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1 Regione Campania Assessorato alle Politiche Ambientali Area Ecologia, Tutela dell Ambiente, Disinquinamento, Protezione Civile Settore Ecologia Servizio Programmi per la Promozione della Natura e delle Attività Ecocompatibili - Educazione Ambientale Assessore alle Politiche Ambientali On. Dott. Luigi Nocera Coordinatore Area Avv. Mario Lupacchini Referente Ufficio Stampa e Comunicazione Dott.ssa Brunella Cimadomo Programma Operativo Regionale Campania MIS (ex 1.11) FSE Campagna di sensibilizzazione in materia di prevenzione delle emergenze da inquinamento e da dissesto a supporto delle azioni delle misure 1.3, 1.5, 1.6 e 1.8 dell Asse 1, del CDP del P.O.R. Campania Via De Gasperi, Napoli Tel Fax Si ringrazia la Protezione Civile della Regione Campania per la collaborazione nella redazione dei testi e la fornitura di documentazione tecnica. La pubblicazione è stata realizzata con il cofinanziamento dell Unione Europea

2 LA PREVISIONE, IL MONITORAGGIO, L ALLERTAMENTO, GLI INTERVENTI: LA PROTEZIONE CIVILE AL SERVIZIO DEI CITTADINI E DELL AMBIENTE.

3 LA PREVISIONE: SCEGLIERE CIÒ CHE SI VUOLE COMPRENDERE. Nella Regione Campania, per lungo tempo, lo sviluppo incontrollato degli insediamenti antropici su un territorio di elevata vulnerabilità ha determinato condizioni di rischio inaccettabili in termini di danno atteso per la vita umana. Spesso non è possibile procedere ad interventi, anche non massicci, di delocalizzazione delle abitazioni a rischio. In tale contesto, è senza dubbio necessario ricorrere all adozione di sistemi di previsione in tempo reale del rischio idrogeologico e idraulico, funzionali all attivazione di procedure di allerta e primo contrasto degli effetti indotti da eventi meteorologici intensi. Il Centro Funzionale della Protezione Civile Regionale, attraverso l analisi dei dati, l implementazione dei modelli e la valutazione in tempo reale delle criticità attese e/o in atto, opera per tali obiettivi, assicurando un servizio attivo per 365 giorni all anno, con modalità h24 in caso di necessità, secondo procedure adottate in recepimento degli indirizzi nazionali emanati dal Dipartimento della Protezione Civile e contestualizzate agli scenari di rischio caratteristici della Campania. La struttura organizzativa è articolata in tre aree integrate: la prima si occupa di raccolta, elaborazione, archiviazione e validazione dei dati rilevati; la seconda si dedica all interpretazione e all utilizzo integrato delle informazioni prodotte dai modelli previsionali relativi al dominio territoriale di competenza; la terza alla gestione del sistema di scambio informativo. Attraverso questo sistema, il Centro fornisce il supporto alle decisioni delle autorità di protezione civile competenti per gli allertamenti, attuando in tempo reale e con modalità integrata, per 365 giorni all anno, le fasi di previsione meteorologica, di monitoraggio diretto e strumentale e di valutazione delle criticità idrogeologiche e idrauliche in atto e attese. IL MONITORAGGIO: OSSERVARE PER AFFINARE LE CONOSCENZE. Lago d Averno - Foto di Fotoeweb Se è vero che un accurata previsione meteorologica è il punto di partenza per poter poi gestire gli eventi critici e limitare i danni sul territorio, è altrettanto vero che non si può far dipendere l attivazione della macchina della protezione civile dai dati forniti dai modelli previsionali. Per poter assumere decisioni, è necessario verificarli, aggiornarli, valutarne la consistenza e la persistenza. Le reti esistenti di monitoraggio meteoidropluviometrico del Centro Funzionale sono costituite da complessive 155 stazioni periferiche di rilevamento con sensoristica elettronica e trasmissione dei dati in tempo reale in ponte radio terrestre e satellitare. 128 pluviometri, 54 idrometri, 56 termometri, 13 igrometri e altri sensori (barometri, anemometri, radiometri, etc.), dislocati su tutto il territorio regionale e su quelli delle altre regioni ricadenti nei bacini idrografici del Liri Garigliano, del Volturno e del Sele, ogni 10 minuti, per 365 giorni all anno, trasmettono, attraverso 30 ripetitori in ponte radio, i dati alla sede del Centro Funzionale. Le funzioni di acquisizione, archiviazione, elaborazione, gestione e diffusione dei dati osservati sul territorio sono svolte dal personale del Centro Funzionale attraverso sistemi informatici implementati su Server. Ulteriori software, alcuni dei quali Fiume Sele a Oliveto Citra

4 sviluppati direttamente dal personale del Centro Funzionale, sono presenti per la gestione delle operazioni di archiviazione, elaborazione, controllo e diffusione dei dati. Vari progetti di potenziamento ed espansione delle reti di monitoraggio sono stati finanziati con il Por Campania. La Protezione civile della Regione si dota così di una strumentazione sempre più sofisticata per il monitoraggio integrato e le stazioni di rilevamento vengono dotate di oltre 400 sensori meteopluvioidrometrici. Inoltre il Centro Funzionale lavora in rapporto sinergico con le altre strutture e gli altri enti preposti alla previsione e alla protezione civile. LA RETE DEI CENTRI FUNZIONALI DI PROTEZIONE CIVILE E IL CENTRO FUNZIONALE REGIONALE DELLA CAMPANIA. Sarno - Foto Ansa Ideata e progettata dopo l'alluvione del maggio 1998 che colpì Sarno e la Campania (con i provvedimenti legislativi L. 267/98 Sarno, D.P.C.M. 15/12/1998, Ordinanza 3134/2001 etc. adottati dallo Stato), la rete dei centri funzionali regionali è oggi la struttura istituzionale che, insieme al Dipartimento della Protezione Civile, assicura la gestione del sistema di allertamento nazionale per il rischio idrogeologico e idraulico ai fini di protezione civile. Il Centro Funzionale della Campania, unico nel meridione d Italia ad essefoce del fiume Sarno - Foto Ansa re autorizzato dal Dipartimento all emissione degli avvisi meteo di condizioni avverse sul territorio regionale, costituisce un importante realtà tecnico-scientifica e operativa di riferimento per la previsione del rischio meteo-idrogeologico e idraulico in Campania ai fini di protezione civile, rappresentando uno dei risultati più significativi ottenuti nell ambito della costruzione e del potenziamento del sistema regionale di protezione civile, verso cui si è profuso il costante e crescente impegno della regione nel corso degli ultimi anni. Istituito il 21 dicembre 2001, come Servizio 04 del Settore Programmazione Interventi di Protezione Civile sul territorio, il Centro Funzionale ha iniziato le sue attività nell ottobre 2002, all atto del trasferimento alla Regione Campania dell Ufficio Compartimentale di Napoli del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (SIMN) della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dichiarato attivo e operativo con D.P.G.R. 30 giugno 2005, n. 299 ai sensi e per gli effetti della Direttiva del Presidente del Consiglio 27 febbraio 2004, il Centro Funzionale assicura dal 1 settembre 2005, data del riconoscimento da parte del Dipartimento della Protezione Civile della possibilità di autonoma emissione degli avvisi regionali di condizioni meteo avverse, le funzioni e i compiti assegnati ai Centri Funzionali Decentrati nell ambito del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico e idraulico ai fini di protezione civile. Il Centro, inoltre, nell ambito delle pianificazioni di emergenza tuttora vigenti per il territorio regionale (comuni di Sarno, Siano, Quindici, Bracigliano, San Felice a Cancello, Cervinara, Pietrastornina, Nocera Inferiore, Ischia etc.), svolge le funziosarno - Foto Ansa

5 ni di vigilanza meteorologica sul territorio regionale e quelle di monitoraggio pluviometrico in tempo reale per l attivazione degli stati di allerta (attenzione, preallarme e allarme) previsti nelle suddette pianificazioni. Quotidianamente, sulla base dei dati e degli output della modellistica meteorologica numerica a scala globale e ad area limitata, viene effettuata l analisi e la previsione sinottica dello stato del tempo e le previsioni a breve termine specifiche per la Campania. Alle ore 10:30 viene emesso il bollettino meteorologico regionale a fini di protezione civile, validato e trasmesso alla Sala Operativa Regionale Unificata e da questa diffuso a tutti i circa 600 soggetti istituzionali, facenti parte del sistema integrato di protezione civile (Dipartimento della Protezione Civile, amministrazioni dello stato, delle regioni e degli enti locali, gestori dei servizi e delle infrastrutture, etc.). In presenza di particolari situazioni meteorologiche, viene emesso l avviso regionale di condizioni meteo avverse, a cui può far seguito, in dipendenza della valutazione degli effetti al suolo attesi sulle otto zone di allertamento definite sul territorio regionale, l emissione, entro le ore 15:00, dell avviso regionale di criticità idrogeologica e idraulica, attraverso il quale vengono stabiliti, per ogni zona di allertamento, i livelli di criticità (ordinaria, moderata, elevata) a cui corrispondono le predeterminate fasi di attivazione del sistema di allertamento regionale (attenzione, preallarme, allarme), gestite e coordinate dalla Sala Operativa con il concorso di tutte le componenti del sistema integrato di protezione civile. Durante l allertamento, il Centro controlla h24 l evoluzione della situazione idrometeorologica, attraverso il monitoraggio in tempo reale delle precipitazioni e dei livelli idrometrici, confrontandone i valori Frazione di Sarno - Foto Ansa osservati con i valori soglia dei precursori individuati per l attivazione degli stati di allerta di livello superiore e/o il rientro in condizioni di normalità. Sia le procedure adottate che le fasi operative svolte, definite nel modello gestionale sviluppato dal Centro, sono assistite da un sistema informativo dedicato che diffonde le informazioni in tempo reale ai terminali della Sala Operativa, i cui operatori provvedono al riscontro immediato, attraverso i presidi territoriali, delle situazioni di effettiva criticità sul territorio e all eventuale adozione degli interventi. LA PROTEZIONE CIVILE IN CAMPANIA: UNA REALTÀ CHE CRESCE, AL SERVIZIO DEI CITTADINI E DELL AMBIENTE Le funzioni della protezione civile nella Regione Campania sono assicurate dal Settore Programmazione Interventi di Protezione Civile sul territorio, istituito con L.R. 4 luglio 1991, con molteplici competenze, fra le quali la cura dei rapporti con gli organismi nazionali della Protezione Civile, lo studio e programmazione dei piani regionali di emergenza per l'attuazione dei provvedimenti Fiume Tanagro immediati della Regione. Mirati provvedimenti legislativi hanno riorganizzato e unificato le strutture regionali centrali e periferiche di Protezione Civile, ridefinendone le competenze e le funzioni, mediante l articolazione del Settore Programmazione Interventi sul territorio in quattro servizi, unità periferiche e strutture speciali, come la Sala Operativa Regionale Unificata. LA SALA OPERATIVA REGIONALE UNIFICATA. La Sala Operativa Regionale unificata, realizzata e attivata nella sua attuale configurazione, nel dicembre del 2002 opera h24 per 365 giorni all anno, assicurando le funzioni di presidio funzionale, sorveglianza e controllo del territorio regionale. Nei casi di emergenza, conseguenti a stati di calamità, presso la Sala Operativa confluiscono tutte le componenti statali e regionali del sistema nazionale integrato di protezione civile. La Giunta della Campania ha individuato le strutture regionali che partecipano al Sistema Regionale di Protezione Civile e definito il quadro degli enti e soggetti

6 I MATERIALI, I MEZZI, LE PROCEDURE, I SISTEMI INFORMATIVI: GESTIRE L EMERGENZA. Per assicurare i compiti assegnati e il ruolo sempre più rilevante attribuito alle Regioni in materia, la Protezione Civile regionale - attualmente diretta da Michele Palmieri - fruisce di materiali, mezzi, procedure e sistemi informativi all avanguardia che consentono la gestione delle emergenze sia dal punto di vista del comando e controllo delle unità operative che da quello del coordinamento e della gestione degli interventi di soccorso alla popolazione e di mitigazione del rischio. Anche in questo caso grazie al cofinanziamento dei fondi comunitari, è stato possibile progettare un consistente potenziamento di mezzi, materiali e sistemi per la gestione dell emergenza. statali e regionali che, in situazioni di pre-emergenza o di emergenza, vengono chiamati ad assicurare le funzioni del metodo Augustus, adottato nella Sala Operativa, nonché le procedure di attivazione delle situazioni di preemergenza ed emergenza e le disposizioni per il concorso e coordinamento delle strutture regionali di protezione civile. Le procedure sono adottate in situazioni di emergenza, cioè a seguito dell accadimento di un evento calamitoso di origine naturale od antropica; in caso di pre-emergenza, cioè quando i sistemi di monitoraggio e/o le informazioni provenienti dal territorio, abbiano preannunciato come probabile l accadimento di un evento pericoloso per la sicurezza dei cittadini e delle infrastrutture. A seconda del tipo di evento la responsabilità è solo della Regione e per altri dello Stato. Sarno - Foto Ansa Foto: ANSA - Fotoeweb - Università di Napoli

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