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1 WYLFORD Consortium manifesto «Il mercato è un vero mercato quando non produce solo ricchezza ma soddisfa anche attese e valori etici» Amartya Sen, economista «Nulla, anche se imperfetto e provvisorio, di tutto ciò che si può e si deve realizzare mediante lo sforzo solidale di tutti e la grazia divina in un certo momento della storia, per rendere più umana la vita degli uomini, sarà perduto né sarà stato vano» Sollecitudo Rei Socialis, n. 48 Giovanni Paolo II 1- [exclusive right]

2 Manifesto È da qualche tempo noto ovvero da quando la globalizzazione è stata imputata di fornire all'uomo quelle insicurezze 1 che solo l'etica può risolvere - che la performance economica di una azienda dipende essenzialmente, nella sua valutazione attuale e nella sua valutazione prospettica di crescita nel medio e lungo periodo, dal raggiungimento di una molteplicità di equilibri. Affinché possa emergere un quadro complessivamente chiaro, ciò che occorre comprendere è cosa si intende per equilibrio, in modo da commisurare la vocazione euristica degli attori economici e quella logaritmica del sistema. Genericamente, ma in maniera non approssimativa, potremmo definirlo come il punto di ottimizzazione - a livello soggettivo - degli sforzi effettuati, dei ritorni di valori percepiti, della soddisfazione ottenuta. In questo scenario, risulta quindi evidente che un qualunque disequilibrio riferito a ciascuno di queste tre summenzionate componenti diventi un elemento di distorsione che influenza tutto il sistema, ne altera i rapporti tra le parti, e provoca, nel medio periodo, ma con proiezioni significative che si estendono oltre, un qualche scollamento (in termini di produttività, di motivazioni, ecc. ecc.) che inevitabilmente assume una valenza economica. Come tale, esso si pone all'interno di un complesso effetto domino : produce perturbazioni che dissipano forze, moltiplica l'entropia e le variabili sconosciute, polverizza il governo del sistema, accorcia l orizzonte temporale di predicibilità intrinseca, rimpicciolisce il raggio di azione degli elementi, riduce la reattività, comprime l'efficienza. Per dirla in termini geometrici, in un sistema complesso, l'area non il punto - di equilibrio, incardinata sulle tre componenti sopra citate, è individuabile dal legame elastico che regola fattori di difficile quantificazione, ma che potremmo riassumere come la funzione che lega gli sforzi dell'azienda con la soddisfazione di tutti gli altri elementi del proprio ambiente. Questo modello permette di percepire l ambiente come un sistema complesso adattivo 2, in cui i singoli elementi producono azioni e 1 Z. Buaman, Postmodern Ethics, John Henry Holland, The Mind, The Brain, and Complex Adaptive Systems, Addison-Wesley, [exclusive right]

3 comportamenti globali non riconducibili ad una singola legge. D altra parte, nelle discipline che si occupano di management, è noto da tempo che il ruolo dello stakeholder, nel suo relazionarsi con l azienda, ha subìto diverse stratificazioni di ruolo: i portatori di interesse primari (azionista, dipendente, fornitore, ecc. ecc.) e secondari (gruppi di interesse, comunità locale, stampa, ecc. ecc.) sono stati oggetto di una evoluzione di quella che potremmo chiamare la diatesi dello stakeholder 3, alla cui passività - esso subisce le decisioni dell'azienda - si sostituisce, multilateralmente, un atteggiamento attivo e responsabile - esso partecipa alle decisione dell'azienda -, secondo tre concetti di cui si discute nel proseguo. In epoca recente, tale consapevolezza ha assunto la forma di un modello che prevede uno schema matriciale, in cui si incrocia interesse e grado di influenza di ogni singolo elemento 4. L'ambiente, in sostanza, assurge ad ecosistema dotato di complessità, la cui essenza riflette la dinamicità dei propri componenti. In questo scenario, l'azienda abdica progressivamente alla propria centralità, non percepisce più gli altri attori come funzionali alla propria sopravvivenza, e i processi di governance sono oggetto di riformulazione strategica. Ciò porta necessariamente ad annoverare tra coloro che influiscono sulle decisioni dell'azienda non solo i clienti e lavoratori dell'azienda stessa, ma anche tutto il contesto di riferimento, imponendo una ridefinizione dell'orizzonte di analisi degli strategy-makers. Ecco perché il consorzio si dota di un organismo di ricerca scientifica e tecnica che intende monitorare, e sempre meglio individuare, le suddette tre componenti di riferimento. Tali componenti presuppongono una metodologia di analisi del tutto interdisciplinare e multifattoriale, che sviluppa un modello economico a partire dalla centralità dello stakeholder nell'ambiente e dalla sua partecipazione alle decisioni strategiche dell'azienda. Su questa centralità convergono dunque, da un lato, la temporalità del portatore di interesse - la cui soddisfazione delle attese è oggetto di un dinamismo che non può essere ricondotto ad argomentazioni e/o proiezioni di massima - e dall'altro alla sua identità recondita ed intrinseca, ovvero 3 Dal greco, διάθεσις «modo d'essere» 4 L.Hinna, 3- [exclusive right]

4 umana. L'ambiente dunque fornisce il reticolo ermeneutico di azioni e strategie innovative, e, benché al suo interno emergano gangli di importanza differenziale, esso si comporta come una rete. L'impresa, soggetto che agisce all'interno dell'ambiente insieme ad altri soggetti (che sono, kantianamente, fini e non mezzi), è un nodo dei questa rete: essa, conoscendo gli stakeholders e basandosi sul loro consenso relazionale, si dota di una mission che rappresenti la componente teleologica del suo agire. Il substrato teleologico di riferimento di tutto il Consorzio consta di tre concetti fondamentali, come appresso specificati. 1. concetto di partecipazione, ben stigmatizzato da Giovanni Paolo II, che vede nell'inclusive approaching relativamente a ciascun stakeholder, la chiave di volta per renderlo soddisfatto; ciò significa che il portatore di interesse esprime al meglio se stesso nella situazione in questione e che l'azienda debba mettere a punto sistemi sempre migliori per includerlo nel proprio processo decisionale, pur mantenendo una autonomia di gestione strategica delle scelta da operare sul mercato; tale concetto, la cui attuazione è rivolta alla riformulazione di tutti gli elementi strategici dell'orizzonte di azione dell'azienda, permette la attribuzione di senso a dati che fino a qualche anno fa erano considerati di nessuna importanza; l'identità - e le connesse simbologie - del portatore di interesse, le sue legittime considerazioni, i suoi bisogni e le sue aspirazioni ampliano enormemente la difficoltà dell'azienda di conoscere l'ambiente, ma diventano elementi sistemici ed indicatori che modificano le forze in campo, saldano i rapporti e comprimono l'incertezza; 2. concetto di relazione, vale a dire la modalità di instaurare e gestire dei links con tutti i portatori di interesse; è necessario, affinché lo stakeholder partecipi ed ottimizzi se stesso nei rapporti con l'azienda, che la relazione sia stabile, ben strutturata e comunque congrua rispetto ai dati che deve consentire di trasmettere; non è infatti sufficiente la consapevolezza della complessità del sistema; è altresì necessario governare tale complessità con la regolazione di 4- [exclusive right]

5 relations tra elementi i portatori di interesse -, nel rispetto dell'approccio sopra menzionato 5 ; è tramite questo concetto che trova realizzazione il meccanismo di comunicazione e di partecipazione delle informazioni (e delle conoscenze). 3. concetto di responsabilità : qualunque non ottimizzazione della figura dello stakeholder (che include anche lo shareholder) non solo crea un disequilibrio che inficia la performance aziendale, ma genera anche una responsabilità in termini di disallineamento delle proprie attività rispetto ai codici etici di riferimento; alla soluzione di questa problematica si può pervenire tramite l'impianto di un modulo aziendale-etico ovvero tramite il ricorso ad una operazione di reporting che presuppone una assunzione di responsabilità e l'adozione di un sistema di regole e criteri trasparente e condiviso, secondo il quale l'azienda accetta anticipatamente di render conto all'ambiente - e, tramite esso, a tutti gli elementi del sistema - delle proprie azioni o dei risultati specifici. In particolare, va compreso che l'impianto del Corporate Social Reporting (che si esplica in una specifica area di competenza del Consorzio, come vedremo in seguito) è fondamentale per conoscere non solo il grado di soddisfazione dello stakeholder, ma per inquadrare le azioni del management in una evalu-ation grid affinché tale soddisfazione venga ottimizzata. Si tratta quindi di una operazione condotta al fine di monitorare il comportamento del management ed il suo grado di adesione al codice etico di riferimento. E deve essere dunque chiaro che, in corrispondenza dei concetti teleologici sopra espressi, l'azione dei singoli elementi - sia a livello di persona, sia di impresa rappresentano il collegamento tra performances etiche ed aziendali, al fine di fare emergere un modello in cui sia possibile comprendere il gradiente di rischio etico presente nel posizionamento strategico dell'azienda fuori e dentro il consorzio. In definitiva, il grado di benessere aziendale è, nell'ambiente consortile, commisurato alla adesione della singola azienda, ma anche del cliente, 5 R. E. Freeman, Managing for Stakeholders: Survival, Reputation, and Success, [exclusive right]

6 allo schema etico di riferimento, secondo il famoso principio jonasiano di responsabilità. È necessario, pertanto, delineare il valore intrinseco dell'imponderabile : al di là dell'ossimoro, è il patrimonio relazionale e culturale dell'ambiente il fattore di sviluppo su cui il Consorzio intende puntare. Nell'ambito delle responsabilità di ciascuna azienda, le azioni di coordinamento devono contribuire al perseguimento della Mission del Consorzio in ossequio al codice etico di riferimento. La mission si incentra dunque sul coordinamento di quei soggetti che hanno un substrato comune: il loro approccio sinergico è teso ad un grado di ottimizzazione maggiore rispetto a quello che caratterizza un lavoro coordinato fuori dal Consorzio. Per ogni area di azione del Consorzio esistono quindi diverse identità che reclamano il rispetto delle proprie aspettative ed impongono la formulazione, a livello macro, di categorie e livelli di interesse. Come anelli di una catena, all'interno del Consorzio ogni area ci colloca in continuità con le altre, e ciò che le accomuna è l alto valore intrinseco della consulenza fornita, dei servizi prodotti, delle relazioni poste in essere, ma soprattutto l'azione etica. L'area C.E.D. fa riferimento agli aspetti contabili e agli adempimenti lavoristici, previdenziali ed assistenziali. Essa rappresenta una competenza di carattere tecnico, necessaria alla corretta gestione amministrativa delle aziende clienti, ed alla loro reportistica. Proprio per ottemperare alla necessità di instaurare un duraturo rapporto con gli stakeholders, tale relazione deve essere monitorata con continuità e nel rispetto dei valori condivisi. Occorre dunque sviluppare delle pratiche che evidenzino la credibilità dei reports, analizzando le perfomances sociali, etiche, economiche, ambientali delle aziende clienti, per comunicare la sostenibilità dei loro processi interni e la trasparenza dei rapporti esterni. L'area International è anch'essa funzionale al corretto svolgimento di pratiche amministrative volte alla internazionalizzazione, ma con un focus più ampio e allargato alle problematiche connesse alla diversità dei vari ordinamenti giuridici di riferimento. In questa area, trova realizzazione il principio del rispetto dell'altro e della cooperazione in vista di una massimizzazione delle esternalità 6- [exclusive right]

7 positive. Anche in questo caso, il Consorzio si fa portavoce, mediandole, di tutte le istanze maggiormente efficienti in vista di un concetto di internazionalizzazione che non si limita all espletamento delle pratiche burocratiche, ma che include necessariamente anche gli aspetti relazionali e culturali, tramite la condivisione del codice etico di riferimento. È soprattutto in questa area che viene ad essere centrale il valore aggiunto che il Consorzio apporta alla sua clientela: la capacità di trasformare le negatività in positività, grazie alla forte articolazione delle rete in tante spunti complementari. Elemento centrale è la migliore individuazione degli stakeholders, i quali, in termini di mercato potenziale dei propri prodotti e/o servizi, possono avere un respiro mondiale. Pertanto internazionalizzazione vuol dire individuazione degli stakeholders esteri, instaurazione con loro di una giusta relazione fluida di input/output; incremento della produzione e quindi delle vendite, ottenendo le ottimalità intrinseche del networking. Quindi, allorché un'azienda cliente vuole individuare la sua clientela potenziale in ambito estero ovvero fuori dall'ambiente domestico, dovrà in primis captare i nuovi clienti/stakeholders, le loro aspettative, le capacità interne di incremento produttivo per soddisfarle, l'impianto manageriale di riferimento e tutte le altre componenti che possano garantire uno sviluppo equilibrato delle performances aziendali. Pertanto internazionalizzazione non è altro che l'individuazione e l'ottimizzazione di un networking internazionale coinvolgente varie categorie di stakeholders. L'area Communication convoglia le competenze relative alla creazione di un solido e duraturo collegamento tra gli elementi del sistema e gli stakeholders,, sempre nell'ottica del networking. È infatti necessario monitorare e dare evidenza della trasparenza delle relazioni, affinché si riesca a rispondere eticamente a bisogni etici, secondo un approccio che si fondi sul concetto di responsabilità e sulla mediazione delle identità, ma soprattutto sulla condivisione di una messaggio globale e della pieno sviluppo delle reciproche specificità. La comunicazione deve avere necessariamente un gradiente etico-sociale, nel senso che il comunicare deve portare in re ipsa un valore aggiunto in termini etico sociali, ovvero incremento del capitale umano tramite investimento in cultura, iniziative umanitarie, ecc ecc. Si muove su un doppio binario: quello del permettere un perfetto collegamento tra le aziende clienti e i suoi stakeholder, e quello del far aumentare gli assets del Bilancio Sociale in termini di ricadute etiche della attività di comunicazione poste in essere. L'area Financing si concentra su aspetti di carattere gestionale nel reperimento e nell'amministrazione di risorse finanziarie, affinché ogni elemento del sistema possa concorrere alla crescita di se stesso e tramite se stesso alla crescita dell'ambiente, del suo benessere e di quello della collettività. L'azienda cliente, in un piano perfetto di sviluppo con riferimento alla soddisfazione dei suoi stakeholders. Deve dotarsi delle necessarie ottime risorse finanziarie per dare esecuzione a tale piano e per il raggiungimento della ottimizzazione dei rapporti con essi. A tale fine, 7- [exclusive right]

8 contribuiscono gli strumenti di reportistica e di comunicazione, ma anche viene coinvolto anche il livello operativo e decisionale del management. L'area Logistic è quella che più da vicino si relaziona con le problematiche di tipo ambientale, anche da un punto di vista tecnico. Intervenendo sui flussi di materiali, essa rappresenta l area che maggiormente si presta alla misurazione di efficienza. Alla luce di questo presupposto le attività svolte in questo settore mirano alla integrazione tra azioni marketing, soluzioni logistiche ed etica, intese come i drivers dell innovazione. L'area Tax, Legal and Corporate consulting impegna le migliori risorse professionali del Consorzio per la definizione delle posizioni tributarie, per l ottimizzazione aziendale ed il raggiungimento della giusta ottimizzazione dei rapporti con il contesto di riferimento. L'area Education-Training ha il ruolo strategico di fornire gli strumenti, in una prospettiva di medio e lungo periodo, per l ottimizzazione delle risorse e delle procedure interne che è obiettivo essenziale per le aziende che vogliono raggiungere performance di elevato livello. Nonostante la collaborazione di massa sia di prassi considerata una nuova business rule, l attività di molti operatori economici rimane limitata allo spettro delle proprie competenze specifiche e il riconoscimento dei talenti è ostacolato dalle barriere esistenti nei rispettivi assetti organizzativi e nelle specificità di provenienza degli attori, che non favoriscono un approccio interdisciplinare. Il Consorzio è dunque l ambiente che sostiene la diffusione delle conoscenze e la cooperazione delle risorse umane allo scopo di condividere le competenze, diffondere l'innovazione e creare valore all'interno delle aziende. La formazione è dunque volta al pieno conseguimento di abilità interdisciplinari e specialistiche, in accordo con il sistema etico di riferimento e con la policy del Consorzio, che calibra la compensantion soprattutto in relazione al grado di adesione delle attività proposta nei confronti del codice etico. L'area Research and Development riflette la predisposizione del Consorzio a concentrare le energie e le risorse nella ricerca e nello sviluppo di innovazioni ad alto impatto economico e miranti alla ottimizzazione del rapporto con gli stakeholders. Anche in questa area, è preminente il legame con il codice etico di riferimento, al fine di poter sviluppare una dinamica di raggiungimento di indirizzi e comportamenti condivisi alla cui base si pone un identico schema di riferimento. È quindi necessario che l'adozione di nuove tecnologie, o la sperimentazione di alcune di esse, possa mantenere intatto ciò che si richiede all'azienda per restare nel consorzio, ovvero la corrispondenza al principio di responsabilità, che potremo sintetizzare nella affermazione agisci in modo che le tue 8- [exclusive right]

9 azioni possano permetterti raggiungere la tua massima espressione e di rispettar le potenzialità e le aspirazioni delle generazioni future. Tale consapevolezza è dunque un elemento di discrimine di tutte le attività ad alto rischio etico, e che coinvolgono il processo di adozione di nuove tecnologie di cui non si conosce pienamente l'impatto e le esternalità. L'area Ethics and Economics identifica gli aspetti relativi al prodotto dell attività consulenziale, non solo in riferimento alla materia trattata, ma soprattutto per quanto riguarda le conseguenze che deriveranno dal lavoro del consulente stesso. In questa contesto, il consulente partecipa all impatto che le proposte e le soluzioni elaborate per il proprio cliente produrranno sull ambiente circostante e sui corpi sociali interessati e mostra particolare attenzione alle compatibilità fra le soluzioni tecnologiche ed organizzative ipotizzate e le esigenze di tutela delle persone. E dunque etica è l azione del consulente che propone l adozione di comportamenti le cui conseguenze garantiscono la sostenibilità morale del comportamento stesso e che rispettino i diritti fondamentali della persona. L'area Technics affronta le tematiche connesse alla innovazione tecnologica e della ricerca applicata per proiettarle sul mercato globalizzato tramite adeguate strategie di internazionalizzazione. È essenziale fare riferimento ai principi generali per assicurare un corretto utilizzo delle tecnologie. L'area Trading raccoglie le competenze improntate al commercio di beni e servizi, in una ottica di integrazione di complementarietà in grado apportare valore alla catena economica. Anche in questa area, l approccio integrato che mette al centro una forte preminenza dell etica permette di poter individuare le più idonee strategie di business. L area Real Estate si occupa di tutte le questioni relative all edilizia, sia nel senso della catalizzazione delle migliori realtà imprenditoriali e professionali, italiane ed estere, utili per la progettazione e realizzazione di strutture e infrastrutture sostenibili, sia nel senso di selezionare le migliori e più esclusive possibilità di investimento immobiliare, localizzate soprattutto nelle principali città italiane ovvero in zone turistiche bellissime del bel Paese. 9- [exclusive right]

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