TECNICO SUPERIORE PER LA PROGRAMMAZIONE DELLA PRODUZIONE E LA LOGISTICA

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1 ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE INDUSTRIA E ARTIGIANATO TECNICO SUPERIORE PER LA PROGRAMMAZIONE DELLA PRODUZIONE E LA LOGISTICA STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI

2 TECNICO SUPERIORE PER LA PROGRAMMAZIONE DELLA PRODUZIONE E LA LOGISTICA DESCRIZIONE DELLA FIGURA Il Tecnico Superiore per la programmazione della produzione e la logistica cura la programmazione dell avanzamento della produzione, l organizzazione logistica interna (movimentazioni e magazzini) ed esterna (approvvigionamenti e spedizioni). ATTIVITA PROFESSIONALI FONDAMENTALI 1. operare nel sistema logistico integrato, seguendo la progettazione e l organizzazione delle fasi di approvvigionamento dei materiali, in collegamento con le aree produttiva e commerciale; 2. elaborare il layout degli impianti industriali; 3. presidiare e controllare la gestione della produzione a lotti; 4. gestire i magazzini industriali, organizzando le operazioni dei sistemi di trasporto, movimentazione e stoccaggio dei materiali, con l obiettivo di ottimizzare il flusso delle merci; 5. organizzare la rete distributiva, dalla gestione informatizzata degli ordini alla verifica delle relative consegne, correggendone le eventuali disfunzioni; 6. progettare e gestire il servizio al cliente.

3 UNITÀ CAPITALIZZABILE N. 1 1 Operare nel sistema logistico integrato Il soggetto è in grado di: A STANDARD MINIMO DELLE COMPETENZE 1. Analizzare il contesto economico generale facendo riferimento ai principali trend di produzione e consumo. 2. Interpretare la Supply Chain come flusso integrato di materiali e informazioni. 3. Standardizzare i flussi per realizzare l integrazione logistica. 4. Applicare la pianificazione integrata della Supply Chain quale base per migliorare il processo logistico. 5. Comprendere il ruolo dei sistemi informativi integrati nella Supply Chain. 1. Per analizzare il contesto economico generale, facendo riferimento ai principali trend di produzione e consumo, il soggetto ha bisogno di sapere come: individuare i principali fattori che caratterizzano la logistica integrata; far emergere i cambiamenti più significativi in atto; analizzare la risposta dei consumatori in merito alle diverse iniziative logistico produttive; Interpretare il contesto economico generale di produzione e consumo in diversi settori merceologici. 2. Per interpretare la Supply Chain come flusso integrato di materiali e informazioni, il soggetto ha bisogno di sapere come: identificare i blocchi funzionali della catena logistica (Supply Chain); individuare le principali attività decisionali a livello strategico, tattico ed operativo; incidere sulle prestazioni globali della filiera attraverso la logistica; progettare il flusso dei materiali in modo da massimizzare l'efficienza e di ridurre le scorte; far fluire correttamente le informazioni. 3. Per standardizzare i flussi e realizzare l integrazione logistica, il soggetto ha bisogno di sapere come: applicare la normativa sugli imballaggi; individuare gli interventi prioritari in termini di standardizzazione dei flussi; creare procedure per la gestione dei flussi fisici e informativi; integrare sistemi di flusso diversi ed eterogenei. 4. Per applicare la pianificazione integrata della Supply Chain quale base per migliorare il processo logistico, il soggetto ha bisogno di sapere come: determinare le principali inefficienze della filiera; Individuare gli interventi migliorativi più efficaci; progettare e gestire gli scambi tra attori diversi della filiera; progettare e gestire lo scambio delle informazioni tra attori diversi della filiera; valutare l'impatto di modifiche logistico produttive. 5. Per comprendere il ruolo dei sistemi informativi integrati nella Supply Chain, il soggetto ha bisogno di sapere come: operare con i sistemi informativi integrati; individuare i limiti gestionali operativi di un sistema informativo; intervenire per rendere i sistemi più efficienti e flessibili.

4 Per essere in grado di: B DECLINAZIONE DI LIVELLO 1. analizzare il contesto economico generale facendo riferimento ai principali trend di produzione e consumo; 2. Interpretare la Supply Chain come flusso integrato di materiali e informazioni; 3. standardizzare i flussi per realizzare l integrazione logistica; 4. applicare la pianificazione integrata della Supply Chain quale base per migliorare il processo logistico; 5. comprendere il ruolo dei sistemi informativi integrati nella Supply Chain. 1 saper Individuare i principali fattori di efficienza della logistica integrata e gli elementi che determinano la soddisfazione del cliente; saper definire gli elementi principali di costo. 2 saper descrivere le principali attività decisionali a livello strategico, tattico ed operativo; saper progettare il flusso dei materiali e delle informazioni 3 saper standardizzare le unità di movimentazione e di stoccaggio; saper standardizzare gli imballaggi dei prodotti. l'individuazione degli elementi principali della catena logistica integrata; la diversificazione di mix produttivo; la riduzione dei lotti; la riduzione del tempo di risposta al cliente; l'individuazione di situazioni riconducibili a settori merceologici diversi. Il coordinamento fra i fattori di produzione e i processi produttivi e logistici; la quantificazione dei flussi di materiali e dei vettori di trasporto; l'individuazione e definizione delle modalità di scambio delle informazioni; il coordinamento tra scambio di informazioni e i flussi dei materiali. l'individuazione delle modalità di stoccaggio comuni in azienda; l'individuare delle modalità di trasporto interno; l identificazione di comunanze e similitudini nei trasporti; la predisposizione di procedure standardizzate per la gestione degli imballaggi informazioni; l'integrazione di flussi omogenei.

5 4 saper progettare e gestire gli scambi tra attori diversi della filiera; saper valutare l'impatto di modifiche logistico produttive. 5 Saper utilizzare un sistema informativo integrato; saper valutare i limiti applicativi e gestionali l'individuazione delle possibili inefficienze di filiera; l'identificazione degli interventi migliorativi più efficaci; la definizione delle modalità di scambio della merce tra attori diversi; la definizione delle modalità di scambio delle informazioni tra attori diversi; l'identificazione e l'elaborazione di indici di performance tecnico-economica; la valutazione dell'incremento della prestazione legato ad una modifica; la stima dei costi di modifica. l'identificazione degli obiettivi e delle funzioni principali di un sistema informativo integrato; la descrizione della struttura di un sistema informativo integrato; l'identificazione dei dati di input e output principali; l'individuazione delle criticità.

6 UNITÀ CAPITALIZZABILE N. 2 2 Elaborare il layout degli impianti industriali Il soggetto è in grado di: A STANDARD MINIMO DELLE COMPETENZE 1. Predisporre il layout delle principali tipologie di organizzazioni produttive; 2. Analizzare il flusso interno dei materiali; 3. Determinare gli spazi richiesti dalle attività; 4. Elaborare alternative di layout e scegliere l ottimale. 1. Per predisporre il layout delle principali tipologie di organizzazioni produttive, il soggetto ha bisogno di sapere come: valutare i vantaggi e gli svantaggi di una determinata organizzazione produttiva; determinare la tipologia di layout più adatta ad un determinato contesto produttivo aziendale; individuare i parametri gestionali critici di una organizzazione produttiva; definire le problematiche gestionali più importanti. 2. Per analizzare il flusso interno dei materiali, il soggetto ha bisogno di sapere come: analizzare i flussi dei materiali secondo procedure standard normalizzate; misurare l'intensità di flusso dei materiali; valutare l'efficienza del sistema flusso dei materiali ; intervenire per migliorare le prestazioni ed eliminare le inefficienze. 3. Per determinare gli spazi richiesti dalle attività, il soggetto ha bisogno di sapere come: acquisire la conoscenza dei fattori di inefficienza di un'attrezzatura produttiva; stimare i rendimenti delle attrezzature; calcolare la potenzialità nominale di uno stadio di un sistema produttivo; applicare metodi quantitativi per dimensionare le aree produttive e di assemblaggio; bilanciare le linee di produzione e di assemblaggio; elaborare dati statistici (numeri indice) per il dimensionamento delle aree di servizio. 4. Per elaborare alternative di layout, il soggetto ha bisogno di sapere come: utilizzare tecniche standard per la progettazione sistematica del layout; formulare alternative di layout generale e dettagliato; valutare gli eventuali vincoli e limitazioni pratiche; strutturare una funzione obiettivo; valutare in termini di costi di investimento e di esercizio un'alternativa di layout; individuare i fattori decisionali critici per la scelta del layout; stimare i limiti gestionali di ciascuna alternativa.

7 Per essere in grado di: B DECLINAZIONE DI LIVELLO 1. Predisporre il layout delle principali tipologie di organizzazioni produttive; 2. Analizzare il flusso interno dei materiali; 3. Determinare gli spazi richiesti dalle attività; 4. Elaborare alternative di layout e scegliere l ottimale. 1 saper analizzare il layout di un azienda produttiva 2 saper analizzare e razionalizzare il flusso dei materiali. 3 saper determinare gli spazi necessari ad ogni attività; saper confrontare gli spazi richiesti dall'attività con gli spazi disponibili. 4 saper creare e proporre diverse alternative di layout; saper confrontare soluzioni e scegliere l alternativa ottimale. la comprensione dei vantaggi e degli svantaggi di un'organizzazione produttiva; l'individuazione dei parametri gestionali critici di un'organizzazione produttiva; l'identificazione delle attività gestionali su cui focalizzare l'attenzione e gli sforzi. la descrizione delle procedure per la raccolta strutturata dei dati; la descrizione delle procedure standard per l'analisi del flusso dei materiali; la determinazione dell'intensità e dell'efficienza di flusso dei materiali in caso di flussi omogenei ed eterogenei; l'individuazione di proposte di modifica e/o di aggregazione di attività; l'applicazione di concetti di Group Technology. L identificazione degli indici di prestazione di un sistema produttivo; la determinazione quantitativa della potenzialità nominale di uno stadio di un sistema produttivo; la determinazione del numero di attrezzature e di operatori richiesti; la definizione dello spazio richiesto da un'attrezzatura produttiva; la determinazione dell'area richiesta da buffer interoperazionali; la determinazione dell'area totale richiesta da un'attività produttiva; la determinazione dell'area richiesta da un'attività collaterale e/o di servizio; la quantificazione dell'incremento di area richiesta alla luce di possibili espansioni. La descrizione della procedura Sistematic Layout Planning per lo studio sistematico del layout; l'individuazione di alternative di layout generale e dettagliato; la formulazione di funzioni obiettivo di flusso o vicinanza di attività; la definizione dei vantaggi e svantaggi di ogni soluzione; l'individuazione dettagliata dei fattori decisionali.

8 UNITÀ CAPITALIZZABILE N. 3 3 Gestire la produzione continua ed intermittente a lotti Il soggetto è in grado di: A STANDARD MINIMO DELLE COMPETENZE 1. gestire la programmazione della produzione di una linea; 2. individuare interventi gestionali per incrementare l efficienza di una linea di produzione; 3. gestire la produzione intermittente a lotti; 4. controllare lo stato di avanzamento delle lavorazioni e delle operazioni. 1. Per gestire la programmazione delle produzione di una linea, il soggetto ha bisogno di sapere come: individuare i parametri di efficienza più significativi; identificare i parametri critici di gestione nel medio termine; definire il piano principale della produzione di una linea produttiva; identificare i parametri critici di gestione nel breve termine; definire la programmazione operativa della produzione (scheduling). 2. Per Individuare interventi gestionali finalizzati all incremento dell efficienza di una linea di produzione, il soggetto ha bisogno di sapere come: incrementare la disponibilità della linea; razionalizzare gli interventi di set-up (riattrezzaggio) della linea; individuare colli di bottiglia ; limitare l'effetto dovuto alla presenza di microfermate; disaccoppiare i ritmi produttivi delle diverse stazioni. 3. Per gestire la produzione intermittente a lotti, il soggetto ha bisogno di sapere come: calcolare ed ottimizzare il lotto economico di produzione; ottimizzare e stabilire il lotto economico di acquisto di parti; definire il livello delle scorte di sicurezza; definire le regole di priorità tra lotti diversi; studiare ed ottimizzare il carico-macchina. 4. Per controllare lo stato di avanzamento delle lavorazioni e delle operazioni, il soggetto ha bisogno di sapere come: individuare i punti critici di controllo del sistema produttivo; definire le variabili da monitorare e controllare; elaborare le informazioni provenienti dal campo per stime future; formulare indici di prestazione; impostare un sistema di monitoraggio on-line ad accesso remoto.

9 Per essere in grado di: B DECLINAZIONE DI LIVELLO 1. gestire la programmazione della produzione di una linea; 2. individuare interventi gestionali per incrementare l efficienza di una linea di produzione; 3. gestire la produzione intermittente a lotti; 4. controllare lo stato di avanzamento delle lavorazioni e delle operazioni. 1 Saper programmare le attività di una linea di produzione. 2 Proporre interventi e soluzioni per incrementare l'efficienza di una linea di produzione. 3 Gestire un sistema di produzione del tipo intermittente a lotti. L'individuazione dei parametri di efficienza della linea; l'identificazione dei fattori gestionali di costo nel medio e breve termine; la formulazione del piano principale della produzione sulla base della capacità produttiva della linea; la formulazione di un programma di produzione giornaliero. La determinazione della disponibilità di una linea di produzione; la razionalizzazione degli interventi di riattrezzaggio; l'individuazione dei colli di bottiglia ; la valutazione dell'inefficienza causata da microfermate; Il dimensionamento di buffer interoperazionali La determinazione del lotto economico di produzione; la determinazione del lotto economico di acquisto di parti e componenti; la determinazione delle scorte di sicurezza; la formulazione di regole gestionali di priorità; la definizione e controllo del carico macchina; 4 Monitorare e gestire l avanzamento delle attività. La definizione di milestones di controllo; l individuazione delle variabili da controllare; la descrizione di procedure per la raccolta sistematica dei dati; la descrizione di tecniche di elaborazione delle informazioni.

10 UNITÀ CAPITALIZZABILE N. 4 4 Gestire i magazzini industriali Il soggetto è in grado di: A STANDARD MINIMO DELLE COMPETENZE 1. impostare le logiche di funzionamento dei magazzini industriali in funzione della loro struttura fisica; 2. gestire le attività di immissione e controllo della merce in magazzino; 3. gestire le modalità di stoccaggio e l efficienza delle risorse impiegate; 4. gestire le attività di prelievo, preparazione e controllo della merce da spedire; 5. utilizzare software per la gestione dei magazzini. 1. Per impostare le logiche di funzionamento dei magazzini industriali in funzione della loro struttura fisica, il soggetto ha bisogno di sapere come: identificare i sistemi di immagazzinamento in base alle modalità di stoccaggio ed alle movimentazioni da eseguire; definire gli indici di prestazione e di controllo gestionale di un magazzino; eseguire la scelta motivata della più opportuna struttura fisica di un magazzino; organizzare le attività di base e le logiche di funzionamento. 2. Per gestire le attività di immissione e controllo della merce in magazzino, il soggetto ha bisogno di sapere come: progettare e gestire procedure standard di accettazione della merce; gestire le eventuali non conformità; organizzare la logistica inversa (reverse logistic); gestire l identificazione della merce; integrare il proprio flusso informativo con quello degli altri attori della catena. 3. Per gestire le modalità di stoccaggio e l efficienza delle risorse impiegate, il soggetto ha bisogno di sapere come: programmare e gestire l immissione della merce in magazzino; identificare i più efficienti criteri di collocazione della merce in magazzino; utilizzare gli imballaggi standard unificati delle unità di carico e dei colli; gestire le eventuali attività di standardizzazione degli imballaggi; organizzare le attività di immissione merce in magazzino (re-filling).

11 4. Per gestire le attività di prelievo, preparazione e controllo della merce da spedire, il soggetto ha bisogno di sapere come: effettuare l aggregazione di ordini cliente in liste di prelievo e l aggregazione fra lista di prelievo e vettore di trasporto; organizzare l attività di prelievo della merce; gestire le priorità di prelievo; ottimizzare la procedura di controllo del piano di carico; monitorare e incrementare le prestazioni degli operatori addetti al picking e al packing. 5. Per utilizzare software per la gestione dei magazzini, il soggetto ha bisogno di sapere come: identificare le funzioni principali di un sistema informatizzato di magazzino; impostare un sistema integrato identificativo di lettura (bar-code, transponder ecc.); effettuare il caricamento dei dati anagrafici a sistema; gestire la mappatura informatizzata; programmare e gestire i prelievi della merce; contabilizzare le giacenze e gli inventari.

12 Per essere in grado di: B DECLINAZIONE DI LIVELLO 1. impostare le logiche di funzionamento dei magazzini industriali in funzione della loro struttura fisica; 2. gestire le attività di immissione e controllo della merce in magazzino; 3. gestire le modalità di stoccaggio e l efficienza delle risorse impiegate; 4. gestire le attività di prelievo, preparazione e controllo della merce da spedire; 5. utilizzare software per la gestione dei magazzini. 1 saper pianificare la progettazione e la scelta di un magazzino in coerenza con le attività da svolgere e con i vincoli organizzativi e strutturali. 2 saper razionalizzare e standardizzare i processi di accettazione e di immissione delle merci in magazzino. l efficacia della scelta della tipologia di magazzino in base alla tipologia di prodotti da stoccare e al numero di movimentazioni da eseguire; la formulazione di indici caratteristici dei magazzini: indice di selettività, di accesso, di saturazione superficiale, ecc.; l organizzazione delle attività che devono essere svolte in un magazzino industriale: accettazione, identificazione, immissione, prelievo, preparazione carico, spedizione. L individuazione di procedure standard per l accettazione della merce; la definizione di criteri di gestione della merce non conforme; il grado di ottimizzazione del processo di identificazione della merce e relativo carico a magazzino; l identificazione di possibilità di integrazione dei dati con i fornitori della merce.

13 3 saper ottimizzare l attività di collocazione della merce in magazzino (re-filling). 4 saper ottimizzare le attività di picking e di packing. 5 saper utilizzare software applicativi per gestire magazzini. Il livello di standardizzazione delle unità di movimentazione e di stoccaggio; la definizione delle procedure di chiamata della merce in magazzino; la definizione delle scorte minime di sicurezza; la quantificazione dei costi associati alle attività di re-filling; la definizione di linee guida da trasmettere ai fornitori per favorire l attività di re-filling; La definizione di criteri per gestire eventuali attività di sballaggio e ripallettizzazione della merce in ingresso; l ottimizzazione dei criteri di stoccaggio (stoccaggio per articolo, per cliente, ecc.). Il livello di ottimizzazione dell organizzazione dei prelievi (prelievo per ordine cliente, prelievo aggregato per vettore, ecc.); la definizione di procedure standard di prelievo; l applicazione di criteri di collocazione della merce in magazzino per ottimizzare le sequenze di prelievo; la riduzione delle percorrenze degli operatori addetti al picking; la definizione di procedure standard per il controllo del carico; la definizione di criteri per favorire il trasporto della merce sui vettori; L applicazione di tecniche per il monitoraggio dell efficienza delle attività di picking e di packing. L identificazione delle funzioni principali di un software per gestire magazzini; la conoscenza delle periferiche di supporto (pistole per la lettura codici a barre, trasmettitori, ecc.); la definizione di linee guida per favorire l integrazione informativa a monte e a valle delle operazioni; l identificazione di parametri operativi modificabili e non modificabili; la stima dei costi associati ad un sistema informativo di magazzino.

14 UNITÀ CAPITALIZZABILE N. 5 5 Organizzare la rete distributiva A STANDARD MINIMO DELLE COMPETENZE Il soggetto è in grado di: 1. organizzare la programmazione operativa delle spedizioni; 2. ottimizzare lo sfruttamento capacitivo dei vettori di trasporto; 3. programmare le missioni dei vettori e l utilizzo dei centri di smistamento; 4. controllare le prestazioni della rete distributiva; 5. utilizzare software per la gestione dei trasporti. 1. Per organizzare la programmazione operativa delle spedizioni, il soggetto ha bisogno di sapere come: identificare le principali caratteristiche delle reti distributive; valutare i costi della distribuzione fisica e i parametri critici di una rete distributiva; classificare i sistemi di trasporto; classificare le modalità di consegna. 2. Per ottimizzare lo sfruttamento capacitivo dei vettori di trasporto, il soggetto ha bisogno di sapere come: identificare le modalità di carico più idonee; identificare procedure standard per la definizione degli imballaggi di trasporto più idonei; scegliere e dimensionare il parco veicoli o vettori; valutare l opportunità di allestire centri di smistamento dislocati; identificare il sistema di trasporto più vantaggioso. 3. Per programmare le missioni dei vettori e l utilizzo di centri di smistamento, il soggetto ha bisogno di sapere come: identificare i fattori critici dei trasporti secondari; suddividere il parco clienti in zone, al fine di aggregarne le relative consegne; definire il numero di missioni ed assegnarle ad un vettore; programmare operativamente la missione del vettore: 4. Per controllare le prestazioni della rete distributiva, il soggetto ha bisogno di sapere come: identificare gli indici prestazionali e di costo della rete distributiva; definire le variabili operative da monitorare; controllare operativamente la missione del vettore; calcolare il costo per punto servito. 5. Per utilizzare software per la gestione dei trasporti, il soggetto ha bisogno di sapere come: identificare le funzioni principali di un sistema informatizzato di trasporto; verificare la completezza dei dati di input necessari; caricare automaticamente gli ordini di consegna; gestire in tempo reale il parco vettori.

15 B DECLINAZIONE DI LIVELLO Per essere in grado di: 1. organizzare la programmazione operativa delle spedizioni; 2. ottimizzare lo sfruttamento capacitivo dei vettori di trasporto; 3. programmare le missioni dei vettori e l utilizzo dei centri di smistamento; 4. controllare le prestazioni della rete distributiva; 5. utilizzare software per la gestione dei trasporti. 1 saper individuare le inefficienze di una rete distributiva; saper formulare ipotesi di miglioramento. 2 saper ottimizzare le attività di loading dei vettori. L applicazione di criteri idonei alla particolare rete distributiva; l identificazione della tipologia di rete distributiva; la definizione della struttura dei costi della distribuzione fisica; l individuazione dei parametri gestionali critici di una rete distributiva; l identificazione delle criticità di una rete distributiva; la valutazione dell idoneità dei sistemi di trasporto utilizzati. La definizione delle modalità di carico di un vettore; la definizione di procedure standard per garantire la preparazione di carichi idonei ai vettori e alla eventuale sequenza di scarico; la valutazione della convenienza legata alla possibilità di sfruttamento di centri di smistamento dislocati; la definizione di linee guida per la scelta o modifica dei vettori di trasporto; lo studio dell ottimizzazione della frequenza delle spedizioni; la definizione di criteri per il dimensionamento del numero di baie di carico necessarie

16 3 saper scegliere le modalità di consegna di un vettore. L identificazione delle criticità del trasporto secondario; la definizione di criteri di aggregazione dei clienti (clustering); la definizione e lo studio della modalità di consegna della merce al cliente (viaggio dedicato, missione multi-cliente, ecc.); l applicazione di metodi teorici per la progettazione delle missioni dei vettori (metodi Saving, Extramilage, Travel salesman problem, ecc.); l ottimizzazione della missione del vettore e criteri di modifica in base a vincoli operativi reali (ad esempi rispetto finestre di consegna del cliente, strada non accessibile, ecc.). 4 saper quantificare i costi della rete distributiva. La stima dei costi associati alla distribuzione fisica della merce; il calcolo del costo del punto servito; la definizione di criteri per il controllo delle attività dei vettori; la definizione di criteri per definire le opportunità di terziarizzazione delle attività di trasporto; la definizione di criteri per la scelta del trasportatore più conveniente; la definizione di linee guida per la stesura di un contratto di trasporto. 5 utilizzare software dedicato di gestione dei trasporti. L identificazione delle funzioni principali di un software per gestire i trasporti; l applicazione di tecniche innovative per il monitoraggio e la gestione in tempo reale dei vettori; l integrazione del software con l ERP aziendale (fatturazione).

17 UNITÀ CAPITALIZZABILE N. 6 6 Progettare e gestire il servizio al cliente Il soggetto è in grado di: A STANDARD MINIMO DELLE COMPETENZE 1. ottimizzare e standardizzare le procedure e gli imballaggi dei prodotti; 2. gestire la logistica inversa di parti non conformi. 1. Per ottimizzare e standardizzare le procedure e gli imballaggi dei prodotti, il soggetto ha bisogno di sapere come: rispettare e agevolare l'applicazione di norme ISO 14000; rendere sistematica l applicazione di tecniche di ottimizzazione degli imballaggi; applicare le linee guida del CONAI (Consorzio Imballaggi); applicare i concetti della metodologia ECR (Efficient Consumer Response). 2. Per gestire la logistica inversa di parti non conformi, il soggetto ha bisogno di sapere come: individuare i legami tra politiche gestionali e logistica inversa; definire procedure standard per gestire i ritorni; definire procedure standard per l'eventuale reinserimento nella logistica diretta; quantificare i costi e i benefici della logistica inversa.

18 Per essere in grado di: B DECLINAZIONE DI LIVELLO 1. ottimizzare e standardizzare le procedure e gli imballaggi dei prodotti; 2. gestire la logistica inversa di parti non conformi. 1 saper standardizzare gli imballaggi dei prodotti L applicazione della normativa internazionale di standardizzazione degli imballaggi primari e secondari; l applicazione di tecniche procedurali per l ottimizzazione del packaging; l applicazione dei principi su cui si basa la metodologia ECR (Efficient Consumer Response); la definizione delle fasi di implementazione di ECR; la conoscenza delle norme ISO relativamente al contenimento dell impatto ambientale; la corretta applicazione di criteri economicoambientali per la scelta dei materiali da imballo. 2 saper gestire la reverse logistic. L individuazione delle principali problematiche legate al rifluire di parti non conformi; la definizione di procedure standard per la gestione della logistica inversa; l analisi delle opportunità che la logistica inversa offre per ottenere un vantaggio competitivo; l Integrazione di problematiche di logistica inversa con l eventuale ricorso alla terziarizzazione.

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