SAN MMINCÉNZO UNA FESTA IMPORTANTE

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1 Ilcorsovistodall angoloneipressidell attualeviamanzoni Comm era Anni 40 Processioneconlecongregazioni,leluminarie elastatuadisanvincenzoinprimopiano. MensilegratuitodellaPro LocodiCesedeiMarsi Com è Maggio2008 Inattesa... L alluceverde3^puntata dirobertoc. Dopoqualchemetrotornoindietro,quasiacancellarequelloscempio,eriprendo lastradasterratachedopoqualchealtrosplendidomucchiomiportaall Ara...sul pratoancoraqualcherarorimasugliodell immensocumulodirifiuti(foto)chequi avevamoraccoltolascorsaestateripulendolanostracampagna(echeilcomune ha poi provveduto a smaltire). E allora la rabbia torna alla mente, a metà tra l amarezza del Basta, tanto è inutile e la voglia di combattere l inciviltà con l esempio, o anche solo la sensibilizzazione. Avevo già deciso di non darla vinta a chi mi vorrebbe annerire il verde, ora l alluce mi fa male di una rabbia che non sparisce.giàl ideatornaafarsistrada,enoncorreròdasolo. Eilgirocontinua... ServizioritirogratuitoRIFIUTIINGOMBRANTIComunediAvezzano: Ilprossimonumerode LaVoce usciràdomenica1 Giugno. ArticolierubrichecuratidaFrancescoBonari,FrancescoBuccini,Emanuele,Eugenio,Lorenzo,ManuelaeRobertoCipollone, MariaTeresaDiMatteo,EmanueleDiPasquale,MarioIppoliti,BerardinoRantuccieRobertaTorge. GrazieadAlfredoperlefotoedai consulenti perilpreziososupporto.perinformazioni,proposte,commentiesuggerimenti scrivetea:redazione LaVocedelleCese,ProLocoCesedeiMarsi,ViaMicheleBianchi,67050CesediAvezzano(AQ) linesuwww.lecese.eu. AnnoIIINumero23 11 Maggio 2008 Ilmessaggio Siamoquellidel 58 Ebbenesì,quest annotocca a noi. Come ogni anno succede pertutti,cerchiamodiincastra re tra impegni di lavoro e famiglia l organizzazione delle feste patronali. Ormai già da qualchetempo,diversidinoila domenica mattina vengono a bussare alle vostre porte, ma vogliamo approfittare dell oc casione che ci offrono i ragazzi della redazione per presentarci alcompleto.infatti,nelclimadi condivisione e collaborazione chesperiamosiinstauritratutti e che riteniamo debbaessere il filo conduttore delle iniziative che potranno essere messe in campo, stiamo cercando di coinvolgere nell organizzazione delle feste tutti gli amici del 58: amici di infanzia, persone chehannosposatoqualcunodel paese o originario di esso, persone che hanno i genitori di Cese ma che ormai vediamo di rado,insommatuttiquellichein qualche modo sono venuti a contatto con il nostro paese e possonoapprezzareoriscoprirei valorigenuinidellenostreradici. Approfittiamodell occasione anche per illustrarvi le iniziative che si terranno oggi (11 Maggio). Dopo i riti ed i fuochi d artificiodellamattina,ciritro veremonelprimopomeriggioin piazza per i soliti, ma sempre piacevoli giochi popolari (tra i vari giochi cercheremo anche di indovinareilpesodiunmaialino lattantedicintasenese).faremo quindi il palio e speriamo che S.Vincenzoportifortunaamolti. Con Stefano proporremo quindi qualche intermezzo musicale e all imbrunirechiuderemocon... ilballodellapupazza!!! Ringraziamo tutti per il piacevole clima di disponibilità che stiamo assaporando, sia rispettoallerichiestedi contri buti economici, che di collabo razione fattiva; il cuore della gente saràilricordopiùsigni ficativo che conserveremo di questaavventura.( pag.2) Diseguito(apag.2)icomponenti del Comitato; ci scusiamo per eventuali omissioni comunque sanabilineiprossiminumeri. SANMMINCÉNZO UNAFESTAIMPORTANTE dieugenioc. Abbiamo già raccontato, su queste pagine, degli aspetti di fede e tradizione che riguardano San Vincenzo Ferreri e, di conseguenza, del motivo percuièilcompatrono,insiemeallamadonna,dicese.maquestonumerode LaVoce escepropriooggi,11maggio,giornoincui,quest anno,festeggiamo SanVincenzo,quindinonpuòmancareunarticolocheraccontidiquestoSanto, qualcosacheriguardilasuastoriao,piùsemplicemente,ilgiornocheicesaroli glidedicano. Èsemplice,attraversoilibriointernet,apprenderecheilnostrocompatrono nacqueavalencia,il23gennaiodel1350,emorìavannes,il5apriledel1419; chelasuacanonizzazioneebbeluogoaroma,nellachiesadomenicanadisanta MariasopraMinerva,il3giugnodel1455,sottoilpontificatodiPapaCallistoIII; cheilsuocultofuconfermatodapapapioiiche,conbolladel1458,fissòperla suafestaladatadel5aprile;cheanchealtripaesiecittàd Italia,soprattuttoal sud,lohannoadottatocomepatrono;cheasoraesisteunalocalitàdenominata propriosanvincenzoferrerioche,ancora,èpatronodeicostruttori. Moltopiùarduo,ovviamente,ètrovareriferimentibibliograficiositiweb che descrivano la devozione dei cesensi a questo Santo. L unica soluzione, e forseanchelapiùscontata,èaffidarsiallamemoriadeinonnicesaroli.eloro raccontano che la festa di San Vincenzo s è sempre fatta, che era bella commequeladesettembre,purisedurevanojornosolo,che sefacevala pritissioneejigiovenóttiportevanolastatuadelegnochepesevatanto,che cistevalamusicaepurijopargoelle lluminate,che levajjòleejivajjólise remmutevano,che cissedivertevaco póco,pecchéisórdinoncistevanoe non te nne potivi i noèlle!. Che la sera chi lo poteva fa, se nne eva ajji bicchieriniacchégiuditta. Ricordi lontani, ma ancora emozionanti per chi li racconta con gli occhi chesifannolucidi.così,ticompaiononellamenteleimmaginidiunagiornata che per loro significava tanto e, allo stesso tempo, capisci, o meglio credi di capire,checosavolevadireungiornodifestaaqueitempi,liberidallafatica di tutti i giorni, i mestieri, i campi, gli animali. Sensazioni confermate nel momentoincuitidicono: Mecciraccommanno,scrivetelocheera nojorno speciale! Tutto questo era la festa di San Vicent Ferrer, come lo chiamerebbero i catalani, San Vicente Ferrer, per gli spagnoli, o più semplicemente San Mmincénzo,commejochiamemonù! Iprossimiappuntamenti Oggi11Maggio:FesteggiamentiinonorediSanVincenzo (Vedidettaglialato) 16 18Maggio:PellegrinaggioalSantuariodellaSS.Trinità Perilgruppoapiedil appuntamentoèvenerdì16alle18:30 davantilachiesadisantamariaperlabenedizioneelapartenza. LacorrierapartiràinveceSabato17alle4:30circadellamattina. Comeconsuetudine,laPro LocooffriràilpranzodelSabato aipratidellasignòraatuttiipellegrini.

2 Siamo quelli del 58 (da pag.1) IL COMITATO 2008 Bonari Lucio, Capoccetti Giovanni, Chiostri Domenico, Ciciarelli Graziella, Cipollone Clelia, Cipollone Ines, Cipollone Federico, Cipollone Giuliano, Cipollone Lora, Contaldi Antonino, Corradini Liana, Cosimati Antonella, Cosimati Oreste, Di Giamberardino Vincenzo, Di Matteo Bruno, Di Matteo Maria Teresa, Di Stefano Luigi, Galdi Rosanna, Marchionni Augusto, Mei Rita, Montanaro Angela, Mura Francesco, Patrizi Luciana, Patrizi Maria Gabriella, Pensa Walter, Petracca Maria, Silveri Patrizia, Torge Enza, Verdicchio Annamaria, Verdicchio Vincenzo. ( ) 26 APRILE 2008 IL GIRO E LA (RI)SCOPERTA di Roberta T. Il mese scorso il numero de LA VOCE DELLE CESE è uscito un giorno in anticipo ed è stato consegnato casa per casa dai ragazzi de LA VOCE, dato che domenica 27 aprile non ci sarebbe stata la messa delle ore perchè si festeggiava la Madonna di Pietraquaria. Quindi sabato dopo pranzo ci siamo riuniti all asilo per preparare i giornalini e siamo partiti con l intenzione di bussare casa per casa e consegnare le copie. La passeggiata che doveva essere un giro abbastanza veloce si è rivelata subito più lunga del previsto... Ma quante case ci sono in questo paese? Non mi sono mai reso conto di tanti vicoletti ed edifici nascosti! Così abbiamo cominciato a camminare cercando di organizzare un tragitto sensato e veloce. Ma ovviamente non ci siamo riusciti, bussavamo alle porte delle case e cominciavamo a spiegare quello che stavamo facendo, e subito ricevevamo un invito ad entrare, un biscotto, un caffè o un bicchiere di vino!!!!! A chi si jo figlio? era la domanda più gettonata e la scoperta di inevitabili parentele alla lontana ne era la diretta conseguenza. Durante la nostra passeggiata abbiamo bussato a persone conosciute o meno e per un istante siamo entrati nelle loro case, nelle loro faccende, ma molto spesso sono state quelle stesse persone a riportarci indietro negli anni e a far riemergere in noi tanti ricordi. Un esempio per tutti è stata la visita a casa di Elide: appena entrati siamo stati accolti da tanta allegria e spontaneità... avevamo trascorso tra quelle mura gran parte della nostra vita ed ora le scoprivamo così diverse, rinnovate ma non abbastanza da non poter ripercorrere con il pensiero le varie stanze e i videogiochi: Qui c era il jukebox, Qui il biliardo e il biliardino, Questa è la terrazza tanto proibita!!!!!... quanti ricordi e sensazioni che abbiamo provato! Camminare tra quelle strade così note e perdersi nel passato, alla scoperta di ciò che eravamo e di ciò che siamo diventati ora, dopo qualche anno, ti fa riflettere su te stesso, sui valori ricevuti e sul cammino percorso. É come rendersi conto di ciò che si è. Lungo la via che porta all Ara ci siamo poi imbattuti in una cantina, una cantina vera, originale, di quelle che ospitavano e rifocillavano i contadini dopo una dura giornata di lavoro, con il camino, le scorte di cibo e le botti di vino... C erano due uomini anziani che giocavano a carte, bicchieri di vino su un tavolo disadorno e i loro volti, i loro sguardi erano quelli di chi aveva scoperto il valore del tempo. IN QUESTA STORIA ENTRO ANCH IO: CESE A SAN PIETRO PER I 140 ANNI DI A.C. di Manuela C. Eravamo più di 100 mila domenica scorsa a San Pietro per festeggiare la nostra Azione Cattolica. Un popolo colorato e allegro venuto a Roma da ogni parte d Italia. L appuntamento era di quelli da non mancare: 140 anni di vita dell associazione di laici cattolici più longeva (e numerosa: più di 400 mila gli iscritti) d Italia. Un "primato", se così si può dire, cui fa eco una grande responsabilità : essere "testimoni coraggiosi e profeti di radicalità evangelica; in una Chiesa che quotidianamente si confronta con la mentalità relativistica, edonistica e consumistica, sappiate allargare gli spazi della razionalità nel segno di una fede amica dell intelligenza, sia nell ambito di una cultura popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca più elaborata e riflessa; in una Chiesa che chiama all eroismo della santità, rispondete senza timore, sempre confidando nella misericordia di Dio". Ad affidare a tutti gli aderenti questo impegnativo mandato è stato Papa Benedetto che ha rivolto ai presenti a San Pietro, e a quelli rimasti a casa, un lungo saluto. Ad ascoltarlo anche 280 soci di AC della diocesi di Avezzano, tra loro 20 di Cese, acierrini, giovani e adulti. Non ci siamo fatti mancare niente: partenza improponibile alle 5.30 del mattino, solleone a San Pietro, folle oceaniche e qualche problema di troppo a livello organizzativo nazionale. Ma non ci è mancata neanche la gioia di ritrovarci insieme e sentirci parte viva dell associazione, di vedere la spensieratezza dei ragazzi e la più composta partecipazione dei più grandi. Da educatori Restiamo uniti, chi deve andare al bagno? Oddio ci siamo persi, anzi no siamo tutti come sempre, quando siamo in mezzo agli altri, ci accorgiamo di quanto sono splendidi i nostri acierrini. Ai genitori che ci hanno accompagnato il nostro "grazie", nella speranza che la fatica della giornata non li faccia desistere e che, la prossima volta, saranno ancora insieme a noi. 2 Emanuele C. AGGIORNAMENTO SULLA QUESTIONE ADSL A CESE Come molti di voi sapranno, a più di due mesi dalla sottoscrizione dei contratti per poter usufruire del servizio ADSL a Cese, ancora non c è traccia del segnale ADSL di Telecom Italia nel nostro paese. Per questo motivo, pochi giorni fa ho chiamato il 187 (il numero gratuito per i clienti di tale compagnia telefonica) ed ho spiegato la situazione, ossia che a Cese numerose famiglie hanno sottoscritto il contratto per il servizio ADSL, ma, a dispetto delle promesse fatte loro, ancora non hanno la possibilità di utilizzare tale servizio. L operatore presente dall altra parte della cornetta, in maniera molto cortese, mi ha detto di aver sollevato una segnalazione a nome di tutto il paese a seguito della mia chiamata. Speriamo bene

3 PÒ ÈSSE ITA COŞCÌ... (Chi pò ncatenà la fantaşcìa?) Parte 3 di Lorenzo C. (...) Me sa che jo vécchio se steva a recordà caccósa de curiuso, pecchè, dicènne quele urdime parole, m è parso de sentì na risatella. S aggiustà jo cappejjo e recomenzò: Facèmmo na vita contenta, tra dde nù. Non ci facèmmo mancà gnènte. Manco lo laorà. Facèmmo spisso a iutarella pe jji laóri della campagna, speciarmènte a vangà, a mète, a faocià e a remétte lo stramo. Puri co quii dejj atri casali. Solo l immérno, quanno fiocchéva, era brutto. Allora stèmmo jorni e jorni fèrmi dentro le casi, a magnà pulenna, fino a cche non se sciolléva la nève quelo tanto che bastéva pe ìresenne na cria n giro pe lla campagna, pe trovà quii dejjo casalo vecino e sentì quelo che era succéso. No che n casa non ci stesse gnènte da fa i cunigli, le cajjine, jo telaro, lo recamà, lo racconcià i pannuni e le sacchette, lo raggiustà i sotacci e j atri ardigni che s erano rutti lo da fa ci steva e comme. Pe nu quatrani, jo divertimento più rósso era quijo de mette le tagliole ajji pagliari o sopri la nève, pe piglià i casaricci. Co ji passaritti la pulenna era più bbòna. Cacche òta, de nascósto, ièmmo a sciuà alla Rafia, però mar a ttì se te veteva màmmota o pàtreto... te rentortévano de bòtte. Gni mmatina, pó, jo primo che escéva quasi sempre s ammattéva co le petate dejj animali che la notte s erano abbecinati alla casa pe cercà caccósa da magnà. Era sempre no spasso cercà de appurà de quasso animalo erano. Quanno non se reconoscevano, nònnemo se mmenteva j animali più strani, che manco ci stào ajjo munno, pe ci fa remanì a ócca rroperta. Pe mettecci paura, pó, na mmatina scì e n atra puri, se mmenteva de èsse visto le petate de no jupo. Le storie sopri ji jupi reventévano sempre più ròsse quanno cacchetuno dejj atri casali o cacche furastiero capiteva ajjo casalo nóstro. Raccontevano tante de quele cóse che vatt appùra se erano lo vero. Raccontévano quaşci sempre che erano visto o poche o tante petate de jupo, o propio jo jupo pe ddavero. Nu ci dicèmmo che erano stati bravi, che erano stati curaggiusi e quii se facevano sempre più ròssi e se mmentevano caccós atro. Pó, pe fasse dà caccósa a magnà, se ncalemévano a ddì cà quela notte non se potevano propia fermà, cà adevano repartì e cà sperémo de no ncontrà gnişciuno. Nu ci facemmo coraggio e ci regalemmo caccósa pe cci fa passà la paura. Issi repartevano e nu, pe tutta la notte, stèmmo co lle recchie appizzate pe senti jo jupo. Jo vécchio s è stato zitto pe na crìa. Prima de recomenzà ci ss è remirati a tutti quanti fermènnese de più sopri i quatrani più zicarejji. Me sa che sarrìa oluto dice cacch atra cosa, ma po ci ss è repenzato, ha scapuzzato na cria e: Puri quij anno sémo penžato de fa la festa dejji piani: messa cantata, fiera, chiacchiare, passatelle, morrate e ròsse beùte fino a mbriacàrese. Tutto all ara: no spiazzalo rósso a pèto alla montagna che non era de gnişciuno e addó gnişciuno ci faceva gnènte. Servéva solo pe sta nzemmia na óta o ddu j anno. Ajjo casalo nóstro, comme ajj atri, era tutto no và e vè pè sse preparà alla festa dejjo jorno apprésso. Mpresenzia dejj atri, vajjóli e vajjòle parlévano de vestiti, de capijji, de scarpi gnòve, ma quanno stévano soji, tra dde issi, i discorži erano divérsi. Pé cérti sarrìa stata la prima òta che vetevano vajjóli e vajjòle dejj atri casali, cért atri se sarrìano revisti dóppo che s erano ncontrati pe lla campagna, a pasce le vacchi po èsse; pe cacchetuno la mmatina apprésso se sarrìano strette le chiacchiare e ci stéva ca matrimonio n vista. Le mammi parlévano delle pizze dorci che sarrìano fatto, ma pó, co la mènte, se repassevano i vajjóli dejji casali vecini pe sonnà pe le figlie e pe ji figli no vajjólo co la capòccia a ppósto, na fémmona de casa. Le fantaşcìe e le domande sulle proprietà de uno se ncrocevano co llo sparlà de quela capòccia tòsta, o de quela sciurrata, o de quela sfacciatòna. J ómmeni róssi erano più refriddi. Issi se vetevano più spisso co j ómmeni dejj atri casali. La festa era solo jo motivo pe na revencita a mórra, a bòcce, a carti. O puramènte pe sse ressubbricà pe èsse stati fatti ólemi a cacche passatella de prima. Però èra puri l occasione pe potè vénne o crompà cacche otelluzza, cacche pecora, cacche cuniglio. Ste cose però se facevano mpresenzia delle fémmone, delle mugli. Pareva che erano i mariti a commannà e ffà i prézzi, però chi decideva le cóse erano le mugli. Quanno ci óleva facevano arrivà alle panzette dejji mariti certe utate da fatte sfiatà. Na risatella dejji vajjóli ha rrempito jo silenzio dejjo vécchio. Quanno è recomenzato a parlà teneva n atra calata, la óce era più cupa, più lenta. (...) (...Continua) 3

4 La riflessione di Roberto C. PRIMO MAGGIO FESTA DEI LAVORATORI... E DEL LAVORO La festa dei lavoratori, il primo Maggio, ha oggi lo stesso senso di quando, più di un secolo fa, si rivendicavano le otto ore giornaliere tanto scontate, oggi. Allora, nel 1886, il simbolo delle rivendicazioni che diede inizio alla ricorrenza fu la cosiddetta Rivolta di Haymarket, a Chicago, in seguito ad uno sciopero (pro 8 ore, appunto) iniziato proprio il 1 maggio e conclusosi 3 giorni dopo sotto il fuoco della polizia. Allora rimasero a terra 11 persone, tra cui 7 poliziotti uccisi dal cosiddetto fuoco amico. Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il quarto Stato, opera rappresentante lo sciopero dei lavoratori. Oggi quelli che rimangono a terra, fortunatamente solo in senso metaforico, sono i tanti lavoratori cui vengono negati i due valori fondamentali di ogni uomo e donna: la libertà ed il rispetto. La parola che ho in mente è precarietà, quella che fa tanto paura alle aziende da renderla facilmente spacciabile per la tanto amata flessibilità. Ma non credo si sia tanto flessibili quando non si riesce a progettare con libertà il proprio futuro, magari perchè da anni si lavora nello stesso posto con stage e progetti che s inseguono regolarmente solo perchè al momento è il massimo che possiamo offrire. E non credo si sia tanto flessibili neanche quando si incassa l ennesimo no dopo l ennesima richiesta di mutuo, magari perchè la busta paga non dà garanzie sufficienti. Si è semplicemente precari, di una precarietà che tocca la vita, e non più solo il lavoro. E il rispetto di tutti i sogni, i sacrifici, le fatiche e le speranze di chi lavora con impegno tutti i giorni? E il rispetto di chi è costretto a sacrificare tutto, o ad essere spremuto fino all osso, o addirittura a morire in nome del lavoro? E il rispetto di chi questo stesso lavoro non ha affatto, magari perchè qualche imprenditore ha giustamente pensato di mettersi in banca tutto l intascabile e chiudere baracca? Vorrei che chi ci governa, chi ci amministra e chi ci dà lavoro (con slancio di generosità) riflettesse su queste domande tutti i giorni, a partire dal 1 Maggio, perchè assieme alla Festa dei Lavoratori sia anche la Festa del Lavoro. 4 Fibre di amianto al microscopio elettronico L approfondimento di Francesco Bu. PER SAPERNE DI PIÙ COS È L AMIANTO Amianto è il nome collettivo che designa in realtà una famiglia di minerali derivanti dalla decomposizione di alcuni silicati (principalmente magnesio, ferro e sodio). La sua struttura è finemente fibrosa, ed in natura si distinguono diversi minerali d amianto con diversa composizione chimica e morfologica. Negli anni passati questo minerale era utilizzatissimo per le sue molteplici ed importanti proprietà tecnologiche ed il suo basso costo. Lo potevamo trovare, infatti, in vagoni ferroviari, auto, edifici (soprattutto nella miscela cemento amianto, commercialmente nota come eternit), rivestimenti di condutture, tessuti etc.; praticamente potremmo dire dappertutto. Le caratteristiche che rendono l amianto tecnologicamente prezioso e molto utilizzato (almeno fino agli anni 80) sono soprattutto la bassa conducibilità termica e l elevata resistenza delle fibre alla trazione. L unico difetto è che... l amianto uccide gli esseri umani! Infatti questo minerale è molto pericoloso perchè le stesse fibre possono rimanere nei polmoni e contribuire a determinare l origine di diverse malattie, favorendo lo sviluppo di specie ossidanti capaci di danneggiare il DNA delle cellule rendendole cangerogene ed accelerandone la moltiplicazione in maniera sfrenata, al di là delle regole di crescita dei normali tessuti. Le principali malattie causate dall amianto sono il carcinoma polmonare, l asbestosi (malattia polmonare cronica) e il mesotelioma (neoplasia che attacca pleura, peritoneo etc.). La pericolosità dell amianto è legata al fatto che anche una bassissima concentrazione di fibre nell'aria può essere nociva; la probabilità di insorgenza di malattie aumenta però molto con un'esposizione prolungata nel tempo (non a caso le zone più colpite in Italia sono tutte vicino a cantieri navali o fabbriche di eternit). L'impiego dell'amianto è fuori legge in Italia dal 1992, ma bisogna fare ancora tanto per il suo smaltimento, e bisogna che tutti lo facciano con attenzione e responsabilità. Per lo smaltimento di amianto o eternit potete rivolgervi al numero

5 Tutte le medicine che comunemente acquistiamo in farmacia per curare le malattie più disparate (da un banale raffreddore a quelle più complesse) fanno parte della cosiddetta medicina convenzionale (o ufficiale), definita così in quanto conforme alla medicina scientifica occidentale. In termini più semplici, la medicina convenzionale è l unica alla quale viene riconosciuto un reale e dimostrato effetto benefico, per la cura delle malattie delle persone, dalle autorità sanitarie e dalle Istituzioni in genere (almeno per quanto riguarda i Paesi occidentali). In effetti, anche se poco pubblicizzata dagli organi d informazione, esiste anche una medicina non convenzionale, la quale comprende le medicine complementari alle terapie convenzionali e le medicine alternative alle terapie convenzionali. Le prime vengono spesso affiancate alle cure tradizionali, anche se frequentemente il loro ruolo è di secondo piano rispetto a quello ricoperto dalle medicine convenzionali. Le seconde, invece, come suggerisce il nome che le contraddistingue, fanno riferimento a terapie non conformi alla medicina scientifica occidentale e, per questa ragione, la loro presunta efficacia nella cura delle malattie non viene riconosciuta dalla scienza ufficiale. Tra le medicine alternative è possibile citare alcune più conosciute ad esempio quelle omeopatiche e l agopuntura ed altre meno note,come i fiori di Bach e l effetto placebo. Fra tutte le medicine alternative, l'omeopatia è sicuramente una di quelle che nel mondo occidentale hanno riscosso maggior successo. Fondatore di questa disciplina è il tedesco Samuel Hahnemann ( ) il quale, sperimentando soprattutto su di sé le proprietà della corteccia di china e di altre sostanze (quali arsenico, digitale e mercurio), si convinse della validità dell'ormai noto principio: similia similibus curantur (= il simile cura il simile ). Egli sosteneva, infatti, che per curare una malattia o un malessere si debba assumere in bassissime dosi una sostanza che generalmente provoca nell'organismo gli stessi sintomi che si vogliono eliminare. Così in base a questo assunto, non oggettivamente dimostrato, sarebbe corretto prescrivere caffeina per curare l'insonnia o estratto di api per le infezioni cutanee, naturalmente alle appropriate diluizioni. Diluizioni che però noi oggi sappiamo essere un po' troppo spinte per permettere ad una qualsiasi sostanza di conservare una certa efficacia. In altre parole è possibile affermare che nei rimedi omeopatici, una volta effettuate le diluizioni, non esiste più alcuna molecola del farmaco in questione ed essi sono letteralmente indistinguibili dall'acqua pura. Verso la fine degli anni Ottanta una nuova scoperta sembrò permettere di superare questo problema e dare un fondamento teorico all'omeopatia: la cosiddetta teoria della memoria dell'acqua, che però non fu confermata da successivi e ripetuti esperimenti di laboratorio. Nel corpo umano, secondo i concetti della medicina cinese prescientifica, una sorta di energia vitale (il qi) circolerebbe lungo particolari linee, chiamate meridiani, che congiungono gli organi del corpo stesso. Le malattie sarebbero dovute a una cattiva circolazione del qi, con un conseguente accumulo in alcuni punti e carenza in altri. utile di Emanuele C. LE MEDICINE ALTERNATIVE Tramite l'agopuntura, infiggendo sottili aghi lungo i meridiani, si ripristinerebbe l'equilibrio energetico del corpo e quindi lo stato di benessere. Né la fisiologia né l'anatomia supportano l'esistenza di qualsiasi struttura del corpo coincidente con i meridiani. Nella cura del dolore, però, l'agopuntura ha riscosso un notevole successo. L'effetto terapeutico, secondo la scienza ufficiale, sarebbe dovuto al fatto che l'infissione di aghi provoca il rilascio di endorfine, piccole molecole prodotte nel cervello che danno luogo a sensazioni di benessere. Essa agirebbe quindi più sui sintomi (la sensazione di dolore) che sulle cause (ad es. traumi o infiammazioni) e sarebbe particolarmente adatta a certi tipi di dolori cronici e poco diagnosticabili fisiologicamente. La terapia dei fiori di Bach nasce negli anni Trenta per merito di Edward Bach ( ), medico e inventore di questa pratica alternativa. Essa consiste nella somministrazione al malato di essenze di fiori non coltivati di ordine superiore, così come li definisce Bach stesso, in grado di riequilibrare l'intera persona e di purificare le carenze caratteriali che sono all'origine delle sofferenze umane. Secondo Bach e i suoi sostenitori, infatti, ognuno di noi sarebbe un'entità da considerare non come singolo ma come la tessera di un ampio mosaico, la parte di un tutto cosmico, a cui siamo collegati tramite la forza di una vibrazione comune. La malattia insorgerebbe laddove viene a mancare il collegamento della nostra personalità con il campo energetico cosmico, oppure dove si verifica un rifiuto del concetto di unità superiore e l'anima si trova ad agire in opposizione ad essa. Ognuno dei fiori di Bach (in totale 38) incorporerebbe un determinato concetto spirituale e, più precisamente, corrisponderebbe a una precisa frequenza di vibrazione. La frequenza della vibrazione della pianta adatta alla cura dei vari casi ristabilirebbe quindi la vibrazione che era venuta a mancare tra l'anima e l'io corporeo che avevano cessato di comunicare e, ristabilendo il flusso dell'energia cosmica, riporterebbe lo stato d'animo in un quadro positivo, portando alla guarigione. Questa teoria, essendo di carattere metafisico, non può ovviamente essere scientificamente giudicata. L effetto placebo si basa su un assunto molto semplice. Sostanze con azione farmacologica (un sonnifero, uno stimolante, ecc.) hanno effetto sull'organismo anche se somministrate all'insaputa della persona, ma, paradossalmente, vale anche l'inverso: sostanze inattive talvolta hanno effetto se vengono presentati al paziente come efficaci. L'utilizzo di un placebo come terapia palliativa talvolta sembra utile, ma pone i medici in un difficile dilemma. Dire a un paziente che gli si prescriverà una pastiglia senza alcun rimedio plausibile farà venir meno la risposta al placebo. D'altra parte, presentare un placebo come un vero farmaco appare una sorta di raggiro eticamente non accettabile. L argomento trattato in questo breve articolo, vista la sua importanza, andrebbe certamente approfondito. Da quanto detto, appare comunque chiaro che la scienza ufficiale difficilmente nel prossimo futuro attribuirà un valore reale alle medicine alternative, visto che la loro presunta efficacia non è dimostrabile secondo i canoni applicati alle medicine convenzionali. D altra parte, va ribadito in maniera ferma che la cura delle malattie, ad oggi, non può prescindere dagli strumenti che la scienza ufficiale mette a nostra disposizione. In tutto questo, però, che male c è ad informarsi? [Le informazioni sulle medicine alternative riportate in questo articolo sono tratte dal sito del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, 5

6 6 CESE SPORT G.S. CESE TEMPO DI SPAREGGI Tempo di spareggi per il G.S.Cese, che nella prima partita dei play off del girone A di prima categoria aveva affrontato e sconfitto il Sulmona con il rotondo punteggio di 4 a 0. Domenica 4 maggio, sul campo neutro di San Demetrio Ne Vestini, ha avuto luogo la finale del girone tra il Cese ed il Pacentro91, che aveva sconfitto di misura (1 0) i luchesi della Jaguar. Il match si è protratto con il punteggio di 0 a 0 fino alla fine dei tempi supplementari. Tale esito, in virtù del migliore piazzamento in classifica, ha permesso il passaggio del turno ai gialloverdi, che si sono visti così assegnare definitivamente il secondo posto in classifica, confermando il risultato del girone all italiana. Da segnalare, in entrambe le partite della nostra squadra, il caloroso e sempre presente supporto di una tifoseria che non viene mai meno in queste occasioni. Gli stessi tifosi hanno giudicato ottima la prestazione di tutti i giocatori scesi in campo nel confronto con i Sulmonesi, mentre nella gara contro il Pacentro hanno apprezzato, in particolare, il lavoro svolto da Ermanno Silvestri e Marco Nitti, cui spetta perciò anche un personale plauso. Come detto in precedenza, il G.S.Cese accede alla fase successiva di questi scontri diretti e dovrà affrontare il Fontanelle, che si è classificata seconda nel girone D dopo aver sconfitto il Real Scerne 2001 con il punteggio di 1 a 0. L altra semifinale vedrà di fronte lo Scerni (girone B ) ed il Rosciano (girone C ) che hanno battuto rispettivamente il Roccascalegna e lo Scafa. Ambedue le partite dovrebbero disputarsi Domenica 11 Maggio in orari e campi ancora da stabilire. Nel frattempo, rinnoviamo l in bocca al lupo alla nostra compagine. Eugenio C. AMATORI CESE TRA SOGNI E REALTÀ Tra sogni e realtà il campionato amatori girone B si fa sempre più avvincente per la squadra del Cese. Dopo la squillante vittoria per 3 0 contro l Antinum, con le reti di Di Renzo Gaetano, Ippoliti Mario e Cosimati Mario, ancora una vittoria per 2 1 contro la Tecnobar, con le reti di Marchionni Secondino e Di Renzo Gaetano e con una gara ancora da recuperare sabato (10 Maggio) nel big match contro la capolista U.S. Sporting. Classifica (prime posizioni): U.S. Sporting 15 CESE 13 Paterno 13 Marruviana 12. LE PAGELLE promossi e bocciati, a cura del presidente Ciciarelli Mario. 1 DI MATTEO ENRICO Voto 8,5 2 BIANCHI MASSIMO 8,5 3 DI PASQUALE ANGELO 8,5 4 MARCHIONNI SECONDINO 9 5 CIPOLLONE EMILIO 8 6 CIPOLLONE GIUSEPPE 8,5 7 MARANO MICHELE 8,5 8 DI RENZO GAETANO 9 9 DI GIAMBERARDINO ERMENELGILDO 9 10 COSIMATI MARIO 8,5 11 NARDANTONIO AGOSTINO 8 12 TUCCERI MASSIMILIANO 7 13 DI MATTEO FRANCESCO 8 14 IPPOLITI MARIO 8,5 15 CIPOLLONE GIOVANNI 7,5 16 CIPOLLONE EMILIO (RUSCIO) 7 17 PATRIZI RAIMONDO 6 18 PETRINI MASSIMO 7 19 PENSA WALTER 6 20 CIPOLLONE NAZZARENO 6 21 MONTECCHIA ANDREA 6 22 LEONE LUCIO 4,5 23 LEONE REMO 6 24 CIPOLLONE MARCO 8,5 25 MONALDI ALESSANDRO 8,5 26 CIPOLLONE DANILO 7 Il presidente Ciciarelli Mario MISTER CIPOLLONE EMILIO Voto 8,5 PRESIDENTE CICIARELLI MARIO Voto 10 DIRIGENTE TORGE LINO Voto 10 GUARDALINEE BIANCHI FRANCESCO Voto 10 N.B. nel prossimo numero di Giugno vi racconteremo il big match U.S. Sporting vs AMATORI CESE. FORZA RAGAZZI! Mario I. Parole in versi TU SEI di Berardino Rantucci Tu sei il sole che mi riscalda. Tu sei la luce che illumina il mio tragitto. Tu sei la rugiada che mi rinfresca. Tu sei la fonte che mi disseta. Tu sei l albero dei miei frutti. Tu sei la terra che mi ha partorito. Ma soprattutto sei la notte che dà riposo alla mia anima. CONGESTIONE CULTURALE di Berardino Rantucci La congestione culturale è all apice di una ipotenusa strutturale congenita, camaleontica, che si trasforma in irrazionalità stabile, instaurata in un dovere assoluto dell Essere umano, soverchiando i limiti della Natura con il compimento dell estremismo egoistico del Superuomo, contro natura e contro se stesso, l Assoluto come verbo intransigente e indiscusso.

7 Giochi e relax PER I PIÙ PICCOLI Riempi solo gli spazi con i puntini secondo il colore indicato. PER I GRANDI Quiz sulle Cese 1. Il letterato cesense di maggior prestigio è noto come... a)pietro Marso b)paolo Marso c)ponzio Marso 2. Salvatosi dal terremoto del 1915, è oggi presente all interno delle Chiesa di Santa Maria alle Cese: a)un tabernacolo b)l abside c)un altarino 3. Morte è un termine tradizionalmente utilizzato anche nella... a)briscola b)morra c)passatella 4. Attualmente la corriera in un giorno feriale passa... a)7 volte b)9 volte c)8 volte 5. In una mappa di alcuni secoli fa le Cese sono stranamente riportate come... a) Le Chiese b) I Casali c) Le Cesette 6. La gazza in dialetto è detta... a)ciammarùca b)ciuciuetta c)cicciacòla 7. Oltre al Salviano, il monte che sovrasta le Cese è... a)m.te Girifalco b)m.te Cimarani c)m.te Viglio Emanuele D.P. Dai diamanti non nasce niente,, dal letame nascono i fior Da quali brani sono tratti i seguenti versi? 1. E dalle macchine per noi i complimenti del playboy, ma non li sentiamo più se c'è chi non ce li fa più, cambia il vento ma noi no e se ci confondiamo un pò è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare ancora con noi... Siamo così, dolcemente complicate sempre più emozionate, delicate...ma potrai trovarci ancora qui, nelle sere tempestose portaci delle rose,nuove cose e ti diremo ancora un altro...sì. 2. La gente che affoga nell'unica sala: la discoteca. Ci vuol qualcosa per tenerci a galla sopra questa merda! E non mi importa se domani mi dovrò svegliare ancora con quel gusto in bocca! 3. How many roads must a man walk down, before you can call him a man? (...) Yes, n how many times must the cannonballs fly, before they're forever banned? (Quante strade deve percorrere un uomo, prima di essere chiamato uomo? (...)E per quanto tempo dovranno volare le palle di cannone, prima che verranno abolite per sempre?) 4. Tanto ci sarà sempre lo sapete: un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate! 5. L'unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente... il battito di un cuore dentro al petto, la passione che fa crescere un progetto, l'appetito, la sete, l'evoluzione in atto, l'energia che si scatena in un contatto. 6. Got a girl named Sue, she knows just what to do! She rocks to the east! She rocks to the west! She is the girl I love best! (Ho una ragazza di nome Sue, lei sa proprio cosa fare!rockeggia ad est, rockeggia ad ovest!lei è la ragazza che amo di più!) La vignetta L òva DE CAJJINA PAZZACCHIò, TU Sì PAZZO! E CHE ME MAGNO QUESSE CHE ésciono DAJJO CUJO DELLA CAJJINA??? NONE, NONE... I ME MAGNO SOLO QUELE DEJJO SUPERMERCATO! FRANCESCO Bo. 7

8 Ilcorsovistodall angoloneipressidell attualeviamanzoni Comm era Anni 40 Processioneconlecongregazioni,leluminarie elastatuadisanvincenzoinprimopiano. MensilegratuitodellaPro LocodiCesedeiMarsi Com è Maggio2008 Inattesa... L alluceverde3^puntata dirobertoc. Dopoqualchemetrotornoindietro,quasiacancellarequelloscempio,eriprendo lastradasterratachedopoqualchealtrosplendidomucchiomiportaall Ara...sul pratoancoraqualcherarorimasugliodell immensocumulodirifiuti(foto)chequi avevamoraccoltolascorsaestateripulendolanostracampagna(echeilcomune ha poi provveduto a smaltire). E allora la rabbia torna alla mente, a metà tra l amarezza del Basta, tanto è inutile e la voglia di combattere l inciviltà con l esempio, o anche solo la sensibilizzazione. Avevo già deciso di non darla vinta a chi mi vorrebbe annerire il verde, ora l alluce mi fa male di una rabbia che non sparisce.giàl ideatornaafarsistrada,enoncorreròdasolo. Eilgirocontinua... ServizioritirogratuitoRIFIUTIINGOMBRANTIComunediAvezzano: Ilprossimonumerode LaVoce usciràdomenica1 Giugno. ArticolierubrichecuratidaFrancescoBonari,FrancescoBuccini,Emanuele,Eugenio,Lorenzo,ManuelaeRobertoCipollone, MariaTeresaDiMatteo,EmanueleDiPasquale,MarioIppoliti,BerardinoRantuccieRobertaTorge. GrazieadAlfredoperlefotoedai consulenti perilpreziososupporto.perinformazioni,proposte,commentiesuggerimenti scrivetea:redazione LaVocedelleCese,ProLocoCesedeiMarsi,ViaMicheleBianchi,67050CesediAvezzano(AQ) linesuwww.lecese.eu. AnnoIIINumero23 11 Maggio 2008 Ilmessaggio Siamoquellidel 58 Ebbenesì,quest annotocca a noi. Come ogni anno succede pertutti,cerchiamodiincastra re tra impegni di lavoro e famiglia l organizzazione delle feste patronali. Ormai già da qualchetempo,diversidinoila domenica mattina vengono a bussare alle vostre porte, ma vogliamo approfittare dell oc casione che ci offrono i ragazzi della redazione per presentarci alcompleto.infatti,nelclimadi condivisione e collaborazione chesperiamosiinstauritratutti e che riteniamo debbaessere il filo conduttore delle iniziative che potranno essere messe in campo, stiamo cercando di coinvolgere nell organizzazione delle feste tutti gli amici del 58: amici di infanzia, persone chehannosposatoqualcunodel paese o originario di esso, persone che hanno i genitori di Cese ma che ormai vediamo di rado,insommatuttiquellichein qualche modo sono venuti a contatto con il nostro paese e possonoapprezzareoriscoprirei valorigenuinidellenostreradici. Approfittiamodell occasione anche per illustrarvi le iniziative che si terranno oggi (11 Maggio). Dopo i riti ed i fuochi d artificiodellamattina,ciritro veremonelprimopomeriggioin piazza per i soliti, ma sempre piacevoli giochi popolari (tra i vari giochi cercheremo anche di indovinareilpesodiunmaialino lattantedicintasenese).faremo quindi il palio e speriamo che S.Vincenzoportifortunaamolti. Con Stefano proporremo quindi qualche intermezzo musicale e all imbrunirechiuderemocon... ilballodellapupazza!!! Ringraziamo tutti per il piacevole clima di disponibilità che stiamo assaporando, sia rispettoallerichiestedi contri buti economici, che di collabo razione fattiva; il cuore della gente saràilricordopiùsigni ficativo che conserveremo di questaavventura.( pag.2) Diseguito(apag.2)icomponenti del Comitato; ci scusiamo per eventuali omissioni comunque sanabilineiprossiminumeri. SANMMINCÉNZO UNAFESTAIMPORTANTE dieugenioc. Abbiamo già raccontato, su queste pagine, degli aspetti di fede e tradizione che riguardano San Vincenzo Ferreri e, di conseguenza, del motivo percuièilcompatrono,insiemeallamadonna,dicese.maquestonumerode LaVoce escepropriooggi,11maggio,giornoincui,quest anno,festeggiamo SanVincenzo,quindinonpuòmancareunarticolocheraccontidiquestoSanto, qualcosacheriguardilasuastoriao,piùsemplicemente,ilgiornocheicesaroli glidedicano. Èsemplice,attraversoilibriointernet,apprenderecheilnostrocompatrono nacqueavalencia,il23gennaiodel1350,emorìavannes,il5apriledel1419; chelasuacanonizzazioneebbeluogoaroma,nellachiesadomenicanadisanta MariasopraMinerva,il3giugnodel1455,sottoilpontificatodiPapaCallistoIII; cheilsuocultofuconfermatodapapapioiiche,conbolladel1458,fissòperla suafestaladatadel5aprile;cheanchealtripaesiecittàd Italia,soprattuttoal sud,lohannoadottatocomepatrono;cheasoraesisteunalocalitàdenominata propriosanvincenzoferrerioche,ancora,èpatronodeicostruttori. Moltopiùarduo,ovviamente,ètrovareriferimentibibliograficiositiweb che descrivano la devozione dei cesensi a questo Santo. L unica soluzione, e forseanchelapiùscontata,èaffidarsiallamemoriadeinonnicesaroli.eloro raccontano che la festa di San Vincenzo s è sempre fatta, che era bella commequeladesettembre,purisedurevanojornosolo,che sefacevala pritissioneejigiovenóttiportevanolastatuadelegnochepesevatanto,che cistevalamusicaepurijopargoelle lluminate,che levajjòleejivajjólise remmutevano,che cissedivertevaco póco,pecchéisórdinoncistevanoe non te nne potivi i noèlle!. Che la sera chi lo poteva fa, se nne eva ajji bicchieriniacchégiuditta. Ricordi lontani, ma ancora emozionanti per chi li racconta con gli occhi chesifannolucidi.così,ticompaiononellamenteleimmaginidiunagiornata che per loro significava tanto e, allo stesso tempo, capisci, o meglio credi di capire,checosavolevadireungiornodifestaaqueitempi,liberidallafatica di tutti i giorni, i mestieri, i campi, gli animali. Sensazioni confermate nel momentoincuitidicono: Mecciraccommanno,scrivetelocheera nojorno speciale! Tutto questo era la festa di San Vicent Ferrer, come lo chiamerebbero i catalani, San Vicente Ferrer, per gli spagnoli, o più semplicemente San Mmincénzo,commejochiamemonù! Iprossimiappuntamenti Oggi11Maggio:FesteggiamentiinonorediSanVincenzo (Vedidettaglialato) 16 18Maggio:PellegrinaggioalSantuariodellaSS.Trinità Perilgruppoapiedil appuntamentoèvenerdì16alle18:30 davantilachiesadisantamariaperlabenedizioneelapartenza. LacorrierapartiràinveceSabato17alle4:30circadellamattina. Comeconsuetudine,laPro LocooffriràilpranzodelSabato aipratidellasignòraatuttiipellegrini.

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