Obiettivo di cooperazione territoriale europea 2007/2013. Programma ALCOTRA. Alpi Latine cooperazione transfrontaliera Italia Francia

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1 Obiettivo di cooperazione territoriale europea 2007/2013 Programma ALCOTRA Alpi Latine cooperazione transfrontaliera Italia Francia Asse 2, Misura 2.1 Risorse del territorio Progetto TT:CoCo Torrenti Transfrontalieri : Conoscenza e Comunicazione PARTNERS: Capofila : Politecnico di Torino (DIATI Dipartimento di Ingegneria dell Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture) Elena Comino, Maurizio Rosso, Sofia Piccione Conseil Général des Hautes Alpes Isabelle Chouquet Provincia di Torino Gabriella De Renzo

2 1 Sommario 1. PREMESSA COSTITUZIONE DEL PARTENARIATO SCHEMA DI SINTESI DEL PROGETTO OBIETTIVO ATTIVITA 1 Conoscere ed analizzare gli eventi passati per prevedere quelli futuri ATTIVITA 2 Valorizzazione di Zones humides riveraines in territori alpini transfrontalieri ATTIVITA 3 Modelli per la definizione delle aree di rischio in conoide e test strumentale OBIETTIVO ATTIVITA 4 Educazione all ambiente fluviale montano e costituzione di un Comitato locale di Fiume RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DIFFUSIONE DEI RISULTATI... 20

3 1. PREMESSA In un periodo caratterizzato da: cambiamenti climatici che generano eventi meteorologici particolarmente intensi e strettamente connessi a dissesti geologico idraulici; una dinamica sedimentaria improvvisa e molto rapida; l'accrescimento dei problemi derivanti dalle piene; attenzione verso l ambiente naturale che ci circonda; necessità di un graduale ritorno alle economie locali; il Politecnico di Torino, il Conseil Général des Hautes Alpes e la Provincia di Torino, sollecitati dalle popolazioni locali, hanno sentito la necessità di rispondere a specifiche esigenze dei reciproci territori. Il partenariato si propone di promuovere delle azioni concrete sui propri territori finalizzate al miglioramento della qualità della vita delle popolazioni locali ed allo sviluppo sostenibile dei sistemi economici e territoriali transfrontalieri. Il Progetto TT:CoCo fa riferimento alla Misura 2.1 Risorse del territorio, del quarto programma di cooperazione transfrontaliera lungo la frontiera continentale tra l'italia e la Francia e si collocherà in particolare su tratti di corso d acqua rappresentativi appartenenti al bacino del torrente Pellice, per quanto riguarda il territorio italiano ed al bacino della Gyronde e Alta Durance per il territorio francese. Figura 1 Aree di studio

4 Il Torrente Pellice verrà preso in esame per il tratto che si estende da Bobbio Pellice fino al ponte di Bibiana e verranno condotti degli studi anche su alcuni affluenti laterali, individuati durante lo svolgimento dei lavori. Per quanto riguarda il territorio francese, lo studio verrà condotto sul bacino della Gyronde. Un lavoro più specifico verrà proposto su alcuni affluenti, individuati durante il primo anno di svolgimento del presente Progetto appartenenti a tale bacino o, eventualmente a quello della Alta Durance.

5 2. COSTITUZIONE DEL PARTENARIATO Sia il Pellice che la Gyronde e l Alta Durance, sono stati oggetto di una lunga serie di eventi alluvionali che hanno profondamente modificato i rispettivi territori. Molti sottobacini localizzati nelle aree oggetto di studio (sia in Italia che in Francia), sono stati interessati in un passato più o meno recente, da fenomeni di colate detritiche torrentizie che hanno provocato, oltre a danni economici, perdita di vite umane; per questo la valutazione dei parametri che influenzano e generano questi eventi è fondamentale al fine di valutarne il grado di pericolosità e quindi attuare idonei interventi di prevenzione. L Alta Durance, la Gyronde ed il Pellice inoltre, scorrono in vallate alpine caratterizzate dalla presenza di numerose aree, ripariali e non, di pregio naturalistico: se conservate, valorizzate e correttamente gestite, queste possono contribuire al miglioramento dello stato ecologico delle acque ed al contenimento del rischio idraulico, oltre che essere mete di attività ricreative e didattico culturali propedeutiche al rilancio delle economie locali ed al rafforzamento della cultura dell acqua e dell ambiente. In relazione agli aspetti finora elencati, i partner italiani e francesi propongono delle azioni concrete che mirano alla valorizzazione, alla riqualificazione ed alla fruizione del territorio fluviale transfrontaliero attraverso lo sviluppo di metodologie di studio e di progettazione condivise. Inoltre si è ritenuto opportuno pianificare delle attività di educazione e sensibilizzazione rivolte alle popolazioni locali; la conoscenza (seppur semplificata) dei fenomeni fisici e naturali che portano agli eventi catastrofici, il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei cittadini possono essere efficaci strumenti per imparare a convivere con i rischi del territorio e soprattutto per prevenire e gestire correttamente eventuali situazioni di emergenza. Questa conoscenza è altresì utile per creare uno stretto legame tra le popolazioni e l ambiente in cui vivono e per avviare processi di gestione delle scelte territoriali partecipati e finalizzati allo sviluppo sostenibile che passano attraverso un approccio integrato tra politiche di sviluppo e tutela ambientale. L'idea del progetto nasce da una dettagliata conoscenza del contesto territoriale transfrontaliero che ospita i corsi d'acqua oggetto di studio e delle problematiche ad esso connesse. Il partenariato del presente progetto, ha sviluppato nell'ambito di altri progetti europei la capacità di lavorare insieme in maniera transfrontaliera. I partner sostenuti dagli amministratori italiani e francesi, nell'ambito del precedente Progetto PELLIDRAC, presentano una complementarietà di esperienze tecniche e scientifiche in materia di gestione territoriale e fluviale.

6 Il capofila Politecnico ha sviluppato un sistema di analisi e valutazioni, riguardanti gli aspetti ecologicoambientali, idraulici e morfologici, specifico per i corsi d'acqua alpini. Il Conseil Général des Hautes Alpes, ha maturato una profonda esperienza nel campo della gestione concertata con i territori ripariali attraverso SAGE, SDAGE e Contrat de Riviére. Tali documenti definiscono gli obiettivi e le regole per una gestione integrata e partecipata delle acque a livello locale. La Provincia di Torino è l'ente italiano, a livello locale che si occupa di difesa del suolo, di viabilità e di programmi degli interventi sui corsi d'acqua di montagna e sui relativi affluenti e trova nel Conseil Général il partner di supporto ideale pel l'attivazione dei Comitati di Fiume e dei Contratti di Fiume già ampiamente sperimentati e collaudati in territorio francese.

7 3. SCHEMA DI SINTESI DEL PROGETTO Si consideri una policy progettuale che si compone di tre fasi fondamentali: Individuazione di punti di forza e criticità Ricerca di soluzioni Progettazione di interventi risolutivi Il Progetto TT:CoCo sviluppa le sue attività all interno di tutti i livelli di policy appena definiti; per quanto riguarda l individuazione di criticità e punti di forza delle aree oggetto di studio, si partirà in parte dai risultati provenienti da un progetto precedentemente sviluppato, PELLIDRAC Pellice e Drac si parlano: Histoire d eau, che verranno integrati utilizzando la stessa metodologia e mettendo in pratica le lezioni apprese, attraverso una caratterizzazione dei territori di cui non si hanno ancora informazioni dettagliate. Verrà invece svolta un indagine ex novo per tutti gli aspetti introdotti dal presente progetto ed essenziali per la conoscenza dei territori indagati e per lo svolgimento delle fasi successive. Nella fase di ricerca di soluzioni, verranno proposte delle specifiche attività di simulazione riguardanti le criticità individuate nella fase di policy precedente; sui risultati derivanti dalle simulazioni in territorio italiano e francese, verranno effettuate osservazioni propedeutiche alle attività di pianificazione e gestione locale.

8 La fase di progettazione degli interventi di ripristino permetterà concretizzare in attività progettuale alcune osservazioni ed ipotesi ottimali di intervento proposte per il miglioramento ecologico ambientale dell ecosistema fluviale. Inoltre si provvederà a gestire ed organizzare in modo sistematico la conoscenza prodotta sia all interno del presente progetto sia in progetti precedenti (condotti dallo stesso partenariato) e a trasferire i risultati e le osservazioni conclusive alle comunità locali perché li possano utilizzare all interno delle proprie attività di formazione, informazione e pianificazione. I principi ispiratori di TT:CoCo sono emersi durante gli incontri avvenuti con gli amministratori locali nell ambito del precedente Progetto PELLIDRAC: alcune proposte di intervento dei partner sono state ben accolte e discusse, tanto da diventare un punto di partenza condiviso; ulteriori richieste da parte delle popolazioni e dei loro rappresentanti sono state recepite dai partner come argomenti principali per effettuare ulteriori studi riguardanti il territorio già preso in esame. I dati ed i risultati derivanti dal Progetto PELLIDRAC, aggiunti a quelli che deriveranno dal Progetto TT:CoCo, saranno parte fondamentale di un Dossier Preliminare il cui obiettivo sarà quello di fornire un primo inquadramento delle caratteristiche del bacino fluviale nel quale si intenderà avviare un Contratto di Fiume.

9 4. OBIETTIVO 1 Il primo obiettivo del Progetto TT:CoCo è definito come Sviluppo e condivisione di metodologie per la valorizzazione e la fruizione del territorio fluviale alpino e si articola in tre Attività che mirano alla conoscenza dettagliata dei territori considerati ed allo studio dei fenomeni di dissesto che li coinvolgono. 4.1 ATTIVITA 1 Conoscere ed analizzare gli eventi passati per prevedere quelli futuri Partner coinvolti: Politecnico di Torino, Conseil Géneral des Hautes Alpes e Provincia di Torino Lo studio sarà localizzato su alcuni tratti montani dei bacini del Pellice, della Alta Durance ed in particolare sul bacino della Gyronde. Poiché la zona italiana è già stata caratterizzata per alcuni aspetti (idromorfologici, idraulici ed ecologicoambientali) nell ambito di un precedente progetto svolto dallo stesso partenariato, occorrerà analizzare questi aspetti anche sul territorio francese utilizzando la metodologia già applicata e verificata con successo. Per il bacino della Gyronde, esistono pochi dati di campo, specie per quanto riguarda l'idrologia e la morfologia. Spesso gli studi condotti si basano su dati empirici e/o derivati per similitudine da altri bacini; ovviamente questi metodi di estrapolazione causano elevatissime incertezze sui risultati che si ottengono. Si procederà quindi alla raccolta dei dati esistenti riguardanti gli affluenti del torrente Pellice ed il bacino della Gyronde e successivamente ad attività svolte parallelamente che verteranno su: caratterizzazione idrologica del bacino e analisi storica degli eventi alluvionali; predisposizione di stazioni di monitoraggio idrologico (misure di livelli, velocità, portate); serie di sopralluoghi per osservare l attuale morfologia del territorio (mappatura dei rami abbandonati) ed eseguire un censimento aggiornato delle opere idrauliche (solamente sul territorio italiano). La scelta della strumentazione più pertinente da utilizzare per i monitoraggi sarà oggetto della presente attività.

10 Inoltre il Politecnico di Torino, si occuperà della compilazione di schede di campo (sia sul territorio italiano, che su quello francese) per l applicazione di indici ambientali come ad esempio l IFF e di una metodologia per la valutazione dello Stato Ecologico della zona riparia. Questa prima parte di lavoro è finalizzata a completare l analisi conoscitiva di territori dei quali già si sa molto, ma che necessitano di ulteriori studi per focalizzare i relativi punti di forza e di debolezza su cui concentrare l attenzione per una corretta gestione. Nella seconda parte dell Attività 1, verrà effettuata un analisi storica degli eventi di instabilità di versante, di evoluzione morfologica e di colate detritiche sui principali affluenti dei bacini del Pellice e della Gyronde al fine di individuare i più attivi e pericolosi su cui svolgere ulteriori approfondimenti.

11 4.2 ATTIVITA 2 Valorizzazione di Zones humides riveraines in territori alpini transfrontalieri Partner coinvolti: Politecnico di Torino, Conseil Géneral des Hautes Alpes Le zone umide riparie (naturali o artificiali) in questo contesto sono intese come le aree di interfaccia tra un corpo idrico superficiale ed il territorio circostante; hanno un grande significato per quanto riguarda l ecologia, l ingegneria idraulica e la gestione ambientale poiché possono svolgere differenti funzioni come ad esempio: conservazione e rinnovamento del suolo; riduzione degli inquinanti da ruscellamento attraverso la biofiltrazione; costituzione di habitat e corridoi ecologici per le biocenosi animali e vegetali; parziale laminazione delle piene dei corsi d acqua; fruizione da parte della popolazione locale e dei turisti. Uno studio precedente sul bacino del torrente Pellice, ha individuato nelle zone umide riparie, la miglior ipotesi di intervento per potenziare il corridoio ecologico fluviale e per accrescere la fruizione delle zone ripariali da parte delle popolazioni locali che, in base agli studi condotti risultano in gran parte distanti dal corso d acqua con cui convivono quotidianamente. Il Progetto TT:CoCo propone la valorizzazione ed il ripristino di alcune aree golenali sia sul territorio italiano che su quello francese; in questo modo zone attualmente degradate ed inutilizzate acquisteranno valore in contesti differenti: dal punto di vista ecologico, oltre che costituire delle riserve di nutrienti, concorreranno al miglioramento della qualità delle acque ed alla creazione nuovi habitat utili alla salvaguardia della biodiversità; per quanto riguarda l idraulica fluviale potranno essere utilizzate come aree di laminazione; con un allestimento minimo ed eco compatibile diventeranno importanti zone didattico ricreative per avvicinare le popolazioni locali ed i turisti al corso d acqua. L attività di ripristino dovrà essere preceduta da una fase di reperimento di dati specifici e di misure in campo, sui territori presi in esame, al fine di ottenere i valori dei parametri essenziali per eseguire i calcoli relativi al regime idrologico delle zone interessate. Inoltre sarà accompagnata da un diretto confronto con gli amministratori locali e da un coinvolgimento degli stessi (previsti dall Attività 4) per cercare di

12 raggiungere obiettivi quali il miglioramento dell intero ecosistema fluviale e la fruibilità da parte delle popolazioni ed utili al territorio. Il risultato dell attività sarà un progetto a livello definitivo nel quale si cercherà di contenere i costi relativi alla futura realizzazione degli interventi per fare in modo che questi possano essere realmente sostenibili per le amministrazioni a cui saranno proposti. Prendendo come esempio alcuni percorsi didattici allestiti sulla Durance, grande fiume del Briançonnais che raccoglie le acque della Gyronde, all interno dell Attività 4, verranno proposti percorsi tematici per sensibilizzare le popolazioni locali ed avvicinarle al corso d acqua ed al suo ecosistema. Figura 2 Ipotesi di zona umida Figura 3 Area umida da valorizzare

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14 4.3 ATTIVITA 3 Modelli per la definizione delle aree di rischio in conoide e test strumentale Partner coinvolti: Politecnico di Torino e Conseil Général des Hautes Alpes All interno della prima attività del progetto TT:CoCo è stata effettuata un analisi storica degli eventi di dissesto di versante e delle colate detritiche verificatesi nei bacini del Pellice, della Gyronde e dell Alta Durance, al fine di identificare gli affluenti maggiormente interessati da questi fenomeni. L Attività 3, partendo da queste informazioni, prevede uno studio approfondito degli affluenti precedentemente identificati, attraverso implementazioni e tarature di modelli mono bidimensionali al fine di perimetrare le zone di influenza delle colate detritiche. Per simulare flussi in area di conoide è necessario discretizzare la zona d interesse e descriverla attraverso coordinate spaziali, quote, scabrezze, elementi artificiali (es. strade, argini, edifici ) e geometria del canale principale; anche per fare questo è indispensabile una dettagliata conoscenza topografica dell area di simulazione che sarà reperita nell ambito del presente progetto, sia in Italia che in Francia, utilizzando una metodologia già testata precedentemente dal partenariato. Inoltre occorrerà fornire degli idrogrammi di piena (che verranno ricavati attraverso un analisi idrologica dei sottobacini laterali) al software che, utilizzando un approccio dinamico potrà prevedere la zona interessata dal fenomeno di dissesto, la velocità e lo spessore del flusso dell acqua o dei detriti per ogni cella in cui la topografia è stata discretizzata. Il progetto TT:CoCo non si pone come obiettivo la classificazione del territorio in base alla pericolosità idrogeologica, ma vuole fornire alle amministrazioni locali dei dati di supporto per la gestione delle emergenze e per la pianificazione territoriale futura. Infine è prevista l individuazione dei parametri monitorabili sui conoidi di deiezione: questo lavoro si baserà sui risultati di alcuni Piani di Gestione effettuati dal Département des Hautes Alpes e da Smadesep i cui risultati sono attesi per la metà del 2012, e le sulle metodologie sviluppate con gli stessi partner del nell'ambito del precedente Progetto PELLIDRAC. Il Conseil Général des Hautes Alpes eseguirà dei rilievi topografici complementari al rilevamento LIDAR realizzato nel 2011 sul bacino dell Alta Durance al fine di analizzare la fascia attiva di alcuni conoidi di deiezione e successivamente predisporrà una rete di monitoraggio per controllare la loro evoluzione nello spazio e nel tempo e predisporre una rete di misure costanti finalizzate allo studio ed alla previsione degli eventi di colate detritiche.

15 Figura 4 Modello di colata detritica

16 5. OBIETTIVO 2 Il secondo obiettivo su cui si basa il presente progetto, Educazione permanente alla convivenza col rischio geologico idraulico ed alla gestione partecipata delle scelte territoriali, si propone attraverso l Attività 4 di informare le popolazioni locali sui fenomeni di dissesto presenti nella propria area, sulle cause che li determinano e sugli effetti che possono generare. 5.1 ATTIVITA 4 Educazione all ambiente fluviale montano e costituzione di un Comitato locale di Fiume Partners coinvolti: Politecnico di Torino, Conseil Général des Hautes Alpes, Provincia di Torino Il rischio geologico idraulico nelle valli alpine è diffuso in modo capillare e si presenta in maniera differente a seconda dell assetto geomorfologico del territorio. Sia in Italia che in Francia, i sindaci e le Unità di Crisi dei comuni interessati da qualunque tipo di rischio, in caso di emergenza, hanno il compito di informare le popolazioni su situazioni di pericolo per calamità naturali (Legge italiana n.265/99 e legge francese ): è proprio necessario aspettare l emergenza? Attraverso la presente attività il progetto TT:CoCo propone la formazione ed informazione delle popolazioni locali riguardo alle peculiarità geologico idrauliche dello specifico territorio; negli istituti scolastici presenti nelle aree indagate (scuole elementari e medie inferiori sia per la Val Pellice che per il territorio francese), verranno proposte lezioni semplificate e tarate sull età degli allievi riguardanti argomenti complessi (es. ecosistema fluviale, dissesti, ecc.), alcune uscite in campo e alcune attività di laboratorio tematico che si concluderanno con un evento al quale saranno invitate e coinvolte le famiglie dei ragazzi e le popolazioni locali che verranno quindi sensibilizzate riguardo ai punti di forza ed ai rischi del territorio in cui vivono. Per il partenariato sarà importante istituire una diretta comunicazione con gli amministratori e gli stakeholders dei territori interessati dal progetto per capire le esigenze locali e per avviare un processo di confronto basato su dati scientifici.

17 Questo processo può costituire la premessa per un Contratto di Fiume riguardante il torrente Pellice: i risultati dei Progetti condotti negli ultimi anni sul territorio, andranno a costituire quel Quadro Conoscitivo essenziale per l avvio della fasi di Preparazione del Dossier Preliminare. L intenzione dei partner italiani, seguendo l esempio dei colleghi francesi, è quella di proporre la costituzione di un Comitato locale di Fiume con lo scopo di coordinare le azioni delle amministrazioni, delle associazioni e dei singoli cittadini che si interessano al corso d acqua ed operano su di esso. In questo contesto i conflitti tra le varie parti diventeranno risorse, in quanto daranno vita a spunti di riflessione comune per una gestione integrata e partecipata dell ecosistema fluviale. Figura 5 Uscite in campo con studenti del Politecnico di Torino e degli istituti della Val Pellice Come già accennato all interno dell Attività 2, gli interventi di riqualificazione ambientale ripari, saranno accompagnati dall allestimento di percorsi con finalità conoscitiva ed educativa che illustreranno le caratteristiche e le curiosità delle zones humides riveraine e ricorderanno ai visitatori i principi di buona educazione da mantenere in qualunque area naturale. Il ripristino e la valorizzazione delle zone umide e perifluviali sul territorio italiano, prevedono il coinvolgimento di aziende o cooperative locali, con la possibilità di supporto da parte di associazioni di volontariato che organizzano campi lavoro annuali finalizzati al miglioramento delle risorse naturali; anche per la manutenzione delle stesse e l allestimento dei percorsi pedagogici transfrontalieri, sarà previsto l impiego di imprese locali ed un eventuale collaborazione con le squadre di volontari di Protezione Civile. Durante il periodo di svolgimento del progetto, sarà indetto un concorso fotografico transfrontaliero articolato su tre livelli (under 12, amatoriale e professionista) che avrà come temi principali i corsi d acqua e l ambiente montano: questo permetterà di avvicinare i partecipanti all ambiente alpino.

18 Due appositi eventi (uno in Italia ed uno in Francia) verranno istituiti per l assegnazione dei premi, relativi ad ogni livello del concorso, e parallelamente avverrà la diffusione dei principali risultati ottenuti dall intero progetto. Tale modalità permetterà di raccogliere un pubblico vasto ed eterogeneo consentendo un informazione capillare delle attività svolte. Le fotografie e gli elaborati prodotti all interno del progetto (sia tecnici che di supporto alle attività di comunicazione), inoltre potranno costituire il punto di partenza per l istituzione di spazi culturali (mostre itineranti e/o esposizioni museali) per una sensibilizzazione sia della popolazione che dei turisti verso le tematiche trattate. E prevista inoltre l apertura di un sito web interamente dedicato al progetto per permettere a tutti di conoscerne lo stato di avanzamento e di essere informati sugli eventi e le eventuali attività che coinvolgono i territori sia dal lato italiano che da quello francese.

19 6. RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI Il raggiungimento dei due obiettivi previsti dal progetto TT:CoCo, deve essere finalizzato ai seguenti aspetti: Ereditare la grande quantità di informazioni proveniente da progetti precedenti condotti dagli stessi partner, ed acquisire una dettagliata conoscenza su territori non ancora indagati per individuare i fenomeni di dissesto che si possono verificare. Simulare alcuni dei possibili fenomeni di dissesto per individuare le aree potenzialmente interessate, lasciando nelle mani degli amministratori italiani e francesi un utile strumento per la successiva pianificazione. Ripristinare e valorizzare alcune zone umide e perifluviali già individuate dai partner sui rispettivi territori, coinvolgendo le amministrazioni locali e indirizzando gli interventi sulle esigenze e gli interessi della comunità; Suscitare l interesse delle popolazioni locali riguardo ai problemi ed ai punti di forza del territorio in cui vivono e creare un meccanismo di dialogo e confronto tecnico politico permanente tra gli enti locali e la pubblica amministrazione. Dialogo e confronto propedeutici all attivazione di un Contratto di Fiume. Tutte le attività e gli obiettivi proposti sono dettati dalla volontà condivisa di tutti i partner ad utilizzare le risorse economiche che saranno messe a disposizione per compiere attività che non si esauriscano nell'ambito del Progetto stesso ma costituiscano i prodromi per l'avvio di un processo in grado di convogliare altre risorse in maniera organizzata sulla gestione del territorio stesso (es. attività di progettazione a livello esecutivo che consenta la cantierizzazione degli interventi, individuazione di siti e localizzazione di stazioni idrometriche di misura finalizzate alla successiva realizzazione delle stesse) Le amministrazioni locali erediteranno degli importanti strumenti utili per le attività di informazione, gestione e pianificazione. In sintesi lo scambio di conoscenze ed esperienze fra i territori transfrontalieri permetterà agli Enti gestori del territorio (Provincia di Torino e Conseil Général des Hautes Alpes) di impostare l'attività di pianificazione sulla base dei risultati ottenuti.

20 7. DIFFUSIONE DEI RISULTATI Il progetto TT:CoCo intende dare grande spazio alla diffusione dei risultati raggiunti e dei concetti trattati durante il proprio svolgimento per fare in modo che, soprattutto sui territori oggetto di studio, si possa diffondere e mantenere una cultura del rischio basata su principi scientifici semplificati ma rigorosi. I partner provvederanno a promuovere gli eventi pubblici (relativi al concorso fotografico ed alle conferenze divulgative) attraverso le testate locali ed i siti web a loro disposizione ed a presentare e diffondere gradualmente il materiale prodotto durante le varie attività, attraverso momenti informativi, riviste specializzate e partecipazione congiunta a congressi scientifici. E prevista inoltre la realizzazione di poster didattici da diffondere nelle scuole (e/o in luoghi pubblici) durante e dopo le attività con gli studenti e di strumenti informativi da creare per le zone umide in progetto, finalizzati ad avvicinare i fruitori delle stesse all ecosistema fluviale sia dal punto di vista idraulico, che da quello ecologico ambientale. Il grado massimo di diffusione dei risultati sarà dato, in vista di una proposta di Contratto di Fiume, dal raggiungimento della predisposizione del Dossier Preliminare, inteso come documento condiviso, in quanto responsabilmente prodotto grazie alla collaborazione ed alla cooperazione dei cittadini e dei soggetti istituzionali presenti sul territorio.

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