Il Prodotto interno lordo nelle Marche

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1 Il Prodotto interno lordo nelle Marche Passando ad analizzare il Prodotto interno lordo delle Marche, per meglio fotografare l andamento reale della nostra economia, si fa riferimento al valore aggiunto calcolato a prezzi costanti, cioè a prezzi Secondo le risultanze dei dati dell Istituto Guglielmo Tagliacarne, si evince che il valore del suddetto indicatore, pari a milioni di euro, perde 1,4 punti percentuali rispetto all anno precedente. Valore aggiunto al costo dei fattori, a prezzi base, per rami di attività economica nelle Marche Anno 2008 (milioni di euro a prezzi 2000) Agricoltura, Silvicoltura e Pesca Industria Servizi Privati Altre attività di Servizi Totale Economia La stessa situazione negativa, seppure più lieve, si presenta per l Italia Centrale ( milioni di euro; -0,8 per cento rispetto al 2007); il PIL nazionale, corrispondente a milioni di euro, registra una variazione, rispetto all anno precedente, pari al -1,0 per cento. Il Prodotto interno lordo è formato dalle due componenti valore aggiunto a prezzi base e IVA, imposte dirette sui prodotti e imposte sulle importazioni. Considerando le due voci, sempre per la Regione Marche e a prezzi 2000, il valore aggiunto subisce una variazione negativa, rispetto al 2007, pari a -1,3 per cento (-0,6 per cento è la variazione dell Italia Centrale e -0,9 per cento per dell Italia nel suo complesso). Il secondo indicatore IVA, imposte dirette sui prodotti e imposte sulle importazioni propone una variazione negativa del 2,7 per cento per le Marche, del -1,8 per cento per l Italia centrale e del -2,5 per cento per l Italia nel suo complesso. Passando ad analizzare i rami di attività economica, che vanno a comporre il Valore Aggiunto, solo l agricoltura, silvicoltura e pesca, fornisce un dato di crescita, sempre in termini reali, che si aggira intorno al 3,9 per cento, rispetto al Il secondo settore, quello dell industria nel suo complesso, presenta per la nostra regione, una variazione negativa del 2,8 per cento. Scendendo ad un analisi più dettagliata

2 del settore, e prendendo in considerazione i due rami principali, quello dell industria manifatturiera e quello dell industria delle costruzioni, il primo registra un calo pari al 3,0 per cento rispetto al 2007 (-5,8 per cento è il risultato della metalmeccanica e mezzi di trasporto; -2,9 per cento dei tessili, abbigliamento, pelli, cuoio e calzature e solo -0,5 per cento delle altre industrie); il secondo ramo, cioè quello dell industria delle costruzioni, evidenzia un andamento negativo più contenuto: -1,2 per cento rispetto all anno precedente. Il ramo di attività economica servizi privati risente di una leggera flessione (-0,8 per cento) nei confronti del 2007, poiché i due settori che lo compongono, quello del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni e quello della intermediazione monetaria, attività immobiliare, presentano rispettivamente una variazione del -2,4 per cento e + 0,7 per cento. L ultimo settore delle altre attività dei servizi (comprendenti la Pubblica Amministrazione, la Difesa, le Assicurazioni sociali obbligatoria, l Istruzione, la Sanità, i Servizi pubblici, personali e domestici) propone una variazione, ancora leggermente negativa (-0,8 per cento rispetto all anno precedente), all interno del quale le attività non market registrano una variazione del -1,1 per cento. L Italia Centrale, sempre in termini reali, per il valore aggiunto a prezzi base, segnala un calo dello 0,6 per cento nel confronto con l anno precedente (nel dettaglio dei settori che lo compongono: agricoltura, silvicoltura e pesca: +3,0 per cento; industria -1,6 per cento, servizi privati -0,4 per cento e altre attività di servizi -0,6 per cento). Analizzando il dato Italia, -0,9 per cento è la variazione del valore aggiunto a prezzi base confrontato con il 2007 (+2,4 per cento, -2,7 per cento, -0,4 per cento, +0,1 per cento sono le variazioni rispettivamente nell ordine dell agricoltura, silvicoltura e pesca, dell industria, dei servizi privati e delle altre attività dei servizi). Ci sembra opportuno, comunque, dare un brevissimo accenno alle risultanze del PIL calcolato a prezzi correnti, che risulta, per la nostra regione, di milioni di euro, a fronte dei dell anno precedente, con una variazione del +1,4 per cento. Aumenta anche il valore del reddito Italia centrale e Italia nel suo complesso, risultando il valore a prezzi correnti di euro il primo ( l anno precedente; +2,0 per cento) e di milioni di euro per il secondo ( milioni di euro nel 2007, con una variazione del +1,8 per cento). (Cfr. tavv. 1-5)

3 Considerando ora le composizioni percentuali dei settori (totale prodotto interno lordo = 100), per le Marche, sempre a prezzi 2000, l 89,3 per cento è la quota del valore aggiunto a prezzi base, mentre l IVA, le imposte indirette sui prodotti e le imposte sulle importazioni, nell anno in esame, contribuisce per il 10,7 per cento alla formazione del PIL. Valore aggiunto al costo dei fattori per rami di attività economica a prezzi 2000 nelle Marche Anno 2008 (composizioni percentuali ) 28,5 2,2 10,7 16,4 42,1 I.V.A., imposte indirette sui prodotti e imposte sulle importazioni Altre attività di Servizi Servizi Privati Industria Agricoltura, Silvicoltura e Pesca I singoli settori, che vanno a determinare il valore aggiunto, hanno contribuito con quote più o meno identiche a quelle del 2007: l agricoltura, silvicoltura e pesca con il 2,2 per cento (2,1 per il 2007), l industria con il 28,5 (28,9 l anno precedente), i servizi privati con il 42,1 (41,8 la quota del 2007) e le altre attività dei servizi con il 16,4, confermando, in questo caso, la quota dell anno precedente. Si evince che è il settore dei servizi quello che maggiormente ha partecipato alla formazione del valore aggiunto e che presenta una quota in lieve crescita nei confronti dell anno precedente. Considerando il complesso delle regioni dell Italia Centrale (l 89,8 per cento è la quota di valore aggiunto e il 10,3 per cento è quella dell Iva, imposte indirette sui prodotti e imposte sulle importazioni), si può evidenziare che il peso dei settori, che concorrono alla formazione del valore aggiunto a prezzi base, rimane sostanzialmente invariato rispetto al 2007, presentando quote di 1,7 per cento (1,6 per l anno precedente), 19,4 per cento (19,6), 48,4 per cento (48,2) e 20,2 per cento (20,2) rispettivamente nell ordine, per i settori agricoltura, silvicoltura e pesca, industria, servizi privati e altre attività di servizi.

4 Nel complesso Italia, infine, la partecipazione dei singoli rami di attività economica alla formazione del reddito nazionale, sempre calcolato a prezzi 2000, si articola nei seguenti valori: 2,3 per cento l apporto del settore primario (agricoltura, silvicoltura e pesca), 24,2 per cento quello dell industria nel suo complesso; 45,0 per cento il contributo dei servizi privati; 18,1 per cento l apporto delle altre attività di servizi, mentre il rimanente 10,3 per cento è costituito da IVA, imposte indirette sui prodotti e imposte sulle importazioni. Nel confrontare i contributi dei settori alla formazione del reddito tra le Marche e l Italia nel suo complesso, il settore primario è pressoché identico (2,2 per cento Marche, 2,3 per cento Italia). L apporto dell industria risulta più elevato nell ambito regionale (28,5 per cento), a fronte di quello nazionale pari al 24,2 per cento. Il ruolo, invece, dei servizi privati risulta di maggior incidenza nel complesso Italia con il 45,0 per cento, mentre il dato Marche si ferma al 42,1 per cento. Lievemente più elevato, infine, il peso percentuale delle altre attività di servizi risultante a livello nazionale 18,1 per cento, a fronte del 16,4 per cento calcolato a livello regionale. Esaminando ora le composizioni percentuali, facendo 100 il totale Italia, le Marche contribuiscono alla formazione del valore aggiunto nazionale a prezzi base con una quota del 2,6 per cento, contributo che rimane costante riguardo agli anni precedenti. Scendendo nel dettaglio dei singoli rami di attività economica, il settore primario cioè quello dell agricoltura, silvicoltura e pesca della nostra regione contribuisce alla formazione del valore aggiunto, anche nel 2008, per il 2,5 per cento. Rimane ugualmente costante negli anni anche il contributo del settore secondario, cioè dell industria, con una quota del 3,1 per cento. La stessa situazione si presenta per i servizi privati e le altre attività di servizi, che mantengono inalterate le quote di contributo, rispettivamente nell ordine del 2,5 per cento e del 2,4 per cento. (Cfr. tavv. 6-9) Considerando il valore aggiunto al costo dei fattori nella nostra regione, in riferimento al numero dei suoi abitanti, si può calcolare un reddito medio pro-capite, che, nel 2008, è pari a euro, valore in crescita rispetto al 2007 ( euro); mentre lo stesso indicatore riferito all Italia centrale risulta pari a euro, in leggero decremento rispetto a quello relativo all anno precedente ( euro).

5 Il valore aggiunto per abitante dell Italia nel suo complesso presenta indicativamente la stessa situazione di quello Marche, risultando per il 2008 pari a euro, a fronte dei dell anno precedente. Fatto 100 il totale Italia, ne deriva per le Marche un numero indice pari a 100,6 (110,1 quello relativo all Italia centrale), risultato che pone la nostra regione in sintonia con la media nazionale, discostandosi solo lievemente da essa, ma comunque ad un livello, seppur di poco superiore. Nettamente inferiore, però, rispetto al numero indice dell Italia centrale. Per concludere questo paragrafo, uno sguardo alla graduatoria delle regioni secondo il valore aggiunto per abitante. La nostra regione mantiene e consolida, la sua posizione all undicesimo posto, subito al di sotto della Liguria (numero indice 103,9) e immediatamente sopra alla regione Umbria (numero indice 93,4), confermando la situazione degli anni precedenti. (Cfr. tavv. 10 e 11)

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