REGOLAMENTO DI POLIZIA MORTUARIA

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1 REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA Provincia di Cagliari INDICE TITOLO I : DISPOSIZIONI GENERALI 4 CAPO I: DISPOSIZIONI GENERALI 4 ARTICOLO 1: Oggetto 4 ARTICOLO 2: Competenze 4 ARTICOLO 3: Responsabilità 5 ARTICOLO 4: Servizi gratuiti e a pagamento 6 ARTICOLO 5: Atti a disposizione del pubblico 6 CAPO II: FERETRI 7 ARTICOLO 6: Deposizione della salma nel feretro 7 ARTICOLO 7: Verifica e chiusura dei feretri 8 ARTICOLO 8: Feretri per inumazione, tumulazione, cremazione e trasporti 8 ARTICOLO 9: Fornitura gratuita del cofano dei feretri 10 ARTICOLO 10: Segni distintivi e Piastrine di riconoscimento 11 CAPO III: TRASPORTI FUNEBRI 11 ARTICOLO 11: Norme generali per i trasporti 11 ARTICOLO 12: Modalità del trasporto e percorso 12 ARTICOLO 13: Trasporti gratuiti e a pagamento 13 ARTICOLO 14: Trasferimento di salme 13 ARTICOLO 15: Trasporto di morti per malattie infettive - diffusive o portatori di radioattività 15 ARTICOLO 16: Trasporto per e da altri Comuni per seppellimento o cremazione 15 ARTICOLO 17: Trasporti in luogo diverso dal Cimitero 16 ARTICOLO 18: Trasporti per l'estero o dall'estero 17 ARTICOLO 19: Trasporto di ceneri e resti 17 ARTICOLO 20: Orario dei trasporti 17 ARTICOLO 21: Riti religiosi 18 TITOLO II : CIMITERI 18 CAPO I: CIMITERI 18 ARTICOLO 22: Elenco Cimiteri 18 ARTICOLO 23: Disposizioni generali - Vigilanza 18 ARTICOLO 24: Ammissione nei cimiteri 19 ARTICOLO 25: Trasferimento da un cimitero ad un altro 20 CAPO II: DISPOSIZIONI GENERALI E PIANO REGOLATORE CIMITERIALE 21 ARTICOLO 26: Disposizioni Generali 21 ARTICOLO 27: Piano regolatore cimiteriale 21 Dott. Ing. Alessandro DESOGUS

2 CAPO III: INUMAZIONE E TUMULAZIONE 24 ARTICOLO 28: Inumazione 24 ARTICOLO 29: Cippo 24 ARTICOLO 30: Tumulazione 25 ARTICOLO 31: Deposito provvisorio 26 CAPO IV: ESUMAZIONI ED ESTUMULAZIONI 27 ARTICOLO 32: Esumazioni ordinarie 27 ARTICOLO 33: Avvisi di scadenza per esumazioni ordinarie 28 ARTICOLO 34: Esumazione straordinaria 28 ARTICOLO 35: Estumulazioni 29 ARTICOLO 36: Esumazioni ed estumulazioni gratuite o a pagamento 30 ARTICOLO 37: Raccolta delle ossa 32 ARTICOLO 38: Oggetti da recuperare 32 ARTICOLO 39: Disponibilità dei materiali 32 CAPO V: CREMAZIONE 33 ARTICOLO 40: Cremazione 33 ARTICOLO 41: Crematorio 34 ARTICOLO 42: Modalità per il rilascio dell'autorizzazione alla cremazione 34 ARTICOLO 43: Urne cinerarie 35 CAPO VI: POLIZIA DEI CIMITERI 35 ARTICOLO 44: Orario dei cimiteri 35 ARTICOLO 45: Disciplina dell'ingresso 36 ARTICOLO 46: Divieti speciali 36 ARTICOLO 47: Riti funebri 37 ARTICOLO 48: Commissione per l edilizia cimiteriale ed epigrafi 38 ARTICOLO 49: Epigrafi, monumenti, ornamenti, sulle tombe nei campi comuni e lapidi sui loculi 39 ARTICOLO 50: Fiori e piante ornamentali 39 ARTICOLO 51: Materiali ornamentali 40 TITOLO III : CONCESSIONI 41 CAPO I: TIPOLOGIA E MANUTENZIONE DELLE SEPOLTURE 41 ARTICOLO 52: Sepolture per famiglia e collettività. Sepolture private. 41 ARTICOLO 53: Durata delle concessioni 42 ARTICOLO 54: Modalità di concessione 42 ARTICOLO 55: Uso delle sepolture di famiglia o di collettività (sepolture private) 44 ARTICOLO 56: Tumulazione di resti mortali e ceneri 45 ARTICOLO 57: Feretri di dimensioni eccezionali 46 ARTICOLO 58: Riserva di concessione per tombe, loculi, ossari, cinerari 46 ARTICOLO 59: Manutenzione, canone annuo, affrancazione 46 ARTICOLO 60: Termini per la costruzione dell'opera 47 ARTICOLO 61: Tombe di famiglia di pregio artistico 48 CAPO II: DIVISIONE, SUBENTRI E RINUNCE 48 ARTICOLO 62: Divisione, subentri 48 ARTICOLO 63: Rinuncia a concessione a tempo determinato 49 ARTICOLO 64: Rinuncia a concessione di aree e manufatti 49 CAPO III: REVOCA, DECADENZA ED ESTINZIONE 51 ARTICOLO 65: Revoca 51 ARTICOLO 66: Decadenza 51 ARTICOLO 67: Provvedimenti conseguenti la decadenza 52 ARTICOLO 68: Estinzione 52 ARTICOLO 69: Riassegnazione delle sepolture scadute, rinunciate, decadute. 53 2/ 2

3 TITOLO IV : LAVORI PRIVATI NEI CIMITERI E IMPRESE DI POMPE FUNEBRI 54 CAPO I: IMPRESE E LAVORI PRIVATI 54 ARTICOLO 70: Accesso al cimitero 54 ARTICOLO 71: Albo imprese 55 ARTICOLO 72: Autorizzazioni e permessi di costruzione di sepolture private e collocazione di ricordi funebri 55 ARTICOLO 73: Responsabilità Deposito cauzionale 56 ARTICOLO 74: Recinzione aree Materiali di scavo 56 ARTICOLO 75: Introduzione e deposito di materiali 57 ARTICOLO 76: Orario di lavoro 57 ARTICOLO 77: Sospensione dei lavori in occasione della Commemorazione dei Defunti 57 ARTICOLO 78: Vigilanza 58 ARTICOLO 79: Mansioni del personale cimiteriale, obblighi e divieti 58 CAPO II: IMPRESE DI POMPE FUNEBRI 59 ARTICOLO 80: Funzioni Licenza 59 ARTICOLO 81: Divieti 60 ARTICOLO 82: Esercizio della attività imprenditoriale 60 ARTICOLO 83: Attività di intermediazione 60 ARTICOLO 84: Elenco delle ditte 61 ARTICOLO 85: Sanzioni 61 TITOLO V : DISPOSIZIONI VARIE E FINALI 62 CAPO I: DISPOSIZIONI VARIE 62 ARTICOLO 86: Assegnazione gratuita di sepoltura a cittadini illustri o benemeriti 62 ARTICOLO 87: Registro sepoltura 62 ARTICOLO 88: Annotazioni sul registro delle sepolture 63 ARTICOLO 89: Registro giornaliero delle operazioni cimiteriali 63 ARTICOLO 90: Schedario dei defunti 63 ARTICOLO 91: Scadenzario delle concessioni 64 ARTICOLO 92: Operazioni cimiteriali 64 ARTICOLO 93: Dirigente responsabile del Servizio Cimiteriale 65 ARTICOLO 94: Concessioni pregresse 65 CAPO II: NORME TRANSITORIE E DISPOSIZIONI FINALI 65 ARTICOLO 95: Concessioni pregresse 65 ARTICOLO 96: Sepolture private a tumulazioni pregresse mutamento nel rapporto concessorio 66 ARTICOLO 97: Rimesse di carri funebri norma transitoria 66 APPENDICE 67 DEFINIZIONE DEI TERMINI PIU USATI CON UNA BREVE NOTA ESPLICATIVA 67 3/ 3

4 TITOLO I : DISPOSIZIONI GENERALI CAPO I: DISPOSIZIONI GENERALI ARTICOLO 1: Oggetto 1. Il presente Regolamento, in osservanza delle disposizioni di cui al titolo VI del testo unico delle leggi sanitarie 27/07/1934, al D.P.R. 10/09/1990 n 285 è della Circolare del Ministero della Sanità 24/06/1993 n 24 ha per oggetto il complesso delle norme dirette a disciplinare i servizi, in ambito comunale, relativi alla polizia mortuaria, intendendosi per tali quelli sulla destinazione e la gestione dei cadaveri o parti di essi, sulla costruzione, gestione e custodia dei cimiteri e dei locali annessi, sulla concessione di aree e manufatti destinati a sepoltura privata, nonché sulla loro vigilanza e in generale su tutte le diverse attività connesse con la morte e la custodia delle salme. 2. Per quanto non espressamente disciplinato dal presente Regolamento resta ferma l'applicazione del vigente Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria approvato con DPR. n 285/90. ARTICOLO 2: Competenze 1. Le funzioni di Polizia Mortuaria di competenza del Comune sono esercitate dal Sindaco, quale Ufficiale di Governo e Autorità Sanitaria locale. 2. I servizi inerenti la Polizia Mortuaria vengono effettuati attraverso una delle forme di gestione individuate dagli artt. 30, 31,32 del D.Lgs. del 18/08/2000 n 267, compatibilmente con la natura delle funzioni da svolgere, nonché a mezzo del servizio individuato dalla competente A.S.L. 4/ 4

5 3. In caso di gestione in economia, le funzioni e l organizzazione degli Uffici Comunali in materia di Polizia Mortuaria sono determinate, laddove siano necessarie integrazioni, a quanto già previsto dalla presente normativa, con il Regolamento di cui all art. 7 del D.Lgs. del 18/08/2000 n Per i servizi di Polizia Mortuaria gestiti nelle altre forme di cui agli 30, 31,32 del D.Lgs. del 18/08/2000 n 267, le funzioni e l organizzazione sono stabilite dai loro statuti e regolamenti o dal foglio di Norme e Condizioni in caso di Concessione. ARTICOLO 3: Responsabilità 1. Il Comune cura che all interno dei Cimiteri siano evitate situazioni di pericolo alle persone e alle cose e non assume responsabilità per atti commessi nei Cimiteri da persone estranee al suo servizio o per mezzi e strumenti a disposizione del pubblico e da questo utilizzati in modo difforme dal consentito. 2. Chiunque causi danni a persone o cose, sia personalmente, che per fatto altrui, ne risponde secondo quanto previsto dal titolo IX del libro IV del Codice Civile, salvo che l illecito non sia di rilevanza penale. 3. Chiunque introduca nel Cimitero in maniera furtiva con lo scopo di occultare, ovvero chiunque occulti nel Cimitero, cose di qualsiasi natura, non ammesse ai sensi dell art. 50 del D.P.R. 285/90 o non attinenti al culto dei defunti, ne risponde ai sensi del codice civile, salvo che l illecito sia di rilevanza penale. 4. Chiunque occulti nel Cimitero o provvede in proprio senza l intervento degli addetti e senza le previste autorizzazioni di Legge o di Regolamento, ad effettuare nel Cimitero alcune delle operazioni previste dal D.P.R. 285/90, ne risponde ai sensi del Codice Civile, salvo che l illecito non sia di rilevanza penale. 5. Chiunque chieda e ottenga l'autorizzazione ad eseguire lavori nelle tombe di famiglia, nelle concessioni di loculi, ossari e cinerari, risponde degli eventuali danni causati alla costruzione nelle parti in comune, alle costruzioni attigue, alle lapidi, agli arredi e alla vegetazione, conseguenti dalle operazioni effettuate. 5/ 5

6 ARTICOLO 4: Servizi gratuiti e a pagamento 1. Sono gratuiti i servizi di interesse pubblico, indispensabili, esplicitamente classificati gratuiti dalla legge e specificati dal Regolamento. 2. Tra i servizi gratuiti sono compresi: a) il servizio di osservazione dei cadaveri; b) il recupero e relativo trasporto delle salme accidentate, individuate dall'art. 14 comma 1; c) il trasporto funebre, all'interno del comune, per le salme delle persone individuate dall'art. 14, qualora effettuato ai sensi di cui al paragrafo 5 della Circolare del Ministero della Sanità 24/06/1993 n 24; d) inumazione in campo comune; e) la deposizione delle ossa in ossario comune; f) il feretro per le salme di persone di cui i famigliari non risultino in grado di sostenere la spesa, sempre che non vi siano persone, Enti ed Istituzioni che se ne facciano carico, secondo quanto specificato dall'art Tutti gli altri servizi non compresi nel precedente comma sono sottoposti al pagamento delle tariffe previste. 4. Tutte le tariffe inerenti i servizi di Polizia Mortuaria sono periodicamente determinati con Delibera della Giunta Municipale tenendo conto dei costi dei servizi stessi e delle disposizioni legislative in materia di norme finanziarie e tariffarie. ARTICOLO 5: Atti a disposizione del pubblico 1. Presso gli uffici comunali è tenuto, a seconda dei casi, su supporto cartaceo o informatico il registro, di cui all art. 52 del D.P.R. 285 del 10/09/1990, relativo alle inumazioni, alle tumulazioni ed alle successive variazioni affinché esso possa essere compilato cronologicamente dagli addetti, e posto a disposizione di chiunque possa avere interesse ad ottenere informazioni sulle sepolture cimiteriali. 2. Sono inoltre depositati presso gli Uffici Relazioni col Pubblico e Responsabile del Servizio Cimiteriale i seguenti atti: a) l'orario di apertura e di chiusura; b) copia del presente Regolamento, 6/ 6

7 c) l'elenco delle salme soggette ad esumazione ordinaria nel corso dell'anno; d) l'elenco delle concessioni cimiteriali in scadenza nel corso dell'anno ed in quello successivo; e) l'elenco delle tombe per le quali è in corso la procedura di decadenza o di revoca della concessione; f) ogni altro atto e documento la cui conoscenza venga ritenuta opportuna per gli interessati o per il pubblico, ai sensi della legge 07/08/1990 n 241. CAPO II: FERETRI ARTICOLO 6: Deposizione della salma nel feretro 1. Nessuna salma può essere sepolta se non chiusa in feretro avente le caratteristiche di cui al successivo art In ciascun feretro non si può racchiudere che una sola salma fatta eccezione per madre e neonato, morti in concomitanza del parto o in conseguenza immediata del parto, che possono essere chiusi in uno stesso feretro. 3. La salma deve essere collocata nel feretro rivestita con abiti, preferibilmente di tessuti naturali, o decentemente avvolta in lenzuola. 4. Se la morte è dovuta a malattia infettiva-diffusiva compresa nell'elenco pubblicato dal Ministero della Sanità, il cadavere, trascorso il periodo di osservazione, deve essere deposto nella cassa con gli indumenti di cui è rivestito al momento del decesso e avvolto in un lenzuolo imbevuto di soluzione disinfettante. 5. Se il cadavere risulta portatore di radioattività, il Dirigente del servizio di igiene pubblica della A.S.L. detta le necessarie disposizioni protettive allo scopo di evitare la contaminazione ambientale. 6. La deposizione della salma nella bara nonché le operazioni di suggellazione del feretro di cui al successivo art. 7 sono di competenza delle Imprese di onoranze funebri. 7/ 7

8 ARTICOLO 7: Verifica e chiusura dei feretri 1. La chiusura del feretro è fatta sotto la sorveglianza del personale incaricato. 2. Il Dirigente del servizio di Igiene Pubblica della A.S.L. o personale tecnico allo scopo incaricato, vigila e controlla l'applicazione della norma di cui al successivo art. 8 del presente Regolamento, all art. 30 del D.P.R. 285/90 e del paragrafo 9 della Circolare del Ministero della Sanità 24/06/1993 n In particolare deve essere accertata la stretta rispondenza del feretro al tipo di sepoltura cui è destinato e al trasporto, nonché l'identificazione del cadavere. 4. La suggellazione del feretro deve effettuarsi dopo il previsto periodo di osservazione del cadavere, tutelato dagli artt. 8,9, 10, 11 del D.P.R. 285/ Fatte salve le disposizioni di cui all art. 15 del presente Regolamento, ai sensi del paragrafo 9.6 della Circolare del Ministero della Sanità 24/06/1993 n 24, nei casi in cui si debba attendere prima di procedere alla tumulazione di una salma, l arrivo di congiunti da località lontane o estere per un periodo superiore alle 48 ore dal decesso, è consentito rimandare la tumulazione per un massimo di giorni 4 (quattro). Alla scadenza del periodo suddetto, la cassa metallica di zinco viene regolarmente sigillata secondo quanto previsto dal successivo articolo 8. ARTICOLO 8: Feretri per inumazione, tumulazione, cremazione e trasporti 1. La struttura dei cofani e la qualità dei materiali sono in rapporto ai diversi tipi di sepoltura o pratica funebre, oltre che alla distanza del trasporto funebre e cioè: a) Per inumazione: I) Il feretro deve essere di legno con caratteristiche di scarsa durabilità (preferibilmente di abete, pioppo, pino, larice, etc.); II) Le tavole non devono avere, a fondo intagliato, uno spessore inferiore a cm 2 e superiore a cm 3; III) la confezione deve essere conforme alle prescrizioni di legge di cui all art. 75 del D.P.R. 10/09/1990 n 285 e del paragrafo 9 della Circolare del Ministero della Sanità 24/06/1993 n 24; 8/ 8

9 IV) I feretri di salme provenienti da altri comuni ai sensi dello art. 35 del presente Regolamento, possono essere inumati anche se non corrispondono alle indicazioni sopra indicate; V) I feretri, provenienti da comuni con percorso superiore a 100 km, devono essere racchiusi in casse metalliche contenenti quelle in legno, oppure contenenti casse realizzate con materiale biodegradabile di cui al D.M. 01/02/1997 e al D.M. 09/07/2002. VI) I feretri che non risponderanno ai requisiti dei punti precedenti, in base alla tipologia di sepoltura, non verranno accettati. b) Per tumulazione: la salma deve essere racchiusa in duplice cassa l'una di legno esterna, l'altra di metallo, ermeticamente chiusa mediante saldatura, corrispondenti entrambe ai requisiti costruttivi e strutturali di cui all art. 30 del D.P.R. 10/09/1990 n 285 e del paragrafo 9 della Circolare del Ministero della Sanità 24/06/1993 n 24; c) Per cremazione: la salma deve essere racchiusa unicamente in cassa di legno con le caratteristiche di cui alla lettera a), per trasporti interni al Comune di decesso. Laddove il trasporto si esegue entro i 100 chilometri dal Comune di decesso, la salma deve essere racchiusa unicamente in cassa di legno con le caratteristiche di cui alla lettere a). 2. I trasporti di salme di persone morte per malattia infettiva-diffusiva vengono effettuati in duplice cassa con le caratteristiche di cui alla lettera b) precedente, se destinati alla tumulazione, con la cassa metallica all'esterno se destinate all'inumazione. 3. Se una salma già sepolta viene esumata o estumulata per essere trasferita in altro Comune o in altra sepoltura del cimitero, si deve accertare lo stato di conservazione del feretro e la sua corrispondenza alla nuova sepoltura, prescrivendo, se del caso, da parte del Dirigente del servizio di igiene pubblica della A.S.L, o suo delegato, il rinnovo del feretro o il rivestimento totale con lamiera metallica in zinco, corrispondente ai requisiti di legge. 4. È vietato l impiego di materiali non biodegradabili sulle parti decorative delle casse, nonché per le imbottiture interne ai sensi del paragrafo 9.1 della Circolare del Ministero della Sanità 24/06/1993 n 24. Nella inumazione l'impiego del feretro di 9/ 9

10 materiale biodegradabile diverso dal legno deve essere autorizzato dal Ministero della Sanità ai sensi dell art. 75 del D.P.R. 10/09/1990 n È consentita l'applicazione alle casse metalliche di valvole o speciali dispositivi autorizzate dal Ministero della Sanità, idonei a fissare o a neutralizzare i gas della putrefazione. nel Comune da Comune a Comune 100 km a inumazione legno con caratteristiche di scarsa durabilità legno con spessore 25 mm a tumulazione duplice cassa legno esterno e interno, ermeticamente chiusa legno con spessore 25 mm da Comune a Comune 100 km duplice cassa legno interno e zinco esterno, ermeticamente chiusa morti per malattie infettive duplice cassa metallo esterno ermeticamente chiusa e legno interno duplice cassa legno esterno e zinco interno, ermeticamente chiusa duplice cassa legno esterno e zinco interno, ermeticamente chiusa ARTICOLO 9: Fornitura gratuita del cofano dei feretri 1. Il Comune, se richiesto, fornisce gratuitamente la cassa di cui all art. 8 lettera a) e lettera e) per salme di persone appartenenti a famiglie bisognose o per le quali vi sia disinteresse dei famigliari. La cassa fornita gratuitamente è del tipo ordinario più semplice e non può essere sostituita da privati con altra cassa ne può essere destinata alla tumulazione. 2. Lo stato di indigenza o di bisogno è dichiarato dal Dirigente del Servizio Cimiteriale, sulla scorta delle informazioni assunte presso i Servizi Sociali del Comune, o delle quali comunque disponga, in merito alla composizione del nucleo familiare e alla situazione economica degli interessati. 10/ 10

11 ARTICOLO 10: Segni distintivi e Piastrine di riconoscimento 1. Sia la cassa di legno sia quella di metallo debbono portare impresso, ben visibile sulla parte esterna del proprio coperchio, il marchio di fabbrica, con l'indicazione della ditta costruttrice. 2. Sul piano esterno superiore di ogni feretro deve essere applicata una apposita piastrina metallica recante, impressi in modo indelebile, il cognome e il nome della salma contenuta e le date di nascita e di morte. 3. Per la salma di persona sconosciuta la piastrina contiene la sola indicazione della data di morte e gli eventuali altri dati certi. CAPO III: TRASPORTI FUNEBRI ARTICOLO 11: Norme generali per i trasporti 1. Il feretro, conforme alle prescrizioni di cui all art. 8 del presente Regolamento, è preso in consegna dall'incaricato del trasporto e viene accompagnato dai documenti di autorizzazione al trasporto e al seppellimento. L'incaricato del trasporto, giunto a destinazione, consegna il feretro e i documenti al personale incaricato. 2. L incaricato del trasporto deve essere identificabile ed avere un rapporto con l impresa di pompe funebri che svolge il servizio. Inoltre, l impresa deve essere in possesso congiuntamente delle autorizzazioni al Commercio e di Pubblica Sicurezza di cui all art. 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. L ufficio Comunale che rilascia le autorizzazioni al trasporto dovrà preventivamente accertare il possesso di detti requisiti. Per le autorizzazioni e la dichiarazione circa il rapporto con l impresa funebre dell incaricato del trasporto, è sufficiente acquisire le relative documentazioni una volta l anno per le imprese che hanno rapporti continuativi. In caso di rapporti occasionali la documentazione è prodotta anche a mezzo fax o fotocopia, di volta in volta, oppure viene acquisita agli atti una autocertificazione. Nell autorizzazione al trasporto deve essere riportato il 11/ 11

12 nominativo dell impresa funebre che lo esegue. Al momento della partenza l autista incaricato del trasporto segnerà, sull autorizzazione al trasporto in modo leggibile, il proprio nome e cognome controfirmandolo. Le Imprese di pompe funebri aventi sede nel territorio Comunale avranno tempo 90 giorni dall entrata in vigore del presente Regolamento, e previa richiesta degli Uffici competenti comunali per dimostrare il possesso delle autorizzazioni anzidette in forma congiunta. La mancanza dei requisiti per l incaricato del trasporto previsto dal paragrafo 5.4 della Circolare del Ministero della Sanità 24/06/1993 n 24, legittima il rifiuto al rilascio, da parte degli Uffici Comunali competenti, della autorizzazione al trasporto della salma all impresa funebre richiedente. 3. La rispondenza del feretro alle prescrizioni stabilite nonché l avvenuto trattamento antiputrefattivo, è certificato con atto dal personale a ciò delegato dalla A.S.L. dal luogo di partenza unitamente alla verifica della identità del cadavere. Alla partenza, a garanzia della integrità del feretro e del suo contenuto, vi sarà apposto un sigillo. Analogo sigillo sarà riportato sulla certificazione di cui sopra. L incaricato del trasporto giunto a destinazione, consegnerà il feretro e i documenti al personale incaricato del Cimitero. 4. Il corteo funebre, di norma, dopo la funzione religiosa o l'elogio funebre, si dirige celermente al cimitero di destinazione. Il Sindaco può autorizzare speciali onoranze o tragitti diversi da quelli consentiti. Il corteo non può sostare lungo il percorso. ARTICOLO 12: Modalità del trasporto e percorso 1. I criteri generali di fissazione degli orari, le modalità e i percorsi dei trasporti funebri sono determinati con Ordinanza del Sindaco. 2. Il trasporto, fatte salve le eccezionali limitazioni di cui all art. 27 del testo unico delle leggi di Pubblica Sicurezza, comprende: il prelievo della salma dal luogo di decesso, dal deposito di osservazione o dall obitorio, il tragitto alla Chiesa o al luogo dove si svolgono le esequie, la relativa sosta per lo stretto tempo necessario ad officiare il rito civile o religioso, il proseguimento fino al Cimitero o ad altra destinazione richiesta, seguendo il percorso più breve. 12/ 12

13 3. Nessuna altra sosta, salvo casi di forza maggiore, può farsi durante il percorso. Per eventuali cerimonie, diverse dalle rituali, occorre la preventiva autorizzazione del Sindaco. 4. Ove i cortei, per il numero dei partecipanti, fossero di notevole lunghezza, si dovrà lasciare il passo agli autobus del servizio pubblico urbano, ai veicoli dei vigili del fuoco, ai servizi urgenti di assistenza pubblica e di pubblica sicurezza. In ogni altro caso è vietato fermare, disturbare ed interrompere in qualunque modo il passaggio di un corteo funebre. 5. Nei casi speciali di concorso assai numeroso di persone, il responsabile del servizio di polizia mortuaria, prenderà accordi con il Comando di Polizia Municipale per gli opportuni provvedimenti di circolazione, atti a favorire lo svolgimento del corteo. 6. Il Dirigente dei servizi di igiene pubblica della A.S.L. vigila e controlla il servizio di trasporto delle salme, ne riferisce annualmente al Sindaco e gli propone i provvedimenti necessari ad assicurarne la regolarità. ARTICOLO 13: Trasporti gratuiti e a pagamento I trasporti funebri sono: a) gratuiti a carico del Comune, per le salme di persone indigenti, sconosciute, abbandonate, come individuate nel precedente art. 9; b) a pagamento in ogni altro caso. ARTICOLO 14: Trasferimento di salme 1. Il trasporto di cadaveri dal luogo di decesso o del ritrovamento al deposito di osservazione o all obitorio, prima che sia trascorso il periodo di osservazione prescritto dal D.P.R. 285/90, deve essere eseguito con apposito mezzo avente le caratteristiche di cui agli artt. 19 e 20 del citato D.P.R., in condizioni tali da non ostacolare eventuali manifestazioni di vita e da impedirne la vista dall esterno. Le salme di persone decedute negli Ospedali, Case di Cura, Istituti o luoghi di Ricovero, vengono depositate nei locali adibiti a Deposito di Osservazione di cui 13/ 13

14 all art. 14 del D.P.R. 285/90, all interno della struttura ed ivi mantenute per tutto il periodo di osservazione fissato dal medico Necroscopo. 2. Se la Salma non è nella propria abitazione, ma presso Ospedale, Istituto, Deposito di Osservazione, Obitorio, ecc., il Sindaco, a richiesta dei familiari, può autorizzare, dopo che sia compiuto il periodo di osservazione previsto, e con feretro sigillato, l inizio del funerale dalla porta della casa di abitazione, ove il feretro viene trasferito, poco prima dell ora fissata a condizione che il trasferimento sia all interno del Comune. 3. Nelle stesse circostanze di cui al comma 2 precedente, il Sindaco, sentito il Responsabile del Servizio di Igiene Pubblica della A.S.L., può anche autorizzare il trasporto all interno dell abitazione o, in casi eccezionali, al luogo di speciali onoranze. In casi particolarissimi, per tributo di speciali onoranze, previo rilascio di vincolante autorizzazione e prescrizione del servizio di Igiene e Sanità Pubblica della A.S.L., può autorizzare, prima che sia completato il periodo di osservazione previsto, ma dopo che sia stato accertato il decesso ai sensi dell art. 4 del D.P.R. 285/90, da parte del Medico Necroscopo, il trasporto della salma ovunque essa si trovi al luogo di speciali onoranze con feretro non sigillato e con le cautele di cui al primo capoverso del precedente comma 1). In entrambi questi casi la richiesta di trasporto deve essere corredata dal consenso del rappresentante dell Ente o Associazione nella cui sede vengono tributate le speciali onoranze. 4. I predetti trasferimenti, anteriori al funerale, sono eseguiti in forma privata, senza corteo e con l esclusione di quello di cui al primo comma, sono subordinati al pagamento dei diritti fissati in tariffa. 5. Il trasporto dal luogo del decesso all obitorio comunale di persone decedute e per le quali le autorità competenti abbiano disposto l accertamento necroscopico per la determinazione delle cause di morte, deve effettuarsi con mezzi e personale delle agenzie di pompe funebri presenti nel territorio comunale. 6. I trasferimenti di salme per autopsie, per consegna agli istituti di studio ecc ed i trasporti al cimitero di nati morti, feti, sono eseguiti con l impiego del mezzo di cui al 1 comma. 7. Le salme di persone decedute nelle proprie abitazioni, negli ospedali, istituti, alberghi o luoghi di ricovero, per le quali non siano stati richiesti i funerali, vengono trasportate direttamente al Cimitero. 14/ 14

15 8. Nel caso in cui il decesso sia avvenuto in luogo non adatto alla permanenza della salma, il medico Necroscopo, mediante indicazione scritta, dispone il trasferimento della salma all'obitorio. 9. Nel caso in cui la salma fosse in avanzato stato di putrefazione, e in luogo non adatto alla permanenza, il Medico Necroscopo può ordinare sempre in forma scritta la chiusura del feretro e il trasferimento all obitorio. 10. I predetti trasferimenti sono eseguiti in forma privata, senza corteo funebre. ARTICOLO 15: Trasporto di morti per malattie infettive - diffusive o portatori di radioattività 1. Nel caso di morte per malattie infettive-diffusive il Dirigente del Servizio di Igiene Pubblica della A.S.L. prescrive le norme relative al trasporto del cadavere, al divieto del corteo quando ciò sia indispensabile, e i necessari provvedimenti per le disinfezioni. 2. Per le salme che risultano portatrici di radioattività, il Dirigente del Servizio di Igiene Pubblica della A.S.L. dispone, a seconda dei casi, le necessarie misure protettive in ordine al trasporto, ai trattamenti e alla destinazione. ARTICOLO 16: Trasporto per e da altri Comuni per seppellimento o cremazione 1. Il trasporto da Comune a Comune, deve essere effettuato, sia in partenza che in arrivo, con il medesimo carro funebre. 2. Il trasporto di salme in cimitero di altro Comune é autorizzato dal Sindaco del Comune di partenza, con decreto, a seguito di domanda degli interessati. 3. La domanda deve essere corredata dall'autorizzazione al seppellimento rilasciato dall'ufficiale dello Stato Civile; nel caso di traslazione successiva alla prima sepoltura è sufficiente l'indicazione dei dati anagrafici del defunto e la data di morte. 15/ 15

16 4. Al decreto è successivamente allegata la certificazione del Dirigente del Servizio di Igiene Pubblica della A.S.L. o di personale tecnico da lui delegato, relativa alla verifica di cui all'art Dell'autorizzazione al trasporto è dato avviso al Sindaco del Comune nel quale la salma viene trasferita per il seppellimento, nonché ai Sindaci dei Comuni il cui territorio è attraversato nel trasporto, quando in essi siano tributate onoranze. 6. Le salme provenienti da altro Comune devono, di norma, e qualora non vengano richieste speciali onoranze all'interno del territorio del Comune, essere trasportate direttamente al cimitero, ove è accertata la regolarità dei documenti e delle caratteristiche dei feretri in rapporto alla sepoltura cui sono destinati, ai sensi dell'art. 8, secondo quanto risulta dalla documentazione prodotta e dal sigillo sul cofano. 7. Per le persone morte di malattie infettive e diffusive l'autorizzazione al trasporto è data dal Sindaco osservate le norme di cui all'art. 25/1 e 25/2 del D.P.R. 285/ Il trasporto di una salma da Comune a Comune per la cremazione e il trasporto delle risultanti ceneri al luogo del definitivo deposito, sono autorizzati con unico decreto dal Sindaco del Comune ove è avvenuto il decesso. ARTICOLO 17: Trasporti in luogo diverso dal Cimitero 1. Il trasporto di salme nell'ambito del Comune in luogo diverso dal cimitero, è autorizzato dal Sindaco con Decreto a seguito di domanda degli interessati. 2. In caso di decesso di persone che abbiano rilevanza a livello cittadino o nazionale, le cui esequie rivestono particolare importanza e grande concorso di pubblico, ove la salma si trovi nella propria abitazione ovvero presso ospedale, istituto, albergo, il Sindaco, sentito il Dirigente del Servizio di Igiene Pubblica della A.S.L., può autorizzare il trasporto in un luogo diverso, ove sia possibile tributare speciali onoranze. 16/ 16

17 ARTICOLO 18: Trasporti per l'estero o dall'estero Il trasporto di salme per e dall'estero è regolamentato dalla legge conformemente alle convenzioni internazionali vigenti. Per i morti di malattie infettive - diffusive, si applicano le disposizioni di cui all'art. 15 del presente Regolamento. ARTICOLO 19: Trasporto di ceneri e resti 1. Il trasporto fuori Comune di ossa umane, di resti mortali assimilabili e di ceneri, deve essere autorizzato dal Sindaco. 2. Se il trasporto è da o per Stato estero, al Sindaco si sostituisce l'autorità di cui agli artt. 28 e 29 del D.P.R. 285/ Le misure precauzionali igieniche stabilite per il trasporto di salme, non si applicano al trasporto di ceneri, di ossa umane e resti assimilabili. 4. Per poter essere trasportati, le ossa umane e i resti umani assimilabili, devono essere raccolti in una cassetta di zinco, corrispondente ai requisiti costruttivi e strutturali di legge, chiusa con saldatura, anche a freddo, e recante nome, cognome e data di morte del defunto o, se sconosciuto, l'indicazione del luogo e della data di rinvenimento dei resti. 5. Le ceneri devono essere raccolte in urne sigillate, con ceralacca, piombo o altro analogo sistema, aventi le caratteristiche di cui al successivo art. 43. ARTICOLO 20: Orario dei trasporti 1. I trasporti funebri sono effettuati in ore fisse antimeridiane e pomeridiane stabilite con ordinanza del Sindaco. 2. L'orario di ogni singolo trasporto viene fissato dall'ufficio di (Polizia Mortuaria), secondo quanto stabilito nell'ordinanza del Sindaco di cui al comma 1). 3. Il trasporto gratuito di salme di persone sconosciute, sole o abbandonate, nei casi in cui non occorra il nulla osta della Autorità Giudiziaria ovvero dopo averne ottenuto il nulla osta, può essere disposto d'ufficio, una volta ricevuto il permesso di seppellimento. 17/ 17

18 ARTICOLO 21: Riti religiosi 1. I ministri dei culti riconosciuti dallo Stato Italiano, intervenuti all'accompagnamento funebre si conformano alle disposizioni relative allo svolgimento dei funerali. 2. La salma può sostare nel luogo di culto per il tempo necessario all'ordinaria cerimonia. TITOLO II : CIMITERI CAPO I: CIMITERI ARTICOLO 22: Elenco Cimiteri 1. Ai sensi dell art. 337 del testo unico delle leggi sanitarie ( R.D. 27/07/1934 n 1265) il Comune provvede al servizio del seppellimento e/o alla cremazione delle salme utilizzando l esistente Cimitero Urbano, il Cimitero Circoscrizionale di Nebida e i Cimiteri che in futuro verranno realizzati. ARTICOLO 23: Disposizioni generali - Vigilanza 1. E' vietato il seppellimento dei cadaveri in luogo diverso dal cimitero salvo le autorizzazioni di cui agli artt. 102 e 105 del D.P.R. 10/09/1990 n L ordine e la vigilanza dei Cimiteri spettano al Sindaco. 3. Alla manutenzione dei Cimiteri, così come per la custodia e gli altri servizi cimiteriali, il Comune provvede con le forme di gestione riconosciute idonee e legittime, ai sensi degli artt. 30, 31, 32 de D.Lgs. 18/08/2000, n / 18

19 4. Le operazioni di inumazione, tumulazione e di traslazione di salme, di resti, di ceneri, di nati morti, di prodotti abortivi e del concepimento, di resti anatomici, sono riservati al personale addetto al cimitero. 5. Competono al Comune le operazioni di esumazione, estumulazione e le funzioni di cui agli artt. 52, 53, 81 del D.P.R. 10/09/90 n Le operazioni di cui al precedente punto 4) non si eseguono nelle giornate festive. Le salme, i resti o ceneri che pervengono al Cimitero nelle giornate festive saranno ricevute ma le relative operazioni di seppellimento rinviate al giorno feriale immediatamente seguente a quello festivo. 7. Il Dirigente del Servizio di Igiene Pubblica della A.S.L. controlla il funzionamento dei cimiteri e propone al Sindaco i provvedimenti necessari per assicurare il regolare servizio. ARTICOLO 24: Ammissione nei cimiteri 1. Senza distinzione di origine, di cittadinanza, di religione sono ricevute e seppellite, all'atto della loro morte, in uno qualunque dei cimiteri comunali: a) le salme o le ceneri di persone che, ovunque residenti, sono decedute nel Comune; b) le salme o le ceneri di persone nate nel Comune; c) le salme o le ceri di persone che, ovunque decedute, hanno avuto nel Comune la propria residenza; d) le salme, le ceneri o i resti mortali di persone che, non residenti nel Comune e decedute fuori di esso, siano coniugate con una persona in vita residente nel Comune o che con questi abbiano un rapporto di parentela di primo grado; i gradi di parentela vengono computati con il sistema previsto dal Codice Civile e il convivente con vincoli affettivi è equiparato al coniuge; e) le salme, le ceneri o i resti mortali di persone che, non residenti nel Comune e deceduti fuori di esso, abbiano un diritto ad utilizzare una tomba di famiglia o di collettività secondo quanto stabilito all'art Nell'interno dei cimiteri è possibile prevedere reparti speciali, individuati dal piano regolatore cimiteriale o, nelle more della sua adozione, dal Sindaco, destinati al seppellimento delle salme ed alla conservazione dei resti, ceneri ed ossa, di 19/ 19

20 persone appartamenti a culto diverso da quello cattolico o a comunità straniere, fatto salvo che esse non avessero manifestato in vita l'intenzione di essere sepolte nei reparti normali. 3. Altri reparti speciali possono essere istituiti per il seppellimento di cadaveri ed in particolare: a) Caduti in guerra militari e civili; b) Vittime di pubbliche calamità; c) Appartenenti a comunità di cui al precedente comma 2); d) Salme rinvenute indecomposte a seguito delle estumulazioni di cui all art. 86 del D.P.R. 285/90; e) Categorie, enti, associazioni individuate dal Consiglio Comunale. 4. Le maggiori spese per le opere necessarie per tali reparti, eventualmente anche per la maggior durata della sepoltura rispetto a quella normalmente ammessa, compresa l'assegnazione a tempo determinato di aree, sono a carico delle comunità richiedenti. 5. Gli arti e le parti anatomiche, di norma, vengono inumati in un reparto speciale del cimitero; a richiesta possono essere posti in tombe di famiglia o nei loculi. ARTICOLO 25: Trasferimento da un cimitero ad un altro 1. La sepoltura in un loculo o in una tomba di famiglia ha, di norma, carattere definitivo ed in virtù di ciò sono esclusi i trasferimenti da un loculo o da tomba di famiglia verso altri loculi dello stesso cimitero o di altro cimitero, fatta eccezione per i casi previsti nei commi seguenti. 2. Il trasferimento di salme, di resti mortali e di ceneri da un cimitero ad un altro è consentito nei seguenti casi: a) situazioni contingibili ed urgenti di pericolo per l'igiene e la sanità pubblica, fissate con ordinanza del Sindaco; b) sepolture avvenute in periodo in cui i Cimiteri Comunali erano privi di loculi; c) in tutti i casi di tumulazione provvisoria previsti all'art. 31; d) situazioni derivanti da esigenze di pubblico interesse risultanti da apposito provvedimento consigliare; 20/ 20

21 e) situazioni di cui al comma 5, art. 36. CAPO II: DISPOSIZIONI GENERALI E PIANO REGOLATORE CIMITERIALE ARTICOLO 26: Disposizioni Generali 1. Il cimitero ha campi comuni destinati alle inumazioni ordinarie decennali. 2. Le caratteristiche del suolo per tali campi, la loro ampiezza, la divisione in riquadri, l'ordine di impiego delle fosse e le misure rispettive, per adulti e per minori di 10 anni di età, devono essere conformi a quanto dispone il D.P.R. 10/09/1990 n Compatibilmente con le esigenze di detti campi, il cimitero ha pure aree ed opere riservate a sepolture private, individuali, familiari e per collettività nei limiti dell art. 90 e seguenti del D.P.R. 10/09/1990 n Un apposito piano regolatore cimiteriale determina, per le sepolture private, l'ubicazione, la misura delle aree, i diversi tipi di opere, le relative caratteristiche tecniche e di struttura, in rapporto ai vari sistemi costruttivi (muratura, lastre di pietra, elementi prefabbricati, cemento armato, etc.) in conformità a quanto disposto dagli artt. 76 e 91 del D.P.R. 10/09/1990 n 285 e dal successivo art. 27 del presente Regolamento. ARTICOLO 27: Piano regolatore cimiteriale 1. Entro un anno dalla data in vigore del presente Regolamento, il Consiglio Comunale è tenuto ad'adottare un piano regolatore cimiteriale che recepisca le necessità del servizio nell'arco di almeno dieci anni come previsto dall art. 58 del D.P.R.285/90. 21/ 21

22 2. Il piano di cui al comma 1 è sottoposto al parere preliminare dei competenti servizi della A.S.L., si applica l art. 139 del D.Lgs. 18/08/2000, n Nell elaborazione del piano si dovrà tener conto: a) dell'andamento medio della mortalità nell'area di propria competenza territoriale sulla base dei dati statistici dell'ultimo decennio e di adeguate proiezioni, da formulare anche in base ai dati resi noti da organismi nazionali competenti; b) della valutazione della struttura ricettiva esistente, distinguendo le dotazioni attuali di posti-salma per sepoltura a sistema di inumazione e di tumulazione, di nicchie per resti umani e nicchie cinerarie, in rapporto anche alla durata delle concessioni; c) della dinamica registrata nel tempo delle diverse tipologie di sepoltura e pratica funebre; d) delle eventuali maggiori disponibilità di posti-salma che si possono rendere disponibili nei cimiteri esistenti a seguito di una più razionale utilizzazione delle aree e dei manufatti in correlazione ai periodi di concessione e ai sistemi tariffari adottati; e) dei fabbisogni futuri di aree, manufatti e servizi in rapporto alla domanda esistente e potenziale di inumazioni o tumulazioni; f) delle zone soggette a tutela monumentale nonché dei monumenti funerari di pregio per i quali vanno previste particolari norme per la conservazione ed 'il restauro. 4. Nel cimitero sono individuati spazi da destinare alle varie tipologie costruttive sia per manufatti cimiteriali realizzati direttamente dal Comune che per manufatti da realizzare a cura e a spese dei privati su aree in concessione. In particolare: a) campi di inumazione comune; b) campi per la costruzione di sepolture private a tumulazione individuale, per famiglie e collettività; c) tumulazioni individuali (loculi); d) cellette ossario; e) nicchie cinerarie; f) ossario comune; g) cinerario comune. 22/ 22

23 5. La delimitazione degli spazi e delle sepolture previste in essi, deve risultare nella planimetria di cui all art. 54 del D.P.R. 10/09/1990 n Il cinerario comune deve avere le dimensioni in superficie e in profondità rapportate alla previsione del numero delle cremazioni locali ed essere costruito in base a progetti edilizi ispirati a motivi ornamentali consoni alla peculiarità del rito, oppure consistere nella specifica utilizzazione di strutture cimiteriali esistenti. 7. Il piano regolatore cimiteriale individua, altresì, le localizzazioni delle aree destinate alla concessione per la costruzione di sepolture private a tumulazione, le cui dimensioni non possono eccedere le seguenti: a) superficie dell'area: cm 600 per cm 600; b) distanza dai viali e dalle altre sepolture: cm 100 su ogni lato; c) superficie coperta: rapporto di 70 su 100; d) altezza fuori del piano di campagna: cm 500 più copertura a falde inclinate. 8. I criteri costruttivi per i manufatti cimiteriali a sistema di tumulazione sono i seguenti (Par. 13 della circolare del Ministero della Sanità del 24/06/1993 n 24): a) Dimensionamento strutturale per carichi su solette non inferiore a 250 kg/mq con verifica a rischio sismico indipendentemente se la struttura sia da realizzare in opera o con elementi prefabbricati; b) Pareti dei loculi con caratteristiche di impermeabilità durature ai liquidi e ai gas; c) Libertà nella scelta dei materiali da usare; d) Misura di ingombro libero interno per tumulazione dei feretri non inferiore ad un parallelepipedo di lunghezza metri 2,25, di larghezza metri 0,75 e di altezza metri 0,70. A detto ingombro va aggiunto, a seconda di tumulazione laterale o frontale lo spessore corrispondente alla parete di chiusura di cui all art. 76, commi 8 e 9 del D.P.R. 285/90. La misura di ingombro libero interno per la tumulazione in ossarietto individuale non dovrà essere inferiore ad un parallelepipedo con lato più lungo di metri 0,70, di larghezza metri 0,30 e di altezza 0,30. Per le nicchie cinerarie individuali le misure non potranno essere inferiori a metri 0,30, metri 0,30 e metri 0,50. Nel caso di tumulazioni di resti e ceneri non è necessaria la chiusura del tumulo con i requisiti di cui ai commi 8 e 9 del succitato art. 76, bensì la usuale collocazione di piastra in marmo o altro materiale (lapide) resistente all azione degli agenti atmosferici. È altresì 23/ 23

24 consentita la collocazione di non più di due cassette di resti e/o di urne cinerarie in un unico tumulo, sia o meno presente un feretro. 9. Ogni dieci anni il Comune è tenuto a revisionare il piano regolatore cimiteriale per valutare possibili variazioni nella tendenza delle sepolture, con le stesse procedure adottate per il primo impianto. 10. Vedere la parte relativa alle planimetrie catastali cimiteriali CAPO III: INUMAZIONE E TUMULAZIONE ARTICOLO 28: Inumazione 1. Le sepolture per inumazione hanno una durata predefinita di dieci anni e vengono assegnate gratuitamente. 2. Il periodo di rotazione delle salme inumate è pari a dieci anni; 3. Allo scadere del periodo suddetto, la salma di cui al punto precedente, verrà ridotta. Tali resti potranno, su richiesta dei familiari, essere posti in nicchie apposite. In assenza di tale richiesta, verranno poste nell ossario comune. 4. Il periodo di rotazione degli arti ha la durata di cinque anni. ARTICOLO 29: Cippo 1. Ogni fossa nei campi comuni di inumazione è contraddistinta, salvo diversa soluzione prescelta dai privati a norma del successivo comma 3, da un cippo, fornito e messo in opera dal Comune, costituito da materiale resistente agli agenti atmosferici. 2. Sul cippo va applicata una targhetta di materiale inalterabile con l'indicazione del nome e cognome, data di nascita e di morte del defunto. 24/ 24

25 3. A richiesta dei privati, può essere autorizzata dal Comune l'installazione, in sostituzione del cippo, di un copritomba di superficie complessiva non superiore ai due terzi della superficie della fossa le cui dimensioni non possono superare le dimensioni di m 0.80 di larghezza e m 2.10 di lunghezza e/o di una lapide di altezza non superiore a cm 50 dal piano di campagna, previo pagamento del corrispettivo in tariffa. 4. L'installazione delle lapidi e dei copritomba, la loro manutenzione e la conservazione dello stato di decoro, fanno carico interamente ai richiedenti o ai loro aventi causa. 5. In caso di incuria, abbandono o morte dei soggetti tenuti alla conservazione, il Comune può intervenire rimuovendo gli elementi pericolanti, previa diffida, anche ad'uno solo degli eventuali discendenti degli intestatari, che viene pubblicata in conformità all art. 63 del D.P.R. 10/09/1990 n 285. ARTICOLO 30: Tumulazione 1. Sono a tumulazione le sepolture di feretri, cassette resti o urne cinerarie in opere murarie o loculi, costruite dal Comune o da concessionari di aree, laddove vi sia l'intenzione di conservare per un periodo di tempo determinato le spoglie mortali. 2. Le sepolture private a sistema di tumulazione sono oggetto di concessione secondo le modalità di cui al Titolo 3 del presente Regolamento. 3. Dall'entrata in vigore del presente Regolamento ogni nuova sepoltura a sistema di tumulazione deve avere dimensioni interne adeguate alla collocazione del feretro le quali non possono essere inferiori alle seguenti misure: lunghezza m 2.25, altezza m 0.70 e larghezza m A detto ingombro va aggiunto a seconda di tumulazione laterale o frontale, lo spessore corrispondente alla parete di chiusura di cui all art. 76 commi 8 e 9 del D.P.R. 10/09/1990 n Per quanto attiene alle modalità di tumulazione ed alle caratteristiche costruttive si applicano le norme di cui agli artt. 76 e 77 del D.P.R. 10/09/1990 n / 25

26 ARTICOLO 31: Deposito provvisorio 1. Un feretro può essere tumulato provvisoriamente nei seguenti casi: a) in attuazione delle deliberazioni che disciplinano la ristrutturazione o l'ampliamento di uno dei cimiteri comunali; b) per coloro che, avendo chiesto ed ottenuto in concessione un'area cimiteriale, stanno eseguendo i lavori di completamento della tomba; c) per coloro che hanno ottenuto l'autorizzazione ad effettuare lavori di ristrutturazione di tombe private, allo scopo di liberare temporaneamente la tomba e consentire l'esecuzione dei lavori. 2. Il concessionario di una tomba di famiglia può chiedere la tumulazione provvisoria di una salma, a condizione che la tomba rientri in uno dei casi previsti dal comma I cimiteri ed i loculi destinati a ricevere le salme, durante il periodo di provvisorietà, sono individuati, di volta in volta, dal Responsabile del cimitero. 4. Il provvedimento di provvisorietà ha carattere eccezionale e non può essere adottato per periodi superiori a dodici mesi. 5. La provvisorietà è soggetta al canone previsto nella tariffa. Il canone di utilizzo è calcolato in trimestri, e comprende il periodo dal giorno della tumulazione provvisoria al giorno dell'effettiva estumulazione. Le frazioni di trimestre sono computate come trimestre intero. 6. Il Responsabile del Servizio cimiteriale, su richiesta del concessionario, informato sullo stato di avanzamento dei lavori dall'ufficio Tecnico del Comune, può prorogare il termine di scadenza della provvisorietà. 7. Scaduto il termine senza che l'interessato abbia provveduto all'estumulazione del feretro per la definitiva sistemazione, ove i lavori siano stati ultimati o non abbiano avuto luogo ovvero il concessionario non abbia ottenuto la proroga per il compimento dei lavori, il Responsabile del Servizio Cimiteriale, previa diffida, provvede ad inumare la salma in campo comune. Allo scopo di garantire l'attuazione di tale provvedimento, per ciascuna salma, all'atto della richiesta di tumulazione provvisoria, deve essere corrisposto il deposito cauzionale previsto nella tariffa. 26/ 26

27 8. Le salme di cui sopra, una volta inumate, non possono essere esumate, per essere di nuovo tumulate, se non dopo che sia trascorso il periodo di rotazione di dieci anni. 9. E' consentita, con modalità analoghe, la tumulazione provvisoria di cassette di resti mortali e di urne di ceneri. 10. Al termine dei lavori, dopo la verifica di agibilità della tomba, i defunti che sono stati tumulati provvisoriamente devono essere trasferiti e tumulati definitivamente nella tomba di destinazione ovvero in quella da cui erano stati estumulati. Il deposito cauzionale è rimborsato dopo la tumulazione definitiva delle salme. CAPO IV: ESUMAZIONI ED ESTUMULAZIONI ARTICOLO 32: Esumazioni ordinarie 1. Nei cimiteri il turno ordinario di inumazione è pari a quello fissato dall art. 82 del D.P.R. 285/90 e cioè di dieci anni. 2. Le esumazioni ordinarie si eseguono allo scadere del periodo di rotazione. 3. A cura di un incaricato del Responsabile del Cimitero, viene verificata l'avvenuta mineralizzazione delle salme, al momento della esumazione. Qualora la salma dovesse risultare non mineralizzata, si procede ad una nuova inumazione. 4. Le esumazioni ordinarie si eseguono nei mesi da febbraio a giugno e da settembre a novembre compresi, di norma si escludono i mesi di dicembre e di gennaio e quelli di luglio e agosto. Durante il periodo di esclusione possono essere effettuate le esumazioni ordinarie, per esigenze straordinarie di servizio. Le esumazioni ordinarie non si eseguono in caso condizioni metereologiche avverse. 27/ 27

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