7 Valutazione degli effetti per le azioni dirette

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "7 Valutazione degli effetti per le azioni dirette"

Transcript

1 7 Valutazione degli effetti per le azioni dirette 7.1 Introduzione In questo capitolo sono raccolte tabelle e schede relative agli ambiti di trasformazione previsti dal Documento di Piano, contenenti la valutazione degli effetti e le proposte per le misure di mitigazione da adottare. Riprendendo qui quanto già in parte sviluppato nel capitolo introduttivo e nel capitolo 1 relativo alla metodologia, nello sviluppo delle schede si è tenuto conto del ruolo e della collocazione del Documento di Piano nella pianificazione territoriale comunale e di area vasta. Il documento ha carattere non conformativo, e di conseguenza gli ambiti di trasformazione sono intesi come prime individuazioni di carattere strategico, a cui devono seguire piani attuativi di maggiore dettaglio. Il grado di dettaglio delle informazioni consente di sviluppare valutazioni su alcune delle scelte relative alle aree, mentre una valutazione, ambientale e/o strategica, di maggiore dettaglio deve essere sviluppato nelle successive fasi di pianificazione e progettazione attuativa. La pianificazione del territorio, come dice la LR 12/2005, è ora formata dall insieme dei piani degli enti ai diversi livelli, che si relazionano per competenza e non più per via gerarchica. La stessa pianificazione comunale non è più riassunta in un unico elaborato, ma viene articolata secondo un sistema di atti, tra loro correlati, ma ognuno con specifiche competenze, specializzato e differenziato. Di questa necessità/opportunità di correlazione si deve tenere conto nello sviluppo della VAS del Documento di Piano, che, non dimentichiamo, si relaziona da un lato con l area vasta, e dall altro definisce regole e riferimenti per l attuazione degli obiettivi generali negli altri atti del PGT e nella pianificazione/programmazione di maggiore dettaglio e di settore. Alcune recenti evoluzioni normative possono aiutarci a capire il senso da dare alla valutazione degli ambiti di trasformazione. Nel luglio 2007 è entrata in vigore la parte II del d.lgs 152/2006, relativa alla VIA, alla VAS, e all IPPC (l autorizzazione integrata ambientale), successivamente modificata e integrata con il recente D.lgs 4/2008. Già nel testo originario del decreto dell aprile 2006, venivano definiti alcuni importanti principi sui rapporti tra i percorsi di valutazione ambientale di piani e progetti tra loro correlati. La descrizione di tali principi nel decreto più recente è stata semplificata, ma si può fare riferimento al vecchio testo originario che ne dava una descrizione più articolata ed informativa

2 In particolare l art 8 comma 3 1 del D.lgs 152/2006 nell edizione originaria dell aprile 2006 stabilisce che si devono evitare duplicazioni di giudizio sullo stesso oggetto. Quindi durante la valutazione di un piano si dovrà tenere conto dei giudizi già espressi nei percorsi VAS di piani territoriali o di settore che siano con tale piano correlati. Ad esempio proposte insediative che fanno parte del Documento di Piano, e che sono stati già valutati nel relativo percorso di VAS, non dovranno essere nuovamente valutati a livello di pianificazione attuativa per le parti che erano già inserite nel Documento di Piano. Si terrà conto del parere già espresso, comprese le eventuali prescrizioni, per passare invece nella VAS/VIA sul piano attuativo a valutare gli aspetti di maggiore dettaglio. L art 9 al comma 2 2 riprende il concetto e sottolinea che la VAS deve prendere in considerazione il livello di informazione che, secondo un criterio di ragionevolezza, può essere messo a disposizione nello specifico livello di pianificazione. Lo stesso parere di VAS può contenere indicazioni di rinvio ad altri percorsi di VAS, di pianificazione territoriale di maggiore dettaglio o di settore, dove la presenza di informazioni più precise ne permetterà una più adeguata valutazione. Da questi due importanti principi deriva evidentemente che la valutazione degli ambiti di trasformazione costituisce occasione per definire un quadro di riferimento per i successivi passaggi. I principi sopra richiamati non escludono ovviamente il caso che nella pianificazione di maggiore dettaglio emergano elementi nuovi, e non noti nelle fasi precedenti, che possono anche portare a ripensare le scelte e valutazioni già espresse nei piani vigenti. Per tale motivo il presente Rapporto Ambientale potrà anche contenere segnalazioni da portare all attenzione della pianificazione provinciale o di settore vigente. Nel caso degli ambiti di trasformazione, come configurati nell art 8 della LR 12/2005, e nei successivi criteri regionali attuativi della legge regionale, la valutazione ambientale potrà riguardare temi quali la localizzazione, le funzioni e i dimensionamenti, nei casi ove siano disponibili nel Documento di Piano dati sufficienti su questi argomenti. Gli aspetti più progettuali devono invece essere rinviati ad una fase successiva di maggiore dettaglio. La valutazione degli effetti degli ambiti di trasformazione è stata sviluppata nei paragrafi successivi: 1 Art 8 c.3 Nel caso di piani e programmi gerarchicamente ordinati, le autorità competenti all approvazione dei singoli piani o programmi tengono conto, al fine di evitare duplicazioni del giudizio, delle valutazioni già effettuate ai fini dell approvazione del piano sovraordinato e di quelle da effettuarsi per l approvazione dei piani sott ordinati 2 Art 9 c.2 Nel rapporto ambientale debbono essere individuati, descritti e valutati gli effetti significativi che l attuazione del piano o del programma proposto potrebbe avere sull ambiente e sul patrimonio culturale, nonché le ragionevoli alternative che possono adottarsi in considerazione degli obiettivi e dell ambito territoriale del piano o del programma stesso. L allegato I alla parte seconda del presente decreto riporta le.informazioni da fornire a tale scopo nei limiti in cui possono essere ragionevolmente richieste, tenuto conto del livello delle conoscenze e dei metodi di valutazione correnti, dei contenuti e del livello di dettaglio del piano o del programma e, nei casi di processi di pianificazione a più livelli, tenuto conto che alcuni aspetti sono più adeguatamente valutati in altre successive fasi di detto iter

3 Nel paragrafo 7.2 vengono riportate alcune delle considerazioni generali sugli ambiti di trasformazione. Nel paragrafo 7.3 viene sviluppato un quadro generale degli effetti tipo indotti dagli ambiti di trasformazione. La prima tabella incrocia gli ambiti con un elenco tipo di possibili pressioni indotte da interventi insediativi, e da tali incroci vengono ricavate prime indicazioni tipo, valide in generale per tutti gli ambiti di trasformazione. La seconda tabella incrocia invece gli ambiti con le criticità ambientali evidenziate dal quadro conoscitivo presentato al capitolo 4, ed ha lo scopo di fare emergere le possibili interazioni tra ambiti e tali criticità. Nel paragrafo 7.4 vengono sviluppate considerazioni qualitative sui potenziali effetti cumulativi connessi con l attuazione degli ambiti di trasformazione. Le considerazioni si riferiscono agli effetti collegati con la somma dei dimensionamenti e ali effetti dovuti a prossimità spaziale. Nel paragrafo 7.5 vengono sviluppate schede specifiche per ciascun ambito di trasformazione nelle quali vengono approfonditi gli effetti, con riferimento alle specificità del contesto urbano in cui l ambito si inserisce, e vengono sviluppate ipotesi per interventi mitigativi, da tenere presenti nello sviluppo dei successivi atti di pianificazione e progettazione attuativa. 7.2 Gli ambiti di trasformazione nel Documento di Piano Il Documento di Piano individua i seguenti dieci ambiti di trasformazione urbana e in apposite schede fornisce una descrizione degli obiettivi, delle funzioni, dei parametri urbanistici, nonché indicazioni attuative nella forma di prescrizioni morfologiche, allineamenti, servizi, collegamenti con il resto della città, e regole per l attuazione. In questo paragrafo si riassumono gli aspetti principali necessari per inquadrare la lettura delle schede riportate ai successivi paragrafi, rinviando comunque alle pagine del Documento di Piano per una trattazione di maggiore dettaglio. Gli ambiti di trasformazione contengono 7 ambiti urbani (lettera U) e 3 ambiti periurbani (lettera P). L elenco completo comprende: U01 Via Milano U02 Nordest U03 ex FIAT U04 Voltini U05 Via Colombo U06 ex Bosch U07 Stalloni P01 Gran Rondò P02 Moso P03 Via Cremona

4 Piano di Governo del Territorio/Documento di Piano Gli ambiti sono individuati sulla base degli obiettivi e delle strategie di cui alle Linee di indirizzo della Giunta comunale del febbraio 2009, come riportati al precedente capitolo 5. Nell elenco che segue si riassumo i principali criteri seguiti nella localizzazione degli ambiti strategici: Inserimento di funzioni urbane strategiche, sia private che pubbliche, negli ambiti di trasformazione, con funzione di traino per la fase attuativa, favorendo processi di densificazione insediativa, anche come modalità di contenimento del consumo di suolo. Prescrizioni ed indirizzi nelle schede degli ambiti di trasformazione orientano tali processi in modo da garantire risultati qualitativi positivi in termini di morfologia urbana, di spazi pubblici ed aree a verde e a parco. Riqualificazione delle aree produttive dismesse, o in via di dismissione. In generale si prevede l adozione di mix funzionali flessibili, con la presenza sia di residenza sia, ove compatibili, di funzioni produttive e di commercio. Nelle schede del Documento di Piano lo sviluppo del mix funzionale viene regolato attraverso prescrizioni ed indicazioni sui dimensionamenti, sulla localizzazione di aree pubbliche e a verde, sulla morfologia (allineamenti edilizi, ricucitura tra differenti tipologie, viabilità, ecc.) e sulle connessioni pedonali e ciclabili con le fermate del trasporto pubblico e con gli altri ambiti ed il complesso dell area urbana

5 Definizione del margine occidentale della città e qualificazione del rapporto con il paesaggio agricolo e le aree del Moso, con la previsione di interventi di completamento e acquisizione di aree al patrimonio pubblico finalizzate a creare ampie fasce a verde di cintura attrezzate per la fruizione, che svolgano funzione di transizione verso le aree del Moso. Si punta a creare un parco lineare lungo la tangenziale ovest, dotato di spazi di sosta con attrezzature, parcheggi di attestazione, e percorsi ciclopedonali che colleghino il Moso con la città e con il Canale Cresmiero. Previsione di un sistema di regole per la riqualificazione dell asse di accesso a Crema porta ovest, lungo via Milano, che potranno anche essere attuate gradualmente nel tempo, in occasione di conversioni delle attività produttive e commerciali attualmente esistenti o in via di dismissione. Viene favorito un maggiore mix funzionale, ed un incremento della qualità urbanistica ed architettonica, affiancando ad una funzione prettamente commerciale anche funzioni residenziale e di servizio. Vengono in particolare forniti indirizzi finalizzati a riconfigurare il rapporto tra pieni e vuoti, a introdurre un sistema di connessioni ciclabili e pedonali di cucitura con il quartiere a sud di Via Milano e con il centro storico e la città dei servizi verso est, e di spazi a verde e connessioni ambientali verso le aree naturalistiche e agricole del Parco del Moso. La sezione di Via Milano sarà ridisegnata, per inserire un controviale alberato pedonale e ciclabile, e per prevedere parcheggi di attestamento dal lato parco. Riconversione del complesso delle aree produttive lungo il Canale Vacchelli e delle aree dello scalo ferroviario merci come occasione per la riorganizzazione complessiva della città dal lato nord, e per ricucire la continuità con i quartieri collocati lungo la direttrice per Bergamo, oggi separati dai binari e dalla limitrofa fascia di aree produttive dismesse. Vengono previsti una serie di attraversamenti viabilistici e ciclopedonali sia dei binari che del canale. Si prevede la realizzazione di un parco lungo il Canale Vacchelli e di ampi spazi verdi, la riqualificazione della stazione esistente e degli spazi pubblici di Viale Santa Maria dal lato est. Qualificazione degli aspetti paesaggistici e naturalistici connessi con la presenza dell acqua nel territorio comunale. Le indicazioni si riferiscono non solo al Fiume Serio, già peraltro inserito in un parco, ma anche al Canale Vacchelli, al Canale Cresmiero, e al sistema irriguo minore esistente. Con la realizzazione dell ambito di Via Cremona vengono acquisite aree per dare continuità al parco e ai percorsi ciclopedonali lungo le rive del Serio, e viene realizzata una passerella ciclopedonale verso il centro finalizzata a ricucire i collegamenti tra il centro ed il parco lungo il fiume. Ridefinizione degli spazi aperti come sistema dotato di connessioni e correlazioni, che comprendano e mettano tra loro in relazione sia i diversi ambiti di trasformazione previsti che gli spazi del centro storico e le aree di qualità esistenti nel tessuto urbano consolidato. Le correlazioni comprenderanno anche i collegamenti ciclabili e pedonali e la definizione di connessioni ecologiche trai reliquati di aree verdi esistenti nel tessuto urbano, e tra le aree verdi urbane e gli ambiti agricoli e naturalistici esterni. Incremento della dotazione di aree boscate come modalità sia per potenziare gli aspetti naturalistici che quelli paesaggistici. Ma anche come modalità per potenziare i sistemi ambientali esistenti

6 all intorno della città e definire un equilibrato rapporto tra aree urbane e aree naturalistiche e agricole circostanti. Il corridoio del Fiume Serio, le aree del Parco del Moso e i Canali Vacchelli e Cresmiero, possono funzionare da elementi di connessione tra le differenti parti della città, esistenti e programmate. Tutela del patrimonio architettonico storico e rurale di pregio o con valore testimoniale, e valorizzazione degli spazi connessi, anche mediante la costituzione di aree a traffico limitato o pedonali. Inserimento di nuove funzioni e realizzazione di un tessuto urbano permeabile e di qualità per la connessione tra il boulevard sud di Via Libero Comune ed il centro storico (ambito denominato Voltini), cogliendo l occasione di liberare preziose aree spostando lo stadio in posizione più esterna, vicino alla tangenziale sud. Riqualificazione di alcuni dei principali percorsi urbani attrezzandoli con percorsi pedonali e ciclabili e alberature. Particolare importanza assume la riqualificazione di Via Libero Comune, da intendersi come boulevard urbano portante di tutta la zona sud, dove hanno sede alcuni dei principali servizi di interesse generale presenti sul territorio comunale. Riposizionamento di importanti servizi (caserma vigili del fuoco, ortomercato, ecc.) nella zona sud-est lungo via Colombo e recupero delle aree attuali creando gli spazi per prevedere una complessiva riqualificazione di questa zona della città. Apertura di nuovo collegamento viabilistico verso la tangenziale sud, attraverso il prolungamento di Via Colombo. Complessivamente la superficie dei 10 ambiti di trasformazione dà una somma di poco inferiore ai 100 ettari, nella quale sono compresi 11 ettari di aree pubbliche da qualificare. La superficie territoriale dei comparti è quindi di circa 89 ettari. Di questi una parte è destinata a parco urbano secondo le seguenti percentuali minime differenziate secondo i comparti, che danno una somma complessiva di 38 ettari: At U01 At U02 At U03 At U04 At U05 At U06 At U07 At P 01 At P 02 At P 03 30% 30% 40% 30% 30% 30% - 75% 75% 75% Le quote più consistenti sono allocate negli ambiti periurbani, dove si prevede la creazione di parchi di cintura a consolidamento dei margini urbani e del raccordo con le aree agricole e naturalistiche del Moso e del Serio; in particolare le aree a parco sono complessivamente pari ad una superficie di 17 ettari, pari a circa il 75% di estensione della superficie territoriale di tali ambiti

7 Gli ambiti di trasformazione relativi ad interventi di recupero di aree produttive dismesse o in via di dismissione, aree intercluse abbandonate e degradate, o comunque su zone urbane che richiedono interventi integrati di riqualificazione urbanistica, sono quelli urbani, per una superficie territoriale complessiva dei comparti pari a circa 69 ettari, corrispondente al 70% del totale di 99 ettari. Se si escludono dal computo le aree da destinare a parco urbano la percentuale sale a valori superiori al 90%, e tale dato fornisce evidenza sulla priorità assegnata nel piano al riuso delle aree già urbanizzate. A questo si deve aggiungere la considerazione che gli ambiti periurbani perseguono l obiettivo prioritario di completamento dei margini urbani e di costituzione di aree a parco per il consolidamento dei margini così configurati. In tali ambiti la superficie a parco è complessivamente pari a 18 ettari mentre la parte da utilizzare per gli interventi insediativi è pari a circa 6 ettari. Applicando gli indici edificatori previsti per ciascun comparto si ha un totale complessivo di m 2 di SLP, e sommando gli indici aggiuntivi per la compensazione e per i servizi urbani, il totale diventa di m 2. Queste quantità includono il complesso delle destinazioni funzionali, e il Documento di Piano non le distingue secondo le diverse funzioni, lasciando aperto. Risulta pertanto impossibile stimare a questo livello la dimensione del carico insediativo in termini di nuovi abitanti insediati a seguito della realizzazione degli interventi. In sede di pianificazione o progettazione attuativa si dovranno sviluppare approfondimenti per verificare il dimensionamento delle reti tecnologiche urbane e l impatto sul traffico indotto. Si potranno inoltre sviluppare quantificazioni relative ai consumi aggiuntivi idrici ed energetici, da comparare con una stima dei risparmi energetici ottenibili dal miglioramento del patrimonio edilizio esistente, dal rinnovo degli impianti e dalla promozione delle energie alternative. Gli ambiti di trasformazione sono nel Documento di Piano rappresentati tramite schede che ne definiscono gli obiettivi specifici, l impostazione morfo-tipologica, le aree di prevalente concentrazione fondiaria, le aree destinate a spazio pubblico, al verde fruitivo, ai servizi, alle connessioni ecologiche e la previsione di infrastrutture di mobilità, e di percorsi ciclopedonali. Le schede riportano gli obiettivi strategici, suddivisi in vincolanti, con cogenza obbligatorio rispetto agli aspetti dell ambito che vengono sviluppati, e indicativi, che costituiscono elemento guida alla trasformazione dell area nella valutazione delle diverse alternative. Gli ambiti di trasformazione si attuano attraverso programmi integrati di intervento, e ad essi si applica la perequazione urbanistica per l acquisizione delle aree necessarie alla realizzazione delle previsioni del Piano dei Servizi. Agli ambiti viene applicato, ove non specificato diversamente, un indice di base di edificabilità (UT) pari a 0,50 m 2 /m 2 per gli Ambiti di trasformazione urbana, e di 0,15 m 2 /m 2 per gli Ambiti di trasformazione periurbana. Indici aggiuntivi di 0,10 m 2 /m 2 possono essere applicati, solo negli ambiti urbani, per

8 l acquisizione di aree per attuare il Piano dei Servizi o per la realizzazione di servizi o aree urbane strategici aggiuntivi. Negli ambiti di trasformazione urbana vanno previsti mix funzionali, escludendo attività rumorose, inquinanti e grandi strutture di vendita. Per quelli periurbani il mix funzionale deve essere legato a funzioni prettamente residenziali

9 7.3 Quadro generale degli effetti indotti dagli ambiti di trasformazione AVVERTENZA GENERALE. Come evidenziato al paragrafo 7.1, nella tabelle che segue sono sviluppate considerazioni generali per le pressioni tipo che si possono rilevare nella progettazione e realizzazione degli ambiti di trasformazione. Le indicazioni di seguito, essendo riferite ad azioni e pressioni tipo, hanno funzione di mero riferimento teorico (lista di controllo) per l approfondimento degli impatti nelle fasi successive di progettazione e di realizzazione. Le indicazioni reali, contestualizzate, su impatti e misure di mitigazione sono riscontrabili nelle schede sviluppate sui singoli ambiti al capitolo 7.5. LEGENDA Effetti potenziali X effetto possibile? effetto dubbio 0 nessun effetto rilevante (gli effetti dubbi o possibili sono da verificarsi in fase di attuazione) Tipologia d ambito res ambito residenziale pro ambito produttivo e/o artigianale com commerciale ter terziario 175

10 AMBITI DI TRASFORMAZIONE Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com com res res pro pro pro pro pro pro ter res res ter ter ter ter ter ter tipologia pressioni Cambiamenti morfologici Componenti ambientali interessate: Paesaggio Ambiente biotico PRESSIONI cause potenziali delle pressioni Cambiamenti morfologici del terreno Frammentazione del territorio e/o sfrangiamento del contorno urbano potenziali effetti delle pressioni Modifica morfologia naturale e paesaggistica del sito Alterazioni alla continuità delle aree 0??? X 0 0 X X X??? X X 0 0 X X X CONSIDERAZIONI In via preferenziale, e per quanto possibile, si deve conservare la conformazione morfologica originaria dei siti. Le eventuali modifiche vanno assoggettate ad una preventiva progettazione paesistica di dettaglio, mirata ad un innalzamento qualitativo dell area e dell intorno anche a fini funzionali (es. realizzazione di rilevati arborati per divisione di aree residenziali da infrastrutture o attività produttive, con funzioni di mitigazione acustica e visiva, ma anche inseriti in progetti integrati di sistemazione a parco). Privilegiare soluzioni che favoriscono forme urbane compatte, curandone la relazione dei margini con il contesto, anche attraverso la previsione di fasce verdi di inserimento paesaggistico. Occorre cercare di evitare interferenze dirette tra aree che ospitano funzioni tra loro potenzialmente non compatibili; prevedere sempre zone filtro di transizione, preferibilmente sistemate a verde. Nella riqualificazione dei margini urbani può essere utile introdurre cinture verdi finalizzate ad un rapporto più equilibrato tra città e campagna, anche utilizzando meccanismi perequativi per l acquisizione delle aree necessarie. Nelle sistemazioni a verde favorire le soluzioni che assicurino la continuità ecologica attraverso la messa a dimora di siepi, habitat umidi, rimboschimenti. Nelle aree confinanti con infrastrutture viarie e ferroviarie, prevedere fasce di mitigazione e opere di attraversamento con adeguati inviti per la fauna. 176

11 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com com res res pro pro pro pro pro pro ter res res ter ter ter ter ter ter tipologia pressioni PRESSIONI cause potenziali delle pressioni Accumulo temporaneo o permanente di materiali e depositi di materiale di scavo potenziali effetti delle pressioni Modifiche alle relazioni paesistico-ecologiche?????????? CONSIDERAZIONI L accumulo comporta perdita dell identità morfologica e paesistica del sito. Bisogna porre molta attenzione nella fase di chiusura del cantiere, con il ripristino completo dell area e l eliminazione di eventuali rimanenti accumuli. Gli accumuli possono diventare preda di specie vegetali infestanti, con una alterazione anche profonda delle relazioni ecologiche esistenti. I depositi, anche temporanei, dovranno essere rinverditi allo scopo di ridurre al massimo la presenza di zone prive di vegetazione. Le aree di deposito temporaneo, così come le attrezzature del cantiere, dovranno essere almeno parzialmente schermate con la realizzazione preventiva di alcune misure di mitigazione. Ingombri fisici nel sottosuolo Interazione con flussi acque sotterranee?????????? Per le aree idrogeologicamente sensibili occorre un attenta valutazione preventiva delle opere nel sottosuolo, in particolare in presenza di previsioni di parcheggi interrati o altre strutture interrate. Particolare attenzione andrà dedicata alla realizzazione dei pali per le fondazioni profonde, ad evitare di mettere in contatto e contaminare i differenti strati della falda. Da privilegiare la realizzazione di parcheggi ed altre strutture interrate al di sotto degli edifici al fine di limitare l estensione delle aree impermeabilizzate. Volumi fuori terra delle opere edili, muri perimetrali / recinzioni, barriere lineari Modifiche ai caratteri paesistici??? X X? X X X X Qualsiasi nuova costruzione comporta ingombri che determinano modificazioni visive: occorre una particolare attenzione alle interazioni con il contesto e al mantenimento delle visuali e dei coni ottici ritenuti fondamentali per la percezione complessiva del paesaggio, oltre ovviamente alla cura delle soluzioni architettoniche e alla coerenza con le tipologie morfologiche presenti nella zona. Interazione con libertà di fruizione degli spazi aperti?????????? Le barriere lineari possono limitare la libera fruizione degli spazi urbani: occorre quindi pensare ad una progettazione che consideri attentamente gli aspetti complessivi di fruizione sociale del territorio. 177

12 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com com res res pro pro pro pro pro pro ter res res ter ter ter ter ter ter tipologia pressioni Consumi, depauperam enti Componenti ambientali interessate: Acqua Suolo Risorse energetiche Risorse non rinnovabili Ambiente biotico (vegetazione, ecosistemi) PRESSIONI cause potenziali delle pressioni Consumi di materiali da costruzione e utilizzo di discarica per inerti Consumi idrici potenziali effetti delle pressioni Consumo di materiali da cava e relativi impatti sul territorio Aumento dei consumi X X X X X X X X X X??? X X?? X X X CONSIDERAZIONI Limitare il ricorso ai materiali da cava, ottimizzando il compenso tra scavi e riporti e riutilizzando in loco gli inerti da demolizioni. Occorre inoltre per quanto possibile ricorrere a materiali rinnovabili o derivanti da riciclo di inerti provenienti da altre opere, in particolare per quanto riguarda le aree dismesse e/o da riconvertire. Dove possibile si possono anche ottimizzare le compensazioni di materiali tra diversi ambiti, prevedendo zone di accumulo temporaneo e la manutenzione a verde dell accumulo. Soluzioni di questo tipo necessitano comunque di un raccordo con gli uffici comunali e devono prima essere valutati nella loro fattibilità, verificando la viabilità interessata dai movimenti dei mezzi e confrontando i rispettivi programmi di realizzazione. La diminuzione di consumi idrici si ottiene sia con interventi progettuali di scala minore (ad esempio relativamente agli impianti domestici con sistemi per la diminuzione dei consumi; cassette di scarico differenziate, vaporizzatori di getto, riutilizzo delle acque grigie, ecc. ) che a scala maggiore (ad esempio con reti di raccolta separate che permettono il riuso di acque bianche per l irrigazione di aree verdi). Negli interventi di maggiore dimensione occorre fare uno sforzo per l applicazione di tecnologie e accorgimenti per il contenimento del consumo di risorsa idrica, con interventi del tipo: raccolta acque di seconda pioggia per usi non alimentari utilizzo acque di prima falda per usi non idropotabili adozione di reti di tipo duale in tutti i casi dove sia fattibile Si dovrà comunque per tali interventi predisporre una relazione di previsione del bilancio idrico che dia conto delle soluzioni adottate e dei miglioramenti conseguiti rispetto al consumo medio pro-capite 178

13 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com com res res pro pro pro pro pro pro ter res res ter ter ter ter ter ter tipologia pressioni PRESSIONI cause potenziali delle pressioni Consumo di suolo potenziali effetti delle pressioni Perdita di suolo libero??? X X?? X X X CONSIDERAZIONI presente nel comune. La mancata adozione delle tecnologie a minore impatto disponibili sul mercato deve essere nella relazione adeguatamente motivata. Nel caso di previsione di nuove funzioni produttive si dovranno ottimizzare i cicli di produzione in modo da riusare l acqua e da prevedere l uso di acqua non potabile, per esempio da prima falda o da raccolta acque meteoriche. Occorre per quanto possibile evitare il consumo di suolo permeabile, cercando di intervenire anche a livello progettuale con la compattazione della forma e, se percorribile, con il ricorso a maggiori altezze, quando questo non sia in contrasto con i caratteri e gli elementi paesaggistici di contorno, e le capacità di carico delle reti urbane. E inoltre auspicabile l introduzione di aree verdi all interno delle zone edificate anche come forma di compensazione e messa a dimora di verde sostitutivo. Sbancamenti ed escavazioni Scavi con consumo di suolo?????????? Ottimizzando la progettazione si può cercare di equilibrare per quanto possibile gli scavi con i riporti. Il concetto potrebbe essere applicato più in generale, al fine di una compensazione dei materiali tra diversi ambiti di trasformazione, che siano collocati a distanza contenuta e che presentino tempistiche di realizzazione interfacciabili. Gli scavi di piani interrati possono anche comportare instabilità e lesioni in edifici limitrofi. Il progetto deve dare conto della situazione esistente, della eventuale presenza all intorno di edifici o situazioni sensibili, e degli accorgimenti adottati. In casi problematici o dubbi si devono anche prevedere adeguati monitoraggi per rilevare la situazione ante opera e controllare l evolversi della situazione durante la fase di cantiere, ed eventualmente anche negli anni successivi al completamento delle opere. Consumo di vegetazione arboreo-arbustiva 0 0 0? X 0 0 X X X Le attività di cantiere devono porre attenzione e proteggere la vegetazione esistente di pregio, tenendo conto che danni a piante 179

14 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com com res res pro pro pro pro pro pro ter res res ter ter ter ter ter ter tipologia pressioni PRESSIONI cause potenziali delle pressioni Consumi o alterazioni di unità ecosistemiche esistenti Consumi energetici potenziali effetti delle pressioni Frammentazione o alterazione di unità ecosistemiche Produzione di gas serra ed inquinanti atmosferici, consumo di risorse non rinnovabili 0 X? X X 0? X X X??? X??? X X X CONSIDERAZIONI mature di alto fusto sono reversibili solo con tempi molto lunghi. Dove possibile si deve prevedere l avvio delle piantumazioni a verde all inizio e non alla fine della fase di costruzione. L attecchimento degli impianti deve essere monitorato, anche successivamente al termine della fase di cantiere, al fine di rimpiazzare gli interventi che non sono andati a buon fine. La rete ecologica locale deve essere considerata come una risorsa preziosa, da salvaguardare e possibilmente da rafforzare con l aumento della dotazione arboreo-arbustiva nei nuovi interventi. Occorre inoltre cercare di non frammentare le aree naturali, con particolare attenzione agli habitat potenzialmente interessati. La struttura dei popolamenti di margine e ripariali dovrà essere salvaguardata durante la fase di cantiere e ripristinata in caso di danneggiamento. Nella qualificazione degli interventi al margine urbano si dovrà tenere conto della necessità di garantire collegamenti ecologici tra le aree a verde interne all abitato e le grandi aree agricole e naturalistiche esterne. La scelta di soluzioni progettuali di qualità e di tecnologie attive e passive (orientamento degli edifici, sistemi solari passivi, serre microclimatiche, ecc.) può ridurre sensibilmente i consumi e conseguentemente la produzione di emissioni atmosferiche, oltre a contribuire alla salubrità degli edifici. L impegno nell adozione di tecnologie avanzate dovrà essere calibrato in funzione dell importanza del carico aggiuntivo indotto dall intervento. Maggiore è l aggravio indotto in termini di nuovi consumi energetici e maggiore dovrà essere l impegno nella ricerca e adozione di soluzioni mitigative efficaci. In generale dovranno essere utilizzare le migliori tecnologie disponibili per l ottimizzazione d uso delle risorse energetiche, e le motivazioni per il non uso di tali tecnologie devono essere adeguatamente motivate. Si dovranno in particolare prevedere ogni volta che è possibile: 180

15 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com com res res pro pro pro pro pro pro ter res res ter ter ter ter ter ter tipologia pressioni PRESSIONI cause potenziali delle pressioni potenziali effetti delle pressioni CONSIDERAZIONI impianti fotovoltaici per la produzione di energia e impianti solari per la produzione di acqua calda tetti verdi, pompe di calore geotermiche e altre soluzioni ecocompatibili per la climatizzazione degli edifici impianti di cogenerazione e teleriscaldamento negli interventi di maggiori dimensioni camini di luce attraverso l uso di fibre ottiche per incrementare l illuminazione con luce naturale degli ambienti più interni Soluzioni particolarmente efficaci possono anche essere associate con l introduzione di meccanismi incentivanti, per esempio per il raggiungimento della classe più elevata di efficienza energetica. Immissioni, emissioni, rifiuti Componenti ambientali interessate: Aria Acqua Ambiente fisico (rumore, vibrazione, inq. luminoso) Salute umana Ambiente biotico Emissioni in atmosfera: - da attività di scavo/movimentazion e terre e costruzione manufatti - da parte del traffico indotto - da riscaldamento - da sostanze volatili da depositi - da macchine operatrici - da fuoriuscite Effetti sulla salute??? X X?? X X X Per le considerazioni sulle emissioni da riscaldamento valgono in generale le considerazioni svolte sopra in merito al risparmio energetico. La vicinanza di fonti di emissioni (quali ad esempio impianti produttivi o arterie di traffico congestionate), può avere effetti significativi e anche gravi sulla salute umana. In ogni caso occorre che le aree residenziali e gli edifici sensibili (scuole, ospedali, ecc.) siano distanti da tali fonti di emissione e opportunamente separate da barriere verdi. Da evitare inoltre nelle aree residenziali ed in quelle miste (anche attraverso idonee indicazioni nelle normative di attuazione del piano) la vicinanza con attività artigianali o industriali classificate come insalubri di prima e seconda classe ai sendi del DM Un altra possibile fonte di pericolo per la salute umana è rappresentata dalla possibile presenza di gas radon negli edifici, in particolare ai piani scantinati o ai piani più bassi. Il fenomeno è poco 181

16 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com com res res pro pro pro pro pro pro ter res res ter ter ter ter ter ter tipologia pressioni (ecosistemi, fauna) PRESSIONI cause potenziali delle pressioni accidentali Immissioni acque nere/inquinate, mancata/insufficiente regimentazione delle potenziali effetti delle pressioni Effetti sulle unità ecosistemiche Effetti su colture agricole Sversamenti nel suolo dalle piattaforme stradali Sversamenti in corpi idrici superficiali X X?? X 0 0 X X X X X X 0 X X X X X X X X X X? X? X X?? X X X CONSIDERAZIONI conosciuto e indagato, ma si possono trovare situazioni critiche sia per emissioni provenienti da sottosuolo che dai materiali utilizzati nelle costruzioni. In presenza di concentrazioni significative (per esempio superiori a 200 Bequerel/m 3) si deve valutare l adozione di interventi di miglioramento negli edifici esistenti o di tecniche costruttive adeguate negli edifici nuovi. Negli interventi nuovi o di rifunzionalizzazione è necessario pertanto assumere informazioni sulla situazione puntuale del sito e scegliere in modo accurato i materiali per le costruzioni, ed eventualmente adottare tecniche adeguate di intervento. Le emissioni possono colpire le specie più sensibili in prossimità dell area d intervento. Occorre quindi considerare questo aspetto come non marginale quando ci si trova in presenza o in vicinanza di aree con valore naturalistico. Le emissioni possono anche portare ad una interferenza sulle colture agricole, colture che sarebbe buona norma fossero poste lontane da impianti emissivi e vie di traffico intenso. Le strade molto trafficate ed i piazzali adibiti a parcheggio, generano spesso inquinamento nei suoli limitrofi, sia per le emissioni depositate sugli stessi che per le acque di dilavamento del manto stradale. Nelle progettazioni esecutive di nuovi parcheggi e/o spazi di sosta, vanno considerati alcuni principi legati in particolare alla rete di raccolta delle acque di prima pioggia, nonchè ai materiali da usarsi nella costruzione. Misure locali di mitigazione possono essere ottenute con pavimentazioni drenanti, con la raccolta ed il trattamento delle acque di prima pioggia o da sversamenti accidentali. Occorre un approccio complessivo al problema, con un attenta progettazione del sistema fognario, suddiviso in acque nere e bianche, e considerando opportunamente anche gli eventi eccezionali. E possibile inoltre contenere o rallentare il deflusso delle acque 182

17 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com com res res pro pro pro pro pro pro ter res res ter ter ter ter ter ter tipologia pressioni PRESSIONI cause potenziali delle pressioni acque meteoriche, scarichi idrici (periodici, eccezionali da eventi meteorici, da malfunzionamento o incidentali) Emissioni acustiche prodotte - da apparecchiature (cantiere ed esercizio) - da traffico indotto (cantiere ed esercizio) potenziali effetti delle pressioni Sversamenti in corpi idrici sotterranei Effetti sulla salute X X X X X X X X X X??????? X X X CONSIDERAZIONI meteoriche adottando pavimentazioni parzialmente permeabili o soluzioni del tipo a tetti verdi. Valgono le considerazioni di cui sopra, tenendo tuttavia conto che l inquinamento delle falde ha tempi di reversibilità molto lunghi. Occorre quindi porre grande attenzione a tutti gli elementi che possono portare a immissioni incontrollate, quali ad esempio pozzi, serbatoi, scavi, ecc. In prima istanza si deve agire sulle fonti, limitando le emissioni da veicoli, mezzi di trasporto e attività industriali o artigianali. Nella progettazione i ricettori sensibili (scuole, asili, strutture sanitarie, residenze) vanno collocate il più distante possibile dalle sorgenti. Gli edifici possono essere disposti e orientati in modo da minimizzare l impatto acustico proveniente dalle sorgenti sonore o in modo da interporre tra sorgenti e ricettori sensibili altri edifici dove si svolgono attività a minore sensibilità, purché a loro volta questi non costituiscano sorgente di rumore. Nei casi dove necessario per rispettare la zonizzazione acustica si devono introdurre barriere e dune antirumore (la vegetazione ha spesso un effetto trascurabile come mitigazione acustica, anche se il verde va comunque utilizzato per inserire paesaggisticamente barriere e dune). Si possono anche prevedere interventi sui ricettori, con la disposizione degli edifici (ad esempio evitando ampie finestrature sui lati degli edifici che si affacciano su vie molto trafficate) e sistemi costruttivi adeguati (doppi/tripli vetri, dimensione delle finestrature, cappotti fonoassorbenti, ecc.). Interventi aggiuntivi sui ricettori saranno inoltre necessari ai piani superiori degli edifici di maggiore altezza, quando non sia possibile interporre schermi acustici di sufficiente altezza sulla direttrice tra ricettore e sorgente. In generale si deve evitare la vicinanza tra aree produttive e aree residenziali. Nel caso che la situazione si possa verificare, anche rispetto a produttivo esistente in aree limitrofe, si deve procedere ai 183

18 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com com res res pro pro pro pro pro pro ter res res ter ter ter ter ter ter tipologia pressioni PRESSIONI cause potenziali delle pressioni Vibrazioni prodotte dal transito dei mezzi (cantiere ed esercizio) Inquinamento luminoso potenziali effetti delle pressioni Disturbo della popolazione Effetti sui manufatti edili Consumo energetico?????????? X?? X? X X????????????? CONSIDERAZIONI rilievi necessari per la caratterizzazione acustica della situazione esistente. Lo stesso discorso vale nel caso di vicinanza tra residenze e centri commerciali. In particolare si dovrà evitare la vicinanza con le aree a parcheggio dei centri commerciali. In caso di esistenza o previsione di asili nido, scuole, strutture sanitarie, e altri ricettori sensibili di classe I, si deve preventivamente valutare la compatibilità con il piano di zonizzazione acustica attraverso apposito studio di approfondimento. Per le fasi di cantiere si dovranno adottare tutti gli accorgimenti necessari per minimizzare le emissioni acustiche dalle attività, sia attraverso una scelta accurata dei mezzi e delle attrezzature, sia attraverso l adozione di misure comportamentali (limitazione attività in ore serali o notturne, informazione agli abitanti sulle attività previste e sulle ore di maggiore disturbo, ). Queste indicazioni, sui mezzi e sulle misure comportamentali, dovranno essere inserite nei capitolati d appalto quali misure vincolanti per le imprese che realizzano le opere. Le vibrazioni possono essere fonte di disturbo significativo e vanno quindi limitate, anche adottando norme comportamentali, e programmandone una distribuzione appropriata nell arco della giornata. Importante prevedere l informazione preventiva agli abitanti sulle attività e sugli orari di maggiore disturbo. Le vibrazioni possono causare danni a edifici limitrofi. Occorre quindi verificare l eventuale presenza di edifici che possono avere caratteristiche costruttive sensibili per prevedere opportuni accorgimenti. Qualora necessario, nei casi problematici o dubbi, si devono prevedere monitoraggi sull evoluzione della situazione durante la fase di costruzione. L uso scorretto della illuminazione pubblica porta ad una dispersione luminosa che comporta un consumo energetico poco razionale e una sensibile diminuzione della percezione notturna del fondo stellare. Si devono seguire le indicazioni fornite dalle apposite disposizioni normative regionali e sviluppare i relativi piani. 184

19 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com com res res pro pro pro pro pro pro ter res res ter ter ter ter ter ter tipologia pressioni Interferenze Componenti ambientali interessate: Ambiente PRESSIONI cause potenziali delle pressioni Produzione di rifiuti solidi urbani / rifiuti speciali Incremento delle presenze umane indotte potenziali effetti delle pressioni Disturbo delle specie animali sensibili Incremento della produzione di rifiuti Effetti su qualità ecologica e formazione di situazioni di degrado Effetti sulla salute per versamenti o emissioni X?? 0 X 0 0 X X X??? X X?? X X X????????????? X??? X X X CONSIDERAZIONI Anche nelle aree di pertinenza private si devono adottare soluzioni di risparmio energetico, con regolatori dei flussi, automatismi negli accendimenti, alimentazione con pannelli solari, ecc. L inquinamento luminoso comporta un disturbo significativo per le specie notturne, con conseguente perdita di habitat per dette specie. In particolare, i corpi luminosi devono essere sempre rivolti verso il basso per ridurre al minimo le dispersioni verso la volta celeste e il riflesso sugli edifici, e a diversa altezza per le zone carrabili e per quelle ciclabili e pedonali. La situazione è più critica dove esistano vicine aree naturalistiche, corsi d acqua o in corrispondenza dei margini urbani. L aumento di aree residenziali, terziarie e produttive comporta un conseguente aumento di rifiuti, che deve essere considerato preventivamente al fine di massimizzare la raccolta differenziata (isole ecologiche, spazi dedicati condominiali, aree ecologiche industriali, ecc.). Gli interventi di trasformazione urbana sono spesso portatori di un abbandono diffuso di rifiuti, con la creazione spontanea di piccole discariche incontrollate, con conseguente degrado delle aree. Occorre cercare di eliminare aree marginali, di risulta o similari che ben si prestano ad attività di questo tipo. In tale senso è opportuno che azioni locali di bonifica e qualificazione delle zone, anche con inserimenti a verde, siano attivate preliminarmente all apertura dei cantieri. Occorre particolare attenzione non solo alle aziende con emissioni potenzialmente nocive, ma anche alle altre attività antropiche che si svolgono dentro o in prossimità di aree particolarmente sensibili (versanti di fiumi e torrenti, aree boscate, aree fortemente permeabili, ecc.). Reti fognarie ed impianti di trattamento dovranno essere verificati rispetto al nuovo carico insediativo introdotto. 185

20 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com com res res pro pro pro pro pro pro ter res res ter ter ter ter ter ter tipologia pressioni biotico (ecosistemi) Salute umana PRESSIONI cause potenziali delle pressioni potenziali effetti delle pressioni Maggiore congestione del traffico Effetto di progressiva conurbazione??? X??? X X X X X X CONSIDERAZIONI Si deve valutare il carico indotto dai nuovi insediamenti sul traffico e sugli spostamenti, verificandone la fluidità, la funzionalità dei punti di accesso, la dotazione dei parcheggi. In situazioni di incertezza nella stima del carico indotto e degli impatti si devono prevedere azioni di monitoraggio, per verificare l eventuale necessità di ulteriori interventi mitigativi. In generale si devono prevedere accessi veicolari separati per le residenze rispetto a quelli per le funzioni commerciale e produttiva. Si deve in generale garantire un rapido e diretto accesso pedonale e/o ciclabile alle stazioni e fermate del sistema di trasporto pubblico anche attraverso la realizzazione di percorsi in sede protetta. Gli interventi insediativi devono partecipare per quanto di competenza al disegno della rete ciclabile urbana, anche attraverso interventi da concordare esterni all ambito di trasformazione. Si deve gradualmente puntare alla realizzazione di una rete ciclabile che colleghi tra loro tutti i servizi di interesse generale e le principali stazioni e fermate del trasporto pubblico. Spesso i nuovi interventi, anche se limitati dimensionalmente, possono costituire l avvio di processi futuri di urbanizzazione di aree più vaste, o comunque di saturazione delle poche aree libere ancora esistenti in contesti ad elevata densità insediativa. Ad evitare l innesco di tali processi è opportuno prevedere la realizzazione di fasce verdi di cintura urbana per il consolidamento dei margini dell abitato. Incremento di fabbisogno di attrezzature e servizi pubblici?????????? La realizzazione di interventi urbani comporta un accrescimento del fabbisogno di servizi che è oggetto specificamente del piano dei servizi, ma che deve essere tenuto in considerazione quando si stima il carico aggiuntivo indotto sui flussi di traffico. Per la realizzazione degli edifici dei servizi al fine di contenerne gli effetti sul consumo di risorse valgono in generale le considerazioni svolte nel resto della scheda. 186

21 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com com res res pro pro pro pro pro pro ter res res ter ter ter ter ter ter tipologia pressioni PRESSIONI cause potenziali delle pressioni Impermeabilizzazioni del suolo potenziali effetti delle pressioni Immissione acque da piattaforme e piazzali??? X X?? X X X CONSIDERAZIONI Occorre limitare al massimo l impermeabilizzazione del suolo, lasciando ampi spazi drenanti e utilizzando dove possibile pavimentazioni permeabili (autobloccanti forati, prato armato, tetti verdi ecc.). L impermeabilizzazione accompagnata da raccolta e trattamento di acque deve essere prevista in caso di possibilità di sversamenti di sostanze inquinanti e in presenza di grandi aree pavimentate di parcheggio o di manovra. In generale la riconversione delle aree dismesse o abbandonate deve essere colta come occasione per diminuire in modo significativo la percentuale di superficie impermeabilizzata. Colonizzazione da parte di specie invasive e/o non autoctone, introduzione organismi patogeni Effetti sulla salute, e impoverimento diversità ecologica locale X??? X?? X X X La mancanza di attenzione e di cura per i siti, già in fase di cantiere, porta spesso alla colonizzazione dell area da parte di varie specie indesiderate o di organismi patogeni. Il problema, apparentemente minore, comporta a volte ingenti sforzi per la sua eliminazione, una volta che le specie alloctone si siano diffuse nell intorno. La cura dei siti di cantiere e degli accumuli di materiali deve quindi essere ancora più stringente nei casi in cui siano presenti aree a verde e aree naturali nell intorno dell area. 187

22 Coerenze tra ambiti di trasformazione e criticità ambientali Nella tabella che segue sono sviluppate considerazioni generali su come gli ambiti di trasformazione previsti dal Documento di Piano possono rapportarsi e influenzare le criticità ambientali evidenziate nel capitolo 4. Alle valutazioni qualitative seguono alcune considerazioni generali su come rendere in fase attuativa gli ambiti strategici maggiormente efficaci nella risoluzione delle criticità ambientali. Ulteriori considerazioni di maggiore dettaglio sono quindi state inserite nelle schede relative ai singoli ambiti di cui al successivo capitolo 7.5. LEGENDA Interazioni potenziali X negativa? dubbia O nulla o positiva (le interazioni dubbie o negative sono da verificarsi in fase di attuazione) 188

23 AMBITI DI TRASFORMAZIONE Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com res com pro pro pro pro pro ter pro res res res ter ter ter ter ter ter Criticità ambientali del territorio comunale Qualità dell aria Episodi di superamento dei limiti relativi alle concentrazioni di NO2, NOx, O3, PM10 Principali fonti emissive: - trasporto su strada - agricoltura - combustioni civili??? X X?? X X X CONSIDERAZIONI Il contributo maggiore sull inquinamento atmosferico è dovuto al traffico veicolare. Il sistema infrastrutturale dovrà essere riorganizzato in modo da separare i flussi locali interquartiere da quelli di attraversamento e di distribuzione urbana. Le arterie al contorno del nucleo urbano dovranno mantenere la loro funzione di scorrimento evitando lo sviluppo all intorno di aree insediative e comunque evitando l inserimento di accessi diretti dalla viabilità principale. Le aree produttive e commerciali dovranno essere dotate di adeguate viabilità di smistamento all interno degli ambiti di trasformazione che si colleghino con la viabilità urbana in corrispondenza di rotatorie o svincoli adeguatamente dimensionati e attrezzati. In generale si dovrà favorire l ulteriore sviluppo della rete ciclabile nella forma di rete che serve tutta l area urbana, anche come modalità per incrementare in modo significativo il bacino di captazione della stazione ferroviaria e delle principali fermate del trasporto pubblico. L uso della bici è già oggi consolidato anche per la presenza di una serie di collegamenti ciclabili bene inseriti nel tessuto urbano. Questo patrimonio va in tutti i modi potenziato e l uso di mobilità alternative incoraggiato, con il completamento delle maglie della rete, con il collegamento anche con i nuovi sviluppi urbani, ed attuando una rete di collegamento interurbana con i comuni limitrofi, e con la diffusione di aree di parcheggio appositamente dedicate alle biciclette. Le soluzioni locali per la mobilità non possono spesso essere definite in modo compiuto a questa scala, dipendendo molto dalle soluzioni finali adottate. Occorre quindi, in sede di attuazione, per ogni ambito un approfondimento del traffico aggiuntivo, dovuto ai singoli insediamenti, e del traffico indotto da parte di funzioni commerciali o di servizi pubblici. Occorre inoltre evitare le sovrapposizioni dei flussi di traffico, evitando la commistione tra traffico pesante, traffico residenziale e traffico derivante dagli utenti di servizi pubblici o commerciali. Per il contributo all inquinamento dovuto al riscaldamento valgono le considerazioni svolte successivamente in merito all efficienza energetica. Il Comune sta sviluppando la rete di 189

24 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com res com pro pro pro pro pro ter pro res res res ter ter ter ter ter ter Criticità ambientali del territorio comunale Acque superficiali Presenza del fiume Serio, del Canale Vacchelli e di numerose rogge Stato ecologico delle acque del fiume Serio Scadente, in peggioramento Peggioramento dell indice LIM realativo alle rogge Cresmiero e Molinara?? O X X O O X X X 190 CONSIDERAZIONI teleriscaldamento che sicuramente contribuirà a migliorare la situazione. In generale, tra nuovi interventi insediativi e riconversioni di aree dismesse, ed interventi di ristrutturazione della maglia viaria e della mobilità, si potrebbe conseguire un bilanciamento tra risparmi di emissioni nella situazione esistente e maggiori emissioni dovute all incremento di pressione urbanistica. Tale bilancio non è sviluppabile in fase preventiva di Documento di Piano per la mancanza di dati di dettaglio, ma potrebbe essere oggetto del programma di monitoraggio. La riconversione produttiva di aree industriali dismesse costituisce occasione per sostituire impianti con tecnologie più efficienti ad impianti obsoleti da un punto di vista di consumo energetico e di emissioni. Si dovrà inoltre prevedere un censimento sistematico degli impianti di riscaldamento esistenti e del loro grado di efficienza, e prevedere il raggiungimento di obiettivi di miglioramento tecnologico, eventualmente inserendo incentivazioni volte alla riqualificazione degli impianti più obsoleti. Un miglioramento locale della qualità dell aria può essere raggiunto anche attraverso lo studio e la gestione del microclima nella progettazione degli interventi. Si potranno a tale fine utilizzare i venti, le alberature, le aree permeabili, le ombreggiature, corsi d acqua e canali. Particolare attenzione deve essere dedicata alla fase di cantiere, in particolare per l immissione di polveri in atmosfera durante scavi, movimentazioni di terra, e altre attività. Il problema è comunque superabile prevedendo adeguate misure comportamentali, da inserire eventualmente nelle convenzioni attuative, secondo le indicazioni di maggiore dettaglio fornite nelle schede di approfondimento degli ambiti di trasformazione. Il tema della qualità delle acque potabili e dei corsi d acqua richiede un coordinamento tra istituzioni, a livello di ATO, ed è difficilmente risolvibile con gli strumenti a disposizione della pianificazione comunale. La realizzazione di nuovi insediamenti può comportare un ulteriore pressione sui corpi idrici superficiali, con peggioramento della qualità delle acque, e per tale motivo si dovranno negli atti del PGT e nei piani e progetti attuativi verificare i dimensionamenti della rete fognaria e degli impianti di depurazione rispetto al carico indotto. L autorizzazione di nuovi interventi deve essere condizionata alla verifica di congruenza degli ulteriori carichi indotti rispetto alla capacità delle reti e degli impianti.

25 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com res com pro pro pro pro pro ter pro res res res ter ter ter ter ter ter Criticità ambientali del territorio comunale Acque sotterranee Impatto antropico trascurabile o ridotto, con condizioni di sostanziale equilibrio idrogeologico o moderate condizioni di disequilibrio del bilancio idrico senza condizioni di sovrasfruttamento della risorsa idrica Stato chimico della acque sotterranee corrispondente alle classi 1 Impatto antropico nullo o trascurabile con pregiate caratteristiche idrochimiche e 4 Impatto antropico rilevante con caratteristiche idrochimiche scadenti in due diversi punti di prelievo Acquedotto fognatura depurazione Parametri chimico-fisici dell acqua erogata dall acquedotto entro i limiti - 1% circa della popolazione non servita da fognatura??? X X?? X X X??? X X?? X X X 191 CONSIDERAZIONI In generale si dovrà inoltre nei regolamenti e nei progetti attuativi puntare a realizzare reti di raccolta delle acque separate per le acque meteoriche. Per quanto riguarda il sistema irriguo, la realizzazione degli ambiti di trasformazione, e soprattutto di quelli perimetrali, dovrà tenere in conto della necessità di non interrompere la continuità del sistema irriguo esistente, prevedendo dove necessario eventuali deviazioni o interventi per la ricostituzione delle maglie e della funzionalità del sistema. Negli interventi sui corsi d acqua e sui canali si deve incoraggiare l utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica, e si deve anche incoraggiare l uso di ecosistemi filtro quale ulteriore modalità di depurazione delle acque superficiali. La situazione complessivamente soddisfacente della risorsa idrica sotterranea può essere alterata dalla realizzazione degli insediamenti, particolarmente quelli di rilevanti dimensioni o dove sono previste attività produttive. Oltre a seguire tutte le indicazioni previste dalla legge per le bonifiche delle aree dismesse, si dovrà fare in modo da evitare la contaminazione della falda per lo scarico di acque da grandi superfici pavimentate, quali aree di parcheggio o di manovra. In tali situazioni andranno previste reti locali di raccolta delle acque con impianti di trattamento. Nella localizzazione degli interventi e nel determinare la sostenibilità degli usi e delle attività si dovrà tenere conto della classi di capacità protettiva del suolo nei confronti delle acque superficiali. Per la fase di costruzione si dovrà evitare, nel caso di realizzazione di palificate, o di strutture interrate di parcheggio, di mettere tra loro in contatto i diversi strati di falda. L introduzione di nuovi carichi insediativi, collegati agli usi residenziali, produttivi e commerciali, deve essere accompagnata da un adeguata verifica del sistema fognario e degli impianti di depurazione. Specifiche indicazioni in tale senso devono essere previste all interno del regolamento edilizio e delle indicazioni da inserire nei piani attuativi. L autorizzazione di nuovi interventi deve essere condizionata alla verifica di congruenza degli ulteriori carichi indotti rispetto alla capacità delle reti e degli impianti.

26 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com res com pro pro pro pro pro ter pro res res res ter ter ter ter ter ter Criticità ambientali del territorio comunale abitanti circa non serviti da depurazione Suolo e sottosuolo Fenomeni di promiscuità produttivoresidenziale Presenza di prati permanenti, siepi e filari Comune in classe 4 (sismicità irrilevante)??? X X?? X X X Clima acustico Condizioni di criticità del clima acustico??? X X?? X X X CONSIDERAZIONI La previsione di impianti separati per la raccolta delle acque meteoriche può sicuramente contribuire a razionalizzare il sistema fognario e di depurazione. Per le previsioni di nuovi impianti produttivi si dovranno ottimizzare i cicli di lavorazione in modo da riusare in tutte le situazioni dove possibile le acque e fare riferimento all uso di risorsa non potabile, quali acqua di prima falda e raccolta precipitazioni meteoriche. Gli scarichi non dovranno gravare sul impianto di depurazione ad uso civile ma dovranno essere trattati in appositi impianti a carico delle aziende di produzione. In generale, non solo per gli aspetti di consumo e di scarico ma anche per tutti gli altri aspetti di impatto, si dovrà incoraggiare l adozione da parte delle aziende di forme di certificazione ambientale per i nuovi impianti. Oltre al rispetto delle normative relative alla caratterizzazione e bonifica dei siti inquinati, è necessario contenere l estensione delle superfici urbanizzate impermeabili. Il Documento di Piano nell individuazione degli ambiti di trasformazione persegue già un strategia di contenimento del consumo di suolo, favorendo prioritariamente il riuso delle aree già urbanizzate dismesse o in via di dismissione. Anche nei casi di riuso si dovrà comunque cogliere l occasione per reintrodurre quote consistenti di superfici permeabili in zone urbanizzate che sono oggi completamente impermeabili. In ogni caso la percentuale di superficie impermeabile deve essere contenuta a quanto strettamente indispensabile per l intervento, e le soluzioni adottate a tale fine dovranno essere motivate all interno della relazione del piano o del progetto attuativo. Nelle indicazioni per i progetti attuativi si dovrà inserire l obbligo di prevedere quote minime di superfici permeabili, di utilizzo di soluzioni con pavimentazioni parzialmente permeabili per parcheggi e altre superfici di rilevanti dimensioni, e comunque di contenere il più possibile le superfici impermeabili, motivando nella relazione di progetto le scelte adottate a tale fine. Sempre al fine di ridurre il più possibile le superfici permeabili si dovrà verificare in sede attuativa la possibilità di realizzare una quota consistente dei parcheggi in strutture interrate sotto gli edifici, in particolare dove siano previste aree a parcheggio di rilevanti dimensioni, come per centri commerciali e attrezzature ad uso pubblico. La realizzazione di nuovi insediamenti comporta carichi aggiuntivi sulla rete stradale e quindi un potenziale aumento del livello generale di inquinamento acustico. In parte il problema può essere mitigato con la separazione dei flussi di traffico locale e di interesse sovra locale e 192

27 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com res com pro pro pro pro pro ter pro res res res ter ter ter ter ter ter Criticità ambientali del territorio comunale diffuse Traffico veicolare risultante il principale agente di disturbo dell ambiente sonoro cittadino CONSIDERAZIONI con l adozione di modalità alternative di trasporto. Valgono inoltre le indicazioni generali in parte già viste per la componente atmosferica. Si dovrà sviluppare la rete ciclabile, connettendo sistematicamente tutti i servizi, la stazione ferroviaria e le principali fermate del trasporto pubblico. Con riferimento all impatto acustico si dovrà inoltre nei nuovi interventi usare l accorgimento di collocare i ricettori residenziali il più distante possibile dalle maggiori arterie stradali, eventualmente inserendo dove necessario fasce di transizione comprensive di dune o barriere antirumore. La linea ferroviaria attraversa la città dal lato nord del centro storico. La dismissione dello scalo merci ha nel tempo mitigato gli impatti acustici relativi, tuttavia l auspicabile inserimento nel sistema ferroviario regionale, con l incremento del servizio passeggeri, comporteranno un incremento delle emissioni. La riconversione delle aree dell ambito di trasformazione n.7 potrebbe portare all inserimento di insediamenti residenziali nelle vicinanze del tracciato ferroviario, dove ora sono invece localizzate aree produttive e industriali. Tuttavia la riconversione ed il ridisegno complessivo di tali aree potrebbe diventar occasione per inserire fasce di mitigazione, eventualmente con barriere antirumore, lungo la linea ferroviaria. Le barriere dovranno essere integrate nel disegno paesaggistico complessivo degli ambiti. Per gli edifici alti si dovranno prevedere mitigazioni poste sul ricettore stesso, non essendo spesso gli ultimi piani proteggibili in modo adeguato con interventi come barriere antirumore. Indicazioni più specifiche sugli aspetti acustici andranno sviluppate quando zone residenziali, o ricettori sensibili (scuole, strutture sanitarie) si trovino nei pressi di sorgenti sonore di particolare rilievo (grandi arterie stradali, ferrovia). In tali situazioni andranno sviluppati studi di approfondimento e previste misure mitigative, secondo le indicazioni più specifiche fornite nelle schede degli ambiti di trasformazione. Nei casi complessi si potranno anche prevedere monitoraggi dopo il completamento dell intervento al fine di testare l efficacia mitigativa e prevedere eventuali azioni correttive. Il piano di zonizzazione acustica e i relativi programmi di risanamento acustico dovranno essere aggiornati sulla base delle nuove azioni previste dal Documento di Piano, tenendo anche conto delle stime del traffico veicolare indotto dal carico insediativo aggiuntivo. Dove le realizzazioni portano alla coesistenza di aree residenziali con aree produttive esistenti o programmate si dovranno sviluppare studi di caratterizzazione acustica fin dalle fasi di pianificazione o progettazioni attuative. Si dovranno inoltre prevedere tutti gli 193

28 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com res com pro pro pro pro pro ter pro res res res ter ter ter ter ter ter Criticità ambientali del territorio comunale Ecosistemi naturali e paranaturali Valle fluviale del Serio, depressione del Moso Limitata presenza di aree naturali con forte presenza di specie esotiche Territorio extraurbano classificato quale area prioritaria per la conservazione della biodiversità???? X O O X X? 194 CONSIDERAZIONI accorgimenti sulle aree residenziali connessi con le emissioni acustiche e in atmosfera dagli impianti produttivi, anche nei casi ove necessario in coordinamento con i competenti uffici di ASL e ARPA. L inquinamento acustico costituisce elemento critico di disturbo durante la fase di cantierizzazione, dove siano presenti aree residenziali o ricettori critici (scuole, istituti di cura). Nelle schede degli ambiti di trasformazione sono fornite alcune indicazioni comportamentali e mitigative. In via generale si dovrà limitare la durata dei cantieri ai tempi tecnici necessari, evitando la realizzazione in più fasi che allungano considerevolmente la percezione dei disturbo. Gli ambiti di trasformazione, ed in particolare quelli collocati al perimetro urbano, possono interferire con gli aspetti naturalistici e con i corridoi ecologici. La collocazione ai margini dell abitato costituisce tuttavia anche occasione per ridefinire il rapporto tra città e campagna, non solo in termini paesaggistici e di migliore organizzazione urbana, ma anche in termini di rafforzare i collegamenti tra aree verdi interstiziali, interne al centro urbano, e corridoi ecologici esterni all abitato. In generale si dovrà prevedere la graduale realizzazione di fasce di transizione a verde attorno al perimetro urbano per consolidare il raccordo con le aree naturalistiche esterne, ed anche con funzione di connessione verso le aree interne all abitato. Risulta di grande importanza sviluppare specifiche politiche di Piano che mirino al consolidamento dei caratteri di naturalità presenti e alla loro integrazione al fine di una maggior funzionalità ecosistemica complessiva, non solo locale, attraverso: il consolidamento ed il potenziamento di adeguati livelli di biodiversità vegetazionale e faunistica; la realizzazione di nuovi ecosistemi o di corridoi ecologici funzionali all efficienza della Rete, anche in risposta ad eventuali impatti e pressioni esterni; la riqualificazione di biotopi di particolare interesse naturalistico; la previsione di interventi di deframmentazione mediante opere di mitigazione e compensazione ambientale; l integrazione con il Sistema delle Aree Protette e coi siti Natura 2ooo, e l individuazione delle direttrici di permeabilità verso il territorio esterno rispetto a queste ultime. Con riferimento specifico agli ambiti di trasformazione si dovranno soddisfare i seguenti

29 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com res com pro pro pro pro pro ter pro res res res ter ter ter ter ter ter Criticità ambientali del territorio comunale Caratteri identitari del Paesaggio storico e culturale Canale Vacchelli, Serio Morto, zona del viale di santa Maria della Croce, Centro Storico della città, orli di scarpata principali, fontanili Complessi rurali, edifici e complessi industriali, elementi di valore storicoarchitettonico??? X X?? X X X 195 CONSIDERAZIONI indirizzi: conservazione della continuità territoriale; mantenimento delle zone umide residuali e del reticolo di canali irrigui; mantenimento del reticolo di canali e gestione della vegetazione spondale con criteri più naturalistici; conservazione e consolidamento delle piccole aree umide residue; mitigazione delle strutture lineari capaci di alterare sensibilmente lo stato di continuità territoriale ed ecologica, dotandole di adeguate misure di deframmentazione; integrazione ecosistemica sui margini urbani. Vista l importanza che assume l argomento nel territorio di Crema, indicazioni di maggiore dettaglio sono state sviluppate nelle schede di approfondimento dei singoli ambiti di trasformazione. L inquinamento luminoso verso il cielo è da evitare in tutte le aree, adottando le opportune misure di carattere tecnico, e lo è in particolare negli ambiti di trasformazione collocati al margine dell abitato, ad evitare interferenze con la fauna che soggiorna o frequenta le circostanti aree agricole e naturalistiche del Parco del Serio o della zona del Moso. In fase di pianificazione e progettazione attuativa gli ambiti di trasformazione dovranno essere sottoposti a progettazione paesaggistica integrata, che tenga conto dei numerosi elementi di rilievo presenti a Crema: il centro storico, le aree paesaggistiche rurali all intorno, il Serio e il sistema dei canali, e i complessi edilizi e rurali di interesse architettonico e storico testimoniale. Vista la peculiarità e complessità del territorio si dovranno prevedere, sia nelle schede degli ambiti di trasformazione, che negli altri atti del PGT e nel Regolamento edilizio, linee guida per il rispetto e la valorizzazione dei caratteri paesaggistici del territorio di Crema. Si dovranno in particolare inserire indicazioni nelle schede degli ambiti per il mantenimento delle visuali verso gli ambiti agricoli, naturalistici, il centro storico e i manufatti di interesse storico architettonico. Particolare rilievo riveste il patrimonio di cascine ed edilizia rurale, importante sia in termini dimensionali che storico culturali per il territorio Cremasco. La sua riqualificazione deve essere realizzata con sensibilità e preparazione in quanto esiste il rischio di inserire ulteriore pressione insediativa in zona rurale, con conseguenti significative interazioni e conflitti con le attività agricole, e nei casi peggiori può anche portar e alla perdita totale dei segni storico

30 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com res com pro pro pro pro pro ter pro res res res ter ter ter ter ter ter Criticità ambientali del territorio comunale Produzione e gestione di rifiuti 66% di raccolta differenziata Valore in progressiva diminuzione, ancora superiore alla media del comprensorio Efficienza energetica In fase di realizzazione progetti di impianti energetici fotovoltaici e idroelettrici In fase di realizzazione sistema urbano di teleriscaldamento??? X X?? X X X??? X X?? X X X 196 culturali. CONSIDERAZIONI La realizzazione di nuovi consistenti interventi con i nuovi ambiti di trasformazione può costituire occasione per rivedere nel suo complesso e migliorare l organizzazione del sistema di raccolta rifiuti ed incrementare la percentuale di rifiuti che viene riciclata, oggi peraltro già collocata a livelli superiori alla media regionale. La produzione media per abitante segna anche essa valori in progressiva diminuzione, ma bisogna comunque tenere conto che nel resto della regione si registrano da qualche anno segnali di inversione di tendenza, e che il valore è comunque superiore alla media del comprensorio Cremasco, e quindi il tema deve sempre rimanere al centro delle azioni di monitoraggio. Si potranno attivare campagne di sensibilizzazione per innescare comportamenti sempre più virtuosi puntando ad obiettivi di contenimento graduale nel tempo della quantità di rifiuti per abitante. Opportuno valutare inoltre la modifica delle tariffe per la gestione dei rifiuti, inserendo un collegamento più diretto con la quantità e tipologia dei rifiuti prodotti. Queste iniziative dovranno essere accompagnate dal continuo monitoraggio sull efficienza degli impianti e sulla loro adeguatezza dimensionale, anche in considerazione del carico insediativo indotto dai nuovi interventi. I nuovi interventi, e la riconversione delle aree dismesse, dovranno essere progettati con riferimento alle nuove norme regionali sul risparmio energetico. Nei casi degli interventi che comportano i maggiori carichi insediativi si dovrà tuttavia fare uno sforzo ulteriore per ottimizzare le soluzioni di risparmio energetico adottando soluzioni tecnologiche più innovative, ad esempio prevedendo l obbligo di rispetto della classe di efficienza energetica più elevata. In generale negli interventi più ampi dal punto di vista del carico insediativo si dovranno adottare le migliori tecnologie disponibili, e la mancata adozione dovrà essere motivata in sede di autorizzazioni per la pianificazione e progettazione attuativa. Indicazioni più puntuali sono state inserite nella precedente tabella relativa alle pressioni e nelle schede di approfondimento relative ai singoli ambiti di trasformazione. In linea generale si deve inoltre cercare di andare oltre le indicazioni normative date dalla normativa nazionale e regionale, relative ai singoli manufatti edilizi, e perseguire miglioramenti più sistematici a livello urbano. Si possono prevedere impianti ad elevata efficienza, anche come occasione per introdurre sistemi di teleriscaldamento. Si possono prevedere incentivazioni per l uso di fonti energetiche alternative (solare, biomasse,

31 Tipologia d ambito U01 U02 U03 U04 U05 U06 U07 P01 P02 P03 res res res res res res com com com com com res com pro pro pro pro pro ter pro res res res ter ter ter ter ter ter Criticità ambientali del territorio comunale Radiazioni non ionizzanti Presenza di 12 impianti radiotelevisivi e di 148 impianti radiobase. Nessun superamento dei limiti rilevato Presenza di due linee elettriche ad altissima ed alta tensione Non sono presenti Industrie a rischio di incidente rilevante Presenza di 2 cave attive e 2 cave cessate Presenza di 2 siti contaminati e 2 potenzialmente contaminati O X O X O O O O O O??? O?? O O O O CONSIDERAZIONI geotermia, ) ed anche per il miglioramento dell efficienza energetica del patrimonio edilizio esistente (particolarmente energivoro quello costruito negli anni cinquanta, sessanta, settanta). Il programma di introduzione del teleriscaldamento che il sta sviluppando può essere ulteriormente potenziato verificando per gli ambiti più grandi come allacciarsi alla rete in corso di costruzione, o prevedendo nuove centrali. La realizzazione degli ambiti può diventare occasione per razionalizzare i tracciati degli elettrodotti che attraversano l area urbana, allontanandoli dalle aree residenziali e dai ricettori più sensibili, sia programmati che esistenti. Una interferenza viene in particolare rilevata in corrispondenza dell ambito n.7 Analogo ragionamento può essere sviluppato per la sottostazione elettrica presente nella zona urbana interessata dall ambito di trasformazione U04. Il suo spostamento in zona esterna permetterebbe inoltre di trasferire le linee elettriche in zona urbana che convergono alla stazione. Si dovranno comunque censire le situazioni più critiche in termini di vicinanza di ricettori residenziali e sensibili a linee elettriche e impianti di radiocomunicazione al fine di prevedere azioni periodiche di monitoraggio per la verifica della situazione rispetto alle normative vigenti. Per tutte le aree dove sono presenti siti produttivi dismessi o in via di dismissione in sede di pianificazione o progettazione attuativa vanno sviluppati gli studi di caratterizzazione e previsti gli eventuali interventi di bonifica in funzione degli usi del suolo programmati. Le cave sono relative al settore sabbia e ghiaia. Le due cessate sono già state sottoposte ad interventi di recupero. Per le due attive, in località Cava Isolotto e licalità I Saletti, i relativi progetti di recupero ambientali devono fare riferimento alle indicazioni contenute nel PTC del Parco del Serio. Il progetto d ambito deve essere integrato da uno specifico studio di compatibilità paesistico ambientale, secondo la normativa del PTCP. 197

32 7.4 Effetti cumulativi indotti dagli ambiti di trasformazione Nel Documento di Piano si possono individuare due possibili categorie di effetti cumulativi legati agli ambiti di trasformazione: quelli relativi al dimensionamento complessivo del piano, che riguardano l assetto complessivo della città, e quelli che riguardano una parte della città e si manifestano dove alcuni ambiti sono contigui e presentano reciproche sinergie. Per quanto riguarda i primi, il complesso degli interventi previsti nei dieci ambiti di trasformazione aggiungono carico antropico sulle diverse componenti dell ambiente. Da un lato si deve sottolineare che il Documento di Piano svolge un significativo sforzo nella direzione di: migliorare la qualità degli spazi urbani, occupandosi sia del centro storico che della periferia, che della ridefinizione dei margini a contatto con le aree naturalistiche e agricole collegare tra loro spazi interni ed esterni alla città, con particolare riferimento alle aree del Moso, del Fiume Serio, e alle aree agricole collocate verso sud dotare la città di reti ciclabili, parcheggi di interscambio, e aree pedonali o a traffico limitato per la crescita della mobilità lenta, a basso impatto, che ben si adatta alla dimensione e all orografia piatta di Crema separare i flussi di traffico di attraversamento da quelli urbani, portandoli verso l esterno attraverso il completamento della viabilità tangenziale inaugurata negli anni passati con la variante alla Paullese e il tratto di tangenziale ovest tutelare i nuovi tratti di viabilità tangenziale ad evitare che diventino corridoi per future disordinate crescite insediative, anche prevedendone un inserimento ambientale nelle aree paesaggistiche agricole e del Parco del Moso riqualificare le aree degradate e abbandonate, inserendole in interventi complessivi finalizzati a ridefinire e consolidare i margini urbani, recuperare assi viabilistici e piazze del centro a mix funzionali maggiormente orientati verso usi pedonali dotare il complesso della città, comprese le zone periferiche, di aree verdi di uso pubblico e di collegamenti per la fruizione delle grandi aree verdi agricole e naturalistiche che contornano la città da tutti i lati concentrare le trasformazioni soprattutto sulle zone già urbanizzate, utilizzando aree dismesse, abbandonate, degradate, interstiziali, puntando ad una densificazione insediativa della città esistente, e minimizzando in tale modo il consumo di suolo agricolo, quasi unicamente dedicato ad interventi di completamento per la ridefinizione dei margini urbani e del rapporto con le zone a parco 198

33 A fronte di questi aspetti qualificanti si deve tuttavia tenere in considerazione che il piano prevede un incremento di capacità insediabile di circa il 32% rispetto alla situazione esistente a fine Il dato sopra necessita di una spiegazione che qui si riporta in sintesi, ma per la cui trattazione in maggiore dettaglio si consiglia di leggere la relazione del Documento di Piano. La popolazione è negli ultimi anni rimasta sostanzialmente invariata, con un incremento limitato di circa 500 abitanti nell ultimo quinquennio, ma si è modificata in modo significativo la struttura sociale della famiglia, con un incremento di circa il 12,5% dei nuclei familiari dal 2001 a fine Il PRG approvato nel 2004 manteneva sostanzialmente costanti gli abitanti ma prevedeva l edificazione di SLP residenziale per circa m2, stimando per il 2009 un numero complessivo di famiglie, previsione che è stata superata dalla realtà, arrivando a fine 2008 a censire famiglie, circa in più rispetto alla stima del PRG. Delle previsioni del PRG 2004 ne è stato ad oggi realizzato un quantitativo pari circa al 60%, e vi sono quindi ancora previsioni da attuare per il restante 40%. Il PGT prevede pertanto un incremento di capacità insediativa del 32% rispetto alla situazione esistente al 2007 (presa come riferimento per sviluppare il progetto di piano), che è invece pari al circa l 8 % se rapportato alla quantità già prevista dal PRG Tale incremento è concentrato in parte nei nuovi ambiti di trasformazione periurbana (ATP), in parte nell incremento degli indici incentivanti (0,7 m2/m2 invece di 0,55) rispetto al PRG, ed in parte all applicazione dello strumento di compensazione. L incremento previsto è collocato in massima parte, come evidenziato al precedente paragrafo 7.2, in aree urbane consolidate, minimizzando il consumo di nuovo suolo. Questo costituisce già un efficace criterio strategico per minimizzare gli impatti. Si deve tuttavia tenere conto che la strategia di densificare l ambito urbano esistente, senza ampliarne il perimetro, potrebbe comportare un aumento degli impatti tipicamente legati a situazioni di congestione della mobilità e ad incremento del carico insediativo. Pertanto, pur sottolineando che l impostazione strategica data è corretta ai fini della mitigazione generale dell impatto sul sistema territoriale ambientale, nei successivi passaggi di pianificazione e progettazione attuativa si dovrà porre particolare attenzione a quantificare e verificare sempre gli effetti che i singoli atti attuativi possono portare sulla funzionalità del sistema urbano. A tale fine le schede degli ambiti prevedono una serie di misure di mitigazione che non sono limitate allo specifico dell ambito ma che cercano di promuovere una visione d insieme, integrata e multidisciplinare, del complesso dell area urbana, ed in particolare: il raccordo morfologico con l esistente e la qualificazione delle situazioni di degrado, la creazione di connessioni ciclopedonali per la mobilità che siano continue con quelle esistenti e con quelle programmate negli altri ambiti, la valorizzazione delle connessioni ambientali, soprattutto lungo corsi d acqua e canali, 199

34 la valorizzazione degli spazi pubblici del centro storico e delle altre parti dell abitato, il ridisegno organico dei margini urbani e il consolidamento attraverso al creazione di fasce a verde di un rapporto più organico tra aree urbanizzate e aree agricole e naturalistiche con valore paesaggistico la definizione di obiettivi di risparmio energetico e in generale delle risorse non rinnovabili che vada anche oltre quanto previsto dalle normative in materia Tra i temi che saranno approfonditi negli altri atti del PGT, nei piani attuativi, o in specifici studi e piani di settore, e che riguardano la città nel suo complesso, vi sono: la verifica del dimensionamento delle reti acquedottistiche, di collettamento e trattamento dei reflui e delle acque meteoriche sulla base del dimensionamento insediativo previsto dal piano, la verifica modellistica degli impatti sul traffico tenendo conto dei nuovi centri generatori di spostamenti a seguito delle previsioni di piano, l aggiornamento della zonizzazione acustica, e la verifica se le nuove previsioni, ed il traffico indotto, comporteranno una modifica significativa delle condizioni di rumore nel centro abitato, la previsione di bilancio tra aree permeabili e impermeabili a seguito della realizzazione dei nuovi interventi e delle trasformazioni delle aree dismesse esistenti. Per quanto riguarda invece gli ambiti contigui o in reciproca relazione funzionale, si evidenziano dalla lettura della planimetria di insieme due gruppi corrispondenti agli ambiti urbani n. 6 7 e agli ambiti urbani n e periurbani n Nel primo gruppo la dimensione degli interventi, che si vanno peraltro in parte a sostituire ad attività preesistenti, portano a ritenere che gli effetti cumulativi possano essere considerati non significativi. Nel secondo gruppo invece si tratta di ambiti che nel complesso determinano un rilevante carico insediativo aggiuntivo, ancorché in parte esistente, che va a gravare sulla viabilità di via Milano e via Libero Comune dove sono collocati i servizi a maggiore afflusso di utenti (ospedale, istituti tecnici, ecc.) e le maggiori attività commerciali, ivi compresa la grande strutture di vendita del Gran Rondò. La zona ha inoltre un rilevante valore ambientale, essendo prospiciente la zona paesaggistica del Moso ed essendo attraversata per buona parte della propria lunghezza dal Canale Cresmiero. Per tali motivi si possono ipotizzare i seguenti argomenti da assoggettare ad approfondimento in merito agli effetti cumulativi: carico di traffico sull asse viabilistico e possibili interazioni tra le diverse funzioni presenti e programmate, possibilità di mantenere, e possibilmente potenziare, le connessioni ambientali utilizzando i pochi spazi aperti ancora presenti, in particolare lungo via Milano e Via Libero Comune per collegare le aree a verde del Moso con le aree verdi verso sud, 200

35 possibilità di valorizzare il corridoio del Canale Cresmiero come elemento paesaggistico di cucitura e qualificazione di tutta la zona sud, ed anche come corridoio ecologico di collegamento tra zona del Moso e Fiume Serio, creazione di un tessuto urbano coerente, con spazi pubblici continui e bene articolati, in tutta la zona a sud del centro storico, e che presenti una continuità anche nella zona commerciale lungo via Milano, collegamenti ciclabili e pedonali per collegare in modo stabile al centro storico i quartieri posti a sud di via Milano e ad est del Gran Rondò, studio di qualificazione paesaggistica complessiva e integrata che comprenda tutto l asse commerciale e dei servizi, preventivo all attuazione degli ambiti di trasformazione, e che fissi in maggiore dettaglio le regole per garantirne la coerenza complessiva, vicinanza di usi del suolo potenzialmente conflittuali; la situazione è particolarmente critica quando sono presenti aree produttive o commerciali limitrofe ad aree residenziali. I PII, e gli altri piani e progetti, attuativi degli interventi previsti in questi ambiti dovranno nella relazione tecnica contenere apposito capitolo che dia conto in modo dettagliato, e supportato da dati e dimensionamenti, sul contributo degli interventi rispetto agli argomenti qui elencati, al fine di mettere gli uffici del Comune in grado di prevedere e monitorare in modo efficace gli effetti cumulativi indotti dalla somma degli interventi. 201

36 7.5 Schede di approfondimento relative agli ambiti di trasformazione Le schede riportate nelle pagine seguenti analizzano in maggiore dettaglio la situazione relativa a ciascuno degli ambiti di trasformazione previsti nel Documento di Piano. Le indicazioni mitigative previste nelle schede integrano quelle fornite con il quadro generale fornito nelle tabelle del precedente paragrafo 7.3. Nello sviluppo di piani e progetti attuativi degli ambiti di trasformazione del Documento di Piano si dovrà dunque tenere conto sia delle indicazioni contenute nelle schede seguenti sia, per quanto applicabili allo specifico caso, delle indicazioni generali contenute nelle tabelle del paragrafo 7.3. Ciascuna delle seguenti schede relative agli ambiti di trasformazione è articolata in tre parti: Una parte introduttiva generale nella quale è descritto l ambito di trasformazione, la sua collocazione nell ambito urbano, i parametri urbanistici e gli obiettivi previsti nel Documento di Piano. Una tabella di valutazione complessiva dove sono elencate le pressioni attese e gli impatti potenziali, ai quali segue una valutazione, che ha scopo orientativo sulla base delle informazioni disponibili a livello di Documento di Piano. Questa tabella è suddivisa in tre parti relative al contesto urbano, alla fase progettuale e alla fase di cantiere. Una scheda di approfondimento, dove accanto agli impatti potenziali individuati nella precedente tabella di valutazione sono sviluppate considerazioni e suggerimenti da tenere in considerazione nelle fasi successive di pianificazione e progettazione attuativa. 202

37 Piano di Governo del Territorio/Documento di Piano 203

38 ATU01-01B Via Milano Carta dei vincoli e delle criticità ambientali Carta delle sensibilità ambientali Parametri urbanistici 2 Indici aggiuntivi Superficie Atr m ATU01, 01b.2, 01b.3: Perequativo per acquisizione aree per servizi 0,1 mq/mq Superficie pubblica da riqualificare m 2 Servizi urbani 0,1 mq/mq Superficie territoriale (St) m 2 Area parco pubblico urbano Min 30% St Indice edificatorio 0,5 mq/mq Area parco urbano comparto 01b.1 Min 75% St Indice edificatorio comparto 01b.1 0,15 mq/mq H max edifici 7 piani Destinazioni funzionali Destinazione principale Destinazioni escluse Sono ammesse tutte le destinazioni Attività produttive insalubri e rumorose, grandi superficie di vendita. 204

39 Caratteri distintivi e obiettivi L area fa parte degli ambiti di trasformazione urbana e si compone di 14 distinti comparti. L ambito è collocato nella parte ovest del territorio comunale e confina a nord con il parco del Moso a sud con via Pandino e via Rossignoli ed è attraversata da Via Milano. Attualmente è a destinazione prevalentemente produttiva e commerciale. Gli obiettivi di trasformazione individuati dall amministrazione sono: - Riqualificazione dell intero ambito attraverso un mix funzionale variegato di qualità urbanistica ed architettonica da attivare anche attraverso forme concorsuali; - Realizzazione di un parco unitario di dimensioni significative con direzione est-ovest all interno dell ambito; - Ricomposizione delle relazioni pedonali tra via Milano ed il tessuto urbano a sud dell area. - Ricomposizione delle relazioni pedonali e ambientali tra via Milano e parco del Moso. Il raggiungimento degli obiettivi è soggetto, a specifiche prescrizioni morfologiche. Prescrizioni morfologiche: - Gli edifici devono essere allineati lungo via Milano ad una distanza di 15 m dal ciglio della strada; - Vanno garantite le connessioni ambientali nord-sud con il parco del Moso anche attraverso la Gronda ovest. - Va garantito un collegamento ciclopedonale tra la rete esistente e programmata lungo via Milano, un collegamento est-ovest interno all ambito e due collegamenti nord-sud con la rete esistente e programmata; - Va prevista una connessione viaria tra via Milano e via Rossignoli; - Va riqualificata la connessione viaria di via Rossignoli interna all ambito da via Pandino a via Milano; - Le medie strutture di vendita dovranno essere integrate sotto l aspetto morfologico con le differenti tipologie della nuova proposta progettuale. I parcheggi (pubblici e privati) dovranno essere interrati o all interno dei nuovi corpi di fabbrica. L ambito è in classe di fattibilità geologica 2 e 3. Lo studio di zonizzazione acustica inserisce l ambito in classe III aree di tipo misto classe IV aree di intensa attività umana. La stessa via Milano è classificata quale Strada urbana di grande comunicazione (classe IV di II livello). 205

40 Elenco degli impatti potenziali Pressioni attese Impatti potenziali Contesto urbano Incremento del carico urbanistico Presenza di funzione produttiva nelle aree confinanti Nuovi tracciati viari e potenziamento rete viaria esistente Previsione di funzione produttiva e commerciale all interno del contesto urbano residenziale Aumento del carico di traffico e delle emissioni inquinanti Aumento della domanda di risorse ed incremento delle emissioni Interazioni tra aree produttive/commerciali e aree residenziali Vicinanza con via Milano strada urbana di grande comunicazione Incremento del grado di artificializzazione del suolo Fase di progetto: effetti sul sito Presenza di superfici pavimentate o impermeabili Inserimento di manufatti edilizi Previsione di nuove strade Trasformazione di aree verdi esistenti Presenza di manufatti e aree di pregio paesaggistico dal lato nord di Via Milano Riduzione della capacità di connessione ecologica dell area Perdita di aree verdi esistenti in contesto di pregio ambientale Fase di cantiere Movimentazione di mezzi e attività di cantiere Demolizione manufatti edilizi esistenti Realizzazione di manufatti edilizi Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Bonifiche e possibili effetti sul sottosuolo e sulla falda Consumo materiali di cava e produzione di inerti da demolizioni NOTA PER LA LETTURA DELLE SCHEDE Nella tabella precedente vengono elencati gli impatti qualitativi potenzialmente collegati con le tipologie di pressioni attese dal progetto, dalla fase di cantiere, con riferimento sia all intorno del sito che al più ampio contesto urbano. Nella scheda che segue vengono sviluppati gli aspetti significativi ai fini ambientali, contestualizzando nel singolo ambito territoriale le indicazioni di cui agli elenchi di controllo riportati al precedente paragrafo 7.3. La scheda di approfondimento costituisce appendice descrittiva rispetto alle prescrizioni previste dalle schede del Documento di Piano, e riportate per comodità di lettura anche nella precedente sezione caratteri distintivi e obiettivi. Si sottolinea in particolare che il riferimento primario per la sostenibilità, anche ambientale, degli interventi previsti sono le prescrizioni riportate nelle schede degli ambiti di trasformazione del Documento di Piano. Tuttavia, dato che la complessità di alcune tematiche non è affrontabile in modo esauriente con le informazioni a disposizione in questa fase di pianificazione (vista anche la funzione che la LR 12/2005 ha assegnato al Documento di Piano), la scheda che segue evidenzia i temi che potrebbero richiedere di essere approfonditi in sede di piano o progetto attuativo, con i dati di maggiore dettaglio che saranno disponibili. Le schede di questo capitolo, così come quelle degli ambiti di trasformazione contenute nel Documento di Piano, costituiscono riferimento per lo sviluppo delle successive fasi attuative degli ambiti di trasformazione. 206

41 Non possono invece costituire riferimento per la valutazione degli impatti complessivi del piano, per i quali si rinvia alla lettura dei paragrafi 7.1, 7.2, e per gli effetti cumulativi al paragrafo 7.4. Scheda di approfondimento Impatti potenziali Aumento del carico di traffico e delle emissioni inquinanti Considerazioni e suggerimenti Nell ambito sono ammesse tutte le destinazioni, con esclusione del produttivo insalubre e della grande superficie di vendita. Una volta definiti gli usi alla scala di maggiore dettaglio, si svilupperà uno studio di impatto sul carico indotto sulla viabilità urbana esistente, verificando l accessibilità all area, e la necessità di svincoli o viabilità di distribuzione dedicata ad evitare interazioni dirette e congestioni con i flussi del traffico urbano. Lo studio caratterizzerà la situazione dei flussi veicolari esistenti, e valuterà gli impatti conseguenti sommando il carico stimato indotto dall insediamento. Gli interventi infrastrutturali previsti per la mitigazione degli impatti aggiuntivi indotti saranno realizzati prima del completamento dell intervento insediativo. Qualora il carico indotto e i relativi impatti non siano in fase attuativa stimabili con sufficiente approssimazione, o comunque in presenza di elementi di significativa incertezza, saranno previste misure di monitoraggio, per verificare gli impatti una volta che l insediamento sia stato realizzato ed entrato in esercizio. Atti e convenzioni attuative conterranno adeguate garanzie, anche di carattere fideiussorio, per la realizzazione di eventuali interventi mitigativi aggiuntivi che si dovessero manifestare necessari. Particolare attenzione deve essere dedicata agli accessi al produttivo e al commercio in modo da non influenzare i flussi di traffico nei quartieri adiacenti. Gli accessi veicolari alle zone residenziali sono da mantenere separati da quelli ad uso commerciale e/o produttivo. In fase di progettazione esecutiva per gli accessi saranno previste adeguate strade di distribuzione interna, svincolate con la viabilità principale in corrispondenza delle intersezioni principali o delle rotonde, evitando accessi diretti su Via Milano. Nella scheda d Ambito vengono dettagliati i nuovi percorsi ciclopedonali. In sede di pianificazione attuativa si terrà conto in particolare dei seguenti aspetti: - Garantire un rapido e diretto accesso pedonale alle fermate del trasporto pubblico. Nel caso che la fermata non sia raggiungibile facilmente a piedi si deve prevedere anche la connessione ciclabile, se necessario in sede protetta. - In generale, i collegamenti ciclabili e pedonali previsti all interno dell ambito di trasformazione saranno integrati con la rete ciclabile e pedonale urbana, esistente o di progetto. - Particolare importanza assumono i collegamenti ciclabili verso il centro storico e la zona dei servizi. Aumento della domanda di risorse ed incremento delle emissioni Il carico previsto comporta un significativo incremento nel consumo di risorse energetiche e idriche, e per tale motivo si adotteranno soluzioni particolarmente avanzate per il loro contenimento. Si prevede l adozione di tecniche di risparmio per il consumo di risorse (energetiche e idriche) come previste nelle normative vigenti nazionale (dlgs 192/2005 e smi) e regionale (LR 24/2006 e smi, e regolamenti attuativi). Adozione di accorgimenti tecnici negli impianti domestici e condominiali, negli edifici terziari e produttivi, al fine di contenere l utilizzo di acqua potabile e utilizzare l acqua meteorica o di prima falda per gli usi 207

42 condominiali non potabili. Sviluppo di una relazione tecnica sul bilancio idrico ed energetico che dimostri l utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, motivando adeguatamente dal punto di vista tecnico l eventuale decisione di non utilizzo. Nelle funzioni produttive e di media struttura di vendita valutare la possibilità di introdurre soluzioni di avanguardia per il contenimento del consumo energetico e l utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (solare, biomasse, geotermia, ecc.). Considerata la dimensione complessiva degli interventi, sviluppare studi di fattibilità per approfondire la possibilità di adottare impianti di riscaldamento e condizionamento con soluzioni ad elevata efficienza energetica (teleriscaldamento, cogenerazione, pompe di calore geotermiche, ). Adozione di camini di luce e altre tecniche per massimizzare l illuminazione naturale degli edifici e minimizzare gli sprechi (interruttori a tempo, con sensori di presenza, regolazione flussi luminosi, ecc.). Adozione di impianti di illuminazione degli spazi comuni che utilizzino fonti rinnovabili, dotati di regolatori automatici del flusso luminoso, e progettati in modo da limitare l impatto luminoso sugli ecosistemi. Per i nuovi impianti produttivi o la ristrutturazione degli esistenti si dovrà prevedere l ottimizzazione del ciclo produttivo, da provare anche attraverso apposito sistema di certificazione ambientale, al fine di contenere i consumi energetici e le emissioni, massimizzare il riuso del acque e il ricorso a fonti non potabili (prima falda e/o precipitazioni meteoriche). I reflui saranno trattati in appositi impianti e non dovranno gravare sull impianto di trattamento ad uso civile. In sede di sviluppo della pianificazione attuativa si potranno, con i dati di maggiore dettaglio a disposizione, introdurre meccanismi di incentivazione per l adozione di tecniche di risparmio energetico e di acqua potabile in aggiunta a quelle previste dalle normative nazionale e regionale. Interazioni tra aree produttive/commerciali e aree residenziali L ambito è per massima parte un area produttiva/commerciale da riconvertire e riqualificare con regole di attuazione che prevedono interventi di trasformazione anche per comparti. In linea di massima va esclusa la collocazione di residenza a nord di Via Milano, nell ambito 01-B, mentre è ammessa nell ambito O1, a sud di Via Milano. E comunque necessario in fase di progettazione sviluppare lo studio di caratterizzazione acustica e valutare la possibilità di rispettare le indicazioni del piano di zonizzazione acustica. Oltre agli aspetti acustici sopra evidenziati gli impianti produttivi esistenti o programmati potrebbero arrecare danno o disturbo per emissioni in atmosfera che interagiscono con adiacenti aree residenziali o altri usi sensibili. A livello di Documento di Piano non è possibile con i dati a disposizione effettuare una stima delle possibili interazioni. In queste situazioni si svilupperanno gli approfondimenti necessari, in merito alle caratteristiche dell attività produttiva e alle sue emissioni, e si dovranno comunque coinvolgere durante lo sviluppo del progetto gli uffici competenti di ASL o ARPA. Nel caso che il processo di riconversione avvenga attraverso fasi intermedie parziali in cui il produttivo ancora presente si venga a trovare, anche per periodo di tempo limitati, a contatto con funzioni residenziali, si valuteranno gli impatti e la compatibilità delle attività ancora insediate con le nuove funzioni. Il programma e le fasi di realizzazione dell intervento saranno adeguati di conseguenza, anche sulla base di eventuali prescrizioni delle autorità competenti. Prevedere adeguate fasce filtro, tra produttivo/commerciale e funzione residenziale, progettate a verde con specifiche essenze autoctone, che abbiano funzione di separazione visiva e inserimento paesaggistico. 208

43 Vicinanza con via Milano strada urbana di grande comunicazione Presenza di manufatti e aree di pregio paesaggistico dal lato nord di Via Milano Riduzione della capacità di connessione ecologica dell area Perdita di aree verdi esistenti in contesto di pregio ambientale Incremento del grado di artificializzazione del suolo Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Nelle prescrizioni morfologiche è incluso l allineamento degli edifici lungo via Milano ad una distanza di 15 mt. dal ciglio della strada. Adottare in tali fasce mitigazioni filtro con sistemazione a verde, e comunque sistemazioni paesaggistiche di transizione rispetto al contesto stradale. Il fronte nord dovrà gradualmente essere organizzato in modo da costituire una cortina continua, che si interfaccia visivamente con la cascina e le aree naturalistiche e a parco presenti sul lato nord. La sottrazione di aree verdi a nord di Via Milano, trattandosi di contesto sensibile dal punto di vista ambientale, andrà compensata con interventi a verde, anche esterni all area di intervento ed in accordo con gli uffici del Comune, volti a potenziare le caratteristiche naturalistiche del Canale Cresmiero e a meglio definire il margine urbano a nord creando una fascia vegetata di collegamento con le aree paesaggistiche del Parco del Moso. Nella progettazione la struttura connettiva ecologica andrà potenziata. Una parte consistente del verde esistente andrà mantenuto e rafforzato per costituire connessioni con le aree verdi del parco del Moso e con il Canale Cresmiero. Gli interventi a verde previsti devono essere realizzati con essenze autoctone dotate di certificato di provenienza. Nell ambito è previsto un indice edificatorio significativo, peraltro in linea con la situazione già oggi esistente. La ristrutturazione del comparto costituisce occasione per incrementare la percentuale complessiva di superfici permeabili e per rompere la continuità delle più ampie superfici impermeabili con l interposizione di sistemazioni a verde. Adottare pavimentazioni con superfici permeabili, con adeguata dotazione di verde sia al contorno che all interno delle aree di parcheggio e delle superfici impermeabili di rilevanti dimensioni. Apposita relazione darà conto delle soluzioni adottate per massimizzare il grado di permeabilità dell area. Verificare la possibilità di collocare una quota significativa dei parcheggi interrati, al di sotto degli edifici, al fine di lasciare spazio per le sistemazioni a verde, e incrementare la superficie permeabile. In presenza di aree artificializzate particolarmente estese viene predisposta apposita relazione che dimostri l adeguatezza degli interventi previsti ai fini dello smaltimento delle acque meteoriche in presenza di eventi eccezionali. Le lavorazioni di cantiere con più elevate emissioni acustica o in atmosfera vanno localizzate preferibilmente il più possibile lontano dalle aree residenziali esistenti. In generale il programma dei lavori, soprattutto quando ci si trovi in adiacenza a zone residenziali, sarà contenuto entro i necessari tempi tecnici per realizzare i manufatti, evitando l allungamento dei tempi per la realizzazione del progetto in più fasi successive. Organizzare le attività e adottare misure comportamentali tali da minimizzare le emissioni dai mezzi e da evitare il disturbo nelle ore notturne o di riposo, e nelle giornate festive. Prevedere azioni di monitoraggio del disturbo e di informazione agli abitanti sul calendario delle attività previste e dei disturbi connessi. La relazione con la tempistica di esecuzione, il programma delle azioni di monitoraggio e di informazione saranno parte integrante degli atti di convenzionamento tra promotore e uffici comunali. Previsione di misure comportamentali per l abbattimento delle polveri, quali ad esempio: - il posizionamento di opportune pavimentazioni temporanee nelle aree di maggiore movimentazione dei mezzi; - l adozione di norme comportamentali per l innaffiamento, o il trattamento antipolvere, delle piste di cantiere; - adozione di norme comportamentali al fine di evitare di disperdere residui su strade urbane interessate dal traffico dei mezzi di cantiere 209

44 (pulizia delle ruote, telonamento dei cassoni che trasportano inerti, ecc.) I percorsi dei mezzi nei quartieri esistenti e i punti di accesso ai cantieri saranno attentamente valutati e concordati con gli uffici comunali al fine di minimizzare il disturbo sulle attività urbane e sul traffico. Particolare attenzione andrà posta agli incroci critici interessati dai mezzi di cantiere. Previsione di eventuali azioni di monitoraggio e di informazione degli abitanti. Organizzazione delle attività in modo da minimizzare l impatto acustico sulle aree adiacenti e sui recettori ad alta sensibilità, ed eventuale previsione di azioni di monitoraggio. Bonifiche e possibili effetti sul sottosuolo e sulla falda Per le aree produttive dismesse vanno approfonditi i temi legati ai possibili impatti sulla falda e sulla contaminazione eventuale dei suoli. Sviluppare caratterizzazione del sito e tutte le azioni previste dalla normativa in materia di bonifica dei suoli. Nel caso di realizzazione di fondazioni profonde con palificate, adottare accorgimenti al fine di evitare di mettere tra loro in contatto e contaminare i diversi strati della falda. Previsioni di pavimentazioni impermeabilizzate temporanee con sistema di raccolta dei reflui per le aree di parcheggio e manutenzione dei mezzi. Consumo materiali di cava e produzione di inerti da demolizioni Il suolo è da considerare come una risorsa preziosa e scarsa, ed è pertanto necessario contenerne ed ottimizzarne il consumo. Nelle fasi di cantiere si adotteranno quindi azioni volte alla conservazione della risorsa, quali a titolo esemplificativo: - una progettazione mirata all ottimizzazione del compenso tra scavi e riporti; - il riutilizzo degli inerti derivanti dalle demolizioni nelle aree dismesse, o dagli scavi, anche attraverso l accantonamento in depositi temporanei; - l ottimizzazione del riuso di materiali anche attraverso scambi che coinvolgano più ambiti di trasformazione, secondo modalità da concordare con gli uffici comunali; - l accantonamento dello strato di scotico ai fini del riutilizzo per la costituzione dello strato vegetale nelle aree verdi previste, e per la sistemazione di eventuali cumuli temporanei. 210

45 ATU02 Nordest Carta dei vincoli e delle criticità ambientali Carta delle sensibilità ambientali Parametri urbanistici perequativo per Superficie Atr m 2 acquisizione aree 0,1 mq/mq Indici aggiuntivi: per servizi Superficie pubblica da riqualificare m 2 servizi urbani 0,1 mq/mq Superficie territoriale (St) m 2 Area parco pubblico urbano Min 30% St Indice edificatorio 0,5 mq/mq H max edifici 10 piani Destinazioni funzionali Destinazione principale Destinazioni escluse Sono ammesse tutte le destinazioni Attività produttive insalubri e rumorose, grandi strutture di vendita Caratteri distintivi e obiettivi L area fa parte degli ambiti di trasformazione urbana ed attualmente è a destinazione prevalentemente produttiva. Confina con via Bramante a nord ed ovest, viale S.Maria ad est e via Stazione a sud. Gli obiettivi di trasformazione individuati dall amministrazione sono: - Riqualificazione dell intero ambito attraverso un mix funzionale variegato di qualità urbanistica ed architettonica da attivare anche attraverso forme concorsuali; - Realizzazione di un parco unitario e di dimensioni significative con direzione est-ovest lungo il canale Vacchelli che permette la connessione tra parco del Moso ed il parco urbano del Serio; - Ricomposizione morfologica e delle relazioni viarie e pedonali tra viale S. Maria e l area ex-olivetti; 211

46 - Realizzazione di uno spazio urbano lineare continuo e di dimensioni significative, con direzioni nordsud di connessione tra l area ex-olivetti e il centro storico su cui attestare le funzioni di servizio all università; - Riqualificazione morfologica di viale S.Maria con la riconfigurazione dello spazio aperto lungo il viale e l attestazione di servizi di interesse generale. Il raggiungimento degli obiettivi è soggetto, a specifiche prescrizioni morfologiche. Prescrizioni morfologiche: - Va valutata la valenza storica o architettonica degli edifici esistenti. In caso la valutazione riscontri la presenza di manufatti di particolare pregio, la pianificazione attuativa può indicarne la modalità di intervento al fine di preservarne la valenza storico testimoniale; - Garantire nel comparto 02.4 la presenza della stazione FS e delle aree di pertinenza per l esercizio e la fruizione come indicato nella scheda; - All interno del comparto 02.4 è possibile realizzare la copertura, parziale o totale, della linea ferroviaria in esercizio tale da consentire le connessioni trasversali sistemate prevalentemente a verde e spazi pedonali come indicato nelle schede grafiche. L indice edificatorio per le aree di copertura realizzata è pari a 0,25 mq/mq. - All interno del comparto 02.4, destinato ad accogliere la stazione FS, il reperimento delle aree per parco pubblico urbano può essere inferiore al 30%. - All interno dei comparti 02.1 e 02.6 le aree minime per parco urbano possono essere utilizzate anche per la realizzazione dei servizi costruiti per la città ed ubicati come indicato in scheda grafica. - Vanno garantite una connessione ambientale est-ovest lungo il canale Vacchelli e una connessione ambientale est-ovest tra il parco urbano del Serio e l area ex-olivetti come rappresentato in scheda grafica; - Va garantito un collegamento ciclopedonale tra la rete esistente e programmata lungo il canale Vacchelli, un collegamento nord-sud interno al comparto 02.1di connessione tra l area ex-olivetti ed il centro storico per mezzo di passerelle, un collegamento est-ovest e una connessione con via Mulini interni al comparto 02.6, un collegamento nord-sud lungo via Olivetti entro il comparto 02.7 e un collegamento nord-sud con la rete esistente e programmata lungo via S.Maria; - Va prevista una connessione viaria di superamento della ferrovia tra via Stazione e via Gaeta; - Va prevista una connessione viaria tra il comparto 02.1 e la viabilità esistente o programmata dall amministrazione verso via Indipendenza; - Vanno previsti per i comparti a nord una connessione tra via Mulini e via Everest e un collegamento lungo via Olivetti con la viabilità di via Bramante; - Va garantita la presenza di funzioni di interesse generale legate all università; - Va garantita la presenza di servizi di interesse generale; - Le medie strutture di vendita dovranno essere integrate sotto l aspetto morfologico con le differenti tipologie della nuova proposta progettuale e la quota di parcheggi (pubblici e privati) va interrata o compresa nello stesso corpo di fabbrica. L ambito è in classe di fattibilità geologica 2 e 3. Lo studio di zonizzazione acustica inserisce l ambito in classe III aree di tipo misto, classe IV aree di intensa attività umana e classe V aree prevalentemente industriali. Ad est del comparto viene segnalata un area con attività generalmente generatrici di rumore. Le vie Gaeta, Mulini e S.Maria sono classificate in classe III Strade urbane di penetrazione e attraversamento. Dalla Rete Ecologica Regionale si segnala la presenza del corridoio primario (fiume Serio). Via S.Maria vincolata ai sensi dell art. 136 lett. C) e D) del D.Lgs 42/2004. Presenza di linee ad alta tensione Volt (via Bramante) e linea gas ad alta pressione (via Mulini). Zona di rispetto dei pozzi (su via Bramante). 212

47 213

48 Elenco degli impatti potenziali Pressioni attese Impatti potenziali Contesto urbano Incremento del carico urbanistico Servizi ad elevato afflusso di utenti. Nuovi tracciati viari e attraversamento canale Vacchelli Presenza di stazione ferroviaria Previsione di media struttura di vendita Presenza elettrodotto, fascia di rispetto pozzo, e linea gas ad alta pressione Aumento della domanda di risorse ed incremento delle emissioni Aumento del carico di traffico e delle emissioni Vicinanza a sorgenti acustiche: ferrovia Interazione tra aree produttive esistenti e nuove aree residenziali Campi elettromagnetici generati dalla presenza di elettrodotti lungo via S.Maria e lungo il canale Vacchelli e interazione con pozzo e linea gas Fase di progetto: effetti sul sito Previsione di superfici pavimentate e impermeabili Inserimento di nuovi manufatti edilizi Trasformazione di aree verdi esistenti Incremento del grado di artificializzazione dei suoli Perdita di aree a verde esistenti in contesto urbano Nuovi manufatti edilizi in contesto sensibile dal punto di vista paesaggistico: presenza canale Vacchelli, edifici di interesse storico architettonico Fase di cantiere Movimentazione di mezzi e attività di cantiere Demolizione di edifici Realizzazione di manufatti edilizi Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Consumo di materiali da cava e produzione di inerti Bonifiche e possibili effetti sul sottosuolo e sulla falda NOTA PER LA LETTURA DELLE SCHEDE Nella tabella precedente vengono elencati gli impatti qualitativi potenzialmente collegati con le tipologie di pressioni attese dal progetto, dalla fase di cantiere, con riferimento sia all intorno del sito che al più ampio contesto urbano. Nella scheda che segue vengono sviluppati gli aspetti significativi ai fini ambientali, contestualizzando nel singolo ambito territoriale le indicazioni di cui agli elenchi di controllo riportati al precedente paragrafo 7.3. La scheda di approfondimento costituisce appendice descrittiva rispetto alle prescrizioni previste dalle schede del Documento di Piano, e riportate per comodità di lettura anche nella precedente sezione caratteri distintivi e obiettivi. Si sottolinea in particolare che il riferimento primario per la sostenibilità, anche ambientale, degli interventi previsti sono le prescrizioni riportate nelle schede degli ambiti di trasformazione del Documento di Piano. Tuttavia, dato che la complessità di alcune tematiche non è affrontabile in modo esauriente con le informazioni a disposizione in questa fase di pianificazione (vista anche la funzione che la LR 12/2005 ha assegnato al Documento di Piano), la scheda che segue evidenzia i temi che potrebbero richiedere di essere approfonditi in sede di piano o progetto attuativo, con i dati di maggiore dettaglio che saranno disponibili. Le schede di questo capitolo, così come quelle degli ambiti di trasformazione contenute nel Documento di Piano, costituiscono riferimento per lo sviluppo delle successive fasi attuative degli ambiti di trasformazione. 214

49 Non possono invece costituire riferimento per la valutazione degli impatti complessivi del piano, per i quali si rinvia alla lettura dei paragrafi 7.1, 7.2, e per gli effetti cumulativi al paragrafo 7.4. Scheda di approfondimento Impatti potenziali Considerazioni e suggerimenti Adozione di tecniche di risparmio per il consumo di risorse (energetiche e idriche) come previste nelle normative vigenti nazionale (dlgs 192/2005 e smi) e regionale (LR 24/2006 e smi, e regolamenti attuativi). Adozione di accorgimenti tecnici negli impianti domestici e condominiali, negli edifici terziari e produttivi, al fine di contenere l utilizzo di acqua potabile e utilizzare l acqua meteorica o di prima falda per gli usi condominiali non potabili. Sviluppo di una relazione tecnica sul bilancio idrico ed energetico che dimostri l utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, motivando adeguatamente dal punto di vista tecnico l eventuale decisione di non utilizzo. Nelle funzioni produttive e di media struttura di vendita valutare l introduzione nei manufatti edilizi delle soluzioni di avanguardia per il contenimento del consumo energetico e l utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (solare, biomasse, geotermia, ecc.). Aumento della domanda di risorse ed incremento delle emissioni Considerata la dimensione complessiva degli interventi sviluppare studi di fattibilità per approfondire la possibilità di adottare impianti di riscaldamento e condizionamento con soluzioni ad elevata efficienza energetica (teleriscaldamento, cogenerazione, pompe di calore geotermiche, ). Per i nuovi impianti produttivi o la ristrutturazione degli esistenti prevedere l ottimizzazione del ciclo produttivo, da provare anche attraverso apposito sistema di certificazione ambientale, al fine di contenere i consumi energetici e le emissioni, massimizzare il riuso del acque e il ricorso a fonti non potabili (prima falda e/o precipitazioni meteoriche). I reflui saranno trattati in appositi impianti e non dovranno gravare sull impianto di trattamento ad uso civile. Aumento del carico di traffico e delle emissioni Adozione di camini di luce e altre tecniche per massimizzare l illuminazione naturale degli edifici e minimizzare gli sprechi (interruttori a tempo, con sensori di presenza, regolazione flussi luminosi, ecc.). Adozione di impianti di illuminazione degli spazi comuni che utilizzino fonti rinnovabili, dotati di regolatori automatici del flusso luminoso, e progettati in modo da limitare l impatto luminoso sugli ecosistemi. In sede di sviluppo della pianificazione attuativa si potranno, con i dati di maggiore dettaglio a disposizione, introdurre meccanismi di incentivazione per l adozione di tecniche di risparmio energetico e di acqua potabile in aggiunta a quelle previste dalle normative nazionale e regionale. Nell ambito sono ammesse tutte le destinazioni, con esclusione del produttivo insalubre e della grande superficie di vendita. Siamo in presenza della stazione ferroviaria e di servizi pubblici e all università, si prevede quindi un elevato afflusso di utenti. Sviluppare uno studio di impatto sul carico indotto sulla viabilità urbana esistente, verificando l accessibilità all area, e la necessità di svincoli o viabilità di distribuzione dedicata ad evitare interazioni dirette e congestioni con i flussi del traffico urbano. Lo studio caratterizzerà la situazione dei flussi veicolari esistenti, e valuterà gli impatti conseguenti sommando il carico stimato indotto dall insediamento. Gli interventi infrastrutturali previsti per la mitigazione degli impatti 215

50 aggiuntivi indotti saranno realizzati prima del completamento dell intervento insediativo Vicinanza a sorgenti acustiche: ferrovia Qualora il carico indotto e i relativi impatti non siano in fase attuativa stimabili con sufficiente approssimazione, o comunque in presenza di elementi di significativa incertezza, si potranno prevedere misure di monitoraggio, per verificare gli impatti una volta che l insediamento sia stato realizzato ed entrato in esercizio. Atti e convenzioni attuative conterranno adeguate garanzie, anche di carattere fideiussorio, per la realizzazione di eventuali interventi mitigativi aggiuntivi necessari. Mantenere gli accessi veicolari alle zone residenziali separati da quelli ad uso commerciale e/o produttivo. Nella scheda d ambito vengono dettagliati i nuovi percorsi ciclopedonali. In sede di pianificazione attuativa, in particolare si dovrà tener conto dei seguenti aspetti: - Si garantirà un rapido e diretto accesso pedonale alle fermate del trasporto pubblico. Nel caso che la fermata non sia raggiungibile facilmente a piedi sarà da prevede anche la connessione ciclabile, se necessario in sede protetta. L ambito di trasformazione costituisce occasione per il potenziamento dell accessibilità e della funzione di interscambio della stazione ferroviaria. - In generale, i collegamenti ciclabili e pedonali previsti all interno dell ambito di trasformazione saranno integrati con la rete ciclabile e pedonale urbana, esistente o di progetto. E importante adottare fasce di mitigazione e filtro con sistemazione a verde e con l eventuale interposizione di barriere antirumore ove necessario. Le barriere saranno inserite paesaggisticamente. La possibilità di copertura della ferrovia nel comparto 02.4 può costituire occasione per un progetto integrato tra mitigazioni acustiche e verde piantumato. Privilegiare in generale nell ambito la localizzazione della residenza il più distanti possibile dalla ferrovia, eventualmente mascherate dalla collocazione di altre funzioni meno sensibili (commercio, produttivo, terziario) nella parte più vicina. L altezza massima prevista per gli edifici è 10 piani, con conseguente possibilità che le barriere antirumore a tali altezze risultino inefficaci. Da prevedere quindi mitigazioni aggiuntive direttamente sui recettori, con particolare attenzione all isolamento acustico di infissi e pareti, e l eventuale introduzione di impianti di aria condizionata per il periodo estivo. La situazione andrà verificata con apposite misurazioni acustiche successivamente alla realizzazione delle opere. Interazione tra aree produttive esistenti e nuove aree residenziali Il comparto presenta zone ancora produttive nellaparte a sud del Canale (acciaieria, fabbrica alimentare, bulloneria), e zone dismesse e degradate nella parte a nord. E necessario in fase di progettazione sviluppare lo studio di caratterizzazione acustica, anche nella forma di valutazione previsionale di clima acustico e di impatto acustico (ai sensi della L 447/1995), al fine di valutare la possibilità di rispettare le indicazioni del piano di zonizzazione acustica. Oltre agli aspetti acustici sopra evidenziati gli impianti produttivi esistenti potrebbero arrecare danno o disturbo per emissioni in atmosfera che interagiscano con adiacenti aree residenziali o altri usi sensibili. Si svilupperanno quindi gli approfondimenti necessari, in merito alle caratteristiche dell attività produttive e alle sue emissioni, e si procederà comunque a coinvolgere durante lo sviluppo del progetto gli uffici competenti di ASL o ARPA. 216

51 Nel caso che il processo di riconversione da aree produttive a residenza avvenga attraverso fasi intermedie parziali in cui il produttivo ancora presenta si venga a trovare, anche per periodo di tempo limitati, a contatto con la nuova residenza, si valuteranno gli impatti e la compatibilità delle attività ancora insediate con le nuove funzioni residenziali. Il programma e le fasi di realizzazione dell intervento saranno adeguati di conseguenza, anche sulla base di eventuali prescrizioni delle autorità competenti per gli aspetti ambientali. Prevedere, tra funzioni residenziale e produttiva/commerciale, adeguate fasce filtro progettate a verde con specifiche essenze, che abbiano funzione di separazione visiva e inserimento paesaggistico. Campi elettromagnetici generati dalla presenza di elettrodotti lungo viale S.Maria e lungo il canale Vacchelli e interazione con pozzo e linea gas In fase di approfondimento progettuale si valuterà l eventuale riposizionamento del tracciato della linea elettrica in modo da collocarlo il più distante possibile dai ricettori sensibili, dalle aree residenziali, e dalle aree ad elevata frequentazione, anche al di là delle distanze di sicurezza strettamente richieste dalle normative. In generale si dovranno evitare nell ambito delle fasce di rispetto delle infrastrutture esistenti e del pozzo destinazioni diverse da quelle a verde, e comunque in conformità con la normativa vigente in materia. Incremento del grado di artificializzazione dei suoli La riconversione di aree produttive dismesse costituisce occasione per progettare ed introdurre un tessuto interstiziale di aree a verde nelle zone che sono nella situazione esistente densamente insediate e con scarsa dotazione di verde. Unitamente alle aree e ai frammenti di verde nelle zone limitrofe il verde esistente nell area costituisce un tessuto connettivo importante per mantenere un sufficiente grado di diversificazione ecologica anche all interno dell area urbana. Nella progettazione la struttura connettiva ecologica andrà potenziata. Il verde esistente andrà mantenuto e rafforzato per costituire connessioni con le aree verdi nelle zone intorno Perdita di aree a verde esistenti in contesto urbano Adottare pavimentazioni con superfici permeabili, con adeguata dotazione di verde sia al contorno che all interno delle aree di parcheggio e delle superfici impermeabili di rilevanti dimensioni. Apposita relazione darà conto delle soluzioni adottate per massimizzare il grado di permeabilità dell area. Verificare la possibilità di collocare una quota significativa dei parcheggi interrati, al di sotto degli edifici, al fine di lasciare spazio per le sistemazioni a verde, e incrementare la superficie permeabile. In presenza di aree artificializzate particolarmente estese, predisporre apposita relazione che dimostri l adeguatezza degli interventi previsti ai fini dello smaltimento delle acque meteoriche in presenza di eventi eccezionali. Gli interventi a verde previsti nei progetti vengono realizzati con essenze autoctone dotate di certificato di provenienza. Nuovi manufatti edilizi in contesto sensibile dal punto di vista paesaggistico: presenza canale Vacchelli, edifici di interesse storico architettonico L intervento di riuso di aree dismesse o degradate costituisce occasione per introdurre spazi aperti, sistemazioni a verde, per contenere la densità insediativa e migliorare l inserimento urbanistico dell area e più in generale la qualità abitativa e la vivibilità del più ampio contesto urbano in cui si colloca. Nel caso della progettazione di nuovi edifici a destinazione residenziale e/o terziaria fare una valutazione storico-tipologica con riferimento all edilizia esistente e, alla scala dell isolato o del quartiere, per quanto riguarda i 217

52 rapporti tra pieni e vuoti. Particolare importanza viene assunta dal rapporto con il Canale Vacchelli e vista la sua importanza si rende opportuno lo sviluppo nelle fasi attuative del piano di apposito studio di valorizzazione paesaggistica dell ambito, fornendo indicazioni di dettaglio per le tipologie edilizie che si trovano o si troveranno in diretta correlazione visiva con il Canale. Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Bonifiche e possibili effetti sul sottosuolo e sulla falda Consumo di materiali da cava e produzione di inerti Le lavorazioni di cantiere a maggiore emissione acustica o in atmosfera vanno localizzate preferibilmente il più possibile lontano dalle aree residenziali esistenti, dai corsi d acqua e dagli edifici storici di pregio. In generale il programma dei lavori, soprattutto quando ci si trovi in zone residenziali, andrà contenuto entro i necessari tempi tecnici per realizzare i manufatti, evitando l allungamento dei tempi per la realizzazione del progetto in più fasi successive. Organizzare le attività e adottare misure comportamentali tali da minimizzare le emissioni dai mezzi e da evitare il disturbo nelle ore notturne o di riposo, e nelle giornate festive. Prevedere azioni di monitoraggio del disturbo e di informazione agli abitanti sul calendario delle attività previste e dei disturbi connessi. La relazione con la tempistica di esecuzione, il programma delle azioni di monitoraggio e di informazione saranno parte integrante degli atti di convenzionamento tra promotore e uffici comunali. Previsione di misure comportamentali per l abbattimento delle polveri, quali ad esempio: - il posizionamento di opportune pavimentazioni temporanee nelle aree di maggiore movimentazione dei mezzi; - l adozione di norme comportamentali per l innaffiamento, o il trattamento antipolvere, delle piste di cantiere; - adozione di norme comportamentali al fine di evitare di sporcare le strade urbane interessate dal traffico dei mezzi di cantiere (pulizia delle ruote, telonamento dei cassoni che trasportano inerti, ecc.) I percorsi dei mezzi nei quartieri esistenti e i punti di accesso ai cantieri saranno attentamente valutati e concordati con gli uffici comunali al fine di minimizzare il disturbo sulle attività urbane e sul traffico. Particolare attenzione andrà posta agli incroci critici interessati dai mezzi di cantiere. Previsione di eventuali azioni di monitoraggio e di informazione degli abitanti. Organizzazione delle attività in modo da minimizzare l impatto acustico sulle aree adiacenti e sui recettori ad alta sensibilità, ed eventuale previsione di azioni di monitoraggio. In casi particolarmente critici (es: presenza di scuole, presidi sanitari, aree residenziali, ecc.), ove non sia possibile distanziare in modo opportuno le lavorazioni più rumorose, si potranno adottare barriere antirumore temporanee. Per le aree produttive dismesse vanno approfonditi i temi legati ai possibili impatti sulla falda e sulla contaminazione eventuale dei suoli. Sviluppare caratterizzazione del sito e tutte le azioni previste dalla normativa in materia di bonifica dei suoli. Nel caso di realizzazione di fondazioni profonde con palificate adottare accorgimento al fine di evitare di mettere tra loro in contatto e contaminare i diversi strati della falda. Previsioni di pavimentazioni impermeabilizzate temporanee con sistema di raccolta dei reflui per le aree di parcheggio e manutenzione dei mezzi. Il suolo è da considerare come una risorsa preziosa e scarsa, ed è pertanto necessario contenerne ed ottimizzarne il consumo. Nelle fasi di cantiere adottare quindi azioni volte alla conservazione della risorsa, quali a titolo esemplificativo: - una progettazione mirata all ottimizzazione del compenso tra scavi e riporti; 218

53 - il riutilizzo degli inerti derivanti dalle demolizioni nelle aree dismesse, o dagli scavi, anche attraverso l accantonamento in depositi temporanei; - l ottimizzazione del riuso di materiali anche attraverso scambi che coinvolgano più ambiti di trasformazione, secondo modalità da concordare con gli uffici comunali; - l accantonamento dello strato di scotico ai fini del riutilizzo per la costituzione dello strato vegetale nelle aree verdi previste, e per la sistemazione di eventuali cumuli temporanei. 219

54 ATU03 ex Fiat Carta dei vincoli e delle criticità ambientali Carta delle sensibilità ambientali Parametri urbanistici Superficie Atr m 2 Indici aggiuntivi solo comparto 3.01 perequativo per acquisizione aree a per servizi 0,1 mq/mq Superficie pubblica da riqualificare 0 m 2 servizi urbani 0,1 mq/mq Superficie territoriale (St) m 2 comparto 3.01 min. 10% St Area parco comparto 3.02 min. 70% St pubblico urbano Indice comparto , 50 mq/mq per tutto l ATr min. 40% St edificatorio comparto ,15 mq/mq H max edifici 5 piani Destinazioni funzionali Destinazione principale Destinazioni escluse Sono ammesse tutte le destinazioni Attività produttive insalubri e rumorose e grandi strutture di vendita 220

55 Caratteri distintivi e obiettivi L area fa parte degli ambiti di trasformazione urbana. E un area in parte libera da edificazioni ed in parte occupata da attività produttive all interno del contesto urbano. Confina con viale Europa, con via Beato Innocenzo da Berzo e con il cimitero Maggiore. Gli obiettivi di trasformazione individuati dall amministrazione sono: - Riqualificazione dell intero ambito attraverso un mix funzionale variegato di qualità urbanistica ed architettonica; - Ricomposizione delle relazioni pedonali tra viale Europa ed il tessuto urbano a nord e a ovest dell ambito; - Ricomposizione del disegno dello spazio aperto del cimitero Maggiore ed eventuale integrazione con il parcheggio pubblico esistente. Il raggiungimento degli obiettivi è soggetto, a specifiche prescrizioni morfologiche. Prescrizioni morfologiche: - Garantire almeno una connessione ambientale nord-sud con le aree agricole a sud e l Ambito ATP Gran Rondò (vedi scheda grafica); - Va garantito un collegamento ciclopedonale tra la rete esistente e programmata lungo viale Europa e un collegamento nord-sud interno all ambito; - Va prevista la modifica del tracciato di via Camporelle all interno dell ambito con direzione sudovestnordest; - Le medie strutture di vendita dovranno essere integrate sotto l aspetto morfologico con le differenti tipologie della nuova proposta progettuale e la quota di parcheggi (pubblici e privati) va interrata o compresa nello stesso corpo di fabbrica. L ambito è in classe di fattibilità geologica 2 e 3. Lo studio di zonizzazione acustica inserisce l ambito in classe III aree di tipo misto e in classe IV aree di intensa attività umana. Parte dell area ricade all interno della fascia di rispetto cimiteriale. 221

56 Contesto urbano Elenco degli impatti potenziali Pressioni attese Impatti potenziali Incremento del carico urbanistico Previsione di media struttura di vendita Aumento della domanda di risorse e incremento di emissioni Aumento del carico di traffico e delle emissioni inquinanti Interazioni tra aree commerciali e aree residenziali, e area cimiteriale Fase di progetto: effetti sul sito Previsione di superfici pavimentate o impermeabili Inserimento di nuovi manufatti edilizi Trasformazione di aree verdi esistenti Incremento del grado di artificializzazione dei suoli Perdita di aree verdi in contesto urbano Riduzione della capacità di connessione ecologica dell area Fase di cantiere Movimentazione di mezzi e alle attività di cantiere Demolizione di manufatti edilizi esistenti Realizzazione di manufatti edilizi Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Bonifiche e possibili effetti sul sottosuolo e sulla falda Consumo di materiali da cava e produzione di inerti NOTA PER LA LETTURA DELLE SCHEDE Nella tabella precedente vengono elencati gli impatti qualitativi potenzialmente collegati con le tipologie di pressioni attese dal progetto, dalla fase di cantiere, con riferimento sia all intorno del sito che al più ampio contesto urbano. Nella scheda che segue vengono sviluppati gli aspetti significativi ai fini ambientali, contestualizzando nel singolo ambito territoriale le indicazioni di cui agli elenchi di controllo riportati al precedente paragrafo 7.3. La scheda di approfondimento costituisce appendice descrittiva rispetto alle prescrizioni previste dalle schede del Documento di Piano, e riportate per comodità di lettura anche nella precedente sezione caratteri distintivi e obiettivi. Si sottolinea in particolare che il riferimento primario per la sostenibilità, anche ambientale, degli interventi previsti sono le prescrizioni riportate nelle schede degli ambiti di trasformazione del Documento di Piano. Tuttavia, dato che la complessità di alcune tematiche non è affrontabile in modo esauriente con le informazioni a disposizione in questa fase di pianificazione (vista anche la funzione che la LR 12/2005 ha assegnato al Documento di Piano), la scheda che segue evidenzia i temi che potrebbero richiedere di essere approfonditi in sede di piano o progetto attuativo, con i dati di maggiore dettaglio che saranno disponibili. Le schede di questo capitolo, così come quelle degli ambiti di trasformazione contenute nel Documento di Piano, costituiscono riferimento per lo sviluppo delle successive fasi attuative degli ambiti di trasformazione. Non possono invece costituire riferimento per la valutazione degli impatti complessivi del piano, per i quali si rinvia alla lettura dei paragrafi 7.1, 7.2, e per gli effetti cumulativi al paragrafo

57 Scheda di approfondimento Impatti potenziali Aumento della domanda di risorse ed incremento delle emissioni Aumento del carico di traffico e delle emissioni inquinanti Interazioni tra aree produttive/commerciali e aree residenziali Incremento del grado di artificializzazione del suolo Perdita di aree verdi in contesto urbano Considerazioni e suggerimenti Adozione di tecniche di risparmio per il consumo di risorse (energetiche e idriche) come previste nelle normative vigenti nazionale (dlgs 192/2005 e smi) e regionale (LR 24/2006 e smi, e regolamenti attuativi). Adozione di accorgimenti tecnici negli impianti domestici e condominiali, negli edifici terziari e produttivi, al fine di contenere l utilizzo di acqua potabile e utilizzare l acqua meteorica o di prima falda per gli usi condominiali non potabili. Sviluppo di una relazione tecnica sul bilancio idrico ed energetico che dimostri l utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, motivando adeguatamente dal punto di vista tecnico l eventuale decisione di non utilizzo. Per i nuovi impianti produttivi o la ristrutturazione degli esistenti prevedere l ottimizzazione del ciclo produttivo, da provare anche attraverso apposito sistema di certificazione ambientale, al fine di contenere i consumi energetici e le emissioni, massimizzare il riuso del acque e il ricorso a fonti non potabili (prima falda e/o precipitazioni meteoriche). I reflui saranno trattati in appositi impianti e non dovranno gravare sull impianto di trattamento ad uso civile. Nelle funzioni produttive e di media struttura di vendita valutare l introduzione di soluzioni di avanguardia per il contenimento del consumo energetico e l utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (solare, biomasse, geotermia, ecc.). Nell ambito sono ammesse tutte le destinazioni, con esclusione del produttivo insalubre e della grande superficie di vendita. Gli accessi veicolari alle zone residenziali andranno mantenuti separati da quelli ad uso commerciale e/o produttivo. Nel caso di realizzazione di strutture commerciali o ad elevato afflusso di utenti prevedere uno studio di approfondimento sul carico indotto sul traffico, in considerazione della presenza della vicina grande struttura di vendita del Gran Rondò. L ambito è un area dismessa da riconvertire con regole di attuazione che prevedono interventi di trasformazione anche per comparti. Cogliere l opportunità di inserire, tra aree residenziali e nuove aree produttive, adeguate fasce filtro progettate a verde, con funzione di separazione visiva ed inserimento paesaggistico. L ambito è contiguo all area cimiteriale e interseca direttamente una parte della fascia di rispetto. Le funzioni da inserire saranno coerenti con la zonizzazione acustica prevista per il cimitero. Prevedere a tale fine la caratterizzazione acustica in fase di progettazione e il monitoraggio una volta che le opere siano state realizzate e le eventuali attività commerciali e produttive entrate in esercizio. Prevedere l acquisizione a patrimonio pubblico della parte dell area collocata intorno al cimitero, entro la fascia di rispetto. L intervento insiste per la maggiore parte su aree produttive dismesse, e quindi la trasformazione costituisce occasione sia per la bonifica dei suoli, come previsto dalle leggi vigenti, che per il contenimento delle superfici artificiali attraverso la reintroduzione di verde ed una consistente riduzione di tutte le pavimentazioni esistenti non più necessarie. In tale senso la relazione del progetto provvede a motivare adeguatamente le situazioni in cui le superfici impermeabili esistenti non vengano smantellate. Complessivamente le superfici permeabili costituiranno una parte consistente della superficie territoriale dell intervento. Adottare, in tutti i casi dove sia possibile, soluzioni per le superfici artificiali a permeabilità parziale. La mancata adozione di tali soluzioni, per cause tecniche o presenza di oggettive difficoltà, sarà motivata adeguatamente nella relazione del progetto. 223

58 Riduzione della capacità di connessione ecologica dell area Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Valutare la possibilità di realizzare almeno una parte dei parcheggi interrati al fine di contenere il consumo di suolo e lasciare spazio alle sistemazioni a verde Unitamente alle aree e ai frammenti di verde nelle zone limitrofe il verde esistente nell area costituisce un tessuto connettivo importante per mantenere un sufficiente grado di diversificazione ecologica anche all interno dell area urbana. Nella progettazione la struttura connettiva ecologica andrà potenziata. Una parte consistente del verde esistente andrà mantenuto e rafforzato per costituire connessioni con le aree verdi nelle zone intorno. Gli interventi a verde previsti saranno realizzati con essenze autoctone dotate di certificato di provenienza. Le lavorazioni di cantiere che presentano rilevanti emissione acustica o in atmosfera vanno localizzate preferibilmente il più possibile lontano dalle aree residenziali esistenti. Previsione di misure comportamentali per l abbattimento delle polveri, quali ad esempio: - il posizionamento di opportune pavimentazioni temporanee nelle aree di maggiore movimentazione dei mezzi; - l adozione di norme comportamentali per l innaffiamento, o il trattamento antipolvere, delle piste di cantiere; - adozione di norme comportamentali al fine di evitare di sporcare le strade urbane interessate dal traffico dei mezzi di cantiere (pulizia delle ruote, telonamento dei cassoni che trasportano inerti, ecc.) I percorsi dei mezzi nei quartieri esistenti e i punti di accesso ai cantieri saranno attentamente valutati e concordati con gli uffici comunali al fine di minimizzare il disturbo sulle attività urbane e sul traffico. Particolare attenzione andrà dedicata agli incroci critici interessati dai mezzi di cantiere. Previsione di eventuali azioni di monitoraggio e di informazione degli abitanti. Bonifiche e possibili effetti sul sottosuolo e sulla falda Consumo materiali di cava e produzione di inerti da demolizioni Per le aree produttive dismesse vanno approfonditi i temi legati ai possibili impatti sulla falda e sulla contaminazione eventuale dei suoli. Sviluppare caratterizzazione del sito e tutte le azioni previste dalla normativa in materia di bonifica dei suoli. Nel caso di realizzazione di fondazioni profonde con palificate adottare accorgimento al fine di evitare di mettere tra loro in contatto e contaminare i diversi strati della falda. Previsioni di pavimentazioni impermeabilizzate temporanee con sistema di raccolta dei reflui per le aree di parcheggio e manutenzione dei mezzi. Il suolo è da considerare come una risorsa preziosa e scarsa, ed è pertanto necessario contenerne ed ottimizzarne il consumo. Nelle fasi di cantiere adottare quindi azioni volte alla conservazione della risorsa, quali a titolo esemplificativo: - una progettazione mirata all ottimizzazione del compenso tra scavi e riporti; - il riutilizzo degli inerti derivanti dalle demolizioni nelle aree dismesse, o dagli scavi, anche attraverso l accantonamento in depositi temporanei; - l ottimizzazione del riuso di materiali anche attraverso scambi che coinvolgano più ambiti di trasformazione, secondo modalità da concordare con gli uffici comunali; - l accantonamento dello strato di scotico ai fini del riutilizzo per la costituzione dello strato vegetale nelle aree verdi previste, e per la sistemazione di eventuali cumuli temporanei. 224

59 ATU04 Voltini Carta dei vincoli e delle criticità ambientali Carta delle sensibilità ambientali Parametri urbanistici perequativo per Superficie Atr m 2 acquisizione aree 0,1 mq/mq Indici aggiuntivi: per servizi Superficie pubblica da riqualificare m 2 servizi urbani 0,1 mq/mq Superficie territoriale (St) m 2 Area parco pubblico urbano Min 30% St Indice edificatorio 0,5 mq/mq H max edifici 7 piani Destinazioni funzionali Destinazione principale Destinazioni escluse Sono ammesse tutte le destinazioni Attività produttive insalubri e rumorose e grandi strutture di vendita Caratteri distintivi e obiettivi L ambito fa parte degli ambiti di trasformazione urbana. E un area interstiziale, in parte libera da edificazioni e posta tra la via Libero Comune, via De Gasperi e il Colatore Cresmiero. Al suo interno viene segnalata una struttura edilizia di pregio storico architettonico l Ex Consorzio Agricolo. Gli obiettivi di trasformazione individuati dall amministrazione sono: - Riqualificazione dell intero ambito attraverso un mix funzionale variegato di qualità urbanistica ed architettonica; - Ricomposizione delle relazioni pedonali tra via De Gasperi ed il tessuto urbano a sud dell ambito sino a via Libero Comune; 225

60 - Ricomposizione delle relazioni ambientali e degli spazi aperti con il Canale Cresmiero. Il raggiungimento degli obiettivi è soggetto, a specifiche prescrizioni morfologiche. Prescrizioni morfologiche: - Va garantito il recupero della struttura edilizia dell ex Consorzio Agricolo entro il comparto 04.2; - Va garantito un collegamento ciclopedonale tra la rete esistente e programmata lungo via De Gasperi, un collegamento nord-sud tra via De Gasperi e via Libero Comune lungo il confine ovest dell ambito e un collegamento tra via Cattaneo e via Mercato; - Va garantito un collegamento viario tra via De Gasperi e via Cattaneo; - L accesso carrabile per i comparti 04.3 e 04.4 deve avvenire da via De Gasperi; - Le medie strutture d vendita dovranno essere integrate sotto l aspetto morfologico con le differenti tipologie della nuova proposta progettuale e la quota di parcheggi (pubblici e privati) va organizzata in strutture interrate o comprese nello stesso corpo di fabbrica; - La trasformazione del comparto 04.4, contenente la struttura sportiva dello stadio, potrà avvenire solo in concomitanza con la realizzazione e lo spostamento del servizio in altra area. L ambito è in classe di fattibilità geologica 2 e 3. Lo studio di zonizzazione acustica inserisce l ambito in classe III aree di tipo misto e classe IV aree di intensa attività umana. Confina con un area di attività generalmente generatrici di rumore (Figura 1.2, area 15). 226

61 Contesto urbano Elenco degli impatti potenziali Pressioni attese Impatti potenziali Incremento del carico urbanistico Presenza di funzione produttiva nelle aree confinanti Presenza dello stadio Servizi ad elevato afflusso di utenti Presenza di sottostazione elettrica sul confine ovest Aumento della domanda di risorse ed incremento delle emissioni Aumento del carico di traffico e delle emissioni inquinanti Interazioni tra aree produttive, commerciali e residenziali Campi elettromagnetici generati dalla presenza della sottostazione elettrica al confine Fase di progetto: effetti sul sito Mantenimento di superfici pavimentate o impermeabili Inserimento di nuovi manufatti edilizi Trasformazione di aree verdi esistenti Presenza di manufatti di particolare interesse storico tipologico Perdita di aree verdi esistenti in contesto urbano Incremento del grado di artificializzazione del suolo Riduzione della capacità di connessione ecologica dell area Inserimento di manufatti edilizi in contesto sensibile per la presenza di manufatti di interesse storico tipologico e del Canale Cresmiero Fase di cantiere Movimentazione di mezzi e attività di cantiere Demolizione manufatti edilizi esistenti Realizzazione di manufatti edilizi Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Consumo materiali di cava e produzione di inerti da demolizioni Danni alla vegetazione esistente e alla connettività ecologica NOTA PER LA LETTURA DELLE SCHEDE Nella tabella precedente vengono elencati gli impatti qualitativi potenzialmente collegati con le tipologie di pressioni attese dal progetto, dalla fase di cantiere, con riferimento sia all intorno del sito che al più ampio contesto urbano. Nella scheda che segue vengono sviluppati gli aspetti significativi ai fini ambientali, contestualizzando nel singolo ambito territoriale le indicazioni di cui agli elenchi di controllo riportati al precedente paragrafo 7.3. La scheda di approfondimento costituisce appendice descrittiva rispetto alle prescrizioni previste dalle schede del Documento di Piano, e riportate per comodità di lettura anche nella precedente sezione caratteri distintivi e obiettivi. Si sottolinea in particolare che il riferimento primario per la sostenibilità, anche ambientale, degli interventi previsti sono le prescrizioni riportate nelle schede degli ambiti di trasformazione del Documento di Piano. Tuttavia, dato che la complessità di alcune tematiche non è affrontabile in modo esauriente con le informazioni a disposizione in questa fase di pianificazione (vista anche la funzione che la LR 12/2005 ha assegnato al Documento di Piano), la scheda che segue evidenzia i temi che potrebbero richiedere di essere approfonditi in sede di piano o progetto attuativo, con i dati di maggiore dettaglio che saranno disponibili. 227

62 Le schede di questo capitolo, così come quelle degli ambiti di trasformazione contenute nel Documento di Piano, costituiscono riferimento per lo sviluppo delle successive fasi attuative degli ambiti di trasformazione. Non possono invece costituire riferimento per la valutazione degli impatti complessivi del piano, per i quali si rinvia alla lettura dei paragrafi 7.1, 7.2, e per gli effetti cumulativi al paragrafo 7.4. Scheda di approfondimento Impatti potenziali Aumento della domanda di risorse ed incremento delle emissioni Aumento del carico di traffico e delle emissioni inquinanti Considerazioni e suggerimenti Adozione di tecniche di risparmio per il consumo di risorse (energetiche e idriche) come previste nelle normative vigenti nazionale (dlgs 192/2005 e smi) e regionale (LR 24/2006 e smi, e regolamenti attuativi). Adozione di accorgimenti tecnici negli impianti domestici e condominiali, negli edifici terziari e produttivi, al fine di contenere l utilizzo di acqua potabile e utilizzare l acqua meteorica o di prima falda per gli usi condominiali non potabili. Sviluppo di una relazione tecnica sul bilancio idrico ed energetico che dimostri l utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, motivando adeguatamente dal punto di vista tecnico l eventuale decisione di non utilizzo. Nelle funzioni produttive e di media struttura di vendita valutare l introduzione di soluzioni di avanguardia per il contenimento del consumo energetico e l utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (solare, biomasse, geotermia, ecc.). Adozione di camini di luce e altre tecniche per massimizzare l illuminazione naturale degli edifici e minimizzare gli sprechi (interruttori a tempo, con sensori di presenza, regolazione flussi luminosi, ecc.). Adozione di impianti di illuminazione degli spazi comuni che utilizzino fonti rinnovabili, dotati di regolatori automatici del flusso luminoso, e progettati in modo da limitare l impatto luminoso sugli ecosistemi. L edificato è interno al contesto urbano. Valutare in sede di progettazione attuativa la necessità di uno studio di approfondimento del traffico che dia conto degli impatti e delle misure di mitigazione più opportune. Mantenere gli accessi veicolari alle zone residenziali separati da quelli ad uso commerciale e/o produttivo e dalla struttura sportiva esistente (stadio). 228

63 Interazioni tra aree produttive, commerciali e residenziali L ambito è in parte occupato da un area produttiva da riconvertire. E necessario in fase di progettazione sviluppare lo studio di caratterizzazione acustica, anche nella forma di valutazione previsionale di clima acustico e di impatto acustico (ai sensi della L 447/1995), al fine di valutare la possibilità di rispettare le indicazioni del piano di zonizzazione acustica. Così come per le aree produttive da riconvertire in altri usi, qualora non siano completamente dismesse, o nel caso che la realizzazione degli interventi sia prevista in più fasi, con coesistenza, anche solo temporanea, tra parti di nuovo insediamento e attività produttive in fase di dismissione. Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera sviluppare tutti gli approfondimenti necessari, in merito alle caratteristiche dell attività produttiva e alle sue emissioni, coinvolgendo comunque durante lo sviluppo del progetto gli uffici competenti di ASL o ARPA. Tra aree residenziali e produttive, prevedere adeguate fasce filtro progettate a verde, con funzione di separazione visiva ed inserimento paesaggistico. Campi elettromagnetici generati dalla presenza della sottostazione elettrica a confine Perdita di aree verdi esistenti in contesto urbano Incremento del grado di artificializzazione dei suoli Riduzione della capacità di connessione ecologica dell area In fase di approfondimento attuativo valutare l eventuale riposizionamento del tracciato delle linee elettriche in modo da collocarlo il più distante possibile dalle aree residenziali e dalle aree ad elevata frequentazione, anche al di là delle distanze di sicurezza strettamente richieste dalle normative. Tenere conto della presenza sul perimetro ovest dell ambito della sottostazione elettrica. Da valutare con ente gestore eventuale fattibilità di spostamento verso zona esterna della sottostazione elettrica, che si trova ormai in un ambito densamente urbanizzato. Questo consentirebbe anche l eliminazione degli elettrodotti dall area abitata. L ambito è in parte un area interstiziale all interno del costruito. In generale il progetto darà priorità al mantenimento delle aree verdi con presenza di vegetazione arborata, e al loro recupero con sistemazione ad area verde di quartiere. In presenza di aree a parcheggio, valutare la possibilità di realizzare almeno una parte dei parcheggi interrati al fine di contenere il consumo di suolo e lasciare spazio alle sistemazioni a verde. Nella progettazione degli spazi a verde garantire continuità con il verde esistente e nelle aree limitrofe. Unitamente alle aree e ai frammenti di verde nelle zone limitrofe il verde esistente nell area costituisce un tessuto connettivo importante per mantenere un sufficiente grado di diversificazione ecologica anche all interno dell area urbana. Nella progettazione la struttura connettiva ecologica andrà potenziata. Una parte consistente del verde esistente andrà mantenuto e rafforzato per costituire connessioni con le aree verdi nelle zone intorno. Gli interventi a verde previsti saranno realizzati con essenze autoctone dotate di certificato di provenienza. Inserimento di manufatti edilizi in contesto sensibile per la presenza di manufatti di interesse storico tipologico e del Canale Cresmiero L intervento di riuso di aree dismesse o degradate costituisce occasione per introdurre di spazi aperti, sistemazioni a verde, per contenere la densità insediativa e migliorare l inserimento urbanistico dell area e più in generale la qualità abitativa e la vivibilità del più ampio contesto urbano in cui si colloca. Nella zona sono presenti diversi manufatti di interesse storico tipologico, tra i quali la ex sede del Consorzio Agrario, oltre al Canale 229

64 Cresmiero dal lato nord. Nel caso della progettazione di nuovi edifici a destinazione residenziale e/o terziario fare una valutazione storicotipologica con riferimento all edilizia esistente all introno e, alla scala dell isolato o del quartiere, per quanto riguarda i rapporti tra pieni e vuoti. Siamo in un contesto urbano. Organizzare le attività in modo da minimizzare l impatto acustico e le emissioni in atmosfera dei mezzi sulle aree adiacenti ed evitarlo in particolare nelle ore notturne. Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Previsione di misure comportamentali per l abbattimento delle polveri, quali ad esempio: - il posizionamento di opportune pavimentazioni temporanee nelle aree di maggiore movimentazione dei mezzi; - l adozione di norme comportamentali per l innaffiamento, o il trattamento antipolvere, delle piste di cantiere; - adozione di norme comportamentali al fine di evitare di sporcare le strade urbane interessate dal traffico dei mezzi di cantiere (pulizia delle ruote, telonamento dei cassoni che trasportano inerti, ecc.) I percorsi dei mezzi nei quartieri esistenti e i punti di accesso ai cantieri dovranno essere attentamente valutati e concordati con gli uffici comunali al fine di minimizzare il disturbo sulle attività urbane e sul traffico. Particolare attenzione dovrà essere posta agli incroci critici interessati dai mezzi di cantiere. Previsione di eventuali azioni di monitoraggio e di informazione degli abitanti. Consumo materiali di cava e produzione di inerti da demolizioni Il suolo è da considerare come una risorsa preziosa e scarsa, ed è pertanto necessario contenerne ed ottimizzarne il consumo. Nelle fasi di cantiere si adotteranno quindi azioni volte alla conservazione della risorsa, quali a titolo esemplificativo: - una progettazione mirata all ottimizzazione del compenso tra scavi e riporti; - il riutilizzo degli inerti derivanti dalle demolizioni nelle aree dismesse, o dagli scavi, anche attraverso l accantonamento in depositi temporanei; - l ottimizzazione del riuso di materiali anche attraverso scambi che coinvolgano più ambiti di trasformazione, secondo modalità da concordare con gli uffici comunali; - l accantonamento dello strato di scotico ai fini del riutilizzo per la costituzione dello strato vegetale nelle aree verdi previste, e per la sistemazione di eventuali cumuli temporanei. Danni alla vegetazione esistente e alla connettività ecologica L ambito è in parte un area interstiziale. La parte sud confina con un area a terziario e con un giardino alberato che è l unica area permeabile dei dintorni. Organizzare il cantiere in modo tale da evitare che l occupazione provvisoria di aree e le lavorazioni danneggi le aree verdi limitrofe. Evitare la creazione di accumuli di materiali che possano diventare veicolo per l attecchimento di specie alloctone, potenzialmente infestanti. Nel caso siano previsti accumuli per tempi prolungati se ne deve prevedere la cura anche attraverso l inerbimento temporaneo, o il riutilizzo dello strato di scotico ricavato dagli scavi. 230

65 ATU05 Via Colombo Carta dei vincoli e delle criticità ambientali Carta delle sensibilità ambientali Parametri urbanistici perequativo per Superficie Atr m 2 acquisizione aree 0,1 mq/mq Indici aggiuntivi: per servizi Superficie pubblica da riqualificare m 2 servizi urbani 0,1 mq/mq Superficie territoriale (St) m 2 Area parco pubblico urbano Min 30% St Indice edificatorio 0,5 mq/mq H max edifici - comparto piani comparto m Destinazioni funzionali Destinazione principale Destinazioni escluse Sono ammesse tutte le destinazioni Attività produttive insalubri e rumorose e grandi strutture di vendita Caratteri distintivi e obiettivi L area fa parte degli ambiti di trasformazione urbana. L ambito è collocato nella parte sud del territorio comunale è attraversata da via Libero Comune e confina con via Macello a nord con il sistema Serio- Cresmiero ad est. Gli obiettivi di trasformazione individuati dall amministrazione sono: - Riqualificazione dell intero ambito attraverso un mix funzionale variegato di qualità urbanistica ed architettonica; - Ricomposizione delle relazioni pedonali tra via Libero Comune e via Viviani e tra il tessuto urbano ed il fiume Serio; - Ricomposizione delle relazioni ambientali e degli spazi aperti in connessione con il fiume Serio. 231

66 Il raggiungimento degli obiettivi è soggetto, a specifiche prescrizioni morfologiche. Prescrizioni morfologiche: - Va garantita la riqualificazione degli spazi pubblici lungo via del Macello e via Colombo; - Va garantito un collegamento ciclopedonale tra la rete esistente e programmata lungo via Libero Comune di superamento del fiume, un collegamento nord-sud lungo via Colombo e un collegamento nord-sud attraverso l ambito di connessione tra via Libero Comune e via Viviani; - Vanno garantite due connessioni ambientali est-ovest con il parco urbano del Serio come indicato in scheda grafica; - Va prevista una connessione viaria tra via Colombo e la strada SS 591; - Le medie strutture di vendita dovranno essere integrate sotto l aspetto morfologico con le differenti tipologie della nuova proposta progettuale e la quota dei parcheggi (pubblici e privati) va organizzata in strutture interrate o comprese nello stesso corpo di fabbrica; - Va garantito un parcheggio di uso pubblico lungo via Libero Comune come indicato in scheda grafica. L ambito è in classe di fattibilità geologica 2 e 3. Lo studio di zonizzazione acustica inserisce l ambito in classe III aree di tipo misto e in classe IV aree di intensa attività umana. Ad ovest, l ambito confina con un insediamento produttivo, mentre al confine con via Libero Comune si trova un recettore sensibile (Scuola media secondaria). La parte più ad ovest dell ambito è inserita all interno del Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Regionale del Serio e della fascia C del PA. Si sottolinea la presenza di fascia di rispetto cimiteriale 232

67 Elenco degli impatti potenziali Pressioni attese Impatti potenziali Aumento della domanda di risorse e incremento di emissioni Contesto urbano Incremento del carico urbanistico Consentito l inserimento o il mantenimento di produttivo Aumento del carico di traffico e delle emissioni Interazioni tra aree produttive e aree residenziali e commerciali Presenza di allevamento avicolo nei pressi delle aree programmate Aumento del grado di artificializzazione dei suoli Fase di progetto: effetti sul sito Previsione di superfici pavimentate o impermeabili Inserimento di nuovi manufatti edilizi Inserimento di manufatti edilizi in aree sensibili da punto di vista paesaggistico Perdita di aree a verde esistenti in contesto urbano Riduzione della capacità di connessione ecologica dell area Fase di cantiere Movimentazione di mezzi e altre attività di cantiere Realizzazione di manufatti edilizi Demolizione edifici produttivi dismessi Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Bonifiche e possibili effetti sul sottosuolo e sulla falda Consumo di materiali da cava e produzione di inerti da demolizioni Danni alla vegetazione esistente e alla connettività ecologica NOTA PER LA LETTURA DELLE SCHEDE Nella tabella precedente vengono elencati gli impatti qualitativi potenzialmente collegati con le tipologie di pressioni attese dal progetto, dalla fase di cantiere, con riferimento sia all intorno del sito che al più ampio contesto urbano. Nella scheda che segue vengono sviluppati gli aspetti significativi ai fini ambientali, contestualizzando nel singolo ambito territoriale le indicazioni di cui agli elenchi di controllo riportati al precedente paragrafo 7.3. La scheda di approfondimento costituisce appendice descrittiva rispetto alle prescrizioni previste dalle schede del Documento di Piano, e riportate per comodità di lettura anche nella precedente sezione caratteri distintivi e obiettivi. Si sottolinea in particolare che il riferimento primario per la sostenibilità, anche ambientale, degli interventi previsti sono le prescrizioni riportate nelle schede degli ambiti di trasformazione del Documento di Piano. Tuttavia, dato che la complessità di alcune tematiche non è affrontabile in modo esauriente con le informazioni a disposizione in questa fase di pianificazione (vista anche la funzione che la LR 12/2005 ha assegnato al Documento di Piano), la scheda che segue evidenzia i temi che potrebbero richiedere di essere approfonditi in sede di piano o progetto attuativo, con i dati di maggiore dettaglio che saranno disponibili. Le schede di questo capitolo, così come quelle degli ambiti di trasformazione contenute nel Documento di Piano, costituiscono riferimento per lo sviluppo delle successive fasi attuative degli ambiti di trasformazione. Non possono invece costituire riferimento per la valutazione degli impatti complessivi del piano, per i quali si rinvia alla lettura dei paragrafi 7.1, 7.2, e per gli effetti cumulativi al paragrafo

68 Scheda di approfondimento Impatti potenziali Considerazioni e suggerimenti Aumento della domanda di risorse e incremento di emissioni Adozione di tecniche di risparmio per il consumo di risorse (energetiche e idriche) come previste nelle normative vigenti nazionale (dlgs 192/2005 e smi) e regionale (LR 24/2006 e smi, e regolamenti attuativi). Adozione di accorgimenti tecnici negli impianti domestici e condominiali, negli edifici terziari e produttivi, al fine di contenere l utilizzo di acqua potabile e utilizzare l acqua meteorica o di prima falda per gli usi condominiali non potabili. Sviluppo di previsione di bilancio idrico che renda conto delle tecnologie adottate e dei miglioramenti conseguiti. L adozione di tecnologie o modalità diverse dalle migliori disponibili sarà comunque adeguatamente motivata nella relazione di bilancio. Sviluppo di una relazione tecnica sul bilancio idrico ed energetico che dimostri l utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, motivando adeguatamente dal punto di vista tecnico l eventuale decisione di non utilizzo. Nelle funzioni produttive e di media struttura di vendita valutare l introduzione nei manufatti edilizi delle soluzioni di avanguardia per il contenimento del consumo energetico e l utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (solare, biomasse, geotermia, ecc.). Aumento del carico di traffico e delle emissioni Da valutare in sede di progettazione attuativa eventuale necessità di uno studio di approfondimento del traffico che dia conto degli impatti e delle misure di mitigazione più opportune, in presenza di funzioni ad elevato afflusso di utenti o di automezzi pesanti. Gli accessi veicolari alle zone residenziali devono essere mantenuti separati da quelli ad uso commerciale e/o produttivo. Interazioni tra aree produttive e aree residenziali Le aree residenziali saranno separate da quelle produttive, sia quelle presenti o da realizzare nell area di intervento, sia quelle esistenti nelle aree al confine. L eventuale realizzazione per fasi successive, in considerazione delle dimensioni dell area, può portare a situazioni anche temporanee di vicinanza tra nuova residenza e produttivo in fase di dismissione ma ancora presente nell area. Nella progettazione approfondire anche tali situazioni temporanee, qualora si manifestino. Prevedere adeguate fasce filtro progettate a verde con specifiche essenze, che abbiano funzione di separazione visiva e inserimento paesaggistico. Presenza di allevamento avicolo nei pressi delle aree programmate Come prescrive ASL nella sua nota, si devono rispettare le distanze dell allevamento (codice aziendale CR059) dalle strutture di pubblico utilizzo come da art del Regolamento Locale di Igiene, o in alternativa si dovrà cessare l attività zootecnica. 234

69 Aumento del grado di artificializzazione dei suoli Perdita di aree a verde esistenti in contesto urbano Riduzione della capacità di connessione ecologica dell area Inserimento di manufatti edilizi in aree sensibili da punto di vista paesaggistico Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Attualmente il sito sede della caserma dei vigili del fuoco e dell ortomercato è per buona parte impermeabilizzato ed in un contesto urbanizzato. La sostituzione della struttura esistente deve diventare occasione per introdurre verde ed una quota consistente di superfici permeabili. Si dovrà evitare l edificazione o la realizzazione di impianti sportivi in tutta l area interessata da classe di fattibilità geologica 4. In tale area sono ammesse unicamente strutture leggere ai fini della fruizione a parco pubblico, e si dovrà comunque fare riferimento alla normativa del Piano di Assetto idrogeologico dell Autorità di Bacino del Fiume Po e alla normativa del Piano Territoriale di Coordinamento del Parco del Serio. All interno della fascia fluviale si dovranno evitare sbancamenti, livellamenti, asportazione e deposito dei materiali e nella realizzazione degli interventi si dovranno seguire le indicazioni fornite nella normativa del PAI dell Autorità di Bacino del Fiume Po e nella normativa del PTC del Parco del Serio. Sono consentite unicamente attrezzature di tipo estensivo (tipo panchine, servizi igienici, tavoli da pic-nic, strutture per il gioco dei bambini, ma non attrezzature sportive), che non alterino i valori ambientali e ne favoriscano il recupero e la ricostituzione naturalistica, e che servano a favorire la fruizione pubblica delle aree. Tra le opere edilizie sono ammessi unicamente piccoli chioschi funzionali alle esigenze dell utenza che frequenta il parco, e comunque in misura non superiore a metri 100 per ciascuna area a verde attrezzato. La presenza del corridoio primario del fiume Serio e del Canale Cresmiero diventa un opportunità per una progettazione del verde in fase attuativa che privilegi la connessione e le relazioni con il corridoio ecologico e con il sistema Serio-Cresmiero. Secondo l art 21 del PTC del Parco del Serio vige l obbligo di sistemare a verde almeno la metà della superficie fondiaria. Particolarmente importante mantenere le aree permeabili nella zona ad est, con una sistemazione a verde che accompagni il sistema Serio-Cresmiero, anche in considerazione della elevata vulnerabilità idrogeologica della zona, oltre che della rilevanza del Serio come corridoio ecologico di primaria importanza. La realizzazione del progetto sarà subordinata all adozione di tutte le misure e alla realizzazione degli interventi che emergono dallo studio idrogeologico e che sono funzionali alla messa in sicurezza del corso d acqua. Gli interventi a verde previsti saranno realizzati con essenze autoctone dotate di certificato di provenienza. I manufatti si vanno ad inserire in un contesto delicato dal punto di vista paesaggistico per la presenza del Fiume Serio con la sua ampia fascia ripariale, del Canale Cresmiero e di tipologie edilizie di interesse storico architettonico al confine dal lato sud-ovest. Le altezze degli edifici non dovranno superare i dieci metri nelle are di intervento ricadenti all interno del Parco del Serio ed essere coerenti con le altezze medie degli edifici già presenti nell area. Le lavorazioni di cantiere a maggiore emissione acustica o in atmosfera vanno localizzate il più possibile lontano dalle aree residenziali esistenti, dai corsi d acqua e dagli edifici storici di pregio. 235

70 Bonifiche e possibili effetti sul sottosuolo e sulla falda Consumo di materiali da cava e produzione di inerti da demolizioni Danni alla vegetazione esistente e alla connettività ecologica Previsione di misure comportamentali per l abbattimento delle polveri, quali ad esempio: - il posizionamento di opportune pavimentazioni temporanee nelle aree di maggiore movimentazione dei mezzi; - l adozione di norme comportamentali per l innaffiamento, o il trattamento antipolvere, delle piste di cantiere; - adozione di norme comportamentali al fine di evitare di sporcare le strade urbane interessate dal traffico dei mezzi di cantiere (pulizia delle ruote, telonamento dei cassoni che trasportano inerti, ecc.) Per le aree produttive dismesse vanno approfonditi i temi legati ai possibili impatti sulla falda e sulla contaminazione eventuale dei suoli. Sviluppare caratterizzazione del sito e tutte le azioni previste dalla normativa in materia di bonifica dei suoli. Nel caso di realizzazione di fondazioni profonde con palificate adottare accorgimento al fine di evitare di mettere tra loro in contatto e contaminare i diversi strati della falda. Previsioni di pavimentazioni impermeabilizzate temporanee con sistema di raccolta dei reflui per le aree di parcheggio e manutenzione dei mezzi. Il suolo è da considerare come una risorsa preziosa e scarsa, ed è pertanto necessario contenerne ed ottimizzarne il consumo. Nelle fasi di cantiere adottare quindi azioni volte alla conservazione della risorsa, quali a titolo esemplificativo: - una progettazione mirata all ottimizzazione del compenso tra scavi e riporti; - il riutilizzo degli inerti derivanti dalle demolizioni nelle aree dismesse, o dagli scavi, anche attraverso l accantonamento in depositi temporanei; - l ottimizzazione del riuso di materiali anche attraverso scambi che coinvolgano più ambiti di trasformazione, secondo modalità da concordare con gli uffici comunali; - l accantonamento dello strato di scotico ai fini del riutilizzo per la costituzione dello strato vegetale nelle aree verdi previste, e per la sistemazione di eventuali cumuli temporanei. Organizzazione delle fasi di cantiere in modo tale da minimizzare l eventuale impatto sul sistema Serio-Cresmiero e sull area a verde tra via Libero Comune e via Colombo. Evitare inoltre la creazione di accumuli di materiali che possano diventare veicolo per l attecchimento di specie alloctone, potenzialmente infestanti. Nel caso siano previsti accumuli per tempi prolungati se ne curerà l inerbimento temporaneo, o il riutilizzo dello strato di scotico ricavato dagli scavi. Prevedere l installazione del verde di progetto, in tutti i casi dove questo sia possibile, prima dell avvio della fase di cantiere, a parziale mitigazione degli impatti generati dalle emissioni del cantiere sulle aree naturali limitrofe. Gli inserimenti a verde potranno svolgere una funzione di parziale mascheratura visiva delle installazioni durante la cantierizzazione. Gli impianti a verde installati saranno monitorati per tutta la durata del cantiere e comunque per almeno due anni dopo la fine della fase di realizzazione, al fine di verificarne l attecchimento e prevedere le sostituzioni che si evidenzino necessarie. 236

71 Piano di Governo del Territorio/Documento di Piano ATU06 ex Bosch Carta dei vincoli e delle criticità ambientali Carta delle sensibilità ambientali Parametri urbanistici 2 Superficie Atr m Superficie pubblica da riqualificare Superficie territoriale (St) Indice edificatorio m m 0,5 mq/mq 2 perequativo per acquisizione aree Indici aggiuntivi: per servizi servizi urbani Area parco pubblico urbano H max edifici 0.1 mq/mq 0.1 mq/mq Min 75% St 5 piani Destinazioni funzionali Destinazione principale Sono ammesse tutte le destinazioni Attività produttive insalubri e rumorose e grandi strutture di vendita Destinazioni escluse Caratteri distintivi e obiettivi L area fa parte degli ambiti di trasformazione urbana ed è localizzata tra Via del Picco, via Indipendenza e via Cavalli. E un ambito prevalentemente costruito e in parte ex-produttivo. Gli obiettivi di trasformazione individuati dall amministrazione sono: - Riqualificazione dell intero ambito attraverso un mix funzionale variegato di qualità urbanistica ed architettonica; - Ricomposizione del disegno dello spazio aperto con carattere unitario dell area posta a sud dell ambito in relazione alle funzioni di interesse generali esistenti e programmate; - Riqualificazione morfologica e delle relazioni viarie e pedonali con il tessuto urbano circostante. 237

72 Il raggiungimento degli obiettivi è soggetto, a specifiche prescrizioni morfologiche. Prescrizioni morfologiche: - Gli edifici devono essere allineati lungo le aree del parco urbano intorno all area; - Va garantito un collegamento ciclopedonale all interno dell ambito tra la rete esistente e programmata da via Picco a via Cappellazzi; - Va prevista una razionalizzazione viaria di collegamento tra viale Indipendenza e via Cavalli; - Gli accessi carrabili diretti all area dovranno essere da via Picco e da via Cavalli; - Le medie strutture di vendita dovranno essere integrate sotto l aspetto morfologico con le differenti tipologie della nuova proposta progettuale e la quota di parcheggi (pubblici e privati) va interrata o compresa nello stesso corpo di fabbrica. L ambito è in classe di fattibilità geologica 3. Lo studio di zonizzazione acustica inserisce l ambito in classe II aree prevalentemente residenziali, classe III aree di tipo misto e classe IV aree di intensa attività umana. Si segnala inoltre la presenza a confine con una attività generalmente generatrice di rumore (vedi figura 1.2 area n. 19). L ambito confina con strade urbane di penetrazione e attraversamento di classe III. 238

73 Elenco degli impatti potenziali Pressioni attese Impatti potenziali Contesto urbano Incremento del carico urbanistico Previsione funzione produttiva e media struttura di vendita Aumento della domanda di risorse ed incremento delle emissioni Aumento del carico di traffico e delle emissioni inquinanti Interazioni tra aree produttive, commerciali e aree residenziali Fase di progetto: effetti sul sito Mantenimento di superfici pavimentate o impermeabili Incremento del grado di artificializzazione del suolo Fase di cantiere Movimentazione di mezzi e attività di cantiere Demolizione manufatti edilizi esistenti Realizzazione di manufatti edilizi Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Bonifiche e possibili effetti sul sottosuolo e sulla falda Consumo materiali di cava e produzione di inerti da demolizioni NOTA PER LA LETTURA DELLE SCHEDE Nella tabella precedente vengono elencati gli impatti qualitativi potenzialmente collegati con le tipologie di pressioni attese dal progetto, dalla fase di cantiere, con riferimento sia all intorno del sito che al più ampio contesto urbano. Nella scheda che segue vengono sviluppati gli aspetti significativi ai fini ambientali, contestualizzando nel singolo ambito territoriale le indicazioni di cui agli elenchi di controllo riportati al precedente paragrafo 7.3. La scheda di approfondimento costituisce appendice descrittiva rispetto alle prescrizioni previste dalle schede del Documento di Piano, e riportate per comodità di lettura anche nella precedente sezione caratteri distintivi e obiettivi. Si sottolinea in particolare che il riferimento primario per la sostenibilità, anche ambientale, degli interventi previsti sono le prescrizioni riportate nelle schede degli ambiti di trasformazione del Documento di Piano. Tuttavia, dato che la complessità di alcune tematiche non è affrontabile in modo esauriente con le informazioni a disposizione in questa fase di pianificazione (vista anche la funzione che la LR 12/2005 ha assegnato al Documento di Piano), la scheda che segue evidenzia i temi che potrebbero richiedere di essere approfonditi in sede di piano o progetto attuativo, con i dati di maggiore dettaglio che saranno disponibili. Le schede di questo capitolo, così come quelle degli ambiti di trasformazione contenute nel Documento di Piano, costituiscono riferimento per lo sviluppo delle successive fasi attuative degli ambiti di trasformazione. Non possono invece costituire riferimento per la valutazione degli impatti complessivi del piano, per i quali si rinvia alla lettura dei paragrafi 7.1, 7.2, e per gli effetti cumulativi al paragrafo

74 Scheda di approfondimento Impatti potenziali Aumento della domanda di risorse ed incremento delle emissioni Aumento del carico di traffico e delle emissioni inquinanti Considerazioni e suggerimenti Adozione di tecniche di risparmio per il consumo di risorse (energetiche e idriche) come previste nelle normative vigenti nazionale (dlgs 192/2005 e smi) e regionale (LR 24/2006 e smi, e regolamenti attuativi). Adozione di accorgimenti tecnici negli impianti domestici e condominiali, negli edifici terziari e produttivi, al fine di contenere l utilizzo di acqua potabile e utilizzare l acqua meteorica o di prima falda per gli usi condominiali non potabili. Sviluppo di una relazione tecnica sul bilancio idrico ed energetico che dimostri l utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, motivando adeguatamente dal punto di vista tecnico l eventuale decisione di non utilizzo. Nelle funzioni produttive e di media struttura di vendita valutare l introduzione di soluzioni di avanguardia per il contenimento del consumo energetico e l utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (solare, biomasse, geotermia, ecc.). Per i nuovi impianti produttivi o la ristrutturazione degli esistenti si dovrà prevedere l ottimizzazione del ciclo produttivo, da provare anche attraverso apposito sistema di certificazione ambientale, al fine di contenere i consumi energetici e le emissioni, massimizzare il riuso del acque e il ricorso a fonti non potabili (prima falda e/o precipitazioni meteoriche). I reflui saranno trattati in appositi impianti in modo da non gravare sull impianto di trattamento ad uso civile. Adozione di camini di luce e altre tecniche per massimizzare l illuminazione naturale degli edifici e minimizzare gli sprechi (interruttori a tempo, con sensori di presenza, regolazione flussi luminosi, ecc.). Adozione di impianti di illuminazione degli spazi comuni che utilizzino fonti rinnovabili, dotati di regolatori automatici del flusso luminoso, e progettati in modo da limitare l impatto luminoso sugli ecosistemi. L area è interna al contesto urbano. Valutare in sede di progettazione attuativa la necessità di uno studio di approfondimento del traffico che dia conto degli impatti e delle misure di mitigazione più opportune. Gli accessi veicolari alle zone residenziali saranno mantenuti separati da quelli ad uso commerciale e/o produttivo e dalla struttura sportiva esistente (stadio). L ambito è in parte un area produttiva da riconvertire. E necessario in fase di progettazione sviluppare lo studio di caratterizzazione acustica, anche nella forma di valutazione previsionale di clima acustico e di impatto acustico (ai sensi della L 447/1995), al fine di valutare la possibilità di rispettare le indicazioni del piano di zonizzazione acustica. Interazioni tra aree produttive/commerciali e aree residenziali L ambito è in parte un area dismessa ed in parte ancora produttiva. E necessario in fase di progettazione sviluppare lo studio di caratterizzazione acustica nel caso le aree produttive non siano completamente dismesse. Così come per le aree produttive da riconvertire in altri usi, qualora non siano completamente dismesse, o nel caso che la realizzazione degli interventi sia prevista in più fasi, con coesistenza, anche solo temporanea, tra parti di nuovo insediamento e attività produttive in fase di dismissione. Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera sviluppare tutti gli approfondimenti necessari, in merito alle caratteristiche dell attività produttiva e alle sue emissioni, coinvolgendo comunque durante lo sviluppo del progetto gli uffici competenti di ASL o ARPA. Tra aree residenziali e produttive, prevedere adeguate fasce filtro progettate a verde, con funzione di separazione visiva ed inserimento 240

75 paesaggistico. Incremento del grado di artificializzazione del suolo Poiché l intervento insiste su aree produttive parzialmente dismesse, la trasformazione costituisce occasione sia per la bonifica dei suoli, come previsto dalle leggi vigenti, che per il contenimento delle superfici artificiali attraverso la reintroduzione di verde ed una consistente riduzione di tutte le pavimentazioni esistenti non più necessarie. In tale senso la relazione del progetto motiverà adeguatamente le situazioni in cui le superfici impermeabili esistenti non vengano smantellate. Valutare la realizzazione di parte dei parcheggi in strutture interrate sotto gli edifici in modo da liberare aree per sistemazioni a verde o per l inserimento di pavimentazione parzialmente permeabili. Siamo in un contesto urbano. Organizzare le attività in modo da minimizzare l impatto acustico e le emissioni in atmosfera dei mezzi sulle aree adiacenti ed evitarlo in particolare nelle ore notturne. Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Previsione di misure comportamentali per l abbattimento delle polveri, quali ad esempio: - il posizionamento di opportune pavimentazioni temporanee nelle aree di maggiore movimentazione dei mezzi; - l adozione di norme comportamentali per l innaffiamento, o il trattamento antipolvere, delle piste di cantiere; - adozione di norme comportamentali al fine di evitare di sporcare le strade urbane interessate dal traffico dei mezzi di cantiere (pulizia delle ruote, telonamento dei cassoni che trasportano inerti, ecc.) Bonifiche e possibili effetti sul sottosuolo e sulla falda Consumo materiali di cava e produzione di inerti da demolizioni I percorsi dei mezzi nei quartieri esistenti e i punti di accesso ai cantieri saranno attentamente valutati e concordati con gli uffici comunali al fine di minimizzare il disturbo sulle attività urbane e sul traffico. Particolare attenzione andrà posta agli incroci critici interessati dai mezzi di cantiere. Previsione di eventuali azioni di monitoraggio e di informazione degli abitanti. Per le aree produttive dismesse vanno approfonditi i temi legati ai possibili impatti sulla falda e sulla contaminazione eventuale dei suoli. Sviluppare caratterizzazione del sito e tutte le azioni previste dalla normativa in materia di bonifica dei suoli. Nel caso di realizzazione di fondazioni profonde con palificate adottare accorgimento al fine di evitare di mettere tra loro in contatto e contaminare i diversi strati della falda. Previsioni di pavimentazioni impermeabilizzate temporanee con sistema di raccolta dei reflui per le aree di parcheggio e manutenzione dei mezzi. Il suolo è da considerare come una risorsa preziosa e scarsa, ed è pertanto necessario contenerne ed ottimizzarne il consumo. Nelle fasi di cantiere adottare quindi azioni volte alla conservazione della risorsa, quali a titolo esemplificativo: - una progettazione mirata all ottimizzazione del compenso tra scavi e riporti; - il riutilizzo degli inerti derivanti dalle demolizioni nelle aree dismesse, o dagli scavi, anche attraverso l accantonamento in depositi temporanei; - l ottimizzazione del riuso di materiali anche attraverso scambi che coinvolgano più ambiti di trasformazione, secondo modalità da concordare con gli uffici comunali; - l accantonamento dello strato di scotico ai fini del riutilizzo per la costituzione dello strato vegetale nelle aree verdi previste, e per la sistemazione di eventuali cumuli temporanei. 241

76 Piano di Governo del Territorio/Documento di Piano ATU07 Stalloni Carta dei vincoli e delle criticità ambientali Carta delle sensibilità ambientali Parametri urbanistici Superficie Atr Superficie territoriale (St) * Indice edificatorio m m 2 * Area parco pubblico urbano H max edifici Indici aggiuntivi: * * Tipologia dei servizi e loro consistenza saranno definite dal Consiglio Comunale, in sede di Pianificazione Attuativa e regolamenti con apposita convenzione Destinazioni funzionali Ammesse destinazioni definite dall Accordo di Programma (AdP) (servizi pubblici e di interesse pubblico, Museo della carrozza) Destinazione principale Destinazioni escluse 242

77 Caratteri distintivi e obiettivi L area fa parte degli ambiti di trasformazione con piano attuativo in corso ed è compreso tra le vie Mercato, Massari e Bottesini. E un ambito prevalentemente costruito con alcuni edifici da conservare o recuperare (vedi schede ambito). Questo ambito fa parte di un Accordo di Programma tra regione Lombardia, provincia di Cremona, comune di Crema, Istituto Sperimentale Italiano Lazzaro Spallanzani e l ERSAF. Gli obiettivi di trasformazione individuati dall Accordo di Programma firmato nel 2009 si possono riassumere nei seguenti punti: - Riqualificazione dell ambito in coerenza con le disposizioni dell Accordo di Programma con Regione Lombardia che hanno come obiettivo la riqualificazione del Centro Ippico attraverso la ristrutturazione edilizia ed urbanistica del complesso. Vengono mantenute le attività di carattere socio assistenziale e l implementazione delle attività di ricerca, didattica e formazione, oltre che espositive/museali legate al cavallo. - Parcheggio pubblico interrato di 500 posti; - Servizi di interesse pubblico in aggiunta alle funzioni legate al cavallo, quali museo e funzioni ricettive; Prescrizioni morfologiche: - Realizzazione di un percorso interno che colleghi il nucleo di antica formazione con il quartiere di Crema Nuova; - Riqualificazione delle aree libere al fine di aumentarne la fruibilità; Regole per l attuazione: - La tipologia dei servizi e la loro consistenza, saranno definite dal Consiglio Comunale, in sede di Pianificazione Attuativa e regolamenti con apposita convenzione. - Gli interventi seguiranno la normativa regionale vigente in merito al percorso di approvazione e di valutazione ambientale. L ambito è in classe di fattibilità geologica 3. Lo studio di zonizzazione acustica inserisce l ambito in classe II aree prevalentemente residenziali e classe III aree di tipo misto. Le strade a confine est ed ovest sono classificate quali Strade urbane di penetrazione e attraversamento (classe III). 243

78 Contesto urbano Elenco degli impatti potenziali Pressioni attese Impatti potenziali Realizzazione di parcheggio pubblico interrato Realizzazione di strutture museali e servizi Aumento della domanda di risorse ed incremento delle emissioni Aumento del carico di traffico e delle emissioni inquinanti Presenza di allevamento cavalli in area urbana Fase di progetto: effetti sul sito Mantenimento di superfici pavimentate o impermeabili Realizzazione di parcheggi Trasformazione di aree verdi esistenti Perdita di aree verdi esistenti in contesto urbano Incremento del grado di artificializzazione del suolo Trasformazioni in contesto sensibile per la presenza di manufatti di interesse storico tipologico Fase di cantiere Movimentazione di mezzi e attività di cantiere Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) NOTA PER LA LETTURA DELLE SCHEDE Nella tabella precedente vengono elencati gli impatti qualitativi potenzialmente collegati con le tipologie di pressioni attese dal progetto, dalla fase di cantiere, con riferimento sia all intorno del sito che al più ampio contesto urbano. Nella scheda che segue vengono sviluppati gli aspetti significativi ai fini ambientali, contestualizzando nel singolo ambito territoriale le indicazioni di cui agli elenchi di controllo riportati al precedente paragrafo 7.3. La scheda di approfondimento costituisce appendice descrittiva rispetto alle prescrizioni previste dalle schede del Documento di Piano, e riportate per comodità di lettura anche nella precedente sezione caratteri distintivi e obiettivi. Si sottolinea in particolare che il riferimento primario per la sostenibilità, anche ambientale, degli interventi previsti sono le prescrizioni riportate nelle schede degli ambiti di trasformazione del Documento di Piano. Tuttavia, dato che la complessità di alcune tematiche non è affrontabile in modo esauriente con le informazioni a disposizione in questa fase di pianificazione (vista anche la funzione che la LR 12/2005 ha assegnato al Documento di Piano), la scheda che segue evidenzia i temi che potrebbero richiedere di essere approfonditi in sede di piano o progetto attuativo, con i dati di maggiore dettaglio che saranno disponibili. Le schede di questo capitolo, così come quelle degli ambiti di trasformazione contenute nel Documento di Piano, costituiscono riferimento per lo sviluppo delle successive fasi attuative degli ambiti di trasformazione. Non possono invece costituire riferimento per la valutazione degli impatti complessivi del piano, per i quali si rinvia alla lettura dei paragrafi 7.1, 7.2, e per gli effetti cumulativi al paragrafo

79 Scheda di approfondimento Impatti potenziali Aumento della domanda di risorse ed incremento delle emissioni Aumento del carico di traffico e delle emissioni inquinanti Presenza di allevamento di cavalli in area urbana Perdita di aree verdi esistenti in contesto urbano Incremento del grado di artificializzazione dei suoli Considerazioni e suggerimenti Gli interventi di ristrutturazione costiutiscono occasione per adottare negli edifici pubblici tecniche di risparmio per il consumo di risorse (energetiche e idriche) come previste nelle normative vigenti nazionale (dlgs 192/2005 e smi) e regionale (LR 24/2006 e smi, e regolamenti attuativi). L edificato è interno al contesto urbano. Poiché si prevede di ristrutturare il Centro Ippico esistente e di implementare le attività di ricerca, didattica e formazione, oltre che quelle espositive/museali, sarà da considerare il potenziale afflusso di utenza sia per la natura didattica che assumerà il Centro che in occasione di eventi e manifestazioni. Si prevede inoltre la realizzazione di importanti aree a parcheggio interrate in zona di centro storico. Valutare quindi in sede di progettazione attuativa la necessità di uno studio di approfondimento del traffico sulla viabilità urbana. Come prescrive ASL nella sua nota, si devono rispettare le distanze dell allevamento dalle strutture di pubblico utilizzo come da art del Regolamento Locale di Igiene, o in alternativa si dovrà cessare l attività zootecnica. Mantenere il verde arborato esistente ed evitare il più possibile l incremento di superfici impermeabili. Relazionare gli interventi a verde previsti con la vegetazione presente all interno del giardino esistente. Nella progettazione degli spazi a verde garantire continuità con il verde esistente e nelle aree limitrofe Inserimento di manufatti edilizi in contesto sensibile per la presenza di manufatti di interesse storico tipologico Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Nel caso della progettazione di nuovi edifici fare una valutazione storico-tipologica con riferimento all edilizia esistente e, alla scala dell isolato o del quartiere, per quanto riguarda i rapporti tra pieni e vuoti, soprattutto in considerazione della localizzazione dell ambito all interno del centro storico. Siamo in un contesto urbano. Organizzare le attività in modo da minimizzare l impatto acustico e le emissioni in atmosfera dei mezzi sulle aree adiacenti ed evitarlo in particolare nelle ore notturne. 245

80 ATP01 Gran Rondò Carta dei vincoli e delle criticità ambientali Carta delle sensibilità ambientali Parametri urbanistici Superficie Atr m Indici aggiuntivi: Superficie pubblica da riqualificare m Superficie territoriale (St) m 2 Area parco pubblico urbano Min 75% St Indice edificatorio 0,15 mq/mq H max edifici 5 piani Destinazioni funzionali Destinazione principale Destinazioni escluse Residenziale e funzioni complementari alla residenza Le altre destinazioni Caratteri distintivi e obiettivi L area fa parte degli ambiti di trasformazione periurbana ed è collocato nella parte ovest del territorio comunale. Una porzione d ambito confina a nordovest con il colatore Cresmiero, a nord con edificato consolidato, a sud con via Milano e si svolge in senso nordovest-sudest lungo la via Milano sino all incrocio con viale Europa. E un ambito libero da edificazioni. Gli obiettivi di trasformazione individuati dall amministrazione sono: - Completamento del tessuto urbano attraverso nuove edificazioni di carattere prevalentemente residenziale da concentrarsi prevalentemente lungo via Milano; - Realizzazione di un parco lineare di dimensioni significative lungo la Gronda ovest di carattere unitario con le superfici per parco pubblico dell ATP Moso; 246

81 - Ricomposizione delle relazioni pedonali tra via Milano ed il tessuto urbano a nord e sud dell Ambito Il raggiungimento degli obiettivi è soggetto, a specifiche prescrizioni morfologiche. Prescrizioni morfologiche: - Concentrazione degli edifici prevalentemente lungo via Milano; - Garantire una connessione ambientale est-ovest con il parco del Moso attraverso la Gronda ovest (vedi scheda grafica); - Garantire collegamento ciclopedonale tra la rete esistente e programmata lungo via Milano, un collegamento nord-sud all interno dell ambito tra lago Gerundo e viale Europa ed un collegamento lungo la Gronda ovest; - Tener conto dell impossibilità di aprire accessi carrabili diretti da via Milano. L ambito è in classe di fattibilità geologica 2 e 3. Lo studio di zonizzazione acustica inserisce l ambito in classe III aree di tipo misto, riporta, in adiacenza con le aree edificabili d ambito, due comparti (10 e 12) classificati come Attività generatrici di rumore e la fascia acustica relativa alla via Milano. Presenza del Colatore Cresmiero vincolato ai sensi dell art. 142 lett.c del D.Lgs 42/

82 Elenco degli impatti potenziali Pressioni attese Impatti potenziali Contesto urbano Incremento del carico urbanistico Nelle aree confinanti presenza di funzione produttiva e commerciale (GSV) Aumento della domanda di risorse ed incremento delle emissioni Aumento del carico di traffico e delle emissioni inquinanti Vicinanza con via Milano strada urbana di grande comunicazione e con centro commerciale Rondò Fase di progetto: effetti sul sito Previsione di superfici pavimentate o impermeabili Inserimento di nuovi manufatti edilizi Trasformazione di aree verdi esistenti Perdita di aree verdi esistenti in contesto urbano Incremento del grado di artificializzazione dei suoli Riduzione della capacità di connessione ecologica dell area Nuovi manufatti edilizi in contesto sensibile dal punto di vista paesaggistico per la presenza del canale Cresmiero Fase di cantiere Movimentazione di mezzi e attività di cantiere Realizzazione di manufatti edilizi Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Consumo di materiali da cava NOTA PER LA LETTURA DELLE SCHEDE Nella tabella precedente vengono elencati gli impatti qualitativi potenzialmente collegati con le tipologie di pressioni attese dal progetto, dalla fase di cantiere, con riferimento sia all intorno del sito che al più ampio contesto urbano. Nella scheda che segue vengono sviluppati gli aspetti significativi ai fini ambientali, contestualizzando nel singolo ambito territoriale le indicazioni di cui agli elenchi di controllo riportati al precedente paragrafo 7.3. La scheda di approfondimento costituisce appendice descrittiva rispetto alle prescrizioni previste dalle schede del Documento di Piano, e riportate per comodità di lettura anche nella precedente sezione caratteri distintivi e obiettivi. Si sottolinea in particolare che il riferimento primario per la sostenibilità, anche ambientale, degli interventi previsti sono le prescrizioni riportate nelle schede degli ambiti di trasformazione del Documento di Piano. Tuttavia, dato che la complessità di alcune tematiche non è affrontabile in modo esauriente con le informazioni a disposizione in questa fase di pianificazione (vista anche la funzione che la LR 12/2005 ha assegnato al Documento di Piano), la scheda che segue evidenzia i temi che potrebbero richiedere di essere approfonditi in sede di piano o progetto attuativo, con i dati di maggiore dettaglio che saranno disponibili. Le schede di questo capitolo, così come quelle degli ambiti di trasformazione contenute nel Documento di Piano, costituiscono riferimento per lo sviluppo delle successive fasi attuative degli ambiti di trasformazione. Non possono invece costituire riferimento per la valutazione degli impatti complessivi del piano, per i quali si rinvia alla lettura dei paragrafi 7.1, 7.2, e per gli effetti cumulativi al paragrafo

83 Scheda di approfondimento Impatti potenziali Aumento della domanda di risorse ed incremento delle emissioni Aumento del carico di traffico e delle emissioni inquinanti Vicinanza con via Milano strada urbana di grande comunicazione e con centro commerciale Perdita di aree verdi esistenti in contesto urbano Considerazioni e suggerimenti Adozione di tecniche di risparmio per il consumo di risorse (energetiche e idriche) come previste nelle normative vigenti nazionale (dlgs 192/2005 e smi) e regionale (LR 24/2006 e smi, e regolamenti attuativi). Adozione di accorgimenti tecnici negli impianti domestici e condominiali, negli edifici terziari e produttivi, al fine di contenere l utilizzo di acqua potabile e utilizzare l acqua meteorica o di prima falda per gli usi condominiali non potabili. Sviluppo di una relazione tecnica sul bilancio idrico ed energetico che dimostri l utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, motivando adeguatamente dal punto di vista tecnico l eventuale decisione di non utilizzo. In sede di sviluppo della pianificazione attuativa si potranno, con i dati di maggiore dettaglio a disposizione, introdurre meccanismi di incentivazione per l adozione di tecniche di risparmio energetico e di acqua potabile in aggiunta a quelle previste dalle normative nazionale e regionale. Da valutare in sede di progettazione attuativa le immissioni e lo svincolo tra la viabilità locale e principale. Da evitare le immissioni dirette su via Milano, per limitare gli impatti sulla sua funzionalità come arteria di traffico urbano. Adottare fasce a verde di filtro e transizione paesaggistica, per separare la funzione residenziale dal traffico stradale e dal traffico indotto dal centro commerciale. Nei casi dove sia possibile si potranno introdurre dune o rimodellamenti morfologici, adeguatamente equipaggiati a verde e inseriti paesaggisticamente, con funzione di mitigazione acustica. In generale tutta l area sarà sottoposta a progettazione integrata a verde, comprensiva di piste ciclabili e collegamenti con la zona parco dal lato occidentale e i percorsi verso la zona del Parco del Moso. Privilegiare in generale nell ambito la localizzazione della residenza il più distante possibile dalle arterie urbane di maggiore traffico. E necessario in fase di progettazione sviluppare lo studio di caratterizzazione acustica, anche nella forma di valutazione previsionale di clima acustico e di impatto acustico (ai sensi della L 447/1995), al fine di valutare la possibilità di rispettare le indicazioni del piano di zonizzazione acustica. Gli interventi insediativi nell ambito di trasformazione comportano un significativo consumo di suolo. Gli impatti sono difficilmente individuabili e quantificabili al livello di dettaglio del Documento di Piano. In sede attuativa sarà sviluppato apposito piano di dettaglio che prenda in considerazione tutti gli aspetti paesaggistici e naturalistici in modo integrato con la progettazione dei nuovi manufatti e la trasformazione delle aree produttive dismesse. Evitare la realizzazione di vaste superfici impermeabili, preferendo l adozione di pavimentazioni con superfici permeabili o almeno parzialmente permeabili, con adeguata dotazione di verde sia al contorno che all interno del parcheggio. Complessivamente le superfici permeabili costituiranno una parte consistente della superficie territoriale 249

84 Incremento del grado di artificializzazione dei suoli Riduzione della capacità di connessione ecologica dell area Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Consumo di materiali da cava dell intervento. La mancata adozione di tali soluzioni, per cause tecniche o presenza di oggettive difficoltà, sarà motivata adeguatamente nella relazione del progetto. Valutare la possibilità di realizzare almeno una parte dei parcheggi interrati al fine di contenere il consumo di suolo e lasciare spazio alle sistemazioni a verde Unitamente alle aree e ai frammenti di verde nelle zone limitrofe il verde esistente nell area costituisce un tessuto connettivo importante per mantenere un sufficiente grado di diversificazione ecologica anche all interno dell area urbana. Nella progettazione la struttura connettiva ecologica andrà potenziata. Una parte consistente del verde esistente andrà mantenuto e rafforzato per costituire connessioni con le aree verdi nell intorno. In generale il progetto darà priorità al mantenimento delle aree verdi con presenza di vegetazione arborata. Le aree verdi di progetto garantiranno la continuità ecologica e le connessioni con la vegetazione esistente e con quella presente lungo il canale Cresmiero. La presenza del Canale Cresmiero e la previsione delle cintura verde costituiscono occasione per creare importanti collegamenti a verde, che dovrebbero incunearsi in profondità anche all interno del tessuto urbano, dove sono previsti gli interventi edilizi, in modo da rafforzare le connessioni e lo scambio ecologico tra le reti verde interne all abitato e le aree agricole e a parco esterne. Gli interventi a verde previsti saranno realizzati con essenze autoctone dotate di certificato di provenienza. Le lavorazioni di cantiere a maggiore emissione acustica o in atmosfera vanno localizzate preferibilmente il più possibile lontano dalle aree residenziali esistenti, dai corsi d acqua e dalle aree naturali esistenti. In generale il programma dei lavori, soprattutto quando ci si trovi in zone residenziali, sarà contenuto entro i necessari tempi tecnici per realizzare i manufatti, evitando l allungamento dei tempi per la realizzazione del progetto in più fasi successive. Organizzare le attività e adottare misure comportamentali tali da minimizzare le emissioni dai mezzi e da evitare il disturbo nelle ore notturne o di riposo, e nelle giornate festive. Prevedere azioni di monitoraggio del disturbo e di informazione agli abitanti sul calendario delle attività previste e dei disturbi connessi. La relazione con la tempistica di esecuzione, il programma delle azioni di monitoraggio e di informazione saranno parte integrante degli atti di convenzionamento tra promotore e uffici comunali. E necessario contenerne ed ottimizzarne il consumo di suolo in quanto risorsa rara. Nelle fasi di cantiere adottare quindi azioni volte alla conservazione della risorsa, quali: - progettazione mirata all ottimizzazione del compenso tra scavi e riporti; - l ottimizzazione del riuso di materiali anche attraverso scambi che coinvolgano più ambiti di trasformazione, secondo modalità da concordare con gli uffici comunali; - l accantonamento dello strato di scotico ai fini del riutilizzo per la costituzione dello strato vegetale nelle aree verdi previste, e per la sistemazione di eventuali cumuli temporanei. 250

85 ATP02 Moso Carta dei vincoli e delle criticità ambientali Carta delle sensibilità ambientali Parametri urbanistici Superficie Atr m Indici aggiuntivi: Superficie pubblica da riqualificare m Superficie territoriale (St) m 2 Area parco pubblico urbano Min 75% St Indice edificatorio 0,15 mq/mq H max edifici 4 piani Destinazioni funzionali Destinazione principale Destinazioni escluse Prevalentemente residenziale e funzioni complementari alla residenza Caratteri distintivi e obiettivi L area fa parte degli ambiti di trasformazione periurbana. L ambito è situato nella zona ovest del territorio lungo tra le vie Treviglio, Braguti, Colatore Cresmiero, e la Gronda ovest. E un area libera da costruzioni e ai margini dell edificato esistente. Gli obiettivi di trasformazione individuati dall amministrazione sono: - Completamento del tessuto urbano attraverso nuove edificazioni di carattere prevalentemente residenziale da concentrarsi preferibilmente lungo via Braguti e via Treviglio; - Realizzazione di un parco lineare di dimensioni significative lungo la Gronda ovest di carattere unitario con le superfici a parco urbano dell ambito R02-Gran Rondò e di connessione con le funzioni di interesse generale esistenti ad est e a nord dell area; 251

86 - Ricomposizione morfologica e delle relazioni viarie e pedonali con il tessuto urbano ad est e sud dell ambito. Il raggiungimento degli obiettivi è soggetto a specifiche prescrizioni morfologiche. Prescrizioni morfologiche: - Concentrazione degli edifici prevalentemente lungo via Braguti e via Treviglio; - Vanno garantite almeno una connessione ambientale est-ovest con il parco del Moso attraverso la Gronda ovest come rappresentate in scheda grafica; - Va garantito un collegamento ciclo pedonale tra la rete esistente e programmata lungo la Gronda ovest, un collegamento est-ovest interno all ambito e un collegamento lungo via le Murie con via Milano; - Garantire l accesso viario al complesso delle cascine poste a nord-ovest dell ambito; - Garantire un nuovo collegamento viario all ambito da via Treviglio come rappresentato in scheda. L ambito è in classe di fattibilità geologica 3. Lo studio di zonizzazione acustica inserisce l ambito in classe II aree prevalentemente residenziali e classe III aree di tipo misto. Presenza della Gronda ovest Strada urbana di grande comunicazione (classe IV di II livello). Zona ovest, una parte inserita all interno della perimetrazione di elemento di 2 livello (Rete Ecologica Regionale). 252

87 Contesto urbano Elenco degli impatti potenziali Pressioni attese Impatti potenziali Incremento del carico urbanistico Nuovi tracciati viari e potenziamento rete viaria esistente Aumento della domanda di risorse ed incremento delle emissioni Aumento del carico di traffico e delle emissioni inquinanti Fase di progetto: effetti sul sito Incremento superfici pavimentate o impermeabili Inserimento di nuovi manufatti edilizi Perdita di aree verdi esistenti in contesto urbano Incremento del grado di artificializzazione del suolo Inserimento di manufatti edilizi in aree sensibili dal punto di vista paesaggistico. Fase di cantiere Movimentazione di mezzi e attività di cantiere Realizzazione di manufatti edilizi Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Consumo materiali di cava Danni alla vegetazione esistente e alla connettività ecologica NOTA PER LA LETTURA DELLE SCHEDE Nella tabella precedente vengono elencati gli impatti qualitativi potenzialmente collegati con le tipologie di pressioni attese dal progetto, dalla fase di cantiere, con riferimento sia all intorno del sito che al più ampio contesto urbano. Nella scheda che segue vengono sviluppati gli aspetti significativi ai fini ambientali, contestualizzando nel singolo ambito territoriale le indicazioni di cui agli elenchi di controllo riportati al precedente paragrafo 7.3. La scheda di approfondimento costituisce appendice descrittiva rispetto alle prescrizioni previste dalle schede del Documento di Piano, e riportate per comodità di lettura anche nella precedente sezione caratteri distintivi e obiettivi. Si sottolinea in particolare che il riferimento primario per la sostenibilità, anche ambientale, degli interventi previsti sono le prescrizioni riportate nelle schede degli ambiti di trasformazione del Documento di Piano. Tuttavia, dato che la complessità di alcune tematiche non è affrontabile in modo esauriente con le informazioni a disposizione in questa fase di pianificazione (vista anche la funzione che la LR 12/2005 ha assegnato al Documento di Piano), la scheda che segue evidenzia i temi che potrebbero richiedere di essere approfonditi in sede di piano o progetto attuativo, con i dati di maggiore dettaglio che saranno disponibili. Le schede di questo capitolo, così come quelle degli ambiti di trasformazione contenute nel Documento di Piano, costituiscono riferimento per lo sviluppo delle successive fasi attuative degli ambiti di trasformazione. Non possono invece costituire riferimento per la valutazione degli impatti complessivi del piano, per i quali si rinvia alla lettura dei paragrafi 7.1, 7.2, e per gli effetti cumulativi al paragrafo

88 Scheda di approfondimento Impatti potenziali Aumento della domanda di risorse e incremento di emissioni Aumento del carico di traffico e delle emissioni Considerazioni e suggerimenti Adozione di tecniche di risparmio per il consumo di risorse (energetiche e idriche) come previste nelle normative vigenti nazionale (dlgs 192/2005 e smi) e regionale (LR 24/2006 e smi, e regolamenti attuativi). Adozione di accorgimenti tecnici negli impianti domestici e condominiali, negli edifici terziari e produttivi, al fine di contenere l utilizzo di acqua potabile e utilizzare l acqua meteorica o di prima falda per gli usi condominiali non potabili. Sviluppo di una relazione tecnica sul bilancio idrico ed energetico che dimostri l utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, motivando adeguatamente dal punto di vista tecnico l eventuale decisione di non utilizzo. Da valutare in sede di progettazione attuativa le immissioni e lo svincolo tra la viabilità locale e principale. Da evitare le immissioni dirette sulla Gronda ovest, per limitare gli impatti sulla sua funzionalità come arteria di traffico urbano. Perdita di aree verdi esistenti in contesto urbano Il sito si trova ai margini dell area urbanizzata ed è costituito da aree verdi libere che fronteggiano dal lato ovest le aree del Parco del Moso e la nuova Gronda stradale. Nel progetto attuativo si manterrà questa importante funzione di porta verso il parco, prevedendo di concentrare l edificazione nella zona più ad est, in continuità con l edificato esistente, in modo da attrezzare la parte ovest come verde urbano attrezzato. La gronda esistente avrà la configurazione di strada a parco, evitando la realizzazione di insediamenti sui due lati. Prevedere una sistemazione delle fasce arborate in modo da costituite zona di transizione rispetto alle aree edificate residenziali esistenti e programmate poste verso est. Evitare la realizzazione di vaste superfici impermeabili, preferendo l adozione di pavimentazioni con superfici permeabili o almeno parzialmente permeabili, con adeguata dotazione di verde sia al contorno che all interno del parcheggio. 254

89 Incremento del grado di artificializzazione dei suoli Inserimento di manufatti edilizi in aree sensibili da punto di vista paesaggistico Inquinamento acustico e atmosferico (polveri) Consumo materiali di cava Valutare la possibilità di realizzare almeno una parte dei parcheggi interrati al fine di contenere il consumo di suolo e lasciare spazio alle sistemazioni a verde Complessivamente le superfici permeabili costituiranno una parte consistente della superficie territoriale dell intervento. Adottare, in tutti i casi dove sia possibile, soluzioni per le superfici artificiali a permeabilità parziale. La mancata adozione di tali soluzioni, per cause tecniche o presenza di oggettive difficoltà, sarà motivata adeguatamente nella relazione del progetto. In generale il progetto darà priorità al mantenimento delle aree verdi con presenza di vegetazione arborata. Le aree verdi di progetto manterranno la continuità ecologica e le connessioni con la vegetazione esistente e con quella presente lungo il canale Cresmiero. La presenza del Canale Cresmiero e la previsione dell area a parco costituiscono occasione per creare importanti collegamenti a verde, che dovrebbero incunearsi in profondità anche all interno del tessuto urbano, dove sono previsti gli interventi edilizi, in modo da rafforzare le connessioni e lo scambio ecologico tra le reti verde interne all abitato e le aree agricole e a parco esterne. Porre particolare attenzione al rapporto con il canale Cresmiero e con gli altri canali del sistema irriguo. Mantenere intatto il sistema irriguo esistente, evitando di coprire, interrompere o deviare parti di canali. Gli interventi a verde previsti nei progetti saranno realizzati con essenze autoctone dotate di certificato di provenienza, tenendo conto altresì della potenzialità di connessione e di messa a rete con il parco del Moso e con le aree a verde degli ambiti territoriali limitrofi. Per un migliore collegamento tra le aree a verde urbano e le aree del Moso si dovrà prevedere un sovrappasso ciclopedonale della Gronda Ovest collegato con Via Le Murie. Nella progettazione dei nuovi edifici fare una valutazione storicotipologica con riferimento all edilizia esistente e, alla scala dell isolato o del quartiere, per quanto riguarda i rapporti tra pieni e vuoti. Le lavorazioni di cantiere a maggiore emissione acustica o in atmosfera vanno localizzate preferibilmente il più possibile lontano dalle aree residenziali esistenti, dai corsi d acqua e dalle aree naturali esistenti. In generale il programma dei lavori, soprattutto quando ci si trovi in zone residenziali, sarà contenuto entro i necessari tempi tecnici per realizzare i manufatti, evitando l allungamento dei tempi per la realizzazione del progetto in più fasi successive. Organizzare le attività e adottare misure comportamentali tali da minimizzare le emissioni dai mezzi e da evitare il disturbo nelle ore notturne o di riposo, e nelle giornate festive. Prevedere azioni di monitoraggio del disturbo e di informazione agli abitanti sul calendario delle attività previste e dei disturbi connessi. La relazione con la tempistica di esecuzione, il programma delle azioni di monitoraggio e di informazione saranno parte integrante degli atti di convenzionamento tra promotore e uffici comunali. Il suolo è da considerare come una risorsa preziosa e scarsa, ed è pertanto necessario contenerne ed ottimizzarne il consumo. Nelle fasi di cantiere adottare quindi azioni volte alla conservazione della risorsa, quali a titolo esemplificativo: - una progettazione mirata all ottimizzazione del compenso tra 255

90 Danni alla vegetazione esistente e alla connettività ecologica scavi e riporti; - il riutilizzo degli inerti derivanti dalle demolizioni nelle aree dismesse, o dagli scavi, anche attraverso l accantonamento in depositi temporanei; - l ottimizzazione del riuso di materiali anche attraverso scambi che coinvolgano più ambiti di trasformazione, secondo modalità da concordare con gli uffici comunali. Organizzazione delle fasi di cantiere in modo tale da minimizzare l eventuale impatto sul sistema sistema irriguo che fa capo al Canala Cresmiero. Prevedere l installazione del verde di progetto, in tutti i casi dove questo sia possibile, prima dell avvio della fase di cantiere, a parziale mitigazione degli impatti generati dalle emissioni del cantiere sulle aree naturali limitrofe. Gli inserimenti a verde potranno svolgere una funzione di parziale mascheratura visiva delle installazioni durante la cantierizzazione. Gli impianti a verde installati saranno monitorati per tutta la durata del cantiere e comunque per almeno due anni dopo la fine della fase di realizzazione, al fine di verificarne l attecchimento e prevedere le sostituzioni che si evidenzino necessarie 256

91 Piano di Governo del Territorio/Documento di Piano ATP03 Via Cremona Carta dei vincoli e delle criticità ambientali Carta delle sensibilità ambientali Parametri urbanistici Superficie Atr Superficie pubblica da riqualificare Superficie territoriale (St) Indice edificatorio m 2 0m m 0,15 mq/mq Area parco pubblico urbano H max edifici Indici aggiuntivi: Min 75% St 10 m Destinazioni funzionali Prevalentemente residenziale e funzioni complementari alla residenza Destinazione principale Destinazioni escluse Caratteri distintivi e obiettivi L area fa parte degli ambiti di trasformazione con piano attuativo in corso. L ambito confina ad ovest con il fiume Serio e ad est con via Cremona. E un ambito completamente libero da edificazioni e fa parte del parco Regionale del Serio. Gli obiettivi di trasformazione individuati dall amministrazione sono: - Completamento del tessuto urbano attraverso nuove edificazioni di carattere prevalentemente residenziale da concentrarsi lungo via Cremona; - Realizzazione di un parco lineare di dimensioni significative di carattere unitario con le aree a parco pubblico esistenti e programmate lungo il fiume Serio; - Realizzazione di una passerella ciclo pedonale di connessione tra le due sponde del fiume; - Ricomposizione delle relazioni pedonali lungo il fiume Serio e con il tessuto urbano ad est 257

C M Y K C M Y K. 5. La normativa

C M Y K C M Y K. 5. La normativa 5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione

Dettagli

Norme del Documento di Piano

Norme del Documento di Piano Norme del Documento di Piano SOMMARIO: ART. 1. DISPOSIZIONI GENERALI... 3 ART. 2. CONTENUTO DEL DOCUMENTO DI PIANO... 4 ART. 3. RINVIO AD ALTRE DISPOSIZIONI DIFFORMITÀ E CONTRASTI TRA DISPOSIZIONI, DEROGHE...

Dettagli

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o Come disposto nelle norme di attuazione, artt. 15, 16, 17 e dall Allegato 5 alle NTA del PTC2 gli strumenti urbanistici generali e le relative varianti assumono l obbiettivo strategico e generale del contenimento

Dettagli

VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E LO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE (SIA)

VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E LO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE (SIA) La Valutazione di Impatto Ambientale e lo Studio di Impatto Ambientale VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E LO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE (SIA) http://people.unica.it/maltinti/lezioni Link: SIAeVIA

Dettagli

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA)

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Ai progetti sottoposti alla procedura di impatto ambientale ai sensi degli articoli 52 e seguenti, è allegato uno studio di impatto ambientale, redatto

Dettagli

DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLE DIMENSIONI DELLE STRADE ED ALLE DISTANZE DI RISPETTO STRADALI E DEI TRACCIATI FERROVIARI DI PROGETTO

DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLE DIMENSIONI DELLE STRADE ED ALLE DISTANZE DI RISPETTO STRADALI E DEI TRACCIATI FERROVIARI DI PROGETTO DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLE DIMENSIONI DELLE ED ALLE DISTANZE DI RISPETTO STRADALI E DEI TRACCIATI FERROVIARI DI PROGETTO (articolo 70 della legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22 articolo 64 della

Dettagli

AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI

AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI DESCRIZIONE DEL PROGETTO Data: Agosto 2010 Oggetto: Affidamento concessione avente con ad procedura oggetto la aperta della progettazione, costruzione e gestione del raccordo Autostradale A23-A28 Cimpello

Dettagli

Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi

Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi Carlo Zaghi Dirigente Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali

Dettagli

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO A.Romano*, C. Gaslini*, L.Fiorentini, S.M. Scalpellini^, Comune di Rho # * T R R S.r.l.,

Dettagli

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato

Dettagli

PRESENTAZIONE INTERVENTO PARCO COMMERCIALE AREA EX-SMA

PRESENTAZIONE INTERVENTO PARCO COMMERCIALE AREA EX-SMA PRESENTAZIONE INTERVENTO PARCO COMMERCIALE AREA EX-SMA 1 Realizzazione Parco Commerciale Osimo (AN) STRADA CLUENTINA 57/A 62100 MACERATA Indice INTRODUZIONE ALL INTERVENTO DESCRIZIONE GENERALE DELL INTERVENTO

Dettagli

DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA

DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA ai sensi degli articoli 41 e 42 L.R. 11.03.2005 n.12 e successive modifiche ed integrazioni

Dettagli

Opere di urbanizzazione

Opere di urbanizzazione Opere di urbanizzazione di Catia Carosi Con il termine opere di urbanizzazione si indica l insieme delle attrezzature necessarie a rendere una porzione di territorio idonea all uso insediativo previsto

Dettagli

Indice. Parte Prima. Premessa... pag. 2. Contenuti e limiti previsti dal Piano Casa 2 3. Parte Seconda. A) Definizioni. pag. 9

Indice. Parte Prima. Premessa... pag. 2. Contenuti e limiti previsti dal Piano Casa 2 3. Parte Seconda. A) Definizioni. pag. 9 Indice Parte Prima Premessa... pag. 2 Contenuti e limiti previsti dal Piano Casa 2 3 Parte Seconda A) Definizioni. pag. 9 B) Disposizioni riguardanti aspetti generali. 10 C) Disposizioni in materia di

Dettagli

Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida

Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida Anche la legge sulla riqualificazione urbana è un tassello

Dettagli

COMUNE DI SANTA CROCE SULL ARNO Provincia di Pisa

COMUNE DI SANTA CROCE SULL ARNO Provincia di Pisa Allegato B COMUNE DI SANTA CROCE SULL ARNO Provincia di Pisa SETTORE 2 GESTIONE DEL TERRITORIO E DEL PATRIMONIO U.O. URBANISTICA EDILIZIA Modifica all Appendice 2 Schede norma dei comparti di trasformazione

Dettagli

Nuovo Piano Casa Regione Lazio. Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12

Nuovo Piano Casa Regione Lazio. Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12 Nuovo Piano Casa Regione Lazio Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12 AMBITO DI APPLICAZIONE (Art. 2) La Legge si applica agli edifici: Legittimamente realizzati

Dettagli

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi 5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi Riferimenti normativi Codice di Misura Articolo 36 (a) (vi) e 41 del Reg. (CE) N 1698/2005 e punto 5.3.2.1.6. dell Allegato II del Reg. (CE) 1974/06

Dettagli

8 - LE OPERE DI URBANIZZAZIONE. Prof. Pier Luigi Carci

8 - LE OPERE DI URBANIZZAZIONE. Prof. Pier Luigi Carci 8 - LE OPERE DI URBANIZZAZIONE Prof. Pier Luigi Carci Introduzione Introduzione Le opere di urbanizzazione costituiscono tutte le strutture e i servizi necessari per rendere un nuovo insediamento adatto

Dettagli

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE DELIBERAZIONE DELLA DGR n 896 del 24/06/2003 Pubblicata sul Bur n 62 del 11/07/2003 2 OGGETTO: Legge n.447/1995 Legge quadro sull inquinamento acustico e legge regionale 14 novembre 2001, n.28 Norme per

Dettagli

QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE

QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE foglio mappale dimensione in mq 23 42 1.388 mq 23 35 1.354 mq 23

Dettagli

EFFICIENZA E AUTOGESTIONE ENERGETICA A SCALA DI EDIFICIO

EFFICIENZA E AUTOGESTIONE ENERGETICA A SCALA DI EDIFICIO Forum Internazionale Green City Energy MED LO SVILUPPO DELLE SMART CITIES E DEI GREEN PORTS NELL AREA MEDITERANEA Convegno La produzione di energia rinnovabile nella Smart City Sessione Integrazione dei

Dettagli

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U.

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. DISCIPLINA DEI LIMITI E DEI RAPPORTI RELATIVI ALLA FORMAZIONE DI NUOVI STRUMENTI URBANISTICI

Dettagli

COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova. progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci * * *

COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova. progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci * * * COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci ina 1 L Amministrazione comunale di Ronco Scrivia (provincia di Genova) intende integrare la dotazione

Dettagli

Effetti dell incendio sull ambiente

Effetti dell incendio sull ambiente Effetti dell incendio sull ambiente Dott. For. Antonio Brunori Effetti del fuoco Il fuoco danneggia e spesso distrugge il bosco, per valutare le effettive conseguenze di un incendio su un ecosistema forestale

Dettagli

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09 Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0334 Ambito territoriale dei Monti di Trapani PIANO DI GESTIONE versione conforme

Dettagli

LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI

LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI Luca Menini, ARPAV Dipartimento di Vicenza via Spalato, 14-36100 VICENZA e-mail: fisica.arpav.vi@altavista.net 1. INTRODUZIONE La legge 447 del 26/10/95 Legge

Dettagli

Previsione di impatto acustico relativa a:

Previsione di impatto acustico relativa a: PROVINCIA DI MODENA COMUNE DI FIORANO M. Previsione di impatto acustico relativa a: nuovo capannone uso deposito ditta Atlas Concorde Spa ubicato in Via Viazza I Tronco - Fiorano M. (MO) Settembre 2012

Dettagli

Il Magistrato alle Acque di Venezia per la riqualificazione dell Arsenale

Il Magistrato alle Acque di Venezia per la riqualificazione dell Arsenale 1 Maria Giovanna Piva * * Presidente del Magistrato alle Acque di Venezia Il Magistrato alle Acque di Venezia per la riqualificazione dell Arsenale Da moltissimi anni il Magistrato alle Acque opera per

Dettagli

Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione

Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione Proposta di iniziativa popolare concernente il programma di recupero urbano laurentino e l'inserimento del Fosso della Cecchignola nella componente primaria della rete ecologica e destinazione dell'intera

Dettagli

NORME PER L ABITARE SOSTENIBILE. Guida alla Legge Regionale n 13 del 2008

NORME PER L ABITARE SOSTENIBILE. Guida alla Legge Regionale n 13 del 2008 NORME PER L ABITARE SOSTENIBILE Guida alla Legge Regionale n 13 del 2008 La promozione della sostenibilità ambientale nelle trasformazioni del territorio e in edilizia è stata al centro delle politiche

Dettagli

PISTE CICLABILI IN SEDE PROPRIA

PISTE CICLABILI IN SEDE PROPRIA Infrastrutture Give Cycling a Push INFRASTRUTTURE / COLLEGAMENTI DELLA RETE PISTE CICLABILI IN SEDE PROPRIA Visione d insieme Una pista ciclabile in sede propria è l infrastruttura ciclabile di qualità

Dettagli

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza)

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Allegato 2 Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Sono molto frequenti le situazioni in cui l obbligo di effettuare valutazioni ambientali

Dettagli

SCHEMA DI NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE SUA

SCHEMA DI NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE SUA NTA di SUA di iniziativa privata SCHEMA DI NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE SUA.. INDICE ART. 1 AMBITO DI APPLICAZIONE... pag. 2 ART. 2 ELABORATI DEL PIANO...» 2 ART. 3 DATI COMPLESSIVI DEL PIANO...» 2 ART.

Dettagli

ENERGIA. Massimo Telesca ARPA FVG Indirizzo tecnicoscientifico. e coordinamento dei Dipartimenti provinciali

ENERGIA. Massimo Telesca ARPA FVG Indirizzo tecnicoscientifico. e coordinamento dei Dipartimenti provinciali ENERGIA 269 ENERGIA Il ricorso all utilizzo di fonti rinnovabili sovvenzionate comporta dei potenziali impatti ambientali. Fra questi, vi sono l alterazione dei corsi d acqua a causa delle derivazioni

Dettagli

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta isstock Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta 7 PAA Programma generale di azione dell Unione in materia di ambiente fino al 2020 A partire dalla metà degli anni 70 del secolo scorso, la politica

Dettagli

PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI DI AFFISSIONE E ALTRI MEZZI PUBBLICITARI

PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI DI AFFISSIONE E ALTRI MEZZI PUBBLICITARI COMUNE DI SIRIGNANO PROVINCIA DI AVELLINO Piazza Aniello Colucci 83020 SIRIGNANO (AV) Tel. 081-5111570 Fax 081-5111625 CF 80004370641 P. IVA 00256240649 PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI DI AFFISSIONE E ALTRI

Dettagli

Repertorio delle misure di mitigazione e compensazione paesistico ambientali

Repertorio delle misure di mitigazione e compensazione paesistico ambientali Adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale alla LR 12/05 Repertorio delle misure di mitigazione e compensazione paesistico ambientali Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

Dettagli

Variante al Piano di Lottizzazione Belloli RELAZIONE

Variante al Piano di Lottizzazione Belloli RELAZIONE Variante al Piano di Lottizzazione Belloli RELAZIONE 1) Inquadramento della variante In attuazione delle previsioni del Piano Regolatore Generale vigente dal 10 marzo 2005 il Consiglio Comunale di Ghisalba

Dettagli

Comune di San Giustino. STUDIO DELLA VIABILITÀ nella frazione di Selci IPOTESI PROGETTUALI

Comune di San Giustino. STUDIO DELLA VIABILITÀ nella frazione di Selci IPOTESI PROGETTUALI Comune di San Giustino STUDIO DELLA VIABILITÀ nella frazione di Selci IPOTESI PROGETTUALI Presentazione pubblica del 19.02.2015 IPOTESI PROGETTUALI CONSIDERAZIONI PRELIMINARI TUTELARE L ACCESSIBILITÀ AI

Dettagli

COMUNE DI BARDONECCHIA COMUNITA MONTANA ALTA VAL SUSA

COMUNE DI BARDONECCHIA COMUNITA MONTANA ALTA VAL SUSA COMUNE DI BARDONECCHIA Regione Piemonte Provincia di Torino P.za de Gasperi 1 10052 Bardonecchia tel. 0122 909911 fax 0122 96084 COMUNE DI BARDONECCHIA COMUNITA MONTANA ALTA VAL SUSA REGOLAMENTO COMUNALE

Dettagli

COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO

COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO OGGETTO : PIANO ESECUTIVO CONVENZIONATO PER L AREA D1 DELLA ZONA P1.8 DEL P.R.G.C. RIF. CATASTALI : FOGLIO 26 MAPP.NN.232(ex36/a), 233(ex37/a, 112, 130, 136, 171,

Dettagli

(Omissis) Art. 1. (Campo di applicazione).

(Omissis) Art. 1. (Campo di applicazione). DECRETO MINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444 (pubblicato nella g. u. 16 aprile 1968, n. 97). Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi

Dettagli

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano (Fabio Musmeci, Angelo Correnti - ENEA) Il lago di Bracciano è un importante elemento del comprensorio della Tuscia Romana che non può non

Dettagli

SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica

SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica VARIANTE CONNESSA A S.U.A. IN ZONA C3 DEL VIGENTE PRG RELAZIONE E NORME DI ATTUAZIONE IL DIRIGENTE SETTORE TERRITORIO (Ing. Gian Paolo TRUCCHI) IL PROGETTISTA (Arch.

Dettagli

DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO

DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO DIREZIONE URBANISTICA SERVIZIO Edilizia Privata, DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO Deliberazione Consiglio Comunale n. 13/2014 SCHEDA INFORMATIVA Aprile 2014 In data 25 marzo

Dettagli

Titolo II. Norme per parti del territorio... 13 Art.7. Inquadramento territoriale... 13 Art.8. Zonizzazione... 14

Titolo II. Norme per parti del territorio... 13 Art.7. Inquadramento territoriale... 13 Art.8. Zonizzazione... 14 1 Indice Titolo I. Disposizioni generali....5 Art.1. Finalità ed obbiettivi del Piano del Parco...5 Art.2. Elaborati del Piano del Parco....6 Art.3. Efficacia del Piano e rapporti con gli altri piani e

Dettagli

Itinerario ciclopedonale lungo il fiume Brenta

Itinerario ciclopedonale lungo il fiume Brenta PREMESSA L itinerario lungo il corso del fiume Brenta è motivato dalla presenza di un area di notevole interesse ambientale che merita una sua specifica valorizzazione anche a livello di turismo minore

Dettagli

IL PIANO ENERGETICO COMUNALE

IL PIANO ENERGETICO COMUNALE UNIVERSITA MEDITERRANEA DEGLI STUDI DI REGGIO CALABRIA FACOLTA DI ARCHITETTURA CORSO DI LAUREA IN PIANIFICAZIONE TERRITORIALE URBANISTICA ED AMBIENTALE CORSO DI FONDAMENTI DI PIANIFICAZIONE SETTORIALE

Dettagli

ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti)

ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti) ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti) La zona è destinata ad accogliere attrezzature e servizi pubblici o ad uso pubblico di interesse generale su scala territoriale: uffici pubblici o privati di interesse

Dettagli

REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA RUMOROSE

REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA RUMOROSE REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA RUMOROSE (L.R. n 89/98 art 2.2, D.R. n 77/2000 Parte 3 e L. 447/95) Il Dirigente GEOL. ROBERTO FERRARI Approvato con deliberazione del C.C. n. 14 del 13/02/2008 1 TITOLO I DISPOSIZIONI

Dettagli

Alle nostre latitudini la domanda di

Alle nostre latitudini la domanda di minergie Protezioni solari con lamelle, in parte fisse, e gronde Benessere ter edifici ed effi Nella società contemporanea trascorriamo la maggior parte del nostro tempo in spazi confinati, in particolare

Dettagli

FAQ (FREQUENTLY ASKED QUESTIONS DOMANDE PIU FREQUENTI)

FAQ (FREQUENTLY ASKED QUESTIONS DOMANDE PIU FREQUENTI) FAQ (FREQUENTLY ASKED QUESTIONS DOMANDE PIU FREQUENTI) Domande frequenti inerenti la Relazione Energetico - Ambientale e la conformità delle pratiche edilizie alla normativa di settore. Aggiornamento al

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO

LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO Assessorato Ambiente, Parchi e Aree Protette, Promozione del risparmio energetico Risorse Idriche, Acque Minerali e Termali LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO PREMESSA Con l emanazione

Dettagli

INDICE. 1. Recupero ambientale..pag.2. 2. Calcolo economico delle operazioni di recupero ambientale...3

INDICE. 1. Recupero ambientale..pag.2. 2. Calcolo economico delle operazioni di recupero ambientale...3 INDICE 1. Recupero ambientale..pag.2 2. Calcolo economico delle operazioni di recupero ambientale....3 M.F.G. service s.a.s. di A.L Incesso 1. Recupero ambientale Istanza di ampliamento di calcare Prima

Dettagli

Comune di TORINO DI SANGRO (CH) INDICE GENERALE INDICE GENERALE...1 1.0 PREMESSA...3

Comune di TORINO DI SANGRO (CH) INDICE GENERALE INDICE GENERALE...1 1.0 PREMESSA...3 INDICE GENERALE INDICE GENERALE...1 1.0 PREMESSA...3 1.1 Il QUADRO NORMATIVO...5 1.2 COSA E UN PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE...8 2.0 LA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO

Dettagli

Riferimenti Normativi. D. Lgs. 152/06 (Testo Unico) Delib. Int. 04/02/1977 Leggi e Regolamenti locali D.M. 185/03 (riutilizzo acq.

Riferimenti Normativi. D. Lgs. 152/06 (Testo Unico) Delib. Int. 04/02/1977 Leggi e Regolamenti locali D.M. 185/03 (riutilizzo acq. Riferimenti Normativi - D. Lgs. 152/06 (Testo Unico) Delib. Int. 04/02/1977 Leggi e Regolamenti locali D.M. 185/03 (riutilizzo acq. reflue) Acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti

Dettagli

POWERED BY SUN LEAF ROOF

POWERED BY SUN LEAF ROOF POWERED BY SUN LEAF ROOF DALLA COPERTURA COME PROTEZIONE... [...] essendo sorto dopo la scoperta del fuoco un principio di comunità fra uomini [...] cominciarono in tale assembramento alcuni a far tetti

Dettagli

DECRETI - ATTI DELLA REGIONE

DECRETI - ATTI DELLA REGIONE 404 PARTE PRIMA L E G G I - R E G O L A M E N T I DECRETI - ATTI DELLA REGIONE Art. 2 (Finalità) 1. La Regione con la promozione della progettazione di qualità ed il ricorso alle procedure concorsuali,

Dettagli

DALLE FOSSILI ALLE RINNOVABILI

DALLE FOSSILI ALLE RINNOVABILI MANIFESTO PER L ENERGIA SOSTENIBILE DALLE FOSSILI ALLE RINNOVABILI COSTRUISCI CON NOI UN SISTEMA ENERGETICO SOSTENIBILE PER L ITALIA Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale. FINALITà Favorire la

Dettagli

DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE

DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE UNIVERSITA' DEGLI STUDI SASSARI UFFICIO TECNICO LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE, RESTAURO CONSERVATIVO E ADEGUAMENTO NORMATIVO DELL EDIFICIO SITO IN SASSARI IN LARGO PORTA NUOVA DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE

Dettagli

Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica

Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Marco Citterio, Gaetano Fasano Report RSE/2009/165 Ente per le Nuove tecnologie,

Dettagli

I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE

I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE Circolare del 31 Marzo 2015 ABSTRACT Si fa seguito alla circolare FNC del 31 gennaio 2015 con la quale si sono offerte delle prime indicazioni

Dettagli

L AUDIT ENERGETICO DEGLI EDIFICI E IL RISPARMIO ENERGETICO

L AUDIT ENERGETICO DEGLI EDIFICI E IL RISPARMIO ENERGETICO COMUNE DI CANZO COMUNE DI CASTELMARTE COMUNE DI EUPILIO COMUNE DI LONONE AL SERINO COMUNE DI PROSERPIO COMUNE DI PUSIANO L AUDIT ENERETICO DELI EDIFICI E IL RISPARMIO ENERETICO Una politica energetica

Dettagli

RISOLUZIONE N. 69/E. Quesito

RISOLUZIONE N. 69/E. Quesito RISOLUZIONE N. 69/E Roma, 16 ottobre 2013 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Consulenza giuridica Art. 2, comma 5, d.l. 25 giugno 2008, n. 112 IVA - Aliquota agevolata - Opere di urbanizzazione primaria

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE BRATTI, BRAGA, TINO IANNUZZI, MARIANI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE BRATTI, BRAGA, TINO IANNUZZI, MARIANI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 111 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI BRATTI, BRAGA, TINO IANNUZZI, MARIANI Modifiche al codice della strada, di cui al decreto

Dettagli

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICIO PER CIVILE ABITAZIONE ANNI '50

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICIO PER CIVILE ABITAZIONE ANNI '50 RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICIO PER CIVILE ABITAZIONE ANNI '50 L'edificio oggetto dell'intervento, si trova a Bolzano in via Dalmazia ai numeri 60, 60A e 62 E' stato costruito nei primi anni '50

Dettagli

Cos'è e come funziona una discarica.

Cos'è e come funziona una discarica. Cos'è e come funziona una discarica. La discarica di rifiuti è un luogo dove vengono depositati in modo non differenziato i rifiuti solidi urbani e tutti i rifiuti provenienti dalle attività umane. La

Dettagli

TITOLO I Ambito di applicazione. TITOLO II Disposizioni generali.

TITOLO I Ambito di applicazione. TITOLO II Disposizioni generali. Regolamento d uso del verde Adottato dal Consiglio Comunale nella seduta del 17.7.1995 con deliberazione n. 173 di Reg. Esecutiva dal 26.10.1995. Sanzioni approvate dalla Giunta Comunale nella seduta del

Dettagli

9 - RUMORE E INQUINAMENTO ACUSTICO. Premessa e fonte dati

9 - RUMORE E INQUINAMENTO ACUSTICO. Premessa e fonte dati 9 - RUMORE E INQUINAMENTO ACUSTICO Premessa e fonte dati La Legge 447 del 26/10/1995 definisce l inquinamento acustico come "l introduzione di rumore nell ambiente abitativo o nell ambiente esterno tale

Dettagli

PRESENTA. DOCUMENTAZIONE DI PREVISIONE DI IMPATTO ACUSTICO, ai sensi dell art. 8, c. 4 della legge n.447/95 e successive integrazioni.

PRESENTA. DOCUMENTAZIONE DI PREVISIONE DI IMPATTO ACUSTICO, ai sensi dell art. 8, c. 4 della legge n.447/95 e successive integrazioni. Al Sig.Sindaco del Comune di di... e pc. All'ARPA, Servizio Territoriale Distretto di.. Il sottoscritto nato a.il./.. /19. e residente a.in (Via, Piazza).n in qualità di titolare/legale rappresentante

Dettagli

ALLEGATO XV. Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1. DISPOSIZIONI GENERALI

ALLEGATO XV. Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1. DISPOSIZIONI GENERALI ALLEGATO XV Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1.1. - Definizioni e termini di efficacia 1. DISPOSIZIONI GENERALI 1.1.1. Ai fini del presente allegato si intendono

Dettagli

AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE

AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE PROVINCIA DI FIRENZE AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE Variante normativa al Regolamento Urbanistico vigente di adeguamento al "regolamento di attuazione dell'articolo 144 della L.R. n. 1/2005

Dettagli

VASCHE DI PRIMA PIOGGIA

VASCHE DI PRIMA PIOGGIA Criteri di progettazione, realizzazione e gestione VASCHE DI PRIMA PIOGGIA e VASCHE DI LAMINAZIONE nell ambito dei sistemi fognari GETTO FINALE gno - 1d disegno - 5d disegno - 4d GETTO FINALE ASPIRAZIONE

Dettagli

Dipartimento Ambiente e Sviluppo Servizio Ambiente. U.O. C. Sviluppo Sostenibile, Agenda XXI, Comunicazione SINTESI PROGETTO

Dipartimento Ambiente e Sviluppo Servizio Ambiente. U.O. C. Sviluppo Sostenibile, Agenda XXI, Comunicazione SINTESI PROGETTO Dipartimento Ambiente e Sviluppo Servizio Ambiente U.O. C. Sviluppo Sostenibile, Agenda XXI, Comunicazione SINTESI PROGETTO ATTUAZIONE DEL PROGETTO REBIR Risparmio Energetico, Bioedilizia, Riuso Data 29.01.2009

Dettagli

Per San Lazzaro. Insieme per i prossimi 5 anni PROGRAMMA. MODALITA DI ATTUAZIONE (in ottemperanza alla normativa vigente)

Per San Lazzaro. Insieme per i prossimi 5 anni PROGRAMMA. MODALITA DI ATTUAZIONE (in ottemperanza alla normativa vigente) TU Per San Lazzaro Insieme per i prossimi 5 anni PROGRAMMA MODALITA DI ATTUAZIONE (in ottemperanza alla normativa vigente) Territorio: Urbanistica: Cosa: Agevolazioni per la riqualificazione dell esistente:

Dettagli

20 novembre 2013. Milano Serravalle Milano Tangenziali S.p.A. Le nuove tratte autostradali in fase di realizzazione

20 novembre 2013. Milano Serravalle Milano Tangenziali S.p.A. Le nuove tratte autostradali in fase di realizzazione 20 novembre 2013 Milano Serravalle Milano Tangenziali S.p.A. Le nuove tratte autostradali in fase di realizzazione PRINCIPALI INTERVENTI SU GOMMA PREVISTI NELLA REGIONE URBANA MILANESE La rete in gestione:

Dettagli

Valutazione Crediti e proposte Progetti. Area Turismo

Valutazione Crediti e proposte Progetti. Area Turismo Valutazione Crediti e proposte Progetti Area Turismo a cura di Bruno Turra Questo documento intende affrontare l analisi delle priorità di valutazione nell area turismo individuandone le principali componenti

Dettagli

PROCEDURA REGIONALE DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE

PROCEDURA REGIONALE DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE PROCEDURA REGIONALE DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE - Figura 2 Scoping SIA e contenuti della documentazione per la valutazione di incidenza, quando necessaria deposito presso l Ufficio VIA e gli EELL

Dettagli

Introduzione... 3. 4.2 Passi metodologici per la definizione delle classi acustiche parametriche II, III, IV...7

Introduzione... 3. 4.2 Passi metodologici per la definizione delle classi acustiche parametriche II, III, IV...7 Criteri e linee guida per la redazione dei Piani comunali di classificazione acustica del territorio, ai sensi dell articolo 18, comma 1, lettera a) della legge regionale 18 giugno 2007, n. 16. INDICE

Dettagli

Censimento Programma di intervento per l abbattimento delle barriere architettoniche e urbanistiche

Censimento Programma di intervento per l abbattimento delle barriere architettoniche e urbanistiche Censimento Programma di intervento per l abbattimento delle barriere architettoniche e urbanistiche Schede rilievo SCHEDA RILIEVO BARRIERE ARCHITETTONICHE SPAZI - strade Vinci Toiano CENTRO ABITATO Sant

Dettagli

VOLUME 2 CAPITOLO 2 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE. Alla fine del capitolo scrivi il significato di queste parole nuove: ... ... ... ... ... ...

VOLUME 2 CAPITOLO 2 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE. Alla fine del capitolo scrivi il significato di queste parole nuove: ... ... ... ... ... ... LA CITTÀ VOLUME 2 CAPITOLO 2 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE 1. Parole per capire Alla fine del capitolo scrivi il significato di queste parole nuove: città... città industriale... pianta della città...

Dettagli

Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA

Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA (aggiornata a gennaio 2014) 1 SOMMARIO INTRODUZIONE... pag. 3 IL PIANO CASA IN TOSCANA... pag. 4 INTERVENTI DI AMPLIAMENTO....pag. 5 INTERVENTI DI DEMOLIZIONE

Dettagli

COMUNE DI CARUGATE PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO ALLEGATO 1 - PIANO DEI SERVIZI

COMUNE DI CARUGATE PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO ALLEGATO 1 - PIANO DEI SERVIZI COMUNE DI CARUGATE PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO ALLEGATO 1 - PIANO DEI SERVIZI NORMATIVA TECNICA RELATIVA ALLA COMPONENTE COMMERCIALE DEL PGT (L.R. 12/05 e smi) IN FUNZIONE DELLA NORMATIVA NAZIONALE

Dettagli

IMPIANTO FOTOVOLTAICO DELLA POTENZA DI 540kWp DA REALIZZARSI A RESANA (TV)

IMPIANTO FOTOVOLTAICO DELLA POTENZA DI 540kWp DA REALIZZARSI A RESANA (TV) IMPIANTO FOTOVOLTAICO DELLA POTENZA DI 540kWp DA REALIZZARSI A RESANA (TV) Individuazione del sito di installazione Il sito individuato per la realizzazione dell Impianto Fotovoltaico si trova nel Comune

Dettagli

Scheda 8 «La gestione integrata dei rifiuti» LA GERARCHIA PER UNA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI. GREEN JOBS Formazione e Orientamento

Scheda 8 «La gestione integrata dei rifiuti» LA GERARCHIA PER UNA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI. GREEN JOBS Formazione e Orientamento Scheda 8 «La gestione integrata dei rifiuti» LA GERARCHIA PER UNA CORRETTA GREEN JOBS Formazione e Orientamento LA GERARCHIA PER UNA CORRETTA La Direttiva 2008/98/CE introduce una importante distinzione

Dettagli

VÉÇá zä É exz ÉÇtÄx wxäät câzä t

VÉÇá zä É exz ÉÇtÄx wxäät câzä t LEGGE REGIONALE 20 MAGGIO 2014, N. 26 Disposizioni per favorire l accesso dei giovani all agricoltura e contrastare l abbandono e il consumo dei suoli agricoli 2 LEGGE REGIONALE Disposizioni per favorire

Dettagli

AMIANTO PIANO DI LAVORO

AMIANTO PIANO DI LAVORO AMIANTO PIANO DI LAVORO Piano di lavoro [art. 256 D. Lgs. 81/2008] I lavori di demolizione o rimozione dei materiali contenenti amianto possono essere effettuati solo da imprese iscritte all Albo nazionale

Dettagli

COMUNE DI TERRALBA. (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957

COMUNE DI TERRALBA. (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957 COMUNE DI TERRALBA (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957 Ordinanza Sindacale n. 41/2012 Prot. n. 12292 ORDINANZA SINDACALE (Adozione misure

Dettagli

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via S. Andrea, 8 32100 Belluno Tel. 0437 516927 Fax 0437 516923 e-mail: serv.spisal.bl@ulss.belluno.it Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via Borgo

Dettagli

SP- 06 SCHEDA PROGETTO S. BARTOLOMEO. Analisi, Obiettivi e Strategie. Progetto. Parametri progettuali- aree standard (prescrizioni)

SP- 06 SCHEDA PROGETTO S. BARTOLOMEO. Analisi, Obiettivi e Strategie. Progetto. Parametri progettuali- aree standard (prescrizioni) S. BARTOLOMEO SP- 06 Progetto Parametri progettuali- aree standard (prescrizioni) All interno del perimetro del PAC devono essere realizzati/ceduti i seguenti servizi: a) S5g - Servizi per la balneazione

Dettagli

ANALISI DELLE NOVITÀ IN EDILIZIA INTRODOTTE DAL DECRETO DEL FARE

ANALISI DELLE NOVITÀ IN EDILIZIA INTRODOTTE DAL DECRETO DEL FARE ANALISI DELLE NOVITÀ IN EDILIZIA INTRODOTTE DAL DECRETO DEL FARE Il decreto legge 69/2013 ha introdotto significativi cambiamenti nel settore dell edilizia: nel presente dossier analizziamo le più importanti

Dettagli

LA VALUTAZIONE PUBBLICA. Altri ponti. di Pierluigi Matteraglia

LA VALUTAZIONE PUBBLICA. Altri ponti. di Pierluigi Matteraglia LA VALUTAZIONE PUBBLICA Altri ponti di Pierluigi Matteraglia «Meridiana», n. 41, 2001 I grandi ponti costruiti recentemente nel mondo sono parte di sistemi di attraversamento e collegamento di zone singolari

Dettagli

Giunta Regionale della Campania

Giunta Regionale della Campania Avvertenze: il testo vigente qui pubblicato è stato redatto dal Settore Legislativo dell'a.g.c. 01 della Giunta Regionale al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni della legge, integrata

Dettagli

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020)

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Enzo De Sanctis Società Italiana di Fisica - Bologna Con questo titolo, all inizio del 2008, la Società Italiana di Fisica (SIF) ha pubblicato un libro

Dettagli

I NUOVI REGOLAMENTI EDILIZI COMUNALI: LINEE GUIDA PER I COMUNI DELLA PROVINCIA DI COMO PROVINCIA DI COMO. Assessorato Ecologia e Ambiente

I NUOVI REGOLAMENTI EDILIZI COMUNALI: LINEE GUIDA PER I COMUNI DELLA PROVINCIA DI COMO PROVINCIA DI COMO. Assessorato Ecologia e Ambiente punt energia I NUOVI REGOLAMENTI EDILIZI COMUNALI: LINEE GUIDA PER I COMUNI DELLA PROVINCIA DI COMO PROVINCIA DI COMO Assessorato Ecologia e Ambiente I nuovi regolamenti edilizi comunali Progetto a cura

Dettagli

FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81

FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81 CARTA SEMPLICE FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81 ALL A.S.L. N. CN2 ALBA BRA DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro Via Vida

Dettagli

Soluzioni complete e innovative per l Habitat del futuro

Soluzioni complete e innovative per l Habitat del futuro Soluzioni complete e innovative per l Habitat del futuro Saint-Gobain, attraverso i suoi marchi, sviluppa e produce nuove generazioni di materiali con un approccio moderno e completo al mercato delle costruzioni:

Dettagli

Aiuto alla compilazione del modulo Caratteristiche dell edificio

Aiuto alla compilazione del modulo Caratteristiche dell edificio Aiuto alla compilazione del modulo Caratteristiche dell edificio Edificio Ai sensi dell art. 3 del ordinanza sul Registro federale degli edifici e delle abitazioni, l edificio è definito come segue: per

Dettagli

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA 4 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 162 suppl. del 15-10-2009 PARTE PRIMA Corte Costituzionale LEGGE REGIONALE 7 ottobre 2009, n. 20 Norme per la pianificazione paesaggistica. La seguente

Dettagli