligo di raggiungere gli obiettivi fissati, da parte di chi ha realizzato i progetti costituisce un ulteriore possibilità di recuperare i costi degli investimenti effettuati. 1

2 Si introducono da due concetti fondamentali: il primo è un obbligo imposto ad un certo numero discreto di soggetti; i distributori di energia elettrica e di gas naturale con soglia critica al di sopra dei 100,000 clienti finali serviti di effettuare interventi per il risparmio. Il secondo è una duplice possibilità di ottemperare a detto obbligo di legge, in modo diretto o indiretto. 2

3 Modo diretto di ottemperare l obbligo di legge, i distributori decidono di proporre direttamente ai propri clienti un numero sufficiente di progetti di uso razionale dell energia, nell ambito delle tipologie ammissibili indicate dai decreti, che concorrano al conseguimento degli obiettivi quantitativi definiti per l anno di esercizio per la singola impresa. La maniera indiretta consiste, nella possibilità per i soggetti obbligati, di acquistare da soggetti terzi (ESCO), Titoli di Efficienza Energetica, dall Autorità dell Energia a fronte di investimenti di settore. 3

4 Schema di intervento diretto da parte del distributore 4

5 Schema di intervento da parte di una ESCO con acquisto di titoli da parte del distributore 5

6 In linea teorica sono ammissibili tutte le tecnologie che comportino un risparmio di energia: i decreti riportano delle tabelle in cui sono indicate le tipologie tipiche afferenti ai settori industriale e civile. I distributori hanno inoltre l'obbligo di conseguire almeno il 50% delle riduzioni dei consumi previste attraverso azioni relative alla loro area di attività primaria. Gli interventi realizzati,vengono certificati mediante titoli di efficienza rilasciati dall'autorità per l'energia Elettrica ed il Gas (AEEG),questi potranno essere conteggiati, ai fini del soddisfacimento degli obblighi, per cinque anni I decreti affidano all'autorità il compito di emanare delle linee guida che determinino nei dettagli il funzionamento del meccanismo, con riferimento alle metodologie per la valutazione dei risparmi conseguiti, alla dimensione minima degli interventi ammessi, all'entità del recupero tariffario e delle sanzioni. 6

7 L'AEEG ha anche reso disponibile una relazione tecnica i cui punti principali sono: le ESCO sono definite come le società, comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili, che alla data di avvio del progetto hanno come oggetto sociale, anche non esclusivo, l offerta di servizi integrati per la realizzazione e l eventuale successiva gestione di interventi?art. 1; tre modalità di riconoscimento dei risparmi conseguiti attraverso gli interventi, ossia standardizzata, analitica, a consuntivo? art. 3 e seguenti; 7

8 la taglia minima degli interventi ammissibili (si passa dai 25 tep/anno per i progetti standardizzati ai 100 tep/anno per quelli a consuntivo tep/anno se realizzati da distributori)? art. 10; il potere calorifico dei combustibili, caratterizzato da un'eccessiva rigidità per alcuni combustibili solidi (es. i pellet si vedrebbero riconosciute solo kcal/kg)? art. 8; la documentazione da presentare e conservare ai fini del rilascio dei titoli? art. 12 e seguenti; alcune azioni attivabili da Regioni e Province Autonome? art. 15; dimensione (1 tep), durata e contabilizzazione dei titoli di efficienza energetica? art

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10 Interventi per riduzione del gas naturale 10

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13 Quali sono gli attori e quali i loro ruoli? I distributori gli utenti le società terze di servizi energetici (ESCO) l Autorità per l energia il Gestore del Mercato le Regioni. 13

14 Il distributore Ha l obbligo di conseguire gli obiettivi di riduzione dei consumi precisati nei Decreti, con la libertà di scegliere modalità, tipologie, specifici progetti ed utenze. In conseguenza dei minori consumi dell Utente avrà una corrispondente riduzione di vendite di energia con conseguente calo di profitto. Deve sostenere il costo per la realizzazione dei progetti in due modi possibili: con investimenti diretti per la realizzazione in proprio presso gli utenti, per l acquisto dei Titoli da terzi che hanno realizzato i progetti con un loro investimento. Ha la possibilità di definire un accordo con l utente per condividere con lo stesso una parte dei benefici che esso verrà a godere a seguito dell intervento propostogli. 14

15 Il distributore Può recuperare i costi sostenuti per la realizzazione dei progetti ed i mancati profitti da una quota di tariffa pagata dai clienti vincolati con modalità ed entità definite dall Autorità. Incorre in caso di inottemperanza nelle sanzioni applicate dall Autorità in modo proporzionale e superiore all entità degli investimenti necessari a compensare le inadempienze. Ha l opportunità di avviare un nuovo business, per il quale si trova in posizione privilegiata, con l offerta di servizi energetici integrati. Un esempio è l Accordo recentemente annunciato tra ENEL e Merloni per l affitto della lavatrice ad alto rendimento. 15

16 L Utente È il soggetto principale a cui si rivolge la normativa, è possibile individuare due classi di utenti: grandi Utenti, che possono essere identificati come i clienti idonei piccoli Utenti costituiti dai clienti vincolati. 16

17 L Utente I piccoli Utenti non hanno in genere capacità e competenze per iniziative proprie e saranno quindi soggetti passivi che possono partecipare ai progetti di risparmio, conseguendone i relativi vantaggi, solo in conseguenza di iniziative a loro proposte dai Distributore, cui sono già legati contrattualmente. Non è tuttavia escluso, che l iniziativa possa essere loro proposta da altri Distributori o Società di servizi energetici. In sostanza essi sono l oggetto di proposte offerte da soggetti terzi. I grandi Utenti, sono i clienti idonei ad accedere al mercato libero e quindi, almeno in linea di principio svincolati dal Distributore, e che sono tenuti per legge alla nomina del Tecnico responsabile per l uso dell energia o Energy Manager. Hanno invece in genere una capacità propria di gestire in modo efficiente i propri usi di energia e di avviare iniziative finalizzate al miglioramento dell efficienza. Questo vale soprattutto per i grandi utenti industriali e privati. Essi si configurano quindi come soggetti attivi capaci, di realizzare in proprio, ed eventualmente con la collaborazione di società di servizi energetici, degli interventi. 17

18 L Utente Può accogliere la proposta sottopostagli dai Distributori o da soggetti terzi operanti nel settore dei servizi energetici, stipulando con gli stessi un contratto che definisca il rapporto tra di loro e le relative regole. Tra queste vi sarà anche la definizione delle modalità dell eventuale suddivisione dei benefici conseguenti alle riduzioni dei consumi la eventuale vendita dei Titoli ed, eventualmente, anche degli oneri per gli investimenti. L Utente che partecipa ad un progetto di risparmio gode del beneficio della riduzione dei consumi di energia e dei relativi costi conseguenti alla realizzazione del progetto. 18

19 Egli può godere di tale beneficio in tutto o in parte fin dall inizio, oppure solo in seguito una volta ripagato in tutto o in parte l investimento, a seconda di quanto concordato nel contratto con il Distributore od il soggetto terzo. Tutti gli Utenti indistintamente, sia quelli che partecipano al miglioramento dell efficienza negli usi propri sia quelli che non partecipano perché non ne hanno l opportunità o possibilità, incorrono nell eventuale aumento di costo dell energia per il trasferimento in tariffa degli oneri sostenuti dai Distributori e riconosciuti dall Autorità. 19

20 L Utente L Utente può comunque anche realizzare in proprio un progetto di risparmio energetico, come finora fatto, investendo proprie risorse allo scopo di conseguire una riduzione dei costi di esercizio. Sembrerebbe logico che questo investimento comportasse per equità il diritto ad ottenere anch esso il rilascio del relativo Titolo, lo stesso potendo costituire un ulteriore incentivo alla realizzazione. Ciò non è tuttavia previsto o contemplato negli attuali Decreti. Contratto S.E. riduzione aliquota IVA 20

21 ESCO o Energy Service Company Sono società che reperiscono le risorse finanziarie richieste per la realizzazione di un progetto o un intervento, eseguono le diagnosi energetiche, lo studio di fattibilità e la progettazione dell'intervento, lo realizzano e ne effettuano la manutenzione e l operatività. Alcune di queste attività possono essere affidate in outsourcing ad altri soggetti (ad esempio l'installazione dell'impianto o la sua manutenzione) od essere eseguite in proprio dalla ESCO. Nascono per rendere più facili gli interventi relativi all'installazione di tecnologie energeticamente efficienti, molte volte accantonati per mancanza di personale esperto di tematiche energetiche all'interno delle società o di risorse finanziarie. Un caso particolare è rappresentato dalla Pubblica Amministrazione, che si trova a dover gestire rigidi capitoli di spesa usualmente in carenza di fondi rispetto alle esigenze complessive, e che pertanto si trova in molti casi a soffrire di scarsità di risorse finanziarie. 21

22 ESCO o Energy Service Company Tali inconvenienti possono essere superati attraverso il ricorso al finanziamento tramite terzi (Project Financing). Tale strumento prevede la partecipazione di un soggetto terzo che fornisce le disponibilità finanziarie necessarie alla realizzazione dell'intervento desiderato, purché esso sia caratterizzato da un rischio molto contenuto e da un flusso di cassa sostanzialmente stabile originato dai risparmi energetici conseguiti ed in grado di ripagare i costi in tempi definiti. In tale contesto operano le società di servizi energetici. Al termine del periodo richiesto per rientrare dall'investimento e remunerare le attività della società di servizi, l'impianto viene in genere riscattato dal soggetto beneficiario dell'intervento, mentre la sua gestione può essere lasciata in carico alla ESCO o affidata ad altri soggetti. 22

23 Come Operano le ESCO Effettua in proprio l investimento per la realizzazione dei progetti, in accordo con l utente con cui stipula un contratto per la gestione dell impianto realizzato e la condivisione dei vantaggi conseguenti. Ricava un profitto dalla gestione del progetto conforme alle modalità di condivisione del contratto, recuperando così l investimento fatto. Ha un ricavo anche dalla vendita del Titolo acquisito, o direttamente ad un Distributore, oppure nell apposita Borsa. 23

24 Cosa guadagnano le ESCO? Ad esse il beneficiario verserà un canone differente da caso a caso. La somma dovuta è compresa fra l'ammontare della bolletta energetica annua ed una sua quota, a seconda della redditività dell'intervento e dell'efficienza precedente l'intervento, del numero di anni di durata del contratto, dal rischio assunto e dalle esigenze del soggetto beneficiario. La soluzione più comune è forse quella della ripartizione del risparmio, per cui alla ESCO viene girato un 70-90% della bolletta energetica annua (shared saving). Sono comunque comuni casi in cui alla ESCO tocchi l'intera entità del risparmio conseguito, cui corrisponde il minimo tempo di riscatto dell'impianto da parte del beneficiario (first out), e contratti a garanzia dei risultati, che consistono in una forma di leasing in base alla quale all'utente viene garantito al termine del contratto un'entità dei risparmi pari almeno all'ammontare delle quote versate, comprensive di interessi. 24

25 Cosa guadagnano le ESCO? Ovviamente tali vantaggi si pagano in termini di una complessità contrattuale consistente e dalla necessità di predisporre capitolati dettagliati. Le clausole contrattuali devono servire a garantire l'utente da una parte, affinché l'intervento realizzato sia effettivamente energeticamente efficiente e tecnicamente valido, anche tenendo conto dell'andamento del mercato dei vettori energetici e delle tecnologie, e la ESCO dall'altra, in modo che riesca effettivamente a rientrare dei costi sostenuti ed a realizzare una certa quota di profitto. Esiste una dimensione economica minima dell'intervento sotto la quale non ha senso ricorrere al FTT: in genere il finanziamento tramite terzi diventa un'opzione attivabile oltre i di costo dell energia. 25

26 I punti da considerare con attenzione riguardano: I consumi energetici dell'utente ex-ante ed ex-post Il possibile andamento dei prezzi di elettricità, gas naturale ed altri combustibili L'affidabilità delle fonti naturali nel caso degli impianti basati su fonti rinnovabili La possibilità di prevedere adeguamenti dei corrispettivi dovuti in base all'andamento del mercato ed eventualmente dei risultati effettivamente conseguiti grazie all'intervento la determinazione di eventuali penali la stipula delle opportune garanzie ed assicurazioni sia dal punto di vista finanziario, sia da quello tecnico (dipendente in larga parte dall'esperienza e dei soggetti di cui si avvale la ESCO). La presenza all'interno della società beneficiaria di persone competenti riguardo al tipo di intervento proposto (l'energy manager, ad esempio), o la consulenza di opportune società esterne, permettono all'utente di meglio valutare i vantaggi energetici e quindi economici conseguibili, e di conseguenza l'offerta della ESCO. 26

27 AEEG (Autorità per l energia elettrica e il gas) Ha la delega dei Ministeri per le funzioni di regolazione e di controllo relative all implementazione dei Decreti, con i seguenti compiti: Definizione delle Linee guida per la preparazione, esecuzione e valutazione consuntiva dei progetti, la documentazione comprovante i risultati ottenuti, ed i criteri e modalità di rilascio dei Titoli (art.5). Rilascio dei Titoli di Efficienza Energetica a favore dei soggetti aventi diritto, in base ai criteri prestabiliti (art.10). Controllo della realizzazione conforme dei progetti certificati e della riduzione dei consumi conseguita (art.7) Verifica del raggiungimento degli obiettivi e del possesso dei Titoli dovuti da parte del Distributore, ed applicazione delle eventuali sanzioni in caso di inottemperanza. Definizione dell eventuale imputazione in tariffa dei costi sostenuti dai Distributori per la realizzazione dei progetti e dei mancati profitti. 27

28 Il Gestore del Mercato Elettrico (GME) È una società per azioni costituita dal Gestore della rete di trasmissione nazionale, secondo quanto previsto dall art. 5, comma 1 del D.lgs. 79/99 ha il compito di organizzare la sede per la contrattazione dei Titoli o Borsa, predisponendone le regole di funzionamento. Il mercato ha iniziato ad operare dal 31 marzo

29 Mercato elettrico È l incontro tra l offerta di energia elettrica da parte dei produttori e la domanda rappresentata dai consumatori e dai grossisti che acquistano energia per le loro necessità o per venderla ad altri utilizzatori. È il luogo dove si forma il prezzo dell energia valido per tutta la Nazione. Nel mercato elettrico le transazioni si svolgono su una piazza del mercato telematico, alla quale gli operatori si connettono tramite internet con procedure di accesso sicuro (firma elettronica tramite smart card) per la conclusione di contratti on line. 29

30 Mercato elettrico È articolato nei seguenti mercati: mercati dell energia nei quali sono compresi: il mercato del giorno prima dell energia o MGP e il mercato di aggiustamento o MA. Su tali mercati, i produttori, i grossisti ed i clienti finali idonei vendono e comprano l energia elettrica per il giorno successivo; mercato per il servizio di dispacciamento (MSD), sul quale il GRTN si approvvigiona dei servizi di dispacciamento necessari alla gestione ed al controllo del sistema elettrico (soluzione delle congestioni di rete a programma, acquisto della riserva operativa per il giorno successivo, energia per il bilanciamento del sistema in tempo reale). 30

31 mercati dell energia: hanno come controparte centrale il GME; si svolgono ogni giorno per il giorno successivo. Il mercato del giorno prima (MGP) si svolge nella prima mattinata, mentre il mercato di aggiustamento (MA) nella tarda mattinata; trattano quantitativi orari di energia. Gli operatori ammessi alle contrattazioni presentano offerte di acquisto o vendita di energia per ogni ora del giorno successivo, specificando una quantità massima offerta o richiesta ed un prezzo di vendita o di acquisto; sono organizzati come meccanismi d asta non discriminatoria. Le offerte ricevute da GME non sono abbinate su base continua, come avviene ad esempio nei mercati azionari, ma solo dopo il termine di presentazione delle offerte; le offerte sono accettate in modo da massimizzare il valore delle transazioni, nel rispetto dei vincoli di trasporto tra zone geografiche comunicati dal GRTN. Pertanto, il mercato assegna implicitamente il diritto di transito tra le zone geografiche e le offerte sono selezionate sulla base di un ordine di merito, determinato dal prezzo; le offerte accettate pagano o ricevono un prezzo marginale di equilibrio, che in assenza di congestioni sulla rete è unico in Italia per tutte le offerte; in presenza di congestioni il mercato si divide in zone, dove si determina un prezzo marginale di equilibrio diverso. In tal modo ad ogni offerta viene riconosciuto il prezzo della propria zona. Nel MGP il prezzo applicato alle offerte di acquisto è unico in tutto il Paese, anche in caso di congestioni. 31

32 Il mercato per il servizio di dispacciamento: ha come controparte il GRTN, unico acquirente in questo mercato prevede la partecipazione obbligatoria ed esclusiva di tutte le unità abilitate alla fornitura di servizi di dispacciamento ed è limitata agli utenti del dispacciamento delle suddette unità si svolge nelle ore antimeridiane del giorno prima tratta quantitativi orari di energia. Gli operatori ammessi alle contrattazioni presentano offerte di acquisto o vendita di energia per ogni ora del giorno successivo, specificando una quantità massima offerta ed un prezzo di vendita funziona come asta selettiva. Le offerte, selezionate dal GRTN in ordine di merito e tenuto conto dei vincoli fisici degli impianti di generazione e della rete elettrica, ricevono il proprio prezzo di offerta 32

33 Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN) È una società per azioni, istituita con il decreto legislativo 79/99 del 16 marzo 1999 ed operativa dal 1 aprile del 2000 (D.M. 21 gennaio 2000), sorta nell'ambito della riorganizzazione del sistema elettrico. Principale obiettivo della riforma è quello di favorire la liberalizzazione e la concorrenza in un settore di importanza strategica per lo sviluppo dell'economia. Le attività del GRTN riguardano la trasmissione di energia elettrica sulla rete ad alta ed altissima tensione, la cui gestione è stata affidata alla società in regime di concessione (D.M. del 17 luglio 2000) ed il dispacciamento, attività quest'ultima che coordina il funzionamento degli impianti di produzione, della rete di trasmissione nazionale e delle reti ad essa connesse e dei servizi ausiliari del sistema elettrico. Le azioni della società sono detenute dal Ministero dell Economia e delle Finanze, il quale esercita i diritti dell azionista d intesa con il Ministero delle Attività Produttive, che ne definisce anche gli indirizzi strategici ed operativi. 33

34 Regioni Le Regioni hanno una funzione di affiancamento con i loro atti di promozione regionale, con la possibilità di accordi diretti con i distributori, e con il coordinamento dei procedimenti amministrativi e l acquisizione unitaria degli atti autorizzativi anche con lo sportello unico. Esse possono inoltre fissare ulteriori obiettivi di incremento dell efficienza provvedendo anche con proprie risorse. Piano Energetico Regionale con cui si realizzano una vera e propria programmazione e pianificazione del settore energetico e delle fasi dei processi di decisione e realizzazione dei progetti, per conseguire i livelli più elevati di efficienza, competitività flessibilità e sicurezza, nell ambito delle azioni a sostegno del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili. 34

35 Certificati Verdi Il Decreto legislativo n. 79 del 16 marzo 1999 nell art. 11 introduce un nuovo sistema di incentivi per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, oltre al Cip6 nasce un meccanismo di mercato competitivo basato sui Certificati Verdi, titoli emessi dal GRTN (Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale) che attestano la produzione di energia da fonti rinnovabili. Ogni Certificato Verde certifica la produzione di 100 MWh. Nel mercato dei Certificati Verdi la domanda è costituita dall obbligo per produttori e importatori di immettere annualmente una quota di energia prodotta da fonti rinnovabili pari al 2% di quanto prodotto e/o importato da fonti convenzionali nell anno precedente. L offerta, invece, è rappresentata dai Certificati Verdi emessi a favore di impianti privati che hanno ottenuto la qualificazione dal Gestore della rete, così come dai Certificati Verdi che il GRTN stesso emette a proprio favore a fronte dell energia prodotta dagli impianti Cip 6. 35

36 Lo schema di funzionamento è quello riportato nella figura : i produttori ricevono il provento derivante dalla vendita del CV in aggiunta al prezzo di vendita dell'energia generata (o alla valorizzazione dell'autoconsumo della stessa). 36

37 I certificati RECS Oltre al meccanismo dei certificati verdi, legato all'obbligo introdotto dal decreto Bersani, nel 2003 è stato avviato il sistema RECS (Renewable Energy Certificate System), che si differenzia dal primo per i seguenti aspetti: la partecipazione è volontaria e la possibile remunerazione della vendita del certificato è dunque collegata a principi di green pricing e di sensibilità ambientale delle aziende; ogni certificato fa riferimento ad una produzione annua di 1 MWh, includendo così anche le applicazioni di piccola taglia; il mercato è allargato a 18 paesi attualmente e potrà essere ulteriormente esteso in futuro. 37

38 I dati disponibili al momento parlano di 33 milioni di certificati emessi e di circa 13 milioni venduti a soggetti interessati a certificare la provenienza da fonte rinnovabile dell'energia elettrica da loro acquistata. L'ente che rilascia i RECS in Italia è sempre il GRTN, dov'è possibile reperire informazioni circa le modalità per l'emissione dei certificati. 38

39 Certificati verdi: Per l anno 2002 il valore della domanda è pari a 3,3 TWh, riferita a 35 operatori soggetti a questo obbligo, mentre l offerta è stimata in circa 1,2 TWh. La domanda residuale 2,1TWh corrispondenti a Certificati Verdi sarà coperta dai Certificati verdi a disposizione del GRTN, in totale 4,3 TWh. Per l'anno 2003 il valore della domanda è pari a 3,46 TWh, riferita a 42 soggetti a questo obbligo, mentre l'offerta è stimata in circa 1,3 TWh. La domanda residuale - circa 2,16 TWh corrispondenti a circa certificati verdi - sarà coperta dai Certificati verdi a disposizione del GRTN, in totale 4,76 TWh. 39

40 IL PROVVEDIMENTO CIP n. 6 DEL 1992 Questo provvedimento premia il kwh prodotto da terzi e ceduto alla rete elettrica nazionale che sia ottenuto da fonti rinnovabili, da rifiuti o da impianti ad alta efficienza (in cogenerazione): il premio è sul kwh prodotto, pertanto non c è alcuna anticipazione di fondi pubblici ma solo la garanzia di un buon risultato economico purché il proponente ottenga un buon risultato tecnico produttore dell impianto, finanziatore, operatore dello stesso impianto sono interessati alla qualità delle prestazioni e a limitare i costi; l incentivo viene pagato direttamente dagli utilizzatori della elettricità attraverso la bolletta. In questo modo le casse dello Stato non sono coinvolte per la raccolta, la gestione, l assegnazione. In due anni di attuazione il Provvedimento CIP 6/92 ha portato ad autorizzare la costruzione di circa 5000 MWe di impianti. La cogenerazione è assimilata alle fonti rinnovabili d energia dall art. 1 della legge 10/91. 40

41 D.3 Titoli di efficienza energetica e certificati verdi Il Provvedimento CIP 6/92 ha posto la condizione per l ammissibilità, nel valore dell indice energetico dell impianto IEN. Fonti Rinnovabili di Energia Prof. Claudia Bettiol A.A

42 Fra i principali produttori di energia Cip6 ci sono l'enel e tutte le grandi aziende elettriche, ma anche numerose imprese di minori dimensioni specializzate nella sola produzione ecologica. Gli incentivi e i meccanismi che vi sono connessi sono pagati dai consumatori attraverso le bollette elettriche per una spesa complessiva che quest'anno si aggira intorno a 1,5 miliardi di euro. In tutto, si tratta di 15 miliardi di euro pagati dai consumatori italiani nell'arco di 20 anni. La produzione incentivata, pari a 54 miliardi di chilowattora, rappresenta circa il 20% della complessiva produzione elettrica nazionale e gode di un regime particolare. I chilowattora sono acquistati a prezzo incentivato dal Gestore della rete, il quale poi li mette all'asta con una base d'asta decisamente più bassa rispetto al prezzo al quale aveva acquistato l'energia. 42

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