Gianni Francioni RIFLESSIONI E LINEE DI PROGRAMMA PER IL RETTORATO DELL UNIVERSITÀ DI PAVIA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Gianni Francioni RIFLESSIONI E LINEE DI PROGRAMMA PER IL RETTORATO DELL UNIVERSITÀ DI PAVIA 2013-2019"

Transcript

1 Gianni Francioni RIFLESSIONI E LINEE DI PROGRAMMA PER IL RETTORATO DELL UNIVERSITÀ DI PAVIA

2

3 Care elettrici, cari elettori, queste Riflessioni e linee di programma per il rettorato dell Università di Pavia sono frutto dei consigli e dei suggerimenti che mi sono stati offerti nei molti contatti avuti con membri della nostra comunità accademica docenti, studenti, personale tecnico e amministrativo e specialmente delle analisi fatte in una serie di riunioni tenutesi al Collegio Cairoli tra marzo e aprile. Questi incontri hanno registrato la partecipazione numerosa non solo di colleghi coi quali ho da tempo rapporti di amicizia, di collaborazione e di conoscenza diretta, ma anche di altri che si sono mostrati interessati talvolta partendo da posizioni critiche ad approfondire le mie proposte e hanno portato il proprio contributo leale e costruttivo. È la prima volta che un programma per il rettorato dell Ateneo nasce da un così ampio confronto e si presenta come una elaborazione collettiva. Questo processo ha confortato la mia decisione di candidarmi alla carica di Rettore per mettere a disposizione dell Ateneo l esperienza che ho maturato in vari ruoli di governo accademico, pronto se voi lo vorrete a dedicare impegno e passione al nuovo, difficile compito. Vi ringrazio per l attenzione con cui leggerete queste pagine e vi saluto cordialmente!!!!

4 Il quadro generale, p. 5 Il ruolo e le finalità dell Università pubblica, p. 7 Il rapporto dell Ateneo con la città, p. 9 L Ateneo in un orizzonte più ampio, p. 11 La ricerca, p. 13 La didattica, p. 17 L acquisizione e l uso delle risorse finanziarie, p. 21 L organico docente e il reclutamento, p. 24 Il governo dell Ateneo, p. 26 Criteri di scelta nella nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione esterni alla comunità accademica, p. 29 La funzione del Direttore Generale e la riorganizzazione dell amministrazione, p. 30 Conclusioni, p. 32

5 IL QUADRO GENERALE Proporre la propria candidatura alla guida del nostro Ateneo per i prossimi sei anni significa assumersi l onere di una grande responsabilità, indicare la direzione del percorso comune e dare concretezza alle speranze di tutti per un miglioramento necessario e certamente possibile. Tutto ciò non può prescindere da un analisi oggettiva del contesto e dalla condivisione di principi e valori che devono trovare riscontro puntuale nei comportamenti, con la consapevolezza che solo il coinvolgimento dell intera comunità accademica può dare efficacia a qualsiasi azione. L Università di Pavia si trova, come tutte le Università italiane, ad affrontare un periodo di difficoltà, che negli ultimi anni sono molto aumentate. Ciò nonostante, continua a fornire una preparazione di sicuro livello, produce una ricerca di qualità in alcuni casi di vera eccellenza che contribuisce con apporti di rilievo a collaborazioni nazionali e internazionali, è una presenza autorevole nel panorama regionale (che conta molte Università) e sulla scena nazionale, mantiene un buon numero di iscrizioni poco meno di 22 mila e di immatricolazioni (queste ultime in aumento rispetto allo scorso anno), è attrattiva per molti giovani di altre parti d Italia e, in misura crescente, del mondo, riesce a garantire con borse di studio una copertura del 90% degli studenti aventi diritto (contro il 75% a livello nazionale) e presenta nel complesso dati migliori, o addirittura in controtendenza, rispetto alle medie del sistema universitario italiano. La nostra Università è dunque un istituzione sana, anche se questo non basta a metterla in sicurezza. Deve trovare, nell azione concorde di tutti e nelle molte competenze disponibili, la possibilità di attuare il rinnovamento necessario per rappresentare ancor più un punto di riferimento nella ricerca e nella didattica italiana ed europea. Il contesto nazionale in cui l Ateneo si muove presenta aspetti preoccupanti, che non vanno taciuti né sottovalutati. La situazione di emergenza dell Università italiana è stata denunciata in recenti documenti del CUN e della CRUI, che hanno rimarcato come il nostro Paese occupi posizioni di retroguardia in varie classifiche dell UE e dell OCSE per quanto riguarda gli investimenti nella ricerca e nella formazione accademica, l assicurazione del diritto allo studio e il numero dei laureati. In particolare, il Fondo di finanziamento ordinario dell Università (FFO) ha avuto dal 2009 al 2012 un calo complessivo in termini reali del 20%, con la prospettiva, per il corrente anno, di un ulteriore riduzione, che comporterà per ciascun Ateneo una perdita fra il 3,5% e il 5%. La crisi colpisce pertanto tutte le Università italiane, nessuna esclusa. La situazione è resa ancor più complicata dal fatto che la transizione alla nuova Università disegnata dalla legge 240/2010 non è, nel nostro come in altri Atenei, ancora conclusa per quanto concerne la definizione degli organi statutari e il loro funzionamento, la riorganizzazione della macchina amministrativa, la piena operatività dei Dipartimenti, strutture di base cui sono ora affidate tutte le competenze in ordine alla ricerca scientifica e alla didattica. La conclusione della fase costituente si impone dunque in tutta la sua urgenza.! 5

6 È alla luce di questo quadro nazionale e locale che vanno individuate le azioni da intraprendere negli anni del rettorato che si apre. I prossimi sei anni saranno necessariamente improntati a porre le basi di un progresso che comunque dipende in gran parte da altri decisori (ferma restando la necessità di un intervento convinto, in tutte le sedi, dell Università di Pavia e del suo Rettore per favorire l adozione di misure efficaci per l intero sistema). Ma occorre in primo luogo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità e che compete alle nostre scelte. Un programma credibile per il futuro rettorato non può pertanto essere un compiuto e- lenco di cose da fare, perché queste sono condizionate da una serie di variabili e comportano comunque decisioni che competono agli organi di governo accademico. Chi avanza la propria candidatura alla guida dell Ateneo deve piuttosto esporre la propria visione del ruolo e delle funzioni dell Università, i criteri che, se eletto, intende seguire nell affrontare la gestione e nel definire le strategie, le priorità che ritiene di dover suggerire e che si impegna a perseguire, entro un orizzonte progettuale alla cui costruzione deve partecipare l intera comunità accademica. A questo saranno dedicate, senza pretese di esaustività, le pagine che seguono.! "!

7 IL RUOLO E LE FINALITÀ DELL UNIVERSITÀ PUBBLICA L Università pubblica, come luogo di libera ricerca ed elaborazione delle conoscenze, di trasmissione e apprendimento critico del sapere, assolve a un ruolo insostituibile. Questo non consiste solo nel contributo decisivo che l Università dà al progresso scientifico e culturale del Paese, nell applicazione del dettato costituzionale in tema di diritto allo studio (che garantisce ai giovani appartenenti ai ceti economicamente più svantaggiati l accesso a- gli studi accademici, favorendone così la mobilità e la promozione sociale) e nell assicurazione delle competenze con cui i laureati dovranno affrontare le loro professioni, ma riguarda anche l opera che l Università, partecipe e protagonista della vita collettiva, svolge nell innalzamento della coscienza civile e nell orientamento del dibattito pubblico. Compito fondamentale dell Università è la produzione e il trasferimento delle conoscenze: la produzione avviene grazie alla ricerca e alla messa a disposizione della società dei risultati; il trasferimento delle conoscenze comprende la didattica sia istituzionale (corsi di laurea, di laurea magistrale, dottorati di ricerca, scuole di specializzazione), sia di altro tipo (master, corsi di perfezionamento e di aggiornamento, formazione alle professioni, educazione permanente), le attività sanitarie, la ricerca su committenza esterna, la consulenza, la partecipazione alla creazione di spin-off ecc., ossia un complesso di attività in cui è interesse dell Ateneo che i docenti possano dare il meglio delle proprie competenze. La nostra è un Università multidisciplinare, che si fonda su una ricerca avente oggetti, stili di indagine e metodologie differenti, e su un offerta formativa varia e articolata: un bene comune che va tutelato e che rende sterile qualsiasi contrapposizione tra sapere scientifico-tecnologico e sapere umanistico-sociale, tra ciò che si scopre nei laboratori sperimentali e ciò che viene prodotto negli specifici laboratori creativi delle discipline teoricoastratte e delle scienze dell uomo e della società. Inoltre l interdisciplinarità, l intersezione fruttuosa degli ambiti di indagine che va promossa costituisce un valore aggiunto non solo per la ricerca ma anche per i percorsi formativi. È ugualmente errato contrapporre la ricerca fondamentale o di base alla ricerca applicata e al trasferimento tecnologico. Ogni attività dei docenti va apprezzata nello stesso modo, quando esercitata nell interesse dell istituzione di appartenenza e nel rispetto del suo ruolo pubblico, dell autonomia e della libertà dell indagine svolta al riparo da ogni condizionamento. Così intese, didattica e ricerca sono strettamente intrecciate (e tanto più lo sono dopo che la riforma ha individuato nei nuovi Dipartimenti le strutture cui entrambe competono), costituiscono a pari titolo la missione della nostra Università. Non ha senso chiedersi quale delle due sia più importante per l Ateneo o quale, in tempi di scarse risorse finanziarie, vada privilegiata: vanno portate avanti contemporaneamente, perché la didattica senza una ricerca scientifica di qualità è mera ripetizione, riproduzione di conoscenze già acquisite e tramandate (che la ricerca fa peraltro rapidamente invecchiare): conservazione e non innovazione.! 7

8 Il modello da perseguire è un Università che sa trasfondere nell insegnamento le nuove acquisizioni del sapere, che insegna ciò che indaga. Dunque un Ateneo come il nostro non può che puntare su una didattica articolata su tutti i livelli e qualitativamente garantita da una ricerca all avanguardia, perché questo è ciò che può fare la differenza tra Pavia e altri Atenei agli occhi di un ampio numero di studenti e di studiosi. Oltretutto, la ricerca e i suoi successi assicurano finanziamenti pubblici e privati e incidono significativamente sulla quota premiale dei trasferimenti dello Stato, determinando, anche per questo aspetto, una ricaduta positiva sull erogazione dell offerta formativa. L antica locuzione Universitas studiorum va letta oggi nel significato, da una parte, di un istituzione orientata alla crescita del sapere in generale; dall altra di una comunità di lavoro formata da docenti, operatori tecnici e amministrativi e studenti i cui membri cooperano per realizzare le finalità dell istituzione. Non vi è vera comunità senza l orgoglio della propria tradizione, senza un forte senso di identità e di appartenenza, senza la capacità di affrontare e realizzare insieme ogni necessario rinnovamento. Nessuna delle tre componenti può essere vista come subalterna o peggio come controparte di un altra, e il rispetto reciproco deve essere alla base dell interazione quotidiana. Sarebbe ugualmente errato concepire gli studenti come semplici utenti e i docenti e il personale tecnico-amministrativo come fornitori di servizi, giacché l apporto degli studenti, tramite le loro associazioni, è fondamentale per la costruzione di un Università migliore. La comunità accademica deve infine essere improntata al rispetto delle leggi, delle regole e dei doveri nell assolvimento dei compiti peculiari a ciascuna componente e nei rapporti all interno e all esterno dell Ateneo; deve tutelare i diritti di tutti e concepire il confronto delle diverse istanze e posizioni come un momento di crescita collettiva; deve saper censurare, nelle forme e con gli strumenti propri dell istituzione, i comportamenti deviati di singoli membri, guardando al Codice etico come a un insieme di norme di comportamento non eludibili. Tutto ciò contribuisce in modo decisivo alla presenza dell Università sul territorio come istituzione autorevole e affidabile.! "!

9 IL RAPPORTO DELL ATENEO CON LA CITTÀ Il territorio dell Ateneo è in primo luogo Pavia, che presenta due peculiarità: di essere, in senso proprio, una città universitaria (sono tali quelle di solito di piccole-medie dimensioni in cui l Università costituisce il centro e il motore della vita sociale) e di avere un sistema universitario integrato, costituito dall Ateneo, dai Collegi sia gli storici e di merito, sia i pubblici gestiti dall EDISU e dall Istituto Universitario di Studi Superiori: un network di istituzioni accademiche unico nel nostro Paese. Inteso in un significato più ampio, il sistema universitario pavese comprende anche attori importanti come i tre IRCCS (Fondazione Policlinico S. Matteo, Fondazione Maugeri e Fondazione Mondino) e le altre aziende della sanità pubblica e privata con cui l Ateneo ha rapporti stabili, nonché gli enti di ricerca (CNAO, CNR con i suoi istituti, INFN, ecc.), e i vari consorzi (come, ad esempio, il Consorzio di Bioingegneria e informatica medica), la cui presenza è inscindibilmente legata all Università. Questo complesso produce il 15% del PIL cittadino, contribuisce cioè in termini significativi all economia di una città che, perduta da tempo la sua dimensione industriale, ridottasi sostanzialmente a settore terziario, vive di fatto su formazione, ricerca e sanità. L azione coordinata di questo sistema deve aumentare la quantità e la qualità delle specifiche attività istituzionali, e valorizzare sempre più le caratteristiche della città universitaria. L Università ha bisogno, oggi più che mai, di una concertazione dei soggetti citati, che peraltro è interesse non solo nostro promuovere e realizzare. A tal fine è necessario dare maggior solidità ai vari rapporti esistenti, costruendo un ampia rete di partecipazioni e di accordi di partenariato. In particolare, va potenziata la nostra Fondazione Alma Mater Ticinensis con l ingresso di soci partecipanti istituzionali e privati che apportino finanziamenti; occorre rilanciare la collaborazione dell Ateneo con lo IUSS attraverso un nuovo accordo quadro che incrementi e disciplini le sinergie delle due istituzioni; bisogna istituire una conferenza Università-Collegi per un maggior coinvolgimento di questi nelle attività accademiche; è necessario un tavolo di consultazione Università-Comune-Provincia che possa monitorare in modo continuativo gli aspetti di reciproco interesse e indirizzare le specifiche azioni in direzione convergente. Un ulteriore conferenza permanente deve essere istituita per rendere più produttivi i rapporti tra l Università e il mondo della sanità. L Ateneo ha rapporti regolati da convenzioni con i tre IRCCS, con la Clinica Città di Pavia e con altre aziende sanitarie, rapporti che consentono ai docenti medici di esplicare pienamente i propri compiti, che prevedono, oltre alle funzioni didattiche e di ricerca proprie di tutti i docenti, anche funzioni assistenziali. La normativa regionale che dovrebbe disciplinare le relazioni fra aziende sanitarie e Università non ha ancora trovato una sua definitiva formulazione, e in assenza di questa è impossibile procedere al rinnovo delle convenzioni generali, alcune delle quali scadute da oltre quarant anni. Nel frattempo si va avanti con proroghe o accordi parziali e limitati, che non consentono di ottimizzare i rapporti in atto.! 9

10 Ferma restando la necessità di un interlocuzione costante con la Regione Lombardia (dando maggior pienezza a un rapporto che è essenziale per lo svolgimento di molti processi), l Ateneo considera di fondamentale importanza e imprescindibile il ruolo accademico nell assistenza sanitaria, e ha il dovere di garantire la miglior collaborazione possibile fra le aziende sanitarie e la sua prestigiosa Facoltà medica, collaborazione che è di rilevante interesse per entrambe le parti. A tal fine, l Ateneo si farà promotore di un accordo quadro con tutte le istituzioni sanitarie presenti sul territorio, che fissi principi e regole generali di comportamento reciproco e che possa preludere alla stipula delle singole convenzioni al momento non attuabili. Occorre poi che l Università abbia un maggior rilievo nella progettualità del Comune, specie in considerazione dei vantaggi che apporta alla comunità locale. Non va infatti dimenticato che l Ateneo, oltre ad essere il motivo della presenza in città di migliaia di giovani e il promotore di eventi culturali, scientifici e sportivi aperti alla cittadinanza (va doverosamente citato il CUS, che accoglie anche studenti non universitari ed è artefice di lusinghieri successi nazionali e internazionali in varie discipline sportive) o il partner costante di ogni altra iniziativa del genere, fornisce servizi di uso generale, come il Campus Aquae, che supplisce a un oggettiva carenza di impianti cittadini. L Università svolge poi una preziosa opera di conservazione di edifici che per il loro pregio architettonico costituiscono un bene pubblico: dal Palazzo Centrale che può legittimamente ambire a essere incluso fra i siti patrimonio dell umanità dell UNESCO, ai Palazzi Botta e del Maino, ai complessi di S. Tommaso e S. Felice. Il Palazzo Vistarino, uno dei più belli della città, il cui restauro è in gran parte concluso grazie al concorso dell EDISU e della Fondazione Alma Mater Ticinensis, potrà presto essere aperto a visite del pubblico; il Museo di Storia naturale, in corso di allestimento a Palazzo Botta, funzionerà di fatto come un museo cittadino (come del resto tutte le strutture in cui si articola il nostro Sistema museale) e attirerà, per l eccezionalità delle sue collezioni, visitatori da ogni parte. L intervento del Comune è determinante per rendere la città universitaria ospitale e accogliente per i giovani nel momento della scelta di una sede per i loro studi, ciò che può essere realizzato in vari modi, ad esempio tramite forme di sconto sulle tasse comunali per i proprietari di appartamenti che si impegnino a contenere il costo degli affitti agli studenti o con la messa a disposizione di spazi per i momenti ricreativi e di socializzazione. In queste materie, il dialogo continuo dell Università con il Comune è essenziale, e lo è specialmente ogni volta che siano in gioco scelte e decisioni dell ente locale in tema di edilizia e urbanistica: l Università non è solo interessata alla tutela e alla valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare, ma è anche tenuta a intervenire per garantire la finalità pubblica di tutto ciò che costituisca, a vario titolo, un servizio universitario. Deve inoltre, per le sue competenze scientifiche e culturali, promuovere analisi e approfondimenti, contribuire alla coscienza civile delle problematiche implicate, orientare le opzioni con gli strumenti e nei modi che sono propri di un istituzione accademica.! "#!

11 L ATENEO IN UN ORIZZONTE PIÙ AMPIO Il territorio dell Università va inteso anche in una dimensione più larga, che comprende non solo l intera Lombardia ma anche lo spazio nazionale e, sempre più, quello internazionale: spazi di una competizione con altre istituzioni accademiche che la nostra storia ci impone di affrontare con coraggio e determinazione. Per quel che concerne la regione, da cui proviene la maggior parte dei nostri studenti (il 65% nel ), dovranno essere intensificati la promozione dell immagine dell Ateneo e l orientamento in ingresso. Occorre presentarsi nuovamente come l Università di pregio e di qualità della Lombardia, grazie all eccellenza della didattica e della ricerca, dei servizi agli studenti e della qualità di vita, e puntare particolarmente su Milano: la quota attuale di i- scritti milanesi (10,7%) può essere ampliata nella misura in cui Pavia verrà sempre più percepita come un Ateneo di prestigio molto vicino alla metropoli e come un ambiente ideale di studio. Va poi affrontata con un rinnovato impegno del COR anche l azione volta ad acquisire a Pavia un maggior numero di studenti provenienti dal resto del territorio nazionale (i dati più significativi riguardano per il momento Piemonte, Sicilia, Puglia, Emilia Romagna, Liguria, Calabria). Qui la sinergia con il sistema universitario pavese in particolare i Collegi e lo IUSS e con gli altri enti è fondamentale, perché si tratta di far conoscere e rendere ambite sia le istituzioni accademiche con la loro qualità didattica e scientifica, sia la città universitaria con tutte le sue positive peculiarità. Ridefinire il territorio dell Ateneo vuol dire anche ampliare la sua presenza internazionale, che ha già avuto nel corso degli anni un espansione significativa: dai 660 studenti stranieri del 2003 si è passati ai del 2012 (che costituiscono il 5,9% degli iscritti nel corrente anno accademico). Grazie anche all azione svolta dal CICOPS, è stata stabilita una vasta rete di accordi (oltre 500) con Università e istituzioni di ricerca straniere, in particolare con quelle di Paesi in via di sviluppo o emergenti. Anche la mobilità studentesca in entrata e in uscita, grazie al programma Erasmus (ora trasformato nel nuovo Erasmus for all), è rilevante. La promozione dell Ateneo a livello internazionale è comunque trasversale a vari settori: si intreccia in particolare con la didattica, la ricerca e la comunicazione, e riguarda quindi, essenzialmente, ciò che si può fare in questa direzione in ciascuno dei tre ambiti citati. Occorre in ogni caso guardare di più all Europa: i maggiori bacini di studenti stranieri i- scritti al nostro Ateneo sono rappresentati oggi da Albania, Cina, Camerun, Romania; tutti gli altri Paesi sono ben sotto le 100 unità (pur con dati di un qualche interesse per quel che riguarda Israele, Grecia, Ecuador, Marocco, Perù); e i numeri di studenti provenienti dalle nazioni europee più avanzate sono risibili o del tutto assenti. Non sarebbe realistico pretendere, nella situazione attuale, di competere con le migliori Università americane o del Regno Unito, dove il reclutamento degli studenti in sede internazionale si basa su determinati equilibri geopolitici; né possiamo confrontarci a livello di risorse economiche con le nuove Università orientali e asiatiche. Abbiamo invece la possi-! 11

12 bilità di diventare competitivi nel confronto con le migliori Università europee, di rendere attuale la nostra tradizione pluricentenaria di centro di eccellenza per gli studi umanistici e tecnologici, scientifici e medici. In questa direzione si deve fare di più. La posizione internazionale di Pavia potrà essere migliorata significativamente solo nel lungo periodo, ma occorre porre subito le basi per un maggior sviluppo del carattere internazionale dell Ateneo. Questo può essere assicurato, oltre che da una politica estera mirata e costante, dal miglioramento delle attività principali dell Ateneo: la ricerca e la didattica.! "#!

13 LA RICERCA La ricerca scientifica viene programmata e sviluppata nei Dipartimenti, che devono dotarsi di appositi piani di sviluppo pluriennali. Spetta agli organi di governo centrali definire gli indirizzi complessivi e far convergere i singoli piani in un unico piano triennale della ricerca, raccordato a quello per il reclutamento. Ma è altresì compito dell Ateneo incrementare in tutti i modi possibili le risorse finanziarie destinate alla ricerca e mettere in atto un azione costante e organica che dia risposte concrete a quanti fanno ricerca con impegno ed entusiasmo. Lo sviluppo della nostra ricerca il cui potenziale è comunque rilevante incontra ostacoli costituiti sia da criticità di sistema, per superare le quali occorre un azione a livello nazionale a cui dobbiamo contribuire, sia da criticità locali che dobbiamo superare con comportamenti coerenti e pratiche mirate, parte delle quali attuabili già nel breve periodo. Preliminarmente, è opportuno arrivare in tempi rapidi a una completa mappatura (già avviata con la Banca-dati della ricerca dell Università di Pavia ) di tutte le attività di ricerca dell Ateneo, delle competenze e delle risorse umane disponibili, con relativa diffusione delle informazioni sia all interno che all esterno. Essa va realizzata senza costringere i docenti a inutili e faticose duplicazioni rispetto ad altre banche-dati. Bisogna procedere a un contestuale censimento delle infrastrutture e delle attrezzature (dei luoghi e degli strumenti di ricerca, talvolta obsoleti) per predisporre un piano pluriennale di manutenzione, integrazione e sviluppo, dando priorità agli interventi più urgenti. Va predisposta ogni azione possibile volta a migliorare la qualità dell habitat in cui si svolge la ricerca. Le scelte dell Ateneo devono in ogni caso tradursi in chiare strategie che incentivino e premino tutti gli ambiti aperti agli scambi internazionali, capaci di produrre percorsi dottorali di alto livello, di attirare docenti e studenti, di fare reclutamento in modo intelligente. Per fare questo, occorre sottoporre progetti e risultati ad una valutazione rigorosa, svolta con metodi condivisi e procedure trasparenti, che tengano conto delle specificità e delle differenze e non si affidino ai soli criteri quantitativi o ai numeri, che diano garanzie di o- biettività e terzietà. Una strategia di maggiore facilitazione per chi svolge ricerca di valore internazionale è necessaria, anche in una virtuosa contrapposizione con regole e vincoli ministeriali che possono e devono essere interpretati sempre a vantaggio dei nostri ricercatori e nell interesse prioritario dello sviluppo delle migliori potenzialità che essi sono in grado di offrire, sentendo sempre che l Ateneo è alle loro spalle, in termini organizzativi e di rapporti con le i- stituzioni nazionali e gli organismi comunitari. La ricerca va in ogni caso favorita con una maggiore flessibilità organizzativa, necessaria quando serve un coagulo di competenze e facilities diffuse tra più Dipartimenti, e la sua gestione snellita il più possibile per rendere più agevole il lavoro del ricercatore. Andranno ripensati, a fronte dei nuovi Dipartimenti, i Centri interdipartimentali di ricerca, che nel passato non sempre hanno funzionato bene e che devono essere invece strutture in grado di! 13

14 promuovere le intersezioni delle competenze. È necessario incentivare l aggregazione progettuale su linee di ricerca interdisciplinari, che possano massimizzare il successo dei ricercatori dell Ateneo nei bandi nazionali, comunitari e internazionali. Deve inoltre essere valorizzato il personale tecnico che svolge attività di ricerca, anche attraverso la partecipazione a pieno titolo ai progetti e la valutazione delle pubblicazioni ai fini della carriera. Una quota di investimenti da incrementare con finanziamenti esterni, reperiti tramite la Fondazione Alma Mater Ticinensis (in cui è rilevante il ruolo dell altro socio fondatore, la Fondazione Banca del Monte di Lombardia, che da tempo si distingue per il suo sostegno alla ricerca dell Ateneo) andrà riservata alle grandi attrezzature, per le quali, come in generale per tutte le risorse materiali, occorre arrivare a un utilizzo pieno e ottimale, favorendone quando possibile la condivisione. Rientrano in questo ambito anche gli interventi per le biblioteche, all interno del complessivo piano di riorganizzazione del nostro Sistema bibliotecario. Va rafforzata la sinergia con gli enti di ricerca e le istituzioni che compongono il sistema universitario pavese, con una maggiore apertura agli scambi e alle collaborazioni su progetti di ricerca comuni, cercando anche di rendere più flessibili gli aspetti amministrativi del rapporto. Il Servizio Ricerca dell Ateneo ha dato finora un supporto valido ed encomiabile ai Dipartimenti e ai singoli studiosi, ma non è in grado, con le attuali forze, di soddisfare pienamente le esigenze crescenti e la complessità dei processi: va incrementato il personale afferente, per poter dare uno stimolo e un sostegno in tutte le fasi, dallo scouting all individuazione dei partner, dagli accordi con questi alla stipula dei contratti (specie quelli europei), alla fase di avvio dei progetti. Un ulteriore sostegno alla ricerca sarà costituito dall istituzione di 5/6 coordinatori di ricerca (analoghi a quelli già operanti per la didattica), divisi per aree scientifiche omogenee o per macroaree, che assicurino un miglior raccordo tra il Servizio e i Dipartimenti: figure delocalizzate che possono essere reclutate tra i dottori di ricerca, e che pertanto siano in grado di unire, a una preparazione in campo organizzativo e normativo, una conoscenza diretta delle risorse umane e strumentali disponibili. In questo modo si porranno le basi per realizzare un grant office dell Ateneo, con gli opportuni collegamenti diretti con le istituzioni comunitarie. È necessario in particolare che il rapporto con Bruxelles sia stabile e istituzionale, e che vada oltre la rete dei contatti stabiliti individualmente da singoli docenti che hanno avuto finanziamenti europei: solo se il rapporto è istituzionale, anche gruppi meno forti ma scientificamente validi possono ambire ad accedere a importanti finanziamenti. In questa direzione può essere considerata l opportunità di utilizzare, almeno in una prima fase, agenzie esterne, eventualmente in condivisione con altri Atenei. I finanziamenti di Horizon 2020, destinati a una vasta gamma di tematiche, sono un obiettivo per tutti i ricercatori dell Ateneo ed è perciò nostro dovere fare ogni sforzo per il successo di questi progetti.! "#!

15 Va ampliata la rete dei visiting professors e reso più visibile e stabile il rapporto di collaborazione con gli studiosi più organicamente legati all Ateneo (ad esempio conferendo loro il titolo di magister honorarius). Abbiamo il massimo interesse a portare a Pavia studiosi di elevato prestigio scientifico, che vogliano trascorrere qui periodi anche lunghi durante i quali poter interagire con i colleghi e i dottorandi e partecipare alla stesura di grant applications per bandi italiani e stranieri. L intensificarsi di rapporti del genere favorisce inoltre l opportunità per i nostri ricercatori in formazione di trascorrere periodi all estero lavorando su progetti comuni, con un e- vidente ritorno positivo per la ricerca pavese. Occorre in particolare mantenere uno stretto rapporto con ex alunni o ex docenti dell Ateneo che vivono e fanno ricerca all estero: essi possono costituire delle figure di riferimento per i giovani in mobilità, e l Associazione A- lunni può giocare in proposito un ruolo importante. Bisogna ripristinare una quota di finanziamento per la ricerca di base, per dare ossigeno, con una valutazione interna rigorosa, a quella ricerca che, pur ben quotata, non riesce ad attrarre finanziamenti di rilievo per motivi legati alla tipologia dell attività. Va chiesto a ciascun docente un forte impegno nella fase propositiva, supportato dall azione di scouting da parte dell amministrazione, per migliorare gli effetti sulla quota premiale. I settori e i gruppi più prossimi ai temi progettuali che portano grandi finanziamenti giocano un ruolo particolarmente importante e sono quindi strategici per l Ateneo. Per i ricercatori migliori e più impegnati devono essere previste e opportunamente regolamentate forme di incentivazione, come anche di riduzione o rimodulazione del carico didattico, per metterli nelle condizioni di esprimere al massimo il loro potenziale scientifico. La politica della ricerca non può prescindere da un azione sulla formazione alla ricerca, settore fondamentale e strategico per l Ateneo, perché il successo della ricerca futura discende dalla qualità del processo formativo. Un aumento del numero degli assegni di ricerca che attualmente incidono sul bilancio dell Ateneo per più di 3 milioni di euro può essere assicurato sia dagli stessi fondi acquisiti per i progetti di ricerca, sia da finanziamenti esterni. È necessario un pieno riconoscimento della funzione delle varie figure di ricercatore in formazione, che vanno considerate componente fondamentale dell Ateneo. Occorre considerare i titolari degli assegni come membri a pieno titolo dei Dipartimenti, dar loro visibilità e rilievo sui siti internet. L azione di scouting sui progetti deve essere accompagnata dallo scouting sulle persone: occorre puntare non solo su chi fa già ricerca ad alto livello, ma anche su chi sta crescendo come ricercatore. La politica di talent development può ad esempio concretizzarsi, come è recentemente successo per alcuni dottorati del nostro Ateneo, in bandi progettuali interni di piccolo taglio, utili per mettere alla prova i giovani nella gestione di un progetto. In generale, bisogna vivacizzare il nostro ambiente scientifico, creare maggiori momenti di condivisione collettiva dei risultati delle ricerche più avanzate, coinvolgendo anche gli studenti, per rendere tutti consapevoli e partecipi delle linee di lavoro scientifico. Il rendiconto dei lavori in corso (come il ciclo Successi recenti della ricerca ) è utile non solo! 15

16 per avere una panoramica delle direzioni in cui si muovono i ricercatori in formazione, ma anche per stimolare la curiosità di chiunque operi in aree scientifiche differenti e la condivisione di risultati che appartengono a tutto l Ateneo. Andranno infine sviluppate iniziative periodiche di confronto interdisciplinare fra studiosi già affermati e studiosi più giovani (esemplari in tal senso i Cantieri d autunno, ideati e portati avanti da qualche anno dai ricercatori di scienze dell antichità). Un attenzione particolare va dedicata al problema del trasferimento tecnologico, che, in quanto parte del trasferimento delle conoscenze, costituisce un attività fondamentale dell Ateneo. Occorre considerarlo con un approccio equilibrato che eviti due posizioni e- streme, entrambe errate: quella di chi ritiene la ricerca applicata, la consulenza per conto terzi e le ricadute commerciali quasi un peccato capitale per la ricerca accademica; e quella di chi, forte dei vantaggi che ne derivano in termini economici, ritiene che questi aspetti siano in fondo gli unici che l Ateneo debba assecondare e supportare in periodi di ristrettezze. I fondi privati che affluiscono all Università sono certamente un importante strumento per migliorare la qualità di tutte le sue attività istituzionali: vanno pertanto incrementati anche grazie a un organizzazione flessibile ed efficiente, ma senza che sia mai compromesso il carattere autonomo e libero della ricerca accademica. L Ateneo deve garantire un personale qualificato di supporto, sviluppare una forte protezione della proprietà intellettuale, favorire le iniziative di spin-off con un attento monitoraggio e una valutazione ex-post delle iniziative. Deve potenziare il ruolo della Polo Tecnologico Servizi srl di cui l Ateneo è socio fondatore insieme al Comune, alla Provincia e alla Camera di commercio e farla interagire positivamente con il privato Polo Tecnologico di Pavia.! "#!

17 LA DIDATTICA L offerta formativa prevede 84 corsi di studio, fra triennali (39, ai quali è iscritta oltre la metà degli studenti), magistrali (38) e magistrali a ciclo unico (7), ripartiti in modo sostanzialmente equilibrato fra le tre macroaree scientifico-tecnologica, bio-medica e umanistico-sociale. Le procedure richieste dal recente decreto AVA per l autovalutazione, l accreditamento delle sedi e dei corsi di studio e la valutazione periodica dovranno concludersi entro il 20 maggio, in un tempo troppo stretto per poter attuare, in prima applicazione, qualcosa di più di una salvaguardia dell esistente. Fermo restando il giudizio largamente negativo su molti aspetti del decreto, l obbligo di ottemperare alle disposizioni rende urgente per l Ateneo una ridefinizione prudente e oculata delle lauree triennali e magistrali, per rendere l offerta formativa pienamente sostenibile alla luce della riduzione del corpo docente. Subito dopo la pausa estiva occorrerà dunque coinvolgere l intera comunità accademica, in tutte le sedi opportune (in primo luogo i Dipartimenti) e sulla base di linee generali e di criteri formulati dagli organi di governo, in una attenta riflessione che porti a deliberare una nuova articolazione dell offerta didattica già per il : questa dovrà coniugare la salvaguardia del carattere multidisciplinare dell Ateneo, il mantenimento del numero di studenti iscritti, il potenziale didattico effettivamente esprimibile da ciascun Dipartimento (tenuto conto delle cessazioni dal servizio previste nei prossimi anni e dei ridotti margini di reclutamento), un equa distribuzione dei carichi didattici da realizzare anche con una miglior collaborazione fra i Dipartimenti, la tutela e il rafforzamento di quei corsi di studio a cui l Università non può rinunciare, sia per il successo che incontrano presso gli studenti, sia per la qualità della ricerca scientifica a essi sottostante. La serietà e il rigore dell offerta didattica e il connesso, necessario miglioramento delle prestazioni degli studenti vanno in ogni caso assicurati, anche con la scrupolosa osservanza delle disposizioni di legge in merito all accertamento dei requisiti posseduti dai giovani in ingresso e con le azioni da mettere in atto per consentire loro di colmare in tempi rapidi gli eventuali debiti formativi. A questo scopo le attività di recupero possono essere proficuamente integrate dal contributo degli studenti più anziani impegnati nella rete del tutorato e dall uso di specifici strumenti predisposti dal COR per monitorare le carriere studentesche, segnalare i casi di maggiore criticità e orientare diversamente le scelte compiute. La ridefinizione dell offerta formativa potrà in parte essere attuata con l accorpamento di corsi e la loro contestuale articolazione in curricula interni, e dovrà considerare con particolare attenzione le lauree e le lauree magistrali con un basso numero di iscritti (anche se questo non dovrà essere l unico criterio da seguire). Strumento essenziale per ogni decisione sarà comunque la valutazione della didattica finora espressa: andrà in ogni caso mantenuta e potenziata un offerta di qualità, anche nei corsi di studio di primo livello, che non potranno essere trascurati a vantaggio di quelli di secondo livello, pena una perdita di contribuzione studentesca che l Ateneo non si può permettere.! 17

18 Andranno in particolare razionalizzati, anche nell ambito di una concertazione con gli altri Atenei della regione, i corsi di studio per le professioni sanitarie, oggi troppo parcellizzati a livello territoriale e con sovrapposizioni e duplicazioni inutili e non più sostenibili. Per questi come per altri particolari corsi di studio si potrà anche fare ricorso come previsto dalla legge 240/2010 alla gestione in federazione con altre Università, per migliorarne la qualità, l efficienza e l efficacia. Nell offerta formativa programmata per il sono presenti sette corsi di laurea magistrale e uno di laurea magistrale a ciclo unico interamente erogati in lingua inglese. La loro introduzione, che data da alcuni anni, rappresenta l azione più importante messa in atto dall Ateneo per acquisire maggior forza sulla scena internazionale, e il loro numero, già significativo, è incrementabile in tempi rapidi in tutte le aree disciplinari globalizzate, in cui l inglese è la lingua di comunicazione comunemente usata. Né va trascurata la loro grande utilità anche per gli studenti italiani, dato che le competenze e i titoli conseguiti offrono maggiori sbocchi in un mercato del lavoro anch esso globale. L esperienza dei corsi di studio in inglese va comunque sottoposta a una attenta valutazione della qualità e dei risultati raggiunti. Alcuni di essi incontrano un indiscutibile e crescente successo, altri presentano un numero di iscritti che resta sostanzialmente basso, altri ancora sembrano essere stati scelti da studenti stranieri che non riescono ad accedere all Università nel proprio Paese o che sono attirati dal livello contenuto della nostra contribuzione studentesca. In ogni caso, questi corsi di studio richiedono un maggior sostegno, che deve essere concretizzato con l istituzione di una segreteria didattica e organizzativa interamente dedicata. Ai fini dell internazionalizzazione va anche considerata con attenzione l opportunità di ibridare le attività didattiche dei corsi di studio tradizionali, specie nel primo anno, affiancando insegnamenti in inglese a quelli in italiano. L azione da tempo svolta dal nostro Centro linguistico con l erogazione di insegnamenti di italiano per stranieri va potenziata, per mettere studenti di altri Paesi in condizione di accedere a qualsiasi corso di studio. I programmi per titoli di studio congiunti o doppi titoli riguardano una decina di casi (ben otto dei quali, legati ad accordi con diverse Università europee, sono di pertinenza del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali e fanno perno sulla laurea magistrale in International Business and Economics). Questi programmi di collaborazione internazionale vanno certamente perseguiti anche da altri Dipartimenti e devono tendere a coprire tutti i corsi di studio erogati in lingua inglese. Un cenno a parte merita il contributo dei Collegi ai corsi di laurea e di laurea magistrale dell Ateneo, con insegnamenti e moduli di insegnamenti accreditati e riconosciuti come didattica universitaria a tutti gli effetti. I Collegi Borromeo, Ghislieri, Nuovo e S. Caterina promuovono e sostengono da tempo validi insegnamenti in vari campi, e a questi hanno man mano aggiunto numerose attività didattiche costituite da un numero ridotto di lezioni e di crediti erogati, che se da una parte rappresentano un utile integrazione degli insegnamenti dell Ateneo, dall altra corrono il rischio di dar luogo a una eccessiva parcellizzazione.! "#!

19 Ai Collegi storici e di merito e all EDISU l Università deve ora chiedere un ulteriore sforzo, realizzabile attraverso una razionalizzazione delle proprie attività didattiche, vale a dire l istituzione di almeno cinque cattedre temporanee, per reclutare con contratti pluriennali studiosi stranieri di sicuro prestigio che siano interessati a portare a Pavia la propria esperienza e la propria competenza, e a interagire coi gruppi di ricerca dell Ateneo. I corsi di dottorato di ricerca facenti capo al nostro Ateneo (che contano attualmente poco meno di 600 allievi) dovranno essere riorganizzati per poter rispettare le più stringenti regole dettate dal MIUR per l accreditamento delle sedi e dei corsi e i nuovi criteri per la loro istituzione. L inevitabile politica delle fusioni fra dottorati appartenenti ad ambiti disciplinari contigui e la pratica virtuosa dei consorzi con altri Atenei in ambito nazionale e internazionale dovranno essere integrate con un sostegno mirato dell Ateneo e con il massimo sforzo per il reperimento di risorse esterne (da tempo realizzato con successo da alcuni Dipartimenti). Andrà ovviamente indirizzato a tale scopo l aiuto della Fondazione Alma Mater Ticinensis. Anche in questo campo, la sinergia con lo IUSS è fondamentale. Ulteriore sostegno potrà venire dai Collegi, che sono in grado di contribuire validamente a singoli corsi di dottorato mettendo le proprie strutture di ospitalità a disposizione di discenti e docenti, specialmente stranieri. Occorrerà infine rifondare la nostra Scuola di alta formazione dottorale, con la sua articolazione interna in cinque classi tematiche, alla luce della legge 240/2010 e del nuovo Statuto (che andrà opportunamente corretto e integrato, per prevedere anche questa tra le possibili strutture di raccordo dell attività dei Dipartimenti, responsabili dei dottorati). Anche le Scuole di specializzazione di area medica soffrono di una normativa ministeriale divenuta più rigida, con l imposizione di aggregazioni fra sedi che rendono più complicato e poco produttivo l apporto delle competenze dell Ateneo ad attività formative che non siano interamente svolte qui. Il passaggio dal precedente ordinamento al nuovo (e a un assetto che prevede oggi 32 Scuole con sede amministrativa a Pavia e altre 18 con sede altrove) ha comportato una perdita di specializzandi, attestati oggi intorno alle 840 unità. L Ateneo, oltre a sollecitare una riflessione dei Dipartimenti interessati per migliorare il più possibile, nelle condizioni date, un livello formativo nel quale tradizionalmente si esprime il massimo delle competenze della docenza medica, deve impegnarsi a dotare le Scuole di specializzazione di segreterie didattiche e organizzative per aree tematiche o affini, che possano coordinare in modo più organico la programmazione delle attività formative. Uguale attenzione merita la Scuola di specializzazione per le professioni legali, iniziativa congiunta del nostro Dipartimento di Giurisprudenza e dell Università Bocconi, che prepara ai concorsi di avvocatura, magistratura e notariato circa 65 allievi all anno, con esiti molto positivi. Senz altro da incrementare sono i master di primo e secondo livello (28 nel , con circa 250 iscritti), prevalentemente attivati da Dipartimenti delle macroaree scientificotecnologica e bio-medica, mentre sono ancora troppo pochi quelli della macroarea umanistico-sociale. Si tratta invece di un attività formativa che può essere di sicuro interesse per molti laureati, che può avvalersi delle competenze scientifiche e dei risultati della ricerca di! 19

20 tutte le anime dell Ateneo e che può consentire collaborazioni internazionali di qualità e dalle ricadute positive. Alcuni master vengono attivati in partnership coi Collegi, e questa collaborazione può essere senz altro ampliata senza oneri, dal momento che i master devono tutti autofinanziarsi. I corsi di perfezionamento attivi in Ateneo sono ben lungi dall aver raggiunto il maggior sviluppo possibile, se si considera che quelli programmati per il prossimo anno accademico sono solo 6, con un numero di potenziali iscritti intorno ai 100: davvero troppo pochi, a fronte della ricchezza e della varietà delle nostre competenze. Un buon impulso alla formazione continua e permanente può essere dato dall estensione ad altri ambiti disciplinari della positiva esperienza dei corsi di educazione continua in medicina (ECM), con una più intensa collaborazione col mondo imprenditoriale. L Ufficio ECM, attualmente presso il Dipartimento di Scienze del farmaco, andrà trasformato in un servizio dell Ateneo, al quale sarà affidata, sotto la guida di un competente comitato scientifico, la realizzazione di eventi formativi e di corsi residenziali a Pavia e in altre parti d Italia, per aggiornare il personale del sistema sanitario e migliorare la qualità delle sue prestazioni.! "#!

Politiche di Ateneo e Programmazione Università di Ferrara

Politiche di Ateneo e Programmazione Università di Ferrara Politiche di Ateneo e Programmazione Università di Ferrara Le linee di indirizzo dell Università di Ferrara sono state definite già a partire dal piano strategico triennale 2010-2012: garantire la qualità

Dettagli

Promuovere la formazione di capitale umano d eccellenza

Promuovere la formazione di capitale umano d eccellenza Promuovere Il problema In società sempre più basate sulla conoscenza, una delle condizioni necessarie ad affrontare con successo il processo di riqualificazione del sistema economico è la disponibilità

Dettagli

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Articolo 1 Finalità ed obiettivi 1. Il presente regolamento definisce le linee fondamentali di organizzazione

Dettagli

Programmazione triennale 2010/2012

Programmazione triennale 2010/2012 Area Ricerca e Relazioni Internazionali Ufficio Relazioni Internazionali PIANO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE DI ATENEO Programmazione triennale 2010/2012 L Università degli Studi di Firenze tradizionalmente

Dettagli

REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI ALTA FORMAZIONE, CORSI DI FORMAZIONE PERMANENTE E SUMMER / WINTER SCHOOL

REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI ALTA FORMAZIONE, CORSI DI FORMAZIONE PERMANENTE E SUMMER / WINTER SCHOOL REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI ALTA FORMAZIONE, CORSI DI FORMAZIONE PERMANENTE E SUMMER / WINTER SCHOOL Art.1 Ambito di applicazione 1.Il presente regolamento, emanato

Dettagli

Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati

Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati Premessa L Ateneo svolge attività di diffusione e promozione della ricerca scientifica sostenendo la partecipazione

Dettagli

ACCORDO CONFINDUSTRIA CRUI

ACCORDO CONFINDUSTRIA CRUI ACCORDO CONFINDUSTRIA CRUI OTTO AZIONI MISURABILI PER L UNIVERSITA, LA RICERCA E L INNOVAZIONE Premessa Nella comune convinzione che Università, Ricerca e Innovazione costituiscano una priorità per il

Dettagli

Con l occasione si porgono cordiali saluti.

Con l occasione si porgono cordiali saluti. Roma, 23 maggio 2007 Prot. n. 1517/2007 Al Ministro on. Fabio Mussi Al Sottosegretario on. Luciano Modica Ministero dell Università e Ricerca LORO SEDI OGGETTO: Consultazione telematica. Gentile Ministro,

Dettagli

NOTA DI ACCOMPAGNAMENTO AL DECRETO MINISTERIALE

NOTA DI ACCOMPAGNAMENTO AL DECRETO MINISTERIALE NOTA DI ACCOMPAGNAMENTO AL DECRETO MINISTERIALE DI RIFORMA DEL DOTTORATO DI RICERCA 1. Il dottorato di ricerca costituisce il terzo livello della formazione universitaria, nel quale si fondono in maniera

Dettagli

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno?

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno? Lo sviluppo dei Talenti per la crescita. Un confronto tra aziende e istituzioni ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano L Italia cerca talenti. Sembra incredibile, ma in uno scenario di crisi del mercato

Dettagli

Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo. Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica

Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo. Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica Premessa: il contesto di riferimento Il decreto ministeriale 270/2004

Dettagli

5 - SINTESI DELLA LINEA D INDIRIZZO RAPPORTI CON IL TERRITORIO

5 - SINTESI DELLA LINEA D INDIRIZZO RAPPORTI CON IL TERRITORIO 5 - SINTESI DELLA LINEA D INDIRIZZO RAPPORTI CON IL TERRITORIO RAT - Linea d indirizzo Rapporti con il territorio Missione, visione e valori dell Ateneo: La Linea d indirizzo Rapporti con il territorio

Dettagli

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO + DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinamento Cooperazione Universitaria LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO Criteri di orientamento e linee prioritarie per la cooperazione allo sviluppo

Dettagli

Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione relativi organismi.

Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione relativi organismi. REGIONE PIEMONTE BU28 14/07/2011 Deliberazione della Giunta Regionale 22 giugno 2011, n. 7-2208 Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione

Dettagli

prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena

prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena UNIVERSITÀ, SCUOLE E ORIENTAMENTO IN ITALIA intervento al convegno Essenzialità dell Orientamento per il Futuro dei Giovani, Orvieto 9 11 dicembre

Dettagli

Torino, 10 novembre 2015 Prot. n.1906/a22. Al Collegio dei Docenti. E p.c. Al Consiglio di Istituto All Albo Al Personale ATA

Torino, 10 novembre 2015 Prot. n.1906/a22. Al Collegio dei Docenti. E p.c. Al Consiglio di Istituto All Albo Al Personale ATA Torino, 10 novembre 2015 Prot. n.1906/a22 Al Collegio dei Docenti E p.c. Al Consiglio di Istituto All Albo Al Personale ATA Oggetto : Pubblicazione Atto di Indirizzo del Dirigente Scolastico per la predisposizione

Dettagli

NOTA ANCAb SUL PIANO CASA

NOTA ANCAb SUL PIANO CASA NOTA ANCAb SUL PIANO CASA Il Piano Casa del Governo, istituito dall art. 11 della legge n 133 del 2008, rivolto all incremento del patrimonio immobiliare ad uso abitativo attraverso l offerta di abitazioni

Dettagli

D.R. N. 1002/14 IL RETTORE

D.R. N. 1002/14 IL RETTORE D.R. N. 1002/14 IL RETTORE Vista la Legge 9 maggio 1989, n. 168, istitutiva del Ministero dell'università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica; Vista la Legge n. 240 del 30 dicembre 2010; Visto lo

Dettagli

BANDO DI RICERCA 2010-2011: PROMUOVERE LA RICERCA D ECCELLENZA

BANDO DI RICERCA 2010-2011: PROMUOVERE LA RICERCA D ECCELLENZA BANDO DI RICERCA 2010-2011: PROMUOVERE LA RICERCA D ECCELLENZA Pavia, 9 luglio 2009 2 Finalità e principi In attuazione delle proprie finalità istituzionali, la Fondazione Alma Mater Ticinensis ha deciso

Dettagli

Azioni messe in atto nell'a.s. 2013/14 a supporto del processo di miglioramento

Azioni messe in atto nell'a.s. 2013/14 a supporto del processo di miglioramento Azioni messe in atto nell'a.s. 2013/14 a supporto del processo di miglioramento L'a.s. 2013/14 oltre alla realizzazione della fase di, è stato dedicato all'avvio e al proseguimento di azioni di Miglioramento

Dettagli

Dal Brain Drain al Brain Circulation

Dal Brain Drain al Brain Circulation Dal Brain Drain al Brain Circulation Il caso Italiano nel contesto globale Simona Milio London School of Economics and Political Science Introduzione Il problema e La sfida Le cause Le politiche adottate

Dettagli

MOdena e REggio Emilia Città Amiche degli Studenti

MOdena e REggio Emilia Città Amiche degli Studenti MOdena e REggio Emilia Città Amiche degli Studenti L 1 r C d P p S i d M m I m S n L ATENEO DI MODENA E REGGIO EMILIA 12 Facoltà, 31 Dipartimenti, quasi 19.000 iscritti ai soli corsi di studio, un numero

Dettagli

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo Ridurre i divari Il problema Fino alla fine degli anni sessanta, la cooperazione allo sviluppo si identificava esclusivamente con la cooperazione economica o con l aiuto umanitario di emergenza. Questa

Dettagli

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca VISTO il decreto legge 16 maggio 2008 n. 85, convertito con modificazioni dalla legge 14 luglio 2008, n. 121 e, in particolare, l art. 1, commi 1 e 5, con il quale è stato, rispettivamente, istituito il

Dettagli

Obiettivi didattici e di ricerca Linee generali del bilancio di previsione anno 2015

Obiettivi didattici e di ricerca Linee generali del bilancio di previsione anno 2015 Obiettivi didattici e di ricerca Linee generali del bilancio di previsione anno 2015 INTRODUZIONE L Ateneo per gestire al meglio la complessità del momento presente e sfruttare le opportunità del futuro,

Dettagli

1.1 I corsi di laurea

1.1 I corsi di laurea 1. Didattica 1.1 I corsi di laurea All offerta formativa per l a.a. 2013/2014, in preparazione agli inizi del 2013, viene applicato il D.M. 47 del 30 gennaio 2013 Autovalutazione, accreditamento iniziale

Dettagli

Master Diritto e Ingegneria delle Imprese Aereo Spaziali D.I.A.S. Master Universitario di primo livello

Master Diritto e Ingegneria delle Imprese Aereo Spaziali D.I.A.S. Master Universitario di primo livello Università degli Studi di Roma "La Sapienza" Facoltà di Economia Sede di Latina Master Diritto e Ingegneria delle Imprese Aereo Spaziali D.I.A.S. Master Universitario di primo livello REGOLAMENTO Anno

Dettagli

POLITECNICO DI MILANO

POLITECNICO DI MILANO Rep. n. 2235 Prot. n. 25405 Data 05 agosto 2013 Titolo I Classe 3 UOR AG POLITECNICO DI MILANO IL RETTORE VISTA la Legge 09.05.1989, n. 168 Istituzione del Ministero dell'università e della ricerca scientifica

Dettagli

REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA AZIENDALE

REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA AZIENDALE REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA AZIENDALE Art. 1 Oggetto del Regolamento Il presente Regolamento disciplina l'organizzazione didattica e lo svolgimento delle attività formative del

Dettagli

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Decreto N. 5669 IL MINISTRO VISTO VISTA VISTO VISTA VISTA l articolo 34 della Costituzione; la Legge 8 ottobre 2010, n. 170, recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito

Dettagli

Linee guida per la redazione della tesi di laurea Corsi di laurea specialistica e magistrale A.A. 2007/08

Linee guida per la redazione della tesi di laurea Corsi di laurea specialistica e magistrale A.A. 2007/08 Linee guida per la redazione della tesi di laurea Corsi di laurea specialistica e magistrale A.A. 2007/08 Indice Presentazione 4 Norme per il Corso di laurea specialistica in Disegno industriale del prodotto

Dettagli

Articolo 1 (Definizioni)

Articolo 1 (Definizioni) REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI PROFESSIONALIZZANTI: MASTER UNIVERSITARI, CORSI DI ALTA FORMAZIONE, CORSI DI FORMAZIONE PERMANENTE E SUMMER / WINTER SCHOOL Articolo 1 (Definizioni) Ai sensi del presente

Dettagli

CI SONO SCELTE CHE FANNO LA DIFFERENZA

CI SONO SCELTE CHE FANNO LA DIFFERENZA CI SONO SCELTE CHE FANNO LA DIFFERENZA ISTITUTO PARITARIO D.M. 15.02.2014 Liceo Internazionale Quadriennale IL NUOVO MODO DI FARE SCUOLA. WWW.LICEOINTERNAZIONALE.ORG Liceo Internazionale Quadriennale In

Dettagli

DISCIPLINARE IN MATERIA DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE DIPENDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE

DISCIPLINARE IN MATERIA DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE DIPENDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE DISCIPLINARE IN MATERIA DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE DIPENDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE Sommario Art. 1 - Principi generali Art. 2 - Tipologie di formazione, soggetti destinatari e fonti

Dettagli

STATUTO DELL UNIVERSITÀ TELEMATICA ITALIAN UNIVERSITY LINE

STATUTO DELL UNIVERSITÀ TELEMATICA ITALIAN UNIVERSITY LINE STATUTO DELL UNIVERSITÀ TELEMATICA ITALIAN UNIVERSITY LINE 1 ITALIAN UNIVERSITY LINE...1 CAPO I...3 Disposizioni generali...3 Art. 1 - Istituzione...3 Art. 2 - Natura giuridica e fonti normative...3 Art.

Dettagli

Linee guida strategiche e policy operativa in tema di promozione della nuova imprenditorialità e Spin-off nell Università degli Studi di Brescia

Linee guida strategiche e policy operativa in tema di promozione della nuova imprenditorialità e Spin-off nell Università degli Studi di Brescia Linee guida strategiche e policy operativa in tema di promozione della nuova imprenditorialità e Spin-off nell Università degli Studi di Brescia maggio 2014 - ver.2.2 Indice 1. Premessa 2. Panorama normativo

Dettagli

Salvo Mura Coordinamento Area Didattica. Il Coordinamento Area Didattica di Ateneo: attività e prospettive future

Salvo Mura Coordinamento Area Didattica. Il Coordinamento Area Didattica di Ateneo: attività e prospettive future Salvo Mura Coordinamento Area Didattica Il Coordinamento Area Didattica di Ateneo: attività e prospettive future Il Coordinamento Area Didattica è stato costituito come unità organizzativa nel 2008 e le

Dettagli

(Emanato con D.R. n. 1032/15 del 02.11.2015) REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto

(Emanato con D.R. n. 1032/15 del 02.11.2015) REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina le finalità, l organizzazione e il funzionamento del Corso di studio in Giurisprudenza

Dettagli

Deliberazione Giunta Regionale n. 19 del 07/02/2014

Deliberazione Giunta Regionale n. 19 del 07/02/2014 Deliberazione Giunta Regionale n. 19 del 07/02/2014 Dipartimento 51 - Programmazione e Sviluppo Economico Direzione Generale 1 - Programmazione Economica e Turismo Oggetto dell'atto: MISURE VOLTE AL SOSTEGNO

Dettagli

STATUTO DELL ISTITUTO UNIVERSITARIO DI STUDI SUPERIORI IUSS FERRARA 1391. Art. 1. Costituzione

STATUTO DELL ISTITUTO UNIVERSITARIO DI STUDI SUPERIORI IUSS FERRARA 1391. Art. 1. Costituzione SENATO ACCADEMICO 20/04/206 CONSIGLIO AMMINISTRAZIONE 27/04/2016 DECRETO RETTORALE Rep. n. 873/2016 Prot. n. 45381 del 01/06/2016 UFFICIO COMPETENTE Ufficio Dottorato di Ricerca Pubblicato all Albo informatico

Dettagli

Gli elementi critici del sistema AQ di Ateneo www.anvur.org

Gli elementi critici del sistema AQ di Ateneo www.anvur.org Gli elementi critici del sistema AQ di Ateneo www.anvur.org Giunio Luzzatto CARED-Università di Genova Università di Bari 9.11.2012 Assicurazione della Qualità di Ateneo Premessa Il sistema di Assicurazione

Dettagli

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca DECRETO MINISTERIALE 15 OTTOBRE 2013, N.827 LINEE GENERALI DI INDIRIZZO DELLA PROGRAMMAZIONE DELLE UNIVERSITA PER IL TRIENNIO 2013-2015 VISTO il decreto legge 16 maggio 2008 n. 85, convertito con modificazioni

Dettagli

REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI PROFESSIONALIZZANTI (emanato con DR n. 1629/2014 del 07.11.2014 pubblicato nel BU n. 218 del 17.11.

REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI PROFESSIONALIZZANTI (emanato con DR n. 1629/2014 del 07.11.2014 pubblicato nel BU n. 218 del 17.11. Alma Mater Studiorum-Università di Bologna NormAteneo - sito di documentazione sulla normativa di Ateneo vigente presso l Università di Bologna - REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI PROFESSIONALIZZANTI (emanato

Dettagli

Consiglio della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria 20/07/2015. Senato Accademico 21/07/2015. Comitato Esecutivo 23/07/2015

Consiglio della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria 20/07/2015. Senato Accademico 21/07/2015. Comitato Esecutivo 23/07/2015 Consiglio della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria 20/07/2015 Senato Accademico 21/07/2015 Comitato Esecutivo 23/07/2015 REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA INDUSTRIALE INDICE TITOLO

Dettagli

Tabella 2 - Strategia delle Risorse Umane per l Ateneo di Palermo

Tabella 2 - Strategia delle Risorse Umane per l Ateneo di Palermo Tabella 2 - Strategia delle Risorse Umane per l Ateneo di Palermo C&C Misure Responsabile della misura Quando ASPETTI ETICI E PROFESSIONALI I ricercatori devono essere consapevoli del proprio ruolo e delle

Dettagli

MASTER UNIVERSITARIO di II livello in Gestione del Lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni

MASTER UNIVERSITARIO di II livello in Gestione del Lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni dipartimento di scienze politiche MASTER UNIVERSITARIO di II livello in Gestione del Lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni V edizione A.A. 2013/2014 Nota: per le modalità concorsuali, si prega cortesemente

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI (emanato con Decreto Rettorale N. 645 del 12/03/2003) ART. 1 - Ambito di applicazione... 2 ART. 2 - Titoli per l accesso...

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Finalità 1.1 Il

Dettagli

Prot. n. 4273 / A 2 Andria, 12 ottobre 2015

Prot. n. 4273 / A 2 Andria, 12 ottobre 2015 8 CIRCOLO DIDATTICO "A. ROSMINI" Corso Italia, 7-76123 ANDRIA C.F. 90000300724 Tel 0883/246459 - Fax 0883/292770 email: baee05600t@istruzione.it Sito web: www.circolodidatticorosmini.gov.it pec baee05600t@pec.istruzione.it

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA TRA IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

PROTOCOLLO DI INTESA TRA IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA PROTOCOLLO DI INTESA TRA IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA E IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA PROGRAMMA SPECIALE PER L ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI 1 VISTO

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Stampa

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Stampa Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Stampa La Riforma dell Università Le linee ispiratrici E il primo provvedimento organico che riforma l intero sistema universitario. Il

Dettagli

\ Emanato con D.R. n. 1292 2006 Prot. n. 20351 del 29.05.2006 Modificato con D.R. n. 889-2007 Prot. n. 11393 del 23.03.2007 REGOLAMENTO MASTER

\ Emanato con D.R. n. 1292 2006 Prot. n. 20351 del 29.05.2006 Modificato con D.R. n. 889-2007 Prot. n. 11393 del 23.03.2007 REGOLAMENTO MASTER \ Emanato con D.R. n. 1292 2006 Prot. n. 20351 del 29.05.2006 Modificato con D.R. n. 889-2007 Prot. n. 11393 del 23.03.2007 Art.1 Master universitari REGOLAMENTO MASTER 1. In attuazione dell articolo 1,

Dettagli

Meeting nazionale sulle Politiche giovanili

Meeting nazionale sulle Politiche giovanili Meeting nazionale sulle Politiche giovanili PATTO APERTO PER LA GIOVENTU Oltre la Strategia di Lisbona: la dimensione culturale nello sviluppo sostenibile Urbino 13-14-15-16 Luglio 2005 Investire nella

Dettagli

Scuola di Dottorato della Università degli Studi di Roma Foro Italico

Scuola di Dottorato della Università degli Studi di Roma Foro Italico Scuola di Dottorato della Università degli Studi di Roma Foro Italico STATUTO Art. 1 - Obiettivi e finalità della Scuola di Dottorato 1. La Scuola di Dottorato è una struttura dell Università degli Studi

Dettagli

REGOLAMENTO DEL MASTER DI PRIMO LIVELLO IN DIRITTO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE 1

REGOLAMENTO DEL MASTER DI PRIMO LIVELLO IN DIRITTO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE 1 REGOLAMENTO DEL MASTER DI PRIMO LIVELLO IN DIRITTO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE 1 Art. 1. FINALITA Presso la Facoltà di Giurisprudenza dell Università di Trieste è istituito il Master Universitario

Dettagli

Definizione delle conoscenze richieste per l accesso p. 4. Quadro generale delle attività formative p. 5. Struttura didattica e sistemi di valutazione

Definizione delle conoscenze richieste per l accesso p. 4. Quadro generale delle attività formative p. 5. Struttura didattica e sistemi di valutazione Sommario Caratteri e finalità del corso Obiettivi formativi p. 3 Definizione delle conoscenze richieste per l accesso p. 4 Ambiti professionali tipici p. 4 Prospettive formative successive p. 4 Quadro

Dettagli

Regolamento recante norme concernenti l autonomia didattica degli atenei

Regolamento recante norme concernenti l autonomia didattica degli atenei Testo aggiornato al 13 gennaio 2006 Decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509 Gazzetta Ufficiale 4 gennaio 2000, n. 2 Regolamento recante norme concernenti l autonomia didattica degli atenei IL MINISTRO

Dettagli

CURRICOLO il sapere, il saper fare, il saper essere. SAPERE, SAPER ESSERE SAPER FARE COMPETENZA VALORIZZAZIONE

CURRICOLO il sapere, il saper fare, il saper essere. SAPERE, SAPER ESSERE SAPER FARE COMPETENZA VALORIZZAZIONE CURRICOLO Il Curricolo è il complesso organizzato delle esperienze di apprendimento che una scuola intenzionalmente progetta e realizza per gli alunni al fine di conseguire le mete formative desiderate.

Dettagli

Dati e Progetti INTRODUZIONE

Dati e Progetti INTRODUZIONE INTRODUZIONE Obiettivo di questa sezione è mettere in evidenza i dati aggregati di tutte le voci rilevanti per descrivere le molteplici attività dei Collegi. Si è scelto di presentarle secondo la ripartizione

Dettagli

MASTER UNIVERSITARIO di I livello in Gestione del Lavoro e delle Relazioni Sindacali

MASTER UNIVERSITARIO di I livello in Gestione del Lavoro e delle Relazioni Sindacali dipartimento di Giurisprudenza MASTER UNIVERSITARIO di I livello in Gestione del Lavoro e delle Relazioni Sindacali XII edizione A.A. 2014/2015 Nota: per le modalità concorsuali, si prega cortesemente

Dettagli

5. Il Finanziamento ministeriale e gli effetti del processo di riequilibrio dal 1995 al 2000

5. Il Finanziamento ministeriale e gli effetti del processo di riequilibrio dal 1995 al 2000 5. Il Finanziamento ministeriale e gli effetti del processo di riequilibrio dal 1995 al 2000 La legge collegata alla manovra finanziaria del 1994 (legge 24 dicembre 1993, n.537) ha avviato il processo

Dettagli

INNOVAZIONE E BUONE PRATICHE www.unibo.it

INNOVAZIONE E BUONE PRATICHE www.unibo.it ALMA MATER STUDIORUM UNIVERSITÀ DI BOLOGNA Ufficio Programmazione Edilizia INNOVAZIONE E BUONE PRATICHE www.unibo.it BOLOGNA, FEBBRAIO 2008 L ALMA MATER IN CIFRE Oltre 100.000 studenti hanno scelto di

Dettagli

MASTER UNIVERSITARIO di II livello in Gestione del Lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni

MASTER UNIVERSITARIO di II livello in Gestione del Lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni dipartimento di scienze politiche MASTER UNIVERSITARIO di II livello in Gestione del Lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni VI edizione A.A. 2014/2015 Nota: per le modalità concorsuali, si prega cortesemente

Dettagli

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO 1. Attività di valutazione delle Commissioni di Esperti della Valutazione

Dettagli

MASTER FINANZA PER LO SVILUPPO

MASTER FINANZA PER LO SVILUPPO MASTER FINANZA PER LO SVILUPPO Per diventare professionisti del microcredito Perché un Master in Finanza per lo Sviluppo? Per offrire un percorso di specializzazione che mette insieme due mondi apparentemente

Dettagli

MANIFESTO. Formare Insegnanti che sappiano Insegnare A.N.F.I.S. ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI INIZIALE FORMAZIONE

MANIFESTO. Formare Insegnanti che sappiano Insegnare A.N.F.I.S. ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI INIZIALE FORMAZIONE ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI per la FORMAZIONE INIZIALE Formare Insegnanti che sappiano Insegnare COORDINAMENTO NAZIONALE DEI SUPERVISORI DEL TIROCINIO 2 2 3 PRESENTAZIONE

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l istruzione Direzione Generale per il Personale della Scuola UFF.

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l istruzione Direzione Generale per il Personale della Scuola UFF. COMUNICAZIONE DI SERVIZIO Prot.n.1446 Roma, 29 luglio 2005 Ai Direttori degli Uffici scolastici regionali LORO SEDI OGGETTO : Piano di formazione per lo sviluppo delle competenze linguistico - comunicative

Dettagli

NETWORK MANAGEMENT e COPROGETTAZIONE dei SERVIZI

NETWORK MANAGEMENT e COPROGETTAZIONE dei SERVIZI NETWORK MANAGEMENT e COPROGETTAZIONE dei SERVIZI Master Universitario di II Livello, Anno Accademico 2014/2015 PERCHÉ QUESTO MASTER Le trasformazioni dei sistemi di welfare locale Nel corso degli ultimi

Dettagli

11/11/2014: discussione sulla organizzazione del rapporto e sua compilazione

11/11/2014: discussione sulla organizzazione del rapporto e sua compilazione Schede tipo per la Redazione dei Rapporti di Riesame - frontespizio Denominazione del Corso di Studio : Storia e Civiltà Europee Classe : LM 84 Sede: Potenza, Dipartimento di Scienze Umane Primo anno accademico

Dettagli

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione COMUNE DI TRENTO Servizio Programmazione e Controllo via Belenzani 22 38100 Trento Telefono: 0461-884162; Fax: 0461-884168 e_mail: servizio_programmazione@comune.trento.it Sito internet dell amministrazione:

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI CORSI DI FORMAZIONE FINALIZZATA E DEI SERVIZI DIDATTICI INTEGRATIVI EX ART. 35 STATUTO

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI CORSI DI FORMAZIONE FINALIZZATA E DEI SERVIZI DIDATTICI INTEGRATIVI EX ART. 35 STATUTO REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI CORSI DI FORMAZIONE FINALIZZATA E DEI SERVIZI DIDATTICI INTEGRATIVI EX ART. 35 STATUTO Emanato con D.R. n. 11632 del 05/12/2005 e successive modificazioni ed integrazioni

Dettagli

MASTER UNIVERSITARIO di I livello in Gestione del Lavoro e delle Relazioni Sindacali

MASTER UNIVERSITARIO di I livello in Gestione del Lavoro e delle Relazioni Sindacali dipartimento di Giurisprudenza MASTER UNIVERSITARIO di I livello in Gestione del Lavoro e delle Relazioni Sindacali XI edizione A.A. 2013/2014 Nota: per le modalità concorsuali, si prega cortesemente di

Dettagli

REGOLAMENTO DIDATTICO. (Approvato ed emanato con Decreto Rettorale del 18 agosto 2009, n. 1123)

REGOLAMENTO DIDATTICO. (Approvato ed emanato con Decreto Rettorale del 18 agosto 2009, n. 1123) REGOLAMENTO DIDATTICO DELLA FACOLTÀ DI SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DEL SANNIO (Approvato ed emanato con Decreto Rettorale del 18 agosto 2009, n. 1123) Denominazione inglese della

Dettagli

PARERE CRUI SULLO SCHEMA DEL DECRETO DI RIPARTO DEL FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO PER L ANNO

PARERE CRUI SULLO SCHEMA DEL DECRETO DI RIPARTO DEL FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO PER L ANNO PARERE CRUI SULLO SCHEMA DEL DECRETO DI RIPARTO DEL FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO PER L ANNO 2014 Approvato dall Assemblea Generale CRUI Roma, 11 settembre 2014 L Assemblea della CRUI, riunitasi il

Dettagli

persone impresa Servizi di Consulenza Direzionale Gestione delle Risorse Umane e Organizzazione di Impresa

persone impresa Servizi di Consulenza Direzionale Gestione delle Risorse Umane e Organizzazione di Impresa Servizi di Consulenza Direzionale Gestione delle Risorse Umane e Organizzazione di Impresa perché PersoneImpresa Persone e Impresa è il consulente direzionale cui imprenditori e direttori si rivolgono

Dettagli

(Testo coordinato con le modifiche e le integrazioni di cui alla L.R. 20 febbraio 2014, n. 5) CAPO I Principi generali

(Testo coordinato con le modifiche e le integrazioni di cui alla L.R. 20 febbraio 2014, n. 5) CAPO I Principi generali Legge regionale 18 dicembre 2013, n. 53 Disciplina del Sistema Regionale dell Istruzione e Formazione Professionale. (BUR n. 24 del 16 dicembre 2013, supplemento straordinario n. 6 del 27 dicembre 2013)

Dettagli

Le risposte alle domande più frequenti Analisi e Gestione dei Fenomeni Sociali, Organizzativi e Territoriali 1. Si trova facilmente lavoro?

Le risposte alle domande più frequenti Analisi e Gestione dei Fenomeni Sociali, Organizzativi e Territoriali 1. Si trova facilmente lavoro? Le risposte alle domande più frequenti sul Corso di Laurea triennale in Analisi e Gestione dei Fenomeni Sociali, Organizzativi e Territoriali Facoltà di Scienze Politiche Università del Piemonte Orientale,

Dettagli

OGGETTO: ATTO D INDIRIZZO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO PER LA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO TRIENNALE DELL OFFERTA FORMATIVA EX ART.1, COMMA 14, LEGGE N.

OGGETTO: ATTO D INDIRIZZO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO PER LA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO TRIENNALE DELL OFFERTA FORMATIVA EX ART.1, COMMA 14, LEGGE N. Prot. n. 3258/A04a Verona, 12 ottobre 2015 AL COLLEGIO DEI DOCENTI E P.C. AL CONSIGLIO D ISTITUTO AI GENITORI AL PERSONALE ATA ATTI ALBO OGGETTO: ATTO D INDIRIZZO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO PER LA PREDISPOSIZIONE

Dettagli

DGR 784 del 14 Maggio 2015 Aziende in rete nella formazione continua Strumenti per la competitività delle imprese venete

DGR 784 del 14 Maggio 2015 Aziende in rete nella formazione continua Strumenti per la competitività delle imprese venete FONDO SOCIALE EUROPEO IN SINERGIA CON IL FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE POR 2014 2020 Ob. Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione DGR 784 del 14 Maggio 2015 Aziende in rete nella formazione

Dettagli

INSIEME PER IL VOLONTARIATO

INSIEME PER IL VOLONTARIATO INSIEME PER IL VOLONTARIATO FARE SISTEMA AL SERVIZIO DELLA COMUNITÀ BERGAMASCA Bergamo, 24 gennaio 2013 Intervento di Carlo Vimercati Presidente Comitato di Gestione Fondi Speciali Lombardia Il convegno

Dettagli

salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, finalizzate anche al conseguimento di una preparazione multidisciplinare in grado di consentire a i

salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, finalizzate anche al conseguimento di una preparazione multidisciplinare in grado di consentire a i CONVENZIONE PER L EROGAZIONE DI 15 BORSE DI STUDIO PER GLI STUDENTI DEL MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN SCIENZA E TECNICHE DELLA PREVENZIONE E DELLA SICUREZZA A.A. 2015-16 TRA L Università Ca Foscari

Dettagli

Titolo I Disposizioni generali Articolo 1 (Ambito di applicazione)

Titolo I Disposizioni generali Articolo 1 (Ambito di applicazione) REGOLAMENTO INTERNO IN MATERIA DI CORSI DI FORMAZIONE FINALIZZATA E PERMANENTE, DEI CORSI PER MASTER UNIVERSITARI DI PRIMO E SECONDO LIVELLO E DEI MASTER DI ALTO APPRENDISTATO (emanato con decreto rettorale

Dettagli

Indagine sulle opinioni degli studenti frequentanti in ordine alle attività didattiche (art.1 comma 2, della legge 19/10/1999, n.

Indagine sulle opinioni degli studenti frequentanti in ordine alle attività didattiche (art.1 comma 2, della legge 19/10/1999, n. Indagine sulle opinioni degli studenti frequentanti in ordine alle attività didattiche (art.1 comma 2, della legge 19/10/1999, n. 73) anno accademico 2008/2009 Aprile 2010 INDICE 1. Obiettivi 2. Metodologia

Dettagli

CORSI PER MASTER UNIVERSITARIO DI I e II livello REGOLAMENTO ai sensi dell articolo 7, comma 4, del Regolamento didattico generale della Libera

CORSI PER MASTER UNIVERSITARIO DI I e II livello REGOLAMENTO ai sensi dell articolo 7, comma 4, del Regolamento didattico generale della Libera CORSI PER MASTER UNIVERSITARIO DI I e II livello REGOLAMENTO ai sensi dell articolo 7, comma 4, del Regolamento didattico generale della Libera Università di Bolzano Approvato con delibera n. 56/2010 del

Dettagli

progetto per lo sviluppo culturale e sociale del territorio mediante la ricerca scientifica di base

progetto per lo sviluppo culturale e sociale del territorio mediante la ricerca scientifica di base La Fondazione Cassa di Risparmio di Bra promuove il progetto per lo sviluppo culturale e sociale del territorio mediante la ricerca scientifica di base La Fondazione Cassa di Risparmio di Bra ha fra i

Dettagli

Allegato alla Delibera n. 89 CdA del 9 luglio 2014 ACCORDO QUADRO

Allegato alla Delibera n. 89 CdA del 9 luglio 2014 ACCORDO QUADRO ACCORDO QUADRO tra Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (di seguito denominato CNR), C.F. 80054330586, con sede in Roma, Piazzale Aldo Moro n. 7, rappresentato dal Prof. Luigi Nicolais, in qualità di

Dettagli

IL Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione, Le Regioni, le Province e i Comuni, le Organizzazioni sindacali, concordano quanto segue.

IL Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione, Le Regioni, le Province e i Comuni, le Organizzazioni sindacali, concordano quanto segue. IL Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione, Le Regioni, le Province e i Comuni, le Organizzazioni sindacali, concordano quanto segue. La pubblica amministrazione è stata oggetto negli

Dettagli

Consiglio della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria 20/07/20115. Senato Accademico 21/07/2015. Comitato Esecutivo 23/07/2015

Consiglio della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria 20/07/20115. Senato Accademico 21/07/2015. Comitato Esecutivo 23/07/2015 Consiglio della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria 20/07/20115 Senato Accademico 21/07/2015 Comitato Esecutivo 23/07/2015 REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA CHIMICA PER

Dettagli

Politica per la Qualità della Formazione

Politica per la Qualità della Formazione Politica per la Qualità della Formazione Valutazione e accreditamento lasciano un segno se intercettano la didattica nel suo farsi, se inducono il docente a rendere il suo rapporto con i discenti aperto,

Dettagli

POLITICHE DI ATENEO E PROGRAMMAZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA.

POLITICHE DI ATENEO E PROGRAMMAZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA. All.4 POLITICHE DI ATENEO E PROGRAMMAZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA. In linea con quanto programmato negli anni accademici precedenti, l Ateneo intende riaffermare il ruolo centrale di istituzione scientifica

Dettagli

MASTER I LIVELLO IN MANAGEMENT SANITARIO PER LE FUNZIONI DI COORDINAMENTOPER LE PROFESSIONI SANITARIE A.A. 2012/2013

MASTER I LIVELLO IN MANAGEMENT SANITARIO PER LE FUNZIONI DI COORDINAMENTOPER LE PROFESSIONI SANITARIE A.A. 2012/2013 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA MASTER I LIVELLO IN MANAGEMENT SANITARIO PER LE FUNZIONI DI COORDINAMENTOPER LE PROFESSIONI SANITARIE A.A. 2012/2013 1 MASTER I LIVELLO MANAGEMENT SANITARIO PER LE FUNZIONI

Dettagli

RELAZIONE DEL PRESIDENTE FONDIMPRESA, GIORGIO FOSSA. Sono diversi anni che la nostra economia attraversa una fase di grande e diffusa difficoltà.

RELAZIONE DEL PRESIDENTE FONDIMPRESA, GIORGIO FOSSA. Sono diversi anni che la nostra economia attraversa una fase di grande e diffusa difficoltà. CONVEGNO IL FUTURO DEL LAVORO SI CHIAMA FORMAZIONE Roma, 19 aprile, Auditorium Parco della Musica RELAZIONE DEL PRESIDENTE FONDIMPRESA, GIORGIO FOSSA Sono diversi anni che la nostra economia attraversa

Dettagli

Incontri nel territorio della regione FVG per l ascolto e il confronto sulla proposta del governo Promossi dall On. Giorgio Zanin

Incontri nel territorio della regione FVG per l ascolto e il confronto sulla proposta del governo Promossi dall On. Giorgio Zanin Incontri nel territorio della regione FVG per l ascolto e il confronto sulla proposta del governo Promossi dall On. Giorgio Zanin Al nostro Paese serve una BUONA SCUOLA Perché è l unica risposta alla nuova

Dettagli

Si apre un nuovo ciclo nella vita politico-amministrativa di Torino. Alle nostre spalle sta un periodo di trasformazioni della città.

Si apre un nuovo ciclo nella vita politico-amministrativa di Torino. Alle nostre spalle sta un periodo di trasformazioni della città. Desidero innanzitutto ringraziare il Presidente del Tribunale, dottor Luciano Panzani, la dottoressa Giovanna Dominici, Presidente dell Ufficio Centrale Elettorale e tutti i loro collaboratori per lo scrupolo

Dettagli

SEMINARIO QUANDO LA SCUOLA INCONTRA L AZIENDA. Seminario 3 ottobre IIS TASSARA-GHISLANDI BRENO

SEMINARIO QUANDO LA SCUOLA INCONTRA L AZIENDA. Seminario 3 ottobre IIS TASSARA-GHISLANDI BRENO SEMINARIO QUANDO LA SCUOLA INCONTRA L AZIENDA Seminario 3 ottobre IIS TASSARA-GHISLANDI BRENO Valentina Aprea Assessore all istruzione, formazione e lavoro NOTA di contesto: la scuola attiva da anni un

Dettagli

4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO

4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO 4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO 4. 1 LA MISSION La Direzione Didattica San Giovanni conferma le scelte educative delineate nel corso degli ultimi anni, coerenti con le finalità e gli obiettivi del sistema nazionale

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ATTIVAZIONE E L ORGANIZZAZIONE DEI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO. (Emanato con D.R. n. 409 in data 07/04/2011)

REGOLAMENTO PER L ATTIVAZIONE E L ORGANIZZAZIONE DEI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO. (Emanato con D.R. n. 409 in data 07/04/2011) REGOLAMENTO PER L ATTIVAZIONE E L ORGANIZZAZIONE DEI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO (Emanato con D.R. n. 409 in data 07/04/2011) TITOLO I MASTER UNIVERSITARI DI PRIMO E DI SECONDO LIVELLO

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA

PROTOCOLLO D INTESA TRA PROTOCOLLO D INTESA TRA L Unione delle Province d Italia (di seguito UPI) con sede in Piazza Cardelli n. 4, Roma, nella persona del Presidente Antonio Saitta; E L Associazione Nazionale dei Dirigenti e

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI INCARICHI DI INSEGNAMENTO

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI INCARICHI DI INSEGNAMENTO REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI INCARICHI DI INSEGNAMENTO Emanato con D.R. n. 128 del 06/05/2013 Modificato con D.R. n. 107 del 28/02/2014. TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 (Oggetto) 1. Il presente

Dettagli

SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE PER LE PROFESSIONI LEGALI

SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE PER LE PROFESSIONI LEGALI SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE PER LE PROFESSIONI LEGALI LA SCUOLA La Scuola di specializzazione per le professioni legali nasce nel 2001 su iniziativa dell Università degli Studi di Pavia e dell Università

Dettagli