9. La morena. Il fianco destro orografico della Val Martello (carta geologica 2) 8. Le strie glaciali

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1 Il fianco destro orografico della Val Martello (carta geologica 2) 8. Le strie glaciali L azione erosiva del ghiacciaio, in senso stretto, viene indicata con il termine esarazione; una delle forme caratteristiche di questa azione è costituita da fenomeni di abrasione del ghiaccio stesso o di materiale detritico, ciottoli trasportati sotto sforzo, incidenti la roccia in posto. In questo caso è possibile osservare: le forme di erosione più grandi (disegnate in tratto rosso più grosso) allungate e in rilievo; le strie superficiali (in rosso più fine) rettilinee e molto lunghe. Inoltre si possono distinguere anisotropie di vario tipo (le linee blu), forse il risultato di forze di stress agenti sull ammasso roccioso derivanti dal peso del ghiaccio soprastante. Questo genere di indicatori sono molto utili, perché possono dare informazioni sul tipo di movimento del ghiaccio, indicandone sia la direzione ed il verso di spostamento sia, nei casi più fortunati, l ordine di grandezza della massa agente. Dobbiamo immaginare infatti che il ghiaccio si adatti alle irregolarità del substrato, superando rilievi, cambiamenti di pendenza, avvallamenti (vedi Geomorfologia, G.B. Castiglioni, UTET, 1991, pp ). 9. La morena 10

2 È visibile una grande morena della Piccola Età Glaciale ( d.c.) generata dall azione sinergica di due lingue glaciali, una a destra ed una a sinistra qui rappresentate dalle frecce; queste due masse di ghiaccio non hanno fatto altro che costruire tra loro una lingua di detrito glaciale (le direzioni delle lingue glaciali sono schematizzate dalle frecce rosse). 10. Il deposito fluvio glaciale Questo tipo di forma di deposito deriva da un azione diretta dell acqua dei torrenti glaciali; in particolare il materiale viene depositato a formare vere e proprie pianure di alluvione glaciale, chiamate con il termine islandese sandur. 6DQGXU: deposito di contatto glaciale di ambiente fluviale. Forma tipica dell Islanda, dove davanti ai ghiacciai di questa regione, dal momento che prevale il trasporto fluviale rispetto a quello glaciale propriamente detto, hanno scarso rilievo i cordoni morenici, e spesso dal margine glaciale si passa direttamente ai depositi torrentizi, che vi assumono grande estensione e continuità. 11. I diversi fronti morenici Sono visibili dei fronti morenici relativi alla Piccola Età Glaciale costruiti dal ghiacciaio proveniente dalla destra (Vedretta Ultima). Il cordone morenico più distale (all estrema sinistra) potrebbe essere interpretato diversamente dagli altri; se infatti le prime sono morene presumibilmente frontali (si possono notare i tre cordoni concentrici relativi alle diverse fasi di ritirata della fronte glaciale), la seconda è una morena laterale. Essa sarebbe stata costruita dalla 11

3 lingua glaciale, costituita dall unione della Vedretta Ultima e della Vedretta Alta (quella più a monte e parallela alla prima), che in un certo momento avrebbe piegato il suo corso deviando verso Nord rendendosi parallela all asse principale della valle. Nella porzione posteriore è inoltre visibile il detrito di versante proveniente dalla parete rocciosa (DV). 12. Il Sandur in formazione Si può vedere un Sandur (S) in una fase precedente a quella vista prima, dove c è ancora scorrimento dell acqua. Il corso del torrente può definirsi anastomizzato, ossia molto ramificato e contorto. Sui fianchi deposito glaciale (DG) di tipo più grossolano depositato sotto forma di morene. 12

4 Carta geologica 2 13

5 &RQVLGHUD]LRQLVWRULFKH La DIGA Poco a monte del rifugio Corsi venne costruita, nel 1893, una diga a secco ; il motivo va ricercato non tanto in scelte economiche per lo sfruttamento al fine di produrre energia elettrica, ma in cause di tipo naturale risalenti al periodo della Piccola Età Glaciale. In quel periodo ci fu una avanzata, soprattutto in alta Valle, dei ghiacciai del Cevedale e della Vedretta Lunga, che provocarono, data la loro particolare collocazione relativa, la costituzione di una diga di ghiaccio che sbarrò le acque di fusione generando il cosiddetto lago dei detriti. Tale lago era soggetto a ripetuti svuotamenti, che provocavano alluvioni intense e disastrose che rovesciavano centinaia di migliaia di metri cubi di acqua nella Valle, portando distruzione e rovina. Si pensò così alla costruzione della diga, che venne costruita ad opera della Dieta del Tirolo; tuttavia, dopo la sua costruzione, essa non fu più utile, dal momento che il lago smise di formarsi e non si verificarono più fenomeni di alluvioni. La diga rimane a simbolo dei tristi eventi che anni fa colpirono questa valle e come esempio ingegneristico della capacità costruttiva di allora (Vedi la collocazione sulla carta geologica 2). Il bacino artificiale del GIOVERETTO La grande disponibilità di acqua e la costituzione morfologica della Valle hanno permesso la costruzione di un grande invaso per la produzione di energia elettrica. L erezione della diga, costruita tra il 1950 ed il 1957, ha permesso di ottenere un invaso di grosse dimensioni, che consente una produzione di energia pari a 170 milioni di Kwh presso la centrale di Lasa, posta ben 983 metri più in basso. &RQFOXVLRQL Il lavoro compiuto durante lo stage in Val Martello, a mio parere, ha avuto una grande utilità. Prima di tutto ci ha permesso di osservare direttamente sul campo la geologia studiata solo teoricamente, in particolare imparare a riconoscere le grandi famiglie di rocce metamorfiche, verificare la presenza di zone di faglia, studiare la composizione granulometrica dei depositi e la loro possibile genesi antica o recente. Inoltre ci ha messo di fronte alla difficoltà notevole di dover rappresentare sulla carta ciò che vedevamo, scontrandoci con le problematiche legate alla simbologia, alle orientazioni, alla definizione stessa delle forme. In particolare vorrei sottolineare come tali esperienze siano fondamentali nello sviluppare un abitudine alla comprensione visiva che ritengo essere uno dei requisiti più importanti per un esperto dell ambiente. Sono rimasto anche sorpreso dal fatto che spesso le scelte fatte fossero soggette ad aggiustamenti e variazioni, secondo teorie soggettivamente più accreditate; infatti tra di noi studenti, favoriti anche dall autogestione nella vita quotidiana, è nato un confronto intelligente e costruttivo riguardo alle diverse possibilità di analisi dei problemi. In questo siamo anche stati aiutati dall intervento di una laureanda di origine tedesca, che stava concludendo i suoi studi riguardo le morene della Valle; grazie al suo intervento abbiamo potuto considerare l elevata quantità e tipologia di morene presenti sul territorio, e la conseguente ricerca della loro genesi in relazione con i movimenti dei ghiacciai durante le loro successive avanzate e ritirate. Non ultimo, ritengo molto utile il lavoro di relazione, che in questo caso si è rivelato particolarmente complesso, a motivo del carattere principalmente pratico dell esperienza. 14

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