PIANIFICAZIONE E REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO 147 6/001.0

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1 PIANIFICAZIONE E REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO 147 6/001.0

2 PIANIFICAZIONE E REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO ELEMENTI FONDAMENTALI PER LO SVILUPPO DI SISTEMI INFORMATIVI ELABORAZIONE DI UN MODELLO DEI PROCESSI MODELLI DESCRITTIVI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI INFORMATIVI MODELLI DI ARCHITETTURE EDP PIANIFICAZIONE GESTIONE E CONTROLLO NELLO SVILUPPO DEI SISTEMI INFORMATIVI SCELTA E INTEGRAZIONE DEL SOFTWARE STANDARD LA QUALITÀ DEL SOFTWARE E DEI SISTEMI 147 6/002.0

3 SVILUPPO DEL SOFTWARE È UNA DELLE FASI PRINCIPALI NELLA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO: PUÒ ESSERE ANALIZZATO SOTTO DUE DIFFERENTI PROSPETTIVE QUELLA DELL UTENTE FINALE QUELLA DI CHI CREA LA PROCEDURA DEL LAVORO 147 6/003.0

4 RUOLO DI UTENTI E ANALISTI UTENTI: DEVONO SPECIFICARE LE CARATTERISTICHE DEI PROCESSI AZIENDALI CHE VANNO SUPPORTATI DALL EDP (ANALISI DEI REQUISITI) ANALISTI E PROGRAMMATORI HANNO IL COMPITO DI VERIFICARE LA FATTIBILITÀ TECNICA DELLE SPECIFICHE RICHIESTE E CONCRETIZZARLA IN APPLICATIVI EFFICIENTI 147 6/004.0

5 DIMENSIONI DELLO SVILUPPO SVILUPPO ARTIGIANALE IN PRESENZA DI APPLICAZIONI DI MODESTE DIMENSIONI, SENZA ATTENERSI A METODI E STANDARD. PUÒ ANCHE PRODURRE RISULTATI SODDISFACENTI LO SVILUPPO DI UN SISTEMA INFORMATIVO DI GRANDI DIMENSIONI, ESEMPIO: CONTABILITÀ GENERALE GESTIONE ORDINI CONTI CORRENTI BANCARI RICHIEDE IL RICORSO ALLA SOFTWARE ENGENEERING 147 6/005.0

6 SOFTWARE ENGENEERING 1 SOFTWARE ENGENEERING O INFORMATICA AZIENDALE SETTORE DELL INFORMATICA AZIENDALE DEDICATO ALLO STUDIO DELLE METODOLOGIE, DELLE TECNICHE E DEGLI STRUMENTI UTILIZZATI NELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE DEL SOFTWARE, VISTO COME PROCESSO DI COLLABORAZIONE TRA: ANALISTI PROGRAMMATORI UTENTI FINALI 147 6/006.0

7 SOFTWARE ENGENEERING 2 L INGEGNERIA DEL SOFTWARE AFFRONTA LE PROBLEMATICHE DI TIPO MANAGERIALE ORGANIZZATIVO METODOLOGICO PER CONSENTIRE CHE IL LAVORO DEI PROGETTISTI POSSA ESSERE CONDOTTO CON LA MAGGIORE EFFICACIA, AVVALENDOSI DI TECNICHE E MODI DI PROCEDERE SPERIMENTATI IN CONTESTI ETEROGENEI 147 6/007.0

8 ELEMENTI FONDAMENTALI PER LO SVILUPPO DEI SISTEMI INFORMATIVI SVILUPPO DEL SOFTWARE IN FASI IL PROTOTYPING COME METODOLOGIA PER LO SVILUPPO DEL SOFTWARE 148 6/008.0

9 ELEMENTI FONDAMENTALI PER LO SVILUPPO DEL SOFTWARE LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI SOFTWARE È UNA DISCIPLINA GIOVANE. ESISTONO, A GRANDI LINEE, DUE APPROCCI: SUDDIVISIONE IN FASI. PRESUPPONE ESATTA DEFINIZIONE DEL PROBLEMA, SPECIFICHE PRECISE, CREAZIONE DEI PROGRAMMI SOLO IN FASI CONCLUSIVA REALIZZAZIONE DI UN PROTOTIPO PER IL QUALE NON È FONDAMENTALE UN ANALISI PRECISA DEI REQUISITI 148 6/009.0

10 148 SVILUPPO DEL SOFTWARE IN FASI 1 QUESTA METODOLOGIA È CHIAMATA ANCHE IN CASCATA O WATERFALL PERCHÈ DA UNA FASE SI PASSA A QUELLA SUCCESSIVA SENZA TORNARE INDIETRO LO SVILUPPO IN FASI PREVEDE LA SUDDIVISIONE DEL PROCESSO DI SVILUPPO DI UN SISTEMA INFORMATIVO IN UNA SEQUENZA DI FASI OGNI FASE DEVE ESSERE TERMINATA PRIMA DI PASSARE ALLA SUCCESSIVA E L OUTPUT DA ESSA GENERATO ANDRÀ A COSTITUIRE L INPUT DELLA FASE SEGUENTE LO SVILUPPO IN FASI CONSENTE DI EFFETTUARE CONTROLLI DI QUALITÀ SUI SINGOLI RISULTATI PARZIALI 6/010.0

11 SVILUPPO DEL SOFTWARE IN FASI 2 MODELLO A SEI LIVELLI DI BALZERT FASE DI PIANIFICAZIONE (O STUDIO DI FATTIBILITÀ) FASE DI ANALISI (O DEFINIZIONE) FASE DI PROGETTAZIONE FASE DI IMPLEMENTAZIONE (O PROGRAMMAZIONE) FASE DI COLLAUDO E DI INSTALLAZIONE FASE DI MANUTENZIONE 149 6/011.0

12 FASE DI PIANIFICAZIONE SI STABILISCONO GLI OBIETTIVI DEL SISTEMA INFORMATIVO SI ANALIZZA LA FATTIBILITÀ DEL PROGETTO SOTTO IL PROFILO TECNICO ED ECONOMICO 149 SI ESAMINA SE: È POSSIBILE UTILIZZARE HARDWARE / SOFTWARE ESISTENTI È NECESSARIO INTRODURRE UN NUOVO MODELLO DI ORGANIZZAZIONE DEI DATI IL SOFTWARE CHE S INTENDE REALIZZARE PUÒ ESSERE ADEGUATAMENTE SUPPORTATO DALLA PIATTAFORMA HARDWARE ESISTENTE 6/012.0

13 FASE DI ANALISI SI INDIVIDUANO LE ASPETTATIVE DELL UTENTE FINALE IN RELAZIONE AL PRODOTTO DA REALIZZARE ATTRAVERSO LA COSIDDETTA ANALISI DEI REQUISITI LA FASE DI ANALISI È UTILE PER STUDIARE I PROCESSI AZIENDALI E LE AREE DI CRITICITÀ ALLA FINE SI ELABORA UN PROGETTO DI MASSIMA DEL SOFTWARE LE SPECIFICHE COSÌ DETERMINATE POSSONO ESSERE CLASSIFICATE SECONDO ASPETTI: FUNZIONALI QUALITATIVI ECONOMICI 149 6/013.0

14 FASE DI ANALISI - ASPETTI FUNZIONALI GLI ASPETTI FUNZIONALI SONO AREA FUNZIONALE CHE IL NUOVO SISTEMA DEVE SUPPORTARE MODALITÀ CON CUI IL SISTEMA INFORMATIVO DEVE ESEGUIRE LE FUNZIONALITÀ PER CUI È PREDISPOSTO I MODELLI DI ORGANIZZAZIONE DEI DATI CUI LE DIVERSE PROCEDURE DOVRANNO AVERE ACCESSO GLI INPUT E GLI OUTPUT DEL SISTEMA 150 6/014.0

15 FASE DI ANALISI - ASPETTI QUALITATIVI LE SPECIFICHE QUALITATIVE RIGUARDANO INDICAZIONI PER: LA CONFIGURAZIONE DELL INTERFACCIA UTENTE ASPETTATIVE RELATIVE AI TEMPI DI RISPOSTA AFFIDABILITÀ DEL SISTEMA 150 6/015.0

16 FASE DI ANALISI - ASPETTI ECONOMICI LE SPECIFICHE DI TIPO ECONOMICO RIGUARDANO: COSTI DI ESERCIZIO COSTI DI MANUTENZIONE 150 6/016.0

17 SPECIFICHE DI PROGRAMMA DOCUMENTO UTILIZZATO PER DESCRIVERE AL SOFTWARE LE ASPETTATIVE INERENTI L UTILIZZO CONCRETO LE SPECIFICHE DI PROGRAMMA SINTETIZZANO LE ESIGENZE DELL UTENTE IN MODO CHIARO E UNIVOCO 150 6/017.0

18 CONTENUTO DELLE SPECIFICHE DI PROGRAMMA LE SPECIFICHE DI PROGRAMMA CONTENGONO: FUNZIONALITÀ DEL SISTEMA PRESTAZIONI AMBIENTE DI UTILIZZO INTERFACCE ESTERNE EVENTUALI VINCOLI REQUISITI DI QUALITÀ 150 6/018.0

19 SPECIFICHE RELATIVE AL PROCESSO DI SVILUPPO SI FOCALIZZA L ATTENZIONE SU: NECESSITÀ DI COLLABORAZIONE TRA LE DIVERSE AREE AZIENDALI IMPATTI ORGANIZZATIVI DOCUMENTAZIONE DEL PROGRAMMA E TEST DA REALIZZARE SUL SOFTWARE COSTI DI SVILUPPO, DURATA DELLO SVILUPPO, RISORSE NECESSARIE STIMA DEI BENEFICI 150 6/019.0

20 OBIETTIVO LA PROGETTAZIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO INDIVIDUARE LE FUNZIONI CHE COSTITUISCONO UN PROCESSO, LE LORO RELAZIONI E I DATI NECESSARI ALLA LORO REALIZZAZIONE STUDIO DELLE MODALITÀ DI: PRODUZIONE UTILIZZAZIONE AGGIORNAMENTO SCAMBIO DI DATI RILEVANTI NELL AMBITO DELLE SINGOLE FUNZIONI 150 6/020.0

21 APPROCCI ALLA PROGETTAZIONE ESISTONO DUE POSSIBILI APPROCCI ALLA PROGETTAZIONE PROGETTAZIONE TRADIZIONALE O STRUTTURATA PROGETTAZIONE ORIENTATA AGLI OGGETTI 150 6/021.0

22 PROGETTAZIONE TRADIZIONALE O STRUTTURATA LA REALTÀ AZIENDALE VIENE REALIZZATA ATTRAVERSO DUE MODELLI: DATI FUNZIONI 150 6/022.0

23 PROGETTAZIONE ORIENTATA AGLI OGGETTI OOD, OBJECT ORIENTED DESIGN LE PROSPETTIVE DELLA REALTÀ AZIENDALE VENGONO RIUNITE IN UN UNICO MODELLO OGGETTO IN ENTRAMBI I CASI (PROGETTAZIONE TRADIZIONALE E OOD), LE SPECIFICHE DI PROGRAMMA COSTITUISCONO IL PUNTO DI PARTENZA DELLA FASE DI PROGETTAZIONE 151 6/023.0

24 MODULI 1 L INTERO SISTEMA INFORMATIVO È COSTITUITO DA UNA GERARCHIA DI SOTTOSISTEMI (MODULI) CHE POSSONO ESSERE SVILUPPATI E RIUTILIZZATI IN MODO INDIPENDENTE TRA LORO UN MODULO È UNA COMPONENTE DEDICATA A SVOLGERE UNA SPECIFICA FUNZIONE UN MODULO È COSTITUITO DA DUE PARTI: INTERFACCIA (LA PARTE VISIBILE ALL ESTERNO) IMPLEMENTAZIONE (LA PARTE INTERNA DEL MODULO, L INSIEME DEGLI ELEMENTI CHE GLI PERMETTONO DI SVOLGERE LE SUE FUNZIONI) 151 6/024.0

25 MODULI 2 NEL PROGETTO LOGICO VENGONO IDENTIFICATE LE COMPONENTI (MODULI) DEL SISTEMA E LE CONNESSIONI FRA ESSE UN SISTEMA È QUINDI COMPOSTO DA VARI MODULI CHE INTERAGISCONO TRA LORO I MODULI E LE LORO INTERAZIONI COSTITUISCONO L ARCHITETTURA DI UN SISTEMA SOFTWARE 151 6/025.0

26 PRODOTTO DEL PROGETTO LOGICO DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEI COMPITI CHE CIASCUN MODULO DEVE SVOLGERE DEL MODO IN CUI I VARI MODULI COMUNICANO TRA LORO NULLA VIENE DETTO SU COME I VARI MODULI COMUNICANO TRA LORO 151 6/026.0

27 IL PROGETTO FISICO È PROGETTO FISICO ORIENTATO A DEFINIRE LE CARATTERISTICHE DELL AMBIENTE HARDWARE E SOFTWARE DEL NUOVO SISTEMA ESEMPIO I DATI POSSONO ESSERE ORGANIZZATI IN UN MODELLO DI DATABASE RELAZIONALE UN INSIEME DI MODULI DI FUNZIONI PUÒ ESSERE DESTINATO A UN UNICO APPLICATIVO, ASSOCIANDOLO ANCHE A ELEMENTI STRUTTURALI IN GRADO DI ESEGUIRE COMPITI GENERICI (PER ES. ACCESSO AI DATI E TRATTAMENTO DEGLI ERRORI) 151 6/027.0

28 RISULTATI DEL PROGETTO FISICO 1 STRUTTURA GENERALE (COMPONENTI) DEL SISTEMA INFORMATIVO MODULI DI PROGRAMMA, CON I QUALI VENGONO ESEGUITE LE PROCEDURE AZIENDALI SEQUENZA CON LA QUALE I SINGOLI MODULI DI PROGRAMMA DOVRANNO ESSERE ELABORATI 151 6/028.0

29 RISULTATI DEL PROGETTO FISICO 2 STRUTTURA LOGICA DEI DATI DELL APPLICAZIONE STRUTTURA FISICA DEI DATI E DEI FILE DI DATI I PRIMI TEST DI PROVA 151 6/029.0

30 FASE DI IMPLEMENTAZIONE O DI PROGRAMMAZIONE 1 SPECIFICA NEI MINIMI DETTAGLI IL PROGETTO DEL SISTEMA FINO A: DEFINIRE I SINGOLI COMANDI TRADURLI NEL LINGUAGGIO DI PROGRAMMAZIONE PRESCELTO 152 6/030.0

31 FASE DI IMPLEMENTAZIONE O DI PROGRAMMAZIONE 2 VENGONO ANCHE DEFINITI: SCHEMI DEI DATI (DESCRIZIONE DELLA STRUTTURA DEI DATI, DEI FILE O DEI DATABASE) CICLI DI PROGRAMMA O FUNZIONI INTERFACCE USATE 152 6/031.0

32 FASE DI IMPLEMENTAZIONE O DI PROGRAMMAZIONE 3 INTERFACCIA UTENTE SI DEVONO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE PRINCIPI DI ERGONOMIA DELL HARDWARE E DEL SOFTWARE SI DEVE VALUTARE L IMPATTO DEI NUOVI PROGRAMMI SULL UTENTE FINALE SI DEVE ANALIZZARE QUALI SUPPORTI DI DOCUMENTAZIONE IN LINEA SIANO NECESSARI LO STANDARD ISO 9001 DEFINISCE I PARAMETRI DI USABILITÀ LE MISURAZIONI DEL LIVELLO DI SODDISFAZIONE 152 6/032.0

33 FASE DI IMPLEMENTAZIONE O DI PROGRAMMAZIONE 4 SYSTEM TEST (TEST DI SISTEMA) RIENTRA NELLA FASE DI IMPLEMENTAZIONE NEL SUO CORSO VENGONO VERIFICATI L INTERA APPLICAZIONE E I SINGOLI SOTTOSISTEMI CHE LA COMPONGONO 152 6/033.0

34 FASE DI COLLAUDO E INSTALLAZIONE DOPO AVER VERIFICATO L ADERENZA A TUTTI I REQUISITI RICHIESTI SOTTO IL PROFILO TECNICO FUNZIONALE, IL SOFTWARE VIENE INTRODOTTO IN AZIENDA IL COLLAUDO PUÒ DIMOSTRARE LA PRESENZA DI ERRORI, NON L ASSENZA (A MENO DI NON FARE TUTTE LE PROVE POSSIBILI) UN COLLAUDO CHE PROVASSE IL SISTEMA IN TUTTE LE CONDIZIONI SAREBBE INSOSTENIBILE ECONOMICAMENTE 152 6/034.0

35 FASE DI MANUTENZIONE 1 SI ESTENDE PER TUTTA LA VITA DEL SISTEMA SI PRODUCONO MODIFICHE E ADATTAMENTI SI PROVVEDE A ELIMINARE GLI ERRORI SFUGGITI IN FASE DI COLLAUDO 152 6/035.0

36 FASE DI MANUTENZIONE 2 LA MANUTENZIONE È RESA NECESSARIA DA: CAMBIAMENTI NELLE ESIGENZE DELL UTENTE AGGIORNAMENTI LEGISLATIVI VARIAZIONI NELL ARCHITETTURA DEL SISTEMA (NUOVO HARDWARE, NUOVO SOFTWARE, NUOVI COMPONENTI DI RETE) COSTO MANUTENZIONE OLTRE IL 50% DEI COSTI DI SVILUPPO 153 6/036.0

37 CRITICHE ALLO SVILUPPO A CASCATA FORTEMENTE INCENTRATO SULLA DEFINIZIONE DELLE SPECIFICHE NELLA FASE DI ANALISI 153 QUESTO APPROCCIO È EFFICACE SOLO QUANDO IL COMMITTENTE È IN GRADO DI FORNIRE I REQUISITI IN MODO CHIARO E COMPLETO ALL INIZIO DEL PROGETTO SPESSO LA COMUNICAZIONE FRA L EDP E LE SPECIFICHE AREE AZIENDALI INTERESSATE AL SISTEMA NON È SODDISFACENTE E GLI UTENTI VENGONO COINVOLTI NEL PROGETTO SOLO IN FASE MARGINALE 6/037.0

38 CASE 1 CASE (COMPUTER AIDED SOFTWARE ENGENEERING) CONSENTE AD ANALISTI E PROGRAMMATORI DI DISPORRE DI STRUMENTI PER CONTROLLARE E GESTIRE, DA UN PUNTO DI VISTA TECNICO E ORGANIZZATIVO, LA PRODUZIONE DEL SOFTWARE 153 6/038.0

39 CASE 2 STRUMENTI CASE LINGUAGGI DESCRITTIVI PER LE FUNZIONI, PER I DATI E PER LE STRUTTURE DI CONTROLLO L EFFETTIVA PROGRAMMAZIONE VIENE COADIUVATA DA COMPILATORI INTERPRETI LINKER GENERATORI DI MASCHERE GENERATORI DI CODICE 153 6/039.0

40 CLASSIFICAZIONE DEGLI STRUMENTI CASE GLI STRUMENTI CASE POSSONO ESSERE CLASSIFICATI IN FUNZIONE: DELLE FASI DI SVILUPPO CHE SUPPORTANO DEL TIPO DI APPROCCIO CUI SONO ORIENTATI FUNZIONI DATI OGGETTI 153 6/040.0

41 PROTOTYPING COME METODOLOGIA PER LO SVILUPPO DEL SOFTWARE OBIETTIVO SVILUPPARE IL PIÙ RAPIDAMENTE POSSIBILE UNA VERSIONE ESEGUIBILE DEL SISTEMA INFORMATIVO (O DI UN SOTTOSISTEMA) EVITARE UN ANALISI DETTAGLIATA DEL PROGETTO COINVOLGERE IL PIÙ POSSIBILE L UTENTE FINALE 153 6/041.0

42 COLLABORAZIONE FRA SVILUPPATORI E UTENTI GLI SVILUPPATORI POSSIEDONO SOLTANTO RISTRETTE CONOSCENZE RELATIVE AL SETTORE DOVE IL SISTEMA DOVRÀ ESSERE IMPLEMENTATO GLI UTENTI FINALI VEDONO L EDP COME UN SEMPLICE STRUMENTO PER LA SODDISFAZIONE IMMEDIATA DI TUTTE LE LORO ESIGENZE DALLA COLLABORAZIONE FRA SVILUPPATORI E UTENTI NASCE IL PROTOTIPO, CHE NELLA SUA PRIMA VERSIONE SIMULA SOLTANTO DETERMINATE FUNZIONI DEL SISTEMA 153 6/042.0

43 SVILUPPO EVOLUTIVO DEL SOFTWARE PARTENDO DALLA PRIMA VERSIONE, ATTRAVERSO LA COLLABORAZIONE FRA UTENTI E SPECIALISTI, SI PERFEZIONA E COMPLETA IL PRODOTTO L UTENTE HA LA POSSIBILITÀ DI ESPRIMERE PROPRI DESIDERI SULLA SCORTA DEL PROTOTIPO ESISTENTE QUESTO PROCESSO VIENE CHIAMATO: SVILUPPO EVOLUTIVO DEL SOFTWARE 153 6/043.0

44 PRO E CONTRO DELLO SVILUPPO EVOLUTIVO DEL SOFTWARE SI OTTIENE UN MAGGIOR LIVELLO DI ACCETTAZIONE NELLE SUCCESSIVA FASE DI INTRODUZIONE DEL SISTEMA I COSTI DI MANUTENZIONE SONO MINORI È POSSIBILE COMBINARE LA CONVENZIONALE SUDDIVISIONE IN FASI CON IL PROTOTYPING CHE VIENE UTILIZZATO IN SEDE DI PROGETTAZIONE VENGONO TRASCURATE ESIGENZE DI STRUTTURAZIONE SOTTO IL PROFILO INGEGNERISTICO 154 6/044.0

45 ELABORAZIONE DI UN MODELLO DEI PROCESSI PROCESSO: SEQUENZA DI FUNZIONI CHE POSSONO ESSERE ESEGUITE IN SUCCESSIONE, O ANCHE, A VOLTE, IN PARALLELO SISTEMI INFORMATIVI E PROCESSI PRIMA DI SCEGLIERE SE SVILUPPARE UN NUOVO SISTEMA INFORMATIVO SI DEVONO DEFINIRE I PROCESSI AZIENDALI COINVOLTI 154 6/045.0

46 MODELLO DEI PROCESSI PER ELABORARE UN MODELLO DEI PROCESSI: SI ANALIZZANO GLI OBIETTIVI CHE LE SINGOLE FUNZIONI DEVONO REALIZZARE SI CONSIDERA LA SEQUENZA DELLE FUNZIONI DA ESEGUIRE SI CONSIDERANO LE INTERFACCE CHE DEVONO ESSERE UTILIZZATE E IL LORO RUOLO RISPETTO ALLE DIVERSE UNITÀ ORGANIZZATIVE 154 6/046.0

47 DESCRIZIONE DEI MODELLI DEI PROCESSI PER DESCRIVERE I PROCESSI SI USANO: CATENE DI PROCESSI ORIENTATE AGLI EVENTI ELEMENTI FONDAMENTALI DELLA CATENA DEI PROCESSI SONO GLI EVENTI GLI EVENTI: AVVIANO IL PROCESSO POSSONO MODIFICARE IL CORSO DELLE FUNZIONI CONCLUDONO IL PROCESSO SONO A LORO VOLTA IL RISULTATO DI PROCESSI 154 6/047.0

48 Figura 6.1 Esempio dello schema di una catena di processi orientata agli eventi 155 6/048.0

49 MODELLI DESCRITTIVI PER LA PROGETTAZIONE DI SISTEMI INFORMATIVI ELABORAZIONE DI UN MODELLO DEI DATI ELABORAZIONE DI UN MODELLO DELLE FUNZIONI ELABORAZIONE DI UN MODELLO DI PROGETTAZIONE ORIENTATA AGLI OGGETTI CONCEZIONE DELL ESECUZIONE DEL PROGRAMMA 155 6/049.0

50 ELABORAZIONE DI UN MODELLO DEI DATI LA PROGETTAZIONE DEI DATI SI BASSA SULLA SEPARAZIONE (TEMPORALE E LOGICA) DI DUE ASPETTI MOLTO DIVERSI: MODELLO CONCETTUALE DEI DATI IMPLEMENTAZIONE DEL MODELLO CONCETTUALE IN UNA SPECIFICA TECNOLOGIA DBMS 156 6/050.0

51 MODELLO CONCETTUALE IL MODELLO CONCETTUALE VIENE DEFINITO DESUMENDO DALLA REALTÀ AZIENDALE, MEDIANTE UN PROCESSO DI ASTRAZIONE LE UNITÀ LOGICO - OGGETTIVE LE RELAZIONI CHE INTERCORRONO FRA ESSE 156 6/051.0

52 ENTITY - RELATIONSHIP MODEL ENTITY - RELATIONSHIP MODEL (ERM) SI È AFFERMATO COME UNO STANDARD NELLA DEFINIZIONE DEL MODELLO CONCETTUALE ERM CONSENTE DI DESCRIVERE LE STRUTTURE DELLE ENTITÀ DEI DATI E I LORO RAPPORTI, SEGUENDO PRECISE DEFINIZIONI E UNA CHIARA NOTAZIONE GRAFICA 156 6/052.0

53 ELEMENTI FONDAMENTALI DEL MODELLO ERM ELEMENTI FONDAMENTALI DEL MODELLO ERM SONO: ENTITÀ TIPOLOGIE DI ENTITÀ CON LE LORO PROPRIETÀ (ATTRIBUTI) RAPPORTI (RELAZIONI) FRA LE SINGOLE ENTITÀ TIPOLOGIE DI RAPPORTI (TIPOLOGIE DI RELAZIONI) FRA LE SINGOLE ENTITÀ 156 6/053.0

54 ENTITÀ ENTITÀ INFORMAZIONI REALI O ASTRATTE AVENTI UN SIGNIFICATO PROPRIO UNA QUALSIASI COSA CHE PUÒ ESSERE DISTINTAMENTE IDENTIFICATA UN QUALSISASI OGGETTO CHE ABBIA UNA PROPRIA INDIVIDUALIT À, CHE SIA DISTINGUIBILE DA OGGETTI SIMILI E CHE ABBIA RILEVANZA PER IL SOGGETTO CONSIDERATO ESEMPIO IN UN SISTEMA DI FATTURAZIONE OGNI FATTURA È UN ENTITÀ DISTINTA 156 6/054.0

55 TIPOLOGIE DI ENTITÀ TUTTE LE ENTITÀ DELLO STESSO TIPO COSTITUISCONO UNA TIPOLOGIA DI ENTITÀ ESEMPIO UN CLIENTE È UNA ENTITÀ L INTERA CLASSE CLIENTE COSTITUISCE LA TIPOLOGIA DI ENTITÀ UNA ENTITÀ VISTA COME SINGOLA CONCRETA ESPRESSIONE DI UNA TIPOLOGIA VIENE DEFINITA OCCORRENZA 157 6/055.0

56 ATTRIBUTI ATTRIBUTI PROPRIETÀ DELLE TIPOLOGIE DI ENTITÀ I VALORI ATTRIBUTO DEFINISCONO PIÙ DETTAGLIATAMENTE LE SINGOLE ENTITÀ ESEMPIO 157 LA TIPOLOGIA DI ENTITÀ DIPENDENTE PUÒ ESSERE CARATTERIZZATA FRA L ALTRO DAGLI ATTRIBUTI: CODICE DIPENDENTE INDIRIZZO NOME ETÀ REPARTO 6/056.0

57 VALORI DEGLI ATTRIBUTI IN OGNI SPECIFICA OCCORRENZA CIASCUN ATTRIBUTO ASSUMERÀ UN VALORE PARTICOLARE I VALORI CHE GLI ATTRIBUTI POSSONO ASSUMERE NELLA REALTÀ DEVONO ESSERE COMPRESI IN UN DETERMINATO INTERVALLO CHIAMATO ANCHE DOMINIO ESEMPIO 10/08/ VALORE ATTRIBUTO DATA VALORE ATTRIBUTO IMPORTO 157 6/057.0

58 IDENTIFICATORE IDENTIFICATORE CONSENTE DI IDENTIFICARE UNIVOCAMENTE CIASCUNA OCCORRENZA, GARANTENDO CHE NON ESISTANO OCCORRENZE DUPLICATE L IDENTIFICATORE PUÒ ESSERE COSTITUITO DA ATTRIBUTO INSIEME DI ATTRIBUTI INSIEME DI ATTRIBUTI E ASSOCIAZIONI 157 6/058.0

59 RELAZIONI ASSOCIAZIONI SEMANTICHE FRA LE ENTITÀ TIPOLOGIE DI RELAZIONI 1 : 1 1 : M M: N 158 6/059.0

60 Figura 6.2 Tipologie di relazioni nell ambito dell Entity - Relationship Model 157 6/060.0

61 RELAZIONE 1 : 1 AD OGNI OCCORRENZA DELLA PRIMA TIPOLOGIA DI ENTITÀ NE CORRISPONDE UNA DELLA SECONDA E VICEVERSA ESEMPIO: PER OGNI DIPENDENTE DELL AZIENDA ESISTE UN SOLO NUMERO DI MATRICOLA E VICEVERSA 158 6/061.0

62 158 RELAZIONE 1 : M AD OGNI ENTITÀ DI OGNI INSIEME POSSONO ESSERE ASSOCIATE: UNA NESSUNA PIÙ ENTITÀ DEL SECONDO INSIEME MENTRE A QUESTE PUÒ CORRISPONDERE UN SOLO ELEMENTO DEL PRIMO GRUPPO ESEMPIO: A UNA CATEGORIA DI ARTICOLO POSSONO APPARTENERE PIÙ ARTICOLI OGNI ARTICOLO APPARTIENE A UNA CATEGORIA 6/062.0

63 RELAZIONE M : N OGNI ELEMENTO DEL PRIMO INSIEME È CORRELATO A UNO, NESSUNO, MOLTI ELEMENTI DEL SECONDO E VICEVERSA ESEMPIO: UN CLIENTE PUÒ ORDINARE NESSUNO, UNO, PIÙ ARTICOLI OGNI ARTICOLO PUÒ ESSERE ORDINATO DA NESSUNO, UNO, PIÙ CLIENTI 158 6/063.0

64 Figura 6.3 Esempio di un semplice Entity - Relationship Model 158 6/064.0

65 ERM E DBMS UN ERM PUÒ ESSERE TRADOTTO FACILMENTE IN UN DBMS RELAZIONALE DEFINENDO PER CIASCUNA TIPOLOGIA UNA TABELLA I CAMPI DELLA TABELLA CORRISPONDONO AGLI ATTRIBUTI DEL MODELLO ERM I RECORD IDENTIFICHERANNO LE DIFFERENTI OCCORRENZE 158 6/065.0

66 ELABORAZIONE DI UN MODELLO FUNZIONALE IL MODELLO FUNZIONALE RACCOGLIE E STRUTTURA LE FUNZIONI PRINCIPALI DI UN SISTEMA INFORMATIVO I CONTENUTI DI ESSE LE RISPETTIVE RELAZIONE TRA ESSE...COSÌ DA FORNIRE UNA VISIONE UNITARIA DEL SISTEMA STESSO 159 6/066.0

67 Figura 6.4 Modello funzionale di un sistema per il calcolo dei costi 159 6/067.0

68 METODOLOGIA TOP - DOWN LA METODOLOGIA TOP - DOWN PERMETTE DI IDENTIFICARE LE SINGOLE COMPONENTI CHE COSTITUISCONO IL SISTEMA QUESTA METODOLOGIA ESAURISCE IL PROPRO COMPITO QUANDO TUTTE LE FUNZIONI AZIENDALI SONO STATE INDIVIDUATE E RAPPRESENTATE LA SCOMPOSIZIONE IN COMPONENTI PUÒ GIUNGERE FINO ALLA PSEUDOCODIFICA 159 6/068.0

69 METODOLOGIA BOTTOM - UP SI PARTE DALLO SVILUPPO DEI MODULI DI LIVELLO INFERIORE QUESTI MODULI VENGONO COMBINATI FINO A FORMARE UN SISTEMA UNITARIO SI UTILIZZA QUANDO IL SOFTWARE STANDARD DEVE ESSERE INSERITO IN UN COMPLESSO EDP INTEGRATO 159 6/069.0

70 DIAGRAMMI DI FLUSSO DEI DATI 160 I DIAGRAMMI DI FLUSSO OFFRONO UNA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DEI FLUSSI DI INFORMAZIONI DI UNA APPLICAZIONE EDP O DI UN MODELLO FUNZIONALE MEDIANTE SIMBOLI STANDARDIZZATI RAPPRESENTANO: QUALI DATI VENGONO LETTI, ELABORATI E RESTITUITI DA UNA FUNZIONE DI ELABORAZIONE QUALI SONO I SUPPORTI DI MEMORIA IMPIEGATI LA DIREZIONE DEL FLUSSO DI INFORMAZIONI TRA I PROGRAMMI DI ELABORAZIONE E I SUPPORTI DI MEMORIA IL TIPO DI DATI 6/070.0

71 160 Figura 6.5 Esempio di diagramma di flusso dei dati 6/071.0

72 ELABORAZIONE DI UN MODELLO DI PROGETTAZIONE ORIENTATO AGLI OGGETTI L APPROCCIO OO SI È DIFFUSO NON SOLO NELLA FASE DI PROGRAMMAZIONE (C++, JAVA) MA ANCHE NELLA FASE DI PROGETTO, OOD OBJECT ORIENTED DESIGN FONDAMENTO DELL APPROCCIO I DATI E LE MODALITÀ DI TRATTAMENTO DEGLI STESSI VENGONO RACCOLTI IN UNA UNICA UNIT À DI PROGRAMMA CHIUSA DENOMINATA OGGETTO 161 6/072.0

73 OGGETTI, CLASSI, RELAZIONI DI EREDITARIETÀ GLI OGGETTI AVENTI LE STESSE PROPRIETÀ STESSE PROCEDURE STESSI ATTRIBUTI COSTITUISCONO UNA CLASSE LE RELAZIONI DI EREDITARIETÀ TRA OGGETTI PERMETTONO DI ASSOCIARE AUTOMATICAMENTE PROCEDURE E ATTRIBUTI APPARTENENTI A UNA CLASSE GENERALE (CLASSE SUPERIORE) A CLASSI PARTICOLARI (CLASSI INFERIORI) 161 6/073.0

74 161 Figura 6.6 Esempio di un complesso di classi 6/074.0

75 MESSAGGI 161 L ESECUZIONE DI UN PROGRAMMA È GENERATA DALLO SCAMBIO DI COMUNICAZIONI (MESSAGGI) TRA GLI OGGETTI I MESSAGGI AZIONANO L ESECUZIONE DI UNA PROCEDURA NELL OGGETTO RICEVENTE, LA PROCEDURA VIENE APPLICATA AGLI ATTRIBUTI DELL OGGETTO IL MITTENTE DEVE SAPERE SOLO QUALI MESSAGGI INVIARE PER OTTENERE L EFFETTO DESIDERATO NON SONO NECESSARIE NOZIONI RIGUARDO AL MODO IN CUI L OGGETTO OPERA AL PROPRIO INTERNO 6/075.0

76 DEFINIZIONE DI UN MESSAGGIO UN MESSAGGIO VIENE DEFINITO MEDIANTE: NOME IMMISSIONE DEI PARAMETRI PER L ELABORAZIONE DELL OGGETTO RICEVENTE POLIMORFISMO QUANDO LO STESSO MESSAGGIO VIENE INVIATO AI VARI OGGETTI RICEVENTI APPARTENENTI A UNA MEDESIMA CLASSE E, UNA VOLTA RICEVUTO, DA AVVIO A DIVERSE PROCEDURE 161 6/076.0

77 PROGETTAZIONE LOGICA E FISICA NELLO SVILUPPO SOFTWARE ORIENTATO AGLI OGGETTI PROGETTAZIONE LOGICA STRUTTURE DI DATI, PROCEDURE E MESSAGGI TRA LE CLASSI DI OGGETTI VENGONO DESCRITTI INDIPENDENTEMENTE DAGLI ASPETTI TECNICI PROGETTAZIONE FISICA VENGONO CONFIGURATE. STRUTTURA DELLA PROCEDURA AUTOMATIZZATA LOGICA DI ELABORAZIONE INTERFACCIA UTENTE 161 6/077.0

78 PROGRAMMAZIONE LOGICA E FISICA CONFRONTO FRA SVILUPPO CONVENZIONALE E SVILUPPO OO NELLO SVILUPPO OO: 162 I RISULTATI DELLA PROGETTAZIONE LOGICA VENGONO AMPIAMENTE ASSUNTI NELLA PROGETTAZIONE FISICA NON AVVIENE LA TRASFORMAZIONE, COME AVVIENE NELL APPROCCIO TRADIZIONALE, MA SOLTANTO IL COMPLETAMENTO LA RIDUZIONE DELLA FRATTURA STRUTTURALE TRA PROGRAMMAZIONE LOGICA E FISICA FACILITA NOTEVOLMENTE LA MANUTENZIONE DEL SISTEMA 6/078.0

79 CRITICHE ALL APPROCCIO OO 163 NON ESISTONO METODI STABILI NELLA ELABORAZIONE DELLO SVILUPPO ORIENTATO AGLI OGGETTI L INTEGRAZIONE CON SOFTWARE GIÀ ESISTENTE PUÒ COMPORTARE NUOVI FATTORI DI COMPLESSITÀ NON SEMPRE L APPROCCIO OO È VANTAGGIOSO AFFINCHÉ GLI OGGETTI POSSANO ESSERE EFFETTIVAMENTE RIUTILIZZATI OCCORRONO BIBLIOTECHE DI CLASSI BEN DOCUMENTATE E CIÒ RICHIEDE UN GROSSO SFORZO ORGANIZZATIVO 6/079.0

80 CONCEZIONE DELL ESECUZIONE DI PROGRAMMA LA STRUTTURA DI UN PROGRAMMA PUÒ ESSERE RAPPRESENTATA ATTRAVERSO I DIAGRAMMI STRUTTURALI ELEMENTI FONDAMENTALI DELLA RAPPRESENTAZIONE MEDIANTE I DIAGRAMMI STRUTTURALI SONO I BLOCCHI STRUTTURALI CIASCUN BLOCCO STRUTTURALE INCORPORA UNA PRECISA FUNZIONE DEL PROGRAMMA E PUÒ ESSERE AUTONOMO O INCLUSO IN UN ALTRO BLOCCO 163 6/080.0

81 PROGRAMMAZIONE STRUTTURATA PROGRAMMAZIONE STRUTTURATA SI HA QUANDO LO SVILUPPO DEL CODICE SI BASA SUI DIAGRAMMI STRUTTURALI NELLA PROGRAMMAZIONME STRUTTURATA LA LOGICA DI ESECUZIONE DI UN PROGRAMMA VIENE DEFINITA UTILIZZANDO SOLO TRE ELEMENTI DESCRITTIVI ELEMENTARI SEQUENZA SELEZIONE (SCELTA) RIPETIZIONE 163 6/081.0

82 164 Figura 6.7 Esempio di diagramma strutturale 6/082.0

83 MODELLI DI ARCHITETTURE EDP MODELLO AZIENDALE È COSTITUITO DA: MODELLO DEI DATI AZIENDALI MODELLO DELLE FUNZIONI AZIENDALI IL MODELLO DEI DATI AZIENDALI È COSTITUITO DA STRUTTURE DI DATI CONCETTUALI PROGETTATE A LIVELLO AZIENDALE IL MODELLO DEFINISCE LE RELAZIONI TRA DATI E AREE AZIENDALI CHE NE NECESSITANO IL MODELLO DELLE FUNZIONI AZIENDALI OFFRE UNA PANORAMICA DELLE FUNZIONI CHE DEVONO ESSERE SVOLTE DALL IMPRESA 165 6/083.0

84 Figura 6.8a Prospettive di differenti strumenti descrittivi: Grafici gerarchici 165 6/084.0

85 165 Figura 6.8b Prospettive di differenti strumenti descrittivi:entity Relationship Model 6/085.0

86 Figura 6.8c Prospettive di differenti strumenti descrittivi: Diagramma di flusso dei dati 165 6/086.0

87 MODELLI DI FUNZIONI E MODELLI DI PROCESSI GESTIONALI IL MODELLO DI FUNZIONI SI LIMITA ALLA DEFINIZIONE DEI BLOCCHI DI GRANDI DIMENSIONI E ALLA DESCRIZIONE DEGLI INPUT E OUTPUT CORRELATI I MODELLI DEI PROCESSI GESTIONALI STABILISCONO LE REGOLE SECONDO LE QUALI VENGONO RICHIAMATI I BLOCCHI FUNZIONALI E DESCRIVONO L INTERAZIONE TRA LE CATENE DI PROCESSI 166 6/087.0

88 SCELTA DEGLI STRUMENTI DESCRITTIVI MODELLI DI DATI AZIENDALI CONVIENE L ERM MODELLI ORIENTATI ALLE FUNZIONI DIAGRAMMI GERARCHICI + PROSPETTI TABULARI DIAGRAMMI DI FLUSSO 166 6/088.0

89 ARCHITETTURA INFORMATIVA AZIENDALE L ARCHITETTURA INFORMATIVA AZIENDALE è COSTITUITA DA: ARCHITETTURA APPLICATIVA DESCRIZIONE CONGIUNTA DI PROGRAMMI E PROCESSI ARCHITETTURA DELLA TECNOLOGIA DELLE INFORMAZIONI RAPPRESENTAZIONE DEGLI ELEMENTI STRUTTURALI DELL HARDWARE 166 6/089.0

90 PIANIFICAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO NELLO SVILUPPO DEI SISTEMI INFORMATIVI CONFIGURAZIONE DEI PROGETTI DI SVILUPPO STIMA DEI COSTI DEI PROGETTI DI SVILUPPO 166 6/090.0

91 PIANIFICAZIONE DEL PROGETTO 167 LA PIANIFICAZIONE DEL PROGETTO CONSISTE IN: IDENTIFICAZIONE DELLE AREE AZIENDALI COINVOLTE SCELTA DELL AMBIENTE DI SVILUPPO DEL SOFTWARE DEFINIZIONE DELLA SEQUENZA DI ATTIVITÀ PER LO SVILUPPO DELLA PROCEDURA AUTOMATIZZATA COORDINAMENTO DELLE RISORSE DETERMINAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ DEL PERSONALE COINVOLTO INDIVIDUAZIONE DELLE SCADENZE CHE CONSENTANO DI VERIFICARE IL PROGETTO DI SVILUPPO DEL SOFTWARE IN TERMINI DI RISULTATI FINALI E PARZIALI RAGGIUNTI RISPETTO DEI TEMPI E DEI COSTI PREVISTI 6/091.0

92 CONFIGURAZIONE DEI PROGETTI DI SVILUPPO PIANO STRUTTURALE DEL PROGETTO SUDDIVIDE I PACCHETTI DI ATTIVIT À STRUTTURATI GERARCHICAMENTE IN COMPITI INDIVIDUATI IN FASE DI ANALISI E PIANIFICAZIONE LA CONCLUSIONE DI UN MODULO DI PROGETTO ASSOCIATO A UN PACCHETO DI ATTIVITÀ SI CHIAMA MILESTONE SUPPORTO PER LA PIANIFICAZIONE DEI TEMPI E DELLE SCADENZE SONO I DIAGRAMMI A BARRE (GANTT) E LE TECNICHE RETICOLARI 169 6/092.0

93 STIMA DEI COSTI DEI PROGETTI DI SVILUPPO I COSTI DEI PROGETTI DI SVILUPPO SOFTWARE SONO CARATTERIZZATI DA: DIMENSIONI DEL SISTEMA REQUISITI DI QUALITÀ DELLA SOLUZIONE DA SVILUPPARE DURATA DEL PROGETTO E AMBIENTE ADOTTATO PER LO SVILUPPO DEL SOFTWARE 168 6/093.0

94 METODI PER LA STIMA DEI COSTI METODO PER ANALOGIA LA STIMA DELLE RISORSE NECESSARIE VIENE EFFETTUATA ATTRAVERSO UN CONFRONTO PER SINGOLI FATTORI TRA UN INTERO PROCESSO DI SVILUPPO ALTRI PROGETTI GIÀ CONCLUSI PER CUI ESISTA UN VALORE DEFINITO DEI COSTI SOSTENUTI METODO DEI FUNCTION POINT 168 6/094.0

95 METODO DEI FUNCTION POINT 1 QUESTA TECNICA DI MISURAZIONE PREVEDE DI CONTEGGIARE IL NUMERO DI FUNZIONI FORNITE ALL UTENTE DALL APPLICAZIONE DA MISURARE 5 TIPI DI FUNZIONI INPUT ESTERNI OUTPUT ESTERNI INTERROGAZIONI ESTERNE FILE LOGICI INTERNI FILE ESTERNI DI INTERFACCIA 168 6/095.0

96 METODO DEI FUNCTION POINT 2 AD OGNI FUNCTION POINT INDIVIDUATO VIENE ASSEGNATO UN PESO IN BASE: ALLA COMPLESSITÀ (BASATA SUL NUMERO DI DATI ELEMENTARI GESTITI) AD OGNI APPLICAZIONE VIENE ASSEGNATO UN PESO SULLA BASE DI: REQUISITI DI PERFORMANCE COMPLESSITÀ ALGORITMICHE ESIGENZE DI RIUSO 168 6/096.0

97 METODO DEI FUNCTION POINT 3 IL RISULTATO DEL METODO DEI FUNCTION POINT È: UN NUMERO ADIMENSIONALE CHE RAPPRESENTA LA QUANTITÀ DI FUNZIONI OFFERTE ALL UTENTE DAL NUMERO DI FUNCTION POINT È POSSIBILE DEDURRE L IMPEGNO DI RISORSE 169 6/097.0

98 Figura 6.9 Function Point 169 6/098.0

99 SCELTA E INTEGRAZIONE DEL SOFTWARE STANDARD SOFTWARE STANDARD O PACKAGE APPLICATIVO PROCEDURA GIÀ ANALIZZATA, PROGETTATA E DOCUMENTATA CHE VIENE OFFERTA A UNA AZIENDA PRESUPPOSTO PER L USO DI SOFTWARE STANDARD È CHE LE ESIGENZE DELL AZIENDA COINCIDANO CON LE FUNZIONALITÀ OFFERTE DAL SOFTWARE STANDARD DISPONIBILE SUL MERCATO 170 6/099.0

100 VANTAGGI DEL SOFTWARE STANDARD 1 COSTI DI ACQUISTO E DI PERSONALIZZAZIONE INFERIORI A QUELLI PER LA REALIZZAZIONE DI SOFTWARE DEDICATO TEMPI DI IMPLEMENTAZIONE MOLTO INFERIORI RISPETTO AL SOFTWARE DEDICATO IL SOFTWARE STANDARD È UN PRODOTTO MATURO E QUINDI HA MENO ERRORI RISPETTO AL SOFTWARE DEDICATO 170 6/100.0

101 VANTAGGI DEL SOFTWARE STANDARD 2 È POSSIBILE ACQUISIRE KNOW HOW GESTIONALE E ORGANIZZATIVO NON DISPONIBILE ALL INTERNO DELL AZIENDA I PACKAGE APPLICATIVI PIÙ DIFFUSI FACILITANO L INTEGRAZIONE INTERAZIENDALE LE RISORSE EDP POSSONO ESSERE RIALLOCATE SU COMPITI DI PARTICOLARE RILEVANZA STRATEGICA 170 6/101.0

102 SVANTAGGI DEL SOFTWARE STANDARD SUSSISTONO SPESSO DISCREPANZE NOTEVOLI TRA I REQUISITI AZIENDALI E IL SOFTWARE STANDARD LA PIATTAFORMA HARDWARE AZIENDALE PUÒ RISULTARE INCOMPATIBILE CON UN PRODOTTO SOFTWARE PRECISO ALL INTERNO DELL AZIENDA VI È UN LIMITATO KNOW HOW EDP RISCHIO DI DIPENDENZA DAL FORNITORE 170 6/102.0

103 Figura 6.10 Fasi per l Installazione di software standard 170 6/103.0

104 LA QUALITÀ DEL SOFTWARE E DEI SISTEMI ALCUNI ASPETTI DELLA QUALITÀ DEL SOFTWARE FACILITÀ D USO AMBITO FUNZIONALE ADEGUATO E OPPORTUNI PROCESSI PER LA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI POSSIBILIT À INFORMATIVO DI VALUTAZIONE DEL SISTEMA CONFIGURAZIONE MINIMA DELL HARDWARE LA NORMATIVA ISO9000 PRESENTA LINEE GUIDA SPECIALI PER LO SVILUPPO DEL SOFTWARE 171 6/104.0

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