Regione Lazio. Assessorato Politiche per l Ambiente 27/07/2002 Piano di Gestione dei Rifiuti Rev. 2 piano di gestione dei ru.doc/fm c.a.: 87.A.

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1 n. pag. 101 Fabbisogni impiantistici Bacino Regionale a regime anno 2006 Produzione complessiva rifiuti t/a Obiettivo di RD t/a Flussi residui t/a Ipotesi di RD al 2003 pari al 35% Fabbisogno di trattamento di flussi Rsu residui con il seguente bilancio di massa FRAZIONE ORGANICA ALLA STABILIZZAZIONE CDR AL RECUPERO ENERGETICO RECUPERO METALLI sommano di cui SCARTI A DISCARICA PERDITE DI PROCESSO Fabbisogno impianti di termovalorizzazione (1) Potenzialità oraria di trattamento termico Potenzialità giornaliera t/a t/a t/a t/a t/a t/a t/a t/a 168 t/h t/d η= 21% Recupero energetico atteso PCI Potenzialità termica Potenza elettrica (2) 3 591Kcal/kg. 702 MWt. 147,51 MWel. Fabbisogno impianti di discarica scarti selezione t/a Fabbisogno discarica scarti recupero energetico Fabbisogno complessivo di discarica (3) t/a t/a Offerta impiantistica (RD) autorizzata su scala regionale Fabbisogno impianti di valorizzazione RD Potenzialità giornaliera t/a t/a t/d Offerta impiantistica (RU) autorizzata su scala regionale Fabbisogno ulteriore di impianti meccanico-biologici Potenzialità giornaliera (1): COMPRENDE GLI SCARTI DEGLI IMPIANTI DI VALORIZZAZIONE. (2): RENDIMENTO DEL CICLO TERMICO PARI AL 21% (3): COMPRENSIVA DELLA FOS t/a t/a t/d

2 n. pag. 102 Viterbo anno 2006 FABBISOGNO DI TRATTAMENTO MECCANICO- BIOLOGICO DI FLUSSI RESIDUI DI RSU NELLA FASE A REGIME OBIETTIVI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA tal-quale r.d. flussi residui Bilancio annuale (t) t/a t/a t/a Bilancio (%) 100,00 35% 65% Incidenza RD % Totale intercettato Totale Rsu residuo Composizione residuo Flussi Composizione Totale ton/anno % Sottovaglio 0,0% Legno 7,0% ,31 Cartone 6,6% ,29 Carta 15,4% ,67 Tessili, pelli 6,0% ,34 Plastiche 12,0% ,67 Vetro 7,7% ,24 Rup 0,0% Metalli ferrosi 1,8% ,06 Metalli non ferrosi 4,2% ,13 Inerti 3,3% ,10 Sostanze organiche 36,0% ,25 100% ,05 alla valorizzazione del residuo

3 n. pag. 103

4 n. pag. 104 Fabbisogni impiantistici ATO Viterbo Produzione complessiva rifiuti t/a Obiettivo di RD t/a Flussi residui t/a Ipotesi di RD al 2003 pari al Fabbisogno di trattamento di flussi Rsu residui t/a con il seguente bilancio di massa FRAZIONE ORGANICA ALLA STABILIZZAZIONE t/a CDR AL RECUPERO ENERGETICO t/a RECUPERO METALLI t/a sommano t/a di cui SCARTI A DISCARICA t/a PERDITE DI PROCESSO t/a Fabbisogno impianti di termovalorizzazione (1) t/a Potenzialità oraria di trattamento termico 7 t/h Potenzialità giornaliera 164 t/d 35% η= 21% Recupero energetico atteso PCI Potenzialità termica Potenza elettrica (2) 3 591Kcal/kg. 28 MWt. 5,98 MWel. Fabbisogno impianti di discarica scarti selezione Fabbisogno discarica scarti recupero energetico Fabbisogno complessivo di discarica (3) t/a t/a t/a Offerta impiantistica (RD) autorizzata su scala provinciale Fabbisogno impianti di valorizzazione RD Potenzialità giornaliera 0 t/a t/a 154 t/d Offerta impiantistica (RU) autorizzata su scala provinciale Fabbisogno ulteriore di impianti meccanico-biologici Potenzialità giornaliera (1): COMPRENDE GLI SCARTI DEGLI IMPIANTI DI VALORIZZAZIONE. (2): RENDIMENTO DEL CICLO TERMICO PARI AL 21% (3): COMPRENSIVA DELLA FOS t/a t/a 563 t/d

5 n. pag. 105 Roma anno 2006 FABBISOGNO DI TRATTAMENTO MECCANICO- BIOLOGICO DI FLUSSI RESIDUI DI RSU NELLA FASE A REGIME OBIETTIVI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA tal-quale r.d. flussi residui Bilancio annuale (t) t/a t/a t/a Bilancio (%) 100,00 35% 65% Incidenza RD % Totale intercettato Totale Rsu residuo Composizione residuo Flussi Composizione Totale ton/anno % Sottovaglio 0,0% Legno 7,0% ,05 Cartone 6,6% ,70 Carta 15,4% ,31 Tessili, pelli 6,0% ,67 Plastiche 12,0% ,33 Vetro 7,7% ,75 Rup 0,0% Metalli ferrosi 1,8% ,11 Metalli non ferrosi 4,2% ,59 Inerti 3,3% ,04 Sostanze organiche 36,0% ,66 100% ,21 alla valorizzazione del residuo

6 n. pag. 106

7 n. pag. 107 Fabbisogni impiantistici ATO Roma-anno 2006 Produzione complessiva rifiuti t/a Obiettivo di RD t/a Flussi residui t/a Ipotesi di RD al 2003 pari al Fabbisogno di trattamento di flussi Rsu residui t/a con il seguente bilancio di massa FRAZIONE ORGANICA ALLA STABILIZZAZIONE t/a CDR AL RECUPERO ENERGETICO t/a RECUPERO METALLI t/a sommano t/a di cui SCARTI A DISCARICA t/a PERDITE DI PROCESSO t/a Fabbisogno impianti di termovalorizzazione (1) t/a Potenzialità oraria di trattamento termico 133 t/h Potenzialità giornaliera t/d 35% η= 21% Recupero energetico atteso PCI Potenzialità termica Potenza elettrica (2) 3 591Kcal/kg. 556 MWt. 116,82 MWel. Fabbisogno impianti di discarica scarti selezione Fabbisogno discarica scarti recupero energetico Fabbisogno complessivo di discarica (3) t/a t/a t/a Offerta impiantistica (RD) autorizzata su scala provinciale Fabbisogno impianti di valorizzazione RD Potenzialità giornaliera t/a t/a t/d Offerta impiantistica (RU) autorizzata su scala provinciale Fabbisogno ulteriore di impianti meccanico-biologici Potenzialità giornaliera (1): COMPRENDE GLI SCARTI DEGLI IMPIANTI DI VALORIZZAZIONE. (2): RENDIMENTO DEL CICLO TERMICO PARI AL 21% (3): COMPRENSIVA DELLA FOS t/a t/a t/d

8 n. pag. 108 Rieti anno 2006 FABBISOGNO DI TRATTAMENTO MECCANICO- BIOLOGICO DI FLUSSI RESIDUI DI RSU NELLA FASE A REGIME OBIETTIVI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA tal-quale r.d. flussi residui Bilancio annuale (t) t/a t/a t/a Bilancio (%) 100,00 35% 65% Incidenza RD % Totale intercettato Totale Rsu residuo Composizione residuo Flussi Composizione Totale ton/anno % Sottovaglio 0,0% Legno 7,0% ,13 Cartone 6,6% ,13 Carta 15,4% ,29 Tessili, pelli 6,0% ,15 Plastiche 12,0% ,29 Vetro 7,7% ,10 Rup 0,0% Metalli ferrosi 1,8% ,02 Metalli non ferrosi 4,2% ,06 Inerti 3,3% ,04 Sostanze organiche 36,0% ,54 100% ,77 alla valorizzazione del residuo

9 n. pag. 109

10 n. pag. 110 Fabbisogni impiantistici ATO Rieti-anno 2006 Produzione complessiva rifiuti t/a Obiettivo di RD t/a Flussi residui t/a Ipotesi di RD al 2003 pari al Fabbisogno di trattamento di flussi Rsu residui t/a con il seguente bilancio di massa FRAZIONE ORGANICA ALLA STABILIZZAZIONE t/a CDR AL RECUPERO ENERGETICO t/a RECUPERO METALLI t/a sommano t/a di cui SCARTI A DISCARICA t/a PERDITE DI PROCESSO t/a Fabbisogno impianti di termovalorizzazione (1) t/a Potenzialità oraria di trattamento termico 3 t/h Potenzialità giornaliera 71 t/d 35% η= 21% Recupero energetico atteso PCI Potenzialità termica Potenza elettrica (2) 3 591Kcal/kg. 12 MWt. 2,60 MWel. Fabbisogno impianti di discarica scarti selezione Fabbisogno discarica scarti recupero energetico Fabbisogno complessivo di discarica (3) t/a t/a t/a Offerta impiantistica (RD) autorizzata su scala provinciale Fabbisogno impianti di valorizzazione RD Potenzialità giornaliera 0 t/a t/a 67 t/d Offerta impiantistica (RU) autorizzata su scala provinciale Fabbisogno ulteriore di impianti meccanico-biologici Potenzialità giornaliera (1): COMPRENDE GLI SCARTI DEGLI IMPIANTI DI VALORIZZAZIONE. (2): RENDIMENTO DEL CICLO TERMICO PARI AL 21% (3): COMPRENSIVA DELLA FOS 0 t/a t/a 128 t/d

11 n. pag. 111 Latina anno 2006 FABBISOGNO DI TRATTAMENTO MECCANICO- BIOLOGICO DI FLUSSI RESIDUI DI RSU NELLA FASE A REGIME OBIETTIVI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA tal-quale r.d. flussi residui Bilancio annuale (t) t/a t/a t/a Bilancio (%) 100,00 35% 65% Composizione Incidenza RD % Totale intercettato Totale Rsu residuo residuo Flussi Composizione Totale ton/anno % Sottovaglio 0,0% Legno 7,0% ,62 Cartone 6,6% ,59 Carta 15,4% ,37 Tessili, pelli 6,0% ,69 Plastiche 12,0% ,38 Vetro 7,7% ,49 Rup 0,0% Metalli ferrosi 1,8% ,11 Metalli non ferrosi 4,2% ,27 Inerti 3,3% ,21 Sostanze organiche 36,0% ,55 100% ,28 alla valorizzazione del residuo

12 n. pag. 112

13 n. pag. 113 Fabbisogni impiantistici ATO Latina- anno 2006 Produzione complessiva rifiuti t/a Obiettivo di RD t/a Flussi residui t/a Ipotesi di RD al 2003 pari al Fabbisogno di trattamento di flussi Rsu residui t/a con il seguente bilancio di massa FRAZIONE ORGANICA ALLA STABILIZZAZIONE t/a CDR AL RECUPERO ENERGETICO t/a RECUPERO METALLI t/a sommano t/a di cui SCARTI A DISCARICA t/a PERDITE DI PROCESSO t/a Fabbisogno impianti di termovalorizzazione (1) t/a Potenzialità oraria di trattamento termico 14 t/h Potenzialità giornaliera 333 t/d 35% η= 21% Recupero energetico atteso PCI Potenzialità termica Potenza elettrica (2) 3 591Kcal/kg. 58 MWt. 12,18 MWel. Fabbisogno impianti di discarica scarti selezione Fabbisogno discarica scarti recupero energetico Fabbisogno complessivo di discarica (3) t/a t/a t/a Offerta impiantistica (RD) autorizzata su scala provinciale Fabbisogno impianti di valorizzazione RD Potenzialità giornaliera 0 t/a t/a 314 t/d Offerta impiantistica (RU) autorizzata su scala provinciale Fabbisogno ulteriore di impianti meccanico-biologici Potenzialità giornaliera (1): COMPRENDE GLI SCARTI DEGLI IMPIANTI DI VALORIZZAZIONE. (2): RENDIMENTO DEL CICLO TERMICO PARI AL 21% (3): COMPRENSIVA DELLA FOS 0 t/a t/a 601 t/d

14 n. pag. 114 Frosinone anno 2006 FABBISOGNO DI TRATTAMENTO MECCANICO- BIOLOGICO DI FLUSSI RESIDUI DI RSU NELLA FASE A REGIME OBIETTIVI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA tal-quale r.d. flussi residui Bilancio annuale (t) t/a t/a t/a Bilancio (%) 100,00 35% 65% Incidenza RD % Totale intercettato Totale Rsu residuo residuo Flussi Composizione Totale ton/anno % Sottovaglio 0,0% Legno 7,0% ,45 Cartone 6,6% ,42 Carta 15,4% ,98 Tessili, pelli 6,0% ,49 Plastiche 12,0% ,98 Vetro 7,7% ,35 Rup 0,0% Metalli ferrosi 1,8% ,08 Metalli non ferrosi 4,2% ,19 Inerti 3,3% ,15 Sostanze organiche 36,0% ,82 100% ,91 alla valorizzazione del residuo

15 n. pag. 115

16 n. pag. 116 Fabbisogni impiantistici ATO Frosinone-anno 2006 Produzione complessiva rifiuti t/a Obiettivo di RD t/a Flussi residui t/a Ipotesi di RD al 2003 pari al Fabbisogno di trattamento di flussi Rsu residui t/a con il seguente bilancio di massa FRAZIONE ORGANICA ALLA STABILIZZAZIONE t/a CDR AL RECUPERO ENERGETICO t/a RECUPERO METALLI t/a sommano t/a di cui SCARTI A DISCARICA t/a PERDITE DI PROCESSO t/a Fabbisogno impianti di termovalorizzazione (1) t/a Potenzialità oraria di trattamento termico 10 t/h Potenzialità giornaliera 238 t/d 35% η= 21% Recupero energetico atteso PCI Potenzialità termica Potenza elettrica (2) 3 591Kcal/kg. 41 MWt. 8,71 MWel. Fabbisogno impianti di discarica scarti selezione Fabbisogno discarica scarti recupero energetico Fabbisogno complessivo di discarica (3) t/a t/a t/a Offerta impiantistica (RD) autorizzata su scala provinciale Fabbisogno impianti di valorizzazione RD Potenzialità giornaliera 0 t/a t/a 225 t/d Offerta impiantistica (RU) autorizzata su scala provinciale Fabbisogno ulteriore di impianti meccanico-biologici Potenzialità giornaliera disponibile (1): COMPRENDE GLI SCARTI DEGLI IMPIANTI DI VALORIZZAZIONE. (2): RENDIMENTO DEL CICLO TERMICO PARI AL 21% (3): COMPRENSIVA DELLA FOS t/a t/a 688 t/d

17 n. pag Quadro riepilogativo dei fabbisogni impiantistici. Le tabelle seguenti rappresentano la sintesi dei dati elaborati in precedenza. Esse riassumono le informazioni circa i fabbisogni impiantistici, connessi con il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata a partire dall anno Esse rappresentano la sintesi dei dimensionamenti effettuati in precedenza. Quadro riepilogativo relativo ai fabbisogni (teorici) di impianti di recupero/smaltimento Rd= 35% ATO n Impianti di valorizzazione Trattam. mecc-biol. Termovalorizzazione 1 VT t/a t/a t/a 2 RM t/a t/a t/a 3 RI t/a t/a t/a 4 LT t/a t/a t/a 5 FR t/a t/d t/a Bacino regionale t/a t/a t/a Nella determinazione dei fabbisogni impiantistici relativi alle discariche, agli impianti di valorizzazione e agli impianti di trattamento meccanico-biologico si fa espresso riferimento al principio dell autosufficienza di ogni ATO. Quindi, fatto salvo quanto disposto dal presente Piano, ogni ambito territoriale ottimale dovrà garantire, attraverso gli strumenti di pianificazione provinciali, l individuazione dei siti nell ambito territoriale di competenza. Il predetto principio viene derogato esclusivamente per la parte relativa al trattamento termico in quanto per la predetta tipologia di impianti, per conseguire una economia di scala, è necessario garantire una taglia dimensionale minima con una conseguente funzione sovra provinciale degli stessi. Per tale ragione il Piano Regionale si fa carico di dimensionare gli impianti di trattamento termico, che saranno a servizio dell intero Bacino Regionale. La verifica dei fabbisogni impiantistici è stata effettuata ipotizzando di perseguire gli obiettivi di intercettazione di flussi di raccolta differenziata fissati dal Piano di Gestione e cioè gli obiettivi di raccolta differenziata prefissati al 35%. Sulla base dei predetti obiettivi sono stati quindi valutati tutti i flussi attesi, sia in relazione allo sviluppo delle raccolte differenziate che in conseguenza dei trattamenti meccanico- Sbiologici e di recupero energetico, dal Sistema Integrato Regionale e successivamente valutati i fabbisogni per ogni singolo flusso. I prospetti suddetti sono stati messi a confronto con l attuale offerta di smaltimento complessiva nella Regione al fine di valutare l ulteriore fabbisogno impiantistico di recupero/smaltimento.

18 n. pag. 118 Fase a regime- anno 2006 RU TOTALI Bacino Regionale t/a RU RESIDUO t/a RD t/a Impianti di selezione ATO 1 ATO 2 CDR/secco sel t/a all'impianto della prov. di Viterbo organico t/a organico t/a ATO 1 Fraz. Organica t/a agli impieghi alternativi verde e legno t/a verde e legno t/a VT Metalli t/a al recupero carta/cartone t/a carta/cartone t/a Scarti t/a in discarica plastiche t/a plastiche t/a vetro t/a vetro t/a metalli t/a metalli t/a Impianti di selezione altro t/a altro t/a CDR/secco sel t/a agli impianti delle prov. di Roma e Colleferro ATO 3 ATO 4 ATO 2 Fraz. Organica t/a agli impieghi alternativi organico t/a organico t/a RM Metalli t/a al recupero verde e legno t/a verde e legno t/a Scarti t/a in discarica carta/cartone t/a carta/cartone t/a plastiche 758 t/a plastiche t/a vetro t/a vetro t/a Impianti di selezione metalli t/a metalli t/a CDR/secco sel t/a all'impianto della prov. di Viterbo altro t/a altro t/a ATO 3 Fraz. Organica t/a agli impieghi alternativi ATO 5 Bacino Regionale RI Metalli t/a al recupero organico t/a organico t/a Scarti t/a in discarica verde e legno t/a verde e legno t/a carta/cartone t/a carta/cartone t/a plastiche t/a plastiche t/a Impianti di selezione vetro t/a vetro t/a CDR/secco sel t/a all'impianto della prov. di Latina metalli t/a metalli t/a ATO 4 Fraz. Organica t/a agli impieghi alternativi altro t/a altro t/a LT Metalli t/a al recupero Scarti t/a in discarica Impianti di selezione Bacino Regionale con RD=35% al 2006 CDR/secco sel t/a all'impianto di S. Vittore Cdr/frazione combustibile a recupero t/a ATO 5 Fraz. Organica t/a agli impieghi alternativi F.O.S. agli impieghi alternativi t/a FR Metalli t/a al recupero Metalli al recupero t/a Scarti t/a in discarica Discarica dagli impianti di selezione t/a Sulla scorta delle previsioni e dei dimensionamenti effettuati, sono stati per comodità riassunti alcuni dati significativi relativi ai bilanci e agli obiettivi fissati dal Piano Regionale.

19 n. pag. 119 Raccolte differenziate a regime nella Regione Lazio metalli 9% altro 6% organico 46% organico vetro 11% verde e legno carta/cartone plastiche vetro plastiche 3% carta/cartone 19% verde e legno 6% metalli altro In particolare il grafico sopra riportato evidenzia le incidenze percentuali, relative alle varie frazioni, fissate come obiettivo percentuale di raccolta differenziata da perseguire nella fase a regime. Quantitativi di RD nella fase a regime a livello regionale t/a t/a t/a t/a organico verde e legno carta/cartone plastiche t/a t/a t/a vetro metalli altro Gli stessi obiettivi vengono sopra evidenziati nelle quantità corrispondenti alle percentuali fissate.

20 n. pag. 120 Modalità di gestione dei rifiuti nella fase a regime a livello regionale Raccolte differenziate al recupero 33% Cdr/frazione combustibile al recupero energetico 32% Discarica dagli impianti di selezione 7% Cdr/frazione combustibile a recupero F.O.S. agli impieghi alternativi Metalli al recupero Discarica dagli impianti di selezione Raccolte differenziate al recupero Metalli al recupero 2% F.O.S. agli impieghi alternativi 26% Nel grafico sopra riportato, infine, sono stati evidenziati i vari flussi del Sistema Integrato Regionale e le relative modalità di trattamento/smaltimento/recupero. Da tale grafico si desume il sostanziale equilibrio che il Piano attribuisce alle diverse modalità e ai diversi sistemi di trattamento dei vari flussi. Dallo stesso grafico si desume il ruolo residuale della discarica quale forma di smaltimento, a condizione che vengano perseguiti i prefissati obiettivi di raccolta differenziata e che la Fos venga effettivamente utilizzata in impieghi alternativi. Parimenti viene evidenziato il rispetto del principio, sancito dal Piano, in base al quale il trattamento termico risulti limitato a quella parte di rifiuti, a valenza combustibile, altrimenti non recuperabile.

21 n. pag Attuale offerta impiantistica di smaltimento su scala regionale La tabella seguente riepiloga l offerta complessiva attuale di valorizzazione e smaltimento di RU in impianti esistenti, anche se non direttamente autorizzati dalla Regione Lazio, nel Bacino Regionale. Attuale offerta impiantistica discariche (anno 2000) ATO Comune Loc. t/a smaltite Volumi residui 1 Viterbo Le Fornaci mc. 2 Guidonia Inviolata mc. 2 Albano Cecchina mc. 2 Civitavecchia Fosso del Prete mc. 2 Bracciano Cupinoro mc. 4 Latina Borgo Montello mc. 2 Colleferro Colle Fagiolara mc. 2 Roma Malagrotta mc. 3 Leonessa mc. Totali t/a mc. nota: tutti i flussi sono comprensivi degli scarti di processo ATO Attuale offerta impiantistica termovalorizzazione con recupero energetico CDR altro Comune Loc. Prov. t/a trattate 2 Colleferro Rm S. Vittore 1 Fr Roma Ponte Malnome Rm Speciali e pericolosi Totali nota: impianti in avanzata fase attuativa t/a t/a Attuale offerta impiantistica selezione meccanica Impianti di selezione Rsu Comune Loc. Prov. ATO t/a trattate F.O.S. t/a Cdr t/a (*) metalli (t/a) 5 Colfelice Ortella Frosinone Viterbo Casale Bussi Viterbo Roma Malagrotta Roma Albano Laziale Cecchina Roma Terracina Morelle Latina Roma Roccacencia Roma Roma Via Salaria "ex Autovox" Roma Totali t/a t/a t/a t/a nota: tutti i flussi sono comprensivi degli scarti di processo (*) o secco combustibile

22 n. pag. 122 Attuale offerta impiantistica impianti di valorizzazione Impianti di selezione Rsu Comune Loc. Prov. ATO RD secco Umido/verde (t/a) 2 Roma Roccacencia(*) Rm Roma Pomezia Rm Roma Santa Palompaia Rm Roma Maccarese (**) Rm Totali t/a t/a (*) potenzialità max calcolata su più turni (**) potenzialità attuale t/a, diventano t/a con il previsto raddoppio in fase di approvazione da parte della Regione Lazio, su istanza già presentata. All'integrazione dei due impianti di raggiungono t/a con modulazione del processo e della gestione. nota: tutti gli impianti dispongono di un'area di stoccaggio temporaneo per i flussi da valorizzare e una area di messa a riserva temporanea per i flussi valorizzati. Le predette aree dovra essere adeguate ai requisiti prestazionali previsti dal Piano. Gli impianti già realizzati o i cui lavori risultino avviati, sulla base di autorizzazioni di altri Enti, alla data del , o già istruiti presso la competente Regione Lazio, vengono riconosciuti dal Piano di Gestione. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente Piano, pena la loro chiusura, tutti gli impianti dovranno essere adeguati alle prescrizioni in esso contenute Determinazione degli ulteriori fabbisogni e eonfronto tra domanda ed offerta impiantistica. Dal confronto tra il dato relativo alla produzione dei rifiuti, stimata al 2006 pari a t/a circa, con l attuale offerta impiantistica su scala regionale, scaturisce il quadro degli ulteriori fabbisogni impiantistici di recupero/smaltimento a livello di ATO e complessivamente a livello regionale, che, come già accennato, viene modulato sui flussi che residuano dalle raccolte differenziate. La perimetrazione degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), ai sensi dell art. 23 del D.Lgs. 22/97, come già detto coincide con quella delle Province. Provincia Abitanti n % ATO n 1 Viterbo ,6% ATO n 2 Roma ,8% ATO n 3 Rieti ,6% ATO n 4 Latina ,7% ATO n 5 Frosinone ,3% Bacino Regionale % All interno di ogni ATO deve essere garantita una gestione unitaria dei rifiuti urbani, attraverso la predisposizione, da parte della Provincia territorialmente competente, del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti, nel rispetto delle indicazioni e prescrizioni definite dal Piano Regionale.

23 n. pag. 123 Le funzioni di trattamento e smaltimento di rifiuti a livello di ATO sono relativi a: Impianti di valorizzazione di flussi da raccolte differenziate ; Impianti di trattamento del flusso residuo Impianti di discarica. Le funzioni di trattamento e smaltimento di rifiuti a livello di Bacino Regionale sono relativi a: Impianti di trattamento termico del Cdr o della frazione secca combustibile, con recupero energetico ; quindi gli impianti di recupero energetico, in relazione alla esigenza di ottimizzarne le taglie e minimizzarne gli impatti, assumono, come già detto, una valenza sovra provinciale a servizio dell intero Bacino Regionale All interno dell ATO devono essere garantite, tramite gli accordi e le forme di cooperazione previste dalla legge, pari condizioni a tutti i Comuni. Il sistema impiantistico previsto per il trattamento/smaltimento dei diversi flussi di rifiuti intercettati dai servizi di raccolta risulta così costituito: impianti di valorizzazione dei flussi da RD: ecocentri con eventuale trattamento preliminare delle frazioni secche; impianti di compostaggio semplificato per la sola frazione verde; impianti di compostaggio della frazione organica e del verde. impianti di trattamento del rifiuto residuo: impianti di trattamento del rifiuto residuo, finalizzati alla produzione di una frazione secca a valenza combustibile e alla biostabilizzazione della frazione organica (aerobica o anaerobica), in maniera tale da assicurane l impiego alternativo previsto dal presente Piano; impianti di termovalorizzazione con recupero energetico: impianti di trattamento termico della frazione secca combustibile o del Cdr, con recupero enegetico, in linea con standards prestazionali del presente Piano; impianti di smaltimento finale: impianti di discarica per lo smaltimento dei flussi residui di tutti gli impianto di Piano. La tabella che segue riepiloga, per ogni tipologia di impianto, i fabbisogni (espressi in t/a e per tipologia impiantistica) determinati in precedenza per ogni ATO.

24 n. pag. 124 Quadro riepilogativo relativo ai fabbisogni di impianti di recupero/smaltimento Rd= 35% ATO n Impianti di valorizzazione Trattam. mecc-biol. Termovalorizzazione Discarica 1 VT t/a t/a t/a t/a 2 RM t/a t/a t/a t/a 3 RI t/a t/a t/a t/a 4 LT t/a t/a t/a t/a 5 FR t/a t/d t/a t/a Bacino regionale t/a t/a t/a t/a I predetti fabbisogni vengono confrontati, nella tabella successiva, con l attuale offerta impiantistica al fine di valutare con puntualità i fabbisogni residui per ogni tipologia di impianto. Quadro riepilogativo relativo alla attuale (al ) offerta di impianti di recupero/smaltimento a livello di ATO e Regionale ATO n Impianti di valorizzazione Trattam. mecc-biol. Termovalorizzazione 1 VT 0 t/a t/a 0 t/a 2 RM t/a t/a t/a 3 RI 0 t/a 0 t/a 0 t/a 4 LT 0 t/a t/a 0 t/a 5 FR 0 t/a t/a t/a Bacino regionale t/a t/a t/a Dal confronto tra le due sopra riportate tabelle riepilogative emerge quanto appresso riportato. Il segno meno evidenzia le situazioni dove l offerta impiantistica è superiore alla domanda a livello dell ATO. La provincia di Viterbo (ATO n 1) e la provincia di Frosinone (ATO n 5) dispongono di una impiantistica di trattamento meccanico-biologico che eccede i fabbisogni interni di ATO. I due predetti impianti quindi, adeguati ai sensi del Piano entro un anno, potranno garantire, all interno dei rispettivi ATO, la funzione di trattamento di RU e produzione del secco combustibile (o in alternativa CDR). Quadro di raffronto relativo agli ulteriori fabbisogni di impianti di recupero/smaltimento a livello di ATO e Regionale ATO n Impianti di valorizzazione Trattam. mecc-biol. Termovalorizzazione(*) 1 VT t/a t/a t/a 2 RM t/a t/a t/a 3 RI t/a t/a t/a 4 LT t/a t/a t/a 5 FR t/a t/a t/a Bacino regionale t/a t/a t/a Il Piano Regionale assume, e riconosce, quegli impianti di valorizzazione, trattamento e termovalorizzazione con recupero energetico che, alla data del (data di presentazione del Piano), siano: già realizzati o i cui lavori risultino avviati sulla base di altre autorizzazioni; previsti nelle Pianificazioni Provinciali vigenti già istruiti presso la competente Regione Lazio. In ogni caso l esercizio degli impianti gia realizzati deve essere rispondente ai requisiti normativi, ambientali e prestazionali fissati dal Piano Regionale.

25 n. pag. 125 Si sottolinea ancora che gli impianti già realizzati o i cui lavori risultino avviati, sulla base di autorizzazioni di altri Enti, alla data del , o già istruiti presso la competente Regione Lazio, vengono riconosciuti dal Piano di Gestione e che entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente Piano, pena la loro chiusura, tutti gli impianti dovranno essere adeguati alle nuove prescrizioni del presente Piano.

26 n. pag Riepilogo previsioni impiantistiche di Piano Il Piano Regionale ha determinato i seguenti fabbisogni relativi agli impianti a tecnologia complessa sull intero Bacino Regionale: Tabella riassuntiva delle previsioni impiantistiche del Piano Regionale nella fase a regime RD>=35% ATO n 1 Provincia di Viterbo: Ulteriore fabbisogno di impianti di valorizzazione Ulteriore fabbisogno di impianti di circa: t/a nessuno Da individuare nel nuovo Piano Provinciale trattamento dei RU residui fabbisogno di termovalorizzazione circa: t/a compreso Rieti definito dal Piano Regionale. ATO n 2 Provincia di Roma: Ulteriore fabbisogno di impianti di valorizzazione Ulteriore fabbisogno di impianti di trattamento dei RU residui fabbisogno di termovalorizzazione ATO n 3 Provincia di Rieti: Ulteriore fabbisogno di impianti di valorizzazione Fabbisogno di impianti di trattamento dei RU residui fabbisogno di termovalorizzazione ATO n 4 Provincia di Latina: Ulteriore fabbisogno di impianti di valorizzazione Ulteriore fabbisogno di impianti di trattamento dei RU residui fabbisogno di termovalorizzazione ATO n 5 Provincia di Frosinone: Ulteriore fabbisogno di impianti di valorizzazione Ulteriore fabbisogno di impianti di trattamento dei RU residui fabbisogno di termovalorizzazione circa: t/a circa: t/a circa: t/a di frazione secca combustibile circa: t/a circa: t/a circa: t/a di frazione secca combustibile circa: t/a circa: t/a circa: t/a di frazione secca combustibile circa: t/a nessuno nessuno Da individuare nel nuovo Piano Provinciale Da individuare nel nuovo Piano Provinciale Definito dal Piano Regionale Da individuare nel nuovo Piano Provinciale Da individuare nel nuovo Piano Provinciale Deve smaltire nell ATO n 1, definito a livello di Bacino Regionale Da individuare nel nuovo Piano Provinciale Da individuare nel nuovo Piano Provinciale definito a livello di Bacino Regionale Da individuare nel nuovo Piano Provinciale Da individuare nel nuovo Piano Provinciale

27 n. pag Fabbisogno di impianti di valorizzazione RD, in relazione alle soluzioni di Piano Il fabbisogno residuo di impianti di valorizzazione dei flussi provenienti da raccolte differenziate, quindi, è stato stimato relativamente alla fase a regime, allorquando i quantitativi intercettati in peso raggiungeranno l obiettivo del 35%. Il predetto fabbisogno, al netto dell impiantistica già realizzata ed assunta dal Piano di Gestione a condizione del previsto adeguamento, viene riassunto nel prospetto che segue, per ATO. ATO n 1 VT 2 RM 3 RI 4 LT 5 FR Bacino regionale Impianti di valorizzazione t/a t/a t/a t/a t/a t/a I Piani Provinciali, che dovranno essere adeguati alle previsioni del Piano Regionale, individueranno la distribuzione più logica sul proprio territorio degli impianti di valorizzazione complessivamente necessari, come sopra indicati, sulla base del rispetto del principio dell autosufficienza nonché nel rigoroso rispetto dei criteri di localizzazione, eventualmente integrati dalle stesse pianificazioni provinciali, esposti dal presente Piano. Le predette valutazioni dovranno essere effettuate al netto dell impiantistica della stessa tipologia già esistente sul territorio provinciale, compresa quella eventualmente autorizzata dalla Regione nelle more della predisposizione dei nuovi Piani Provinciali.

28 n. pag Fabbisogno di impianti di trattamento meccanico biologico dei RU in relazione alle soluzioni di Piano Anche il fabbisogno residuo di impianti di trattamento meccanico dei flussi residui è stato stimato relativamente alla fase a regime, allorquando i quantitativi intercettati in peso raggiungeranno l obiettivo del 35%. Il predetto fabbisogno, al netto dell impiantistica già realizzata ed assunta dal Piano di Gestione a condizione del previsto adeguamento, viene riassunto nel prospetto che segue, per ATO. ATO n 1 VT 2 RM 3 RI 4 LT 5 FR Bacino regionale Trattam. mecc-biol t/a t/a t/a t/a t/a t/a I Piani Provinciali, che dovranno essere adeguati alle previsioni del Piano Regionale, individueranno la distribuzione più logica sul proprio territorio degli impianti di valorizzazione complessivamente necessari, come sopra indicati, sulla base del rispetto del principio dell autosufficienza nonché nel rigoroso rispetto dei criteri di localizzazione, eventualmente integrati dalle stesse pianificazioni provinciali, esposti dal presente Piano. Le predette valutazioni dovranno essere effettuate al netto dell impiantistica della stessa tipologia già esistente sul territorio provinciale, compresa quella eventualmente autorizzata dalla Regione nelle more della predisposizione dei nuovi Piani Provinciali.

29 n. pag Fabbisogno di impianti di termovalorizzazione con recupero energetico Il fabbisogno residuo di impianti di trattamento termico con recupero energetico dei flussi di rifiuti a valenza combustibile complessivamente prodotti in ambito del Bacino Regionale sono desumibili dal prospetto che segue: ATO n Termovalorizzazione(*) 1 VT t/a 2 RM t/a 3 RI t/a 4 LT t/a 5 FR Bacino regionale t/a t/a Come già accennato si evidenzia che il trattamento termico dei rifiuti è un'opzione, di valenza sovra provinciale, che il nuovo Piano assume a condizione che venga posta in essere contestualmente un'ampia azione che consenta il riutilizzo o il riciclo di tutti i materiali recuperabili - fasi che il Piano valuta come prioritarie. La termovalorizzazione quindi si utilizza esclusivamente per smaltire quella parte della frazione secca dei rifiuti non utilizzabile in altro modo (secco selezionato e/o Cdr). Nel rispetto degli indirizzi regionali la predetta tipologia impiantistica viene macrolocalizzata dal presente Piano. Per le localizzazioni puntuali degli impianti di trattamento termico con recupero energetico, la Regione Lazio procederà, con successivo studio di dettaglio,da redigere sulla base dei criteri fissati dalla presente pianificazione, alla loro definizione.

30 n. pag. 130 Nel rispetto dei suaccennati principi, alla data di stesura del Piano di Gestione (18 ott. 2001) il quadro regionale, in materia di termovalorizzazione, è così riassumibile: ATO n 1 Provincia di Viterbo: n 1 impianto di termovalorizzazione, in loc. le Fornaci a NO di Monterazzano. ATO n 2 Provincia di Roma: n 3 nuovi impianti di termovalorizzazione (3x20-40 MW el ); n 1 impianto di termovalorizzazione (20-30 MW el ) realizzato nel Comune di Colleferro ATO n 3 Provincia di Rieti: ATO n 4 Provincia di Latina: n 1 impianto di termovalorizzazione, nel sub-bacino 1 del vigente Piano Provinciale ATO n 5 Provincia di Frosinone: n 1 impianto di termovalorizzazione (10-20 MW el ) realizzato nel Comune di S. Vittore Previsione del vigente Piano Provinciale Previsioni del Piano Emergenza Accordo di programma Regione Lazio Provincia - Comune nessuna iniziativa o previsione Previsione del vigente Piano Provinciale da sanare Ordinanza , n 2992 del Commissario Delegato Emergenza RU della Provincia di Roma in esercizio Delibera del Consiglio Provinciale n 71 del In assenza di autorizzazione regionale Quadro riassuntivo degli impianti di termovalorizzazione che alla data del sono rispondenti ai requisiti fissati dal Piano di Gestione per essere riconosciuti quali impianti di Piano. Sulla base delle considerazioni e delle assunzioni fatte, nonché tenendo conto del più volte richiamato principio della minimizzazione dei costi e degli impatti, il Piano di Gestione della Regione Lazio stabilisce le seguenti previsioni, in termini di potenzialità e macrolocalizzazione, relative agli impianti di trattamento termico con recupero energetico, tenuto debito conto dell attuale quadro così come sopra esposto, nonché del fabbisogno al netto delle RD al 2006 come prima determinato.

31 n. pag. 131 Quadro riassuntivo delle previsioni di impianti di termovalorizzazione con recupero energetico fissate dal Piano di Gestione. ATO n 1 Provincia di Viterbo: n 1 impianto di termovalorizzazione, in loc. le Fornaci a NO di Monterazzano t/a di secco selezionato combustibile/cdr p.c.i.>= 15 Mj/Kg. Previa verifica dei criteri di localizzazione ATO n 2 Provincia di Roma: n 3 nuovi impianti di termovalorizzazione n 1 impianto di termovalorizzazione realizzato nel Comune di Colleferro 3 x t/a di secco selezionato combustibile/cdr p.c.i.>= 15 Mj/Kg. 1 x t/a di secco selezionato combustibile/cdr p.c.i.>= 15 Mj/Kg. Da localizzare sulla base dei criteri di Piano in esercizio da adeguare e potenziare ATO n 3 Provincia di Rieti: ATO n 4 Provincia di Latina: n 1 impianto di termovalorizzazione, nel sub-bacino 1 del vigente Piano Provinciale ATO n 5 Provincia di Frosinone: n 1 impianto di termovalorizzazione (10-20 MW el ) realizzato nel Comune di S. Vittore nessuna iniziativa o previsione t/a di secco selezionato combustibile/cdr p.c.i.>= 15 Mj/Kg t/a di secco selezionato combustibile/cdr p.c.i.>= 15 Mj/Kg Previa verifica dei criteri di localizzazione in esercizio da adeguare 10 Compreso secco selezionata da RU di Rieti

32 n. pag Fabbisogno di discariche in relazione alle soluzioni di Piano Nei paragrafi precedenti sono stati stimati i fabbisogni di smaltimento compatibili con le previsioni di Piano in relazione alla quantità di rifiuti prodotti, agli obiettivi prefissati di R.D. e alle previsioni impiantistiche del Piano di Gestione. Tali valori sono stati determinati sia a livello di ATO sia a livello complessivo regionale per valutare il deficit che si genererà nei prossimi anni. Il fabbisogno di discariche è stato stimato relativamente a due distinte fasi: fase transitoria: il volume complessivamente necessario per smaltire l intera produzione dei RU fino a tutto l anno 2005; fase a regime: il volume complessivamente necessario per smaltire i flussi di scarto derivanti dai trattamenti meccanico-biologici e di termovalorizzazione, fino a tutto l anno Su detti flussi è stato ipotizzato che la Raccolta Differenziata raggiunga obiettivi del 35%. Inoltre i volumi di smaltimento finale previsti sono stati determinati sulla base di due distinti scenari: 1. che la frazione organica stabilizzata (F.O.S.) non venga utilizzata in impieghi alternativi alla discarica, così come previsto nelle indicazioni del Piano e che le scorie risultanti dai processi di combustione vengano parimenti conferite in discarica; 2. che la F.O.S. e le scorie vengano utilizzate in impieghi alternativi e quindi non conferiti in discarica. Sulla base delle precedenti considerazioni emerge il seguente quadro riepilogativo dei fabbisogni relativi a discariche a livello di ogni singolo ATO. Analisi dei fabbisogni: discariche Scenario con FOS e scorie in discarica Fase transitoria- fino a tutto il 2005 Fase a regime: dal 2006 al 2015 Ato n Ato n 1 Vt Vt RM RM Ri Ri Lt Lt Fr Fr Bacino regionale mc. Bacino regionale mc. a detrarre i quantitativi avviati alla termovalorizzazione nella fase transitoria mc. fabbisogno effettivo mc. Il prospetto sopra riportato evidenzia un eccessivo ricorso alla discarica, pur in presenza di una raccolta differenziata al 35% e di una termovalorizzazione al 36% sui RU totali prodotti, in relazione al fatto che lo smaltimento della FOS e delle scorie di combustione è stato previsto in discarica.

33 n. pag. 133 E stato elaborato il secondo prospetto, cui il Piano fa esplicito riferimento quale obiettivo della pianificazione, che prevede l impiego alternativo alla discarica della FOS e il recupero delle scorie in processi produttivi, sulla scorta di altre esperienze europee: Analisi dei fabbisogni: FOS agli impieghi alternativi e scorie al recupero Fase a regime: dal 2006 al 2015 Ato n 1 Vt RM Ri Lt Fr Bacino regionale mc. Dall esame del sopra riportato prospetto, si evince, con grande evidenza, la forte riduzione dello smaltimento in discarica evitando i conferimenti della FOS e delle scorie. I Piani Provinciali, che dovranno essere adeguati alle previsioni del Piano Regionale, individueranno i volumi complessivamente necessari, come sopra indicati, sulla base del rispetto del principio dell autosufficienza nonché nel rigoroso rispetto dei criteri di localizzazione, eventualmente integrati dalle stesse pianificazioni provinciali, esposti dal presente Piano. In particolare i Piani Provinciali effettueranno: una analisi puntuale sulle attuali disponibilità di discarica nel territorio dell ATO in termini di volumi residuali disponibili o già autorizzati alla data di elaborazione dei rispettivi Piani Provinciali. I predetti volumi disponibili verranno sottratti al fabbisogno di volumi di discarica come sopra stimati. Si osserva un sostanziale disponibilità di volumi di discarica a livello di Bacino Regionale a copertura dell intera fase transitoria, sempre nell ipotesi di perseguire i prefissati obiettivi di raccolta differenziata. Gli ulteriori fabbisogni determinati dovranno essere realizzati con una rigorosa gradualità prefissata dai Piani Provinciali.

34 n. pag Ulteriori norme relative alla fase transitoria, prima dell adeguamento dei Piani Provinciali Nella fase di adeguamento dei Piani Provinciali, la Regione Lazio potrà autorizzare la realizzazione di nuove previsioni impiantistiche, al fine di garantire l espletamento dei servizi di trattamento-smaltimento nel Bacino Regionale. Le predette autorizzazioni potranno riguardare sia l ampliamento di discariche in esercizio sia la realizzazione di impianti di trattamento meccanico-biologico dei Ru, nell ambito del comprensorio di riferimento. Tali autorizzazioni interverranno per consentire un adeguamento normativo delle discariche in esercizio alla luce delle scadenze normative fissate, relative allo smaltimento dei RU tal-quali in discarica. I predetti ampliamenti, o le nuove previsioni impiantistiche, dovranno essere pienamente rispondenti ai requisiti prestazionali ed ambientali fissati dal Piano di Gestione. I nuovi Piani Provinciali nella definizione degli ulteriori fabbisogni dovranno tenere conto delle eventuali nuove autorizzazioni intercorse. Sulla base della situazione registrata alla data del 18 ottobre 2001, sono previsti, relativamente alla fase transitoria, nelle more della definizione dei nuovi Piani Provinciali, i seguenti adeguamenti impiantistici: ATO Comune Loc. 1 Viterbo Le Fornaci 2 Guidonia Inviolata 2 Albano Cecchina 2 Civitavecchia Fosso del Prete 2 Bracciano Cupinoro 4 Latina Borgo Montello 2 Segni Valle dell'inferno 2 Colleferro Collefagiolara 2 Roma Malagrotta 3 Leonessa tipologia di intervento ammesso ampliamento nessuno, bonifica e post-gestione de sito ampliamento adeguamento ampliamento discarica ampliamento discarica realizzazione impianto selezione RU ampliamento discarica nessuno nessuno

35 n. pag STIMA DEI COSTI DELLE OPERAZIONI DI RECUPERO/SMALTIMENTO Sulla base delle previsioni effettuate circa gli obiettivi di raccolta differenziata nella fase a regime del Piano di Gestione, nella quale si prevede di intercettare e avviare al recupero circa t/a di RD, nonché tenuto conto dei flussi residui di RU che restano da trattare, compreso il recupero energetico, è stato elaborata la stima sommaria dei costi relative all insieme delle due predette attività. La valutazione è stata effettuata considerando gli attuali costi medi di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento, nonché gli attuali modelli gestionali e facendo altresì riferimento ad altre realtà similari a quella della Regione Lazio. I costi esposti tengono altresì conto di condizioni gestionali effettuate nel pieno rispetto delle norme vigenti. A- Bacino Regionale Costi relativi alla Raccolta, compresa la RD,trasporto e valorizzazione Raccolte differenziate a regime Costi unitari medi lit./ton. Importi organico t/a L ,49 verde e legno t/a L ,12 carta/cartone t/a L ,95 plastiche t/a L ,89 vetro t/a L ,25 metalli t/a L ,45 altro t/a L , t/a L ,28 R.U. residui a regime t/a L ,64 B- Bacino Regionale -Costi relativi al trattamento, recupero energetico, smaltimento scarti t/a L ,51 Costo medio per Kg. di rifiuto prodotto 251 lit./kg. 0,13

36 n. pag TECNOLOGIE PREFERENZIALI PER IL TRATTAMENTO MECCANICO, BIOLOGICO E TERMICO. Nell indicare le soluzioni tecnologiche che il Piano di Gestione assume come preferenziali sono stati valutati i seguenti principali aspetti: Aspetti tecnici Esperienze operative, casi di riferimento,affidabilità: La determinazione delle esperienze di riferimento è di fondamentale importanza nella comparazione delle tecnologie.un nuovo impianto deve poter assicurare il continuo smaltimento dei rifiuti in aumento. Vengono considerate come tecnologie affidabili, le tecnologie che garantiscano almeno: o periodi di fermo-impianto tali da non dover ricorrere a forme alternative di smaltimento per oltre il 15% del rifiuto o della frazione residua potenzialmente destinabile a detto impianto, salvo i casi in cui l'impianto sia caratterizzato da stagionalità del funzionamento o possa garantire adeguati stoccaggi consentendo comunque il conseguimento degli obbiettivi annui di trattamento; o una piena validazione della tecnologia, su impianti a scala industriale e per il trattamento di una frazione di rifiuto con caratteristiche e potenzialità analoghe a quella prevista; Flusso per ciascuna linea Se la portata per linea è troppo bassa, è necessario un numero di celle troppo alto che si riflette in un aumento dei costi capitali, di gestione e di manutenzione e in un incremento del personale necessario. Potere calorifico Le tecnologie adottate devono essere tali da adeguarsi ad un vasto range di potere calorifico, che è abbastanza vasto relativamente ai tipi di rifiuto attesi. Possibilità tecniche di recupero energetico Le tecnologie adottate devono essere tali da garantire il massimo recupero energetico a parità di rifiuto smaltito Pretrattamenti richiesti Le tecnologie adottate devono essere tali da garantire il minore pretrattamento possibile a parità di incidenza ambientale. Aspetti ambientali Emissioni, quantità di gas prodotto. Le tecnologie illustrate nell appendice del Piano consentono tutte di rispettare i limiti di legge con l applicazione degli opportuni sistemi di trattamento delle emissioni. La stesse minimizzano il quantitativo dei fumi prodotti, con una diretta conseguenza sul carico degli inquinanti atmosferici emessi. Qualità e quantità dei residui

37 n. pag. 137 Il recupero dei residui è suggerito ed è da considerarsi come un vantaggio in termini ambientali. Efficienza energetica Un alta efficienza energetica porta notevoli benefici ambientali, grazie al fatto che sono evitate le emissioni dovute alla generazione di energia elettrica. Aspetti economici Costi specifici di investimento Costi operativi Affidabilità delle tecnologie. Sulla scorta di quanto precedentemente detto, nonché con riferimento a quanto specificato sull argomento in appendice, il Piano di Gestione indica come preferenziali le soluzioni tecnologiche rispondenti ai requisiti sopra esposti. Allo stato attuale quindi vengono considerate come affidabili le seguenti soluzioni tecnologiche: trattamenti meccanici di selezione compostaggio e stabilizzazione digestione anaerobica, sia da frazione organica da raccolta differenziata che da frazione umida da selezione impianti di valorizzazione di flussi secchi provenienti da raccolte differenziate combustione a griglia, raffreddata ad acqua combustione a letto fluido co-combustione di Cdr in impianti non dedicati discarica (per i flussi ammessi) Altre tecnologie disponibili, se ritenute affidabili dalla Regione Lazio in fase di presentazione dei progetti.

38 n. pag CARATTERISTICHE PRESTAZIONALI E GESTIONALI MINIME RICHIESTE PER OGNI SINGOLA TIPOLOGIA DI IMPIANTO. Nel presente capitolo vengono definite e prescritte le caratteristiche prestazionali minime per ciascuna tipologia di impianto, da rispettare in fase di progettazione ed esercizio degli stessi Impianti di valorizzazione di flussi provenienti da RD di tipo secco I materiali provenienti dalle raccolte differenziate devono essere generalmente sottoposti ad una fase di selezione prima di poter essere avviati al riciclaggio. La selezione ha due finalità distinte a seconda del tipo di raccolta differenziata considerata: raccolte monomateriali: in questo caso lo scopo della selezione consiste nell'eliminazione di materiali erroneamente conferiti, al fine di perseguire i richiesti requisiti di purezza merceologica del singolo flusso; raccolte multimateriali: la selezione consente la separazione delle frazioni secche raccolte in flussi distinti per le singole frazioni, oltre alla possibilità di eliminare i conferimenti impropri. Tra le diverse tipologie di raccolte monomateriali, quella caratterizata dalla maggior presenza di impurezze presenti è la raccolta delle bottiglie e dei flaconi in plastica. La tendenza da parte degli utenti a conferire altri materiali plastici (ad es. film e vaschette per alimenti) porta facilmente a livelli di scarti del 20-30% sul totale del materiale raccolto. Inoltre, per un miglior collocamento nel mercato del recupero dei materiali raccolti è richiesta una separazione dei materiali plastici per tipo di polimero. Per quanto riguarda le raccolte multimateriali si possono distinguere essenzialmente due diverse tipologie di impianto di trattamento, idonee rispettivamente alla selezione del multimateriale dei contenitori per liquidi (le frazioni presenti sono: vetro, plastica, alluminio e banda stagnata) e del multimateriale secco (carta, plastica, metalli, stracci) Caratteristiche tecniche e presidi ambientali Le frazioni merceologiche interessate dalle raccolte differenziate multimateriale che devono essere separate sono le seguenti: vetro bottiglie e flaconi in plastica lattine di alluminio Iattine in banda stagnata ferro e alluminio altri metalli carta e cartone

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