Discorso di apertura. Emma Bonino SPEECH/99/38. Commissaria responsabile per la politica dei consumatori

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Discorso di apertura. Emma Bonino SPEECH/99/38. Commissaria responsabile per la politica dei consumatori"

Transcript

1 SPEECH/99/38 Emma Bonino Commissaria responsabile per la politica dei consumatori Discorso di apertura Conferenza sullo sviluppo di un mercato dell'audiovisivo europeo concorrenziale, trasparente e di qualità Parlamento Europeo,Bruxelles, 2 marzo 1999

2 INTRODUZIONE La liberalizzazione dei mercati dell'audiovisivo e delle tlc, lo sviluppo delle tecnologie e dei servizi digitali, la convergenza tra tlc e audiovisivo nel contesto della globalizzazione e l evoluzione delle esigenze, in termini di nuovi servizi e maggiore qualità, dei consumatori, pongono problemi che richiedono risposte anche sul piano politico. Credo sia necessario riflettere con urgenza all'applicazione di un quadro di regole chiare per investimenti e alleanze che diano all audiovisivo europeo dimensione, competitività e qualità adeguata ai mutamenti in corso. In questo prospettiva il problema relativo ai sussidi alle TV pubbliche e dall alterazione della concorrenza e degli scambi appare di crescente attualità. Per introdurre il dibattito di oggi vorrei fare un rapido (i) excursus storico sul come si é arrivati alla situazione attuale; (ii) evidenziare alcuni problemi politici, economici e giuridici posti dagli aiuti; (iii) e mettere sul tavolo alcune possibili soluzioni o scenari che forse vale la pena di esplorare per continuare a garantire ai cittadini e ai consumatori un servizio audiovisivo di qualità che risponda a determinati valori e obiettivi d'interesse generale, uscendo da un potenziale conflitto con le regole di concorrenza e libera circolazione dei servizi del Trattato. Le denunce e le prese di posizione della Commissione Europea Il problema dell alterazione della concorrenza nel mercato comunitario si é posto con l entrata delle TV commerciali nel mercato dell audiovisivo con profitti legati essenzialmente alla vendita di spazi pubblicitari. Le TV private sono divenute concorrenti dirette di alcune TV pubbliche. Ma mentre le TV di Stato ricevono proventi sia dalla pubblicità e che da sussidi, i privati sono svantaggiati non potendo contare su sussidi. La prima denuncia arriva nel 1992 da parte delle TV private spagnole Antenna 3 e Telecinco che chiedono alla CE di verificare la legittimità degli aiuti ricevuti dalla TV di Stato e, eventualmente, ordinare la restituzione di questi aiuti. Seguono nel 1993 quella di TF1 e della TV privata portoghese. Nel 1995 i servizi della DG IV e X fanno uno studio sui problemi di concorrenza legati ai sussidi alla radiodiffusione che, peraltro, non porta conclusioni operative. Nel 1996 vi é la denuncia Mediaset contro la RAI e nel 97 quella della TV privata Greca. E dello stesso anno la denuncia da parte dei rappresentanti della prima piattaforma digitale in Spagna (Canal Satellite, Canal Plus, ) contro la piattaforma fatta da Telefonica e TV pubblica. Con l'uscita della TV pubblica dalla seconda piattaforma il problema dovrebbe risolversi da se. Ma problemi analoghi potrebbero porsi tutte le volte che una TV pubblica decide di penetrare il mercato della TV digitale tematica via cavo utilizzando sussidi. Le ultime denunce sono quelle della TV privata tedesca contro due canali tematici via cavo, gratuiti e senza pubblicità, finanziati con aiuti di Stato; E della Sky TV contro la BBC, sempre per un canale tematico d informazione 24 ore al giorno via cavo, gratuito e senza pubblicità, finanziato con aiuti. Bisognerà attendere fino al 1996 per avere una prima decisione sulla denuncia della TV privata portoghese in cui la CE ha considerato legittimo il sistema di servizio pubblico portoghese. Nel Febbraio del 1999 la CE prende una decisione anche sulla denuncia delle TV private tedesche considerando aiuti compatibili con il Trattato i sussidi utilizzati per finanziare le TV tematiche via cavo non operanti sul mercato della raccolta pubblicitaria. 2

3 La condanna in Carenza della Commissione e le prime reazioni Il 17 Settembre del 1998 la CE viene condannata in carenza dal Tribunale di Primo Grado dell UE per non aver dato seguito alla denuncia di Telecinco del Il 15 settembre la DG IV trasmette alle autorità competenti degli Stati membri un documento di discussione che propone delle guidelines da utilizzare in tutti i casi pendenti. La reazione dei rappresentanti degli Stati é unanimemente negativa. Il Commissario responsabile per la Concorrenza Karel Van Miert decide allora di procedere caso per caso. Sempre in Settembre esce il Rapporto del Gruppo di Alto Livello sull Audiovisivo di cui fanno parte i rappresentanti delle TV pubbliche e private sotto la Presidenza del Commissario europeo per la Cultura e l Audiovisivo Marcellino Oreja. Nelle sue conclusioni il Gruppo riconosce la competenza degli Stati a definire a livello nazionale la missione di servizio pubblico e il suo finanziamento. I sussidi non devono, peraltro, alterare commercio e concorrenza e va posto in essere un sistema di contabilità separata che garantisca piena trasparenza. Il 17 Novembre il Consiglio dei Ministri della Cultura dell UE ribadisce il principio di sussidiarietà della definizione del servizio pubblico di radiodiffusione e la possibilità di finanziarlo. Nel Febbraio del 1999 la Commissione decide di ingiungere una richiesta di informazioni alle TV pubbliche Francese, Italiana e Spagnola, anche al fine di chiarire la natura di aiuto preesistente o nuovo dei sussidi in questione. Gli Stati hanno un mese di tempo dalla ricezione dell'ingiunzione per fornire le informazioni richieste. Difficoltà politiche e urgenza di una soluzione Credo che nessuno alla CE voglia pregiudicare il servizio pubblico di radiodiffusione o creare difficoltà economiche alle TV di Stato. Al contrario, l'obiettivo é proprio quello di garantire e, se possibile, migliorare, il servizio d'interesse generale per i cittadini consumatori. E di promuovere maggiore competitività e sostenibilità economica, anche a lungo termine, sia per gli operatori pubblici che per quelli privati. Sono, peraltro, convinta che per perseguire questi obiettivi non serve fare finta che non vi siano problemi o alzare barricate. Serve invece discutere, magari aprendo un dibattito più ampio che coinvolga anche i primi interessati al servizio di radiodiffusione, ossia i cittadini consumatori. E ricercare una soluzione che parta dal rispetto di alcune regole e dal riconoscimento della responsabilità delle istituzioni competenti ad applicarle. IL PROBLEMA DELLA COMPATIBILITA DEGLI AIUTI CON IL TRATTATO I rischi di alterazione della concorrenza nel mercato comunitario Sotto il profilo economico il problema di concorrenza posto dagli aiuti alle TV pubbliche appare relativamente chiaro. Alcune TV pubbliche concorrono sullo stesso mercato della raccolta pubblicitaria e hanno tipi di programmazione e strutture di costi tendenzialmente analoghe a quelli delle TV commerciali. Per essere più competitiva (attraverso investimenti in diritti su film, sport, notizie, o altra programmazione o effettuando sconti), queste TV pubbliche dispongono di due fonti di finanziamento: i contratti pubblicitari e gli aiuti di Stato. La TV commerciale, invece, dispone solo dei soldi della pubblicità. Le condizioni di concorrenza possono risultare alterate. 3

4 Tanto é vero che in alcuni casi, come in Italia, vi é il rischio che privati sfondino i tetti consentiti di pubblicità o siano tentati dal trovare un modus vivendi con la TV pubblica a danno della concorrenzialità del mercato. Vi é anche il rischio di una politica di programmazione a bassi costi, talvolta a scapito della qualità. Intensità della pubblicità e programmazione a costi ridotti possono incidere sull audience della TV privata rendendola meno competitiva. Si possono fare alcuni esempi: in una negoziazione di contratti pubblicitari la TV pubblica può vendere degli spazi anche a prezzi inferiori di quanto gli costa effettivamente la programmazione e compensare le perdite con gli aiuti di Stato. La TV privata non può invece rischiare di concludere un contratto pubblicitario in perdita. Nelle negoziazioni o aste per assumere un giornalista bravo, un presentatore di fama o acquistare i diritti di un film o di una partita di calcio che possono assicurargli una certa audience e mercato pubblicitario le TV pubbliche possono utilizzare anche i sussidi. La definizione del Servizio d Interesse Generale da parte degli Stati e il ruolo della Commissione e della Corte di Giustizia Gli aiuti alle TV sono sempre stati giustificati dall'obbiettivo di realizzare una missione di servizio pubblico o di interesse generale (nozione comunitaria). In sostanza, gli aiuti ricevuti sono finalizzati a garantire al cittadino consumatore un servizio di qualità che può comprendere informazione, educazione o semplice intrattenimento. Gli aiuti sarebbero resi indispensabili dal fatto che la sola raccolta pubblicitaria non consentirebbe di fornire questo servizio. Oppure dalla scelta di non fare pubblicità nel servizio pubblico televisivo. Nei 15 paesi membri esistono sia modelli in cui la TV pubblica é libera di concorrere con le TV commerciali sul mercato della raccolta pubblicitaria e riceve sussidi in forma di canone (ad esempio la RAI) o trasferimenti diretti dal bilancio (TV spagnola); Sia quello in cui la TV che fornisce servizio pubblico non può fare pubblicità (BBC) e deve finanziarsi solo attraverso il canone e altri aiuti. Gli Stati sono liberi di definire una missione di interesse generale, di affidarla ad un impresa pubblica (o anche privata volendo) e di finanziarla in modo adeguato. Non é compito dell UE definire l ambito di questo servizio e le risorse per finanziarlo. Vi é una sussidiarietà che va rispettata. Resta invece la responsabilità della CE (che é già, stata condannata una volta in carenza) a pronunciarsi sulla compatibilità di questo sistema con le regole di concorrenza del Trattato. Il nuovo Trattato di Amsterdam e il Servizio pubblico di Radiodiffusione Con l'introduzione dell'art. 7 D nel nuovo Trattato di Amsterdam viene sottolineato il ruolo svolto dagli Stati per garantire alcuni Servizio d Interesse Economico Generale (SIEG) (tlc, radiodiffusione, poste, trasporti,..) ai cittadini. Viene anche rafforzata la politica dei consumatori con un nuovo articolo 129 A che introduce un diritto all'informazione e all'educazione dei consumatori e la necessità di tener conto dei loro interessi nella definizione e attuazione delle altre politiche. Al Trattato é allegato un Protocollo su Servizio Pubblico di Radiodiffusione in cui si considera il sistema di radiodiffusione pubblica negli Stati membri come direttamente collegato alle esigenze democratiche, sociali e culturali e all'esigenza di preservare il pluralismo. 4

5 Sono previste disposizioni di carattere interpretativo per cui le norme del Trattato "non pregiudicano la competenza degli Stati membri" a definire e finanziare una missione di servizio pubblico e di affidarne l attuazione ad un organismo di radiodiffusione. Non devono comunque essere alterate le condizioni degli scambi e della concorrenza in misura contraria all interesse comune. Vi sono stati alcuni tentativi di interpretare questo protocollo come una sorta di deroga alle regole di concorrenza comunitarie. Questa interpretazione non é condivisa dal Commissario responsabile per la concorrenza e dai suoi servizi. Come ribadito nella Comunicazione sui Servizi d Interesse Generale della Commissione Europea del 1996 la radiodiffusione é un SIEG nell ambito d applicazione del Trattato al pari di tlc o poste. Il Trattato prevede delle deroghe per realizzare missioni di SIEG, a patto che sussistano valide giustificazioni in linea col Trattato stesso; E che i mezzi utilizzati siano proporzionati ai fini. Sarebbe difficile spiegare ai cittadini perché il problema del SIEG rispetto all audiovisivo deve restare fuori dalla logica del Trattato mentre tutti gli altri SIEG, a cominciare dal servizio universale per tlc o poste, sono soggetti alle regole del Trattato. Ritengo, dunque, che anche dopo il Trattato di Amsterdam sussista un diritto dovere della CE di prendere posizione sulla compatibilità del sistema di finanziamento della missione di SIEG. Verificando se la definizione di servizio pubblico e il suo sistema di finanziamento sono aiuti ai sensi dell art. 92; e, se del caso, decidendo se possono essere autorizzati sulla base delle deroghe previste agli artts. 90 II e 92 III c e d. A tal fine, oltre ad una definizione chiara dell ambito della missione di servizio pubblico, é necessario capire quali e quanti soldi vanno a finanziare che cosa. Importanza della trasparenza contabile La garanzia del rispetto delle regole di separazione e trasparenza contabile é dunque sostanzialmente una pre condizione affinché si possa stabilire la legittimità degli aiuti alle TV. Al di la dei problemi giuridici di compatibilità degli aiuti, la trasparenza contabile assume importanza anche rispetto all esigenza legittima del cittadino consumatore contribuente di capire a che tipo di programmazione vengono destinati i soldi del canone e gli altri aiuti e il livello di efficienza (o di sprechi) dell organismo che li riceve. Problema della discriminazione tra operatori pubblici e privati nell erogazione del servizio d interesse generale Una volta definito su basi oggettive la missione di servizio pubblico che giustifica i sussidi, resta il problema della discriminazione degli altri operatori che, pur ponendo in essere una programmazione che rientra, almeno in parte, nell'ambito del servizio pubblico, non hanno diritto ai sussidi. Per quale motivo un operatore privato che dimostra di fare in modo imparziale, rispettando il pluralismo, informazione o, programmi culturali o, anche di intrattenimento che rispondono a determinati standard di qualità analoghi a quelli dell'organismo pubblico, non deve beneficiare di una quota proporzionale dei sussidi? Come si concilia questa situazione col principio di non discriminazione e con la neutralità delle imprese pubbliche rispetto a quelle private sancita dal Trattato? Non sarebbe opportuno riflettere ad un sistema di appalto che affidi al migliore o ai migliori (pubblici e/o privati) missioni di servizio pubblico verso il corrispettivo di un prezzo? 5

6 La compatibilità con le regole del Trattato e la responsabilità della Commissione Posto che non é contestato che buona parte degli attuali sussidi alle TV, sia sotto forma di canone sia come trasferimenti dal bilancio dello Stato, sono tecnicamente aiuti ai sensi del Trattato, si pone il problema della loro compatibilità con le regole comunitarie. Ferma restando la possibilità per gli Stati di definire un sistema di SIEG ed un suo finanziamento, come si é visto, competenti a sancire questa compatibilità sono la Commissione, in quanto guardiana dei Trattati; E la Corte di Giustizia, quale garante del rispetto del diritto nell interpretazione e applicazione dei Trattati. La Commissione ha dunque una precisa responsabilità istituzionale a decidere sulla legittimità degli attuali sistemi di aiuto. CONCLUSIONI: SCENARI POSSIBILI Una volta chiarita l'urgenza e la necessità di una presa di posizione della CE restano aperte questioni giuridiche, economiche e di opportunità politica. Difficoltà tecnico giuridiche: il problema della novità o preesistenza degli aiuti Una volta riconosciuta l'applicabilità del Trattato alla definizione servizio pubblico degli Stati e al sistema di finanziamento e di trasparenza contabile resta da chiarire il carattere preesistente o nuovo degli aiuti alle TV. In caso di riconosciuta incompatibilità degli aiuti alle TV la CE potrebbe chiedere la restituzione solo per gli aiuti successivi all'entrata in vigore del Trattato. Se il canone originario o altri aiuti possono essere stati istituiti con leggi antecedenti al Trattato (Italia e Francia) o all Adesione (Spagna), vi sono nuovi atti dello Stato che modificano il canone o erogano altri aiuti effettuati in un momento in cui le regole di concorrenza comunitarie avevano piena validità. Si pensi, ad esempio, per quanto riguarda l Italia, al decreto detto salva RAI, all aumento di capitale dell IRI o a vari sconti fiscali o prestiti ad interesse agevolato avvenuti negli ultimi anni in un mercato in cui la RAI aveva concorrenti diretti privati. Anche in Francia e Spagna vi sono stati aiuti recenti che si sono sommati al canone sotto forma di aumento di capitale e sovvenzioni dirette. Considerare questi aiuti come preesistenti non é cosi evidente. Limiti di una soluzione tecnico giuridico e utilità di un dibattito anche politico che coinvolga maggiormente i cittadini consumatori Non é detto che la soluzione migliore debba necessariamente consistere in una possibile condanna di alcune TV pubbliche a restituire aiuti erogati illegittimamente. Anche qualora questa condanna dovesse rivelarsi inevitabile, resta la necessità di assicurare un SIEG di qualità in linea con gli interessi dei cittadini consumatori. Sotto questo profilo può essere importante avere un dibattito più aperto che coinvolga maggiormente i cittadini e i consumatori, anche al fine di trovare soluzioni capaci di conciliare la domanda di servizi di qualità e quella di regole certe che non alterino i meccanismi di concorrenza e siano in linea con le norme comunitarie. Credo che cittadini consumatori siano favorevoli ad un servizio di radiodiffusione d'interesse generale e, in maggioranza, siano anche pronti a pagare un prezzo. Ma non si può chiedere loro di contribuire con tasse e canone alle inefficienze, sprechi, clientelismi politici ed a un servizio pubblico senza un ambito e parametri di qualità oggettivi e il cui finanziamento non é soggetto ad alcun sistema di controllo effettivo. 6

7 E senza regole per evitare cartelli o concertazioni tra operatori pubblici e privati a danno della concorrenzialità del mercato, del rispetti dei tetti pubblicitari e di standard di qualità minimi. Tre scenari possibili Per andare verso un mercato dell'audiovisivo in linea con un quadro di regole chiare e un servizio d'interesse generale di qualità per i consumatori con sistemi di finanziamento compatibili con il Trattato, si può riflettere a tre scenari possibili: 1. Missione di servizio pubblico attribuita ad un organismo (pubblico o privato) e finanziata esclusivamente con canone e aiuti. Se l'organismo vuole fare attività commerciale e vendere spazi pubblicitari deve creare filiali con contabilità separata (modello BBC). 2. Gli organismi a cui é affidata la missione di servizio pubblico possono vendere spazi pubblicitari e chiedere un rimborso per tutti quei costi legati alla realizzazioni del servizio pubblico non coperti dagli introiti pubblicitari. E' necessaria una contabilità analitica da cui risulti chiarimenti quali costi deficitari la TV ha dovuto sopportare per assicurare la sua missione di servizio pubblico. 3. Sistema di gara d'appalto in cui più operatori (pubblici e/o privati) vengono selezionati sulla base di offerte. Al migliore o ai migliori verrà affidato, verso il corrispettivo di un prezzo, l'attuazione della missione di servizio pubblico. Queste ipotesi, che occorre approfondire e meglio istruire tecnicamente, potrebbero offrire una soluzione più chiara e in linea con gli interessi dei consumatori, oltre ad assicurare la compatibilità del sistema di servizio pubblico di radiodiffusione di alcuni Stati membri con il Trattato. 7

Il controllo degli aiuti di Stato e le restrizioni della concorrenza. Alberto Heimler Scuola Nazionale dell Amministrazione Roma

Il controllo degli aiuti di Stato e le restrizioni della concorrenza. Alberto Heimler Scuola Nazionale dell Amministrazione Roma Il controllo degli aiuti di Stato e le restrizioni della concorrenza Alberto Heimler Scuola Nazionale dell Amministrazione Roma Sommario della presentazione 1) Il ruolo delle restrizioni della concorrenza

Dettagli

La sentenza TNT TRACO / POSTE ITALIANE SPA del 17 maggio 2001 (C-340/99) ed il finanziamento del servizio universale. di Mariangela Balestra

La sentenza TNT TRACO / POSTE ITALIANE SPA del 17 maggio 2001 (C-340/99) ed il finanziamento del servizio universale. di Mariangela Balestra La sentenza TNT TRACO / POSTE ITALIANE SPA del 17 maggio 2001 (C-340/99) ed il finanziamento del servizio universale di Mariangela Balestra La sentenza della Corte di giustizia CE del 17 maggio scorso

Dettagli

Il diritto comunitario del lavoro. 27 gennaio 2004

Il diritto comunitario del lavoro. 27 gennaio 2004 Il diritto comunitario del lavoro 27 gennaio 2004 Di Seri 1 Nozione Con il termine diritto comunitario si fa riferimento al complesso normativo costituito dai trattati istitutivi delle tre Comunità Europee

Dettagli

Liberalizzazione dei mercati dell energia: prime misure per tutelare e accompagnare gli utenti verso la totale apertura del mercato elettrico

Liberalizzazione dei mercati dell energia: prime misure per tutelare e accompagnare gli utenti verso la totale apertura del mercato elettrico Liberalizzazione dei mercati dell energia: prime misure per tutelare e accompagnare gli utenti verso la totale apertura del mercato elettrico La Direttiva 2003/54/CE prevede che gli Stati membri mettano

Dettagli

Osservazioni della Concessionaria del Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano Rai-Radiotelevisione italiana Spa

Osservazioni della Concessionaria del Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano Rai-Radiotelevisione italiana Spa Proposta di revisione della Comunicazione della Commissione Europea del 2001 relativa all applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al servizio pubblico di radiodiffusione 4 novembre 2008 Osservazioni

Dettagli

QUADERNO N.2: IL PEDAGGIO DELLE RETI FERROVIARIE IN EUROPA

QUADERNO N.2: IL PEDAGGIO DELLE RETI FERROVIARIE IN EUROPA Ufficio Studi di NTV QUADERNO N.2: IL PEDAGGIO DELLE RETI FERROVIARIE IN EUROPA Le tariffe che le Imprese ferroviarie (IF) pagano al Gestore dell infrastruttura (GI) sono molto più che un semplice strumento

Dettagli

Liberalizzazione del mercato elettrico: chi tutelerà famiglie e consumatori

Liberalizzazione del mercato elettrico: chi tutelerà famiglie e consumatori Liberalizzazione del mercato elettrico: chi tutelerà 23 Aprile 2015 Ennio Fano 1 Nelle recenti settimane sul tema dell energia elettrica si sono succedute: A) la proposta dell Autorità sulla riforma delle

Dettagli

Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14

Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Lussemburgo, 18 dicembre 2014 Stampa e Informazione Parere 2/13 La Corte si pronuncia sul progetto di accordo sull adesione dell Unione

Dettagli

Osservatorio ISTUD - seconda Survey: Aziende italiane e mercato unico europeo

Osservatorio ISTUD - seconda Survey: Aziende italiane e mercato unico europeo - seconda Survey: Aziende italiane e mercato unico europeo Quesito 1 In linea generale ritieni positiva la tendenza di molti paesi europei a cercare di proteggere alcuni settori ritenuti strategici per

Dettagli

Nomos Appalti srl Servizio di Consulenza agli Enti Locali

Nomos Appalti srl Servizio di Consulenza agli Enti Locali Roma, 12 maggio 2010 Circolare n. 123/2010 Al SIG. PRESIDENTE CONFSERVIZI MARCHE A TUTTI GLI ASSOCIATI AL SIG. PRESIDENTE CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI INGEGNERI E A TUTTI GLI ALTRI ENTI, AZIENDE E SOCIETA

Dettagli

Il mantenimento dei figli maggiorenni

Il mantenimento dei figli maggiorenni Il mantenimento dei figli maggiorenni Di Germano Palmieri L articolo 30 della Costituzione italiana sancisce che è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori

Dettagli

STRUMENTI FINANZIARI NEI PROGRAMMI 2014-2020

STRUMENTI FINANZIARI NEI PROGRAMMI 2014-2020 STRUMENTI FINANZIARI NEI PROGRAMMI 2014-2020 Verso un utilizzo più strategico imparando dall esperienza maturata Roberto D Auria Mario Guido Gruppo di lavoro Competitività Roma, 28 ottobre 2013 L esperienza

Dettagli

Olivia Postorino: Regione Lombardia-D.G. Infrastrutture e Mobilità

Olivia Postorino: Regione Lombardia-D.G. Infrastrutture e Mobilità Olivia Postorino: Regione Lombardia-D.G. Infrastrutture e Mobilità Intervento Convegno ANAV del 17 /2/2004. (Noleggio autobus ai sensi della l. 218/2003) Con la legge quadro n. 218/2003, entrata in vigore

Dettagli

Avvertenza: il presente Regolamento è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Avvertenza: il presente Regolamento è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Avvertenza: il presente Regolamento è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Regolamento recante la disciplina dell adozione degli atti di natura normativa o di

Dettagli

CAPO I NORME GENERALI. 1. Il presente regolamento disciplina, ai sensi dell art. 12 della legge 7 agosto 1990, n 241 i criteri e le modalità per:

CAPO I NORME GENERALI. 1. Il presente regolamento disciplina, ai sensi dell art. 12 della legge 7 agosto 1990, n 241 i criteri e le modalità per: REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLA CONCESSIONE DI SOVVENZIONI, CONTRIBUTI, SUSSIDI ED AUSILI FINANZIARI E L ATTRIBUZIONE DI VANTAGGI ECONOMICI ART. 1 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO CAPO I NORME GENERALI

Dettagli

Revisione della comunicazione sull assicurazione del credito all esportazione a breve termine. Documento di consultazione

Revisione della comunicazione sull assicurazione del credito all esportazione a breve termine. Documento di consultazione Revisione della comunicazione sull assicurazione del credito all esportazione a breve termine 1. Introduzione Documento di consultazione In alcuni Stati membri esistono agenzie ufficiali di credito all

Dettagli

Tlc: la Ue pronta a rimuovere almeno un terzo dei mercati soggetti a regole exante

Tlc: la Ue pronta a rimuovere almeno un terzo dei mercati soggetti a regole exante Publication: Key4Biz Tlc: la Ue pronta a rimuovere almeno un terzo dei mercati soggetti a regole exante La Reding ribadisce la necessità di un'authority europea e di un'agenzia Ue per lo spettro. La liberalizzazione

Dettagli

Il Ministero dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico

Il Ministero dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico Il Ministero dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico L Associazione Bancaria Italiana (ABI) Il Presidente dell ABI La CONFINDUSTRIA Il Presidente di CONFINDUSTRIA La Conferenza dei

Dettagli

II.11 LA BANCA D ITALIA

II.11 LA BANCA D ITALIA Provvedimento del 24 marzo 2010. Regolamento recante la disciplina dell adozione degli atti di natura normativa o di contenuto generale della Banca d Italia nell esercizio delle funzioni di vigilanza bancaria

Dettagli

Approvazione della Disciplina della partecipazione ai procedimenti di regolazione dell Autorità per l energia elettrica e il gas

Approvazione della Disciplina della partecipazione ai procedimenti di regolazione dell Autorità per l energia elettrica e il gas Deliberazione 30 ottobre 2009 - GOP 46/09 Approvazione della Disciplina della partecipazione ai procedimenti di regolazione dell Autorità per l energia elettrica e il gas L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA

Dettagli

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.)

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Presentazione del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Roma, 18 luglio 2002 Il Forum delle imprese regolate, che oggi viene inaugurato, vuole essere un luogo permanente di consultazione e scambio

Dettagli

D.Lgs. 231/01 Normativa e Modello di organizzazione Sispi Codice Etico

D.Lgs. 231/01 Normativa e Modello di organizzazione Sispi Codice Etico 1. Principi generali La Sispi S.p.A., persegue la sua missione aziendale attraverso lo svolgimento di attività che hanno impatto sulla vita della collettività oltreché dei singoli. In tale percorso l esigenza

Dettagli

Camera dei Deputati. Audizione informale. Disegno di legge n. 3134 (DL 65/2015)

Camera dei Deputati. Audizione informale. Disegno di legge n. 3134 (DL 65/2015) Camera dei Deputati Audizione informale Disegno di legge n. 3134 (DL 65/2015) Disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR 8 Giugno 2015 XI Commissione Lavoro

Dettagli

Risparmio, investimenti e sistema finanziario

Risparmio, investimenti e sistema finanziario Risparmio, investimenti e sistema finanziario Una relazione fondamentale per la crescita economica è quella tra risparmio e investimenti. In un economia di mercato occorre individuare meccanismi capaci

Dettagli

INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012

INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012 INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012 Si può essere quotati in Borsa e avere un ottica di lungo periodo? E come recuperare un merito creditizio

Dettagli

ASSICURAZIONI E CONCORRENZA: EFFICIENZA DELLA REGOLAZIONE? Milano 28 febbraio 2014

ASSICURAZIONI E CONCORRENZA: EFFICIENZA DELLA REGOLAZIONE? Milano 28 febbraio 2014 ASSICURAZIONI E CONCORRENZA: EFFICIENZA DELLA REGOLAZIONE? Milano 28 febbraio 2014 Paola Mariani Regole IVASS, leggi italiane a tutela della concorrenza e compatibilità con il diritto dell U.E. Mercato

Dettagli

dicembre 2014 - ver.1.0 Indice

dicembre 2014 - ver.1.0 Indice Linee guida strategiche e policy operativa in tema di valorizzazione della ricerca e di diritti di proprietà intellettuale all Università degli Studi di Brescia dicembre 2014 - ver.1.0 Indice 1. Premessa

Dettagli

LA DECISIONE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA SUL CASO GOOGLE SPAIN:

LA DECISIONE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA SUL CASO GOOGLE SPAIN: LA DECISIONE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA SUL CASO GOOGLE SPAIN: PIÙ PROBLEMI CHE SOLUZIONI * di Franco Pizzetti (Professore ordinario di Diritto costituzionale Università di Torino) 10 giugno 2014 1. La decisione

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BANCA CENTROPADANA CREDITO COOPERATIVO

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BANCA CENTROPADANA CREDITO COOPERATIVO DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI LA NORMATIVA MIFID BANCA CENTROPADANA CREDITO COOPERATIVO Novembre 2010 La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è

Dettagli

Il sistema delle garanzie e gli aiuti di Stato Principali regole e vincoli comunitari

Il sistema delle garanzie e gli aiuti di Stato Principali regole e vincoli comunitari Il sistema delle garanzie e gli aiuti di Stato Principali regole e vincoli comunitari Direzione Programmi Comunitari - Dipartimento Industria - IPI 1 Premessa: il lavoro dell IPI nell ambito del progetto

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA

SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA Doc. XVIII n. 57 RISOLUZIONE DELLA 6ª COMMISSIONE PERMANENTE (Finanze e tesoro) (Estensore FERRARA) approvata nella seduta del 20 ottobre 2010 SULLA PROPOSTA DI

Dettagli

CARTA DEI VALORI DI AREA

CARTA DEI VALORI DI AREA approvata dall Assemblea di Roma l 8 giugno 2013 1. Identità e scopo 1. Siamo magistrati italiani ed europei, orgogliosi di far parte di una magistratura indipendente e autonoma, che, proprio perché tale,

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI DELLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI ADOTTATA DALLA BANCA

DOCUMENTO DI SINTESI DELLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI ADOTTATA DALLA BANCA DOCUMENTO DI SINTESI DELLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI ADOTTATA DALLA BANCA 1. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata

Dettagli

Trattandosi di un semplice strumento di documentazione, esso non impegna la responsabilità delle istituzioni

Trattandosi di un semplice strumento di documentazione, esso non impegna la responsabilità delle istituzioni 2002R1606 IT 10.04.2008 001.001 1 Trattandosi di un semplice strumento di documentazione, esso non impegna la responsabilità delle istituzioni B REGOLAMENTO (CE) N. 1606/2002 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL

Dettagli

Cassa Rurale ed Artigiana di Boves Banca Di Credito Cooperativo

Cassa Rurale ed Artigiana di Boves Banca Di Credito Cooperativo DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI LA NORMATIVA MIFID Cassa Rurale ed Artigiana di Boves Banca Di Credito Cooperativo La Markets in Financial Instruments Directive

Dettagli

Il supporto a una Direttiva Europea per il Pluralismo dei Media. La nostra azione comune. Oggetto della proposta

Il supporto a una Direttiva Europea per il Pluralismo dei Media. La nostra azione comune. Oggetto della proposta Iniziativa dei Cittadini Europei proposta dalla coalizione Iniziativa Europea per il Pluralismo dei Media La nostra azione comune Questo testo costituisce una proposta per un Iniziativa dei Cittadini Europei

Dettagli

Consiglio informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali. (Varese, 11-12 Luglio 2003)

Consiglio informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali. (Varese, 11-12 Luglio 2003) Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali Consiglio informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali (Varese, 11-12 Luglio 2003) Documento della Presidenza Domande per orientare il dibattito

Dettagli

PROCEDURA CONCILIATIVA

PROCEDURA CONCILIATIVA PROCEDURA CONCILIATIVA PROTOCOLLO D INTESA tra Findomestic Banca S.p.A, con sede legale in Via J. Da Diacceto, 48 50128 Firenze (di seguito Findomestic ) e le Associazioni di Consumatori Adiconsum, Adoc

Dettagli

(Presidenza det Consiglio dei Ministri 'Ministero detta Satute (Dipartimento detta Funzione (Pu66tica (Dipartimento detta Qualità

(Presidenza det Consiglio dei Ministri 'Ministero detta Satute (Dipartimento detta Funzione (Pu66tica (Dipartimento detta Qualità l (Presidenza det Consiglio dei Ministri 'Ministero detta Satute (Dipartimento detta Funzione (Pu66tica (Dipartimento detta Qualità UFFICIO PER LA FORMAZIONE DEL PERSONALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Dettagli

STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI

STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Febbraio 2014 1 STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI... 1 1 FINALITÀ... 3 2. INFORMAZIONI SULLA STRATEGIA DI TRASMISSIONE DEGLI ORDINI...

Dettagli

Autorità Nazionale Anticorruzione Presidente

Autorità Nazionale Anticorruzione Presidente DELIBERA N. 146 DEL 2014 IN MATERIA DI ESERCIZIO DEL POTERE DI ORDINE NEL CASO DI MANCATA ADOZIONE DI ATTI O PROVVEDIMENTI RICHIESTI DAL PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE E DAL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE

Dettagli

Allianz Bank Financial Advisors S.p.A.

Allianz Bank Financial Advisors S.p.A. Allianz Bank Financial Advisors S.p.A. Meccanismi organizzativi e amministrativi posti in essere per prevenire ed evitare conflitti di interesse in rapporto alle raccomandazioni INDICE 1. INTRODUZIONE...

Dettagli

LA POLITICA DELL UNIONE EUROPEA PER LA CULTURA

LA POLITICA DELL UNIONE EUROPEA PER LA CULTURA LA POLITICA DELL UNIONE EUROPEA PER LA CULTURA Quale è la competenze dell Unione europea nell ambito della cultura? Il trattato di Maastricht (1993) ha consentito all'unione europea, storicamente orientata

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE. Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 282

DISEGNO DI LEGGE. Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 282 Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 282 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa delle senatrici CARLONI e CHIAROMONTE COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 29 APRILE 2008 Norme per il sostegno ad attività senza fine

Dettagli

RISOLUZIONE N. 92/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 92/E QUESITO RISOLUZIONE N. 92/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 02 aprile 2009 OGGETTO: Interpello ai sensi dell articolo 11 della legge n. 212 del 2000 - Assegnazione gratuita di azioni - Lavoratore

Dettagli

AUDIZIONE INFORMALE DI AERANTI-CORALLO NELL AMBITO DELL ESAME DELLE PROPOSTE DI LEGGE RECANTI ISTITUZIONE DEL FONDO PER IL PLURALISMO E L INNOVAZIONE

AUDIZIONE INFORMALE DI AERANTI-CORALLO NELL AMBITO DELL ESAME DELLE PROPOSTE DI LEGGE RECANTI ISTITUZIONE DEL FONDO PER IL PLURALISMO E L INNOVAZIONE AUDIZIONE INFORMALE DI AERANTI-CORALLO NELL AMBITO DELL ESAME DELLE PROPOSTE DI LEGGE RECANTI ISTITUZIONE DEL FONDO PER IL PLURALISMO E L INNOVAZIONE DELL INFORMAZIONE E DELEGHE AL GOVERNO PER LA RIDEFINIZIONE

Dettagli

LA POLITICA FISCALE PER IL RISPARMIO. LE SCELTE FATTE. ALCUNI EFFETTI

LA POLITICA FISCALE PER IL RISPARMIO. LE SCELTE FATTE. ALCUNI EFFETTI LA POLITICA FISCALE PER IL RISPARMIO. LE SCELTE FATTE. ALCUNI EFFETTI Norberto Arquilla * L analisi di ciò che è stato fatto, nel corso degli ultimi anni, per la fiscalità del settore del risparmio non

Dettagli

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Criteri, condizioni e modalità cui si conforma la società SNAM S.p.A. per adottare il modello di separazione proprietaria della gestione della rete nazionale

Dettagli

La qualità della gestione come fattore di successo nel settore pubblico come in quello privato

La qualità della gestione come fattore di successo nel settore pubblico come in quello privato BUON MANAGEMENT = BUONA SANITA La qualità della gestione come fattore di successo nel settore pubblico come in quello privato Bassano del Grappa, 25 giugno 2012 Questo Convegno nasce dall idea che un confronto

Dettagli

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi)

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi) Sostenere i Il problema I temi che si definiscono dopo di noi legati alle potenzialità e autonoma dei disabili - hanno un impatto sociale estremamente rilevante. In primo luogo va sottolineato che, per

Dettagli

IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI Schema di regolamento ministeriale di attuazione dell articolo 6, comma 5-bis, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, recante norme sui criteri e i limiti di investimento delle risorse dei fondi

Dettagli

La programmazione europea. per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno

La programmazione europea. per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno La programmazione europea 2014 2020 per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno POIn (FESR) 2007-2013 - Attrattori culturali, naturali e turismo Asse II - Linea di intervento II.2.1 Intervento:

Dettagli

LE LINGUE NELL UNIONE EUROPEA IL MULTILINGUISMO

LE LINGUE NELL UNIONE EUROPEA IL MULTILINGUISMO LE LINGUE NELL UNIONE EUROPEA IL MULTILINGUISMO Perché una questione linguistica per l Unione europea? Il multilinguismo è oggi inteso come la capacità di società, istituzioni, gruppi e cittadini di relazionarsi

Dettagli

LA SURROGA DELL ASSICURATORE

LA SURROGA DELL ASSICURATORE LA SURROGA DELL ASSICURATORE L ASSICURATORE CHE HA PAGATO L INDENNITÀ È SURROGATO, FINO ALLA CONCORRENZA DELL AMMONTARE DI ESSA NEI DIRITTI DELL ASSICURATO VERSO I TERZI RESPONSABILI. (Art. 1916 C.C.)

Dettagli

E possibile migliorare il controllo e la governance delle imprese pubbliche? L esperienza del Comune di Roma

E possibile migliorare il controllo e la governance delle imprese pubbliche? L esperienza del Comune di Roma E possibile migliorare il controllo e la governance delle imprese pubbliche? L esperienza del Comune di Roma Marco Causi Facoltà di Economia Federico Caffè Università degli Studi Roma Tre L argomento della

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. Consiglio dei Ministri: 05/04/2007 Proponenti: Esteri ART. 1 (Finalità

Dettagli

- Incontro tra il Ministro Corrado Passera e le Associazioni dei Giovani Imprenditori - PROPOSTA Associazione Giovani Imprenditori Agricoli

- Incontro tra il Ministro Corrado Passera e le Associazioni dei Giovani Imprenditori - PROPOSTA Associazione Giovani Imprenditori Agricoli - Incontro tra il Ministro Corrado Passera e le Associazioni dei Giovani Imprenditori - PROPOSTA Associazione Giovani Imprenditori Agricoli Roma 04 Dicembre 2012 1 Signor Ministro Passera, a nome mio e

Dettagli

MOVIMENTO CULTURALE IDEELIBERE

MOVIMENTO CULTURALE IDEELIBERE All attenzione del Dirigente Scolastico del Liceo Classico Adolfo Pansini, prof. Salvatore Pace Oggetto: Progetto Scriviamo... CAMBIAMO Introduzione Il sottoscritto, Salvatore Salzano, Presidente Nazionale

Dettagli

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 24 DEL 16 GIUGNO 2008

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 24 DEL 16 GIUGNO 2008 REGIONE CAMPANIA - Giunta Regionale - Seduta del 11 aprile 2008 - Deliberazione N. 661 - Area Generale di Coordinamento N. 18 - Assistenza Sociale, Attività Sociali, Sport, Tempo Libero, Spettacolo N.

Dettagli

SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso

SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento

Dettagli

Signor Presidente, Signori Senatori,

Signor Presidente, Signori Senatori, AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELL AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO ANTONIO CATRICALÀ PRESSO LA I COMMISSIONE PERMANENTE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA NELL AMBITO DELL INDAGINE CONOSCITIVA SUL

Dettagli

Carta dei Valori. agriturismo Corte San Girolamo

Carta dei Valori. agriturismo Corte San Girolamo Carta dei Valori agriturismo Corte San Girolamo LA MISSION PRODUCIAMO VALORE ATTRAVERSO I VALORI L Agriturismo Corte San Girolamo, gestito con familiarità e cortesia, desidera offrirvi un soggiorno di

Dettagli

Introduzione. Articolazione della dispensa. Il sistema del controllo di gestione. Introduzione. Controllo di Gestione

Introduzione. Articolazione della dispensa. Il sistema del controllo di gestione. Introduzione. Controllo di Gestione Introduzione Perché il controllo di gestione? L azienda, come tutte le altre organizzazioni, è un sistema che è rivolto alla trasformazione di input (risorse tecniche, finanziarie e umane) in output (risultati

Dettagli

Relazione al Progetto di "Legge sul Volontariato"

Relazione al Progetto di Legge sul Volontariato SEGRETERIA DI STATO SANITA' E SICUREZZA SOCIALE SEGRETERIA DI STATO ISTRUZIONE E CULTURA Relazione al Progetto di "Legge sul Volontariato" Ecc.mi Capitani Reggenti, On.li Consiglieri il progetto di Legge

Dettagli

DOCUMENTO SULLA RESPONSABILITA SOCIALE DELLE IMPRESE

DOCUMENTO SULLA RESPONSABILITA SOCIALE DELLE IMPRESE DOCUMENTO SULLA RESPONSABILITA SOCIALE DELLE IMPRESE CODICE DI COMPORTAMENTO ANGEM PER LA PARTECIPAZIONE DELLE IMPRESE ASSOCIATE ALLE GARE DI APPALTO ED AI CONTRATTI PREMESSA L ANGEM L ANGEM ha sempre

Dettagli

Firmato l accordo tra Upa, Assocom e Unicom per le linee guida sulle gare di comunicazione private

Firmato l accordo tra Upa, Assocom e Unicom per le linee guida sulle gare di comunicazione private Fonte primaonline.it 07 novembre 2013 12:19 Firmato l accordo tra Upa, Assocom e Unicom per le linee guida sulle gare di comunicazione private Upa, Assocom e Unicom hanno sottoscritto un documento che

Dettagli

L autonomia scolastica

L autonomia scolastica L autonomia scolastica di Giacomo D Alterio La Legge 7 agosto 1990 n. 241, che detta le nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto d accesso ai documenti amministrativi, meglio

Dettagli

SCHEMA PER UNA DISCIPLINA ORGANICA DEL SETTORE EDITORIALE. 1. L impresa editoriale e il ruolo del giornalista

SCHEMA PER UNA DISCIPLINA ORGANICA DEL SETTORE EDITORIALE. 1. L impresa editoriale e il ruolo del giornalista SCHEMA PER UNA DISCIPLINA ORGANICA DEL SETTORE EDITORIALE 1. L impresa editoriale e il ruolo del giornalista 1.Definizione. 2.Tipologia delle imprese editoriali e giornalistiche. 3.Lo statuto dell impresa

Dettagli

Le attività di comunicazione e diffusione dei risultati di progetto

Le attività di comunicazione e diffusione dei risultati di progetto Elena Giusta 1 Le attività di comunicazione e diffusione dei risultati di progetto La politica di comunicazione dell Unione Europea La comunicazione dei fondi strutturali Il piano di comunicazione di progetto

Dettagli

CURIOSITÀ E DOMANDE PIÙ FREQUENTI VADEMECUM2012

CURIOSITÀ E DOMANDE PIÙ FREQUENTI VADEMECUM2012 CURIOSITÀ E DOMANDE PIÙ FREQUENTI VADEMECUM2012 CAMBI MERCE: QUANDO E OBBLIGATORIO CAMBIARE LA MERCE E QUANDO E OBBLIGATORIO, INVECE, RESTITUIRE IL PREZZO PAGATO? Preliminarmente il D.LGS. 206/05 (Codice

Dettagli

COMUNE DI SAN MANGO D AQUINO Provincia di Catanzaro

COMUNE DI SAN MANGO D AQUINO Provincia di Catanzaro COMUNE DI SAN MANGO D AQUINO Provincia di Catanzaro Regolamento per l istituzione e la tenuta dell Albo Comunale delle Associazioni e del Volontariato approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 30

Dettagli

Documento di sintesi "STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI"

Documento di sintesi STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Documento di sintesi "STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI" Documento del 1 aprile 2011 1 1 INFORMAZIONI SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Fornite ai sensi degli

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XVII LEGISLATURA

SENATO DELLA REPUBBLICA XVII LEGISLATURA SENATO DELLA REPUBBLICA XVII LEGISLATURA BOZZA Doc. XVIII n. 104 RISOLUZIONE DELLA 8ª COMMISSIONE PERMANENTE (Lavori pubblici, comunicazioni) (Estensore FILIPPI) approvata nella seduta del 28 gennaio 2016

Dettagli

Decentramento e liberalizzazioni nella gestione dei pubblici servizi

Decentramento e liberalizzazioni nella gestione dei pubblici servizi Decentramento e liberalizzazioni nella gestione dei pubblici servizi Avv. Sara Gobbato Nuovo auditorium del Salone degli incanti Trieste 14 novembre 2006 Il diritto comunitario e l intervento degli Stati

Dettagli

5.3.1.1.2 MISURA 112 Insediamento di giovani agricoltori

5.3.1.1.2 MISURA 112 Insediamento di giovani agricoltori 5.3.1.1.2 MISURA 112 Insediamento di giovani agricoltori Riferimenti normativi Articolo 20 lett. A) punto ii e Articolo 22 del Regolamento (CE) n. 1698/05. Articolo 13 del Regolamento (CE) n. 1974/2006

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E LA TENUTA DELL ALBO COMUNALE DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO;

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E LA TENUTA DELL ALBO COMUNALE DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO; REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E LA TENUTA DELL ALBO COMUNALE DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO; Approvato con deliberazione di G.M. n. 57 del 24/03/2003 REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E LA TENUTA DELL

Dettagli

A relazione del Presidente Cota: Richiamate:

A relazione del Presidente Cota: Richiamate: REGIONE PIEMONTE BU33 14/08/2013 Deliberazione della Giunta Regionale 2 agosto 2013, n. 2-6205 Contratto di Prestito con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) - "Prestito - Regione Piemonte Loan

Dettagli

ACCORDO QUADRO del 7 agosto 2012

ACCORDO QUADRO del 7 agosto 2012 Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà civili e l immigrazione Direzione Centrale per lo Politiche dell Immigrazione e dell Asilo Ufficio I - Pianificazione delle Politiche dell Immigrazione

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE D iniziativa dei Deputati PEZZOTTA, BARETTA, BERNINI. Misure per favorire la promozione e la diffusione del microcredito

PROPOSTA DI LEGGE D iniziativa dei Deputati PEZZOTTA, BARETTA, BERNINI. Misure per favorire la promozione e la diffusione del microcredito PROPOSTA DI LEGGE D iniziativa dei Deputati PEZZOTTA, BARETTA, BERNINI Misure per favorire la promozione e la diffusione del microcredito Onorevoli Colleghi! - Negli ultimi anni il settore della microfinanza

Dettagli

e delle imprese di servizi 2014/2015 Laurea magistrale in Servizio sociale e politiche sociali Fondi e finanziamenti Tipologie di Fondi Fondi pubblici: derivano dall attuazione di obiettivi politici locali

Dettagli

Economia e gestione delle imprese

Economia e gestione delle imprese Economia e gestione delle imprese La gestione della safety: l evoluzione del quadro normativo dott. Matteo Rossi Benevento, 26 febbraio 2008 La sicurezza sul lavoro: fra sicurezza sociale e obiettivo aziendale

Dettagli

I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione

I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione Premessa Obiettivo di questo breve documento è fornire una contributo in vista dell incontro dell 8 luglio; a tale

Dettagli

I MODELLI DI BUSINESS DEL MERCATO TELEVISIVO

I MODELLI DI BUSINESS DEL MERCATO TELEVISIVO I MODELLI DI BUSINESS DEL MERCATO TELEVISIVO I modelli di business nel sistema televisivo vengono definiti in base ai soggetti che finanziano le azioni di produzione e ed erogazione del servizio offerto.

Dettagli

Procedimenti per l adozione di atti di regolazione

Procedimenti per l adozione di atti di regolazione Procedimenti per l adozione di atti di regolazione Risposta alla consultazione Consob sul progetto di regolamento di attuazione dell articolo 23 della legge n. 262/2005 1. Introduzione La Consob ha sottoposto

Dettagli

(Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria) REGOLAMENTI

(Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria) REGOLAMENTI 5.1.2008 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 3/1 I (Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (CE) N. 3/2008 DEL CONSIGLIO del 17 dicembre

Dettagli

UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME

UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME QuickTime e un decompressore TIFF (Non compresso) sono necessari per visualizzare quest'immagine. UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME ANALISI DI ECONOMICITÀ, EFFICACIA ED EFFICIENZA

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato GIULIETTI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato GIULIETTI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2581 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato GIULIETTI Iniziative e manifestazioni per la celebrazione del sessantesimo anniversario della

Dettagli

RISPOSTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILE ALLA CONSULTAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA IN MERITO ALL

RISPOSTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILE ALLA CONSULTAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA IN MERITO ALL RISPOSTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILE ALLA CONSULTAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA IN MERITO ALL ADOZIONE DEI PRINCIPI DI REVISIONE INTERNAZIONALI Settembre

Dettagli

L anomalia dell offerta

L anomalia dell offerta L anomalia dell offerta Avv. Daniela Anselmi 8 maggio 2007 La verifica in contraddittorio dell offerta: procedimento e voci oggetto di verifica. Esclusione automatica delle offerte anormalmente basse:

Dettagli

Oggetto: Quesiti in merito alla negoziazione in Borsa di OICR italiani ed esteri armonizzati.

Oggetto: Quesiti in merito alla negoziazione in Borsa di OICR italiani ed esteri armonizzati. RISOLUZIONE N. 139/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 7 maggio 2002 Oggetto: Quesiti in merito alla negoziazione in Borsa di OICR italiani ed esteri armonizzati. Con nota del 4 aprile 2002,

Dettagli

Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini su strumenti finanziari

Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini su strumenti finanziari Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini su strumenti finanziari AGGIORNATO CON DELIBERA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 19 DICEMBRE 2014 INDICE 1. PREMESSA... 3 2. RELAZIONI CON ALTRE

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE. Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 1931

DISEGNO DI LEGGE. Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 1931 Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 1931 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa dei senatori VITA, DI GIOVAN PAOLO, VIMERCATI e ZANDA COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 14 DICEMBRE 2009 Misure per favorire la

Dettagli

NOTA ESPLICATIVA 2 PUBBLICITA DEGLI ENTI PUBBLICI COMUNICAZIONI AL GARANTE PER LA RADIODIFFUSIONE E L EDITORIA

NOTA ESPLICATIVA 2 PUBBLICITA DEGLI ENTI PUBBLICI COMUNICAZIONI AL GARANTE PER LA RADIODIFFUSIONE E L EDITORIA NOTA ESPLICATIVA 2 PUBBLICITA DEGLI ENTI PUBBLICI COMUNICAZIONI AL GARANTE PER LA RADIODIFFUSIONE E L EDITORIA 1. Premessa Il Garante per la radiodiffusione e l editoria determina con propri provvedimenti

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE NARDUCCI, DI BIAGIO

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE NARDUCCI, DI BIAGIO Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2776 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI NARDUCCI, DI BIAGIO Princìpi generali concernenti l informazione italiana per l estero e

Dettagli

Sezione Consultiva per gli Atti Normativi

Sezione Consultiva per gli Atti Normativi CONSIGLIO DI STATO Sezione Consultiva per gli Atti Normativi N. della Sezione: 3640/2010 OGGETTO: Ministero della giustizia. Schema di regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità

Dettagli

EVOLUZIONE E LIBERALIZZAZIONE DEL TPL. Agli inizi degli anni 1980 tutti i paesi europei hanno iniziato una

EVOLUZIONE E LIBERALIZZAZIONE DEL TPL. Agli inizi degli anni 1980 tutti i paesi europei hanno iniziato una ABSTRACT: LA NUOVA POLITICA DEI TRASPORTI NAZIONALE ED EUROPEA A FRONTE DELLA CRESCENTE DOMANDA DI MOBILITA. EVOLUZIONE E LIBERALIZZAZIONE DEL TPL Agli inizi degli anni 1980 tutti i paesi europei hanno

Dettagli

Carta dei volontari Carta Europea sui diritti e i doveri

Carta dei volontari Carta Europea sui diritti e i doveri Carta dei volontari Carta Europea sui diritti e i doveri dei volontari YFJ_VolunteeringCharter_IT.indd 1 16/09/12 13:02 Editorial team Editor in Chief Giuseppe Porcaro Copy Editor Thomas Spragg Graphic

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CONCESSIONE DI PATROCINI, AGEVOLAZIONI ECONOMICHE E CONTRIBUTI FINANZIARI

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CONCESSIONE DI PATROCINI, AGEVOLAZIONI ECONOMICHE E CONTRIBUTI FINANZIARI C I T T A D I F E R M O Via Mazzini, 4 63900 Fermo Tel. 0734.2841 Fax 0734.224170 Codice fiscale e partita iva 00334990447 - Sito web: www.comune.fermo.it REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CONCESSIONE DI PATROCINI,

Dettagli

LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE CORPORATE SOCIAL RESPONSABILITY

LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE CORPORATE SOCIAL RESPONSABILITY Attenzione: la Guida che state stampando è aggiornata al 10/10/2007. I file allegati con estensione.doc,.xls,.pdf,.rtf, etc. non verranno stampati automaticamente; per averne copia cartacea è necessario

Dettagli