Le sfide di Telecom Italia in Europa

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1 OSSERVATORIO Le sfide di Telecom Italia in Europa CAMILLO BELLOMO Negli ultimi anni si è assistito ad un processo di rapida trasformazione dei mercati mondiali con un progressivo superamento del concetto di confine nazionale. Naturalmente anche le telecomunicazioni, che con i loro servizi hanno fatto da volano a questo processo di globalizzazione contribuendo ad accelerarlo sensibilmente, non ne sono rimaste estranee. Riscoprendo una vecchia massima coniata qualche anno fa, ma incredibilmente attuale che recita nel mondo di oggi occorre pensare globalmente ma agire localmente, il presente lavoro descrive il processo di internazionalizzazione che Telecom Italia ha intrapreso da qualche anno, mettendo a fuoco le iniziative riguardanti il mercato dei servizi di rete fissa in Europa. Sono state analizzate le strategie perseguite, le tappe del processo di espansione all estero, ma anche le soluzioni di rete adottate nei vari Paesi e le loro future evoluzioni. 1. Introduzione 2. Le tappe e le strategie Verso la fine del 2002 la Business Unit di rete fissa di Telecom Italia, che allora si chiamava ancora Domestic Wireline, decise di lanciare la sfida e di confrontarsi con altri operatori sui mercati esteri che evidenziavano, e mostrano tuttora, un elevato tasso di sviluppo degli accessi a larga banda. Quella che segue è la cronaca di un avventura di successo vissuta inizialmente dietro le quinte e successivamente da protagonisti che in circa tre anni di attività ha portato Telecom Italia a conquistare oltre di clienti in Europa con i propri servizi di rete fissa: fonia e accessi a larga banda. I primi contatti e le prime valutazioni strategiche sono iniziate alla fine dell estate del Si cominciò, infatti, ad analizzare le differenti opportunità commerciali e selezionare i numerosi scenari tecnologici in modo da renderli compatibili con le risorse finanziarie messe a disposizione per il progetto di sviluppo in Europa. Il progetto Marathon, questo il nome inizialmente scelto, aveva l ambizioso obiettivo di esportare all estero il modello di business ed i servizi di maggior successo in Italia, utilizzando sia le esperienze acquisite nel nostro paese che quel know how tecnologico che da sempre distingue Telecom Italia. Ben presto però ci si rese conto che replicare NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 14 n. 2 - Dicembre

2 pedissequamente quanto era stato già fatto in Italia, clonando le soluzioni adottate sul mercato nazionale, sarebbe stato estremamente difficile e probabilmente nemmeno tanto efficace. Infatti, nell Europa unita commercialmente dall euro, il processo di liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni, pur basandosi sugli stessi principi ispiratori, si è sviluppato in ciascun Paese con modalità e ritmi differenti. Ad esempio, nonostante esistano delle norme generali comuni che regolano l accesso disaggregato all ultimo miglio, (Unbundling Local Loop), le modalità con cui un nuovo operatore di telecomunicazioni accede ai doppini in rame che costituiscono la rete di accesso dell operatore storico (incumbent) sono molto differenti da Paese a Paese. Il contesto regolatorio ha pertanto svolto un ruolo fondamentale e spesso ha in parte condizionato le strategie, le scelte tecnologiche, le modalità ed i tempi di realizzazione dei progetti di sviluppo del business di rete fissa all estero. Il primo Paese verso cui ci si è indirizzati è stata la Francia, mercato notoriamente difficile per le aziende estere, un pò anche per quella sorta di diffidenza culturale dei francesi verso tutto ciò che non è francese. Come avviene spesso in tutte le iniziative di business, il primo nodo da sciogliere è stato quello di decidere se fosse più conveniente partire da zero, costituendo una nuova società e costruendo una rete ex novo, o acquisire un operatore già presente nel panorama nazionale francese e investire per farlo crescere (le due classiche opzioni note come make or buy). Inizialmente l opzione preferita è stata quella di costruire una nuova rete, utilizzando però come veicolo la società di diritto francese Telecom Italia France già costituita e in possesso di una licenza di operatore di telecomunicazioni in Francia gia dal Questo ha consentito di accelerare i tempi per l estensione della licenza anche come operatore di accesso, necessaria per poter fornire servizi alla clientela finale in modalità. All inizio del 2003 si è cominciato quindi a studiare in dettaglio la documentazione dell ART (Autorité de Regulation des Télécommunication, oggi ARCEP - Autorité de Régulation des Communications Electroniques et des Postes), per capire quali fossero i vincoli regolatori e come e quali apparati di accesso e di trasporto potessero essere istallati in co-locazione presso le centrali locali di France Telecom (FT). Quasi contemporaneamente si è avviata la definizione dell architettura di rete che sarebbe stata poi utilizzata per soddisfare le esigenze di servizi di accesso a larga banda richiesti dal marketing. Nell aprile del 2003, mentre si stava già consolidando il progetto di rete, è stata ottenuta la concessione della licenza per le prime cinque aree gateway (Zone di Transito) francesi: Paris Zone (1) TIF (Telecom Italia France) è l asset company di Telecom Italia Sparkle, già presente in Francia come carrier internazionale ed in possesso della corrispettiva licenza di operatore di lunga distanza. Urbane (ZU), Paris Zone Periferique (ZP), Lione, Marsiglia e Nizza. Nei mesi successivi si sono poi perfezionati i dettagli operativi e contemporaneamente quelli burocratici, ovvero i rapporti formali con l operatore incumbent (autorizzazioni, permessi, ordini per gli spazi di co-locazione, per i servizi accessori, i circuiti affittati,...), attività che non sono state sempre di facile esecuzione, ma talvolta caratterizzate anche da difficoltà nell interpretazione delle complicate procedure o da difficoltà di natura linguistica (occorre ricordare che tutti i rapporti, le riunioni, la corrispondenza si sono svolti naturalmente in lingua francese). Durante l estate 2003 è stato costituito un presidio permanente in Francia con una struttura organizzativa snella e giovane, bene adatta ad una società in start up. Come sede operativa di Telecom Italia France è stata scelta Marsiglia, seconda città della Francia, mantenendo tuttavia nella capitale francese una sede istituzionale di rappresentanza. Nell ottobre del 2003, perfettamente in linea con i tempi previsti per la fase zero del progetto, è stato così possibile lanciare nelle prime quattro città il servizio di Carrier Preselection (CPS) accompagnato dai primi accessi ADSL acquisiti in modalità wholesale (all ingrosso) direttamente da France Telecom. Nel dicembre del 2003 sono stati finalmente resi disponibili da FT i primi spazi di co-locazione e si è potuto dare avvio alla fase 1 del progetto, con l istallazione degli apparati di rete presso le centrali locali di FT e l accesso alla rete in rame in modalità di full unbundling (accesso disaggregato totale). Naturalmente anche qui le difficoltà non sono mancate, basti pensare che fino ad allora la quasi totalità degli accessi disaggregati in Francia erano di tipo acces partagé 2, mentre gli accessi totali (full unbundling) erano prevalentemente riservati alle liasons loueés (linee affittate, ovvero i CDN - Canali Diretti Numerici) o ai servizi dati in HDSL (High speed Digital Subscriber Line). Per questo motivo, ad esempio, dato l esiguo numero di accessi totali (circa 5000 in tutta la Francia all inizio del 2004), France Telecom non disponeva nemmeno delle procedure operative per il provisioning di massa delle linee in rame per la clientela residenziale. A marzo 2004 si è dato l avvio alla fase due del progetto, ovvero alla realizzazione di ulteriori quattro (Point of Presence) per l estensione dell area di copertura in altrettante città (Bordeaux, Nantes, Lille e Strasbourg), nonché alla copertura di nuove centrali locali in circa una trentina tra i più grandi comuni dell Île de France (la regione francese che contorna Parigi). Questo ha consentito di estendere il servizio di accesso in nelle corrispondenti aree metropolitane e conseguentemente anche quello di Carrier Preselection nelle rispettive Zone di Transito (ZT). (2) Acces Partagé, in inglese shared access, ovvero accessi parziali, dove l operatore incumbent mantiene il servizio telefonico in banda base sul doppino e consente l accesso della porzione di spettro dedicata ai servizi xdsl all operatore alternativo. 132 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005

3 All inizio del 2005 sono state completate le installazioni anche nelle ultime centrali locali di queste ulteriori città, con una copertura nazionale complessiva di circa 230 centrali, corrispondenti approssimativamente a 7,5 milioni di abitazioni potenzialmente indirizzabili, ovvero ad una popolazione di circa 14 milioni di persone, con una penetrazione che, limitatamente ai comuni francesi coperti dalla rete di TIF, superava il 95%. Nel maggio di quest anno si è prospettata un ulteriore opportunità di business in Francia che si è concretizzata con l acquisizione da parte di Telecom Italia della società di diritto francese Liberty Surf, precedentemente controllata dall operatore italiano Tiscali. Con l acquisizione degli assets di Liberty Surf la copertura di centrali servite in è aumentata relativamente poco (circa 20 nuove aree di centrale in altre città minori della Francia), tuttavia il bacino potenzialmente indirizzabile di clienti si è notevolmente accresciuto grazie ad un pregresso considerevole utilizzo della raccolta ADSL wholesale da parte di Liberty Surf. Negli ultimi mesi si è lavorato per operare una progressiva integrazione delle due società in Francia al fine di ottimizzare la propria presenza sul territorio. Questa attività, iniziata a settembre attraverso il lancio di un offerta commerciale unificata sotto il marchio Alice, sta proseguendo attraverso una progressiva migrazione dei clienti wholesale di Liberty Surf sull infrastruttura di rete di TIF nei comuni in cui questa è presente, rendendo possibile nel contempo anche un upgrade della velocità di cifra. Questa operazione dovrebbe consentire un sensibile aumento della profittabilità dei clienti già acquisiti ed una loro fidelizzazione, utilizzando come leva la maggiore copertura del territorio offerta dalla rete di TIF. Diversa è stata invece la scelta strategica per entrare nel mercato tedesco. In Germania infatti si è preferito procedere direttamente con l opzione buy ovvero l acquisto di una società già presente nel panorama tedesco degli operatori di telecomunicazioni. In questo caso la scelta è stata principalmente dovuta al fatto che il mercato delle telecomunicazioni in Germania si è sviluppato in maniera alquanto differente rispetto alla Francia. In Germania, infatti, è presente un numero maggiore di società di TLC che operano però prevalentemente a livello locale. Questi piccoli operatori locali (city carriers) generalmente sono espressione di Join Venture 3 tra un ISP (Internet Service Provider) e una o più società locali che operano nel campo dei servizi di pubblica utilità (aziende municipalizzate per la distribuzione del gas, dell acqua, dell energia elettrica,...) o talvolta direttamente le stesse amministrazioni locali. Nei primi mesi del 2003 è stata avviata una due diligence, ovvero la valutazione completa a 360 (3) Una Join Venture è una società nata dall accordo di almeno altre due società che decidono di condividere un progetto di business e che per questo creano un nuovo soggetto giuridico conferendole capitali e/o beni patrimoniali di varia natura. gradi della società HanseNet, società costituita dall operatore di telecomunicazioni italiano e.biscom (oggi Fastweb) con la società tedesca HEW che distribuisce l energia elettrica nella regione di Amburgo. In circa quattro mesi è stata effettuata una analisi dettagliata dell intera società, esaminando in particolare il modello di business, la consistenza ed il valore dei beni patrimoniali (inclusi gli assets tecnologici della rete), la qualità ed il valore del mercato di riferimento, nonché naturalmente anche la posizione finanziaria e le opportunità di sviluppo nel medio lungo termine. Al termine di questa attività è stata decisa l acquisizione della società da parte di Telecom Italia che è stata poi perfezionata nel giugno del 2003 con l acquisto del 100% del capitale di HanseNet. Durante i mesi successivi è stato elaborato un nuovo e ben più ambizioso piano strategico che, partendo da una lieve, ma necessaria ristrutturazione della società, ha definito il 2004 come un anno di crescita e consolidamento del business prevalentemente nella città di Amburgo, mentre per il 2005 è stata prevista l espansione in ulteriori nuove aree della Germania. Nel corso della prima metà del 2004 HanseNet ha visto più che raddoppiare i propri clienti, riuscendo nel terzo trimestre a diventare il primo operatore broadband nell area di Amburgo, raggiungendo una penetrazione superiore al 55% dell intero mercato ADSL con un ritmo di crescita sostenuto. Questo notevole sviluppo ha naturalmente preoccupato l operatore incumbent tedesco Deutsche Telecom (DTAG), suscitando diverse reazioni di natura commerciale finalizzate al buy back dei clienti persi. In realtà reazioni di contrasto analoghe si sono osservate anche in Francia da parte di France Telecom. Per tutelare le società del Gruppo, al fine di acquisire una maggiore consapevolezza degli aspetti regolatori nei Paesi esteri e per garantire una maggiore reattività negli eventuali casi di contenzioso con gli operatori incumbent, nell agosto del 2004 è stata costituita all interno di Telecom Italia una apposita funzione organizzativa di supporto, con lo specifico mandato di presidiare i temi regolatori all estero e di assistere le società partecipate ai tavoli con le rispettive Authority nazionali fornendo, se necessario, anche un adeguato supporto legale per meglio salvaguardare gli interessi del Gruppo. Il 2004 per HanseNet è stato anche l anno della razionalizzazione del parco fornitori, infatti la società ha potuto beneficiare dei contratti in essere e delle tecnologie già in uso da Telecom Italia nel panorama nazionale italiano, consentendole inoltre di ottenere delle ottime prestazioni anche sotto il profilo del contenimento dei costi operativi. Seguendo le linee guida indicate nel piano strategico, nel corso del quarto trimestre 2004 la rete di HanseNet è stata estesa ad ulteriori quattro grandi aree metropolitane tedesche (progetto Germany Extension phase 1): Berlino, Monaco, Stoccarda e Francoforte, oltre ad alcune centrali locali dell area di Lubeck a nord di Amburgo. Il lancio commerciale dei servizi in queste nuove aree è avvenuto a febbraio 2005, preceduto da una mas- NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 14 n. 2 - Dicembre

4 siccia campagna pubblicitaria. A maggio di quest anno è stata anche avviata la seconda fase del progetto (GE phase 2) con l estensione della copertura ad un ulteriori 140 centrali prevalentemente concentrate nella popolosa regione della Ruhr (Dortmund, Wuppertal, Essen). Attualmente HanseNet è presente con la propria rete in circa 500 centrali locali di unbundling di DTAG con un bacino tecnico indirizzabile di circa 5,9 milioni di linee, pari a 12,4 milioni di persone, ovvero il 15% dell intera popolazione tedesca. La terza nazione europea dove Telecom Italia è attualmente presente nel mercato dei servizi a larga banda con una propria società controllata è l Olanda. La società si chiama BBNED ed ha sede ad Amsterdam. Il modello di business di BBNED però è completamente differente dalle società precedentemente analizzate. BBNED infatti è un operatore prevalentemente wholesaler, ovvero realizza la propria infrastruttura di rete acquisendo spazi di co-locazione nelle centrali locali di KPN (l operatore incumbent olandese) nelle quali installa i propri, per poi vendere accessi ADSL in modalità wholesale ad altri ISP in concorrenza a KPN. Naturalmente BBNED possiede anche un proprio ISP (che si chiama BBYOND) che commercializza direttamente i servizi ADSL alla clientela retail di tipo micro-business. Anche in Olanda il mercato dei servizi broadband si è sviluppato seguendo un proprio percorso che è differente rispetto agli altri paesi europei, tanto che oggi si può sicuramente affermare che il contesto olandese sia tra i più competitivi in Europa. Tra le possibili ragioni di questo scenario estremamente competitivo c è sicuramente da considerare sia la ridotta estensione geografica del Paese accompagnata da una elevata penetrazione dei servizi broadband sulla popolazione, sia anche da una regolamentazione che ha favorito gli investimenti degli OLO (Other Licensed Operator) in infrastrutture piuttosto che garantire loro, per lungo tempo, una elevata forbice tra i prezzi al dettaglio praticati dall incumbent ed i prezzi all ingrosso praticati agli ISP, come è invece avvenuto in altri Paesi. Oggi BBNED dispone di una rete che raggiunge poco più di 400 centrali locali di KPN, tutte servite con propri nelle quali offre servizi ADSL sfruttando l unbundling in modalità shared access, oltre ad altri 200 siti minori (prevalentemente in zone periferiche) nei quali invece non dispone di infrastrutture proprie ma utilizza il servizio wholesale di KPN. Complessivamente il bacino tecnico indirizzabile da BBNED copre oltre il 93% della popolazione olandese, con un mercato di oltre clienti attivi e circa 70 ISP. 3. Le soluzioni di rete Per quanto riguarda l offerta di servizi broadband sia HanseNet che Telecom Italia France hanno sviluppato il portafoglio dei servizi ADSL sotto lo stesso marchio ALICE, sfruttando appieno le sinergie offerte dall esperienza di Wireline sul mercato italiano, tuttavia le architetture di rete in questi due paesi sono sensibilmente differenti. In Francia ad esempio si è utilizzata inizialmente una soluzione architetturale classica, basata su un livello di concentrazione ATM tra i ed i nodi di servizio IP (i, Broadband Remote Access Server), mentre in Germania si è preferita una soluzione più semplice, anche se inizialmente più onerosa, eliminando completamente il livello di concentrazione ATM. Anche da un punto di vista tecnologico vi sono delle sostanziali differenze tra Francia e Germania, infatti, mentre nel primo paese si è adottato lo standard ADSL G Annex A (lo stesso utilizzato anche in Italia ed Olanda), in Germania, a causa della elevata penetrazione degli accessi ISDN, si è utilizzato lo standard G Annex B (noto anche come ADSL over ISDN). Naturalmente questo ha comportato ad esempio, una intensa attività di test e collaudi di apparati e terminali d utente (, Customer Premises Equipment) specifici per il mercato tedesco per i quali, purtroppo, non si è potuta sfruttare alcuna sinergia con l Italia. Per la rete di commutazione telefonica occorre fare delle considerazioni a parte: pur avendo utilizzato la stessa soluzione tecnologica in entrambi i Paesi (basata sul prodotto imss ITALTEL), l architettura di rete realizzata è notevolmente differente. In Francia infatti l architettura adottata è quella mono virtual switch, già sperimentata con successo sulla rete internazionale PEB (Pan European Backbone) di Telecom Italia Sparkle. In pratica, l intera rete francese è costituita da nove centrali telefoniche (una per ogni città coperta, tranne Parigi che ne ospita due, una per ciascuna Zona di Transito, ZT) composte da uno o due moduli di commutazione TDM (OPM 4 )affiancati dai Media Gateway che convertono la fonia relativa al traffico di lunga distanza in pacchetti IP (ToIP, Telephony over IP), così da poter essere trasportati efficacemente sul backbone IP nazionale. Il traffico locale invece è consegnato in TDM sulla rete di France Telecom utilizzando numerosi circuiti di interconnessione. Da un punto di vista logico tuttavia l intera rete viene vista come un unico autocommutatore virtuale distribuito (da cui il nome mono virtual switch) controllato in maniera centralizzata. Questa soluzione ha consentito di semplificare la gestione dell intera rete e, grazie alla soluzione ToIP, di ridurre i costi trasmissivi legati alla distribuzione geografica delle aree coperte. In Germania invece si è preferito utilizzare una soluzione di tipo Class 5 5 più tradizionale, composta da diversi autocommutatori indipendenti (uno (4) (5) OPM (Optical Peripheral Module),è il nome commerciale del prodotto ITALTEL. Nel modello che descrive l architettura di riferimento della rete di commutazione telefonica, con la definizione Class 5 si indicano le centrali di commutazione locale che erogano i servizi alla clientela finale. Secondo lo stesso modello generalmente ci si riferisce alle centrali di transito nazionale come Class 4 e quelle internazionali come Class NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005

5 per ogni città), in quanto il numero di moduli OPM richiesti per ciascuno di questi era già sufficientemente elevato da non rendere più economicamente vantaggiosa la soluzione distribuita (ad esempio la sola città di Berlino utilizza 12 moduli OPM per un bacino tecnico indirizzabile di oltre 120 centrali locali). La struttura logica di rete sviluppata in Francia è raffigurata in figura 1. Come si può notare la rete è stata progettata con un doppio livello gerarchico: di livello 1 che ospitano gli apparati IP di accesso e transito, mentre nei di livello 2 sono presenti solo i nodi di concentrazione ATM. A Parigi si è reso necessario distribuire le funzionalità presenti nel in due di livello 1 (uno per ciascuna ZT) di cui uno è stato eletto al rango di centro Nantes Bordeaux Velizy Lille Paris CBV PEB Pan European Backbone Pont of Presence PEB Telecom Italia Sparkle Marseille FIGURA 1 Topologia di rete adottata in Francia. Strasbourg Nice Lyon Centro Stella livello 1 livello 2 Realizzazioni 2003 Fase 2 Fase 2 (protezioni) di livello 2 del di livello 2 del di livello 2 di fase 3 di livello Centro Stella Point of Presence TIS Telecom Italia Sparkle Nante FIGURA 2 Rete di lunga distanza in Francia. (6) Lille 329 km Bordeaux 333 km 250 km Toulouse Montpellier 618 km Strasbourg 660 km 607 km 400 km GBV Velizy Lyon λ TIS È un diritto d uso inalienabile; è la modalità con cui l operatore, proprietario del cavo in fibra ottica, cede a terzi il diritto di utilizzare una coppia di fibre sul proprio cavo per un periodo pari generalmente alla vita tecnica utile del cavo stesso, ovvero tipicamente 10 o 15 anni. Tale diritto d uso non è revocabile nemmeno in caso di fallimento del proprietario del cavo, da cui il termine inalienabile. λ TIS Marseille 260 km Nice λ TIS Milano stella per l intera rete. Fin dall inizio l interconnessione IP tra i di livello 1 è stata assicurata dalla rete PEB di TI Sparkle, mentre per l interconnessione tra i di livello 2 ed i di livello 1 si è realizzato un backbone trasmissivo nazionale francese raffigurato in figura 2. La rete trasmissiva di lunga distanza utilizza apparati DWDM (Dense Wavelength Division Multiplexing) che illuminano fibra ottica acquisita in modalità IRU 6 da un operatore infrastrutturale francese; su questa infrastruttura sono stati realizzati una coppia di anelli SDH sovrapposti che garantiscono la protezione dei collegamenti. Anche nell area di Parigi si è utilizzata una struttura di rete ad anello basata su tecnologia DWDM per collegare tra loro i due di livello 1. In figura 3 è rappresentata l architettura di un generico di livello 2. Al fine di ottimizzare gli investimenti i nodi ATM (CISCO MGX8850) sono stati utilizzati non soltanto come concentratori per la raccolta del traffico dei (Digital Subscriber Line Access Multiplexer), ma anche come Media Gateways per il servizio di fonia. NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 14 n. 2 - Dicembre

6 MGW OPM RTG locale locale E3/STM-1 E3/STM-1 RTG Incumbent Customer Premises Equipment Media Gateway New Generation Network Access Node Optical Peripheral Module Point of Presence Rete Telefonica Generale Signalling System 7 Unbundling Local Loop FIGURA 3 Architettura di un generico di livello 2 in Francia. V MGW MGX OPM Verso di livello 1 altri apparati di rete come una coppia di server DNS e una coppia di RADIUS (Remote Access Dial In User Service); i primi gestiscono la risoluzione delle richieste di indirizzi IP per il dominio aliceadsl.fr, i secondi contengono tutti i dati di accounting dei clienti ADSL francesi che vengono successivamente elaborati dai sistemi di fatturazione. Lo switch imss di Parigi è equipaggiato con il modulo di gestione OMS (Operation and Maintenance Server) attraverso il quale viene gestito il provisioning dei clienti su tutta la rete di commutazione francese. Gli apparati installati nelle centrali di accesso sono rilegati ai utilizzando collegamenti SDH per oltre il 90% dei casi. Dove non è stato possibile acquisire fibra ottica tra le centrali di unbundling ed il si è ricorso all uso di linee affittate a 2 e 34 Mbit/s (liaison louée) dall operatore storico francese. L architettura di un di livello 1 è invece rappresentata in figura 4. In questo caso oltre agli apparati ATM sono presenti anche gli apparati IP come il e le Content Engine per i servizi di CDN (Content Delivery Network) 7. I di livello 1 sono il primo punto di routing IP anche per il traffico proveniente e destinato ai di livello 2 nei quali si effettua invece solo concentrazione. Il di Parigi (figura 5) è l unico in cui è stata prevista l interconnessione con FT per la raccolta delle connessioni dei clienti ADSL Wholesale in modalità IP (ADSL option 5). A tal scopo si è utilizzato un dedicato che svolge la funzione di LNS (L2TP Network Server) 8. Nel centro stella di Parigi sono presenti anche CDN MGW MPLS incumbent Verso di livello 2 E3/STM-1 RTG Incumbent Accesso MGW MGX Broadband Remote Access Server Content Delivery Network Customer Premises Equipment Media Gateway MultiProtocol Label Switching New Generation Network Access Network FIGURA 4 Architettura di un di livello 1 in Francia. V OPM RTG Suddivisione di competenze TIF-Sparkle CDN OPM Transito L2/L3 Switch 6509 Optical Peripheral Module Point of Presence Rete Telefonica Generale Signalling System 7 Unbundling Local Loop Rete IP/MPLS di Backbone Sparkle Telecom Italia Sparkle (7) Con questo termine ci si riferisce ad una classe di servizi di rete per la distribuzione di contenuti generalmente di tipo multimediale. Al fine di aumentare la fruibilità di tali servizi, i relativi contenuti vengono replicati all interno di server di rete (Content Engine) posizionati a livello dei, accelerando la distribuzione e riducendo contemporaneamente l utilizzo del backbone IP. (8) Il protocollo L2TP (Layer 2 Tunnelling Protocol) è un protocollo di livello 3 (IP) che consente di trasportare trasparentemente pacchetti di livello 2 come ad esempio quelli utilizzati per stabilire una sessione PPP (Point to Point Protocol) tra il terminale del cliente ed il primo nodo di rete. In questo caso il svolge la funzionalità LNS, ovvero termina la sessione PPP lato rete. 136 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005

7 CDN DNS L2TP LNS Rete ATM/IP incumbent incumbent Servizi ADSL Wholesale IP Incumbent E3/STM-1 Accesso In figura 6 è invece rappresentata l architettura del generico sito di unbundling, che è simile tra Francia e Germania ad esclusione dei modelli di apparato e dei fornitori utilizzati (Alcatel in Francia, Alcatel e Siemens in Germania). TIR L2TP V RTG Incumbent LNS Broadband Remote Access Server Content Delivery Network Customer Premises Equipment Domain Name System Digital Subscriber Line Access Multiplexer Layer 2 Tunnelling Protocol L2TP Network Server New Generation Network Access Node FIGURA 5 Architettura del di Parigi. Modem ADSL ADSL ATM POTS TDM Microfiltro Microfiltro Sede cliente POTS Splitter Asymmetric Digital Subscriber Line Asynchronous Transfer Mode New Generation Network Access Node Plain Old Telephone Service Time Division Multiplexer Unbundling Local Loop Suddivisione di competenze TIF-Sparkle CDN OPM RADIUS RTG STM TIR locale POP Transito L2/L3 Switch 6509 DNS OPM RADIUS Rete IP di Backbone Sparkle TI Sparkle Optical Peripheral Module Point of Presence Remote Access Dial Up Service Rete Telefonica Generale Signalling System 7 Synchronous Trasfer Mode Terminazione Intelligente di Rete Unbundling Local Loop Questa configurazione compatta consente di avere su un unico spazio telaio di dimensioni standard (600 x 600 x 2200 millimetri) circa 720 (apparato Alcatel) o 960 (apparato Siemens) accessi POTS equivalenti, dotati ciascuno di linea ADSL integrata (penetrazione pari al cento per cento). Disporre di un elevata densità di porte è di fondamentale importanza per ridurre le esigenze di spazi nelle centrali di unbundling e di conseguenza anche i costi per l housing, in particolar modo in Francia, dove nelle centrali locali gli spazi sono di dimensioni ridotte ed il costo è proporzionale al numero di spazi telai utilizzati (emplacement). In Olanda, invece, si è utilizzata un architettura con solo in configurazione splitterless (in Olanda infatti gli splitter sono installati dall operatore incumbent). Nella figura 7 è raffigurata l architettura della rete trasmissiva di lunga distanza in Germania. La rete è stata realizzata utilizzando un infrastruttura ottica DWDM con topologia ad anello basata su oltre 2000 chilometri di fibra ottica acquisita in modalità Scheda POTS Modulo V5 2 V5 2 over TDM (nxe1) IP over ATM (E3/STM-1) Matrice ATM Scheda ADSL FIGURA 6 Architettura del generico sito di unbundling presso la centrale locale dell operatore incumbent. IRU e due segmenti, Amburgo-Dusseldorf e Dusseldorf-Francoforte, realizzati con dei canali ottici della rete PEB di Telecom Italia Sparkle. Le sinergie con TI Sparkle si estendono anche all utilizzo della rete IP internazionale attraverso l interconnessione nei due di Amburgo e Francoforte. Nella configurazione iniziale messa in campo sono stati installati due canali ottici a 10 Gbit/s utilizzati da due anelli SDH sovrapposti. Le coppie in rame sono terminate su un New Generation Network Access Node () realizzato integrando in un unico telaio un dotato di POTS Splitter integrati e un Access Node TDM 9 dotato di matrice di concentrazione con protocollo V5.2. (9) In genere con la definizione Access Node ci si riferisce all apparato di accesso che fornisce il servizio di telefonia di base POTS o ISDN generando i segnali di chiamata (ring tone) e traducendo i segnali elettrici in banda base trasmessi attraverso il doppino in rame in segnali che possono essere interpretati dall autocommutatore di centrale. NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 14 n. 2 - Dicembre

8 HH F D S B M Hamburg Frankfurt Dusseldorf Stuttgart Berlin Munich λ Telecom Italia Sparkle λ Telecom Italia Sparkle FIGURA 7 Architettura della rete ottica di lunga distanza in Germania. La particolare architettura logica della rete IP (figura 8) ha consentito di impiegare efficacemente la rete SDH (in configurazione MSP-Ring), ottimizzando sia l uso della capacità degli anelli che l instradamento dei circuiti trasportati, garantendo contemporaneamente anche la protezione di rete. Amsterdam Centro Stella IP Paris PEB La protezione SDH scelta infatti, insieme alla particolare topologia di rete, hanno consentito di allocare fino a 200 VC4 10 equivalenti totalmente protetti a fronte dei 128 complessivamente disponibili con due anelli STM-64 e una protezione SNCP. D Dusseldorf IP Internet Protocol PEB Pan European Backbone Point of Presence F HH Frankfurt S Hamburg Stuttgart FIGURA 8 Architettura logica del backbone IP di HanseNet. (10) Con il termine VC4 ci si riferisce al Virtual Container 4, che è l elemento logico all interno della trama SDH che trasporta i flussi a 155 Mbit/s (STM-1) e che costituisce l elemento di ordine più basso della gerarchia di multiplazione sincrona SDH. B M Munchen Il backbone IP nazionale di HanseNet è realizzato utilizzando una configurazione a doppia stella, con due principali e quattro di primo livello. Oltre all interconnessione con la rete internazionale di TI Sparkle, sono stati realizzati anche dei collegamenti, cosiddetti di peering, con altri operatori nazionali a Berlino e Monaco oltre che, naturalmente, a Francoforte ed Amburgo, attraverso i quali HanseNet scambia traffico prevalentemente locale e nazionale. La rete IP è stata progettata sia per il trasporto con un adeguato livello di qualità del traffico VoIP, che per essere in grado di trasportare anche flussi multicast a banda elevata, quali ad esempio quelli richiesti dal servizio IP-TV 11. In figura 9 è invece riportata l architettura di rete di un generico in Germania. Come si può notare i ADSL sono connessi direttamente ai attraverso circuiti STM-1 senza alcun livello di concentrazione intermedio. Questa soluzione presenta numerosi vantaggi, tra cui quello di non richiedere un attività di provisioning dei clienti particolarmente onerosa e contemporaneamente di consentire in futuro un agevole migrazione verso profili che permettano l erogazione di servizi ad elevato consumo di banda (ad esempio l IP-TV), senza che per questo si renda necessaria una completa riprogettazione della rete. Naturalmente ciò comporta un numero di che, a parità di numero di clienti, almeno inizialmente, è superiore a quelli effettivamente necessari; tuttavia questa apparente disottimizzazione in Germania è stata ben compensata da un elevato ritmo di crescita degli accessi ADSL. I collegamenti trasmissivi tra le centrali locali ed il metropolitano sono stati realizzati attraverso un infrastruttura di rete ottica basata sull utilizzo di apparati SDH e fibra scura in configurazione ad anelli. Anche in Germania, nei casi in cui non è stato possibile acquisire fibra ottica, si è ricorso all uso di capacità affittata, prevalentemente fornita da altri operatori locali. Una particolarità della regolamentazione tedesca è quella che ha portato Deutsche Telekom a dover prevedere all interno delle centrali locali degli spazi modulari non attrezzati (generalmente posizionati all interno di una sala appositamente dedicata) di dimensione standard (12 m 2 ) per ciascun operatore che desidera accedere ai doppini in rame in modalità di unbundling. Berlin (11) Con IP-TV ci si riferisce ad un servizio di trasporto di canali video televisivi codificati in MPEG2 o MPEG4 tramite protocollo IP. 138 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005

9 MGW locale locale locale STM-1 STM-1 STM-1 RTG Incumbent Broadband Remote Access Server Customer Premises Equipment Media Gateway New Generation Network Access Node Point of Presence FIGURA 9 Architettura di un generico in Germania. imss L2/L3 Switch 6509 T320 POP V Rete IP di Backbone T320 RTG Rete Telefonica Generale Signalling System 7 STM Synchronous Transfer Mode Unbundling Local Loop complessivo dell offerta commerciale. È curioso notare che, nonostante la banda di picco per cliente sia cresciuta, moltiplicandosi negli anni, la banda media unitaria si sia in realtà ridotta. La rete segue naturalmente questa evoluzione, infatti nella seconda metà del 2005 si è cominciato ad investire sulla tecnologia ADSL2+ che è in grado di garantire velocità di cifra fino a 20 Mbit/s in downstream e oltre 1 Mbit/s in upstream. In Francia e Germania è oggi in corso l aggiornamento dei con le nuove release di apparato e l aggiunta di porte ADSL2+. In ciascuno di questi spazi però DTAG fornisce solamente il ripartitore in rame per l interconnessione delle coppie d abbonato ed un punto di alimentazione in corrente alternata (tipicamente trifase a 380 V). Per ciascuna centrale locale coperta da HanseNet si sono dovuti pertanto installare, non soltanto gli apparati di accesso () e trasmissivi (ADM), ma anche una completa stazione di energia comprensiva delle batterie, in grado di garantire almeno sei ore di continuità in caso di mancanza della tensione di alimentazione primaria. 4. Evoluzione Il mercato dei servizi a larga banda è in continua evoluzione. La diffusione degli accessi ADSL in Europa, così come in buona parte del mondo, è sostenuta da una crescente esigenza di essere costantemente connessi alla grande rete. Tuttavia la concorrenza nei vari paesi europei ha cominciato ad erodere i margini degli operatori, che si sono così trovati costretti ad evolvere verso modelli di business sempre più sofisticati. In Francia ad esempio, all inizio del 2005, si è scatenata una corsa verso profili di banda sempre più elevati. In Italia, così come in Germania e Olanda, oltre ad un naturale progressivo aumento della capacità si è preferito tuttavia puntare sull evoluzione dei servizi al fine di accrescere il valore Contemporaneamente si sono affermati modelli di servizio cosiddetti Triple Play, ovvero voce, dati e video sulla stessa linea ADSL. Per supportare questi servizi è stato necessario selezionare nuovi evoluti dotati di IAD (Integrated Access Device) 12 per il servizio VoIP e capaci di sostenere contemporaneamente flussi dati di almeno 5 Mbit/s per il servizio IP-TV. In particolare il servizio IP-TV richiede anche il trasporto e la distribuzione in rete di flussi IP Multicast, nonché di un elevata capacità di banda tra il ed il al fine di evitare eventuali colli di bottiglia. A tal scopo è attualmente in fase di collaudo una nuova soluzione di rete che prevede l utilizzo di Ethernet di nuova generazione associati ad apparati ottici WDM (figura 10). Questa nuova architettura di rete, pensata per essere utilizzata con una topologia ad anello, è stata sviluppata per soddisfare le nuove esigenze di banda legate ai servizi IP-TV e in particolar modo al servizio VOD (Video On Demand). Con un singolo canale ottico WDM si possono trasportare due anelli Gigabit Ethernet (λ k /A e λ k /B), ciascuno dei quali è utilizzato da una coppia di posizionati in differenti centrali locali. In questa maniera è possibile collegare quattro centrali (12) Dispositivo in grado di gestire il servizio VoIP attraverso l interazione tra la piattaforma Soft Switch ed il telefono tradizionale ad esso connesso. NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 14 n. 2 - Dicembre

10 node 1 channel A Eth node 1 channel B node 2 channel A node 2 channel B GbE OADM TDM WDM λ k/a λ k/b OADM Broadband Remote Access Server Digital Subscriber Line Access Multiplexer Gigabit Ethernet Optical Add Drop Multiplexer Time Division Multiplexer Wavelength Division Multiplexing locali per ciascuna lunghezza d onda, con una configurazione estremamente compatta. In condizioni di funzionamento normale (ovvero in assenza di guasti sulla componente trasmissiva) ogni può disporre fino ad 1 Gbit/s di capacità, parte della quale può essere messa a fattor comune con il secondo dell anello, ottimizzando così il trasporto del traffico Multicast. In caso di guasto la protezione del traffico è assicurata dai protocolli di SPT (Spanning Tree) e RSPT (Rapid Spanning Tree) 13 attraverso la coppia di switch Ethernet posizionati sul a valle del. Gli apparati ottici utilizzati sono generalmente OADM (Optical Add Drop Multiplexer) del tipo CWDM (Coarse Wavelength Division Multiplexer) 14 che, oltre ad essere stati sviluppati appositamente per applicazioni in ambito metropolitano, dispongono anche di una vasta tipologia di interfacce tributarie e consentono di mantenere basso il costo complessivo della soluzione grazie all assenza di elementi di amplificazione ottica. La configurazione di questi apparati è λ k OADM FIGURA 10 Nuova architettura di rete con Ethernet e apparati ottici CWDM. (13) (14) Sono protocolli di livello 2 utilizzati dagli switch Ethernet. Gli OADM di tipo CWDM sono apparati che consentono di inserire o estrarre fino ad un massimo di 8 canali ottici. Eth Switches GbE ports TDM 2x card WDM ports Edge router o estremamente flessibile. Gli elementi ottici attivi (transponder) sono solitamente realizzati mediante due tipologie di moduli: il primo, di tipo TDM (Time Division Multiplexer), è usato per modulare il canale ottico (normalmente si adotta una velocità di cifra di 2,5 Gbit/s) e dispone generalmente di una o più porte; il secondo è invece costituito da un elemento specifico per ciascuna tipologia di interfaccia che può essere di tipo SDH (da STM-1 a STM-16), oppure Gigabit Ethernet come nel nostro caso. In Francia è in corso di sviluppo un progetto che prevede la copertura di ulteriori 100 centrali locali utilizzando questa architettura. Sullo strato ottico CWDM saranno trasportati anche gli eventuali anelli SDH necessari. In Germania è attualmente in fase di valutazione un progetto di estensione analogo che prevede l introduzione dei nuovi Ethernet con questa configurazione di rete. In Olanda si sta invece introducendo una piattaforma di commutazione voce che consente di aggiungere all offerta commerciale di BBNED anche il servizio di raccolta VoDSL (Voice over Digital Subscriber Line) e alcuni servizi VAS (Value Added Services), come, ad esempio, i servizi di Rete Intelligente. Il modello di business rimane ad ogni modo quello di un servizio wholesale, ovvero il servizio di telefonia non è offerto direttamente ai clienti finali, ma agli ISP (Internet Service Provider), che possono quindi rivendere ai propri clienti non soltanto il servizio telefonico di base POTS (Plain Old Telephone Service), ma all occorrenza anche il servizio di Carrier Preselection verso uno o più OLO (Other Licensed Operator). La piattaforma di BBNED (figura 11) è basata sulla ben nota soluzione imss Italtel e utilizza una coppia di Voice Gateway che hanno il compito di gestire il dialogo di segnalazione con il modulo IAD in sede cliente e contemporaneamente di codificare la voce e la segnalazione verso l autocommutatore mediante l uso di un interfaccia standard V NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005

11 KPN ISUP ISDN BRI POTS ever VS.2 /IAD OLO1 V ATM imss Voice Gateway /IAD OLO2 ATM IAD OLO Asynchronous Transfer Mode Customer Premises Equipment Digital Subscriber Line Access Multiplexer Integrated Access Device Other Licensed Operator FIGURA 11 Soluzione VoDSL adottata da BBNED. Questa architettura di rete è anche universalmente nota con l acronimo BLES (Broadband Loop Emulation Service). ABBREVIAZIONI 5. Conclusioni Con il presente articolo si è voluta fornire una breve, anche se incompleta, panoramica delle attività di Telecom Italia in Europa. Come è stato precedentemente indicato, il mercato della larga banda è in continua evoluzione ed il contesto, estremamente competitivo, è fonte di nuovi stimoli. L opportunità poi di operare anche su altri mercati oltre quello nazionale ci offre anche la possibilità di capovolgere quello che era stato il motivo ispiratore dei primi passi in Europa, ovvero di sperimentare all estero nuove soluzioni tecniche e servizi che, una volta messi a punto, possono successivamente essere introdotti sul mercato nazionale. Da rilevare anche i benefici che, grazie al confronto con i differenti contesti regolatori, sono stati acquisiti da Telecom Italia, la quale in tal modo ha accresciuto la propria esperienza e autorevolezza nel panorama delle telecomunicazioni mondiali, contribuendo ad accelerare lo sviluppo del mercato della larga banda in Europa. È possibile che in futuro si prospettino nuovi scenari evolutivi e nuove opportunità di business che contemplino anche il mercato ed i servizi mobili, seguendo la ormai consolidata tendenza di una progressiva integrazione tra reti fisse e mobili. Telecom Italia è già pronta a lanciarsi in queste nuove avventure e a raccogliere le nuove sfide che verranno. ADSL ARCEP ART ATM BLES CDN CPS CWDM DWDM GbE HDSL IRU ISP L2TP LNS MGW MPLS NGN AN OADM Asymmetric Digital Subscriber Line Autorité de Regulation des Communications Electroniques et des Postes Autorité de Regulation des Télécommunication Asynchronous Transfer Mode Broadband Loop Emulation Service Broadband Remote Access Server Content Delivery Network Customer Premises Equipment Carrier PreSelection Coarse Wavelength Division Multiplexer Digital Subscriber Line Access Multiplexer Dense Wavelength Division Multiplexing Gigabit Ethernet High speed Digital Subsciber Line Indefeseable Right of Use Internet Service Provider Layer 2 Tunnelling Protocol L2TP Network Server Media Gateway MultiProtocol Label Switching New Generation Network Access Node Optical Add Drop Multiplexer NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 14 n. 2 - Dicembre

12 OLO Other Licensed Operator OPM Optical Peripheral Module PEB Pan European Backbone Point of Presence POTS Plain Old Telephone Service RADIUS Remote Access Dial In User Service RTG Rete Telefonica Generale Signalling System 7 STM Synchronous Transfer Mode TDM Time Division Multiplexer TIR Terminazione Intelligente di Rete ToIP Telephony over IP Unbundling Local Loop VAS Value Added Services VOD Video On Demand VoDSL Voice over DSL WDM Wavelength Division Multiplexing ZT Zona di Transito Camillo Bellomo si è laureato con lode in Ingegneria Elettronica, presso l Università degli Studi di Palermo, nel marzo del 1998, discutendo una tesi sulle reti di accesso per telecomunicazioni. Ha iniziato ad occuparsi di reti IP nel 1990 e, nel 1991, ha sviluppato e realizzato il progetto di una rete MAN a commutazione di pacchetto completamente wireless, basata sul protocollo IP e utilizzata a scopi di ricerca. Tra il 1993 e il 1996 ha svolto alcune consulenze nel campo della programmazione in linguaggio C e delle reti di elaboratori con sistema operativo UNIX, collaborando anche con il laboratorio di Elettronica delle Microonde dell Università degli Studi di Palermo sul progetto e la realizzazione di amplificatori a basso rumore. Dal 1996 al 1997 è stato consulente di uno studio di ingegneria in qualità di progettista di sistemi ad alta frequenza, realizzando numerosi progetti di trasmettitori e ricevitori per applicazioni commerciali nel settore della sicurezza elettronica (RF-Tag). Nel gennaio del 1998 ha costituito una società di progettazione e produzione di sistemi elettronici denominata BFC Elettronica, all interno della quale ha svolto il ruolo di project leader per i sistemi ad alta frequenza e contemporaneamente ricoperto l incarico di amministratore fino al dicembre 1998, quando è stato assunto presso la direzione generale di Telecom Italia. Ha lavorato all interno della struttura di Pianificazione alla definizione dei piani strategici della Direzione Rete fino al Succesivamente si è occupato di architetture delle reti dati per il progetto Larga Banda. Dal gennaio 2004 opera all interno del gruppo di ingegneria della linea di Global Network, dove attualmente è responsabile della definizione delle architetture di rete e dei progetti speciali all estero. 142 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005

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