Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali"

Transcript

1 Obiettivo 1 EROSIONE DEL SUOLO Obiettivo 2 SOSTANZA ORGANICA DEL SUOLO Obiettivo 3 STRUTTURA DEL SUOLO Obiettivo 4 LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO Regione Campania - Assessorato Agricoltura e alle Attività Produttive

2 Obiettivo 1 EROSIONE DEL SUOLO Proteggere il suolo mediante misure idonee Combattere l erosione garantisce non soltanto dalla perdita di fertilità del suolo, ma anche il mantenimento di importanti funzioni ambientali che il suolo stesso ricopre, come preservare la biodiversità e ridurre il dissesto idrogeologico. L erosione dipende da numerosi fattori: natura del terreno, pendenza, clima, coltivazioni e pratiche agronomiche adottate. Sono particolarmente a rischio di erosione i terreni in pendio seminati con colture annuali e soprattutto dove, per la preparazione del letto di semina, le zolle vengono fortemente sminuzzate.

3 Obiettivo 1 EROSIONE DEL SUOLO Proteggere il suolo mediante misure idonee NORMA 1.1 Interventi di regimazione temporanea delle acque superficiali di terreni in pendio

4 Obiettivo 1 EROSIONE DEL SUOLO NORMA 1.1 Superfici aziendali interessate Sono le superfici a seminativo in produzione, incluso set-aside investito a colture no-food o biologiche. La norma si applica esclusivamente ai terreni in pendenza che, in assenza di sistemazioni, manifestano incisioni, rigagnoli o fossi sul terreno, a causa dei fenomeni erosivi.

5 Obiettivo 1 EROSIONE DEL SUOLO NORMA 1.1 Obblighi Realizzazione di solchi acquai temporanei ad andamento livellare o comunque trasversale alla massima pendenza aventi una distanza tra loro non inferiore a 80 metri. I solchi acquai temporanei, abbinati ad altre pratiche agronomiche, regolano lo scorrimento delle acque superficiali e contribuiscono efficacemente a ridurre l erosione.

6 Obiettivo 1 EROSIONE DEL SUOLO NORMA 1.1 Esenzioni Sono esentate le superfici stabilmente inerbite o impegnate con colture che permangono per l intera annata agraria. Deroghe Per l osservanza della norma si dovrà tener conto delle condizioni di sicurezza degli operatori. Pertanto, dove non è possibile realizzare i solchi acquai attraverso le lavorazioni meccaniche, in quanto impedite dalle elevate pendenze, è necessario realizzare misure alternative quali fasce inerbite (larghezza non inferiore a 10 metri e distanza tra loro non inferiore a 60 metri), o interventi equivalenti.

7 Obiettivo 2 SOSTANZA ORGANICA DEL SUOLO Mantenere i livelli di sostanza organica del suolo mediante opportune pratiche Favorire la preservazione del livello di sostanza organica nel suolo nonché la tutela della fauna e la protezione dell habitat, attraverso una corretta gestione dei residui colturali. La sostanza organica del suolo rappresenta una riserva di elementi nutritivi per le colture e migliora la sua struttura. Alcune pratiche agronomiche sono molto utili al mantenimento della sostanza organica nel terreno, come la letamazione, i sovesci, l interramento delle stoppie e dei residui colturali. Al contrario la bruciatura delle stoppie e dei residui colturali, incidono negativamente sulla dotazione di sostanza organica del terreno perché sottraggono biomassa che potrebbe essere più efficacemente utilizzata se interrata.

8 Obiettivo 2 SOSTANZA ORGANICA DEL SUOLO Mantenere i livelli di sostanza organica del suolo mediante opportune pratiche NORMA 2.1 Gestione delle stoppie e dei residui vegetali

9 Obiettivo 2 SOSTANZA ORGANICA DEL SUOLO NORMA 2.1 Superfici aziendali interessate Le superfici a seminativo in produzione, incluso set-aside investito a colture no-food o biologiche. Le superfici a seminativo soggette all obbligo del ritiro della produzione (set-aside) o ritirate volontariamente dalla produzione (terreni disattivati). Obblighi Conformemente alle leggi regionali, è vietata la bruciatura delle stoppie, delle paglie e dei residui colturali, fino al 30 settembre di ogni anno.

10 Obiettivo 2 SOSTANZA ORGANICA DEL SUOLO NORMA 2.1 Deroghe Dal 1 ottobre la bruciatura delle stoppie è consentita, nel rispetto della normativa vigente antincendio, solo qualora si effettuino interventi alternativi di ripristino del livello della sostanza organica del suolo (sovescio, letamazione o altri interventi di concimazione organica). Tale deroga è sempre esclusa per le aree SIC e ZPS (salvo diversa prescrizione dell autorità di gestione). Interventi di bruciatura connessi ad emergenze di carattere fitosanitario prescritti dall autorità competente.

11 Obiettivo 3 STRUTTURA DEL SUOLO Mantenere la struttura del suolo mediante misure adeguate Un suolo ben strutturato garantisce la porosità del terreno, l infiltrazione, la crescita delle radici, l attività biologica e la resistenza all erosione. Un suolo ben strutturato garantisce la porosità del terreno, l infiltrazione, la crescita delle radici, l attività biologica e la resistenza all erosione. Per garantire il mantenimento della struttura, tra l altro, è necessario assicurare un efficiente drenaggio delle acque che, insieme ad opportune sistemazioni del terreno, assicurano il loro deflusso favorendo l eliminazione dei ristagni idrici.

12 Obiettivo 3 STRUTTURA DEL SUOLO Mantenere la struttura del suolo mediante misure adeguate NORMA 3.1 Difesa della struttura del suolo attraverso il mantenimento in efficienza della rete di sgrondo delle acque superficiali

13 Obiettivo 3 STRUTTURA DEL SUOLO NORMA 3.1 Finalità Conservare della struttura del suolo attraverso il mantenimento in efficienza della rete drenante. Un suolo ben strutturato garantisce la porosità del terreno, l infiltrazione, la crescita delle radici, l attività biologica e la resistenza all erosione. Per garantire il mantenimento della struttura, tra l altro, è necessario assicurare un efficiente drenaggio delle acque che, insieme ad opportune sistemazioni del terreno, assicurano il loro deflusso favorendo l eliminazione dei ristagni idrici.

14 Obiettivo 3 STRUTTURA DEL SUOLO NORMA 3.1 Superfici aziendali interessate Qualsiasi superficie agricola aziendale. Obblighi Mantenimento dell efficienza e della funzionalità della rete idraulica aziendale, attraverso la gestione e la conservazione delle scoline e dei canali collettori. Deroghe Disposizioni per le aree SIC e ZPS. Presenza di drenaggio sotterraneo

15 Obiettivo 4 LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO Assicurare un livello minimo di mantenimento utile ad evitare il deterioramento dell habitat NORMA 4.1 Protezione del pascolo permanente NORMA 4.2 Gestione delle superfici ritirate dalla produzione NORMA 4.3 Manutenzione degli oliveti NORMA 4.4 Mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio

16 Obiettivo 4 LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO NORMA 4.1 Protezione del pascolo permanente Finalità Assicurare una costante copertura vegetale del terreno, garantendo così la protezione del pascolo riducendo il rischio di erosione, il mantenimento della struttura del suolo e il livello di sostanza organica. Indirettamente viene preservato l habitat per numerose specie selvatiche e per la fauna che vive nel suolo. Anche il pascolamento deve essere praticato correttamente in quanto un carico animale eccessivo determina la compattazione del suolo, il danneggiamento del cotico erboso e la conseguente erosione.

17 Superfici aziendali interessate Obiettivo 4 LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO NORMA 4.1 Protezione del pascolo permanente Superfici a pascolo permanente. Obblighi Divieto di riduzione della superficie a pascolo; Divieto di conversione della superficie a pascolo permanente ad altri usi all interno delle aree SIC e ZPS (salvo diversa prescrizione dell autorità di gestione); Divieto di lavorazioni del terreno, fatte salve quelle connesse al rinnovo e/o infittimento del cotico erboso e alla gestione dello sgrondo delle acque. Deroghe Vedi reg. 796/04.

18 Obiettivo 4 LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO NORMA 4.2 Gestione delle superfici ritirate dalla produzione Finalità Assicurare la corretta gestione delle superfici ritirate dalla produzione tramite adatte pratiche agronomiche in grado di assicurare un livello minimo di mantenimento evitando così l abbandono dei terreni. In tal modo si conserva la fertilità e il potenziale produttivo dei terreni, si preservano i suolo dall erosione e dai dilavamenti, si controllano le piante infestanti, si limita il rischio di propagazione degli incendi. Si favorisce inoltre la tutela della fauna selvatica.

19 Obiettivo 4 LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO NORMA 4.2 Gestione delle superfici ritirate dalla produzione Superfici aziendali interessate Le superfici a seminativo soggette all obbligo del ritiro della produzione (set-aside) o ritirate volontariamente dalla produzione (terreni disattivati). Obblighi a) Presenza di una copertura vegetale, naturale o artificiale, durante tutto l anno; b) Attuare operazioni di sfalcio, o equivalenti pratiche agronomiche. Tuttavia, per le aree SIC e ZPS è fatto divieto di sfalcio, o altra operazione equivalente, dal 1 maggio al 30 settembre di ciascun anno. Per le altre aree il divieto di sfalcio è dal 15 maggio al 15 settembre.

20 Obiettivo 4 LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO NORMA 4.2 Gestione delle superfici ritirate dalla produzione Deroghe In deroga all obbligo a), sono ammesse lavorazioni meccaniche: se si attua la pratica del sovescio, in presenza di specie da sovescio o piante biocide; per i terreni interessati da interventi di ripristino di habitat e biotopi; per le colture a perdere per la fauna; se le lavorazioni del terreno, comunque da effettuarsi non prima del 15 luglio, hanno lo scopo di ottenere una produzione agricola nella successiva annata agraria; dopo il 31 agosto è ammesso ogni tipo di lavorazione. per lavorazioni di affinamento sui terreni lavorati prima del 1 gennaio di ciascun anno, per favorirne il successivo migliore inerbimento spontaneo o artificiale; è ammesso un solo intervento agronomico nei periodi di divieto previsti dalla norma. per lavorazioni funzionali all esecuzione di interventi di miglioramento fondiario.

21 Obiettivo 4 LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO NORMA 4.2 Gestione delle superfici ritirate dalla produzione Deroghe In deroga alle epoche stabilite dall obbligo b), sono ammesse idonee pratiche agronomiche come di seguito specificate: operazioni di sfalcio o trinciatura, che non comportino la rottura del cotico erboso in aggiunta o in alternativa, interventi di controllo della vegetazione tramite pascolamento, unicamente per i terreni ritirati volontariamente dalla produzione - per i quali non sussistono gli specifici divieti previsti per il set-aside di utilizzo della copertura vegetale per l alimentazione animale. Gli interventi non si applicano alle aziende ricadenti in area SIC e ZPS qualora essi contrastino con le misure di conservazione o con i piani di gestione prescritti dagli Enti gestori.

22 Obiettivo 4 LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO NORMA 4.3 Manutenzione degli oliveti Finalità Assicurare un livello minimo di mantenimento delle superfici coltivate ad olivo e la cura ed il mantenimento dell equilibrio vegetativo delle piante realizzato attraverso la pratica della potatura. Il mantenimento delle condizioni agronomiche e vegetative è una forma di gestione del territorio in grado quindi di ridurre il rischio di erosione e frane, conservando il presidio di zone rurali altrimenti destinate all abbandono, favorendo la diversità biologica della fauna e della flora. Superfici aziendali interessate Le superfici con oliveti

23 Obiettivo 4 LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO NORMA 4.3 Manutenzione degli oliveti Obblighi divieto di estirpazione delle piante di olivo; attuazione di tecniche colturali rivolte alla pianta allo scopo di mantenere un equilibrato sviluppo vegetativo dell impianto, secondo gli usi e le consuetudini locali; potatura degli olivi almeno una volta ogni 5 anni. Deroghe In caso di reimpianto autorizzato o di estirpazione autorizzata dall autorità competente; relativamente all impegno b), in presenza di motivazioni di ordine fitosanitario.

24 Obiettivo 4 LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO NORMA 4.4 Mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio Finalità Assicurare la conservazione del paesaggio rurale, evitare il deterioramento dell habitat, attraverso la conservazione di elementi caratteristici come i terrazzamenti, in quanto sistemazioni agricole in grado di ridurre il rischio di erosione e di frane. Il mantenimento dei muretti a secco favorisce la tutela delle diverse specie animali e vegetali che vi risiedono. Superfici aziendali interessate Qualsiasi superficie agricola aziendale.

25 Obiettivo 4 LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO NORMA 4.4 Mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio Obblighi a) divieto di eliminazione dei terrazzamenti esistenti, delimitati a valle da un muretto a secco oppure da una scarpata inerbita; b) divieto di effettuazione di livellamenti non autorizzati; c) rispetto dei provvedimenti regionali adottati ai sensi della direttiva 79/409/CEE e della direttiva 92/43/CEE; d) rispetto dei provvedimenti regionali di tutela degli elementi caratteristici del paesaggio non compresi alla lettera c). Deroghe In deroga all obbligo a), è consentito il rimodellamento dei terrazzamenti allo scopo di renderli economicamente validi e meccanizzabili. In deroga all obbligo b), sono consentiti i livellamenti ordinari per la preparazione dei letti di semina e per la sistemazione dei terreni a risaia.

26 Superfici a seminativo in produzione (incluso set-aside investito a non food o biologiche Superfici a seminativo soggette all obbligo del ritiro della produzione o volontariamente ritirate Norma 1.1 Norma 2.1 Norma 2.1 Norma 4.2 Superfici a pascolo permanente Norma 4.1 Superfici con oliveti Norma 4.3 Qualsiasi superficie agricola aziendale Norma 3.1 Norma 4.4 Regione Campania - Assessorato Agricoltura e alle Attività Produttive

Documento di lavoro. ART A Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura. (Versione 1.0)

Documento di lavoro. ART A Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura. (Versione 1.0) ART A Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura R Documento di lavoro T Sintesi Gestione dei terreni ritirati dalla produzione (Versione 1.0) Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura

Dettagli

CAMPO DI CONDIZIONALITÀ: BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI. OBIETTIVO 1: EROSIONE DEL SUOLO: Proteggere il suolo mediante misure idonee

CAMPO DI CONDIZIONALITÀ: BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI. OBIETTIVO 1: EROSIONE DEL SUOLO: Proteggere il suolo mediante misure idonee ALLEGATO 2 ELENCO DELLE NORME E DEGLI STANDARD PER IL MANTENIMENTO DEI TER- RENI IN BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI DI CUI ALL AR- TICOLO 6 E ALL ALLEGATO III DEL REGOLAMENTO (CE) N. 73/09 CAMPO

Dettagli

CAMPO DI CONDIZIONALITA : BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI. OBIETTIVO 1: EROSIONE DEL SUOLO: Proteggere il suolo mediante misure idonee

CAMPO DI CONDIZIONALITA : BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI. OBIETTIVO 1: EROSIONE DEL SUOLO: Proteggere il suolo mediante misure idonee Allegato parte integrante Allegato 2 ELENCO DELLE NORME PER IL MANTENIMENTO DEI TERRENI IN BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI DI CUI ALL ARTICOLO 6 E ALL ALLEGATO III DEL REGOLAMENTO (CE) N. 73/2009.

Dettagli

RELAZIONE TECNICA DI CONSULENZA

RELAZIONE TECNICA DI CONSULENZA RELAZIONE TECNICA DI CONSULENZA PSR TOSCANA 2007/2013 Regolamento CE 1698/05 MISURA 114 Utilizzo servizi di consulenza Provincia di.. Organismo prestatore del servizio:. Azienda :.... Tipologia di servizio

Dettagli

"La condizionalità in agricoltura: principi, norme e applicazione

La condizionalità in agricoltura: principi, norme e applicazione "La condizionalità in agricoltura: principi, norme e applicazione Laboratorio di consulenza partecipata Regione Puglia Assessorato alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia Servizi di Sviluppo Agricolo

Dettagli

Titolo: Professionalità e competenze nell Audit aziendale. Dr. ssa Agr. Berna Enrica

Titolo: Professionalità e competenze nell Audit aziendale. Dr. ssa Agr. Berna Enrica Titolo: Professionalità e competenze nell Audit aziendale Dr. ssa Agr. Berna Enrica e-mail: enricaberna@libero.it Cosa è la Condizionalità Allegato III e IV del Reg. UE 1782/03 La Condizionalità è l insieme

Dettagli

Quale futuro per i servizi di consulenza a supporto delle aziende agricole

Quale futuro per i servizi di consulenza a supporto delle aziende agricole Quale futuro per i servizi di consulenza a supporto delle aziende agricole Consiglio dell'ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali Alberto Giuliani Coordinatore dipartimento Sviluppo Rurale

Dettagli

Superficie complessiva: ha 07.16.81, di cui in coltura pura 04.15.39 ha e in coltura consociata ha 03.01.42

Superficie complessiva: ha 07.16.81, di cui in coltura pura 04.15.39 ha e in coltura consociata ha 03.01.42 Scheda operativa n.5 LE COLTIVAZIONE DELLE PIANTE OFFICINALI Superficie complessiva: ha 07.16.81, di cui in coltura pura 04.15.39 ha e in coltura consociata ha 03.01.42 Premessa Le piante officinali rappresentano

Dettagli

CEREALI (autunno-vernini) (frumento duro, frumento tenero, orzo, avena, farro e triticale)

CEREALI (autunno-vernini) (frumento duro, frumento tenero, orzo, avena, farro e triticale) CEREALI (autunno-vernini) (frumento duro, frumento tenero, orzo, avena, farro e triticale) Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti

Dettagli

La condizionalità in Puglia

La condizionalità in Puglia La condizionalità in Puglia Le norme per il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali Bari-Palazzo Agricoltura, 27 giugno 2006 REGIONE PUGLIA ASSESSORATO ALLE RISORSE AGROALIMENTARI

Dettagli

RELAZIONE TECNICA DI CONSULENZA

RELAZIONE TECNICA DI CONSULENZA RELAZIONE TECNICA DI CONSULENZA PSR TOSCANA 2007/2013 Regolamento CE 1698/05 MISURA 114 Utilizzo servizi di consulenza Provincia di... Organismo prestatore del servizio:. Beneficiario :..... Tipologia

Dettagli

CRITERI DI GESTIONE OBBLIGATORI (CGO) e BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE ED AMBIENTALI (BCAA)

CRITERI DI GESTIONE OBBLIGATORI (CGO) e BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE ED AMBIENTALI (BCAA) CRITERI DI GESTIONE OBBLIGATORI (CGO) e BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE ED AMBIENTALI (BCAA) Indice Introduzione 1 CGO Criteri di Gestione Obbligatori 2 BCAA Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali.. 5

Dettagli

Foglio Informativo CROSS COMPLIANCE

Foglio Informativo CROSS COMPLIANCE Foglio Informativo CROSS COMPLIANCE Ambiente Marcatura e registrazione dei capi Igiene e sicurezza alimentare Salute e benessere degli animali Mantenimento dei suoli e Tutela delle acque 2014 AUTONOME

Dettagli

Seminari locali destinati agli Enti gestori delle aree SIC/ZPS

Seminari locali destinati agli Enti gestori delle aree SIC/ZPS Buone pratiche di gestione e conservazione degli habitat agricoli Stefania Mandrone ISPRA Settore Gestione Agroecosistemi Seminari locali destinati agli Enti gestori delle aree SIC/ZPS L Aquila 7 Marzo

Dettagli

BIODIVERSITÀ NELL AGROECOSISTEMA

BIODIVERSITÀ NELL AGROECOSISTEMA BIODIVERSITÀ NELL AGROECOSISTEMA po p i l i F ri Alleg Zurla G ia Barbi er i nluca Luca 2^C a.s. 2013/2014 COS È LA BIODIVERSITÀ È LA VARIETÀ DI SPECIE ANIMALI E VEGETALI PRESENTI NELLA BIOSFERA PERCHÉ

Dettagli

REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA 1. Riferimenti normativi regionali relativi all applicazione del regime di condizionalità della Politica Agricola Comunitaria nella Regione Friuli Venezia Giulia per l annualità

Dettagli

SETTORE: AMBIENTE, CAMBIAMENTI CLIMATICI E BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE DEL TERRENO

SETTORE: AMBIENTE, CAMBIAMENTI CLIMATICI E BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE DEL TERRENO REGIONE PUGLIA 1. Riferimenti normativi regionali relativi all applicazione del regime di condizionalità della Politica Agricola Comunitaria nella Regione Puglia per l annualità 2015 Deliberazione regionale

Dettagli

REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA 1. Riferimenti normativi regionali 1.1 Deliberazione regionale n. 881 del 16 maggio 2014 di recepimento del DM 30125/09, come modificato dal DM n. 10346/11 e dal DM 15414/13,

Dettagli

UNIONE EUROPEA. REG. CE n. 814/2000 - Azioni di informazione riguardanti la politica agricola comune

UNIONE EUROPEA. REG. CE n. 814/2000 - Azioni di informazione riguardanti la politica agricola comune UNIONE EUROPEA REG. CE n. 814/2000 - Azioni di informazione riguardanti la politica agricola comune AZIONE La condizionalità: la nuova frontiera tra PAC, Sviluppo Rurale e cittadini consumatori AGRI 2008-202

Dettagli

1. Riferimenti normativi regionali. 2. Riferimenti normativi regionali relativi al singolo atto presenti nell allegato 1 della delibera sopraindicata.

1. Riferimenti normativi regionali. 2. Riferimenti normativi regionali relativi al singolo atto presenti nell allegato 1 della delibera sopraindicata. REGIONE PUGLIA 1. Riferimenti normativi regionali Deliberazione di Giunta regionale n. 1783 del 6/08/2014 di Attuazione del Decreto Mi.P.A.A.F. n. 15414/2013 Modifica al Decreto Ministeriale n. 30125 del

Dettagli

CAMPO DI CONDIZIONALITA : BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI. Obiettivo 1: EROSIONE DEL SUOLO: Proteggere il suolo mediante misure idonee

CAMPO DI CONDIZIONALITA : BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI. Obiettivo 1: EROSIONE DEL SUOLO: Proteggere il suolo mediante misure idonee Allegato parte integrante Allegato 2 ELENCO DELLE NORME PER IL MANTENIMENTO DEI TERRENI IN BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI DI CUI ALL ART. 5 E ALL ALLEGATO IV DEL REG. (CE) N. 1782/03. CAMPO

Dettagli

Sostanza organica e potenzialità di sequestro di CO2 nei suoli agricoli emilianoromagnoli

Sostanza organica e potenzialità di sequestro di CO2 nei suoli agricoli emilianoromagnoli Convegno L Agricoltura Conservativa esperienze concrete e misure di incentivazione Giovedì 30 ottobre 2014, ore 9,30 Tecnopolo di Reggio Emilia Piazzale Europa, 1 RE Sostanza organica e potenzialità di

Dettagli

REGIONE VALLE D AOSTA

REGIONE VALLE D AOSTA REGIONE VALLE D AOSTA 1. Riferimenti normativi regionali Deliberazione regionale n. 2191 del 23/09/2011 di recepimento del DM 30125/09, come modificato dal DM n. 10346/11, relativa alla Disciplina del

Dettagli

PSR e agricoltura conservativa: quali opportunità per le aziende agricole?

PSR e agricoltura conservativa: quali opportunità per le aziende agricole? PSR e agricoltura conservativa: quali opportunità per le aziende agricole? Convegno «Agricoltura conservativa dalla teoria alla pratica Cover crop e fertilità del suolo» Chiara Carasi Regione Lombardia

Dettagli

La PAC dopo il 2014: condizionalità, greening e II pilastro

La PAC dopo il 2014: condizionalità, greening e II pilastro La PAC dopo il 2014: condizionalità, greening e II pilastro Patrizia Borsotto Agripiemonteform, 28 ottobre 2014 Presentazione Condizionalità CGO e BCAA Breve storia Post 2013 Sviluppo rurale Condizionalità,

Dettagli

FAQ. La formazione è obbligatoria anche per il subentrante? Si.

FAQ. La formazione è obbligatoria anche per il subentrante? Si. FAQ Le risposte di seguito riportate hanno carattere indicativo e non vincolante. Eventuali approfondimenti specifici potranno essere richiesti agli uffici referenti delle singole misure. INFORMAZIONI

Dettagli

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi 5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi Riferimenti normativi Codice di Misura Articolo 36 (a) (vi) e 41 del Reg. (CE) N 1698/2005 e punto 5.3.2.1.6. dell Allegato II del Reg. (CE) 1974/06

Dettagli

La Condizionalità: strumento di sostenibilità e rafforzamento delle aziende agricole. Agenzia Laore Sardegna A cura di Monni Narciso

La Condizionalità: strumento di sostenibilità e rafforzamento delle aziende agricole. Agenzia Laore Sardegna A cura di Monni Narciso La Condizionalità: strumento di sostenibilità e rafforzamento delle aziende agricole. Agenzia Laore Sardegna A cura di Monni Narciso Produzione integrata: rispetto della Condizionalità Il richiedente gli

Dettagli

EVOLUZIONE DELLE TECNICHE COLTURALI E INTERAZIONI CON LA GESTIONE FAUNISTICA NEL CONTESTO DELLA NUOVA PAC

EVOLUZIONE DELLE TECNICHE COLTURALI E INTERAZIONI CON LA GESTIONE FAUNISTICA NEL CONTESTO DELLA NUOVA PAC VENEZIA, 19 MAGGIO 2014 EVOLUZIONE DELLE TECNICHE COLTURALI E INTERAZIONI CON LA GESTIONE FAUNISTICA NEL CONTESTO DELLA NUOVA PAC MANUEL BENINCA (COLDIRETTI VENETO) 1 QUALI SONO LE NORME CHE REGOLANO LE

Dettagli

Come un agricoltura produttiva e un ambiente vivo e ricco di biodiversità possono convivere

Come un agricoltura produttiva e un ambiente vivo e ricco di biodiversità possono convivere Cascina San Vittore in Canale Come un agricoltura produttiva e un ambiente vivo e ricco di biodiversità possono convivere Azienda agricola aderente al progetto Operation Pollinator Premessa La perdita

Dettagli

REGOLAMENTO PER L UTILIZZAZIONE AGRONOMICA DEGLI EFFLUENTI DI ALLEVAMENTO E DELLE ACQUE REFLUE Criteri applicativi al DGR 2495/2006

REGOLAMENTO PER L UTILIZZAZIONE AGRONOMICA DEGLI EFFLUENTI DI ALLEVAMENTO E DELLE ACQUE REFLUE Criteri applicativi al DGR 2495/2006 Città di Arzignano REGOLAMENTO PER L UTILIZZAZIONE AGRONOMICA DEGLI EFFLUENTI DI ALLEVAMENTO E DELLE ACQUE REFLUE Criteri applicativi al DGR 2495/2006 ART. 1. PREMESSE Il presente Regolamento detta, all

Dettagli

ALLEGATO I Flussi documentali

ALLEGATO I Flussi documentali ALLEGATI 1 ALLEGATO I Flussi documentali INTERVENTI SOGGETTI A PERMESSO A COSTRUIRE e DICHIARAZIONE DI VINCOLO IDROGEOLOGICO La Richiesta di Permesso a costruire all Edilizia Privata munita di ricevuta

Dettagli

ELENCO DELLE NORME E DEGLI STANDARD PER IL MANTENIMENTO DEI TERRENI IN BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI

ELENCO DELLE NORME E DEGLI STANDARD PER IL MANTENIMENTO DEI TERRENI IN BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI ALLEGATO N. 2 ELENCO DELLE NORME E DEGLI STANDARD PER IL MANTENIMENTO DEI TERRENI IN BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI DI CUI ALL ARTICOLO 6 E ALL ALLEGATO III DEL REGOLAMENTO (CE) N. 73/09-1 -

Dettagli

FAQ: Condizionalità. Cosa si intende per condizionalità?

FAQ: Condizionalità. Cosa si intende per condizionalità? FAQ: Condizionalità Cosa si intende per condizionalità? La condizionalità è una delle maggiori novità introdotte dalla Politica Agricola Comune (PAC) approvata nel 2003. Rappresenta l insieme delle norme

Dettagli

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA DEL CECE

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA DEL CECE DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA DEL CECE AGGIORNAMENTO 2005 3A - PARCO TECNOLOGICO AGROALIMENTARE DELL UMBRIA PREMESSA Il metodo di produzione su cui si basa l agricoltura integrata prevede l utilizzo

Dettagli

QUADRO B - Dichiarazioni

QUADRO B - Dichiarazioni Pagina 2 di 6 26189/95871 QUADRO B - Dichiarazioni INFORMATIVA Il SIAP fornisce l'elenco dei Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) e delle norme per il mantenimento del terreno in Buone Condizioni Agronomiche

Dettagli

RELAZIONE FINALE A. ATTIVITA REALIZZATE

RELAZIONE FINALE A. ATTIVITA REALIZZATE A. ATTIVITA REALIZZATE RELAZIONE FINALE 1. Incontro informativo - LAVORO SICURO IN AGRICOLTURA: UN OPPORTUNITA DI INVESTIMENTO - La valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza e gli aspetti autorizzativi

Dettagli

Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi

Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi Carlo Zaghi Dirigente Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali

Dettagli

LA CONDIZIONALITA' in Toscana. Una guida per le Imprese Agricole

LA CONDIZIONALITA' in Toscana. Una guida per le Imprese Agricole LA CONDIZIONALITA' in Toscana Una guida per le Imprese Agricole 1 INDICE PRESENTAZIONE 4 INTRODUZIONE 5 BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI 7 NORMA 1 - GESTIONE DEL SUOLO Standard 1.1 - Gestione

Dettagli

David Bianco - Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale

David Bianco - Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell Abbadessa Parchi e Riserve dell Emilia Romagna David Bianco - Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale Che cosa fa un Parco naturale?

Dettagli

La politica regionale di sviluppo rurale per il periodo 2014-2020 sarà improntata a quattro parole chiave:

La politica regionale di sviluppo rurale per il periodo 2014-2020 sarà improntata a quattro parole chiave: 4 5 scheda SEZIONE C: SCHEDA La strategia di sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia 2014-2020 in breve La politica regionale di sviluppo rurale per il periodo 2014-2020 sarà improntata a quattro parole

Dettagli

Vercelli ARCA 2 luglio 2015 Nutrirsi di paesaggio TERRITORIO AGRARIO E NUOVA PAC, LE STRATEGIE EUROPEE

Vercelli ARCA 2 luglio 2015 Nutrirsi di paesaggio TERRITORIO AGRARIO E NUOVA PAC, LE STRATEGIE EUROPEE Vercelli ARCA 2 luglio 2015 Nutrirsi di paesaggio TERRITORIO AGRARIO E NUOVA PAC, LE STRATEGIE EUROPEE LA POLITICA AGRICOLA COMUNITARIA PRIMO PILASTRO (pagamenti diretti) PAGAMENTO UNICO AZIENDALE GREENING

Dettagli

Regolamento (CE) n. 73/2009, articoli 5 e 6. Disposizioni applicative regionali della Condizionalità per l anno 2013.

Regolamento (CE) n. 73/2009, articoli 5 e 6. Disposizioni applicative regionali della Condizionalità per l anno 2013. Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 14 del 5 febbraio 2013 529 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 51 del 21 gennaio 2013 Regolamento (CE) n. 73/2009, articoli 5 e 6. Disposizioni applicative

Dettagli

EDILIZIA BIOECOLOGICA PER UNO SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE. Il recupero ambientale in ambito urbano: l ingegneria naturalistica:

EDILIZIA BIOECOLOGICA PER UNO SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE. Il recupero ambientale in ambito urbano: l ingegneria naturalistica: Il recupero ambientale in ambito urbano: l ingegneria naturalistica: L Ingegneria Naturalistica è una disciplina tecnica in grado di conciliare le esigenze antropiche di intervento sul territorio con quelle

Dettagli

ALLEGATO 2 - NORME PER IL MANTENIMENTO DEI TERRENI IN BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI (regolamento CE 1782/2003, art.

ALLEGATO 2 - NORME PER IL MANTENIMENTO DEI TERRENI IN BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI (regolamento CE 1782/2003, art. ALLEGATO 2 - NORME PER IL MANTENIMENTO DEI TERRENI IN BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI (regolamento CE 1782/2003, art. 5 e Allegato IV) CAMPO DI CONDIZIONALITA : BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E

Dettagli

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi (su superfici agricole)

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi (su superfici agricole) 5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi (su superfici agricole) Riferimenti normativi: Regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio, Titolo IV, Asse 2, Articoli 36 (a) (vi) e 41 (a) e (b) Codice

Dettagli

SOTTOMISURA 4.4. Sostegno agli investimenti non produttivi connessi all adempimento degli obiettivi agro-climatico-ambientali.

SOTTOMISURA 4.4. Sostegno agli investimenti non produttivi connessi all adempimento degli obiettivi agro-climatico-ambientali. SOTTOMISURA 4.4 Sostegno agli investimenti non produttivi connessi all adempimento degli obiettivi agro-climatico-ambientali. La Sottomisura sostiene investimenti materiali per la salvaguardia, il ripristino

Dettagli

ALLEGATO 6 DEFINIZIONE DELLA BUONA PRATICA AGRICOLA VALIDA PER L ATTUAZIONE DEL PIANO DI SVILUPPO RURALE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

ALLEGATO 6 DEFINIZIONE DELLA BUONA PRATICA AGRICOLA VALIDA PER L ATTUAZIONE DEL PIANO DI SVILUPPO RURALE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO ALLEGATO 6 DEFINIZIONE DELLA BUONA PRATICA AGRICOLA VALIDA PER L ATTUAZIONE DEL PIANO DI SVILUPPO RURALE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO a. Generalità: La seguente parte della misura definisce il concetto

Dettagli

Azienda Agricola biologica Costa Dorothea

Azienda Agricola biologica Costa Dorothea Azienda Agricola biologica Costa Dorothea Qualità e ricerca in una produzione di nicchia 1 L azienda agricola L azienda agricola Dorothea Costa nasce nel 2007 con i fondi del Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013

Dettagli

REGIONE LAZIO. BANDO PUBBLICO MISURA 10 Pagamenti Agro-climatico-ambientali

REGIONE LAZIO. BANDO PUBBLICO MISURA 10 Pagamenti Agro-climatico-ambientali REGIONE LAZIO ASSESSORATO AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE, CACCIA E PESCA (In attuazione del Regolamento (UE) N. 1305/2013) BANDO PUBBLICO

Dettagli

STRIP TILLAGE, ASPETTI AGRO-MECCANICI E OPERATIVI

STRIP TILLAGE, ASPETTI AGRO-MECCANICI E OPERATIVI Orzinuovi, 17 Luglio 2014 STRIP TILLAGE, ASPETTI AGRO-MECCANICI E OPERATIVI Di Agr. Ph D. Mattia Trevini 1-LAVORAZIONI LAVORAZIONI CONVENZIONALI Obbiettivi principali: Favorire lo sviluppo della coltura

Dettagli

Piano di Sviluppo Locale 2014-2020 GAL Tuscia Romana. Crescere insieme: opportunità e risorse

Piano di Sviluppo Locale 2014-2020 GAL Tuscia Romana. Crescere insieme: opportunità e risorse Piano di Sviluppo Locale 2014-2020 GAL Tuscia Romana Crescere insieme: opportunità e risorse MISURA 4 INVESTIMENTI IN IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI P1-6 4 MISURA 4 Investimenti in immobilizzazioni materiali

Dettagli

1. Riferimenti normativi regionali

1. Riferimenti normativi regionali REGIONE CAMPANIA 1. Riferimenti normativi regionali Deliberazione regionale della Giunta Regionale n.169 del 03/06/2014 di recepimento del DM 30125/09, come modificato dal DM n. 10346/11 e dal DM 15414/13,

Dettagli

Ammendante Compostato Misto

Ammendante Compostato Misto Ammendante Compostato Misto Cos è il Compost? Il Compost deriva da rifiuti, come buona parte dei fertilizzanti, dal letame alla farina di carne, dal cuoio idrolizzato al solfato ammonico. Il Compost non

Dettagli

REGIONE AUTONOMA DELLA LA SARDEGNA ALLEGATO 2

REGIONE AUTONOMA DELLA LA SARDEGNA ALLEGATO 2 ELENCO DELLE NORME PER IL MANTENIMENTO DEI TERRENI IN BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI DI CUI ALL ARTICOLO 5 E ALL ALLEGATO IV DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1782/03 1/17 CAMPO DI CONDIZIONALITÀ: BUONE

Dettagli

Piano Sementiero Nazionale per l Agricoltura Biologica

Piano Sementiero Nazionale per l Agricoltura Biologica Piano Sementiero Nazionale per l Agricoltura Biologica Presentazione dei risultati del secondo biennio di attività Linee guida e disciplinari per la produzione di sementi biologiche D.ssa Alessandra Sommovigo

Dettagli

La sostenibilità ambientale. La sostenibilità economica

La sostenibilità ambientale. La sostenibilità economica La sostenibilità ambientale È La sostenibilità economica I numeri Anno di fondazione: 1984 Produzione: 4.5 milioni di bottiglie l anno 350 ettari di vigneto in regime di agricoltura biologica certificata

Dettagli

COSA SI PUO FARE PER LIMITARE I PROBLEMI CHE POSSONO SORGERE ALL ATTO DELLO SPANDIMENTO?

COSA SI PUO FARE PER LIMITARE I PROBLEMI CHE POSSONO SORGERE ALL ATTO DELLO SPANDIMENTO? COSA SI PUO FARE PER LIMITARE I PROBLEMI CHE POSSONO SORGERE ALL ATTO DELLO SPANDIMENTO? Al di là degli obblighi di legge, queste buone tecniche, consentono di limitare i principali problemi (cattivi odori,

Dettagli

5.3.1.1.4 Ricorso a servizi di consulenza da parte degli imprenditori agricoli e forestali

5.3.1.1.4 Ricorso a servizi di consulenza da parte degli imprenditori agricoli e forestali 5.3.1.1.4 Ricorso a servizi di consulenza da parte degli imprenditori agricoli e forestali 1. Denominazione della Misura: Ricorso a servizi di consulenza da parte degli imprenditori agricoli e forestali

Dettagli

PROGETTO ESECUTIVO BOSCO GOLENA SAN MARTINO PIANO MANUTENZIONE QUINQUENNALE

PROGETTO ESECUTIVO BOSCO GOLENA SAN MARTINO PIANO MANUTENZIONE QUINQUENNALE PROGETTO ESECUTIVO BOSCO GOLENA SAN MARTINO IMBOSCHIMENTO TERRENI NON AGRICOLI PIANO MANUTENZIONE QUINQUENNALE COMMITTENTE: Comune di Viadana PROGETTISTA RINNOVA GREEN ENERGY SRL dott. for. Alberto Bergonzi

Dettagli

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA?

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA? Cos è la Produzione Integrata (PI). Con questo scritto desidero fare una cronistoria sulla produzione integrata, un sistema di lotta iniziato negli anni 80, dove un ticinese nella persona del Dott. Mario

Dettagli

Misura 216 Sostegno agli investimenti non produttivi

Misura 216 Sostegno agli investimenti non produttivi (Criteri esaminati dal Cds con procedura scritta n. 2/2012) Misura 216 Sostegno agli investimenti non produttivi Azione a) - Ripristino di spazi naturali e seminaturali e del paesaggio agrario Ripristino

Dettagli

Piano Regionale di Tutela delle Acque del Friuli Venezia Giulia

Piano Regionale di Tutela delle Acque del Friuli Venezia Giulia Associazione Imprenditori Idroelettrici del Friuli Venezia Giulia Monitoraggio dei corsi d'acqua per la realizzazione e la gestione delle derivazioni Palazzo Torriani, Udine, 20 settembre 2013 Piano Regionale

Dettagli

SCELTA DELL AMBIENTE DI COLTIVAZIONE E VOCAZIONALITÀ

SCELTA DELL AMBIENTE DI COLTIVAZIONE E VOCAZIONALITÀ CILIEGIO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA DELL AMBIENTE DI COLTIVAZIONE E VOCAZIONALITÀ

Dettagli

CAPITOLO 12 LA CONDIZIONALITÀ DEGLI AIUTI DIRETTI E LA CONSULENZA AZIENDALE

CAPITOLO 12 LA CONDIZIONALITÀ DEGLI AIUTI DIRETTI E LA CONSULENZA AZIENDALE CAPITOLO 12 LA CONDIZIONALITÀ DEGLI AIUTI DIRETTI E LA CONSULENZA AZIENDALE 12.1 La condizionalità degli aiuti diretti La riforma della PAC del 2003 ha introdotto significative novità in materia di condizionalità

Dettagli

CASE HISTORY DRENAGGIO VIGNETI- IDROSAC-MONTALCINO (SIENA)

CASE HISTORY DRENAGGIO VIGNETI- IDROSAC-MONTALCINO (SIENA) CASE HISTORY DRENAGGIO VIGNETI- IDROSAC-MONTALCINO (SIENA) 1 - Descrizione dell intervento a difesa del suolo1 Lo scopo dell intervento è quello di realizzare un drenaggio a bassa profondità in trincea

Dettagli

Opportunità e problematiche dei siti Natura 2000 in aree agricole Barbara Calaciura

Opportunità e problematiche dei siti Natura 2000 in aree agricole Barbara Calaciura Opportunità e problematiche dei siti Natura 2000 in aree agricole Barbara Calaciura Seminario Agenzie Regionali di Protezione dell Ambiente (ARPA-APPA) 3-5 ottobre 2012 Sala Conferenze ISPRA - Roma Agricoltura

Dettagli

La Politica Agricola Comune, i Programmi di Sviluppo Rurale e la Rete Natura 2000 Stato attuale e quadro post 2013

La Politica Agricola Comune, i Programmi di Sviluppo Rurale e la Rete Natura 2000 Stato attuale e quadro post 2013 La Politica Agricola Comune, i Programmi di Sviluppo Rurale e la Rete Natura 2000 Stato attuale e quadro post 2013 Luigi Servadei Ministero Luogo e delle datapolitiche Agricole, D.G. Sviluppo Rurale Rete

Dettagli

In agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere).

In agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere). L'agricoltura biologica è un metodo di produzione regolato sotto l aspetto legislativo a livello comunitario con un primo regolamento, il Regolamento CEE 2092/91, sostituito successivamente dai Reg. CE

Dettagli

1. TITOLO DELLA MISURA : Gestione delle risorse idriche in agricoltura

1. TITOLO DELLA MISURA : Gestione delle risorse idriche in agricoltura UNIONE EUROPEA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE TOSCANA PIANO DI SVILUPPO RURALE REGOLAMENTO CE 1257/1999 MISURA 9.6 Gestione delle risorse idriche in agricoltura Regolamento CE 445/02 lettera q PARTE I ADEMPIMENTI

Dettagli

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI IMPERIA AL SINDACO DI POMPEIANA

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI IMPERIA AL SINDACO DI POMPEIANA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI IMPERIA AL SINDACO DI POMPEIANA AL COORDINAMENTO PROVINCIALE DEL CORPO FORESTALE DI IMPERIA ALLA POLIZIA PROVINCIALE DI IMPERIA Prot.n. 251/06

Dettagli

Direttiva Habitat e agricoltura

Direttiva Habitat e agricoltura Natura 2000 ed il ruolo degli agricoltori Oliviero Spinelli Seminario Coldiretti Roma, 11 dicembre 2012 Direttiva Habitat e agricoltura Nella Direttiva "Habitat" viene specificato l'obiettivo di conservare

Dettagli

ALLEGATO _C_ Dgr n. 440 del 31/03/2015 pag. 53/74

ALLEGATO _C_ Dgr n. 440 del 31/03/2015 pag. 53/74 ALLEGATO _C_ Dgr n. 440 del 31/03/2015 pag. 53/74 REGIONE DEL VENETO PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE PER IL VENETO 2014-2020 BANDO PUBBLICO REG UE 1305/2013, Art. 29 Priorità dello sviluppo rurale Focus area

Dettagli

GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE

GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE G. Cacciabue, V.Debrando 1 La mitigazione degli effetti prodotti sul territorio

Dettagli

Mauro De Osti Sezione Parchi, Biodiversità, Programmazione Silvopastorale e Tutela dei Consumatori Regione del Veneto

Mauro De Osti Sezione Parchi, Biodiversità, Programmazione Silvopastorale e Tutela dei Consumatori Regione del Veneto Aree Natura 2000 nella Regione del Veneto Mauro De Osti Sezione Parchi, Biodiversità, Programmazione Silvopastorale e Tutela dei Consumatori Regione del Veneto Iniziativa finanziata dal Programma di Sviluppo

Dettagli

PSR 2014-2020: le prospettive provinciali Incontro con il partenariato

PSR 2014-2020: le prospettive provinciali Incontro con il partenariato PSR 2014-2020: le prospettive provinciali Incontro con il partenariato Costruiamo la strategia: dall analisi di contesto ai fabbisogni Luca Cesaro INEA Trentino Alto Adige Trento, 6 marzo 2014 Fasi di

Dettagli

CASO-STUDIO 1 Coltivazione di mais NON-IRRIGUO su cover-crop di leguminosa (VECCIA)

CASO-STUDIO 1 Coltivazione di mais NON-IRRIGUO su cover-crop di leguminosa (VECCIA) SEMINA su SODO CASO-STUDIO 1 Coltivazione di mais NON-IRRIGUO su cover-crop di leguminosa (VECCIA) Il presente caso studio è stato sviluppato da AIPAS nell ambito di un progetto europeo di educazione ambientale

Dettagli

PIANO DI GESTIONE SIC IT5210029 BOSCHI E BRUGHIERE DI CIMA FARNETO POGGIO FIORELLO (MUGNANO) MISURE DI CONSERVAZIONE

PIANO DI GESTIONE SIC IT5210029 BOSCHI E BRUGHIERE DI CIMA FARNETO POGGIO FIORELLO (MUGNANO) MISURE DI CONSERVAZIONE PIANO DI GESTIONE SIC IT5210029 BOSCHI E BRUGHIERE DI CIMA FARNETO POGGIO FIORELLO (MUGNANO) MISURE DI CONSERVAZIONE DIVIETI Cambiamenti dell uso del suolo. All interno degli habitat è vietato qualsiasi

Dettagli

COMUNE DI VALBRONA PROVINCIA DI COMO

COMUNE DI VALBRONA PROVINCIA DI COMO COMUNE DI VALBRONA PROVINCIA DI COMO PROGETTO ESECUTIVO INERENTE LA MESSA IN SICUREZZA DELLA ZONA DI TUTELA ASSOLUTA DEI POZZI DI ROSSANA PIANO DI MANUTENZIONE Marzo 2010 dr.geol. Raffaele Boninsegni dr.geol.

Dettagli

Definizioni e concetti di base in campo agronomico-ambientale

Definizioni e concetti di base in campo agronomico-ambientale Definizioni e concetti di base in campo agronomico-ambientale Ambienti terrestri Ambienti costruiti = aree urbane, industriali, infrastrutture: aree ristrette, ma ad elevato consumo energetico e produttrici

Dettagli

QUADRO DI SINTESI POTENZIALITA E CRITICITA

QUADRO DI SINTESI POTENZIALITA E CRITICITA QUADRO DI SINTESI POTENZIALITA E CRITICITA CONTRATTO DI PAESAGGIO FINALIZZATO ALLA DEFINIZIONE DI UNA STRATEGIA DI SVILUPPO TERRITORIALE E DI RIQUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA DEI TERRITORI MONTANI DI COMUNANZA

Dettagli

3. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE IDONEE ALLA LOCALIZZAZIONE

3. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE IDONEE ALLA LOCALIZZAZIONE 3. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE IDONEE ALLA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI DI SMALTIMENTO E RECUPERO DEI RS E RSP Il Piano regionale dei rifiuti secondo stralcio relativo ai rifiuti speciali anche pericolosi,

Dettagli

REGIONE PUGLIA ASSESSORATO ALL ECOLOGIA UFFICIO PARCHI E RISERVE NATURALI

REGIONE PUGLIA ASSESSORATO ALL ECOLOGIA UFFICIO PARCHI E RISERVE NATURALI AMB/SDL/2005/000 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione della Riserva Naturale Orientata Regionale Palude del Conte e duna costiera 1 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione della Riserva Naturale Orientata

Dettagli

DDISCIPLINARE DI PRODUZIONE OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA TERRA DI SAN MARINO ARTICOLO 1 ARTICOLO 2

DDISCIPLINARE DI PRODUZIONE OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA TERRA DI SAN MARINO ARTICOLO 1 ARTICOLO 2 DDISCIPLINARE DI PRODUZIONE OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA TERRA DI SAN MARINO ARTICOLO 1 La denominazione Olio Extravergine di Oliva Terra di San Marino è riservata al prodotto che rispetta le condizioni

Dettagli

Strumenti della nuova PAC per l attuazione del Piano nazionale sull uso sostenibile dei prodotti fitosanitari

Strumenti della nuova PAC per l attuazione del Piano nazionale sull uso sostenibile dei prodotti fitosanitari Strumenti della nuova PAC per l attuazione del Piano nazionale sull uso sostenibile dei prodotti fitosanitari Dr. Giuseppe CACOPARDI MIPAAF Direzione Generale Sviluppo Rurale PRIORITÀ DELL UNIONE IN MATERIA

Dettagli

Dott.ssa S. Anelli Dott. S. Porta

Dott.ssa S. Anelli Dott. S. Porta Dott.ssa S. Anelli Dott. S. Porta 1 PARCO DEL TREBBIA - Legge Regionale n. 19/2009 2 PARCO DEL TREBBIA - Legge Regionale n. 19/2009 Art. 1 Istituzione del Parco regionale, finalità e obiettivi gestionali

Dettagli

REGIONE PUGLIA. Articolo 1 Finalità ed oggetto

REGIONE PUGLIA. Articolo 1 Finalità ed oggetto Regolamento attuativo del Decreto del Ministero del Ministero per lo Sviluppo Economico del 10 settembre 2010, Linee Guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, recante la

Dettagli

L inventario delle azioni di tutela attiva e di ricostruzione della connettività nell Ambito Territoriale Omogeneo della Val di Cembra

L inventario delle azioni di tutela attiva e di ricostruzione della connettività nell Ambito Territoriale Omogeneo della Val di Cembra L inventario delle azioni di tutela attiva e di ricostruzione della connettività nell Ambito Territoriale Omogeneo della Val di Cembra Segonzano 25 novembre 2014 Michele Caldonazzi ALBATROS S.r.l. 1. Recupero

Dettagli

La riforma della PAC per il post 2013: principali cambiamenti e possibili impatti

La riforma della PAC per il post 2013: principali cambiamenti e possibili impatti La riforma della PAC per il post 2013: principali cambiamenti e possibili impatti DENIS PANTINI Responsabile Area Agricoltura e Industria Alimentare 5 aprile 2013 I temi di approfondimento Il percorso

Dettagli

COMUNE DI CARTIGLIANO Provincia di Vicenza

COMUNE DI CARTIGLIANO Provincia di Vicenza COMUNE DI CARTIGLIANO Provincia di Vicenza Reg. N.21 Cartigliano lì, 16/07/2014 Oggetto: ORDINANZA COMUNALE IN MATERIA DI COMBUSTIONE CONTROLLATA SUL LUOGO DI PRODUZIONE DI RESIDUI VEGETALI PREMESSO CHE:

Dettagli

Le misure dello sviluppo rurale a favore della biodiversità

Le misure dello sviluppo rurale a favore della biodiversità ECORICE e le prospettive future Le misure dello sviluppo rurale a favore della biodiversità Mario Perosino Regione Piemonte Direzione Agricoltura mario.perosino@regione.piemonte.it ECORICE e le prospettive

Dettagli

Direttiva 2009/128/CE del 21 ottobre 2009 che istituisce un

Direttiva 2009/128/CE del 21 ottobre 2009 che istituisce un Direttiva 2009/128/CE del 21 ottobre 2009 che istituisce un quadro per l azione comunitaria ai fini dell utilizzo sostenibile dei pesticidi. La direttiva assegna agli Stati Membri il compito di garantire

Dettagli

Progetto FA.RE.NA.IT

Progetto FA.RE.NA.IT Progetto FA.RE.NA.IT W kh R i Workshop Regione Molise M li Stato di attuazione delle misure del S di i d ll i d l PSR e prospettive future in Molise p p f Dott. For. Nicola Pavone Dott For Nicola Pavone

Dettagli

PIANO REGIONALE DI CONSULENZA ALLA IRRIGAZIONE PER UN USO CONSAPEVOLE DELL ACQUA IN AGRICOLTURA

PIANO REGIONALE DI CONSULENZA ALLA IRRIGAZIONE PER UN USO CONSAPEVOLE DELL ACQUA IN AGRICOLTURA Assessorato all Agricoltura e alle Attività Produttive PIANO REGIONALE DI CONSULENZA ALLA IRRIGAZIONE PER UN USO CONSAPEVOLE DELL ACQUA IN AGRICOLTURA IL FATTORE ACQUA è per l agricoltura un fattore determinante

Dettagli

BOSCHI E BIODIVERSITÀ. Rete Natura 2000

BOSCHI E BIODIVERSITÀ. Rete Natura 2000 BOSCHI E BIODIVERSITÀ Introduzione I boschi sono un patrimonio di tutti. Li vediamo, li attraversiamo, li ammiriamo e li utilizziamo. Ma vanno anche tutelati: sono ecosistemi complessi dove molte forme

Dettagli

SEMINA DIRETTA (SENZA ARATURA) E CONCIMAZIONE ORGANICA LOCALIZZATA ALLA SEMINA DI GRANO TENERO: VANTAGGI AGRONOMICI ED ECONOMICI

SEMINA DIRETTA (SENZA ARATURA) E CONCIMAZIONE ORGANICA LOCALIZZATA ALLA SEMINA DI GRANO TENERO: VANTAGGI AGRONOMICI ED ECONOMICI SEMINA DIRETTA (SENZA ARATURA) E CONCIMAZIONE ORGANICA LOCALIZZATA ALLA SEMINA DI GRANO TENERO: VANTAGGI AGRONOMICI ED ECONOMICI Anno 2006/2007 A cura dell ufficio Agronomico Italpollina Spa OBIETTIVO

Dettagli

Indicazioni per la manipolazione e lo stoccaggio dei prodotti fitosanitari e trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze

Indicazioni per la manipolazione e lo stoccaggio dei prodotti fitosanitari e trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze ALLEGATO VI Indicazioni per la manipolazione e lo stoccaggio dei prodotti fitosanitari e trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze VI.1 - Stoccaggio dei prodotti fitosanitari Fatte salve le

Dettagli

REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA ALLEGATO 2

REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA ALLEGATO 2 REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA ALLEGATO 2 ELENCO DELLE NORME E DEGLI STANDARD PER IL MANTENIMENTO DEI TERRENI IN BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI (Art. 6 e Allegato III del Reg. (CE) n.

Dettagli

PIANIFICARE LE CITTÀ DEL VINO

PIANIFICARE LE CITTÀ DEL VINO PIANIFICARE LE CITTÀ DEL VINO per un dialogo rinnovato tra sviluppo urbano e produzione vitivinicola Arch. Valeria Lingua Università di Firenze valeria.lingua@unifi.it PIANIFICARE LE CITTÀ DEL VINO LE

Dettagli

ALLEGATO 2 METODOLOGIA VASA

ALLEGATO 2 METODOLOGIA VASA ALLEGATO 2 METODOLOGIA VASA La metodologia VASA (Valutazione Storico Ambientale) è stata messa a punto per sopperire alla carenza di criteri di valutazione dell influenza antropica e delle dinamiche temporali,

Dettagli