Gianni Francioni RIFLESSIONI E LINEE DI PROGRAMMA PER IL RETTORATO DELL UNIVERSITÀ DI PAVIA

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1 Gianni Francioni RIFLESSIONI E LINEE DI PROGRAMMA PER IL RETTORATO DELL UNIVERSITÀ DI PAVIA

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3 Care elettrici, cari elettori, queste Riflessioni e linee di programma per il rettorato dell Università di Pavia sono frutto dei consigli e dei suggerimenti che mi sono stati offerti nei molti contatti avuti con membri della nostra comunità accademica docenti, studenti, personale tecnico e amministrativo e specialmente delle analisi fatte in una serie di riunioni tenutesi al Collegio Cairoli tra marzo e aprile. Questi incontri hanno registrato la partecipazione numerosa non solo di colleghi coi quali ho da tempo rapporti di amicizia, di collaborazione e di conoscenza diretta, ma anche di altri che si sono mostrati interessati talvolta partendo da posizioni critiche ad approfondire le mie proposte e hanno portato il proprio contributo leale e costruttivo. È la prima volta che un programma per il rettorato dell Ateneo nasce da un così ampio confronto e si presenta come una elaborazione collettiva. Questo processo ha confortato la mia decisione di candidarmi alla carica di Rettore per mettere a disposizione dell Ateneo l esperienza che ho maturato in vari ruoli di governo accademico, pronto se voi lo vorrete a dedicare impegno e passione al nuovo, difficile compito. Vi ringrazio per l attenzione con cui leggerete queste pagine e vi saluto cordialmente!!!!

4 Il quadro generale, p. 5 Il ruolo e le finalità dell Università pubblica, p. 7 Il rapporto dell Ateneo con la città, p. 9 L Ateneo in un orizzonte più ampio, p. 11 La ricerca, p. 13 La didattica, p. 17 L acquisizione e l uso delle risorse finanziarie, p. 21 L organico docente e il reclutamento, p. 24 Il governo dell Ateneo, p. 26 Criteri di scelta nella nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione esterni alla comunità accademica, p. 29 La funzione del Direttore Generale e la riorganizzazione dell amministrazione, p. 30 Conclusioni, p. 32

5 IL QUADRO GENERALE Proporre la propria candidatura alla guida del nostro Ateneo per i prossimi sei anni significa assumersi l onere di una grande responsabilità, indicare la direzione del percorso comune e dare concretezza alle speranze di tutti per un miglioramento necessario e certamente possibile. Tutto ciò non può prescindere da un analisi oggettiva del contesto e dalla condivisione di principi e valori che devono trovare riscontro puntuale nei comportamenti, con la consapevolezza che solo il coinvolgimento dell intera comunità accademica può dare efficacia a qualsiasi azione. L Università di Pavia si trova, come tutte le Università italiane, ad affrontare un periodo di difficoltà, che negli ultimi anni sono molto aumentate. Ciò nonostante, continua a fornire una preparazione di sicuro livello, produce una ricerca di qualità in alcuni casi di vera eccellenza che contribuisce con apporti di rilievo a collaborazioni nazionali e internazionali, è una presenza autorevole nel panorama regionale (che conta molte Università) e sulla scena nazionale, mantiene un buon numero di iscrizioni poco meno di 22 mila e di immatricolazioni (queste ultime in aumento rispetto allo scorso anno), è attrattiva per molti giovani di altre parti d Italia e, in misura crescente, del mondo, riesce a garantire con borse di studio una copertura del 90% degli studenti aventi diritto (contro il 75% a livello nazionale) e presenta nel complesso dati migliori, o addirittura in controtendenza, rispetto alle medie del sistema universitario italiano. La nostra Università è dunque un istituzione sana, anche se questo non basta a metterla in sicurezza. Deve trovare, nell azione concorde di tutti e nelle molte competenze disponibili, la possibilità di attuare il rinnovamento necessario per rappresentare ancor più un punto di riferimento nella ricerca e nella didattica italiana ed europea. Il contesto nazionale in cui l Ateneo si muove presenta aspetti preoccupanti, che non vanno taciuti né sottovalutati. La situazione di emergenza dell Università italiana è stata denunciata in recenti documenti del CUN e della CRUI, che hanno rimarcato come il nostro Paese occupi posizioni di retroguardia in varie classifiche dell UE e dell OCSE per quanto riguarda gli investimenti nella ricerca e nella formazione accademica, l assicurazione del diritto allo studio e il numero dei laureati. In particolare, il Fondo di finanziamento ordinario dell Università (FFO) ha avuto dal 2009 al 2012 un calo complessivo in termini reali del 20%, con la prospettiva, per il corrente anno, di un ulteriore riduzione, che comporterà per ciascun Ateneo una perdita fra il 3,5% e il 5%. La crisi colpisce pertanto tutte le Università italiane, nessuna esclusa. La situazione è resa ancor più complicata dal fatto che la transizione alla nuova Università disegnata dalla legge 240/2010 non è, nel nostro come in altri Atenei, ancora conclusa per quanto concerne la definizione degli organi statutari e il loro funzionamento, la riorganizzazione della macchina amministrativa, la piena operatività dei Dipartimenti, strutture di base cui sono ora affidate tutte le competenze in ordine alla ricerca scientifica e alla didattica. La conclusione della fase costituente si impone dunque in tutta la sua urgenza.! 5

6 È alla luce di questo quadro nazionale e locale che vanno individuate le azioni da intraprendere negli anni del rettorato che si apre. I prossimi sei anni saranno necessariamente improntati a porre le basi di un progresso che comunque dipende in gran parte da altri decisori (ferma restando la necessità di un intervento convinto, in tutte le sedi, dell Università di Pavia e del suo Rettore per favorire l adozione di misure efficaci per l intero sistema). Ma occorre in primo luogo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità e che compete alle nostre scelte. Un programma credibile per il futuro rettorato non può pertanto essere un compiuto e- lenco di cose da fare, perché queste sono condizionate da una serie di variabili e comportano comunque decisioni che competono agli organi di governo accademico. Chi avanza la propria candidatura alla guida dell Ateneo deve piuttosto esporre la propria visione del ruolo e delle funzioni dell Università, i criteri che, se eletto, intende seguire nell affrontare la gestione e nel definire le strategie, le priorità che ritiene di dover suggerire e che si impegna a perseguire, entro un orizzonte progettuale alla cui costruzione deve partecipare l intera comunità accademica. A questo saranno dedicate, senza pretese di esaustività, le pagine che seguono.! "!

7 IL RUOLO E LE FINALITÀ DELL UNIVERSITÀ PUBBLICA L Università pubblica, come luogo di libera ricerca ed elaborazione delle conoscenze, di trasmissione e apprendimento critico del sapere, assolve a un ruolo insostituibile. Questo non consiste solo nel contributo decisivo che l Università dà al progresso scientifico e culturale del Paese, nell applicazione del dettato costituzionale in tema di diritto allo studio (che garantisce ai giovani appartenenti ai ceti economicamente più svantaggiati l accesso a- gli studi accademici, favorendone così la mobilità e la promozione sociale) e nell assicurazione delle competenze con cui i laureati dovranno affrontare le loro professioni, ma riguarda anche l opera che l Università, partecipe e protagonista della vita collettiva, svolge nell innalzamento della coscienza civile e nell orientamento del dibattito pubblico. Compito fondamentale dell Università è la produzione e il trasferimento delle conoscenze: la produzione avviene grazie alla ricerca e alla messa a disposizione della società dei risultati; il trasferimento delle conoscenze comprende la didattica sia istituzionale (corsi di laurea, di laurea magistrale, dottorati di ricerca, scuole di specializzazione), sia di altro tipo (master, corsi di perfezionamento e di aggiornamento, formazione alle professioni, educazione permanente), le attività sanitarie, la ricerca su committenza esterna, la consulenza, la partecipazione alla creazione di spin-off ecc., ossia un complesso di attività in cui è interesse dell Ateneo che i docenti possano dare il meglio delle proprie competenze. La nostra è un Università multidisciplinare, che si fonda su una ricerca avente oggetti, stili di indagine e metodologie differenti, e su un offerta formativa varia e articolata: un bene comune che va tutelato e che rende sterile qualsiasi contrapposizione tra sapere scientifico-tecnologico e sapere umanistico-sociale, tra ciò che si scopre nei laboratori sperimentali e ciò che viene prodotto negli specifici laboratori creativi delle discipline teoricoastratte e delle scienze dell uomo e della società. Inoltre l interdisciplinarità, l intersezione fruttuosa degli ambiti di indagine che va promossa costituisce un valore aggiunto non solo per la ricerca ma anche per i percorsi formativi. È ugualmente errato contrapporre la ricerca fondamentale o di base alla ricerca applicata e al trasferimento tecnologico. Ogni attività dei docenti va apprezzata nello stesso modo, quando esercitata nell interesse dell istituzione di appartenenza e nel rispetto del suo ruolo pubblico, dell autonomia e della libertà dell indagine svolta al riparo da ogni condizionamento. Così intese, didattica e ricerca sono strettamente intrecciate (e tanto più lo sono dopo che la riforma ha individuato nei nuovi Dipartimenti le strutture cui entrambe competono), costituiscono a pari titolo la missione della nostra Università. Non ha senso chiedersi quale delle due sia più importante per l Ateneo o quale, in tempi di scarse risorse finanziarie, vada privilegiata: vanno portate avanti contemporaneamente, perché la didattica senza una ricerca scientifica di qualità è mera ripetizione, riproduzione di conoscenze già acquisite e tramandate (che la ricerca fa peraltro rapidamente invecchiare): conservazione e non innovazione.! 7

8 Il modello da perseguire è un Università che sa trasfondere nell insegnamento le nuove acquisizioni del sapere, che insegna ciò che indaga. Dunque un Ateneo come il nostro non può che puntare su una didattica articolata su tutti i livelli e qualitativamente garantita da una ricerca all avanguardia, perché questo è ciò che può fare la differenza tra Pavia e altri Atenei agli occhi di un ampio numero di studenti e di studiosi. Oltretutto, la ricerca e i suoi successi assicurano finanziamenti pubblici e privati e incidono significativamente sulla quota premiale dei trasferimenti dello Stato, determinando, anche per questo aspetto, una ricaduta positiva sull erogazione dell offerta formativa. L antica locuzione Universitas studiorum va letta oggi nel significato, da una parte, di un istituzione orientata alla crescita del sapere in generale; dall altra di una comunità di lavoro formata da docenti, operatori tecnici e amministrativi e studenti i cui membri cooperano per realizzare le finalità dell istituzione. Non vi è vera comunità senza l orgoglio della propria tradizione, senza un forte senso di identità e di appartenenza, senza la capacità di affrontare e realizzare insieme ogni necessario rinnovamento. Nessuna delle tre componenti può essere vista come subalterna o peggio come controparte di un altra, e il rispetto reciproco deve essere alla base dell interazione quotidiana. Sarebbe ugualmente errato concepire gli studenti come semplici utenti e i docenti e il personale tecnico-amministrativo come fornitori di servizi, giacché l apporto degli studenti, tramite le loro associazioni, è fondamentale per la costruzione di un Università migliore. La comunità accademica deve infine essere improntata al rispetto delle leggi, delle regole e dei doveri nell assolvimento dei compiti peculiari a ciascuna componente e nei rapporti all interno e all esterno dell Ateneo; deve tutelare i diritti di tutti e concepire il confronto delle diverse istanze e posizioni come un momento di crescita collettiva; deve saper censurare, nelle forme e con gli strumenti propri dell istituzione, i comportamenti deviati di singoli membri, guardando al Codice etico come a un insieme di norme di comportamento non eludibili. Tutto ciò contribuisce in modo decisivo alla presenza dell Università sul territorio come istituzione autorevole e affidabile.! "!

9 IL RAPPORTO DELL ATENEO CON LA CITTÀ Il territorio dell Ateneo è in primo luogo Pavia, che presenta due peculiarità: di essere, in senso proprio, una città universitaria (sono tali quelle di solito di piccole-medie dimensioni in cui l Università costituisce il centro e il motore della vita sociale) e di avere un sistema universitario integrato, costituito dall Ateneo, dai Collegi sia gli storici e di merito, sia i pubblici gestiti dall EDISU e dall Istituto Universitario di Studi Superiori: un network di istituzioni accademiche unico nel nostro Paese. Inteso in un significato più ampio, il sistema universitario pavese comprende anche attori importanti come i tre IRCCS (Fondazione Policlinico S. Matteo, Fondazione Maugeri e Fondazione Mondino) e le altre aziende della sanità pubblica e privata con cui l Ateneo ha rapporti stabili, nonché gli enti di ricerca (CNAO, CNR con i suoi istituti, INFN, ecc.), e i vari consorzi (come, ad esempio, il Consorzio di Bioingegneria e informatica medica), la cui presenza è inscindibilmente legata all Università. Questo complesso produce il 15% del PIL cittadino, contribuisce cioè in termini significativi all economia di una città che, perduta da tempo la sua dimensione industriale, ridottasi sostanzialmente a settore terziario, vive di fatto su formazione, ricerca e sanità. L azione coordinata di questo sistema deve aumentare la quantità e la qualità delle specifiche attività istituzionali, e valorizzare sempre più le caratteristiche della città universitaria. L Università ha bisogno, oggi più che mai, di una concertazione dei soggetti citati, che peraltro è interesse non solo nostro promuovere e realizzare. A tal fine è necessario dare maggior solidità ai vari rapporti esistenti, costruendo un ampia rete di partecipazioni e di accordi di partenariato. In particolare, va potenziata la nostra Fondazione Alma Mater Ticinensis con l ingresso di soci partecipanti istituzionali e privati che apportino finanziamenti; occorre rilanciare la collaborazione dell Ateneo con lo IUSS attraverso un nuovo accordo quadro che incrementi e disciplini le sinergie delle due istituzioni; bisogna istituire una conferenza Università-Collegi per un maggior coinvolgimento di questi nelle attività accademiche; è necessario un tavolo di consultazione Università-Comune-Provincia che possa monitorare in modo continuativo gli aspetti di reciproco interesse e indirizzare le specifiche azioni in direzione convergente. Un ulteriore conferenza permanente deve essere istituita per rendere più produttivi i rapporti tra l Università e il mondo della sanità. L Ateneo ha rapporti regolati da convenzioni con i tre IRCCS, con la Clinica Città di Pavia e con altre aziende sanitarie, rapporti che consentono ai docenti medici di esplicare pienamente i propri compiti, che prevedono, oltre alle funzioni didattiche e di ricerca proprie di tutti i docenti, anche funzioni assistenziali. La normativa regionale che dovrebbe disciplinare le relazioni fra aziende sanitarie e Università non ha ancora trovato una sua definitiva formulazione, e in assenza di questa è impossibile procedere al rinnovo delle convenzioni generali, alcune delle quali scadute da oltre quarant anni. Nel frattempo si va avanti con proroghe o accordi parziali e limitati, che non consentono di ottimizzare i rapporti in atto.! 9

10 Ferma restando la necessità di un interlocuzione costante con la Regione Lombardia (dando maggior pienezza a un rapporto che è essenziale per lo svolgimento di molti processi), l Ateneo considera di fondamentale importanza e imprescindibile il ruolo accademico nell assistenza sanitaria, e ha il dovere di garantire la miglior collaborazione possibile fra le aziende sanitarie e la sua prestigiosa Facoltà medica, collaborazione che è di rilevante interesse per entrambe le parti. A tal fine, l Ateneo si farà promotore di un accordo quadro con tutte le istituzioni sanitarie presenti sul territorio, che fissi principi e regole generali di comportamento reciproco e che possa preludere alla stipula delle singole convenzioni al momento non attuabili. Occorre poi che l Università abbia un maggior rilievo nella progettualità del Comune, specie in considerazione dei vantaggi che apporta alla comunità locale. Non va infatti dimenticato che l Ateneo, oltre ad essere il motivo della presenza in città di migliaia di giovani e il promotore di eventi culturali, scientifici e sportivi aperti alla cittadinanza (va doverosamente citato il CUS, che accoglie anche studenti non universitari ed è artefice di lusinghieri successi nazionali e internazionali in varie discipline sportive) o il partner costante di ogni altra iniziativa del genere, fornisce servizi di uso generale, come il Campus Aquae, che supplisce a un oggettiva carenza di impianti cittadini. L Università svolge poi una preziosa opera di conservazione di edifici che per il loro pregio architettonico costituiscono un bene pubblico: dal Palazzo Centrale che può legittimamente ambire a essere incluso fra i siti patrimonio dell umanità dell UNESCO, ai Palazzi Botta e del Maino, ai complessi di S. Tommaso e S. Felice. Il Palazzo Vistarino, uno dei più belli della città, il cui restauro è in gran parte concluso grazie al concorso dell EDISU e della Fondazione Alma Mater Ticinensis, potrà presto essere aperto a visite del pubblico; il Museo di Storia naturale, in corso di allestimento a Palazzo Botta, funzionerà di fatto come un museo cittadino (come del resto tutte le strutture in cui si articola il nostro Sistema museale) e attirerà, per l eccezionalità delle sue collezioni, visitatori da ogni parte. L intervento del Comune è determinante per rendere la città universitaria ospitale e accogliente per i giovani nel momento della scelta di una sede per i loro studi, ciò che può essere realizzato in vari modi, ad esempio tramite forme di sconto sulle tasse comunali per i proprietari di appartamenti che si impegnino a contenere il costo degli affitti agli studenti o con la messa a disposizione di spazi per i momenti ricreativi e di socializzazione. In queste materie, il dialogo continuo dell Università con il Comune è essenziale, e lo è specialmente ogni volta che siano in gioco scelte e decisioni dell ente locale in tema di edilizia e urbanistica: l Università non è solo interessata alla tutela e alla valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare, ma è anche tenuta a intervenire per garantire la finalità pubblica di tutto ciò che costituisca, a vario titolo, un servizio universitario. Deve inoltre, per le sue competenze scientifiche e culturali, promuovere analisi e approfondimenti, contribuire alla coscienza civile delle problematiche implicate, orientare le opzioni con gli strumenti e nei modi che sono propri di un istituzione accademica.! "#!

11 L ATENEO IN UN ORIZZONTE PIÙ AMPIO Il territorio dell Università va inteso anche in una dimensione più larga, che comprende non solo l intera Lombardia ma anche lo spazio nazionale e, sempre più, quello internazionale: spazi di una competizione con altre istituzioni accademiche che la nostra storia ci impone di affrontare con coraggio e determinazione. Per quel che concerne la regione, da cui proviene la maggior parte dei nostri studenti (il 65% nel ), dovranno essere intensificati la promozione dell immagine dell Ateneo e l orientamento in ingresso. Occorre presentarsi nuovamente come l Università di pregio e di qualità della Lombardia, grazie all eccellenza della didattica e della ricerca, dei servizi agli studenti e della qualità di vita, e puntare particolarmente su Milano: la quota attuale di i- scritti milanesi (10,7%) può essere ampliata nella misura in cui Pavia verrà sempre più percepita come un Ateneo di prestigio molto vicino alla metropoli e come un ambiente ideale di studio. Va poi affrontata con un rinnovato impegno del COR anche l azione volta ad acquisire a Pavia un maggior numero di studenti provenienti dal resto del territorio nazionale (i dati più significativi riguardano per il momento Piemonte, Sicilia, Puglia, Emilia Romagna, Liguria, Calabria). Qui la sinergia con il sistema universitario pavese in particolare i Collegi e lo IUSS e con gli altri enti è fondamentale, perché si tratta di far conoscere e rendere ambite sia le istituzioni accademiche con la loro qualità didattica e scientifica, sia la città universitaria con tutte le sue positive peculiarità. Ridefinire il territorio dell Ateneo vuol dire anche ampliare la sua presenza internazionale, che ha già avuto nel corso degli anni un espansione significativa: dai 660 studenti stranieri del 2003 si è passati ai del 2012 (che costituiscono il 5,9% degli iscritti nel corrente anno accademico). Grazie anche all azione svolta dal CICOPS, è stata stabilita una vasta rete di accordi (oltre 500) con Università e istituzioni di ricerca straniere, in particolare con quelle di Paesi in via di sviluppo o emergenti. Anche la mobilità studentesca in entrata e in uscita, grazie al programma Erasmus (ora trasformato nel nuovo Erasmus for all), è rilevante. La promozione dell Ateneo a livello internazionale è comunque trasversale a vari settori: si intreccia in particolare con la didattica, la ricerca e la comunicazione, e riguarda quindi, essenzialmente, ciò che si può fare in questa direzione in ciascuno dei tre ambiti citati. Occorre in ogni caso guardare di più all Europa: i maggiori bacini di studenti stranieri i- scritti al nostro Ateneo sono rappresentati oggi da Albania, Cina, Camerun, Romania; tutti gli altri Paesi sono ben sotto le 100 unità (pur con dati di un qualche interesse per quel che riguarda Israele, Grecia, Ecuador, Marocco, Perù); e i numeri di studenti provenienti dalle nazioni europee più avanzate sono risibili o del tutto assenti. Non sarebbe realistico pretendere, nella situazione attuale, di competere con le migliori Università americane o del Regno Unito, dove il reclutamento degli studenti in sede internazionale si basa su determinati equilibri geopolitici; né possiamo confrontarci a livello di risorse economiche con le nuove Università orientali e asiatiche. Abbiamo invece la possi-! 11

12 bilità di diventare competitivi nel confronto con le migliori Università europee, di rendere attuale la nostra tradizione pluricentenaria di centro di eccellenza per gli studi umanistici e tecnologici, scientifici e medici. In questa direzione si deve fare di più. La posizione internazionale di Pavia potrà essere migliorata significativamente solo nel lungo periodo, ma occorre porre subito le basi per un maggior sviluppo del carattere internazionale dell Ateneo. Questo può essere assicurato, oltre che da una politica estera mirata e costante, dal miglioramento delle attività principali dell Ateneo: la ricerca e la didattica.! "#!

13 LA RICERCA La ricerca scientifica viene programmata e sviluppata nei Dipartimenti, che devono dotarsi di appositi piani di sviluppo pluriennali. Spetta agli organi di governo centrali definire gli indirizzi complessivi e far convergere i singoli piani in un unico piano triennale della ricerca, raccordato a quello per il reclutamento. Ma è altresì compito dell Ateneo incrementare in tutti i modi possibili le risorse finanziarie destinate alla ricerca e mettere in atto un azione costante e organica che dia risposte concrete a quanti fanno ricerca con impegno ed entusiasmo. Lo sviluppo della nostra ricerca il cui potenziale è comunque rilevante incontra ostacoli costituiti sia da criticità di sistema, per superare le quali occorre un azione a livello nazionale a cui dobbiamo contribuire, sia da criticità locali che dobbiamo superare con comportamenti coerenti e pratiche mirate, parte delle quali attuabili già nel breve periodo. Preliminarmente, è opportuno arrivare in tempi rapidi a una completa mappatura (già avviata con la Banca-dati della ricerca dell Università di Pavia ) di tutte le attività di ricerca dell Ateneo, delle competenze e delle risorse umane disponibili, con relativa diffusione delle informazioni sia all interno che all esterno. Essa va realizzata senza costringere i docenti a inutili e faticose duplicazioni rispetto ad altre banche-dati. Bisogna procedere a un contestuale censimento delle infrastrutture e delle attrezzature (dei luoghi e degli strumenti di ricerca, talvolta obsoleti) per predisporre un piano pluriennale di manutenzione, integrazione e sviluppo, dando priorità agli interventi più urgenti. Va predisposta ogni azione possibile volta a migliorare la qualità dell habitat in cui si svolge la ricerca. Le scelte dell Ateneo devono in ogni caso tradursi in chiare strategie che incentivino e premino tutti gli ambiti aperti agli scambi internazionali, capaci di produrre percorsi dottorali di alto livello, di attirare docenti e studenti, di fare reclutamento in modo intelligente. Per fare questo, occorre sottoporre progetti e risultati ad una valutazione rigorosa, svolta con metodi condivisi e procedure trasparenti, che tengano conto delle specificità e delle differenze e non si affidino ai soli criteri quantitativi o ai numeri, che diano garanzie di o- biettività e terzietà. Una strategia di maggiore facilitazione per chi svolge ricerca di valore internazionale è necessaria, anche in una virtuosa contrapposizione con regole e vincoli ministeriali che possono e devono essere interpretati sempre a vantaggio dei nostri ricercatori e nell interesse prioritario dello sviluppo delle migliori potenzialità che essi sono in grado di offrire, sentendo sempre che l Ateneo è alle loro spalle, in termini organizzativi e di rapporti con le i- stituzioni nazionali e gli organismi comunitari. La ricerca va in ogni caso favorita con una maggiore flessibilità organizzativa, necessaria quando serve un coagulo di competenze e facilities diffuse tra più Dipartimenti, e la sua gestione snellita il più possibile per rendere più agevole il lavoro del ricercatore. Andranno ripensati, a fronte dei nuovi Dipartimenti, i Centri interdipartimentali di ricerca, che nel passato non sempre hanno funzionato bene e che devono essere invece strutture in grado di! 13

14 promuovere le intersezioni delle competenze. È necessario incentivare l aggregazione progettuale su linee di ricerca interdisciplinari, che possano massimizzare il successo dei ricercatori dell Ateneo nei bandi nazionali, comunitari e internazionali. Deve inoltre essere valorizzato il personale tecnico che svolge attività di ricerca, anche attraverso la partecipazione a pieno titolo ai progetti e la valutazione delle pubblicazioni ai fini della carriera. Una quota di investimenti da incrementare con finanziamenti esterni, reperiti tramite la Fondazione Alma Mater Ticinensis (in cui è rilevante il ruolo dell altro socio fondatore, la Fondazione Banca del Monte di Lombardia, che da tempo si distingue per il suo sostegno alla ricerca dell Ateneo) andrà riservata alle grandi attrezzature, per le quali, come in generale per tutte le risorse materiali, occorre arrivare a un utilizzo pieno e ottimale, favorendone quando possibile la condivisione. Rientrano in questo ambito anche gli interventi per le biblioteche, all interno del complessivo piano di riorganizzazione del nostro Sistema bibliotecario. Va rafforzata la sinergia con gli enti di ricerca e le istituzioni che compongono il sistema universitario pavese, con una maggiore apertura agli scambi e alle collaborazioni su progetti di ricerca comuni, cercando anche di rendere più flessibili gli aspetti amministrativi del rapporto. Il Servizio Ricerca dell Ateneo ha dato finora un supporto valido ed encomiabile ai Dipartimenti e ai singoli studiosi, ma non è in grado, con le attuali forze, di soddisfare pienamente le esigenze crescenti e la complessità dei processi: va incrementato il personale afferente, per poter dare uno stimolo e un sostegno in tutte le fasi, dallo scouting all individuazione dei partner, dagli accordi con questi alla stipula dei contratti (specie quelli europei), alla fase di avvio dei progetti. Un ulteriore sostegno alla ricerca sarà costituito dall istituzione di 5/6 coordinatori di ricerca (analoghi a quelli già operanti per la didattica), divisi per aree scientifiche omogenee o per macroaree, che assicurino un miglior raccordo tra il Servizio e i Dipartimenti: figure delocalizzate che possono essere reclutate tra i dottori di ricerca, e che pertanto siano in grado di unire, a una preparazione in campo organizzativo e normativo, una conoscenza diretta delle risorse umane e strumentali disponibili. In questo modo si porranno le basi per realizzare un grant office dell Ateneo, con gli opportuni collegamenti diretti con le istituzioni comunitarie. È necessario in particolare che il rapporto con Bruxelles sia stabile e istituzionale, e che vada oltre la rete dei contatti stabiliti individualmente da singoli docenti che hanno avuto finanziamenti europei: solo se il rapporto è istituzionale, anche gruppi meno forti ma scientificamente validi possono ambire ad accedere a importanti finanziamenti. In questa direzione può essere considerata l opportunità di utilizzare, almeno in una prima fase, agenzie esterne, eventualmente in condivisione con altri Atenei. I finanziamenti di Horizon 2020, destinati a una vasta gamma di tematiche, sono un obiettivo per tutti i ricercatori dell Ateneo ed è perciò nostro dovere fare ogni sforzo per il successo di questi progetti.! "#!

15 Va ampliata la rete dei visiting professors e reso più visibile e stabile il rapporto di collaborazione con gli studiosi più organicamente legati all Ateneo (ad esempio conferendo loro il titolo di magister honorarius). Abbiamo il massimo interesse a portare a Pavia studiosi di elevato prestigio scientifico, che vogliano trascorrere qui periodi anche lunghi durante i quali poter interagire con i colleghi e i dottorandi e partecipare alla stesura di grant applications per bandi italiani e stranieri. L intensificarsi di rapporti del genere favorisce inoltre l opportunità per i nostri ricercatori in formazione di trascorrere periodi all estero lavorando su progetti comuni, con un e- vidente ritorno positivo per la ricerca pavese. Occorre in particolare mantenere uno stretto rapporto con ex alunni o ex docenti dell Ateneo che vivono e fanno ricerca all estero: essi possono costituire delle figure di riferimento per i giovani in mobilità, e l Associazione A- lunni può giocare in proposito un ruolo importante. Bisogna ripristinare una quota di finanziamento per la ricerca di base, per dare ossigeno, con una valutazione interna rigorosa, a quella ricerca che, pur ben quotata, non riesce ad attrarre finanziamenti di rilievo per motivi legati alla tipologia dell attività. Va chiesto a ciascun docente un forte impegno nella fase propositiva, supportato dall azione di scouting da parte dell amministrazione, per migliorare gli effetti sulla quota premiale. I settori e i gruppi più prossimi ai temi progettuali che portano grandi finanziamenti giocano un ruolo particolarmente importante e sono quindi strategici per l Ateneo. Per i ricercatori migliori e più impegnati devono essere previste e opportunamente regolamentate forme di incentivazione, come anche di riduzione o rimodulazione del carico didattico, per metterli nelle condizioni di esprimere al massimo il loro potenziale scientifico. La politica della ricerca non può prescindere da un azione sulla formazione alla ricerca, settore fondamentale e strategico per l Ateneo, perché il successo della ricerca futura discende dalla qualità del processo formativo. Un aumento del numero degli assegni di ricerca che attualmente incidono sul bilancio dell Ateneo per più di 3 milioni di euro può essere assicurato sia dagli stessi fondi acquisiti per i progetti di ricerca, sia da finanziamenti esterni. È necessario un pieno riconoscimento della funzione delle varie figure di ricercatore in formazione, che vanno considerate componente fondamentale dell Ateneo. Occorre considerare i titolari degli assegni come membri a pieno titolo dei Dipartimenti, dar loro visibilità e rilievo sui siti internet. L azione di scouting sui progetti deve essere accompagnata dallo scouting sulle persone: occorre puntare non solo su chi fa già ricerca ad alto livello, ma anche su chi sta crescendo come ricercatore. La politica di talent development può ad esempio concretizzarsi, come è recentemente successo per alcuni dottorati del nostro Ateneo, in bandi progettuali interni di piccolo taglio, utili per mettere alla prova i giovani nella gestione di un progetto. In generale, bisogna vivacizzare il nostro ambiente scientifico, creare maggiori momenti di condivisione collettiva dei risultati delle ricerche più avanzate, coinvolgendo anche gli studenti, per rendere tutti consapevoli e partecipi delle linee di lavoro scientifico. Il rendiconto dei lavori in corso (come il ciclo Successi recenti della ricerca ) è utile non solo! 15

16 per avere una panoramica delle direzioni in cui si muovono i ricercatori in formazione, ma anche per stimolare la curiosità di chiunque operi in aree scientifiche differenti e la condivisione di risultati che appartengono a tutto l Ateneo. Andranno infine sviluppate iniziative periodiche di confronto interdisciplinare fra studiosi già affermati e studiosi più giovani (esemplari in tal senso i Cantieri d autunno, ideati e portati avanti da qualche anno dai ricercatori di scienze dell antichità). Un attenzione particolare va dedicata al problema del trasferimento tecnologico, che, in quanto parte del trasferimento delle conoscenze, costituisce un attività fondamentale dell Ateneo. Occorre considerarlo con un approccio equilibrato che eviti due posizioni e- streme, entrambe errate: quella di chi ritiene la ricerca applicata, la consulenza per conto terzi e le ricadute commerciali quasi un peccato capitale per la ricerca accademica; e quella di chi, forte dei vantaggi che ne derivano in termini economici, ritiene che questi aspetti siano in fondo gli unici che l Ateneo debba assecondare e supportare in periodi di ristrettezze. I fondi privati che affluiscono all Università sono certamente un importante strumento per migliorare la qualità di tutte le sue attività istituzionali: vanno pertanto incrementati anche grazie a un organizzazione flessibile ed efficiente, ma senza che sia mai compromesso il carattere autonomo e libero della ricerca accademica. L Ateneo deve garantire un personale qualificato di supporto, sviluppare una forte protezione della proprietà intellettuale, favorire le iniziative di spin-off con un attento monitoraggio e una valutazione ex-post delle iniziative. Deve potenziare il ruolo della Polo Tecnologico Servizi srl di cui l Ateneo è socio fondatore insieme al Comune, alla Provincia e alla Camera di commercio e farla interagire positivamente con il privato Polo Tecnologico di Pavia.! "#!

17 LA DIDATTICA L offerta formativa prevede 84 corsi di studio, fra triennali (39, ai quali è iscritta oltre la metà degli studenti), magistrali (38) e magistrali a ciclo unico (7), ripartiti in modo sostanzialmente equilibrato fra le tre macroaree scientifico-tecnologica, bio-medica e umanistico-sociale. Le procedure richieste dal recente decreto AVA per l autovalutazione, l accreditamento delle sedi e dei corsi di studio e la valutazione periodica dovranno concludersi entro il 20 maggio, in un tempo troppo stretto per poter attuare, in prima applicazione, qualcosa di più di una salvaguardia dell esistente. Fermo restando il giudizio largamente negativo su molti aspetti del decreto, l obbligo di ottemperare alle disposizioni rende urgente per l Ateneo una ridefinizione prudente e oculata delle lauree triennali e magistrali, per rendere l offerta formativa pienamente sostenibile alla luce della riduzione del corpo docente. Subito dopo la pausa estiva occorrerà dunque coinvolgere l intera comunità accademica, in tutte le sedi opportune (in primo luogo i Dipartimenti) e sulla base di linee generali e di criteri formulati dagli organi di governo, in una attenta riflessione che porti a deliberare una nuova articolazione dell offerta didattica già per il : questa dovrà coniugare la salvaguardia del carattere multidisciplinare dell Ateneo, il mantenimento del numero di studenti iscritti, il potenziale didattico effettivamente esprimibile da ciascun Dipartimento (tenuto conto delle cessazioni dal servizio previste nei prossimi anni e dei ridotti margini di reclutamento), un equa distribuzione dei carichi didattici da realizzare anche con una miglior collaborazione fra i Dipartimenti, la tutela e il rafforzamento di quei corsi di studio a cui l Università non può rinunciare, sia per il successo che incontrano presso gli studenti, sia per la qualità della ricerca scientifica a essi sottostante. La serietà e il rigore dell offerta didattica e il connesso, necessario miglioramento delle prestazioni degli studenti vanno in ogni caso assicurati, anche con la scrupolosa osservanza delle disposizioni di legge in merito all accertamento dei requisiti posseduti dai giovani in ingresso e con le azioni da mettere in atto per consentire loro di colmare in tempi rapidi gli eventuali debiti formativi. A questo scopo le attività di recupero possono essere proficuamente integrate dal contributo degli studenti più anziani impegnati nella rete del tutorato e dall uso di specifici strumenti predisposti dal COR per monitorare le carriere studentesche, segnalare i casi di maggiore criticità e orientare diversamente le scelte compiute. La ridefinizione dell offerta formativa potrà in parte essere attuata con l accorpamento di corsi e la loro contestuale articolazione in curricula interni, e dovrà considerare con particolare attenzione le lauree e le lauree magistrali con un basso numero di iscritti (anche se questo non dovrà essere l unico criterio da seguire). Strumento essenziale per ogni decisione sarà comunque la valutazione della didattica finora espressa: andrà in ogni caso mantenuta e potenziata un offerta di qualità, anche nei corsi di studio di primo livello, che non potranno essere trascurati a vantaggio di quelli di secondo livello, pena una perdita di contribuzione studentesca che l Ateneo non si può permettere.! 17

18 Andranno in particolare razionalizzati, anche nell ambito di una concertazione con gli altri Atenei della regione, i corsi di studio per le professioni sanitarie, oggi troppo parcellizzati a livello territoriale e con sovrapposizioni e duplicazioni inutili e non più sostenibili. Per questi come per altri particolari corsi di studio si potrà anche fare ricorso come previsto dalla legge 240/2010 alla gestione in federazione con altre Università, per migliorarne la qualità, l efficienza e l efficacia. Nell offerta formativa programmata per il sono presenti sette corsi di laurea magistrale e uno di laurea magistrale a ciclo unico interamente erogati in lingua inglese. La loro introduzione, che data da alcuni anni, rappresenta l azione più importante messa in atto dall Ateneo per acquisire maggior forza sulla scena internazionale, e il loro numero, già significativo, è incrementabile in tempi rapidi in tutte le aree disciplinari globalizzate, in cui l inglese è la lingua di comunicazione comunemente usata. Né va trascurata la loro grande utilità anche per gli studenti italiani, dato che le competenze e i titoli conseguiti offrono maggiori sbocchi in un mercato del lavoro anch esso globale. L esperienza dei corsi di studio in inglese va comunque sottoposta a una attenta valutazione della qualità e dei risultati raggiunti. Alcuni di essi incontrano un indiscutibile e crescente successo, altri presentano un numero di iscritti che resta sostanzialmente basso, altri ancora sembrano essere stati scelti da studenti stranieri che non riescono ad accedere all Università nel proprio Paese o che sono attirati dal livello contenuto della nostra contribuzione studentesca. In ogni caso, questi corsi di studio richiedono un maggior sostegno, che deve essere concretizzato con l istituzione di una segreteria didattica e organizzativa interamente dedicata. Ai fini dell internazionalizzazione va anche considerata con attenzione l opportunità di ibridare le attività didattiche dei corsi di studio tradizionali, specie nel primo anno, affiancando insegnamenti in inglese a quelli in italiano. L azione da tempo svolta dal nostro Centro linguistico con l erogazione di insegnamenti di italiano per stranieri va potenziata, per mettere studenti di altri Paesi in condizione di accedere a qualsiasi corso di studio. I programmi per titoli di studio congiunti o doppi titoli riguardano una decina di casi (ben otto dei quali, legati ad accordi con diverse Università europee, sono di pertinenza del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali e fanno perno sulla laurea magistrale in International Business and Economics). Questi programmi di collaborazione internazionale vanno certamente perseguiti anche da altri Dipartimenti e devono tendere a coprire tutti i corsi di studio erogati in lingua inglese. Un cenno a parte merita il contributo dei Collegi ai corsi di laurea e di laurea magistrale dell Ateneo, con insegnamenti e moduli di insegnamenti accreditati e riconosciuti come didattica universitaria a tutti gli effetti. I Collegi Borromeo, Ghislieri, Nuovo e S. Caterina promuovono e sostengono da tempo validi insegnamenti in vari campi, e a questi hanno man mano aggiunto numerose attività didattiche costituite da un numero ridotto di lezioni e di crediti erogati, che se da una parte rappresentano un utile integrazione degli insegnamenti dell Ateneo, dall altra corrono il rischio di dar luogo a una eccessiva parcellizzazione.! "#!

19 Ai Collegi storici e di merito e all EDISU l Università deve ora chiedere un ulteriore sforzo, realizzabile attraverso una razionalizzazione delle proprie attività didattiche, vale a dire l istituzione di almeno cinque cattedre temporanee, per reclutare con contratti pluriennali studiosi stranieri di sicuro prestigio che siano interessati a portare a Pavia la propria esperienza e la propria competenza, e a interagire coi gruppi di ricerca dell Ateneo. I corsi di dottorato di ricerca facenti capo al nostro Ateneo (che contano attualmente poco meno di 600 allievi) dovranno essere riorganizzati per poter rispettare le più stringenti regole dettate dal MIUR per l accreditamento delle sedi e dei corsi e i nuovi criteri per la loro istituzione. L inevitabile politica delle fusioni fra dottorati appartenenti ad ambiti disciplinari contigui e la pratica virtuosa dei consorzi con altri Atenei in ambito nazionale e internazionale dovranno essere integrate con un sostegno mirato dell Ateneo e con il massimo sforzo per il reperimento di risorse esterne (da tempo realizzato con successo da alcuni Dipartimenti). Andrà ovviamente indirizzato a tale scopo l aiuto della Fondazione Alma Mater Ticinensis. Anche in questo campo, la sinergia con lo IUSS è fondamentale. Ulteriore sostegno potrà venire dai Collegi, che sono in grado di contribuire validamente a singoli corsi di dottorato mettendo le proprie strutture di ospitalità a disposizione di discenti e docenti, specialmente stranieri. Occorrerà infine rifondare la nostra Scuola di alta formazione dottorale, con la sua articolazione interna in cinque classi tematiche, alla luce della legge 240/2010 e del nuovo Statuto (che andrà opportunamente corretto e integrato, per prevedere anche questa tra le possibili strutture di raccordo dell attività dei Dipartimenti, responsabili dei dottorati). Anche le Scuole di specializzazione di area medica soffrono di una normativa ministeriale divenuta più rigida, con l imposizione di aggregazioni fra sedi che rendono più complicato e poco produttivo l apporto delle competenze dell Ateneo ad attività formative che non siano interamente svolte qui. Il passaggio dal precedente ordinamento al nuovo (e a un assetto che prevede oggi 32 Scuole con sede amministrativa a Pavia e altre 18 con sede altrove) ha comportato una perdita di specializzandi, attestati oggi intorno alle 840 unità. L Ateneo, oltre a sollecitare una riflessione dei Dipartimenti interessati per migliorare il più possibile, nelle condizioni date, un livello formativo nel quale tradizionalmente si esprime il massimo delle competenze della docenza medica, deve impegnarsi a dotare le Scuole di specializzazione di segreterie didattiche e organizzative per aree tematiche o affini, che possano coordinare in modo più organico la programmazione delle attività formative. Uguale attenzione merita la Scuola di specializzazione per le professioni legali, iniziativa congiunta del nostro Dipartimento di Giurisprudenza e dell Università Bocconi, che prepara ai concorsi di avvocatura, magistratura e notariato circa 65 allievi all anno, con esiti molto positivi. Senz altro da incrementare sono i master di primo e secondo livello (28 nel , con circa 250 iscritti), prevalentemente attivati da Dipartimenti delle macroaree scientificotecnologica e bio-medica, mentre sono ancora troppo pochi quelli della macroarea umanistico-sociale. Si tratta invece di un attività formativa che può essere di sicuro interesse per molti laureati, che può avvalersi delle competenze scientifiche e dei risultati della ricerca di! 19

20 tutte le anime dell Ateneo e che può consentire collaborazioni internazionali di qualità e dalle ricadute positive. Alcuni master vengono attivati in partnership coi Collegi, e questa collaborazione può essere senz altro ampliata senza oneri, dal momento che i master devono tutti autofinanziarsi. I corsi di perfezionamento attivi in Ateneo sono ben lungi dall aver raggiunto il maggior sviluppo possibile, se si considera che quelli programmati per il prossimo anno accademico sono solo 6, con un numero di potenziali iscritti intorno ai 100: davvero troppo pochi, a fronte della ricchezza e della varietà delle nostre competenze. Un buon impulso alla formazione continua e permanente può essere dato dall estensione ad altri ambiti disciplinari della positiva esperienza dei corsi di educazione continua in medicina (ECM), con una più intensa collaborazione col mondo imprenditoriale. L Ufficio ECM, attualmente presso il Dipartimento di Scienze del farmaco, andrà trasformato in un servizio dell Ateneo, al quale sarà affidata, sotto la guida di un competente comitato scientifico, la realizzazione di eventi formativi e di corsi residenziali a Pavia e in altre parti d Italia, per aggiornare il personale del sistema sanitario e migliorare la qualità delle sue prestazioni.! "#!

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