n. 10 del 16 Febbraio 2015 DECRETO n. 156 del

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1 Regione Campania Il Commissario ad acta per la prosecuzione del Piano di rientro del settore sanitario (Deliberazione Consiglio dei Ministri 23/4/2010) DECRETO n. 156 del Oggetto: Recepimento delle Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, ai sensi dell art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, sulla proposta del Ministero della salute concernente il Piano nazionale per la prevenzione per gli anni (Rep. Atti n. 156/CSR del 13 novembre 2014): Adempimenti. PREMESSO a) che con delibera del Consiglio dei Ministri in data 24 luglio 2009 si è proceduto alla nomina del Presidente pro-tempore della Regione Campania quale Commissario ad acta per il risanamento del servizio sanitario regionale, a norma dell articolo 4 del decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222; b) che con la medesima delibera il Commissario è stato incaricato di dare attuazione al Piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario regionale campano ed, in via prioritaria, di provvedere alla realizzazione di specifici interventi, identificati in diciotto punti, tenendo conto delle specifiche prescrizioni ed osservazioni comunicate dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dal Ministero dell economia e delle finanze, in occasione della preventiva approvazione dei provvedimenti regionali attuativi degli obiettivi previsti dal Piano di rientro, ovvero in occasione delle riunioni di verifica trimestrale ed annuale con il Comitato per la verifica dei livelli essenziali di assistenza ed il tavolo per la verifica degli adempimenti, di cui agli articoli 9 e 12 dell intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005; c) che con delibera del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2010 il nuovo Presidente della Regione Campania è stato nominato Commissario ad Acta per il Piano di Rientro con il compito di proseguire nell attuazione del Piano stesso secondo Programmi operativi di cui all art.1, comma 88 legge n.191/09; d) che con deliberazione del Consiglio dei Ministri del il Dott. Mario Morlacco è stato nominato Sub Commissario con il compito di affiancare il Commissario ad Acta nella predisposizione dei provvedimenti da assumere in esecuzione dell incarico commissariale ai sensi della Deliberazione del Consiglio dei Ministri del ; e) che con delibera del Consiglio dei Ministri del il Prof. Ettore Cinque è stato nominato sub Commissario ad acta con il compito di affiancare, insieme al Dott. Morlacco, il Commissario ad acta nella predisposizione dei provvedimenti da assumere per l attuazione del Piano di Rientro.

2 PREMESSO altresì a) che con Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, ai sensi dell art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, sulla proposta del Ministero della salute è stato approvato il Piano nazionale per la prevenzione per gli anni (Rep. Atti n. 156/CSR del 13 novembre 2014); b) che l art.17, comma 1 dell Intesa Stato Regioni del 10 luglio 2014 (Rep. Atti n. 82/CSR) concernente il nuovo Patto per la Salute , conferma, per gli anni , a valere sulle risorse di cui all art. 1, comma 1 dello stesso Patto, la destinazione di 200 milioni di euro annui, oltre alle risorse individuate a valere sulla quota di finanziamento vincolato per la realizzazione degli obiettivi del Piano sanitario nazionale ai sensi dell articolo 1, comma 34 della legge 27 dicembre 1996, n. 662 e successive integrazioni; c) che tali somme sono finalizzate a sostenere il raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale della Prevenzione , lo sviluppo dei sistemi di sorveglianza e l armonizzazione delle attività di prevenzione negli ambiti territoriali; PRESO ATTO a) che la stessa Intesa Stato Regioni di approvazione del Piano nazionale per la prevenzione per gli anni (Rep. Atti n. 156/CSR del 13 novembre 2014) ha individuato, all art.1, comma 2, i seguenti adempimenti da realizzare da parte delle Regioni entro il 31 dicembre 2014, disponendo nel contempo: - di applicare nella elaborazione del proprio PRP, la visione, i principi, le priorità, la struttura del PNP; - la preliminare individuazione dei programmi regionali, il più possibile integrati e trasversali rispetto ad obiettivi ed azioni, con i quali si intende dare attuazione a tutti i macro obiettivi e a tutti gli obiettivi centrali; - la definizione degli elementi contesto, profilo di salute, trend dei fenomeni, continuità con quanto conseguito nel precedente PRP funzionali ai programmi regionali individuati. b) che, così come previsto dall art. 1, comma 5 della stessa Intesa Stato-Regioni, le Regioni trasmettono annualmente alla Direzione operativa del Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie idonea documentazione sulle attività svolte, per consentire alla medesima Direzione di certificare l'avvenuto raggiungimento degli obiettivi previsti dai Piani regionali anche ai fini di cui all'articolo 12 dell'intesa 23 marzo A seguito di valutazione positiva degli stati di avanzamento raggiunti, le Regioni accedono alle somme vincolate al raggiungimento degli obiettivi di piano di cui all art.1, comma 3 della predetta Intesa Stato- Regioni; c) che, così come previsto dall art. 1, comma 6 della stessa Intesa Stato-Regioni, i criteri per la stesura dei Piani Regionali della Prevenzione, per la valutazione e la certificazione dei Piani Regionali medesimi, sono individuati con apposito Accordo Stato Regioni entro il 31 gennaio 2015; d) che, così come previsto dall art. 1, comma 7 della stessa Intesa Stato-Regioni, il Coordinatore operativo di ciascun Piano regionale è individuato con atto formale della Regione - entro trenta giorni dalla stipula della stessa Intesa. RILEVATO a) che l art. 1 comma 7 dell Intesa tra Governo, Regioni e Province Autonome concernente il nuovo Patto per la salute (Rep. Atti 243/CSR del 03/12/2009) stabilisce che le risorse di cui all art. 1, commi 34 e 34 bis della L. 662/96 non sono da considerarsi contabilmente vincolate,

3 bensì programmabili al fine di consentire specifiche verifiche circa il raggiungimento degli obiettivi fissati nell ambito dei LEA; per le regioni interessate ai Piani di rientro la fissazione degli obiettivi va integrata con quella dei medesimi piani; RITENUTO a) di dover recepire l Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, ai sensi dell art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, sulla proposta del Ministero della salute è stato approvato il Piano nazionale per la prevenzione per gli anni (Rep. Atti n. 156/CSR del 13 novembre 2014), allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale (allegato 1); b) di approvare il documento utile alla definizione degli elementi contesto, profilo di salute, trend dei fenomeni, continuità con quanto conseguito nel precedente PRP funzionali ai programmi regionali individuati, allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale (allegato 2); c) di approvare la preliminare individuazione dei programmi regionali, il più possibile integrati e trasversali rispetto ad obiettivi ed azioni, con i quali si intende dare attuazione a tutti i macro obiettivi e a tutti gli obiettivi centrali, nel rispetto della visione, dei principi, delle priorità, della struttura del PNP, allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale (allegato 3); d) che sia necessario estendere alla quota di finanziamento derivante dall art.17, comma 1 dell Intesa Stato Regioni del 10 luglio 2014 (Rep. Atti n. 82/CSR) concernente il nuovo Patto per la Salute , i principi e i vincoli stabiliti per le risorse di cui all art. 1, commi 34 e 34 bis della L. 662/96; e) che tra le azioni finalizzate al raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale della Prevenzione , sono da considerarsi prioritarie, in termini di programmazione delle risorse disponibili e delle relative attività, quelle destinate allo sviluppo dei sistemi informativi e dei sistemi di sorveglianza istituzionali, in quanto propedeutici alle attività di monitoraggio e valutazione, utili alla produzione di idonea documentazione sulle attività svolte, per consentire di certificare l'avvenuto raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano regionale; f) che è necessario, al fine di garantire la massima efficienza dei programmi regionali, realizzare a livello aziendale l armonizzazione delle attività di prevenzione, facendo confluire eventuali progettualità locali, ove esistenti, negli stessi programmi regionali del PRP, se compatibili, prevedendone, in caso contrario, la soppressione. g) che sia necessario istituire, presso la Direzione Generale Tutela della Salute e Coordinamento del SSR, nell ambito della propria struttura di staff tecnico-operativo, una funzione di coordinamento istituzionale, operativo e tecnico-scientifico, del Piano regionale di Prevenzione, con compiti di indirizzo, coordinamento e controllo delle attività a contenuto sanitario delle UOD afferenti alla DG Tutela della Salute e Coordinamento del SSR e competenti per le materie previste dallo stesso PRP, nominando nel contempo il dirigente di tale struttura quale Coordinatore operativo del PRP; h) che sia necessario costituire gruppi di lavoro tecnico-operativi su ciascun programma regionale composti da operatori del SSR e da esperti delle singole tematiche, prevedendo anche sistemi per l informatizzazione dei dati di monitoraggio generati e per la consultazione di documentazione scientifica, con il compito di supportare il Coordinamento regionale nelle varie fasi di programmazione, monitoraggio e valutazione del PRP, avvalendosi a tale scopo degli operatori individuati dalla Regione e formati dal CNESPS nel mese di giugno 2014, nonché di altri operatori formati dalla Regione Campania in collaborazione con il CNESPS sui temi della declinazione locale, monitoraggio e valutazione del PRP (novembre 2012-gennaio 2013). A tal fine i Direttori Generali garantiranno la partecipazione ai lavori degli operatori nominati dalla Regione;

4 i) di prevedere che il conseguimento da parte dei Direttori Generali delle aziende sanitarie degli obiettivi previsti da ciascun programma regionale rappresenta oggetto di valutazione da parte della Regione, ascrivendo alla responsabilità di ciascuno il mancato raggiungimento degli obiettivi derivante dalla mancata attuazione delle azioni del PRP; DECRETA 1. di recepire l Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, ai sensi dell art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, sulla proposta del Ministero della salute con la quale è stato approvato il Piano nazionale per la prevenzione per gli anni (Rep. Atti n. 156/CSR del 13 novembre 2014), allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale (allegato 1); 2. di approvare il documento utile alla definizione degli elementi contesto, profilo di salute, trend dei fenomeni, continuità con quanto conseguito nel precedente PRP funzionali ai programmi regionali individuati, allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale (allegato 2); 3. di approvare la preliminare individuazione dei programmi regionali, il più possibile integrati e trasversali rispetto ad obiettivi ed azioni, con i quali si intende dare attuazione a tutti i macro obiettivi e a tutti gli obiettivi centrali, nel rispetto della visione, dei principi, delle priorità, della struttura del PNP, allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale (allegato 3); 4. di stabilire di estendere alla quota di finanziamento derivante dall art.17, comma 1 dell Intesa Stato Regioni del 10 luglio 2014 (Rep. Atti n. 82/CSR) concernente il nuovo Patto per la Salute , i principi e i vincoli stabiliti per le risorse di cui all art. 1, commi 34 e 34 bis della L. 662/96; 5. di stabilire che tra le azioni finalizzate al raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale della Prevenzione , sono da considerarsi prioritarie, in termini di programmazione delle risorse disponibili e delle relative attività, quelle destinate allo sviluppo dei sistemi informativi e dei sistemi di sorveglianza istituzionali, in quanto propedeutici alle attività di monitoraggio e valutazione, utili alla produzione di idonea documentazione sulle attività svolte, per consentire di certificare l'avvenuto raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano regionale; 6. di stabilire che è necessario, al fine di garantire la massima efficienza dei programmi regionali, realizzare a livello aziendale l armonizzazione delle attività di prevenzione, facendo confluire eventuali progettualità locali, ove esistenti, negli stessi programmi regionali del PRP, se compatibili, prevedendone, in caso contrario, la soppressione. 7. di istituire, presso la Direzione Generale Tutela della Salute e Coordinamento del SSR, nell ambito della propria struttura di Staff tecnico-operativo, una funzione di coordinamento istituzionale, operativo e tecnico-scientifico, del Piano regionale di Prevenzione, con compiti di indirizzo, coordinamento e controllo delle attività a contenuto sanitario delle UOD afferenti alla DG Tutela della Salute e Coordinamento del SSR e competenti per le materie previste dallo stesso PRP, nominando nel contempo il dirigente di tale struttura quale Coordinatore operativo del PRP; 8. di stabilire che potrà procedersi alla costituzione di gruppi di lavoro tecnico-operativi su ciascun programma regionale composti da operatori del SSR e da esperti delle singole tematiche, prevedendo anche sistemi per l informatizzazione dei dati di monitoraggio generati e per la consultazione di documentazione scientifica, con il compito di supportare il Coordinamento regionale nelle varie fasi di programmazione, monitoraggio e valutazione del PRP, avvalendosi a tale scopo degli operatori individuati dalla Regione e formati dal CNESPS nel mese di giugno

5 2014, nonché di altri operatori formati dalla Regione Campania in collaborazione con il CNESPS sui temi della declinazione locale, monitoraggio e valutazione del PRP (novembre 2012-gennaio 2013). A tal fine i Direttori Generali garantiranno la partecipazione ai lavori degli operatori nominati dalla Regione; 9. di prevedere che il conseguimento da parte dei Direttori Generali delle aziende sanitarie degli obiettivi previsti da ciascun programma regionale è oggetto di valutazione da parte della Regione, ascrivendo alla responsabilità di ciascuno il mancato raggiungimento degli obiettivi derivante dalla mancata attuazione delle azioni del PRP; 10. Di incaricare il Dirigente della Struttura di Staff tecnico-operativo dei provvedimenti consequenziali; 11. Di trasmettere il presente provvedimento al Capo Dipartimento Salute e Risorse Naturali, al Direttore Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario regionale, al Dirigente della Struttura di Staff tecnico-operativo , ai Dirigenti delle UOD della Direzione Generale della Tutela della Salute e Coordinamento del Servizio Sanitario Regionale, Ai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie della Regione Campania. 12. Di trasmettere il presente provvedimento al BURC per la pubblicazione. Si esprime parere favorevole Il Sub Commissario ad Acta Dott. Mario Morlacco Il Sub Commissario ad Acta Prof. Ettore Cinque Il Capo Dipartimento della Salute e delle Risorse Naturali Prof. Ferdinando Romano Il Direttore Generale Tutela della salute e Coord. SSR Dott. Mario Vasco Il Dirigente della Struttura di Staff tecnico-operativo Dott. Renato Pizzuti Il Commissario ad Acta Stefano Caldoro

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166 A - Manutenzione e sviluppo dei Sistemi di Sorveglianza e dei Sistemi informativi per la Salute Migliorare i sistemi di sorveglianza e i sistemi informativi per la registrazione e diffusione/scambio delle informazioni al fine di migliorare l'efficienza del sistema sanitario e la salute dei persone ALLEGATO 3 n. 10 del 16 Febbraio 2015 Struttura programmatica PRP Campania Progra mma Obiettivo Generale Linea di intervento PRP (LI) LI A.1 Miglioramento dei principali Sistemi di Sorveglianza sui determinanti delle MCNT e sugli stili di vita associati alla salute (OKkio alla Salute, HBSC, PASSI, PASSI d'argento, e in futuro il Sistema di Sorveglianza sui determinanti di salute del bambino 0-2 anni, attualmente in fase di sperimentazione) Obiettivo Centrale PNP (OC) M.O. * PNP OC 1.3 Promuovere il potenziamento dei fattori di protezione (life skill, empowerment) e l adozione di comportamenti sani (alimentazione, attività fisica, fumo e alcol) nella popolazione giovanile e adulta 1 OC 1.4 Ridurre il numero dei fumatori 1 OC 1.5 Estendere la tutela dal fumo passivo 1 OC 1.6 Ridurre il consumo di alcol a rischio 1 OC 1.7 Aumentare il consumo di frutta e verdura 1 OC 1.8 Ridurre il consumo eccessivo di sale 1 OC 1.9 Aumentare l attività fisica delle persone 1 LI A.2 Miglioramento dei sistemi informativi per la prevenzione del fenomeno degli incidenti e avvelenamenti in ambito domestico LI A.3 Miglioramento dei sistemi informativi per la prevenzione degli incidenti sul lavoro LI A.4 Miglioramento dei sistemi informativi per aumentare le conoscenze utili per la tutela dell'ambiente e per la prevenzione dei danni sulla salute LI A.5 Miglioramento dei sistemi di identificazione microbiologica per malattie di prioritario interesse LI A. 6 Miglioramento dei sistemi informativi relativi alla notifica, all'accertamento e alla comunicazione delle malattie infettive LI A.7 Miglioramento dello scambio di informazioni tra diverse strutture assistenziali per ridurre la trasmissione di malattie infettive croniche LI A.8 Miglioramento della performance delle anagrafi vaccinali LI A.9 Miglioramento dei sistemi informativi per aumentare l'appropriatezza della prescrizione e del consumo degli antibiotici, e per la sorveglianza delle antibioticoresistenze in ambito umano e animale OC 6.3 Aumentare la conoscenza e la consapevolezza dei rischi e delle misure di prevenzione attuabili nella popolazione generale e a rischio, nei genitori e nei care-giver OC 6.4 Migliorare la conoscenza del fenomeno e delle azioni di prevenzione da parte degli operatori sanitari, MMG e PLS OC 6.5 Migliorare la conoscenza del fenomeno degli avvelenamenti in ambiente domestico OC 7.1 Implementare il grado di utilizzo dei sistemi e degli strumenti informativi di cui agli Atti di indirizzo del Comitato ex articolo 5/81 approvati mediante accordo di conferenza tra Stato e Regioni OC 8.1 Realizzare attività di supporto alle politiche ambientali di miglioramento qualità aria, acqua, suolo secondo il modello della Salute in tutte le politiche OC 8.9 Contribuire alla conoscenza dell impatto della problematica amianto sulla popolazione OC 9.1 Aumentare la frequenza di identificazione e caratterizzazione dell agente patogeno per le malattie prioritarie OC 9.2 Identificare tempestivamente i casi e i rischi infettivi, anche mediante sistemi di allerta precoce OC 9.3 Informatizzare i sistemi di sorveglianza per le malattie infettive, in modo interoperabile OC 9.4 Aumentare la segnalazione delle malattie infettive da parte degli operatori sanitari (medici di famiglia, medici ospedalieri, laboratoristi) OC 9.5 Ridurre i rischi di trasmissione da malattie infettive croniche o di lunga durata (TBC, HIV) OC 9.6 Completare l informatizzazione delle anagrafi vaccinali interoperabili a livello regionale e nazionale tra di loro e con altre basi di dati (malattie infettive, eventi avversi, residente/assistiti) OC 9.10 Migliorare la qualità della sorveglianza delle infezioni invasive da Enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPE) OC 9.11 Monitorare il consumo di antibiotici in ambito ospedaliero e territoriale OC 9.12 Promuovere la consapevolezza da parte della comunità nell uso degli antibiotici OC 9.13 Definire un programma di sorveglianza e controllo delle infezioni correlate all assistenza OC 10.2 Ridurre il fenomeno dell'antibiotico-resistenza tramite la corretta gestione del farmaco

167 B - Promozione del Benessere e della Salute nella Comunità Migliorare il benessere e la salute della popolazione generale attraverso i principali interventi di prevenzione e di promozione della salute, in una cornice di accordi intersettoriali tra i diversi ambiti della società civile Progra mma Obiettivo Generale Linea di intervento PRP (LI) n. 10 del 16 Febbraio 2015 LI B.1 Definizione e stesura di accordi intersettoriali per la pianificazione e realizzazione di interventi di promozione della salute LI B.2 Riduzione dell'abitudine al fumo LI B.3 Riduzione del consumo a rischio di alcol LI B.4 Miglioramento delle abitudini e della sicurezza alimentare LI B.5 Aumento dell'attività fisica e riduzione della sedentarietà LI B.6 Realizzazione di interventi di tutela e promozione della salute in individui ad aumentato rischio di MCNT e/o affetti da patologie croniche Obiettivo Centrale PNP (OC) OC 1.1 Stesura e realizzazione di un piano di azione intersettoriale di promozione della salute nei diversi ambiti, con definizione di accordi e condivisione di indirizzi con i settori della pianificazione territoriale OC 1.4 Ridurre il numero dei fumatori 1 OC 1.5 Estendere la tutela dal fumo passivo 1 OC 1.6 Ridurre il consumo di alcol a rischio 1 OC 1.7 Aumentare il consumo di frutta e verdura 1 OC 1.8 Ridurre il consumo eccessivo di sale 1 OC 10.9 Aumentare l'offerta di alimenti idonei a soggetti allergici e intolleranti, ivi inclusi le persone celiache M.O. * PNP OC Ridurre i disordini da carenza iodica 10 OC 1.9 Aumentare l attività fisica delle persone 1 OC 1.10 Aumentare l'offerta di approccio comportamentale o farmacologico per le persone con fattori di rischio per MCNT OC 1.11 Sviluppare programmi per promuovere e diffondere la pratica del esercizio fisico, anche attraverso la prescrizione, nelle persone con patologie croniche OC 1.12 Aumentare l estensione reale dei programmi di screening alla popolazione target (per ognuno dei 3 tumori oggetto di screening) LI B.7 Miglioramento della estensione e della "resa" degli screening oncologici nella popolazione target OC 1.13 Aumentare i soggetti a rischio sottoposti a screening oncologico 1 OC 1.14 Riorientare/avviare i programmi di screening per il cancro della cervice uterina introducendo il test HPV-DNA OC 1.15 Identificare precocemente i soggetti a rischio eredo-familiare per tumore della mammella OC 5.2 Ridurre il numero di ricoveri per incidente stradale 5 OC 5.3 Aumentare i soggetti con comportamenti corretti alla guida OC 6.1 Ridurre gli incidenti domestici e del tempo libero 6 LI B.8 Riduzione degli incidenti in ambito domestico e stradale e degli avvelenamenti LI B.9 Miglioramento delle conoscenze della popolazione relativamente ai rischi associati all'eccessiva esposizione agli UV LI B.10 Miglioramento delle coperture vaccinali, con particolare riferimento ai gruppi a rischio LI B.11 Miglioramento dell'appropriatezza dell'uso degli antibiotici OC 6.2 Aumentare il livello di attività fisica negli ultra64enni 6 OC 6.3 Aumentare la conoscenza e la consapevolezza dei rischi e delle misure di prevenzione attuabili nella popolazione generale e a rischio, nei genitori e nei care giver OC 6.4 Migliorare la conoscenza del fenomeno e delle azioni di prevenzione da parte degli operatori sanitari, MMG e PLS OC 6.5 Migliorare la conoscenza del fenomeno degli avvelenamenti in ambiente domestico OC 8.12 Sensibilizzare la popolazione, soprattutto i giovani ed i giovanissimi ed i professionisti coinvolti, sui rischi legati all eccessiva esposizione a radiazioni UV OC 9.7 Aumentare la copertura vaccinale e l adesione consapevole nella popolazione generale e in specifici gruppi a rischio (operatori sanitari, adolescenti, donne in età fertile, popolazioni difficili da raggiungere, migranti, gruppi a rischio per patologie) OC 9.8 Pianificare la comunicazione finalizzata alla corretta gestione e informazione sui vaccini e sulle malattie infettive prevenibili mediante vaccinazione OC 9.12 Promuovere la consapevolezza da parte della comunità nell uso degli antibiotici

168 D - Scuole che Promuovono Salute Migliorare la salute del bambino e dell'adolescente -e la sua salute in età adulta- favorendo e sostenendo lo sviluppo e le azioni delle scuole promotrici di salute C - La salute del bambino da 0 a 3 anni Migliorare la salute del bambino da 0 a 3 anni -e la sua salute futuraattraverso interventi di prevenzione primaria e secondaria da realizzare nei primi anni di vita n. 10 del 16 Febbraio 2015 Progra mma Obiettivo Generale Linea di intervento PRP (LI) Obiettivo Centrale PNP (OC) M.O. * PNP LI C.1 Promozione dell'allattamento al seno e di azioni di contrasto verso gli altri determinanti di salute del bambino nei primi 2 anni di vita LI C.2 Miglioramento della diagnosi precoce dei deficit uditivi congeniti LI C.3 Miglioramento della diagnosi precoce dei disturbi della vista LI C.4 Riduzione di incidenti e traumatismi nei lattanti e nei bambini in età prescolare OC 1.2 Aumentare i bambini in allattamento materno esclusivo fino al sesto mese (180 giorni di vita) OC 2.1 Effettuare lo screening audiologico neonatale in tutti i punti nascita OC 2.2 Effettuare lo screening oftalmologico neonatale in tutti i punti nascita OC 5.2 Ridurre il numero di ricoveri per incidente stradale 5 OC 5.3 Aumentare i soggetti con comportamenti corretti alla guida 5 OC 6.1 Ridurre gli incidenti domestici e del tempo libero 6 OC 6.5 Migliorare la conoscenza del fenomeno degli avvelenamenti in ambiente domestico OC 9.1 Aumentare la frequenza di identificazione e caratterizzazione dell agente patogeno per le malattie prioritarie 9 LI C.5 Prevenzione delle malattie vaccino prevenibili e delle loro conseguenze OC 9.6 Completare l informatizzazione delle anagrafi vaccinali interoperabili a livello regionale e nazionale tra di loro e con altre basi di dati (malattie infettive, eventi avversi, residente/assistiti) OC 9.7 Aumentare la copertura vaccinale e l adesione consapevole nella popolazione generale e in specifici gruppi a rischio (operatori sanitari, adolescenti, donne in età fertile, popolazioni difficili da raggiungere, migranti, gruppi a rischio per patologie) 9 9 OC 9.8 Pianificare la comunicazione finalizzata alla corretta gestione e informazione sui vaccini e sulle malattie infettive prevenibili mediante vaccinazione 9 Progra mma Obiettivo Generale Linea di intervento PRP (LI) Obiettivo Centrale PNP (OC) M.O. * PNP LI C.1 Coinvolgimento attivo della Scuola in programmi regionali condivisi di tutela e promozione della salute in favore dei bambini e degli adolescenti LI C.2 Identificazione tempestiva di bambini e adolescenti con problemi dell'emotività, del comportamento e della condotta alimentare LI C.3 Prevenzione e riduzione degli incidenti che interessano l'età evolutiva LI C.4 Riduzione dei danni sulla salute associati a noxae ambientali, con particolare riferimento alla popolazione giovanile OC 1.3 Promuovere il potenziamento dei fattori di protezione (life skill, empowerment) e l adozione di comportamenti sani (alimentazione, attività fisica, fumo e alcol) nella popolazione giovanile e adulta OC 3.1 Rafforzare le capacità di resilienza e promozione dei processi di empowerment personali e sociali OC 4.1 Aumentare la percezione del rischio e l empowerment degli individui OC 7.4 Coinvolgere l istituzione scolastica nello sviluppo delle competenze in materia di SSL nei futuri lavoratori OC 3.2 Identificare tempestivamente i soggetti con problemi emozionali e/o comportamentali e di disagio sociale OC 5.1 Ridurre il numero di decessi per incidente stradale 5 OC 5.2 Ridurre il numero di ricoveri per incidente stradale 5 OC 6.1 Ridurre gli incidenti domestici e del tempo libero 6 OC 8.11 Sensibilizzare la popolazione sul corretto uso della telefonia cellulare OC 8.12 Sensibilizzare la popolazione, soprattutto i giovani ed i giovanissimi ed i professionisti coinvolti, sui rischi legati all eccessiva esposizione a radiazioni UV

169 E - Ambiente di Lavoro e Tutela della Salute Migliorare il benessere e la tutela della salute delle persone nel luogo di lavoro n. 10 del 16 Febbraio 2015 Progra mma Obiettivo Generale Linea di intervento PRP (LI) Obiettivo Centrale PNP (OC) M.O. * PNP LI E.1 Produzione report informativo sul monitoraggio dei danni da lavoro LI E.2 Miglioramento degli scambi informativi tra strutture e operatori sanitari per favorire l'emersione delle malattie professionali OC 7.1 Implementare il grado di utilizzo dei sistemi e degli strumenti informativi di cui agli Atti di indirizzo del Comitato ex articolo 5/81 approvati mediante accordo di conferenza tra Stato e Regioni OC 7.2 Incrementare la collaborazione tra operatori sanitari per favorire l emersione e il riconoscimento delle MP OC 1.4 Ridurre il numero dei fumatori OC 1.5 Estendere la tutela dal fumo passivo 1 OC 1.7 Aumentare il consumo di frutta e verdura 1 LI E.3 Realizzazione di processi di programmazione per il miglioramento del benessere e della salute nei luoghi di lavoro OC 1.8 Ridurre il consumo eccessivo di sale 1 OC 1.9 Aumentare l attività fisica delle persone 1 OC Sostenere il ruolo di RLS/RLST e della bilateralità 7 LI E.4 Coinvolgimento della scuola nell'informazione degli studenti (futuri lavoratori) relativamente alla necessità di prestare attenzione alla sicurezza sul futuro luogo di lavoro LI E.5 Miglioramento delle attività di vigilanza da parte dei servizi pubblici mediante l'adozione di piani integrati di prevenzione degli infortuni OC Promuovere/favorire l adozione da parte delle imprese di buone prassi e percorsi di Responsabilità sociale OC Promuovere/favorire programmi di miglioramento del benessere organizzativo nelle aziende OC 7.4 Coinvolgere l istituzione scolastica nello sviluppo delle competenze in materia di SSL nei futuri lavoratori OC 7.5 Promuovere il coordinamento dell attività di vigilanza e l approccio di tipo proattivo dei servizi pubblici attraverso l adozione di piani integrati di prevenzione degli infortuni OC 7.6 Migliorare la qualità e l omogeneità dell attività di vigilanza anche attraverso l incremento dell utilizzo di strumenti di enforcement quali l audit

170 F - Ambiente e Salute Ridurre l impatto dell'ambiente sulla salute delle persone attraverso il miglioramento della formazione degli operatori e della diffusione di informazioni alla popolazione Progra mma Obiettivo Generale Linea di intervento PRP (LI) n. 10 del 16 Febbraio 2015 Obiettivo Centrale PNP (OC) M.O. * PNP LI F.1 Potenziamento e realizzazione del monitoraggio e della sorveglianza epidemiologica relativi agli inquinanti ambientali LI F.2 Produzione atti di indirizzo regionale e strumenti relativi alla valutazione dell'impatto ambientale sulla salute LI F.3 Miglioramento delle conoscenze degli operatori sanitari relativamente alla relazione tra ambiente e salute e alle modalità di comunicazione del rischio alla popolazione LI F.4 Implementazione di programmi di controllo e di formazione per operatori dei servizi pubblici in materia REACH/CLP in accordo ai criteri europei sulla categorizzazione dei rischi OC Migliorare la conoscenza del rapporto inquinanti ambientali/salute attraverso: - il monitoraggio degli inquinanti ambientali cui è esposta la popolazione OC Migliorare la conoscenza del rapporto inquinanti ambientali/salute attraverso: - il potenziamento della sorveglianza epidemiologica OC 10.1 Adottare piani di controllo/monitoraggio integrati per la gestione del rischio biologico, fisico e chimico (ambientale e tecnologico) nelle matrici alimentari e negli alimenti per animali, nell'ottica dell'integrazione tra sanità pubblica, ambiente e agricoltura OC 8.3 Sviluppare percorsi e strumenti interdisciplinari per la valutazione preventiva degli impatti sulla salute delle modifiche ambientali OC 8.4 Sviluppare modelli, relazioni interistituzionali per la valutazione degli impatti sulla salute dei fattori inquinanti OC 8.5 Sviluppare le conoscenze tra gli operatori della salute e dell ambiente, MMG e PLS, sui temi di integrazione ambiente-salute, della valutazione di impatto e di danno sanitario e della comunicazione del rischio OC 8.6 Comunicare il rischio in modo strutturato e sistematico 8 OC 8.7 Realizzare programmi di controllo in materia di REACH/CLP su sostanze chimiche/miscele contenute nei fitosanitari, cosmetici, biocidi, detergenti e sulle sostanze chimiche/miscele, in genere, pericolose per l uomo e per l ambiente basati sulla priorità del rischio secondo i criteri europei e sulla categorizzazione dei rischi OC 8.8 Formare gli operatori dei servizi pubblici sui temi della sicurezza chimica e prevalentemente interessati al controllo delle sostanze chimiche con la finalità di informare e assistere le imprese e i loro Responsabili dei servizi di Prevenzione e Protezione (RSPP) e ambientali interessati all uso e alla gestione delle sostanze chimiche LI F.5 Diffusione delle conoscenze tra la popolazione e tra gli operatori dell'edilizia sul rischio amianto e radon LI F.6 Riduzione dei danni sulla salute associati a noxae ambientali OC 8.9 Contribuire alla conoscenza dell impatto della problematica amianto sulla popolazione OC 8.10 Promuovere le buone pratiche in materia di sostenibilità ed ecocompatibilità nella costruzione/ristrutturazione di edifici, anche in relazione al rischio radon OC 7.2 Incrementare la collaborazione tra operatori sanitari per favorire l emersione e il riconoscimento delle MP OC 8.11 Sensibilizzare la popolazione sul corretto uso della telefonia cellulare OC 8.12 Sensibilizzare la popolazione, soprattutto i giovani ed i giovanissimi ed i professionisti coinvolti, sui rischi legati all eccessiva esposizione a radiazioni UV

171 G - Infezioni e Salute Ridurre la diffusione delle malattie infettive nella popolazione e migliorare l'appropriatezza del loro controllo Progra mma Obiettivo Generale Linea di intervento n. 10 PRP del 16 Febbraio 2015 (LI) Obiettivo Centrale PNP (OC) M.O. * PNP LI G.1 Miglioramento della notifica e della segnalazione delle malattie infettive e conseguente riduzione della loro diffusione LI G.2 Miglioramento dell'efficacia delle anagrafi vaccinali e della loro integrazione con altre banche dati regionali e nazionali LI G.3 Miglioramento della copertura vaccinale nella popolazione generale e in particolare in quella a rischio, attraverso un aumento della consapevolezza dei benefici delle vaccinazioni LI G.4 Messa a punto di piani regionali, attuativi di quelli nazionali, sulla risposta a emergenze infettive OC 9.4 Aumentare la segnalazione delle malattie infettive da parte degli operatori sanitari (medici di famiglia, medici ospedalieri, laboratoristi) OC 9.5 Ridurre i rischi di trasmissione da malattie infettive croniche o di lunga durata (TBC, HIV) OC 10.6 Prevenire le malattie infettive e diffusive di interesse veterinario trasmissibili tramite vettori animali OC 9.6 Completare l informatizzazione delle anagrafi vaccinali interoperabili a livello regionale e nazionale tra di loro e con altre basi di dati (malattie infettive, eventi avversi, residente/assistiti) OC 9.7 Aumentare la copertura vaccinale e l adesione consapevole nella popolazione generale e in specifici gruppi a rischio (operatori sanitari, adolescenti, donne in età fertile, popolazioni difficili da raggiungere, migranti, gruppi a rischio per patologie) OC 9.8 Pianificare la comunicazione finalizzata alla corretta gestione e informazione sui vaccini e sulle malattie infettive prevenibili mediante vaccinazione OC 9.9 Predisporre piani nazionali condivisi tra diversi livelli istituzionali per la preparazione e la risposta alle emergenze infettive (AC) LI G.5 Miglioramento dei sistemi informativi per l'aumento dell'appropriatezza della prescrizione e del consumo degli antibiotici, e per la sorveglianza delle antibiotico-resistenze OC 9.10 Migliorare la qualità della sorveglianza delle infezioni invasive da Enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPE) OC 9.11 Monitorare il consumo di antibiotici in ambito ospedaliero e territoriale OC 9.12 Promuovere la consapevolezza da parte della comunità nell uso degli antibiotici OC 9.13 Definire un programma di sorveglianza e controllo delle infezioni correlate all assistenza OC 10.2 Ridurre il fenomeno dell'antibiotico-resistenza tramite la corretta gestione del farmaco OC 10.5 Gestire le emergenze veterinarie e relative alla sicurezza alimentare epidemiche e non e gli eventi straordinari

172 H - Sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria Aumentare la sicurezza alimentare e la salute pubblica animale per migliorare la salute delle persone Progra mma Obiettivo Generale n. 10 del 16 Febbraio 2015 Linea di intervento PRP (LI) Obiettivo Centrale PNP (OC) M.O. * PNP LI 10.1 Adozione protocolli di controllo e monitoraggio per la gestione del rischio biologico nelle matrici alimentari e negli alimenti per animali LI 10.2 Implementazione di un sistema informativo per la tracciabilità dei farmaci veterinari OC 10.1 Adottare piani di controllo/monitoraggio integrati per la gestione del rischio biologico, fisico e chimico (ambientale e tecnologico) nelle matrici alimentari e negli alimenti per animali, nell'ottica dell'integrazione tra sanità pubblica, ambiente e agricoltura OC 10.2 Ridurre il fenomeno dell'antibiotico-resistenza tramite la corretta gestione del farmaco LI 10.3 Condivisione di protocolli di collaborazione tra strutture assistenziali, diagnostiche e di sorveglianza umane e veterinarie LI 10.4 Adeguamento dei sistemi anagrafici relativi alla gestione degli alimenti per animali LI 10.5 Produzione di piani e sperimentazione di interventi sulla gestione delle emergenze veterinarie connesse alla sicurezza alimentare LI 10.6 Riduzione della diffusione di malattie infettive animali trasmissibili all'uomo LI 10.7 Prevenzione e gestione del randagismo attraverso una maggiore informazione, l'aumento dell'identificazione e maggiori controlli LI 10.8 Aumento della sicurezza nutrizionale delle persone attraverso una maggiore informazione, maggiori controlli e una offerta di alimenti più adeguata alle diverse esigenze LI 10.9 Promuovere percorsi formativi per operatori per il miglioramento dei controlli per la sicurezza alimentare OC 10.3 Sviluppare protocolli di collaborazione tra ospedali/laboratori di diagnostica/sorveglianza umana e laboratori deputati alla diagnostica/sorveglianza nel settore alimentare e veterinario OC 10.4 Completare i sistemi anagrafici 10 OC 10.5 Gestire le emergenze veterinarie e relative alla sicurezza alimentare epidemiche e non e gli eventi straordinari OC 10.6 Prevenire le malattie infettive e diffusive di interesse veterinario trasmissibili tramite vettori animali OC 10.7 Assicurare un'appropriata capacità di laboratorio della rete dei laboratori pubblici OC 10.8 Prevenire il randagismo, comprese misure che incentivano le iscrizioni in anagrafe degli animali da affezione, ed i relativi controlli, sui canili e rifugi OC 10.9 Aumentare l'offerta di alimenti idonei a soggetti allergici e intolleranti, ivi inclusi le persone celiache OC Ridurre i disordini da carenza iodica 10 OC Formare adeguatamente in merito alle tecniche e all'organizzazione del controllo ufficiale OC Realizzare gli audit previsti dall'art. 4, paragrafo 6 del regolamento CE 882/ *M.O.: Macro-Obiettivo 7

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