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1 SEZIONE NOVITÁ LIBRARIE: RECENSIONI La Vita Quotidiana dei Bambini Nella pagina web dell ISTAT Statistiche in breve (Periodo di riferimento: Anno 2005, Diffuso il: 17 novembre 2005) appare una ricerca sulla vita quotidiana dei bambini. Ecco gli estremi della ricerca. I dati analizzati e presentati sono stati in gran parte rilevati nell ambito dell Indagine Multiscopo Aspetti della vita quotidiana 2005 attraverso un modulo specifico sull infanzia, esito di una convenzione tra Istat, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Istituto degli Innocenti di Firenze. L indagine è stata condotta nel mese di gennaio 2005 su 24mila famiglie, per un totale di circa 55mila individui. Le famiglie con minori sono pari al 29,2% del campione. Ulteriori approfondimenti sul tema sono stati presentati successivamente nell ambito della Conferenza Nazionale sull Infanzia, Firenze, 21 novembre 2005, in occasione della giornata per i diritti dell infanzia e dell adolescenza. L Istituto degli Innocenti a Firenze ha ospitato il convegno dal titolo L eccezionale quotidiano, organizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con la Commissione Parlamentare per l infanzia. Il convegno ha voluto mettere in evidenza la vita quotidiana dei bambini e dei ragazzi - lo studio, il gioco, il tempo libero - per fornire un quadro sulla condizione infantile nel contesto sociale e familiare, legandola al patto tra le generazioni e alla responsabilità sociale delle imprese e delle agenzie che contribuiscono alla crescita dei bambini e degli adolescenti. Lo scopo è di promuovere una politica per l infanzia che passi dalla preoccupazione all attenzione, che predisponga, perciò, strategie di azioni utili a potenziare l identità della cittadinanza di bambini ed adolescenti. Erano presenti rappresentanti del Governo, della Commissione Parlamentare per l infanzia, delle Istituzioni locali, del Centro nazionale di documentazione e analisi per l infanzia e l adolescenza, docenti universitari, esperti ed operatori del settore. Per l Istat ha partecipato Linda Laura Sabbadini, Direttore centrale per le indagini su condizioni e qualità della vita. La sua relazione (36 pagine) è riportata integralmente. Ecco l indice: 1. Bambini in famiglia: la cura, il loro contributo in casa 1.1 Figli unici o con un fratello 1.2 I genitori dedicano più tempo ai figli 1.3 A chi sono affidati i più piccoli quando non sono con i genitori: l importanza dei nonni 1.4 La crescita dell esperienza del nido, la sua ancora scarsa diffusione Volume 11, Numero 2, 2006, pag. 193

2 1.5 I bambini e i ragazzi collaborano in casa con alcuni lavoretti 2. I bambini, le bambine e il gioco 2.1 I giochi preferiti: giochi tradizionali, giochi emergenti 2.2 Più bambini giocano con genitori, nonni, coetanei 2.3 Giochi di movimento e videogiochi più col papà; disegno, musica, fiabe e attività domestiche più con la mamma 2.4 La casa, il luogo del gioco per tutti 3. Bambini e autonomia 3.1 Dove dormono i bambini: una stanza tutta per sé? 3.2 La paghetta: quanti la prendono e che cosa ci fanno 3.2 Chi ha le chiavi di casa? 4. La televisione: un consumo sempre più personalizzato 4.1 Quanto, quando e come si vede la TV 4.2 Un ricco menù di programmi televisivi al crescere dell età 5. Il cellulare strumento di comunicazione multidimensionale 5.1 Con un proprio cellulare, usandolo tutti i giorni 5.2 Cellulare non solo per telefonare 5.3 Cellulare più per gli amici che per i genitori 6. Pc e Internet: un utilizzo crescente ma non egualitario 6.1 Differenze sociali e territoriali nell accesso a pc e Internet 6.2 Differenze anche nell utilizzo 6.3 Pc e tv non schiacciano le altre attività: bambini multimediali 7. Tempo libero e fruizione culturale: cresce socializzazione e partecipazione 7.1 Il mondo dei pari 7.2 Bambini più sportivi 7.3 Più bambini ai corsi di formazione extrascolastica 7.4 La lettura, attività al femminile 7.5 Più bambini e ragazzi seguono gli spettacoli 8. In sintesi 8.1 Bambini sempre più attivi e in rete, si riducono le differenze di genere 8.2 Le differenze sociali e di opportunità ancora troppo alte Il testo integrale per la stampa di 12 pagine riporta i dati più significativi e i commenti relativi. Abbiamo chiesto alla prof. Marin, docente di Psicologia dello Sviluppo all Università di Padova di commentarli. Fa riflettere anzitutto il dato statistico: Sono aumentate le famiglie in cui entrambi i genitori hanno un occupazione lavorativa (oltre il 50% al nord), rispetto a quelle in cui esiste una madre casalinga (che scenda al 36%). Sono aumentate le famiglie composte da un solo genitore (l 8,6%), soprattutto in conseguenza dell incremento di separazioni e divorzi. Sono aumentati i figli unici (il 31% nel nord ovest) e i bambini con un solo fratello (categoria prevalente con il 53%), a scapito delle famiglie più numerose La cura dei bambini più piccoli (0-5 anni) è affidata con grande frequenza ai nonni (l 80% almeno una volta a settimana), che possono dar loro una continuità nelle cure parenta- Volume 11, Numero 2, 2006, pag. 194

3 li; i bambini più grandi sono affidati a personale a pagamento, peraltro in misura significativa solo per le classi sociali più alte. Questo aspetto si traduce in una minore chiusura (e conseguente protezione) della vita quotidiana nell ambiente famigliare e in un maggiore contatto con il mondo esterno, con tutti i vantaggi e gli aspetti potenzialmente negativi che ne derivano. L indagine ha infatti centrato l analisi su tre aspetti di vita quotidiana di bambini e ragazzi dai 3 ai 17 anni: il gioco, le relazioni sociali, l impatto con le nuove tecnologie. Le attività ludiche mantengono la tradizionale distinzione fra maschi e femmine: i maschi prediligono il pallone (oltre il 70%), i giochi con automobiline, trenini, figurine, ma si inserisce prepotentemente il videogioco con il computer, sedentario ma avvincente (il 65 % fra 6 e 10 anni); le femmine restano affezionate al gioco con le bambole (oltre l 80%), prediligono il disegno creativo, il gioco di movimento, il gioco di attività domestiche, il gioco di ruolo. I videogiochi restano prerogativa dei maschi (il doppio delle femmine) e i figli maschi giocano con i padri con strumenti informatici già dall età di 3-5 anni in modo più frequente rispetto con le madri. Le relazioni sociali moderne si possono sintetizzare così: bambini e ragazzi attivissimi e con tanti amici. Maschi e femmine comunicano e giocano di più con tutti, frequentano almeno una volta alla settimana mediamente 5 amici, fanno più sport (oltre il 50%), vanno a più spettacoli, musei e attività extrascolastiche, leggono più libri (il 50% almeno uno all anno). Ma l aspetto più rilevante è il confronto sempre più capillare con le nuove tecnologie: cresce in modo esponenziale l uso del telefono cellulare (dal 70 all 80% secondo l età fra gli 11 e 1 17 anni e senza particolari differenze fra maschi e femmine); esso viene utilizzato non solo per parlare a distanza, ma soprattutto inviare e ricevere SMS; rilevante è anche l uso del cellulare come videogioco; è molto esteso anche l uso del personal computer (dal 50 all 80% secondo l età fra i 6 e i 17 anni, sia per maschi che per femmine) con una crescita fortissima dell accesso a internet (oltre il 50% dopo gli 11 anni). É singolare che cellulare e computer non sono in competizione con la tradizionale televisione, ma si aggiungono ad essa, nel quadro della frenetica attività che contraddistingue i ragazzi moderni. Se una differenza si può rilevare fra maschi e femmine questa riguarda proprio l attivismo: pur mantenendo le differenziazioni nelle preferenze di gioco, esse hanno raggiunto i maschi nell uso delle nuove tecnologie e manifestano una più estesa gamma di attività extrascolastiche. Riflessioni su natura - cultura Viene spontanea a questo punto una domanda: questa maggiore attività di bambini e ragazzi porta sicuramente una maggiore conoscenza del mondo e maggiori stimoli, ma favorisce anche una maggiore capacità cognitiva ed emotiva? Conoscere questi aspetti è importante perché si possono poi ipotizzare o studiare le conseguenze positive o negative che tali caratteristiche possono produrre a livello cognitivo, affettivo, emotivo, sociale o morale; quanto le nuove generazioni possono venire influenzate dai cambiamenti sociali ed ambientali in cui sono inserite? Occorre ricordare che la base di conoscenza che fornisce le risorse necessarie all essere umano, la struttura dei problemi che ognuno di noi cerca di risolvere e le possibili strategie di soluzione a noi messe a disposizione, sono situate all interno di una matrice sociale di propositi e valori. I problemi posti, gli strumenti disponibili per risolverli e le tattiche che vengono scelte si basano sulle definizioni socioculturali e le tecnologie disponibili con cui l individuo opera. É chiaro dunque che il contesto socio storico culturale può avere molto peso nel definire e Volume 11, Numero 2, 2006, pag. 195

4 plasmare il bambino e la sua esperienza. Razionalità ed emotività sono solo due delle diverse parti in cui si articola il nostro io, ma possiamo individuarne altre, per esempio il maschile e il femminile. Così come a livello biologico, coesistono nel corpo umano ormoni maschili e femminili, ed è solo la loro proporzione che determina la nostra identità di genere. Allo stesso modo, a livello psicologico, coesistono caratteri maschili e femminili più o meno sviluppati nelle loro potenzialità a seconda del sesso a cui apparteniamo. La componente maschile è rappresentata dalla capacità di agire, di affermarsi nell ambiente, di intervenire per modificare le cose, mentre quella femminile è rappresentata dalla capacità di accettare, di donarsi, di accogliere e custodire dentro di sé le impressioni del mondo circostante. É noto tuttavia che a determinare lo sviluppo di tali potenzialità non è solo il genere sessuale, ma anche circostanze socio-culturali, come dimostra la mascolinizzazione della donna che lavora e la femminilizzazione dei giovani papà. Ciascuno di noi è potenzialmente dotato di tutte queste capacità a prescindere dal genere di appartenenza. L emotivo e il razionale, il maschile e il femminile, l attivo e il pigro, il timido e l audace, il tollerante e l intollerante sono tutti partiti rappresentati nel nostro mondo interno. Questa molteplicità, anche se dà adito a conflitti, non deve spaventare, perché rappresenta la ricchezza e la complessità di noi esseri umani, ma il nostro bisogno di approvazione che ciascuno di noi nutre da bambino ci porta a rinnegare quelle parti che vengono disapprovate dagli adulti di riferimento. Per questo i tratti culturalmente censurati e quindi criticati e puniti, vengono rinnegati, pur continuando ad esistere e a lavorare a livello inconscio. Ora nello sviluppo emotivo del bambino moderno influisce il fatto che egli è bombardato dagli strumenti tecnologici che i genitori, gli adulti di riferimento o la società gli propongono. Appare un bambino attivo, sempre più occupato, concentrato sull usa e getta, ma di fatto più solo; ha tanti amici, ma sono amici del momento, tenuti legati da rapporti sporadici durante le attività extrascolastiche, scandite da orari predefiniti, o da messaggi virtuali via SMS. Lo sviluppo cognitivo risente così del minor tempo che il bambino può dedicare alla riflessione. Al bambino non vengono dati strumenti per godere del proprio pensiero della propria fantasia o della capacità di progettare a lungo termine. Non è infatti sufficiente una maggiore cultura e o una maggiore informazione per sviluppare questi strumenti preziosi. Del resto la stringatezza e la povertà di sfumature nel linguaggio sintetico delle nuove tecnologie (messaggi SMS ed ) e la mancanza del contatto diretto con l interlocutore, non aiutano lo sviluppo delle capacità di comprendere ed esprimere le sottili differenze che contraddistinguono la vera comunicazione interpersonale, scritta o verbale che essa sia. Ai bambini non viene data la possibilità o il tempo necessario di dare spazio al dialogo interiore, di sviluppare degli strumenti di riordino mentale, che è utilissimo per consentire di prendere, grazie alle informazioni ricevute e ai diversi punti di vista, decisioni non solo più adeguate alla realtà esterna, ma soprattutto più in sintonia con la propria realtà interna; in sintesi si può ipotizzare che venga influenzata negativamente la capacità di programmare a lungo termine e di imparare un linguaggio ricco ed etico, indispensabile nel risolvere problemi intra e interrelazionali. Maria Laura Marin Volume 11, Numero 2, 2006, pag. 196

5 Marco Costa e Leonardo Corazza (2006). Psicologia della bellezza. Giunti, Firenze. Indice: Prefazione. Cap. I È bello ciò che è bello. Concordanza nei giudizi di bellezza. La bellezza secondo i neonati. Le Veneri preistoriche. Gli inizi della psicologia della bellezza. Cap. II Geometria della bellezza. Canoni estetici di bellezza. Gli effetti della simmetria. Gli effetti dell asimmetria. Cap. III Prototipo medio e stimolo supernormale. Tecniche digitali di averaging. Il volto medio. I limiti della teoria del prototipo medio. Lo stimolo supernormale. Potenza e limiti degli stimoli supernormali. Stimoli supernormali nei ritratti artistici. Occhi, labbra e rotondità del volto. Cap. IV Bellezza maschile, femminile, infantile. Mascolinità e femminilità. Il faccismo. Baby face. I segnali infantili. Cap. V Messaggi dal volto. Gli occhi. Le sopracciglia e l espressività del volto. I capelli. La bella voce. Cap. VI Il bel corpo. Le misure del corpo. Donne e autovalutazione dell immagine corporea. Bello è sinonimo di sano? Cap. VII Dinamismi cruciali. Un inclinazione significativa. Imitazione, eco posturale e attrazione interpersonale. I dinamismi dello sguardo. Cap. VIII I segnali di identità sessuale. Il dimorfismo sessuale nella nostra specie. Differenze comportamentali. Il culto maschile dell immagine corporea. L odore corporeo. La prospettiva ecologica. Cap. IX Abbigliamento e cosmesi. Al di là della moda. I segnali dell abbigliamento. Il trattamento cosmetico. Cap. X Bellezza e contesto. La familiarità. Il livello di attivazione. La temperatura ambientale. L affollamento. La distanza interpersonale. Cap. XI I disturbi dell immagine corporea. L immagine corporea. Anoressia e bulimia. Dismorfofobia. L insoddisfazione per l immagine corporea. Il confronto sociale e i mass media. Il danno fisico. Bellezza e disturbi mentali. Cap. XII L effetto alone della bellezza. Le parole della bellezza. La proliferazione degli stereotipi. Bellezza, status e mass media. Bellezza e competenza. Bellezza e intelligenza. L effetto Pigmalione. Cap. XIII Bellezza e affetti. L aspetto fisico. La similarità. Differenze di genere. Bellezza e mobilità sociale. Cap. XIV Bellezza e lavoro. Sedurre per guadagnare. Il colloquio di assunzione. La prima impressione. Bellezza, reddito e carriera. Il peso, l età e il fumo. Ambiente di lavoro e mobbing. Dominanza e leadership. Cap. XV Bellezza e giustizia. Faccia da delinquente. L imputato attraente. Un viso che ispira fiducia. Cap. XVI Bellezza e politica. Sedurre per convincere. Bellezza e competenza. Kennedy, Nixon e la televisione. Media training. Volume 11, Numero 2, 2006, pag. 197

6 La bellezza ha da sempre conquistato il mondo, essere belli è un desiderio legato all infanzia che si perpetua per tutta la vita degli individui. I nostri giudizi sono spesso collegati all idea del bello e racchiudono un insieme di elementi che vanno dall aspetto fisico, compresa la postura e gli aspetti visivi del corpo fino alla voce, all espressione e ai gesti. La psicologia della bellezza interessa tutti perché tutti noi prima di uscire al mattino ci prepariamo per aumentare il nostro grado di bellezza, la nostra possibilità di essere accettati dagli altri. Gli autori presentano, per ciascun capitolo, i risultati di ricerche che sottolineano, ad esempio la concordanza molto alta dei giudizi relativi alla bellezza dei volti dimostrando che è bello ciò che è bello. In una stessa cultura la concordanza dei giudizi è elevata, ma è pure elevata in culture e in etnie differenti. Nella nostra vita quotidiana siamo costretti a basare i nostri giudizi soltanto sull apparenza, senza possibilità di approfondimenti. L aspetto esteriore è importante nel rapporto con gli altri. La tecnologia permette di creare al computer, mescolando tra loro le caratteristiche di facce differenti, volti tipici che rappresentano la media dei volti di più persone. Il metodo della media digitale di volti realizza una perfetta simmetria che non è del tutto apprezzabile nel giudizio di bellezza. I tratti infantili di un volto adulto, in particolar modo femminile sono apprezzati, l importante è che aspetto e comportamento siano coerenti. Se si considerano i bambini con tratti attraenti si nota che gli adulti sono influenzati nelle loro valutazioni. A bambini con tratti attraenti gli adulti attribuiscono una maggiore propensione a comportamenti prosociali. É stato dimostrato anche che un atto antisociale compiuto da un maschio bello è considerato meno grave rispetto allo stesso atto compiuto da un maschio non attraente. Interessante il risultato che nel caso di bambine succede esattamente il contrario. L assenza di caratteristiche infantili provoca un calo delle attenzioni degli adulti e potrebbe in parte spiegare la cosiddetta sindrome del bambino picchiato. Studi su bambini vittime di abusi sessuali hanno dimostrato che tali bambini hanno configurazioni particolari del volto che li fanno apparire più grandi della loro età. Interessante la domanda che si pongono i due ricercatori: se si trova attraente un volto, viene considerato attraente anche tutto il resto del corpo?. I risultati hanno confermato l ipotesi della bellezza come tratto unico. Sono studiati, tra l altro, l importanza dei segnali di identità sessuale, la familiarità, la distanza interpersonale, la bellezza e la giustizia e, infine, la bellezza e la politica. Questo volume mostra come ciascuno di noi è influenzato da tratti superficiali che giudichiamo assai importanti tanto che nella nostra mente spesso correliamo bello con buono e brutto con cattivo rendendo difficile la vita sia degli primi che dei secondi. Alcune conoscenze e comportamenti sono condivisi con gli altri e spesso le nostre azioni dotate di senso si fermano al giudizio sulla piacevolezza di un volto. Le nostre scelte, ad esempio di un partner, pur se basate in gran parte sulla sua piacevolezza, e quindi sulla superficie delle cose, si rilevano essere scelte importanti che possono durare tutta una vita o, comunque, per lunghi periodi. Nietzsche non si sbagliava quando diceva: Questi greci erano superficiali per profondità!. Mariselda Tessarolo Volume 11, Numero 2, 2006, pag. 198

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