DOCU M ENTO PROGRAM MATICO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "DOCU M ENTO PROGRAM MATICO"

Transcript

1 UNVERSTA, DEGL STUD D SASSAR CAN D DATU RA A RETTORE DOCU M ENTO PROGRAM MATCO Marco Vannini Sintesi Per trasformare l'ateneo di Sassari in una istituzione finalmente protagonista nel sistema nazionale e internazionale dell'istruzione universitaria, il nuovo Rettore dovrà finalizzare la propria capacità di iniziativa, indirizzo e coordinamento alla realizzazione di un insieme di azioni coerenti nell'ambito di sei aree tematiche: pianificazione strategica, riconfigurazione dell'offerta formativa, metodo di governo, processi di valutazione e assicurazione della qualità, autonomia, sviluppo della terza missione. Nell'illustrare e motivare tali interventi, si palesa uno stile di governo e di gestione che dovrà trovare applicazione anche in tutte quelle aree non considerate esplicitamente nel documento. La sfida principale che viene raccolta è quella di realizzare il sogno nonostante le ristrettezze di bilancio, attraverso un programma di risanamento e sviluppo fondato su una visione elaborata collettivamente, incentrato sulle quattro risorse chiave di cui disponiamo: studenti, docenti, personale tecnico amministrativo, citta. Prof. Marco Vannini Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali Via Torre Tonda 34 Tel L0. 1, 1, 1 ; 1:', 1 iita,-t i'; ;.:,'., t- ::',.i,,;..i j;/;.,::-,:a:,:::i.i,a:,t.:.::,r,,.:,'.,::;.:-'.,'.;.:;:,.:.,.,:.:.'','.,:. r\ ì,!;

2 1. Premessa Nel 2020, al termine di un mandato unico di sei anni, il nuovo Rettore dell'università di Sassari ha l'opportunità di consegnare alla comunità regionale e nazionale un ateneo completamente rinnovato e finalmente sostenibile, capace di affrontare le sfide sociali della modernità, rendendo piu attraente la scienza, la ricerca, la formazione terziaria. passi avanti compiuti negli ultimi anni, anche a causa di fattori esterni sfavorevoli, non sono stati sufficienti a completare l'opera di rinnovamento avviata. Occorre ripartire dalle buone pratiche adottate nel recente passato per realizzare un traguardo piir ambizioso: diventare (almeno nella nostra classe dimensionale) uno dei migliori atenei del paese, senza l'ansia dell'ffo (Fondo di Finanziamento Ordinario) che si riduce e soprattutto con la comunità di riferimento orgogliosa e riconoscente per il nostro contributo allo sviluppo civile, economico e sociale: un Ateneo pieno di studenti motivati, che sentono di vivere un'esperienza impegnativa ma straordinaria, in un habitat multiculturale e scientificamente stimolante, capace di imprimere una svolta positiva e durevole ai loro destini, a cominciare dal lavoro. Questo sogno oggi appare difficilmente realizzabile, viste le ristrettezze di bilancio e la mancanza di una strategia esplicita che permetta di rimuovere ilimiti attuali e renderci finalmente sostenibili e protagonisti. Tuttavia, partendo da situazioni simili, altri atenei sono riusciti a realizzare il cambiamento. ad adattarsi e crescere. Puo succedere anche noi. Ma occorre avere l'umiltà di imparare dai nostri errori e dalle buone pratiche esistenti. Capire che non esiste l'evento risolutivo, il deus ex machina che scioglierà l'intricato copione nel quale ci troviamo e che ci vede facilmente destinati al declino (o peggio a qualche inevitabile accorpamento dirigistico). Prendere atto dell'attuale situazione di bilancio non significa tralasciare la lotta contro l'abbandono del sistema universitario da parte dei governi nazionali (non si può descrivere altrimenti una riduzione del 2O% in termini reali del finanziamento ministeriale al sistema universitario nell'arco di quattro anni). Tutt'altro. Alla denuncia e al pressing nelle sedi istituzionali (magari in modo pii.r incisivo di come abbiamo fatto finora), dobbiamo tuttavia affiancare un progetto credibile di rilancio, capace di arrestare l'emorragia annuale di risorse, di scongiurare il declassamento e di acquisire un'autorevolezza tale da permetterci di negoziare col Ministero una stabilizzazione del FFO, ottenere dalla Regione il maggior sostegno possibile in sede di programmazione, presentare all'unione Europea, in tondem con partner autorevoli, progetti di ricerca con elevate probabilità di successo. Cio che segue, come richiesto dallo statuto, sono delle anticipazioni sui principali orientamenti e sui tipo di gestione che si intende perseguire. Volutamente non si è cercato di coprire tutto. Anche perche si è convinti che il nuovo Rettore debba sviluppare in modo partecipato il documento chiave per promuovere il rinnovamento, il Piano Strategico di Ateneo. Pertanto, dopo aver illustrato la centralità di tale documento e del processo per elaborarlo, l'attenzione è rivolta agli altri temi chiave e ad un riepilogo delle azioni piir rappresentative che aiutano a cogliere tanto il metodo quanto la direzione di marcia auspicati. "t

3 2. Piano strategico Se l'idea è di fare dell'università di Sassari un ateneo migliore di quello attuale, meno esposto alle incertezze dei trasferimenti statali perché più solido nella didattica, nella ricerca, nella terza missione e più fecondo nel rapporto con la città e col territorio, non siamo evidentemente davanti a un cambiamento ordinario. Chi ha affrontato con successo questo tipo di sfide - imprese, amministrazioni, città, università - ha spesso utilizzato lo strumento della pianificazione strategica partecipata. Elaborare un piano strategico è il modo migliore per focalizzare l'attenzione e imprimere una direzione a un'organizzazione complessa come la nostra. Mentre il piano strategico è il documento che formalizza il percorso per attuare la strategia prescelta, la pianificazione strategica è il processo attraverso il quale si trovano le risposte ai quesiti fondamentali per innescare il cambiamento. Dove ci troviamo attualmente? Dove vogliamo arrivare? Come possiamo conseguire lo scopo? Finora il riferimento principale per operare è stata la missione, che fissa i nostri obiettivi durevoli, quelli per i quali esistiamo e che ci rendono unici (come luogo di apprendimento ed elaborazione critica delle conoscenze, di trasmissione del sapere legato alla ricerca, di formazione delle coscienze ecc.). Oggi tuttavia occorre proiettare nel tempo storico la nostra missione, individuando una visione, un'immagine futura dell'ateneo che ci impegniamo a far diventare realtà, tenendo conto dei vincoli da rispettare e delle risorse che possiamo mobilitare a tal fine. Benché non sia l'unica strada, è fondamentale che il Piano Strategico dell'università di Sassari scaturisca da un processo di elaborazione collettiva fra attori interni ed esterni al sistema. Ne abbiamo bisogno perché neutralizzare irischi e cogliere le opportunità, in un mondo dove prevale la competizione fra sistemi piuttosto che fra singoli, richiede un gioco di squadra a più livelli, fra tutte le componenti dell'ateneo e fra queste e la società civile, le istituzioni pubbliche, le professioni, le imprese, le famiglie, le istituzioni scolastiche, Un Piano Strategico partecipato richiede tempo, ma non è tempo sprecato, perche alla fine - senza ulteriori richiami o peggio imposizioni - ognuno avrà un riferimento per agíre nell'interesse comune. Un buon piano strategico comprende direzioni di intervento, obiettivi finali e intermedi, azioni, progetti, frutto di un lavoro di consultazione strutturato ed orizzontale, che si avvale di tavoli tecnici, workshop, indagini ad hoc. Un Piano Strategico di questo tipo da profondità tanto alla programmazione ordinaria (piano delle performance, piano triennale ecc.) quanto allo sviluppo di progetti di ampia portata insieme ai grandi interlocutori istituzionali (Ministero, RAS, Enti e Amministrazioni locali, Associazioni professionali e di categoria etc.). Soprattutto, può generare entusiasmo, e liberare per questa via l'energia necessaria al cambiamento. Guardando alle migliori esperienze in fatto di pianificazione strategica, lefasi critiche del processo, dopo la necessaria convocazione degli Stati Generali dell'ateneo per lanciare il progetto, possono essere delineate come segue. v N FASE 1 FASE 2 FASE 3 FASE 4 FASE 5

4 Mentre le prime due fasi riguardano la rilevazione dell'ambizione strategica soggettiva dei diversi attori, che sarà cura del team di progetto realizzare mediante una pluralità di strumenti e tecnologie di ascolto, ie successive fasi sono destinate alla verifica della fondatezza delle diverse percezioni sulla scorta dei riscontri "oggettivi" dell'analisi dell'ambiente interno ed esterno, così da convergere verso una visione condivisa per l'ateneo di Sassari, Per la riuscita del processo è indispensabile il coinvolgimento nelle diverse fasi dei beneficiari finali: inostri studenti innanzitutto, insieme a tutti coloro che a vario titolo interagiscono con l'università (es. nel campo della salute pubblica, del trasferimento tecnologico, dei servizi diformazione continua). Parimenti, come hanno fatto altri Atenei, sarà importante consolidare gli obiettivi della pianificazione strategica appena delineata e della programmazione ordinaria. Com'è noto, la normativa sulla programmazione delle Università (1. 43/2OO5) prevede l'adozione da parte di queste ultime di un programma triennale (quello attuale riguarda il 20L3-2015) rimodulabile entro il mese di giugno di ogni anno alla luce delle linee generali di indirizzo stabilite dal MUR (DM ). Nel contempo, ai sensi del decreto legislativo n. 150 del 2009, gli Atenei devono redigere, entro il gennaio di ogni anno, un documento programmatico triennale denominato Piano delle performance da adottare in coerenza con la programmazione finanziaria e di bilancio, che individui gli indirizzi e gli obiettivi strategici e operativi e definisca, con riferimento agli obiettivifinali ed intermedi e alle risorse, gli indicatori per la misurazione e la valutazione della performance con riferimento all'amministrazione nel suo complesso, alle aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti limitatamente al personale tecnico amministrativo. Meritevolmente, il nostro Ateneo ha prontamente integrato i due documenti in un unico rapporto denominato Programma Triennale-Piano Triennale delle Performance, il cui punto di partenza è rappresentato dal programma del Rettore, dalle linee strategiche individuate in sede di approvazione dell'ultimo bilancio e dal documento di indirizzo del Rettore per il bilancio triennale presentato in consiglio di amministrazione. Ferma restando questa impalcatura, si ritiene che nel momento stesso in cui viene approvato il Piano Strategico di Ateneo per il periodo 201,4-2020, andando oltre alle richieste normative, il riferimento del documento di programmazione triennale consolidato debba diventare l'ambizione strategica dell'università di Sassari, talche il documento in questione diventa l'attuazione per il triennio di riferimento del Piano Strategico di Ateneo e dei suoi obbiettivi. 1:j '+ 3. Riconfigurare l'offerta formativa Ripensare la nostra offerta formativa, mobilitando le migliori risorse scientifiche e tecnicoorganizzative di cui disponiamo, in sintonia con l'evoluzione della società, è l'operazione piu delicata e urgente da compiere, ma anche quella che può dare i benefici maggiori. L'offerta attuale, scaturita dai processi di riforma che si sono susseguiti negli anni, è stata disegnata dalle Facoltà prima e dai Dipartimenti poi in un sostanziale splendido isolamento, sotto la cappa di norme contradditorie, di regole di finanziamento e di reclutamento in continuo cambiamento, in un regime di mero contenimento della spesa. Così ogni anno il nostro Ateneo perde quote importanti del trasferimento ordinario statale a causa dei modesti risultati dei processi formativi. E non è finita: perché l'annunciata revisione della componente storica del trasferimento sulla base dei costi standard per studente regolare renderà ancora piu difficile difendere l'attuale livello di finanziamento, Da un po'di tempo, le matricole dei nostri corsi di studio (27 triennali, L8 specialistiche,6 a ciclo unico) sono poco meno di all'anno; il complesso degli iscritti tende a stabilizzarsi intorno alle 1,4.400 unità, mentre il numero di laureati si attesta poco sopra i n una regione in declino

5 demografico, con una frazione di diplomati alle scuole secondarie di secondo grado che prosegue all'università inferiore alla media nazionale (48,5% contro 5O,%) e con una percentuale significativa che sceglie Atenei fuori regione (circa rl L7o/o, spesso i più motivati e comunque i più benestanti, solo parzialmente alla ricerca di corsi di studio assenti localmente, certamente molto selettivi nella scelta delle città) non si può continuare a far finta di niente. dati riportati nella tabella, benché non corretti per la diversa composizione per area scientifica degli atenei, restituiscono un quadro preoccupante. lcorsi di studio erogati dal sistema universitario della Sardegna mostrano infatti risultati sistematicamente peggiori della media italiana e di quella del Mezzogiorno. TALA MEZZ. UNCA UNSS Media crediti liv. ll liv, liv. ll liv. liv. ll liv. liv. ll liv. -immatricolati 29,8 38,5 26,2 35,0 28,6 42,6 24,2 29,8 - iscritti 30,2 36,0 27,5 35,0 25,7 33,3 27,',J. 33,0 Laureati regolari 33,0 49,9 22,9 47,4 24,1 40,2!7,1 47,9 nattivi (<15 CFU) 34,3 22,2 36,8 23,8 41,7 29,6 39,3 28,8 Media CFU 24 70,9 88,4 65,9 86,4 66,8 87,0 63,1, 78,4 Attivi (>15 CFU) 24 76,6 89,6 88,1 94,6 69,7 87,2 73,6 83,5 TM triennale 5,1 5,6 6,3 R1 TM spec./magist. 2,8 2,8 3,2 2,8 TM ciclo unico 5A 7,1 7,3 7,2 7,4 TM ciclo unico 6A 7,4 7,8 8,3 8,8 Fonte: M lu R - Anagrafe Nazionale Studen ti TM=tempo medio conseguimento titolo d stud io Mentre l'esito dei percorsi universitari (abbandono, proseguimento, laurea, inserimento lavorativo ecc.) dipende da una molteplicità di fattori non tutti direttamente controllabili da chi ha la responsabilità primaria del processo, è indubbio che la ricerca di soluzioni spetta anzitutto a chi svolge quel ruolo, Se ne discute da anni, e l'ostacolo principale al cambiamento non sembra tanto la filosofia (della razionalizzazione e qualificazione), quanto il timore di diventare marginali come singoli, area, settore, dipartimento. Peccato che così facendo la torta vada restringendosi di anno in anno e le singole fette, pur mantenendo le proporzioni relative, diventino sempre più piccole. A costo di rielaborare l'ovvio, riguardiamo le formule deí due indicatori principali A1 e A2 da cui dipende il contributo dei nostri processi formativi al Fondo di Finanziamento Ordinario. i rctalesrude}m ATTM oilalìreilo l:lcr A1 = TR x (Kt +Ka) Kr = CONTESTO TERRTORALE Ka = SOSTENBLTA' OFFERTA FORMATVA

6 Gli studenti regolari attivi vengono distinti per gruppo A, B, C, D e ponderati con uno specifico peso [4 per il gruppo A (es, medicina e medicina veterinaria), 3 per il gruppo B (es. architettura, scienze agrarie e moltissime specialistiche di area sperimentale), 2 per il gruppo C (es. corsi triennali e magistrali delle materie umanistiche e delle scienze sociali) e L per il gruppo D (es. giurisprudenza, servizio sociale ecc.)]. n questo momento ipesi sono dati, fra un po'saranno correlati al costo standard della specifica tipologia di corso. Nel calcolo vengono applicati tre fattori correttivi: a) sostenibilità dell'offerta formativa (Kn); b) contesto territoriale (Kr); c) rilevanza strategica del corso di studio (Kq, attualmente sospeso). Mentre su Kr Kn non possiamo far molto, sul fattore correttivo Ka, pari al rapporto fra il numero di docenti di ruolo che appartengono a settori scientifico-disciplinari (SSD) di base e caratterizzanti e il numero teorico di corsi attivati, abbiamo margini di manovra. Per il calcolo dell'indicatore si rapporta il valore specifico con quello mediano. ll secondo indicatore guarda al rapporto fra CFU acquisiti e CFU teoricamente acquisibili, per gruppo e in rapporto alla rispettiva mediana di gruppo. A2 = CFU PESAT TOTAL/ CFU PESAT TOTAL SOMMATORA CFU PESAT TOTAL ATENE CHE PARTECPANO AttA RPARTZONE FFO Guardando obbiettivamente questi indicatori, che così tanto ci hanno punito negli ultimi anni (l'emorragia degli ultimi tre anni basterebbe a rinnovare una buona parte delle borse dei nostri attuali ricercatori a tempo determinato) e che in futuro non cambieranno, è evidente che occorre affrettarsi a razionalizzare e qualificare l'offerta formativa. Come? L'operazione da compiere è duplice: ridurre il numero dei corsi di studio e aumentarne il richiamo sotto il vincolo della piena valorizzazione del potenziale di docenza attuale. Detto diversamente: dar luogo con gli stessi docenti a un minor numero di corsi di studio, prevedendone eventualmente di interamente nuovi, con maggiori opportunità di diversificazione interna dentro un dato corridoio formativo. La diversificazione, a sua volta, potrebbe assumere almeno quattro diverse declinazioni: L) diversificozione orizzontole (si amplia la gamma degli insegnamenti opzionali) 2) diversificazione verticale (si propone lo stesso insegnamento con impostazioni diverse, ad esempio più teorica e finalizzata alla ricerca oppure più tecnica e orientata all'applicazione del sapere) 3) diversificozione linguistico (lo stesso insegnamento viene offerto in italiano e in inglese o in qualunque altra lingua attraente per inostri studenti attuali e per quelli che diciamo in continuazione - senza far nulla - di voler attrarre da noi) 4) diversificazione nelle modolità di erogazione della didattico (frontale oppure a distanza, senza escludere sapienti combinazioni di entrambe le alternative), La maggior disponibilità di docenti, peraltro, potrebbe permettere di realizzare attività integrative e di sostegno alla didattica finalmente efficaci, come avviene in tutti i sistemi migliori del nostro, con esercitazioni o attività integrative rivolte a piccoli gruppi. i

7 Non è difficile immaginare i positivi effetti statici e dinamici di tale operazione. Anche nell'ipotesi inverosimile che la qualità degli studenti in ingresso e la loro regolarità inizialmente non mutino, il fattore correttivo Kn oum nta necessariamente. Verosimilmente, non appena anche gli altri interventi andranno a regime, con gli studenti che finalmente hanno la possibilità di adattare i diversi percorsi alle proprie inclinazioni e di recuperare con attività di sostegno meglio dosate i ritardi nella formazione, non dovrebbero tardare a manifestarsi anche iriflessi positivi sulla regolarità e sul completamento dei creditiformativi annuali. Dobbiamo sconfiggere la paura di riconfigurare seriamente la nostra offerta formativa partendo dalla considerazione che i docenti/ricercatori, insieme agli studenti e al personale tecnicoamministrativo, sono la nostra risorsa principale. Paradossalmente oggi questa risorsa non è valorizzala, se è vero com'è vero che molti dei nostri ricercatori migliori risultano sottoutilizzati o ignorati perché situati in dipartimenti diversi da quelli di riferimento per i corsi di studio attuali, oppure congelati in attesa di nuovi corsi che stentano a farsi strada per opposizioni di vario genere, sia interne che esterne, La revisione, che dovrà prestare molta attenzione a salvaguardare e potenziare icorsi che contribuiscono positivamente ai risultati, deve contestualmente sviluppare un progetto culturale formativo di ampia portata, capace di creare reti di sinergia e di complementarità fra le comunità scientifiche dell'ateneo, in funzione di un'offerta formativa complessiva più in linea col mondo esterno, con le l*e**i*gi* <?:i*v* da cui dipende il benessere e la prosperità nel prossimo futuro, con i riscontri delle indagini sulla e**dizrcne occupazionale dei ia'sreati.si tratta di interventi particolarmente urgenti nei corsi triennali, ma che potrebbero interessare anche molti corsi a ciclo unico e di secondo livello. Nel contempo, poiché la domanda che si rivolge all'ateneo è comunque condizionata da fattori demografici sfavorevoli e dall'assenza di una componente esterna significativa, è auspicabile che l'offerta didattica venga qualificata con operazioni mirate a livello internazionale. Cio potrà avvenire inizialmente in quei segmenti dell'offerta formativa, come lauree magistrali e dottorati, dove è visibile la presenza di docenti con una qualificata e consolidata attività di ricerca a livello internazionale: il primo segnale cui guardano gli studenti di bacini lontani. n ogni caso, vanno programmate azioni di comunicazione nelle regioni di interesse, triangolazioni con partner stranieri, interventi mirati per allestire un sistema di accoglienza efficiente e dai costi prevedibili. Avendo già attivato dei corsi di dottorato e delle lauree magistrali internazionali con ottimi risultati, non partiamo da zero, ma dobbiamo far leva su queste esperienze per attirare nuovi flussi di studenti e per soddisfare in modo sostenibile le aspirazioni di mobilità degli studenti sardi, con esperienze temporanee all'estero in un percorso di studi universitario intrapreso nel nostro Ateneo. Fra l'altro, tanto per capire quanto sia importante in questa fase l'apertura al mondo esterno, dal prossimo anno i crediti formativi relativi ad attività di stage all'esterno dell'ateneo e nell'ambito della mobilità internazionale verranno valutati con una maggiorazione nell'ambito del modello di ripartizione del FFO, Davanti a un progetto cosi ambizioso, che dovrà riguardare anche altre aree di attività come i Master e la formazione permanente, è evidente l'esigenza di una regia di Ateneo e di strutture di coordinamento intermedie, l'esatto contrario dell'attuale configurazione a dipartimenti stagni. Così come si impone un dialogo più evoluto con le forze esterne, meno autoreferenziale e maggiormente teso alla ricerca della soluzione operativa migliore (non sempre necessariamente un nuovo corso di studio, vista la pluralità di titoli e di modalità di erogazione della didattica), che preveda ove necessario anche impegni reciproci pluriennali, finanziari e reali, nel sostenere le attività ritenute meritevoli. Ultimo ma non meno importante, occorre affrontare il duplice problema dei bassi tassi di passaggio fra scuola superiore e università e dell'insufficiente preparazione/motivazione degli

8 studenti in ingresso. L'Ateneo in questi anni ha investito nell'orientamento, nel recupero dei debiti formativi, nello sfoltimento dei programmi. Alla luce dei risultati è pero evidente che occorre spingersi oltre: rendere la filiera della formazione piu integrata; confrontarsi con la scuola sugli obiettivi di apprendimento; prevedere attività didattiche integrative che riconoscano ai nostri futuri iscritti crediti da spendere presso l'ateneo già nella fase critica iniziale; promuovere azioni - alla luce del riesame annuale - e verificarne 'esito; definire meglio chi, per cosa, e come orientare, rivedendo di conseguenza la divisione dei compiti e delle risorse fra centro e strutture didattiche. Ripensare l'offerta formativa comporta cambiamenti pervasivi, nell'organizzazione interna come nel rapporto con i portatori di interesse, nel completamento degli interventi di miglioramento delle strutture e dei servizi come nell'allestimento di soazi di socializzazione e di un'offerta culturale e di intrattenimento adeguata a una moderna città universitaria (cio che non compete evidentemente solo a noi). n breve, vuol dire diventare finalmente sostenibili nella triplice accezione - economica, sociale e ambientale - di questo importante concetto. 4. Cambiare Metodo Mentre l'esercizio della critica e la discussione, anche serrata, sono sempre stati caratteristici dell'ateneo di Sassari (o di Sassari tout court), lo stesso non si puo dire dell'adozione di un metodo esplicito e possibilmente rigoroso nel prendere le decisioni. Ma poiché anche l'assenza o l'estemporaneità dei criteri sottesi alle decisioni costituiscono un metodo, bisogno cambiore metodo. Un approccio rigoroso dovrebbe emergere naturalmente nel momento in cui le prestazioni vengono sistematicamente valutate e ai risultati seguono guadagni e perdite prevedibili, Tanto più in un luogo in cui il governo è affidato a studiosi, che fanno del metodo scientifico (fondato sul ciclo osservazione, teorizzazione, azione e ancora osservazione) il loro riferimento principale. nvece accade spesso che nell'affrontare i problemi non utilizziamo l'informazione disponibile (accampando mille scuse sulla sua incompletezza) e quando produciamo direttamente tale informazione non la utilizziamo coerentemente. Ognuno impiega dati diversi per difendere la propria offerta formativa, o per affermare il proprio valore scientifico o ancora per dimostrare di essere in "sofferenza" sotto questo o quell'aspetto. Nel frattempo le indagini ufficiali, come il questionario annuale sulla valutazione della didattica, vengono puntualmente ignorate e mai poste a base di delibere, confermando 'idea che si tratti di un mero adempimento burocratico. La stessa sorte tocca alle Relazioni Annuali del Nucleo di Valutazione, sostanzialmente ignorate dal Senato o dal Consiglio di Amministrazione (in questo l'ateneo fa concorrenza al'anvur e al Ministero), o dei risultati della VQR, oggetto di un incontro collettivo di Ateneo ma solo marginalmente recepiti dai massimi organi nel potenziamento della ricerca dipartimentale. Quando poi finalmente si adotta uno strumento "obiettivo" come lo "spaziometro", per esaminare la distribuzione ponderata di uffici, laboratori e altri spazi, alle misurazioni non seguono le azioni, togliendo per sempre la speranza ai deboli e premiando i prepotenti. Ma soprattutto mettendo a rischio il soddisfacimento di uno dei requisiti essenziali ("risorse strutturali") per 'accreditamento iniziale e periodico dei corsi. Ancora: davanti all'incertezza degli assetti post-riforma, invece di avviare un riesame collettivo dopo i primi tre anni di sperimentazione si conferma sic et simpliciter la configurazione iniziale come se tutto fosse andato liscio. Ma siamo sicuri che la scelta dei dipartimenti-fortezza in assenza di strutture di raccordo sia stata un successo? E il nuovo Senato elettivo è stato capace di svolgere in modo autorevole il coordinamento delle strutture, l'elaborazione strategica, la funzione consultiva indispensabile per l'azione esecutiva del Consiglio di Amministrazione sull'indirizzo! i rj

9 strategico e sulla gestione economico-finanziaria dell'ateneo? lgnorando l'esperienza si puo solo accelerare il declino. Per avviare il cambiamento potrebbero bastare tante piccole azioni capaci di produrre un sistematico salto di qualità nel tenore della discussione e della gestione a tutti i livelli. Proviamo a immaginarne qualcuna. PROGETTO BADATE Disponiamo finalmente di una base dati di Ateneo (BADATE), costruita riunendo intorno a un tavolo tecnico iresponsabili degli uffici che trattano/producono informazioni rilevanti per la didattica, la ricerca e la gestione, a partire dal principio che queste vanno rese disponibili secondo modalità studiate in funzione delle esigenze dei diversi tipi di utilizzatori. Per gli utenti è una pacchia. Partendo da una griglia tematica o da un'unità di osservazione (dipartimento, Ateneo, sistema etc.), possono scaricare tabelle, grafici, serie storiche identificati da una sigla, con date di rilascio annunciate, indicazione delle fonti dei dati e delle formule utilizzate per il calcolo degli indicatori, C'è di piu: si possono fare incroci e produrre tabelle non standardizzate, perfare meglio il riesameo essere più convincenti nel difendere le proprietesi negli organi accademici. E per analisi piùr approfondite da parte di ricercatori dell'università - da sviluppare possibilmente insieme al personale tecnico dell'ufficio per favorirne l'aggiornamento professionale - è possibile richiedere elaborazioni personalizzate. PROGETTO VERBA MANENT Ai resoconti delle sedute degli organi accademici (conquista del rettore Mastino) si sono aggiunti verbali esemplari, con chiare motivazioni dietro ogni decisione importante. Senatori sentono maggiormente il peso delle loro scelte; come in un sistema di common low, i precedenti sono ben identificati e davanti a casi simili - visto che la nostra tradizione è diversa - pur non sentendoci obbligati a decidere allo stesso modo si motiva almeno il cambiamento di rotta. A cascata, lo stile decisionale investe anche gli altri organi deliberanti, le decisioni diventano piu prevedibili, cresce la fiducia nei confronti del conducente. PROGETTO ASCOLTAMOC A fine maggio iniziano ad arrivare i risultati del questionario studenti, ormai completamente digitalizzalo e con copertura quasi universale dato che non lo compilano solo i frequentanti ma tutti coloro che riemergono in vista degli esami (la compilazione è obbligatoria per potersi iscrivere alla prova). E'la settimana in cui molte istituzioni, associazioni di categoria, imprese ecc. fanno i bilanci e li presentano al pubblico. Ora c'è anche l'università di Sassari, che prendendo spunto dai risultati del questionario, in un'aula Magna gremita di studenti, docenti, dirigenti scolastici, educatori, attori territoriali promuove una discussione pubblica sui risultati dei processi formativi. r'j,j PROGETTO COLLEGO DEL MEDTERRANEO ll programma visiting va avanti e costituisce una leva per qualcosa di molto più ambizioso, che razionalizzi, qualifichi e internazionalizzi l'offerta formativa e insieme aiuti a rigenerare la città. L'Università di Sassari recupera un progetto del piano strategico del comune di Sassari, il Collegio del Mediterraneo, che prevede la trasformazione di un immobile di pregio del centro storico in residenza per studiosi stranieri, con correlato programma di attività scientifiche. Meglio: sulla falsariga delle Scuole di Studi Superiori, si allestisce un percorso di studi che affianca con peculiari modalità icorsitriennali e magistrali cui sono iscritti gli studenti dell'università di Sassari, Per essere ammessi (i posti sono limitati) occorre superare una selezione impegnativa, ma chi passa, frequentando regolarmente e con profitto elevato, ottiene l'esenzione totale dalle tasse universitarie, mensa e alloggio gratuiti, una tessera per servizi agevolati (di trasporto, sportivi, culturali ecc.) nella rete di comuni dell'area e della regione. Un bell'incentivo per studiare a Sassari, anche per gli stranieri. La qualità dei docenti

10 esterni e interni (fra cui i nostri migliori RTD) è davvero elevata: lo prova l'impatto della loro ricerca nella comunità scientifica internazionale di riferimento, Sono anche contenti, perche finalmente divulgano il sapere per cui vanno pazzi al centro del Mediterraneo. 5. Valutare per migliorare Davantiallo sconsiderato abbandono dell'università - e piu in generale dell'istruzione pubblica - da parte dello Stato italiano, parlare di valutazione fa venire a molti l'orticaria. La filosofia prevalente nel nostro Ateneo è stata quella del "riequilibrio per addizione": vale a dire, solo nell'ipotesi di risorse aggiuntive si può pensare a una assegnazione delle risorse rispettosa anche del merito. Benche negli ultimi anni questa visione sia stata accantonata (anche perché non esistono piil risorse aggiuntive, ma solo tagli), non è stata sostituita da una filosofia piùr adatta all'attuale regime di rigore, che richiede, pena l'emarginazione, un maggior controllo del modo in cui spendiamo. La valutazione come strumento non serve principalmente per premiare o punire, ma per capire. Capire le aree o le persone che fanno bene e quelle che, per mille ragioni, contribuiscono negativamente ai risultati. Negli ultimi anni, va sottolineato, abbiamo compiuto progressi significativi in questo campo. La valutazione ha iniziato a essere praticata: dall'assegnazione dell'ultimo compianto stanziamento FAR (fondo di Ateneo per la ricerca), alla selezione dei PRN da sottoporre alla valutazione nazionale, alle scelte in materia di grandi attrezzature, assegni di ricerca co-finanziati dall'ateneo, ricercatori co-finanziati dalla RAS, visiting professor ecc. si è cercato di dare oeso al merito. Chiaramente le misurazioni sono imperfette, anche quando vengono da agenzie governative appositamente istituite, che magari applicano nuovi criteri retrospettivamente, e c'è molta strada da fare per evitare idue classici errori:rifiutare una proposta che merita e approvare una proposta che non merita. Ma non si puo tornare indietro. Occorre rendere più accurate le misurazioni e imparare a usarle in modo più consapevole, graduando gli incentivi tanto per chi ottiene risultati elevati quanto per chi dimostra di migliorarsi, tenendo sempre presente che esse rappresentano strumenti di supporto alla decisione e non la decisione. Certo, è molto facile premiare i migliori, anche senza dirlo c'è una rotio: dare piu risorse a chi merita perché cresca nell'interesse di tutti. Ma che dire se parliamo di risorse per il reclutamento in un'area essenziale che mostra andamenti negativi pluriennali? Qui si apre una questione piùr complessa, che non può che risolversi, se l'area necessita comunque di essere presidiata, con una decisione favorevole subordinata a una supervisione dal centro (magari affidata a esterni di valore). Una valutazione rigorosa dovrebbe assistere la progressione dei ricercatori a tempo determinato. Siamo nella fase di avviamento di quello che a regime sarà il canale principale di reclutamento, percui stabilire criteri esplicitiche notifichino a tutti igiovani in prova lo standard di riferimento è indispensabile per assicurare un ricambio sostenibile (in breve, avviare alla carriera studiosi più bravi di noi) e rendere accettabile il verdetto a chi dovrà scegliere altre strade. La creazione diun job market specifico per i ricercatori potrebbe inoltre agevolare il loro inserimento lavorativo e permettere di recuperare a livello sociale 'investimento originario sostenuto dalle u n iversità. La valutazione deve essere accompagnata il più possibile da benefici avvertibili, reali o finanziari. Dobbiamo sforzarci di emulare quelle realtà che, anche nel sistema italiano, riescono a premiare i buoni risultati nella ricerca e nella didattica con integrazioni significative del reddito. Dobbiamo inoltre ripristinare il FAR (fondo di ateneo della ricerca). Un'operazione auspicabile per assicurare almeno alle aree ignorate dai finanziamenti comunitari (dove si concentra il grosso delle risorse) J i i

11 un budget minimo annuale. La riconfigurazione dell'offerta formativa, con la contestuale riduzione delle spese per contratti esterni (oggi intorno ai 700/600 mila euro), andrebbe da subito catturata per essere destinata a questo scopo. Altrettanto importante della valutazione dei docenti è quella del personale tecnico amministrativo. L'Ateneo, anche in questo campo, si è adeguato tempestivamente alle norme che richiedono l'adozione a) di un sistema di misurazione e valutazione delle performance e b) di un piano triennale delle performance. Restano tuttavia da tarare più attentamente diversi aspetti, come la distribuzione dei pesi fra comportamenti e risultati nella valutazione delle prestazioni di EP e dirigenti, il ruolo della performance organizzativa, la declinazione degli obiettivi operativi per cogliere meglio il contributo specifico della componente tecnico amministrativa, l'introduzione ove possibile di indicatori di gradimento del servizio erogato e, ultimo ma non meno importante, l'estensione del sistema al resto del personale. Cio dovrà avvenire mediante una rigorosa applicazione del sistema di valutazione, che richiede non solo una chiara definizione di obiettivi e indicatori ma anche una forte autorevolezza dei dirigenti chiamati alla misurazione e valutazione e una verifica puntuale delle procedure di conciliazione relative all'applicazione del sistema di misurazione e valutazione delle oerformance. 6. Riappropriarsi dell'autonomia La recente riforma del sistema universitario è stata spesso giustificata con l'esigenza di correggere la condizione di autonomia senza responsabilità di cui godevano gli atenei italiani. n materia di cattivo reclutamento non mancavano certo gli esempi, ma poteva bastare la contemporanea adozione - anche col sistema dei concorsi locali - di criteri più rigorosi nella formazione delle commissioni e soprattutto nell'assegnazione delle risorse agli atenei in base ai risultati. Come osserva Stefano Paleari, nuovo presidente della CRU, dopo la riforma e i suoi oltre quaranta decreti attuativi "gli atenei sono oggi meno autonomi, meno differenziati, meno liberi in materia di reclutamento e meno finanziati", n barba al dettato costituzionale (art.33), che riconosce l'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e contabile delle Università attraverso ordinamenti autonomi (statuti e regolamenti), gli Atenei devono sottostare a limiti di legge più stringenti, ad esempio, dei comuni (vedi controlli preventivi di legittimità ecc.). Peccato che dobbiamo confrontarci e interagire sistematicamente con altre istituzioni e colleghi a livello internazionale che si muovono con molta piùr libertà. Come può testimoniare qualunque ricercatore abbia soggiornato all'estero, o qualunque studente Erasmus, altrove mediamente è tutto più fluido, piu veloce, meglio organizzato. Finanziamenti a parte, il motivo di ciò, in gran parte, è la maggiore autonomia. Talvolta questa discende da una diversa forma giuridica, altre volte è il risultato di limiti più ragionevoli che riconoscono la specialità deiservizi prodotti dall'università. Questa distinzione in ltalia è stata completamente rimossa. Occorre ribellarsi, riaffermando da un lato il principio della proporzionalità dell'azione amministrativa e, dall'altro, una variante del principio di sussidiarietà, per cui se l'operato di chi sta piu in basso (Università) viene valutato da chi sta più in alto (STATO-ANVUR-MUR) in base ai risultati, lasciamo ai primi la responsabilità di organizzare al meglio il proprio lavoro, L'autonomia è talmente importante che non possiamo fermarci alle petizioni di principio (anche se da queste dovrebbe discendere per il futuro Rettore un impegno particolare a dar battaglia nelle sedi istituzionali). Ecco tre cose che si potrebbero fare. Primo, cominciare noi a produrre regolamenti più semplici, comprensibili e aggiornati. Secondo, non avere timore nel dotarsi di strumenti/strutture non espressamente previste dalla legge ma che possono assicurare una maggiore efficacia organizzativa (ad esempio, perché i problemí riguardanti la didattica creatí dalla '.*,,

12 mancata istituzione di strutture di raccordo non è stata affrontata tempestivamente mediante articolazioni interne di coordinamento originali, tenute a riferire al Senato?). Terzo, pensare seriamente al modello delle i-*r:**:i**i Lrnive:"sil*ri*, che la normativa ha sostanzialmente concepito come entità strumentali al rafforzamento dell'autonomia organizzativa, finanziaria e decisionale degli Atenei. ll tema chiave dell'autonomia non può ignorare la minaccia principale che attualmente incombe sul nostro Ateneo vista l'impostazione del Ministero in materia di dimensionamento sostenibile del sistema universitario. Secondo il MUR infatti le triangolazioni fra istituzioni universitarie, in spregio alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e all'ampliamento della rete dei trasporti aerei su scala internazionale che permette integrazioni virtuose anche fra sedi molto distanti, vengono incentivate solo se avvengono su base regionale o macroregionale. n aggiunta, i modelli federativi proposti devono possedere caratteristiche peculiari imposte dall'alto (es, unico consiglio di amministrazione con unico Presidente) sulla base di calcoli di mera presunta economicità che non convincono. La paura di venire inghiottiti dall'ateneo più grande sta tuttavia creando una pericolosa trascuratezza (leggi assenza di schede-progetto nella programmazione triennale) anche sulle linee di collaborazione più ovvie, come quelle riguardanti la condivisione delle risorse bibliotecarie elettroniche oppure la riconfigurazione di segmenti dell'offerta formativa insieme ad altri atenei anche esterni all'isola su cui alcuni dipartimenti, autonomamente, stanno già riflettendo da tempo. Al momento i benefici di eventuali federazioni o fusioni sono del tutto aleatori, conosciamo solo icosti (in termini di perdita di prestigio, studenti, varietà della ricerca, ridimensionamento economico etc.), che paiono francamente insostenibili per un Ateneo come il nostro. Dobbiamo tuttavia cercare di condurre noi il gioco, con un'offerta formativa di qualità che, nei segmenti nei quali dovesse emergere dal basso la convinzione che l'accorpamento sia preferibile alla separazione (come e già successo per alcuni dottorati) colga le opportunità offerte dai finanziamenti oer il dimensionamento sostenibile. L'esercizio dell'autonomia infine trova uno spazio operativo naturale in materia di governance, termine col quale in occasione delle competizioni alla carica di Rettore si allude alla suddivisione delle responsabilità di governo e dei criteri per ricoprirle ed esercitarle. Mentre pare ovvio proporre un numero di prorettori relativamente ristretto (massimo 5) per presidiare le aree classiche della missione e della gestione dell'ateneo (didattica, ricerca, terza missione, salute, bilancio e organizzazione), sulle altre materie durevoli (dottorati, edilizia, internazionalizzazione ecc.) o per lo sviluppo di particolari progetti appare preferibile avvalersi di una compagine di delegati stimabile intorno alle 12 unità. Un discorso a parte merita il Prorettore vicario, che partecipa alle sedute del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione. Data la pervasività e l'importanza dei processi di valutazione e di assicurazione della qualità a tutti ilivelli, si propone di affidare al Prorettore vicario l'esercizio delle funzioni riguardanti questa complessa materia trasversale. Tanto iprorettori quanto idelegati dovranno possedere competenza, esperienza e autorevolezza per poter esercitare al meglio le funzioni delegate. Nella scelta dei delegati si cercherà inoltre di promuovere l'eguaglianza di genere e le pari opportunità. Ai delegati verrà chiesto di presentare un piano di attività triennale e un piano di lavoro annuale. Un aspetto sottovalutato, che rischia di inficiare i tentativi di miglioramento della qualità della governance a tutti ilivelli, è rappresentato dalla crescente penuria di colleghi/colleghe disposti a sacrificare il proprio tempo per compiti di gestionelindirizzo che sottraggono tempo alla didattica e alla ricerca. Questo atteggiamento è del tutto comprensibile. Ma il problema esiste e va affrontato. noltre, il numero dei docenti ordinari, chiamati tradizionalmente a occupare le posizioni di maggiore responsabilità, è in costante diminuzione. Una possibile contromisura sarà quella di eliminare, ove esistessero ancora e ove non espressamente vietato dalla legge, gli ostacoli al conferimento di incarichi ai docenti associati e ai ricercatori. Nel contempo, andrebbe i 1 '}J

13 attuato a tutti i livelli il principio di ricorrere a commissioni ben assortite (per macro aree) ma snelle, con criteri di turnazione annuale di una frazione dei componenti così da assicurare una piùr equilibrata distribuzione degli oneri gestionali presso tutto il corpo docente. Resta ancora irrisolto, almeno nell'esperienza maturata in questi anni di applicazione della riforma, il rapporto fra organi di governo e Nucleo di valutazione. Quest'ultimo, pur essendo un organo interno, opera in stretto rapporto con 'ANVUR e il ministero, che hanno il potere di togliere o aggiungere - spesso in modo idiosincratico - materie alla propria competenza {vedi ad esempio il pre-accreditamento dei dottorati e dei corsi di nuova istituzione per ciò che riguarda i requisiti iniziali di accreditamento). L'interazione fra Nucleo di Valutazione ed organi di governo dell'ateneo attualmente è insoddisfacente. Fondamentalmente, non si è capito che inuclei esprimono le loro valutazioni attraverso le relazioni annuali e altri rapportivincolati nella struttura e nei tempi di redazione (sono quasi sempre rapporti ex-post) che richiedono un recepimento attivo da parte degli organi affinche diventino strumenti di miglioramento delle politiche di Ateneo. Gli organi invece ignorano spesso tali documenti e si rivolgono al Nucleo, talvolta anche all'ultimo momento, per pareri tecnici da utilizzare come sostituto dell'indirizzo politico. Peraltro, anche le raccomandazioni per le vie brevie e la morol suosion - del tutto accettabili fra organi interni - non sembrano sortire gli effetti desiderati (vedi i ritardi nel passaggio alla rilevazione online dell'indagine annuale sulla didattica e tutti iproblemi legati alla condivisione delle fonti statistiche delle segreterie studenti e al rapporto col Presidio di Qualità), Ancora oggi il Nucleo non dispone di un locale adatto alle proprie funzioni, e la condivisione dell'ufficio di Supporto col Presidio di qualità e con altre funzioni di staff per il Rettore e la Direzione - che sulla carta potrebbe costituire un esempio virtuoso di condivisione di risorse scarse - richiede una più attenta configurazione. 7. Sviluppare la terza missione e le fonti alternative difinanziamento La terza missione ricomprende il variegato insieme di attività con cui l'università interagisce direttamente con la società. Mentre con la didattica e la ricerca si dialoga direttamente e prevalentemente con due gruppi specifici, gli studenti e la comunità scientifica, con la terza missione la platea di riferimento si amplia e, corrispondentemente, cambiano anche i servizi richiesti e le modalità di fornituraf erogazione. Si è soliti distinguere almeno due filoni nell'ambito della terza missione: a) la valorizzazione economica della conoscenza e b) la missione culturale e sociale. n gran parte il primo di questi filoni si identifica con le attività di trasferimento tecnologico, ovvero con una pluralità di interventi che mirano a tradurre la conoscenza prodotta dalla ricerca in conoscenza utile a fini produttivi (dalla gestione della proprietà intellettuale, all'assistenza nella creazione di spin-off, alla gestione di strutture di supporto e di intermediazione su scala territoriale). ll secondo filone, invece, ricomprende la produzione di beni, in gran parte beni pubblici per la fruizione dei quali non è previsto il pagamento di un prezzo di mercato, che aumentano il benessere della società e il cui contenuto può essere di tipo prevalentemente culturale, sociale/assistenziale, educativo o di consapevolezza civile. L'esigenza di sviluppare la terza missione deriva dalla duplice necessità di aiutare la Sardegna nella difficile opera di diversificazione della base produttiva verso settori innovativi e in espansione e di creazione di una cittadinanza attiva. C'è poi l'esigenza di accrescere le entrate dell'ateneo derivanti dal conto terzi. Da ultimo, viene il fatto che la valutazione del'anvur sulle strutture universitarie riguarda anche la terza missione e, come è possibile evincere dal rapporto riguardante il nostro Ateneo, molte aree, anche relativamente prossime all'industria e alla domanda culturale piu ampia, risultano poco impegnate lungo questa dimensione, Le linee lungo le quali si ritiene piu urgente operare '\ \ \

14 riguardano: a) il rafforzamento dei legami con gli attori del territorio che già operano nell'ambito del trasferimento tecnologico, in particolare PortoConte Ricerche, CNR e tutti gli enti regionali e statali preposti alla ricerca scientifica, alla sperimentazione e all'innovazione tecnologica nei settori agricolo, agroindustriale, forestale, della salute, della medicina veterinaria, nonché i Parchi e le aree protette; b) lo sviluppo di un'offerta integrata diateneo (sorretta da un portale apposito) riguardante la formazione continua e l'aggiornamento periodico rivolta al mondo delle professioni e ai dipendenti di amministrazioni pubbliche e private (da progettare coi rispettivi uffici formazione); c) il potenziamento della piattaforma e-learning di Ateneo anche in funzione dell'ampliamento dell'audience raggiungibile dalla formazione continua e dall'educazione degli adulti d); la ricognizione delle diverse linee di finanziamento (non solo Horizon 2020, ma anche ENP, FSE, Creative Europe, Cooperazione lnternazionale ecc.) con l'obbiettivo di aumentare ulteriormente la creazione di valore legata alla partecipazione ai progetti e) l'allineamento di pubblico e privato nel mondo della ricerca, col trasferimento non solo di tecnologie e progetti ma anche di persone, conoscenze e competenze f) declinazione regionale, alla luce dell'impostazione del recente Piano Nazionale della Ricerca, delle Societal Challenges identificate dall'insieme dei Paesi dell'unione Europea, con l'obiettivo di incidere, sia attraverso la consulta regionale per la ricerca sia mediante la partecipazione alla pianificazione partecipata dei programmi regionali, alla definizione degli obiettivi specifici (o priorità) tanto del PNR quanto di programmi ad esso correlati. nutile dire che in questo particolare ambito, come del resto in riferimento al più generale sviluppo della ricerca universitaria, sia necessario intervenire sull'organizzazione attuale del nostro Ateneo, che non dispone attualmente di una figura dirigenziale e, soprattutto, si affida a una struttura composta prevalentemente da collaboratori a tempo determinato, sui quali investiamo da anni, nei confronti dei quali - in questa come in altre aree, nel rispetto dei vincoli di bilancio e del merito - è urgente varare un progetto di progressiva stabilizzazione. 8. Conclusioni ll momento migliore per piantare un olbero ero vent'onnifa; il secondo momento migliore è oggi. tut,tl, r \ U ltl; L*> Marco Vannini i.i, 1's it-'- /r'(4

Politiche di Ateneo e Programmazione Università di Ferrara

Politiche di Ateneo e Programmazione Università di Ferrara Politiche di Ateneo e Programmazione Università di Ferrara Le linee di indirizzo dell Università di Ferrara sono state definite già a partire dal piano strategico triennale 2010-2012: garantire la qualità

Dettagli

Obiettivi didattici e di ricerca Linee generali del bilancio di previsione anno 2015

Obiettivi didattici e di ricerca Linee generali del bilancio di previsione anno 2015 Obiettivi didattici e di ricerca Linee generali del bilancio di previsione anno 2015 INTRODUZIONE L Ateneo per gestire al meglio la complessità del momento presente e sfruttare le opportunità del futuro,

Dettagli

Politica per la Qualità della Formazione

Politica per la Qualità della Formazione Politica per la Qualità della Formazione Valutazione e accreditamento lasciano un segno se intercettano la didattica nel suo farsi, se inducono il docente a rendere il suo rapporto con i discenti aperto,

Dettagli

Raccomandazioni per la piena attuazione di un sistema di AQ della didattica

Raccomandazioni per la piena attuazione di un sistema di AQ della didattica Presidio della Qualità di Ateneo Raccomandazioni per la piena attuazione di un sistema di AQ della didattica 1. Presentazione del documento... 1 2. Azioni necessarie... 1 2.1. Adottare un documento sulle

Dettagli

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO 1. Attività di valutazione delle Commissioni di Esperti della Valutazione

Dettagli

PARERE CRUI SULLO SCHEMA DEL DECRETO DI RIPARTO DEL FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO PER L ANNO 2015

PARERE CRUI SULLO SCHEMA DEL DECRETO DI RIPARTO DEL FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO PER L ANNO 2015 PARERE CRUI SULLO SCHEMA DEL DECRETO DI RIPARTO DEL FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO PER L ANNO 2015 L Assemblea della CRUI, riunitasi il giorno 7.5.2015, preso atto della nota MIUR del 6.5.2015, esprime,

Dettagli

1.1 I corsi di laurea

1.1 I corsi di laurea 1. Didattica 1.1 I corsi di laurea All offerta formativa per l a.a. 2013/2014, in preparazione agli inizi del 2013, viene applicato il D.M. 47 del 30 gennaio 2013 Autovalutazione, accreditamento iniziale

Dettagli

Azioni messe in atto nell'a.s. 2013/14 a supporto del processo di miglioramento

Azioni messe in atto nell'a.s. 2013/14 a supporto del processo di miglioramento Azioni messe in atto nell'a.s. 2013/14 a supporto del processo di miglioramento L'a.s. 2013/14 oltre alla realizzazione della fase di, è stato dedicato all'avvio e al proseguimento di azioni di Miglioramento

Dettagli

\ Emanato con D.R. n. 1292 2006 Prot. n. 20351 del 29.05.2006 Modificato con D.R. n. 889-2007 Prot. n. 11393 del 23.03.2007 REGOLAMENTO MASTER

\ Emanato con D.R. n. 1292 2006 Prot. n. 20351 del 29.05.2006 Modificato con D.R. n. 889-2007 Prot. n. 11393 del 23.03.2007 REGOLAMENTO MASTER \ Emanato con D.R. n. 1292 2006 Prot. n. 20351 del 29.05.2006 Modificato con D.R. n. 889-2007 Prot. n. 11393 del 23.03.2007 Art.1 Master universitari REGOLAMENTO MASTER 1. In attuazione dell articolo 1,

Dettagli

Sentito per le vie brevi MIUR e CUN, per questa tipologia di classi sembrerebbe non applicarsi

Sentito per le vie brevi MIUR e CUN, per questa tipologia di classi sembrerebbe non applicarsi Documento contenente le linee guida per l attivazione dei Corsi di studio delle professioni sanitarie (DM 8 gennaio 2009 e DI 19 febbraio 2009) a partire dall offerta formativa dell a.a. 2011-2012 In attesa

Dettagli

PROVINCIA DI PESARO E URBINO

PROVINCIA DI PESARO E URBINO Allegato alla delibera di G.P. n. del PROVINCIA DI PESARO E URBINO SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE ED ORGANIZZATIVA DEI DIPENDENTI DEI LIVELLI IVI COMPRESI GLI INCARICATI DI P.O. E

Dettagli

Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo. Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica

Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo. Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica Premessa: il contesto di riferimento Il decreto ministeriale 270/2004

Dettagli

Titolo I Disposizioni generali Articolo 1 (Ambito di applicazione)

Titolo I Disposizioni generali Articolo 1 (Ambito di applicazione) REGOLAMENTO INTERNO IN MATERIA DI CORSI DI FORMAZIONE FINALIZZATA E PERMANENTE, DEI CORSI PER MASTER UNIVERSITARI DI PRIMO E SECONDO LIVELLO E DEI MASTER DI ALTO APPRENDISTATO (emanato con decreto rettorale

Dettagli

Master Diritto e Ingegneria delle Imprese Aereo Spaziali D.I.A.S. Master Universitario di primo livello

Master Diritto e Ingegneria delle Imprese Aereo Spaziali D.I.A.S. Master Universitario di primo livello Università degli Studi di Roma "La Sapienza" Facoltà di Economia Sede di Latina Master Diritto e Ingegneria delle Imprese Aereo Spaziali D.I.A.S. Master Universitario di primo livello REGOLAMENTO Anno

Dettagli

IL PORTALE A SUPPORTO DELLA DIDATTICA E DELLA GESTIONE

IL PORTALE A SUPPORTO DELLA DIDATTICA E DELLA GESTIONE IL PORTALE A SUPPORTO DELLA DIDATTICA E DELLA GESTIONE Di Antonella Della Rovere (luglio 2003) L ambiente accademico sta attraversando un momento di profonda trasformazione: la riforma dei corsi di studio

Dettagli

Con l occasione si porgono cordiali saluti.

Con l occasione si porgono cordiali saluti. Roma, 23 maggio 2007 Prot. n. 1517/2007 Al Ministro on. Fabio Mussi Al Sottosegretario on. Luciano Modica Ministero dell Università e Ricerca LORO SEDI OGGETTO: Consultazione telematica. Gentile Ministro,

Dettagli

prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena

prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena UNIVERSITÀ, SCUOLE E ORIENTAMENTO IN ITALIA intervento al convegno Essenzialità dell Orientamento per il Futuro dei Giovani, Orvieto 9 11 dicembre

Dettagli

Indagine sulle opinioni degli studenti frequentanti in ordine alle attività didattiche (art.1 comma 2, della legge 19/10/1999, n.

Indagine sulle opinioni degli studenti frequentanti in ordine alle attività didattiche (art.1 comma 2, della legge 19/10/1999, n. Indagine sulle opinioni degli studenti frequentanti in ordine alle attività didattiche (art.1 comma 2, della legge 19/10/1999, n. 73) anno accademico 2008/2009 Aprile 2010 INDICE 1. Obiettivi 2. Metodologia

Dettagli

Le scelte strategiche degli atenei nel nuovo modello di finanziamento. Settembre 2009

Le scelte strategiche degli atenei nel nuovo modello di finanziamento. Settembre 2009 Le scelte strategiche degli atenei nel nuovo modello di finanziamento Prof. Giuseppe Catalano, Politecnico di Milano Settembre 2009 Agenda 1.La spesa pubblica per il sistema universitario italiano fino

Dettagli

D.R. N. 1002/14 IL RETTORE

D.R. N. 1002/14 IL RETTORE D.R. N. 1002/14 IL RETTORE Vista la Legge 9 maggio 1989, n. 168, istitutiva del Ministero dell'università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica; Vista la Legge n. 240 del 30 dicembre 2010; Visto lo

Dettagli

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Documento condiviso tra le Università di Macerata e Camerino in attuazione degli indirizzi dell accordo di programma dell 11 febbraio 2010 tra Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca,

Dettagli

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni! Statuto del Politecnico di Torino TITOLO 2 - ORGANI DI GOVERNO DEL POLITECNICO Art. 2.3 - Senato Accademico 1. Il Senato Accademico è

Dettagli

POLITECNICO DI MILANO

POLITECNICO DI MILANO Rep. n. 2235 Prot. n. 25405 Data 05 agosto 2013 Titolo I Classe 3 UOR AG POLITECNICO DI MILANO IL RETTORE VISTA la Legge 09.05.1989, n. 168 Istituzione del Ministero dell'università e della ricerca scientifica

Dettagli

SEZIONE III - Corsi di Aggiornamento, Perfezionamento e di Formazione professionale. SEZIONE I Disposizioni generali. Art.

SEZIONE III - Corsi di Aggiornamento, Perfezionamento e di Formazione professionale. SEZIONE I Disposizioni generali. Art. Regolamento per l istituzione e la gestione dei Master universitari di I e di II livello, dei Corsi di aggiornamento, perfezionamento e di formazione professionale SEZIONE I- Disposizioni generali SEZIONE

Dettagli

ACCORDO CONFINDUSTRIA CRUI

ACCORDO CONFINDUSTRIA CRUI ACCORDO CONFINDUSTRIA CRUI OTTO AZIONI MISURABILI PER L UNIVERSITA, LA RICERCA E L INNOVAZIONE Premessa Nella comune convinzione che Università, Ricerca e Innovazione costituiscano una priorità per il

Dettagli

Linee Guida Valutazioni pre-attivazione dei Corsi di Studio Roma, 11.02.2014

Linee Guida Valutazioni pre-attivazione dei Corsi di Studio Roma, 11.02.2014 LINEE GUIDA 1 per le valutazioni pre- attivazione dei Corsi di Studio da parte delle Commissioni di Esperti della Valutazione (CEV) ai sensi dell art. 4, comma 4 del Decreto Ministeriale 30 gennaio 2013

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RESPONSABILITA A LIVELLO DI ATENEO

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RESPONSABILITA A LIVELLO DI ATENEO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RESPONSABILITA A LIVELLO DI ATENEO L'Università degli Studi di Perugia, per assolvere i propri fini primari quali la ricerca scientifica, il

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI MASTER UNIVERSITARI E CORSI DI PERFEZIONAMENTO O DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI MASTER UNIVERSITARI E CORSI DI PERFEZIONAMENTO O DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI MASTER UNIVERSITARI E CORSI DI PERFEZIONAMENTO O DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE Emanato con decreto rettorale n. 9 del 12 novembre 2013 N.B. - Sostituisce

Dettagli

Linee guida strategiche e policy operativa in tema di promozione della nuova imprenditorialità e Spin-off nell Università degli Studi di Brescia

Linee guida strategiche e policy operativa in tema di promozione della nuova imprenditorialità e Spin-off nell Università degli Studi di Brescia Linee guida strategiche e policy operativa in tema di promozione della nuova imprenditorialità e Spin-off nell Università degli Studi di Brescia maggio 2014 - ver.2.2 Indice 1. Premessa 2. Panorama normativo

Dettagli

REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA AZIENDALE

REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA AZIENDALE REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA AZIENDALE Art. 1 Oggetto del Regolamento Il presente Regolamento disciplina l'organizzazione didattica e lo svolgimento delle attività formative del

Dettagli

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Comune di Inverigo Provincia di Como SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDICE INTRODUZIONE TITOLO I FINALITA E PRINCIPI Art. 1 - Finalità e oggetto Art. 2 - Principi di riferimento

Dettagli

Programmazione triennale 2010/2012

Programmazione triennale 2010/2012 Area Ricerca e Relazioni Internazionali Ufficio Relazioni Internazionali PIANO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE DI ATENEO Programmazione triennale 2010/2012 L Università degli Studi di Firenze tradizionalmente

Dettagli

Organizzare spazi e contenuti di una consultazione online

Organizzare spazi e contenuti di una consultazione online Progetto PerformancePA Ambito A - Linea 1 - Una rete per la riforma della PA Organizzare spazi e contenuti di una consultazione online Autore: Laura Manconi Creatore: Formez PA, Progetto Performance PA

Dettagli

SETTORE UFFICIO STUDI E DOCUMENTAZIONE

SETTORE UFFICIO STUDI E DOCUMENTAZIONE Settore Ufficio Studi e Documentazione A cura di Antonio Di Martino Francesco Fantaci ANALISI E COMMENTI 0.1 / 2015 «RIPARTIZIONE FFO 2015 Analisi, commenti e considerazioni sulla illegittimità della «pseudo-rottamazione»

Dettagli

PARERE CRUI SULLO SCHEMA DEL DECRETO DI RIPARTO DEL FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO PER L ANNO

PARERE CRUI SULLO SCHEMA DEL DECRETO DI RIPARTO DEL FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO PER L ANNO PARERE CRUI SULLO SCHEMA DEL DECRETO DI RIPARTO DEL FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO PER L ANNO 2014 Approvato dall Assemblea Generale CRUI Roma, 11 settembre 2014 L Assemblea della CRUI, riunitasi il

Dettagli

PROPOSTE per un PROGRAMMA di LAVORO del CODAU

PROPOSTE per un PROGRAMMA di LAVORO del CODAU PROPOSTE per un PROGRAMMA di LAVORO del CODAU Premessa Nel rispetto delle linee tracciate dal nuovo Statuto approvato dall Assemblea del 18-19-20 marzo 2004, si ritiene opportuno fare una premessa metodologica,

Dettagli

Scuola di Giurisprudenza

Scuola di Giurisprudenza Scuola di Giurisprudenza PARTE NORMATIVA DEL REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE A CICLO UNICO IN GIURISPRUDENZA - sede di Bologna ART. 1 REQUISITI PER L'ACCESSO AL CORSO Per essere ammesso

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE, L AGGIORNAMENTO ED I CREDITI FORMATIVI DEL PERSONALE TECNICO-AMMINISTRATIVO

REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE, L AGGIORNAMENTO ED I CREDITI FORMATIVI DEL PERSONALE TECNICO-AMMINISTRATIVO REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE, L AGGIORNAMENTO ED I CREDITI FORMATIVI DEL PERSONALE TECNICO-AMMINISTRATIVO Premessa L Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia considera la formazione e l aggiornamento

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ATTIVAZIONE E L ORGANIZZAZIONE DEI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO. (Emanato con D.R. n. 409 in data 07/04/2011)

REGOLAMENTO PER L ATTIVAZIONE E L ORGANIZZAZIONE DEI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO. (Emanato con D.R. n. 409 in data 07/04/2011) REGOLAMENTO PER L ATTIVAZIONE E L ORGANIZZAZIONE DEI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO (Emanato con D.R. n. 409 in data 07/04/2011) TITOLO I MASTER UNIVERSITARI DI PRIMO E DI SECONDO LIVELLO

Dettagli

REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI ALTA FORMAZIONE, CORSI DI FORMAZIONE PERMANENTE E SUMMER / WINTER SCHOOL

REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI ALTA FORMAZIONE, CORSI DI FORMAZIONE PERMANENTE E SUMMER / WINTER SCHOOL REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI ALTA FORMAZIONE, CORSI DI FORMAZIONE PERMANENTE E SUMMER / WINTER SCHOOL Art.1 Ambito di applicazione 1.Il presente regolamento, emanato

Dettagli

Promuovere la formazione di capitale umano d eccellenza

Promuovere la formazione di capitale umano d eccellenza Promuovere Il problema In società sempre più basate sulla conoscenza, una delle condizioni necessarie ad affrontare con successo il processo di riqualificazione del sistema economico è la disponibilità

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI (emanato con Decreto Rettorale N. 645 del 12/03/2003) ART. 1 - Ambito di applicazione... 2 ART. 2 - Titoli per l accesso...

Dettagli

Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione relativi organismi.

Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione relativi organismi. REGIONE PIEMONTE BU28 14/07/2011 Deliberazione della Giunta Regionale 22 giugno 2011, n. 7-2208 Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione

Dettagli

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione COMUNE DI TRENTO Servizio Programmazione e Controllo via Belenzani 22 38100 Trento Telefono: 0461-884162; Fax: 0461-884168 e_mail: servizio_programmazione@comune.trento.it Sito internet dell amministrazione:

Dettagli

Il Rapporto di Autovalutazione. Prof.ssa Maria Rosaria Villani

Il Rapporto di Autovalutazione. Prof.ssa Maria Rosaria Villani Il Rapporto di Autovalutazione Prof.ssa Maria Rosaria Villani D.P.R. 28 marzo 2013, n. 80 recante il Regolamento sul Sistema Nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione, in vigore dal

Dettagli

IL PERCHE DI UN CONGRESSO STRAORDINARIO DELL AEDE EUROPEA L AEDE E LA CRISI DELL UNIONE EUROPEA

IL PERCHE DI UN CONGRESSO STRAORDINARIO DELL AEDE EUROPEA L AEDE E LA CRISI DELL UNIONE EUROPEA IL PERCHE DI UN CONGRESSO STRAORDINARIO DELL AEDE EUROPEA L AEDE E LA CRISI DELL UNIONE EUROPEA Silvano MARSEGLIA E per me un grande piacere ed un onore aprire i lavori di questo nostro Congresso Straordinario

Dettagli

TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 (Ambito di applicazione) ALLEGATI: Allegato 1 Proposta di progetto

TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 (Ambito di applicazione) ALLEGATI: Allegato 1 Proposta di progetto REGOLAMENTO INTERNO IN MATERIA DI CORSI FORMAZIONE FINALIZZATA E PERMANENTE, DEI CORSI PER MASTER UNIVERSITARI DI PRIMO E SECONDO LIVELLO E DEI MASTER DI ALTO APPRENDISTATO (emanato con decreto rettorale

Dettagli

Art. 4: è necessario specificare la percentuale di tempo da dedicare allo studio individuale.

Art. 4: è necessario specificare la percentuale di tempo da dedicare allo studio individuale. Allegato 2 Art. 4. Crediti formativi universitari Testo approvato Rilievi CUN Testo adeguato ai rilievi 1. Il credito formativo universitario (cfu) - di seguito denominato credito - è l unità di misura

Dettagli

IL MINISTRO DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA

IL MINISTRO DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA VISTO il decreto del Ministro dell Istruzione dell Università e della Ricerca 11 aprile 2006, n. 217; VISTO il decreto legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, istitutivo

Dettagli

Università degli Studi di Messina. Regolamento dei corsi di alta formazione

Università degli Studi di Messina. Regolamento dei corsi di alta formazione Università degli Studi di Messina Regolamento dei corsi di alta formazione Art. 1. - Ambito di applicazione TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI 1. Il presente regolamento disciplina le procedure per l'istituzione

Dettagli

Università degli Studi di Cagliari Facoltà di Scienze Politiche Regolamento Didattico

Università degli Studi di Cagliari Facoltà di Scienze Politiche Regolamento Didattico Università degli Studi di Cagliari Facoltà di Scienze Politiche Regolamento Didattico (14 dicembre 2010) Art. 1 - Autonomia didattica 1. Il presente regolamento, conformemente a quanto previsto dallo Statuto

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PREMESSA Le recenti e numerose modifiche normative nell ambito del vasto progetto di riforma della Pubblica Amministrazione impongono agli Enti Locali

Dettagli

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni

Dettagli

Gli elementi critici del sistema AQ di Ateneo www.anvur.org

Gli elementi critici del sistema AQ di Ateneo www.anvur.org Gli elementi critici del sistema AQ di Ateneo www.anvur.org Giunio Luzzatto CARED-Università di Genova Università di Bari 9.11.2012 Assicurazione della Qualità di Ateneo Premessa Il sistema di Assicurazione

Dettagli

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno?

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno? Lo sviluppo dei Talenti per la crescita. Un confronto tra aziende e istituzioni ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano L Italia cerca talenti. Sembra incredibile, ma in uno scenario di crisi del mercato

Dettagli

5. Il Finanziamento ministeriale e gli effetti del processo di riequilibrio dal 1995 al 2000

5. Il Finanziamento ministeriale e gli effetti del processo di riequilibrio dal 1995 al 2000 5. Il Finanziamento ministeriale e gli effetti del processo di riequilibrio dal 1995 al 2000 La legge collegata alla manovra finanziaria del 1994 (legge 24 dicembre 1993, n.537) ha avviato il processo

Dettagli

STATUTO DELL UNIVERSITÀ TELEMATICA ITALIAN UNIVERSITY LINE

STATUTO DELL UNIVERSITÀ TELEMATICA ITALIAN UNIVERSITY LINE STATUTO DELL UNIVERSITÀ TELEMATICA ITALIAN UNIVERSITY LINE 1 ITALIAN UNIVERSITY LINE...1 CAPO I...3 Disposizioni generali...3 Art. 1 - Istituzione...3 Art. 2 - Natura giuridica e fonti normative...3 Art.

Dettagli

8841 - FASHION CULTURE AND MANAGEMENT / CULTURA E Corso: MANAGEMENT DELLA MODA (LM) Ordinamento: DM270

8841 - FASHION CULTURE AND MANAGEMENT / CULTURA E Corso: MANAGEMENT DELLA MODA (LM) Ordinamento: DM270 Pagina 1 di 6 Facoltà: LETTERE E FILOSOFIA 8841 - FASHION CULTURE AND MANAGEMENT / CULTURA E Corso: MANAGEMENT DELLA MODA (LM) Ordinamento: DM270 Titolo: FASHION CULTURE AND MANAGEMENT / CULTURA E MANAGEMENT

Dettagli

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca DECRETO MINISTERIALE 15 OTTOBRE 2013, N.827 LINEE GENERALI DI INDIRIZZO DELLA PROGRAMMAZIONE DELLE UNIVERSITA PER IL TRIENNIO 2013-2015 VISTO il decreto legge 16 maggio 2008 n. 85, convertito con modificazioni

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO DIPARTIMENTO DI STUDI AZIENDALI E GIUSPRIVATISTICI CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA E GESTIONE DELLE AZIENDE E DEI SERVIZI TURISTICI REGOLAMENTO DIDATTICO A.A. 2014-2015

Dettagli

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Articolo 1 Finalità ed obiettivi 1. Il presente regolamento definisce le linee fondamentali di organizzazione

Dettagli

Nucleo di valutazione interno Decisioni assunte sugli argomenti posti all'ordine del giorno nella riunione del 16 ottobre 2012

Nucleo di valutazione interno Decisioni assunte sugli argomenti posti all'ordine del giorno nella riunione del 16 ottobre 2012 Università degli Studi di Sassari Nucleo di valutazione interno Decisioni assunte sugli argomenti posti all'ordine del giorno nella riunione del 16 ottobre 2012 Il giorno 16 ottobre 2012, alle ore 9.00,

Dettagli

Il riordino del sistema d istruzione e formazione. Vera riforma? Razionalizzazione per ridurre la spesa? Restaurazione?

Il riordino del sistema d istruzione e formazione. Vera riforma? Razionalizzazione per ridurre la spesa? Restaurazione? Il riordino del sistema d istruzione e formazione Vera riforma? Razionalizzazione per ridurre la spesa? Restaurazione? di Paolo Gallana Marzo 2010 Dove nasce il riordino La fonte normativa d origine è

Dettagli

Allegato 3.1 PROCEDURE DI VALUTAZIONE

Allegato 3.1 PROCEDURE DI VALUTAZIONE Allegato. PROCEDURE DI VALUTAZIONE Procedura di valutazione della performance individuale del DG Data inizio validità: gennaio 0 Data fine validità: n.d. SOMMARIO Soggetti coinvolti... Procedura di valutazione....

Dettagli

COMUNE DI GIOVINAZZO. Regolamento di disciplina della misurazione e

COMUNE DI GIOVINAZZO. Regolamento di disciplina della misurazione e COMUNE DI GIOVINAZZO Regolamento di disciplina della misurazione e valutazione della performance Approvato dalla Giunta Comunale con deliberazione n. del 1 Articolo 1 Oggetto e finalità 1. Le disposizioni

Dettagli

Deliberazione Giunta Regionale n. 19 del 07/02/2014

Deliberazione Giunta Regionale n. 19 del 07/02/2014 Deliberazione Giunta Regionale n. 19 del 07/02/2014 Dipartimento 51 - Programmazione e Sviluppo Economico Direzione Generale 1 - Programmazione Economica e Turismo Oggetto dell'atto: MISURE VOLTE AL SOSTEGNO

Dettagli

2.3. COMPETENZE CHIAVE E DI CITTADINANZA

2.3. COMPETENZE CHIAVE E DI CITTADINANZA QUESTIONARIO DOCENTI Gentile docente, Le chiediamo di esprimere la sua opinione su alcuni aspetti della vita scolastica e sul funzionamento della scuola nella quale attualmente lavora. Le risposte che

Dettagli

Norme attuative. della. Scuola di Dottorato Internazionale in Sviluppo Locale e Dinamiche Globali

Norme attuative. della. Scuola di Dottorato Internazionale in Sviluppo Locale e Dinamiche Globali Scuola sullo Sviluppo Locale Università di Trento School on Local Development University of Trento Norme attuative della Scuola di Dottorato Internazionale in Sviluppo Locale e Dinamiche Globali 1 Indice

Dettagli

OGGETTO: ATTO D INDIRIZZO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO PER LA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO TRIENNALE DELL OFFERTA FORMATIVA EX ART.1, COMMA 14, LEGGE N.

OGGETTO: ATTO D INDIRIZZO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO PER LA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO TRIENNALE DELL OFFERTA FORMATIVA EX ART.1, COMMA 14, LEGGE N. Prot. n. 3258/A04a Verona, 12 ottobre 2015 AL COLLEGIO DEI DOCENTI E P.C. AL CONSIGLIO D ISTITUTO AI GENITORI AL PERSONALE ATA ATTI ALBO OGGETTO: ATTO D INDIRIZZO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO PER LA PREDISPOSIZIONE

Dettagli

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE REGOLAMENTO DEL CENTRO LINGUISTICO DI ATENEO (approvato nella seduta del CdA del 22 marzo 2011 - modificato con delibera n. 5 del S.A. del 08/05/2012) Art. 1 Definizione 1

Dettagli

Gruppo per la Collaborazione tra Scuola e Famiglie GENITORI RAPPRESENTANTI NELLA SCUOLA Incontri formativi novembre 2013

Gruppo per la Collaborazione tra Scuola e Famiglie GENITORI RAPPRESENTANTI NELLA SCUOLA Incontri formativi novembre 2013 Gruppo per la Collaborazione tra Scuola e Famiglie GENITORI RAPPRESENTANTI NELLA SCUOLA Incontri formativi novembre 2013 Breve saluto con tre slides. Chi siamo: fondamentalmente siamo genitori per genitori

Dettagli

Offerta formativa sperimentale d istruzione e formazione professionale nelle more dell emanazione dei decreti legislativi di cui alla legge 28 marzo

Offerta formativa sperimentale d istruzione e formazione professionale nelle more dell emanazione dei decreti legislativi di cui alla legge 28 marzo Offerta formativa sperimentale d istruzione e formazione professionale nelle more dell emanazione dei decreti legislativi di cui alla legge 28 marzo 2003, n.53 Criteri e procedure per la certificazione

Dettagli

(Emanato con D.R. n. 1032/15 del 02.11.2015) REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto

(Emanato con D.R. n. 1032/15 del 02.11.2015) REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina le finalità, l organizzazione e il funzionamento del Corso di studio in Giurisprudenza

Dettagli

CORSI PER MASTER UNIVERSITARIO DI I e II livello REGOLAMENTO ai sensi dell articolo 7, comma 4, del Regolamento didattico generale della Libera

CORSI PER MASTER UNIVERSITARIO DI I e II livello REGOLAMENTO ai sensi dell articolo 7, comma 4, del Regolamento didattico generale della Libera CORSI PER MASTER UNIVERSITARIO DI I e II livello REGOLAMENTO ai sensi dell articolo 7, comma 4, del Regolamento didattico generale della Libera Università di Bolzano Approvato con delibera n. 56/2010 del

Dettagli

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE (art. 7 del Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150)

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE (art. 7 del Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150) SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE (art. 7 del Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150) 1 INDICE Introduzione pag 3 1. Caratteristiche del Sistema di misurazione e valutazione della

Dettagli

DELIBERAZIONE N. 46/ 42 DEL 27.12.2010

DELIBERAZIONE N. 46/ 42 DEL 27.12.2010 DELIBERAZIONE N. 46/ 42 Oggetto: Legge regionale n. 3/ 2008, art. 4, comma 1, lett. b). Assegni di merito a favore degli studenti universitari. U.P.B. S02.01.009 Pos. Fin. SC2.0183. Disponibilità finanziaria

Dettagli

Quante sono le matricole?

Quante sono le matricole? Matricole fuori corso laureati i numeri dell Universita Quante sono le matricole? Sono poco più di 307 mila i giovani che nell'anno accademico 2007/08 si sono iscritti per la prima volta all università,

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Stampa

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Stampa Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Stampa La Riforma dell Università Le linee ispiratrici E il primo provvedimento organico che riforma l intero sistema universitario. Il

Dettagli

L università che cambia. Una nuova università. Come funziona l università Accesso all università RIFORMA UNIVERSITARIA

L università che cambia. Una nuova università. Come funziona l università Accesso all università RIFORMA UNIVERSITARIA L università che cambia Il volto e l organizzazione degli atenei in Italia è in continua trasformazione. Nell anno accademico 2001/2002, infatti, è stata applicata in tutti gli atenei la riforma universitaria

Dettagli

(Testo coordinato con le modifiche e le integrazioni di cui alla L.R. 20 febbraio 2014, n. 5) CAPO I Principi generali

(Testo coordinato con le modifiche e le integrazioni di cui alla L.R. 20 febbraio 2014, n. 5) CAPO I Principi generali Legge regionale 18 dicembre 2013, n. 53 Disciplina del Sistema Regionale dell Istruzione e Formazione Professionale. (BUR n. 24 del 16 dicembre 2013, supplemento straordinario n. 6 del 27 dicembre 2013)

Dettagli

SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE DEI DIPENDENTI

SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE DEI DIPENDENTI SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE DEI DIPENDENTI FINALITA' DELLA VALUTAZIONE Il processo di valutazione dei dipendenti dei servizi persegue differenti finalità, prima fra tutte quella

Dettagli

Commissione Didattica Paritetica Linee guida per la Relazione Annuale

Commissione Didattica Paritetica Linee guida per la Relazione Annuale Commissione Didattica Paritetica Linee guida per la Relazione Annuale 12 ottobre 2015 1 QUALITA 2 IL PROCESSO AVA DELLA DIDATTICA.. Un circolo virtuoso Programmazione 2 Valutazione Monitoraggio Corso di

Dettagli

Programma triennale per la trasparenza e l integrità della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati 2014 2016

Programma triennale per la trasparenza e l integrità della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati 2014 2016 Programma triennale per la trasparenza e l integrità della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati 2014 2016 1 Introduzione: organizzazione e funzioni dell amministrazione Chi siamo: definizione,

Dettagli

PROCESSI DI MAPPATURA DELLE COMPETENZE FINALIZZATI ALLA VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE E ALLA GESTIONE DEI PROCESSI FORMATIVI

PROCESSI DI MAPPATURA DELLE COMPETENZE FINALIZZATI ALLA VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE E ALLA GESTIONE DEI PROCESSI FORMATIVI PROCESSI DI MAPPATURA DELLE COMPETENZE FINALIZZATI ALLA VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE E ALLA GESTIONE DEI PROCESSI FORMATIVI Progetto di Ricerca-intervento 1. Presentazione Della Proposta 1.1 La ricerca-intervento:

Dettagli

Università degli Studi di Napoli Parthenope

Università degli Studi di Napoli Parthenope Pos. AG IL RETTORE Decreto n. 425 VISTO VISTO il DM 270/04 ed in particolare l art.3 comma 9 che recita Restano ferme le disposizioni di cui all'articolo 6 della legge 19 novembre 1990, n. 341, in materia

Dettagli

MANIFESTO. Formare Insegnanti che sappiano Insegnare A.N.F.I.S. ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI INIZIALE FORMAZIONE

MANIFESTO. Formare Insegnanti che sappiano Insegnare A.N.F.I.S. ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI INIZIALE FORMAZIONE ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI per la FORMAZIONE INIZIALE Formare Insegnanti che sappiano Insegnare COORDINAMENTO NAZIONALE DEI SUPERVISORI DEL TIROCINIO 2 2 3 PRESENTAZIONE

Dettagli

LABORATORI DAL BASSO

LABORATORI DAL BASSO LABORATORI DAL BASSO La nuova idea di Arti e Bollenti Spiriti per imparare a fare impresa sostenibile INVITO A PRESENTARE MANIFESTAZIONI DI INTERESSE 1. PREMESSE E OBIETTIVI DELL'INIZIATIVA Negli ultimi

Dettagli

Pensieri sussurrati: sintesi

Pensieri sussurrati: sintesi 1 Pensieri sussurrati: sintesi Nuclei tematici Identità delle SUP Rapporto tra formazione e ricerca Didattica - insegnamento Modalità di lavoro attorno alla didattica La figura e il ruolo del docente Rapporto

Dettagli

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca VISTO il decreto legge 16 maggio 2008 n. 85, convertito con modificazioni dalla legge 14 luglio 2008, n. 121 e, in particolare, l art. 1, commi 1 e 5, con il quale è stato, rispettivamente, istituito il

Dettagli

Koinè Consulting. Profilo aziendale

Koinè Consulting. Profilo aziendale Koinè Consulting Profilo aziendale Koinè Consulting è una società cooperativa a responsabilità limitata che svolge attività di consulenza e servizi alle imprese, avvalendosi di competenze interne in materia

Dettagli

COGENIAapprofondimenti. Il progetto di quotazione in borsa. Pagina 1 di 7

COGENIAapprofondimenti. Il progetto di quotazione in borsa. Pagina 1 di 7 Il progetto di quotazione in borsa Pagina 1 di 7 PREMESSA Il documento che segue è stato realizzato avendo quali destinatari privilegiati la Direzione Generale o il responsabile Amministrazione e Finanza.

Dettagli

REGOLAMENTO DEL CORSO DI LAUREA INTEFACOLTA IN SCIENZE ORGANIZZATIVE E GESTIONALI. Art. 1 Oggetto del Regolamento. Titolo I ORDINAMENTO DIDATTICO

REGOLAMENTO DEL CORSO DI LAUREA INTEFACOLTA IN SCIENZE ORGANIZZATIVE E GESTIONALI. Art. 1 Oggetto del Regolamento. Titolo I ORDINAMENTO DIDATTICO REGOLAMENTO DEL CORSO DI LAUREA INTEFACOLTA IN SCIENZE ORGANIZZATIVE E GESTIONALI Art. 1 Oggetto del Regolamento Il presente Regolamento disciplina, nel rispetto di quanto disposto dallo Statuto e dal

Dettagli

Palermo, 9 (I edizione) e 15 (II edizione) dicembre 2014

Palermo, 9 (I edizione) e 15 (II edizione) dicembre 2014 Palermo, 9 (I edizione) e 15 (II edizione) dicembre 2014 L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLA SEDE E DEI CORSI DI STUDIO E LA GESTIONE DELL ASSICURAZIONE DELLA QUALITÀ NELL ATENEO DI PALERMO/L ATTIVITA DI

Dettagli

Labour market intelligence in Europa

Labour market intelligence in Europa Labour market intelligence in Europa di Mara Brugia* e Antonio Ranieri** Dal nostro punto di osservazione che è quello di chi guarda all insieme del sistema europeo della formazione professionale e del

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Licei musicali: incontro dei Direttori dei Conservatori e dei dirigenti scolastici (Roma, 15 16 luglio 2010) Si è tenuto a Roma nei giorni 15 e 16 c.m. un incontro dei Direttori dei Conservatori e dei

Dettagli

Modelli Aziendali per le Amministrazioni Pubbliche a.a. 2009-2010

Modelli Aziendali per le Amministrazioni Pubbliche a.a. 2009-2010 Modelli Aziendali per le Amministrazioni Pubbliche a.a. 2009-2010 Fonte: Decimo rapporto sullo stato del sistema universitario (dicembre 2009) Studenti immatricolati Maturi anno 2007 Immatricolati a.a.

Dettagli

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI CISCo Ufficio delle scuole comunali PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI Per profilo professionale è intesa la descrizione accurata delle competenze e dei comportamenti

Dettagli

WORKSHOP DI APPROFONDIMENTO Il Programma Annuale Unità didattiche PRG1 PRG2

WORKSHOP DI APPROFONDIMENTO Il Programma Annuale Unità didattiche PRG1 PRG2 WORKSHOP DI APPROFONDIMENTO Il Programma Annuale Unità didattiche PRG1 PRG2 Il caso L istituto comprensivo Città del sole si trova in una cittadina di circa 40.000 abitanti, il cui territorio si frammenta

Dettagli

REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E MANAGEMENT

REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E MANAGEMENT REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E MANAGEMENT INDICE Titolo I - Premessa... 2 Art. 1 Finalità... 2 Art. 2 Ambito di applicazione... 2 Art. 3 Definizioni... 2 Titolo II Organi del dipartimento e

Dettagli