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2 PREMESSO CHE il sistema dell Economia del Mare rappresenta una inestimabile risorsa economica di non facile definizione alla luce del suo lungo raggio di espansione all interno del sistema produttivo globale. Emblematica, al riguardo, è la definizione che viene data dalla guida del Maritime Industry Museum at Fort Schulyler (State University of New York Maritime College Campus), in cui si descrive un lungo elenco di attività di produzione e servizi che in essa possono essere comprese, quali i servizi di accesso ai porti, quelli legati alla movimentazione delle merci, i servizi di trasporto passeggeri, la navigazione interna, la costruzione e riparazione di imbarcazioni, l istruzione e la formazione nautica, la pesca, l attività di assicurazione, la comunicazione ed il turismo nautico. Questa definizione, piuttosto vaga ai fini di una precisa analisi scientifica, mette tuttavia in evidenza l ampiezza e la complessità delle filiere del mare che da sempre materializzano interessi, flussi ed aspirazioni dei territori interessati; per la particolare conformazione della struttura imprenditoriale italiana, caratterizzata soprattutto da sistemi di piccole e piccolissime imprese, spesso collegate in rete, lo sviluppo dell Economia del Mare passa necessariamente attraverso distretti industriali, sistemi produttivi locali e filiere economiche integrate, laddove la forza dell elemento marino non si limita a dominare il paesaggio ma influenza l economia, la storia e la cultura locale, incidendo sulla vita di ogni comunità coinvolta; l interesse per l Economia del Mare e l impegno verso il riconoscimento di una propria specificità in un contesto di politica marittima integrata globale, appaiono particolarmente vivi nel nostro Paese essendo l Italia posizionata al centro del Mediterraneo e disponendo di km di coste, di cui 361 km nel Lazio e 469 km in Campania (pari, complessivamente considerate, all 11,1% del totale nazionale); l Economia del Mare ha visto impegnate sul territorio nazionale nel corso del 2010 poco meno di 80 mila imprese producendo, considerando la Marina Militare e le Capitanerie di Porto, un valore aggiunto pari a 33,9 miliardi di euro ed una contribuzione alla formazione del valore aggiunto nazionale del 2,4% (un risultato economico che ha assorbito un volume di 670 mila occupati, corrispondenti al 2,7% del totale nazionale); 3

3 circa un terzo dell Economia del Mare è spiegato dal trasporto marittimo, un settore nel quale sono occupate quasi 200 mila persone e che ha prodotto nel 2008 il 32,9% del valore aggiunto del totale della filiera. Rilevante è anche il peso esercitato dalla cantieristica navale la quale, con i suoi 174,2 mila occupati, ha contribuito con il 27,6% al valore aggiunto prodotto dall intera Economia del Mare. Anche le attività collegate alla pesca rivestono un ruolo significativo dal momento che assorbono, dell intera filiera, circa un quinto degli occupati (cifrabili in circa 135 mila persone) ed il 15,3% in termini di valore aggiunto; la filiera matura dell Economia del Mare considerando il sistema portuale, dei trasporti marittimi, della cantieristica navale e nautica da diporto e della pesca, rappresenta i quattro quinti dell intera filiera del mare, con più di mezzo milione di occupati e 25,7 miliardi di euro di valore aggiunto prodotto; meno di un quinto, tra il 17% ed il 19% dell Economia del Mare è invece rappresentato dalla filiera innovativa, che comprende al suo interno il turismo del mare e le attività di tutela e salvaguardia ambientale, con 127 mila persone impegnate di cui per larga parte (94.573) nel settore del turismo marittimo. In termini di valore aggiunto, la filiera innovativa contribuisce con poco più di cinque miliardi e mezzo di euro ascrivibili, così come per gli occupati, per circa i quattro quinti alle attività turistiche; le potenzialità dell Economia del Mare non sono riconducibili solo ai semplici valori prodotti direttamente dalle filiere produttive ma anche agli effetti moltiplicativi che possono generarsi. Secondo stime effettuate dal Censis, ogni 100 euro di domanda aggiuntiva di beni e servizi che ruotano attorno all Economia del Mare, attivano ben 224 euro di reddito nel sistema economico nazionale, senza contare che, in termini di occupati, 100 nuove unità di lavoro impiegate sempre nell Economia del Mare sono in grado di generare 241 unità di lavoro nell intera economia nazionale. Una vivacità produttiva in grado di esercitare una forza moltiplicativa di attrazione di capitali e di sviluppo delle capacità imprenditoriali dalle quali il territorio non può che trarre beneficio; dalla recente crisi economica, lo sviluppo delle attività produttive e di servizio legate alla risorsa mare emerge come una delle principali sfide che le economie territoriali sono chiamate ad affrontare per ricostruire le premesse di uno sviluppo moderno e durevole nel tempo. All interno di questa cornice di struttura economica nazionale i territori di Lazio e Campania si contraddistinguono, con specifico riferimento 4

4 all Economia del Mare, per una importante presenza di filiere produttive afferenti i comparti di: o cantieristica navale, il comparto che esprime le migliori potenzialità di crescita e nuova occupazione, comprende sia le attività di costruzione di imbarcazioni e natanti che la riparazione, la manutenzione e il rimessaggio. Il 7,3% delle imprese nazionali sono localizzate nel Lazio mentre il 9,2% in Campania, con una quota pari, quindi, al 16,5% del dato Italia; o pesca e la piscicoltura, dove il 3,8% delle imprese nazionali è localizzato nel territorio laziale mentre il 2,7% nell area campana; o industria della lavorazione e del confezionamento di prodotti ittici (le imprese laziali sono 3,7% del totale nazionale mentre le imprese campane rappresentano il 10,9% del totale; se, di contro, si considera il comparto del commercio all ingrosso e al dettaglio vediamo che nel primo caso le imprese laziali e campane rappresentano, rispettivamente, il 6,8% ed il 16,6% del dato Italia, mentre nel secondo caso il 9,2% ed il 13,2% del totale nazionale); o trasporti marittimi (qui le imprese laziali rappresentano il 9,1% del totale nazionale mentre le realtà imprenditoriali della Campania il 9,6% del Paese); o portualità commerciale (il porto di Napoli movimenta un totale di merci, tra rinfuse liquide, solide, in contenitori, Ro-Ro e varie pari a 19 milioni 419 mila tonnellate, Salerno 8 milioni 649 mila, Civitavecchia 7 milioni 644 mila, Fiumicino 5 milioni 500 mila e Gaeta 2 milioni 427 mila tonnellate, pari, complessivamente considerate, al 10,0% del totale nazionale; per il traffico passeggeri, inoltre, il porto di Civitavecchia ha visto 4 milioni 103 mila passeggeri in transito, in quello di Napoli i passeggeri sono stati 8 milioni 618 mila, a Salerno 562 mila e, quindi, a Gaeta 902 persone); o mercato crocieristico (per il mercato delle crociere il porto di Civitavecchia, primo in Italia e secondo nel Mediterraneo solo a Barcellona, che registra 2 milioni 347 mila croceristi, ha registrato 1 milione 950 mila tra sbarchi, imbarchi e transiti di croceristi, il porto di Napoli 1 milione 140 mila mentre il porto di Salerno quasi 100 mila); o portualità turistica (Lazio e Campania detengono, secondo le stime ufficiali, posti barca, pari al 16,3% del dato nazionale); o stabilimenti balneari (dove il 7,9% delle strutture nazionali sono localizzate sul territorio laziale e l 8,5% sul territorio campano); 5

5 in termini di turismo nautico occorre sottolineare come i territori di Lazio e Campania appaiono accomunati da uno dei sistemi insulari più importanti geograficamente e strategicamente per tutto il Mediterraneo; le Isole Ponziane (che comprendono Ponza, Palmarola, Zannone, Gavi, Ventotene e Santo Stefano) e quelle campane (Capri, Ischia, Li Galli, Megaride, Nisida, Procida e Vivara), crocevia sin dall antichità di traffici commerciali e baie utili alla sicurezza per la navigazione, vivono alcuni segnali di rallentamento congiunturale dovuto sia ad una modifica della domanda turistica, sempre più esigente in termini di servizi richiesti, che per i nuovi concorrenti entrati nello scenario competitivo. Il miglioramento e l ampliamento della gamma dei servizi e prodotti offerti, necessari per il recupero di competitività, passa necessariamente attraverso nuove azioni di coordinamento e di investimento, adeguamenti ai nuovi standard competitivi richiesti dal mercato, azioni di marketing e di internazionalizzazione, in funzione di un offerta in grado di fidelizzare una domanda sempre più eterogenea (dal turismo nautico e balneare, in primis, a quello sportivo, culturale, religioso ed enogastronomico, comunque legati alla risorsa mare); Lazio e Campania sono accomunate anche sotto un profilo sportivo: se la capitale è candidata ad ospitare i XXXII Giochi Olimpici e i XVI Giochi Paraolimpici del 2020, anno del centocinquantesimo anniversario di Roma Capitale, per diffondere e rafforzare i valori dell Olimpismo, la città di Napoli, di contro, è fortemente orientata verso i grandi circuiti della vela con la recente candidatura alle regate delle World Series dell America's Cup. Trattasi di due grandi eventi che possono rappresentare volani di crescita di assoluto rilievo sia per i flussi economici, in particolare turistici, oltre che per le ricadute di respiro sociale, per favorire la coesione e l integrazione sociale e quale occasione di sviluppo dei concetti legati alla sostenibilità ambientale e all uso efficiente delle risorse energetiche; le regioni Lazio e Campania sono oggi perfettamente collegate grazie anche ai nuovi interventi sul sistema delle infrastrutture autostradali, portuali e ferroviarie (linea Alta velocità) che consente alle due aree territoriali di aprirsi con rinnovata forza competitiva ai nuovi mercati del Mediterraneo. Non solo, ma il territorio laziale e campano sono accomunati anche da un sistema fieristico funzionale allo sviluppo delle attività di promozione e valorizzazione delle filiere produttive legate all Economia del Mare: per l area romana, la nuova struttura della Fiera di Roma, vetrina ideale del Made in Italy e all avanguardia in Europa e nel Mediterraneo; per 6

6 l area campana la Mostra d Oltre Mare, un ampio parco polifunzionale, nata per promuovere lo sviluppo economico del Mezzogiorno. CONSIDERATO CHE in tale contesto, il sistema camerale italiano e, nello specifico, le Consorelle di Lazio e Campania (in rappresentanza di 464 mila imprese attive nel territorio laziale e di 472 mila dell area campana, pari al 17,7% del totale nazionale) potrebbero dare un decisivo impulso allo sviluppo di questa particolare economia legata alla risorsa mare. Nei settori produttivi tipici del Made in Italy, infatti, dove l Economia del Mare entra a pieno titolo, il Paese e tutto il sistema camerale si muovono con sempre maggiore incisività, come mostrano le iniziative legislative a tutela della qualificazione e della valorizzazione delle filiere e per consentire a questa grande risorsa per il Paese di recuperare competitività. L obiettivo è, allora, quello di creare una sinergia istituzionale attraverso cui mettere a rete tutte le attività strategicoprogettuali e gli investimenti che le Camere di Commercio firmatarie il presente protocollo di intesa possono attivare per le filiere economiche legate alla risorsa mare, così da giungere, nel tempo, ad una vera e propria messa a sistema di tutti gli interventi; per le progettualità comuni da mettere a regime appare di fondamentale importanza la collaborazione delle Assonautiche provinciali, strutture del sistema camerale appositamente create per lo sviluppo delle azioni legate alla risorsa mare. La rete delle Assonautiche, infatti, può contribuire, in modo decisivo, allo sviluppo della nautica da diporto, del turismo nautico e di tutte le attività economiche, produttive e sociali collegate al mare, collaborando con le Camere di Commercio per qualificare ed incrementare l attività del settore. Con la rete delle Assonautiche, allora, si possono promuovere studi e ricerche, promuovere l organizzazione di manifestazioni, fiere ed esposizioni per prodotti e servizi interessanti la nautica, il turismo nautico e le attività connesse, la formazione professionale e, quindi tutta una serie di servizi e relazioni con le istituzioni nazionali e locali, con le associazioni di categoria, con gli enti rappresentativi di interessi collegati all Economia del Mare; i soggetti firmatari, dunque, formalizzano l intendimento di costruire un dialogo interistituzionale strutturato per il perseguimento degli obiettivi sopraindicati con 7

7 particolare attenzione all attivazione di processi di razionalizzazione per la messa a fattor comune di iniziative e progetti di rete in grado di offrire forme sempre più efficaci di sostegno alle realtà provinciali coinvolte, nel rispetto della programmazione territoriale concertata e delle disponibilità di bilancio; le CCIAA di Caserta, Latina, Napoli, Roma e Salerno nel processo di interpretazione delle voci e dei valori delle rispettive economie, si impegnano a sviluppare, in particolare per le filiere produttive collegate all Economia del Mare, l ideazione e la realizzazione di progettualità comuni di marketing territoriale; la partecipazione ad eventi di promozione economica in Italia e all estero; l organizzazione, nell ambito delle aree provinciali coinvolte, di manifestazioni ed eventi fieristici di settore, strategie di internazionalizzazione per le imprese con anche specifiche attività di incoming e outgoing per le eccellenze imprenditoriali; i soggetti firmatari si impegnano ad operare, per le attività collegate all Economia del Mare, in un ottica di piena sinergia istituzionale, con un coordinamento delle attività di investimento da mettere a sistema, così da avere un ritorno di economicità ed efficacia moltiplicati dalle conseguenti economie di scala e di scopo; dallo studio dell economia territoriale di Lazio e Campania emerge la necessità di intervenire con opportune forme di collaborazione e coordinamento degli investimenti tra economie appartenenti a territori diversi ma che, in quanto contigui, presentano interessanti punti di interconnessione economiche, storiche, turistiche e culturali. Il sistema a rete delle Camere di Commercio consentirebbe, pertanto, lo sviluppo di un piano di governance di azioni integrate intorno alle materie afferenti l Economia di Mare, tali da garantire economie di scala, di scopo ed un maggiore ritorno degli investimenti pubblici/privati, in grado di innescare effetti moltiplicativi di reddito sui rispettivi territori. Fare rete tra Enti, infatti, risulta una politica vincente per tutti poiché, al di sopra ed al di là degli interessi localistici, permette di utilizzare al meglio le risorse disponibili attivando un percorso di coordinamento e confronto volto alla condivisione di scelte prioritarie in grado di sostenere adeguatamente le realtà imprenditoriali dei rispettivi territori; per le attività legate alla promozione, valorizzazione ed investimento per la cantieristica navale, turismo nautico, portualità e pesca le strutture camerali possono intervenire sul mercato stimolando investimenti pubblici e/o privati, sperimentando nuovi processi di investimento e progettualità di più ampio respiro; 8

8 il sistema camerale si impegna per una fattiva promozione e supporto sia verso tutte quelle iniziative già in essere come lo Yacht Med Festival di Gaeta, Navigare" di Napoli, il Big Blu di Roma ed il Nautic Sud di Napoli sia di quelle da implementare nelle province di Salerno e Caserta, così da garantire al sistema imprenditoriale lo sviluppo di nuove partnership produttive, l internazionalizzazione e commercializzazione all estero delle produzioni navali locali, una facilitazione nello scambio di informazioni ed esperienze tra imprese eccellenti; le Camere di Commercio firmatarie il presente protocollo, inoltre, si impegnano, nei diversi ambiti territoriali rappresentati, a progettare ed organizzare nuovi eventi, legati alla risorsa mare, di tipo economico, culturale, sportivo e di sensibilizzazione per la salvaguardia e tutela dell ambiente marino e costiero; il raggiungimento degli obiettivi di cui al presente protocollo, passa anche attraverso politiche atte a favorire accordi e collaborazioni tra i consorzi di imprese che operano nell ambito territoriale di Lazio e Campania, con la costituzione di tavoli di sintesi interregionali per la definizione di strategie ed azioni congiunte. SI CONVIENE QUANTO SEGUE Articolo 1 Generalità La premessa costituisce parte integrante e sostanziale del presente protocollo di intesa. Articolo 2 Obiettivi delle CCIAA di Caserta, Latina, Napoli, Roma e Salerno Il presente protocollo di intesa si colloca nell ambito di un percorso innovativo e sperimentale che pone alla sua base un proficuo scambio di esperienze; parallelamente, può rappresentare un approccio metodologico in cui ciascuno nel rispetto del proprio ruolo mette a disposizione conoscenze, competenze, risorse economiche ed umane per la presentazione e la realizzazione di un offerta congiunta competitiva per qualità, internazionalità e peculiarità a cui affidare risposte efficaci e rispondenti ai reali bisogni del bene comune. 9

9 Articolo 3 Compiti e funzioni delle CCIAA di Caserta, Latina, Napoli, Roma e Salerno Le Parti, entro i limiti stabiliti dalle rispettive competenze e norme statutarie e secondo le proprie disponibilità di bilancio, si impegnano ad avviare un rapporto di collaborazione e partenariato per lo sviluppo di iniziative e progetti finalizzati a valorizzare la risorsa mare ovvero a perseguire obiettivi di sviluppo economico e di sostenibilità ambientale, con azioni prioritariamente indirizzate alla nautica da diporto, al turismo integrato, all Economia del Mare, alla sostenibilità ed alla compatibilità ambientale, all innovazione tecnologica ed alla formazione professionale. In particolare, a titolo esemplificativo e non esaustivo, l impegno è teso a: 1) supportare lo sviluppo dell Economia del Mare e della Blue economy, anche attraverso finanziamenti privati o di Enti pubblici su scala comunale, provinciale, regionale, nazionale o comunitaria; 2) valorizzare e promuovere le su citate manifestazioni sia sui territori di competenza che sui mercati internazionali; 3) rilanciare la filiera della nautica da diporto, sviluppando e/o sostenendo la cultura marinara nazionale, la portualità turistica e quella commerciale; 4) diffondere la cultura del mare e delle buone pratiche per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione dell ambiente marino e costiero, anche a mezzo di giornate studio e/o convegni con i coinvolgimento delle principali Università e centri di ricerca italiani; 5) valorizzare il sistema delle Assonautiche Provinciali e di quei soggetti terzi che, a qualsiasi titolo, risultano impegnati in una della filiere afferenti l Economia del Mare, come, ad esempio, Consorzi navali e/o specifiche Associazioni di categoria. Articolo 4 Durata Il protocollo di intesa ha durata triennale, decorrente dalla sottoscrizione del presente atto e potrà essere disdetto, in qualsiasi momento, da una delle parti con preavviso di almeno novanta giorni. 10

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