Impegni e Azioni per lo Sviluppo Sostenibile. Eni e la Sostenibilità 2006

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1 Impegni e Azioni per lo Sviluppo Sostenibile Eni e la Sostenibilità 2006

2 5 Lettera dell Amministratore Delegato La carta d identità di Eni La ripartizione del valore aggiunto agli stakeholder Storia e parole chiave Eni oggi L impegno per lo sviluppo sostenibile Il Progetto Sostenibilità Sfide, Impegni, Risultati Governance e coinvolgimento degli stakeholder La struttura di governance Il coinvolgimento degli stakeholder MISSIONE Siamo un impresa integrata nell energia, impegnata a crescere nell attività di ricerca, produzione, trasporto, trasformazione e commercializzazione di petrolio e gas naturale. Tutti gli uomini e le donne di Eni hanno una passione per le sfide, il miglioramento continuo, l eccellenza e attribuiscono un valore fondamentale alla persona, all ambiente e all integrità. Le nostre persone Energia e responsabilità ambientale Salute e Sicurezza Gestione e sviluppo delle risorse umane L internazionalizzazione Le relazioni industriali e i diritti umani Pari opportunità e gestione delle diversità Lo sviluppo del gas naturale e l utilizzo nella produzione di elettricità Il Protocollo di Kyoto: Emission Trading e Meccanismi Flessibili Un sistema energetico sostenibile Lo sviluppo di combustibili a minore impatto ambientale La riduzione dell impronta ambientale e la tutela della biodiversità Gli investimenti e le spese per la tutela ambientale Innovazione per lo sviluppo sostenibile 37 Relazioni con il territorio e sviluppo delle comunità Il dialogo con gli stakeholder locali La valutazione di impatto sociale Le aree di intervento Tabella degli indicatori di sostenibilità 46

3 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / LETTERA DELL AMMINISTRATORE DELEGATO Lettera dell Amministratore Delegato Paolo Scaroni Nel 2005 Eni ha conseguito i migliori risultati operativi e finanziari della sua storia. Nella prima parte del 2006 li abbiamo ulteriormente migliorati, ponendo le basi per un nuovo anno di crescita e di creazione di valore. Riteniamo che questo sia lo scenario migliore per ridefinire il quadro dei nostri impegni e delle nostre azioni, in modo da garantire la sostenibilità dei risultati nel tempo e contribuire allo sviluppo sostenibile. Per questo, nel febbraio di quest anno, abbiamo avviato un progetto che rafforza e integra ulteriormente nel nostro modello di business obiettivi di sostenibilità. Nel compiere questo percorso, ci muoviamo nel solco della cultura della nostra azienda e facciamo leva sulla nostra storia, su valori consolidati nel tempo, sulla responsabilità, competenza e passione di tutte le donne e gli uomini di Eni. Vogliamo, però, tracciare la nostra rotta in modo innovativo per rispondere alle sfide che ci vengono poste. In questo documento, propedeutico al Bilancio di Sostenibilità che sarà pubblicato già dal prossimo anno, abbiamo raccolto, in un quadro organico e sintetico, la visione, le strategie e gli impegni relativi alla governance, alle nostre persone, alla responsabilità ambientale, all innovazione tecnologica, alle relazioni con il territorio e con le comunità. Abbiamo riportato specifici esempi di come Eni ha operato e opera, consapevoli che la corretta gestione di queste tematiche è un fattore chiave di successo. Sul piano dei valori che stanno alla base dei nostri comportamenti, riconosciamo la centralità della tutela e della valorizzazione delle persone, l importanza di sviluppare le capacità e le competenze di ciascuno, di realizzarne il potenziale attraverso la piena espressione della creatività, di mantenere un ambiente di lavoro che offra a tutti le medesime opportunità sulla base di criteri di merito condivisi. Operare in oltre 70 Paesi ci ha insegnato a rispettare le diversità sociali e culturali, i diritti umani delle popolazioni, i loro territori e l ambiente. Il nostro impegno è rivolto a migliorare la qualità della vita e lo sviluppo delle comunità con cui interagiamo. Riteniamo che, allo stato delle conoscenze attuali, l utilizzo massiccio di combustibili fossili stia contribuendo al cambiamento climatico del pianeta e siamo impegnati non solo a soddisfare il fabbisogno energetico, ma anche a promuovere l'efficienza e la conservazione dell'energia per la salvaguardia ambientale. A sostegno del nostro modello di crescita, confermiamo l impegno per l'innovazione tecnologica, volto, da un lato, ad assicurare la disponibilità delle tecnologie necessarie ad acquisire e rendere sostenibili nel tempo i vantaggi competitivi e dall'altro a sviluppare processi e prodotti innovativi in grado di determinare fattori di discontinuità tecnologica nell industria. Siamo costantemente impegnati ad aggiornare i modelli di cooperazione con i Paesi produttori di idrocarburi, per superare le criticità dell'attuale sistema energetico globale. Ragioneremo sempre di più con i nostri partner su schemi contrattuali e progetti integrati. La ricerca della sostenibilità, che unisce trasversalmente tutte le strutture Eni e rafforza le relazioni con gli stakeholder, unitamente allo spirito di frontiera che da sempre contraddistingue la nostra azienda, potrà contribuire sempre di più ai nostri successi. 5

4 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / LA CARTA D IDENTITÀ DI ENI ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / LA CARTA D IDENTITÀ DI ENI La carta d identità di Eni La ripartizione del valore aggiunto agli stakeholder La creazione di valore per gli stakeholder è uno degli obiettivi primari di Eni e trova riscontro nei risultati economico finanziari del La ripartizione del valore aggiunto, cioè della ricchezza creata da Eni per i principali stakeholder, è riportata nello schema sottostante. Il valore aggiunto 2005 (milioni di Euro) Valore della produzione Altri proventi (finanziari e su partecipazioni) 851 Acquisti di beni e servizi Ammortamenti Svalutazioni -272 Valore aggiunto netto % Risorse umane 39% Stati e Pubbliche Amministrazioni 1% Finanziatori 19% Azionisti 24% Sistema Impresa Ripartizione del valore aggiunto 2005 (milioni di Euro) Risorse umane Stati e Pubbliche Amministrazioni Finanziatori 303 Azionisti Sistema Impresa (quota utile netto reinvestito in azienda) Nel 2005 l utile netto registrato da Eni ha raggiunto il livello record di milioni di Euro. La redditività complessiva per gli Azionisti è stata del 35,3%. I dividendi pagati sono stati complessivamente pari a milioni di Euro. Eni ha continuato il programma di acquisto di azioni proprie per complessivi milioni di Euro, raggiungendo il 7,04% del capitale sociale. Gli investimenti tecnici sono stati milioni di Euro, superiori del 35% agli ammortamenti. 6 7

5 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / LA CARTA D IDENTITÀ DI ENI ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / LA CARTA D IDENTITÀ DI ENI La storia di Eni Il contesto macro economico e le fasi dello sviluppo Sono gli anni in cui il petrolio soppianta il carbone come principale fonte energetica. Il mercato è dominato dalle Sette Sorelle (Exxon, Shell, BP, Gulf, Texaco, Chevron, Mobil). Nel 1960 nasce l OPEC, Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, che alle soglie degli anni 70 rappresenta i due terzi della produzione mondiale di petrolio. In Italia sono gli anni del boom economico, che determina anche la crescita del fabbisogno energetico Negli anni 70 si susseguono due grandi crisi energetiche (1973 e 1979). Vengono nazionalizzate le concessioni petrolifere in Medio Oriente. Gli alti prezzi del petrolio spingono l Occidente al risparmio energetico. Negli anni 80 si combatte la guerra tra Iran e Iraq. Si aprono nuovi fronti produttivi in territori non OPEC. L Italia si dota di un Piano Energetico Nazionale con prezzi amministrati per la fornitura dell energia. L Italia riduce la dipendenza dai prodotti petroliferi per il consumo energetico Crescono i consumi del petrolio grazie alla globalizzazione e allo sviluppo economico. Nel 1991 scoppia la Prima Guerra del Golfo. Negli anni 90 rimangono bassi i prezzi del petrolio (fino ad un minimo di 10 US$ per barile nel 1999). Nel 2001 l attentato alle Torri Gemelle di New York apre una nuova fase di instabilità internazionale, che porta nel 2003 alla Seconda Guerra del Golfo. La domanda sostenuta e le tensioni internazionali spingono i prezzi del petrolio oltre i 70 US$ per barile. Negli anni 90 l Italia avvia i processi di privatizzazione e liberalizzazione dei mercati. Nasce l Euro. La produzione di idrocarburi di Eni (migliaia di boe/giorno) 1953 Nascita di Eni 1955 Accordo con l Egitto 1957 Accordo con l Iran, si impone la formula Mattei 1959 Primo pozzo offshore in Europa 1960 Accordo con l URSS 1963 Scoperta del petrolio in Tunisia (El Borma) 1965 Accordo con la Libia per gas naturale, Scoperto giacimento in Nigeria 1962 Muore Enrico Mattei Costituzione di Eni e sviluppo delle attività in Italia e all estero Eni nasce nel 1953 con l obiettivo di assicurare l energia all Italia e sostenerne lo sviluppo industriale. Eni sviluppa in Italia una delle più estese reti di trasporto di gas naturale al mondo, sostenendo il miracolo economico del dopoguerra. Nel mondo Eni esporta la formula Mattei che garantisce ai Paesi produttori una maggiore partecipazione alla gestione delle concessioni. Eni prosegue nel processo di internazionalizzazione e punta sul gas naturale per fronteggiare la crisi causata dal primo embargo petrolifero. Viene scoperto in Tunisia il giacimento di petrolio El Borma, uno dei più grandi dell Africa Entra in funzione il TAL, Transalpine Oil Pipeline, oleodotto tra Trieste e Ingolstadt 1969 Accordo con l URSS per gas naturale 1971 GNL dalla Libia 1970 Accordo con i Paesi Bassi per gas naturale 1973 Accordo con Algeria per gas naturale 1983 Entra in funzione il gasdotto Transmed 1984 Accordo con la Libia (Bouri) Il gas come soluzione delle crisi petrolifere Eni identifica il gas naturale come fonte di energia alternativa. Eni riorganizza la propria strategia e concentra gli investimenti sul core business energetico. Vengono realizzati importanti infrastrutture che collegano la rete nazionale con il centro-nord Europa e con l Africa del nord (gasdotto Transmed dall Algeria). Arriva il primo gas naturale liquefatto (GNL) proveniente dalla Libia. Viene firmato un accordo con la Libia per lo sfruttamento di Bouri, il più grande giacimento petrolifero del Mediterraneo. Viene scoperto un importante giacimento di petrolio in Basilicata Scoperta del petrolio in Basilicata 1992 Trasformazione in SpA 1993 Accordi con Kazakhstan, Cina e Russia 1995 Quotazione alla Borsa Italiana e al NYSE 1999 Accordo con Gazprom per Blue Stream 1997 Avvio progetti Karachaganak e Caspian project 2000 Acquisizione di British Borneo 2001 Acquisizione di Lasmo Eni operatore unico di Kashagan Capitalizzazione di Borsa di Eni S.p.A. (miliardi di Euro) Totale Petrolio Gas naturale 2004 Avviata la produzione in Libia, Australia, Iran e Angola 100 La trasformazione in S.p.A. e la privatizzazione. Gli anni del grande sviluppo Eni diventa Società per Azioni. Tra il 1995 e il 1998 è collocato in Borsa circa il 75% della società con un incasso per lo Stato di circa 24 miliardi di Euro. Eni integra le società operative e sviluppa le attività internazionali. Accordi in Kazakhstan, dove diventa operatore dell importante giacimento di Kashagan (con riserve fino a 13 miliardi di barili), Azerbaijan, Nigeria e Angola e acquisizione delle società British Borneo e Lasmo. Eni realizza il gasdotto Blue Stream che collega la Russia alla Turchia. Importazione dalla Libia di gas naturale attraverso il gasdotto Greenstream. La produzione di idrocarburi passa da circa 0,8 milioni di barili/giorno del 1990 agli oltre 1,7 milioni del Capitalizzazione Parole chiave E.N.I. Il 10 febbraio 1953 il Parlamento sancisce l istituzione dell Ente Nazionale Idrocarburi. Fondatore e primo presidente è Enrico Mattei, nato ad Acqualagna (Pesaro). Il 27 ottobre 1962 l aereo che lo sta riportando a Milano precipita nei pressi di Pavia. Mattei ha 56 anni. CANE A SEI ZAMPE È da sempre il logo Eni. L autore è lo scultore Luigi Broggini, anche se il bozzetto viene presentato al concorso del 1952 da Giuseppe Guzzi, ritenuto per anni l autore dell opera. La vera paternità viene alla luce molti anni più tardi, dopo la morte di Broggini. Il cane a sei zampe ha avuto nel tempo due restyling, entrambi a opera di Bob Noorda, una delle maggiori personalità della grafica internazionale. BARILE È l unità di misura utilizzata dall industria petrolifera insieme alla tonnellata. Equivale a circa 159 litri. Una tonnellata di greggio equivale a 7,2 barili. Deriva dalla vecchia abitudine di raccogliere il greggio in barili di legno per poi essere venduto. L Agip nel 1949 trova il petrolio a Cortemaggiore; nel 2005 la produzione di Eni ha superato 1,1 milioni di barili al giorno. GAS NATURALE Nel 1944 l Agip scopre a Caviaga, presso Lodi, il primo giacimento italiano che si rivela il più grande dell Europa occidentale: le sue riserve sono valutate intorno ai 12 miliardi di metri cubi (1.400 metri di profondità, pressione di 140 atmosfere, portata di metri cubi l ora). STAZIONI DI SERVIZIO AGIP La prima fu inaugurata da Mattei nel 1953 ad Anagni. Al 31 dicembre 2005 sono e la presenza si è estesa anche all estero. POSA DI CONDOTTE IN MARE Eni ha realizzato importanti record: nel 1980 il gasdotto Transmed ha raggiunto i 608 metri di profondità nel Mediterraneo; nel 2002 il nuovo record è stato stabilito con il Blue Stream, a metri nel Mar Nero; il record come più lungo gasdotto del Mediterraneo appartiene al Greenstream (520 Km) posato nel 2004 per collegare la Libia all Italia (1.227 metri di profondità). Eni S.p.A. Il 7 agosto 1992 Eni diventa una Società per Azioni. Tre anni più tardi, nel 1995, la società viene quotata nei mercati finanziari italiani e americani. STAKEHOLDER Soggetti che hanno un interesse nelle attività dell impresa, come dipendenti, azionisti, clienti, fornitori, partner commerciali e finanziarie, istituzioni, organizzazioni non governative, comunità locali con le quali interagisce e le generazioni future. SVILUPPO SOSTENIBILE L impegno di Eni a coniugare lo sviluppo economico con la salvaguardia dell ambiente e degli interessi degli stakeholder. 8 9

6 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / LA CARTA D IDENTITÀ DI ENI ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / LA CARTA D IDENTITÀ DI ENI Eni Principali dati economico-finanziari e operativi Exploration & Production Gas & Power Refining & Marketing Ingegneria e Costruzioni Petrolchimica Corporate e altre attività milioni di euro milioni di euro milioni di euro n al Fatturato vs. terzi (milioni di euro) milioni di euro milioni di euro milioni di euro n al migliaia di boe al giorno milioni di euro milioni di euro milioni di euro n al ,15 miliardi di m3 di gas venduti milioni di euro milioni di euro 656 milioni di euro n al milioni di euro 307 milioni di euro 349 milioni di euro n al milioni di Euro (portafoglio ordini) milioni di euro 202 milioni di euro 112 milioni di euro n al migliaia di tonnellate 595 milioni di euro milioni di euro 181 milioni di euro n al Risultato operativo (milioni di euro) Investimenti tecnici (milioni di euro) Dipendenti al 31 dicembre 2005 Produzione Eni è un impresa energetica integrata che vanta competenze di eccellenza e forti posizioni di mercato a livello internazionale nei settori del petrolio e del gas naturale, della generazione di energia elettrica, della petrolchimica, dell ingegneria e delle costruzioni. Nel 2005 Eni ha registrato un fatturato di 73,8 miliardi di Euro, con un utile operativo di 16,8 miliardi (17,6 miliardi risultato operativo adjusted) ed un utile netto di 8,8 miliardi (9,3 miliardi l utile netto adjusted). Eni opera in oltre 70 Paesi, dove impiega dipendenti (al ); la produzione giornaliera di idrocarburi è stata di circa 1,74 milioni di barili di petrolio equivalente (boe), il volume complessivo di gas naturale venduto è stato di oltre 91 miliardi di metri cubi. Le riserve certe di idrocarburi al sono 6,84 miliardi di boe. Eni è quotata nelle Borse di Milano e nel New York Stock Exchange (NYSE); al 31 dicembre 2005 la capitalizzazione di Borsa era pari a 87,3 miliardi di Euro, in crescita del 26% rispetto all anno precedente. Nel 2005 il Total Shareholder Return di Eni è stato pari al 35,3%. Eni rappresenta il 6 gruppo petrolifero al mondo per produzione giornaliera di idrocarburi e per capitalizzazione di borsa dopo Exxon Mobil, BP Amoco, Royal Dutch Shell, Chevron Texaco e Total. Descrizione attività Strategie Eni ricerca e produce idrocarburi in Italia, Africa Settentrionale, Africa Occidentale, Mare del Nord, Golfo del Messico e Australia e in aree ad alto potenziale quali l area del Mar Caspio, il Medio e l Estremo Oriente. Nel 2005 la produzione giornaliera è stata di 1,74 milioni di boe pari ad una crescita del 7% rispetto al 2004; le riserve certe al 31 dicembre hanno raggiunto i 6,84 miliardi di boe con una vita utile residua di 10,8 anni. Sviluppo di giacimenti con una lunga vita produttiva in Africa Occidentale, Nord Africa e in Kazakhstan e l esplorazione in Africa, nel Mare di Barents, in Medio Oriente e nel Golfo del Messico. Valorizzazione delle disponibilità di gas equity (principalmente in Nigeria, Egitto, Australia e Indonesia) per il rifornimento dei mercati dell Europa e degli Stati Uniti attraverso la crescita nel GNL in aree di produzione con più elevate potenzialità e costo minerario contenuto. Valutazione di nuove opportunità di espansione nel non conventional oil. Eni opera nell approvvigionamento, trasporto, distribuzione e vendita di gas naturale. Nel 2005 le vendite di gas naturale inclusi gli autoconsumi sono state di 91,15 miliardi di m3 di cui 58 miliardi di m3 in Italia. La rete di gasdotti ad alta e media pressione di proprietà di Eni in Italia è di circa 30 mila chilometri; all estero Eni dispone di diritti di trasporto su una rete di oltre 5 mila chilometri. Attraverso EniPower, Eni opera nella generazione e nella commercializzazione di energia elettrica con una potenza installata in funzione di circa 4,5 gigawatt alla fine del Massimizzazione del valore del portafoglio di gas equity in Italia, Libia, Egitto, Mare del Nord, e dei contratti di fornitura di lungo termine con i maggiori produttori - Gazprom, Sonatrach, Gasunie e Statoil. Sviluppo di infrastrutture per l importazione del gas in Italia: - potenziamento dei gasdotti TAG dalla Russia e TTPC dall Algeria; - incremento volumi di gas trasportati dalla Libia (gasdotto Greenstream); - adeguamento della rete di trasporto nazionale. Completamento della realizzazione di centrali di cogenerazione a ciclo combinato alimentato a gas (CCGT) efficienti e redditizie. Eni opera nella raffinazione e commercializzazione dei prodotti petroliferi principalmente in Italia e nel resto d Europa. Nell attività di distribuzione rete Eni è leader in Italia con il marchio Agip e una quota di mercato del 30%. Nel 2005 le vendite di prodotti petroliferi sono state di 51,63 milioni di tonnellate, di cui 30,3 milioni in Italia. Incremento dell indice di complessità del sistema di raffinazione. Rafforzamento dell integrazione verticale con il business upstream (refining). Crescita selettiva nelle regioni europee limitrofe (marketing). Rafforzamento dei premium product ed iniziative innovative nel non oil (marketing). Eni attraverso la Saipem (quota Eni 43%) è uno dei leader mondiali nella realizzazione di grandi progetti offshore per l industria petrolifera (posa di condotte sottomarine e piattaforme di produzione). Dispone di mezzi navali all avanguardia, in grado di perforare pozzi fino a oltre 9 mila metri e di posare condotte fino a 3 mila metri di profondità. Eni attraverso la Snamprogetti (Saipem 100%) è tra i leader mondiali nella realizzazione di impianti per l industria petrolifera e petrolchimica. Ha sviluppato competenze e tecnologie d avanguardia nella produzione, nel trattamento e nel trasporto degli idrocarburi e nella valorizzazione del gas naturale e dei greggi pesanti. Rafforzamento della presenza Saipem nelle aree strategiche dell Africa Occidentale e del Caspio. Mantenimento e upgrading della flotta e approntamento di mezzi e equipment per progetti particolarmente sfidanti. Avvio di progetti esecutivi per la migliore integrazione delle competenze Saipem e Snamprogetti. Eni attraverso Polimeri Europa gestisce la produzione e la commercializzazione di un vasto portafoglio di prodotti, potendo contare su una gamma di tecnologie proprietarie, impianti all avanguardia ed una rete distributiva capillare ed efficiente. I business strategici del polo petrolchimico riguardano: la chimica di base, le materie plastiche e le gomme sintetiche. Al 31 dicembre 2005 la rete commerciale copriva 17 Paesi con una vendita di prodotti petrolchimici pari a 5,38 milioni di tonnellate. La produzione complessiva nel 2005 è stata di 7,28 milioni di tonnellate. Consolidamento della struttura industriale. Miglioramento della performance industriale e dell affidabilità degli impianti nelle aree d eccellenza (stirenici ed elastomeri), nonché negli impianti di cracking più competitivi. Attraverso le proprie controllate, Eni è presente anche in altri settori industriali, tra cui: la riqualificazione ambientale di aree contaminate, la fornitura di servizi completi di ingegneria offshore, il Facility Management. Obiettivi Crescita produttiva al tasso medio annuo del 4% per linee interne, superando i 2 milioni di boe/giorno al Crescita dell indice di rimpiazzo delle riserve fino a superare il 100%. Estensione e rinnovo del portafoglio dei titoli minerari, con il rafforzamento della presenza nelle aree core (Africa, North Sea) e l ingresso in nuove aree. Aumento delle vendite di GNL fino a 13 miliardi di m3 nel Crescita del 8% medio annuo nel settore del gas in Europa, raggiungendo i 50 miliardi di m3 nel Ampliamento della capacità di importazione del gas in Italia per ulteriori 21 miliardi di m3 al Incremento della potenza installata nel settore elettrico fino ad un totale di 5,5 gigawatt nel 2009, pari ad un autoconsumo di gas di circa 6-7 miliardi di m3. Investimenti per l upgrading del sistema di raffinazione che permetterà di raggiungere entro il 2009 un indice di conversione del 58%, ben al di sopra della media europea, e di massimizzare la redditività. Incremento delle lavorazioni fino a 42 milioni di tonnellate all anno nel Rafforzamento della leadership nel settore ingegneria e costruzioni integrando le competenze ed il portafoglio di Snamprogetti, acquisita alla fine del febbraio Continua ricerca dell efficienza operativa ed ottimizzazione delle performance operative al fine di conseguire risultati operativi (economico-finanziari) positivi anche in scenari sfavorevoli

7 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / L IMPEGNO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / L IMPEGNO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE L impegno per lo sviluppo sostenibile Il Progetto Sostenibilità La Sostenibilità è per Eni il motore di un processo di miglioramento continuo capace di condizionare positivamente la gestione dell azienda e la relazione con i suoi stakeholder. Eni è stata una delle prime grandi imprese europee a dotarsi di un Codice di Comportamento, redatto nel 1994 e più volte aggiornato. Nel 2002 ha avviato un processo di gestione integrata delle attività HSE e costituito l unità organizzativa Corporate Social Responsibility, nell ambito della Direzione Relazioni Istituzionali e Comunicazione. Eni è oggi impegnata a dare ulteriore impulso alla sua azione nel campo della sostenibilità. Nel febbraio 2006 ha avviato il Progetto Sostenibilità con l obiettivo di rafforzare il sistema di gestione e comunicazione integrata degli aspetti ambientali, sociali ed economico-finanziari e di definire impegni e obiettivi specifici. Uno dei risultati del Progetto sarà la pubblicazione, già dal prossimo anno, del Bilancio di Sostenibilità che incorporerà il Rapporto HSE. Al centro delle strategie di Eni c è da sempre un forte impegno per lo sviluppo sostenibile, che coinvolge vari aspetti dell attività, dalla valorizzazione delle persone, all attenzione per l ambiente, allo sviluppo delle comunità, all innovazione tecnologica. Questo è prioritario per tutte le imprese, ma ancor di più per una grande società internazionale che opera in un settore in cui la corretta gestione delle risorse e delle tematiche sociali e ambientali è un fattore chiave di successo. Il contesto di riferimento locale e globale in cui l azienda opera presenta elementi di crescente complessità e di continua evoluzione, che pongono alle imprese nuovi e ambiziosi obiettivi. Eni, facendo leva sulla propria storia, su valori consolidati nel tempo, sulla competenza e sulla passione delle proprie persone, è pronta a perseguire questi obiettivi e creare valore per tutti gli stakeholder

8 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / L IMPEGNO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / L IMPEGNO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE Sfide, Impegni, Risultati LE SFIDE TRA I NOSTRI IMPEGNI ALCUNE ATTIVITÀ E RISULTATI Governance e stakeholder engagement La presenza internazionale e l impatto economico a livello locale e globale del settore oil & gas determina una crescente attenzione sulla trasparenza dei processi di governance, sui rapporti con i governi dei Paesi in cui opera, sull impegno per lo sviluppo di un modello di crescita sostenibile. 1. Mantenere e rafforzare un sistema di governance che rappresenti la best practice internazionale, in grado di gestire la complessità delle situazioni in cui Eni si trova a operare in numerosi Paesi del mondo e delle sfide da affrontare per lo sviluppo sostenibile. 2. Adottare forme sistematiche di engagement degli stakeholder, estendendo il dialogo sui temi della sostenibilità e della responsabilità d impresa con i legittimi portatori d interesse. 1. Eni ha adottato un sistema di governance conforme alle normative e alle direttive emanate dai regolatori e dai gestori dei mercati finanziari in cui è quotata, e ne verifica periodicamente l allineamento. 2. Eni nel 1994 è stata una delle prime, tra le grandi imprese in Europa, a dotarsi di un Codice di Comportamento che definisce principi e linee guida cui attenersi nello svolgimento delle attività. 3. Eni utilizza una metodologia di supporto specifica per l identificazione, l analisi e la consultazione degli stakeholder di riferimento, dando attuazione concreta alle più importanti iniziative e convenzioni internazionali rilevanti per la propria attività. 4. Eni promuove un modello di sviluppo sostenibile ed è impegnata a dare ulteriore impulso alla sua azione attraverso il Progetto Sostenibilità avviato nel febbraio Persone A seguito dell espansione del settore oil & gas in aree di frontiera e del crescente impegno per lo sviluppo di progetti sempre più complessi sta diventando un fattore critico la disponibilità di personale qualificato. La gestione operativa, dipendente in larga misura dalla professionalità delle persone impiegate e dalla loro motivazione, è un importante fattore di successo. Cresce pertanto la competizione per assumere e trattenere le risorse qualificate, la necessità di favorire lo sviluppo del personale a livello locale, promuovendo al contempo la tutela della salute e garantendo elevati standard di sicurezza. 3. Attrarre le migliori risorse a livello nazionale e internazionale. 4. Gestire le risorse umane a livello internazionale con strumenti omogenei, valorizzando le diversità. 5. Promuovere la salute del personale e garantire la sicurezza dei dipendenti, dei contrattisti e delle comunità. 6. Valorizzare il potenziale e le professionalità delle proprie risorse. 5. Eni ha sviluppato un intensa relazione con università e centri di ricerca internazionali per l assunzione e la formazione delle migliori risorse. Nel 2005 ha aumentato il livello di occupazione, grazie soprattutto all incremento del personale operante all estero, assumendo circa risorse, di cui circa 800 laureati (64% ingegneri) e 530 diplomati. 6. Eni impiega circa il 44% del proprio personale all estero e punta a valorizzarne le differenze sociali e culturali. Ha condotto analisi comparative sulle diverse normative degli oltre 70 Paesi esteri in cui opera e ha sviluppato una serie di progetti formativi dedicati ai neoassunti all estero. 7. Eni tutela la salute dei propri dipendenti attraverso il miglioramento generale delle condizioni di lavoro, la protezione del benessere fisico, la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, la promozione di comportamenti e stili di vita sempre più salutari. Nel 2005 ha registrato il minimo storico dell indice di frequenza e un forte miglioramento, rispetto al 2004, dell indice di gravità degli infortuni. 8. Eni considera strategiche le attività di formazione e sviluppo delle risorse umane. Nel 2005 le ore totali di formazione in Italia sono state pari a , la formazione media per dipendente pari a 3,7 giorni. Le spese per formazione nel 2005 sono state pari a 22 milioni di Euro in Italia. Responsabilità ambientale Eni ritiene, allo stato delle conoscenze attuali, che l utilizzo massiccio di combustibili fossili stia contribuendo al cambiamento climatico del pianeta. La gestione attiva degli impatti ambientali, sia locali che globali, costituisce uno dei temi all attenzione degli stakeholder. Soddisfare la crescita della domanda di energia mitigando al contempo le emissioni in atmosfera è uno dei temi principali a cui il settore oil & gas è chiamato a dare risposte. 7. Sviluppare in via preferenziale le fonti fossili a bassa intensità di carbonio, in particolare il gas naturale. 8. Partecipare attivamente ai sistemi di Emission Trading (ETS) e realizzare progetti di riduzione delle emissioni basati sui Meccanismi Flessibili previsti dal Protocollo di Kyoto. 9. Ridurre l impronta ecologica anche attraverso l attività di bonifica e ripristino ambientale e tutelare la biodiversità. 9. Eni, grazie alle attività nel settore del gas naturale, può offrire al mercato un paniere di fonti a ridotta emissione di gas serra. Il fattore medio di emissioni è di 2,65 tco 2 /tep, un valore tra i più bassi a livello mondiale tra le grandi imprese oil & gas. Il programma di investimenti in atto per lo sviluppo del gas naturale (valorizzazione del gas equity, rafforzamento delle infrastrutture di trasporto, realizzazione di impianti cogenerativi a ciclo combinato) punta a rafforzare la leadership nel mercato europeo. 10. Eni ha introdotto un modello di gestione dell ETS, coinvolgendo oltre 200 esperti interni, e sta sviluppando un portafoglio di progetti di riduzione delle emissioni basati sui Meccanismi Flessibili del Protocollo di Kyoto. 11. Eni ha sviluppato un complesso sistema di gestione HSE per assicurarsi che le attività operative in tutti gli ambiti di presenza vengano svolte minimizzando gli impatti ambientali, anche salvaguardando la biodiversità. Innovazione La necessità di aumentare l offerta di idrocarburi comporta anche lo sfruttamento più efficiente delle riserve esistenti. Tale esigenza si confronta con la tendenza in atto nell industria di crescita degli investimenti per accedere e sviluppare le riserve in contesti più complessi dal punto di vista tecnico e ambientale. La valorizzazione delle riserve implica una continua innovazione tecnologica per aumentare l efficienza e salvaguardare l ambiente e la sicurezza. 10. Sviluppare tecnologie per aumentare la disponibilità di idrocarburi, rendendo più efficiente l utilizzo delle riserve esistenti e salvaguardando l ambiente e la sicurezza. 12. Eni sta validando alcune tecnologie proprietarie in grado di incidere significativamente nell industria dell oil & gas rendendo più efficiente l utilizzo delle riserve esistenti, dalla valorizzazione del non conventional oil (tecnologia EST per la valorizzazione del fondo del barile ) alla maggiore efficienza nel trasporto del gas naturale (tecnologia TAP per il trasporto ad alta pressione). Territorio e comunità La maggior parte delle riserve oggi disponibili sono localizzate in Paesi caratterizzati da situazioni socio-economiche complesse. Il coinvolgimento degli stakeholder locali e l impegno per lo sviluppo delle comunità rappresentano efficaci strumenti di gestione del rischio, oltre che elementi di vantaggio competitivo. 11. Promuovere il dialogo con gli stakeholder e le comunità locali in merito alle scelte industriali attraverso strumenti di partecipazione attiva, con l obiettivo di favorire la valorizzazione del sistema socio-economico dei Paesi e delle comunità locali in cui opera. 13. Eni utilizza metodologie di Social Impact Assessment per la valutazione dell impatto dei progetti sul territorio, oltre a metodologie di supporto specifiche per l identificazione, l analisi e la consultazione degli stakeholder di riferimento nei Paesi e nelle comunità locali in cui opera. Questo approccio consente anche di predisporre programmi di investimento integrati in diversi Paesi, mirati e rispondenti alle esigenze delle comunità locali, nel campo della sanità, dello sviluppo sociale, dell istruzione e formazione, dell ambiente e della cultura

9 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / GOVERNANCE E COINVOLGIMENTO DEGLI STAKEHOLDER ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / GOVERNANCE E COINVOLGIMENTO DEGLI STAKEHOLDER Governance e coinvolgimento degli stakeholder Il sistema di governance di Eni è stato costruito con l obiettivo primario di creare valore per gli azionisti e per tutti gli altri stakeholder, consapevoli delle complessità delle situazioni in cui Eni si trova a operare in numerosi Paesi del mondo e delle sfide da affrontare per lo sviluppo sostenibile. Il sistema di governance si fonda sulla condivisione di valori e regole sanciti dal Codice di Comportamento, su di una struttura organizzativa articolata secondo i migliori principi richiesti dal mercato e raccomandati dai regolatori, tra i quali la Borsa e la Consob in Italia e il New York Stock Exchange (NYSE) e la Security and Exchange Commission (SEC) negli Stati Uniti d America, su sistemi di controllo interni e su modelli gestionali in linea con il contesto normativo nazionale e internazionale, tra i quali la legge 231/2001 in Italia e il Sarbanes-Oxley Act negli Stati Uniti d America. Per rafforzare il presidio della governance e per garantirne il tempestivo adeguamento alle sempre nuove e più stringenti esigenze degli stakeholder, Eni ha creato nel 2006 la nuova Direzione Affari Societari e Governance alle dirette dipendenze dell Amministratore Delegato. Il Codice di Comportamento di Eni Eni è stata una delle prime grandi imprese in Europa a dotarsi di norme di autoregolamentazione che definiscono principi e linee guida cui attenersi nello svolgimento delle attività. Il Codice di Comportamento svolge una funzione di indirizzo in una serie di aree nevralgiche quali l etica degli affari, la trasparenza e il rigore contabile, le relazioni con il personale, la salvaguardia della salute, della sicurezza e dell ambiente, i rapporti con le comunità. L osservanza del Codice è oggetto di valutazione da parte del Consiglio di Amministrazione. Due funzioni interne, il Garante e il Comitato, ne garantiscono la diffusione e la corretta applicazione, anche attraverso verifiche e sanzioni. L impegno di Eni per la trasparenza e completezza informativa Eni considera l accessibilità delle informazioni per i vari stakeholder una priorità e lo dimostra con il costante aggiornamento e la continua implementazione del sito web aziendale che contiene, tra l altro, un ampia sezione dedicata alla governance e alla sostenibilità. Informazioni e documenti includono: L adesione a Principi e Convenzioni Internazionali Eni è un impresa internazionale che opera in oltre 70 Paesi, spesso in contesti molto complessi, ed è consapevole dell importanza di stabilire rapporti basati sul rispetto, la trasparenza, la buona fede con i vari stakeholder. Il quadro di riferimento delle attività è definito attraverso l adesione a principi e convenzioni internazionali, tra i quali: Dichiarazione Universale dei Diritti dell Uomo delle Nazioni Unite, richiamata anche nel Codice di Comportamento Eni; Convenzioni fondamentali dell International Labor Organization (ILO) e Linee Guida dell OCSE per le Imprese Multinazionali, richiamate anche nel Codice di Comportamento Eni; Global Compact, l iniziativa delle Nazioni Unite finalizzata a promuovere tra le imprese politiche e pratiche orientate alla sostenibilità; Extractive Industries Transparency Initiative (EITI), che riunisce governi, istituzioni inanziarie internazionali, imprese del settore energetico e organizzazioni non governative con l obiettivo di rendere trasparenti i flussi finanziari derivanti dalle attività estrattive. Relazione sulla Corporate Governance Statuto Codice di Comportamento Regolamento delle assemblee Delibere assembleari Procedura Registro Persone Informate Internal Dealing Procedura di Comunicazione al Mercato Principi del modello 231 Azionariato Consiglio di Amministrazione Organi di controllo Compensi del top management Bilanci d esercizio e relazioni periodiche Form 20-F Fact Book Rapporto HSE Presentazioni al mercato e pubblicazioni 16 17

10 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / GOVERNANCE E COINVOLGIMENTO DEGLI STAKEHOLDER ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / GOVERNANCE E COINVOLGIMENTO DEGLI STAKEHOLDER La struttura di governance Il modello organizzativo di Eni affida in via esclusiva al Consiglio di Amministrazione la gestione aziendale, mentre le funzioni di vigilanza sono attribuite al Collegio Sindacale e quelle di controllo interno alla società di revisione nominata dall Assemblea. Il Consiglio di Amministrazione, in carica fino alla data dell Assemblea che approverà il Bilancio 2007, ha attribuito al Eni e i suoi azionisti Da quando nel 1995 Eni è stata quotata alla Borsa Italiana e al New York Stock Exchange ha creato grande valore per i suoi azionisti, più che quadruplicando la capitalizzazione dai 21 miliardi di Euro del 1995 ai circa 98 miliardi di Euro di fine aprile La crescita del valore delle azioni è andata di pari passo con i successi strategici e operativi, segnati dall incremento della produzione (da meno di 1 milione di barili del 1995 agli 1,7 del 2005) e delle riserve (dai 4,3 miliardi di barili nel 1995 ai 6,8 miliardi del 2005). Il total shareholder return dal 1995 ad oggi è stato superiore al 20% per anno; nel 2005 è stato pari al 35,3%. Una performance di cui ha beneficiato l intero azionariato, la cui composizione nel giugno 2005 (data di pagamento dividendo) vede il 20,3% del capitale detenuto dallo Stato italiano, il 9,9% dalla Cassa Depositi e Prestiti, il 6,1% da Eni stessa, il 33,3% da azionisti individuali e istituzionali italiani, il 14,7% da investitori europei, il 4,8% Presidente la delega per l individuazione e la promozione di progetti integrati e di accordi internazionali di rilevanza strategica, conferendo all Amministratore Delegato ampi poteri di gestione. Il Consiglio di Amministrazione ha costituito al suo interno tre comitati con funzioni consultive e propositive: il Comitato per il controllo interno, che vigila sul generale da investitori nord-americani e il 10,9% da investitori di altri Paesi del mondo. Dal punto di vista geografico il capitale Eni è ripartito per oltre i due terzi tra azionisti italiani. La privatizzazione è finora avvenuta attraverso 4 collocamenti pubblici: il primo del 1995 ha generato uno dei maggiori corrispettivi, circa 6,5 miliardi di Euro, conseguiti fino a quel momento a livello mondiale con una Initial Public Offering (IPO). Lo Stato italiano ha incassato complessivamente dalla privatizzazione Eni circa 30 miliardi di Euro, a cui vanno aggiunti circa 6 miliardi di Euro di dividendi e 15 miliardi di imposte societarie. Più di due milioni di piccoli risparmiatori hanno sottoscritto le varie tranche di collocamento. Le performance finanziarie conseguite sono anche frutto del dialogo costante e proficuo tra Eni e gli operatori di mercato e di un modello organizzativo in grado di assicurare l affidabilità del management nell interesse degli azionisti e degli altri stakeholder. andamento della gestione della società; il Compensation Committee, con funzioni in materia di remunerazione degli amministratori e del top management oltre che dei piani di incentivazione; l Osservatorio Petrolifero Internazionale, con il compito di monitorare l andamento dei mercati petroliferi. Al fine di consentire la presenza in Consiglio di Amministrazione di rappresentanti designati dagli azionisti di minoranza, la nomina degli amministratori avviene mediante voto di lista. Hanno il diritto di presentare liste gli azionisti che, da soli o insieme ad altri, rappresentano almeno l 1% del capitale sociale, nonché il Consiglio di Amministrazione. Lo Statuto di Eni prevede che lo Stato italiano abbia specifici poteri in ordine alla ripartizione azionaria, alla conclusione di patti o accordi parasociali e a rilevanti modifiche statutarie e in particolare abbia il potere di opporsi all assunzione da parte di un singolo azionista di partecipazioni superiori al 3% del capitale sociale e di impedirne i relativi diritti di voto ( golden share ). Una recente legge italiana (n 266/2005, Finanziaria 2006) ha introdotto la facoltà di inserire nello Statuto, subordinatamente all approvazione comunitaria, norme antiscalata che, se adottate, comporteranno la cancellazione della golden share. Sempre in considerazione della partecipazione pubblica, la gestione finanziaria Eni: best practice internazionale in termini di governance Eni è quotata dal 1995 alla Borsa Italiana e, attraverso un programma di American Depositary Receipts (ADR), al New York Stock Exchange. Il sistema di governance di Eni si è adeguato nel tempo alle normative e alle raccomandazioni emanate dai regolatori e dalle Borse, rappresentando oggi una best practice internazionale. Eni ha aderito nel 2000 al Codice di Autodisciplina delle Società Quotate e annualmente verifica l allineamento alle indicazioni previste. In particolare, oltre al rispetto delle indicazioni sul sistema delle deleghe, sulle procedure di nomina di amministratori e sindaci, sulle assemblee, sul controllo interno e sull investor relation, si segnalano: la presenza nel Consiglio di Amministrazione di un numero elevato di amministratori indipendenti (7 su 9) e un solo amministratore esecutivo (l Amministratore Delegato); l istituzione del Comitato per il Controllo Interno (5 amministratori, tutti non esecutivi, 4 indipendenti) e del Comitato di Eni è sottoposta anche al controllo della Corte dei Conti, organo per il controllo amministrativo dello Stato italiano. Le funzioni, la composizione, il funzionamento, i compensi degli organi societari di Eni sono riportati nel Bilancio 2005 e sul sito web aziendale. per la Remunerazione (Compensation Commitee, 4 amministratori, tutti non esecutivi, 3 indipendenti); l adozione della procedura di Comunicazione al Mercato, del Registro delle Persone Informate e del Codice sull Internal Dealing; la rendicontazione e pubblicazione dei rapporti con parti correlate. Il sistema di corporate governance di Eni è conforme a quanto previsto dai Listing Requirements emanati dal New York Stock Exchange nel novembre 2004 (Section 303A) relativamente alle parti applicabili ai Foreign Private Issuer. In particolare, si segnala: l individuazione nel Collegio Sindacale dell organo che, nei limiti consentiti dalla normativa italiana, svolge le funzioni attribuite dal Sarbanes-Oxley Act e dalla normativa della US Securities and Exchange Commission all Audit Commit e degli emittenti USA; la pubblicazione delle principali differenze tra il sistema di governance e quello previsto per le società americane quotate al New York Stock Exchange

11 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / GOVERNANCE E COINVOLGIMENTO DEGLI STAKEHOLDER ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / GOVERNANCE E COINVOLGIMENTO DEGLI STAKEHOLDER Stakeholder e modalità di coinvolgimento Risorse umane e rappresentanze sindacali Dialogo continuo per condividere valori e principi per uno sviluppo sostenibile e su temi rilevanti ai fini del benessere e dello sviluppo dell individuo. Va in questa direzione l Accordo sulle relazioni industriali a livello internazionale e sulla responsabilità sociale d impresa, siglato con l International Federation of Chemical, Energy Mine and General Workers Union (ICEM) e i sindacati italiani. Istituzioni internazionali Partecipazione allo sviluppo di politiche volte a garantire la conformità dell impresa ai più elevati standard internazionali nel campo dello sviluppo sostenibile e della responsabilità d impresa. Eni, oltre ad aver aderito al Global Compact promosso dalle Nazioni Unite, ricerca un dialogo continuo con le principali istituzioni internazionali. Il coinvolgimento degli stakeholder Organizzazioni non governative (ONG) e rappresentanze della società civile Dialogo e confronto continuo sui temi dello sviluppo sostenibile a livello globale e locale, per identificare, valutare e superare i problemi relativi alla sostenibilità di specifici progetti. In questo contesto vanno inquadrati i rapporti continuativi con ONG italiane e internazionali, tra le quali Amnesty International, Flora and Fauna International, Legambiente, CittadinanzAttiva. Eni è consapevole che la creazione di valore e la sua sostenibilità nel tempo dipendono dalla qualità dei rapporti con i propri stakeholder. La strategia di Eni prevede un forte impegno per la promozione di un dialogo aperto e costruttivo con tutte le organizzazioni legittimamente interessate alle sue attività e per rispettarne le esigenze. Questo approccio è fondamentale per una grande impresa internazionale che opera in contesti particolarmente complessi, in cui la corretta gestione dei legittimi interessi e delle aspettative degli stakeholder è un fattore chiave di successo. Eni si è pertanto dotata di una metodologia di engagement degli stakeholder (identificazione, analisi e consultazione), che fornisce alle proprie unità di business gli elementi per recepirne le istanze e accrescere così il livello del consenso intorno ai progetti. I documenti che costituiscono la struttura portante della metodologia aziendale, in linea con i più avanzati standard internazionali in materia, sono soggetti a revisioni periodiche attraverso un processo di continua consultazione interna ed esterna, anche alla luce dei risultati della loro applicazione ad esperienze concrete. Stakeholder finanziari attivi nel promuovere lo sviluppo sostenibile Autorità e agenzie di sviluppo dei Paesi in cui Eni opera Condivisione di obiettivi e criteri di valutazione per la gestione di problematiche connesse allo sviluppo sostenibile come prerequisito per l investimento o il finanziamento. Il confronto avviene principalmente con istituzioni finanziarie multilaterali, investitori socialmente responsabili e agenzie di rating sostenibile. Confronto costruttivo su condizioni contrattuali che includono le esigenze di sviluppo locale, anche attraverso la realizzazione di programmi infrastrutturali e l erogazione di servizi alla comunità locale, assunzione di impegni volontari e rispetto di standard e norme nelle attività svolte nel Paese. Le controparti sono, in una prima fase, i Ministeri dell Ambiente e dell Energia dei Paesi ospitanti e agenzie di sviluppo nazionali e locali. Comunità locali Ricerca del dialogo attraverso consultazione locale. Questa attività porta spesso alla firma di ulteriori accordi volontari sia con le comunità che con le autorità. Associazioni di business e partner nella realizzazione di attività industriali Confronto con i competitor e sviluppo di metodologie e standard in linea con le best practice internazionali (gruppi di lavoro e task force dell International Petroleum Industry Environment Conservation Association - IPIECA - e dell Oil and Gas Producers - OGP). Rispetto degli standard più elevati di eccellenza attraverso l utilizzo di Comitati di gestione e tecnici dei consorzi operativi. Contrattisti e fornitori Richiesta ai fornitori e ai contrattisti di allinearsi agli standard di eccellenza promossi e adottati da Eni. Clienti Condivisione di standard ai quali Eni deve conformarsi. Consolidamento dei rapporti grazie alla gestione attiva delle relazioni con il cliente. Dialogo con le associazioni dei consumatori nei Paesi in cui Eni opera

12 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / LE NOSTRE PERSONE ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / LE NOSTRE PERSONE I numeri delle persone Eni Le nostre persone L occupazione al 31 dicembre 2005 è di unità, di cui il 56% di nazionalità italiana. La distribuzione delle risorse testimonia una forte presenza internazionale, corrispondente circa al 44% del personale. La distribuzione per sesso indica come le donne rappresentino complessivamente circa il 15% del totale, il 5% del personale esecutivo (dirigenti e senior manager) e circa il 12% del management intermedio (quadri e manager). Nel 2005 è proseguito il processo di attrazione di risorse qualificate, con assunzioni, di cui il 65% a tempo indeterminato, con una quota di laureati pari al 38%. La centralità della persona e la sua tutela, lo sviluppo delle capacità e delle competenze di ciascuno, la realizzazione del potenziale attraverso la piena espressione della propria energia e creatività, la creazione di un ambiente di lavoro che offra a tutti le medesime opportunità sulla base di criteri di merito condivisi e senza discriminazioni, sono componenti fondamentali del patrimonio di Eni. Eni è consapevole che la gestione delle risorse umane è un fattore chiave di successo per un impresa internazionale che impiega oltre uomini e donne in circa 70 Paesi, con una presenza all estero del 44 %. La lunghezza dei cicli di investimento del business, l attività operativa svolta in ambiti internazionali e, a volte, in condizioni ambientali estreme, la lunghezza dei tempi di maturazione delle professionalità e delle competenze manageriali e l esigenza di conoscere il business anche da un punto di vista tecnico rendono non soltanto l attrazione, ma anche il mantenimento delle risorse migliori un elemento centrale per l azienda. I principali obiettivi di Eni in relazione alle gestione e valorizzazione delle risorse umane sono: promuovere la salute e garantire la sicurezza delle proprie persone e dei contrattisti; pianificare le iniziative di gestione e sviluppo delle risorse umane con un orientamento di medio e lungo termine coerente con le caratteristiche del business e adeguato a sostenere il percorso di crescita individuale; attrarre le migliori risorse a livello nazionale e internazionale, attraverso un intensa relazione con le Università e i centri di ricerca, contribuendo attivamente alla formazione delle nuove generazioni; gestire le risorse umane a livello internazionale con strumenti omogenei, nel rispetto delle diverse legislazioni e culture locali; ottenere importanti risultati nel campo delle relazioni industriali in ambito sia nazionale sia internazionale; conseguire la massima efficacia dalle attività di formazione e comunicazione interna Distribuzione delle persone per settore di attività: Assunti Assunti in Italia Assunti e operanti e operanti e operanti in Italia all estero all estero Exploration & Production Gas & Power Refining & Marketing Ingegneria e Costruzioni Petrolchimica Corporate e altre attività Totale Distribuzione delle persone per qualifica e sesso, in Italia e all estero: Dirigenti Quadri Impiegati Operai Totale Italia (3,8%) (21,4%) (50,8%) (24%) di cui donne (4,9%) (14,9%) (27,3%) (0,6%) (17,4%) Senior manager Manager Employee Worker Totale Estero (0,7%) (6,7%) (43,6%) (49%) di cui donne (6,6%) (6,5%) (22,1%) (2,1%) (11,2%) Assunti e operanti all estero per area geografica 26,60% Africa 1,50% America del Nord 0,01% America del Centro 8,20% America del Sud 21,80% Asia 40,50% Europa 0,20% Oceania 1,10% Altro 22 23

13 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / LE NOSTRE PERSONE ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / LE NOSTRE PERSONE Salute e Sicurezza Eni è fortemente impegnata a tutelare la salute delle proprie risorse attraverso il miglioramento generale delle condizioni di lavoro, la protezione del benessere fisico, la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, la promozione di comportamenti e stili di vita salutari. Eni dispone di un organizzazione composta da 339 strutture sanitarie aziendali, di cui 241 all estero, gestite da 559 medici e 455 paramedici, e ha stipulato un insieme di accordi nazionali e internazionali con le migliori strutture sanitarie in grado di assicurare un servizio medico d avanguardia e risposte tempestive alle emergenze. Nel 2005 Eni ha speso circa 40 milioni di Euro per la tutela della salute con una media pro capite di circa 553 Euro. Eni è impegnata anche nell adottare un approccio preventivo alla sicurezza per ridurre la probabilità di incidenti e degli effetti connessi, salvaguardando l incolumità del proprio personale, dei contrattisti e delle comunità. La sicurezza, la prevenzione e l igiene del lavoro prevedono l adozione di tecnologie di individuazione dei pericoli, di valutazione e mitigazione dei rischi. Le attività relative alla salute e alla sicurezza sono svolte attraverso un dialogo costante con le organizzazioni sindacali. Nell ambito delle attività svolte per la sicurezza, Eni ha codificato piani di emergenza interni di sito con l individuazione di tutte le azioni necessarie da attuare per la riduzione delle conseguenze negative dei relativi eventi. I piani di emergenza sono notificati alla pubblica amministrazione locale, con cui Eni sviluppa una stretta collaborazione sia nella predisposizione dei Progetto E-medicine Eni nel 2005 ha dato impulso al Progetto E-medicine per migliorare la qualità del servizio sanitario fornito al proprio personale e agli operatori sanitari in Italia e all estero. Il progetto integra tecnologie informatiche e di telecomunicazione ed è articolato in tre iniziative: il Progetto Health Card, che consente di accedere ai dati sanitari dei singoli individui via web, basato su una carta sanitaria elettronica accessibile on-line; il Progetto Telemedicina, che consente di richiedere in tempo reale pareri, diagnosi, indirizzi terapeutici in ogni settore della medicina, a specialisti operanti in centri ospedalieri e universitari di eccellenza, italiani e internazionali. Ogni anno vengono allestite nuove stazioni e attivati nuovi collegamenti per il teleconsulto con il centro di coordinamento dell Università di Milano e con le diverse strutture sanitarie internazionali convenzionate. Attualmente fruiscono del servizio di telemedicina i centri libici, congolesi, nigeriani e italiani; a breve è previsto il collegamento delle sedi del Pakistan, Kazakhstan e Angola; il Progetto E-learning, che fornisce agli operatori sanitari di Eni in Italia e all estero l accesso a programmi di educazione continua in campo medico-sanitario. piani di emergenza territoriali, sia nell attività di addestramento e organizzazione di simulazioni congiunte. Le funzioni corporate di Eni sono coinvolte attivamente solo in caso di eventi di particolare gravità attraverso apposite unità di crisi. Tali unità sono composte da esperti e utilizzano le sale operative di Roma e Milano, dotate di sofisticati sistemi di coordinamento (di persone, mezzi e attrezzature interni ed esterni) e supporto alle decisioni in caso di emergenza. Per mantenere un elevato livello di preparazione per la risposta alle emergenze, Eni svolge periodicamente esercitazioni. Nell ottobre 2005 Eni, coinvolgendo tutte le unità di business operanti in Italia, ha aderito all esercitazione EUROSOT, attivata dalla Protezione Civile italiana in collaborazione con l Unione Europea, che ha riguardato la simulazione di un evento sismico con effetti sulla popolazione e sugli impianti industriali della Sicilia orientale. Nel 2005 Eni ha speso circa 391 milioni di Euro per la sicurezza (di cui il 57% per investimenti). A fronte degli investimenti e delle attività per la salute e la sicurezza, Eni ha registrato nel 2005, in relazione al proprio personale, il minimo storico dell indice di frequenza degli infortuni (rapporto tra numero di infortuni con assenza superiore a un giorno e milioni di ore lavorate) e un forte miglioramento rispetto al 2004 dell indice di gravità degli infortuni (rapporto tra i giorni di assenza dovuti a infortuni e migliaia di ore lavorate). Al fine di garantire la medesima tutela dei diritti dei lavoratori e delle ditte appaltatrici, Eni ha previsto un estensione ai fornitori e contrattisti dei principi contenuti nell Accordo Transnazionale sulle Relazioni Industriali e la Responsabilità Sociale d Impresa. Eni ha registrato nel 2005 un analogo miglioramento degli indici di frequenza e gravità degli infortuni dei contrattisti. Il miglioramento degli indici infortunistici è stato favorito anche dalla continua azione di sensibilizzazione e formazione. Nel 2005 il personale di Eni ha partecipato a numerosi corsi sui temi della salute e della sicurezza per un totale di oltre ore di formazione, che costituiscono circa il 95% delle ore di formazione HSE. La maggior parte delle ore di formazione sono state svolte a favore del personale operante all estero. Malgrado l attenzione posta nello svolgimento delle attività produttive, con profondo rammarico, nel 2005 Eni ha registrato 5 incidenti mortali tra il proprio personale e 13 tra i propri contrattisti. Indici di Sicurezza 2005 Personale Contrattisti Indice di Indice di Indice di Indice di frequenza gravità frequenza gravità 3,17 0,10 2,59 0,

14 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / LE NOSTRE PERSONE ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / LE NOSTRE PERSONE Rapporti con Atenei Stranieri GRAN BRETAGNA Imperial College - Londra Cranfield School of Management Heriot Watt University - Edimburgo SPAGNA Universidad Politecnica de Catalunya - Barcellona Università di Malaga KAZAKHSTAN Università Al Farabi - Almati FRANCIA IFP Ecole du Pétrol e des Moteurs - Parigi NORVEGIA Norwegian Institute of Science and Technology - Trondheim USA University of Illinois - Chicago University of Texas - Austin Drexel University - Philadelphia University of Minnesota - Minneapolis University of California - Berkley OLANDA Delft University SVEZIA Royal Institute of Technology - Stoccolma BELGIO Louvain University POLONIA Politecnico di Varsavia CANADA Ecole Polytechnique - Montreal GERMANIA Università di Monaco Unversità di Aachen Università di Amburgo RUSSIA Università Mendeleev - Mosca ARGENTINA Università di Buenos Aires UNGHERIA Università di Miskolc DANIMARCA Denmark Technical University - Copenaghen BRASILE Università di San Paolo Gestione e sviluppo delle risorse umane L internazionalizzazione Eni è impegnata a valorizzare il potenziale e la professionalità delle proprie persone, con l obiettivo di anticipare possibili esigenze legate allo sviluppo del business. Considerata la valenza strategica delle attività di gestione e sviluppo delle risorse umane, ha elaborato un sistema ispirato ai principi della pianificazione (orientando l attività di selezione e formazione coerentemente con gli obiettivi definiti), del decentramento (distribuendo le responsabilità operative e di gestione del personale nell ambito di linee guida e metodologie comuni a livello Eni), del controllo (verificando l efficacia e l efficienza del sistema di gestione e sviluppo delle risorse umane) e del marketing (puntando ad attrarre e trattenere i talenti, aumentandone motivazione e performance). Eni considera la formazione uno dei punti di forza della gestione delle risorse umane. Nel 2005 le ore totali di formazione in Italia sono state pari a , la formazione media per dipendente pari a 3,7 giorni. Le spese per formazione nel 2005 sono state pari a 22 milioni di Euro in Italia. Le tipologie di formazione comprendono, oltre a quella tradizionale in aula e sul posto di lavoro (on the job), anche nuove formule di apprendimento a distanza (e-learning). La formazione dedicata alle tematiche della Salute, Sicurezza, Ambiente e Qualità rappresenta il 24% delle ore totali e coinvolge il 56% dei partecipanti. Oltre alle attività di formazione, il Portale HSE.net rappresenta una risorsa informativa importante per il personale ed è volto a fornire dati e aggiornamenti a tutti coloro che nell azienda si interessano ai temi HSE. Nel 2005, HSE.net si è arricchito di una nuova sezione dedicata al Climate Change. Strettamente integrate con la formazione sono le iniziative di knowledge management, per identificare e diffondere le best practice di riferimento, e quelle legate alla diffusione di un linguaggio comune, sviluppando e potenziando il portale intranet MyEni per la comunicazione interna istituzionale, lo sviluppo delle conoscenze tecnico-scientifiche e le attività operative di supporto al business. Per i neoassunti è stato creato un piano di inserimento basato su tutorship, formazione, comunicazione, verifiche e feedback, strutturato su tre anni e mirato a favorire l evoluzione delle conoscenze e delle potenzialità in modo coerente con la cultura Eni e gli obiettivi dell area di business di inserimento. All interno di Eni è attiva nell orientamento, nella selezione del personale, nella formazione e nella gestione della conoscenza Eni Corporate University, che costituisce il punto di contatto istituzionale con il mondo accademico italiano e internazionale per lo sviluppo e la diffusione della cultura aziendale. In questo ambito sono state stipulate convenzioni con 68 atenei italiani e Università straniere in 17 Paesi. All interno di Eni Corporate University si inserisce l attività della Scuola Enrico Mattei che ogni anno cura l organizzazione del Master MEDEA (Management ed Economia dell Energia e dell Ambiente). La Scuola ha svolto, fin dalla sua costituzione nel 1957, attività di ricerca e formazione post-universitaria. In particolare l integrazione dell energia e dell ambiente e l internazionalità sono le caratteristiche distintive della Scuola, che dalla sua fondazione ad oggi ha formato quasi giovani, di cui il 55% stranieri provenienti da circa 100 Paesi. A fronte di una presenza internazionale sempre più diffusa, con oltre risorse, Eni ha rafforzato le attività per promuovere e coordinare il programma di gestione e sviluppo delle risorse umane all estero. Eni è consapevole che conoscere, rispettare e valorizzare le differenze sociali e culturali dalle quali trarre ricchezza rappresenta un importante fattore di successo. Eni ha condotto analisi comparative sulle diverse normative degli oltre 70 Paesi esteri in cui opera, in relazione agli aspetti retributivi, assicurativi, pensionistici. Valutando anche gli aspetti sociali e culturali, Eni ha implementato politiche di Special Training Project for Agip KCO Il progetto, promosso da Agip KCO presso il centro di formazione di Atyrau, è dedicato a circa 300 giovani laureati del Kazakhstan, senza precedenti esperienze lavorative. L iniziativa ha l obiettivo di formare risorse in grado di assumere nel tempo posizioni di rilievo nelle attività produttive e manageriali locali. Il centro di Atyrau, ultimato da Eni nel 2004, è dotato di tutte le strumentazioni per l apprendimento dei processi di esplorazione e produzione. La formazione dura complessivamente 36 mesi, di cui gli ultimi 11 sono dedicati a un intensa attività sul campo per permettere alle risorse di consolidare le nozioni apprese e acquistare piena autonomia operativa. gestione e sviluppo delle risorse umane estere declinabili nei diversi Paesi, nell ottica di una sempre più facile integrazione. In questo ambito ha sviluppato una serie di progetti formativi dedicati ai neoassunti all estero, tra i quali Introduction to Eni e Special Training Project for Agip KCO. Introduction to Eni Group è un corso di formazione istituzionale dedicato a giovani laureati di consociate estere con la finalità di facilitare l inserimento nella dimensione internazionale di Eni e accrescere la conoscenza e la consapevolezza della sua storia, cultura, valori, strategie organizzazione e dimensione interculturale. Le relazioni industriali e i diritti umani Le relazioni industriali costituiscono uno strumento efficace e coerente per la realizzazione delle strategie aziendali. In Italia, Eni nel 2001 ha firmato con le associazioni sindacali il Protocollo sulle relazioni industriali che si fonda sull informazione preventiva, la consultazione e l utilizzo di nuovi modelli partecipativi. Il processo partecipativo si articola in tre scadenze annue: la presentazione dei consuntivi e del piano di investimenti, l analisi degli scenari economici, energetici e normativi, l illustrazione dei piani strategici pluriennali. Nel 2005, a livello di contrattazione aziendale, sono stati definiti gli accordi quadriennali per il premio di partecipazione (periodo

15 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / LE NOSTRE PERSONE ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / ENERGIA E RESPONSABILITÀ AMBIENTALE Pari opportunità e gestione delle diversità Nel rispetto delle leggi nazionali e in armonia con la raccomandazione dell Unione Europea, a tutela della dignità delle persone, Eni è impegnata a promuovere azioni volte a individuare e rimuovere eventuali ostacoli ad una effettiva parità di opportunità nell accesso al lavoro e nei percorsi di carriera. Nell ambito di una corretta politica nel campo delle pari opportunità, Eni tutela il personale diversamente abile e le altre categorie dello svantaggio sociale e promuove iniziative per favorirne l accesso mirato nel contesto aziendale. Eni, nei Paesi in cui opera, promuove lo sviluppo delle competenze delle risorse umane locali e la costruzione di una cultura comune condivisa attraverso numerose iniziative di formazione. Energia e responsabilità ambientale 2007) nei tre principali settori in cui Eni opera (Energia- Petrolio, Chimico e Gas-Acqua). A livello internazionale, il dialogo tra Eni e le organizzazioni sindacali prevede incontri annui con il Comitato Aziendale Europeo (CAE) e con l International Federation of Chemical, Energy, Mine and General Workers Unions (ICEM). Gli incontri con il CAE, a partire dal 1995, consentono l informazione e la consultazione a livello europeo su temi quali la situazione economica, i programmi di attività e gli investimenti, la situazione e le prospettive dell occupazione, la formazione, l introduzione di nuove metodologie di lavoro e di nuovi processi produttivi, gli aspetti sanitari e della sicurezza. Su scala globale, firmando con ICEM ed i sindacati italiani l Accordo sulle Relazioni Industriali a livello Internazionale e sulla Responsabilità Sociale d Impresa, Eni ha riaffermato il proprio impegno per il rispetto dei principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell Uomo delle Nazioni Unite, delle Convenzioni fondamentali dell Organizzazione Internazionale del Lavoro e delle Linee Guida dell OCSE per le imprese multinazionali. In particolare, Eni si è impegnata ad agire fattivamente per garantire il diritto di associazione e di negoziazione, il divieto di lavoro forzato, il divieto di lavoro minorile, la non discriminazione nell occupazione, la non discriminazione dei rappresentanti dei lavoratori e la costante ricerca di miglioramento delle condizioni di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, prevedendo, inoltre, forme di monitoraggio e intervento nell ipotesi di eventuali violazioni. Eni Multicultural Training Project: un iniziativa congiunta con il Comitato Aziendale Europeo (CAE) L idea di un progetto formativo a livello europeo sui temi dell interculturalità è nata nel luglio 2002 a Monaco in occasione dell incontro annuale del CAE. Il progetto è stato avviato su base sperimentale nell Europa centro-orientale per un campione rappresentativo di risorse di Eni proveniente da nove Paesi e successivamente esteso alla Francia, con il coinvolgimento di circa 300 risorse italiane e francesi (manager, impiegati e operai). L obiettivo del progetto è di aumentare il senso di appartenenza a Eni, promuovere la comunicazione interculturale, capire ed accettare le differenti culture, favorire il lavoro in una organizzazione multiculturale. Eni ritiene che, allo stato delle conoscenze attuali, l utilizzo massiccio di combustibili fossili stia contribuendo al cambiamento climatico del pianeta. Come impresa attiva nell oil & gas, Eni è impegnata non solo a soddisfare il fabbisogno energetico, ma anche alla conservazione di energia e alla salvaguardia ambientale. Il modello di crescita e valorizzazione scelto da Eni è quello dello sviluppo sostenibile. In particolare, Eni è impegnata a mitigare i rischi del cambiamento climatico determinato dall emissione di gas serra

16 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / ENERGIA E RESPONSABILITÀ AMBIENTALE ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / ENERGIA E RESPONSABILITÀ AMBIENTALE Le iniziative di Eni in risposta al rischio del cambiamento climatico hanno come obiettivi principali: lo sviluppo preferenziale delle fonti fossili a bassa intensità di carbonio, in particolare del gas naturale; l integrazione gas-elettricità, che permette di sfruttare l elevata efficienza del gas nella generazione elettrica e della cogenerazione; la partecipazione attiva ai sistemi di Emission Trading promuovendo la riduzione delle emissioni nei propri impianti industriali; la realizzazione di progetti di riduzione basati sui Meccanismi Flessibili previsti dal Protocollo di Kyoto (Clean Development Mechanism - CDM - e Joint Implementation - JI), che permettono di sviluppare, nei Paesi ospiti, sistemi energetici con le migliori tecnologie disponibili e le più alte efficienze; la cattura e lo stoccaggio geologico permanente della CO 2 ; la progressiva riduzione del flaring del gas associato alla produzione del petrolio, sviluppando gli sbocchi di mercato locali o internazionali. Inoltre, la strategia di Eni di più lungo periodo prevede lo sviluppo di combustibili a minor impatto ambientale e di tecnologie più efficienti per la produzione di idrogeno, il disegno e lo sviluppo di un sistema energetico sostenibile basato su una pluralità di fonti, prodotti e tecnologie ad alta efficienza. Eni è anche impegnata a ridurre i propri consumi energetici e di acqua, l inquinamento locale di aria, acqua e suolo, la produzione di rifiuti, nonché a bonificare e ripristinare aree industriali e siti produttivi dismessi. Lo sviluppo del gas naturale e l utilizzo nella produzione di elettricità Lo sviluppo del gas naturale è una delle risposte più efficaci ai rischi del cambiamento climatico. Le nuove tecnologie per il trasporto, le ingenti riserve individuate, il minor costo complessivo e la sostenibilità ambientale indicano il gas naturale come la fonte di energia primaria dei prossimi decenni. Il gas naturale è infatti più efficiente e meno inquinante del petrolio e del carbone. A parità di energia prodotta, il gas naturale ha un fattore di emissione di CO 2 La rete internazionale di trasporto gas di Eni (pari a 2,35 tco 2 /tep) inferiore di circa il 26% rispetto al petrolio e di circa il 41% rispetto al carbone. Si stima che la quota del gas naturale nella generazione di elettricità passerà a livello globale dall attuale 36% a circa il 50% nei prossimi 25 anni, a fronte di un declino di tutte le altre fonti primarie. Le ragioni di un simile sviluppo sono riconducibili alla superiorità del binomio gas naturale e tecnologia del ciclo combinato nella produzione di elettricità in termini di maggiore efficienza (ad La rete di trasporto gas di Eni in Italia Eni e la mitigazione del Cambiamento Climatico Trasporto GNL Metaniere: Nigerian LNG (10+4) partecipata al 10,4% SISTEMA DEL MARE DEL NORD INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO DEL GAS GNL Condotte Esistenti In costruzione PAESI BASSI E NORVEGIA IN ESERCIZIO NEL 2005 RUSSIA INTERCONNECTOR TENP TRANSITGAS TAG EL FERROL PANIGAGLIA SISTEMA DI STOCCAGGIO BLUE STREAM GNL L utilizzo di tecnologie più efficienti SINES SAGUNTO BONNY NIGERIA TRANSMAGHREB TTPC TMPC SRG GREENSTREAM EGITTO CENTRALI DI COMPRESSIONE OMAN CENTRALI DI STOCCAGGIO CENTRALI DI COMPRESSIONE e/o STOCCAGGIO ALGERIA LIBIA 30 31

17 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / ENERGIA E RESPONSABILITÀ AMBIENTALE ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / ENERGIA E RESPONSABILITÀ AMBIENTALE Il Protocollo di Kyoto: Emission Trading e Meccanismi Flessibili esempio, quasi un terzo in più rispetto al carbone), con un conseguente minor costo del combustibile per unità di elettricità prodotta, minor investimenti per capacità produttiva, economie di scala e tempi di realizzazione di gran lunga inferiori e, fattore molto importante nell attuale scenario energetico attento alla sostenibilità ambientale, minori fattori di emissione. La storia di Eni, dalla scoperta del primo pozzo di gas in Italia nel 1944 (Pozzo Caviaga 1, nei pressi di Lodi) alla realizzazione delle grandi infrastrutture di trasporto costruite a partire dagli anni 70 per l importazione dalla Russia, dall Olanda, dall Algeria e più recentemente dalla Libia, è caratterizzata dallo sviluppo preferenziale del gas naturale. L 80% del gas naturale importato in Italia arriva attraverso una rete di gasdotti ad alta pressione di oltre km su cui Eni detiene diritti di trasporto. Inoltre, Eni è proprietaria di una flotta di 4 metaniere per il trasporto del Gas Naturale Liquefatto (GNL), che immettono il gas nella rete nazionale attraverso l unico impianto di rigassificazione attualmente esistente in Italia, situato a Panigaglia, nel nord Italia. Il 95% dei km di gasdotti in Italia è di proprietà di Eni. Con 96 miliardi di m3 di gas naturale venduti nel 2005, Eni è il primo operatore in Europa. L obiettivo strategico di Eni è quello di rafforzare la leadership europea, massimizzando il valore del proprio portafoglio di gas equity in Italia, Libia, Egitto e Mare del Nord, nonché dei contratti di fornitura di lungo termine con i grandi produttori, quali Gazprom, Sonatrach, Gasunie e Statoil. Nei prossimi anni, saranno effettuati nuovi investimenti per sviluppare le infrastrutture per l importazione del gas in Italia, attraverso una rete di trasporto estesa e integrata, con molteplici punti di ingresso e di stoccaggio. In particolare, Eni sta vagliando la possibilità di realizzare nuovi impianti di rigassificazione, anche con l obiettivo di ridurre la dipendenza strategica dall attuale sistema di approvvigionamento, prevalentemente basato sui gasdotti. Complessivamente Eni, nel 2009, renderà disponibile a operatori terzi una capacità di importazione addizionale in Italia di 21 miliardi di m3. Grazie all attività nel settore del gas naturale, Eni può offrire al mercato un paniere di fonti a ridotte emissioni di gas serra. Il fattore di emissioni medio è di 2,56 tco 2 /tep, un valore tra i più bassi a livello mondiale nel gruppo delle grandi imprese del settore oil & gas. Eni è inoltre attiva in Italia nella produzione e nella fornitura di energia elettrica alle imprese. L energia elettrica viene prodotta da centrali a ciclo combinato cogenerativo, che utilizzano il gas naturale come combustibile. La tecnologia e il combustibile impiegato permettono la più alta efficienza nella produzione di energia (elettricità e vapore) e un basso impatto ambientale: nella produzione di 30 TWh la tecnologia utilizzata consente di ridurre le emissioni di CO 2 di circa 11 Mt rispetto alle centrali termoelettriche convenzionali. Il fattore di emissione medio delle centrali Eni, pari a circa 0,34 tco 2 /MWh, molto vicino al fattore di emissione del gas naturale, rappresenta un primato internazionale nella generazione termoelettrica. Eni sta anche completando la realizzazione in Italia di un programma di investimenti che prevede la sostituzione di vecchi impianti di cogenerazione alimentati ad olio combustibile con nuovi impianti cogenerativi a ciclo combinato. Tale programma porterà l attuale potenza installata di Eni da 4,5 gigawatt a 5,5 gigawatt nel 2009, utilizzando circa 6 miliardi di m3 di gas naturale e coprendo circa il 9% della domanda nazionale di elettricità. Il cambiamento climatico connesso all aumento delle emissioni di gas serra (GHG) rappresenta un tema ambientale globale con impatto sui sistemi economici, sulle popolazioni e sulle generazioni future. La grande rilevanza nell agenda internazionale è indipendente rispetto alle congiunture energetiche e alle diverse posizioni dei singoli Paesi. Con l entrata in vigore del Protocollo di Kyoto nel 2005 e la successiva Conferenza delle Parti di Montreal (COP 11), il cambiamento climatico è diventato il tema ambientale più importante per l evoluzione del settore energetico. A partire dal 1 gennaio 2005, è stato avviato in Europa lo Schema Europeo di Emission Trading (ETS) per la mitigazione dei rischi del cambiamento climatico, che coinvolge le installazioni industriali con le maggiori emissioni di CO 2. In tale ambito, Eni è uno dei maggiori attori europei e in Italia è il primo gruppo industriale per numero di impianti coinvolti (61 impianti pari al 7% delle installazioni totali) e il secondo per quote attribuite dal Piano Nazionale di Assegnazione (22,4 MtCO 2 nel 2005, pari a circa il 10% delle quote complessivamente assegnate). Per partecipare all ETS, Eni ha introdotto processi organizzativi, coinvolgendo oltre 200 esperti, per monitorare e contabilizzare le emissioni in tutti gli impianti gestiti nel mondo, pianificare interventi e investimenti per la riduzione delle emissioni, diffondere le conoscenze e le best practice all interno dell organizzazione, attuare un piano di bilanciamento interno delle emissioni, valorizzare il surplus generato. Oltre alla partecipazione all ETS, Eni sta sviluppando un portafoglio di progetti di riduzione delle emissioni basati sui Meccanismi Flessibili del Protocollo di Kyoto (CDM - Clean Development Mechanism e JI - Joint Implementation). È stato sottoposto al CDM Executive Board il progetto di generazione elettrica realizzato a Kwale in Nigeria, che impiega il gas associato prima bruciato in torcia e genera riduzioni di emissioni pari a 1,5 MtCO 2 /anno. L impianto di Kwale contribuisce allo sviluppo sostenibile della Nigeria, aumentando la capacità di generazione elettrica di circa il 13% e riducendo le emissioni di gas serra (GHG). Questo progetto si inserisce nell ambito di un Accordo Volontario, firmato nel 2003, tra Eni e il Ministero dell Ambiente italiano con l obiettivo di ridurre le emissioni di GHG assegnate dal Protocollo di Kyoto. In parallelo allo sviluppo di iniziative CDM, Eni ha iniziato lo studio delle opportunità di progetti JI nei Paesi più promettenti. Gas flaring L eliminazione delle emissioni di GHG da flaring nel mondo rappresenterebbe almeno il 10% delle riduzioni totali di emissioni Mt di CO 2 eq - che le nazioni dell Annex I del Protocollo di Kyoto dovranno realizzare nel periodo Il flaring e il venting del gas associato costituiscono una significativa fonte di emissioni di GHG ma anche una risorsa energetica utilizzabile per azioni di sviluppo sostenibile nel paese produttore. Si stima che Gm3/anno siano i volumi di gas bruciato in torcia nel mondo. Il gas inviato a flaring in Africa, 37 Gm3/anno, se rivolto a generazione elettrica in centrali ad alta efficienza, produrrebbe 200 TWh, circa il 50% del consumo di energia elettrica del continente africano. Al fine di sostenere le compagnie petrolifere e i Paesi interessati negli sforzi volti a rimuovere gli ostacoli alla riduzione delle pratiche di flaring-venting, la Banca Mondiale ha promosso la Global Gas Flaring Reduction Initiative, alla quale Eni ha aderito. Il progetto di Kwale in Nigeria realizzato da Eni è il primo grande impianto di generazione elettrica alimentato con gas associato precedentemente bruciato in torcia

18 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / ENERGIA E RESPONSABILITÀ AMBIENTALE ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / ENERGIA E RESPONSABILITÀ AMBIENTALE Un sistema energetico sostenibile L innovazione tecnologica gioca un ruolo determinante per lo sviluppo di un sistema energetico più sostenibile e compatibile con l obiettivo di stabilizzazione delle concentrazioni di GHG nell atmosfera. Eni è impegnata nello studio di soluzioni che consentano la cattura e lo stoccaggio permanente della CO 2 in formazioni geologiche e l utilizzo delle biomasse per la produzione di energia elettrica e per la produzione di carburanti (biofuel) nei trasporti. La tecnologia del confinamento geologico della CO 2 è considerata essenziale per stabilizzare la CO 2 nell atmosfera. Eni partecipa, assieme ad altre imprese oil & gas al progetto CO 2 Capture Project (CCP), che prevede lo sviluppo di tecnologie innovative per la cattura della CO 2 e l analisi dei rischi associati al confinamento a lungo termine di CO 2 in strutture geologiche. Oltre alla partecipazione al progetto CCP, Eni ha avviato un progetto strategico volto a dimostrare in campo il confinamento geologico della CO 2, utilizzando CO 2 già separata, disponibile in Italia e all estero. Per quanto riguarda l uso energetico delle biomasse, Eni ha eseguito studi di fattibilità per la produzione da oli vegetali di energia elettrica e di biocarburanti sostitutivi del gasolio, ottenibili tramite l idrotrattamento di oli vegetali. Le emissioni di Eni Emissioni dirette di GHG (MtCO2 eq) 61,84 Potenziale di acidificazione (kt SO2 eq) 142,39 Emissioni dirette di GHG/tep consumate (t CO2 eq/tep) 2,56 Potenziale di acidificazione/tep consumate (t SO2 eq/tep) 0,01 Lo sviluppo di combustibili a minore impatto ambientale Gli impatti ambientali a livello mondiale del settore trasporto di persone e merci stanno diventando sempre più significativi, sia per quanto riguarda il trasporto di persone che quello delle merci. Eni contribuisce alla mitigazione di tali impatti con la produzione e distribuzione di combustibili e prodotti innovativi ed ecocompatibili. Eni è stata la prima compagnia petrolifera a introdurre sul mercato, attraverso la linea di carburanti blu (BluDiesel nel 2002 e BluSuper nel 2004), una benzina le cui caratteristiche ambientali hanno anticipato i limiti imposti dalla legislazione europea sui carburanti, che vincola la quantità di benzene in essi contenuta. Si tratta di carburanti innovativi con alte prestazioni e basso impatto ambientale, che garantiscono migliore efficienza e durata del motore e una riduzione dei consumi. La linea blu testimonia la costante attenzione di Eni alla qualità dei carburanti e fa parte di un percorso iniziato con la benzina senza piombo negli anni 80 e proseguito col gasolio a basso tenore di zolfo e la benzina a basso contenuto di benzene negli anni 90. Vista la risposta positiva del mercato, l introduzione della linea blu si è dimostrata anche un azione commerciale lungimirante. Nel 2005 la quota di BluDiesel venduta dalla rete Agip ha rappresentato il 15% del diesel venduto; la quota di BluSuper ha rappresentato il 2,5% della benzina distribuita. Impianti Agip multienergy Eni sta realizzando, in collaborazione con alcune Regioni italiane, impianti di erogazione Agip multienergy di nuova generazione, volti a soddisfare la domanda nascente di carburanti alternativi per il rifornimento a mini flotte a fuel cell per il trasporto di persone e merci. Nel 2003 è stata inaugurata la prima stazione solare Agip multienergy nei pressi di Milano, caratterizzata dall integrazione strutturale di pannelli fotovoltaici nella pensilina e nel fabbricato, per una potenza installata di circa 19 kwp. È in fase di completamento nei pressi di Livorno la prima area di servizio multifuel che produce idrogeno esclusivamente da fonti rinnovabili. La nuova stazione di servizio prevede un sistema di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili attraverso impianti fotovoltaici, eolici e moduli cogenerativi a gas naturale e Gpl per la produzione di energia elettrica e termica che permettono l autosufficienza energetica, la riduzione dei costi e il contenimento delle emissioni di CO 2. Eni commercializza anche metano per autotrazione. Questo carburante viene utilizzato in Italia da oltre autovetture (il primo parco vetture a metano in Europa e il terzo nel mondo, dopo Argentina e Brasile). Il metano permette ottime prestazioni motoristiche, più bassi consumi e ridotte emissioni di particolato, monossido di carbonio, ossidi di azoto e idrocarburi incombusti. Sono presenti in Italia più di 500 stazioni di servizio sul territorio nazionale di cui più di 400 rifornite da Eni. La riduzione dell impronta ambientale e la tutela della biodiversità Eni persegue l obiettivo di soddisfare la domanda energetica, assicurando al tempo stesso la protezione dell ambiente e la conservazione della biodiversità. Per assicurarsi che le attività operative in tutti gli ambiti di presenza vengano svolte minimizzando gli impatti ambientali, Eni ha sviluppato un complesso sistema di gestione HSE certificato da verificatori accreditati a livello internazionale. Prima di avviare un attività, in qualunque parte del mondo, viene realizzata la valutazione di impatto ambientale. Durante l esercizio, l attività produttiva è monitorata attraverso metodologie che consentano di ottenere segnali precoci di possibili impatti sull ambiente. A conclusione della realizzazione di un opera il territorio è restituito nelle condizioni preesistenti e, ove non sia possibile, Eni si impegna al recupero e alla riqualificazione dell ambiente. In tale 34 35

19 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / ENERGIA E RESPONSABILITÀ AMBIENTALE ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / INNOVAZIONE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE Innovazione per lo sviluppo sostenibile contesto, Eni ha acquisito un esperienza particolarmente significativa nella posa dei gasdotti. Il tracciato è scelto, tra diverse alternative sulla base di considerazioni relative all impatto ambientale, alla sicurezza del trasporto e alla fattibilità tecnico-economica. Nella fase di costruzione vengono scavate delle trincee per la posa delle tubazioni utilizzando tecnologie che interferiscono il meno possibile con l ambiente circostante. Una volta terminata la posa, viene effettuata un accurata operazione di ripristino in modo da riportare il terreno nelle condizioni originali. Eni è impegnata a salvaguardare la biodiversità in tutti i contesti in cui si trova a operare. L attività operativa è svolta con l obiettivo di ridurre l impatto sulle specie di piante, animali (dai batteri agli organismi superiori), sul loro patrimonio genetico, sugli habitat in cui vivono, sugli ecosistemi e sulle funzioni che tali ecosistemi svolgono. Un esempio dell approccio in questo campo è rappresentato dal progetto AgriBioDiversity che Eni sta realizzando, insieme a un partner, nel sud dell Italia. Nell area industriale della Val d Agri si è conclusa la prima fase del progetto di caratterizzazione e monitoraggio della biodiversità. Lo studio ha permesso di classificare le diverse tipologie di ambienti e di definire le metodologie di esplorazione a seconda delle aree. Il territorio è stato distinto in tre fasce principali: naturale, quasi-naturale e rurale. Entro ciascuna fascia sono state identificate le componenti biologiche che maggiormente determinano la stabilità dell ecosistema al fine di definire gli indicatori biologici (biomarker) di eventuali stress ambientali. L attività di monitoraggio ecotossicologico delle aree di estrazione, basata sull utilizzo dei biomarker, ha dimostrato che l impatto ambientale è modesto e limitato all area interna al sito produttivo. Gli investimenti e le spese per la tutela ambientale Il crescente impegno di Eni per la sostenibilità ambientale è testimoniato dagli investimenti e dalle spese sostenute nel 2005, pari a circa milioni di Euro, in aumento del 33% rispetto all anno precedente. Composizione della spesa per l ambiente 5,8% Aria 15,6% Rifiuti 0,4% Rumore 1,2% R&S 0,1% Comunicazione 18,9% Altro 13,5% Acqua 31,2% Suolo e bonifiche 5,6% Ripristini ambientali 7,6% Gestione ambientale 0,1% Formazione A sostegno del proprio processo di crescita, Eni ha confermato l impegno nell innovazione tecnologica, volto ad assicurare al core business la disponibilità delle tecnologie chiave necessarie ad acquisire e rendere sostenibili nel tempo vantaggi competitivi e rispondere tempestivamente ai nuovi scenari dell industria. L impegno su questi temi è associato alla ricerca e sviluppo di processi e prodotti innovativi in grado di determinare fattori di discontinuità tecnologica nell industria nel medio-lungo periodo. L attività di ricerca e innovazione tecnologica sarà sviluppata nell ambito di un nuovo piano tecnologico che Eni è impegnata ad approvare entro il

20 ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / INNOVAZIONE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE ENI SOSTENIBILITÀ 2006 / INNOVAZIONE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE Eni è consapevole che le imprese oil & gas sono chiamate ad accentuare gli sforzi per aumentare la disponibilità di idrocarburi, rendendo più efficiente l utilizzo delle riserve esistenti e scoprendone nuove in situazioni sempre più difficili, con la massima attenzione alla salvaguardia dell ambiente e della sicurezza. Le principali linee di ricerca in fase di sviluppo attengono prevalentemente alla riduzione dei costi di ritrovamento e recupero di idrocarburi, alla ottimizzazione del trattamento e trasporto di gas naturale, alla tutela dell ambiente. Tra le principali iniziative nel campo dell innovazione tecnologica per lo sviluppo sostenibile sono comprese le seguenti: Lean Profile: una nuova tecnologia di perforazione Lo sviluppo di nuove tecnologie di perforazione per i pozzi deviati o orizzontali ha l obiettivo di migliorare la capacità di perforare raggiungendo maggiori profondità, con un sempre minore volume di roccia perforata, con conseguente riduzione di tempi operativi e impatto ambientale. Eni ha in questo campo una lunga tradizione. Nel 1993 ha conquistato un record con la perforazione del primo pozzo orizzontale in acque profonde (Aquila metri di profondità) e nel 1994 del più profondo pozzo orizzontale onshore al mondo (Trecate metri di profondità). Dal 1997 ha introdotto la tecnologia Lean Profile, sviluppata e brevettata da Eni, e da allora costantemente migliorata. Questa tecnologia è impiegata nella perforazione dei pozzi profondi, verticali e deviati, ad alta difficoltà operativa (alta pressione e alta temperatura). Il pozzo ottenuto utilizzando questa tecnologia è di alta qualità con riduzione del rischio minerario. La tecnologia consiste nel ridurre al minimo la tolleranza tra il diametro del pozzo e le colonne di rivestimento mantenendo inalterato il casing di produzione. Progetto EST: conversione di greggi pesanti e frazioni in prodotti leggeri Lo sviluppo della tecnologia EST è una di quelle innovazioni in grado di incidere significativamente nell industria dell oil & gas. EST è un processo di idroconversione catalitica in fase slurry capace di convertire completamente gli asfalteni (la parte hard degli oli pesanti) e quindi di azzerare la produzione di residui sia liquidi che solidi derivanti specialmente dalla raffinazione dei non conventional oil. Si tratta di una tecnologia flessibile che coniuga le esigenze dell upstream e del downstream, potenzialmente adattabile a contesti e prodotti molto diversi, tra i quali nafta, cherosene e gasolio. La tecnologia è frutto di un attività di ricerca iniziata alla fine degli anni 80 e giunta alla scala pilota nel 2001, anno in cui Eni avviò la realizzazione di un impianto pilota presso la Raffineria di Taranto. L impianto, completato nel giugno 2005, è attualmente in esercizio ed è in corso la validazione della tecnologia. La piena dimostrazione della tecnologia EST fornirà a Eni un importante leva competitiva per la valorizzazione di risorse non convenzionali e per il miglior utilizzo, anche in termini ambientali, del fondo del barile nelle attività di raffinazione. 3D Common Reflection Surface Stack: una nuova tecnologia per l indagine del sottosuolo Lo sviluppo di nuovi strumenti di indagine del sottosuolo per ricostruirne geometrie, proprietà ed evoluzione nel tempo il più possibile vicino alla realtà ha l obiettivo di ridurre il rischio esplorativo e di permettere una gestione ottimale del giacimento. Eni ha sviluppato la tecnologia 3D Common Reflection Surface Stack che ha avuto numerose applicazioni industriali, producendo risultati molto superiori alle tecnologie convenzionali e consentendo di produrre una stima più accurata delle riserve disponibili. GTL: l utilizzo del gas naturale per la produzione di carburanti GTL (evoluzione di una tecnologia già utilizzata in passato per la gassificazione e la liquefazione del carbone) abilita l utilizzo di gas naturale su grande scala per la produzione di carburanti per autotrazione, in particolare di diesel. Il tema ha rilevanza strategica non solo per Eni ma per tutte le principali imprese dell oil & gas in quanto consente di abbassare i costi di produzione dei carburanti riducendo al contempo l impatto ambientale del processo di produzione. L attività di ricerca è culminata nel 2005 nella preparazione del primo BDP (Basic Design Package) per un unità industriale. Il programma di attività del 2006 prevede la continuazione dell attività di ricerca su un impianto pilota, la definizione della taglia ottimale del modulo GTL Eni e la preparazione del relativo BDP. H 2 S and Sulphur Management in E&P Operations : un programma di ricerca per aumentare la produzione di gas naturale rispettando l ambiente Nel 2006 è previsto il completamento delle attività del Programma Integrato di Ricerca Sulphur and H 2 S Management in E&P Operations, incentrato sull approfondimento delle problematiche tecnologiche relative al trattamento di gas naturale ad elevatissimo tenore di acidità. Tra i risultati più significativi figurano lo sviluppo di una nuova tecnologia di bulk removal di H 2 S e di un sistema innovativo per lo stoccaggio massivo dello zolfo. Progetto Clean Diesel Fuel: un nuovo sviluppo nei carburanti blu Agip Nell ambito della strategia di miglioramento della qualità dei carburanti per autotrazione, già dal 2002 Eni ha avviato la commercializzazione di prodotti (prima BluDiesel e poi BluSuper ) rispondenti alle specifiche richieste dalla normativa comunitaria che entrerà in vigore a partire dal 2009, e che prevede l impiego di carburanti a bassissimo tenore di zolfo. A obiettivi di più lungo termine guarda il Progetto Clean Diesel Fuel che ha come obiettivo l individuazione di formulazioni ottimali di carburanti diesel in grado di migliorare le prestazioni motoristiche e di ridurre significativamente le emissioni di particolato, utilizzando come termine di paragone il nuovo gasolio GTL

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