CONFERENZA NAZIONALE DELLA FAMIGLIA. Milano 8-10 novembre 2010

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1 CONFERENZA NAZIONALE DELLA FAMIGLIA Milano 8-10 novembre 2010 Intervento del Sen. Carlo Amedeo Giovanardi Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega per le politiche della famiglia Autorità religiose e civili, Signore e Signori Desidero anzitutto dare il benvenuto e ringraziare tutti i presenti di essere qui oggi, per l apertura dei lavori della Conferenza nazionale della famiglia. Ringrazio il Presidente della Regione Roberto Formigoni, il Presidente della Provincia Guido Podestà, e il Sindaco Letizia Moratti che ci ospita qui a Milano. Un caloroso e particolare ringraziamento a Sua Eminenza il Cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi che questa mattina ci ha portato il suo saluto ed il suo incoraggiamento. L altro ringraziamento che desidero esprimere è a tutti coloro che hanno reso possibile questa Conferenza: è un elenco abbastanza lungo cha va dal Dipartimento delle politiche per la famiglia alla Prefettura, alla Questura, a tutte le forze dell ordine, e soprattutto ai membri dell Osservatorio, ai membri del Comitato scientifico e al suo Direttore prof. Pierpaolo Donati. A questa Conferenza si sono registrate circa persone. Sono lieto di vedere che ci sia una grande volontà di partecipazione nella costruzione di un orientamento, nello scambio di esperienze, nella individuazione di iniziative per la valorizzazione della famiglia. Oggi è anche il giorno in cui ricorre il decennale della emanazione della Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, legge n. 328 dell 8 novembre 2000: desidero ricordarlo, perché molte delle politiche a favore della famiglia passano necessariamente attraverso questa legge, che riconosce alle famiglie il diritto ad un sistema integrato di servizi, l eliminazione o la riduzione delle condizioni di bisogno e di disagio derivanti da difficoltà economiche, sociali e condizioni di non autonomia. In quest ambito è essenziale anche il ruolo del Terzo Settore, sia propositivo nell elaborazione delle politiche in favore delle famiglie, sia per la gestione specifica dei servizi, in particolare quelli mirati al sostegno delle famiglie con anziani non autosufficienti o con soggetti disabili.

2 Come è stato ricordato, questo è il secondo appuntamento; la prima Conferenza si è tenuta a Firenze oltre tre anni fa (nel maggio del 2007), dove è stato iniziato un percorso che richiede comunque ulteriore impegno e riflessione: saluto il Presidente Bindi che a quel tempo era ministro delle politiche familiari. Lo spirito con cui è stata organizzata questa Conferenza nazionale sulla famiglia è quello di riunire tutti gli attori, istituzionali e non, per analizzare e condividere tutte le tematiche che interessano la famiglia e proporre possibili soluzioni; per confrontarci, discutere e riflettere insieme sul futuro. Sulla famiglia stanno riflettendo molte istituzioni. Nel documento della CEI del 4 ottobre è scritto: La famiglia oggi è ad un tempo forte e fragile. La sua debolezza non deriva solo da motivi interni alla vita della coppia ed al rapporto fra genitori e figli. Molto più pesanti sono i condizionamenti esterni: il sostegno inadeguato al desiderio di paternità e maternità, pur di fronte al grave problema demografico; la difficoltà a conciliare l impegno lavorativo con la vita familiare, a prendersi cura dei soggetti più deboli, a costruire rapporti sereni in condizioni abitative e urbanistiche sfavorevoli. A ciò si aggiunge il numero crescente delle convivenze di fatto, delle separazioni coniugali e dei divorzi, come pure gli ostacoli di un quadro economico, fiscale e sociale che disincentiva la procreazione. Non si possono trascurare, fra i fattori destabilizzanti, il diffondersi di stili di vita che rifuggono dalla creazione di legami affettivi stabili e i tentativi di equiparare alla famiglia forme di convivenza tra persone dello stesso sesso. Aggiunge quel documento: Sostenere adeguatamente la famiglia con scelte politiche ed economiche appropriate, attenti in particolare ai nuclei numerosi, diventa un servizio all intera collettività. Non diversamente la nostra Costituzione laica e repubblicana ha dato alla famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio (art. 29) diritti del tutto particolari rispetto alla parità sancita dall art. 3, preoccupandosi di sottolineare all art. 31 che la Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose, e all art. 37 che le condizioni di lavoro (della donna lavoratrice) devono consentire l adempimento della sua essenziale funzione familiare ed assicurare alla madre ed al bambino una speciale ed adeguata protezione. Ma certamente i padri costituenti non potevano neanche lontanamente immaginare le emergenze con le quali oggi la famiglia deve confrontarsi. Ne ricordo due fra le più importanti: la prima riguarda i progressi della scienza e le biotecnologie che possono togliere ai figli il diritto di nascere all interno di una comunità d amore con una identità certa paterna e materna. 2

3 Questa comunità è stata la scelta del legislatore italiano con la legge 40, confermata da un referendum popolare, che consente di ricorrere alle cosiddette tecniche procreative omologhe e non a quelle eterologhe. Ma questa scelta viene contestata da chi in nome del desiderio di genitorialità ritiene lecito e possibile ricorrere all acquisto dei fattori della riproduzione procurandosi sul mercato materiale genetico in vendita e trovando terze persone che si prestano o a dare l utero in affitto o donatori che possano dar vita all embrione. Un indagine molto seria apparsa recentemente sul Sole 24Ore ha raccontato come un solo centro specializzato in Danimarca può vantarsi di aver realizzato la fecondazione di ben donne, con garanzia di anonimato dei donatori, mentre negli Stati Uniti, dove il donatore è conosciuto, si moltiplicano i casi in cui lo stesso si è sentito citare in giudizio per il mantenimento del figlio, concepito con il suo materiale genetico. Mentre (vedi l ultimo Venerdì di Repubblica) già figli della provetta negli Stati Uniti tentano di ritrovarsi per scoprire di chi sono figli. La rottura della diga costituita dalla legge 40 aprirebbe la porta a questi inquietanti scenari, tornando ad un vero e proprio Far West della provetta dove fin dal primo momento il concetto costituzionale di famiglia andrebbe irrimediabilmente perduto. In secondo luogo le statistiche sono lì a dimostrare che l Italia sta vivendo una seria crisi della natalità e anche dell istituto matrimoniale. Pochi dati: matrimoni celebrati nel 2008, contro i del 1972 (4 ogni 1000 abitanti contro 7,7 ogni 1000 abitanti). Il tasso di natalità è di 1,42 figli per donna, ma per le straniere è del 2,3% con il 12% dei bambini nati nel 2008 da genitori stranieri e si arriva al 16,7% se almeno un genitore è straniero. Tutto questo avviene in un contesto nel quale i cittadini stranieri residenti in Italia al 31 dicembre 2009 risultano essere , più che raddoppiati rispetto al 2003 quando erano , con minori, anch essi più che raddoppiati dal 2003 per effetto sia delle nascite che dei ricongiungimenti familiari. Specularmente l invecchiamento della popolazione determina il venir meno del rapporto millenario fra giovani ed anziani, producendo il fenomeno della cosiddetta piramide rovesciata. Già oggi le famiglie con anziani di 65 anni e più, sono il 36,5%, mentre quelle con minori solo il 28%. Le famiglie con ultra sessantacinquenni raggiungono il 19,2%. Le famiglie di tutti anziani di 65 anni e più, sono il 23,1% e quelle con tutti anziani, di 75 anni e più, l 11,7%. 3

4 Cresce la percentuale di famiglie di anziani e diminuisce quella con almeno un minore. Le famiglie con almeno un minore e un anziano sono praticamente inesistenti e raggiungono solo l 1,5%. L allarme costituito dal fenomeno dell invecchiamento della popolazione e dalla denatalità non preoccupa soltanto il mondo cattolico. Nel suo ultimo libro, Perché dobbiamo fare più figli scritto con Lorenzo Pinna, anche un laico come Piero Angela affronta, dal punto di vista scientifico, le ragioni per le quali, in Italia, dovremmo fare più figli e di come questo possa rappresentare una mossa strategica per la crescita del nostro Paese. Secondo gli autori, il crollo delle nascite rischia di mettere in seria crisi il nostro paese e più in generale l'occidente, soprattutto se messo in relazione con un costante (per quanto benvenuto) innalzamento dell'età media dei decessi e un conseguente invecchiamento della popolazione. Il rapporto fra popolazione attiva e popolazione fuori dal mercato del lavoro diventa così una delle questioni determinanti per lo sviluppo del nostro paese, da inserire peraltro nel quadro del boom demografico dei paesi emergenti e dell'alta natalità delle famiglie extracomunitarie immigrate in Italia. L autore, in particolare, evidenzia come fare più figli in Italia non vorrebbe dire incrementare la popolazione (che comunque continuerebbe a diminuire), ma vorrebbe dire evitare un crollo troppo rapido che potrebbe essere traumatico. Qui si apre infatti una questione decisiva per il nostro futuro se pensiamo ai tragici fallimenti con i quali si misurano i Paesi europei che pure si sono trovati ad affrontare lo stesso problema in tempi molto meno rapidi e traumatici di quanto è avvenuto e avviene in Italia. Credo che ogni persona di buon senso sogni una piena integrazione di tutti quelli che vengono da lontano, disposti ad una sincera condivisione dei nostri principi costituzionali e auspichi che le nuove generazioni delle comunità immigrate condividano con i nostri figli l orgoglio di tutto quello che di grande l Italia, con i suoi santi, poeti, letterati, artisti e scienziati ha prodotto nella sua storia millenaria. Ciò senza perdere il legame affettivo e la consapevolezza per le proprie radici, come continuano a fare, d altra parte, i 60 milioni di italiani emigrati in tutte le parti del mondo. Ma perché questo avvenga è necessario che ci sia una società italiana nella quale gli altri possano integrarsi, attraverso l implementazione di quel grande capitale sociale che è la famiglia con figli. In caso contrario avremmo un Italia a macchia di leopardo con interi lembi di territorio che già oggi incominciano ad essere a compartimento stagno con etnie che rischiano di diventare autoreferenziali o come in Inghilterra, dove per ragioni religiose comunità mussulmane applicano ai propri aderenti la shari a, con un riconoscimento di fatto per esempio delle pratiche poligamiche. In questo quadro si potrebbe pensare che l istituto del matrimonio sia ben saldo per la maggiore convinzione della minoranza che contrae questo vincolo. 4

5 Risulta invece che separazioni e divorzi siano in continua crescita. Nel 2008 le separazioni legali sono state e i divorzi , con un incremento rispettivamente del 3 e del 23% rispetto al Purtroppo, altro dato negativo, il 70% delle separazioni e il 41% dei divorzi riguardano coppie con figli. La teoria del divorzio come male minore, come scritto in un bel libro di Massimiliano Fiorin La fabbrica dei divorzi, porta l intero carrozzone di avvocati, magistrati e consulenti, a muoversi in una logica individualista e libertaria dove il diritto di divorziare per ragioni sentimentali viene sempre prima di tutto. L autore giustamente rileva come il conflitto fra coniugi è sempre esistito. Nella nostra società evoluta ed emancipata, sarebbe oggi possibile affrontarlo con un grado di tutela, per il coniuge più debole, impensabile 50 anni fa, risolvendo tale conflitto senza dover ricorrere necessariamente al divorzio. Invece di aiutare l alleanza naturale fra uomo e donna, l Occidente divorzista ha costruito un sistema che mette i due sessi l uno contro l altro esaltando le ragioni egoistiche di ciascuno. I costi umani, sociali ed economici dello sfaldamento di un matrimonio su quattro sono sotto gli occhi di tutti, con il carico di sofferenze che ogni separazione si porta dietro; specialmente quando, sempre più spesso, questa esperienza è vissuta dai ceti meno abbienti, che, a causa della separazione, subiscono pesanti ridimensionamenti del tenore di vita, se non una vera e propria riduzione ad uno stato di povertà. E ciò mentre sulla pelle dei figli troppo spesso si accendono liti infinite, alle quali non sempre la riforma legislativa sull affido condiviso riesce a dare risposte positive. Non si tratta naturalmente di tornare indietro, ma di uscire - per dirla con Claudio Risè dalla nebbia dei pregiudizi ideologici e dei luoghi comuni soprattutto attraverso un azione educativa e formativa dei giovani sulle responsabilità che si assumono e delle conseguenze troppo spesso impreviste per chi entra nel tritacarne divorzista. Malgrado questa sia la fotografia dello stato molto problematico della famiglia in Italia oggi, dai dati Istat risulta che la popolazione è soddisfatta delle relazioni familiari, un dato questo trasversale e sostanzialmente uniforme sull intero territorio nazionale, sia per gli uomini che per le donne. Il vivere in coppia favorisce una percezione migliore delle relazioni familiari, mentre i livelli più bassi di soddisfazione si registrano fra le persone sole, soprattutto se di età inferiore ai 65 anni e fra le madri sole. Di converso anche i figli che vivono in famiglie monogenitoriali presentano quote di soddisfazione inferiori a quelle dei figli che vivono con entrambi i genitori. Complessivamente la situazione non cambia negli anni, peggiora la soddisfazione delle madri sole e dei figli che vivono in nuclei monogenitoriali. 5

6 La famiglia è dunque vitale e resta un riferimento essenziale in un momento di incertezza. Protegge i figli, gli anziani, i componenti più deboli. E centro di legami di solidarietà oltre che di affetti. Questa funzione della famiglia va sostenuta, certamente: non si può chiedere alla famiglia di supplire alle mancanze del sistema di welfare, ma va anche apprezzata e valorizzata più di quanto normalmente si faccia. E altrettanto evidente che per far fronte ai fenomeni di disgregazione familiare è indispensabile l impegno di tutta la collettività nazionale: della scuola, della cultura, delle comunità religiose, dell associazionismo, del mondo del lavoro e delle imprese per tutti quegli aspetti che vanno al di là del mero dato economico. Ma per invertire tutte quelle tendenze negative di cui si è detto, è necessario anche un forte impegno delle istituzioni a tutti i livelli per incrementare le azioni dirette a migliorare i servizi ed il supporto economico a chi si assume delle responsabilità pubbliche per la creazione della famiglia che abbia una sua potenziale stabilità e che accetti davanti alla collettività diritti ma anche doveri. Ci sono diverse valutazioni su cosa è stato fatto in questi anni per la famiglia. L Italia, contrariamente ad altri Paesi europei, non ha sinora avuto un Piano nazionale di politiche per la famiglia, inteso come quadro organico e di medio termine di politiche specificatamente rivolte alla famiglia, cioè aventi la famiglia come destinatario e come soggetto degli interventi. Finora hanno largamente prevalso interventi frammentati e di breve periodo, volti a risolvere alcuni specifici problemi delle famiglie, senza una considerazione complessiva del ruolo che esse svolgono nella nostra società. Le riflessioni di queste tre giornate della Conferenza costituiranno la base per un primo Piano organico, che il Governo ha in programma di elaborare, a partire dal lavoro già realizzato dall Osservatorio Nazionale sulla famiglia, che viene offerto in questa occasione nella forma di una bozza di discussione. Ma già in questa legislatura il Governo ha messo mano a questioni di grande importanza. Due settimane fa ho presentato in Consiglio dei Ministri il disegno di legge delega in materia di filiazione che cancella ogni differenza tra i figli nati nel matrimonio e fuori dal matrimonio. All'interno di questo disegno di legge tutti i figli assumono lo stesso status giuridico. E un importante innovazione nel Codice civile, che rende prossima la disciplina dello status unico di figlio, eliminando, anche sotto un profilo lessicale, la distinzione tra figlio legittimo e naturale. Nel disegno di legge vengono introdotti principi innovativi sulla potestà dei genitori e viene rinforzato il diritto dei figli ad essere ascoltati sulle scelte che riguardano il loro futuro; vengono previste nuove norme anche in materia di affidamento condiviso e abbandono dei figli minori. Passo ora ad illustrare le principali iniziative ed attività portate avanti dal Dipartimento per le politiche della famiglia dal 2008 ad oggi. 6

7 Va innanzitutto sottolineato che, in una situazione sociale ed economica come quella attuale, l azione politico amministrativa è stata condotta all insegna dell innovazione e della sperimentazione. Sono state infatti introdotte nel sistema, e si stanno implementando, nuove tipologie e modalità di intervento con lo scopo principale di promuovere risposte nuove sia ai bisogni tradizionali sia a quelli emergenti. Tra le nuove iniziative segnalo: 1) Il Fondo di credito per i nuovi nati E una nuova forma di aiuto economico alle famiglie e di supporto alla genitorialità, finalizzato a favorire l'accesso al credito delle famiglie con un figlio nato o adottato nel triennio 2009/2011. I genitori possono richiedere un prestito agevolato tramite garanzia dello Stato fino a euro, da restituire in un tempo massimo di 5 anni. La misura è stata pensata per garantire la copertura delle spese relative sia alla nascita che all'assistenza dei nuovi nati, con un attenzione particolare ai bambini portatori di malattie rare, per i quali si prevede uno stanziamento ad hoc pari a 10 milioni di euro. Per i figli nati nel 2009 e nel 2010 sono stati fino ad oggi erogati dalle banche che aderiscono all iniziativa finanziamenti per 64 milioni di euro, per circa prestiti, buona parte dei quali a famiglie con reddito particolarmente basso. 2) Le tariffe agevolate per le famiglie numerose D intesa con il Ministero dello sviluppo economico, è stata eliminata l anomalia che vedeva le famiglie numerose o in difficoltà pagare di fatto una sovrattassa sui consumi energetici per finanziare gli sconti praticati nelle tariffe agevolate. Così, dal 1 gennaio 2009, per le tariffe elettriche si è introdotto uno sconto tra i 60 e i 150 euro all anno sulle bollette, per le famiglie a basso reddito, specie se numerose e per gli ammalati che devono usare apparecchiature salva vita; per il gas, la riduzione media delle bollette è del 15% circa: da un minimo di 25 euro, per i bassi consumi, a un massimo di 160 euro per le famiglie fino a 4 componenti. Per le famiglie oltre 4 componenti il bonus va da un minimo di 40 ad un massimo di 230 euro. 3) La revisione delle misure sulla conciliazione tempi di lavoro e di cura della famiglia (art. 9 L. 53/2000) Sulla base dell esperienza maturata nell applicazione della misura e per ampliare il novero dei soggetti finanziabili e di conseguenza i beneficiari finali delle misure di conciliazione, è stata promossa la modifica dell articolo 9 della legge n. 53 del Per l anno 2010, nell ambito del Fondo per le politiche della famiglia, sono stati stanziati ulteriori 14 milioni di euro per finanziare progetti che favoriscono la conciliazione della vita familiare e lavorativa. 7

8 4) Il Programma pilota Nidi nella pubblica amministrazione E stato avviato questo Programma per realizzare oltre 50 nidi aziendali da almeno 20 posti presso le sedi centrali e periferiche della Pubblica Amministrazione. Il Progetto è stato finanziato con 18 milioni di euro. 5) Le azioni di assistenza tecnica alle regioni del mezzogiorno Il Dipartimento è impegnato in due programmi di assistenza alle otto regioni del Mezzogiorno per il raggiungimento degli obiettivi di servizio previsti dal Quadro Strategico Nazionale : - nell ambito dei servizi per la prima infanzia, un programma relativo: a) ad aumentare la diffusione dei servizi per l infanzia; b) ad aumentare la presa in carico degli utenti dei servizi per l infanzia. - nell ambito dell Assistenza domiciliare integrata: un programma volto a favorire l incremento della percentuale di anziani beneficiari di assistenza domiciliare integrata dall 1,6% al 3,5%. 6) Le attività di comunicazione istituzionale Particolare attenzione è stata posta al tema della comunicazione istituzionale offerta alle persone, soprattutto per favorire la possibilità di avere corrette informazioni e consentire lo scambio ottimale tra offerta e domanda di servizi. Qui ricordo: - Lo Sportello Tutto famiglia in collaborazione con l Inps E un servizio informativo con un sito web dedicato (www.tuttofamiglia.info) sulle diverse tematiche che riguardano la sfera familiare. Il servizio è in grado di fornire chiarimenti rispetto a questioni frequentemente oggetto di quesiti, quali l esistenza di eventuali bonus o di altre tipologie di facilitazioni. - Il Progetto Preferire la vita Il Progetto, avviato in collaborazione con il Consorzio preferire la vita prevede attività di informazione e promozione della possibilità, in alternativa all aborto, di poter dare in adozione il bambino nel caso che la madre non sia in grado di riconoscerlo e mantenerlo. 7) Il progetto Abruzzo A seguito del sisma in Abruzzo del mese di aprile 2009, sono stati mobilitati 12 milioni del Fondo per le politiche della famiglia per la realizzazione di servizi per la famiglia, tra cui servizi socioeducativi per la prima infanzia, residenze per anziani e per nuclei monoparentali. 8

9 8) Gli interventi normativi Oltre al già richiamato disegno di legge in materia di filiazione, ricordo: - il divieto di licenziamento nella fase preadottiva: in caso di adozione internazionale, il divieto di licenziamento opera dal momento della comunicazione della proposta di incontro con il minore adottando, ovvero della comunicazione dell invito a recarsi all estero per ricevere la proposta di abbinamento; - l indennità aggiuntiva per il coniuge superstite: è in corso di elaborazione una proposta normativa di corresponsione ai superstiti, nell ambito di nuclei particolarmente svantaggiati, di una indennità una tantum nei casi in cui il genitore o coniuge deceduto non abbia ancora maturato il diritto al conseguimento della pensione di reversibilità. 9) Le attività della Commissione per le Adozioni internazionali La Commissione, che è l autorità centrale italiana per l esecuzione della Convenzione de L Aja del 29 maggio 1993, oltre allo svolgimento delle ordinarie competenze istituzionali, ha in particolare realizzato: Nuovi criteri per l autorizzazione all attività degli enti Relazioni internazionali (incontri bilaterali) Forum panafricano sulle adozioni (Burkina Faso 7-9 dicembre 2009) Formazione nazionale degli operatori Scambio di esperienze e formazione con operatori in Vietnam e Brasile Intensificazione dei rapporti di collaborazione con Paesi esteri Sostegno alle famiglie adottive con rimborso parte delle spese sostenute per l adozione L Italia con 4000 bambini adottati ogni anno è il paese con il maggior numero di adozioni al mondo dopo gli Stati Uniti. Non va dimenticato che, accanto alle numerose nuove attività, sono state comunque portate avanti le iniziative già in essere, tra le quali ricordo: 10) Il Piano straordinario di intervento per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per incrementare l offerta di asili nido e superare gli attuali squilibri tra Nord e Sud del Paese. - Il Piano straordinario è stato oggetto di un finanziamento statale nel triennio pari a 446 milioni di euro, per l incremento dei posti disponibili nei servizi per i bambini da zero a tre anni, a cui si aggiungono circa 281 milioni di cofinanziamento locale, per un totale di 727 milioni di euro stanziati. 9

10 - Con intesa in Conferenza unificata del 7 ottobre scorso sono stati definiti le finalità e i criteri di ripartizione di ulteriori 100 milioni di euro nell ambito del Fondo per le politiche della Famiglia, da utilizzare prioritariamente per i servizi socio educativi per la prima infanzia. - E stata svolta, ed è in corso di svolgimento, una approfondita attività di monitoraggio. E stata realizzata un indagine campionaria sui nidi d infanzia per la rilevazione analitica dei costi. 11) L attuazione delle intese in Conferenza unificata per abbattimento delle tariffe dei servizi per le famiglie con 4 o più figli, qualificazione del lavoro delle assistenti familiari, riorganizzazione dei consultori familiari per potenziare gli interventi a favore delle famiglie e Programma di interventi per favorire la permanenza o il ritorno nella comunità familiare di persone parzialmente o totalmente non autosufficienti in alternativa al ricovero in strutture residenziali socio-sanitarie. Sono stati sottoscritti gli accordi con quasi tutte le regioni e le province autonome ed erogati finanziamenti per circa 200 milioni di euro. 12) Potenziamento del Premio amico della famiglia E finalizzato alla diffusione e valorizzazione delle iniziative innovative e di particolare significato in materia di politiche familiari realizzate da enti locali, imprese e organismi pubblici e privati senza fine di lucro. Per l edizione 2010, sono stati stanziati 5 milioni di euro per premiare le migliori iniziative già realizzate in favore delle famiglie; ma la nuova edizione del Premio è stata affiancata da una nuova misura finanziata con 1 milione di euro, volta a sovvenzionare nuove azioni da realizzare, sostenendone la fase di avvio. Nel 2010 sono state presentate oltre mille domande di partecipazione. Vi sono poi altre attività, non meno importanti, che pure mi preme segnalare 13) Le attività internazionali e partecipazione a organismi nazionali, comunitari e internazionali, quali l Unione Europea, il Consiglio d Europa, l Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), l OCSE, sedi nelle quali il Dipartimento ha promosso le priorità nazionali. 14) Osservatorio nazionale della Famiglia è stato rinnovato con il D.P.C.M. 10 marzo 2009, n.43, e dovrà predisporre lo schema del Piano nazionale per la famiglia e la Relazione biennale sulla condizione familiare in Italia. 15) Osservatorio nazionale per l infanzia e l adolescenza e Centro nazionale di documentazione e analisi dell infanzia e adolescenza 10

11 Ha elaborato il Piano nazionale di azioni e di interventi per lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva sul quale nei giorni scorsi ha espresso il proprio parere la Commissione bicamerale per l infanzia e l adolescenza; provvede altresì alla stesura del Rapporto alle Nazioni Unite sull applicazione della Convenzione sui diritti del fanciullo e della relazione biennale sulla condizione dell infanzia e dell adolescenza in Italia. E evidente che le politiche governative per la famiglia non si esauriscono nelle attività del solo Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri a me affidato, ma comprendono anche altre misure adottate dal Governo, tra le quali ricordo: 16) Nuovi ammortizzatori sociali per i lavoratori finora senza tutele in deroga alla disciplina ordinaria degli strumenti di sostegno dei lavoratori sospesi o espulsi dal mercato del lavoro prima del raggiungimento dell età pensionabile (Cassa integrazione guadagni straordinaria e ordinaria, indennità di mobilità, indennità di disoccupazione involontaria, contratti di solidarietà, incentivi per la assunzione dei lavoratori in regime di integrazione salariale o in mobilità), in cui sono ricomprese categorie sino ad ora escluse da tali interventi. Questo paracadute protegge una platea di oltre cinque milioni di lavoratori (dipendenti delle piccole imprese e degli studi professionali, apprendisti, lavoratori a progetto, lavoratori interinali, con contratto parasubordinato, artigiani e piccoli imprenditori); per queste misure sono stati resi complessivamente disponibili oltre 30 miliardi di euro, tra vecchi e nuovi ammortizzatori sociali. 17) Abolizione dell ICI sulla prima casa: con il decreto legge n. 93 del 2008 è stata abolita totalmente l ICI sulla prima casa di abitazione. La misura coinvolge circa l 80% delle famiglie italiane. L abolizione non riguarda gli immobili di pregio, anche se abitazione principale. 18) Stop all aumento dei mutui a tasso variabile: per aiutare le famiglie dai forti rincari sui mutui a tasso variabile avvenuti nel 2007 e 2008 sono state previste due misure: intesa con le banche per riportare la rata dei mutui al valore del 2006, compensando la diminuzione con l allungamento dei tempi di restituzione del prestito; per i mutui a tasso variabile sottoscritti entro il 31 ottobre 2008 è stato posto un tetto massimo agli interessi sulle rate per il 2009, facendosi carico lo Stato dell eventuale eccedenza. Sono state abolite inoltre tutte le spese notarili legate alla portabilità del mutuo. 19) Fondo per gli affitti: è stato aumentato di 20 milioni il Fondo nazionale per il sostegno dell affitto, in aiuto ai nuclei familiari a basso reddito. 20) Detrazione asili nido: si è prevista, per gli asili nido, la proroga della detrazione Irpef, nella misura del 19% delle spese documentate sostenute dai genitori per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido; il limite di spesa su cui calcolare la detrazione è di 632 annui per ogni figlio che frequenta l'asilo pubblico o privato; la detrazione massima è quindi di 120,08 a figlio. 11

12 21) Fondo credito prima casa: è in via di definizione, da parte del Ministro della Gioventù, il decreto recante la disciplina del Fondo per l accesso al credito della prima casa da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali. * * * * * CONCLUSIONI Come vedete, e mi scuso per il lungo e noioso elenco, non sono mancate le iniziative di questo Governo a favore della famiglia. Ma guardando al futuro tre sono le aree di fondamentale importanza sulle quali intervenire. La riforma fiscale, impegno che questa maggioranza aveva assunto in campagna elettorale e recentemente ribadito inserendolo fra i cinque punti che qualificheranno la prossima azione di Governo, dovrà essere l occasione per rimodulare il nostro sistema tributario in senso maggiormente favorevole per le famiglie. Tutto ciò nel rispetto dei principi della progressività del sistema tributario e della capacità contributiva, che non può essere riferita soltanto al singolo individuo, ma può e deve tener conto della composizione della famiglia, dove l individuo vive, e dei carichi familiari. Non so se si chiamerà quoziente familiare, o fattore famiglia, o altro ancora ma so certamente che il nuovo fisco dovrà tener conto del numero dei componenti della famiglia in modo che le famiglie con figli o con situazioni di fragilità possano ricevere un concreto ed indispensabile aiuto in termini di riduzione della pressione fiscale e di accesso agevolato ai servizi. In tale ottica il tavolo di lavoro istituito dal Governo dovrà essere il luogo in cui tutti i protagonisti istituzionali, dal Governo, alle parti sociali ai rappresentanti dell associazionismo, dovranno portare le proprie proposte ed esperienze, per giungere ad una riforma fiscale veramente condivisa, amica del cittadino ma soprattutto della famiglia e dei figli che rappresentano il futuro di ogni Paese. E proprio questi tre giorni di lavoro devono essere un opportunità per riflettere ed approfondire insieme su questo importante tema e per avanzare soluzioni concrete. L attuazione del federalismo fiscale sarà l occasione per costruire anche dal basso un fisco più amico della famiglia. Inoltre, va posta la dovuta attenzione ai temi della conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro, così come vuole la Costituzione. Solo trovando nuove forme di risposte alle esigenze dei genitori che lavorano sarà possibile evitare che una parte consistente delle donne esca dal mercato del lavoro in occasione della maternità, o peggio vi rinunci per non perdere il posto. Senza tralasciare la necessità di incentivare gli uomini ad essere coinvolti e partecipi nella cura dei figli piccoli, dei familiari disabili e non autosufficienti. 12

13 Mi fa piacere segnalare a questo proposito che tra poco firmerò con il presidente della Provincia di Trento Dellai un protocollo di intesa per estendere a tutto il territorio nazionale la sperimentazione sull audit famiglia e lavoro, una certificazione di qualità per aziende ed organizzazioni pubbliche attente alle esigenze familiari dei propri dipendenti. Infine, non dimentichiamo che l azione del Governo va inquadrata anche alla luce del processo di revisione costituzionale che ha configurato un nuovo quadro delle competenze dello Stato, delle regioni e delle amministrazioni locali, in base al quale le politiche pubbliche, soprattutto in campo sociale e familiare, sono ideate ed implementate con la partecipazione di tutti livelli di governo nel rispetto dei principi di sussidiarietà verticale e di leale collaborazione. Per concludere, le politiche per la famiglia devono essere discusse durante i lavori di questa Conferenza in tutti, tanti e rilevanti aspetti che esse evidenziano; la famiglia deve essere la principale protagonista della Conferenza. E evidente che lo strumento fiscale è indispensabile: ciò non significa che la famiglia debba essere aiutata solo economicamente, ma va sostenuta con una serie articolata di interventi e resa protagonista attiva. Da qui il mio invito alle parti sociali ad impegnarsi maggiormente in materia familiare. Sono fiducioso che da questa Conferenza, ma soprattutto dal percorso di consultazione che ne seguirà, usciranno indicazioni preziose, utili a fornire un valido contributo per l azione di programmazione politica e strategica che Governo, Amministrazioni regionali, Province e Comuni porranno in essere. Desidero affidare a Voi e ai dieci gruppi di lavoro questo compito e questa sfida, nell auspicio che questa Conferenza possa rappresentare davvero un momento di svolta nella vicenda delle politiche per la famiglia in questo Paese. Grazie e buon lavoro. 13

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